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Prof.

Manfredi Bruccoleri
Economia per Ingegneri

Lezione 1
LA SCIENZA ECONOMICA E L’ECONOMIA

Università degli Studi di Palermo


Key Points

§  L'economia è lo studio di come la società risolve il


problema della scarsità…

§  e i modi in cui la società decide cosa, come e per


chi produrre;

§  Il concetto di costo di opportunità;

§  Differenza tra microeconomia e macroeconomia;


Pensare da economisti

§  L’economia studia:
o  I processi attraverso i quali le società
contemporanee decidono che cosa, come e per
chi produrre beni e servizi.

§  Il problema economico di base di una società è come


risolvere il conflitto tra bisogni illimitati di beni e servizi e
risorse scarse disponibili per la loro produzione.
Pensare da economisti

§  L’economia studia:
o  il modo in cui gli individui effettuano scelte in
condizioni di scarsità di risorse
o  i risultati di queste scelte per la società.

§  Scarsità non implica necessariamente una valutazione


monetaria, ma ogni valutazione può essere espressa in
termini monetari.

§  Il tempo è una risorsa scarsa per tutti


§  Quando dobbiamo decidere quale film andare a vedere è il tempo
non il costo del biglietto a condizionare le nostre scelte
Pensare da economisti

§  Il tempo e il denaro non sono le uniche risorse limitate:


§  Pensate alla scelta che vi trovate davanti quando un amico vi
inviata a pranzo in un ristorante “all you can eat”. Il denaro non
conta niente, perché gratis potete mangiare a volontà. Neppure il
tempo è un ostacolo perché avete a disposizione tutto il
pomeriggio. Quindi la vera risorsa scarsa è il vostro stomaco!!!

§  Il fatto che non dovete pagare nulla non significa che la


scelta non sia di tipo economico.

§  Tutte le scelte implicano una qualche forma di scarsità:


talvolta riguarderà le risorse monetarie, ma in molte
decisioni chiave la risorsa limitata non è il denaro.
L’approccio costi-benefici

§  Qual è il numero ideale di studenti per il corso di “economia


per ingegneri”?
§  Se prescindessimo dai costi, il numero ottimale sarebbe 1
studente. La qualità dell’insegnamento sarebbe infatti
massima.
§  Se analizziamo anche i costi ci accorgiamo che 1
insegnante (ed 1 aula) per studente implica un ammontare
di costi che nessun singolo studente sarebbe disposto a
spendere.
§  Lo stipendio del professore, le spese necessarie per mettere a
disposizione un’aula, la corrente elettrica, ecc. potrebbero
raggiungere i 20.000 euro a semestre.
§  Qualcuno deve sostenere questi costi!
L’approccio costi-benefici

§  Aumentando il numero di studenti per corso, i costi


individuali naturalmente si riducono.

§  Esiste quindi un trade-off fra i costi e i benefici associati al


numero di studenti che frequentano lo stesso corso,
alzando il numero di studenti:
o  si abbassa la qualità dell’insegnamento (elemento
negativo – costo nel trade-off),
o  ma al tempo stesso si riescono a ridurre i costi e,
dunque, le tasse universitarie (elemento positivo –
beneficio nel trade-off).
L’approccio costi-benefici

§  Come principio generale, sebbene i nostri desideri siano


illimitati, le risorse disponibili in aggregato sono limitate.
-  Per avere una maggiore quantità di qualcosa,
dobbiamo necessariamente rinunciare a
qualcos’altro.

§  La scelta implica sempre un compromesso fra interessi


alternativi.

§  Per risolvere questi trade-off, gli economisti ricorrono al


principio costi-benefici secondo cui:
o  un’azione dovrebbe essere intrapresa solo se i benefici
aggiuntivi sono almeno pari ai costi aggiuntivi ad essa
associati.
L’approccio costi-benefici

§  Molte delle scelte degli economisti si possono


formulare con una domanda del tipo:

Dovrei effettuare l’attività x?

Gli economisti rispondono a questa domanda


confrontando i costi e i benefici associati all’attività
in questione
La regola di decisioni che si usa è se C(x) è il costo
dell’attività x e B(x) il beneficio dell’attività x

Quando B(x) > C(x) faccio x altrimenti no!


L’approccio costi-benefici

•  Per applicare questa regola dobbiamo avere qualche


parametro con cui definire e misurare I costi e I benefici.
•  Una valutazione monetaria è utile a questo scopo anche
quando l’attività non ha nessuna implicazione monetaria
diretta:
ü  B(x) è il prezzo massimo che sareste disposti a
pagare per x (anche quando non c’è esborso di
denaro)
ü  C(x) è il valore di tutte le risorse a cui dovete
rinunciare per compiere l’attività x (può non
implicare necessariamente un trasferimento di
denaro)
L’approccio costi-benefici
Esempio: devo alzarmi e bere un bicchiere d’acqua?
Siete seduti in poltrona e state guardando un film quando sentite il bisogno di
bere un bicchiere d’acqua. Dovete decidere se alzarvi o restare in poltrona
e attendere la fine del film per bere.
Il beneficio = soddisfare il bisogno di bere.
Il costo = il fastidio di doversi alzare dalla poltrona. Se vi offrono 0.10€ per
alzarvi dalla poltrona non accettereste. Se vi offrissero 100€ scattereste in
piedi all’istante. Allora tra 0.10€ e 100€ sta il vostro prezzo di riserva cioè la
somma minima che vi convincerebbe a lasciare la poltrona.
Supponiamo prezzo di riserva = 1€
Somma massima che saresti disposto a pagare a qualcuno per portarti un
bicchiere d’acqua direttamente in poltrona = 0.75€ (prezzo di riserva del
beneficio di bere).
B(x) 0.75€ < C(x) 1€ ---> Conviene restare comodi:
non bere fino alla fine del film sarà spiacevole ma meno che alzarsi
Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.1: Ignorare i costi di opportunità


Molti costi hanno una natura non-monetaria.
Immaginate di arrivare all’aeroporto dopo un lungo viaggio e che possiate
raggiungere la città o con il taxi o con i mezzi pubblici (bus, treno, etc.).

I mezzi pubblici costano di meno rispetto al taxi, ma comportano maggior


tempo e fatica e quindi la rinuncia a guadagni economici alternativi o alla
possibilità di poter godere di tempo libero.

•  In questo caso si parla di costo-opportunità valore


dell’alternativa migliore a cui si rinuncia per intraprendere
un’attività.
•  Vanno considerati perché ogni risorsa, a partire dal tempo, ha
un costo in termini di possibile utilizzo alternativo.
Errori comuni nel processo decisionale

Esempio: vado a Mondello o rimango a lavorare?


-  Soddisfazione di una giornata a Mondello vale 30€
-  Costo della giornata 10€ + valore della migliore alternativa scartata per
andare a Mondello (costo di opportunità)
-  Rimanendo in città si poteva impartire una lezione privata di matematica
25€

Devo andare a Mondello o restare a lavorare?


C(x) (10€+25€=35€) > B(x) 30€

-  Conviene restare a lavorare!!


Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.2: Non ignorare i costi non recuperabili

§  In alcune occasioni un costo appare rilevante quando


non lo è. A differenza dei costi di opportunità questi
costi NON vanno considerati nella valutazione.

§  Si chiamano costi non recuperabili o sunk cost

§  Nella pratica, tuttavia, gli individui si lasciano influenzare


dai costi non recuperabili: costi che devono comunque
affrontare nel momento in cui prendono una decisione.
Errori comuni nel processo decisionale

Esempio: conviene andare a Catania in auto o in pullman


-  Biglietto del pullman costa 40€
-  Costo di esercizio dell’auto in base ad un uso annuo di 10.000 km è
composto dai seguenti costi:
-  assicurazione 1000€
-  ammortamento 2000€
-  benzina e olio 1000€
-  manutenzione 500€
totale 4500€
-  Il costo medio è 0.45€/km, quindi per un viaggio di 250km servono 112,5€
contro 40€ del pullman => conviene il pullman
Errori comuni nel processo decisionale

Esempio: conviene andare a Catania in auto o in pullman


-  Biglietto del pullman costa 40€
-  Costo di esercizio dell’auto in base ad un uso anno di 10 000 km è fatto
dai seguenti costi:
-  Assicurazione 1000€
-  Ammortam. 2000€
-  benzina e olio 1000€
-  manutenzione 500€
totale 4500€
-  Il costo medio è 0.45€/km, quindi per un viaggio di 250km servono 112,5€
contro 40€ del pullman => conviene il pullman
-  ERRORE! Si sono considerati i costi non recuperabili, assicurazione e
ammortamento sono sostenuti a prescindere dall’utilizzo, quindi il totale
sarebbe 1500€ cioè 0.15€/km, quindi per un viaggio di 250km servono
37,5€
-  Conviene il viaggio in auto
Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.3: misurare i costi e i benefici in termini assoluti piuttosto


che in termini percentuali

§  Durante un viaggio in automobile un bambino chiede “siamo quasi


arrivati?” che risposta dovrebbe dare la mamma se mancano più di 10
km all’arrivo. Senza sapere nulla del contesto in cui si svolge il viaggio, la
risposta è DIPENDE. Se il figlio formulasse la domanda verso la fine di un
percorso lungo 300 km, la risposta della madre sarebbe SI. Ma se il
viaggio fosse complessivamente lungo 12 km la risposta sarebbe senza
dubbio NO.

§  Pensare alla distanza come percentuale dell’ammontare


totale dello spazio da percorrere si rivela intuitivo. Molti trovano
dunque ovvio ragionare in termini percentuali quando devono
comparare costi e benefici.
Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.4: non distinguere fra valori medi e marginali

§  In molti casi, il problema non è se compiere una azione ma


fino a che punto portarla avanti.
§  Quanti tranci di pizza mangiare?
§  Quanti boccali di birra ordinare?

§  In questo tipo di decisioni, contano i costi e i benefici


derivanti da una unità aggiuntiva di attività – ovvero i costi e
benefici marginali.
Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.4: non distinguere fra valori medi e marginali

§  Beneficio marginale: beneficio associato a un’unità


aggiuntiva di una certa attività (es. utilità associata al
consumo di un trancio in più di pizza)

§  Costo marginale: associato a un’unità aggiuntiva di una


certa attività (es. incremento dei costi derivato dal consumo
di un trancio in più di pizza).

§  Il principio costi-benefici suggerisce di aumentare il livello


finché il beneficio marginale supera il costo marginale
Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.4: non distinguere fra valori medi e marginali

§  Scelgo un’unità aggiuntiva di pizza se il beneficio marginale è


maggiore del costo marginale.

§  L’ipotesi di fondo è che il beneficio marginale decresca al


crescere del numero di unità di X consumate…

§  ....esempio: il beneficio di un ulteriore trancio di pizza è più alto


se questo è il secondo che mangio, meno alto se è il quinto, e
magari è negativo se è il decimo (concetto di Utilità Marginale
Decrescente).

§  Rappresentazione grafica della scelta razionale che comporta


la MASSIMIZZAZIONE DEL BENESSERE di chi la prende.
Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.4: non distinguere fra valori medi e marginali


Errori comuni nel processo decisionale

ERRORE N.4: non distinguere fra valori medi e marginali

§  Risultato della scelta razionale:

§  consumo le unità di pizza con B’(x) > C’(x) ...

§  ... cioè quelle la cui aggiunta alle precedenti dà un beneficio


marginale maggiore del costo marginale.

§  Dal grafico precedente sono le prime 3 unità e ci fermeremo


alla quantità 4, dove B’(x) = C’(x)).

§  Occorre quindi consumare tutte le unità per cui B’(x) >C’(x) e


fermarsi quando si arriva a quella per cui B’(x) = C’(x)
L’allocazione delle risorse scarse
•  Se le risorse sono scarse, gli attori di un sistema
economico devono fare delle scelte su come
distribuirle tra produzioni alternative.
•  La frontiera delle possibilità produttive è la
possibile rappresentazione del grande tema
economico della scarsità.
Per ogni livello di
produzione di un
bene, la frontiera
delle possibilità
produttive mostra la
massima quantità di
un altro bene che il
sistema economico
è in grado di
produrre.

LEGGE DEI RENDIMENTI DECRESCENTI


L’allocazione delle risorse scarse

•  L’allocazione delle risorse è cruciale per una società e può


essere organizzata in modi diversi, a seconda del grado di
intervento dello Stato:
–  economia dirigistica, con un massiccio intervento dello
Stato
–  economia mista, dove il Governo ed il settore privato
interagiscono
–  economia di libero mercato, dove l’allocazione delle
risorse si auto-organizza senza l’intervento dello Stato
L’allocazione delle risorse scarse
Il ruolo del mercato

Nel “mercato”
–  le decisioni delle famiglie circa il consumo di
beni diversi
–  le decisioni delle imprese circa il cosa ed il
come produrre
–  e le decisioni dei lavoratori circa quanto e per
chi lavorare
sono rese possibili attraverso aggiustamenti dei
prezzi.
La mano invisibile

•  I mercati nei quali non vi è intervento


del governo o di altre autorità sono
detti mercati liberi

•  In un mercato libero, gli individui


perseguono i propri interessi senza
direttive o interferenze imposte da
autorità.

•  L’intuizione che un tale sistema


economico possa risolvere
efficientemente i problemi sociali di
“che cosa, come e per chi produrre” è
una delle più antiche elaborazioni
della teoria economica di Adam Smith
Adam Smith (1776) … individuals pursuing their self-interest would be led ‘as by an
invisible hand’ to do things that are in the interests of society as a whole …
La mano invisibile

•  Smith intuì che gli individui orientati al perseguimento


dell’interesse personale sarebbero stati guidati da una sorta di
“Mano Invisibile” a prendere decisioni altresì nell’interesse della
società nel suo complesso

•  La Mano Invisibile è l’azione del libero mercato che attraverso i


prezzi spinge gli individui, orientati al perseguimento di interessi
privati, a compiere scelte economiche efficienti per la società
•  Se una persona desidera arricchirsi nel libero mercato deve darsi da fare e
per esempio inventare un nuovo bene come un software per la navigazione
satellitare. Benché motivata dall’interesse personale questa persona agisce
anche nell’interesse della società perché crea nuove opportunità di lavoro.

•  Smith intuì che il perseguimento dell’interesse privato può


produrre un allocazione delle risorse sensibile all’interesse sociale
Scienza economica positiva e normativa

•  L’economia positiva tratta di spiegazioni


oggettive e scientifiche
–  ad esempio, se si impone una tassa sulla
produzione di un bene il prezzo di quel bene
tenderà ad aumentare
•  L’economia normativa propone soluzioni
basate su giudizi di valore personali
–  ad esempio si potrebbe proporre una tassa
sulle sigarette per scoraggiarne il consumo
Scienza economia positiva e normativa

Esempio:

•  “gli anziani sostengono spese mediche molto elevate e il


governo deve sostenere anche solo parzialmente, la loro spesa
sanitaria”

•  la prima parte della proposizione (verde) è un affermazione


di economia positiva che descrive un fenomeno reale e che
può essere verificata o falsificata attraverso un'indagine
empirica

•  la seconda parte della proposizione (arancione) è


un’affermazione di economia normativa che non può essere
verificata o falsificata da un’indagine empirica, rappresenta
un’affermazione basata su un giudizio di valore soggettivo
Scienza economia positiva e normativa
Microeconomia e Macroeconomia

•  L’economia prende in considerazione modelli economici relativi


al comportamento di gruppi di individui: per esempio quelli
costituiti da tutti i compratori e i venditori che operano nello
stesso mercato.

•  Sia lo studio delle scelte individuali, sia quello del


comportamento di gruppi di individui su singoli mercati rientrano
nella MICROECONOMIA

•  La MACROECONOMIA invece studia aggregazioni di mercati


decisamente più vasti (calcolo del tasso di disoccupazione, il
livello generale dei prezzi e il PIL di una nazione)
Microeconomia

•  Per esempio studia le ragioni per cui le famiglie preferiscono


le automobili alle biciclette e i produttori decidono di
produrre automobili o biciclette.

•  Nell’ambito di un economia di mercato studia il mercato


delle automobili. Confrontando questo mercato con quello
delle biciclette è possibile spiegare il prezzo relativo e la
produzione dei due beni.

•  I microeconomisti tendono a proporre un’analisi


particolareggiata di un aspetto del comportamento
economico ma per garantire la semplicità delle analisi
ignorano le interazioni con il resto del sistema economico
Microeconomia

o  Un’analisi microeconomia del salario dei minatori si


focalizzerebbe sulle possibilità di pagamento dei proprietari delle
miniere.
o  Essa trascurerebbe in larga misura la catena di effetti indiretti
che un aumento dei salati dei minatori potrebbe provocare nel
resto del sistema economico.
o  Per esempio I lavoratori dell’industria automobilistica potrebbero
sfruttare il precedente dell’aumento salariare dei minatori per
ottenere salari più alti così da poter pagare affitti di case più
grandi che richiedono più energia per essere riscaldate

•  Quando l’analisi microeconomica trascura questi effetti


indiretti, indotti da un evento in un settore o mercato del
sistema economico, può essere definita “analisi parziale”
Dalla Microeconomia alla Macroeconomia

•  In alcuni casi gli effetti indiretti di un evento economico in un


particolare settore o mercato possono essere poco rilevanti,
così da giustificare un’analisi dettagliata a quel segmento di
mercato

•  In altre circostanze gli effetti indiretti sono talmente importanti


da non poter essere trascurati e l’analisi deve essere fondata
su una diversa ipotesi semplificatrice
•  MACROECONOMIA: pone l’accento sulle interazioni di eventi
particolari con il sistema economico nel suo complesso.
Semplifica gli aspetti dell’analisi che riguardano i
comportamenti individuali al fine di consentire un’analisi
gestibile delle interazioni a livello di intero sistema economico
Macroeconomia

•  Per esempio i macroeconomisti non si occupano della


scomposizione dei beni di consumo in categorie come le
automobili o le biciclette. Essi sono soliti considerarli come
aggregato unico

•  Sono interessati a studiare l’interazione tra spesa totale delle


famiglie per beni di consumo e spesa delle imprese per
macchinari e immobili