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GIAC

GIAC •• Volume
Volume 55 •• Numero
Numero 33 •• Settembre
Settembre 2002
2002

LAVORO ORIGINALE RIASSUNTO


Premessa. Nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) e insuc-
cesso della cardioversione elettrica esterna (CVE), la cardiover-
sione intracavitaria (CVI) ha fino ad ora rappresentato l’unica

Cardioversione alternativa terapeutica per il ripristino del ritmo sinusale. Viene


presentata l’esperienza preliminare relativa a una nuova meto-

elettrica con shock dica di cardioversione caratterizzata, rispetto alla precedente,


dalla maggiore semplicità esecutiva e dal minimo grado d’in-

esofageo bifasico vasività.


Pazienti e metodi. Sono stati arruolati pazienti consecutivi
con FA persistente, refrattaria a un precedente tentativo di CVE

in pazienti con (criteri di esclusione: mancato consenso, patologie esofagee note,


gravi patologie organiche concomitanti, inadeguata scoagulazio-

fibrillazione ne). La procedura consisteva nel posizionamento, sotto guida


elettrocardiografica, di un elettrocatetere esofageo decapolare

atriale persistente (Esoflex 10, FIAB, Vicchio, FI) ad ampia superficie elettrodica
(570 mm2) grazie all’interconnessione degli anelli mediante ap-

refrattaria alla posito box (FIAB F5402). L’elettrocatetere veniva collegato a un


defibrillatore bifasico (Zoll RBW o Physiocontrol Lifepack 12). Il

cardioversione secondo polo del defibrillatore era connesso a una piastra adesi-
va posizionata anteriormente sul torace a livello della metà infe-

elettrica riore dello sterno. In corso di anestesia generale si provvedeva


quindi ad erogare una serie di shock sincronizzati con energia

transtoracica crescente (20-30-50-75-100 J), fino al ripristino del ritmo sinusale


o al completamento del protocollo.
Risultati. Nel periodo luglio 2000-aprile 2002 sono stati ar-
ruolati 41 pazienti (26 maschi, età media 61 ± 9 anni, range 28-
Angelo Bartoletti, F.E.S.C.,* Andrea 75), 18 dei quali con primo episodio di FA e 34 dei quali con

Campana,** Leandro Chiodi,° Francesco cardiopatia strutturale (ischemica: 4; ipertensiva: 21; valvolare:
3; cardiomiopatia: 4; congenita: 2). La durata della FA era di 124
De Tommasi,ˆ Antonio Fazi,° Giuseppe ± 101 giorni (range 2-400), il diametro antero-posteriore dell’atrio
Antonio Fradella,* Michele Manzo,** sinistro era di 47 ± 7 mm (range 37-60). Il ripristino del ritmo
sinusale è stato ottenuto in 38 pazienti (93%). L’energia efficace è
Gaetana Melchiorre,** Massimo Pandolfiˆ
stata 20 J in 5 casi, 30 J in 8, 50 J in 14, 75 J in 8, 100 J in 3, energia
media efficace 50 ± 24 J. Non sono state osservate bradiaritmie
G Ital Aritmol Cardiostim 2002;3:136-142 post-shock con necessità di pacing temporaneo, né complicazio-
ni post- o periprocedurali di altro tipo.
Conclusioni. La CV esofagea si è confermata una metodica
*Unità Operativa di Cardiologia, Ospedale Nuovo
San Giovanni di Dio, Firenze efficace, sicura e ben tollerata anche in questo particolare sotto-
gruppo di pazienti. In considerazione della minima invasività e
**Divisione di Cardiologia, Ospedale San
Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Salerno dei costi inferiori può così essere considerata una possibile alter-
nativa alla CVI.
°Unità Operativa di Cardiologia, Ospedale Santa
Maria Annunziata, Firenze;
ˆUnità Operativa di Cardiologia, Ospedale San Parole chiave: fibrillazione atriale, cardioversione elettrica,
Giovanni Valdarno (Firenze) cardioversione esofagea.

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Cardioversione elettrica transesofagea

Introduzione tuare la cardioversione transesofagea in condizioni il


più possibile sovrapponibili a quelle della precedente
Nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) persistente
CVE inefficace.
nei quali sia stata ravvisata indicazione al ripristino del
La procedura è stata eseguita con la metodica esofa-
ritmo sinusale,1-3 la cardioversione elettrica esterna
go-precordiale, che prevede l’erogazione dello shock
(CVE) rappresenta una metodica sicura ed efficace,4-5
elettrico tra un elettrocatetere in esofago e una piastra
in particolare qualora venga utilizzato uno shock di
adesiva in posizione precordiale.29 A tale scopo è stato
tipo bifasico.6-10 Nondimeno, in una percentuale dei
utilizzato un nuovo tipo di elettrocatetere rino-farin-
pazienti che può superare il 10%,4-10 la procedura risul-
geo dedicato (Esoflex 10, FIAB, Vicchio, Firenze). L’elet-
ta priva di efficacia nell’interruzione, anche solo “in
trocatetere, in poliuretano dello spessore di 7 French
acuto”,11 dell’aritmia. Per questi pazienti la cardiover-
(2,3 mm) con estremità distale atraumatica in silicone,
sione atriale interna (CVI) ha fino ad ora rappresentato
dispone di dieci elettrodi in acciaio ad anello, con di-
praticamente l’unica alternativa terapeutica per il ri-
stanza interelettrodica di 20 mm tra i due elettrodi di-
pristino del ritmo sinusale.12-20 Pur essendo una meto-
stali, e di 10 mm tra i rimanenti elettrodi. Ciascun elet-
dica efficace e ben tollerata,21-28 la CVI presenta alcune
trodo ha una superficie di 57 mm2, e tutti i dieci elettro-
limitazioni tecniche, in primo luogo l’invasività (in pa-
di possono essere interconnessi mediante un apposito
zienti con coesistente indicazione alla profilassi antico-
box (FIAB F5402), ottenendo così un’ampia superficie
agulante) e la non trascurabile complessità procedura-
elettrodica (570 mm2), particolarmente idonea per lo
le, che la rendono non alla portata di tutti i Centri. Per
svolgimento della procedura. Sulla base di tutte le sud-
gli stessi motivi anche i costi della CVI risultano deci-
dette caratteristiche, l’elettrocatetere Esoflex 10 dispo-
samente superiori a quelli della CVE. Nel presente la-
ne della certificazione CE per l’indicazione specifica
voro viene presentata l’esperienza preliminare, su pa-
alla cardioversione elettrica transesofagea.
zienti con fibrillazione atriale refrattaria alla CVE, con
Dopo aver ottenuto il consenso scritto dei pazienti,
una nuova metodica alternativa di cardioversione ca-
che erano mantenuti digiuni per almeno 8 ore prima
ratterizzata, rispetto a quella intracavitaria, dalla mag-
della procedura, si introduceva l’elettrocatetere per via
giore semplicità esecutiva e dal minimo grado d’inva-
rino-faringea sospingendolo in esofago per almeno 45-
sività.
50 cm,30 quindi si collegava a un elettrocardiografo la
coppia di elettrodi distali (in alternativa, tutti i poli del-
l’elettrocatetere venivano connessi a un poligrafo in
Pazienti e metodi modo da ottenere 5 derivazioni bipolari). L’elettrocate-
La popolazione dello studio è rappresentata da pa- tere era quindi ritirato sotto guida elettrocardiografica
zienti consecutivi con FA persistente nei quali la CVE, fino alla comparsa del complesso ventricolare di più
con energie fino a 360 J se effettuata con shock monofa- alto voltaggio rilevato registrando il segnale bipolare
sico e fino a 200 J se con shock bifasico, era risultata dalla coppia di elettrodi distali. Tale reperto era consi-
inefficace nell’interrompere, anche solo transitoriamen- derato indicativo del corretto posizionamento dell’elet-
te,11 l’aritmia. I soli criteri di esclusione, in aggiunta a trocatetere in corrispondenza della parete posteriore
quelli relativi alla CVE,3 sono stati: mancato consenso, dell’atrio sinistro. In 29 pazienti la posizione dell’elet-
patologia esofagea nota, gravi patologie organiche con- trocatetere è stata inoltre verificata mediante osserva-
comitanti evidenziate successivamente alla prima pro- zione radioscopica diretta.
cedura, inadeguata scoagulazione. A questo punto i poli dell’elettrocatetere venivano
Verificata l’inefficacia della CVE, e ottenuto il con- interconnessi e il relativo box veniva collegato al polo
senso alla cardioversione esofagea, il trattamento anti- negativo di un defibrillatore bifasico (Zoll RBW o
coagulante, già in atto, veniva proseguito e la procedu- Physiocontrol Lifepack 12). Il secondo polo del defi-
ra veniva programmata entro le 4 settimane successive brillatore era connesso a una piastra adesiva pregella-
in regime di day-hospital. Erano mantenuti anche gli ta, che veniva posizionata anteriormente sul torace a
eventuali trattamenti concomitanti, allo scopo di effet- livello della metà inferiore dello sterno. In corso di se-

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dazione profonda o di anestesia generale (eseguita con seguenza del rapporto di contiguità tra il catodo (elet-
propofol o con altro farmaco a giudizio dell’anestesi- trodo esofageo) e la parete posteriore dell’atrio sini-
sta) si provvedeva quindi ad erogare una serie di shock stro.29
sincronizzati con energia crescente (20-30-50-75-100 J), La cardioversione elettrica transesofagea può essere
fino al ripristino del ritmo sinusale o al completamento effettuata erogando shock sincronizzati tra la coppia
del protocollo. Ai fini del presente lavoro, è stata defi- distale e quella prossimale degli elettrodi di un elettro-
nita “cardioversione efficace” la presenza di ritmo si- catetere esofageo quadripolare convenzionale: metodi-
nusale per almeno 30 secondi successivamente a uno ca “interamente” esofagea.31-32 Più recentemente è stata
degli shock elettrici. proposta una metodica ibrida tra quella esofagea e quel-
Dopo la procedura i pazienti venivano mantenuti la intracavitaria, che prevede l’erogazione dello shock
sotto osservazione clinica diretta e sotto monitoraggio tra un elettrodo esofageo e un ulteriore elettrodo posi-
elettrocardiografico per almeno 2 ore. Trascorso tale zionato in atrio destro.33 Pur essendosi rivelata efficace
periodo, verificata la stabilità delle condizioni cliniche e ben tollerata, tale metodica non risolve le problemati-
e dopo valutazione di un elettrocardiogramma a 12 che della procedura intracavitaria convenzionale (in-
derivazioni si procedeva alla dimissione, programman- vasività, complessità procedurale), tenuto anche conto
do un controllo ambulatoriale entro 4 settimane. della necessità di un ulteriore elettrocatetere in apice
del ventricolo destro per la sincronizzazione dello shock
sul QRS.33 La maggior parte dell’esperienza clinica sul-
Risultati l’uomo,34-40 inclusa la casistica qui presentata, è peral-
Nel periodo luglio 2000-aprile 2002 sono stati arruo- tro relativa alla metodica “esofageo-precordiale”. In
lati 41 pazienti (26 maschi, età media 61 ± 9 anni, range questo caso l’intero elettrocatetere esofageo è utilizzato
28-75), 18 dei quali con primo episodio di FA e 34 dei come catodo, mentre l’anodo è rappresentato da una
quali con cardiopatia strutturale (ischemica: 4; iperten- piastra adesiva posizionata in sede precordiale o para-
siva: 21; valvolare: 3; cardiomiopatia: 4; congenita: 2). sternale.
La durata della FA era di 124 ± 101 giorni (range 2-400), Rispetto alle precedenti esperienze il nostro lavoro
il diametro antero-posteriore dell’atrio sinistro era di presenta alcuni aspetti peculiari, inerenti sia alla meto-
47 ± 7 mm (range: 37-60). Le principali caratteristiche dica impiegata sia alla popolazione arruolata nello stu-
cliniche dei pazienti sono riassunte nella Tabella I. Il dio. In tutti i nostri pazienti la cardioversione esofagea
ripristino del ritmo sinusale è stato ottenuto in 38 pa- è stata effettuata utilizzando uno shock bifasico. Que-
zienti (93%). L’energia efficace è stata 20 J in 5 pazienti, sto, già utilizzato routinariamente per la cardioversio-
30 J in 8, 50 J in 14, 75 J in 8, 100 J in 3 (Figura 1). Il ne atriale interna,12-28 è stato recentemente sperimenta-
numero medio di shock somministrati è stato 2,7 ± 1. to anche per la cardioversione transtoracica, consen-
L’energia media efficace è stata di 50 ± 24 J. Non sono tendo rispetto allo shock monofasico una maggiore
state osservate bradiaritmie post-shock con necessità percentuale di cardioversioni con un minore utilizzo di
di pacing temporaneo, né complicazioni peri- o postpro- energia.6-10 La nostra esperienza, unitamente a quella
cedurali di altro tipo. In particolare, nessuno dei pa- di recenti casistiche analoghe su pazienti meno selezio-
zienti ha riferito dolore esofageo e/o disturbi della de- nati,39,40 sembra confermare tali reperti anche relativa-
glutizione che potessero far sospettare lesioni seconda- mente alla cardioversione esofagea.
rie della mucosa esofagea. L’aspetto più interessante del presente studio è co-
munque rappresentato dal tipo di popolazione esami-
nata. Infatti tutti i pazienti arruolati erano risultati re-
Discussione frattari a un precedente tentativo di cardioversione con
Il razionale dell’approccio esofageo per la cardiover- shock elettrico transtoracico. In considerazione dell’ele-
sione della fibrillazione atriale è rappresentato, rispet- vata efficacia, in pazienti meno selezionati, della car-
to a quello transtoracico, dalla maggiore concentrazio- dioversione elettrica esterna,6-10 questa appare oggi come
ne dell’energia erogata sulle strutture cardiache in con- la tipologia di pazienti più adatta per intraprendere

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Cardioversione elettrica transesofagea

qualunque metodica alternativa di cardioversione. I ri- confermare tale possibilità: nessun caso d’insuccesso si
sultati della nostra casistica appaiono sovrapponibili è infatti verificato tra i 12 pazienti in cui l’elettrocatete-
in termini sia di efficacia “in acuto” sia di tollerabilità e re esofageo era stato posizionato sulla base dei soli cri-
sicurezza con quelli delle più recenti casistiche basate, teri elettrocardiografici. In caso di effettuazione in am-
in popolazioni di pazienti sovrapponibili, sulla cardio- biente ambulatoriale, rispetto alla CVE la cardioversio-
versione intracavitaria12-20 (Tabella II). ne esofagea sarebbe caratterizzata dal solo costo
Il presente studio non è stato disegnato con l’obietti- aggiuntivo dell’elettrocatetere decapolare dedicato. La
vo primario di analizzare i costi della cardioversione possibilità di riutilizzo di quest’ultimo consentirebbe
esofagea. Nondimeno, il minimo grado d’invasività un’ulteriore riduzione dei costi (la questione dovrebbe
della metodica ne rende evidente, rispetto alla proce- essere affrontata dalla neo-istituita Commissione AIAC
dura intracavitaria, il vantaggio dal punto di vista eco- “Riutilizzo elettrocateteri per elettrofisiologia”).
nomico. In considerazione del carattere preliminare Il disegno del nostro studio, finalizzato anche all’in-
dello studio, in un’elevata percentuale dei nostri pa- dividuazione del dosaggio ottimale dell’energia di car-
zienti il corretto posizionamento dell’elettrocatetere eso- dioversione con shock bifasico, non consente invece di
fageo è stato validato con metodica radioscopica oltre determinare se la cardioversione esofagea possa essere
che sulla base dei criteri elettrocardiografici. La valida- effettuata evitando l’anestesia generale. Infatti, al di là
zione radioscopica non è peraltro ritenuta indispensa- del livello di energia e della forma d’onda dello shock
bile per il corretto svolgimento della procedura,29,36-39 utilizzato,41-42 proprio il numero degli shock erogati è
che in assenza di questa può essere effettuata in am- risultato, almeno relativamente alla CVI, tra i principa-
biente ambulatoriale. Anche i nostri dati (pur con le li determinanti della tollerabilità della procedura.25 Per-
riserve dovute all’esiguità della casistica) sembrano tanto tutte le nostre cardioversioni sono state eseguite

TABELLA I Popolazione dello studio

Periodo arruolamento 07/2000-04/2002


Numero pazienti 41
Maschi/femmine 26/15
Età media 61 ± 9
Primo episodio di FA 18 (44%)
Cardiopatia strutturale 34 (83%)
Ischemica 4
Ipertensiva 21
Tipo di cardiopatia Valvolare 3
Cardiomiopatia 4
Congenita 2
Durata della FA (gg) 124 ± 101 (range 2-400)
Diametro ant/post atrio sx (mm) 47 ± 7 (range 37-60)
Frazione d’eiezione del VS 60 ± 10% (range 38-73)
Propafenone 9
Flecainide 6
Carvedilolo 4
Farmaci Amiodarone 6
Sotalolo 3
Digossina 2

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100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
20 J 30 J 50 J 75 J 100 J totale

FIGURA 1 Percentuale di ripristino del ritmo sinusale.

TABELLA II CV interna o esofagea in pazienti con FA refrattaria alla CV esterna

Autore N. pazienti CV efficace Tipo CV


Sopher, 1996 (14) 11 8 (73%) interna
Schmitt, 1996 (15) 25 22 (88%) interna
Zaqqa, 1999 (16) 8 7 (88%) interna
Garcia-Garcia, 1999 (17) 9 9 (100%) interna
Taramasco, 1999 (18) 20 15 (75%) interna
Gasparini, 2001 (19) 55 52 (95%) interna
TOTALE 128 113 (88%)

Bartoletti et al, 2002 41 38 (93%) esofagea

CV, cardioversione; FA, fibrillazione atriale.

in sedazione profonda o in anestesia generale. Concor- piegando energie non superiori a 100 J, eventuali lesio-
diamo peraltro con altri autori40 sul fatto che, utilizzan- ni della mucosa esofagea risultano infrequenti e comun-
do un’energia iniziale di 50 J, la probabilità di successo que in grado di guarire spontaneamente.33,36,42 La man-
al primo shock (74% nella nostra casistica) potrebbe canza di sintomatologia specifica tra i nostri pazienti
rendere sufficiente la sola sedazione lieve dei pazienti. risulta in accordo con tali osservazioni.
Il nostro studio non prevedeva il ricorso sistematico Infine, non abbiamo osservato pause asistoliche post-
al controllo endoscopico predimissione in quanto, im- shock con necessità di pacing temporaneo di soccorso.

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Cardioversione elettrica transesofagea

Tale dato avvalora l’ipotesi40 che gli effetti sull’eccito- transtoracica ad onda bifasica. Ital Heart J Suppl 2002;3:638-
645.
conduzione cardiaca possano essere inferiori con la car-
11. Crijns HJ, Van Noord T, Van Gelder IC. Recurrence of atrial
dioversione transesofagea rispetto a quella intracavita- fibrillation and the need for new definitions. Eur Heart J
ria,27 anche se l’esiguità della nostra casistica non con- 2001;22:1769-1771.
sente conclusioni definitive al riguardo. 12. Baker BM, Botteron GW, Smith JM. Low-energy internal car-
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