Sei sulla pagina 1di 9

la CARTA di

Per il Nido d’infanzia

Un progetto di

www.scienceforpeace.it
la CARTA di

Per il Nido d’infanzia


Un progetto di

Le eminenti personalità provenienti dal mondo scientifico, culturale, politico, artistico e della
comunicazione qui convenute per la seconda edizione di “Science for Peace” (Milano, 18-19 Novembre
2010), concordano sulle seguenti dichiarazioni basate sulla Dichiarazione di Siviglia sulla Violenza
(UNESCO, 1986) e aggiornate.

I La guerra non è una necessità evolutiva: la biologia non ci condanna a guerra e violenza, ma pone
le nostre menti di fronte a una gamma di scelte differenti;
II La guerra non è un destino predeterminato geneticamente, perché la cultura umana ci fornisce
la capacità di plasmare e cambiare la nostra natura;
III L’evoluzione di comportamenti sociali complessi è stata determinata da un intreccio di competizione
e cooperazione, aggressività e altruismo;
IV La guerra non è cablata nel nostro cervello, che può essere utilizzato per la pace e per la solidarietà
nello stesso modo in cui può essere impiegato per la violenza;
V Esistono influenti precursori naturali nel nostro cervello che ci predispongono a comportamenti
pro-sociali così come all’aggressività, ma nessuno dei nostri comportamenti è determinato dalla
natura al punto da non poter essere modificato dall’apprendimento e dalla responsabilità individuale;
VI È possibile concepire liberamente nuovi modi per organizzare le società: la pace è realisticamente
una possibilità, oltre che un’urgenza sociale e un imperativo morale per la specie umana;
VII Abbiamo il dovere di rafforzare tutti quegli strumenti educativi e sociali che possono indirizzare
la nostra evoluzione culturale verso la pace;
VIII Abbiamo il dovere di vigilare su tutte le strategie adottate dai leader politici e dai mass media
che alimentano emozioni di paura e senso di minaccia da parte di un nemico esterno e che preparano
le persone a sostenere una guerra;
IX Le ambiguità ereditate dalla nostra stessa storia di specie rafforzano quel principio di cautela
che suggerisce di non cercare nella natura il fondamento di comportamenti che si presumono
essere “normali” o necessari;
X Se nulla nei nostri geni e nella nostra storia naturale giustifica la violenza istituzionalizzata come
inevitabile, allora la guerra è da considerarsi un’invenzione sociale. Come evidenziato nelle
conclusioni della Dichiarazione di Siviglia: “La stessa specie che ha inventato la guerra ora può
inventare la pace”.

Milano, 19 novembre 2010


Con il patrocinio di
Commissione Nazionale
Italiana per l’UNESCO

Organizzazione
delle Nazioni Unite
per l’Educazione,
la Scienza e la Cultura
1
www.scienceforpeace.it
Carta di Science for Peace
Un progetto di

Commento alla

Dalla Dichiarazione di Siviglia sulla Violenza alla Carta di Science for Peace 2010.
A cura del Gruppo di Lavoro “Scuola, Università e Ricerca” di Science for Peace.

Nel 1986, in occasione dell’Anno Internazionale della Pace, promosso dale Nazioni Unite, un team Ventuno anni dopo, le basi per la costruzione del- spesso aggressività e cooperazione convivano:
internazionale di specialisti di differenti discipline si riunì per redigere un manifesto scientifico che la pace prospettate dagli antropologi, dagli eto- la prima si manifesta nei conflitti fra gruppi so-
facesse il punto sulle conoscenze più avanzate riguardo ai fondamenti del comportamento pacifico e logi, dai fisiologi, dagli psicologi e dai sociologi ciali rivali, per la riproduzione e per le risorse; la
cooperativo nella specie umana. che redassero la Dichiarazione di Siviglia man- seconda prevale invece all’interno dei gruppi per
I risultati di quelle ricerche, diffusi dalla Conferenza Generale dell’UNESCO il 16 novembre del 1989, tengono tutta la loro attualità. Quel manifesto, mantenere la coesione sociale, ridurre gli effetti
furono raccolti nella “Dichiarazione di Siviglia sulla violenza” e mostrarono con chiarezza e lungimiranza che già nelle sue premesse conteneva l’impegno dell’egoismo individuale dei “battitori liberi”, e
quanto fossero deboli le teorie, allora prevalenti, circa la presunta “necessità biologica” ed evolutiva a essere periodicamente aggiornato, rappresen- incanalare l’aggressività in ritualizzazioni non
dell’aggressività e della guerra come attitudini umane profonde. ta ancora oggi uno degli esempi più fulgidi del letali.
Le cinque proposizioni della Dichiarazione di Siviglia, nella loro versione sintetica, così recitano: contributo che la comunità scientifica può dare a Qualunque sia la spiegazione evoluzionistica
una cultura della pace. corretta, senz’altro di tipo pluralista, è evidente
come il richiamo ai vincoli della nostra storia na-
1 “è scientificamente scorretto affermare che 4 è scientificamente scorretto affermare che I miti sulla violenza innata delle “scimmie assas- turale e ai corrispettivi determinanti genetici sia
non si può porre fine alla guerra perché gli noi siamo portati a essere violenti a causa sine” e sull’esistenza di specifici “geni dell’ag- sostanzialmente ambiguo: possiamo cioè reperi-
animali la praticano e noi siamo come gli di come è fatto il nostro cervello. Come le gressività” sono stati ulteriormente sfatati, anche re in noi, variamente intrecciate, sia le remine-
animali. In primo luogo, questa posizione è gambe e le mani, il cervello è parte del no- se l’ottimismo contenuto nelle prime tre proposi- scenze naturali della violenza e della competi-
infondata perché gli animali non fanno la stro corpo. Gambe, mani e cervello possono zioni della Dichiarazione è oggi mitigato dalla zione aggressiva sia quelle della cooperazione
guerra. In secondo luogo, è infondata perché essere usati tanto per la cooperazione quanto constatazione che sia l’aggressività individuale e dell’aiuto reciproco, che nelle società umane
noi esseri umani non siamo soltanto come per la violenza. Essendo il cervello la base incontrollata sia la violenza organizzata - che hanno acquisito modalità del tutto inedite. Giu-
animali. A differenza degli animali, abbiamo fisica della nostra intelligenza, esso ci mette sfocia in conflitti pianificati fra gruppi, ripetuta- stificare per via neurofisiologica ed etologica la
la cultura umana, che possiamo modificare. nelle condizioni di pensare a ciò che voglia- mente osservati in natura, anche con utilizzo di prevalenza delle une o delle altre, intese come
Una cultura che ha in sé la guerra in un certo mo fare e a ciò che dovremmo fare. E avendo “armi” all’uopo - sono presenti in molte specie di necessità biologiche, è un’impresa fallimenta-
secolo può cambiare e vivere in pace con i il cervello una grande capacità di apprendi- primati dotati di una vita sociale complessa e di re, anche perché nella storia naturale strutture e
suoi vicini in un altro secolo. mento è possibile da parte nostra inventare una gamma estesa di opzioni comportamentali. comportamenti sviluppatisi a seguito di una certa
nuove modalità di azione. Fra queste ultime, però, non si registra mai la ragione evolutiva possono essere poi cooptati e
2 è scientificamente scorretto affermare che guerra istituzionalizzata in senso moderno, che ingaggiati per funzioni del tutto differenti al mu-
non si può porre fine alla guerra perché essa 5 è scientificamente scorretto affermare che è triste prerogativa umana. Per altro verso, la let- tare del contesto. Ciò vale a maggior ragione
è parte della natura umana. Gli argomenti la guerra è causata da un ‘istinto’. La mag- teratura scientifica più recente ha messo in luce nella specie umana, la cui evoluzione naturale è
basati sulla natura umana non possono pro- gior parte degli scienziati non usa più il ter- nelle stesse specie la pervasività e la varietà di oggi intimamente connessa e fortemente influen-
vare alcunché perché la cultura umana ci of- mine ‘istinto’ perché nessuno dei nostri com- strategie adattative altresì improntate alla soli- zata dall’evoluzione culturale e dall’insieme dei
fre la capacità di plasmare e di trasformare la portamenti è a tal punto determinato da non darietà di gruppo, alla reciprocità, all’altruismo, condizionamenti dovuti all’ambiente di sviluppo
nostra natura da una generazione all’altra. è poter essere modificato attraverso l’appren- all’empatia, ben oltre quanto previsto fino a po- e all’apprendimento.
vero che i geni trasmessi nei gameti dai geni- dimento. Ovviamente, abbiamo emozioni e chi decenni fa.
tori ai figli influenzano il modo in cui agiamo. motivazioni come la paura, la collera, il ses- Si tratta in molti casi di attitudini all’aiuto reci- Le ambiguità che ereditiamo dalla nostra storia
Ma è altrettanto vero che siamo influenzati so e la fame, ma ciascuno è responsabile di proco espresse anche fra non consanguinei e fra di specie, il peso dell’evoluzione culturale e gli
dalla cultura nella quale cresciamo e che pos- come le esprime. Nella guerra moderna, le estranei, talvolta persino fra individui di specie intrecci non lineari fra geni e contesti ecologici
siamo assumerci la responsabilità delle nostre decisioni e le azioni dei generali e dei soldati diverse, il che lascia supporre che la selezione e sociali rafforzano quel principio di cautela che
azioni. solitamente non sono emotive. Piuttosto, essi naturale operante fra parenti - laddove il singolo suggerisce di non cercare nella natura il fonda-
stanno facendo il loro lavoro nel modo in cui attua un comportamento altruistico che mette sì mento, o la giustificazione, né di presunti com-
3 è scientificamente scorretto affermare che non sono stati addestrati a farlo. Quando i soldati a repentaglio la propria sicurezza, ma perché portamenti “normali” (siano essi oscuri e violenti
si può porre fine alla violenza perché gli es- vengono preparati per la guerra e quando la in questo modo favorisce la sopravvivenza di un o pacifici, dato che l’unica norma in natura sem-
seri umani e gli animali che si comportano in gente viene indotta ad appoggiare la guerra, certo numero di consanguinei, portatori di por- bra essere semmai la grande diversità di strategie
modo violento sono in grado di vivere meglio viene loro insegnato a odiare e a temere un zioni percentuali dei propri geni che verranno contingenti), né delle nostre speranze (verso, per
e di avere più discendenti degli altri. In realtà, nemico. La questione più importante è chie- così trasmessi alla discendenza - abbia bisogno esempio, un’edificante natura umana esclusiva-
l’evidenza mostra che esseri umani e animali dersi perché sono stati addestrati e preparati probabilmente di spiegazioni integrative basate mente pacifica e cooperativa, poi corrotta dalla
se la cavano meglio quando imparano a con- in questo modo, in primo luogo dai leader sui vantaggi della coesione sociale nella com- civilizzazione), né tanto meno delle norme morali
vivere positivamente gli uni con gli altri. politici e dai mass media”. petizione fra gruppi. è stato infatti notato come che liberamente decidiamo di condividere.

2 3
www.scienceforpeace.it
Carta di Science for Peace
Un progetto di

Commento alla sottoscrizioni

Il richiamo alla “necessità biologica” è stato paura e alla violenza, all’odio verso un nemico Claude Cohen-Tannoudji Michael Bevan
usato in passato per giustificare la schiavitù e le esterno o interno, all’investimento in armamenti, Premio Nobel per la Fisica 1997, Francia Head of Cell and Developmental Biolgy
discriminazioni di genere e di razza, ma oggi e talora persino alla pulizia etnica e al genoci- Department at John Innes Centre, USA
Renato Dulbecco
abbiamo gli strumenti per contestare questi ar- dio.
Premio Nobel per la Medicina 1975, Italia Nanni Bignami
gomenti per via scientifica, oltre che per ragioni È per tutte queste ragioni che l’essenza del mes-
Professore di Astronomia e Astrofisica presso
etiche. Se cade la categoria deresponsabilizzan- saggio della Dichiarazione di Siviglia merita di Jehrald Ertl
IUSS di Pavia, Italia
te della necessità biologica, significa che pur essere oggi ripreso e valorizzato come strumento Premio Nobel per la Chimica 2007, Germania
essendo ancora condizionati dai nostri “precur- di base nei programmi educativi - fin dagli sta- Chris Bowler
Luc Montagnier
sori naturali” universali - termine oggi preferibile di più precoci della formazione individuale e di Direttore del Dipartimento di Biologia vegetale
Premio Nobel per la Medicina 2008, Francia
rispetto a “istinto” - siamo liberi (e responsabili) comunità - e come motivo di sensibilizzazione in- presso l’Ecole Normale Supérieure di Parigi,
di scegliere fra invenzioni sociali differenti, im- ternazionale. Science for Peace auspica dunque Rita Levi Montalcini Francia
prontate alla guerra come alla pace, in ciascu- che il richiamo alla Dichiarazione di Siviglia e Premio Nobel per la Medicina 1986, Italia
John Broome
na delle innumerevoli culture umane sviluppatesi il suo rilancio come Carta di Science for Peace Harold W. Kroto Professore di Filosofia Morale
nelle ultime migliaia di anni di evoluzione, senza 2010 siano nuovamente sottoscritti e promossi Premio Nobel per la Chimica 1997, Regno Unito presso l’Università di Oxford, UK
con ciò tradire alcunché di intrinseco alla natura da numerose e autorevoli personalità, organizza-
umana. La biologia non ci condanna alla guerra zioni e istituzioni del mondo della ricerca scienti- Pascal Acot Cinzia Caporale
e alla violenza, ma pone le nostre menti dinanzi fica, delle arti e della cultura, per riaffermare che Filosofo e storico della scienza, CNRS - Presidente del Comitato Etico della Fondazione
a una gamma di scelte diverse. la violenza e la guerra non sono necessarie. University Paris 1 Sorbonne, Francia Veronesi e Responsabile della Sezione
L’apertura di queste possibilità implica che pos- Allegra Agliardi di Roma dell’ITB-CNR
siamo allora decidere di imparare a gestire l’ag- Illustratrice Francesco Cappelli
gressività umana in modo differente da come ab- Assessore all’Educazione e all’Istruzione
Giancarlo Aragona
biamo fatto finora, che la pace è una possibilità
Ambasciatore Italiano e Vice Presidente Ilaria Capua
globale e realistica, oltre che un’urgenza sociale
Science for Peace, Italia Direttore del Dipartimento di Ricerca e Sviluppo
e un imperativo morale per la specie umana, e
che le sofferenze inaudite della guerra possono Peter Atkins presso l’Istituto Zooprofi lattico Sperimentale
essere bandite come strumento di risoluzione dei Professore di Chimica presso l’Università delle Venezie, Italia
conflitti, soprattutto ora che gli esseri umani sono di Oxford, e autore, UK Luigi Cavalli Sforza
in possesso di armi di distruzione di massa che Guido Barbujani Professore Emerito di Genetica presso la Scuola
per la prima volta nella storia possono provocare Professore presso il Dipartimento di Biologia di Medicina della Stanford University, USA
l’estinzione stessa della nostra specie. Come si ed Evoluzione presso l’Università di Ferrara Luigi Chieco Bianchi
sottolinea nella conclusione della Dichiarazione,
Claudio Basilico Professore emerito di Oncologia presso
“la stessa specie che ha inventato la guerra ora
Professore di Patologia Molecolare e Direttore l’Università di Padova, Italia
può inventare la pace”.
Le conoscenze scientifiche contemporanee, ven- del Dipartimento di Microbiologia presso la Barbara E. Corkey
tuno anni dopo la stesura della Dichiarazione di Scuola di Medicina della New York University, Centro per la Ricerca sull’Obesità presso
Siviglia, hanno dunque rafforzato ancor di più il USA l’Università di Boston, USA
richiamo ivi contenuto alla responsabilità umana Fabrizio Battistelli Giulio Cossu
collettiva per le azioni che vorremo, e dovremo, Professore di Sociologia presso l’Università La Direttore dell’Istituto di Ricerca sulle Cellule
intraprendere in futuro a favore della pace, dei Sapienza di Roma, Italia per conto dell’Istituto Staminali presso H. S. Raffaele di Milano, Italia
diritti umani e dell’educazione alla non violenza. di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo
Esse invitano anche a vigilare sulle strategie tutte David E. Cummings
culturali e politiche, sperimentate purtroppo an- Jacques Bernier Professore di Medicina, Divisione
che nella storia recente, che portano alla costru- Direttore della Divisione di Radio - Oncologia di endocrinologia, nutrizione e metabolismo,
zione di narrazioni collettive propagandistiche presso Swiss Genolier Medical Network, Università di Washington, USA
- descritte nella quinta proposizione - il cui fine Svizzera
è cementare una comunità predisponendola alla

4 5
www.scienceforpeace.it
Carta di Science for Peace
Un progetto di

sottoscrizioni alla

Concetta De Cicco Giuseppe Ippolito Franco Pacini Chiara Tonelli


Condirettore Divisione di Medicina Nucleare Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale per Professore ordinario presso l’Università Professore di Genetica e Prorettore per la
dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, Roma di Firenze e Direttore dell’Osservatorio Ricerca, Università degli Studi di Milano, Italia
Italia Astrofisico di Arcetri, Italia
Jean Jacquinot USPID
Daniel C. Dennett Consigliere Scientifico per l’Alto Commissario Telmo Pievani Unione Scienziati Per Il Disarmo
Professore universitario e co-Direttore del Centro per l’Energia Atomica, Francia Professore Associato di Filosofia delle
Umberto Veronesi
per gli Studi Cognitivi presso la Tufts University, Scienze Biologche, Dipartimento di Biologia
Jonathan Jones Presidente Science for Peace, Italia
USA dell’Università degli Studi di Padova, Italia
Senior Scientist at Sainsbury Laboratory, UK
Robin Weiss
Rita El Khayat Francesco Profumo
Kathleen Kennedy Townsend Professore di Oncologia Virale presso University
Psichiatra psicoanalista, scrittrice e antropologa, Former Ministro dell’Istruzione,
Professore Associato della School of Public College di Londra, UK
Marocco dell’Università e della Ricerca, Italia
Policy presso Georgetown University e Vice
Yosef Yarden
Elfatih A. B. Eltahir Presidente Science for Peace, USA Giovanni Puglisi
Professore presso il Dipartimento di Biological
Professore, Dipartimento di Ingegneria Civile Presidente della Commissione Nazionale
Diego Latella Regulation del “Weizmann Institute of Science”,
e Ambientale presso il MIT, USA Italiana per l’UNESCO
CNR Istituto di Scienza Israele
Heinz Feldmann e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” Pere Puigdomènech
Tilahum Yilma
M.D., Ph.D, Chief Lesley W. Shuper, Ph.D., di Pisa per l’Unione Scienziati Per Il Disarmo Direttore dell’Istituto di Biologia molecolare
Professore presso il Dipartmento di patologia,
Biocontainment Suite Manager, USA ONLUS di Barcellona, Spagna
microbiologia e immunologia presso l’Università
Genoveffa Franchini John Lupien Rino Rappuoli della California, USA
Senior Investigator presso l’US National Health Professore presso il Dipartimento di Nutrizione Direttore Ricerca Vaccini presso Novartis, Italia
Franca Zuccoli
Institute, USA presso University of Massachusetts, USA
Mahdi Rezai Pedagogista e ricercatrice,
Viviana Galimberti John S. Mackenzie Medico Oncologo, Fondatore Centro Medico Università di Milano-Bicocca
Direttore Unità di Senologia Molecolare Professore presso la Facolta di Scienze di Herat, Aghanistan
dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, della Salute presso la Curtin University
Charles M. Rice
Italia e il Burnet Institute, Australia
Maurice R. and Corinne P. Greenberg
Robert Gallo Alberto Mantovani Professor and Head, Laboratory of Virology
Direttore dell’Istituto di Virologia Umana Direttore Scientifico dell’Istituto Clinico and Infectious Disease at The Rockfeller
presso la Scuola di Medicina dell’Università Humanitas, Italia University, USA
del Maryland, USA
Alberto Martinelli Amedeo Santosuosso
Monica Guerra Professore Emerito di Scienza Politica Professore Ordinario presso l’Università
Pedagogista e ricercatrice, presso l’Università degli Studi di Milano di Pavia, Italia
Università di Milano-Bicocca e Vice Presidente Science for Peace, Italia
Vaclav Smil
Margherita Hack Karin Metzlaff Distinguished Professor presso l’Università
Direttore del Centro Interuniversitario per Executive Director of the European Plant Science di Manitoba, Canada
l’Astrofisica e la Cosmologia di Trieste, Italia Organisation, EPSO, Belgium
Ian Tattersall
John Harris Susan Murcott Paleoantropologo e curatore del Museo
Lord Alliance Professore di Bioetica e Direttore Senior Lecturer Civil and Environmental Americano di Storia Naturale, USA
dell’Istituto di Scienza, Etica e Innovazione Engineering Department Principal Ecosystems
Jeff Tester
presso l’Università di Manchester, UK Engineering at MIT, USA
Professore di Ingegneria Chimica presso il MIT,
William A. Haseltine USA
Ph.D President of ACCESS Health International,
Inc, USA

6 7
www.scienceforpeace.it
PER
Carta di Science for Peace
Un progetto di

Commento alla il nido suggestioni didattiche

Dalla Dichiarazione di Siviglia sulla Violenza in collaborazione con

alla Carta di Science for Peace 2013 per le scuole primarie.


A cura di Monica Guerra, Franca Zuccoli, Allegra Agliardi e del Gruppo di Lavoro “Scuola, Università e Ricerca” di Science for Peace.

La Carta di Science for Peace, redatta nel 2010 da un pool di sociologi, filosofi e genetisti, riprende e
aggiorna a distanza di ventun anni la Carta di Siviglia emanata dall’Unesco nel 1986, con cui un team
internazionale di specialisti di differenti discipline ha inteso mostrare con chiarezza e lungimiranza
quanto fossero deboli le teorie, allora prevalenti, circa la presunta “necessità biologica” ed evolutiva
dell’aggressività e della guerra come attitudini umane profonde.
Sin dall’inizio la Carta di Science for Peace è stata diffusa nella comunità scientifica internazionale e, a
oggi, ha ottenuto oltre sessanta sottoscrizioni, tra cui quelle di sei Premi Nobel.

La Carta di Science for Peace, redatta nel 2010 I contenuti Le suggestioni didattiche progetto.
da un pool di sociologi, filosofi e genetisti, ripren- Il testo è stato riletto e tradotto in un linguaggio La Carta si propone quindi di essere uno strumento La presenza della Carta in ogni sezione, classe, scuo-
de e aggiorna a distanza di ventun anni la Carta idoneo ai bambini da 0 a 3 anni, elaborando delle leggero, perché collocabile in modo informale su una la che si raggiungerà, vuole essere un segno tangibile
di Siviglia emanata dall’Unesco nel 1986, con cui indicazioni didattiche per i docenti che prevedo- parete della sezione o dell’aula, in modo da essere di adesione a un progetto culturale in cui ciascuno
un team internazionale di specialisti di differenti no livelli di lettura e di approfondimento diversi guardato dai bambini e parallelamente sceglie di stare dalla parte della pace, sostenendone
discipline ha inteso mostrare con chiarezza e lun- a seconda dell’età dei bambini. può essere uno strumento didattico promosso dall’in- l’impegno e la responsabilità.
gimiranza quanto fossero deboli le teorie, allora Il documento propone due immagini che sintetiz- segnante; flessibile, perché utilizzabile secondo una
prevalenti, circa la presunta “necessità biologica” zano il messaggio principale: “Si può e si deve scansione non necessariamente cronologica e a più
ed evolutiva dell’aggressività e della guerra come non fare la guerra”, che ritraggono animali e bam- riprese nel corso dell’anno scolastico o del ciclo.
attitudini umane profonde. bini, in cui i piccoli possano identificarsi. L’obiettivo di fondo è che la Carta diventi una par-
Sin dall’inizio la Carta di Science for Peace è stata Le due immagini, grazie al ricorso di domande te integrante a sostegno dei pensieri e delle azioni
diffusa nella comunità scientifica internazionale molto semplici, favoriscono una riflessione che dei bambini, dunque non limitata a un progetto, ma
e, a oggi, ha ottenuto oltre sessanta sottoscrizioni, permette di far dialogare la Carta con la quotidia- connotante la modalità di discutere e porsi domande
tra cui quelle di sei Premi Nobel. nità dei bambini e con i loro contesti di vita e cre- della classe.
scita, rendendo evidente come i temi trattati non Gli insegnanti rivestono un ruolo cruciale non solo
La diffusione nel mondo della scuola appartengano solo a poche e lontane situazioni, nel proporre la Carta e i suoi contenuti, ma soprat-
La Carta nel 2011 è diventata uno strumento di- ma chiedano una presa di posizione di ognuno, a tutto nel sostenere una didattica che si faccia essa
dattico da promuovere nelle scuole per costruire partire dall’infanzia. stessa promotrice di una cultura di pace.
una cultura di non violenza, basata su assunti In tal senso, il documento appare una suggestione
scientifici, attraverso una serie di incontri con do- interessante anche per i bambini più piccoli, che Sul portale di Fondazione Veronesi per la Scuola è
centi dislocati sul territorio nazionale e organizza- possono confrontarsi usando le immagini e maga- possibile scaricare gratuitamente il poster della Car-
ti in collaborazione con il MIUR. ri riprendere alcuni spunti con la mediazione dei ta di Science for Peace per i bambini (disponibile in
Nel 2014 su invito del Comune di Milano, Asses- loro docenti. un formato maxi di 70X100 cm oppure uno più pic-
sorato all’Educazione e all’Istruzione, la Carta è Obiettivo di fondo della Carta così tradotta è offri- colo in A3) e le due schede didattiche (disponibili in
stata adattata nei contenuti e nel linguaggio per re agli insegnanti un’opportunità didattica che si formato A4) per i docenti e le loro classi.
essere diffusa anche nel Nido, nella convinzione fonda sulla valorizzazione di domande autentiche Tutte le scuole che aderiranno all’iniziativa saran-
dell’importanza di iniziare a promuovere una cul- ed euristiche, dove più che la formalizzazione del- no mappate su una cartina geografica che riporterà
tura di pace anche e soprattutto tra i più piccoli. le risposte conta la volontà di interrogarsi, mettere l’ubicazione delle scuole, oltre che ringraziate dal-
e mettersi in discussione.. la Fondazione per aver colto l’invito a partecipare al

per scaricare i materiali vai su www.fuvperlascuola.it


nella sezione Science for Peace per la scuola
8 9
www.scienceforpeace.it
PER
Carta di Science for Peace
Un progetto di

scopri la il nido

Ciao!
Questa è la Carta di Science for Peace per i bambini. Questa Carta ci spiega
che la guerra non è scritta nel nostro cervello, ma è una scelta degli uomini.

Guarda le immagini: troverai esempi con animali e bambini.


Parlane a scuola con le tue educatrici e i tuoi compagni e, se vuoi, anche a casa.

La Carta ci dice che tutti noi possiamo costruire la pace: anche tu, le tue educatrici,
i tuoi amici e i tuoi genitori!

Buon lavoro,
gli amici della Carta di Science for Peace

puoi scaricare il poster in formato stampabile


su www.fuvperlascuola.it
nella sezione Science for Peace per la scuola
10 11
www.scienceforpeace.it
Gli animali Fare la pace si può.
non fanno la guerra E si deve
Osserva gli animali domestici come cani, Prova a pensare a quando litighi con
gatti, uccellini e pesci rossi, oppure quelli qualcuno:
che vedi nei documentari:
• Cosa succede se resti arrabbiato?
• Come si comportano? • E cosa succede se fai la pace?
• Quando diventano aggressivi
e perché?
Tutti i materiali didattici di Science for Peace
sono disponibili on line su www.fuvperlascuola.it

Per ogni informazione ci contatti all’indirizzo:


scienceforpeace@fondazioneveronesi.it

Un progetto di

www.fondazioneveronesi.it