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Omero Speri & Piero Zorzi

la “Fusione Fredda” italiana è del 1974!

di Luciano Saporito

Omero Speri

Omero Speri si laurea in chimica nel 1952 con una tesi di elettrochimica. Nei Suoi
studi fu accompagnato da un’ amico, l’ architetto Piero Zorzi, e dall’ ingegnere
bergamasco Marco Todeschini.

Omero Speri durante il periodo universitario nutriva interesse per le novità. In una
rivista del C.N.R. del 1937, che acquistò in una bancarella di libri usati, era stato
pubblicato uno studio di Enrico Fermi dal titolo: "Produttore elettromagnetico
artificiale di neutroni". Questo era un testo che Omero Speri citava spesso, sia per
un’ aspetto teorico, sia perché raccogliendo le proprie conoscenze da un lato, e grazie
all'esperimento di Enrico Fermi descritto nell’ articolo, Omero Speri concepì anche la
teoria secondo la quale il sole al suo interno doveva essere freddo. Le premesse
fisiche della “fusione fredda”, che sarebbe poi diventata il suo studio più importante,
erano già, sotto gli occhi dei ricercatori. Era opinione di Omero Speri che i fisici
allora non le videro perché‚ erano troppo protesi, per ragioni belliche, verso lo studio
e l'obiettivo della fissione. La strada che Enrico Fermi stesso aveva tracciato
rimaneva così fuori dall'orizzonte degli interessi scientifici, come tanti altri filoni
fecondi abbandonati e spesso irrisi.

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Omero Speri aveva concepito l'idea, concordemente con il fisico Piero Zorzi che le
fusioni nucleari potessero avvenire anche in presenza di forti scariche elettriche,
anche a temperatura ambiente. Che si trattasse di fusione era inequivocabile: con
sofisticati metodi per misurare il gas elio prodotto nel loro apparato (motore) si
sono resi conto che vi era un incremento elevatissimo della produzione di elio.

Il motore di Speri si basava su delle potenti scariche elettriche a cui si associava un


potente campo magnetico. Nessuno fino ad allora aveva mai pensato che a livello
di piccole scintille elettriche vi fossero fusioni nucleari. L’idea era nata anche dalla
considerazione che il deuterio, (è un isotopo stabile dell'idrogeno il cui nucleo è
composto da un protone e un neutrone), decade anche autonomamente a
temperatura ambiente e nella percentuale di sei atomi per litro/sec. Irraggiandolo
con potenti cariche di elettroni e creando nel contempo un campo magnetico attorno
alla zona di scoppio, si è postulato teoricamente che oltre agli elettroni fossero emessi
dagli elettrodi anche dei neutroni, aumentandone in tal modo enormemente la resa.
Infatti il motore aveva una resa molto superiore della benzina, intorno al 90%.

Nel 1974 in un paese sul Lago di Garda, due ricercatori, il prof. Omero Speri e Piero
Zorzi, in un laboratorio rimasto intatto dalla loro morte, mettono a punto un motore a
“fusione fredda” e depositano il brevetto relativo ad un dispositivo produttore di
energia termonucleare controllata dell'Idrogeno e suoi isotopi. (Cito anche il “motore
ad acqua“ di M.J .Chambrean, di quegli anni, che si basava anche quello su potenti
scariche elettriche per il suo funzionamento, e partendo da una miscela di alcool
metilico al 90% e 10% di acqua, diminuiva gradatamente la quantità di alcool
metilico fino ad arrivare al 90% di acqua e 10% di alcool metilico aggiungendo una
piccola quantità di ossigeno, mantenendo la stessa resa!).

Nel brevetto di Omero Speri del 1974, IT 1024274 (B), intitolato:

“PRODUTTORE DI ENERGIA TERMONUCLEARE CONTROLLATA


DELL’ IDOGENO E DEI SUOI ISOTOPI”

Da estratti del brevetto possiamo leggere:

“Dispositivo meccanico; elettrico ed elettromagnetico, con I'introduzione di energia


elettrica e, o elettromagnetica continua o variabile con elettrodi a distanza variabile in

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un volume adeguato di idrogeno, suoi isotopi e composti a variabili temperature e
pressioni, ne provoca la produzione di energia derivata dalla fusione nucleare
controllata degli stessi. Nessuno fino ad oggi ha mai pensato che a livello di piccole
scintille elettriche vi fossero fusioni nucleari, in quanto tutti pensavano che dette
reazioni dovessero avvenire solo in determinate condizioni molto difficili da
ottenersi. Noi, considerando la possibilità di ottenere seppure statisticamente in
quantità infinitesime condizioni determinate e caratteristiche per le fusioni nucleari
degli isotopi dell'idrogeno nelle scintille elettriche, abbiamo introdotto quantità
variabili di energia elettrica e , o elettromagnetica nel dispositivo in brevetto in un
volume di idrogeno suoi isotopi e composti, ottenendo un incremento utile di
energia che derivava con prove chimico-fisiche e stechiometriche da fusioni nucleari
degli atomi di idrogeno suoi isotopi. Variando, a nostro controllo, tensioni,
amperaggi, campi magnetici e d elettromagnetici continui e con frequenze variabili in
miscela di idrogeno suoi isotopi e composti, da soli o con ossigeno e anche con
composti di Litio, Berilio e Boro, abbiamo ottenuto ulteriori incrementi caratteristici
di fusioni nucleari degli isotopi dell'idrogeno e in parti estremamente piccole, anche
reazioni atomiche di questi ultimi. Il settore sul quale viene applicata I'invenzione è
nella trasformazione di energia nei motori a combustione ed in tutte le combustioni in
genere, che hanno come scopo la produzione di energia”.

RIVENDICAZIONI

“Rivendichiamo l'introduzione variabile di energia elettrica e magnetica che con


una o multiple scariche elettriche o elettromagnetiche inducono scintille elettriche
corrispondenti simultanee o a cascata frazionate nel tempo in idrogeno, deuterio,
trizio e suoi composti a temperature e pressioni variabili; in benzine ed idrocarburi in
genere da soli o in miscela con ossigeno od aria nei motori a combustione o nelle
combustioni in genere allo scopo specifico di ottenere una parziale e singolare
somma di selettive fusioni nucleari infinitesime dell'idrogeno e suoi isotopi,
ottenute ad intervalli controllati o continui in frazioni di tempo piccole o grandi per
l'utilizzo di calore ed energia. Rivendichiamo anche l'introduzione di composti di
Litio, Berilio e Boro che con la loro presenza incomposti dell' idrogeno
catalizzano la reazione termonucleare con conseguente maggiore produzione di
energia. Rivendichiamo anche l'attivazione di composti di idrogeno e suoi isotopi
con masse radioattive e con l'introduzione di composti radioattivi per ottenere un
maggiore incremento di energia nelle applicazioni della nostra invenzione in quanto
aumenta la probabilità di fusioni nucleari dell'idrogeno e suoi isotopi”.

Dr. Omero Speri Verona. 30 Settembre 1974

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,

Da sinistra a destra, Roberto Monti, Piero Zorzi, Stefan Marinov, Umberto Bartocci, Omero Speri.

Una riunione del 1989 a Garda, nell'abitazione dell'Arch. Zorzi

Omero Speri fu invitato dallo stato di Israele a spiegare la sua invenzione, e diversi
furono i viaggi di Omero Speri a Tel Aviv in quegli anni … Considerato però l’
interesse di alcuni gruppi economici aventi finalità tali da non sembrar garantire un
uso corretto del dispositivo, Omero Speri, con l'amico Piero Zorzi, decisero di lasciar
cadere la cosa; infatti nel campo della ricerca il fascino della scoperta era frenato dall'
angoscia del pericolo di un suo possibile uso scellerato.

Quanto sopra riportato ovviamente ha un valore enorme anche per il dibattito attuale
sulla verità della “fusione fredda”.

Anche da quanto sostenuto e verificato coni il loro motore da Omero Speri e Piero
Zorzi, le LENR (Low Energy Nuclear Reaction), le reazioni nucleari a bassa energia
(LENR), in determinate condizioni, possono avvenire a temperatura ambiente!

C’ è a da chiedersi come mai una ricerca così importante che era arrivata anche alla
realizzazione di un motore prototipo che funzionava sfruttando la nuova fisica delle
LENR non sia stata ripresa e sviluppata da nessun Istituto di ricerca universitario,
statale o privato, sia in Italia che nel resto del mondo?

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Quindi già nel 1974 questa meravigliosa tecnologia energetica, che prometteva
energia pulita, inesauribile ed economica, era stata scoperta! Ma allora a cosa si
deve il suo mancato sfruttamento e il suo occultamento? Alla luce dei principi della
Filosofia “open source”, probabilmente anche in questo caso è mancata la
divulgazione completa, diffusa e condivisa, dei suoi principi fisici di funzionamento.
Sicuramente è mancato anche il terreno culturale adeguato per la sua diffusione.
Inoltre certamente qualcuno ne ha avuto paura e l’ ha ostacolata, (all’ epoca come
avviene oggi!?), poiché andava a cozzare con importanti interessi precostituiti,
ovvero quelli delle lobbies degli idrocarburi e del nucleare sporco, ecc! Non che
contro i paradigmi accademici che sostengono i baroni della vecchia fisica.

Naturalmente anche i governi sono interessati a che si utilizzino ancora degli


idrocarburi per la trazione e il riscaldamento: benzina, gasolio e gas naturale, dai
quali ricavano laute accise … Più difficile sarebbe tassare l’ acqua (H20) che
contiene Idrogeno (e Deuterio), necessario per queste nuove reazioni LENR …

Acqua: H2O

Che fare ora? Abbiamo qualche speranza che il lavoro di Omero Speri e Piero Zorzi
(e di quelli che sono seguiti), possa essere recuperato e valorizzato e aiutato? Si! Ma
solo nell’ ambito della Filosofia “open source”! Io penso. Che significa rivelare
totalmente i principi fisici e le modalità di funzionamento di questa meravigliosa
tecnologia energetica LENR, (di tutti i reattori sperimentali attualmente esistenti e
del motore Speri), in uno spirito di totale condivisione, in cui i benefici siano poi
legati al fatto di “fare”, ovvero di realizzare produrre e distribuire le applicazioni
basate su questa tecnologia.

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Le tecnologie energetiche LENR, che promettono energia pulita, economica e
inesauribile, contrasterebbero la povertà dei Popoli, rilanciando l’ economia, e
salvaguarderebbero anche il pianeta Terra dal riscaldamento globale, (lo
scioglimento dei ghiacci ne è una prova certa!), dovuto principalmente ai gas serra
prodotti anche dall’ utilizzo dei combustibili di origine fossile; gasolio, benzina e gas
naturale, e riversati nell' atmosfera.

Concluderei con un’ appello rivolto a Michelangelo Speri, figlio di Omero Speri, e a
Leonardo Zorzi, figlio di Piero Zorzi, ad abbracciare il toto la Filosofia “open
source” e a condividere quanto eventualmente ancora in loro possesso relativamente
agli studi, ai documenti, e alle realizzazioni di loro padri, dando la possibilità a
ricercatori indipendenti di lavorarci su, nell’ interesse della Scienza e dell’ Umanità
tutta!

Luciano Saporito

Agosto 2013

Fonti:

http://www.speriomero.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Omero_Speri

http://www.radioradicale.it/scheda/304005/denaro-per-la-ricerca-o-ricerca-del-denaro-un-incontro-
sulle-vicende-della-fusione-fredda-in-italia-con-un

http://www.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-24576619-72a5-466b-9e6c-e7e9fe133631.html

http://www.scienzadiconfine.eu/frontiere%20scienza/tecnologie/omero%20speri.html

http://www.focus.it/community/cs/forums/thread/333906.aspx

http://www.focus.it/community/cs/forums/thread/236337.aspx

http://www.hydrobetatron.org

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