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HENOCH, vol.

VIII (anno 1986)

IL PESHER
, UN PONTE TRA I L PASSATO

IL FUTURO

Elio Jucci, Pauia

pon il termine pesherL si suole indicare una particolare


forma di scritto esegetico, di cui si sono trovati numerosi
esempi ne1la letÈeratura qumrani"^2. Ma i1 termine viene im-
piegato anche per designare il caratteristico metodo di in-
terpretazíone che in questi scritti ha la sua più ampia ap-
plicazíone. In realtà sia nella descrizione del pesher come
genere letterario, sia ne11a descrizione de1 pesher come me-
todo esegetico vi sono nel1 tambito della critica vedute non
del tutto omogenee, se non aperte discordarlze. per di più il
termine è entrato nell tuso non specialistico per designare
testi che nella forma o nel metodo presentino analogie con i
pesharun di Qumran 3 .

P er il s ignif i c a to d e l te rmi n e p e s h e r si vedano i n parti col are I. R a-


binowitz,'tPésher-Pittdnòntt. Its BibLícaL Meaning andits Significance
in the QwnranLitenatune, RQ 30, 1973, VIII 2, 219-232 (PesLter=pr€sa-
8io, r ealt à p re s a g i t.); M.P . H o rg a n , PesTtanun:Qw nranrnterpnetati ons
o f B i b l i e a l B o o k s , ( c n q u o n o g r . s e r i e s 8 ) , w a s h i n g t o n D . c . . | 9 7 9 ,s p e c .
230-237; 14. Fishbane, BibLt eal rnt.enpz,etation in Aneient rsraeL, ox-
ford 1985, spec. 454 seg.; L.H. silberman, unniddling the RiddLe. A
StLdy in the Stracture qnd Langnge of the Habakkuk Pesher ( LQpHab ),
RQ n ' l1, . 19 6 1, III 3 , 3 2 3 -3 6 4 , s p e c . 326-330.
S i t r a t t a s p e c i a l m e q t ed i a l c u n i c o n m e n t i a g l i s c r i t t i p r o f e t i c i ( I s a
í n , ) s e a , M i e h e a , S o f o n i a , N a h u m ,A b a c t r c ) e a i S a L m i ( S a L . 3 7 ; S a L .
45) as s ir nilati a i p ri m i i a fi a n c o d i questi si trovano quel l i che con
J. Carmignac, Le doewnent de Qurntlansur Melkisédek, RQ 27, 1970, vII
3 , 3 6 0 - 3 6 1 , s i p o s s o n oc h i a m a r e ' p e s h o t i mt e m a c i c i t , n e i q u a l i i p a s s i
interpreÈaÈi sono presi da diverse fonti per sviluppare un particola-
r e t em a Q lq Me L e h ís e d e e ;F L o z ,i l e g i o ; C atene; E tà del C reato), cfr.
L. M or aldi, r' HMa o rgnaons,e ri tti d i Qu n r:a n ,Tori no 1971, 497-599 (traduzi one
e c onm ent i) ; P e s l n n i m c i t., s t udía sol o i cournenti conti nui
d i c u i d à l a È r a d u z i o n ee ( i n u n f a s c i c o l e r t o a l l e g a t o ) i t e s t i ;
4Q F Lor ( F lor i l e g i o ) è o g g e tto d i u n re centi ssi mo studi o di G.J.B rooke,
Eregesis at Qwnrun. aQ?Lorilegium in its Jeuish Contert, JSOTSuppl.
S er . 29, S he ffi e l d 1 9 8 5 ; p e r 1 1 QMe L ehi sedeked E tà deL C reato (4Q180,
LBL) si veda C. Gianotto, MeLehisedek e La sua tipologia. Tradizioni
giudniehe, er' i s ti a n e e g n o s ti e h e (s e e . II a.C .-sec. III d.C .), B re-
scia 1984, 64-75.
3 unr panoramica delle
varie posizioni in G.(J.) Brooke,Qumrcn pesher:
t
322
t
Per la comprensione d,eí pesVnrím dí Qumran ci si deve ri-
f erire ad almeno due fattori
tralità
determinanti: da un lato l-a cen
del1a scrittura nella vita degli Essenih, d
taltro lE IF
to la consapevoLezzadi vivere in tempi decisivi, e lratten-"
to ascoltare e osservare i segni dei tempi per prevederne 1o
svolgimento. - r
FIavio Giuseppes ci testimonia 1 interesse degli Esseni
per i1 futuro "-p"t 1a sua previsione, e la fama che essi
à.r".r"rro in questo campo fra i contemPoranei, ricordando an-

Iounzús the Redefínition of a Genre, RQ n" 40, 1981, X 4; 483-503; Id'


Eregesis at Qunwn, cit., sPec. Pagg. 4-6, 36-44, 283-292; Hotganr'Pe-
sha-rim, cit. , 249 segg.; Silberman, Unriddling the RidàLe,cit.,,323-
326; E. Slomovic, Toua?d an lJnderstnnding of the Enegesis in the Dead
Sea ScroLLs, RQ no 25, 1969, VII 113-15, spec. 4-5. Un tema sul quale
si conrinua'" dir"nt"i" è qúel1o della classificazione deí pe{arim co
ae midrad o come una sua varietà; si vedano in particolare i lavori
di I{.H. Brownlee, che con È e n a c i a h a s o s L e n u t o q u e s È a p o s i z i one (per
es. The Midrash iesher of Habbakuk, Missoula Montana 1979; The Baek-
Interpretation at Qunran, in M. Delcor [ed.l, qlrtl-
ground of BibLieal
-tún,
toihéoLogie et son miLíeu, Paris-Gembloux Leuven 1978; Biblical
Intetpretatíon among the Seetaries of the Dead Sea ScroLLs , BA 14,
1951, 54-76); p e r u n ' o p i n i o n e n e t t a m ente opposta si veda il lavoro
ttThe Midrash
già óitato
-Peshen...,t aL i.abinowitz (nota 1) e la sua recensione a
di Brownlee, J A O S 1 0 2 , 1 9 8 2 , 1 9 1 - 1 9 2 . P e r o r a la denomina-
I zione d,i
"pesltarim" rimane la'più chiara e conveniente. Se la parentg
la con íL midrash(rna anche in questo campo si è ben lontani da una de
finizione univoca e universalmente accettata, cfr. le diverse Posizio
ni di G. porron , Ihidrash: Palestinan Jeus and the Hebneu BibLe in the
Period, ANRI^I XIX 1, Berlin - New York 1979, '103-138 e R'
Greeo-Rqnan "Biblica"
Le Déaut, A pz,opos dtune définition du midrash, 50, 1969,
395-413) è .iiaànr" p " r . r " r i a s p e t t i , d r a l t r o l a t o è i n d i s p ensabile
i l c o n f r o n t o c o n t u t t a u n a È r a d i z i o n e e s e g e t i c a e d e r m e n e u t i c a r o m e I-
glio con i diversi filoni della tradizione esegetica giudaica e dell
antico Israele. Si veda in questo senso 1o studio ampio e documentato
di Fishbane, BíbLieaL Interyretation, ciÈ.

I I Si osservi La stessa composizione della biblioEeca di Qumran: testi


(es. Iargwn di Gíobbe), parafrasi (es: Apo-
biblici, loro traduzioni
erifi delLa Genesí), test'ímonia, commenÈi, s c r i t r i i n t e s s u t i di allg
sioni e d i r e m i n i s c e n z e b i b l i c h e ; s o t t o s t a n t e a E u t t . a q u e s t a produ-
zione letCeraria si trova anche sempre un lavoro di interpretazione,
cfr. H. Gabrion, Ltíntetprétation de L'Eeritute dnns La Littérattme
d e Q m r a n , A N R WX I X 2 , B e r l i n N e w Y o r k 1 9 7 9 , 7 7 9 - 8 8 4 ' s P e c . 7 7 9 - 7 8 4 .
5 Guerra Gíud. II, "Vi sono poi tra loro di quelli che asserisco-
159:
no di prevedere il fuÈuro, esercitandosi fin dalla fanciullezza ne1-
d e i l i b r i s a c r i , i n v a r i e f o r m e d i p u r i f i c a z i o n e ( c o r r e tto
1o rt'1rdio
da alcuni in tdegli scritci sacrit) e delle sentenze dei profeÈi: ed
è raro che le lolo predizioni falliscano", cfr. Moraldi., Itlanoseritti,
ciÈ., pag. 62.
a1' PesheY 323
*
che alcuni esempi di previsioni a\^reratesi6. Egli ci i.ndica
anche alcuni dei possibili metodi da loro applicati. I n pri-
mo luogo 1o studià degli scritti sacri e de1le s e n t e n z e dei
profetl. Ciò significà che da11a interpretazione d e l l a . S c r it
i,rr" si ricavavano elementi per una visione de1la storia e
delle Sue leggi che poteva fornire una certa conoscenza de-
gli eventi fuiuri e una migliore comprensione di quelli pre-
senti. Inoltre la lettura delle antiche profezie si basava
sul principio che il loro significato non si era esaurigo
nel passato, fla si continuava ne1 presenter e che non era
stato compreso dagli stessi autori delle ptofezíe, messagge-
ri di una parola ài*rin" che soltanto ora veniva svelata da in
terpreti itluminati da Dio7.
Dalla testimoníanza di Giuseppe e dalLa Letteratura diQtry
ran si possono, secondo R.T. feclwiths, riconoscere tre n9t9
di util izzaEí úagli Esseni per prevedere il futuro' In primo
luogo l t i n t e r p r " t ^ r i o n e delle profezie delltAntico Testamen-
tor"come si è già visto; fra i profeti aveva certo una rile-
vante posizioné panieLe e la sua profezía dei settanta annis.
In secondo luogo il calcolo del1e date significative, basato
sull t i d e a c h e i g r a n d i f a t t i d e 1 l a s t o r i a t e n d o n o a v e rifi-
carsi a intervalli regolari, dividendol? in periodi di setti
mane, di anni, di aecàai; ài giubileilo. E anche qui spesso

6 Cf r . G uewa Gíu d . I, 7 8 -8 0 ; An ti e h i tà xTrT, 311-313: predi zi one del -


la m or r e di A n ri g o n o d a p a rÈe d i G i u d a l ressenoi Guerra Gi ud,fI1112;
Antiehitd XV, 37t479: lresseno Manaemo(Menacheur)prevede ltascesa
a1 t r ono di E ro d e e l a d u ra ta d e 1 ' s u o regno. A l tre tesÈ i moni anze so;
no citate da C. Daniel , "Fau& fuophètestt: Suwtom des Esséníens dans
Le Serrnonsu" La Montagft€, RQ no 25,L969,VII 1' 45-79, spec. 51-55.
7 c f r . P e s h e r d i A b a e u ev r , 1 5 - v I I , s .
s R.T. Beckwirh, The Sígnifieanee of the Calendar fon Intezpretíng Es-
sene Chnonology and Esehatology, RQ no 38, 1980, X 2, 167-202' spec.
199- 202.
I Daniele, e l e tra d i z i o n i c o rre l a te , veni va studi ato, Letto e copi a-
to, cfr. A. l"fertens, Das Brch DanieL im Liehte ùqn Ioten lrlegr' -Stut!
gait - W iir z bu rg 1 9 7 1 ; J .A. F i tz rn y e r, D.J. H arri ngton, A I' fununLof P a-
lestíni.an Ararnie flexts, Roma 1978, 4'11, 191-194; K. Beygl , D-íe qy
md,isehen Teste pom Toten Meer, GótÈingen 1984, 223-225, 301-303. Si
v eda anc he 1 a c i ta z i o n e d i D a n . 1 2 1 10 e l e al l usi oni non si curamente
ident if ic abil i d e l te s to p u rtro p p o fr armnentari o dí QFLor II,3 segg.
1os i v eda Dan . 9 ,2 .2 4 -2 7 c ]' ' ;.re i n te rp re ta i 70 anni dí Gerqnía 29,10;
25r 11 s eg. c o me 7 0 s e tti ma n e d i a n n i (corri spondenÈ i a 490 anni ,
c i o è t O g i u U i l e i ) ; 1 1 8 M e L c h i s e d e c7 , 2 0 ( i l d e c i m o g i u b i l e o , l a d e -
r er m inaz ior , " d e i te mp i ); 4 Q P s -E z e e hi eLe(di eci gi ubi l ei suddi vi si i n
settimane d'anni, cf r. J.î. fqif it, Milldt-7edeq et I'lilkt-reéa'dnns
324
sua trascri
la base de1le loro previsioni era la storia nella
I n t e r z o l u o g o l r a s t r o l o g i a , i 1 calcolo de
zione scritturale.
anche da alcuni franrment'i ritrova-
tti oroscopi testimoniato
ti nella'quarta grotta d i qumranll'
quest fultimo asPetto potrebbe sembrare con-
A prinà vista ta-
traddittorio f.ra Éf i Esseni, a causa della condenna dell
8r3 segg'; 12,
srrologia presenté ín Enoe 8r3 e ín GiubiLei
che la scrittura criptica del testo
16-20, e Lehmann osserva
non era complegamente ECC€t-
4QL56-dimostra che lfastrologia
e s s e r e p r a t i c a i a d i n a s c o stol2-,
tata nella comunità e doveva
ma il carattere esoterico della trad.ízione astrologica Può
3'
esserne una spiegazione sufficientel
luce della
Ltastrologia è"inoltre ben comprensibile alla
e come ben rileva I'f' Hen-
forte fede .r.tt" predestinazione,
gel ,'a11a spartíziorr" dualistica detla storia corrispondeva-
e'di sapieg
no anche due contrapposte correnti di rívelazione
g s s e n i si occuPavano d i ' a s t r o l o g i a e di iatro
za. Quandogli
.ió significava ai loro occhi qualcosa di fondamen-
manti.",
s t a t o a l d i f u o r i della
talmente diversó da ciò che sarebbe
loro comunitirrl4 .' *

23, 1972,95-144' spec'


Les aneien s é c ri ts i u i fs e t e l w é ti e ns, JJ!
9 5 - 1 0 '9e)' G
; ci u
f rb. .T e s t a m . L e u i 1 6 , 1 - l l l ; - t r y 2 e h 8 9 ' 5 9 - 9 0 ' 2 7 . , ( s e t t i m a n e d i
anni) 50,4 seg.; Testam' ieoi 17,2-9 (giubilei) '
LL4e7g67roseopoI (Moraldi, "i.., ttt'^T; Hen-
.Manoserittí ^r-r?.2t-Or)'
t"
;Z;",";;;;;"í;f dài-net'rnii,^,', ín Q'unú!: ?!é!!' ,^:::^"^lt-'en :
\ \ \ ' - t i\ , ^; ; " ;: M . D e l c ó r, R eeherches ,ur un hotoseope
3 6 7 -3 7 1 ;
p"*ui"it an-ryfu"^,.*a,". o ^^ 4t\te fl L q.rt-q/'

í;;s;;"hé;i;íq";- ?9'-'n22'^\"2:,2T:to:
zr'ient Aneíen' Des Phénieiens au'r
?'i"d*.",';;1ù;Z;- í;t""'aL et tuòche
r,:., Jeuish AstroLogy
ir|"a"ini'r","12"íu"n 1976, z9g-319; J. H. c-harleswo
r -!L t^..^'^L An*oa1amt

EarLv PaLes
7ir""riZ"'iZì^;d:-f;nudupisooph;, the Deadsea sc'olls , and
11- ^-J Ér^-7., DnTno

t inian S yn a g o g u e s , H T R 7 0 , 1 9 7 7 , 1 83-200'
r 2 M . R . L e h m a n , N e u l Light on Astrology in Quntwn and the Talnud' RQ no
g éLtti ttt, art ' sopra ci t ' ' v ' ' nota 8'
3 2 , 1 9 7 5 ,V r r r 4 , S" g g -O OZc,f r.
r 3S i può r ico rd a re a n c h e 4 Q Me s s A r, scri tto (oroscopi co -) fi si ognomi
co (l'foraldi , Iilanoseritti, cit., 678, 682-684, }roscopo II) ' 11 carat
si vuoLe ri feri re
t er e f is io g n o mi c o (-o ro s c o p i c o Í ri mane anche se 1o ttgl eet
(c o n .l .n . F i tzmyer, The A nanai e of Godt-ì
alla nas c i ta d i N o è = Id'r Essays on the
Test 'frm q^*n caoe 4, cBQ 27, tgos,^-348-372
no" U g i à * à K ' B ey
S;;: o f th e N .? ., to n d on.1971, 127-160)' C f r' anche
e l ri mportante arti col -o di F ' Gatcía
€r r A r qn . T e rte , c i È ., Z O g ' -Z l l "Salmaticensis" 28, 1981'
M a r t í n e z , 4 Q M e s . A r a n . A e L L i b n o d . eN o é ,
195-232.
laM. Hengel ,Jud.entum und Hellenismus. Studien zL4ihren BegegnWgen un-
tey, besondere Berí)cksichtigttng" s ePaLdstinas g., bis zur ltlitte des 2 ' Jh' s
u. Chr . , T i i b i " ;;;" \g 1 l ' , +"++ cfr. 438; vedi i nol tre Id" Qw uun
und Helle n i s mts , c i t., 3 6 5 -3 7 7'
I
I
I
fL Pesher'. 325
11 calcolo delle parti di luce e di renebre in ogni indi-
viduo sulla base della sua nascita, e il legame con la sua
fisionomia, si accordava con la dottrina cosmologica dei due
spiriti, 'e ne rappresentava i1 versante antropologicols.
Le pratiche astrologiche, que1le iatromantiche e medico-
magiche, 1a conoscenza delle pietre e de1le piante, la cono-
scenza del nome degli angeli (connessa con quella del mondo
degli astri) , 1 | interpretazione dei sognir 6, che possiamoqui
aggiungere ai metodi di previsione de1 futuro elencati da
Beckwith, e che, come vedremo, ha una particolare reLazione
con la Eecnica impiegata nei peshar-im, si inseriscono nel1o
sforzo degli Esseni verso la conoscenza sistematica dei segre
ti della natura e della storial7.
La centrali-tà della scrittura nella vita di Qurran è sta-
ta oggetto di nr:merosi studi che ne hanno messoin rilievo le
molteplici sfaccettaturels. La scrittura è innanzitutto og-
getto di studio continuor e; di notte e di giorno doveva .si.t
ci sempre qualcuno impegnato nello studio dei sacri testi;
un terzo della notte era passato dalla comunità nella veglia
t'a leggere
nel librott. Lo studio rivestiva aspetti comunita-
ri, ma anche individuali, nella gerarchia del1a comunità vi
erano uomini specialízzati nel1o studio e nellrinterpretazío
ne de1la scrittura, particolar:urente esperti nel1e tradizioni-

1scf.. 1 8 5 r r r , 1 3 - r v , 2 6 e i l c o m m e n t oa d . L o e . d i M o r a l d , i , M a n o s e r i t t í ,
c i t , , 1 4 1 - 1 4 2 ;v e d i a n c h e F i l o n e , Q u a e s t . i n E s o d u mT , 2 3 .
l6vedi Flavio Giuseppe,
Antiehità rVT-L,345 segg., cfr. A. Finkel , The
Pesher of Dreams and Seriptures, RQ no .|5, 1963, rV 3 1357-370. Si no
t i c h e 1 o s t e s s o G i u s e p p es i i n s e r i s c e i n q u e s t a t r a d i z i o n e , G u e r r a
Giud. III, 351-354, presentandosi, egli stesso, comeinÈerprete di
sogni: "abile nel cogliere il significato delle espressioni oscure
della divinità" (traduz. di G. Vitucci); qualità forse non estranea
al suo soggiorno presso gli Esseni
r7cfr. Hengel
, Q u m r u nu n d H e l l e n i s r m t s , c i t . , 371. Unrimpronta di que-
sto ideale sapienziale si ha ín Sap. 8,8i 7,17-20.
1 8 S i v edano I , I .H . B ro w n l e e B íb L i e a L
, fn tezprefa,ti on, ci t.; B .J. R oberts,
The Dead Sea ScroLLs and the 0.I, Seriptures, BJRL 36, '1953, 79-96;
Îd., BíbLe Eregesis and FuLfilment in Qwnrun, ín'tl,lords and Meaníngs'!
E s s ay s t o D. l l . T h q n a s , e d d . P.R . Ac k royd, B . Li ndars, cambri dge 1968,
195-207i L. Moraldi, Studio e ConoseenzadelLe Regole degLi Esseni
dí Q wnr c n, B e o 1 3 ,1 9 7 1 , 1 9 9 -2 o 9 ; c . segal l a, Li bri saeri e R i ueLazío
ne in Qunnan, tn Librí Saeri e RiueLazione, €d. Facoltà Teologica II
t er r egionale, Mi l a n o 1 9 7 5 , 6 9 -1 0 7 ; Gabri on, L' rntenprîtati on de LtE :
enit ur e, c it .
r s T g sv r , 6 - 8 .
: '

proprie della comunità20. I risultati del1o studioe del1a fl


cerca di ognuno erano confrontati n e l l f a ssemblea con quelli
degli aLtTlzL e sottoposti ad approvazíone'
Lo studio del1a scrittura è anche rieerca diDio22, corret
t a c o n o s c e n z a ,d . € i s u o i s t a t u t i ; esso corrispondeva inoltre
mo
"it impggno che ogni membro della comunità si assumeva. al
t
"di compiere tutto quanto egli ha ot:
mento del suo ingiesso
"in base a tutto quantà di essa (la legge) è stato ri
dinato"
vel-ato ai f igli di Sadoctrz3.
Ma 1o studio del1a Scrittura corrisponde anche alla pro-
.fonda esigenza de11a comunità di verif icare la propria esseg
zà, di próvare 1a propria identità. G1i tromini di Qr:mrantTg
no convinti di .orlituire i1 vero Israele, il resto annuncia

'2ov"di cfr' Filone, Quod


Moraldi , Studio e Conoseenza, cít.., 2O4 seg';
Amnis Probus Liber sit 81.
2rgfr. Brownlee, BibLíeaL IntetTretation, cit., 58; vgdi LQS V,1-5' Si
d e l l t a u t o r i t à e delltesperie\'?' e.i1
norino i1 principio g e r a r c h i c t
I l p r i m o p r i n c i p i o v ie-
principio del consenso e della maggioranza.
in V,9: l i a u t o r i t à è r i n f o r z a f a d a l p o s ses
ne uLÈeriormente chiarito
c f r . R o b e r t s , D e a d S e a S c r o L L s , cit', 83'
so di ,rrr" ri.r"Lazione,
22srrl tema della ricerca di Dio si vedano ad es. G' Turbessi, Cereare
n e L L a p a t r i s - t i c a ' R o m a 1 9 8 0; "Qtae
Dio neLL'tbtaismo, ,eL ^ondo- gru"o,
n."""ii 1980 ( q t i in p a r t i c olare-
y.ere Deum,,. Atti XXV Sett. Bibliea,
tra Rieerea e Seoperta.^di Dio nelL'9pi-
si veda R. p"n.,", DiaLettiea " Q u a e r e r e D e u m t tn e i
Segalia,
stoLario paoLino, 315-351, spec. 319;-G.
119; e per--alcune linee di g
S a L m i , 1 g o - 2 1 2 , s P e c . p a g : i l o g s u ; 1S a L ' t'Ceneare Dio't nei
voluzione sul tema: N.l'f. Loss, fZ tema Letterario
Libri storiei deLLtA,T., 11'2i); M. Delcor, C-ontribution à L'étude
de La LegisLation d.es seetaires'd.e Damas et de Qwntvn' RB 62' 1955'
60-75; porton, MidTash, cit.,105-109. si noti 1o slittamento del te!
d e l l a c o n sulEazione de1la divinità a
mine d.arash dalf i n d i c a z i o n e
c o s t a n t e ' a q u e l l a d i u n o s tu-
quella di un atteggiamento religioso
( c f r . L o s s , " a r t ' c i t ' ) ' A n c h e Fishbane' o?'cit' '
dio de1la Scrittu;;
mantico di unrinchiesta
245, osserva questo fenomeno: dal contesto
; ài untinchiutl" l e g a l e s i p a s sa ad una ricerca esegeti
profetica
p a r o l e d e l l a S c r i t t u r t - p i " n a oto i1 posÈo di yi 9:
ca razíonale, e le
racolo(cfr.1.Re22,8e8s.18,,|5conEs;dra7,10).Questoparalleli-
e un oracolo (sottolineato anche da Roberts'
smo fra la scrittura
c i t . , 2 0 ; ) , e v i d e n z i a t o d . a l l r u s o di dnrash, si deve
BibLe Eregesis,
studio d,eL peshen' Si può ípot'ízzare che
tenere presente anche nelló
introdotto più recenlemente, erediti anche quel
il termine pesher.,
che day,ash andava perdendo. Fra le varie
valore mantico-oracolare
di day,ash s i r i c o r d i n o i n p a r t i c o l a r e a Q u m r a n quella
appli""rioii
l e g g e , c D Y T , 7 ; vrl,18;
della ricerca della legge: inrerprete aàrra
à e r i v a t a d a E s d t a 7 , 1 0 ; s i o sservi
4e FloriLegio I,1 1, espressione
L a r i c e r c a d i D i o s i a l e g a t a a quella della legge in
inoltre come
I 1nQ
t9iP
î
L,
1L - ' )

201'
2 3 1 Q 5I , 1 6 - 1 7 ; V , 7 - g ; c f r . M o r a l d i , S t u d i o e C o n o s e e n z a 'c i t "
IL Pesher 327

to dai profeti (ma non solo dai profeti, tutta la scrittura


può essere letta come profezí"'u, mistero da interpretare, e
si riferisce agli ultini tempi, a quelli vissuri dalla comu-
nità), e nello studio e nelle interpretazione della Scrittu-
ra essi cercavano le radici e le prove di tale convinzione.
. La completa identifícazione della comunità con le parole
de11a Scrittura conduce a ciò che B.J. Robertszs chiama una
vita vicaria per la Bibbia. r titoli dari ai personaggi che
occupano qualche ufficio ne1la comunità dimostrano che essa
era ttinteramente controllata da1la Bibb i4t2 6. N"ssuna perso-
nalità viene mai indicata con il proprio nomer E3 anche gli
awenimenti vengono assorbiti dalle ident ítícazíoni bibliche.
ne sono un chiaro esempio le indicazioni cronologiche, aven-
ti tutte un preciso riferimento nei testi scritturali2T.
come af f erma H. Gabrion2 8 ttse a Qumran meditano tanto la
storia antica è perché gli awenimenti presenti e futuri,
c i o è g l i a w e n i m e n t i d e l d r a m m ae s c a t o l o g i c o c h e L a s e t t a è
convinta di vivere, non sono ai loro occhi che una ripresa di
quelli passati". La vita e la storia della comunità sono vis
sute come compimento delle scrittur"Z9.
Ma questa tendenza che troviamo così esasperatamente ac-
centuata presso la comunità di Qumran, questo continuo rife-
rimento a1la Scrittura e aLle sue interpretazioni, si inseri-
sce perfettamente nel quadro storico del Giudaismo dellrepo-
ca. conflitti sociali, economici, politici, religiosi, trova
no La loro espressione nei conflitti di interpretazione30.
Lf interpreEazione e la reinterpretazione della trad,ízione de
termina 1 fautocomprensione e 1 fautodefinizione del GiudaisnS
in Palestina, dove lrinterpretazione dei testi conduce alla

2 b c f r . i n l . Q SI r l - 3 l r a s s i u r i l a z i o n e d i M o s è e d e i p r o f e t i , cfr. Segal-
I a, Libr i S a e ri e R íu e L a z i o n e , c i t. 87-90.
2 s R o b e r t s ,B i b l e E x e g e s i s , c i t . , 1 9 6 .
26r bid.
27Td..
28H. G abr ion L tín te z p ré ta tío n c ít., 8 1 3.
,
29P " r un
eonf r o n È o c o n i l N u o v o T e s ta mento cfr. Gabri on, art. ci t.,
812 s eg. ; J . A . S a n d e rs , F ra n fs a i a h 6L to Luke 4, ín' studi es for
Morton Snith, Leiden 1975, I,75-106, spec. 93 segg.; C.A. Evans, lQ
fsaiaha and the Absence of Pnophetie Critique at Oumran, RQ no 44,
- ^ 19 8 4 , x r 4 , 5 3 7 - 5 4 2 .
"P. Vidal-NaqueÈ, Formes dtaetiuité poLitiqrre do4s Le monde juíf pri!
eipalement atrcenuirons du Fr síèelà de nòtne ère, in rd.,iesjittt,
L a m é m o i r ee t L e p r é s e n t , P a r i s 1 9 8 1 , 1 7 - 4 2 , 3 5 s e g .
r,'"

' ì''.:
328

forfr,azione di movimenti di dissenso e di sette nel periodo


del secondo tempio3l. I n m a n c a r L z ad i u n r a u t o r i t à che detenga
il monopol-io della interpretazione, it una situazione di di-

n
ttda-
sorientamento, emergono. da un laÈo f igure carismatiche,
t a z i o h e r t ' u
tori di senso, che sono anche incitatòri aLl , dal-
lfaltro "*"tgà la figura d e l 1 o s c r i b a 3 3 .
Questi dué fattori, di cui ho tra.cciato le linee principa
li, si intrecciano a costituire i1 genere letterario del pe-
sher, nel quale le tecniche dellfinterpretazione s c r i t turale
si congiungono a quelle divinatorie; e n e l q u a l e l r a s p etto
tecnicó delltinterpretazione si c o n g i u n g e c o n l a c o n c ezione
rivelatorio - m a n t i c a dgl disvelamento a à f f a p r o f e z i a 3 h . 11
tutto si inquadra poi nella convinzione dei settari di Qun-
ran di vivere i tempi decisivi, i tempi del compimento del1a
Scrittura e delle profezie.
di
Questa interpr etazione viene confermata da una lettura
alcuni passi chiave deí pesharím. Nel Pesher di Abaeuc si- trg
vano detle importanti afterrnazioni che mostrano come venisse
inteso il compito delltinterprete del1a scrittura nella comu

3ICo*. sostiene J. Blenkinsopp , fntezpre,tatíon qtd Tendeney to Seetari.q


(ed.)'
í s m : A n A s p e e t o f S e ò o n d T e mpl e H i stotg, i n E .P . S anders
Jeuísh and. Chrísttan SeLf-Definilion, Vol. II: Aspeets of Judaiwn
í n t he G re e o -R o m a np e n i ò d , L o n d o n 1981, 1-26, 299-309 (note), P aB '
1, 1 4 .
32p. Vidal-Naquet, art. cit., 35-36, che cita anche ltesempio di Atti
8,26
3 3v idal- Naq u e t, c i t. ci t. , 14
, 2 6 ,3 5 ; Bl e n k i n soP p, Întetpretatíon
segg., 2i. Le parti del carismatico e dello scriba finiscono in di-
. r " i i . m i s u r a p e r c o n f l u i r e i n u n t u n i c a f i g u r a , c f r . F . S c h m i dt'An- t, R8-
eherches sun Le uisionnaire eortrte ertatique et eoftltnesenibe,
n u a i r e d e 1 r E . P . H . E . " , y e s e c t . , 9 0 , 1 9 8 1 - 1 9 8 2 ,3 2 1 - 3 2 7 ; s i v e d a a g
c he F is h b a n e , B íb L íe a L In te z p re ta t i on, ci t., passím (vedi i ndi ce
analit. ) .
' up, r r am r e tte n d o n e 1 e d i ffe te rl z e s i devono ri conoscere l e aff i ni tà
deí pes Vn r" tmc o n L a l e È Ee ra E u ra a pocal i tti ca (P er i l probl ema del l a
pr " r r à" pig ra f i a c fr. H e n g e l, J u d e n tum und H eLl eni sÍruts, ci t., 369 che
i o t t o l i n e a l t a u r o r i t à p n e u m a t i c ac o l l e t t i v a o i n d i v i d u a l e a Q u m r a n
e nella chiesa primitiva; cfr. anche I. I^Iilli-Plein, Das Geheimnis
der A pok a l y p ti k -, v T 2 7 , 1 9 7 7 , 6 2 -81, spec. 64- segg. l . La posi zi one
di H.- SregÉmann, Die Bedeutung der Qwnranfmde fítr díe Erfonsehwtg
'
d.er Apokalypúk-, in D. Hellholm (ed.), ApoeaLypticism in the Medi-
tery.anean rriorLd'and. the Neay' East. Proeeedings of the Intermational
ColLoquiwn on Apoealyptieism, UppsaLa, August L2-L7' L979, Túbingen
1 9 8 3 , 4 9 5 - 5 3 0 * i p " t e - e c c e s s i v a m è n t el i m i t a t i v a n e l l a d e f i n i z i o n e
d i a p o c a l i t f i c a e d i e s c a t o l o g i a ; s i v e d a n e l l o s L e s s o v o l u m el a d i f
f er enr e p o s i z i o n e d i M . P h i l o n e n ko, Ltapoeal ypti que qow nrúni enne'
211-218.
n Pesher 329

n i t à d i Q u r n r a n 3 s ,e c h e , c o m e s i v e d r à , c o r r i s p o n d o n o a l l e l i
-
nee precedentemente enunciate.
In LMbaetrc VIr15 VII'536 si legge:
"tscrivi fperché si pos
1a visione, incidila su tavolette,
sa leggere speditamentet, 1'tinterpretazione si riferisce-
8.... E Dio disse ad Abacuc di scrivere le cose che acca-
dranno (vrr r1-2) nella gerLerazione ultimar o3 non gli ha
fatto conoscere il tempo del compimento. (3) E ciò che dis
se tperché si possa leggere più speditamentet 3T si interl
preta in riferimento al Maestro di Giust ízía, al quale Dio
ha fatto conoscere (5) tutti i misteri delle parole dei
s u o i s e r v i , i p r o f e t i . t t3 8
si noti subito come per 1 | interprete i profeti scrivono
per ltultima gerLerazione, senza conoscere però i1 tempo de1
compimento, e come si vedrà, parlandone solo in modo i*p"r-
f e t t o , i n q u a n t o " i m i s t e r i d i D i o s o n ,m e r a v i g l i o s i t t ; i n s e -
condo luogo come il Maestro di Giustízia riceve da Dio La co
noscenza del significato naseosto (i misteri) aetlaprofezi{.
11 tempo del compimento, e il problema del suo ritardo, è
af f rontato sub'ito dopo, commentandoAbaeue 2 r3a:
"1finÈerpretazione
si riferisce al fatto che lrultimo tem-
po avrà lunga durata, e oltrepasserà tutto. (g) ciò che
hanno detto i profeti, perché i rnisteri di Dio sono mera-
- vigliosi" (vII r 7-8) .
e su 3b:
"1rinterpretazione
si riferisce agli uomini della fedeltà
( 1 1) , coloro che praticano l-a legge e le cui mani non de-
sisteranno dal servizio (12) de1la verità allorché su di,
essi, si prolungherà i1 rempo ultimo, poiché (,|3) turti i

3 s Cf r . M or aldí, M a n o s e rítti , c i t.,


4 9 7 -506, 533-569; B rów nl ee, The
Iert of Habbakuk in the Ancient Corrunentazg îrqn Qtrnnan, JBL Monog.
s er . 11, P hi l a d e l p h i a 1 9 5 9 , T h e Mi d n ash P esher of H abakkuk ci r.;
H o r g a n , P e s T t a t d mc, i t . , 10-55.
36s eguola È r a d u z i .o n e
d i M o ra l d ,í, M a n o sev,i ttí, ci t.; del l o stesso Mo-
r a l d i s i v e d a í L M a e s t n od i G i u s t i z i a , F o s s a n o 1 9 7 1 , 4 7 s e g g .
37J . D. u. Der r e t, tth tn n ín g tt
ín P a u L : T h e Mi dnashíe P otentíal of H ab2,Z,
! ' B i b l i c a " 6 6 , 1 9 8 5 , 5 6 0 - 5 6 7 , i n t e r p r e t a d i v e r s a m e n È e :" i n ó r d e r t h a t
the reader (or reciter) may run" (prg. 563), "The Teacher of Right-
eous nes s was o n e o f th e fe w w h o c o u l d correctl y read È he si gns of
the times, and he fled and regrouped his community in Damascustt(pag.
s67).
3 8 c f r . A n o s3 , 7 b .
330

tempi _di Dio giungono nel loro ordine secondo quanto egli
pru-
ha sra-bilito ( t +)- r loro riguardo nei misteri deL1a
denza" (vil, 1o- 14) .
nel
Evidentemente anche a Qumran il problema, giàpresente
e s c a t o l o g i c a e col
testo dí Abactrc, deL ritardo dell-a svolta
e stimolava i
ciò deL compimento delle ptofezíe era sentito
membri della comunità a speculare su1 suo s i g n i f i c a t o 3 9 '
Ltinquadranento della ptofezia entro 1o schema teologico
da lungo
di promessa - adempimento, che si era orurait i dimposto e a
a"*;;-Ar-" Utaltra parte lfevolversi del1 d i u n a fine,
d e l l a s t o r i a ' verso
conclusione di un ciclo, di una vicenda
quella di una fine assoluta e la sua diffusione n e l 1 a tarda
prof eticar+l, insieme al poco spazio l a s c i a t o or-
letteratura
in favore di una P1ù- rigida
mai al libero gioco della storiah 2, pot".'"to la prof ezia di f ronte a
concez ione deierminis t ica
interno ' E uno stes
un vicolo cieco ) serLzasoluzioni al suo
(Zaee. 1312-6)43 ' Si
so profeta ne annuncia la futura fine
z a e e . 1 3 1 2 - 6 r a l l o scog
porra così anche termine, spera forse
rro fra i proferi di verítà e i profeti d i m e n z o g n a ,BIi gug p
che il principio. d i D e u t . 1 8 , 9 -22 (la
doproferi d.ii;-lXiuu,
di verifica) non era riuscito a
reaLizzazLone come criterio

3sSi vedano A. Strobel , [lntersueltungen,zwn esehatoLog,isehen VerzÓge-


Gesehiehte uon
nngsp"obLem aufgmtnd der spd:t-iíit)se-h- -urehv'ístlichen
on-DeLay, of the.
Eab. 2r2 ff., Leiden-Kdln igOi; G. Snyder,-RSayngs .P l 1
' , B ib l i c à l R e s e a rc h " 1 9 , 1 9 7 4, 19' -35; ó.I:o1 , E schatoLogi eaL
E nd. ,
47-58; r' I^lilli-
;;1;a ín the Prophetie lYadítion?', z^w 94, 1982, ci t ' '
plein, ar È. c i t. , 7 7 s e g . ;- F i s h b a ne, B i bl i eaL Intetpretati on,
conduce al l a necessi tà di rei nter-
509 s eg. 1 1 p ro b L e mad e l ri ta rd o
e si nutre di una
pr et ar e L a p ro fe z ía , p e r e v i ta rn e l ti nval i damento,
1a sua p-resenza si col -
per dur ante a tte s a d e l l a s v o l ta e s catol ogi ca;
de_ll'apocalittica.-Cfr. 4 8 p P s 3 7 1'Í,10' Si veda
lega con 1o ;;ii;pp"
522-523 nota 98'
anc he S t e g n a n n , D Z e Be d e u tu n g , c i t',
b0c f r . J . A . So g g i n, tu o fe z i a e a p o eaLi tl l o^o neLGi udai smopost-esíLi eo'
veda in particola-
n i v . B i b 1 . f . . " 5 ó r ' l g g 1 ' , 1 6 1 - 1 7 3 ,p a B : 1 7 0 s e g . i s i
r e t uÈ t a L a s to i i o g ra fi a d e u te ro n omi sti ca'

I brcfr. Willi-Plein,
notturne di Zaeearia 1-6'
D a s G e h e í n r n i sc, i t . , 7 5 s € g . , s i v e d a n o l e
visioni

t u, Cf t S og g i n , a rt. c i t.,
Torino 1976',iOZ s e g g . ; f
1 6 7 ; P . Sacchi , S tori a deL l ' l ondo Gi udníeo'
;itt"gine delie "tavole del cielo" o del 1i
questa concezi one, cfr'
t br o del d e s ti n o c o rtc re tíz z a s i i U o fi camente
Gíub. 30,21; 32,21; Enoe ,2; 8 1 9 3 , 2 ; 1 0 3 , 2 ; 1 9 7' 1 '
o3cfr. I.IiLli-Plein, art. cit., 76'

Iq b\Cfr . GeT.'23rg seBB., Ezeeh. 13. Ma lf opposizione rimarrà sotto al-


di veri tà deve confron-
t r a f or m a a n c o ra a Q u mra n , d o v e l ti nterprete

t
n Peshev, 331

risolvere soddisfacentemente h5.


Se dunque si era ontrai diffusa nel periodo postesilico la
convinzione che 1o spirito della prof.ezía si .i" esaurito ri
r1 maneva purtuttavia. un patrimonio di profezie di cui si attei
)n deva il compimento+b, e drattro lato si presenEava la sp.rai
i za che sorgesse un profeÈa, speranza legata, almeno in rl.,tl
ni testi, al tempo escatologico, e fondata forse su Deut 1g,
, 1 g - 1 9 4 7.
!o
Ripr ende n d o i l e o mme n to s u Abaetrc, i n rrrl -f 0 si l egge: ,
.,
I ttl f
interptetazione del passo si riferisce a coloro che
;o hanno t ra d i to c o n 1 ru o m o d i m enzogna (2) perché non hanno
la creduto alle parole del Maestro di Gius tízía (da 1ui rice
:- vute) dalla bocca (3) di Dio, e a coloro che hanno tradil
la to il nuovo patto poiché non (4) hanno creduto a1 patto di
a Dio e hanno profanaÈo il suo santo nome. (5) Itintàrpreta
)s zione del passo si riferisce ugualmente a coloro che tra-
diranno alla fine (6) dei giorni. Costoro sono i violenti
)n c he inf r a n g o n o i l p a tto , c h e non crederanno (7) al l orché
)u udr anno tu tte l e c o s e c h e a c cadranno al l ful ti ma generazi o
t; ne dalla bocca del sacerdote nel cuore del quale Dio ha pó
a
sto intellígenza per interpretare,tutte (9) le parole del
s uoi s er v i p ro fe ti , p e t m e z z o dei qual i D i o ha annunzi ato
( 10 ) t u t t e le cose che accadranno aL suo popolo e alla sua
terra. tt
on
Con questo testo torniamo alla figura del Maestro di Giu-
nL stizia e alla sua funzione che si è già cominciato a vedere
in l-QpAbaeueVII,4-5. Qui ora si s o t t o l i n e a c h e e g l i riceve
lrinsegnamento che trasmette a1la comunità "dalla bocca di
:
na
r1-
t a r s i c o n q u e l l o d i m e n z o g n a ,c f r . M o r a i d í , M a n o s e r i t t i , c i t . ,
rda commen
to a Inni IV,8-10.
nt:i
to, y"d1-il proposito .1.A. Soggin, arr. cir., 163seg. che cita sal.
7 4 , 9 ; 7 7 , 9 ; 7 M a e e .4 , 4 6 i 9 , 2 7 ; 1 4 , 4 1 ; v e d i a n c h e c l u s e p p e ,
.a- contno
A pí one T r 4 1 e P i t' q e tAb o t 1 ,1 , c h e t esti rnoni ano Itopi ni one che
l a trè.
dizione profetica iniziata con Mosèsi era interrota. .i-a"*p.-ai--=
t Esdra, ed era sEata sostituita da quella scribale, cfr. D.s.
Russel,
The Method and Message of Jeuísh Apoealyptie, Lonúon 1964, 7g-g2.
q6 c f . .
I F. - Dexinger, Henoehs zehnwoehenapokaLapseund, offene probLeme
1i dez' A pok al y p ti k f:t,s e h u n g , " s Èu d i a posl -B i b-l i ca" 29, íLi a" r,-
tgl l , 31,
8 3 . Per il collegamento con il problemadel rieardo del
compimento
v edi s o p r a , n o t a 3 9 .
q7cfr.
L Maee. 4,46; 9,27; 14r41 e 4Q Test (4Q1zs), Moraldí, Manoserit
ti cít., 593-596. Un altro Èesto che poreva fondare Itattésa'ji-;;-=
prof eta era l,b,L. 3 r23ttVi manderò un profeta" ( v e d i M a t , 1 1r 1 4 ; 1 7
segg., cfr. Russel, op. eit., 19
V7-79.
332

Dio", cioè diretta mentehE, e che da Dio egli riceve ltintel-


'per
lirgenza (binah) interpretare (Lp !; r) le parole dei prof e
ti.
Dunque da un lato iL Maestro di Giustizia è presentato
con caratteri che ricordano quelli dei profeti: riceve le P3
role da11a bocca di Dio (rr,2-3), è lteletto ( r x i 9-12; Corwn'
SaL. 3? Iir,S; IV, 12), è lt inviato di Dio ( C p I , 1 1) '
Dtaltro lato è caratterízzaEo come interprete, mediatore
di conoscenza (meLig da'at)ae dei segreti meravigliosi (Inní
I I , 1 3 ; C o n t n . S a L .3 7 I , 1 9 ) , c h e h a a v u t o i l d o n o P a l t i c o l a r e
0 (L@Abaerc V-II-,
della intelligenza deí nisteri dei prof etis
3; II r S-10 chà si rif anno ad -Amos 3 r7). Comescriba (Conm.SaL'
3 7 I v 1 2 3 - 2 7 ), c o m e s a c e r d o t e 5 r .
Conf rontando Amos 3 17 con Contn.Abaetrc Y^II r 3 si evidenzia
la distanza fra ltinteiprete e il profetas2, si deve notare
che dove Amos usa il termine sod clne indica il piano, il di-
segno divino, il peshez'1o sostituisce con Toz che sposta il
si[nificaro éul sègreto. Si ha dunque una testimonianza deL
paisaggio dalla concezione profetica a quella apocalittica,
à" ,rtiit "gine di Dio che si manif esta palesemente nell'azio
ne e nel1e parole a que11a di un Dio che rinvia simbolicameg
te alla sua realtà.
La decisione, il piano divino (sod) diviene quindi il- ni-
stero (raù aei piani deLle decisioni divine. Ma questo non
è che un aspettci di una più ampia concezione del mistero che
si trova a Qumran. Segallas3 distingue da un lago i misteri
meravigliosi di Dio, suddivisi in misteri cosmici (cielo, a-
stri, àngeli e loro dominio sugli elementi) e in misteri d"1
la storià e df al-rro lato i mistàri delle parole profetiche,

utsi osservi il parallelismo: dalla bocca di Dio I dalla bocca del sa-
cerdote, che accentua la sua funzione di mediatore. Si traÈta di una
caratteristica profetica, cfr. Ger. 23,16i 2 Cron. 35r22; 36r12.
uecfr. Moraldi, IL Maestro dí Giustizia cit., 67 seg.
S 0 l n r e l l i g e n z a ( b i n a h ) è u n d o n o d e l l o s p i r i t o d i v e r i t à U Q Ì ' tx , 1 6 ) ,

I cfr. C. Romaniuk, ^te thème de La Sagesse dans Les doewnents de Qwn'


? a n , R Qn o 3 5 , 1 9 7 8 , I X 3 , 4 2 9 - 4 3 5 .

t.
srcfr. Moraldí, Manoseritti ciÈ., 524, si osservi inoltre lrespressío-
ne "interprete della legge" ripresa da Esdra 7r10 dove si riferisce
a Esdra i1 "sacerdote-scribatt. Su1la possibile designazione de1 Mae-
" l e g i s l a to re" si veda M. D el cor , C ontri butíon
s t r o di G i u s Èíz ía c o m e
à Ltéatde de La Législation des sectaires de Damas et de Qwnrún, RB
6 1 , 1 9 5 4 ,5 3 3 - 5 5 3 ,s p c . 5 5 0 s e g g .
52
Cfr. I^Iilli-Plein, art . cit . , 69 segg.
s3Líbri saeri e RiueLazione in Qtmmn, cit' 95-98'
n Pesher 333

che mediano 1a conoscenza deí misteri di Dio. Inoltre secon-


do Segalla la conoscenzadei misteri cosmici è di tipo sapien
zíale, frutto di speculazione, mentre quella dei rnisteri de]
1a storia awiene per ríveLazione, interpretando le parole
dei profeti. Ma mi pare che questa distinzione forzí ín qual
che modo il significato dei testi, anche se coglie alcune i;
teressanti differenze di accentuazíone, come i1 diverso rap:
porto con la letteratura profetica o sapienzialesa.
In particolare esiste una intima connessione fra i segre-
ti cosmici e i segreri della sroria (cf r . lQzz Libz,o dei IIlsfu
ri)z come si è gia .rirto, la dotrrina degli angeliss e la doÉ
trina astrologica costituiscono un forte nessofra questi duE
campi. In secondo luogo la storia stessa e i suoi mistèri so
no oggetto di intensa indagine, la sua periodizzazíone e 1;
sua lettura tttipologicatt sono un campo di speculazione per i
saggir p€r i pii e per i giustis6. rn conclusioneniparà che
lrimpegno speculativo, llilluminazione
' e la ríveLazione divi
na non vadano disgiuntisT.
Questo stesso termine mistero (raz)58 ci conduce al rap-

5asi confronti la distinzione di


willi-plein, art. cit., 79 segg., fra
diversi generi di apocalirtica.
sscfr. Liturgia Angelica (48s1), Moraldi,
Ìnlanoserítti cít., 659-669.
5 6 so n o t r e t er m ini c h e c a ra t,te ríz z a n o
g l i u o mi ni di Qumrane 1i con-
g i u n gono c on una tra d i z i o n e , c fr. Mo ra l d i , Manoseri tti ci t., 162 seg.
(saggi, maskiLim); CD T,1 (conoscitori di giustízia); CD T,11 (Mae-
stro di Giustízia), etc.: pií (l.tasidim)cfr. Dexinger, op. cit., 20
seg. ; G.l^I. Nickelsburg, Socí.a,L' Aspeets of Palesttiím Jàmsh ApoeaLyp'
ti e i sm , in Hel- lho l m , A p o c a l y p ti c i s m c i r., 641-654
5 ? rttrtilh- r ninaz ione d i v i n a d e l ma e s tro ... u n dato fondamental e per
com-
p re n d er e lui e la s u a a tti v i tà " , M o ra l d i , IL Maestro di Gi usti zi a
ci t,., 149; c f r . M . D e l c o r, L e u o e a b u L a i re j uri di que, euLtueL et
nty-stique de L"tinitiationtt dans La seete de Qunrun, in rd., ReLigíon
dtIsr.aeLcit., 363-388, spec. 379-38,l.
s B D i o r i g i n e p e r s i a n a , c o m p a r en e l l i b r o d i D a n i e L e
aramaíco,nel testo
ebraico dí Ben siz.a 8,18 (in 12,11c è forse da correggere), poi an-
c o r a n e l l f e b r a i c o p o s t b i b l i c o c o m en e i t e s t i d i Q u m r a n ;s i c o n f r o n -
t l - r l . oE n o e 8 , 3 ; 1 6 , 3 ; 1 0 3 , 2 ; 1 0 4 , 1 2 ; T o b . 1 2 , 7 , 1 1 ; G i u d í t t a 2 , 2 ; S a p .
14, 15, 23. s i v e d a n o E . v o g t, ttMy s teri att i n teati bus Qw ntan,
"?B,2i b2 li i c a "
3 7 , 1 9 5 6 , 2 4 7 - 2 5 7 ; B . R i g a u x , R é u é L a t i o n d e s M y s t è y , e sà t
Pe n feet ion à Q unra n e t d a n s L e N .T ., N T s 4 , 1957-58,237-262; J. cop
p e n s, . t e t wy s t ène ' d a n s L a th e o l o g i e p a u L i ni enne, ed. A . D escamps,-
Bru g es 1960, 142- 1 6 5 ; R .E. B ro w n , T h e s e m i ti c B ackground of the N .T.
tMysterion, "Bib1ica"
, 3 9 , , | 9 5 g , 4 2 6 - 4 4 9 ; 4 0 , 1 g 5 g - ,7 0 - 9 7 ; A . E .
Ha rv ey , T he Us e o f M y s te ry L a n g u a g e i n th e B i bLe, JThS , N .S . 31,
1980' 320-336; e in particolare lrampio lavoro di J.M. CasciaroRaml
rez, EL tema deL tMisterio' diuino en La 'RegLa de La comunídad' dA
334 I
runico della
porto tra í pesVnz"ime il libro di DanieLe, l
giUUi" in "ni esso compare (in aramaico), e cíò che è più ig
poftante vi compare associato alla parola chiave dei nostri
comnentari: pesher. I due vocaboLi si riferiscono rispettiva
nascosto di un sogno o di un presagio e
r
I

mente at significato
alla sua interpretazione; peshe" è anche l-a decodif Lcazione
e. Co
de1 significatà simboli"ó ài una iscrizione misterior.5
me nota Horgan, nonostante 1o sfondo nagico'del contesto .f
assiste ad una teologizzazíonez non con arti magiche, D8 con
1a ríveLazione di Dio Daniele svela il nistero che gli viene
sottosposto60. La scena del confronto di Daniele con i maghi
è per molti aspetti da confrontare con quella dei sinili cog
frónti c o n i n a g h i d i G i u s e p p e ( G e n . 4 1 ) e d i l " l o s è ( g s . 7r8
s e-gl lge.l)l.r a m b i t o -trova
della Bibbia ebraica pesher si poi solo
in Ben S i r a 3 8 , 1 4 :
t'Ma f a posto anche al medigo; che non si ritiri perché è
necessario. (13) Talora si ottiene sollievo d a l l e sue ma-
ni, (14) perché anche lui invoca Dio, p e r c h é g l i c onceda
di fare una buona diagnosí (pé r'h) e di applicare un buon
trattamento in vista del1a guarigione" ( Î r a d u z . H . D u e s berg,
I. Fransen, Torino 1966),
in un probabile contesto iatromantico; di ciò nonci si può
certo rt,rpiru se si ricorda che anche a Qumran la cura delll
anima e del corpo erano coltivate con ze|o (cfr. GiusePPer
Guenra Giu.d. II, 136) e che alcuni studiosi hanno- interpreta-
ttguaritori"6l'
to i1 nomedeglí Esseni ne1 senso di

" s c r i p r a T h e o l . " 7 , 1 9 7 5 , 4 8 1 - 4 9 7 ; r d . , L o s t t 4 í m n o s tdt e Q u r n -


Qurnran,
ran y eL 'tMistenio" paulino, trscripta Theol." 8, 1976, 9-56; Id., EL
'tMisteríot' diuino en Los esey,itores posteríores de Qumran, "ScripÈa
TheoL." 8, 1976, 445-475.
, e D a r . . S 1 2 4 - 2 8 i n t e r p r e t a l a f a m o s a s c r i t t a t ' m e n e ,t e q e l e p ì e r e s " .
6oHorg.tt Pesharim ciE. , 234.
,
|Lc uer r a G i u d . II, 1 3 6 : " h a n n o u n a cura straordi nari a degl i scri tti dg
gli ant ic h i , s c e g l i e n d o s p e c i a l menÈ e quel l i che ri guardano i 1 profi t
io delltanima e de1 corpo. E qui studiano comeguarire le malattie,
le radici che preservano da esse e la proprietà delle pietret' (Moral
dí , I lano s e y ,i tti c i t., 5 9 ). C fr. G . V ermes, The E tymoLoggof ,E ssenes,
R Qn o 7 , 1 9 6 0 , I I 3 , 4 2 7 - 4 4 3 = I d . , P o s t - B í b l í e a L J e u i s h S k t d i e s , L " i
den 1975 , 8 -2 9 ; Id ., Es s e n e s a n d I' herapeutae, R Q n" 72, 1962, III 4,
4 9 5 - 5 0 4= P o s E - B i b 1 . J e w . S t . ,c i t . , 3 0 - 3 6 . I n q u e s t o s t e s s o v o l u m e s i
t r ov ano a l tri d u e o tti mi l a v o ri , uti l i per questo studi oz The Qumrcn
fntezpretatíon of Sctipttu,e in îts HistoricaL Setting (paqg. -37'49)
e Bibie and Midiash: iarLy 7Ld Testament Exegesís (pagg. 59-91).
? n 1
J- L L'ESNET
335
I

Pesher ricorre inf ine una volta ín EeeLesiaste gr l trchi è


come il saggio, chi conosce ltinterpretazione (pesher) ai u-
na paroLa (dnbar)?t', e per quanto iL contesto non giovi mol-
to a1la comprensione si può forse accettare l topinione di r.
Rabinowitz che qui dabar "pnò essere difficilmente qualcosa
di diverso da una qualche forma di parola profeti"ati62.
Alltinterpretazione dei sogni si riferisce dinuovo 1a ra-
dice ptr che torna in Gen. 40 e 41 in .n verb o patat, e in un
sostant ívo pittay,on 6 3. . i
I

Si può considerare che la Scrittura e in particolare mod.o


.i

la profezia viene considerata comeun presagiò, un sogno, qual- j


cosa il cui significato non è apertamente svelato, ma devà es ì
sere interpretato con le tecniche de1la Erad.ízioné mantical
ma al conEempocon lraiuto di una rivelazione divina6l.
Qrr.i
sto accostamento che è inpLicito nei testi di Qumran viene
esplicitato in alcuni testi rabbinici comeMl dz,ashHagga<l.oT' u,
Genesi Rabba 1715 e TB Beraehot 57b66, secondo i q"aii il ,ó

t'l.oinowitz,
aft. cit., 224; si può osservare con J.R. Brown, pesher
in the Abakkuk ser-o!L,.,."Exp.Tim." 6G, 1954-s5, 125 che íL Tàngwn Ln
"pesher
terpreta daban" con ttpesher delle parole dei profeti"-.
63Si
tratta della storia di Giuseppe a1la corte del Faraone. Cfr. Hor
Ban, Pesharim cit., 234 seg.; Rabinowitz, ciÈ., 2ZO.
64come
íl Pesher di Abaetrc anche DanieT,e insiste sulla necessità di
un intervento divino che conceda di interpretare i1 presagio della
scriEtura (cfr. Dan.912) e come.a Qumran si prevedono pràtiche di
purificazione o asceriche (9,3).'I presagi e 1e loro inlerpretazío-
ni provengono da Dio (Dan. 2,28; Gen, 40,8); si può dire àhe il do-
no dello spirito delltinterpretazíone: legittima e prova i risultati
ottenuti con le tecniche ermeneutiche. 11 criterio della maggioranza
(vedi nota 21) si può comprendere se si considera che la comùnità
ha
il dono dello spirito, come il criterio delltautorità è legato al
possesso di una rivelazione (cfr. nota 34). Sui resoconti di sogni,
come punto di partenza per 1 rapocalittica cfr. .J. Carmignac, Deéeríp
tion du phénomène de L'ApoeaLyptique ds,ns LtAneien Testanent-, in Helî
holm, ApoeaLyptieisn, ciE., 163-170. rn I Maee, sr47 si può forse
scorgere Persino untutilízzazione de1la Scrittura in senso biblioman
tico, cfr. J.H. Tigay, An EarLy Technique of'Aggadic Eregesís, in Hl
Tadmor, M. hleinfeld (eds. ), H1)story, Historiography and rntetpreta-
tion. Studies itt BibLíeaL and Cuneíform Literatures, Jerusallm-Lei-
den 1984, 169-189, spec. 170 seg.
6scfr. S.
Lieberman, Hellenism ín Jeuish PaLestine, New york 1950, 70
(se un sogno può avere molte interpretazioni, Eanto più ne avrà 1a
Torwh), di questo studio si ve.dano le pagg. l-83, interessanÈi in
particolare per lranalisi delle tecniche ermeneutiche.
65cfr. Tigay,
art. ciÈ., l7o segB., i1 sogno è detÈo rispetÈivamente
un surrogato, un sessantesimo della profezía.
I
T

336

gno è una f orma inf eriore di prof ezía e s i f onda in qualche


modo su di una interpr etazione di Nttn. 12 ,6 .
Et importante sottolineare che la mantica ha un suo posto
già fra f. tecniche rivelatorie6T delle partipiù antiche d"l
ltA.T. e 1e sue tecniche trovano già da tempo i+n irnpiego nel
la riattua!ízzazione di testi Più antichib6. Ciò assune però
un nuovo significato quando si congiunge con lfidea di una
qualche forma di canonieità di un eorplLs di testi, e con il
convincimento che si debba trovare in essi ogni risposta an-
che ai nuovi problemi, concetto che ha probabilmentevarie fa
si di sviluppà".
Ciò si collega fra lraltro alltidea del siienzio della pro
fezía. Si assiste così ad una.divaricazione fra il testo e
ltinterpretazione; e questa acquisisce una nuova intrnagine e
I
una propria indipendenza. L interpr eEazione viene ,in eualclr9
modo ipàs EaEtzzata nel1a figura dell'angelo interprete del li
b r o d , i D a n i e L e T 0, c h e s i p u ò c o n s i d e r a r e l f i r m e d i a t o prede-
cessore d,ei pesharLm qumraniciT1.
li,

li, 6 7 S i d e v e o s s e r v a r e c o m ei l c o n c e E t o d i r i v e l a z i o n e n o n t r o v i n à f f t A . T .
una espressione unitaria (cfr. R. Rendtorff , Die )ffenbamtrtgsts.otstel
Lungen'ím ALten Israel, ín Id., Gesanmelte Stu&ien ztnn A-T., Múnchen
1g75, 3g -5 g , tra d . i C . i n W . Pa n nenberg o.., R i tS' el qzi -oneeomestoni a,
R . A l bertz gLh' . aufdeekenr
B oloina 1 9 6 5 , 6 1 -9 0 ; C . I,l e s te rmann, , -ín
J . W es t e rm a n n , T h e o L . H a n d u Órt. A.T. , T, Mi i nchen-Zúri ch 1971, 418-
426) , c i s o n o d i v e rs e fo rme d i mani festazi one da parte de11a di vi ni -
t à. A q.r* t.., g l h s i s v i l u p p a i n .senso tecni co, e l a S cri ttura come
(cfr. S egal -l at
unit à è s e n ti i a q u a l e d e p o s i ta ri a del l a ri vel azi one
Liby,i saeri e Riuelazione cit., g2-g5, O. Betz, 7ffenbamtng und
in der Ti.ibingen 1960, passim'
fuhriftfo|sehwtg Qwnrcnsekte,
6s Cfr . F is h b a n e , Bi b l i e a l In te tp t' e t ati on ci t., 443 segg' (si veda p'
es. fs. 9,13-14; Ezech. 22,24-28; SaL' 89)'
.trd., Reuelntion qnd, Tradition: Aspeets of Ilner'Bib_LieaL Etegesís,
J B L 9 9 , 19 8 0 , 3 4 3 - 3 6 1, s p e c . : s g - 3 6 t ; I { i l l i - P l e i n , D a s G e h eínnis,
cit., 66 segg.
7 0 D a n . 9 , 2 1 ( i n t e r p r e t a z i o n e d , í G e r . 2 5 1 1 1 s e g ' ; 2 9 , 1 0 ); 7 r 1 5 s e g g ' ;
8r15; i0rt segg.; ín 2r19 ltinterpretazione è invece diretta. Cfr.
Wiff i-pfàin, lU;.a.; Blenkinsopp, Interynetatíon cit., Pag. 10 e note
44 seg. a pag. 303.
71Si confronti specialmenEe A. I,ferÈensrDas Bueh DanieL im Liehte der
T es t e u o m T o te n Me e r, SB M1 2 , Stuttgart-t{ úrzburg 1971; A . S zórényi ,
Das Bueh DaníeL, EinKanonisierterPeschev,?in VoLlttnede Congrès. Ge-
' 1 9 6 6 , 278-294; K . E l l i ger, studi en zw n H a-
nèue 19 6 5 , V T S 1 5 , L e i d e n
bakuk-Kornnentar uorn Toten Meer, Túbingen 1953, 156-157; Horgan, Pe-
s h. ay imc i t., 2 5 2 s e g g .; F . G a rc í a Martítez, E L -P esher: i ntetpreta-
" sal mati censi s" 26, 1979, 125-139.
ei6n pr o fé tíe a d e L a -n s e ri tu ra ,
M a anc h e l e i n te rp re ta z i o n i d í Dani eLe vanno vi sÈ e come un el emento,
n Peshey, 337

un momento de1lo sviluppo che conduce aí pesharim di- Qumran; prima


ancora si collocano (Í.ra l taltro) le glosse interpretative ai profe-
Èi, cfr. J. Blenkinsopp, Fragments of Aneient Eregesis in an Isaian
P o e m ( J e s . 2 , 6 - 2 2 ) , Z L W 9 3 , 1 9 8 1 , 5 1 - 6 1.

(Riceouto iL 1-2/5/1986)
Pv,esentato dn P. Saeehi

Résumé
Le pesher dans ses dan fotTnes lpesharim cont'unus et p1+2
rim thématiques ) est un des doeuments Les pL.us si.gnLficattf s
d.e LtaetiuiLé herrnéneutique de La commnlauté essénienne de
Qwnmn.
On.rennoíe à une étude sueeessiue Lteramen détaiLLé des
teehniques intezpr,étatt Uesr, aLors que cet articLe se propose
d.e mettre en éuid.enee que Le pesher se fonde suv' deun pr'é-.
misses fondamentaLes, àur de4n tendences dynamiqtement pr'é- I
sentes d.ans L Iactiuité de La cormnunauté de Qumz'an. IL s agit
soit de La conssienee de uiuv'e duts des ternps décisífs soit
de Ltintérèt pouz, Le futzrc et sa pt'éuision, dnns L'obsevnsa-
tion attentiue des sigrtes des tentps.
-FLauius -
Les témoignages de Josè:phe et de La Líttératuz'e
-tnoan s,enlpLoyé e p o eher
qumrúLi elme io,',i,oa tsèLent que Lgu-es ^a -s ry
àruo
-pt-nr"fàpénétruo Le" mysthères de Lanature, dnns Le dessein com
tune I |
d eonna,l-Asanee sy stématique : d abot'd, L étude des
terte-s saerés , pLus particttLièv'ement
-signr,fieatíues; des prophètes; ensuite,
Le caLcuL d.es iates -songes. pu1.s L|astrologie et en-
L tinterprétatt,on d.bs La deunième pz'émisse s?/LTLa-
fin
queLLe se londe Le pesher consiste dans Ltimpor.tance fondamey
iaLe d.e L|Eeritune dans La uie de La conrnuna,uté, eotTtneobjet
d.tétude, recherche de Dieu, obsewation Ce La Loi €t, en der'-
nière anaLyse, coîtne fondement de La eorrnunauté et uór't'fiea-
t\erituv'e parLe de La conmunauté
tion d.e sa pr.opre essenee: L
et eeLLe-ei ueut se démontrer eonfowne à LtEeriture. Une ana-
Lyse des p a s s a g e s d e l V I
QpAbacuc ,1-5-VII,5; V I I r T - 8 r 1 0,14;
tîrflO démoitre eontnent Les facteurs pz'éeé-dlmment nommés,
teLs que Lo tension uers Le futtn et La fidéLité absoLue à
L,Eeriture, stentremàLent et finissent par' constitueT Le pe-
sher et monty,e eLairement que.LLe était Ltautoconscienee des
interpz.ètes
's ; à L'appLication' des tecVmiques herTnéneutiques
taceompagneT une dtiLLumínation,
doit forTne d'inspit'ation,
Le d.on de L'Zsbrft dtin-tetprétation. Les fonctions du sev'ibe
338

et du ehanísmatique se fond.ent dnns un màrneper?sonnage.


Dtaprès Ltautoeonscience des tntetprètes de Qumran, dtaprès
L'analyse du Lenique (pan er. raz mAstèz.e) r p€sher (pr,ésage,
réaLité pressentie) des eoncepts et des images (en effet LtE-
eriture est eonrne LLnprésage, wL songet ufl.message à déeoder,),
on peut eoneLure que Le pesher eontinue La tvwditton de Daniel

I
R i v i s t aq u a d r i m e s t r a l e

HENOCH
s t u d i s t o r i c o f i l o l o g i csiu l l ' e b r a i s m o
r e d a t t i p r e s s o l a B i b l i o t e c aP A U L K A H L E
d e l l ' l s t i t u t od i O r i e n t a l i s t i c a
d e l l ' U n i v e r s i tdài T o r i n o
(

DIREZIONE
Superiore di Pisa)
GIOVANNI GARBINI 6cuola Normale I - 0 0 1 8 7R o m a
v i a P i a v e4 1
Pavia)
LUIGI MORALDI (lJniversità di l - 2 0 1 4 6M i l a n o
iiu'i'"i' sineaettiÀit a
P A O L O S A C C H I ( t J n i v e r s i i àd i T o r i n o ) | - 1 0 1 2 8T o r i n o
c . s o G . F e r r a r i s1 4 9
(lJniversità di Roma)
JAN ALBERTOSOGGIN | - 0 0 1 9 3R o m a
via Pietro Cossa 42
Venezia)
G I U L f A N OT A M A N I ( L ) n i v e r s i t àd i | - 35100 Padova
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DIRETTORERESPONSABILE
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REDAZIONE di Tori no
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