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Dalla ideologia politica alla spiritualità sociale

In questi anni di crisi globale che contraddistinguono il passaggio epocale e la riformulazione di un nuovo
paradigma sul quale fondare e costruire la nuova società, è in atto, come conseguenza ineludibile, la
trasformazione culturale più “rivoluzionaria” che sia mai esistita.
Si tratta del passaggio dalla ideologia politica alla spiritualità sociale.
Per comprendere meglio, occorre andare indietro nel tempo di qualche decennio, quando venne da più parti
annunciato l’avvento dell’era acquariana che stava sopraggiungendo all’era dei pesci.
Fu all’inizio degli anni 60, infatti che, andò sulle scene del mondo l’ormai celeberrimo musical “Aquarius” che,
come evento masmediatico, evocò lo spirito della fratellanza preannunciato dalla “New age”.
Fu in quegli stessi anni che, da quel seme di rinnovamento, iniziò a diffondersi tra i giovani il movimento
della “Contestazione globale” che andava dissacrando i dogmi allora vigenti e indicava i limiti della morale
espressa dalla generazione precedente. Proponeva la “vita di gruppo” in alternativa al rapporto di coppia e
cavalcava la lotta di classe, come obiettivo del comunismo più estremo.

Fu così che libertà e uguaglianza vennero interpretate in chiave ideologica e divennero rivendicazione di
spazio vitale e parità di peso politico, anziché uguaglianza potenziale di tutti gli esseri umani liberi di
esprimere fraternamente la propria creatività. Inoltre, la consapevolezza che la civiltà dei consumi, con le
sue storture, non avrebbe portato al benessere della collettività, ma avrebbe creato enormi squilibri sociali,
scatenò una reazione dissacrante ogni ordine precostituito, provocando una forza distruttrice delle vecchie
forme, piuttosto che una energia costruttrice del nuovo.

Quel passaggio epocale, infatti, non fu incruento. Nel nostro paese come in Europa e negli Stati Uniti, lo
slancio progressista si scontrò con il polo conservatore, poiché l’emisfero destro e quello sinistro del
“cervello sociale”, si rifiutarono di coordinare insieme il pensiero razionale e quello utopico. Prima di cedere il
passo alla tolleranza e alla condivisione, passarono anni di conflitto estremo, pesanti come il piombo, che da
una parte e dall’altra, veniva usato come merce di scambio.

Sembra infatti vero che l’armonia debba sgorgare dalla profondità del conflitto, una volta che, i contendenti,
esausti dal troppo guerreggiare, siano indotti a posare le armi. E così è stato, per i devoti patrioti dell’ordine e
per i fedeli custodi della libertà, entrambi accecati dalla luce abbagliante dell’ideale, entrambi bruciati dal
fuoco distruttivo dell’ideologia.
Così è stato anche per il seme della fratellanza piantato quasi 40 anni fa. Anch’esso coinvolto nell’oscurità
del terreno e spinto a lottare per trovare la luce. Ora quel seme è un albero che sta crescendo perché il
fuoco innovatore che in passato ha infiammato gli animi, è sempre più percepito come luce che rischiara la
mente e apre il cuore a una visione armonica.

Questa trasformazione è in atto. L’accomunanza ideologica di parte viene man mano sostituita dal senso di
partecipazione universale che è espresso nella spiritualità. Una spiritualità nuova, che si potrebbe definire
laica nella attuazione ma divina nel concepire la sacralità dell’esistenza.
Una spiritualità che si esplica sempre più nel sociale come azione solidale di riequilibrio delle forze in gioco.
Azione che sta provocando il passaggio da un sistema egocentrico e speculativo ad uno fondato sulla
condivisione e la cooperazione.
A questa rivoluzione stanno partecipando milioni di individui di ogni razza, popolo o nazione, che riversano le
energie del cuore nell’impegno civile.
Sono il Popolo della Buona volontà che ha scelto il buon senso anziché la ragione; l’azione inclusiva anziché
la contrapposizione politica e sociale, ben sapendo che, la società deve esprimere una rete intrecciata di
accordi a cui tutti devono partecipare con responsabilità, ossia, con abile gestione del bene comune.
A questo Popolo è affidato l’avvenire dell’intera Umanità.