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MUSICA BIZANTINA

Per il progetto Meltin' Choir di CantAbile] ho tenuto nel 2011 un seminario sulla Balcania di suoni - un
atlante di risonanze multiple e discordanti.
Una presentazione che si è proposta come sguardo critico sulla cosiddetta musica balcanica, sul
nostro modo di (non) confrontarci con quell'area, sulla superficialità delle nostre classificazioni. Qui la
parte dedicata alla Musica Bizantina

Quella che segue è una traccia di temi e di risorse.


Di solito si intende con MUSICA BIZANTINA la musica della liturgia dell’Impero
Romano d’Oriente, dal IV secolo d.C. fino alla conquista del centro politico e culturale
–Costantinopoli/Bisanzio- da parte degli Ottomani nel 1453. Nella categoria Musica
Bizantina viene anche inclusa la tradizione liturgico-musicale delle chiese cristiano
ortodosse che ad essa si ispirano, dunque un vastissimo repertorio che,
originariamente in lingua greca, poi nelle lingue nazionali, si è diffuso nei Balcani, in
Russia, e nel bacino mediterraneo, Italia compresa [liturgie greco-albanesi].

Questo pluralismo linguistico, in contrasto con l’unicità del latino conservata dalla
Chiesa di Roma, ha dato il via ad una grande varietà di adattamenti e trasformazioni
locali per cui risulta problematico il rapporto fra l’attuale canto liturgico praticato
dalle chiese orientali e gli antichi manoscritti liturgici. La stessa valutazione vale per
l’influenza che la musica araba e turca hanno esercitato sul canto liturgico bizantino,
variandone i caratteri originali, integrando modalità e stilemi tutt’ora in uso.
La notazione stessa, come per quella della liturgia romana, presenta i soliti problemi
interpretativi dal momento che la più antica, detta ecfonetica (declamatoria), in uso
tra l’VIII e il XIII secolo, risulta essere una semplice traccia mnemonica per i cantori e
gli officianti. Quella più recente, tra il XIII e il XV secolo, detta melodica, contiene
invece segni e simboli che ne consentono una trascrizione abbastanza precisa.
Sulla ricostruzione e trascrizione dei manoscritti bizantini è disponibile in rete uno
studio molto interessante, in italiano, di Annalisa Doneda, docente alla Facoltà di
Musicologia dell’Università di Padova, I manoscritti liturgico-musicali bizantini:
tipologie e organizzazione,

[vedi anche: Sandra Martani, "Musica,


teologia e liturgia. Sulle tracce di
un'interpretazione della notazione
ecfonetica bizantina." in Rivista
internazionale di musica sacra, 20/2
(1999), 9-47,]

Stante la teologia che sottende la


pratica e la composizione musicale
bizantina – gli inni sono i cantici del
cielo che, trasmessi dagli angeli, sono
arrivati alla mente dell’innografo, che
non deve fare altro che trascriverli – le
composizioni liturgiche tendono ad
essere strutturalmente rigide e
quando cambiano lo fanno secondo il
principio che in Occidente sarà
conosciuto come quello
della variazione.
Come dice il titolo, una sintetica
guida: Stanley J. Takis, Beginning to
Learn the Byzantine Musical System
Using Western Notation and Theory
Codex A.a.5. Badia di Grottaferrata
1101 d.C.

In forma introduttiva, partendo da esempi sul pentagramma: The Mnemonic


Verses . A Quick and Easy Guide to the Byzantine Tones di J. Suchy-Pilalis.
Mentre una guida completa in inglese si trova in: Reading Psalmodia. An introduction
to modern Byzantine Notation, di David J. Melling.
Una raccolta liturgica molto ampia, con testo greco e inglese e tutte le trascrizioni
necessarie in notazione occidentale.

Al sito madre New Byzantium Publications è possibile avere una vastissima scelta di
testi liturgici in notazione occidentale, testo greco e inglese e in audio.

Una corrente musicologica ha cercato di far risalire il repertorio


bizantino e le sue forme a quello della grecità classica. Questa
interpretazione è stata però rifiutata dalla maggior parte degli
studiosi, tra cui Egon Wellesz. Il suo A History of Byzantine Music and
Hymnography, Oxford, 1961, costituisce ancora il caposaldo delle
ricerche sul tema
Lo si può leggere qui.

È stato riedito a Frascati, 2005, con CD, il “vecchio”, ma importante,


studio di Lorenzo Tardo, L’antica melurgia bizantina, Bocca, 1938.

Dal mondo bizantino ci proviene la prima musica


conosciuta scritta da una donna, Kassia o
anche Kassiane, Kassiani, Casia, Ikasia, Cassia,
Cassiane, Kassiana, Eikasia, vissuta tra l’810 e l’
865.
Su di lei vedi in Libri - Google, con 4 pagine non
disponibili, Lynda Garland (ed) Byzantine
Women: Varieties of Experience 800-1200: Anna
M. Silvas, “Kassia the Nun”, Ashgate, 2006.
Il più completo, e interessante, è Kassia the
Nun in Context: The Religious Thought of a Ninth-
Century Byzantine Monastic, di Kurt Sherry,
Giorgia Press, 2011.

Gheorghita Zugravu, Kassia the Melodist. And the


Making of a Byzantine Hymnographer, Tesi di
Laurea, Columbia University, 2013,
Kosta Simić, "Life According to Nature: Ascetic
Ideals in a Sticheron by Kassia", in Crkvene studije
/ Church Studies 6, The Centre of Church Studies, Niš 2009, pp. 111–121.

Il gruppo VocaMe interpreta alcune delle composizioni di Kassia.


Links di approfondimento E di ascolto:

The Divine Music Project


Sito di grande ampiezza, in inglese, con moltissimi materiali di
spiegazione/documentazione, di spartiti, di ascolti audio.

Centro di studi bizantini di Jaşi [Romania] CSBI – [al momento il sito è irraggiungibile]
Importante perché consente di scaricare previa semplice registrazione- gli studi che
compaiono sull’annuario Acta Musicae Byzantinae.
Vedi ad esempio: Hieromonk Ephraim: A Comparison of the Quantitative, Qualitative,
and Spiritual Differences Between Byzantine and Western Music , in Acta Musicae
Byzantinae VIII

Analogion Anche questo, in inglese, con moltissimo materiale audio scaricabile, non
sempre agevolmente.

spartiti e audio di musica liturgica serba,


anche nella forma elaborata dal
musicista Stevan Stojanović Mokranjac, 1856-
1914, il più significativo compositore serbo di
musica religiosa e non solo.

Il suo Tebe Poem cantato dal Coro Kolibri:


e lo spartito completo.

Altri spartiti suoi.

Una vastissima scelta di spartiti di musica religiosa di autori serbi con possibilità di
download e, in qualche caso, di audio.

Una sintesi si trova nel capitolo di Alexander Lingas, Musica e liturgia nelle tradizioni
ortodosse, nel primo volume della Enciclopedia della Musica, edita da Einaudi, 2004.
Molti degli importanti lavori di A. Lingas si possono trovare nella sua pagina su
Academia.edu. Come direttore artistico di Cappella Romana sono rintracciabili diversi
video su YouTube, alla voce.