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TRAINING LOAD E FATICA 3

RPE per monitorare l’internal training load


Con lo sviluppo delle tecniche e metodiche di
allenamento si sta cercando sempre di più di
ottimizzare e quantificare il carico di allenamento a
cui l’atleta è sottoposto.
La tecnica più utilizzata per il monitoraggio
dell’internal training load nei vari sport, è la
misurazione dell’HR (heart rate) data la sua forte
correlazione con il consumo di ossigeno (misurato in
VO2). Questa tecnica rappresenta una scelta per
tutti i top team che hanno la possibilità di sottoporre
i propri atleti a questo esame. (per valutare la bontà
della sovrapponibilità tra RPE e Hr scale si rimanda
al paper di Impelizzeri e colleghi del 2004)
Tale tecnica però possiede dei pro e dei contro. Tra
gli aspetti positivi si evidenzia la forte affidabilità e
riproducibilità del test. I contro però sono molteplici
in quanto si tratta di un test mediamente invasivo,
costoso perché necessita di strumentazione molto
costosa, difficilmente/non somministrabile nel
quotidiano.
Per queste ragioni si preferisce utilizzare la scala
RPE CR10 di Borg modificata da Foster e colleghi. La
CR10 si è dimostrata avere, a seguito di
un’educazione del player al proprio utilizzo,
un’attendibilità sovrapponibile al HR test o VO2 test.
Tra gli aspetti positivi l’RPE è compilabile dal player
quotidianamente, a costo zero ma come contro è
molto soggettiva.

La scala di Borg serve per identificare la percezione


della fatica e quindi l’intensità del carico proposto a
livello soggettivo. Al termine dell’allenamento,
massimo a 25-30′ dal termine della seduta, all’atleta
viene sottoposta questa scala di “autovalutazione”
cui egli stesso dovrà dare risposta in base all’entità
dello sforzo fisico che sta percependo in quel
momento e della sua conseguente fatica.
La scala CR10 misura dunque il carico di
allenamento giornaliero in AU, arbitrary unit, unità
arbitrarie, secondo la regola matematica
Internal Training Load (AU) = RPE (CR10) X tempo
(minuti)
Una volta raccolti i dati RPE, dovranno essere
analizzati ed esaminati. Si considera il carico di
lavoro dai valori ottenuti in AU come:
ALTO: > 700 UA
MEDIO-ALTO: 500-700 UA
MEDIO: 400-500 UA
MEDIO-BASSO: 300-400 UA
BASSO: < 300 UA
Il carico settimanale invece è rappresentato dalla
sommatoria dei singoli Trainings Load quotidiani per
una settimana. Il valore ottenuto rispecchierà l’acute
training workload (secondo la visione di Gabbett
AWL) oppure più genericamente un microciclo di
allenamento.

Bibliografia
1.Use of RPE-Based Training Load in Soccer
FRANCO M. IMPELLIZZERI', ERMANNO RAMPININI', AARON J.
COUTTS2 , ALDO SASSI', and SAMUELE M. MARCORA3
Hiuman Peiformance Lab, S.S. MAPEI, Castellanza, Varese, ITALY; 2
School of Leisutre, Sport and Tourism, University of Technology,
Sydney, AUSTRALIA; and
School of Sport, Health, and Exercise Sciences, University of Wales-
Balngor,
UNITED KINGDOM
2.Monitoring Training Load, Well-Being, Heart Rate
Variability, and Competitive Performance of a
Functional-Fitness Female Athlete: A Case Study
Ramires Alsamir Tibana 1, Nuno Manuel Frade de Sousa 2,* , Jonato
Prestes 3, Yuri Feito 4 , Carlos Ernesto 3 and Fabrício Azevedo
Voltarelli 1

Scritto da: Stefano Ortu