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Tradizionalmente, la prima data conosciuta di una razzia vichinga è il 789 quando, secondo la Cronaca

anglosassone, tre navi provenienti dalla Norvegia giunsero a Portland Bay, nel Dorset. Qui furono scambiati per
mercanti da un ufficiale reale, e lo uccisero quando tentò di accompagnarli al maniero del re per pagare la tassa di
commercio sui loro beni. La registrazione successiva, datata 6 gennaio 793[10], fu al monastero sull'isola
di Lindisfarne, al largo delle coste inglesi. I monaci residenti furono uccisi, gettati in mare per affogare o portati via
come schiavi assieme ad alcuni tesori della chiesa. Dopo ripetuti raid vichinghi, i monaci fuggirono da Lindisfarne
nell'875, portando con loro le reliquie di San Cutberto.
Nell'840 e 841, i norvegesi razziarono durante l'inverno. Attesero su un'isola al largo dell'Irlanda. Nell'865 un grande
esercito di Vichinghi danesi, presumibilmente guidati da Ívarr Ragnarsson, Halfdán e Guthrum, giunse in Anglia
orientale. Attraversarono l'Inghilterra fino alla Northumbria conquistando York (Regno di Jórvík), dove alcuni si erano
insediati come contadini. Molti dei regni inglesi, essendo in rivolta, non potevano opporsi ai Vichinghi, ma Alfredo il
Grande riuscì a tenerli fuori dalle sue terre. Alfredo ed i suoi successori riuscirono a respingere la linea vichinga ed a
riconquistare York. Nell'878, il trattato di Alfredo e Guthrum fissò i confini dei loro regni ed il territorio
del danelaw vichingo, con promesse di relazioni pacifiche tra inglesi e Vichinghi.

Mappa della Gran Bretagna dell'878 circa, raffigurante il territorio del Danelaw (giallo)

Una nuova ondata di Vichinghi apparve in Inghilterra nel 947, quando Erik il Sanguinario conquistò York.[11] La
presenza vichinga proseguì per tutto il regno di Canuto I d'Inghilterra (1016–1035).
I Vichinghi non conquistarono tutto quello che incontravano. Nei successivi 40 anni non vi furono altre incursioni da
parte dei vichinghi, visto che questi ultimi spostarono l'attenzione su Irlanda e Scozia. La presenza vichinga nelle
isole britanniche fu ridotta fino al 1066, quando i norvegesi persero la battaglia finale con gli inglesi a Stamford
Bridge.[12]
È importante tenere a mente che non tutti i norreni giunsero in Irlanda e Gran Bretagna come razziatori. Molti
giunsero con famiglie e bestiame, spesso temendo la conquista del territorio da parte dei loro connazionali. Analisi
del DNA hanno permesso di scoprire che la maggior parte delle persone di Anglia nord-orientale, Yorkshire orientale
e Lake District è di origine scandinava, presumibilmente discendente dai coloni del tempo. Le popolazioni si fusero,
tramite matrimoni misti, nella civiltà anglosassone di queste zone. Molte parole della lingua inglese derivano dalle
antiche lingue scandinave.[13]

Scozia[modifica | modifica wikitesto]
Il monastero di Iona sulla costa occidentale fu saccheggiato la prima volta nel 794, e dovette essere abbandonato
circa 50 anni dopo in seguito ai numerosi raid. Nonostante ci siano poche registrazioni dei tempi antichi, si crede che
la presenza scandinava in Scozia aumentò nella decade dell'830.
Le isole della Scozia settentrionale ed occidentale furono pesantemente colonizzate dai Vichinghi norvegesi. Col
passare del tempo molti se ne andarono o furono cacciati, ma alcuni rimasero e furono assorbiti. Isole
Shetland, Orcadi e Ebridi furono sotto il controllo norreno, a volte come feudi del re di Norvegia, ed altre volte come
entità separate che dipendevano dal Signore delle Isole, dalla Contea delle Orcadi o dal re di Man e delle isole.
Shetland ed Orkney furono le ultime ad essere incorporate dalla Scozia, e successe solo nel 1468.

Cornovaglia[modifica | modifica wikitesto]

Territori di re Canuto nel 1014-1035

Nel 722, i Cornovi vinsero la battaglia di Hehil, impedendo probabilmente al Wessex di sottomettere la Cornovaglia.
[14]
 Il nemico potrebbe essere stato un esercito sassone guidato da re Ine, e la battaglia potrebbe essersi svolta nei
pressi dell'estuario del fiume Camel, forse vicino all'odierna Padstow. Questa battaglia, ricordata negli Annales
Cambriae, così come i continui attacchi vichinghi al Wessex, permisero alla Cornovaglia di restare autonoma
dal Regno del Wessex per i successivi 100 anni.[15] Fino all'838 il confine orientale della Cornovaglia era
rappresentato dalla linea dei fiumi Exe e Taw. I Dani fornirono supporto tattico agli alleati Cornovi attaccando il
Wessex, indebolendo l'autorità dei Sassoni. Nell'831 i Dani attaccarono Charmouth nel Dorset, nel 997 distrussero la
città di Dartmoor di Lydford, e dal 1001 al 1003 occuparono l'antica città romana di Exeter. Nel 1013 il Wessex fu
conquistato dai Dani guidati da Sweyn Barbaforcuta.[16]

Galles[modifica | modifica wikitesto]
Il Galles non fu colonizzato dai Vichinghi in modo significativo quanto l'Inghilterra orientale. I Vichinghi, comunque,
crearono qualche insediamento a sud, attorno a Haverfordwest e Gower. Luoghi
quali Skokholm, Skomer e Swansea sono prove di antichi insediamenti norreni.[17] I Vichinghi non riuscirono però a
creare una nazione o a controllare il Galles, a causa della potenza dei re gallesi e, differentemente dalla Scozia,
l'aristocrazia rimase relativamente illesa.
Dopo l'alleanze tra Vichinghi e Bretoni dell'865, i Bretoni strinsero pace con i Dani, e un'alleanza vichingo-gallese
nell'878 sconfisse l'esercito anglosassone di Mercia.
La città di Swansea fu fondata dall'imperialista Sweyn Barbaforcuta, re di Danimarca, che nel 1013 era re dei Dani,
degli Anglosassoni e dei Norvegesi. Swansea è una derivazione del termine norreno Sweyns Ey, che significa "isola
di Sweyn". L'isola fa riferimento all'area contenuta nell'estuario del fiume Taw. La vicina penisola di
Gower contiene toponimi di origine norrena (quali "Worm's Head"; "worm" è il termine norreno per drago, dato che i
Vichinghi credevano che l'isola a forma di serpente fosse un drago dormiente). Trentadue chilometri ad ovest
di Cardiff, nella costa della Vale of Glamorgan, si trova l'isola semi-allagata di Tusker Rock, che prende il nome da
Tuska, il vichingo che creò il primo insediamento della zona.