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MUSICA

HILDEGARD VON BINGEN Hodie aperuit


CHRISTOPH HAAS Tetraktys
HILDEGARD VON BINGEN O viriditas digiti

ABELARDO
Quando conobbi Eloisa aveva 17 anni, una donna bellissima, aveva
tutto ciò che più seduce gli amanti. Era di grande cultura,
sorprendente per una donna di quell’età. Se nell'aspetto non era tra
le ultime, per la profonda conoscenza delle lettere era la prima.
Non esito a confessare che a quel tempo ero dominato dalla
superbia, che mi portava a ritenermi il più grande filosofo del
mondo, e dalla lussuria, io che fino ad allora avevo condotto una
vita castissima iniziai a rilasciare le briglie dei miei desideri. Ma la
grazia divina ben presto mi diede il rimedio per entrambe le
malattie, contro la mia stessa volontà: mi guarì dalla lussuria
privandomi di ciò con cui l'esercitavo; dalla superbia, umiliandomi
con il rogo del libro di cui andavo più fiero.
Eloisa viveva con lo zio Fulberto, tanto avaro quanto ansioso di
vedere sua nipote progredire sempre più nelle materie letterarie.
Fulberto mi affido l’angelica nipote chiedendomi di istruirla sia di
giorno che di notte…dandomi anche il permesso di costringerla con
la forza. Non aveva dubbi sul mio voto di castità, ignaro di quel che
sarebbe successo…non mi sarei meravigliato di più se avessi visto
affidare una tenera agnellina a un lupo affamato.
Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente
all'amore, lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti che la
passione predilige. Aperti i libri, le parole si affannavano di più
intorno ad argomenti d'amore che di studio, erano più numerosi i
baci che le frasi; la mano correva più spesso sul seno che ai libri. E
ciò che si rifletteva nei nostri occhi era molto più spesso l'amore che
non la pagina scritta oggetto della lezione. Per non suscitare
sospetti la percuotevo spinto però dall'amore, non dal furore,
dall'affetto non dall'ira, e queste percosse erano più soavi di
qualsiasi balsamo.
ELOISA
Quei piaceri ai quali entrambi ci dedicammo totalmente quando
eravamo amanti, furono tanto dolci per me che non posso
dispiacermene, né essi possono svanire dalla mia memoria,
nemmeno un poco. Queste visioni non mi risparmiano nemmeno
quando dormo. Persino durante la solennità della messa, quando la
preghiera deve essere più pura, le immagini oscene di quelle
voluttà si impossessano  della mia infelicissima anima al punto che
penso più ai piaceri sensuali che alla preghiera.
Cosa posso dire ancora? Prima ci ritrovammo uniti nella stessa
casa, poi nell’animo. Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo
completamente all’amore…

MUSICA
PIETRO ABELARDO O quanta qualia sunt illa sabbata
CHRISTOPH HAAS Enigma
ANONIMO SAN GALLO Sicut cervus

ABELARDO
Il nostro desiderio non trascurò nessun aspetto dell'amore, ogni
volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito,
subito lo provammo, e quanto più eravamo inesperti in questi
piaceri tanto più ardentemente ci dedicavamo ad essi e non ci
stancavamo mai. Quanto più eravamo inesperti di quei giochi
d'amore, tanto più insistevamo nel procurarci il piacere e non
arrivavamo mai a stancarcene.

ELOISA
Non ho mai cercato nulla in te, Dio lo sa, se non te; desideravo
semplicemente te, nulla di tuo. Mi sforzavo di soddisfare non la mia
voluttà o la mia volontà, ma le tue, come sai. E se il nome di moglie
sembra più santo e più importante, per me è sempre stato più dolce
quello di amica o, se non ti scandalizzi, concubina e persino
prostituta, il mio cuore non era con me ma con te.
Non volevo il vincolo del matrimonio, né una dote.…cos'hanno in
comune le assemblee degli scolari con le ancelle, gli scrittoi con le
culle, i libri e le tavolette con i mestoli, gli stili e le penne con i fusi?.
Come può, chi è intento alla meditazione di testi sacri e filosofici
sopportare il pianto dei bambini, le nenie delle nutrici che cercano di
calmarli, la folla rumorosa dei servi?. I ricchi possono sopportare
queste cose perché hanno palazzi e case con ampie stanze
appartate, perché la loro ricchezza non risente delle spese né è
afflitta dai problemi quotidiani.
Ti dico che la vita dei ricchi non è quella dei filosofi, e chi si dedica
alle ricchezze terrene o chi è assorbito da problemi materiali, non
può certo impegnarsi nello studio dei testi filosofici e della sacra
scrittura.
Socrate aveva sposato Santippe e per primo pagò in modo
ripugnante quest'offesa fatta alla filosofia; forse ciò avvenne perché
in seguito tutti gli altri filosofi fossero resi più cauti dal suo esempio.

ABELARDO
Quando Eloisa mi disse che portava nel grembo il frutto del nostro
amore da una parte gioivo con tutto il cuore dall’altra la mia
superbia mi portava a temere per la mia posizione, i miei
insegnamenti, i miei allievi. Fuggimmo in Bretagna e quando offrii a
suo zio Fulberto il matrimonio con la fanciulla che avevo sedotto a
patto che rimanesse segreto sembrò che tutto si sistemasse, la mia
fama era salva e il mio prestigio non veniva intaccato.
Ma Fulbertò svelò il segreto, persi la testa, la ripudiai, la costrinsi a
ritirarsi nel convento di Argenteuil.
Ma arrivò la punizione; infliggendomi una vendetta crudelissima e
vergognosissima amputarono la parte del mio corpo con cui avevo
commesso l’ingiuria che offese i parenti di Eloisa.

ELOISA
Il castigo che hai subito non te lo sei meritato: hai patito per la tua
legittima sposa ciò che di solito è conseguenza di un amore illecito
con un'adultera. A peccare eravamo stati in due, ma tu solo hai
pagato, tu che eri meno colpevole perché ti eri abbassato fino a me.
Ma dopo la sventura fu anche mia. Fu un tuo ordine, non la
devozione religiosa, a vincolarmi ancora adolescente alle durezze
della vita monastica.
Il mio dolore più grande fu passare dalle gioie e dalla felicità infinita
del nostro amore al silenzio assoluto del convento.
Divenni monaca per amor tuo.
Dio, se mi è permesso dirlo, come sei stato sempre crudele con
me! Oh clemenza inclemente! O Sorte sfortunata che esaurì contro
di me tutte le sue frecce, al punto che non ne ebbe più per infierire
su altre vittime; svuotò contro di me l'intera faretra cosi che ora la
sua ostilità non spaventa più nessuno. D'altra parte, se le restasse
ancora qualche freccia, non saprebbe più dove ferirmi. La Sorte
esitò soltanto di fronte alla ferita mortale che porrebbe fine alla mia
sofferenza; essa non smette mai dì torturare, ma teme proprio
quella morte che sembra voler infliggere.

MUSICA
HILDEGARD VON BINGEN O ignis Spiritus paracliti
CHRISTOPH HAAS Rubin
HILDEGARD VON BINGEN O quam pretiosa

ELOISA

Due doti, soprattutto, ti permettevano di sedurre in breve tempo


qualsiasi donna; la piacevolezza dei tuoi versi e l’armonia delle tue
canzoni, abilità che, come sappiamo, gli altri filosofi non
possedevano.
Componevi per me quasi come per gioco quelle canzoni amorose
che, divulgate dappertutto per la soavità delle parole e la bellezza
della musica, ti resero famoso anche fra la folla dei semplici. Le
donne sospiravano e poiché le canzoni celebravano il tuo amore
per me, anche il mio nome divenne famoso e io ero invidiata in tutti
i paesi.

ABELARDO
Amore
è un'eco
dell'anima
un palpito d'ali
che s'insinua
nel cuore.
Silenzio
e contemplazione
sono il suo volto.
Il radicale finire
non compie l'amore
perché intimità
mistica intuizione
dell'essere.
Un raggio creatore
lo matura,
cresce fatto foresta
e mondo
con più anima
sovra terra inospitale.

ELOISA
Nel cimitero di Père-Lachaise esiste ancora il monumento funerario
per Abelardo ed Eloisa, in cui i due amanti sono come
simbolicamente uniti per l’eternità. E’ divenuto nel tempo quasi una
meta di pellegrinaggio delle coppie di innamorati, simbolo di una
storia d’amore indelebile nel tempo.
Così recita un passaggio dell’epitaffio sul loro monumento funebre:
Abelardo aveva sposato Eloisa che fu la prima badessa. L’amore
che aveva unito i loro spiriti e che si conservò durante la loro
lontananza attraverso le lettere più teneri e più spirituali ha riunito i
loro corpi in questa tomba.

MUSICA
CHRISTOPH HAAS Saltatio Christoph Haas
HILDEGARD VON BINGEN Caritas abundat
CHRISTOPH HAAS Topazio
HILDEGARD VON BINGEN Laus trinitati