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Prof.

Manfredi Bruccoleri
Economia per Ingegneri

Lezione 7
LA TEORIA DELL’OFFERTA: STRUTTURE DI MERCATO

Università degli studi di Palermo


Introduzione
• Le imprese costituiscono l’offerta di un mercato. L’insieme di
imprese omogenee e interdipendenti (per tipo di produzione)
fanno parte di un settore.
ü Perché alcuni settori sono composti da una o poche imprese, mentre altri sono
composti da numerose e piccole imprese?

ü Perché in alcuni mercati i prezzi e i prodotti sono uniformi mentre in altri sono
ampiamente differenziati?

• A questi quesiti risponde l’analisi della struttura di un mercato.

• Struttura di mercato è l’insieme dei caratteri della domanda


e dell’offerta del mercato, caratteri che influenzano il
comportamento dei consumatori e le performance dei
venditori
Introduzione

La moderna teoria economica propone una


classificazione delle strutture del mercato basata:
« caratteristiche strutturali della domanda e
dell’offerta:
• condizioni di entrata ed uscita
• grado di concentrazione della domanda/offerta
• differenziazione e differenziabilità del prodotto
• grado di trasparenza informativa
« numero degli acquirenti e dei venditori
« dimensione degli acquirenti e dei venditori
Introduzione

Caratteri strutturali
Strutture
(forme) di
mercato
Barriere Concentrazione Differenziazione Trasparenza
Entrata Uscita Domanda Offerta del prodotto
Concorrenza nulle nulle irrilevante irrilevante nulla perfetta
perfetta
Concorrenza significative nulle irrilevante irrilevante rilevante elevata
monopolistica
Oligopolio rilevanti significative irrilevante elevata irrilevante imperfetta
Monopolio assolute nulle irrilevante assoluta assoluta perfetta
perfetto
Classificazione delle forme di mercato

« All’estremo del massimo grado di concorrenza c’è la


concorrenza perfetta (completa libertà di entrata, prodotto
omogeneo, nessun grado di controllo da parte delle
imprese sul prezzo)

« All’estremo opposto c’è il monopolio (presenza di barriere


all’entrata, prodotto unico, massimo grado di controllo sul
prezzo da parte del monopolista)

« Situazioni intermedie sono date dalla concorrenza


monopolistica (libertà di entrata, prodotto differenziato) e
dall’oligopolio (barriere all’entrata, prodotto differenziato o
omogeneo)
La concorrenza perfetta

Caratteri strutturali
Strutture
(forme) di
mercato
Barriere Concentrazione Differenziazione Trasparenza
Entrata Uscita Domanda Offerta del prodotto
Concorrenza nulle nulle irrilevante irrilevante nulla perfetta
perfetta
Concorrenza significative nulle irrilevante irrilevante rilevante elevata
monopolistica
Oligopolio rilevanti significative irrilevante elevata irrilevante imperfetta
Monopolio assolute nulle irrilevante assoluta assoluta perfetta
perfetto
La concorrenza perfetta

• E’ una forma di mercato ideale, riscontrabile nella realtà


solo in alcuni casi
• Il prezzo è determinato dall’interazione tra la domanda e
l’offerta di mercato
• Gli agenti individuali sono consapevoli dell’irrilevanza
delle loro decisioni rispetto al prezzo corrente e al volume
delle transazioni

acquirenti venditori

prezzo

domanda offerta
La concorrenza perfetta

• In questa struttura di
mercato acquirenti e
venditori subiscono il
prezzo (price taker)
determinato dalla
domanda e
dall’offerta
• La singola impresa
ha una domanda
orizzontale (dd) in
corrispondenza del
prezzo di mercato
(P0)
La concorrenza perfetta

• Qualunque sia il volume di


offerta deciso
dall’impresa, questa
decisione non influenza il
P
prezzo di mercato
• se P > P0 => l’impresa
a questo prezzo P non
venderebbe nulla,
perché gli acquirenti si
rivolgono ad uno dei
numerosi concorrenti
che offrono lo stesso
prodotto ad un prezzo
più basso cioè P0
La concorrenza perfetta

• se P < P0 => potendo


vendere la quantità
che ritiene più
conveniente a P0,
l’impresa non avrebbe
motivo a praticare un
prezzo inferiore a
quello di mercato

P
La concorrenza perfetta: 4 ipotesi

1. Esiste un numero molto elevato di imprese (price taker)


• L’offerta proviene da numerose imprese di piccole o
piccolissime dimensioni, che non sono in grado di influenzare
l’offerta complessiva, e quindi il prezzo. Ogni impresa produce
una frazione irrilevante dell’output totale

2. Il prodotto è omogeneo
• Tutte le imprese producono un bene omogeneo (stessa
qualità, stessa catena distributiva, etc…), per cui il
consumatore è guidato, nella sua scelta, dal prezzo del bene
e non da altri elementi (beni sono perfetti sostituti)

3. C’è perfetta informazione


4. Esiste completa libertà di entrata e uscita
La scelta della quantità ottima

• Dalla teoria dell’offerta sappiamo che…


1. Un’impresa mirante alla massimizzazione del
profitto deve scegliere il volume di produzione e
offerta Q* che eguagli il ricavo marginale al costo
marginale (che è SMC nel breve periodo e LMC
nel lungo periodo) con dMC/dQ > dMR/dQ
2. Poi deve verificare che in corrispondenza di Q* il
prezzo di vendita copra almeno il costo medio di
produzione (SAVC nel breve periodo e LAC nel
lungo periodo)
La scelta della quantità ottima

• Per l’impresa che opera in concorrenza perfetta e che


quindi non può scegliere il prezzo a cui vendere, il
ricavo marginale (MR) coincide con il prezzo di vendita
(P) che l’impresa trova sul mercato

• Quindi vale la relazione:


P = AR = MR = MC
(prezzo) = (ricavo medio) = (ricavo marginale) = (costo marginale)
La curva di offerta in concorrenza perfetta: nel breve

• Al di sopra del prezzo P3


(punto C), l’impresa
realizza un profitto
superiore (o extraprofitto)
al costo opportunità di
tutti i fattori produttivi
impiegati, nel breve
periodo

• Al prezzo P3, (punto C),


l’impresa realizza PROFITTI
NORMALI. I ricavi
pareggiano i costi.
La curva di offerta in concorrenza perfetta: nel breve

• Tra P1 e P3, (A e C), l’impresa


ha delle perdite, pari ad
una parte dei costi fissi.
(Ogni segmento verticale
misurabile tra SATC e SAVC
rappresenta SAFC, il costo
medio fisso). L’impresa
rimane nel mercato.

• Al di sotto di P1 (PREZZO DI
CHIUSURA), l’impresa con i
ricavi non riesce nemmeno
a coprire i costi variabili
SAVC, ed esce dal mercato.
La curva di offerta in concorrenza perfetta: nel breve

• La curva SMC al di sopra


del prezzo di chiusura P1 è
la CURVA DI OFFERTA DI
BREVE PERIODO
dell’impresa

• Essa mostra quanto


l’impresa desidera
produrre, per ogni livello di
prezzo.
La curva di offerta in concorrenza perfetta: nel lungo

• Se l’impresa trova sul mercato


il prezzo P4 ha convenienza a
produrre e offrire la quantità
q4
• Se l’impresa può vendere il
prodotto ad un prezzo
corrente nel mercato pari a P2
la corrispondente quantità
ottima q2 non gli consente di
coprire i costi con i ricavi e nel
lungo periodo esce dal
settore
• Ad un prezzo di mercato pari
a P3 l’impresa produce q3 e si
trova a pareggio: costi =
ricavi
La curva di offerta in concorrenza perfetta: nel lungo

• La CURVA DI OFFERTA DI
LUNGO PERIODO
dell’impresa in concorrenza
perfetta è il tratto crescente
della curva di costo
marginale di lungo periodo
LMC a partire dal punto U
che corrisponde al prezzo di
pareggio P3

• Se il prezzo di mercato
scende sotto P3 l’impresa
esce dal mercato
La curve di offerta nel breve e nel lungo periodo

• La CURVA DI OFFERTA DI BREVE


PERIODO SS è tratta dalla curva
del costo marginale di breve
periodo SMC a partire dai punti
di chiusura A
• La CURVA DI OFFERTA DI LUNGO
PERIODO LS è tratta dalla curva
del costo marginale di lungo
periodo LMC a partire dai punti
di chiusura U
• P1 è il prezzo di chiusura e P3 è il
prezzo di entrata e uscita dal
mercato
L’equilibrio di breve periodo in concorrenza perfetta

OFFERTA DEL SETTORE


L’equilibrio di breve periodo in concorrenza perfetta

OFFERTA DEL SETTORE


• La LS è più reattiva al prezzo
rispetto alla SS

• In equilibrio di breve periodo Es


le imprese producono in
corrispondenza di P*S= SMC con
eventuali extra-profitti

• In equilibrio di lungo periodo EL


le imprese producono in
corrispondenza di P*L= LMC =
LAC minimo (ossia in condizioni
di profitto normale)
Il monopolio

Caratteri strutturali
Strutture
(forme) di
mercato
Barriere Concentrazione Differenziazione Trasparenza
Entrata Uscita Domanda Offerta del prodotto
Concorrenza nulle nulle irrilevante irrilevante nulla perfetta
perfetta
Concorrenza significative nulle irrilevante irrilevante rilevante elevata
monopolistica
Oligopolio rilevanti significative irrilevante elevata irrilevante imperfetta
Monopolio assolute nulle irrilevante assoluta assoluta perfetta
perfetto
Il monopolio

• Mercato in cui l’offerta è concentrata nelle mani


di un unico produttore, che può regolarla a
piacere senza temere la concorrenza delle altre
imprese
• Si tratta per lo più di un mercato teorico,
difficilmente riscontrabile nella realtà in tutti i suoi
caratteri
• In questa struttura di mercato il settore e l’impresa
coincidono
Le cause del monopolio

§ Controllo esclusivo su input fondamentali (con


caratteristiche peculiari e/o inimitabili) che
impediscono l’esistenza di prodotti considerabili
stretti sostituti

§ Economie di scala

CTme
Monopolio naturale quando il costo totale
CTme(Q*/2
medio di lungo periodo è decrescente, il
) modo meno costoso di servire il settore è
concentrare la produzione presso un unica
CTme(Q*)
impresa

Q*/2 Q* Q
Le cause del monopolio

§ Brevetti
Conferiscono all’impresa il diritto esclusivo di godere dei
benefici economici derivanti dagli scambi in cui è
coinvolta l’invenzione. La protezione dalla concorrenza,
che un brevetto garantisce, permette all’impresa di
recuperare i costi dell’innovazione

§ Licenze governative o appalti


In molte industrie la produzione è consentita per legge a
un’unica impresa dotata di licenza governativa. Spesso
una delle principali ragioni per cui si limita l’entrata è che in
questi mercati non vi è spazio per più di un’impresa
Il monopolio: le ipotesi

• Un monopolista:
– è l’unico che offre il prodotto/servizio
– è protetto da barriere all’entrata
– la curva di domanda del mercato è anche la sua
curva di domanda
– a differenza della concorrenza perfetta, MR è sempre
al di sotto del prezzo di vendita
– Il monopolista sa che ogni unità addizionale venduta
riduce il ricavo ottenuto dalle altre unità, perché per
vendere altre unità deve spostarsi lungo una curva di
domanda inclinata negativamente
– è un “price-maker”
Equilibrio in monopolio

• Data la curva di domanda


con pendenza negativa
(DD) la corrispondente
curva di ricavo marginale
(MR) è inclinata pure
negativamente

• Oltre una certa quantità (4


unità) la perdita di ricavo
sulle unità inframarginali già
vendibili eccede il maggiore
ricavo derivante dalla
vendita di un ulteriore unità
addizionale
• Il ricavo marginale diventa
negativo
Equilibrio in monopolio
• Il volume di produzione che
soddisfa le condizioni
marginalistiche è Q1, il prezzo
P1 al quale il monopolista può
vendere la quantità Q1 è
determinato dalla curva di
domanda DD

• Profitto è P1-LAC1 e il profitto


totale Π1 è pari all’area in
rosso, cioè (P1-LAC1)Q1

• Per Q1, AR>LAC e l’impresa


ottiene extra-profitti (area
rossa).

• Le barriere all’entrata
impediscono a nuove imprese
di entrare nel settore.
La concorrenza monopolistica

La maggior parte dei mercati opera in una


situazione intermedia tra la concorrenza ed il
monopolio

Caratteri strutturali
Strutture
(forme) di
mercato
Barriere Concentrazione Differenziazione Trasparenza
Entrata Uscita Domanda Offerta del prodotto
Concorrenza nulle nulle irrilevante irrilevante nulla perfetta
perfetta
Concorrenza significative nulle irrilevante irrilevante rilevante elevata
monopolistica
Oligopolio rilevanti significative irrilevante elevata irrilevante imperfetta
Monopolio assolute nulle irrilevante assoluta assoluta perfetta
perfetto
La concorrenza monopolistica: le ipotesi

1. Esiste un numero piuttosto elevato di imprese:


frammentazione elevata dell’offerta

2. Esiste libertà di entrata: nel lungo periodo, nuove


imprese possono liberamente avviare un processo
produttivo.

3. C è una significativa differenziazione del prodotto: il


prodotto differenziato è comunque considerato
sostituibile con molti altri offerti nel mercato

4. Queste imprese hanno un limitato grado di potere


decisionale sul prezzo di vendita
La concorrenza monopolistica

Differenza con la concorrenza perfetta…

• DIFFERENZIAZIONE DEL PRODOTTO: le imprese attraverso la


localizzazione, la qualità, il design, la pubblicità
fidelizzazione il consumatore alla marca

• Grazie alla differenziazione del prodotto rispetto ai


concorrenti, la domanda delle imprese operanti in
concorrenza monopolistica non è infinitamente elastica al
prezzo

• La curva di domanda è inclinata negativamente rispetto


al prezzo
La concorrenza monopolistica: breve periodo

• Nel breve periodo l’impresa segue la stessa regola di


massimizzazione del profitto del monopolista.
• Questo perché nel breve periodo non esiste concorrenza per
quella particolare varietà del prodotto (ma tutte le imprese
che offrono prodotti simili competono per la stessa clientela).
– La domanda per una certa varietà sarà tanto meno
elastica rispetto al prezzo quanto più il bene è (o è
percepito come) differenziato rispetto agli altri ad esso
simili.
– Comunque l’elasticità sarà sempre maggiore che nel caso
di monopolio, cioè quando il bene non ha sostituti.
• Quindi all’equilibrio di breve periodo:
• L’impresa produce la quantità Q* tale che MR = MC.
• Vende ad un prezzo superiore al MC ed al SATC.
• L’impresa ottiene extra-profitti positivi.
La concorrenza monopolistica: breve periodo

• Se l’impresa non
investe in
pubblicità per
segnalare la
qualità del
proprio prodotto

• Q* e P* sono
l’equilibrio (cioè
quando SMC =
MR)

• Il profitto
dell’impresa è
pari all’area
P*E*CD
La concorrenza monopolistica: breve periodo

• Se l’impresa segnala
la qualità attraverso
la pubblicità

• Il costo medio è la
somma sia del costo
di produzione che
del costo di
pubblicità (costo
fisso)

• L’incremento dei costi fissi non altera la condizione di


equilibrio (P* Q*) ma in ragione al nuovo SATC’ si riduce il
profitto => l’area adesso è P*E*C’D’
La concorrenza monopolistica: breve periodo

L’investimento in pubblicità risulta:

• Sunk cost: un costo affondato che, anche se


rischia di limare i profitti, può rivelarsi una solida
barriera all’ingresso per coloro che non sono in
grado di sostenere pesanti oneri pubblicitari

• Signal: un segnale per i potenziali entranti che


inibisce le intenzioni d’ingresso e le aspettative
del profitto a seguito dell’eventuale ingresso
La concorrenza monopolistica: lungo periodo

Nel lungo periodo…


• l’assenza di barriere all’entrata implica l’ingresso di nuove
imprese nel mercato fino a che sussistono margini positivi di
profitto.
• la competizione tra le imprese tende a ridurre il grado di
differenziazione del prodotto => sia l’aumento dei marchi
concorrenti, sia l’affievolirsi delle differenze tra i prodotti,
inducono una tendenziale riduzione della quota di mercato
delle imprese.
o Geometricamente, ciò implica un abbassamento e un
appiattimento della funzione di domanda relativa all’impresa.
Al limite, quindi, l’unico equilibrio possibile nel lungo periodo è
quello con profitto nullo.
La concorrenza monopolistica: breve e lungo
La concorrenza monopolistica: lungo periodo

• L esistenza di extraprofitti
LMC
p incoraggia l entrata di
nuove imprese nell industria
LAC
p1 • In questo modo la
domanda delle imprese già
DD esistenti si riduce fino
all azzeramento degli
RM
extraprofitti (cioè fino a
q1 Q quando la domanda non è
tangente al costo medio)
La concorrenza monopolistica: lungo periodo

• L’equilibrio di lungo periodo


LMC si verifica quando la curva
p di domanda DD è tangente
LAC
alla curva del costo medio
p1 (LAC) in corrispondenza di
un volume di produzione q1
DD
che soddisfa le condizioni
marginalistiche di massimo
RM profitto
q1 Q • In questa condizione ogni
impresa è in pareggio e non
vi è incentivo all’entrata e
all’uscita dal mercato
Oligopolio

E’ un’altra struttura di mercato imperfettamente


concorrenziale

Caratteri strutturali
Strutture
(forme) di
mercato
Barriere Concentrazione Differenziazione Trasparenza
Entrata Uscita Domanda Offerta del prodotto
Concorrenza nulle nulle irrilevante irrilevante nulla perfetta
perfetta
Concorrenza significative nulle irrilevante irrilevante rilevante elevata
monopolistica
Oligopolio rilevanti significative irrilevante elevata irrilevante imperfetta
Monopolio assolute nulle irrilevante assoluta assoluta perfetta
perfetto
Oligopolio

• E’ una struttura di mercato caratterizzata da un


significativo grado di concentrazione dell’offerta

• Ogni impresa è consapevole di operare in condizioni


di interdipendenza con i propri concorrenti

• Per esempio si rende conto che la scelta del


prezzo di vendita non dipende solo dal
volume di produzione che intende offrire sul
mercato ma anche dalle reazioni dei
concorrenti
Oligopolio: caratteristiche

• Oligopolio: mercato in cui esistono solo poche


imprese, ciascuna delle quali offre un prodotto
identico o simile.

o N.b.: il fatto che il prodotto sia identico o simile non è


necessario per definire un oligopolio (si pensi p.e. al
mercato oligopolistico delle automobili).

o L’ipotesi serve solo per sottolineare a scopo didattico


che nel caso dell’oligopolio NON sono le
caratteristiche del prodotto ad essere rilevanti per
l’analisi, al contrario di quanto avviene p.e. nella
concorrenza monopolistica
Oligopolio: caratteristiche

• La caratteristica fondamentale dell’oligopolio,


ovvero ciò che lo definisce come forma di mercato
a sé stante, è l’interdipendenza.

o Con il termine interdipendenza si intende il fatto che,


data l’esistenza di poche imprese, le azioni di
ciascuna hanno un effetto rilevante sull’esito del
mercato per tutte le altre.

o Quindi ciascuna impresa deve tenere conto sia


dell’effetto delle proprie azioni sulle rivali che delle
azioni (ed eventuali reazioni) di queste ultime.
Oligopolio: caratteristiche

• In questo caso, quindi, la concorrenza è davvero


tale, ovvero cercare di battere le imprese rivali in un
confronto di azioni e reazioni.

o La concorrenza in oligopolio è un problema di


strategia: per questo motivo lo strumento che
dobbiamo utilizzare è la teoria dei giochi, al posto del
tradizionale apparato di curve di costo e di domanda.

o In concorrenza perfetta e concorrenza monopolistica


l’elevato numero di piccole imprese giustifica il loro
comportamento atomistico: ognuna prende decisioni
senza preoccuparsi delle reazioni degli altri
Oligopolio: cooperazione, competizione, collusione

Le situazioni oligopolistiche sono caratterizzate da tipico


dilemma di cooperazione (collusione) vs competizione
Una delle possibilità strategiche per ciascuna impresa è
di cooperare (= mettersi d’accordo, colludere) con le
rivali e agire tutte assieme in modo coordinato come se
fossero un unico monopolista, cioè formando un c.d.
monopolio congiunto (joint monopoly).

• Collusione: accordo tra imprese che operano su uno


stesso mercato, volto a determinare la quantità da
produrre ed il prezzo.
• Cartello: gruppo di imprese che agiscono in modo
collusivo.
Oligopolio: la curva di domanda ad angolo

Esaminiamo come un’impresa


P percepisce la propria curva di
domanda in un oligopolio.

P0
Essa osserva il proprio prezzo
ed il proprio livello di output,

ma deve prevedere quale


sarà la reazione dei
concorrenti a qualsiasi
Q0 Q
variazione del prezzo.
Oligopolio: la curva di domanda ad angolo

L’impresa si aspetta che una propria


P riduzione del prezzo sarà imitata anche
dai concorrenti, che interpretano questa
azione come un’azione aggressiva…
P0
… allora la domanda, a seguito di
una riduzione del prezzo, sarà
inelastica.
La curva di domanda
D sarà ripida per prezzi
inferiori a P0.
Q0 Q
Oligopolio: la curva di domanda ad angolo

…ma i concorrenti non reagiranno


invece ad eventuali aumenti del
prezzo
P
allora la domanda sarà
relativamente elastica
P0 per prezzi al di sopra di P0.

L’impresa ipotizza di
avere una curva di
domanda ad
D angolo
Q0 Q
Oligopolio: la curva di domanda ad angolo

Date queste ipotesi l’impresa prevede che i


propri ricavi si ridurranno sia nel caso di una
riduzione sia nel caso di un aumento del
P
prezzo
La miglior strategia sarà dunque
P0 quella di mantenere il prezzo a P0.

I prezzi tenderanno allora ad


essere stabili, anche in presenza
di variazioni dei costi marginali
D
Q0 Q
Oligopolio: la curva di domanda ad angolo

La curva del ricavo marginale presenta una


discontinuità

L’impresa non ha
informazioni sufficienti
sul ricavo marginale
per decidere Q*
quando i MC variano
in HK

Vischiosità dei prezzi


La teoria dei giochi

• E’ la teoria matematica che studia il comportamento


razionale in condizioni di interdipendenza strategica, cioè
quando la scelta di quale azione intraprendere deve tenere
conto delle scelte e delle reazioni degli altri agenti.

• E’ l’unico caso di una teoria matematica espressamente


ideata per le scienze sociali.
– I fondatori: von Neumann & Morgenstern 1944 ; Nash 1950
La teoria dei giochi

• Il campo di applicazione della teoria dei giochi è


vastissimo: dall’economia alle strategie militari, dalla
politica alla gestione di qualsiasi organizzazione.

• Obiettivo della teoria è analizzare situazioni


strategiche particolarmente significative al fine di...
– …stabilire come i giocatori dovrebbero comportarsi;
– …capire come i giocatori si comportano effettivamente.
La teoria dei giochi: parole chiave

• Gioco
– situazione nella quale giocatori interdipendenti devono
compiere scelte razionali (hanno per ipotesi l’obiettivo della
massimizzazione del profitto)

• Strategia
– linea di comportamento che definisce le scelte o mosse
che un giocatore deve compiere in ogni situazione
prevedibile
– il gioco si dice in equilibrio quando tutti i giocatori hanno scelto la
migliore strategia che già tenga conto delle scelte prevedibili
degli altri giocatori e nessuno ha convenienza a cambiare
strategia (Equilibrio di Nash, premio NOBEL nel 1994)

• Strategia dominante
– la migliore strategia possibile, indipendentemente dalle
scelte degli altri giocatori
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero

• In un settore vi sono solo due imprese A e B (duopolio).


• Ognuna può scegliere tra due strategie: aumentare o ridurre la
propria produzione.

Impresa B
Aumentare la Ridurre la
produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero

• Entrambe decidono di aumentare la produzione: l’offerta del


settore aumenta, il prezzo del prodotto diminuisce e ognuna
ottiene un profitto di 1

Impresa B
Aumentare la Ridurre la
produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero

• Entrambe decidono di ridurre la produzione: l’offerta si


avvicina a quella di monopolio, e il profitto congiunto è pari a
4 ovvero 2 a testa

Impresa B
Aumentare la Ridurre la
produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero

• Una riduce la produzione e l’altra aumenta: chi aumenta la


produzione prende il massimo profitto (3), chi la riduce prende
0

Impresa B
Aumentare la Ridurre la
produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero

EQUILIBRIO DEL GIOCO:


• L’impresa A sceglie la strategia “Aumentare la produzione”
che gli prospetta un risultato migliore rispetto a ridurre la
produzione (1>0 e 3>2) – Strategia Dominante di A
Impresa B
Aumentare la Ridurre la
produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero

EQUILIBRIO DEL GIOCO:


• L’impresa B sceglie la strategia “Aumentare la produzione” che
gli prospetta un risultato migliore rispetto a ridurre la produzione
(1>0 e 3>2) – Strategia Dominante di B
Impresa B
Aumentare la Ridurre la
produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero

EQUILIBRIO DEL GIOCO:


• Poiché entrambe le imprese hanno come strategia dominante
la decisione di “aumentare la produzione” l’equilibrio di Nash si
ha per(1 1)
Impresa B
Aumentare la Ridurre la
EQUILIBRIO DI NASH produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione
La teoria dei giochi: dilemma del prigioniero
ACCORDO COLLUSIVO:
• Con un accordo collusivo di ridurre entrambe la produzione
otterrebbero profitti maggiori (2 2) => accordo credibile? NO!
• Se A restringe unilateralmente la produzione, B invece di fare lo stesso,
avrebbe convenienza ad ampliarla conseguendo un profitto di 3
contro il profitto di 2 della strategia collusiva
Impresa B
Aumentare la Ridurre la
produzione produzione

Aumentare la
1 1 3 0
produzione

Impresa A
Ridurre la
0 3 2 2
produzione

COLLUSIONE
Due modelli di imprese oligopolistiche

1. Il modello di Cournot
• ogni impresa compete scegliendo un
determinato volume di produzione e
ipotizzando che l’impresa concorrente non
cambi il suo livello d’offerta

2. Il modello di Bertrand
• le imprese competono scegliendo il prezzo
nell’ipotesi che il prezzo dei concorrenti sia
dato
Modello di Cournot

p
Se l’impresa B produce 0, l’impresa A
p0 può soddisfare l’interna domanda di
p1
mercato D0 e massimizzare il profitto
p2 dove MR0 = MC producendo QA0.
MC Se B produce una quantità positiva, A
soddisfa la domanda residuale D1,
D1 ponendo MR1 = MC e producendo
MR2 MR1 D2 MR0 D0 QA1.
QB QA
Se l’impresa B aumenta la quantità
prodotta, ad A non rimane che porre
MR2 = MC e produrre QA2.

Il risultato è la funzione di BEST RESPONSE


RA
RA: maggiore l’output prodotto da B e
minore l’output prodotto da A.
QA2 QA1 QA0 QA
Modello di Cournot

FUNZIONE DI BEST RESPONSE:


• Definisce la scelta ottima di un impresa in
corrispondenza di ogni possibile scelta da parte dei
suoi concorrenti
• Nel modello di Cournot la funzione di best response
di un’impresa rappresenta i volumi di produzione che
prospettano all’impresa il massimo profitto per ogni
dato volume di reazione del concorrente
o Siccome producono entrambi lo stesso prodotto
(indifferenziato) il livello di produzione che massimizza il
profitto di un duopolista è una funzione inversa o
decrescente del livello di produzione ipotetico
dell’altro
Equilibrio di Nash in un modello di Cournot

• RA e RB sono le funzioni
QB
di reazione di A e B.
RA Ognuna mostra la
migliore risposta di
un’impresa alla
produzione dell’altra
E
impresa.
QB* • • Il punto E è l’equilibrio
RB Cournot-Nash: le due
imprese producono un
determinato output e
QA* QA
non intendono variare
la produzione.
Equilibrio di Nash in un modello di Bertrand

• RA e RB sono le funzioni di
reazione di A e B. Ognuna
mostra la migliore risposta di
un’impresa alla produzione
dell’altra impresa.
• Prodotti perfettamente
sostituibili: la domanda di un
impresa è collegata al
prezzo praticato dall’altra
impresa
• Se A congettura che B
fisserà un prezzo alto, la sua
reazione razionale sarà a
sua volta di fissare un prezzo
alto (e viceversa)
Equilibrio di Nash in un modello di Bertrand

• La funzione di reazione RA
(cioè la reazione tra prezzo
ottimale PA e prezzo
congetturale PB) è inclinata
positivamente (lo stesso vale
per RB)
• Il punto E è l’equilibrio
Bertrand-Nash
• Se le due imprese fissano
prezzi diversi la domanda di
mercato andrà a quella
impresa che fissa il prezzo
più basso e l’altra non
venderà nulla