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Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche

Corso di laurea in Fisioterapia

A.A. 2011 - 2012

ANALISI DELLA POSTURA


E DELL’APPOGGIO PLANTARE
DI UN GRUPPO
DI CALCIATORI DILETTANTI

Relatrice
Dott.ssa Sonia Ceretto Castigliano

Candidato
Fabio Zanforlin
“Tutto ciò che è buono è leggero,
tutto ciò che è divino
corre su piedi delicati”
Nietzsche

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Indice

- Indice -

Introduzione pag. 4

- Capitolo 1 -

LA POSTURA
1.1 La postura nell’uomo pag. 9
1.2 Il controllo dinamico della postura pag. 10
1.3 La postura ideale pag. 14
1.4 Le azioni muscolari pag. 16
1.5 Le catene muscolari pag. 18
1.6 La necessità e le difficoltà di una “buona postura” pag. 21

- Capitolo 2 -

IL PIEDE
2.1 Le funzioni del piede pag. 24
2.2 Le alterazioni nel piede e le conseguenze posturali pag. 26
2.3 Le anomalie podaliche come principali fattori nello
squilibrio posturale pag. 29

- Capitolo 3 -

LA BAROPODOMETRIA
3.1 Cos’è e quali informazioni può dare pag. 33
3.2 L’analisi baropodometrica pag. 34
3.3 Pedana e solette baropodometriche pag. 35

- Capitolo 4 -

SPORT E POSTURA
4.1 L’importanza di una postura corretta nello sport pag. 38
4.2 Le alterazioni posturali negli atleti alla ricerca della
performance pag. 40
4.3 La postura del calciatore pag. 42
4.4 Infortuni e patologie del calciatore pag. 46

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Indice

- Capitolo 5 -

LO STUDIO
5.1 Descrizione dello studio e del campione pag. 56
5.2 Materiale utilizzato pag. 56
5.3 Metodi utilizzati pag. 59
5.4 I risultati pag. 64

- Capitolo 6 -

COCLUSIONI E CONSIDERAZIONI
6.1 Conclusioni pag. 69
6.2 Considerazioni finali pag. 70

Ringraziamenti pag. 73

Bibliografia pag. 74

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Introduzione

Introduzione

Se osserviamo gli atleti di alto livello che praticano il medesimo


sport, notiamo che ci sono delle particolarità fisiche che li
accomunano. Allo stato attuale di specifiche ricerche, risulta
evidente l’esistenza di una stretta relazione tra appropriate
caratteristiche fisiche e morfologiche individuali e la pratica di una
determinata disciplina sportiva. La struttura somatica è di grande
importanza in ambito sportivo in termini di biomeccanica, in
relazione ai costi energetici e per la corretta esecuzione del gesto
atletico. La sua valutazione è un importante fattore di conoscenza in
quanto permette una classificazione morfologica e somatica degli
atleti.
Esiste quindi un rapporto fra efficienza motoria, rendimento sportivo
e alcune alterazioni posturali, visto che numerosi studi scientifici
hanno ormai dimostrato che l’iperprogrammazione delle catene
muscolari influenza la postura.
Quando una postura crea un fattore di danno o di rischio per
sovraccarico meccanico o per ripetitività del gesto si definisce come
“postura incongrua”: è questo il caso del calciatore, sia esso
professionista o dilettante. Essendo infatti il calcio un’attività sportiva
asimmetrica, è causa di squilibri a tutto il sistema tonico posturale.
Tali squilibri possono divenire nel tempo la causa di algie ad
articolazioni e muscoli e limitare l’atleta nella pratica dell’attività
sportiva stessa.
Sappiamo tutti che ogni calciatore ha un piede che predilige nel
calciare il pallone e di conseguenza un piede “d’appoggio”. In
questa situazione, il piede d’appoggio sarà quello a sopportare il
carico maggiore, mentre il piede con cui si andrà a calciare, quello

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Introduzione

interessato al gesto atletico, sarà esente dal carico e su di esso


verrà impressa una notevole quantità di forza esplosiva ad alta
velocità.
Il calciare non è solo uno dei gesti più frequenti nel gioco del calcio,
ma anche quello che distingue il calcio dalla maggior parte degli altri
sport.
L'azione del calciare il pallone non consiste solo nella semplice
flessione dell'anca ed estensione del ginocchio, ma è anche
caratterizzata da un'importante componente in adduzione del
movimento articolare. Ne deriva che la pratica intensa di questo
sport richiede una potente attività dei muscoli adduttori, che è quindi
responsabile dello sviluppo accentuato di questi muscoli e che si
può osservare nei giocatori di calcio. Ciò si riflette nel caratteristico
aspetto clinico dell'arto inferiore di questi atleti, contraddistinto da
muscoli adduttori molto forti ma anche molto accorciati. Si sviluppa
infatti nei calciatori uno squilibrio muscolare a livello
dell'articolazione del ginocchio, con i muscoli adduttori, sul lato
interno del ginocchio, molto forti e accorciati e i muscoli abduttori,
sul lato esterno, relativamente deboli. Questo squilibrio muscolare
dà origine, attraverso i potenti muscoli adduttori lunghi (gracile,
semitendinoso e sartorio), ad un carico compressivo elevato sul
compartimento mediale del ginocchio che potrebbe contribuire in
maniera significativa allo sviluppo della tipica deformità in varo del
ginocchio.
E’ intuibile quindi come si riscontri spesso asimmetria nella postura
del calciatore.
L’impegno atletico del calciatore è oggi scandito da ritmi di
allenamento non indifferenti: i carichi di lavoro costringono a
recuperi veloci ed ogni particolare tecnico-atletico deve essere

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Introduzione

curato nei dettagli e non sempre si ha il tempo di farlo.


Tra questi l’assetto del piede è di fondamentale importanza, non
solo ai fini della miglior funzionalità dello stesso, ma anche dal punto
di vista posturale, coinvolgendo le articolazioni di ginocchio, anca,
bacino e schiena.
La necessità, da parte del calciatore, di dover esprimere un gesto
tecnico, spesso di tipo balistico, ad alta velocità o comunque in
condizioni di equilibrio precario impone la ricerca del miglior assetto
monopodalico.
L’articolazione tibio-tarsica e tutta la struttura del piede del calciatore
sono quindi a rischio per l’imprevedibilità e l’occasionalità di talune
situazioni di gioco che possono stressare oltremodo le strutture
legamentose, oppure per come debbano sopportare un carico
massimale anche in condizioni estreme, in relazione a condizioni di
terreno duro, dove il trauma metatarsale è frequente in
corrispondenza dei tacchetti. Questi ultimi possono trasmettere gli
effetti negativi dell’urto sul terreno all’articolazione metatarso-
falangea, un punto anatomico molto delicato.
Quando poi la pratica continua negli anni, la minor elasticità
tendinea e legamentosa può creare seri problemi.
Se tutto questo vale per il calciatore professionista ancor di più varrà
per il giocatore a livello amatoriale, che spesso incontra campi non
in buone condizioni e dove frequentemente la preparazione atletica
non è ottimale.

Nello studio esposto in questa tesi abbiamo analizzato un campione


rappresentato da un gruppo di 20 calciatori dilettanti compresi tra i
18 e i 28 anni.

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Introduzione

L’obiettivo era quello di provare a riscontrare, oltre all’ormai famoso


atteggiamento in varismo del ginocchio, altre corrispondenze
posturali di questi sportivi, per mezzo di un’analisi posturale e
baropodometrica statica e dinamica, confrontata con l’anamnesi di
ogni esaminato e la letteratura scientifica che prende in
considerazione le alterazioni posturali, le patologie e gli infortuni
caratteristici dei calciatori.
Dopo un’anamnesi di ogni giocatore riferita principalmente agli anni
di pratica, al ruolo in campo, agli infortuni occorsi negli ultimi tre anni
e ad altre note personali utili ai fini della nostra ricerca, si è passati
all’analisi vera e propria, effettuata in due fasi: in una prima
posturale statica e in una seconda baropodometrica, per mezzo di
solette sensorizzate collegate ad un sistema computerizzato
(Parotec System).
Nella prima fase quindi, di osservazione statica in postura eretta, per
mezzo di un esame con filo a piombo, sono state evidenziate tutte le
alterazioni posturali riscontrabili nelle curve fisiologiche della
colonna vertebrale, quali iper o ipo curve e inclinazioni e rotazioni
dei cingoli scapolare e pelvico.
Si è prestata attenzione inoltre, alle alterazioni posturali delle
ginocchia e dei piedi; per un’analisi più specifica dell’appoggio e
possibili problematiche relative (zone di sovraccarico, varismo,
valgismo, cavismo e piattismo) sono state effettuate ed analizzate
anche le impronte plantari.
Nella seconda fase di analisi baropodometrica invece, prima
staticamente e poi dinamicamente, è stato appunto sfruttato il
Parotec System, capace di rilevare tutte le informazioni riguardanti
le pressioni, i carichi e gli spostamenti di baricentro dell’individuo in
situazione statica e dinamica durante le fasi del passo.

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Introduzione

I casi così studiati, sono stati poi confrontati tra loro alla ricerca di
dati sensibili e significativi, che potessero risultare ipoteticamente,
caratteristici propri della postura dei calciatori.
Tutto questo potrebbe essere utile anche ai fini dell’allenamento e
della prevenzione da infortuni sul campo di calcio; infatti, unendo le
conoscenze anatomiche, biomeccaniche e tecniche a quanto ci è
stato possibile riscontrare con questi esami e alle innovazioni
tecnologiche, si potrebbe integrare l’allenamento con esercizi
posturali mirati e ausili (plantari), che permettano di prevenire
determinate patologie o infortuni.

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La postura

1 La postura

1.1 La postura nell’uomo

La postura è essenzialmente la posizione assunta dalle varie


parti del corpo le une rispetto alle altre (sistema di coordinate
egocentriche) e rispetto all’ambiente circostante (sistema di
coordinate exocentriche). Il terzo sistema di riferimento è quello del
campo gravitazionale (sistema di coordinate geocentriche).
L’orientamento di una parte del corpo può essere descritto rispetto
ad uno di questi sistemi di riferimento a seconda del particolare
contesto comportamentale. Per esempio, la conoscenza della
posizione del capo rispetto all’ambiente è importante per stabilizzare
la visione, mentre la conoscenza della sua posizione rispetto alle
altre parti del corpo lo è per il mantenimento della postura eretta. La
regolazione della postura rispetto alla forza di gravità è
naturalmente fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio
posturale, che può essere definito come quella condizione in cui
tutte le forze che agiscono sul corpo sono bilanciate, quindi il corpo
rimane nella posizione che intende assumere (equilibrio statico) o è
in grado di eseguire il movimento che intende compiere senza
perdere l’equilibrio (equilibrio dinamico). (Kandel 2003)
E' possibile localizzare infatti, un punto in cui si può applicare una
singola forza che equivale, per intensità, al peso del corpo e che
agisce verticalmente verso l'alto, in modo da conferire al corpo
equilibrio in ogni posizione. Questo punto è detto centro di gravità o
baricentro, che può essere descritto come il punto in cui si pensa sia
concentrato tutto il peso del corpo.

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La postura

La postura standard in stazione eretta è rappresentata dal


prolungamento della linea verticale o di gravità all’interno del piano
di appoggio (data da un poligono di forma quasi trapezoidale
costituito dal profilo laterale dei piedi e dalle due linee che
costituiscono rispettivamente la parte anteriore e posteriore dei
piedi) passante sul piano sagittale e frontale (fig. 1).
Attorno alla linea di gravità il corpo è ipoteticamente in una
posizione di equilibrio che implica una distribuzione uniforme del
peso del corpo ed una posizione stabile di ogni articolazione.

FIG. 1

1.2 Il controllo dinamico della postura

L’Uomo non fa altro che “stare dietro” al proprio equilibrio,


manifestando la tendenza a tornare verso la propria “posizione di
equilibrio”, creando così una propria stabilità posturale (Gagey,
1988).

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La postura

FIG. 2

Secondo il “modello biomeccanico del pendolo invertito” (fig. 2)


l’Uomo in situazione posturale eretta presenta movimenti oscillatori
antero-posteriori.
La postura eretta può essere mantenuta anche con posizioni
differenti del corpo o di alcuni segmenti corporei, purchè il baricentro
(centro di gravità) si proietti a terra nell’area del poligono di
sostentamento (fig. 1).
Il controllo della postura eretta può organizzarsi in due modalità
principali che, in condizioni naturali, si integrano:
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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La postura

1. Controllo dell’allineamento verticale dei segmenti corporei


rispetto alla verticale gravitaria, lungo l’asse immaginario che
unisce il capo all’area d’appoggio plantare, con rispetto della
geometria corporea.
2. Controllo della posizione del baricentro, senza rispetto della
geometria corporea.

Queste modalità corrispondono a quanto descritto da Nashner,


ovvero le strategie di caviglia e d’anca:

 Quando il soggetto in stazione eretta viene perturbato in


avanti oppure indietro dallo spostamento della superficie di
supporto nella direzione opposta (ad esempio quando inizia a
muoversi il tram), l’attivazione muscolare origina nei muscoli
dell’articolazione delle caviglie e si irradia in sequenza verso i
muscoli inferiori del tronco. Questo pattern viene chiamato
strategia di caviglia, perché corregge le oscillazioni
esercitando una torsione rispetto alla superficie di supporto e
una rotazione del corpo verso l’indietro, primariamente attorno
alle articolazioni di caviglia. La strategia usa la torsione attorno
alle articolazioni della caviglia per resistere alla forza di gravità
e ruotare il corpo come una massa relativamente rigida. La
torsione attiva sulla caviglia muove il centro di gravità in
distanze relativamente lunghe verso una nuova posizione di
equilibrio. Poiché il momento di inerzia del corpo sulle caviglie
è relativamente grande, solo movimenti lenti del centro di
gravità possono essere eseguiti usando la strategia di caviglia.

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La postura

 Quando il soggetto è in piedi su una superficie d’appoggio più


corta della lunghezza dei piedi, o quando il centro di gravità si
localizza in prossimità dei limiti di stabilità, oppure quando la
perturbazione dell’equilibrio del soggetto è troppo ampia o
veloce (ad esempio una spinta), si attivano inizialmente i
muscoli inferiori della schiena in modo da opporsi allo
spostamento del corpo. Questo pattern si chiama strategia di
bacino. Essa corregge le oscillazioni esercitando una forza
contro la superficie d’appoggio e ruotando il corpo
primariamente attorno alle articolazioni delle anche. Questa
strategia usa rotazioni rapide orizzontali attorno alle anche
per generare forze transienti orizzontali. Poiché il momento
d’inerzia del tronco è piccolo rispetto al corpo, a livello pelvico
la strategia di bacino produce movimenti rapidi in avanti ed
indietro del centro di gravità. Le distanze lungo le quali può
essere mosso il centro di gravità con questa strategia sono
relativamente piccole, in confronto a quelle prodotte dalla
strategia di caviglia.

L’utilizzo di una strategia piuttosto che dell’altra è funzione delle


condizioni e dei compiti posturali.
In età avanzata, in patologie del movimento o dell'equilibrio può
prevalere la strategia d'anca, ma questo è poco "economico" dal
punto di vista energetico e poco vantaggioso per l'equilibrio.
E' bene chiarire che non esiste una postura ma un numero infinito di
posture: esse corrispondono a qualsiasi "posizione in equilibrio". Per
ogni individuo la postura ideale è quella nella quale i segmenti
corporei sono equilibrati nella posizione di minimo impegno e
massima stabilità.

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La postura

1.3 La postura ideale

FIG. 3

Nella veduta laterale, la linea di riferimento standard


rappresenta la proiezione della linea di gravità nel piano frontale,
che divide ipoteticamente e asimmetricamente il corpo in una
porzione anteriore e in una posteriore di peso equivalente come
segue:

 parte dal trago in prossimità dei condili occipitali sino a toccare


l’apofisi odontoidea di C2, la testa si presenta eretta in
posizione ben equilibrata senza tensioni muscolari.

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La postura

 passa davanti alla colonna dorsale, leggermente convessa


posteriormente con le scapole ben allineate e appiattite contro
il torace. Si mantiene in una posizione che favorisce la
funzione ottimale degli organi della respirazione, influenzata
dalla struttura della colonna lombare e del bacino che è indice
di buon allineamento dell’addome, del tronco e degli arti
inferiori.
 incrocia la colonna lombare a livello di L3, leggermente
convessa anteriormente.
 passa dietro le ultime vertebre lombari, davanti al sacro.
 leggermente indietro rispetto la cavità cotiloidea con le anche
né flesse né estese. Si prende in considerazione la posizione
delle spine iliache antero-superiori che devono essere
allineate sullo stesso piano orizzontale e sul piano verticale
con la sinfisi pubica.
 segue l’asse del femore e passa davanti all’articolazione del
ginocchio (né flesso né iperesteso), della tibia e
dell’articolazione tibio-tarsica in avanti rispetto al malleolo
esterno con la gamba perpendicolare alla pianta del piede.
 termina a livello dell’articolazione calcaneo-cuboidea.

Nella veduta posteriore la linea di riferimento standard


rappresenta la proiezione della linea di gravità nel piano sagittale,
che divide ipoteticamente e simmetricamente il corpo in due porzioni
laterali come segue:

 passa nel piano antero-posteriore lungo la linea mediana del


cranio, dello sterno, delle apofisi spinose della colonna.

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La postura

 le spalle non sono elevate né depresse e le scapole hanno i


margini mediali paralleli ed equidistanti.
 Proseguendo attraversa la linea mediana del bacino che
rimane orizzontale, con le spine iliache postero-superiori sullo
stesso piano trasversale.
 le anche non sono né addotte né abdotte.
 gli arti inferiori sono dritti senza valgismi o varismi.
 termina a metà distanza tra i due appoggi podalici.

La statica normale può essere definita secondo questi criteri di


valutazione. Solo un 10% circa della popolazione però rientra in
questi parametri, ed è rappresentata da quei soggetti che
manifestano raramente sintomatologia dolorosa.

1.4 Le azioni muscolari

La più recente e completa classificazione suddivide i muscoli in


tre categorie: stabilizzatori locali (più profondi), stabilizzatori globali
e mobilizzatori globali (più superficiali).

• Gli stabilizzatori locali hanno la funzione principale di mantenere


una forza minima continua in tutte le posizioni dell’ampiezza di
movimento dell’articolazione e in tutte le sue possibili direzioni.
Questa attività serve a controllare l’eccessivo movimento fisiologico
e traslatorio. L’attività di questi muscoli aumenta, in modo
anticipatorio, già prima di un carico o di un movimento, consentendo
così di proteggere e sostenere l’articolazione. La loro contrazione

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La postura

non produce movimento: hanno un’attività indipendente dalla


direzione del movimento e continua durante tutto il movimento,
fornendo un input propriocettivo sulla posizione articolare e il
movimento stesso.

• Gli stabilizzatori globali hanno la duplice funzione di generare


movimento, provvedendo al controllo eccentrico dell’escursione
articolare durante tutto il range anatomo-fisiologico, e alla
decelerazione dei movimenti con carico minimo (rotazione),
particolarmente a livello del tronco e dei cingoli. La loro attività non è
continua ed è dipendente dalla direzione del movimento.

• I mobilizzatori globali hanno la funzione principale di produrre


ampiezza di movimento; la loro contrazione produce una variazione
di lunghezza e un’accelerazione concentrica del movimento
(flessione/estensione); contribuiscono inoltre ad assorbire lo choc
da carico. La loro attività non è continua ed è dipendente dalla
direzione del movimento.

Lo studio sulle effettive competenze dell’attività muscolari risulta


significativo per l’impostazione di un corretto esercizio terapeutico ,
che per essere veramente funzionale deve rispettare la fisiologia dei
gruppi muscolari e correggere in modo più esatto e senza
compensazioni le anomalie di tonicità e di lunghezza muscolare che
il soggetto presenta.

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La postura

1.5 Le catene muscolari

La priorità dell’uomo è essenzialmente quella di assumere e


mantenere per lungo tempo la stazione eretta nel modo più
economico e confortevole possibile.
Esaminando la posizione della linea di gravità a livello cefalico
(passante attraverso il foro occipitale e con il peso distribuito per i
2/3 in avanti e 1/3 dietro) e a livello plantare (passante per il
cuboide), si nota un netto squilibrio da cui possiamo dedurre che
l’uomo in stazione eretta non è mai in equilibrio, ma in
sbilanciamento anteriore con continue oscillazioni e aggiustamenti
posturali. Occorreranno forze maggiori per perdere l’equilibrio
indietro, e lo squilibrio anteriore produrrà anche una padronanza
migliore delle instabilità laterali, rimandando le tensioni statiche alla
parte posteriore del soggetto.
Nel normotipo i muscoli anteriori e posteriori inseriti sul bacino lo
mantengono in allineamento, i muscoli addominali tirano verso l’alto
e i flessori dell’anca verso il basso. Posteriormente i muscoli dorsali
tirano verso l’alto e gli estensori dell’anca verso il basso, di
conseguenza gli addominali e gli estensori lavorano in sinergia
inclinando il bacino posteriormente, mentre i lombari e i flessori
dell’anca agiscono insieme inclinando il bacino anteriormente.
Da alcuni principi della statica apprendiamo che esiste sia un
equilibrio statico, che permette di mantenere il corpo in una
posizione statica, sia un equilibrio dinamico che consente ai
segmenti corporei di raggiungere una condizione di stabilità. La
difficoltà di mantenere un buon equilibrio dipende molto dal rapporto
tra l’altezza del baricentro e l’ampiezza della base d’appoggio
podalico.

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La postura

I 2/3 della nostra muscolatura più fibrosa, resistente, più in


profondità, di forte tono, è costituita da muscoli della statica o tonici
(antigravitari o posturali) che ci garantiscono, con la loro continua
contrazione, la stabilità in stazione eretta e negli spostamenti. I
muscoli della dinamica o fasici (deputati al movimento), più
superficiali e con scarsa resistenza allo sforzo, invece, non sono
indispensabili per il mantenimento della postura in quanto, terminata
la loro contrazione, ritornano nel loro stato di quiete. Per questo
motivo nei casi di deviazioni o deformazioni vertebrali una delle
cause principali è sicuramente una differenza di tensione fra i
muscoli statici e mai tra quelli dinamici.
I muscoli sono fra loro embricati, organizzati in catene muscolari ed
in relazione con il tessuto connettivale, formando un unico sistema
mio-fasciale.

FIG. 4

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La postura

Correlazione fra le diverse catene:

Catene muscolari del tronco.

 La catena statica posteriore.


 Le catene rette anteriori che producono la flessione.
 Le catene rette posteriori che producono l’estensione.
 Le catene crociate anteriori che producono le torsioni anteriori
(fig. 5) .
 Le catene crociate posteriori che producono le torsioni
posteriori (fig. 7).

Queste catene muscolari del tronco sono in relazione con quelle


degli arti inferiori.

 La catena statica continua fino alla volta plantare.


 Le catene rette anteriori diventano catene di flessione.
 Le catene rette posteriori diventano catene d’estensione.
 Le catene crociate anteriori diventano catene di pronazione o
di chiusura.
 Le catene crociate posteriori diventano catene di supinazione
o di apertura (fig. 6, fig. 7).

Tutte le catene muscolari si allacciano a livello del diaframma (L.


Busquet).

20
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La postura

FIG. 5 FIG. 6 FIG. 7

Per riuscire a mantenere la stazione eretta per tempi prolungati,il


corpo, utilizza le soluzioni statiche più economiche.
Le catene muscolari ci permettono di programmare il movimento nel
soggetto, ma per ottenere un buon funzionamento di esse, è
necessario la presenza di unità del corpo, intesa come funzionalità
globale per assicurare il riequilibrio intorno alla linea di gravità.
Non c’è un equilibrio perfetto. La “torre umana”(Souchard) è infatti in
squilibrio anteriore: questo determina tensioni statiche alla parte
posteriore del soggetto.

1.6 La necessità e le difficoltà di una “Buona Postura”

L’assunzione di una postura corretta è una buona abitudine che


contribuisce al benessere della persona. La struttura e la funzione

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La postura

del corpo forniscono tutte le potenzialità per il raggiungimento ed il


mantenimento di una postura appropriata.
Viceversa, l’assunzione di una postura scorretta è una cattiva
abitudine, la cui incidenza tra la popolazione è purtroppo alta. I
difetti posturali hanno origine dall’impiego non corretto delle
potenzialità del corpo e non dalla struttura e funzione di un corpo
normale.
Se la postura difettosa fosse solo un problema estetico, ci si
potrebbe limitare a preoccuparsi dell’aspetto. Tuttavia, la
persistenza di questi difetti posturali può determinare l’insorgenza di
disagio, dolore o invalidità, a seconda della durata o della gravità di
tali problemi.
I modelli culturali della civiltà moderna si aggiungono agli stress già
a carico delle strutture fondamentali del corpo umano, imponendo
un’attività sempre più specializzata e limitata. E’ necessario creare
delle influenze che compensino questa situazione in modo da
raggiungere una funzione ottimale nelle condizioni imposte dal
nostro stile di vita.
Negli adulti, l’incidenza di difetti posturali è legata a questa tendenza
verso un modello di attività altamente specializzata o ripetitiva. La
correzione di queste condizioni dipende dalla comprensione delle
influenze che ne sono la causa e nell’attuazione di un programma di
misure di prevenzione ed informazione.
La buona postura è quindi rappresentata da un buon equilibrio
muscolare e scheletrico che protegge le strutture portanti del corpo
da una lesione o da deformità. In queste situazioni i muscoli
lavorano in modo efficace e gli organi toracici e addominali si
trovano in posizione ottimale, al contrario di quanto accade in una

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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La postura

postura scorretta, dove le relazioni tra le parti del corpo sono


alterate e producono aumenti di tensione.

Possiamo sintetizzare il costrutto di postura con le parole di


Kendall:

“Generalmente, la postura viene definita come la disposizione delle


parti del corpo. Una buona postura è quello stato di equilibrio
muscolare e scheletrico che protegge le strutture portanti del corpo
da una lesione o da una deformazione progressiva malgrado la
posizione in cui queste strutture lavorano od oppongono resistenza.
In queste condizioni i muscoli lavoreranno in modo più efficace. La
postura è cattiva quando si ha una relazione scorretta delle varie
parti del corpo che produce un aumento di tensione sulle strutture
portanti e quando l’equilibrio del corpo sulla sua base di appoggio è
meno efficiente.”

FIG. 8

23
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

2 Il piede

2.1 Le funzioni del piede

Generalmente si tende a dare scarsa importanza al piede,


considerato spesso e semplicisticamente, come qualcosa che serve
per muoversi sul terreno. Esso invece rappresenta una delle cause
più frequentemente all’origine di quadri patologici su base posturale.
Raramente si pensa, infatti, che questo “organo” è chiamato a
sopportare notevoli sollecitazioni, specialmente nello sport, come
brusche accelerazioni, arresti repentini, ripetuti slittamenti, violente
ricadute e cambi di direzione.
In queste situazioni il carico di lavoro può essere elevatissimo e le
articolazioni sono costrette a sopportare forze pari a multipli del
peso corporeo. Alcuni calcoli hanno mostrato, ad esempio, che per
una distanza di 1.500 metri in un soggetto di 70 Kg, ogni piede
sopporta più di 60 tonnellate durante la marcia normale, e 110
tonnellate durante la corsa a 12 Km/h!
L’azione “biomeccanica” del piede è quindi essenziale e consiste
nell’assorbire l’energia meccanica generata nell’impatto con il suolo,
immagazzinarne parte sotto forma di energia elastica e nel
trasmettere, nella fase di spinta, la forza generata dai muscoli: una
sorta, insomma, di ammortizzatore biologico.
Oltre alla funzione meccanica, al piede spetta un altro fondamentale
compito: quello di informare sulle sollecitazioni alle quali è
sottoposto e sulla natura del terreno sul quale viene ad operare.
L’esterocettore plantare permette di situare l’insieme della massa
corporea in rapporto all’ambiente, grazie a delle misure di pressione
a livello della superficie cutanea plantare.
24
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

Essa è ricca in recettori e possiede una soglia di sensibilità molto


elevata (i baropressori percepiscono le pressioni anche di 0,3 gr);
fornisce informazioni sulle oscillazioni dell’insieme della massa
corporea e si comporta dunque come una piattaforma
stabilometrica. Le informazioni plantari sono le uniche a derivare da
un recettore fisso direttamente a contatto con un ambiente immobile
rappresentato dal suolo. Le terminazioni nervose stimolate durante
la stazione eretta e il movimento, infatti, fanno del piede un organo
“posturale” ed uno straordinario informatore del cervello. I nervi
sensitivi trasmettono ad esso tutte le informazioni recepite,
principalmente al livello della cute, dei tendini e delle articolazioni:
sensazioni tattili, vibratorie, spaziali e traumatiche. Grazie a queste
informazioni, associate a quelle provenienti da altre fonti quali occhi,
labirinto, mandibola, il cervello formula una risposta motoria
modulata, estremamente importante, in quanto rappresenta uno
degli elementi principali di salvaguardia della integrità di tutto
l’apparato locomotore.

FIG. 9

25
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

2.2 Le alterazioni nel piede e le conseguenze posturali

Una deformazione o una asimmetria qualsiasi si ripercuoterà


sempre a monte e come conseguenza ci sarà un adattamento del
sistema posturale. Il piede è il punto d’unione tra uno squilibrio
d’origine alta e il suolo: esso si adatterà sempre per riarmonizzare
l’appoggio come tampone terminale del sistema posturale.
Nell’ambito delle problematiche posturali, il piede può presentarsi in
tre modi diversi:

 come elemento causativo: quando è responsabile dello


squilibrio posturale che provoca la sua patologia.
 come elemento adattativo: quando tampona uno squilibrio che
viene dall’alto (generalmente dagli occhi e dai denti); in un
primo tempo l’adattamento è reversibile poi si fissa,
alimentando lo squilibrio posturale sottostante.
 come elemento misto: quando presenta contemporaneamente
un versante adattativo e un versante causativo.

Tra le anomalie podaliche più frequenti troviamo il piede piatto


valgo, il piede cavo varo e il piede a “doppia componente”:

1) IL PIEDE PIATTO VALGO


E’ caratterizzato da un indebolimento, da un cedimento e da una
caduta dell’arco plantare interno, provocati essenzialmente da una
lassità legamentosa anomala.
Si associa a valgo calcaneare, ad una rotazione interna della gamba
e della coscia, ad un’apertura del bacino, ad un antiversione iliaca e
ad un aumento delle curve fisiologiche del rachide.

26
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

Si presenterà quindi un accorciamento delle catene muscolari


posteriori e il rilasciamento di quelle anteriori. Questo tipo di piede
sarà accompagnato, come detto, da una iperlordosi lombare e da
una ipercifosi dorsale: quindi, più il piede sarà piatto e più il piano
scapolare tenderà a posteriorizzarsi.

FIG. 10

2) IL PIEDE CAVO VARO


È caratterizzato da un talo varo con caduta astragalo-calcaneare
esterna, che provoca una rotazione esterna degli assi tibiale e
femorale, con tendenza al ginocchio varo e iperpressione rotulea.
Si associa a varo calcaneare, ad una rotazione esterna della gamba
e della coscia e quindi del femore, ad una retroversione iliaca e ad
una diminuzione della lordosi lombare.

27
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

FIG. 11

3) IL PIEDE A DOPPIA COMPONENTE


Rappresenta il piede dell’uomo moderno ed è caratterizzato da uno
squilibrio del sistema posturale che si manifesta clinicamente. Nella
statica può risultare patologico oppure no, ma lo è sempre nella sua
dinamica: il piede, durante il passo, appoggia prima sul bordo
esterno del tallone e cade immediatamente in valgo.
Si associa essenzialmente a dorso piatto e ad un piano scapolare
anteriore, con una proiezione anteriore del centro di gravità.

FIG. 12
28
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

Non sempre si verifica però, simmetria nell’atteggiamento posturale


dei piedi.
E’ possibile infatti, trovarsi di fronte ad una asimmetria o ad una
disarmonia tra i piedi di uno stesso soggetto: il primo caso si verifica
quando appunto, manca simmetria tra i due piedi, ovvero la
componente di valgismo o varismo è più accentuata da un lato
rispetto all’altro; compaiono quindi solitamente, a livello posturale,
bascule e rotazioni.
Nel caso della disarmonia tra i due piedi, invece, osserviamo
caratteristiche opposte: da un lato notiamo valgismo, mentre al
contro laterale è apprezzabile varismo, o viceversa; compaiono
quindi, a livello posturale, antiflessione iliaca dal lato valgizzante e
estensione dal lato varizzante. Generalmente nei destrimani la
tendenza valgizzante è a sinistra, la tendenza varizzante è a destra,
mentre nel mancino avviene il contrario.

2.3 Le anomalie podaliche come principali fattori nello


squilibrio posturale

Le anomalie podaliche sopra descritte, sono da evidenziare


come fattori principali nelle cause di squilibrio nel sistema posturale.
Il 90% degli individui infatti, presenta un atteggiamento posturale
viziato.
Si possono notare meglio questi squilibri analizzandoli nei tre piani
dello spazio:
il piano antero posteriore, il piano frontale e il piano orizzontale.

29
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

1) NEL PIANO ANTERO POSTERIORE

Sono da prendere in esame 5 parametri principali:


 Piano scapolare
 Piano gluteo
 Freccia cervicale (da 6 a 8 cm dal piano posteriore)
 Freccia lombare (da 4 a 6 cm dal piano posteriore)
 Distanza occipite/piano posteriore (non più di 2 dita trasverse)

FIG. 13

Solo la figura A è considerata normale; mentre quattro sono


considerati gli squilibri statici principali:

B) piano scapolare e glutei allineati con aumento frecce


C) piano scapolare posteriore
D) piano scapolare anteriore
E) piano scapolare e glutei allineati con diminuzione delle frecce

30
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

In associazione con le anomalie podaliche:

 L’aumento delle curve (B) è il compenso dei piedi valghi


 La diminuzione delle curve (E) è il compenso dei piedi vari
 Il piano scapolare posteriore (C) è il riflesso dei piedi piatti
 Il dorso piatto, piano scapolare anteriore (D) è quello dei piedi
a doppia componente

2) NEL PIANO FRONTALE

Si noteranno più facilmente squilibri a livello dei cingoli scapolare e


pelvico.
Generalmente il disequilibrio del cingolo scapolare nel destrimane
risulta con un’inclinazione verso l’alto dalla parte sinistra, mentre nel
mancino avviene l’esatto contrario (fig. 14).
Inoltre, solitamente, un’anomalia podalica causativa provoca uno
squilibrio del bacino inverso a quello delle spalle.

FIG. 14

31
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Il piede

3) NEL PIANO ORIZZONTALE

Si notano rotazioni delle spalle e del bacino con tensioni in rotazione


o in torsione. Si parla quindi di:
 ileo anteriore o posteriore
 scapola anteriore o posteriore

La lateralità del cingolo scapolare è fortemente influenzato dalla


lateralità (fig. 15), mentre per ciò che concerne le rotazioni di bacino,
esse possono presentarsi nello stesso senso di quelle delle spalle o
in senso opposto (fig. 16).

FIG. 15 FIG. 16

32
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La baropodometria

3 La Baropodometria

3.1 Cos'è e quali informazioni può dare

Con il termine baropodometria, di origine greca, si intende


letteralmente “misura della pressione del piede”. La baropodometria
permette di valutare anatomicamente e funzionalmente il piede, con
il rilievo delle pressioni che esso esercita al suolo nella stazione
eretta e nella deambulazione.
Trattasi di metodica innovativa, innocua e non invasiva che
permette di formulare diagnosi con documentazione grafica
(anche tridimensionale), gestita da un computer con il quale è
possibile elaborare sofisticati progetti per l’allestimento di plantari
utili ad una migliore distribuzione del carico, adattamento alla
calzatura, correzione di deformità funzionali, migliore tolleranza di
deformità congenite e acquisite (traumatiche, degenerative, ecc).
La metodica è utilizzata a fini diagnostici con possibilità di
valutazioni obiettive non eseguibili con nessun altro sistema: è
possibile definire la morfologia, la funzione, la disfunzione statica e
dinamica del piede con rilievo di patologie insite al piede stesso o
localizzate in altri distretti ad esso collegati anatomicamente e
funzionalmente (piattismo, cavismo, supinazione, pronazione,
talismo, equinismo, metatarsalgie da dismetrie metatarsali,
alluce valgo, dita sublussate, dita in griffe, dita a martello, varismo
del quinto dito, dismetrie ed alterazioni assiali degli arti inferiori,
valutazioni anatomiche e funzionali pre e post-chirurgiche
per interventi sul piede e sull’arto inferiore, valutazioni post-
traumatiche, ecc…).

33
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La baropodometria

3.2 L’analisi baropodometrica

L'analisi baropodometrica risulta fondamentale nella


determinazione delle variazioni ambientali, capaci di guidare in
maniera controllata, il baricentro generale corporeo, sia in statica
che durante la deambulazione: il ristabilimento continuo di un
equilibrio dinamico stabile garantisce conseguentemente, il
miglioramento della qualità della vita.
L’esame baropodometrico è un mezzo indispensabile per lo studio
sia del piede, ma anche della postura del nostro corpo; viene svolto
sia in statica che in dinamica.
L' analisi fornisce diverse informazioni sulle pressioni scambiate tra
piede e terreno, sulla stabilità, sulla distribuzione del peso corporeo,
sui sovraccarichi metatarsali, retropodalici e digitali. Individua inoltre
le proiezioni a terra dei vari baricentri e le distribuzioni del carico del
corpo in statica e nella deambulazione; evidenzia la curva di
svolgimento del passo (andamento del baricentro generale del
corpo durante il passo).
Il tutto al fine di individuare anomalie del piede ed eventuali
complicazioni che possano riflettersi sulla struttura corporea o sulla
postura stessa.

In sintesi l'esame baropodometrico si suddivide in:

1) Esame Statico:
 Distribuzione delle pressioni con zone di ipercarico
 Visualizzazione della proiezione del baricentro corporeo e dei
centri di pressione dei due singoli piedi
 Percentuali di carico rispetto al baricentro

34
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La baropodometria

2) Esame Dinamico:
 Immagini complessive del/i passo/i
 Curva di trasferimento del carico
 Corse del baricentro
 Punto virtuale dell'applicazione del carico
 Visualizzazioni pressioni, tempi e percentuali di contatto nelle
fasi d’appoggio.

3.3 Pedana e solette baropodometriche

1) PEDANA (fig. 17)


Nata oltre quindici anni fa, la pedana baropodometrica è
composta da migliaia di sensori che sono in grado di misurare la
forza applicata dal piede sulla pedana utilizzando l’effetto
piezoelettrico.

FIG. 17

35
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La baropodometria

 Esame statico (o stabilometrico):


L’esame fornisce una serie di informazioni che, se ben
interpretate, portano a stabilire l’eventuale presenza di disturbi
dell’equilibrio, ciò grazie allo studio delle oscillazioni del corpo
durante la statica.
Il paziente, in posizione eretta sulla pedana, rimane fermo per
alcuni istanti in modo da rilevare la distribuzione delle
pressioni sotto la pianta del piede; in seguito vengono
analizzati i risultati determinando le traiettorie del centro di
pressione, i valori medi ed i punti di massima pressione,
l’integrale della pressione sul tempo ed altri parametri varianti
a seconda del software utilizzato.

 Esame dinamico:
La pedana baropodometrica per le analisi dinamiche è
l’evoluzione di quella appena descritta. Questa si presenta più
ampia ed utilizza lo stesso principio di funzionamento di quella
precedente. Con essa è possibile analizzare l’appoggio nella
deambulazione e determinare, mediante strumentazione
aggiuntiva, la traiettoria del baricentro.

2) SOLETTE (fig. 18)


Questo dispositivo nuovo e portatile, si basa sugli stessi principi
della pedana appena illustrata. Una volta calibrate ed inserite sotto il
piede all’interno della calzatura, le solette permettono un esame
statico e un’analisi dinamica della deambulazione.

36
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
La baropodometria

FIG. 18

Tra i vantaggi di questo strumento si possono citare la possibilità di


analizzare l’appoggio del piede all’interno della scarpa e non a piedi
nudi, nonché la possibilità di seguire tracciati reali.

37
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

4 Sport e postura

4.1 L’importanza di una postura corretta nello sport

La postura corretta e il suo controllo sono aspetti da tenere in


considerazione anche nell’ambito della pratica sportiva, dal
momento che l’attività fisica e lo sport fanno ormai parte delle
abitudini della maggior parte delle persone e vengono praticate per
migliorare le qualità fisiche, lo stato di salute e per mantenere quello
di benessere.
Ogni attività sportiva, però, sollecita l’apparato muscolo-scheletrico
e gli effetti di queste sollecitazioni possono essere amplificati se chi
le effettua non è in grado di assumere posture bilanciate e corrette.
Possedere un buon controllo posturale ci consente di mantenere il
corretto rapporto tra gli arti e la conservazione delle curve
fisiologiche del rachide. In questa situazione, qualsiasi attività sarà
benefica per il nostro apparato osteo-articolare e, di conseguenza,
per tutto l’organismo. Le sollecitazioni risultano essere dannose
anche nel caso in cui l’atleta manchi di una buona e adeguata
preparazione atletica. L’acquisizione di una postura adeguata passa
obbligatoriamente attraverso la conoscenza delle posizioni corrette,
ma soprattutto attraverso l’allenamento del corpo ad assumere tali
posizioni in ogni situazione, anche nella pratica dell’attività sportiva.
Una cattiva gestione del corpo e della motricità può dare origine a
delle alterazioni, mentre un “corretto utilizzo” lo aiuterà a mantenersi
in buona forma. Possiamo considerare quindi il corpo di una
persona come il risultato di un lungo lavoro di scultura determinato
dal suo stile di vita e dal suo modo di essere. Possiamo anche

38
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

affermare che una postura corretta, ed un corretto allineamento del


corpo favoriranno anche il suo funzionamento ottimale (Mézières).
Sondaggi, statistiche e ricerche mettono in evidenza che l’esercizio
fisico svolto con regolarità è un elemento comune a tutte le persone
longeve, anche se appartenenti a culture diverse. L’esercizio fisico
sano e responsabile aiuta quindi a regolare l’orologio biologico nella
misura in cui riesce a stimolare positivamente i sistemi:
neuroendocrino, cardiovascolare, respiratorio, immunitario e a
mantenere equilibrato il metabolismo ed efficiente la biomeccanica
del corpo.
L'attività sportiva implica inoltre, molto spesso, una maggiore
sollecitazione del piede: i piedi degli atleti possono invecchiare più
in fretta.
Correre, saltare, balzare vuol dire esercitare un carico maggiore. Le
attività sportive più praticate coinvolgono il gesto motorio della corsa
e molte di esse il salto: dal calcio alla pallavolo, dal basket al tennis
e poi tutte le discipline dell’atletica prevedono un corpo che si
sposta rapidamente aumentando la sua energia cinetica. Questo
aumento di carico sulla superficie di appoggio, varia di molto in
relazione al gesto tecnico, ma già parlando di semplice corsa
dobbiamo moltiplicare il peso del corpo per tre e quindi in un
soggetto di settanta chili il piede sopporta un carico di oltre
duecento.
Se poi questo carico lo moltiplichiamo per tutte le volte che il piede
trova contatto con il terreno ci rendiamo conto dell’incredibile
resistenza delle strutture anatomiche.
Il carico deve essere distribuito in modo ottimale sulla superficie di
appoggio preservando quelle sedi anatomiche più esposte ad usura
come strutture mio-tendinee e capsulo-legamentose.

39
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

Bisogna assorbire al meglio e scaricare l’impatto con il terreno per


una deformazione contenuta, contrastando gli effetti del movimento
di pronazione.
Quello che lo studio della postura e la sua ottimizzazione con
un’adeguata riprogrammazione, qualora sia necessaria, può dare
nella vita di un atleta è innanzitutto un aumento delle performance,
poiché uno schema fisiologico rende il gesto sportivo il meno
dispendioso possibile, ma anche una prevenzione degli infortuni
perché uno schema non fisiologico, ovvero adattato, oltre che
essere dispendioso, non è nemmeno confortevole.

4.2 Le alterazioni posturali negli atleti alla ricerca della


performance

La pratica dell’attività sportiva, come sappiamo, apporta notevoli


benefici all’organismo, ma espone al rischio di traumi acuti e
sovraccarichi funzionali. Tra le varie cause, giocano un ruolo molto
importante anche le alterazioni delle funzioni fisiologiche
dell’apparato locomotore.
L’attività agonistica, inoltre, si trasforma in un elevato fattore di
rischio quando lo scopo principale diventa quello di raggiungere la
prestazione ottimale e il successo. Per ottenere risultati specifici, in
alcune situazioni, vengono incrementate delle asimmetrie di
funzione e di forza.
Tutti questi obiettivi non dovrebbero impedire però, di ricordare il
valore integrativo, anche agli effetti del risultato, della componente

40
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

posturale, che costituisce l’inevitabile fase di preparazione e di


supporto al gesto.
Il movimento è una sequenza di posture, pertanto il gesto atletico è
molto sensibile agli adattamenti che il nostro organismo mette in atto
in seguito agli squilibri del sistema posturale: dolori, blocchi,
contratture, rotazioni e bascule del bacino, scompensi nel rapporto
reciproco delle catene cinetiche, mediante la modificazione del tono,
dell’asse, della lunghezza e dello spessore muscolare, inficiano la
performance sportiva.
Anche la traumatologia dello sport, le frequenti distorsioni articolari, i
crampi e la facile esauribilità neuromuscolare sono conseguenze
dello squilibrio posturale.
La postura alterata nello sport è quindi derivante dall’atteggiamento
corporeo che si assume più frequentemente durante il gesto
sportivo e dal lavoro sotto sforzo.
Alcuni fattori possono quindi alterare l’equilibrio funzionale:

 ripetitività del gesto atletico


 forze in compressione e in torsione
 ipercinesia
 microtraumi ripetuti
 traumi diretti e indiretti
 iperpressioni endoarticolari, infradiscali
 degenerazioni cartilaginee
 cicatrici
 rigidità muscolari
 rigidità articolari
 tendiniti
 tensioni, incapacità a rilassarsi e stress

41
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

FIG. 19

Per concludere, pur essendo fortemente sedotti dallo sport, che è


massima manifestazione di bellezza e di fierezza della corporeità,
bisogna prendere consapevolezza e ammettere che allenamenti
troppo intensi, o che impegnino esclusivamente alcuni distretti o
catene muscolari, possono, oltre a causare traumi, instaurare
alterazioni posturali o paramorfismi.

4.3 La postura del calciatore

I calciatori presentano innanzitutto un baricentro avanzato


rispetto ai riferimenti e l’allenamento che svolgono contribuisce a
42
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

rendere maggiormente “rigido” il sistema ed il controllo posturale di


questi atleti.
Sul piano frontale il ginocchio in varismo rappresenta uno degli
aspetti più significativi e caratteristici.
L’allenamento prevalente dei muscoli estensori ed abduttori della
coscia e l’iperprogrammazione delle catene muscolari d’apertura a
partire dalla giovane età, contribuisce in alcuni casi, ad una
deviazione delle ossa degli arti inferiori che assumono la tipica
piega ad arco. Chiaramente il ginocchio varo ha delle ripercussioni
sull'anca, caviglia e piede. Tuttavia, come sottolinea Bricot, ci
possono essere delle situazioni in cui il piede valgo compensa un
ginocchio varo.
Lo sviluppo, anch’esso caratteristico, della muscolatura flessoria,
avviene in molti casi come modalità di compenso ad un’inefficiente
muscolatura estensoria.
Nei calciatori il lavoro di semiflessione della gamba sulla coscia fa
lavorare in modo costante il quadricipite, ma gli ischio-tibiali in
questa situazione, finiscono per avere un lavoro qualitativamente
più importante. Infatti il ginocchio tende ad essere meno stabile
rispetto alla posizione d'estensione. Si ottiene una diminuzione del
ruolo dei legamenti compensata dal ruolo attivo degli ischio-tibiali. Il
lavoro ad intermittenza ha come risultato quello di valorizzare il
volume dei muscoli, pertanto i calciatori sviluppano ischio-tibiali
voluminosi, robusti e corti per assicurarsi la stabilità del ginocchio.
Ricordiamo che gli ischio-tibiali comprendono:
 Il muscolo semimembranoso
 Il muscolo semitendinoso
 Il capo lungo del bicipite femorale
 Il capo breve del bicipite femorale………

43
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

Gli ischio-tibiali quando sono in una condizione di retrazione


eccessiva, mediante il gioco delle catene muscolari, provocano dei
compensi statici e dinamici.
Per quanto riguarda i compensi statici possiamo affermare che
quando gli ischio tibiali sono corti possono recuperare un margine di
lunghezza in due modi:
1) a livello dell’inserzione distale per mezzo di una semiflessione del
ginocchio (anch’essa tipica ed evidente nel calciatore)
2) a livello dell'inserzione prossimale, abbassando la tuberosità
ischiatica e spostando posteriormente l'ala iliaca.
A livello del ginocchio la trazione del bicipite sulla testa del perone
può scatenare una propriocettività più marcata a livello dei
legamenti peroneo-tibiali. Il corpo, che tende ad assumere una
posizione antalgica, facilita la rotazione esterna della tibia sotto il
femore, offrendo così un piccolo aumento di lunghezza e comodità
ai 2 capi del bicipite.
A livello dell'ala iliaca, invece, la conseguenza della retrazione degli
ischio-tibiali è l'abbassamento delle tuberosità ischiatiche. In questa
situazione otteniamo lo spostamento a livello posteriore delle ali
iliache, che comporta per le articolazioni coxo-femorali, lo stiramento
degli adduttori. È facilmente intuibile come gli adduttori, già in
posizione di stiramento, sopportino a fatica un ulteriore
allungamento o un lavoro eccessivo che, infatti, spesso produce
contratture o tendiniti.
A livello dell'anca gli accorciamenti degli ischio-tibiali e la tensione di
allungamento degli adduttori comportano una risultante di
compressione della cavità cotiloidea della testa femorale.
All’esame del rachide si riscontrano muscoli paravertebrali
estremamente contratti che non smettono mai di lavorare.

44
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

A livello della colonna lombare, la catena posteriore degli arti


inferiori tende a posteriorizzare le ali iliache e a raddrizzare la
colonna lombare. Entrano in azione, tuttavia, alcuni muscoli che la
ricostituiscono:

 Il quadrato dei lombi agisce sulla lordosi lombare come la


corda sulla curvatura dell'arco: più la corda è tesa più l'arco si
incurva.
 L’ileo-psoas è il secondo muscolo che tende ad aumentare la
lordosi lombare. Tutto questo comporta compressioni
intervertebrali e discali con affaticamento lombare (L.Busquet
1998).

FIG. 20

45
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

I compensi sopra descritti conducono e contribuiscono ad


alimentare una corsa che risulta non economica e molto legata allo
sport: una “corsa in abilità”.
Questa infatti, deve rispondere alla necessità, tipica dei giochi di
squadra, di riuscire ad arrestarsi in breve tempo, a cambiare
velocemente di senso e di direzione.

4.4 Infortuni e patologie del calciatore

FIG. 21

L’attività motoria praticata regolarmente, e in particolare quella


sportiva agonistica, presenta la possibilità di incorrere in infortuni, a
volte anche gravi, tanto durante la fase di allenamento quanto
durante l’attività agonistica.
Particolare attenzione va pertanto rivolta già alla fase di
allenamento, durante la quale a volte possono essere effettuati
carichi di lavoro eccessivamente elevati in termini sia di intensità sia
di frequenza, senza la salvaguardia di un’idonea periodizzazione
degli stessi e senza il rispetto dei necessari tempi di recupero

46
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

finalizzati al progressivo adattamento delle strutture muscolo-


tendinee coinvolte. Il conseguente sovraccarico delle stesse può,
infatti, comportare l’insorgenza di una sintomatologia dolorosa
correlata a fenomeni di tipo infiammatorio o a vere e proprie
patologie a carico dell’apparato miotendineo.
Troppo spesso assistiamo a partite di calcio dove l’atleta si porta la
mano alla coscia posteriore e chiede di essere sostituito. Questo
può accadere dopo un tiro potente, ma anche dopo una corsa in
accelerazione. Osserviamo tuttavia, che la muscolatura degli atleti è
molto trofica pertanto non possiamo certo parlare di debolezza della
muscolatura. Dobbiamo constatare che esistono delle retrazioni e
degli accorciamenti profondi che possono essere facilmente indagati
con alcuni test di flessibilità.
I muscoli non agiscono come entità isolate nello spazio ma come
“circuiti di continuità” attraverso i quali è possibile indagare su
eventuali compensi e, quindi, agire per migliorare la funzione ed il
gesto tecnico. “Le catene muscolari rappresentano circuiti in
continuità di direzione e di piano attraverso i quali si propagano le
forze organizzatrici del corpo”. Si possono distinguere diverse
catene muscolari che intervengono nei vari gesti tecnici. Il calciatore
utilizza costantemente le catene muscolari poiché si deve adattare,
da un punto di vista dinamico, ad una situazione di gioco che istante
per istante cambia.
Ad esempio le catene crociate assicurano movimenti di torsione,
pertanto diventano indispensabili a livello del tronco quando l’atleta
calcia la palla con forza e una spalla va verso l’anca opposta.
Le catene muscolari statiche e dinamiche agiscono in sinergia per
una perfetta riuscita della performance, ma anche per garantire

47
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

l’equilibrio psicofisico del calciatore e limitare gli aspetti traumatici e


compensativi specifici di questa disciplina sportiva.
Negli anni passati, ma purtroppo in molte squadre ancora oggi, la
preparazione fisica rivolta al calciatore (oltre alla resistenza ed alla
velocità) ha privilegiato l’allenamento della forza intesa come
rafforzamento dei gruppi muscolari. In modo particolare è stato
privilegiato il rafforzamento di quei gruppi muscolari che
intervengono come agonisti nel gesto tecnico, soprattutto il
quadricipite. Il rafforzamento muscolare rivolto ad un aumento della
potenza e, quindi, ad una migliore efficacia tecnica (almeno
teoricamente), ha in molti casi comportato il risultato di aumentare la
stiffness (rigidità della muscolatura), riducendo la mobilità articolare
e aumentando la possibilità di infortuni nell’arco della stagione
agonistica. Ad esempio, nell’allenamento e nella performance del
calciatore, il gruppo muscolare degli ischio-tibiali è abituato a
lavorare in accorciamento e perde l'abitudine di lavorare in
allungamento, pertanto osserviamo frequentemente durante delle
partite intense calciatori uscire dal campo con una lesione ai muscoli
posteriori.
I muscoli posteriori della coscia (considerati degli “antagonisti” degli
estensori della gamba sulla coscia) sono molto spesso troppo
accorciati, pertanto dopo diverse sollecitazioni possono stirarsi.
L’attività ad alto dinamismo sottopone la muscolatura dell’atleta a
rischio di lesione per:
 Velocità
 Iperestensione
 Cambio improvviso di movimento
 Mancato buon fine gesto tecnico
 Improvvisa decelerazione

48
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

In particolare i distretti più vulnerabili alle lesioni muscolari sono:

 Muscolatura adduttoria
 Ischiotibiali
 Retto anteriore

Le lesioni riscontrabili sono:

 Contrattura:
dal punto di vista anatomico non vi è rottura di fibre. Può
evidenziarsi per fenomeni di fatica protratta conseguente a fattori
di intossicazione prolungata della muscolatura in condizioni
sfavorevoli (allenamento non corretto o insufficiente, squilibri,
ecc.). I sintomi sono di gonfiore e indurimento localizzato, tale da
non creare impotenza funzionale, che si presentano dopo
qualche tempo dall’esercizio sportivo, spesso dopo la doccia.
Palpando il muscolo si nota lo stato di contrazione e indurimento
marcato dello stesso.

 Elongazione:
è sempre conseguenza di un episodio doloroso acuto e
improvviso e interessa una piccola zona del muscolo, ma spesso
è abbastanza modesto e il più delle volte ben localizzato, per cui
lo sportivo è costretto ad interrompere l’attività, pur non
comportando un’impotenza funzionale immediata. All’ecografia
non sono presenti lesioni delle fibre, il disturbo può essere dovuto
ad un’alterazione funzionale delle miofibrille, ad un’alterazione
della conduzione neuro-muscolare oppure a lesioni sub

49
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

microscopiche a livello del sarcomero. La conseguenza sul piano


clinico è rappresentata dal dolore acuto e improvviso.

 Distrazione:
rottura di alcune fibrille con distensione ma integrità delle fibre
muscolari e dell’aponeurosi. Il dolore, simile ad una pugnalata,
impedisce la prosecuzione dell’attività sportiva e causa
impotenza funzionale; non diminuisce con il riposo. La
palpazione evidenzia una zona muscolare molto dolente e
l’impotenza funzionale dura almeno 4-5 giorni.

 Rottura:
può essere parziale o totale a seconda della rottura solo di
alcune fibre muscolari con eventuale lesione aponeurotica, o del
ventre muscolare. Oltre al dolore immediato e acuto con
impotenza funzionale marcata, sono presenti tumefazione e
gonfiore per ematoma. La palpazione permette di apprezzare il
solco tra i monconi muscolari.

Le lesioni muscolari dirette e indirette sono numericamente rilevanti,


soprattutto quindi a livello della coscia; non sempre però giungono
all’osservazione del medico e spesso non vengono correttamente
diagnosticate; infatti i maggiori problemi sono rappresentati dalle
recidive e dalle complicanze, soprattutto dalle fibrosi muscolari
postraumatiche.

50
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

FIG. 22

I meccanismi di lesione, comunque, sono prevalentemente dovuti a


traumi da contrasto e gli arti inferiori, costituiscono la sede più
interessata dei traumi.
Il ginocchio è l’articolazione più frequentemente coinvolta: le
sollecitazioni e gli insulti, diretti e indiretti, in movimenti sempre più
intensi e rapidamente eseguiti, colpiscono fra le due articolazioni
distali, ginocchio e caviglia, quella maggiormente vulnerabile. Le
lesioni di maggior riscontro sono i traumi distorsivi e in particolare le
lesioni del legamento crociato anteriore (LCA), le lesioni del
legamento collaterale mediale (LCM), le lesioni meniscali e le lesioni
condrali.
A tale proposito le lesioni del LCA avvengono prevalentemente con
meccanismo indiretto, mentre le lesioni del LCM si verificano spesso
dopo contatto o contrasto con l’avversario; le prime hanno indirizzo
chirurgico, le seconde conservativo.
Le distorsioni di ginocchio avvengono prevalentemente in valgo-
rotazione esterna con interessamento del LCM. Meno frequenti
sono la rottura meniscale (mediale o laterale) e del LCA, che

51
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

necessitano di intervento chirurgico ed una inattività da 30 giorni (a


seguito di meniscectomia selettiva) a 4-6 mesi (ricostruzione LCA).
Oltre il 90% dei traumi alla caviglia sono distorsioni, spesso
sottovalutate nella diagnosi e nel trattamento; non esiste
probabilmente un calciatore che non sia incorso nella propria
carriera sportiva in un trauma distorsivo alla caviglia.
Le distorsioni di caviglia avvengono prevalentemente in inversione
ed interessano generalmente il legamento peroneo-astragalico
anteriore (LPAA) con prognosi di 20-40 giorni. Nel caso di distorsioni
gravi con rottura completa di tutti i legamenti esterni di caviglia può
essere necessario un intervento di ricostruzione anatomica, con
tempi di recupero di circa 3 mesi.

FIG. 23

Un’altra patologia tra le più frequenti nel calciatore è la pubalgia.


Si tratta di una patologia la cui epidemiologia resta poco chiara,
soprattutto in ragione della complessità di tipo anatomico della

52
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

regione pubica e del frequente sovrapporsi, al quadro clinico, di altri


tipi di patologia.
La pubalgia dello sportivo, fa riferimento a tre entità anatomo-
cliniche, tra loro spesso associate:

 La patologia parieto-addominale, che interessa la parte


inferiore dei muscoli larghi dell’addome (grande obliquo,
piccolo obliquo e traverso) e gli elementi anatomici che
costituiscono il canale inguinale.
 La patologia dei muscoli adduttori, che riguarda
prevalentemente la loggia superficiale, ossia l’adduttore lungo
ed il pettineo.
 La patologia a carico della sinfisi pubica.

Nel calcio esistono senza dubbio molti gesti tecnici che possono
favorire l’insorgenza della patologia: salti, dribbling, contrasti in fase
di gioco effettuati in scivolata, costituiscono indubbiamente dei
fattori che causano forti sollecitazioni a livello della sinfisi pubica,
innescando un meccanismo di tipo sinergico e combinato tra
muscolatura abduttoria ed addominale.
Altre condizioni che ne possono facilitare l'insorgenza sono:
 Iperlordosi e rigidità delle vertebre lombari.
 Riduzione ROM anca.
 Alterazione forza/lunghezza muscolare
 Calzature inadatte e terreni troppo rigidi.
 Altri dimorfismi degli arti inferiori.

L’atleta riferisce il dolore molto spesso nella regione sottopubica


monolaterale, raramente in quella sovrapubica bilaterale.

53
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

La patologia da sovraccarico funzionale che fino ad alcuni anni or


sono non veniva riportata in letteratura da chi si occupava di traumi
del calcio, oggi grazie anche all’affinamento clinico e alle moderne
indagini diagnostico-strumentali , costituisce un rilievo sempre più
ricorrente nei calciatori. Tale patologia costituisce per l’apparato
locomotore del calciatore un evento difficilmente evitabile soprattutto
in presenza di condizioni favorenti o scatenanti quali le
caratteristiche biologiche e morfotipiche del soggetto, l’utilizzo e la
scelta dei materiali, le sollecitazioni tecniche e metodologiche di
allenamento e di gara. Tutti i tessuti, osseo, cartilagineo,
capsulolegamentoso, tendineo, muscolare, possono venire coinvolti
da affezioni tipiche del sovraccarico funzionale. In particolare a
fianco delle localizzazioni peculiari quali la pubalgia, la caviglia
cronica del calciatore, si sono osservate affezioni tipiche di altri sport
come le tendinopatie del rotuleo, di frequente riscontro negli sport di
salto, certamente dovute all’incremento qualitativo e quantitativo in
allenamento di esercitazioni per lo sviluppo della forza muscolare
nelle sue varie attività. E’ a tutti noto che il muscolo è un tessuto che
ben si adatta e risponde al lavoro allenante, mentre il tendine ha un
basso adattamento. E’ risaputo inoltre che l’esercizio pliometrico
rappresenta la forma più comune di attività muscolare che si
incontra nelle varie fasi di una partita di calcio.
Le patologie tendinee nel calcio rappresentano circa il 10-15% di
tutte le patologie. I tendini costituiscono l’anello debole della catena
osso-tendine-muscolo perché presentano una bassa capacità di
adattamento all’allenamento. Inoltre i tendini sono predisposti alle
lesioni in ragione del fisiologico invecchiamento, della scarsa
vascolarizzazione, per cause iatrogene e nei pazienti affetti da
alcune patologie metaboliche.

54
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Sport e postura

Tra le tendinopatie da sovraccarico ricoprono notevole importanza


le tendinopatie inserzionali. Esse sono patologie delle giunzioni
osseo-tendinee da sovraccarico funzionale, frequenti nello sportivo,
causate da microtraumi, soprattutto di tipo eccentrico, ripetuti nel
tempo. Tra queste le principali che coinvolgono il calciatore sono:

 Alcune forme di pubalgia


 La tendinopatia rotulea
 La tendinopatia achillea

In netto aumento appaiono anche i traumi dell’arto superiore che


interessano non solo il portiere che viene colpito maggiormente da
affezioni croniche, ma anche i giocatori esterni a carico dei quali si
osservano con preoccupante incidenza alcuni traumi acuti fratturativi
(clavicola e avambraccio), o lussativi (acromion-claveare e gleno-
omerale). La velocità con cui un calciatore entra in collisione con un
avversario, l’abbattimento tattico di certi giocatori lanciati a rete
provoca cadute sul terreno che espongono i distretti superiori a
rischi importanti.

55
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

5 Lo studio

5.1 Descrizione dello studio e del campione

Lo studio si pone l’obiettivo di indagare e confrontare le


caratteristiche posturali e dell’appoggio plantare di un gruppo di
calciatori dilettanti, allo scopo di scoprire eventuali somiglianze,
avvalorate da ricerche e studi scientifici, che possano derivare
ipoteticamente dallo sport praticato.
Il campione che si è sottoposto ad un’analisi posturale e
baropodometrica è composto da 20 atleti, con un’età compresa tra i
18 e i 28 anni, che praticano calcio a livello agonistico e
dilettantistico.

5.2 Materiale utilizzato

Mentre se per lo studio posturale sono stati utilizzati un


comunissimo filo a piombo e un metro per le misurazioni, per quanto
riguarda lo studio baropodometrico invece, è stato necessario
avvalersi dell’aiuto di un sistema computerizzato, che rileva
importanti dati sulle pressioni podaliche dei pazienti, per mezzo di
particolari solette computerizzate: il Parotec System (fig. 24).

Il Parotec System:
E’ un sistema computerizzato per l'analisi delle pressioni statiche e
dinamiche.

56
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

L’apparecchiatura è composta da un contoller (solitamente


allacciato in vita) contenente una memory-card che memorizza i dati
rilevati. Al controller sono collegate due solette (inserite nelle
calzature del paziente); le solette hanno 24 sensori a idrocellula che
rilevano la pressione dei piedi in statica ed in dinamica. I dati rilevati
dalle solette vengono registrati nella memory-card del controller che
in un successivo momento, una volta finita l’analisi del soggetto,
verrà collegato al computer.

Componenti del Parotec System:

 Controller con memory card e cavi


 4-6 paia di solette di misurazione e bende elastiche (per
fissaggio cavi)
 Dispositivo per ricarica veloce
 Telecomando
 Software su CD
 Valigetta in alluminio
 Cuscinetti di misurazione per registrare carichi di pressione
fuori dalla regione plantare

57
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

FIG. 24

58
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

Vantaggi del Parotec System:

 Misurazione statica e dinamica della scarpa, allo stesso tempo


per entrambi i piedi.
 Misurazione della pressione e delle forze orizzontali e verticali.
 Rilevamento dei rapporti di carico indipendente dal computer
durante l'esecuzione del movimento naturale.
 Determinazione di valori di misura obiettivi in base a criteri
uniformi.
 Adattamento della frequenza di misurazione alla velocità di
movimento.
 Modernissima tecnica a idrocellule con microsensori ad alta
risoluzione.
 Collocazione dei sensori su base scientifica.
 Misurazione in serie con l'impiego di scheda di memoria.
 Struttura del software semplice da capire ed usare.
 Molto maneggevole: può essere custodito nella valigetta
fornita in dotazione.

5.3 Metodi

Ogni calciatore è stato sottoposto al seguente tipo di analisi:


1) Raccolta di dati anamnestici
2) Esame posturale in stazione eretta con ausilio di filo a piombo
3) Impronta plantare
4) Esame baropodometrico statico con ausilio di Parotec System

59
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

5) Esame baropodometrico dinamico con ausilio di Parotec


System

Tutti i dati così ottenuti, sono stati raccolti in tabelle personali per
ogni atleta; in un secondo tempo sono stati analizzati e messi a
confronto.

1) Raccolta dati anamnestici:


 Età
 Anni di pratica sportiva (da quanti anni gioca a calcio)
 Piede preferito
 Ruolo più frequentemente adottato in campo
 Infortuni occorsi negli ultimi 3 anni
 Note particolari da segnalare

2) Esame posturale:
L’esame è stato effettuato in stazione eretta con ausilio di filo a
piombo; da quest’analisi sono stati rilevati i seguenti dati:

 COLONNA VERTEBRALE

 Distanza in cm Occipite/Filo a piombo


 Freccia Cervicale in cm
 Freccia Lombare in cm
 Piano Scapolare (anteriore o posteriore rispetto ai talloni) in
cm
 Piano Gluteo (anteriore o posteriore rispetto ai talloni) in cm
 Inclinazione Cingolo Scapolare
 Inclinazione Cingolo Pelvico

60
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

 Rotazione Cingolo Scapolare


 Rotazione Cingolo Pelvico

 PIEDE

 Retropiede (varo, valgo, neutro)


 Arco Plantare (piatto, cavo, normale)

 GINOCCHIA

 Atteggiamento (varo, valgo, neutro)

3) Impronta plantare (fig. 25):

Sono state effettuate le impronte plantari per verificare gli archi


plantari, l’atteggiamento dei retropiedi e per segnalare problemi
evidenziati di sovraccarico in qualche zona del piede.

FIG. 25

61
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

4) Esame baropodometrico statico con Parotec System:

Ai calciatori, dopo aver dato loro da indossare le scarpe da


ginnastica con all’interno le solette sensorizzate del Parotec System
collegate con cavi al controller (legato in vita), è stato chiesto di
mantenere una posizione statica eretta, il più naturale possibile, per
alcuni secondi. Il Sistema ha così registrato nella memory card del
controller i seguenti dati del paziente in posizione statica (fig. 26):

 Misurazione statica dei valori medi di pressione


 Baricentri statici
 Percentuale di carico statico di entrambi i piedi
 Percentuale di carico statico di avampiede e retropiede di
entrambi i piedi

FIG. 26

62
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

5) Esame baropodometrico dinamico con Parotec System:

Agli esaminati, sempre con l’ausilio del Parotec System, è stata poi
chiesta una breve camminata lungo un corridoio; le solette
sensorizzate hanno così potuto registrare sulla memory card del
controller i seguenti dati (fig. 27 e 28):

 Misurazione dinamica dei valori medi di pressione


 Corse dei baricentri
 Valori pressori durante tutte le fasi del passo
 % di carico di avampiede, mesopiede e retropiede durante le
fasi del passo
 Retropiede (varo, valgo, neutro)
 Zone di iperpressione durante le fasi del passo

Per mezzo del Parotec System, inoltre, tutti questi dati potrebbero
essere analizzati per ogni singolo passo compiuto; per il nostro
studio sono stati presi in esame solo i valori medi di tutti i passi
effettuati dagli esaminati.

FIG. 27
63
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

FIG. 28

5.4 I risultati

Dall’analisi e dal confronto dei dati raccolti, sono questi i


risultati più significativi emersi:

 14 calciatori presentano il capo in avanti

Capo degli esaminati

Capo in avanti
Capo allineato
70%

30%

64
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

 La distanza media tra occipite e filo a piombo è di 6,6 cm (valore


fisiologico circa 2 dita trasverse)
 La freccia cervicale media è di 6,9 cm (valore fisiologico 6-8 cm)
 Il piano scapolare medio risulta arretrato di -1,2 cm
 La freccia lombare media è di 3,8 cm (valore fisiologico 4-6 cm)
 Il piano glutei medio risulta arretrato di - 1,7 cm

Medie valutazione posturale colonne vertebrali


su piano sagittale

Distanza
Occipite/Filo a 6,6
Piombo

Freccia Cervicale 6,9

Piano Scapolare 1,2-

Freccia Lombare 3,9

Piano Gluteo 1,8-

-3,00 -2,00 -1,00 0,00 1,00 2,00 3,00 4,00 5,00 6,00 7,00 8,00

cm

 12 calciatori presentano inclinazioni pelviche; 9 con emibacino


SX più alto, 3 con emibacino DX più alto. Questi ultimi risultano
con piano scapolare e glutei allineati antero-posteriormente
(Bricot fig.13 pag. 29).
 11 calciatori presentano rotazioni scapolari; 8 con spalla DX in
avanti, 3 con spalla SX in avanti. Questi ultimi risultano con piano
scapolare e glutei allineati antero-posteriormente (Bricot fig.13
pag. 29) .
 Staticamente il carico è distribuito con una media del 53,6% a DX
e del 46,3% a SX.

65
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

 Staticamente il carico a DX è distribuito con una media del 55,5%


al posteriore e del 44,5% all’anteriore.
 Staticamente il carico a SX è distribuito con una media del 62,6%
al posterore e del 37,4% all’anteriore.

% di carico in statica
100%
90%
80% Carico Anteriore
70% Carico Posteriore
60%
53,7% 46,3%
50%
40% 23,9% 17,3%
30%
20%
29,8% 29,0%
10%
0%
Piede DX Piede SX

 18 calciatori presentano un arco plantare normale ad entrambi i


piedi.
 Tutti i calciatori presentano varismo, più o meno marcato, ad
entrambe le ginocchia.
 Staticamente 15 calciatori presentano maggior % di carico
posteriore, ma nessuno di essi presenta iperpressioni al
retropiede da sovraccarico.
 Staticamente 10 calciatori presentano iperpressioni metatarsali.
 Staticamente 10 calciatori presentano entrambi, o almeno uno
dei retropiedi, con atteggiamento in valgo.
 Dinamicamente 12 calciatori presentano entrambi, o almeno uno
dei retropiedi, con atteggiamento in valgo.
 Dinamicamente 16 calciatori presentano iperpressioni metatarsali
da sovraccarico.

66
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

Piedi degli esaminati

Retropiede Valgo
Statica

Sovraccarico metatarsale
Dinamica

Retropiede Valgo

Sovraccarico metatarsale

0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20

Calciatori

 Dinamicamente 16 calciatori presentano instabilità nelle corse dei


baricentri.

Corse dei baricentri degli esaminati in dinamica

80%

Baricentro Stabile
Baricentro Instabile

20%

 Dinamicamente 16 calciatori presentano tendenza ad una fase


d’appoggio maggiore a SX e una fase di spinta maggiore a DX.
 Dinamicamente i calciatori presentano una fase d’appoggio
dell’arto inferiore DX con carico medio del 10,7% al retropiede e
del 43,6% al mesopiede, con una fase di spinta con carico medio
del 29,9% all’avampiede.

67
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Lo studio

 Dinamicamente i calciatori presentano una fase d’appoggio


dell’arto inferiore SX con carico medio del 10,9% al retropiede e
del 50% al mesopiede, con una fase di spinta con carico medio
del 25,2% all’avampiede.

% di carico durante le fasi del passo

Piede DX
100% Piede SX

80%

60%

40% 50,0%
43,6%

20% 29,9%
25,2%
10,7%10,9%
0%
Retropiede Mesopiede Avampiede

 La maggioranza degli infortuni da trauma indiretto, occorsi negli


ultimi 3 anni ai calciatori esaminati, è composta da distorsioni alle
caviglie e lesioni muscolari alla catena posteriore (ischiotibiali e
gastrocnemio).

% di tipologie d'infortunio degli esaminati

Altri infortuni
11%

Lesioni catena Distorsioni


muscolare Caviglie
posteriore 53%
36%

68
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Conclusioni e considerazioni

6 Conclusioni e considerazioni

6.1 Conclusioni

Interpretando i dati emersi si possono trarre alcune


conclusioni:

 Sull’allineamento sagittale prevale, anche se non in maniera


schiacciante il capo in avanti.
 E’ sempre presente, più o meno marcato, il varismo alle
ginocchia, che si presentano spesso in lieve flessione.
 In statica prevale valgismo al retropiede e il carico risulta
distribuito maggiormente al posteriore.
 In dinamica prevale, in maniera ancor più netta, il valgismo al
retropiede e si nota un sovraccarico importante alle teste
metatarsali.
 Nella dinamica del passo si può apprezzare un maggior
appoggio del retropiede e del mesopiede dell’arto inferiore SX
e una maggiore spinta all’avampiede dell’arto inferiore DX.
 Le corse dei baricentri in dinamica risultano molto instabili.
 La prevalenza di infortuni da trauma indiretto è di lesioni
muscolari alla catena posteriore, o di distorsioni alle
articolazioni di caviglia.

69
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Conclusioni e considerazioni

FIG 28

6.2 Considerazioni finali

Nell’idea dello studio di questa tesi c’era la speranza di


individuare linee di tendenza omogenee nella postura e nella
morfologia dei calciatori. A “colpo d’occhio”, infatti, questi sportivi
sembrano assomigliarsi molto: capo in avanti, atteggiamento in
varismo e in lieve flessione di ginocchia e bacino retroverso.
Tutto ciò però, nell’analisi degli esaminati, non si è tradotto in
un’uniformità degli assetti delle colonne vertebrali e dei piedi.
Possiamo affermare che, se per l’analisi dell’appoggio podalico si è
potuto utilizzare una strumentazione sofisticata e accurata, per
l’analisi posturale l’osservazione esterna potrebbe essere stata non
scrupolosa e poco precisa.
Sono stati tuttavia confermati, oltre alla tendenza del capo in avanti,
alcuni atteggiamenti posturali che potrebbero essere, come descritto
in precedenza nel capitolo 4, conseguenza degli effetti
dell’accorciamento degli ischiotibiali, quali il varismo e la flessione di
70
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Conclusioni e considerazioni

ginocchia, la retroversione di bacino e la frequenza di lesioni


muscolari alla catena posteriore.
Osservando comunque i dati emersi, sorgono domande alle quali si
possono trovare risposte in ipotesi che andrebbero in ogni caso
indagate con studi specifici:

1. La prevalenza di valgismo al retropiede potrebbe essere un


ulteriore compenso al varismo di ginocchia, come sostiene
Bricot parlando di piede compensatore?
2. La forte instabilità nelle corse dei baricentri potrebbe essere
effetto della non economica “corsa in abilità”, descritta in
precedenza nel capitolo 4, che consente al calciatore di
riuscire ad arrestarsi in breve tempo e a cambiare
velocemente di senso e di direzione come necessità
nell’allenamento e nella gara?
3. Osservando che la quasi totalità degli esaminati risulta
destrimane (19 su 20), possiamo pensare che la tendenza in
dinamica di una fase d’appoggio maggiore a SX, con una
spinta maggiore all’avampiede a DX siano conseguenza del
gesto tecnico del calciare (il più tipico e frequente)?
4. Quest'ultima ipotesi farebbe pensare anche ad una
conseguente rotazione di bacino (emibacino DX in avanti), ma
i dati non concordano; possibile che i piedi e gli arti inferiori
assumano questa "distribuzione dei ruoli" senza influenzare
più di tanto il bacino, o sarà presente un altro tipo di
compensazione a questo movimento rotatorio?

In conclusione, avendo osservato che anche i professionisti, pur


avendo spazi, tempi ed attrezzature adeguati per gli allenamenti,

71
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Conclusioni e considerazioni

che spesso sono addirittura individualizzati, mostrano e anzi


accentuano la caratteristica “postura del calciatore” con tutte le
conseguenze precedentemente analizzate, si potrebbe ipotizzare
che prendere delle precauzioni già in giovane età per salvaguardare
l’equilibrio posturale, quale per esempio l’affiancamento
all’allenamento tradizionale di un programma posturale che presti
maggiore attenzione ai gruppi e alle catene muscolari meno
utilizzate, potrebbe ridurre i compensi e gli atteggiamenti viziati tipici
di questi sportivi, quindi minimizzare gli infortuni e migliorare la
qualità delle performance.

FIG. 29

72
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Ringraziamenti

Ringraziamenti

Alla fine di un lavoro come questo e soprattutto di un intero corso di


studi, i ringraziamenti diventano un piacere personale e una sezione
alla quale non voglio rinunciare. Doverosi intanto i ringraziamenti a
chi mi ha permesso di sperimentare il mio lavoro, offrendomi
attrezzature, disponibilità e tempo, ovvero il Tecnico Ortopedico
Aldo Baldi e alla mia relatrice Dottoressa Sonia Ceretto Castigliano
per la sua competenza, passione e disponibilità, ma soprattutto per
essere riuscita a capire fin da subito le mie esigenze, mettendomi
sempre a mio agio, condividendo con me passo dopo passo l’intera
realizzazione di questa tesi.
In particolare desidero poi ringraziare la Professoressa Daniela
Garaventa per avermi seguito e indirizzato in questi anni, con
grande professionalità e altrettanto grandi disponibilità e cortesia e a
Cinzia, per avermi sostenuto ed incoraggiato anche e soprattutto
nell’allungarsi del mio percorso di studi.
Un abbraccio ai miei compagni di viaggio universitari, in particolare
a quelli che mi sono stati accanto anche dopo il termine dei loro
studi.
Un ringraziamento speciale va poi ai miei amici più cari, punti fermi
della mia vita, per essermi vicini sempre e comunque.
In ultimo, ma non certo per importanza, un grazie immenso alla mia
famiglia per tutto ciò che non si può esprimere a parole; a mia
sorella Giulia per la sua vicinanza silenziosa e discreta ma sempre
palpabile e ai miei genitori, Susanna e Roberto, per avermi fatto
crescere così, per i loro consigli di vita, per la loro vicinanza mai
opprimente e il loro sostegno incondizionato.

73
Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti
Bibliografia

Bibliografia

1) F. P. Kendall, “I muscoli: funzioni e test con postura e


dolore”, Verduci Editore, 2005.
2) I.A. Kapandji, “Fisiologia Articolare. Tronco e rachide”,
Monduzzi Editore, 2006.
3) I.A. Kapandji, “Fisiologia Articolare. Arto inferiore”,
Monduzzi Editore, 2006.
4) L. Busquet, “Le catene muscolari, Vol. I, II, III, IV”, Editore
Marrapese, Roma, 1996.
5) Ph. E. Souchard, “Ginnastica Posturale e Tecnica
Mézières”, Editore Marrapese, Roma, 1982.
6) Ph. E. Souchard, “Lo stretching globale attivo”, Editore
Marrapese, Roma, 2003.
7) B. Bricot, “La riprogrammazione posturale globale”
Statipro, Francia,1998.
8) Werner Platzer, “Anatomia Umana, Atlante tascabile
apparato locomotore”.
9) Bernhard N. Tillmann, “Atlante di anatomia umana”,
Zanichelli, Bologna, 2008.

10) Dott. Albanesi, articolo “Postura”, 2005.


11) Dott. Albanesi, articolo “Dopo l'infortunio: ritorniamo a
giocare”, 2005.
12) Dott. Albanesi, articolo “La pubalgia del calciatore”, 2005.
13) Prof. Francesco Perrotta, articolo “La postura sport e
formazione”.
14) Dott. Carlo guido Fabbri, articolo “Corsa e capacità di
accelerazione”.
15) Dott. Carlo guido Fabbri, articolo “Infortuni Muscolari: la
punta dell’iceberg”.
16) Dott. Carlo guido Fabbri, articolo “Metodologie Posturali
nella preparazione fisica del calciatore”.
17) RunnerMan – Staff, articolo “Postura e ottimizzazione
delle performance nello Sport”, Ottobre 2011.
18) Dott. Andrea Tolomei, articolo “SPORT E POSTURA -
Prima di partire per un lungo viaggio è necessario
controllare sempre lo stato di salute della nostra auto”.
19) Dott.ssa Angelica Albolino, articolo “Postura e sport”.
20) Dott.ssa Stefania Rossi Barilozzi, articolo “Podologia e
riflesso plantare”.
21) Dottori Giuseppe Costanza e Roberto Facecchia, articolo
“Postura e sport”.
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Bibliografia

22) Dott. Fabrizio Mazzola, articolo “Calcio e Postura”.


23) Dott. Albino Sarchioto, articolo “LA POSTURA: cos’è
realmente”, 2010.
24) Dott. Albino Sarchioto, articolo “LE PATOLOGIE
POSTURALI: ambiti e limiti”, 2010.
25) Prof. Riccardo Tummiati, articolo “Valutazione posturale
del calciatore”.
26) Dottori Fabrizio Magnifica e Antonio Guglietta, articolo
“L'alterazione della biomeccanica lombo-sacrale nel
giovane calciatore”.
27) Dottori F. Benazzo, F. Cuzzocrea, M. Mosconi, G. Zanon,
articolo “LA PUBALGIA NEL CALCIATORE”.
28) Dottori F. Benazzo e G. Zanon, articolo “LA PATOLOGIA
DEL TENDINE D'ACHILLE NEL CALCIATORE”.
29) Prof. Alessandro Caprio, articolo “Le patologie del piede
nel calciatore”, Gennaio 2012.
30) Prof. Alessandro Caprio, articolo “LE PATOLOGIE DEL
PIEDE NEL CALCIATORE”.
31) Dott. Piero Volpi, articolo “Calcio ed infortuni”.
32) Dott. Giulio Sergio Roi, articolo “LA PREVENZIONE DEGLI
INFORTUNI DEL CALCIATORE.
RISULTATI DELL’ESPERIENZA FATTA DA ISOKINETIC
CON IL NUOVO CALCIO.”
33) Dottori Andrea Cattozzo, Elena Castellini, Matteo Levi
Micheli & Prof. Mario Marella, articolo “Variazioni
stabilometriche indotte dall’allenamento in calciatori
professionisti durante preparazione precampionato”.
34) Dott. Simone Casarosa, articolo “Prevenzione degli
infortuni del giovane calciatore”.
35) Dott. Leonardo Squarcella, articolo “PREVENZIONE DEI
TRAUMI E DEGLI INFORTUNI NEL CALCIATORE - Lo
sport e gli infortuni sportivi quasi sempre sono un
binomio inscindibile”, 2010.
36) Dott.ssa Elena Raveggi, articolo “La traumatologia
sportiva nel calcio”.
37) Dott. Marcello Ghizzo, articolo “GLI INFORTUNI DEI
CALCIATORI IN ETÀ EVOLUTIVA: ESITI DI UNA
RICERCA A LIVELLO NAZIONALE”.
38) Prof. Sergio Ruosi, articolo, “Allenamento funzionale della
forza nel calcio”, 2010.
39) Dott. Gianluca Salernitano, articolo “La baropodometria,
ovvero l’analisi baropodometrica del passo”.

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Bibliografia

40) Robin M. Queen, PhD, Benjamin B. Haynes, W. Mack


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41) Besier TF, Lloyd DG, Cochrane JL, Ackland TR.


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42) David Albu, Johan Bellemans, Lieven Danneels, Aad


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Pubblicato nella rivista Sport&Medicina, fascicolo n°1, genn.
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43) Loder, Randall T. M.D.; Johnston, Charles E. II M.D.


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45) http://www.posturologiaclinica.com/patologie_disturbi_postur
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46) http://benessere.paginemediche.it/it/243/sport-
ebenessere/medicina-dello-sport/sport-
ebenessere/detail_1828_anche-i-calciatori-soffrono-infortuni-
e-patologie.aspx?c1=48&c2=393
47) http://www.nonsolofitness.it/scienza-e-movimento/il-ruolo-
del-calcio-nell-insorgenza-del-ginocchio-varo/introduzione-l-
incidenza-del-gioco-del-calcio-nel-ginocchio-varo.html
48) http://www.alleniamo.com/
49) http://www.ortopediasanital.it/parotec.html
50) http://www.paromed.com./
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Analisi della postura e dell’appoggio plantare di un gruppo di calciatori dilettanti