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SUSSIDIO

PER GRUPPI ADOLESCENTI


Introduzione

« Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio


e Dio dimora in lui»
(1 Gv 4, 16)

Siccome Dio ci ha amati per primo,


l’amore adesso non è più solo un «comandamento»,
ma è la risposta al dono dell’amore, col quale Dio ci viene incontro.

(Benedetto XVI – Deus Caritas Est)

Carissimi,
il percorso di formazione alla ‘vita buona del vangelo’ si arricchisce e si completa con la virtù della carità. Come ci ricorda San Paolo:
“Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!” (1 Corinzi 13,13).
Il cammino delle virtù infatti è per noi la possibilità concreta di vivere una vita buona, piena, secondo il Vangelo. Riprendendo un po’
i passi già fatti potremmo dire che: L’incontro con Cristo, il Risorto, l’ascolto della Sua parola scalda il cuore ed apre in noi la capacità
di riconoscerlo vivo e presente. Vivere la speranza è stare in questa relazione che per mezzo dello Spirito abilita al discernimento ed
apre l’orizzonte dell’identità di Figli di Dio amati e chiamati.
Così se la Fede è riconoscere Cristo e l’incontro con Lui morto e risorto provoca la vita alla novità della sequela ecco che la Speranza
diventa crescita sempre più consapevole nell’adesione al Maestro per vivere una vita piena che trova nella Carità la sua vera
espressione. L’amore ricevuto, che riempie la vita diventa risposta gioiosa nel servizio gratuito.
Uscendo dallo stereotipo che fa coincidere la carità con il ‘fare’ qualcosa per gli altri possiamo ridare tono e colore a questa parola
che ci ricorda l’origine di tutto: “Dio è amore”. La Carità quindi è un amore che raggiunge, trasforma, riempie così tanto da traboccare
e coinvolgere chi è vicino. Come vediamo fare nella relazione trinitaria tra Padre, Figlio e Spirito.

Ecco che il cammino delle virtù ci mette nel cuore della Trinità e in questo specifico cammino della carità ci fa riconoscere il volto del
Padre e come dice Benedetto XVI, nell’enciclica Deus Caritas Est, «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché
chiunque crede in lui ... abbia la vita eterna» (Gv. 3, 16). Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4, 10), l’amore adesso non è più solo un
« comandamento », ma è la risposta al dono dell’amore, col quale Dio ci viene incontro.”

Le schede che vi trovate fra le mani vogliono prendere questo orizzonte grande e entusiasmante per farne passo passo un possibile
cammino capace di realizzare la novità che il Vangelo annuncia!

Quello che trovate tra le mani è un semplice strumento, realizzato da giovani a servizio degli adolescenti, che vuole accompagnare
gli operatori della pastorale nel loro prezioso servizio formativo ai più giovani.

Vi auguriamo buon cammino e buona vita nella condivisione con i fratelli!


Gli amici di “Casa Serena” del Centro Pastorale Adolescenti e Giovani della diocesi di Verona

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Prologo

Dal catechismo della Chiesa Cattolica (parte terza) cfr. Youcat

Le virtù
1803 « Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei
vostri pensieri » (Fil 4,8).
La virtù è una disposizione abituale e ferma a fare il bene. Essa consente alla persona, non soltanto di compiere atti buoni, ma di dare
il meglio di sé. Con tutte le proprie energie sensibili e spirituali la persona virtuosa tende verso il bene; lo ricerca e lo sceglie in azioni
concrete:
« Il fine di una vita virtuosa consiste nel divenire simili a Dio ».

I. Le virtù umane


1804 Le virtù umane sono attitudini ferme, disposizioni stabili, perfezioni abituali dell’intelligenza e della volontà che regolano i
nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e la fede. Esse procurano facilità, padronanza
di sé e gioia per condurre una vita moralmente buona. L’uomo virtuoso è colui che liberamente pratica il bene.
Le virtù morali vengono acquisite umanamente. Sono i frutti e i germi di atti moralmente buoni; dispongono tutte le potenzialità
dell’essere umano ad entrare in comunione con l’amore divino.

Le virtù e la grazia
1810 Le virtù umane acquisite mediante l’educazione, mediante atti deliberati e una perseveranza sempre rinnovata nello sforzo,
sono purificate ed elevate dalla grazia divina. Con l’aiuto di Dio forgiano il carattere e rendono spontanea la pratica del bene. L’uomo
virtuoso è felice di praticare le virtù.
1811 Per l’uomo ferito dal peccato non è facile conservare l’equilibrio morale. Il dono della salvezza fattoci da Cristo ci dà la grazia
necessaria per perseverare nella ricerca delle virtù. Ciascuno deve sempre implorare questa grazia di luce e di forza, ricorrere ai
sacramenti, cooperare con lo Spirito Santo, seguire i suoi inviti ad amare il bene e a stare lontano dal male.
II. Le virtù teologali
1812 Le virtù umane si radicano nelle virtù teologali, le quali rendono le facoltà dell’uomo idonee alla partecipazione alla natura
divina. Le virtù teologali, infatti, si riferiscono direttamente a Dio. Esse dispongono i cristiani a vivere in relazione con la Santissima
Trinità. Hanno come origine, causa ed oggetto Dio Uno e Trino.
1813 Le virtù teologali fondano, animano e caratterizzano l’agire morale del cristiano. Esse informano e vivificano tutte le virtù
morali. Sono infuse da Dio nell’anima dei fedeli per renderli capaci di agire quali suoi figli e meritare la vita eterna. Sono il pegno
della presenza e dell’azione dello Spirito Santo nelle facoltà dell’essere umano. Tre sono le virtù teologali: la fede, la speranza e la
carità.

La carità
1822 La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per
amore di Dio.
1823 Gesù fa della carità il comandamento nuovo. Amando i suoi « sino alla fine » (Gv 13,1), egli manifesta l’amore che riceve dal
Padre. Amandosi gli uni gli altri, i discepoli imitano l’amore di Gesù, che essi ricevono a loro volta. Per questo Gesù dice: « Come il
Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore » (Gv 15,9). E ancora: « Questo è il mio comandamento: che
vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati » (Gv 15,12).
1824 La carità, frutto dello Spirito e pienezza della Legge, osserva i comandamenti di Dio e del suo Cristo: « Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore » (Gv 15,9-10).
1825 Cristo è morto per amore verso di noi, quando eravamo ancora « nemici » (Rm 5,10). Il Signore ci chiede di amare come lui,
perfino i nostri nemici, di farci prossimo del più lontano, di amare i bambini e i poveri come lui stesso.
L’Apostolo san Paolo ha dato un ineguagliabile quadro della carità: « La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità,
non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non
gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta » (1 Cor 13,4-7).

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1826 Se non avessi la carità, dice ancora l’Apostolo, « non sono nulla ». E tutto ciò che è privilegio, servizio, perfino virtù... senza la
carità, « niente mi giova ». La carità è superiore a tutte le virtù. È la prima delle virtù teologali: « Queste le tre cose che rimangono: la
fede, la speranza e la carità;ma di tutte più grande è la carità » (1 Cor 13,13).
1827 L’esercizio di tutte le virtù è animato e ispirato dalla carità. Questa è il « vincolo di perfezione » (Col 3,14); è la forma delle virtù;
le articola e le ordina tra loro; è sorgente e termine della loro pratica cristiana. La carità garantisce e purifica la nostra capacità umana
di amare. La eleva alla perfezione soprannaturale dell’amore divino.
1828 La pratica della vita morale animata dalla carità dà al cristiano la libertà spirituale dei figli di Dio. Egli non sta davanti a Dio
come uno schiavo, nel timore servile, né come il mercenario in cerca del salario, ma come un figlio che corrisponde all’amore di colui
che « ci ha amati per primo » (1 Gv4,19):
« O ci allontaniamo dal male per timore del castigo e siamo nella disposizione dello schiavo. O ci lasciamo prendere dall’attrattiva
della ricompensa e siamo simili ai mercenari. Oppure è per il bene in se stesso e per l’amore di colui che comanda che noi
obbediamo [...] e allora siamo nella disposizione dei figli ».
1829 La carità ha come frutti la gioia, la pace e la misericordia; esige la generosità e la correzione fraterna; è benevolenza; suscita la
reciprocità, si dimostra sempre disinteressata e benefica; è amicizia e comunione:
« Il compimento di tutte le nostre opere è l’amore. Qui è il nostro fine; per questo noi corriamo, verso questa meta corriamo; quando
saremo giunti, vi troveremo riposo ».

Per riprendere per approfondire il tema della carità suggeriamo inoltre: Deus Caritas Est – Lettera Enciclica di Benedetto XVI
(www.vatican.va)

Note tecniche per l’animatore


Istruzioni per l’uso

La struttura
Per prima cosa ti ricordiamo che la struttura del sussidio è a schede,per facilitarne l’utilizzo. Ogni scheda ha una parte dedicata
agli animatori ( con obiettivi , suggerimenti per l’approfondimento con dinamiche o domande ed alcune tracce per verificare) e
una parte dedicata agli adolescenti , dove troveranno i contenuti a loro misura, ricordatevi che potete fotocopiarne sempre una
copia per ciascun ragazzo ad ogni incontro. Ogni scheda ha bravo evangelico da cui ha preso forma la dinamica, serve inoltre come
possibilità per l’animatore di approfondire e trasmetterne il contenuto.
Il percorso è composto da quattro grandi blocchi, che ti aiuteranno a far compiere ai ragazzi un cammino graduale e progressivo:
• il primo capitolo ha l’intento di aiutare i ragazzi a far chiarezza sulla Carità
• il secondo capitolo attraverso l’incontro con dei testimoni, mostra come persone assolutamente “normali” hanno saputo insaporire
la loro vita con la Carità e provano a viverla con fatiche, cadute e ripartenze. È lo spazio della fiducia che fa entrare in relazione con
la vita dove poter provare che si può fare!!!!
• Nel terzo capitolo si incontra la figura di Gesù, attraverso brani evangelici e confronti.
• Il quarto capitolo infine, essendo quello che conclude la trilogia delle tre virtù teologali, ha il compito di riportare a concretizzare
quanto appreso, sperimentato e vissuto negli anni.

La cassetta degli attrezzi


Per chi inizia a fare l’animatore e per chi vuole rinfrescarsi le idee.
Anche noi come gli adolescenti ci mettiamo in cammino, quindi in gioco, in questo tema.
All’inizio del sussidio troverai il capitolo 0 : è un capitolo dedicato a te! Alla tua formazione come animatore.
In quest’occasione possiamo lasciare lo spazio sia al momento di condivisione che alla programmazione del capitolo.
Ogni capitolo prevede tre o quattro incontri, ogni incontro ha bisogno di essere preparato, leggete con attenzione la scheda
dedicata agli animatori; discutetela insieme , fate vostro l’obiettivo e decidete chi fa cosa, come distribuirvi i ruoli ed il materiale da
recuperare e preparare.
Iniziate pregando insieme una breve sequenza allo Spirito Santo, ricordate che l’esito dell’incontro dipende in buona parte da come
lo preparate praticamente e spiritualmente!
È utile che gli adolescenti quando arrivano nel luogo dove si svolge solitamente l’incontro trovino già gli ambienti pronti per

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Note tecniche per l’animatore

accoglierli e con tutto il materiale necessario a portata di mano, magari eliminando il superfluo o possibili fonti di distrazione.
Sarebbe cosa buona creare un angolo della stanza dove posizionare un leggio e un Bibbia come segno visibile della parola in mezzo
a noi, tale Bibbia può essere poi utilizzata durante gli incontri per leggere i brani indicati nelle varie schede.
Ricordate che potete sempre fare riferimento , oltre che ai vostri sacerdoti, anche ai documenti della Chiesa Cattolica ( vedi Youcat) e
non da ultimo anche agli amici del Centro di Pastorale.

DVD
Assieme al sussidio trovi un DVD contente diverso materiale:
• I videoclip introduttivi dei vari capitoli
• Materiale aggiuntivo a cui il sussidio fa riferimento e materiale integrativo ( video, allegati..)
Perché un DVD? Per darti uno strumento “moderno” , per aiutarti nell’attività di gruppo. Per poterlo sfruttare al meglio, ti consigliamo
di usarlo in questo modo: ogni volta che con il gruppo inizi un nuovo capitolo prendi il DVD e ne fai vedere il video corrispondente.
Il video che andrai a vedere sarà una piccola anteprima di ciò che verrà discusso con i ragazzi negli incontri di quel capitolo.
In resto del materiale ti servirà per preparare e realizzare gli incontri con il tuo gruppo adolescenti.

Alcune dritte
Indicazioni prettamente tecniche
Le schede sono pensate per essere fatte in sequenza, perché seguono un certo filo logico, cioè hanno una gradualità , ma potete
scegliere di farle in ordine diverso, perché in genere non riportano riferimenti alla scheda precedente ( salvo in qualche caso , dov’è
specificato).
Molte schede contengono sia una dinamica breve che una lunga; la prima richiede un tempo minore, la seconda è adatta a delle
uscite , a qualche incontro particolare ( un ritiro, una domenica pomeriggio in cui avete più tempo a disposizione) o se avete voglia
di approfondire l’argomento.
Ogni scheda riporta il tempo suggerito per eseguirla ( indicativo ,perché dipende molto dal numero dei partecipanti) e tutto il
materiale che vi servirà , comprese le indicazioni per film, canzoni etc.
Alcune schede riportano a varie opzioni per poter adattare meglio le esigenze del vostro gruppo.
Alla fine di ogni incontro ricordatevi di effettuare la verifica ( trovate il modulo negli allegati) , è importantissima ed utile per poter
capire a che punto siete del cammino , come sta andando, come i ragazzi recepiscono l’argomento etc…
Ogni scheda adolescenti contiene una preghiera o una riflessione per aiutarvi a concludere l’incontro;per queste schede sarete voi
animatori a decidere il momento più opportuno per darle . Noi salvo diversa indicazione , consigliamo di darle alla fine dell’incontro,
per evitare che diventi motivo di distrazione e anche per dare qualcosa a casa che faccia riflettere su quanto vissuto.
Tutte le schede contengono delle domande , sono degli “aiuti” per permettervi di favorire la rielaborazione e discussione del tema,
nel caso il discorso si arenasse.
Al termine di ogni scheda , dove necessario trovate gli allegati citati e gli approfondimenti.

BUON CAMMINO E BUON LAVORO

Gli amici di casa serena

Centro di Pastorale Adolescenti e Giovani


Casa Serena
Via Mirandola, 63 | 37026 Settimo di Pescantina | VR
T+F 045 676 75 56 | Skype: cpg.vr
adolescenti@giovaniverona.it | www.giovaniverona.it

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Schema generale del sussidio

Finalità generale
“Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri.
Come io ho amato voi,
così amatevi anche voi gli uni gli altri”

Gv13,34

La fede e l’incontro con Gesù, morto e risorto, ti apre lo sguardo al modo di vedere le cose con Speranza

e con la forza dello Spirito Santo ti chiama a vivere la vita con Amore, per partecipare al prendersi cura

che Dio Padre ha per ogni uomo e ogni donna della terra.

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Schema generale del sussidio

Capitolo 0 Schede per animatori


0.1 Finalità
«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».
0.2 Finalità
«Chiamò a se i dodici, li mandò ad annunziare e guarire».
0.3 Finalità
«L’amore più grande è dare la vita per gli amici».
0.4 Finalità
«Ma di tutte più grande è la carità».
0.Plus Finalità
“Dai loro frutti li riconoscerete.” (Matteo 7,16).

Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani


Finalità
L’adolescente, facendo esperienza concreta di servizio, si scopre in grado di mettersi in cammino per diventare strumento di Carità
cristiana per il prossimo.
1.1 Obiettivo
L’adolescente prende coscienza dei doni che possiede, necessari per fare delle esperienze di servizio.
1.2 Obiettivo
L’adolescente si mette in gioco nel servizio concreto e semplice.
1.3 Obiettivo
Attraverso la rilettura dell’esperienza concreta di servizio che ho fatto, posso conoscere me stesso, i miei limiti ed i miei doni.
1.4 Obiettivo
Riconosco che l’atto di “carità” allarga il mio sguardo sulle realtà che mi circondano.

Capitolo 2 Free Hands


Finalità
Gli adolescenti si confrontano con testimoni che hanno saputo concretizzare la Carità.
2.1 Obiettivo
L’adolescente scopre che non sempre fare il bene è fare bene.
2.2 Obiettivo
L’adolescente impara che c’è una chiamata alla Carità diversa per ciascuno di noi.
2.3 Obiettivo
L’adolescente assapora il significato della parola gratis.

Capitolo 3 Hands From Heaven


Finalità
Amati, amiamo. L’adolescente guarda a Gesù come il Modello dell’Amore.
3.1 Obiettivo
L’adolescente scopre il valore del servizio cristiano che nasce dal mettersi in gioco in prima persona.
3.2 Obiettivo
Scopro il valore dell’Umiltà, come me lo ha insegnato Gesù.
3.3 Obiettivo
L’adolescente si interroga sul senso della morte in croce di Gesù.

Capitolo 4 Mani In Pasta


Finalità
Accompagniamo l’adolescente a comprendere che la centralità del nostro credo è l’Amore, quindi Dio.
4.1 Obiettivo
L’adolescente scopre che l’essenza di Dio è l’Amore stesso, quindi, la Carità.
4.2 Obiettivo
Creo lo spazio affinché Dio possa essere bussola nella mia vita.
4.3 Obiettivo
L’adolescente sceglie che è tempo di vivere l’Amore.

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Schede per animatori - 0.1 Capitolo 0
formazione-programmazione-verifica
Scheda biblica di approfondimento del tema, di incontro animatori, di programmazione (e/o verifica)

Cfr. Cap. 1 Sporchiamoci le Mani


Finalità: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato
acqua viva».

Invoca lo Spirito Santo


Vieni, Spirito creatore, visita le nostre menti,
riempi della tua grazia i cuori che hai creato.
O dolce consolatore, dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore,
sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico, reca in dono la pace,
la tua guida invincibile ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Amen.

Dal Vangelo secondo Giovanni (4, 5-30)


Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era
un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna
samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora
la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti
non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!»,
tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da
dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i
suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli
darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».
«Signore - gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: «Io non
ho marito». Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna:
«Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in
cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi
adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora - ed è questa -
in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e
quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando
egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa
cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un
uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.

Momento personale
Raccogliti
Composizione di luogo: entro nella scena : guardo, ascolto, osservo, sento.

Chiedi un dono
Chiedo al Signore di poter stare alla sua presenza, che si fa viva nella Parola. Chiedo la disponibilità a lasciarmi raggiungere e toccare
il cuore da essa. Chiedo al Signore di potermi affidare con libertà al suo progetto per me, per il gruppo animatori, per gli adolescenti.

Leggi
Giovanni (4,5-30) leggo e rileggo la parola, mi lascio raggiungere e condurre da una parola che scalda il cuore, lascio che mi ritornino

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Schede per animatori - 0.1 Capitolo 0

in mente altri brani che quella parola mi ricorda, immagini che vi si legano e mi apro alla contemplazione.

Medita/Contempla
Alcune sottolineature emerse:
Il brano ci presenta Gesù in cammino attraverso una terra straniera ed ostile ma “doveva passare di là”, ogni passaggio di Gesù è
determinato e non casuale. Gesù incontra le persone là dove vivono, con la loro storia, dubbi, ferite…

“dammi da bere”
Gesù si avvicina, al pozzo (cfr. Genesi 24, 10-67 il pozzo richiama tutto l’AT), e si propone ad una donna senza pregiudizi e senza
altri desideri. Il contesto lo rende straniero ed in conflitto, egli con la sua Parola supera le barriere e le ideologie per incontrare la
persona che gli sta davanti. Stabilisce una relazione riconoscendo nei gesti quotidiani e inconsueti (andare a prendere l’acqua
a mezzogiorno) una ‘sete’ profonda ed esistenziale. Questo sua gesto di novità rompe gli schemi apre un orizzonte più grande
restituendo dignità, libertà… offrendo l’opportunità di ripartire dalla verità della propria vita per scegliere di vivere .

“La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: Venite a vedere…”
Sentirsi guardati senza etichette, la nuova comprensione di sè, il fare verità, ha un effetto dirompente, non lascia come prima ma
provoca ad una scelta. La donna lascia l’anfora… la vita vecchia e vuota , per incontrare gli altri e mettersi a ‘servizio’ nell’annuncio
gioioso di questo incontro, di una Parola che rinnova profondamente ed abilita all’annuncio

Rifletti
Fare verità è partire con coraggio dalla propria storia per riconoscere la vera sete… il vero desiderio
Gesù esce dai pregiudizi e rivolge una parola viva, una richiesta… e tu, ti lasci raggiungere dalla Sua parola? Ti lasci sorprendere per
metterti in un ascolto profondo di te e del Vangelo?
La Parola udita ed incontrata apre ad un esperienza forte che si fa annuncio: come ti poni verso gli altri? Come racconti o permetti
agli altri di incontrare Gesù?
Serve chi ama: servire è amare?

Lodo il Signore per il dono della sua Parola


Salmo 138, Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Preghiamo
O Dio, sorgente della vita,
tu offri all’umanità riarsa dalla sete
l’acqua viva della grazia
che scaturisce dalla roccia, Cristo salvatore;
concedi al tuo popolo il dono dello spirito, perchè sappia
professare con forza la sua fede
e annunzi con gioia
le meraviglie del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Sintetizzo in poche parole chiave la mia riflessione, pensieri e sentimenti emersi dalla preghiera, espressione del dialogo intimo e
profondo.

Momento comunitario
Condivido una o due parole, una domanda/desiderio.
Ringrazio il Signore per il tempo di incontro con Lui (con una preghiera spontanea o un semplice Padre Nostro).

Momento operativo
Spazio per l’approfondimento e la programmazione tra animatori, dando uno sguardo al capitolo lasciare lo spazio per impostare gli
incontri insieme (in un secondo tempo si possono pianificare meglio nei dettagli).

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Schede per animatori - 0.2 Capitolo 0
formazione-programmazione-verifica
Scheda biblica di approfondimento del tema, di incontro animatori, di programmazione (e/o verifica)

Cfr. Cap. 2 Free Hands


Finalità: «Chiamò a se i dodici, li mandò ad annunziare e guarire».

Invoca lo Spirito Santo


Onnipotente Spirito Paraclito
Penetra nell’intimo del mio cuore con la tua divina potenza.
Vieni in me, dolce ospite dell’anima, illumina con il fulgore della tua luce splendente
ogni angolo tenebroso del mio cuore.
Vieni in me, dolcissimo sollievo: visita e feconda con la tua rugiada il mio spirito,
reso sterile da una lunga aridità.
Vieni in me, sorgente d’acqua viva: dissetami al torrente del tuo amore,
perché non trovi più piacere nelle vane e vuote dolcezze del mondo.
Beato chi merita di ospitarti:
con te verranno a prendere dimora nel suo cuore il Padre e il Figlio.
Vieni stella dei naviganti porto dei naufraghi.
Vieni splendore di ogni vivente, dei morenti unica salute. Amen.

Dal Vangelo secondo Luca (9,1-6)


Convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a
guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due
tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città
e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio,
ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

Momento personale
Raccogliti
Composizione di luogo: entro nella scena: guardo, ascolto, osservo, sento.

Chiedi un dono
Chiedo al Signore di poter stare alla sua presenza, che si fa viva nella Parola. Chiedo la disponibilità a lasciarmi raggiungere e toccare
il cuore da essa. Chiedo al Signore di potermi affidare con libertà al suo progetto per me, per il gruppo animatori, per gli adolescenti.

Leggi
Luca (9,1-6) leggo e rileggo la parola, mi lascio raggiungere e condurre da una parola che scalda il cuore, lascio che mi ritornino in
mente altri brani che quella parola mi ricorda, immagini che vi si legano e mi apro alla contemplazione.

Medita/Contempla
Gesù non dà agli apostoli il potere di assoggettare gli uomini, ma di servirli, liberandoli dai loro mali fisici, morali e spirituali.

Il comando di non portare nulla con sé richiede agli apostoli povertà di mezzi, prontezza e disponibilità. Gesù non ricorda loro
l’oggetto dell’annuncio è il “come” allora il tema centrale: come deve presentarsi colui che annuncia.

La povertà è necessaria per amare. Perché chi ha cose è tentato di dare solo cose; chi non ha nulla, dà se stesso, cioè ama. La povertà
è la vittoria sul Dio denaro che tutti cercano, è fede in Dio, è libertà da sé e dalle cose, è la condizione indispensabile per accogliere
l’azione di Dio ed essere riempiti della sua grazia. Se con il denaro si ottiene tutto, Dio non serve più a nulla. Per avere fiducia in Dio,
bisogna perdere la fiducia nel denaro. I veri apostoli, obbedendo alla parola del Signore, non hanno “argento e oro”, ma hanno “il
nome di Gesù” nel cui potere operano la salvezza (cfr At 3,6).

Non avere nulla disorienta e disarma ma insieme libera ed affida. L’annuncio quindi non dipende da quanto siamo bravi od
organizzati, da quanti siamo o sappiamo, nemmeno dal numero di coloro che ci seguono ed ascoltano.

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Schede per animatori - 0.2 Capitolo 0

Rifletti
Mi riconosco con doni e limiti in cammino non da solo ad annunciare il ‘Regno’?
Siamo provocati dalla realtà che spesso non accoglie ma rifiuta l’annuncio del Vangelo: come reagisco?
Accolgo la sfida dell’insuccesso perché possa essere visibile non la mia bravura ma la novità che porta Gesù?
Accetto di stare con gli adolescenti per scoprire che anche il tempo ‘perso’ con amore diventa servizio?

Lodo il Signore per il dono della sua Parola


Salmo 118 «Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre.»

Preghiamo
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa’ che osservando i tuoi comandamenti
meritiamo di entrare nella vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Sintetizzo in poche parole chiave la mia riflessione, pensieri e sentimenti emersi dalla preghiera, espressione del dialogo intimo e
profondo.

Momento comunitario
Condivido una o due parole, una domanda/desiderio.
Ringrazio il Signore per il tempo di incontro con Lui (con una preghiera spontanea o un semplice Padre Nostro).

Momento operativo
Spazio per l’approfondimento e la programmazione tra animatori, dando uno sguardo al capitolo lasciare lo spazio per impostare gli
incontri insieme (in un secondo tempo si possono pianificare meglio nei dettagli).

12
Schede per animatori - 0.3 Capitolo 0
formazione-programmazione-verifica
Scheda biblica di approfondimento del tema, di incontro animatori, di programmazione (e/o verifica)

Cfr. Cap. 3 Hands From Heaven


Finalità: «L’amore più grande è dare la vita per gli amici».

Invoca lo Spirito Santo


O Gesù mio, inondami del tuo Spirito
e della tua vita. Penetra in me e impossessati del mio essere così pienamente,
che la mia vita sia soltanto una irradiazione della tua.
Aiutami a spargere il profumo di te, ovunque vada.
Che ogni anima che avvicino senta ala tua presenza nella mia anima.
Che io cerchi e veda non più me, ma soltanto te.
Fa’ che io ti lodi nel modo che a te più piace,
effondendo la tua luce su quanti mi circondano.
Che io predichi te senza parlare, non con la parola, ma con mio esempio, con la forza che trascina, con l’amore che il mio
cuore nutre per te.

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1-20)


Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che
erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota,
di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola,
depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei
discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i
piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in
eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche
le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma
non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi
chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi
dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in
verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose,
siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: Colui che
mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto,
crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che
mi ha mandato».

Momento personale
Raccogliti
Composizione di luogo: entro nella scena: guardo, ascolto, osservo, sento.

Chiedi un dono
Chiedo al Signore di poter stare alla sua presenza, che si fa viva nella Parola. Chiedo la disponibilità a lasciarmi raggiungere e toccare
il cuore da essa. Chiedo al Signore di potermi affidare con libertà al suo progetto per me, per il gruppo animatori, per gli adolescenti.

Leggi
Giovanni (13,1-20) leggo e rileggo la parola, mi lascio raggiungere e condurre da una parola che scalda il cuore, lascio che mi
ritornino in mente altri brani che quella parola mi ricorda, immagini che vi si legano e mi apro alla contemplazione.

Medita/Contempla
Gesù si trova in una cena ordinaria con i suoi. Ha piena coscienza della missione che il Padre gli ha affidato e mostra ai «suoi»,
mediante la lavanda dei piedi, come si porta a compimento l’opera salvifica del Padre il gesto indica la donazione della sua vita per
la salvezza dell’uomo. É consapevole che «il Padre aveva posto tutto nelle sua mani» (v.3a), tale espressione lascia intravedere che il
Padre lascia a Gesù la completa libertà di azione.

13
Schede per animatori - 0.3 Capitolo 0

Gesù, inoltre, sa che la sua vera provenienza e la meta del suo itinerario è Dio; sa che la sua morte in croce, espressione massima del
suo amore, è l’ultimo momento del suo cammino salvifico.
Con questa piena consapevolezza della sua identità e della sua completa libertà Gesù si accinge a compiere il grande e umile gesto
della lavanda dei piedi. Tale gesto d’amore viene descritto con un accumulo di verbi (otto) che rendono la scena coinvolgente e
pregna di significato.
Il gesto compiuto da Gesù intende mostrare che il vero amore si traduce in azione tangibile di servizio. Gesù che depone le sue vesti
è un’espressione che ha la funzione di esprimere il significato del dono della vita. Quale insegnamento Gesù vuole trasmettere ai
suoi discepoli con questo gesto? Mostra loro che l’amore si esprime nel servizio, nel dare la vita all’altro come lui ha fatto.
Al tempo di Gesù la lavanda dei piedi era un gesto che esprimeva ospitalità e accoglienza nei confronti degli ospiti, era consuetudine
che tale rito della lavanda dei piedi avvenisse sempre prima di mettersi a mensa e non durante.
E così Gesù si mette a lavare i piedi ai suoi discepoli. Il reiterato uso del grembiule con cui Gesù si è cinto sottolinea che
l’atteggiamento del servizio è un attributo permanente della persona di Gesù. Difatti quando avrà terminato la lavanda Gesù non si
toglie il panno che funge da grembiule. Tale particolare intende sottolineare che il servizio-amore non termina con la sua morte.

La reazione di Pietro al gesto di Gesù si esprime in atteggiamenti di stupore e protesta. Anche nel modo di rapportarsi a Gesù
avviene un cambiamento: Pietro lo chiama «Signore» (13,6). Tale titolo riconosce a Gesù un livello di superiorità che stride con il
«lavare» i piedi, un’azione che compete, invece, a un soggetto inferiore. La protesta è energicamente espressa dalle parole: «tu lavi
i piedi a me?». Agli occhi di Pietro questo umiliante gesto della lavanda dei piedi è sembrato come un inversione dei valori che
regolano le relazioni tra Gesù e gli uomini.
In seguito all’ammonimento di Gesù «Se non ti laverò, non avrai parte con me» (v.8), Pietro aderisce alle minacciose parole del
Maestro, ma senza, però, accettare il significato profondo dell’azione di Gesù. Si mostra aperto disposto a farsi lavare da Gesù, non
solo i piedi, ma, anche le mani e la testa. Sembra che a Pietro sia più facile accettare il gesto di Gesù come un’azione di purificazione
o abluzione piuttosto che come servizio. Ma Gesù gli risponde che i discepoli sono diventati puri («puliti») nel momento in cui hanno
accettato di lasciarsi guidare dalla Parola del Maestro, rifiutando quella del mondo. Pietro e i discepoli non hanno più bisogno del
rito giudaico della purificazione ma di lasciarsi lavare i piedi da Gesù; ovvero di lasciarsi amare da lui, conferendo loro dignità e
libertà.

Al termine della lavanda dei piedi Gesù intende dare alla sua azione una validità permanente per la sua comunità e nello stesso
tempo lasciare ad essa un memoriale o comandamento che dovrà regolare per sempre le relazioni fraterne.
Gesù è il Signore, non nella dimensione del dominio, ma in quanto comunica l’amore del Padre (il suo Spirito) che ci rende figli di Dio
e idonei a imitare Gesù che liberamente dona l’amore ai suoi. Tale atteggiamento interiore Gesù ha inteso comunicarlo ai suoi, un
amore che non esclude nessuno, neppure Giuda che sta per tradirlo.

Rifletti
- si alzò da tavola: come vivi l’eucaristia? Ti lasci sollecitare all’azione dal fuoco dell’amore che ricevi? Corri il pericolo della
solidarietà e condivisione?
- depose le vesti: quando dall’eucaristia passi alla vita sai deporre le vesti del tornaconto, del calcolo, dell’interesse personale per
lasciarti guidare da un amore autentico verso gli altri? Sei capace di deporre le vesti del successo, dell’idealismo per indossare le vesti
dell’umile e nascosto servizio ai fratelli, agli adolescenti, agli incompresi?
- si cinse un asciugatoio: è l’immagine di un amore che non trova sosta che non si stanca di trovare il modo per avvicinare i lontani,
i poveri: nella vita della tua famiglia, della tua comunità ecclesiale percorri la strada del servizio, della condivisione? Hai il coraggio di
ricominciare da te, di lasciare le tue ragioni per costruire la comunione, di farti promotore di unità? Sai farti portavoce di chi non ha
voce?

Lodo il Signore per il dono della sua Parola


Salmo 116 “Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?”

Preghiamo
Gesù, vieni, ho i piedi sporchi.
Per me fatti servo, versa l’acqua nel bacile;
vieni, lavami i piedi.
Lo so, è temerario quel che ti dico,
ma temo la minaccia delle tue parole:
«Se non ti laverò,
non avrai parte con me».
Lavami dunque i piedi,

14
Schede per animatori - 0.3 Capitolo 0

perché abbia parte con te.

(Origene,Omelia 5 su Isaia)

Sintetizzo in poche parole chiave la mia riflessione, pensieri e sentimenti emersi dalla preghiera, espressione del dialogo intimo e
profondo.

Momento comunitario
Condivido una o due parole, una domanda/desiderio.
Ringrazio il Signore per il tempo di incontro con Lui (con una preghiera spontanea o un semplice Padre Nostro).

Momento operativo
Spazio per l’approfondimento e la programmazione tra animatori, dando uno sguardo al capitolo lasciare lo spazio per impostare gli
incontri insieme (in un secondo tempo si possono pianificare meglio nei dettagli).

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Schede per animatori - 0.4 Capitolo 0
formazione-programmazione-verifica
Scheda biblica di approfondimento del tema, di incontro animatori, di programmazione (e/o verifica)

Cfr. Cap. 4 Mani In Pasta


Finalità: «Ma di tutte più grande è la carità»

Invoca lo Spirito Santo


Spirito Santo
anima dell’anima mia, in te solo posso esclamare: Abbà, Padre.
Sei tu, o Spirito di Dio, che mi rendi capace di chiedere e mi suggerisci che cosa chiedere.
Spirito d’amore suscita in me il desiderio di camminare con Dio: solo tu lo puoi suscitare.
Spirito di santità, tu scruti le profondità dell’anima nelle quali abiti,
e non sopporti in lei neppure le minime imperfezioni:
bruciale in me, tutte, con il fuoco del tuo amore.
O dolce e soave orienta sempre più la mia volontà verso la tua,
perché la possa conoscere chiaramente,
amare ardentemente e compiere efficacemente. Amen.
S. Agostino

Dalla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (13)


Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che
strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le
montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca
il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa,
tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo
imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto
scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato
ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo
imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la
speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

Momento personale
Raccogliti
Composizione di luogo: entro nella scena: guardo, ascolto, osservo, sento.

Chiedi un dono
Chiedo al Signore di poter stare alla sua presenza, che si fa viva nella Parola. Chiedo la disponibilità a lasciarmi raggiungere e toccare
il cuore da essa. Chiedo al Signore di potermi affidare con libertà al suo progetto per me, per il gruppo animatori, per gli adolescenti.

Leggi
Inno alla Carità di San Paolo (1 Corinzi 13) leggo e rileggo la parola, mi lascio raggiungere e condurre da una parola che scalda
il cuore, lascio che mi ritornino in mente altri brani che quella parola mi ricorda, immagini che vi si legano e mi apro alla
contemplazione.

Medita/Contempla
Il tema dei carismi, così sentito nella comunità dei Corinzi, sfocia nel grande Inno alla Carità. Il v. 12,31 fa da cerniera tra il brano
precedente e questo.
Il contesto è molto chiaro: a poco serve la sapienza, la conoscenza, la libertà,… se non si ha la carità. La situazione della comunità
di Corinto, è tale che, nonostante i tanti doni e vanti, essa si trova divisa, vive nel peccato, rischia di scandalizzare coloro che vivono

17
Schede per animatori - 0.4 Capitolo 0

intorno. Addirittura l’eucaristia è vissuta come occasione di divisione invece che come forza di comunione.
A questa comunità, come vertice di tutta la lettera, Paolo rivolge l’elogio alla Carità. Essa non è altro che quella stoltezza della croce
che è capace di donarsi rinunciando a tutto per il bene dell’altro, essa è la vera sapienza di Dio, quella che gli uomini considerano
una debolezza, ma che ha il potere di conquistare e salvare il mondo.

vv. 1-3: I carismi più grandi, senza l’amore non sono nulla!
Paolo in questi versetti mette a confronto una lista di carismi eccezionali (capacità di parlare le lingue, i doni di sapienza, una
generosità eroica,…) che però, senza la carità, la disponibilità a perdere la propria vita per amore, non sono nulla.
È radicale la contrapposizione di Paolo: non dice valgono poco, ma non sono nulla!

vv. 4-7: Quindici caratteristiche della carità divise in tre gruppi:


le prime due, paziente e benigna (sarebbe meglio tradurle con magnanima e benevola), sono le caratteristiche fondamentali: la
carità è grande si spende senza misura;
seguono otto espressioni negative più una positiva che indicano ciò che la carità non è: invidiosa, non si vanta, non si gonfia
d’orgoglio, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità;
le ultime quattro espressioni presentano caratteristiche totalizzanti e positive: “Tutto copre (o sostiene), tutto crede, tutto spera,
tutto sopporta”. Queste attitudini che caratterizzano l’intera esistenza cristiana, si radicano nell’amore e ne sono la manifestazione
più autentica.

vv. 8-13: La carità non avrà mai fine.


Questa affermazione, decisa e perentoria, che apre l’ultima parte dell’inno, va posta a confronto con tutto quanto invece è caduco
e limitato perché appartiene all’esperienza transitoria della vita. Tra queste realtà transitorie sono anche i carismi di cui si vantano i
Corinzi (dono delle lingue, conoscenza, sapienza, profezia…). Quello che dura è solo la carità che è la cosa più importante anche in
riferimento alle altre due dimensioni fondamentali dell’esperienza cristiana: la fede e la speranza.

Oggi, siamo abituati a parlare dell’amore, ma lo facciamo sempre in modo romantico e disincarnato. L’amore, la carità di cui parla
invece Paolo è la parola della croce, quella parola stolta che viene rifiutata, ma che ha il potere di salvare il mondo: è questo l’amore
che vive chi dona se stesso per la salvezza dell’altro. Non è un ideale, un valore astratto, ma un’esperienza che Paolo vive sulla sua
pelle dal momento che ha scelto di imitare Gesù Cristo. Questo è l’amore di cui parla anche Gesù nel vangelo, quell’amore che si fa
servizio, e che è capace di gettare via tutto per guadagnare la vera vita.

Rifletti
Provo a guardarmi dentro e a vedere quali sono le idee di valore di me stesso che ho assorbito dal mondo (Io valgo se…).
Quali sono le caratteristiche che ritrovo in me? Com’è la “mia” carità?
La carità non avrà mai fine perché in fondo è la vita dello Spirito in noi. Sono cosciente che in me è lo Spirito di Dio ad operare?
Dove troviamo testimoniato quest’amore? Chi mi sembra ne sia l’immagine viva? In chi l’ho sperimentato?
Quali difficoltà sperimento per vivere questa carità, cosa me lo impedisce?
La carità di cui parla Paolo, non è solo dono, ma anche perdono: non tiene conto del male ricevuto,… tutto copre, tutto sopporta,…
è possibile per me vivere questo amore?

Lodo il Signore per il dono della sua Parola


Salmo 131 “Signore, non si esalta il mio cuore”

Preghiamo
“Fa che ami il mio prossimo”
Mio Dio, quanto devo amare
tutte le creature, animate e inanimate,
poichè tutte sono uscite dalle tue mani:
si guarda con tenerezza, si bacia,
si adora l’opera di chi si ama,
essa è qualcosa di lui:
quanto più si devono amare le tue opere
che sono fatte tali e quali tu le vuoi,
mentre quelle degli uomini
sono sempre al di sotto della loro volontà...
Le tue opere tu “vedi che sono buone”

18
Schede per animatori - 0.4 Capitolo 0

mentre quelle degli uomini sono così imperfette!


L’opera della tua volontà è beneamata,
della tua potenza, del tuo amore,
di te insomma, o Dio benedetto
ed amato in tutti i secoli!
Di quale amore, di qual rispetto
bisogna circondarla!
Come bisogna sentirla,
nei confronti
di ciascuna di esse, la nostra indegnità,
non indegnità di natura,
ma indegnità per i nostri
peccati!
Come bisogna
che rispetti me stesso,
corpo e anima,
così bisogna rispettare
il prossismo! Amen

Charles de Foucauld

Sintetizzo in poche parole chiave la mia riflessione, pensieri e sentimenti emersi dalla preghiera, espressione del dialogo intimo e
profondo.

Momento comunitario
Condivido una o due parole, una domanda/desiderio.
Ringrazio il Signore per il tempo di incontro con Lui (con una preghiera spontanea o un semplice Padre Nostro).

Momento operativo
Spazio per l’approfondimento e la programmazione tra animatori, dando uno sguardo al capitolo lasciare lo spazio per impostare gli
incontri insieme (in un secondo tempo si possono pianificare meglio nei dettagli).

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Schede per animatori - 0.Plus Capitolo 0
formazione-programmazione-verifica
Scheda biblica di approfondimento del tema, di incontro animatori, di programmazione (e/o verifica)

“Dai loro frutti li riconoscerete.” (Matteo 7,16)

“L’albero non produce frutti per se ma per farne dono agli altri” (Beato Zefirino Agostini)

L’ immagine
Potremmo arrivare a visualizzare il percorso delle virtù così come una tela che raccoglie colori e linee capaci di esprimere in
maniera completa quanto vissuto e sperimentato. Parlare di fede, speranza e carità è tanto entusiasmante quanto complesso nella
descrizione specifica e sappiamo che tanto questi aspetti debbano essere specificati quanto in realtà non possano essere disgiunti
per comprenderne la reale forza ed effetto.
Allora questa tela ci aiuta a raccogliere ogni cosa nel giusto contesto, e la cornice aiuta a dare attenzione senza disperdersi nel tutto:
ecco la fede. La fede è la base di tutto, è ciò che permette di vivere le esperienze in maniera arricchente raccogliendone il vero senso.
I colori diversi e di diversa intensità sono a disposizione, permettono di vedere e di esprimere delle forme, delle strade, un orizzonte:
sono la speranza. La speranza infatti permette di vedere oltre, di colorare la realtà, di vivere con coraggio da persone salvate. La
carità allora è la reale possibilità di ‘colorare’. Infatti gli elementi, tela e colore da soli rimangono belle idee o intenzioni mentre
utilizzati compongono vere opere d’arte che possono mostrare concretamente un volto, un orizzonte, una vitalità. Sporcarsi le mani
è offrire l’opportunità di scoprire la forza della fede e della speranza che sostengono e orientano la carità.

21
Capitolo 1
Sporchiamoci Le Mani

Dopo la Fede e la Speranza non poteva che mancare la Carità! A differenza dei precedenti sussidi in cui

nel primo capitolo si puntava sul far riflettere l’adolescente su sé stesso partendo dalla propria vita, in

questo sussidio c’è un capovolgimento di prospettiva.


Dopo una prima fase utile per capire quali caratteristiche e doni possiede ogni adolescente necessari

per fare esperienze di servizio, si inizia portando i ragazzi già alla vita concreta. Loro sono chiamati da

subito a “sporcarsi le mani” mettendosi in gioco in determinate realtà individuate dai propri animatori.

Successivamente ci si interroga su quanto sperimentato: difficoltà, sensazioni, disagi, ma anche sulle

situazioni positive provate e il grado di arricchimento dato dalle esperienze.

L’ultima scheda, infine, prevede che l’adolescente apra il proprio sguardo all’interno della sua comunità

e del suo paese scoprendo come esistano intorno a lui numerose realtà di servizio e come queste siano

utili strumenti di carità per il prossimo.

23
1.1 Pronti si parte Animatore

Finalità
Riferimento L’adolescente, facendo esperienza concreta di servizio, si scopre in grado di mettersi

biblico in cammino per diventare strumento di Carità cristiana per il prossimo.

Mt 25,14-30
Obiettivo
L’adolescente prende coscienza dei doni che possiede,
necessari per fare delle esperienze di servizio.

Dove vogliamo arrivare…


Con questa dinamica, vorremmo che gli adolescenti, cercando oggetti che presentino le loro caratteristiche, facessero emergere le
loro qualità inerenti l’ambito del servizio e della carità.

Dinamica breve (50’)


L’animatore consegna ad ogni adolescente un foglio con sopra disegnato uno zaino (vedi allegato n. 1) e uno con vari oggetti per
poterlo riempire (vedi allegato n. 2). L’adolescente farà il proprio zaino inserendo quegli oggetti che rappresentano le caratteristiche
da lui possedute, necessarie per mettersi in gioco e fare esperienze di Carità e servizio. Inizialmente l’adolescente pensa a quali
sono i doni e le qualità che possiede (10’), poi sceglie le immagini che possono rappresentarle e scrive su ogni oggetto scelto la
caratteristica (10’), infine incolla sullo zaino le immagini (10’).
Quando tutti gli adolescenti hanno completato il lavoro si fa una condivisione di gruppo confrontandosi su quanto emerso (20’).
Suggerimento: l’animatore, qualora lo ritenga opportuno, può integrare le immagini proposte nell’allegato n. 2 con delle altre da lui
trovate, magari più adeguate al suo gruppo adolescenti.

Dinamica lunga
La dinamica lunga prevede due sviluppi a seconda del contesto in cui viene svolta:
Durante un’uscita di più giorni.
Si propone agli adolescenti di fare una passeggiata, ognuno deve essere dotato di uno zaino. Prima di partire l’animatore spiega che
ognuno di loro dovrà riempire il proprio zaino con degli oggetti che trova lungo il cammino che rappresentino le doti che loro stessi
possiedono già e che possono consentire loro di affrontare un’esperienza di servizio. Quando l’animatore lo riterrà più opportuno
deciderà di fermarsi e di far una condivisione tra tutti in modo da portare gli adolescenti ad un confronto.
Durante una serata di gruppo adolescenti.
Si accompagnano i ragazzi in città, ognuno deve avere con sé il proprio zaino, vengono date loro le consegne come sopra: devono
riempire lo zaino con degli oggetti che rappresentino le doti che possiedono già e che possono consentire loro di affrontare un’e-
sperienza di servizio. Successivamente viene dato un tempo in cui possono andare dove vogliono, ognuno per conto proprio, alla
ricerca degli oggetti. All’ora e al luogo fissato dagli animatori ciascuno illustra quello che ha trovato e il significato che gli ha dato.

25
Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.1 Pronti si parte Animatore

Materiale
Per dinamica breve: fogli con immagine zaino, fogli con immagini stilizzate oggetti (trovi gli allegati nel DVD), penne, forbici, colla.
Per dinamica lunga: zaino.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con queste domande:
La dinamica è stata coinvolgente?
Ha fatto emergere effettivamente le qualità dei ragazzi?

26
Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.1 Pronti si parte Adolescente

Obiettivo
Io adolescente prendo coscienza dei doni che possiedo, necessari per fare delle esperienze di servizio.

Contenuti
Caro adolescente, se ti chiedessi cosa ti viene in mente con la parola “carità” tu cosa mi diresti? Forse il gesto dell’elemosina che si fa
in chiesa tutte le domeniche? Oppure pensi ai poveri, a chi muore di fame o ai barboni che si vedono molte volte alle stazioni dei
treni?
In effetti queste potrebbero essere le immagini più immediate che passano nella testa di tutte le persone! In realtà, però, per fare
Carità non serve andare molto distante, non serve per forza avere davanti a sé persone in difficoltà, povere o abbandonate. La
Carità si può vivere quotidianamente nelle opere e nelle azioni di ogni giorno e non servono doti straordinarie, occorre, solamente,
mettere a frutto quei doni che ognuno ha già dentro di sé.

Domande
Pensa un attimo a te stesso, quali sono le tue caratteristiche positive e le doti da te possedute?
Se dovessi fare un’esperienza di servizio, quali delle caratteristiche dette sopra potrebbero servirti?
In un’esperienza di servizio quali altre doti potrebbero esserti utili?

Storia
C’era una volta un uomo stanco di piangere. Si guardò attorno e vide che la felicità era là: allungò una mano per “prenderla”. Era un
fiore: lo raccolse, ma quando fu nella mano, appassì. Era un raggio di sole, alzò gli occhi per riceverne la luce e si offuscò dietro una
nuvola.
Era una chitarra. L’accarezzò con le dita. Emise un suono stridulo. Riprese il giorno dopo. Lungo la strada un bambino piangeva. Volle
consolarlo, prese un fiore e glielo offrì. E il profumo di quel fiore avvolse anche lui. Una povera donna tremava dal freddo, avvolta nei
suoi stracci. La condusse al sole, e anche lui ne fu riscaldato. Un gruppo di giovani cantava. Accompagnò il canto con la sua chitarra,
lui stesso fu conquistato dalla melodia. Tornando a casa quella sera, l’uomo sorrideva.

Preghiera
Signore, vuoi le mie mani?
Signore, vuoi le mie mani per passare questa giornata parlando con quelli che hanno bisogno di parole d’amore?
aiutando i poveri e i malati che hanno bisogno? Signore, oggi ti do la mia voce.
Signore, oggi ti do le mie mani. Signore, vuoi il mio cuore per passare questa giornata
Signore, vuoi i miei piedi per passare questa giornata amando ogni uomo solo perché è un uomo?
visitando coloro che hanno bisogno di un amico? Signore, oggi ti do il mio cuore.
Signore, oggi ti do i miei piedi.
Signore, vuoi la mia voce per passare questa giornata (Madre Teresa di Calcutta )

27
Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.2 Proprio io? Animatore

Finalità
Riferimento L’adolescente, facendo esperienza concreta di servizio, si scopre in grado di mettersi

biblico in cammino per diventare strumento di Carità cristiana per il prossimo.

Lc 10,25-37
Obiettivo
L’adolescente si mette in gioco nel servizio concreto e semplice.

Dove vogliamo arrivare…


Con l’esperienza concreta di servizio vorremmo che gli adolescenti capissero che cosa significa mettersi in gioco per gli altri.

Dinamica breve
L’animatore, al fine di far vivere un’esperienza di servizio agli adolescenti, prova a pensare ad una realtà da lui conosciuta in cui i
ragazzi potrebbero mettersi in gioco in prima persona. L’ideale sarebbe poter andare in un ambiente presente nel paese/quartiere/
parrocchia che magari conoscono anche gli adolescenti. L’animatore si accorda con un responsabile del luogo scelto spiegandogli la
necessità di far fare agli adolescenti un’esperienza di servizio. Si stabiliscono, inoltre, con lui le modalità e i tempi dello svolgimento
dell’attività, che verranno poi spiegati ai ragazzi prima dell’inizio del servizio stesso. Si consiglia all’animatore di valutare la possibilità
di fare questo incontro non nella sera stabilita per il gruppo adolescenti, ma magari durante un pomeriggio per avere più tempo
a disposizione. Si invita, inoltre, l’animatore a spiegare agli adolescenti, prima dell’inizio dell’attività, la realtà in cui si andrà a fare il
servizio in modo da coinvolgerli e per prepararli rispetto a chi si troveranno di fronte per vivere al meglio e con serenità quanto verrà
a loro proposto.
Possibili esempi di servizio: raccolta indumenti o ferro vecchio con i ragazzi dell’Operazione Mato Grosso, animazione presso una
casa di riposo per anziani o qualche comunità di disabili, servizio presso una casa famiglia come aiuto per i compiti, organizzazione
di un pomeriggio di giochi presso l’oratorio parrocchiale per famiglie o bambini, distribuzione cibo ai barboni con la Ronda della
Carità (www.rondadellacaritaverona.org) o altre associazioni presenti sul vostro territorio.

Dinamica lunga
Come dinamica lunga si propone la stessa attività prevista per quella breve con la variante (sempre che il contesto scelto per il
servizio lo consenta) di un incontro introduttivo con uno dei responsabili della realtà scelta per lo svolgimento del servizio, nel
quale viene illustrato agli adolescenti in maniera specifica il tipo di struttura, chi vi risiede e cosa viene fatto al suo interno, con, se
possibile, l’opportunità di visitare l’ambiente.

29
Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.2 Proprio io? Animatore

Materiale
Niente di particolare, dipende dalla tipologia di servizio.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con queste domande:
Gli adolescenti hanno provato qualche difficoltà nello svolgimento del servizio o è stata per tutti un’esperienza positiva?
L’organizzazione di un incontro di questo tipo ha creato qualche problema?

30
Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.2 Proprio io? Adolescente

Obiettivo
Mi metto in gioco nel servizio concreto e semplice

Contenuti
Un ricordo che forse tale non è…perché questa esperienza è stata solo un modo per iniziare a vedere più in là…All’inizio, forse, avrai
provato le classiche paure di entrare in un mondo considerato con tenero distacco, una realtà con le proprie definizioni…spiegazioni
da dare e da darsi…Che cosa accade quando ti rendi conto che non c’è niente davvero di distante o di totalmente estraneo? Ti capita
che la necessità di dare spiegazioni, di inquadrare tutto ciò che vedi si perde nella volontà di comunicare…non avere riferimenti
da rispettare, insegnamenti da seguire ti rende libero di affrontare i rapporti confrontandoti con le cose che provi dentro. Rimane
la voglia di comunicare, di stare insieme, di vivere un momento con le persone che hai di fronte…Forse è questo che è richiesto ad
una persona che proprio “del mestiere” non è…Forse è questo che ti dà più ricchezza. Un ricordo che quindi non ami definire tale…
un’esperienza che ti rende ricco…un’esperienza che ti lascia con la sensazione di aver fatto qualcosa di importante non solo per te.
La consapevolezza di aver dato, anche se per un tempo definito, un piccolo contributo a qualcosa che non finisce.

Domande
Hai mai vissuto prima d’ora un’esperienza di servizio?
Come ti sei trovato? Hai incontrato qualche difficoltà?
Quali sensazioni hai provato?

Storia
Mi chiamo Giada e ho svolto il servizio civile nel 2004/2005 presso l’associazione F.A.S.M. partecipando al progetto “ESCI CON NOI”.
Ho deciso di fare questa esperienza quasi per sfida personale, perché essendo una persona abbastanza timida, volevo provare
qualcosa di diverso, che potesse in qualche modo cambiare il mio carattere. Inizialmente è stata un po’ dura perché il progetto
prevedeva lo stretto contatto con ragazzi con alcune problematiche mentali entrando in un mondo a me finora sconosciuto. Con
il passare dei giorni tutto è diventato più facile e divertente; occupavamo i momenti liberi dei ragazzi con passeggiate, shopping,
giochi, chiacchierate e gite. I giorni e i mesi sono trascorsi velocissimi portandosi dietro un bagaglio di emozioni fortissime che
hanno portato in me un profondo cambiamento. Ringrazio le ragazze che hanno partecipato al servizio civile con me per la loro
amicizia, il buon lavoro di squadra e l’ottimo rapporto che si è instaurato, tutte le volontarie e soprattutto le famiglie dei ragazzi che
ci hanno sempre rispettato ed aiutato nei momenti difficili. Questa esperienza è stata per me stupenda ed emozionante tanto da
cambiare la mia vita e forse anche quella degli altri.

(Giada)

Preghiera
Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro.
È Lui che pensa.
È Lui che scrive.
La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.
La matita deve solo poter essere usata.

(Madre Teresa di Calcutta)

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Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.3 Proprio io! Animatore

Riferimento Finalità
biblico L’adolescente, facendo esperienza concreta di servizio, si scopre in grado di mettersi

At 20,35
in cammino per diventare strumento di Carità cristiana per il prossimo.

Obiettivo
Attraverso l’esperienza fatta l’adolescente conosce se stesso, i propri limiti e i propri doni.

Dove vogliamo arrivare…


Scrivendo le proprie carte o giocando al Twister modificato, l’adolescente prende consapevolezza delle potenzialità che porta
dentro di sé, ma anche dei limiti con cui ciascuno di noi deve fare i conti e soprattutto con le paure nell’affrontare il diverso.

Dinamica breve
IPOTESI A (40’): l’animatore distribuirà a ciascun ragazzo una carta da gioco vuota (vedi esempio nell’allegato A), su cui
personalmente scriverà tre ricordi positivi che ha portato a casa dall’esperienza di servizio vissuta in precedenza col gruppo (5’). Su
una seconda carta invece il ragazzo scriverà le paure che portava dentro di sé, prima di affrontare quest’avventura di servizio (5’).
L’animatore nel frattempo disporrà sul tavolo (mantenendole coperte) il mazzo di carte contenenti vari doni (disponibilità, apertura
all’altro, capacità di ascolto, abilità nel mettersi in gioco, creatività, pazienza…etc.). Su di un cartellone suddiviso in tre colonne
l’animatore raccoglierà quanto emerso (10’). Prima colonna: l’animatore riporterà quanto emerso dai ragazzi come ricordi. Seconda
colonna: l’animatore riporterà le paure che emergevano prima di affrontare l’esperienza. Terminata questa prima fase, l’animatore
girerà sul tavolo le carte da gioco riportanti i doni. Ciascun ragazzo sceglierà una o più carte in cui riconosce dei doni che sono
emersi grazie all’esperienza di servizio e proverà a dire come intende spenderli in futuro (il come intende spenderli, verrà scritto
nella terza colonna, come impegno concreto e verificabile da effettuare a fine anno) (10’). A conclusione di questo lavoro di sintesi
sull’esperienza vissuta, si proverà a commentare la frase degli Atti degli Apostoli: “C’è più gioia nel dare, che nel ricevere” (10’). Si
consegna a ciascun ragazzo una carta vuota: sarà da riempire alla fine di tutto il percorso del sussidio, con tutte le doti che ciascuno
avrà scoperto di avere, grazie al cammino compiuto all’insegna del servizio.

IPOTESI B (1h 10’) Gioco Twister modificato: l’animatore gira le lancette della tavoletta e, uno dopo l’altro, i ragazzi, in base alle
indicazioni che risultano dalla stessa (vedi allegato B), devono posizionarsi ed esprimere ciò che viene richiesto (una paura, un
aspetto positivo, un dono che ha scoperto di avere, un impegno). Non essendoci sufficienti cerchi colorati gli ado/giocatori sono
spesso tenuti a mantenere posizioni improbabili o precarie, arrivando al punto di perdere l’equilibrio o cadere al suolo. Un giocatore
viene eliminato quando cade o quando tocca con il gomito o il ginocchio il tappeto. Non vi è alcun limite nel numero di ragazzi che
possono giocare contemporaneamente. Al termine l’animatore tirerà le fila sull’esperienza vissuta durante il servizio rapportandola
a ciò che i ragazzi hanno detto durante il gioco (paure, aspetti positivi, doni scoperte, impegno) facendo emergere che ciascuno può
essere una scoperta per se stesso quando si dona all’altro e allo stesso tempo gli altri possono essere dono per noi perché ci aiutano
nel percorso tendendoci una mano.

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Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.3 Proprio io! Animatore

Dinamica lunga
La prima parte è identica alla dinamica breve. Finito questo lavoro i ragazzi, dotati di pc, creano una pagina Facebook riguardo
l’esperienza svolta, dove creano dei legami con i volontari/operatori del centro dove hanno svolto il servizio, coinvolgono
adolescenti che conoscono e che magari non frequentano il gruppo e condividono/coinvolgono i membri della Comunità
Parrocchiale a cui appartengono, per far conoscere quanto vissuto. Sarebbe opportuno che durante l’Eucarestia Domenicale
presentassero la pagina alla Comunità per coinvolgerla ed invitarla a seguire i vari passaggi.

Materiale
Per la dinamica breve (trovi gli allegati nel DVD).
- ipotesi A: carte da consegnare ai ragazzi, carte riportanti i doni, penne, cartellone suddiviso in tre colonne, pennarelli.
- ipotesi B: tappeto Twister con tavoletta modificata
Per la dinamica lunga: oltre al materiale per la dinamica breve prescelta, serve un pc.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato, puoi aiutarti con queste domande:
L’adolescente attraverso questa dinamica è riuscito a far emergere i propri limiti?
L’adolescente è riuscito a prender consapevolezza dei propri doni?
L’adolescente ha compreso quali sono le sue potenzialità da coltivare e far fruttare?

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Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.3 Proprio io! Adolescente

Obiettivo
Attraverso la rilettura dell’esperienza concreta di servizio che ho fatto, posso conoscere me stesso, i miei limiti ed i miei doni.

Contenuti
Quante aspettative dentro di te, quanta voglia di dare, quanto desiderio di cambiare il mondo, ma anche quante paure prima di
iniziare l’esperienza di servizio alla casa di riposo, al doposcuola dei bambini della parrocchia o al centro diurno per disabili…
Ma tornando a casa chissà quanto batteva forte il tuo cuore nel ricordare i sorrisi che hai ricevuto da nonno Gino perché gli hai
servito il caffè o l’abbraccio che ti ha regalato Matilde quando è riuscita a risolvere l’equazione che secondo lei era la più difficile del
mondo e tu il suo super eroe, sei riuscito ad aiutarla.
Porti a casa anche un po’ di tristezza però, perché non pensavi che sarebbe stato così complesso il mondo dell’handicap e hai fatto
fatica ad avvicinarti a Mattia, bambino autistico che si lascia avvicinare solo dalla sua operatrice o nonna Chiara alla casa di riposo
che ti ha sgridato perché le hai toccato le sue cose sul comodino, e pensare che tu volevi solo fare un po’ di ordine…
Eh sì, è normale, cominciare a prestare servizio, ci aiuta a conoscerci meglio, fa emergere le doti più nascoste che ciascuno di noi
porta dentro, ma ci mette faccia a faccia anche con i nostri limiti, con le nostre paure, con le nostre fatiche nell’affrontare il diverso,
l’ammalato.
Abbi pazienza e sperimenterai sulla tua pelle che c’è più gioia nel dare, che nel ricevere!!!

Domande
Prima di affrontare il servizio che paure portavi con te?
Quali doni hai scoperto di avere?
Cos’hai portato a casa dal contatto con gli ospiti, gli operatori ed i volontari presenti nel centro in cui sei andato?
Quale pensi sia il tuo punto forte su cui “investire” nelle prossime esperienze di servizio che ti troverai a vivere?

Storia
“So che può sembrare strano detto da uno che fa volontariato, ma se ho iniziato a frequentare la comunità di disabili è solo perché
sono stato obbligato a farlo.
Qualche anno fa, infatti, dovendo scegliere se passare un anno prestando regolare servizio militare o scegliendo l’obiezione di
coscienza, decisi per la seconda, anche perché pensavo che un anno da obiettore mi avrebbe potuto dare qualcosa che 12 mesi in
caserma non mi avrebbero mai potuto dare: la possibilità di crescere davvero, umanamente ed emotivamente, dovendo confrontarsi
con una realtà e con persone “diverse”. Certo, per un tipo timido come me fare quella scelta significò sfidare un po’ il proprio carattere
per cercare di cambiarlo, per uscire dal proprio guscio: non sapevo dove sarei finito, e che tipo di realtà avrei dovuto abitare per quei
10 mesi, ma volevo fare qualcosa con e per qualcuno, e questo mi dava fiducia.
Devo ammettere che a quell’età e con quel carattere, forse non mi sarei mai avvicinato di mia spontanea volontà ad una realtà come
questa; ma il caso, o la burocrazia, decisero per me, e così mi ritrovai qui. E con mio stupore, oltre a sopravvivere ai primi tempi
che, si sa, sono sempre i più duri, via via che i giorni e le settimane e poi i mesi passavano, mi è sembrato di capire alcune cose: ho
capito che “normalità” e “diversità” in fondo sono solo parole, etichette che una maggioranza di persone applica a sé stessa e ad
una minoranza di altre; ho capito che i nostri modi fin troppo educati spesso sono inutili e anzi, ci fanno perdere la spontaneità e
la sincerità verso gli altri e verso le nostre stesse emozioni; ed ho imparato la libertà di viverle così, semplicemente, per quello che
sono. E ancora sto imparando. Ho visto occhi rossi di rabbia e di lacrime asciugarsi in fretta e diventare scintillanti di gioia per un
gesto semplice come un sorriso e forte come solo le emozioni sanno essere. Mi sono sentito grato per quel po’ di sano caos che stava
entrando nella mia vita, e per tutte le situazioni imbarazzanti in cui mi sono trovato.
Così, senza che me ne accorgessi, ho iniziato a restare in comunità al di fuori degli orari di servizio, e mi sono fatto coinvolgere
in attività che andavano oltre le solite mansioni obbligatorie di ogni obiettore. Non me ne rendevo conto, ma stava iniziando a

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Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.3 Proprio io! Adolescente

maturare qualcosa, dentro, che non mi ha fatto lasciare la comunità dopo il congedo, e che mi ha fatto diventare il volontario che
sono oggi; e se ancora continuo a frequentare questa comunità è perché qui ho trovato amici, qui ho capito cosa significa essere
parte di una comunità e continuare ad esserlo, dando semplicemente il proprio contributo, non più per un obbligo ma perché lo
voglio”.

(Damiano)

Preghiera
Signore, fa’ di noi persone capaci di servire.
Mettici al servizio dei nostri fratelli e sorelle più soli,
più emarginati, più bisognosi di cure e di aiuto.
Da’ loro il pane quotidiano insieme al nostro amore
pieno di comprensione, di pace, di gioia.
Signore, fa’ di noi persone capaci di servire, per portare l’amore dove c’è l’odio,
lo spirito del perdono dove c’è l’ingiustizia, l’armonia dove c’è la discordia,
la verità dove c’è l’errore, la fede dove c’è il dubbio,
la speranza dove c’è la disperazione, la luce dove ci sono ombre, e la gioia dove c’è la tristezza.
Signore, fa di noi persone capaci di servire e di vivere solo dell’amore che tu ci doni.

(Don Angelo Saporiti)

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Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.4 Guarda attorno a te! Animatore

Riferimento Finalità
biblico L’adolescente, facendo esperienza concreta di servizio, si scopre in grado di mettersi
in cammino per diventare strumento di Carità cristiana per il prossimo.
Lc 10,1

Obiettivo
L’adolescente riconosce che l’atto di “carità” allarga lo sguardo sulle realtà che lo circondano.

Dove vogliamo arrivare…


Con questi suggerimenti vorremmo far scoprire ai ragazzi che anche nella realtà di paese in cui vivono possono essere presenti
strutture o persone che vivono ogni giorno la Carità.
La seguente scheda è “di transizione”; non rispecchia lo schema classico delle altre schede ma vuole essere uno strumento per aprire
gli adolescenti alla Carità “pratica” partendo da realtà vicine a loro.

Dinamica
Invitate i ragazzi ad esplorare il proprio paese alla ricerca di attività, strutture e varie realtà sociali che sono presenti sul territorio
nelle quali si vive in concreto la Carità. Aiutate i ragazzi a conoscere ciò che è presente attorno a loro, affinché possano ampliare
i propri orizzonti. Suggerite loro di fermarsi in ogni centro il tempo necessario per conoscerne la realtà e raccogliere alcune
informazioni.

Materiale
Cartina del vostro paese con indicati i centri che avete individuato.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con queste domande:
Gli adolescenti si sono dimostrati interessati?
Hanno partecipato con entusiasmo?
Sono rimasti stupiti o delusi dalle attività che hanno scoperto nel paese?

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Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
1.4 Guarda attorno a te! Adolescente

Obiettivo
Riconosco che l’atto di “carità” allarga il mio sguardo sulle realtà che mi circondano.

Contenuti
Spesso ci capita di vedere un nuovo particolare nella strada che facciamo da una vita per andare a scuola, quando succede
rimaniamo sorpresi… Ma come? Com’è possibile? Questa strada pensavi di conoscerla come le tue tasche! Ti sei mai chiesto quante
cose devi ancora scoprire del tuo paese? Non ti incuriosisce conoscere realtà nuove che non hai ancora esplorato? Ecco, oggi hai
questa possibilità…diventa esploratore della Carità per un giorno… Guarda oltre il tuo naso, potrai rimanere meravigliato!

Preghiera
La strada vi venga sempre dinanzi
e il vento vi soffi alle spalle
e la rugiada bagni sempre l’erba
su cui poggiate i passi.
E il sorriso brilli sempre
sul vostro volto.
E il pianto che spunta
sui vostri occhi
sia solo pianto di felicità.
E qualora dovesse trattarsi
di lacrime di amarezza e di dolore,
ci sia sempre qualcuno
pronto ad asciugarvele.
Il sole entri a brillare
prepotentemente nella vostra casa,
a portare tanta luce,
tanta speranza e tanto calore.

(Don Tonino Bello )

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Capitolo 1 Sporchiamoci Le Mani
Capitolo 2
Free Hands

Attraverso l’incontro con alcuni testimoni (racconti, video ed incontri faccia a faccia) il gruppo si accosta

a vari modi di attualizzare il Vangelo e la Carità, mettendo in pratica l’insegnamento di Gesù: ama il

prossimo tuo, come te stesso! La Carità si vive in diverse maniere, a seconda delle specificità che ciascuno
porta dentro di sé; ma attraverso l’incontro con alcune figure simboliche vorremmo far passare che non

servono atti eroici o scelte drastiche per riuscire a vivere la Carità, ma solo un cuore aperto e disponibile

a chi ci vive accanto nella quotidianità.

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2.1 Gratis… perché?!? Animatore

Riferimento Finalità
biblico Gli adolescenti si confrontano con testimoni che hanno saputo concretizzare la Carità.

Lc 18,9-14

Obiettivo
L’adolescente scopre che non sempre fare il bene è fare bene.

Dove vogliamo arrivare…


Attraverso la drammatizzazione dei diversi stili di animatore, l’adolescente dovrebbe comprendere che non sempre le motivazioni
che muovono le nostre azioni hanno lo stesso valore, nonostante siano apparentemente rivolte a fare il bene.

Dinamica breve (35’)


L’animatore, aiutato da qualche adolescente, o meglio, da qualche altro animatore, preparerà una breve scenetta (vedi canovaccio
in allegato). Verrà rappresentata una pre-serata di gruppo adolescenti dove appariranno tre tipologie di volontari. Le loro parole
esprimeranno differenti motivazioni nello svolgere il servizio dell’animatore durante il grest/centri estivi: chi perché si è lasciato
coinvolgere un po’ per caso, chi per “accalappiare” qualche giovane adolescente, chi, invece, per reale volontà di mettersi in gioco
attraverso questa piccola missione (10’).
L’animatore invita i ragazzi alla riflessione, utilizzando tre sagome umane, una per ogni animatore-tipo, che all’interno avranno
queste domande: chi (rappresenta)? Cosa (fa)? Perché (lo fa)? (15’).
Gli adolescenti cercheranno di rispondere, discutendo della questione anche in base alla loro esperienza personale (10’).

Dinamica lunga (1h 10’)


Basandosi sul canovaccio in allegato, l’animatore chiede agli adolescenti di drammatizzare la scenetta, invitandoli a mettere in
evidenza soprattutto il linguaggio del corpo. (20’-30’)
Dopo aver rappresentato la drammatizzazione, i ragazzi vengono suddivisi in tre gruppi e ognuno si focalizza su un animatore tipo,
attraverso le tre sagome della dinamica breve. Segue finale della dinamica breve.

Materiale
Necessario per la drammatizzazione, tre cartelloni a forma di sagoma, pennarelli (trovi gli allegati nel DVD).

43
Capitolo 2 Free Hands
2.1 Gratis… perché?!? Animatore

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
Gli adolescenti hanno capito il senso della provocazione iniziale?
Hanno compreso che non sempre ciò che ci spinge a fare una buona azione, un servizio è una buona motivazione?

44
Capitolo 2 Free Hands
2.1 Gratis... perché?!? Adolescente

Obiettivo
Scopro che non sempre fare il bene è fare bene.

Contenuti
“Ma come? – ti starai chiedendo – io faccio una buona azione, hai anche da rompere sul per come e sul perché lo faccio?! Dai,
l’importante è fare!”. È vero, c’è tanta gente che parla e parla e, alla fin fine, critica soltanto senza mettere in pratica nulla, mentre
tu, magari, fresco fresco (più o meno!) di grest, hai passato tutto il mese di luglio ad animare una mandria di giovani marmocchi…
non basta? Ti sei mai chiesto, perché ti piace fare del bene? E perché tanti uomini e tante donne nel corso della storia l’hanno fatto?
Pensaci su, dai…Fare il bene è sempre fare il bene, ma, spesso la scintilla che ci muove è molto diversa… no?

Domande
Ogni tanto mi fermo a pensare sul perché faccio determinate scelte?
Penso alla mia esperienza personale: faccio del volontariato in parrocchia?
Se sì, da che cosa sono spinto a farlo? Dagli amici, dal parroco, dai miei genitori?
O c’è qualcosa in più? Se no…perché non pensarci?

Storia
I tre figli
Tre donne andarono alla fontana per attingere acqua. Presso la fontana, su una panca di pietra, sedeva un uomo anziano che le
osservava in silenzio ed ascoltava i loro discorsi.
Le donne lodavano i rispettivi figli.
“Mio figlio”, diceva la prima, “è così svelto ed agile che nessuno gli sta alla pari”.
“Mio figlio”, sosteneva la seconda, “canta come un usignolo. Non c’è nessuno al mondo che possa vantare una voce bella come la
sua”.
“E tu, che cosa dici di tuo figlio? “, chiesero alla terza, che rimaneva in silenzio.
“Non so che cosa dire di mio figlio”, rispose la donna. “È un bravo ragazzo, come ce ne sono tanti. Non sa fare niente di speciale...”.
Quando le anfore furono piene, le tre donne ripresero la via di casa. Il vecchio le seguì per un pezzo di strada. Le anfore erano
pesanti, le braccia delle donne stentavano a reggerle. Ad un certo punto si fermarono per far riposare le povere schiene doloranti.
Vennero loro incontro tre giovani. Il primo improvvisò uno spettacolo: appoggiava le mani a terra e faceva la ruota con i piedi per
aria, poi inanellava un salto mortale dopo l’altro.
Le donne lo guardavano estasiate: “Che giovane abile! “.
Il secondo giovane intonò una canzone. Aveva una voce splendida che ricamava armonie nell’aria come un usignolo.
Le donne lo ascoltavano con le lacrime agli occhi: “È un angelo! “.
Il terzo giovane si diresse verso sua madre, prese la pesante anfora e si mise a portarla, camminando accanto a lei.
Le donne si rivolsero al vecchio: “Allora che cosa dici dei nostri figli? “.
“Figli?”, esclamò meravigliato il vecchio. “Io ho visto un figlio solo! “.

(Bruno Ferrero)

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Capitolo 2 Free Hands
2.1 Gratis... perché?!? Adolescente

Preghiera
Servi inutili

Per ogni cosa che facciamo


ci attendiamo subito qualcosa in cambio, Gesù:
un riconoscimento, una medaglia,
un attestato di benemerenza,
uno scatto di carriera,
un vantaggio economico.

Per ogni cosa che facciamo


vogliamo subito avere un riscontro, Gesù:
un segno di stima,
di gratitudine, di riconoscenza,
un apprezzamento per la fatica
e l’impegno che abbiamo dimostrato.

Ma non è questa, decisamente,


la logica del Regno.
Tu ci chiedi di servire
ma con generosità e -gratuità,
senza attenderci ricompense,
senza secondi fini,
senza calcoli assurdi.

Liberi e gioiosi,
fedeli e semplici,
fraterni e disponibili,
sapendo che in fondo
non abbiamo fatto
proprio nulla di straordinario,
ma solo il nostro dovere.

Certi che tu, Gesù,


hai fatto molto di più
per ognuno di noi:
tu che hai offerto la tua vita
sulla croce.

Amen

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Capitolo 2 Free Hands
2.2 Da grande! ? ? ! Animatore

Riferimento Finalità
biblico Gli adolescenti si confrontano con testimoni che hanno saputo concretizzare la Carità.

Lc 9,1-6

Obiettivo
L’adolescente impara che c’è una chiamata alla Carità diversa per ciascuno di noi.

Dove vogliamo arrivare…


Attraverso alcune testimonianze, reali o raccontate, vogliamo far capire agli adolescenti che esistono diversi tipi di vocazione: non
siamo chiamati “solo” alla vita consacrata o matrimoniale. Ognuno di noi, nella sua unicità è chiamato da Dio alla propria speciale
Vocazione.

Dinamica breve (55’)


Per la preparazione di questa dinamica, sarebbe più significativo che gli animatori cercassero nella propria realtà parrocchiale
testimonianze di vario genere, da quelle classiche a quelle più particolari. Alcuni spunti: un sacerdote, una suora, una coppia di
sposi, un diacono permanente, un accolito o ministro dell’Eucarestia, un missionario laico, un membro dell’Agesci, un frate, un
direttore di un coro, una famiglia adottiva o una coppia che gestisce una casa famiglia (per eventuali suggerimenti concreti potete
contattarci direttamente utilizzando i contatti indicati in questo sussidio).
Gli esempi potrebbero essere infiniti.
L’incontro potrebbe essere strutturato in questo modo. Si invitano i ragazzi a scrivere su un foglietto cosa vorrebbero fare nei
prossimi cinque anni della loro vita. I foglietti vengono raccolti in un contenitore e ognuno pescherà e leggerà un biglietto in modo
casuale, possibilmente non il suo, senza fare ulteriori commenti (10’).
A questo punto si presenta il o i personaggi che porteranno la loro testimonianza, sia essa dal vivo o riportata attraverso un testo o
un video trovato su internet (20’).
Lasciando spazio anche alle domande dei ragazzi, si cercherà di mettere a confronto le loro aspettative espresse nei foglietti iniziali
con la vocazione del testimone. Ciò che dovrebbe emergere è che non devono essere considerate vocazioni solo quelle dei preti
e delle suore, come generalmente si pensa, ma che ognuno di noi ha una sua vocazione originale: sta a noi scoprirla e metterla in
pratica (20’). Si conclude l’incontro con l’ascolto della canzone di Nek “Se non ami”, che sottolinea come qualsiasi scelta può essere
fatta solo se si è capaci di amare (5’).

Dinamica lunga
La dinamica lunga potrebbe essere svolta durante un’uscita o una giornata di camposcuola.
Lo svolgimento della giornata dipende dal numero di testimonianze che si sono trovate. In ogni caso, l’incontro potrebbe iniziare

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Capitolo 2 Free Hands
2.2 Da grande! ? ? ! Animatore

nello stesso modo della dinamica breve; un’idea potrebbe essere quella di invitare una vocazione “classica” alla mattina (prete, suora,
coppia di sposi) e una più apparentemente banale nel pomeriggio. In questo modo i ragazzi possono confrontare le due storie di
vita, divisi in piccoli gruppi, facendo emergere differenze e analogie.
In assenza di personaggi, si può ricorrere a dei film: durante la mattina uno su S. Francesco (Fratello sole sorella luna di F. Zeffirelli
o Francesco di L. Cavani) o su Madre Teresa di Calcutta o su qualsiasi altro santo o personaggio celebre; il pomeriggio si potrebbe
proporre il film Gift hands – Il dono. In alternativa, si possono scegliere testi o video su internet. Uno spunto: http://www.
qumran2.net/indice.php?azione=anteprima&file=10736 (suor Anna, ex cubista e ragazza immagine che, diventando suora, non ha
abbandonato la sua passione per la danza).

Materiale
Foglietti e penne, eventuale video delle testimonianze, PC e proiettore.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
Le testimonianze scelte hanno colpito i ragazzi per la loro quotidianità o per la loro straordinarietà? Sono state efficaci?
Gli adolescenti si sono lasciati coinvolgere con domande e interventi?
È risultato chiaro il confronto tra loro e i testimoni scelti?

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Capitolo 2 Free Hands
2.2 Da grande! ? ? ! Adolescente

Obiettivo
Comprendo che anche per me Dio ha in serbo una chiamata unica e speciale alla Carità.

Contenuti
Come sarò da grande!? Mah chi lo sa!? Non ne ho idea e sinceramente penso sia ancora presto per pensarci, anzi prestissimo...
Meglio che mi goda la vita oggi, giorno per giorno e poi si vedrà! Mia nonna dice sempre: “C’è più tempo che vita!” Però pensandoci
bene, lei sì che è un bell’esempio da guardare, ha sempre una parola di conforto per tutti e ci vede proprio lungo perché se ho
qualcosa o la mamma non sta bene lei se ne accorge immediatamente…
E se da grande diventassi come lei!?? O come una delle persone che ho incontrato ai gruppi che ci ha lasciato la sua testimonianza?!

Domande
Cosa mi è rimasto impresso delle testimonianze?
Quali aspetti positivi e quali negativi ho colto?
In che modo Dio ti sta chiamando? Hai mai sentito finora di essere portato per una strada particolare?

Storia
Il falco pigro
Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al Maestro di Falconeria perché li addestrasse. Dopo
qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.
“E l’altro?” chiese il re.
“Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di
curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni
giorno per portargli cibo”.
Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco.
Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté schiodare il falco dal suo ramo.
Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull’albero, giorno e notte.
Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema.
Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.
“Portatemi l’autore di questo miracolo”, ordinò.
Poco dopo gli presentarono un giovane contadino.
“Tu hai fatto volare il falco? Come hai fatto? Sei un mago, per caso?” gli chiese il re.
Intimidito e felice, il giovane spiegò: “Non è stato difficile, maestà. Io ho semplicemente tagliato il ramo. Il falco si è reso conto di
avere le ali ed ha incominciato a volare”.

Talvolta, Dio permette a qualcuno di tagliare il ramo a cui siamo tenacemente attaccati, affinché ci rendiamo conto di avere le ali.

(Bruno Ferrero)

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Capitolo 2 Free Hands
2.2 Da grande! ? ? ! Adolescente

Preghiera
Preghiera della Strada

Signore,
io ho preso il mio sacco ed il mio bastone
e mi sono messo sulla strada.
Tu mi dici:
“tutte le tue vie sono davanti a Me”.
Fa, dunque, o Signore, che fin dai primi passi
io mi metta sotto i Tuoi occhi,
“mostrami la Tua via
e guidami per il retto sentiero”.
So che la Tua via
è quella della limpidezza del cuore.
Tu ora aiutami ad incontrare immagini serene
e buone e a chiudere gli occhi alle cose che non danno coraggio.
So che la Tua via è quella della pace.
Per tutti coloro che incontro, donami o Signore,
il sorriso dell’amicizia,
l’aperto conforto del saluto,
la prontezza attenta del soccorso.
O Signore che doni la rugiada ai fiori
ed il nido agli uccelli,
noi Ti diciamo grazie fin da ora per ogni Tuo dono:
per il caldo ed il freddo,
per il vento che ci batte sul volto
e ci reca la gioia di terre lontane,
per le albe piene di fiducia
e per i tramonti ricchi di pace.
Grazie del conforto che Tu ci dai,
affinché ogni ora riprendiamo i nostri passi,
per arrivare ad incontrarti.
Amen

(Sergio Card. Pignedoli)

50
Capitolo 2 Free Hands
2.3 Mamma… GRATIS! ! ! Animatore

Riferimento Finalità
biblico Gli adolescenti si confrontano con testimoni che hanno saputo concretizzare la Carità.

Mt 10,8

Obiettivo
L’adolescente assapora il significato della parola gratis.

Dove vogliamo arrivare…


Vogliamo che gli adolescenti confrontandosi con il dono quotidiano di una mamma, si rendano conto della loro difficoltà a darsi
gratuitamente.

Dinamica breve (50’)


Dopo il momento di preghiera, in cui si può proporre il vangelo (vedi riferimento biblico) si dividono i ragazzi in piccoli sottogruppi
di 5-6 adolescenti e si consegna loro un cartellone e dei pennarelli. (5’)
Si inizia il dialogo muto che consiste in una conversazione/brain-storming non verbale: al posto di parlare i ragazzi dovranno
scrivere quello che pensano. La parola iniziale sarà GRATIS. Gli animatori durante la dinamica devono invitare i ragazzi a scrivere cosa
significa per loro la parola gratis e guidare la discussione scritta, utilizzando frecce, colori, rimandi, domande e risposte, ma non la
parola, stando attenti però a non dare soluzioni. (20’)
Alla fine del dialogo muto si torna in assemblea e viene letta la storia “IL CONTO” di Bruno Ferrero (vedi scheda adolescente) (5’).
Terminata la lettura del racconto si introduce la figura di una mamma: Chiara Corbella Petrillo, giovane mamma contemporanea che
ha donato la sua vita per salvare quella di suo figlio.
Per introdurre la figura si può usare il sito http://www.chiaracorbellapetrillo.it/ dove potete trovare varie informazioni e alcuni video.
Al termine l’animatore per unire il tutto spiegherà come alle volte il donarsi totalmente sia più facile di quello che pensano i ragazzi
e soprattutto di come alcuni esempi, anche se non se ne rendono conto, sono vicini a loro. (20’)

Dinamica lunga
Oltre alla dinamica breve fino alla fine, si propone la visione del film “The Blind Side” per stimolare i ragazzi a donarsi al 100% nel loro
piccolo.

51
Capitolo 2 Free Hands
2.3 Mamma… GRATIS! ! ! Animatore

Materiale
Cartelloni (uno per ogni sottogruppo) e pennarelli per ogni adolescente, una fotocopia del racconto “Il conto” di Bruno Ferrero.
Per la dinamica lunga: videoproiettore e film: “The Blind Side”.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
La dinamica del dialogo muto ha funzionato?
Si è stati in grado di far riflettere gli adolescenti sul vero significato della parola “gratis”?

52
Capitolo 2 Free Hands
2.3 Mamma... GRATIS! ! ! Adolescente

Obiettivo
Assaporo il significato della parola gratis.

Contenuti
Che storia quella di Chiara! Cavoli, dare la propria vita per suo figlio…neanche fosse Gesù! Però io non so se ce la farei, già mi
pesa fare qualsiasi cosa a casa, figurati dare la mia vita per qualcuno… Però forse c’è anche una via di mezzo, potrei provare a fare
qualcosa per gli altri anche nel mio piccolo, iniziare da poco per vedere dove arrivo. Che sfida che sarebbe…Dai, ci provo!

Domande
Anche se è difficile riesci a donare qualcosa di te agli altri? O ti pesa?

Storia
Il conto
Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano.
Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani col grembiule e lesse quanto vi
era scritto:
“Per aver strappato le erbacce dal vialetto: € 5,00.
Per avere ordinato la mia cameretta: € 10,00.
Per essere andato a comperare il latte: € 1,00.
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): € 8,00.
Per aver preso due volte ottimo a scuola: € 5,00.
Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere: € 3,50.
Totale: € 32,50”.
La mamma fissò il figlio negli occhi, teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:
“Per averti portato in grembo per 9 mesi: € 0.
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: € 0.
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: € 0.
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: € 0.
Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo giorno: € 0.
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e i panini che ti ho preparato: € 0.
Per la vita che ti do ogni giorno: € 0.
Totale: € 0”.
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la
mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi.
Girò il foglio e sul suo conto scrisse: “Pagato”.
Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.

(Bruno Ferrero)

53
Capitolo 2 Free Hands
2.3 Mamma... GRATIS! ! ! Adolescente

Preghiera
Magnificat

L’anima mia magnifica il Signore


e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà
della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me
l’Onnipotente e santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

54
Capitolo 2 Free Hands
Capitolo 3
Hands From Heaven

Questo capitolo è il centro del sussidio in quanto il protagonista è Gesù che è il Modello assoluto

dell’Amore.

Gesù è colui che ci insegna cos’è la Carità Cristiana e che con la Sua vita diventa per noi esempio da
seguire.

Il Servizio cristiano si realizza con il dono di sé stessi o di qualcosa di sé verso il prossimo e nel

compimento di gesti quotidiani d’amore. Con la lavanda dei piedi, Gesù, ci insegna che alla base della

Carità cristiana deve esserci l’umiltà. Poi con la passione e la crocifissione ci mostra l’apice più alto

dell’Amore. Egli pur potendosi sottrarre a tanta sofferenza e dolore non si arrende e per amore nostro va

fino in fondo morendo in croce. Questo è l’Amore per eccellenza, un Amore incondizionato e totale che

prevede il dono completo di sé stesso.

55
3.1 Monopolizzando? Animatore

Riferimento Finalità
biblico Amati, amiamo. L’adolescente guarda a Gesù come il Modello dell’Amore.

Lc 21,1-4

Obiettivo
L’adolescente scopre il valore del servizio cristiano che nasce dal mettersi in gioco in prima persona.

Dove vogliamo arrivare…


La dinamica di questa scheda ruota attorno al brano del Vangelo dell’obolo della vedova (v. rif. Biblico). Attraverso il gioco del
Monopoli modificato, l’adolescente dovrebbe capire che vi sono vari livelli di dono e che il servizio cristiano consiste nel donare al
prossimo una parte di sé e non quello che ha di superfluo.

Dinamica breve (1h)


Per raggiungere l’obiettivo la dinamica è stata divisa in due parti.
1. La prima è basata sul gioco del Monopoli, le cui regole saranno modificate (vedi allegato) per portare gli adolescenti ad
avere comportamenti diversi tra loro. Ci saranno adolescenti “ricchi”, che quindi avranno all’inizio del gioco un grande capitale,
e adolescenti “poveri”, che inizieranno con pochi soldi. Poi, durante le normali fasi del gioco, l’animatore che conduce dovrà
aggiungere degli imprevisti speciali che riguarderanno tutti i giocatori. Questi imprevisti (in allegato) saranno richieste di opere
di beneficenza, di offerte e di aiuto in generale. L’idea è che gli adolescenti “ricchi” usino una parte del loro capitale rispondendo
positivamente alle richieste di aiuto (come i ricchi del brano del Vangelo), mentre gli adolescenti “poveri” tengano i loro soldi per
vincere la partita. Sarà compito degli animatori sollecitare questi comportamenti qualora non dovessero manifestarsi (35’).
2. Nella seconda fase della dinamica, al termine del gioco, si dovrà discutere brevemente sulla differenza di stile di gioco degli
adolescenti per mettere in evidenza il fatto che si tende a dare qualcosa per gli altri quando si ha qualcosa di superfluo; mentre, nel
caso contrario, si tiene per sé tutto quello che si ritiene necessario. Nella discussione si deve prestare attenzione a non giudicare le
persone responsabili dei comportamenti del gioco (10’).
Qui si procede con la lettura del Vangelo e prosegue cercando di rivedere i comportamenti emersi dalla discussione precedente.
Alla luce del brano appena ascoltato, si fa emergere la bellezza del donare una parte di sé e non il superfluo. Successivamente il
discorso va ampliato facendo ragionare gli adolescenti sul fatto che il donare non riguarda solo i soldi, ma anche il tempo o il cibo e
che bastano anche piccoli gesti. Accogliere il diverso, imparare ad ascoltare, avere sguardi di attenzione: questi sono i veri modi di
donare, soprattutto quando ci costano (15’).

57
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.1 Monopolizzando? Animatore

Dinamica lunga
La dinamica lunga riprende quella breve, allungandone i tempi di gioco (45’). Si consiglia di far precedere l’incontro da una cena
collaborativa: ogni adolescente verrà invitato a preparare qualcosa da mangiare insieme, fatto da loro. Gli animatori osserveranno
quanto hanno portato i ragazzi; dopo il gioco, verrà fatto notare agli adolescenti la differenza tra chi ha fatto un salto al
supermercato per comprare un sacchetto di patatine e chi si è cimentato nel preparare qualcosa, spendendo tempo ed energie.
Questo discorso può essere usato come collegamento tra il gioco e la riflessione della seconda parte della dinamica breve.

Materiale
Monopoli, imprevisti extra, Vangelo (trovi gli allegati nel DVD).

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
Gli adolescenti hanno partecipato alla dinamica con entusiasmo?
Hanno interiorizzato la dinamica comprendendo il vero senso del dono?
Sono riusciti a capire il messaggio che il Vangelo voleva trasmettere?
Sono riusciti ad ampliare il discorso uscendo dal contesto dei soldi?

58
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.1 Monopolizzando? Adolescente

Obiettivo
Scopro la bellezza di un semplice gesto d’amore verso il prossimo.

Contenuti
Caro Adolescente,
oggi Gesù ci mostra un aspetto non scontato del donare: ci insegna che è giusto pensare al prossimo dandogli qualcosa, ma questo
non deve essere il superfluo, quello che hai in più, quello che non ti serve. Bisogna riuscire a rinunciare a qualcosa di necessario per
la propria vita e donarlo. Solo così si compie un vero gesto d’amore verso il prossimo, verso chi ha bisogno del nostro aiuto. Non
servono però grandi gesti, grandi rinunce, ma piccole attenzioni, piccoli doni che vengono dal cuore. Puoi offrire, per esempio,
un po’ del tuo tempo, magari togliendolo da Facebook o dalla PlayStation, per stare con un tuo amico che ne ha bisogno; puoi
condividere un pezzo della merenda con un compagno che è rimasto senza...ecco, condividere è la parola giusta. Condividi qualcosa
di tuo, condividilo con il cuore e donerai anche una parte di te, rendendo un semplice gesto carico di amore.

Domande
Riesco a capire cosa è veramente essenziale nella mia vita?
Riesco a donare qualcosa di me agli altri?
Quando faccio qualcosa per gli altri, questo ha un secondo fine oppure è un gesto d’amore gratuito?

Storia
Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto
nel suo ampio mantello di guerriero.
Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il
freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto – pensa - morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un po’
di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una
coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.
E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte.
Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. “Dio ve ne renda merito! “, balbetta il mendicante, e
sparisce. San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte
che mai, mentre il vento sempre più rabbioso sembra che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena.
Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno,
l’aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.
Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell’atto di Carità ed anche per ricordarci che la carità verso i
poveri è il dono più gradito a Dio.

59
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.1 Monopolizzando? Adolescente

Preghiera
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.

(M. Gandhi)

60
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.2 Come io ho fatto a voi Animatore

Riferimento Finalità
biblico Amati, amiamo. L’adolescente guarda a Gesù come il Modello dell’Amore.

Gv 13,1-17

Obiettivo
L’adolescente scopre il valore dell’Umiltà insegnatoci da Gesù.

Dove vogliamo arrivare…


Con questa dinamica vogliamo “entrare” nella testa di Pietro per capire più da vicino il significato del servizio, così come lo intende
Gesù che ce lo ha insegnato con il grande gesto della Lavanda dei piedi. In concreto, si tratta di immedesimarsi in Pietro per
comprendere le sue emozioni e perplessità di fronte al gesto di Gesù.

Dinamica breve (55’)


In questa dinamica si lavorerà a stretto contatto con la Parola, per questo è consigliabile iniziare con un’invocazione allo Spirito: si
propone un momento di invocazioni libere a cui rispondere con un ritornello cantato o una breve invocazione (5’).
Successivamente l’animatore provoca i ragazzi con questa riflessione: pensate ad una persona a cui avete fatto un torto…Oppure
una persona che stimate molto, a cui volete molto bene, e immaginate che questa persona venga e si inchini ai vostri piedi ed inizi a
lavarveli…Come vi sentireste? Quindi l’animatore leggerà il brano della Lavanda dei Piedi (vedi rif. biblico) (10’).
In seguito, ci si divide in gruppetti di due-tre adolescenti. Ad ogni gruppetto verrà consegnato un brano del Vangelo (vedi allegati) in
cui è presente – direttamente o indirettamente – la figura di Pietro. Ogni gruppetto dovrà compilare una scheda sul brano assegnato
(vedi allegati) (25’).
Al termine ogni gruppetto riporterà le proprie riflessioni (10’).
L’animatore riprenderà queste riflessioni ed avvierà la discussione (oppure lascerà agli adolescenti il compito di riflettere e riportare
il proprio pensiero la volta successiva) con questa domanda: cosa ha imparato Pietro rispetto all’Umiltà? Oppure con le domande
presenti nella scheda adolescente (5’).

Dinamica lunga
Il gruppo si trova per una cena insieme. Durante la cena gli animatori presteranno particolare attenzione a mettersi al servizio dei
propri adolescenti (senza scadere nel banale, ovviamente). In alternativa si potrà proporre questo gioco: ad ogni adolescente verrà
dato un incarico che dovrà rimanere segreto. L’incarico sarà lo stesso per tutti e sarà quello di mettersi a servizio, magari declinato
in varie modalità: occuparsi che non manchi mai da bere, raccogliere i piatti, servire a tavola…Lo scopo alla fine della serata sarà
cercare di capire gli incarichi degli altri. La cena fa da contesto per meglio entrare nella scena della Lavanda dei Piedi.
Ad un certo punto (meglio non a fine cena perché l’attenzione potrebbe essere già calata), si proporranno le attività esposte nella

61
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.2 Come io ho fatto a voi Animatore

dinamica breve, iniziando con l’invocazione allo Spirito. Con alcune variazioni.
Gli adolescenti non dovranno scrivere una riflessione sui pensieri di Pietro, ma dovranno preparare un’argomentazione per
convincere Gesù a non lavargli i piedi. Per far questo possono partire dal brano che hanno ricevuto ma anche prendere liberamente
altri brani del Vangelo.
Lasciato un tempo adeguato ai gruppetti (25’), si ritornerà tutti insieme e si inizierà la drammatizzazione della Lavanda dei Piedi.
Tutti saranno seduti attorno al tavolo, ma ci sarà una sedia vuota a fianco. Un animatore che farà Gesù aspetterà gli adolescenti
in piedi presso questa sedia. Quando vuole, ciascun adolescente potrà sedersi sulla sedia vuota mentre l’animatore si chinerà
davanti a lui. L’adolescente dovrà esporre le sue ragioni e l’animatore risponderà. Il tutto deve essere molto libero senza forzare gli
adolescenti ad uscire per forza, ma invitandoli a farlo (questa dinamica potrà risultare in certi casi particolarmente emotiva e seria.
Sta all’animatore, se ne vede la necessità, alleggerire l’atmosfera con qualche battuta).

Materiale
Fotocopie dei brani, fogli e penne, Bibbie (trovi gli allegati nel DVD).

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
Il clima creato per la dinamica era sufficientemente adatto per la tipologia di attività proposta?
Gli adolescenti (e gli animatori) si sono sentiti a disagio nel dover trattare con la Parola?
Le domande della scheda sono state comprese e compilate correttamente?
La dinamica proposta è stata utile per illuminare il significato della Lavanda dei Piedi?

62
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.2 Come io ho fatto a voi Adolescente

Obiettivo
Scopro il valore dell’Umiltà, come me lo ha insegnato Gesù.

Contenuti
Caro Adolescente,
se dovessi fare un riassunto della tua vita, se dovessi rivolgerti per un’ultima volta ai tuoi amici, genitori, conoscenti, quali parole
sceglieresti? Quali gesti? Quante volte hai salutato un tuo amico con un piccolo regalo, una dedica, una frase particolare? Beh…
basta pensare ai campi estivi, o alla conclusione di qualche esperienza significativa…
Le ultime parole famose, quelle dense di significato, gli ultimi gesti, l’ultimo abbraccio, quello più intenso.
Beh, anche per Gesù è arrivato quel momento, quando con i suoi discepoli ha voluto, per un’ultima volta, mangiare insieme,
consegnare loro le ultime parole, gli ultimi gesti…L’ultimo abbraccio!
Nell’Ultima Cena Gesù ci ha lasciato il riassunto di tutta la sua vita, con un gesto molto bello, quello della lavanda dei piedi. Con
questo gesto ha voluto sigillare con la parola Amore tutta la sua esistenza.
Ci hai mai pensato? Cosa ha voluto dirci Gesù?

Domande
Che tipo di umiltà è quella di Gesù?
È un’umiltà che rende grandi o che rende schiavi?
Perché Gesù ha scelto proprio questo gesto?

Storia
Negli antichi codici, c’è la storia di una fanciulla, che aveva fatto parte del gruppo delle donne che avevano seguito Gesù fin sul
Calvario.
Era una giovane timida, silenziosa e riservata.
Alla notizia della Risurrezione, non aveva avuto bisogno né di visioni né di conferme. Aveva creduto subito. E spinta da un’audacia
mai avuta prima, si era fatta pellegrina per annunciare le parole di Gesù.
Non aveva più paura. Predicava nelle città e nei villaggi.
Un giorno le si avvicinò un uomo, che era stato profondamente impressionato dalla sua testimonianza. E le chiese:
“Dimmi, qual è il segreto del tuo coraggio?”.
“L’umiltà. Così mi ha insegnato il Maestro”.
L’uomo stette un attimo in silenzio, poi chiese ancora:
“E a che cosa serve l’umiltà?”.
“A dire per prima: Ti voglio bene!”.

63
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.2 Come io ho fatto a voi Adolescente

Preghiera
Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione,
prenderei proprio quel catino colmo d’acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede
cingermi dell’asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere
i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo,
dell’ateo, del drogato,
del carcerato, dell’omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio
finché tutti abbiano capito nel mio
il tuo amore.

(Madeleine Delbrel)

64
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.3 Perché, Dio? Animatore

Riferimento Finalità
biblico Amati, amiamo. L’adolescente guarda a Gesù come il Modello dell’Amore.

Gv 15,13

Obiettivo
L’adolescente si interroga sul senso della morte in croce di Gesù.

Dove vogliamo arrivare…


In questa dinamica attraverso lo svolgimento di un’inchiesta l’adolescente si interroga sul significato della Crocifissione di Gesù e
prova a trovare in questo gesto d’amore il punto di partenza per poter imparare ad amare a sua volta in maniera totale.

Dinamica breve (1h 5’)


L’animatore, prima dell’inizio dell’incontro provvederà a predisporre gli ambienti con degli stand (info-point) in cui gli adolescenti
potranno trovare del materiale o delle testimonianze per svolgere la propria indagine (vedi materiale in allegato).
L’animatore propone il tema dell’indagine, stimolando gli adolescenti con una domanda: “era proprio necessario che Gesù morisse in
croce? Che senso ha avuto? “.
Gli adolescenti si suddividono in gruppetti di 2-3 persone e dovranno girare tutti gli info-point che l’animatore avrà dislocato nei vari
ambienti (l’animatore fornirà ad ogni gruppetto la mappa degli info-point).
In ogni info-point dovranno raccogliere informazioni e cercare elementi utili per scrivere l’inchiesta, compilando la tabella fornita.
(30’)
Quindi i gruppetti rielaborano i dati raccolti e penseranno a uno slogan/frase che riassuma il loro pensiero e facendo emergere
anche anche eventuali dubbi. (20’)
I gruppetti presentano alla croce il loro slogan e il loro lavoro. (10’)
Si conclude con la preghiera al Crocifisso. (5’)
N.B.: Vi consigliamo dopo lo svolgimento di questa dinamica di completare il percorso con la veglia che trovate nella sezione
dinamica lunga.

Dinamica lunga (Veglia)


Questa dinamica sarebbe suggerita come conclusione del capitolo ma è a discrezione dell’animatore se utilizzarla in un diverso
momento dell’anno. Vi consigliamo di preparare gli ambienti in modo adeguato per aiutare i ragazzi ad entrare in un clima che
favorisca la preghiera e l’incontro con Gesù.
Attenzioni per l’animatore: sarebbe bello che questa veglia venisse guidata da un animatore che scandisca i vari momenti leggendo
gli stralci del libro “Oscar e la dama in rosa” e guidi i passaggi delle provocazioni.
Per la traccia della veglia vedi l’allegato previsto per la dinamica lunga.

65
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.3 Perché, Dio? Animatore

Materiale
Per dinamica breve: fotocopia degli allegati (che trovi nel DVD), tavoli, allestimento sala, fogli e penne, fotocopia mappa info-point
per ciascun ragazzo.

Per dinamica lunga: croce, chiodi, foglietti, penne, fiori di carta o plastica o disegni, chitarra con testi dei canti, fotocopia veglia e
fotocopie delle pergamene per ciascun ragazzo (trovi gli allegati nel DVD).

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
I ragazzi hanno compreso il gesto d’amore di Gesù in croce?
Sono riusciti a percepire Gesù un pò più vicino alla loro vita?

66
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.3 Perché, Dio? Adolescente

Obiettivo
Io adolescente mi interrogo sul senso della morte in croce di Gesù.

Contenuti
Quante volte anche tu, caro adolescente, avrai sentito leggere la storia della passione di Gesù. Che sensazione hai provato? Forse
non ti ha mai toccato più di tanto, forse hai soltanto capito di come sia stato un metodo molto duro quello scelto per la sua morte,
forse avendolo sentito così tante volte pensi che sia sempre la solita storia…Forse molte volte si legge questo brano e non ci si
sofferma abbastanza a riflettere sul significato che ha realmente. Gesù ha sopportato una sofferenza talmente grande che è difficile
da spiegare con le parole. È stato deriso, percosso, flagellato e poi inchiodato alla croce, ma perché tutto questo? Se avesse voluto
avrebbe potuto evitare tanto male e invece no, è andato fino alla fine perché il Suo amore per noi è infinitamente grande…

Domande
Cosa ha voluto insegnarci Gesù con la sua morte in croce?
Perché la croce, così dolorosa e cruenta, è segno di amore?
È possibile secondo te vivere la croce anche ai nostri giorni? Come?

Storia
Un chiodo una storia. Estratto dalle profondità della terra l’oscuro metallo giunge a destinazione: una fabbrica, una bottega di
artigiano. Il fuoco lo arroventa, abili mani ed un pesante martello lo modellano. Assume una forma. Chiodi lunghi, grossi, sottili,
corti… Fatti per la costruzione di infiniti oggetti. Il chiodo può essere punto d’appoggio, gradino per salire le vette legare la corda e
acquistare sicurezza.
A mille usi può servire l’umile chiodo.
Che cosa può dire questo semplice oggetto? Il chiodo la storia dell’uomo la tua storia.
Ne hai visti a migliaia di chiodi. Molti ne hai piantati. Chiodi davanti a te, arrugginiti dal tempo. Tenevano unite le assi e le travi d’una
vecchia casa ormai diroccata.
Un chiodo… La tua vita, a volte é irta di chiodi: penetrano nella carne la squarciano.
Ferite che sanguinano. Sofferenza. Il mio dolore il tuo l’immenso dolore dell’umanità.
I sentieri dell’uomo cosparsi di chiodi dalle punte pungenti…
L’uomo una vita inchiodata.

Preghiera
Signore non farmi proclamare il grande amore
che dico di nutrire verso gli altri,
ma fammi vivere quotidianamente questo amore
nel servizio disinteressato ed oblativo per ciascuno di loro.

Signore, insegnami ad amare anche chi non mi ama;


insegnami ad amare chi dice solo di volermi bene e non sa pronunciare il termine amore,
perché lo ritiene improprio ed inadatto alla situazione.

67
Capitolo 3 Hands From Heaven
3.3 Perché, Dio? Adolescente

Insegnaci ad amare utilizzando il tuo stesso linguaggio.


L’amore che tu hai chiesto a Pietro per tre volte di seguito,
ha trovato in Te una risposta di totale fiducia in lui,
che pure ti aveva promesso amore per sempre,
ma poi nella passione disse di non conoscerTi.

Signore dammi la forza di donare la vita per Te


e in Te dare la vita a quanti sono i tuoi figli, i tuoi amici,
i mei fratelli e i miei amici, ma anche i miei nemici;
proprio per costoro donami un supplemento d’amore
perché li sappia amare con lo stesso tuo cuore.
Solo chi ama veramente Te, sa amare veramente gli altri
con un amore unico, totale, senza riserve e condizionamenti,
senza sì e ma, ma solo con la gioia di donarsi e di donare
senza ricevere nulla in cambio.

(Padre Antonio Rungi)

68
Capitolo 3 Hands From Heaven
Capitolo 4
Mani In Pasta

Siamo al termine di questo percorso, iniziato un po’ al “contrario” rispetto ai sussidi degli anni precedenti,

ma questo non toglie che si debba portare nella vita quanto maturato lungo il cammino compiuto.

Infatti, partire dall’esperienza concreta di servizio è stato un modo per mettersi in gioco da subito,
ma questo successivamente comporta una rilettura che insegna a guardare sé stessi, il mondo che ci

circonda ed il modo di vivere le relazioni con occhi nuovi, ma soprattutto con CUORE NUOVO! Questo

capitolo vuol essere sia la conclusione del percorso sulla Carità, ma anche della trilogia delle Virtù

Teologali e proprio per questo punta in alto lanciandovi una scommessa: il provare ad interiorizzare

l’Inno della Carità, per poi farlo diventare stile di vita.La sfida è grande, ma sappiamo che potete

farcela, perché è solo amando con la A maiuscola che si vive in pienezza! Siete pronti ad intraprendere

quest’avventura?

69
4.1 Dio : Amore = Carità : Dio Animatore

Riferimento Finalità
biblico Accompagniamo l’adolescente a comprendere che la centralità del nostro credo è

1GV 4,16
l’Amore, quindi Dio.

Obiettivo
L’adolescente scopre che l’essenza di Dio è l’Amore stesso, quindi, la Carità.

Dove vogliamo arrivare…


Questa dinamica vuole avvicinare gli adolescenti alla Parola e mediante l’analisi del testo dell’Inno alla Carità ne personalizzano il
messaggio, comprendendo che Dio Amore è la vera Carità.

Dinamica breve (1h 10’)


La dinamica consiste in un’analisi del testo dell’inno alla Carità di S. Paolo fatta dai ragazzi, in modo dinamico e colorato. È necessario
seguire questi passi:
Dopo una breve invocazione allo Spirito, l’animatore legge con gli adolescenti il testo della prima lettera ai Corinzi, (1Cor 13,1-3). Per
creare un po’ di ambiente, si potrebbe leggere il testo a luci spente, con un lumino acceso davanti alla Parola di Dio e magari una
musica di sottofondo (5’).
Quindi si dividono gli adolescenti in tre gruppi. Viene consegnato a ciascun gruppo un cartellone e una copia in formato A3 del testo
di S. Paolo. Ciascun gruppo dovrà focalizzarsi su un aspetto differente (10’):
- Gruppo1: trascrive gli aggettivi relativi alla Carità sul proprio cartellone;
- Gruppo2: scrive i verbi che fanno riferimento alla Carità sul proprio cartellone;
- Gruppo3: scrive gli effetti dell’assenza di Carità e cerca di spiegarli sul proprio cartellone.
L’animatore invita i componenti dei tre gruppi a confrontarsi su quanto emerso e a scegliere il termine che più li ha colpiti dandone
una spiegazione da riportare in assemblea (15’).
Ritornati tutti insieme, ogni rappresentante del gruppetto spiegherà il lavoro fatto nei sottogruppi (10’).
L’animatore provocherà i ragazzi chiedendo (30’):
• “Secondo voi quali elementi dell’Inno rappresentano l’essere umano?”
• “Quali invece rappresentano Dio?”
• Alla luce di ciò perchè affermare che Dio è Amore?
• Dopo tutte queste riflessioni riuscireste a spiegare la seguente affermazione “Dio:Amore = Carità:Dio”?
Per affrontare bene questo incontro si consiglia all’animatore di prepararsi sul testo dell’Inno alla Carità attraverso gli spunti inseriti
tra gli allegati che seguono alla scheda su DVD.

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Capitolo 4 Mani In Pasta
4.1 Dio : Amore = Carità : Dio Animatore

Dinamica lunga (2h 5’)


La dinamica lunga riprende quella breve e si completa chiedendo ai ragazzi a coppie di riscrivere l’Inno alla Carità riportandolo alla
loro vita, aiutandosi con la seguente traccia (50’):
- la Carità è benevola per me quando…
- la Carità non è invidiosa per me quando…
- la Carità non si vanta per me quando...
- la Carità non è orgogliosa per me quando…
- la Carità non manca di rispetto per me quando…
- la Carità non cerca il proprio interessa per me quando…
- la Carità non si adira per me quando…
- la Carità non tiene conto del male ricevuto per me quando…
- la Carità non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità per me quando…
- la Carità tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta per me quando…
- quindi la Carità per me è quando…
I ragazzi riportano in gruppo quanto elaborato a coppie (5’). Si consiglia di concludere l’incontro con la lettura di 1Gv 4,16.

Materiale
3 copie del testo dell’Inno alla Carità stampato in formato A3, cartelloni, pennarelli, Bibbia, lumino e musica per creare l’ambiente,
fogli bianchi con penne (trovi gli allegati nel DVD).

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
Gli adolescenti sono riusciti a rielaborare il testo di san Paolo con qualche commento personale?
Fino a che punto hanno compreso la bellezza del testo e la grandezza dell’amore espresse dalle parole di San Paolo?

72
Capitolo 4 Mani In Pasta
4.1 Dio : Amore = Carità : Dio Adolescente

Obiettivo
Scopro che l’essenza di Dio è l’Amore stesso, quindi, la Carità.

Contenuti
È tempo di scoprire cos’è realmente la Carità o l’Amore, se vogliamo chiamarlo con una terminologia più vicina a noi, ma proprio
perché la parola amore noi la usiamo in molteplici contesti e con molteplici significati, c’è bisogno che Paolo nella sua grande
ispirazione ci illumini. Ancor più se pensiamo che San Paolo ci dice che Dio è Amore…pensate, Paolo sta cercando di spiegarci Dio,
il Suo pensiero, la Sua logica, la Sua mentalità, il Suo stile, i Suoi valori: ciò che realmente ha VALORE, ciò che è ESSENZIALE, ciò che
solo resterà, ciò che è PERFETTO: DIO! ! !

Domande
Penso a me stesso e alle mie qualità: ne ritrovo qualcuna citata da San Paolo? Quale?
Come si può affermare che Dio è Amore?
Sei d’accordo nel pensare che fra Fede, Speranza e Carità “la più grande è la Carità”? Perché secondo te? Per la tua esperienza, è così?

Storia
Storia della goccia d’acqua
Allora disse il gran Padre, il Padre di tutte le cose: “Vai, vai e non ritornare da me prima di aver mostrato agli esseri la mia presenza!
“ E ne fu spaventata. Non era che una piccola goccia d’acqua. Come avrebbe potuto dimostrare la potenza di Dio? Voleva tornare
indietro ma non poteva. Era stata mandata. Quando cadde dal cielo altissimo l’avvolse l’aria e quasi la consumò. Poi fu impastata
dalla terra. Si vergognava perché prima era stata un piccolo specchio del cielo, ora invece, era piena di polvere attaccaticcia. E sentì
una radice vicina. E la radice l’afferrò. Divenne parte di una pianta. Fu una fibra, un velo verde, un goccio di frutto. Si sentì bere più
volte. Spesso soffiata via nel vapore, si rapprese col freddo e ricadde giù. Una lunga storia. Imparò a sentirsi terra e vegetale. Visse
molte volte pulsazioni nel sangue dei viventi. E fu fiume, lago, filo di perle quando cadeva nella rugiada del mattino. Le sembrò di
perdersi, di sparire. Soffrì molto. Ora cercata con rabbia, ora pestata e dimenticata.
Poi un giorno, il sole la prese con più forza del solito, e la portò con sé in alto. Le disse: “Sono finite le tue stagioni, gocciolina, sali
di nuovo. Ti aspetta il Gran Padre! “. La goccia salì e le sembrò di essere felice. Ma quando vide protendersi in alto, verso di lei,
rami, lingue vive, ebbe nostalgia. Il Padre delle cose le sorrise: “Hai fatto bene, piccola mia - le disse - ora cosa vuoi? “. Ritornare giù,
papà, ritornare giù! Qui vicino a te, sono un cristallo di gioia, ma laggiù, nel mondo pieno di sete, io sono molto di più: sono la tua
presenza”.

Preghiera
Il frutto della fede è l’amore
La peggiore malattia dell’Occidente oggi L’amore non ha senso se non viene condiviso.
non è la tubercolosi o la lebbra, Ciò che conta non è quanto fai, ma quanto amore metti
ma è il non sentirsi desiderati né amati, in ciò che fai e condividi con gli altri.
il sentirsi abbandonati. Amare significa anche accettare la sofferenza con gioia.
L’unica cura è l’amore. Dio ama chi dona con gioia.
Una volta che comprendi quanto Dio sia innamorato di te,
puoi vivere solo irradiando quell’amore. (Madre Teresa di Calcutta)

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Capitolo 4 Mani In Pasta
4.2 Re-orientiring Animatore

Riferimento Finalità
biblico Accompagniamo l’adolescente a comprendere che la centralità del nostro credo è

1GV 2,5-6
l’Amore, quindi Dio.

Obiettivo
L’adolescente crea lo spazio affinché Dio possa essere bussola nella sua vita.

Dove vogliamo arrivare…


In questa dinamica, attraverso la realizzazione di uno spot-scenetta, vogliamo far riflettere gli adolescenti su come si possa
concretizzare la Vera Carità solo se si segue l’esempio di Dio-Amore.

Dinamica breve (1h 10’)


L’animatore divide i ragazzi in gruppetti di 3-4 persone ed assegna loro il compito di preparare uno spot-scenetta che sia sintesi
del cammino compiuto e loro personale riespressione del riferimento biblico 1Gv 2, 5-6 (10’). L’animatore avrà cura di commentare
brevemente il versetto sopra citato cercando di aiutare i ragazzi a comprendere che per vivere la vera Carità bisogna lasciarsi
guidare dalla Vera Bussola: Dio-Amore. I ragazzi nei vari gruppi decidono la modalità espressiva a loro più gradita (scenetta, balletto,
canzone,ecc…) e a lavoro terminato lo mostrano all’assemblea riunita (1h).

Dinamica lunga (2h 5’)


I ragazzi rielaborano il percorso compiuto creando uno spettacolo da presentare alla comunità cercando di far emergere qual è il
senso della vera Carità.

Materiale
Variabile in base alla modalità espressiva scelta per la scenetta, Bibbia.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
Gli adolescenti hanno compreso l’importanza di seguire Dio-Amore come punto di riferimento per la loro vita?

75
Capitolo 4 Mani In Pasta
4.2 Re-orientiring Adolescente

Obiettivo
Creo lo spazio affinché Dio possa essere bussola nella mia vita.

Contenuti
La Bibbia dice: “Chi dice di rimanere in Lui, deve anch’egli comportarsi come Lui si è comportato.”
Semplice a dirsi ma come dice il famoso proverbio: tra dire e il fare… Però visto tutto quello che abbiamo scoperto e vissuto fino a
qui, direi che vale proprio la pena di metterci la faccia… nonché le mani… e soprattutto il cuore!
Wow! ! !

Domande
Nelle mie scelte la “bussola” è sempre Dio?
Se non fosse così, sono in grado di accorgermene ed eventualmente riorientarmi?
Concretamente in cosa consiste il mio stile dell’Amore?

Storia
La Tua Bussola
Scegli la tua campana!
Disse un bambino ad una donna.
Ci sono quattro campane che suonano? Come faccio a scegliere? Ognuna ha un suono particolare, la prima è lontana ed ha un
suono lungo e prolungato, la seconda è più vicina proviene da dietro quelle montagne ed ha un suono forte e deciso, la terza la
sento sussultare dalle profondità della terra ed è come soffocata, la quarta proviene dal mio cuore ed è un tintinnio sottile quasi
impercettibile. Come faccio a sapere quale è la campana giusta da seguire?
Usa la Tua Bussola!
Rispose il bambino.
La donna era confusa da quei rumori che la disorientavano, e prese a camminare sul sentiero della Vita senza sapere dove andare.
Incontrò un vecchio pastore che guidava il suo gregge, e gli chiese: Pastore, buon uomo, posso unirmi al suo gregge e seguirla nel
passo?
E il pastore rispose: Certo che puoi, io sarò la tua unica guida, lascia in questo cesto i tuoi occhi, le tue orecchie e il tuo cuore e
seguici!
Io non voglio lasciare, i miei occhi, le mie orecchie e il mio cuore, sono parte di me, vorrebbe dire rinunciare a vivere.
La donna riprese a camminare ancora più confusa e vide un mago con un lungo cappello e una bacchetta magica tra le mani.
Magico signore, le mie campane non mi danno tregua, io non so quale seguire, aiutami come aiuteresti tua figlia?
Figlia?
Ripeté il mago guardandola dall’alto in basso a dir poco disgustato.
Non ho figli per fortuna, il mondo è sul finire, e mettere i figli al mondo è da incoscienti!
Comunque vedrò quel che posso fare, ma tu devi credere ciecamente in quello che sto per dirti, e per farlo devi chiudere gli occhi, le
orecchie e il cuore!
Cosa? ? ? Non chiuderò gli occhi, le orecchie e il cuore, essi sono la mia bussola!
E fu allora che apparve un bambino, la prese per mano e portandola lontana da quel sentiero, le disse: Ora che ti è tutto chiaro devi
seguire la tua campana.
Cosa mi è chiaro?
Chiese disperata la donna.
Non mi è chiaro nulla, io sento ancora tutte e quattro le campane!
Appunto ma ora che hai capito che occhi, orecchie e cuore sono la Tua Bussola, cammina sulla tua strada usandola.

77
Capitolo 4 Mani In Pasta
4.2 Re-orientiring Adolescente

La donna tornò sul suo sentiero e tra i suoni delle campane, riuscì a trovare la giusta strada, era in lei la bussola che l’avrebbe guidata
attraverso i mille suoni del vivere, ed ora lo aveva finalmente capito.

Preghiera
Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.

Ho guardato indietro e ho visto che


ad ogni giorno della mia vita,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti, finché


tutti i miei giorni si esaurirono.

Allora mi fermai guardando indietro,


notando che in certi punti
c’era solo un’orma...
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore.

Ho domandato, allora:
“Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?”.

Ed il Signore rispose:
“Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo:
i giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”.

(Margaret Fishback Powers comunemente conosciuta come anonimo Brasiliano)

78
Capitolo 4 Mani In Pasta
4.3 FireWorks Animatore

Riferimento Finalità
biblico Accompagniamo l’adolescente a comprendere che la centralità del nostro credo è
l’Amore, quindi Dio.
Mc 4,20

Obiettivo
L’adolescente sceglie che è tempo di vivere l’Amore.

Dove vogliamo arrivare…


Vogliamo far ripercorrere agli adolescenti la trilogia che ci ha accompagnati in questi tre anni, cioè Fede, Speranza e Carità, portando
alla luce come i tre doni siano indivisibili.

Dinamica
La dinamica consiste nel creare un falò con la collaborazione di tutti i ragazzi, che attraverso tre gesti ripercorrono il cammino delle
Virtù Teologali e si assumono un impegno concreto per il futuro. L’animatore prepara precedentemente un falò acceso (cercare
un posto all’aperto dove poter lasciare tutto buio e farsi illuminare la scena solo dal fuoco, prestando attenzione alla sicurezza) e
all’inizio dell’incontro invita i ragazzi a sedervisi attorno in cerchio.
Successivamente l’attività si svolgerà in diverse fasi:
1. L’animatore consegna a ciascun ragazzo un sasso su cui ognuno scriverà la risposta alla seguente domanda: “la Fede per me è?”
Successivamente ciascun ragazzo, leggendo ad alta voce quanto scritto, posizionerà il proprio sasso attorno al falò creando un cerchio.
2. L’animatore consegna a ciascun ragazzo un legnetto da gettare nel fuoco mentre condivide cosa significa per lui Speranza.
3. L’animatore consegna a ciascun ragazzo una candela che verrà accesa direttamente dal falò. Nel momento dell’accensione
l’adolescente esprime ad alta voce un impegno concreto di servizio per vivere la Carità nel suo quotidiano. La candela verrà lasciata
come segno a ciascuno per ricordare l’impegno preso.
Conclusi questi tre momenti l’animatore spiega il perché di questa attività, portando alla luce l’indivisibilità delle tre virtù teologali,
con l’aiuto del canovaccio in allegato (vedi allegato che trovi nel DVD).

Materiale
Necessario per accendere il falò, sassi, pennarelli, legnetti, candele.

Verifica
Oltre alla griglia in allegato puoi aiutarti con le seguenti domande:
Come risulta ai ragazzi il percorso svolto?
Sono riusciti a concretizzare l’impegno assunto al falò?

79
Capitolo 4 Mani In Pasta
4.3 FireWorks Adolescente

Obiettivo
Scelgo di vivere l’Amore.

Contenuti
Carità, che cos’è !?? Ti ricordi quando all’inizio del percorso pensavi che fosse solo il fare l’elemosina alla domenica a Messa o dare dei
soldi a un barbone?!? Invece no! Finalmente puoi dire di aver scoperto cosa significa davvero.
È come il fuoco di stasera: è la luce che collega anche la Fede e la Speranza, sì perché senza la legna e qualcosa che argina il fuoco
non si riesce ad avere luce, ma soltanto un fuoco che distrugge e quindi poco utile, invece la Carità è la compagna che ti guida lungo
i passaggi della Vita. Abbine cura e tienila sempre viva dentro di te.

Preghiera
Inno alla carità
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei come bronzo che rimbomba
o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia,
se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza,
se possedessi tanta fede da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni
e consegnassi il mio corpo, per averne vanto,
ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità;
non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio,
non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse,
non si adira, non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.
Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
Le profezie scompariranno,
il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.
Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo.
Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.
Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio;
allora invece vedremo faccia a faccia.
Adesso conosco in modo imperfetto,
ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.
Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità.
Ma la più grande di tutte è la carità.

(S. Paolo)

81
Capitolo 4 Mani In Pasta
4.3 FireWorks Adolescente

Storia
C’era una volta un’isola dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini: c’era il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere, incluso
l’Amore. Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l’isola stava per sprofondare, allora tutti prepararono le loro barche e
partirono…solo l’Amore volle aspettare sino all’ultimo momento…Solo quando l’isola fu sul punto di sprofondare, l’Amore decise
di chiedere aiuto…La Ricchezza passò vicino all’Amore, su una barca lussuosissima e l’Amore le chiese: “Ricchezza, mi puoi portare
con te?” La Ricchezza rispose: “Non posso, c’è molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te!”. L’Amore decise, allora, di
chiedere all’Orgoglio che stava passando su un magnifico vascello: “Orgoglio, ti prego, mi puoi portare con te?” E l’Orgoglio rispose:”
Non ti posso aiutare Amore, qui è tutto perfetto potresti rovinare la mia barca!”. Allora l’Amore chiese alla Tristezza, che gli stava
passando accanto: “Tristezza, ti prego, lasciami venire con te!” “Oh, Amore” rispose la Tristezza, “sono così triste che ho bisogno di
stare sola.” Anche il Buon Umore passò di fianco all’Amore ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando. All’improvviso
una voce disse: “Vieni Amore, ti prendo con me. “Era un vecchio che aveva parlato…L’Amore si sentì così riconoscente e pieno di
gioia che dimenticò di chiedere il nome del vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma il vecchio se ne andò…L’Amore si rese
conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere:” Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato?” “E’ stato il Tempo” rispose il Sapere…”Il Tempo?”
si interrogò l’Amore “perché mai il Tempo mi ha aiutato?” Il Sapere pieno di saggezza rispose: “Perché solo il Tempo è capace di
comprendere quanto l’Amore sia importante nella vita.”

82
Capitolo 4 Mani In Pasta
Scheda di verifica (valida per ogni incontro)

1. La dinamica a scelta è riuscita a far si che gli adolescenti esprimessero liberamente pensieri, esperienze e sentimenti sul
tema proposto?
Molto
Abbastanza
Poco
Per nulla
Non saprei

2. L’attività proposta ha favorito la partecipazione attiva di tutti i membri del gruppo?


Molto
Abbastanza
Poco
Per nulla
Non saprei

3. La scelta dei metodi è riuscita a stimolare diverse capacità dei partecipanti (capacità cognitive, emotive, corporee… ovvero
testa, cuore e mani)?
Molto
Abbastanza
Poco
Per nulla
Non saprei

4. Tu animatore, con i tuoi interventi, hai favorito un clima di ascolto e di accettazione reciproca (astenendoti dall’esprimere
giudizi o critiche ed incoraggiando i partecipanti)?
Molto
Abbastanza
Poco
Per nulla
Non saprei

5. Elenca, in sintesi punti forti e deboli dell’attività proposta

Punti forti della dinamica Punti deboli della dinamica

6. Altre osservazioni

83
Questionario di gradimento finale Animatore

Al termine di questo percorso, ti chiediamo di esprimere un giudizio sul gradimento dell’attività formativa e una valutazione sul rag-
giungimento degli obiettivi stabiliti all’inizio dell’attività. Sarà utile soprattutto per completare una nostra valutazione del sussidio,
nonché per individuare eventuali futuri percorsi di formazione.
Potete inviarci il questionario compilato via posta indirizzandolo “ Centro di pastorale adolescenti e giovani- Casa Serena” , via Miran-
dola 63, 37026, Settimo di Settimo di Pescantina VR , oppure tramite la copia che trovate sul dvd spedendolo via mail all’indirizzo:
adolescenti@giovaniverona.it

1. Valutazione complessiva del percorso formativo


Prova ad esprimere una valutazione dei seguenti aspetti generali riguardanti il sussidio mettendo una X nei valori da 1 a 5 a seconda
del livello del tuo giudizio (1=molto basso; 5=molto alto).

1 2 3 4 5
Interessante
Concreto
Chiaro
Utile

Eventuale giudizio libero di sintesi:

2. Valutazione dei singoli aspetti del percorso formativo


Prova ad esprimere una valutazione dei seguenti aspetti riguardanti il percorso formativo mettendo una X nei valori da 1 a 5 a secon-
da del livello del tuo giudizio (1=molto basso; 5=molto alto).

Quanto sono stati raggiunti gli obiettivi del sussidio? 1 2 3 4 5

Quanto ti sono sembrate utili le metodologie utilizzate 1 2 3 4 5


(tecniche, lavori di gruppo, confronti con testimoni…)?

Quanto hai apprezzato le schede di lavoro e gli allegati? 1 2 3 4 5

Complessivamente quanto sei soddisfatto del sussidio? 1 2 3 4 5

Secondo te attraverso il percorso compiuto gli adolescenti 1 2 3 4 5


hanno maturato un atteggiamento di Carità?

Eventuali commenti liberi:

85
Questionario di gradimento finale Animatore

3. Aspetti positivi ed aspetti negativi che hanno caratterizzato gli incontri

Aspetti POSITIVI Aspetti NEGATIVI


1. 1.

2. 2.

3. 3.

4. Ulteriori osservazioni e indicazioni di altre tematiche che vorresti approfondire in futuri percorsi formativi

Grazie per la collaborazione

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