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LUDWIG ART BEETHOVEN

Estemporanea di musica e pittura per un teatro dei gesti espressivi

250 anni fa, nel 1770, a Bonn, nasceva Ludwig van Beethoven. Beethoven è noi, sintesi di tutti gli
sviluppi storici secolari della nostra storia, di tutte le raffigurazioni del nostro senso, di tutti
gl’incitamenti perenni del pensiero e del sentimento, di tutte le rivelazioni trascendenti dell’Ideale,
di tutti i misteri inviolati dall’essere nostro. Beethoven è noi, alfa e omega, labaro e viatico, sogno
e luce, realtà e mistero, fonte e custodia di tutto quanto noi, nascendo, ereditiamo nella vita e noi,
morendo, raccomandiamo alla vita.

Beethoven non è un classico. Beethoven non solo non è un classico, ma non è neppure un
romantico. Beethoven è il Romanticismo, perchè la musica di Beethoven non è una musica, non è
la musica di Beethoven: la musica di Beethoven è la Musica, colla iniziale maiuscola. E la Musica
non è nè classica nè romantica, e non è nè un classicismo nè un romanticismo. La Musica è
movimento, eccitamento, sconvolgimento, dissolvimento. La Musica è Aspirazione eterna.
Passione eterna, Evoluzione eterna.
(Giuseppe Vannicola) De profundis clamavi ad te" di Giuseppe Vannicola Stab. tip. della Biblioteca di cultura italiana. Firenze, 1905

La musica è il suono elettrizzato in cui lo spirito vive pensa e crea. Ogni elemento elettrico eccita lo
spirito a fluide effuse creazioni musicali. Il mio temperamento è elettrico.“
Ludwig Van Beethoven, Source: Rivolto a Bettina Brentano; citato in Luigi Magnani, Beethoven nei suoi Quaderni di conversazione, Laterza, 1970,
p. 228.

Programma del concerto

Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 2 (Chiaro di luna)

Adagio sostenuto, Allegretto, Presto agitato

Sonata op. 13 (Pathétique)

Grave, Adagio cantabile, Allegro

L’ascolto dal vivo è profondamente diverso dall’ascolto “addomesticato” e “autogestito” cui siamo
abituati, al servizio, più che altro, dei nostri moti emotivi, dei nostri desideri di evasione e quindi
preservato dal faticoso coinvolgimento dell’intenzionalità, del pensiero produttivo. L’ascolto di
musica classica dal vivo richiede silenzio, solitudine fantasticante, come quella, probabilmente,
dell’artista che realizza la propria opera.

Nel campo dell’arte siamo abituati alla fruizione dell’opera compiuta; qualche notizia sulla sua
genesi viene magari riportata nel catalogo della mostra di cui fa parte. In realtà la sua versione
“pubblica” implica uno spazio sempre diverso da quello originale, con luci, ombre, contesti decisi a
posteriori dal curatore di turno. Possiamo solo immaginare, per esempio, l’esitazione o la
decisione, lo slancio o la prudenza, la delicatezza o l’energia della gestualità che ha prodotto i
segni, le forme, gli spessori.

Questa è una proposta “teatrale”, nella quale l’esperienza del gesto musicale si traduce
contemporaneamente nell’esperienza del gesto artistico, conferendo segno, forma e colore
all’impalpabilità del suono, in un “teatro dei gesti espressivi”. Gli artisti che parteciperanno alla
performance avranno scelto in anticipo il tempo di Sonata sul quale creare la propria opera,
considerata la peculiarità di ciascun brano; l’esecuzione prevederà quindi tempi adeguati tra un
movimento e l’altro per permettere l’avvicendamento degli artisti. Vista e udito convergono
partecipando alla creazione, in tempo reale, di opere musicali e artistiche. Ogni artista illustrerà,
alla fine del concerto, la propria opera, comunicando al pubblico come le suggestioni musicali
abbiano attivato il pensiero fantasticante e “guidato” la mano. La manifestazione si concluderà con
l’esposizione delle opere nella sala.

Obiettivi

- Favorire contaminazioni produttive ed estemporanee tra musica e linguaggi diversi,


valorizzando il ruolo attivo del pubblico.

Esigenze tecniche

Spazio opportunamente illuminato e che permetta una buona visione, contemporanea, della
pianista e degli artisti

Pianoforte a coda.

Preventivo spese

Noleggio pianoforte a coda (IVA compresa) € 350

Spese tipografiche € 350

Cachet pianista € 350

Totale € 1050