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Adolescenza zero: i i sintomi del plusmaterno

Laura Pigozzi, voce autorevole in materia di questioni legate alla famiglia, firma per
Nottetempo una cronaca della nostra società vista dalla prospettiva di un elemento
sempre più presente e infestante, il plusmaterno.
Leggendo Adolescenza zero si apprende dell’aumento del numero di bambini affetti da
ADHD, di hikikomori, di cutters, di reborn moms.
Patologie.
Anzi, con Adolescenza zero, l’affermazione assume la forma di un quesito. Patologie?
Tutti questi comportamenti hanno un denominatore comune che Laura Pigozzi
identifica con il plusmaterno. Un atteggiamento iperprotettivo, invadente del genitore
che non riesce a staccarsi dal figlio, per lasciargli lo spazio necessario e trovare la sua
strada.
La prima cosa che viene insegnata agli aspiranti scrittori è che non esiste narrazione
senza conflitto. Anzi, la narrazione è la sommatoria dei modi in cui si risolvono, si
trasformano e vengono affrontati i conflitti. Perché un romanzo rispecchi la vita, deve
rispecchiare i suoi conflitti. Detto altrimenti: la vita accade nel conflitto.
Pigozzi non parla di scrittori e non serve nemmeno frequentare corsi di scrittura
creativa per comprenderlo. Se nella società mancano i conflitti, perché rifuggiti,
fagocitati, procrastinati e deformati, in che modo può evolversi la vita?
Una prima risposta sono le reborn moms: comunità di madri che accudiscono
perturbanti bambolotti realistici. Accudiscono bambini che, a differenza dei figli, non
crescono, non disubbidiscono, non si svegliano di notte, non portano alcun conflitto nel
rapporto con la loro reborn mom.
L’esistenza si manifesta in una specie di cristalli di vita. A casa, a scuola, nel sociale.
Gli esseri umani sono cristallizzati in un adesso infinito senza possibilità di
cambiamento. Innaturale.
Afferma Laura Pigozzi: «Mai, prima d’ora, una generazione si era rifiutata di opporsi a
quella precedente: l’aggressione viene autoinflitta quando non può mirare altrove.»
Gli hikikomori, gli eremiti sociali, come fenomeno nasce in Giappone, diversi decenni
fa, ma si estende a macchio d’olio anche in Italia. Le statistiche sono da capogiro.
Oltre 100.000 hikikomori italiani. La fascia d’età non si ferma solo agli adolescenti, ci
sono anche quarantenni che ne soffrono e, incolpare internet e i social network, è
riduttivo.
Laura Pigozzi mette in risalto un punto fondamentale, non solo per le patologie. Dice:
«il tema della scuola è molto presente nel dramma degli hikikomori: alcuni sono stati
vittime di bullismo, altri hanno avuto problemi scolastici oppure, al contrario,
prendevano buoni voti ma ''per i miei genitori, non per me''».
Prima del patologico, c’è il trend, il modo di fare dei più, e, in uno dei comportamenti
individuati da Pigozzi, sembra cogliere connessioni con i nuovi stili musicali sempre più
diffusi tra gli adolescenti. Spiega: «Tipico dell’adolescenza è strisciare le parole e
impastare le frasi, ma i nuovi studenti di canto che mi arrivano hanno una mollezza
nell’uso dell’apparato fonatorio che non avevo mai visto prima; il ritmo interno della
voce può mancare del tutto anche in ragazzi che arrivano sorretti da un forte desiderio
di cantare».
Il trap è il nuovo ritmo con il quale si raccontano i giovani? Cosa ci dice questo nuovo
ritmo?
L’analisi prosegue ed esplora più a fondo il territorio della scuola vittima anche essa
della logica del plusmaterno. In una scuola mercantile, in cui il genitore è cliente con
potere decisionale, «non solo decade ogni possibilità di trasmissione, ma la vita stessa
è in pericolo». Nascono le alternative, come lo homeschooling che spezza
ulteriormente le possibilità di conflitto, di confine tra diversi territori. Il plusmaterno si
sostituisce agli educatori, agli insegnanti affermando così futuri comportamenti sociali
frustrati.
Ma anche la «scuola plusmatera» è destinata al fallimento. Perché una scuola non
deve «stare dietro a tutti, come una mamma, dovrebbe stare davanti a tutti, come
una guida».
Adolescenza zero si rivela così un’analisi essenziale per comprendere meglio le nuove
geografie della nostra società. Un libro da leggere in quanto genitori, educatori, nonni,
amici, cugini o qualsiasi altro ruolo famigliare e sociale ricopriate.
Porsi domande, riflettere, cercare risposte è il primo dovere di ogni essere umano.
Smettere di farlo è un crimine verso noi stessi.