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racconto di una vendemmia

c tutto ci che riesci a vedere con gli occhi, nella vendemmia ... ma certe cose non si riesce a impressionare il movimento delle foglie tra i filari le ombre tralucenti delle piante duplicanti il fascino della ruspante donna di paese il volo improvviso dei passeri e il fugace della farfalla i click di impressioni cerebrali lo schiacciare ritmato di na forbici di putari il lancio del cesto che rotola lo slancio del tino che tonfa sulla spalla laumentare del peso duna uguale tinedda di buccatori il ronzio di mosche e zanzare, le punture da prurito il rombo tremante del motore immobile la leggerezza del grappolo duva ambrosia la gustosit dellacino e lo sputo della semente il fumo della sigaretta al termine delle andate e dei ritorni il rinfresco del soffio del vento, il bollore della sua quiete lu cuagghiu il canto di frasi accorate

e si pigghiunu a una unu pi dispiettu allu patrunu e luvi susumaniellu ca si faci lu vinu chi beddu e la notti si corca alla nuta treta na casodda quedda porca di mimina comu tormi scuscitata cu lu finestru apiertu e lu purtoni scampagnatu ahi rutul, rutul e rutul lamori na rutella, lamori na rutella ahi rutul, rutul e rutul lamori na rutella di te ce ndaggia fa

l essenza della ricreazione la prelibatezza di lu muloni sarginiscu il gusto dei sorsi alla bottiglia dacqua la mandibola fluttuante che mastica liquirizia la sedia di terreno con spalliera di vite lestemporanea scalmana sui visi il ricomincio del rito ...ci sono cose che impressionano la velocit del ramarro spaventato il levarsi della polvere che poi si riposa il fruscio dellerba strisciata da scurzuni i fili di lenza in tensione di ragnatele in costruzione la forza delle braccia e delle mani la tenacia delle gambe il sudore colato dal fazzoletto che cinge la fronte la nudit del graspo le fragranze di mosti improvvisati la fede ad una fede nascosta dal sottile guanto di gomma colorato vivo ...ci sono cose impressionanti gli innumerevoli stormi di moscerini scalmanati asserragliati nell aria la leggerezza della libellula larte della guida da sterzo in corsia obbligata i fischi della campagna instancabili piedi e polpacci alloggiati in stivali molli avvolgenti in cui slittano senza interruzione lelasticit del tralcio la torcitura del ceppo e dei suoi rami il calore sui palmi del raggio di sole filtrato da pampini di ruvido nervato velluto il valore dellombra di un cappellino da giocatore di Golf e quello di un fazzoletto scozzese stretto alle tempie laffondare dei passi nella terra

lo scroscio del sarmento calpestato lenorme breve durata di li sei di la matina a menzatia lagognare del luogo silente le rughe di fatica sui polpastrelli quando respirano la sveltezza di medesimo pensiero moltiplicato centinaia di minuti il tempismo dell aza-tineddi e la resistenza di lu cufanatori lorgoglio e la serena severit delle parole di donne e uomini in armonia ... e impressioni che ogni vecchia usanza contenga letica che la pazienza disarmante del guardiano o quella del camionista in attesa di partire, servano ai pensieri che le conversazioni di una volta impongano il dire la verit che la donna ha bisogno delluomo, ed egli di lei che possiamo percorrere solo a sensi unici alternati che il ripetersi del gesto o dazione non lo sia mai che un grappolo un insieme alimentato dalla raspa, alimentata dal ceppo, alimentata dalla terra, alimentata dallacqua, alimentata dalla pioggia, alimentata dalla nuvola che c il sole che il ceppo sia lattacco alla scena alla realt fatta di sogno alla capacit di contemplarsi ricercando il sapere che alla fine di un tracciato ce n un altro da intraprendere che i secchi si riempiono per svuotare da unaltra parte che da cosa, coltivandola, nasce cosa che la vita si celi in certi gesti che la verit si trovi in taluni modi di vivere, di guardarsi, di sorridere, di parlarsi dal profondo di unanima rivelante quel che siamo che ogni singola azione sia per compiere il disegno dun unico progetto che debba fuoriuscire luomo, da certe gioie e passioni

dallattaccamento al fare dal rispetto del lavoro onesto dalla solidariet nellaiutarsi lun laltro nella musica del riso lieve nella sobriet del semplice incontrarsi

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