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Irma Taddia.

Autobiografie Africane: il colonialismo nelle memorie orali.

Premessa.

Ripensare la storia coloniale, fino ad ora storia europea basata sul documento scritto occidentale.
L'emergere di letteratura sull'oralità come fonte nella recente storiografia ha, tuttavia scarsamente
considerato il fenomeno coloniale. L'africa coloniale italiana ci offre la possibilità di affrontare questo
discorso metodologico. Collezione di documenti orali al 1986 ad oggi. La memoria del colonialismo
liberale è ormai perduta. Interviste scelte per ricostrure la memoria soggettiva del colonialismo.

Interpretazioni.

interrogativi sulla storia postcoloniale.

Per lungo tempo la storia dell'africa è stata disciplina europea per la mancanza di documenti scritti
africani. L'Africa ha una dimensione storiografica legata all'oralità, la cui raccolta ha privilegiato il periodo
precoloniale. Raccolta sistematica della tradizione orale codificata. La trascrizione dell'oralità necessita
deve essere strutturata secondo specifici criteri metodologici. La tradizione orale non è testimonianza
ma ripetizione codificata e controllata socialmente. Testimonianze udite la cui importanza è data dalla
catena di trasmissione. I mutamenti socioeconomici stanno mettendo fine alle figure istituzionali della
trasmissione della memoria orale. Per sopperire alla scomparsa progressiva dell'oggetto di studio si
comincia a considerare le fonti orali non codificate che però necessitano di un altro approcio
metodologico. Queste nuove fonti tropo soggettive sono più utili a testimoniare i mutamenti in atto.
Strutturate pubbliche e voce del potere contro personali private e alternative. Con il postcolonialismo
viene meno lo scopo coloniale della storiografia africana, c'è un involuzione storiografica? È difficile
ricotruire il colonialismo attraverso le fonti locali. La memoria , sebbene labile, deve essere provocata dal
ricercatore.

Il silenzio dei colonizzati e il lavoro dello storico.

Usare le fonti orali per la ricostruione storica è necessario perchè le uniche fonti scritte del periodo
coloniale sono europee. Anche nei paesi con tradizione letteraria la testimonianza scritta è venuta meno
durante l'occupazione. Le autobiografie possono essere provocate o spontanee. Ogni intervista è
contaminata dall'incontro con i colonizzatori che hanno influenzato e modificato le culture con cui sono
entrati in contatto. Come le fonti scritte sono problematiche e vanno inserite nella cultura e dal
momento storico da cui provengono. Il passato diventa storia solo se ricostruito dalle fonti. La memoria è
una categoria soggetiva.

Memoria e scrittuara in una società colonizzata.

Memoria orale e scrittura apparentemente simili hanno problemi di attendibilità simili dovuti alla
distanza del fatto storico e dell'attualizzazione del documento. La fonte orale presenta due momenti di
influenza culturale: quello di produzione della testimonianza e quella del fatto riportato. Autobiografia:
documento prodotto nel passato e modificato nel presente. La memoria è una ricostruzione selettiva.
David Westerman è il primo ad usare autobiografi. Studi sull'oralità erano principalmente sull'area
inglese ma si focalizzavano sul presente e su biografie delle donne. Problemi di traduzione e di verifica
del fatto.I due scogli dell'Africanismo contemporaneo sono

· Oggettività e distanza culturale sono necessari per un analisi classica

· L'appartenenza al contesto culturale è parametro di verità scientifica per i nuovi studiosi

L'Africa orientale come categoria dell'analisi storica.

Oggetto di nuomerosi studi sulla storia politica ha comunque un ruolo di secondo piano. Mancano gli
studi di storia sociale. L'Italia non ha una ideologia della decolonizzazione ma ha preferito rimuovere
l'evento. La dimensione di ricostruzione dell'oralità è cmpletamente assente nell'Africa italiana. Alcune
autobiografie solo di agiati funzionari e imprenditori. Ci mancano le memorie noon ufficiali. Il potere
coloniale ha modificato profondamente i rapporti politici. Un falso mito è quello che tutti gli africani
fossero contro la colonizzazione. Queste fonti sono risposte individuali, non calcolabili, non prevedibili,
soggettive ad un unico fenomeno. La civiltà eritrea agraria è stata destrutturata dalla colonizzazione
mentre i pastori somali hanno resistito meglio.

La testimonianza, strumento di radicalizzazione della storia?

Bisogna considerare le testimonianze che non registrano solo il dato soggettivo del singolo individuo, ma
che evidenziano maggiormente il contesto sociale in cui esso si trova ad operare. Le memorie spesso
evidenziano una vita idealizzata e romanzata. Problemi metodologici legati alla ricerca qualitativa.
L'oralità evidenzia il conflitto con il potere coloniale dove la storiografia dei documenti scritti dei
colonizzatori evidenzia, invece, l'equilibrio. La testimonianza orale non va letta come strumento di
radicalizzazione della storia e non necessariamente offre contenuti diversi rispetto al documento scritto.
Tendenza ideologia di considerare la storia orale in contrapposizione a quella tradizionale è fallace.