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La CARICA ELETTRICA è una proprietà che i corpi possono acquisire in vari modi (strofinio, elettrizzazione o contatto) e che

dà luogo a un'interazione tra essi.


Essa si indica con la lettera Q e si misura in Coulomb, abbreviato in C

La DENSITA' SUPERFICIALE DI CARICA è il rapporto tra la carica elettrica complessiva e la superficie su cui è distribuita
Essa si indica con la lettera  e si misura in Coulomb/ metri quadri, abbreviato in C/m2

Il CAMPO ELETTRICO è il rapporto tra la forza (descrivibile come un insieme di vettori E)→esercitata da una carica sorgente
Q nella zona che la circonda su un carica esploratrice q
Il campo elettrico si indica con la lettera E e si misura in newton/coulomb, abbreviato in N/c

L'ENERGIA POTENZIALE ELETTRICA è una forma di energia che una carica possiede in funzione della distanza che la
separa dalla carica sorgente ; è data dal prodotto delle due cariche fratto la loro distanza (moltiplicato per K 0 immaginando di essere
nel vuoto)
Si indica con la lettera U e, essendo una forma di energia, si misura in Joule (abbreviato in J)

La DIFFERENZA DI POTENZIALE (o tensione) è la causa che provoca il movimento delle cariche all'interno di un elemento
conduttore. Le cariche positive convenzionali fluiscono dal potenziale più (+) elevato al potenziale meno (-) elevato.
La differenza di potenziale si indica con l'espressione ΔV e si misura in Volt, abbreviato in V.
Un CONDENSATORE è un dispositivo costituito da due armature piane e parallele poste auna certa distanza e divise da un
materiale isolante.
Caratteristica di un condensatore è la sua CAPACITA', definibile come il rapporto tra la carica presente nelle armature e la
differenza di potenziale.
La capacità si indica con C e si misura in Farad, abbreviato con F

La CORRENTE ELETTRICA è un moto ordinato di cariche elettriche, definito operativamente come la quantità di carica
elettrica che attraversa una determinata sezione nell'unità di tempo. Si è stabilito che nello studio dei circuiti elettrici il
verso convenzionale della corrente sia coincidente con quello delle cariche positive.
La corrente elettrica si indica con la lettera I e si misura in Ampere, abbreviato in A.

La RESISTENZA è l'ostacolo che le cariche elettriche incontrano nel loro fluire all'interno dei conduttori. La spinta data dalla
differenza di potenziale deve superare questo ostacolo che dipende sia dalla natura del materiale sia dalla geometria dello stesso.
(Il rapporto tra resistenza, intensità, conduttori è definito dalle due leggi di Ohm.)

La resistenza elettrica si indica con R e si misura in Ohm, abbreviato in Ω.

La POTENZA ELETTRICA è la misura dell'energia sviluppata nell'unità di tempo, essa dipende dal prodotto della differenza di
potenziale per la corrente che riesce a far scorrere in un detereminato circuito.

La potenza elettrica si indica con P e si misura in Watt, abbreviato in W.


LEGGE DI COULOMB
Descrive l'intensità con cui due cariche si attraggono o si respingono, mostrando i fattori da cui essa dipende

Essa è direttamente proporzionale al prodotto delle cariche, inversamente proprozionale al quadrato delle distanza, dipende da
una costante K legata al tipo di materiale (K0 nel vuoto)
K0 nel vuoto è 9 · 109 N· m2; abitualmente la si pone col valore 1/ 4pe 0
C2
dove e 0 è la costante dielettrica del vuoto, pari a 8,85 · 10-12 C2
N· m2
Se le due cariche non interagiscono nel vuoto, ma in un mezzo, abbiamo la costante relativa del mezzo, espressa dalla
relazione
K =K0
er
Ad esempio la e dell'aria è 1,0006, quella dell'acqua 80.....

La legge di Coulomb in un mezzo diviene pertanto

La carica elementare è quella dell'elettrone, indicata con e, che vale


e = 1,6 · 10-19 C
LA DENSITA' SUPERFICIALE DI CARICA

Essa è la grandezza che ci informa sulla quantità di carica presente sulla superficie unitaria di un conduttore
Si indica con σ (sigma), ed è data dal rapporto tra la carica elettrica e a superficie su cui tale carica è distribuita
σ =Q
S
La sua unità di misura è C/m2 (coulomb fratto metri quadrati)

Il fatto che nei conduttori le cariche si dispongono sulla superficie fa sì che all'interno non ci siano né cariche né forze
(principio della “gabbia di Faraday”)
IL CAMPO ELETTRICO
Prendiamo una carica positiva Q e inseriamo nelle sue vicinanze uan carica positiva q molto piccola. Su q agisce una forza
F , il cui modulo, per la legge di Coulomb, è legato al valore di q
Se io voglio introdurre una grandezza indipendente dal valore di q, posso dividere F per Q
→ quello che ottengo è il campo elettrico

Il suo modulo può dunque essere espresso così:

o anche (trasformando la legge di Coulomb)

La direzione è data dalla retta che congiunge Q col punto del campo preso in eame
Il verso è quello della forza F

Il campo elettrico viene rappresentato con le cosiddette linee di forza, ovvero linee che in ogni punto sono tangenti alla
direzione del campo .Tali linee hanno le seguenti proprietà:
– in ogni punto del campo ne passa una sola;
– escono dalle cariche positive;
– pur essendo infinite hanno una densità proporzionale all'intensità del campo
LA DIFFERENZA DI POTENZIALE (o TENSIONE)

Immaginiamo una carica positiva q in un punto A posto a una una certa distanza dalla carica Q, anch'essa positiva . Per avvicinarla
a Q, da cui tenderebbe ad allontanarsi, e portarla a un punto B più vicino a Q, posto ad una distanza r usiamo una forza esterna.
Tale forza compie un lavoro, grazie al quale la carica q acquisisce una energia potenziale elettrica, data dalla formula:

U = K0 Q· q
r

Trattandosi di un forma di energia essa viene espressa in Joule.


I punti A e B hanno , ovviamente un diverso livello energetico; la differenza è data dal lavoro necessario per portare q da A a B, ma
dipende anche dal valore della carica che devo spostare
Questa considerazione intuitiva mi porta a introdurre una nuova grandezza : la differenza di potenziale (o tensione) data dalla
seguente formula:

d.d.p. = L
q

La sua unità di misura è il volt


I CONDENSATORI
Sono formati da 2 armature parallele di eguale sezione S, poste a distanza d, tra le quali c'è un dielettrico (mat. Isolante).
Quando un condensatore è caricato con una carica elettrica Q, essa è presente in ambedue le armature ma con segno opposto.
Tra le armature c'è una differenza di potenziale, che cresce in modo direttamente proporzionale alla carica accumulata
La CAPACITA' di un condensatore, misurata in farad o nei suoi sottomultipli – millifarad, microfarad, nano farad, picofarad -
è data dal rapporto tra la carica presente nelle armature e la differenza di potenziale.

C= Q
ΔV
(Essa vale 1 farad se con una d.d.p. Di 1 volt si accumula una carica di 1 coulomb
Ma la capacità è legata anche alla superficie delle armature e alla distanza che le separa, in base alla formula
C=ε S
d
dove ε è la costante dielettrica del mezzo (v. riquadro sulla legge di Coulomb)

All' interno del condensatoreil campo elettrico ha una direzione ┴ alle armature, col verso che va da + a - e intensità costante.
La sua relazione con la differenza di potenziale è espressa dalla frmula:

ΔV = E· d e di conseguenza E = ΔV
d
LA CORRENTE ELETTRICA
Si definisce come un movimento ordinato di elettroni, (che convenzionalmente si immagina dal polo + a quello -)
Essa presuppone un “dislivello” di natura elettrica agli estremi di un conduttore, ossia una differenza di potenziale (o tensione)
Per mantenere costante tale d.d.p. si inserisce nei circuiti un generatore di tensione, che funziona come una “pompa di elettroni”
Posso misurare l'INTENSITÀ della corrente (espressa in ampère), cioè il rapporto tra la carica che attraversa la sezioen di un
conduttore in un certo intervallo di tempo e l'intervallo stesso
I=Q
Δt

Se l'intensità e il verso della corrente si mantengono costanti nel tempo, si parla di corrente continua
CIRCUITO ELETTRICO ELEMENTARE
E' costituito da un filo di collegamento, generalmente di rame, un generatore, un interruttore che può interrompere il flusso di
corrente e un utilizzatore della corrente stessa.I componenti di un circuito elettrico possono essere disposti:
– IN SERIE, se sono disposti uno di segutio all'altro, in modo da essere attraversati dalla stessa corrente
Per misurare l'intensità di corrente elettrica serve un AMPEROMETRO, da collegarsi in serie,
– IN PARALLELO, se hanno gli estremi in comuni in modo da essere sottoposti alla stessa differenza di potenziale
Per misurare la differenza di potenziale serve un VOLTAMETRO, da collegarsi in parallelo

LEGGI DI OHM

- La prima legge di Ohm è la relazione matematica che in un conduttorelega corrente (I), tensione (DV) e resistenza (R):

da cui ovviamente

La corrente è direttamente proporzionale alla tensione (causa) ed inversamente proporzionale alla resistenza (ostacolo).
Spesso serve esplicitare una delle tre grandezze in funzione delle altre due; ecco le formule inverse:.
– La seconda legge di Ohm è la relazione matematica che lega resistenza R di un conduttore ad altre sue caratteristiche: la sua
lunghezza (L) a cui è direttamente proporzioanle, la sua sezione (S) a cui è inversamente proporzionale, ma anche il materiale di
cui è fatto (caratterizzato da una certa resistività r) :
N.B.: La resistività (e la resistenza che le è collegata, in virtù della seconda legge di Ohm ) varia in funzione della
temperatura secondo la seguente formula:

“a” è un coefficiente che varia da sostanza a


sostanza; generalmente è >1 , per cui se aumenta la temperatura resistività e resistenza aumentano, ma in rari casi (es il
mercurio, che ha a = 1 ,1 ) diminuiscono

L'EFFETTO JOULE
E' quel processo fisico per cui, quando la corrente passa attraverso un conduttore, l'energia elettrica si dissipa in calore.

E' quantificato dalla LEGGE DI JOULE:


P = R · I2
→ la potenza necessaria ad un circuito elettrico di resistenza R per fare circolare una corrente elettrica di intensità costante I
(e dissipata da parte del circuito sotto forma di calore) è direttamente proporzionale alla resistenza e al quadrato dell'intensità
di corrente
Ma siccome, per la prima legge di Ohm, R · I = DV, questa formula può essere espressa anche così:

P = DV · I
FUNZIONAMENTO DEI CIRCUITI ELETTRICI
Abbiamo visto che nei circuiti elettrici c'è un generatore, il cui compito è ripristinare continuamente la tensione che permette il
passaggio della corrente. Diciamo che il generatore compie un lavoro; per esprimerlo in modo indipendente dal valore della
carica su cui agisce, è stta introdotta una grandezza chiamata forza elettromotrice (f.e.m.) ed espressa dalla formula seguente:

f.e.m. = L
q
Essa si esprime in Volt, l'unità di misura che già abbiamo incontrato parlando della tensione
E, in effetti, la f.e.m. coincide con la tensione se il circuito è aperto

Se invece il circuito è chiuso, siccome una parte del lavoro svolto dal generatore serve per far muovere le cariche all'interno
del generatore stesso vincendo la reistenza interna, la tensione è inferiore alla f.e.m. nominale

In generale in un circuito chiuso la f.e.m. è data da r ·I + R ·I (r è la resistenza interna al generatore, R quella del circuito
esterno); applicando la prima legge di Ohm, la formula diviene

f.e.m. = DV + r·I
RESISTENZE IN SERIE E IN PARALLELO.

Lungo un circuito, gli utilizzatori (compnenti che trasformano l'energia elettrica in altre forme di energia) presentano una
resistenza al passaggio della corrente e perciò vengon genericamnete denominati “RESISTENZE”.
Esse possono essere collegati in serie oppure in parallelo.

Due o più resistenze sono collegate in serie se sono disposte in successione (l'uscita di una è l'ingresso della seguente) in
modo che tutte siano attraversate dalla stessa corrente
In questo caso la resistenza equivalente è data dalla somma delle singole resistenze
Re = R1 +R2...+Rn

Due o più resistenze sono collegate in parallelo se i loro capi sono mutualmente collegati (ingressi con ingressi, uscite
con uscite) in modo che in tutte ci sia la stessa differenza di potenziale
In questo caso la resistenza equivalente è tale che il suo reciproco è uguale alle somme dei reciproci delle singole resistenze
1 = 1 + 1 ...+ 1
Re R1 R2 Rn