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INDICE

CATEGOR-
ICO
Canti Venite a laudare
Voi ch’amate lo Criatore
liturgici
Salmi
Canti in latino A noi, Signore
Attende domine 1 Andiam verso il Signor
Christe cunctorum Beato l’uomo
Crux fidelis Cantate al Signore un inno nuovo
Dulcis Christe Com’è bello, com’è dolce
Exaudi Domine Gerusalemme
Jesu dulcis memoria Gustate e vedete
Jesu rex admirabilis Il Signore è il mio pastore
Jesu tibi vivo L’anima mia ha sete del Dio vivente
Lauda, Sion, Salvatorem La pietra
Nitida stella Mio Dio, perchè mi hai abbandonato?
Non nobis Miserere
indice categorico

O jesu mi dulcissime Narrano i cieli


O spes mea cara O signore, mio Dio
Omni die Purificami, o Signore
Polorum regina Rivolti i nostri occhi son lassù
Regina coeli Vedrò la bontà del Signore
Rorate coeli desuper
Salve, Mater misericordiae
Salve rigina Inni e cantici
Ubi carits et amor
Veni, Creator spiritus Innalzate nei cieli lo sguardo
L’aurora risplende di luce
Liberati dal giogo del male
Laudi e
Magnificat
Nel primo chiarore del giorno
canti trobadorici O trinità infinita
Per te solo è chiara la notte
Ave donna santissima Prima che sorga l’alba
Da mi conforto, Dio Raggiante fra tenebre dense
De la crudel morte del Cristo
Gloria ‘n cielo
Laude novella Canzoni
Ma viele
Ognun m’entenda Apparirà
Omne homo ad alta voce Ave Maria, splendore del mattino
Troppo perde il tempo Ave Maria, stella del mattino
Tutor dicendo Camminerò
2
Cantico dei redenti Qui presso a Te
Canzone di Maria Chiara
Che siano una sola cosa
Come è grande
Cristo risusciti Canti della
Dal fondo del dolore
Dal profondo nostra sto-
D’amor pane dolcissimo
Discendi, Santo Spirito ria
Grazie, Signore
Grosser Gott wir loben dich
Ho abbandonato Al mattino
I cieli Aria di neve
Il disegno Avanti, forza
In chi
Il Mistero
Il nostro cuore
Il seme

indice categorico
Io non sono degno
Io ti offro
Lasciati fare
Ma non avere paura
Marta, Marta
Mi prendi per la mano
Ora so
Perdonami mio Signore
Povera voce
Preghiera a Maria
Quando uno ha il cuore buono
Quant’è dolce, o Salvatore
Se il Signore non costruisce la città
Se tu m’accogli
Ti adoro Redentore
Tu mi guardi dalla croce
Tu sei un Dio fedele
Vero amor è Gesù

Canti polifonici
Allora saprete che esidto
Bogoroditze dievo
O cor soave
Per te, SIgnore
3
indice categorico

4
indice categorico

5
Canti
Liturgici
io sono venuto

canti liturgici
Allora saprete che esisto a salvarvi dalla morte;
mio padre mi ha mandato
Voialtri sulla terra
la croce drizzerete, ed io mando voi.
del legno del Calvario
il frutto voi vedrete. Quando vi ho chiamati eravate come loro,
col cuore di pietra, tardi a capire,
Allora saprete che esisto - dice il Signor - ciò che io dicevo non lo sentivate;
che in me l’amore fedele dimora, “è pazzo -si pensava-, non sa quello che
come in quest’ora. dice”.

Si stenderà il lenzuolo Adesso che capite cos’è la mia parola,


nella caverna tetra, volete stare soli e non pensare a loro.
si chiuderà il sepolcro A cosa servirà l’amore che vi ho dato,
col peso della pietra. se la vostra vita da soli vivrete?

Quando verrete all’alba Il tempo si è fermato, è bello stare insieme,


il corpo a imbalsamare, perché pensare agli altri che non ti han
quando vedrete l’alba conosciuto?
degli angeli esultare... Possiamo mascherare la sete d’amore,
facendo del bene solo se ne abbiamo voglia.
Se ascendo sopra i cieli
di gloria risplendente, Scendete nella valle, vivete nel mio amore,
sarò sul tuo cammino da questo capiranno che siete miei fratelli.
la nube incandescente. Parlategli di me, arriveranno al Padre,
se li saprete amare, la strada troveranno.

Andate in mezzo a loro Ma il nostro posto è là,


là in mezzo a loro;
l’amore che ci hai dato
Signore, com’è bello, non andiamo via, portiamolo nel mondo;
faremo delle tende e dormiremo qua; tu sei venuto
a salvarci dalla morte;
non scendiamo a valle dove l’altra gente tuo Padre ti ha mandato
non vuole capire quello che tu sei. e tu mandi noi.

Ma il vostro posto è là, Apparirà


là in mezzo a loro;
l’amore che vi ho dato Apparirà nel suo splendore
il Signor dell’umanità:
portatelo nel mondo; ed ecco l’alba che aspettate
là in mezzo all’oscurità.
7
È come un bimbo
nel deserto della città Madre, tu che soccorri i figli tuoi,
è il Dio d’ogni bontà. fa’ in modo che nessuno se ne vada,
canti liturgici

sostieni la sua croce e la sua strada,


A Israele, fuggito dal male, fa’ che cammini sempre in mezzo a noi.
nel deserto la legge donò,
ma Israele era ancora bambino Ave Maria, splendore del mattino,
per restare fedele al suo amor. puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore,
A Mosè solitario e fedele, protegga il nostro popolo in cammino
che la pietra in sorgente mutò, la tenerezza del tuo vero amore. (2v.)
egli pose Aronne vicino
come una fonte d’eterno perdono.
Ave Maria, stella del mat-
Ma Israele, avuta la legge, tino
chiese un re al Signore Iahvè
perchè il popolo ancora bambino sol mi dim
non sapeva ordinarsi da sé. Ave Maria,
sol mi dim
Ebbe Davide il valoroso, stella del mattino,
lo splendore di Salomone, do re do re sol
tu che hai vegliato questa notte per noi,
poi tutti i re che tradiron si- la-
l’antica alleanza di Iahvè. prega per noi
si- si7
che cominciamo questo giorno,
Lungo i fiumi di Babilonia do la-
un popolo versa il suo pianto, prega per noi
re#re
re re#
da primavera all’autunno per tutti i giorni della vita.
sugli anni del suo dolor. Ave Maria.
re
Per lui non più canti né feste,
poichè non si sente un profeta, Madre di tutti,
che porti una nuova speranza mostraci tuo Figlio
di ritornare a vedere Sion. che tu hai portato nel tuo seno per noi,
nato per noi
per liberarci dalla morte,
Ave Maria, splendore del morto per noi
mattino per ricondurci nella vita.
Ave Maria.
Ave Maria, splendore del mattino,
puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore, Piena di grazia
protegga il nostro popolo in cammino segnaci la via,
la tenerezza del tuo vero amore. dov’è la vita preparata per noi
chiedi per noi
Madre non sono degno di guardarti, misericordia dal Signore,
però fammi sentire la tua voce, chiedi per noi
fa’ che io porti a tutti la tua pace che ci sia data la sua pace.
e possano conoscerti ed amarti.
8
Amen. Birjina maite
la- re- la-
Birjiña Maite lotan dago

canti liturgici
re- la- mi la-
Ave o Vergine zure seme lastana,
re- la-
seakatxoan ipiñi zazu
Ave o Vergine, us saludi re- la- mi la-
gure bihotzen kuttuna,
come l’agnul anchie jò. mi fa
Ave o plene d’ogni grazie, ongi, bai, ongi igaro ditzan
re- mi
il Signor al è cun vò. gaua eta eguna,
Daimi, daimi une chialade la-
cun chel vòli plen d’amor, poliki, poliki ergiozu
re- la- mi la-
o gran Mari immacolade, egin dezan lo ona.
o colombe dal Signor.
Hotzaren hotzez lasto tartan
Biele l’albe matutine, gorde du gorputz murena,
biel el agnul dal Signor, amak musuka bero nahi luke
ma vò, Vergine divine, arkume txuri otxana,
o ses biele plui di loro. maitasun eztiz, eskeintzen dizut,
Faisi donghie, o chiare Mari, Maiteñoa nik detana,
cun chel vuestri biel Bambin, bihotz bero bat txirpil goxoaz
ch’jò lu chiali, egiteko lo ona.
ch’jò lu tochi,
ch’jò lu bussi chel Ninin. Gizon bihotzak hotza daukate
Bihotzeko hoztasuna,
Ave o Vergine, vi saluto come l’angelo anch’io. Ave o piena mendi zelaiak edurtean lez
di grazie il Signore è con voi. Datemi, datemi uno sguardo
con quel volto pieno d’amore, o gran Madre Immacolata, o zu izaki Maitasuna,
colomba del Signore. Bella è l’alba mattutina, bello è l’Angelo nere bihotzak hain zaitu maite
del Signore, ma Voi, Vergine divina, siete bella più di loro.
Avvicinatevi, o cara Madre, con quel Vostro bel bambino, che Bildotxo txuri gurena,
io lo guardi, che io lo tocchi, che io lo baci quel piccolino. giza hotzari jaramon gabe
Egin zazu lo ona.
Ay Santa María Amata Vergine, il tuo amato bimbo dorme, metti il tuo cuore
nella culla affinché trascorra bene il giorno e la notte, pian
pianino cullalo affinché dorma bene. Ti offro con dolce amore
¡Ay, Santa María, valedme, Señora, quello che ho, un cuore dolce perché dorma bene; gli uomini
esperanza mía! hanno un cuore freddo come i monti di neve.
Vos sois la que amo, vos sois la que quieto,
Vos sois la que llamo, vos sois la que espero,
Vos sois el lucero cuya luz nos guia. Camminerò
Ay, Santa Maria, Signora, mia speranza! Voi siete Colei che mi do#-
amo, Voi siete Colei che desidero, Voi siete Colei che chiamo, Camminerò, camminerò,
Voi siete Colei che attendo, Voi siete il lume la cui luce ci fa#- si7
guida. nella tua strada, Signor.
mi do#-
Dammi la mano, voglio restar
fa#- si7 mi
per sempre insieme a te.
9
Quando ero solo, solo e stanco nel mondo, Fate conoscere ai popoli
quando non c’era l’Amor, tutto quello che lui ha compiuto
canti liturgici

tante persone vidi intorno a me, e ricordino per sempre,


sentivo cantare così: ricordino sempre
che il suo nome è grande.
Io non capivo, ma rimasi a sentire
quando il Signor mi parlò: Cantate a chi ha fatto grandezze
lui mi chiamava, chiamava anche me e sia fatto sapere nel mondo;
e la mia risposta si alzò: grida forte la tua gioia,
abitante di Sion, perché grande
Or non m’importa se uno ride di me, con te è il Signore.
lui certamente non sa
del gran regalo che ebbi quel dì,
che dissi al Signore così: Canzone di Maria Chiara
A volte sono triste, ma mi guardo intorno, re- do re-
La mia porta sarà chiusa
scopro il mondo e l’amor; do fa
son questi i doni che lui fa a me, per il ricco e per il forte,
felice ritorno a cantar: sol- sib re-
per tutti quelli che non hanno amato,
do la- re-
Cantico dei redenti per chi ha giocato con la morte,
per gli uomini per bene,
mi- re mi- per chi cerca la sua gloria,
Il Signore è la mia salvezza per tutti quelli che non hanno amato
do re sol
e con lui non temo più, e per i grandi della storia.
la- si7 mi-
perché ho nel cuore la certezza; do re-
do re mi- Se non ritornerete come bambini
la salvezza è qui con me. sol- sib re-
non entrerete mai. (2 v.)
re mi-
Ti lodo Signore perché Non c’è posto per quell’uomo
do re sol
un giorno eri lontano da me, che non vende la sua casa
la- mi- per acquistare il campo
ora invece sei tornato
re mi- dove ho nascosto il mio tesoro.
e mi hai preso con te. Ma per tutti gli affamati,
re mi-
gli assetati di giustizia
Berrete con gioia alle fonti, ho spalancato le mie porte,
do re sol re sol ho preparato la mia gioia.
alle fonti della salvezza
la- mi-
e quel giorno voi direte: Per chi fu perseguitato,
do
lodate il Signore, per chi ha pianto nella notte,
re mi- per tutti quelli che hanno amato,
invocate il suo nome. per chi ha perduto la sua vita:

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la mia casa sarà aperta, ci hai raccolto dai monti e dal mare;
la mia tavola imbandita, come un’alba nuova sei venuto a me,

canti liturgici
per tutti quelli che hanno amato, la forza del tuo braccio mi ha voluto
per chi ha perduto la sua vita. qui con sè.
Come è chiara l’acqua alla tua fonte
Che siano una sola cosa per chi ha sete ed è stanco di cercare:
sicuro ha ritrovato i segni del tuo amore
mi
Che siano una sola cosa
do#- che si erano perduti nell’ora del dolore.
fa#- si7
perché il mondo veda, Come un fiore nato tra le pietre
mi do#- va a cercare il cielo su di lui,
che siano un solo amore
fa#- si7 mi così la tua Grazia, il tuo Spirito per noi,
perché il mondo creda. nasce per vedere il mondo che tu vuoi.
La macchina del mondo, Come è grande...
l’egoismo della gente
schiacciano e condannano
chi non vale niente; Como busca
davanti a queste cose
c’è chi maledice, re- sib la7
ma il Figlio del Potente, Como busca el tierno infante
sib sol- la7
Cristo, cosa chiede? afligido y pesaroso
re- sib la7
Tutto il nostro male el descanso y el reposo
sib la7 re-
non ci porti delusione, en el seno maternal,
abbiamo la promessa la7
asi yo desde que brilla
re-
che tutto salverà, la7 re-
ed anche se il tuo sforzo la luz blanca de la aurora
sol- re-
non sembra cambiar niente, vengo a buscar, o Señora
no, non ti fermare, sol- sib la7 re-
ma come Cristo prega: tu protección celestial.
Come il bambino piccolo, affaticato e triste cerca riposo e
conforto tra le braccia di sua madre, così io, fin da quando
Come è grande brilla la bianca luce dell’aurora, vengo a cercare, o Signora, la
tua celeste protezione.
re- sol- re- la7 fa
Come è grande la tua bontà
sol- do fa Cristo risusciti
che conservi per chi ti teme!
sol- re- do re-
E fai grandi cose per chi ha rifugio in te, Cristo risusciti in tutti i cuori.
sol- re- do re- Cristo si celebri, Cristo s’adori.
e fai grandi cose per chi ama solo te!
Gloria al Signor!
Come un vento silenzioso
Chiamate, o popoli del regno umano,
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Cristo sovrano. Ay, quien pudiera siempre mirarse en ellos!
Cristo si celebri, Cristo s’adori. Que son sus ojos…
Gloria al Signor!
canti liturgici

Quando vado all’eremo della mia Signora la salita è come una


discesa. E quando scendo, questa discesa diventa una salita.
Dense le tenebre son del pensiero, E quando scendo, questa discesa diventa una salita. Non so
Cristo è la fulgida luce del vero. cos’ha la mia Vergine, non so cos’ha quando mi guarda. I suoi
occhi sono come stelle: che io possa sempre specchiarmi in
Gloria al Signor! essi.

Del ciel la patria che il cuor desìa


Cristo è la via. Dal fondo del dolore
Cristo si celebri, Cristo s’adori.
Gloria al Signor! Dal fondo del dolore
ti invoco, o mio Signor;
ascolta, o Salvatore,
Crocifisso mio Signor il grido del mio cuor!
Se guardi le mie colpe
Crocifisso mio Signor, ed ogni iniquità,
o speranza del mio cuor; Signore nostro Dio
frutto sia del tuo patir chi mai si salverà?
il perdono al mio fallir.
Signore tu sei buono
Vedi, vedi tu, nostro Salvator;
qual provo tormento e dolor pronto è il tuo perdono
al pensar che ti offesi, o Signor. (2v.) anche nel mio timor.
In te la mia speranza
Dal tuo fianco aperto in croce in te, mio Salvator
la tua Chiesa nascerà. attendo la parola
Dalla fonte sempre viva da te, mio Redentor.
la tua grazia sgorgherà.
Come in oscura notte
s’attende l’alba ognor,
Cuando de mi Patrona l’anima nel dolore
anela a te, Signor.
do fa-
Cuando de mi Patrona voy a la eremita
do Perché presso il mio Dio
fa- do immensa è la bontà
se me hace cuesta abajo la cuesta arriba; e tutti i miei peccati
7 fa do egli perdonerà.
y cuando bajo, y cuando bajo
re- sol7 do
se me hace cuesta arriba la cuesta abajo.
Y cuando... Dal profondo
No sé no sé que tiene mi Virgencita, Tu ci hai amato Signore
no sé no sé que tiene cuando me mira. dal profondo del tempo,
Que son sus ojos como luceros: tu ci hai amato Signore
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per ogni momento.
Dal male tu ci libera,

canti liturgici
Prima che il Padre dicesse: serena pace affrettaci;
“Siano i cieli e la terra”, con te vogliamo vincere
prima che il Padre volesse, ogni mortal pericolo.
dal profondo del tempo.
Il Padre tu rivelaci
“Adamo non peccare, e il Figlio, l’Unigenito;
non tradirmi mai, per sempre tutti credano
sono io che ti ho chiamato in te, divino Spirito. Amen.
dal profondo del tempo”.
La pace è rinata Este es el día del Señor
dal sangue tuo per noi, (capotasto II)
la strada era segnata
dal profondo del tempo. re sol
Este es el día del Señor,
re la
Il mondo finirà este es el tiempo de la misericordia.
e tu ritornerai re sol
Este es el dia del Señor,
e mi porterai re la re
nel profondo del tempo. este es el tiempo de la misericordia.
re la
Delante de tus ojos
Discendi, Santo Spirito si- fa#-
ya no enrojeceremos
sol re si-
Discendi, Santo Spirito, a causa del antiguo
le nostre menti illumina; mi7 la7
pecado de tu pueblo.
del ciel la grazia accordaci re la
tu, Creator degli uomini. Arrancarás de cuajo
si- fa#-
el corazón soberbio
Chiamato sei Paraclito sol re si-
e dono dell’Altissimo, y harás un pueblo humilde
sol la re
sorgente limpidissima, de corazón sincero.
d’amore fiamma vivida.
En medio de las gentes,
I sette doni mandaci nos guardas como un resto
onnipotente Spirito; para cantar tus obras
le nostre labbra trepide y adelantar tu reino.
in te sapienza attingano. seremos raza nueva
para los cielos nuevos;
I nostri sensi illumina sacerdotal estirpe,
fervor nei cuori infondici; según tu Primogénito.
rinvigorisci l’anima
nei nostri corpi deboli. Caerán los opresores
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y exultarán los siervos; perchè potessimo
los hijos del oprobio amarti ed amarci,
serán tus herederos. ovunque andremo, ovunque saremo.
canti liturgici

Señalarás entonces
el día del regreso La, la…Amen
para los que comían
su pan en el destierro.
Grosser Gott wir loben
Exulten mis entrañas! dich
Alégrese mi pueblo!
porque el Señor es justo, Grosser Gott, wir loben dich;
revoca sus decretos: Herr, wir preisen deine Stärke.
la salvación se anuncia Vor dir neigt die Erde sich
donde acechó el infierno, Und bewundert deine Werke.
porque el Señor habita Wie du warst vor aller Zeit;
en medio de su pueblo. so bleibst du Ewigkeit.
Questo è il giorno del Signore, il tempo della misericordia.
Davanti ai tuoi occhi già non soffriremo vergogna a causa del Alles, was dich preisen kann,
peccato antico del tuo popolo. Strapperai dalla radice il cuore
superbo e genererai un popolo umile dal cuore sincero. Tra
Kerubim und Serafinen
tutte le genti ci custodisci come un resto, perché abbiamo a Stimmen dir ein Loblied an;
cantare le tue opere e vivere le primizie del tuo regno. Saremo
una razza nuova per i cieli, nuovi stirpe di sacerdoti secondo
alle Engel, die dir dienen,
il tuo Primogenito. Saranno abbattuti gli oppressori ed rufen dir stets ohne Ruh,
esulteranno i servi; i figli della colpa saranno i tuoi eredi. Allora
indicherai il giorno del ritorno per coloro che mangiarono il
“Heilig, heilig, heilig” zu.
pane nell’esilio. Esultino le mie viscere! Si rallegri il mio popolo!
Perché il Signore è giusto, revoca i suoi decreti: la salvezza si
annuncia dove l’inferno assaltava, perché il Signore abita in
mezzo al suo popolo. Ho abbandonato
mi la
Ho abbandonato dietro di me
Grazie, Signore si7 mi
ogni paura, ogni dubbio perché
re si- la
Grazie, Signore, una grande gioia mi sento in cuor,
re si- mi si7 mi
che m’hai dato in tuo nome se penso a quanto è buono il mio Signor.
sol mi- fa#- si7 mi- la7 re
tanti fratelli, per venire fino a te. la mi
Grazie, Signore, Ha fatto i cieli sopra di me,
do#- la si7
perché hai dato il sorriso ha fatto il sole, il mare, i fior;
al nostro volto, per parlarci del tuo amor. fa#- si7
ma il più bel dono che
mi sol# do#-
re si- mi- la7 (3v.) re
La, la... mi ha fatto il Signor
fa# si7 mi
è stata la vita ed il suo amor.
Grazie, Signore,
perchè hai fatto del mondo Ho abbandonato dietro di me
la tua casa, il tuo Regno divino, ogni tristezza, ogni dolor;
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e credo ancora in un mondo che
sarà diverso a causa del suo amor.

canti liturgici
Il disegno
Se poi un giorno mi chiamerà
un lungo viaggio io farò, la- re- sol do
Nel mare del silenzio una voce si alzò
per monti e valli allor la- re- sol do mi7
a tutti io dirò: da una notte senza confini una luce brillò
“Sappiate che è buono il mio Signor”. la- mi7
dove non c’era niente quel giorno
Ho abbandonato dietro di me Avevi scritto già il mio nome lassù nel cielo
ogni paura, ogni dubbio perché avevi scritto già la mia vita insieme a Te,
una grande gioia mi sento in cuor, avevi scritto già di me.
se penso a quanto è buono il mio Signor.
E quando la Tua mente fece splendere le
stelle,
I cieli e quando le Tue mani modellarono la terra,
mi si7 mi
dove non c’era niente, quel giorno.
Non so proprio come far
do#- si7 mi E quando hai calcolato la profondità del cielo,
per ringraziare il mio Signor: e quando hai colorato ogni fiore della terra,
m’ha dato i cieli da guardar dove non c’era niente, quel giorno.
e tanta gioia dentro al cuor.
do#- la mi E quando hai disegnato le nubi e le mon-
Lui m’ha dato i cieli da guardar, tagne,
do#- la mi e quando hai disegnato il cammino di ogni
lui m’ha dato la bocca per cantar,
la si7 do#- uomo, l’avevi fatto anche per me.
lui m’ha dato il mondo per amar
la si7 mi
e tanta gioia dentro al cuor. Se ieri non sapevo, oggi ho incontrato Te,
e la mia libertà è il tuo disegno su di me,
S’è curvato su di me non cercherò più niente perché
la-
ed è disceso giù dal ciel tu mi salverai.
per abitare in mezzo a noi
e per salvare tutti noi.
In chi
Quando un dì con lui sarò
nella sua casa abiterò, mi- la do
nella sua casa tutta d’or, La mia forza sta in chi
si7 mi-
con tanta gioia dentro al cuor. mi saprà liberare.
la do
Quando un dì con lui sarem La mia forza sta in chi
re mi-
nella sua casa abiterem, mi ha salvato dal male.
nella sua casa tutta d’or,
con tanta gioia dentro al cuor. mi- re mi-
La la...
15
fa
del cielo dell’Altissimo nelladoSua Verità.
sol do
La mia fede sta in chi
ha sofferto per me. Svegliatevi dal sonno, correte coi pastor:
canti liturgici

La mia fede sta in chi è notte di miracoli di grazia e di stupor!


ha pagato per me. Asciuga le tue lacrime, non piangere perchè
Gesù nostro carissimo è nato anche per te.
La mia pace sta in chi
ha un amore profondo. In questa notte limpida di gloria e di splendor
La mia pace sta in chi il nostro cuore trepida: è nato il Salvator!
è il Signore del mondo. Gesù nostro carissimo le porte ci aprirà,
il Figlio dell’Altissimo con noi sempre sarà.
La mia gloria sta in chi
è alla destra del Padre.
La mia gloria sta in chi Il Mistero
presto ritornerà.
mi- la-
Chi accoglie nel suo cuore
re7 sol si7
In comunione il volere del Padre mio
mi- la-
la- sol
sarà per me fratello,
re si7 mi-
Signore, ti ringrazio perché tu hai voluto fratello, sorella e madre.
do mi7
che io sedessi a mensa con te, re mi-
e per il tuo corpo che in cibo mi hai dato Con occhi semplici voglio guardare
e per il tuo sangue che nel calice hai versato. sol re sol
della mia vita svelarsi il Mistero
la- si7 mi-
“Allora vieni con me, là dove nasce profonda l’aurora
do mi7 do re mi-
in comunione con me di un’esistenza chiamata al Tuo amore.
la- re- la-
sino all’eternità.” M’hai conosciuto da secoli eterni,
la- do la- mi7 la-
La, la, la, la... m’hai costruito in un ventre di donna
ed hai parlato da sempre al mio cuore
Signore, per tutti i dolori che hai sopportato, perché sapessi ascoltar la Tua voce.
per tutte le lacrime che hai versato,
per tutte le gioie che non mi hai negato, Guardo la terra e guardo le stelle
per tutto l’amore che mi hai donato. e guardo il seme caduto nel campo,
sento che tutto si agita e freme
mentre il Tuo regno Signore già viene.
In questa notte splendida
Se vedo l’uomo ancora soffrire,
do fa do sol se il mondo intero nell’odio si spezza
In questa notte splendida di luce e di chiaror io so che è solo il travaglio del parto
do fa do sol do
il nostro cuore trepida: è nato il Salvator! di un uomo nuovo che nasce alla vita.
sol do sol do
Un bimbo piccolissimo le porte ci aprirà
16
nella terra del mio giardino.
Il Signore ha messo il seme

canti liturgici
Il nostro cuore
all’inizio del mio cammino.
mi re
Il nostro cuore non si è perduto, Io vorrei che fiorisse il seme,
mi re
i nostri passi non hanno smarrito la sua st io vorrei che nascesse il fiore,
mi ma il tempo del germoglio
rada.
lo conosce il mio Signore.
mi- do
Né l’angoscia, né il dolore, Il Signore ha messo un seme
mi- la- si7
la paura e la spada nella terra del mio giardino.
mi- do Il Signore ha messo un seme
Mai il tuo sguardo fuggirò, nel profondo del mio mattino.
sol si7
la tua casa lascerò.
Della morte, della vita, Io non sono degno
del presente, del futuro
la tua gente non ha paura, re-
Io non sono degno
la tua rocca sta sicura. sol- re-
di ciò che fai per me,
mi- la-
Col mio canto, la mia gioia, tu che ami tanto
sib la7
mi- la- do
con l’amore e le parole uno come me.
re-
mi- do
la tua gloria loderò, Vedi non ho nulla
sol- re-
sol si7
la tua forza griderò. da donare a te,
ma se tu lo vuoi
la7 re-
prendi me.
Il seme
Sono come la polvere
mi- la- mi- do re-
Il Signore ha messo un seme alzata dal vento,
si7 mi- sono come la pioggia
nella terra del mio giardino. do re-
la- mi- caduta dal cielo.
Il Signore ha messo un seme fa
si7 mi- Sono come una canna
nel profondo del mio mattino. sol- re-
spezzata dall’uragano
sol la- la7 re-
Io appena me ne sono accorto se tu, Signore, non sei con me.
si7 mi-
sono sceso dal mio balcone Contro i miei nemici
la-
e volevo guardarci dentro, tu mi fai forte,
si7 mi- io non temo nulla
e volevo vedere il seme.
e aspetto la morte.
Ma il Signore ha messo il seme Sento che sei vicino,

17
che mi aiuterai,
ma non sono degno mi si7 mi
Guardo sempre dentro me
di quello che mi dai.
canti liturgici

la si7 mi
e non vedo te,
si7 mi do#-
c’è rumore nel mio cuor
Io ti offro la si7 mi
e non so perchè.
la- sol la- sol
Io ti offro la mia vita, o mio Signore. Non saper cosa dir,
la- sol la- sol la-
Io ti offro tutto di me, tutto di me, tutto di me. non saper che far
“Fai silenzio dentro te
fa do re- la- ed ascolta me”.
Chiunque in te spera non resta deluso.
fa do re- mi7
Chiunque in te spera non resta deluso. Ogni volta che tu vuoi
tu mi troverai
Ci hai dato la vita tra i veri viventi. (2v.) e l’amore mio, lo sai
non finisce mai.
Lasciati fare Marta, Marta
re la7 re la7 mi-
Lasciati fare da chi ti conosce, Non so proprio come fare
re la7 re la7 re si7 mi-
lasciati fare da chi ama te. perché non capisco niente;
la-
re sol io non sento più le voci,
Il Signore sa perfino si7 mi
re la7 non vedo la mia gente.
quanti capelli hai sulla testa;
re sol mi si7 mi
il Signore sa perfino Buia era la notte e senza stelle,
re la7 re si7
i nomi delle stelle. buia era la notte, perché?
mi si7 mi
Buia era la notte e senza stelle:
Non ti affannare per sapere fa#- si7 mi
cosa mangiare e cosa bere; vedevo solo me.
il Signore veste
anche i gigli del campo. Ma non vedi come sono,
perchè non mi vuoi aiutare?
Vedi come sono stanco,
Ma non avere paura nessuno mi sa ascoltare.
mi Marta, Marta tu t’inquieti
Ma non avere paura, e ti affanni per mille cose,
si7
non ti fermare mai mentre una sola è quella,
mi la è quella che vale.
perché il mio amore è fedele
mi si7 mi
e non finisce mai. Buia era la notte e senza stelle,
18
buia era la notte, perché? Oh, oh, oh... lui mi assicura che
Buia era la notte e senza stelle: fatica e dolore non sono senza una,

canti liturgici
vedevi solo te. senza una speranza, per questo io lo seguo
e lui è il mio Signor.
Nossa Senhora, Mae de
Jesus Perdonami mio Signore
sol do sol mi si7 mi
Nossa Senhora, Mae de Jesus, Perdonami, mio Signore, di tutto il male mio;
re sol do re si7 mi
dà-nos a graça da tua luz. perdonami, mio Signore, perdonami mio Dio;
sol do sol
Virgem Maria, Divina Flor, si7 mi
do sol re sol
dà-nos a esmola do teu amor. Senza di te si spacca il cuore mio;
si7 mi
bianco come la morte, ti chiamo, o Dio.
do sol
Miraculosa Rainha dos céus! Come è pesante il male, il male che ti faccio
7 do
Sob o teu manto tecido de luz, e come è duro il cuore: è freddo più del
7 fa ghiaccio.
faz com que a guerra acabe na terra,
do sol do re7
e haja entre os homens a paz de Jesus. No, non mi abbandonare e dammi la tua
pace;
Se em teu regaço, bendita Mae, sia tutta la mia vita solo ciò che ti piace.
toda a amargura remédio tem:
as nossas almas pedem que vàs,
junto da guerra fazer a paz! Povera voce
(capotasto II)
Pelas crianças, flores em botao,
pelos velhinhos sem lar nem pao, re si- mi- la re
pelos soldados que à guerra vao Povera voce di un uomo che non c’è
Senhora escuta nossa oraçao! la nostra voce, se non ha più un perché:
deve gridare, deve implorare
che il respiro della vita non abbia fine.
Ora so
Poi deve cantare perché la vita c’è,
si- mi- tutta la vita chiede l’eternità;
Ora so che il suo amore è grande, non può morire, non può finire
la re
che lui m’amerà e m’amerà per sempre, la nostra voce che la vita chiede all’Amor.
fa# si-
e so che lui resterà fedele e che Non è povera voce di un uomo che non c’è;
mi-
poi mi seguirà in ogni strada che io, la nostra voce canta con un perché.
la re fa#
che io prenderò e luce ai miei passi
si-
sarà il mio Signor. Preghiera a Maria

19
do la- re-
Maria, tu che hai atteso nel silenzio non puoi certo scordarlo mai più.
sol do Su non fingere di essere sordo,
la sua Parola per noi,
puoi rispondermi solo tu.
canti liturgici

fa sol do mi-
aiutaci ad accogliere
la- re- sol7
il figlio tuo che ora vive in noi. Quant’è dolce, o Salvatore

Maria, tu che sei stata così docile Quant’è dolce o Salvatore, di servire a te!
davanti al tuo Signor, Ed offrire con amore questo cuore a te.
Maria, tu che hai portato dolcemente Prendi pure la mia vita,io la dono a te.
l’immenso dono d’amor, La tua grazia m’hai largita, vivo della fe’.
Maria, Madre, umilmente tu hai sofferto La tua vita per salvarmi desti con amor!
del suo ingiusto dolor: Fa’ ch’io possa consacrarmi tutto a te, Signor.
Maria, tu che ora vivi nella gloria, Fa’ ch’io fissi il guardo mio sempre e solo in
insieme al tuo Signor. te
Ch’io ti serva ognora, o Dio, con costante fe’!

Quando uno ha il cuore


buono Qui presso a Te
(capotasto I)
Qui presso a Te, Signor, restar vogl’io!
do fa do È il grido del mio cuor, l’ascolta, o Dio!
Quando uno ha il cuore buono La sera scende oscura sul cuor che
sol
non ha più paura di niente, s’impaura;
do fa do
è felice d’ogni cosa, mi tenga ognor la fe’, qui presso a Te.
la- sol do
vuole amare solamente. Qui presso a te, Signor, restar vogl’io!
Niun vede il mio dolor; tu ‘l vedi, o Dio!
sol O vivo Pan verace, sol tu puoi darmi pace;
Quante volte t’ho chiamato per nome,
do sol e pace v’ha per me, qui presso a Te.
quante volte ho cercato di te,
do sol
ma tu fuggi e ti nascondi,
la- fa sol7 Reina de la Paz
vorrei proprio sapere perché.
la
Poco dopo è calata la notte, Reina de la Paz,
la tua voce ho sentito gridar; Reina de la Paz,
io ti dico: ritorna alla casa re la
tengo el corazón herido.
il mio amore è più grande del mar. Te lo traigo a ti,
te lo entrego a ti,
Tu hai sentito chiamare il tuo nome: que has sufrido por tu Hijo.
20
mi la mi7 la-
Madre Virginal te imploro, no se la quisieron dar
mi la mi7 la-

canti liturgici
haz que vuelva a ti mis ojos, porque no le convenía.
mi re la
Reina de la Paz te pido la- mi7 la-
mi la
da esperanza a mi dolor. Salve! Salve, Regina salve!

Madre del Amor, A las doce de la noche


Madre del Amor, San Josè se adormecia;
la mentira me destruye. y en el pesebre sagrado
Quiero estar aquí, la Virgen se sonreía.
vela junto a mí,
necesito tu consuelo. A Dios tiene entre pañalas
Sólo junto a ti respiro luminosos como el día,
ya se vuelve azul el cielo, la más hermosa del mundo,
Madre del Amor te pido la Virgen Santa María.
da esperanza a mi dolor
Los Pastores adoraban
Reina de la Luz, a Jesus, Josè y María;
Reina de la Luz, y el ‘Gloria in excelsis Deo’
fuente viva de esperanza. por todo el mundo se oía.
Dulce claridad, San Giuseppe cercò un albergo per la sua sposa Maria,
Madre de piedad, non glielo vollero dare perchè non c’era posto per loro. A
nuestro pueblo en ti confía. mezzanotte San Giuseppe si addormentava e nel sacro
presepe la Vergine sorrideva. La Vergine Santa Maria, la più
Blanca antorcha que nos guía, bella del mondo, ha un Bambino che è Dio in fasce, luminoso
e ilumina nuestras vidas, come il giorno. I pastori adoravano Gesù, Giuseppe e Maria, si
manifesta a tutto il mondo, il ‘Gloria in excelsis Deo’.
Reina de la Luz te canto,
paz de quien confía en ti,
paz de quién confía en ti. Salve Rainha
Regina della Pace, Regina della Pace ho il cuore ferito lo porto do fa do
a te lo consegno a te che hai sofferto per tuo Figlio. Vergine Salve Rainha mãe de Deus,
Madre ti imploro lascia che volga a te i miei occhi Regina
della Pace ti prego speranza al mio dolore.Madre dell’Amore, la- sol
Madre dell’Amore, la menzogna mi distrugge. Voglio stare qui, És Senhora nossa mãe,
veglia con me, cerco la tua consolazione: solo vicino a te sto do fa do
bene e ritorna azzurro il cielo. Madre dell’Amore ti prego dà nossa doçura, Nossa luz,
speranza al mio dolore. Regina della Luce, Regina della Luce, la- sol do
fonte viva di speranza. Dolce chiarore, Madre pietosa, il nostro doce Virgem Maria.
popolo confida in te. Bianca luce che ci guida e illumina le
nostre vite, Regina della luce ti canto, pace di chi si affida a te, la- do
pace di chi si affida a te. Nós a ti clamamos,
la- sol do
filhos exilados,
fa do
Salve Nós a ti voltamos
fa sol do
la- mi- fa nosso olhar confiante.
San Josè pidiò posada Volta para nós, oh mãe,
do sol7
para su esposa Maria; Teu semblante de amor.
21
Dá-nos teu Jesus, oh mãe, se la tua grazia mi circonda,
quando a noite passar. non temerò alcun male.
Ti invocherò, mio Redentor,
canti liturgici

Salve Rainha mãe de Deus, e resterò sempre con te.


És auxilio dos cristãos,
Oh mãe clemente, mãe piedosa,
Doce Virgem Maria. Sòis la prometida

Sois la prometida de l’Omnipotente


Se il Signore non
costruisce la città y la que vencisteis la infernal serpiente.
re la si- fa#- Tu eres blanco llirio, tu eres la azucena
Se il Signore non costruisce la città, que con sus aroma el ambiente llena.
sol re mi la
invano noi mettiamo pietra su pietra.
re la si- fa#-
Se la nostra strada non fosse la sua strada, Ese fruto santo del arbol de vida
sol re la re vendrá de la virgen por Dios elegida.
invano camminiamo, camminiamo insieme.
Vuelve hermosa virgen tu linda mirada
sol re do llena de ternura de gloria inundada.
Cosa serve a noi lavorare tutto il giorno,
re sol re- la7
per costruire cose che non han valore? Sono la promessa dell’Onnipotente colei che sconfisse il
re sol re do serpente infernale. Tu sei bianco giglio, tu sei il fiore che
Non sono altro che gioie di un momento, riempie con il suo profumo tutto l’ambiente. Questo frutto santo
dell’albero della vita verrà dalla vergine eletta da Dio. Rivolgi
re sol fa la7
ma che poi svaniscono, svaniscono come il a noi, o vergine, il tuo sguardo bello, pieno di tenerezza,
re inondato di gloria.
vento.
Cosa serve a noi piangere di dolore, Ti adoro Redentore
ridere di gioia, giocare con un fiore,
dare il nostro pane a chi muore sulla strada, Ti adoro, Redentore,
se non speriamo solo nel suo amore? di spine incoronato,
per ogni peccatore
a morte condannato.
Se tu m’accogli
Ti adoro, Gesù buono,
Se tu m’accogli, Padre buono, schernito, schiaffeggiato,
prima che venga sera; tu doni il tuo perdono
se tu mi doni il tuo perdono, a chi ti ha flagellato.
avrò la pace vera.
Ti chiamerò, mio Salvator, Ti adoro, Gesù pio,
e tornerò, Gesù, con te. in croce immolato;
ripenso nel cuor mio
Pur nell’angoscia più profonda che tu mi hai tanto amato. Amen.
quando il nemico assale,
22
o Dio, noi ringraziamo l’immensa tua bontà.

canti liturgici
Tu mi guardi dalla croce
Tu sei un Dio fedele, per l’eternità!
Tu mi guardi dalla croce
questa sera, mio Signor, Signore, la tua luce diriga i nostri passi;
ed intanto la tua voce risplenda al nostro volto l’eterna verità.
mi sussurra: “Dammi il cuor!”
Il dono del tuo amore rinnovi, o Dio, la vita,
Questo cuore sempre ingrato rinfranchi il nostro cuore la vera libertà.
oh, comprenda il tuo dolor
e dal sonno del peccato Che sia la nostra vita un segno del tuo
lo risvegli, alfin, l’amor. amore;
fiorisca in tutto il mondo l’eterna carità.
Madre afflitta, tristi giorni
ho trascorso nell’error.
Madre buona, fa’ ch’io torni Vero amor è Gesù
lacrimando al Salvator.
Vero amor è Gesù,
che salute ne dà
Tu scendi dalle stelle a chi segue virtù.
Egli moriva in croce per me.
do sol
Tu scendi dalle stelle o Re del cielo, Mio buon Gesù,
do mio buon Gesù,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo. (2v.) non ti partir da me.
fa do fa
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tre
do Vuestra soy
mar.
sol re-
O Dio beato! Vuestra soy para vos nacì
fa do sol do sol- la7 re-
Ah! Quanto ti costò l’avermi amato. (2v.) que mandais hacer de mì? (2v.)
A te che sei del mondo il Creatore, sol- re-
mancano i panni e il fuoco, mio Signore. (2v) Dad riqueza o pobreza
sol- sib
dad consuelo o desconsuelo
Caro eletto pargoletto, quanta questa la7 re-
povertà alegrìa o tristeza
più mi innamora, vida dulce, sol sin velo
giacchè ti fece amor povero ancora. (2v.) pues del todo me rendì
Que mandais hacer de mi?
Sono tua, nacqui per te, che comandi far di me? Povertà
Tu sei un Dio fedele dammi, o ricchezza, lo sconforto o la consolazione, allegria
o tristezza, dolce vita, chiaro sole, poichè tutta mi diede a te,
che comandi far di me?
Signore, a te cantiamo un cantico di lode,

23
frutto oppure no, che stia zitto o stia parlando, mostrami quali
sono le leggi del Vangelo. Sia nella gioia che nel dolore, solo
Vuestra tu vivi in me, che cosa vuoi fare di me?
canti liturgici

la si-7
Vuestra soy pues me criasteis,
mi la
vuestra pues me redemisteis,
fa#- do#-
vuestra pues que me sufristeis,
si- mi
vuestra pues que me llamasteis,
la 7
vuestra porque me esperasteis,
re re-
vuestra porque no me perdì,
la mi la
que mandais hacer de mì?
Qué mandais pues buen Senor,
que haga tal vil criado?
Cual oficio le habeis dado
a este esclavo pecador?
Dulce esposo y Redentor
pues por vuestra me ofrecì
que mandais hacer de mi?
Veis aquì mi corazon,
yo lo pongo in vuestra palma,
mi cuerpo, mi vida y alma,
mis entranas y aflición.
Veisme aquì mi dulce Amor,
Amor dulce veisme aquì
que mandais hacer de mì?
Haga fruto o non lo haga,
estè callando o hablando,
muestrame la ley mi llaga
goce de evangelio hablando.
Estè penando o gozando
Solo vos en mi vivis
Que mandais hacer de mi?
Sono tua, perchè mi hai creato, tua perchè mi hai redento,
perchè mi hai voluto, perchè mi hai chiamato, mi hai atteso,
perchè non mi sono perduto, cosa comandi far di me? Cosa
vuoi far di me buon Signore, di questa vile domestica? Quale
compito hai dato a questa misera serva? Eccomi mio dolce
amore, cosa vuoi fare di me? Eccoti qui il mio cuore, io lo
pongo nella tua mano, il mio corpo, la vita e la mia anima,
le mie speranze e la mia angoscia, dolce sposo, Redentore,
poichè a Te mi sono offerta, cosa voui fare di me? Che dia

24
canti liturgici

25
Canti Visus, tactus, gustus in te fallitur,
canti liturgici

sed audìtu solo tuto creditur:


in latino credo quidquid dixit Dei Filius:
nihil hoc verbo veritatis verius.
In cruce latebat sola Deitas,
Adeste Fideles at hic latet simul et humanitas:
ambo tamen credens atque confitens
Adeste Fideles, peto quod petivit latro paenitens.
laeti triumphantes:
venite, venite in Bethlehem. Plagas, sicut Thomas, non intueor:
Natum videte Deum tamen meum te confiteor:
regem angelorum; fac me tibi semper magis credere,
in te spem habere, te diligere.
Venite adoremus (3v.)
Dominum. O memoriale mortis Domini,
panis vivus vìtam praestans homini,
En grege relicto, praesta meae menti de te vivere,
humiles ad cunas et te illi semper dulce sapere.
vocati pastores approperant.
Et nos ovanti Pie pellicane Jesu Domine,
gradu festinemus. me immundum munda tuo sanguine,
cujus una stilla salvum facere
Aeterni Parentis, totum mundum quit ab omni scelere.
splendorem aeternum
Velatum sub carne videbimus. Jesu, quem velatum nunc aspicio,
Deum infantem, oro fiat illud quot tam sitio:
pannis involutum. ut te revelata cernens facie,
Presentatevi, fedeli, lieti esultanti: venite, venite a Betlemme! visu sim beatus tuae gloriae. Amen.
Guardate colui che è nato, il re degli angeli; venite, adoriamo
il Signore. Ecco lasciato il gregge, all’umile culla i pastori Ti adoro devotamente, o Dio nascosto, che realmente ti celi
chiamati si affrettano. E noi, esultanti al passo, corriamo. sotto queste spoglie: il mio cuore ti è sottomesso, perché
Venite, adoriamo il Signore. Lo splendore eterno dell’eterno contemplando te tutto il resto vien meno. La vista, il tatto, il
Padre velato nella carne vedremo, Dio bambino avvolto dalle gusto non ti scorgono, ma solo l’udito fa credere con certezza:
fasce. Venite, adoriamo il Signore. credo in tutto quello che ha detto il Figlio di Dio: nessuna verità
è più vera della sua parola. Sulla croce solo la Divinità restava
nascosta, ma qui si nasconde insieme l’umanità: credendo
ad entrambe con fiducia, chiedo quello che chiese il ladrone
Adoro te devote pentito. Non scruterò le piaghe, come Tommaso, anzi, ti
affermo mio Dio: fa che sempre di più io creda in te, abbia
speranza in te, ami te. O memoriale della morte del Signore,
Adoro te devote, latens Deitas, pane vivo che agli uomini dai vita, concedi alla mia mente di
vivere di te, di gustare sempre la tua dolcezza. Gesù Signore,
quae sub his figuris vere latitas: pellicano amoroso, col tuo sangue purifica la mia impurità; di
tibi se cor meum totum subjicit, quel sangue una sola goccia può salvare il mondo intero da
ogni peccato. Gesù, che ora vedo velato, prego che avvenga
quia te contemplans totum deficit. ciò di cui ho sete: che, vedendo il tuo volto svelato, io sia beato
alla vista della tua gloria. Amen.

26
canti in latino
felix coeli porta!
Attende Domine Sumens illud Ave,
Gabrielis ab ore,
Attende Domine, et miserere funda nos in pace,
quia peccavimus tibi. mutans Evae nomen.
Ad te Rex summe, omnium Redemptor Solve vincla reis,
oculos nostros sublevamus flentes: profer lumen caecis,
exaudi, Christe, supplicantum preces. mala nostra pelle,
bona cuncta posce.
Dextera, Patris, lapis angularis,
via salutis, janua coelestis, Monstra te esse Matrem,
ablue nostri maculas delicti. sumat per te precem
Qui, pro nobis natus,
Rogamus, Deus, tuam majestatem: tulit esse tuus.
auribus sacris gemitus exaudi:
crimina nostra placidus indulge. Virgo singularis,
inter omnes mitis,
Tibi fatemur crimina admissa: nos, culpis solutos,
contrito corde pandimus occulta: mites fac et castos.
tua, Redemptor, pietas ignoscat.
Vitam praesta puram,
Innocens captus, nec repugnans ductus, iter para tutum,
testibus falsis pro impiis damnatus: ut, videntes Jesum,
quos redemisti tu conserva, Christe. semper collaetemur.
Volgiti a noi, Signore, e abbi pietà, perchè abbiamo peccato Sit laus Deo Patri,
verso di te. A te, supremo Signore, salvatore di tutti, leviamo
in pianto il nostro sguardo, ascolta, o Cristo, la preghiera di summo Christo decus,
chi t’invoca. Espressione dell’infinito, fondamento di ogni Spiritui Sancto,
costruzione, strada della salvezza, soglia della felicità cancella
il buio del nostro male. Preghiamo, o Dio, la tua grandezza, tribus honor unus.
accogli il gemito nostro nella tua sublimità; perdona longanime Amen.
i nostri delitti. Riconosciamo davanti a te i nostri errori; ciò che
è nascosto in noi, con dolore lo confessiamo; o Redentore,
la tua pietà ci perdoni. Tu, arrestato sebbene innocente, Ave, o Stella del mare, nobile madre di Dio, Vergine sempre,
condannato senza ribellarti, ucciso per noi peccatori, salva o Maria, porta felice del cielo. Ricevi il saluto dalle labbra
coloro che hai redenti. di Gabriele, muta la sorte di Eva, donaci la pace. Sciogli le
catene ai prigionieri, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni
male, chiedi per noi ogni bene. Mostrati madre per tutti, porta
la nostra preghiera; Cristo l’accolga benigno, lui divenuto tuo
Figlio. Vergine, sola fra tutte mite e senza peccato, rendi i tuoi
Ave maris stella figli innocenti, uniti e puri di cuore. Donaci un cuore sincero,
guida alla via sicura, fin che vedremo tuo Figlio, gioia immortale
per noi. Gloria all’Altissimo, Padre, lode a Cristo, allo Spirito;
Ave, maris stella, salga al Signore ch’è santo unico triplice onore. Amen.
Dei mater alma
atque sempre virgo,
27 27
Christe cunctorum annuas vultu; famulos gubernes,
canti liturgici

qui tui summo celebrant amore


Christe, cunctorum dominator alme gaudia templi.
mente Supremi generate Patris,
supplicum voces pariterque carmen Nulla nos vitae cruciet procella:
cerne benignus. sint dies laeti placidaeque noctes
nullus ex nobis, pereunte mundo,
Cerne, quod templi, Deus, ad decorem sentiat ignem.
plebs tua supplex resonet per Aedem,
annuo cuius redeunt colenda Hic dies, in quo tibi consecratum,
tempore festa. conspicis Templum, tribuat perenne
Haec Domus surgit tibi dedicata gaudium nobis, vigeatque longo
rite, ubi sumit populus sacratum temporis usu.
Corpus ex aris, bibit et beati
Sanguinis haustum. Laus poli summum resonet Parentem
laus, Patris Natum pariterque Sanctum
Hic sacrosanti latices nocentum Spiritum dulci moduletur hymmo
diluunt culpas, perimuntque noxas: omne per aevum. Amen.
chrismate invictum genus et creatur
christicolarum. O Cristo, Signore di tutti e datore di vita, generato dalla
mente dell’altissimo Padre, guarda benevolo le voci e la
preghiera di coloro che ti supplicano umilmente. Guarda, o
Hic salus aegris, medicina fessis, Dio, come il tuo popolo supplichevole faccia risuonare nel
tempio il suo canto per onorare la Chiesa, nella ricorrenza
lumen et caecis datur: hic reatu, annuale in cui ne celebriamo la festa. Questa casa sorge a
Christe, nos solvis; timor atque moeror te debitamente dedicata, in essa il popolo prende dall’altare
il Corpo consacrato e si abbevera del beato Sangue. Qui le
pellitur omnis. sante acque sciolgono le colpe di coloro che hanno errato e
ne annullano le pene; con l’unzione viene generata la stirpe
invincibile dei cristiani. Qui viene data la salute agli infermi,
Daemonis saevi perit hic rapina: l’aiuto ai deboli e la vista ai ciechi: qui, o Cristo, ci liberi dalla
pervicax monstrum pavet, et retentos colpa; ogni paura e tristezza è cacciata via. Qui è annullata
la presa feroce del demonio: il mostro caparbio ha paura, e
deserens artus, fugit in remotas abbandonando le membra che teneva imprigionate, veloce
ocyus auras. fugge nelle profondità dell’abisso. Questo è il luogo realmente
chiamato corte del Re celeste, porta splendente del cielo,
che accoglie tutti coloro che cercano la patria nella vita.
Hic locus Regis vocitatur aula Nessun turbine lo scuote, ne l’abbatte il vortice dei venti, né
vi penetrano le tempeste; ha orrore di questa casa il Tartaro
nempe coelestis, rutilansque coeli oscuro di profonde tenebre. Perciò ti chiediamo che tu dica
porta, quae vitae patriam petentes sì alle nostre suppliche con volto sereno; custodisci i tuoi
servi che con grande amore celebrano le gioie del tempio.
accipit omnes. Nessuna tempesta turbi la nostra vita, siano i giorni lieti e
calme le notti, nessuno di noi provi il fuoco , quando il mondo
perisce. Questo giorno in cui guardi il Tempio a te consacrato
Turbo quem nullus quatit, aut vagantes ci elargisca gioia perenne e rimanga solido per il nostro uso
diruunt venti; penetrantque nimbi in un lungo spazio di tempo. Risuoni la lode al Padre supremo
del Cielo e si moduli con dolce canto la lode al Nato dal Padre
hanc domum tetris piceus tenebris e ugualmente allo Spirito Santo per tutti i secoli. Amen.
Tartarus horret.
Ergo te votis petimus sereno Crux fidelis

28
canti in latino
Crux fidelis, inter omnes Croce fedele fra tutti unico albero nobile: nessuna selva ne
produce uno simile per fronda, fiore e frutto. Dolce legno,
arbor una nobilis: dolci chiodi che sostenete il dolce peso. Celebra, o lingua,
nulla silva talem profert, la vittoria del glorioso combattimento, e racconta del nobile
trionfo davanti al trofeo della croce:in che modo il redentore
fronde, flore, germine. del mondo,pur essendo vittima, abbia vinto. Ecco, Egli langue,
Dulce lignum, dulces clavos, abbeverato di fiele:poichè le spine, i chiodi e la lancia hanno
trafitto il mite suo corpo, da cui sgorgano sangue ed acqua:in
dulce pondus sustinet. quel fiume sono lavati la terra, il mare, il cielo, il mondo. Piega
i rami, o albero singolare, rilascia le fibre tese, si addolcisca
quel rigore che Natura ti diede ed offri un mite sostegno alle
Pange, lingua, gloriosi membra del Re Celeste. Tu solo fosti degno di sostenere
lauream certaminis, la vittima del mondo; tu solo fosti l’arca degna di procurare
un porto al naufrago mondo; tu, bagnato del sacro sangue
et super Crucis trophaeo scaturito dal corpo dell’Agnello. Sia gloria eterna alla beata
dic triumphum nobilem: Trinità; uguale onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Tutto il mondo dia lode al nome di Dio, uno e trino.
qualiter Redemptor orbis
immolatus vicerit.
Dulcis Christe
Felle potus ecce languet:
spina, clavi, lancea, Dulcis Christe, o bone Deus
mite corpus perforarunt, o amor meus, o vita mea,
unda manat, et cruor: o salus mea, o gloria mea.
terra, pontus, astra, mundus, Tu es Creator, tu es Salvator mundi.
quo lavantur flumine. te volo, te quaero,
te adoro, o dulcis amor,
Flecte ramos, arbor alta, te adoro, o care Jesu.
tensa laxa viscera,
et rigor lentescat ille, Dolce Cristo, o Dio buono, mio amore, mia vita, mia salvezza,
quem dedit nativitas: mia gloria. Tu sei il Creatore, tu sei il Salvatore del mondo.Te
io desidero, te cerco, te adoro, o dolce amore, te io adoro, o
et superni membra Regis caro Gesù.
tende miti stipite.
Sola digna tu fuisti Exaudi Domine
ferre mundi victimam:
atque portum praeparare Exaudi Domine vocem meam
arca mundo naufrago: qua clamavi ad te,
quam sacer cruor perunxit miserere mei et exaudi me.
fusus Agni corpore. Tibi dixit cor meum, exquisivit te facies mea.
Faciem tuam, Domine, requiram.
Sempiterna sit beatae Ne avertas faciem tuam a me.
Trinitati gloria: Ne declines in ira a servo tuo.
aequa Patri Filioque;
par decus Paraclito: Esaudisci, Signore la mia voce con la quale ti ho invocato.
Abbi pietà di me ed esaudiscimi. A te si rivolse il mio cuore,
Unius Trinique nomen te cercò il mio volto. Ricercherò il tuo volto, Signore: non
laudet universitas. distoglierlo da me. Non allontanarti nell’ira dal tuo servo.

29
revelat quod sit Dominus, alleluia, alleluia.
Gaudete Reges de Saba Veniunt, alleluia,
canti liturgici

aurum, thus, myrrham offerunt, alleluia, al-


Gaudete, gaudete Christus est natus, leluia.
ex Maria virginae gaudete!
In hoc natali gaudio, alleluia:
Tempus ad est gratiae hoc quod optabamus, benedicamus Domino, alleluia, alleluia.
carmina laetitiae devote redamus.
Laudetur sancta Trinitas, alleluia,
Deus homo factus est natura mirante, Deo dicamus gratias, alleluia, alleluia.
mundus renovatus est a Christo regnante.
Nella gioia del cuore, adoriamo Cristo nato con un nuovo
canto. Un bambino è nato a Betlemme, alleluia, per cui gioisce
Ergo nostra contio psallat iam in lustro: Gerusalemme. Il Figlio si incarnò, l’Altissimo di Dio Padre.
benedicat Domino sallus regi nostro. Grazie all’annuncio di Gabriele, la Vergine concepì un figlio.
Come lo sposo dal talamo, così usciì dal seno della Madre.
Qui è deposto nel presepio colui che regna senza fine. E’
Gioite, gioite: Cristo è nato dalla Vergine Maria, gioite. È l’angelo ai pastori, rivela cje cosa sia il Signore. Vengono i Re
giunto quel tempo di grazia che aspettavamo, innalziamo di Saba offrono oro, incenso e mirra. In questa notte di Natale,
con devozione canti di gioia. Dio si è fatto uomo stupendo benediciamo il Signore, si lodi la Santa Trinità, rendiamo grazie
la natura, il mondo è stato rinnovato dalla maestà di Cristo. a Dio.
Perciò la vostra assemblea canti nella grotta benedica il
Signore, onore al nostro Re.
Isti sunt agni novelli
In cordis jubilo
Isti sunt agni novelli,
Puer natus in Bethlehem, alleluia: qui annuntiaverunt, alleluia:
Unde gaudet Jerusalem, alleluia, alleluia. modo venerunt ad fontes,
repleti sunt claritate, alleluia, alleluia.
In cordis jubilo,
Christum natum adoremus O Regina, quam divina
Cum novo cantico. praeelegit gratia,
cujus partus sacrosanctus
Assumpsit carnem Filius, alleluia, instauravit omnia.
Dei Patris altissimus, alleluia, alleluia.
O Maria, Mater pia,
Per Gabrielem nuntium, alleluia, tuum da subsidium,
Virgo concepit Filium, alleluia, alleluia. quo vincamus et vivamus
in terra viventium.
Tamquam sponsus de thalamo, alleluia,
processit Matris utero, alleluia, alleluia. Christianis Vitae panis
datur in edulium:
Hic iacet in praesepio, alleluia: datur tristi sanguis Christi
qui regnat sine termino, alleluia, alleluia. dulce refrigerium.

Et Angelus pastoribus, alleluia, Primum quidem nobis fidem

30
tuis auge precibus, quid sit Jesum diligere.
et da nobis ut te probis

canti in latino
imitemur actibus. Sis, Jesu, nostrum gaudium,
qui es futurum praemium:
Spe labentes firma mentes sit nostra in te gloria
caritate robora: per cuncta semper saecula. Amen.
fac concordes pelle sordes,
excusa facinora. O Gesù ricordo di dolcezza, sorgente di gioia vera al cuore:
ma sopra ogni dolcezza è la Sua presenza. Nulla si canta di
più soave, nulla si ode di più giocondo, nulla di più dolce si
Mater bona nobis dona pensa che Gesù, Figlio di Dio. Gesù, speranza di chi ritorna
al bene, quanto sei pietoso verso chi ti desidera, quanto sei
tuum patrocinium, buono verso chi ti cerca, ma che sarai per chi ti trova? La
ut regnemus et laudemus bocca non sa dire, la parola non sa esprimere; solo chi lo
prova può credere cosa sia amare Gesù. Sii, o Gesù, la nostra
tuum semper Filium. gioia, tu che sarai l’eterno premio; in te sia la nostra gloria per
ogni tempo. Amen.
Questi sono i nuovi agnelli, che hanno annunciato alleluia:
appena giunti alle fonti, furono ripieni di splendore, alleluia,
alleluia. O Regina, te, il cui santissimo parto ha costituito tutte
le cose, la grazia divina ha prescelto. O Maria, madre pia, dà Jesu tibi vivo
il tuo sostegno col quale possiamo vincere e vivere nella terra
dei vivi. Ai cristiani viene dato in cibo il pane di vita: all’afflitto
vien dato il sangue di Cristo quale dolce consolazione. Jesu tibi vivo;
Dapprima aumenta in noi la fede con le tue preghiere, e fa che Jesu tibi morior.
ti possiamo imitare rettamente nelle azioni. Con la speranza
rendi salde le menti vacillanti, rinvigoriscile con la carità: Jesu sive vivo, sive morior
rendici concordi, allontana le meschinità, perdona le colpe. tuus sum.
Madre buona, dacci la tua protezione, affinché possiamo
regnare e lodare sempre il tuo Figlio.
O Gesù, per te vivo; Gesù, per te muoio. Gesù, sia che viva,
sia che muoia, sono tuo.
Jesu dulcis memoria

Jesu, dulcis memoria, Non nobis


dans vera cordis gaudia:
sed super mel et omnia, Non nobis, Domine, Domine,
ejus dulcis praesentia. non nobis Domine,
sed nomini, sed nomini tuo da gloriam.
Nil canitur suavius,
nil auditur jucundius, Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dà gloria.
nil cogitatur dulcius,
quam Jesus Dei Filius.
O filii et filiae
Jesu, spes paenitentibus,
quam pius es petentibus! Alleluia, Alleluia, Alleluia!
Quam bonus te quaerentibus!
Sed quid invenientibus? O filii et filiae,
Rex coelestis Rex gloriae
Nec lingua valet dicere, morte surrexit hodie, alleluia.
nec littera exprimere:
expertus potest credere, Et mane prima sabbati
31
ad ostium monumenti catervis beatis coelestium.
accesserunt discipuli, alleluia.
O Maria, mia cara speranza da questa valle di dolore ti imploro.
canti liturgici

Esaudisci la mia preghiera, consolami se grido a te, rinsalda


Et Maria Magdalena il mio passo incerto e salvami. Attraverso i cammini agevoli e
et Jacobi et Salome quelli aspri, tu, forte e pura, conduci la mia debolezza ai beni
che non periscono. Tra le tempeste e le lotte guidami, o stella,
venerunt corpus ungere, alleluia. dall’esilio al porto sicuro. O madre e avvocatessa, nell’ora
della mia morte prega tu stessa tuo Figlio per me perché,
perdonate le mie colpe, per sua bontà mi porti tra le schiere
In albis sedens Angelus beate del cielo.
praedixit mulieribus:
in Galilaea est Dominus, alleluia.
Omni die
In hoc festo sanctissimo
sit laus et jubilatio, Omni die, dic Mariae
benedicamus Domino, alleluia. mea laudes anima;
eius festa, eius gesta
De quibus nos humillimas cole splendidissima.
devotas atque debitas
Deo dicamus gratias, alleluia. Pulchra tota, sine nota
cuiuscumque maculae,
Alleluia, Alleluia, Alleluia! O figli e figlie il Re del cielo, il Re fac me mundum et iucundum
della gloria in questo giorno è risorto da morte, alleluia. Al
primo albore del sabato i discepoli andarono fino alla soglia te laudare sedule.
del sepolcro di pietra, alleluia. E Maria Maddalena e la madre
di Giacomo e Salome, vennero per spargere di unguento il
corpo, alleluia. Un angelo, seduto, con le vesti bianche, disse Ut sim castus et modestus,
alle donne: «Il Signore vi aspetta in Galilea», alleluia. Questo dulcis, blandus, sobrius,
giorno santissimo di festa sia tutto lode e giubilo, sia benedetto
il Signore, alleluia. Di queste cose noi umilissimamente, pius, rectus, circumspectus,
con quella devozione che gli spetta rendiamo grazie a Dio, simultatim nescius.
alleluia.

Eruditus et munitus
O spes mea cara divinis eloquiis,
timoratus et ornatus
O spes mea cara, Maria praecalra, sacris exercitiis.
e valle amara imploro te.
Exaudi praecantem, solare clamantem, Virgo sancta, cerne quanta
confirma labantem, et serva me. perferamus jugiter
tentamenta, et sustenta
Per blanda per dura, ad non peritura nos ut stemus fortiter.
o fortis, o pura duc debilem.
Dum turget procella et suscitat bella Esto tutrix et adiutrix
ad portum, o stella, duc exulem. christiani populi;
pacem praesta, ne molesta
Patrona decora, in exitus hora nos perturbent saecula.
pro me, Mater, ora tu Filium Amen.
ut inserar gratis remissisis peccatis, Ogni giorno, anima mia, canta le lodi di Maria; venera le sue

32
feste e i suoi misteri splendenti. Tutta pura, senza il segno di Passionis tuae dies
una sola macchia, fa’ che io ti lodi con cuore mondo e sereno.
celebremus indemnes:

canti in latino
Fa’ che io rimanga casto, modesto, dolce, longamine, sobrio,
devoto, leale, scaltro e nello stesso tempo semplice. Fa’ che ut per hoc dulcedo
io sia colto e rafforzato dalla parola di Dio, pieno di attenzione
e fedeltà nel seguire il Signore. Vergine santa, guarda quanti tua nos foveat.
pericoli dobbiamo sempre incontrare; sostienici affinché
abbiamo a rimanere saldi e sicuri. Proteggi ed aiuta il popolo
cristiano, ottienici pace, affinché i tempi cattivi non ci turbino. Pro quibus es passus crucem,
Amen. non permittas perire:
sed per crucem duc
ad vitam perpetuam.
Polorum regina
Noi ci prostriamo pregando davanti al tuo volto, o Cristo,
perdona ed esaudisci: abbi pietà del popolo che ti supplica.
Polorum regina omnium nostra. O tu che con il trionfo della tua Croce, salvasti da solo il mondo
Stella matutina, dele scelera. intero, liberaci per il sacrificio del tuo sangue. O tu che morendo
distruggi la morte, e risorgendo doni la vita, sopportando per
noi una sofferenza immeritata. Fa’ che possiamo celebrare il
Ante partum virgo Deo gravida giorno della tua passione in pace, perché ci costudisca la tua
dolcezza. Non permettere che periscano coloro per i quali
Semper permansisti inviolata. hai patito la Croce, ma attraverso di essa conducili alla vita
Stella matutina, dele scelera. eterna.

Et in partu virgo Deo fecunda


Semper permansisti inviolata. Regina coeli
Stella matutina, dele scelera.
Regina coeli, laetare, alleluia.
Et post partum virgo mater enixa Quia quem meruisti portare, alleluia.
Semper permansisti inviolata. Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
Stella matutina, dele scelera. Ora pro nobis Deum, alleluia.
Esulta, regina del cielo, alleluia! Colui che hai portato nel seno,
alleluia! E’ risorto come aveva predetto, alleluia! Prega per noi
Prosternimus preces il Signore, alleluia!

Prosternimus preces ante faciem tuam,


parce Christe: Resonet in laudibus

Et exaudi, populo supplicanti miserere. Resonet in laudibus


cum jucundis plausibus,
Qui triumpho Crucis tuae Sion cum fidelibus.
salvasti solus orbem Apparuit quem genuit Maria.
tu cruoris tui
poena nos libera. Gaudete, gaudete, Christus natus hodie!
Gaudete, gaudete, ex Maria Virgine.
Qui moriens mortem damnas,
resurgens vitam praestas, Pueri concinite
sustines pro nobis nato regi psallite
poenam indebitam. voce pia dicite.
Apparuit quem genuit Maria
33
ego enim sum Dominus Deus tuus,
Sion lauda Dominum Sanctus Israel Redemptor tuus.
salvatorem hominum
canti liturgici

lavatorem criminum. Come rugiada scenda dal cielo, dall’alto venga chi renda
giustizia. Ecco io sono come una città desolata, vuota è questa
Apparuit quem genuit Maria mia vita; come abbandonato io mi sento, questa creatura fatta
per un destino di gioia perfetta e di amore, sì che ogni genio
Risuoni nelle lodi con plausi gioiosi Sion con i suoi fedeli: è ne ha tratto motivo di gioia perfetta e di amore, sì che ogni
apparso il figlio di Maria. Gioite, gioite: Cristo è nato oggi; genio ne ha tratto motivo di lode a te. Abbiamo ceduto al
gioite, gioite: dalla Vergine Maria! Cantate insieme, o giovani, malei, siamo crollati come foglie d’autunno. Le nostre visioni
suonate in onore del Re che è nato; dite con voce pia: è ci hanno trascinato via come un vento vorticoso, ci hai tolto la
apparso il figlio di Maria. Sion, loda il signore salvatore degli tua attrattiva, ci hai inaridi abbandonandoci alle nostre miserie.
uomini che ha lavato i peccati: è apparso il figlio di Maria. Guarda, o Signore, l’angoscia del tuo popolo, manda colui che
ci fai così aspettare. Mandaci quell’essere dolce e forte come
dominatore, dalla bruma dell’orizzonte fallo comparire agli
occhi ansiosi di questo nostro essere, perchè ci liberi lui dalla
prigionia. Confortati, confortati, o mio popolo, per il dolore che
Rorate coeli desuper ti penetra? Ti porterò io a salvezza, non temere; sono infatti il
tuo Signore, il tuo Creatore, l’Ideale tuo, il tuo Redentore.
Rorate coeli desuper
et nubes pluant Iustum.
Salve Regina
Ne irascaris Domine,
ne ultra memineris iniquitatis, Salve, Regina, mater misericordiae;
ecce civitas Sancti facta est deserta, vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Sion deserta facta est; Ad te clamamus, exules filii Evae.
Jerusalem desolata est, ad te suspiramus, gementes et flentes
Domus sanctificationis tuae et gloriae tuae, in hac lacrimarum valle.
Ubi laudaverunt te Patres nostri. Eia ergo, advocata nostra,
illos tuos misericordes oculos
Peccavimus, et facti sumus tamquam im- ad nos converte.
mundus nos, Et Jesum, benedictum fructum ventris tui,
et cecidimus quasi folium universi, nobis post hoc exilium ostende.
et iniquitates nostrae quasi ventus abstul- O clemens, o pia,
erunt nos, o dulcis virgo Maria.
abscondisti faciem tua a nobis, Salve, o Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e
et allisisti nos in manu iniquitatis nostrae. speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a
te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi i tuoi occhi
Vide Domine afflictionem populi tui misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto
et mitte quem missurus es; benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce vergine
Maria.
emitte Agnum dominatorem terrae;
de petra deserti ad montem filiae Sion;
ut auferat ipse jugum captivitatis nostrae. Ubi caritas et amor
Consolamini, consolamini, popule meus Ubi caritas et amor, Deus ibi est.
cito veniet salus tua;
quare moerore consumeris, Congregavit nos in unum Christi amor:
quia innovavit te dolor? Exultemus et in ipso jucundemur.
Salvabo te, noli timere;
34
Timeamus et amemus Deum vivum
et ex corde diligamus nos sincero.

canti in latino
Simul ergo cum in unum congregamur,
ne nos mente dividamur caveamus.
Cessent jurgia maligna, cessent lites
et in medio nostri sit Christus Deus.
Simul quoque cum beatis videamus
glorianter vultum tuum, Christe Deus:
gaudium, quod est immensum, atque
probum,
saecula per infinita saeculorum. Amen.
Dove regna carità e amore, qui è Dio. Ci ha raccolti in una
cosa sola l’amore di Cristo: esultiamone e nel suo amore
rallegriamoci! Nel timore di lui, amiamo il Dio vivente, ed
amiamoci di cuore, sinceramente! Quando tutti insieme ci
raduniamo, che la dubbiezza non ci divida, questo temiamo;
smetta la malvagità del cuore, sia fine all’odio, ed in mezzo
a noi solo rimanga il Cristo, Dio. Che tutti insieme, fra i beati,
possiamo contemplare nella gloria il tuo volto, o Cristo Dio!
Ciò significa la gioia smisurata e la dolcezza, per i secoli dei
secoli, senza fine! Amen.

35
Laudi e canti sovra il mondo del dolore
canti liturgici

venne il sole dell’amore


trobadorici nei cieli beatissima.

Da ciel venne messo novel-


Altissima luce
lo
Altissima luce col grande splendore, Da ciel venne messo novello,
in voi, dolze amore, aggiam consolanza. ciò fo l’angel Gabriello,
Ave, regina, pulzella amorosa,
stella marina che non stai nascosa, Nella cità di Galilea
luce divina, virtù grazïosa, ch’è chiamata Nazarèth,
belleza formosa: de Dio se’ semblanza! là u la Vergin nacque e stette
sposa era di Joseffe.
Templo sacrato, ornato vasello
annunzïato da san Gabriello, L’angelo fo messo da Dio,
Cristo è ’ncarnato nel tuo ventre bello, ben comenzò e ben finio:
frutto novello cum gran delettanza. saviamente, senza rio,
annuntiò lo suo libello:
Fresca rivera ornata di fiori,
tu se’ la spera di tutti i colori: «Ave Maria, gratia plena,
guida la schiera di noi peccatori, Dio ti salvi, stella serena!
sì ch’asavori de tua beninanza. Dio è con teco che ti mena
enn el paradiso bello».

Ave donna santissima


Da mi conforto, Dio
Ave donna santissima Da mi conforto, Dio et allegranza
Regina potentissima. et carità perfecta et amoranza.
La virtù celestïale
con la grazia supernale Da mi conforto, Dio et ardore
en te virgo virginale a caritade lega lo mio core;
discese benignissima.
che non mi sia vetato lo tuo amore,
La nostra redenzïone in me non possa nulla ria indignanza.
prese incarnazïone
in santa concezïone Da mi letizia, gaudio e diporto
da te Madre purïssima. e nel mio cor da’ pianto di conforto;

Altresì per tuo candore che io suspiri e canti e stia sì dotto,


36
che io non perda la tua fin amanza.

laudi e trobadorici
Nat’è Cristo glorïoso,
l’alto Dio maravellioso,
De la crudel morte del fatto è hom desideroso
Cristo lo benigno Creatore.
De la crudel morte del Cristo Pace ‘n terra sia cantata,
ogn’om pianga amaramente. gloria in ciel desiderata,
la donzella consacrata
Quando Juderi Cristo pilïaro, parturit’ à ‘l Salvatore.
d’ogne parte lo circumdaro,
le sue mane strecto legaro,
como ladro villanamente. Laude novella

Trenta denar fo lo mercato Laude novella sia cantata


che fece Juda e fo pagato: a l’alta donna encoronata.
mellio li fora non esser nato
ch’aver peccato sì duramente Fresca vergene donzella,
primo fior, rosa novella,
A la colonna fu spolïato, tutto ‘l mondo a te s’appella;
per tutto ‘l corpo flagellato, nella bonor fosti nata.
d’ogne parte fo’nsanguinato
commo falso amaramente. Fonte se’ d’acqua surgente,
madre de Dio vivente;
Tutti gridaro ad alta voce: tu se’ luce de la gente,
“Moia ‘l falso, moia veloce; sovra li angeli esaltata.
sbrigatamente sia posto en croce,
che non turbi tutta la gente”. Tu se’verga, tu se’ fiore,
tu se’ luna de splendore;
Li soi compagni l’abbandonaro, voluntà avemo e core
tutti fugiero e lui lassaro; de venir a te, ornata.
stando tormento forte ed amaro
de lo suo corpo per la gente. Archa se’ d’umilitade,
vaso d’ogne sanctitade:
Molt’era trista santa Maria en te venne deitade;
quando ‘l suo figlio en croce vedea; d’angel foste salutata.
cum gran dolore forte piangea
dicendo: “Trista, lassa, dolente”. Pregot’, avocata mia,
che ne metti en bona via:
questa nostra compania
Gloria ‘n cielo siate sempre commendata.
Gloria ‘n cielo e pace ‘n terra:
nat’è ‘l nostro Salvatore! Ma vïele
37
Ma vïele, vïeler vieut un biau son Quant’è digna de laudare:
de la bele qui seur toutes a biau nom. core non lo po’ pensare,
canti liturgici

En qui Dieux devenir hom voult jadis, lengua ne lo po’ contare,


dont chantent en Paradis la verace santa Croce.
anges et archanges a haut ton.
Questo legno prezioso
Porte dou ciel, du Paradis planche et ponz, è ne segno vertüoso,
sourse de miel, de doucer pecine et fonz; lo nimico ha confuso
d’enfer qui tant est parfonz, nous desfen, per la forza de la Croce.
qui en doute a pauvre sens
car enfer n’a rive ni fond!
Troppo perde il tempo
Douce Dame, par mout vraie entencïon
cors et ame, met je en ta protecïon Troppo perde il tempo chi ben non t’ama,
prie sanz delatïon ten fil douz dolc’amor Jesù sovr’ogni amore.
qu’il nos face vivre touz
in terra viventium. (Amen). Amor, chi t’ama non sta ozioso,
tanto li par dolze de Te gustare;
La mia viella vuole intonare un canto stupendo per la Bella, ma tutto sor vive desideroso
eccelsa fra tutte le donne, nella quale Dio volle farsi uomo,
di cui cantano in paradiso angeli ed arcangeli a gran voce. come te possa stretto più amare;
Porta del cielo, ponte verso il paradiso, sorgente d’ambrosia, chè tanto sta per te lo cor gioioso:
di dolcezza sorgente e fontana, dall’inferno tanto profondo tu
ci difendi, chi ne dubita ha poco senno perché l’inferno non chi non sentisse nol saprie parlare
ha né riva né fondo! Dolce Signora, con sincera intenzione, il quant’è dolz’a gustare lo tuo savore.
cuore e l’anima pongo sotto la tua protezione: prega senza
indugio che il tuo dolce Figlio, Maria, ci faccia vivere tutti nella
terra dei vivi. Savor cui non si trova simillianza,
o lasso! Lo mio cor poco t’asaggia;
null’altra cosa non m’è consolanza,
Ognun m’entenda se tutto’l mondo avesse e te non agio.
O dulz’amor Jesù in cui ho speranza
Ognun m’entenda divotamente Tu regi mio cor che da te non caggia,
lo pianto che fece Maria dolente ma sempre più restringa’l tuo dolzore.
del suo figliol tanto dilicato.
Dulcior che tolli forza ad ogni amaro
O Jesu Christo, bello mio figlio, et ogne cosa muti in tua dulcezza;
o Jesu bello, bianco e vermeglio, questo sanno li sancti che’l provaro
o de la trista Madre el conseglio che feciar dolze morte in amarezza
su ne la croce già conficato. ma confortolli el dolze latovare
di te Jesù che vensar ogni asprezza,
tanto fosti suave in li lor cori.
Omne homo ad alta voce
Cor che te non sente ben pò star tristo,
Omne homo ad alta voce Jesù, letitia e gaudio de la gente;
laudi la verace Croce. solazo non pot’essar senza Cristo;
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taupino ch’eo non t’amo ben fervente! Jesù dolce ad amare.

laudi e trobadorici
Chi far potesse totto ogni altro acquisto
e te non aggia di tutt’è perdente; Sempre l’atendo, col mio cor gaudendo,
e senza te sirebbe in amarore. fa mi rallegrare.
Amaro in nullo coro pote stare Non mi ritegno, da mi’ gran sostegno,
cui tua dolcezza dona condimento: e vogliol pur chiamare.
ma Tuo savor, Jesù, non pò gustare
chi lassa Te per altro intendimento. Vo’ che mi dica la mia dolce vita,
Non sa né può lo cor terreno amare che mi farà salvare.
sì gran celestial delectamento:
non vede lume, Cristo, in tuo splendore. Amor diletto, del mio cor se’ vita,
or damit’a trovare!
Splendor che doni a tutto ‘l mondo luce
amor, Jesù, de li angeli bellezza, Tra’mi a te di questo gran tormento,
cielo e terra per te se conduce chè vivo in dolorare!
e splende in tutte cose tua forteza:
ognumque creatura a te s’ aduce, Ch’io non ti perda per mio fallimento,
ma solo ‘l peccator el tuo amor sprezza, cum falso tentare.
e pàrtise da te, suo Creatore.
Vivo in paura di te mia dolzura,
Scripti sul sancto libro de la vita come ne posso fare?
per tua pietà, Jesù, ne rappresenta:
la tua scriptura già non sia fallita, Tu se’ il mio áire, io son tua creatura,
el nome che portam de Te non menta. non m’abandonare!
La mente nostra fa’ di Te condita
dulcissimo Jesù, si che te senta Non averò povertà, né difetto,
et strittamente t’ami con ardore. e vo’ con teco stare!
Servire a Te, Jesù, mi’ amoroso,
più soav’è che nul altro delecto; Venite a laudare
non può saper chi di Te sta otïoso
quant’è dolze ad amar Te con affecto: Venite a laudare,
gemai el cor non trova altro riposo per amore cantare
si non se en Te, Jesù, amor perfecto l’amorosa vergene Maria!
che de li tuoi servi se’ consolatore.
Maria gloriosa, biata
sempre si’ molto laudata:
Tutor dicendo preghiam che ne si’ avocata
al tuo filiol, virgo pia!
Tutor dicendo, di lui non tacendo,
laudandol cum cantare. Da tutte le genti invocata
per te è questa laude cantata:
Jesù, Jesù, tu sei Madre nostra adorata
39
la più fedel che mai sia.
canti liturgici

Voi ch’amate lo Criatore

Voi ch’amate lo Criatore,


ponete mente a lo meo dolore.
Ch’io son Maria co’ lo cor tristo
la quale avea per figliuol Cristo:
la speme mia e dolce acquisto
fue crocifisso per li peccatori.
Capo bello e delicato,
come ti veggio stare enchinato;
li tuoi capelli di sangue intrecciati,
fin a la barba ne va irrigore.
Bocca bella e delicata,
come ti veggio stare asserrata;
di fiele e aceto fosti abbeverata,
trista e dolente dentr’al mio core.

40
sì, eterno è il suo amore
e la sua fedeltà dura per sempre.

salmi
Salmi Rendiamo gloria al Padre onnipotente,
al suo Figlio Gesù, nostro Signore,
A noi, Signore allo Spirito che vive in ogni cuore.
(salmo 56)
A noi, Signore, da’ il tuo amor, la tua verità. Beato l’uomo
(salmo 1)
Pronto è il mio cuore, o Dio, (capotasto II)
pronto è il mio cuore
la- sol la-
e trabocca di canti per te. Beato l’uomo che retto procede
Sorgi, armonia; sol do
svegliati, arpa, sorgi, mia cetra: e non entra a consiglio con gli empi
re- la-
che io desti l’aurora. e non va per la via dei peccatori
re- mi7 la-
Andrò fra tutte le genti, nel convegno dei tristi non siede.
canterò loro le tue lodi; do re
giunge alle stelle il tuo amore Nella legge del Signore
e la tua verità. la- mi7 la-
ha riposto la sua gioia;
Sopra i cieli levati, o Dio; do re
sulla terra sia gloria a te. se l’è scritta sulle porte
fa mi7 la-
e la medita di giorno e di notte.
Andiam verso il Signor E sarà come l’albero
(salmo 99) che è piantato sulle rive del fiume,
che dà frutto alla sua stagione,
Andiam verso il Signor né una foglia a terra cade.
cantando con allegrezza.
Non sarà così per chi ama il male,
Loda il Signore, o terra tutta, la sua via andrà in rovina:
servi Iahvè nell’allegrezza, il giudizio del Signore
va da lui con canti di gioia. è gia fatto su di lui.
Sappi che Iahvè è il Signore, Ma i tuoi occhi, o Signore,
lui ci creò e noi siamo suoi, stanno sopra il mio cammino;
suo popolo, gregge del suo ovile. me l’hai detto, son sicuro,
non potrai scordarti di me.
Va nel suo tempio a render grazie,
leva inni al Signor nella sua casa,
ringraziando benedici il suo nome. Cantate al Signore un inno
nuovo
Sì, il Signore è buono,
41
(salmo 97) Chi semina nel pianto, cantando mieterà.
Cantate al Signore un inno nuovo, alleluia, Quando Iddio ricondusse i dispersi
canti liturgici

poiché egli ha fatto meraviglie, alleluia. ci sembrò di sognare;


ci rivenne il sorriso alle labbra,
Cantate al Signore un inno nuovo cantammo di gioia.
poiché ha operato meraviglie.
La sua destra ci ha offerto la salvezza, Ogni gente diceva in cuor suo:
la sua destra d’amore. oh, meraviglia!
Meraviglie operò Dio per noi,
Iahvè ci ha indicato la salvezza, ci diede la gioia.
ai senza Dio ha insegnato la giustizia;
non ha dimenticato la promessa Riconduci, o Signore, i dispersi
fatta a Israele. come acqua ai torrenti.
Chi il seme spargeva nel pianto
Anche i più lontani l’hanno vista raccoglie cantando.
la salvezza portata da Iahvè.
terra intera acclama il Signore Ce ne andammo lontano lontano
ed esulta di gioia. con le sementi,
cantammo, cantammo tornando
Cantate al Signore sulla cetra, colmati di doni.
percuotete tutti gli strumenti.
Trasalite di gioia nel cuore
per Iddio, Iahvè. Com’è bello, com’è dolce
(salmo 132)
Acclami il mare e la sua profondità, (capotasto II)
la terra e la sua ricchezza.
Monti e fiumi battano le mani, la- re- la- mi7
Com’è bello, com’è dolce
gridino di gioia. la- re- la- mi7 la-
che i fratelli stiano insieme.
Poiché Dio sta per venire,
per venire a giudicare la terra. la- sol fa mi
È come unguento che dal capo discende
Giudicherà il mondo con sapienza, fa mi
con somma equità. sulla barba di Aronne.
do re- sol do
È come unguento che dal capo discende
Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito re- mi
ora e sempre, sulla barba di Aronne
al Dio che è, che era e che sarà
nei secoli eterni. È come unguento che dal capo discende
sugli orli del manto.
È come unguento…
Chi semina nel pianto
(salmo 125) Come rugiada che dall’Ermon discende
sui monti di Sion.

42
Come rugiada… (salmo 33)

salmi
Ci benedice il Signore dall’alto, Gustate e vedete come è buono il Signor!
la vita dona in eterno.
Ci benedice… Benedico il Signor ogni momento,
il suo nome mi è sempre sul labbro.
In Iahvè si rallegra il mio cuore:
Gerusalemme ascolti l’umile e ne esulti.
(salmo 121)
Ringraziate con me il Signore,
Ant. 1 Rallegrati, Gerusalemme, insieme celebriamo il suo nome.
accogli i tuoi figli Io lo invoco e lui mi risponde,
nelle tue mura. fa svanire ogni mio spavento.
Ant.2 Gerusalemme, oh la mia gioia, È raggiante chi a lui si converte,
noi sostammo alle tue porte; la vergogna non è più sul suo volto.
tutti insieme ci radunò. Il povero che grida Dio lo sente,
e da tutte le sue angosce lo salva.
Oh che gioia quando mi dissero:
andiamo alla casa del Signore. È accampato l’angelo di Iahvè
Siamo giunti, abbiamo fatto sosta vicino ai suoi fedeli e li soccorre.
davanti alle tue porte. Gustate come è buono il Signore:
felice chi in lui si rifugia.
Gerusalemme, città edificata
come un’unica solida cosa: Voi che siete i suoi santi, temetelo:
è là che salgono le tribù, chi lo teme non manca di nulla.
le tribù di Iahvè. Il ribelle è spoglio, affamato,
chi lo teme non manca di nulla.
Per celebrare secondo il suo rito
il nome santo di Dio. Per il giusto vi è pena su pena,
È là che siede la giustizia da tutte lo libera il Signore;
sul trono di David. Iahvè ne custodisce le ossa,
non uno gli verrà spezzato.
Invocate la pace per Sion:
pace nelle sue tende, Sia gloria ora e per sempre
pace entro le mura, al Padre onnipotente,
pace nei suoi castelli. al Figlio risorto da morte,
allo Spirito Santo d’amore.
Perché amo i miei fratelli, i miei amici,
lascia ch’io ripeta: pace!
Perché amo la casa di Dio L’anima mia ha sete del Dio
prego per te. vivente
(salmo 41)
Gustate e vedete
43
do re la-
L’anima mia ha sete del Dio che sperare nei prìncipi.
vivente; quando vedrò il suo volto?
la- sol la-
canti liturgici

Ti ringrazio, perché mi hai esaudito:


Come anela il cervo all’acqua viva, re la-
così ha sete il mio cuore di te, o mio Dio. fosti per me la salvezza.
sol la-
La pietra scartata dai costruttori
Sono assetato di Dio, del Dio vivente, re la-
quando potrò contemplare il volto di Dio? ora è pietra angolare.
la- do re la-
Non ho altro pane che il pianto: Benedetto chi viene nel nome del Signore!
ogni notte e ogni giorno, re la- re
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
la-
sempre mi sento ridire do re la-
dov’è dunque il tuo Dio? Tu sei il mio Dio, io ti ringrazierò,
Andavo al luogo santo, alla dimora di Dio, re mi- re mi7
mio Dio, ti esalterò.
tra grida di gioia e di lode, tra popoli esul-
tanti.
Mio Dio, perché mi hai ab-
Vortice dopo vortice, impeto fragoroso, bandonato?
il peso dei tuoi flutti, è passato su di me. (salmo 21)
Fino a spezzarmi le ossa Mio Dio, mio Dio,
mi insultano i miei nemici, perché mi hai abbandonato?
ripetendomi sempre:
dove è dunque il tuo Dio? Lontano sono dal tuo volto
Perché ti rattristi anima mia? le parole del mio grido
Perché sei turbata? Signore, io ti invoco nel giorno,
Spera in Dio, puoi sempre lodarlo: nella notte chiamo il tuo nome.
tua salvezza e tuo Signore. In te hanno confidato i nostri padri:
confidarono e li hai liberati;
a te hanno gridato e furon salvi:
La pietra non tradisti la loro attesa.
(salmo 117)
(capotasto III) Il mio cuore si è fatto come cera,
la- re la- e dentro di me strugge;
La pietra che i costruttori hanno scartato la mia anima s’è inaridita
do re mi- re la- perché mi ha circondato il male.
ora è pietra angolare, ora è pietra angolare.
la- re la-
È meglio rifugiarsi nel Signore Miserere
re la-
che sperare negli uomini. (salmo 50)
la- re la-
È meglio rifugiarsi nel Signore Miserere, miserere, miserere.

44
Alleluia, alleluia, alleluia.
Davvero ho peccato solo contro te, mio Dio,

salmi
ed ho compiuto quello che ai tuoi occhi è
male. O Signore, mio Dio
(salmo 8)
Giusta è, Signore, la sentenza di condanna;
retto e imparziale è il giudizio tuo divino. O Signore, mio Dio, come è grande
il tuo nome su tutta la terra!
Però non ti scordare ch’io nacqui nel pec-
cato, Sopra i cieli si leva il tuo splendore
che nelle colpe sono stato concepito. celebrato da voci di bambini
che piccoli hai scelto a tua difesa
Signore, per me crea un cuor nuovo ed in- per confondere e umiliare i tuoi nemici.
nocente,
rifà indomato e più fermo il mio volere. Guardo i cieli che hai costruito,
la luna e le stelle che vi hai posto.
Chi è mai l’uomo, che di lui ti rammenti,
Narrano i cieli e i suoi figli, perché li soccorra?
(salmo 18a)
(capotasto I) Lo hai fatto simile a un Dio,
lo hai riempito di gloria e di splendore,
la re perché fosse signore del creato
Narrano i cieli la gloria di Dio,
la mi la ogni cosa gli hai sottomesso.
l’opere sue proclama il firmamento.
la re
È padrone di mandrie e di greggi
Ciascun giorno con l’altro ne parla, e di tutte le bestie selvagge;
mi è padrone degli uccelli dell’aria
l’una notte con l’altra ne ragiona. e dei pesci guizzanti per le acque.
la re
Non v’è lingua, non vi sono parole
la mi
che comprendano la sua grandezza.
la Gloria al Padre onnipotente,
al suo Figlio, nostro Signore,
la re allo Spirito che viene in ogni cuore,
La sua legge è in tutto perfetta per i secoli dei secoli. Amen.
la mi
e rallegra l’anima mia:
la re
sono veraci i giudizi di Dio, Purificami, o Signore
la mi
sono preziosi più che l’oro ai miei occhi. (salmo 50)
Per ogni terra ne corre la voce, Ant. 1 Purificami, o Signore:
ne giunge l’eco ai confini del mondo; sarò più bianco della neve.
è per questo che ti seguo con gioia:
la tua parola è più dolce del miele! Ant. 2 Peccai, Signor,
abbi di me pietà.
Narrano…
45
Pietà di me, Signore di bontà,
nel tuo amore distruggi il mio peccato. Rendiamo gloria al Padre onnipotente
Strappa da me ogni sorta di menzogna; e al suo Figlio, il Cristo Signore,
canti liturgici

da ogni colpa vieni a liberarmi. e allo Spirito Santo d’amore


per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il mio peccato come lo conosco:
senza tregua mi sorge dinnanzi.
Contro di te, te solo ho mancato, Rivolti i nostri occhi son
molto male ho commesso, o Signore. lassù
(salmo 123)
Se condanni, o Signore, sei giusto,
se giudichi il mio peccato. Rivolti i nostri occhi son lassù
Tu lo sai, nel peccato sono nato; finché di noi abbia pietà.
dall’inizio è cattivo il mio cuore.
I miei occhi sono rivolti a te
Profondamente tu ami la vita, che sei alto nei cieli;
della saggezza dammi dunque il segreto. ecco: sono come gli occhi dei servi
Nel tuo incenso puro sarò; volti alla mano del Signore.
lavami e bianco sarò più che neve.
Come ancella che attende
Fammi sentire la tua parola di gioia: il cenno di un comando,
esulterà il cuore pentito. così il nostro sguardo verso Dio
Dal mio errore distogli il tuo volto, finché di noi abbia pietà.
la mia colpa distruggi, Signore.
Pietà di noi, o Dio, pietà per noi,
O Dio, fammi puro di cuore, siamo troppo colmati di disprezzo;
la fedeltà restaura nel mio petto. l’anima nostra è troppo ricolma
Non mi gettare lontano da te, dei sarcasmi dei soddisfatti.
non lasciarmi senza il tuo respiro.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito,
Rendimi, o Dio, la gioia del tuo incontro; ora e per sempre,
mi protegga la santa tua forza. al Dio che è, che era e che sarà
Ai peccatori mostrerò la tua via, per i secoli dei secoli.
verso te torneranno pentiti.
Liberami, o Dio, dalla pena che merito Signor, Signore, salvaci tu!
e la mia lingua dirà la tua giustizia. (Salmo 129)
O Signore, dischiudi le mie labbra
e la mia lingua dirà le tue lodi. Signor, Signore, salvaci tu!
Tu non accogli quant’ho sacrificato, Dal profondo io grido a te,
la mia offerta tu la rifiuti; ascolta la mia preghiera;
il mio sacrificio è il cuore pentito, oh, il tuo orecchio sia ben attento
un cuore contrito non sai rifiutare. al grido della mia voce.
46
Se ricordi, o Signore, i miei falli,

salmi
o Dio, chi può avere pace?
Ma da te nasce il perdono,
per questo in te io confido.
L’anima mia confida nel Signore,
spero nella sua parola.
Come chi veglia e attende l’aurora,
così io attendo il Signore.
Presso il Signore grande è la grazia,
presso di lui copioso è il perdono.
Sì, il Signore riscatta Israele,
perdona a ciascuno il suo fallo.

Vedrò la bontà del Signore


(salmo 26)
Vedrò la bontà del Signor nella terra dei vivi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è la forza della mia vita:
di chi avrò paura?
Una cosa al Signore domando,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
ogni giorno di vita.
Mi nasconde nella sua tenda
nel giorno di dolore;
se mi abbandonano mio padre e mia madre,
il Signore mi accoglie.

47
Inni e cantici noi giungiamo alla terra di prova
canti liturgici

dove i cuori saran resi puri.


Dal paese d’Egitto ci hai tratti
Innalzate nei cieli lo sguar- e cammini con noi nel deserto
do per condurci alla santa montagna
sulla quale s’innalza la Croce.
Innalzate nei cieli lo sguardo:
la salvezza di Dio è vicina, Tu sei l’acqua che sgorga dal sasso,
risvegliate nel cuore l’attesa sei la manna che sazia la fame,
per accogliere il Re della gloria. sei la nube che guida il cammino
e sei legge che illumina i cuori.
Sorgerà dalla casa di David
il Messia da tutti invocato; Su te, roccia che t’alzi fra noi,
prenderà da una Vergine il corpo troveremo difesa ed appoggio
per potenza di Spirito Santo. e berremo alla fonte di vita
che ci lava dai nostri peccati.
Vieni, o Re messaggero di pace,
reca al mondo il sorriso di Dio! Tu ci guidi nell’Esodo nuovo
Nessun uomo ha mai visto il suo volto, alla gioia profonda di Pasqua:
solo tu puoi svelarci il mistero. dalla morte passando alla vita
giungeremo alla terra promessa. Amen.
Ora visita noi nella fede,
per donarci la vita di Dio:
tu ci offri il tuo corpo e il tuo sangue Nel primo chiarore del
a salvezza del nostro peccato. giorno
Noi crediamo che all’ultimo giorno Nel primo chiarore del giorno,
tornerai con potenza e splendore vestite di luce e silenzio,
per premiare in eterno gli eletti le cose si destan dal buio
e punire col fuoco i cattivi. com’era al principio del mondo.
Fa’ che allora guardiamo sereni E noi che di notte vegliammo
il tuo volto raggiante di gloria, attenti alla fede del mondo,
per seguirti lassù dove regni protesi al ritorno di Cristo
con il Padre e lo Spirito Santo. Amen. or verso la luce guardiamo.
O Cristo, splendore del Padre,
Liberati dal giogo del male vivissima luce divina,
in te ci vestiam di speranza,
Liberati dal giogo del male, viviamo di gioia e d’amore.
battezzati nell’acqua profonda,

48
inni e cantici
Al Padre cantiamo la lode,
al Figlio che è luce da luce,
e gloria allo Spirito Santo
che regna nei secoli. Amen.

Prima che sorga l’alba

Prima che sorga l’alba,


vegliamo nell’attesa;
tace il creato e canta
nel silenzio il mistero.
Il nostro sguardo cerca
un volto, nella notte;
in cuore a Dio s’innalza
più puro il desiderio.
E mentre, lieve, l’ombra
cede al chiaror nascente,
fiorisce la speranza
del giorno che non muore.
Presto l’aurora in cielo
ci inonderà di luce;
la tua misericordia,
o Padre, ci dia vita.
E questo nuovo giorno,
che l’alba per noi schiude,
dilati in tutto il mondo
il regno del tuo Figlio.

A te, o Padre santo,


all’unico tuo Verbo,
all’infinito Amore,
sia lode in ogni tempo. Amen.

49
bonde

Canti Anime affaticate et sitibonde,


canti liturgici

venite all’onde vive ove v’invita


polifonici la vera vita; ove la lunga sete
spegner potrete, spegner potrete.

Alma Redemptoris Mater La lunga sete natural che sempre,


con dure tempre, il cor arde e tormenta
Alma Redemptoris Mater, nè il foco allenta; giammai se non s’arriva
quae pervia coeli porta manes, all’acqua viva, all’acqua viva.
et stella maris, All’acqua viva che, con voglie accese,
succurre cadenti, donna umil chiese alla fontana eterna,
surgere qui curat populo: ch’ in sua cisterna, il mondo sì suave,
tu quae genuisti, natura mirante, acqua non ave, acqua non ave.
tuum sanctum Genitorem:
Virgo prius ac posterius, Alle cisterne, ai morti stagni, ai laghi
Gabrielis ab ore vanno i cuor vaghi pur del sommo bene,
sumens illud Ave, ma di tai vene il ber sempre maggiore
peccatorum miserere. fa il nostro ardore, fa il nostro ardore.
O inclita Madre del Redentore, o porta sempre aperta della
salvezza, o stella del mare, soccorri la debolezza del tuo
popolo, sorgi a rinfrancarlo: tu che hai stupito la natura,
Venite dunque all’acque dolci e chiare,
generando il tuo stesso Creatore, Vergine sempre purissima, torbide e amare son l’acque d’Egitto,
accogli dalle labbra di Gabriele il grande annuncio ed abbi
pietà di noi peccatori.
il cammin dritto prenda e saglia il monte
chi brama il fonte, chi brama il fonte.

Amicus meus
Ave verum Corpus
Amicus meus osculi me tradidit signo. Ave verum Corpus natum
Quem osculatus fuero, ipse est, tenete eum. de Maria Vírgine,
Hoc malum fecit signum, vere passum, immolátum
qui per osculum adimplevit homicidium. in cruce pro hómine,
Infelix praetermisit pretium sanguinis, cujus latus perforátum
et in fine laqueo se suspendit. fluxit aqua et sánguine.
Bonum erat illi, si natus non fuisset homo ille.
Amico, con un bacio mi tradisci. “Quello che bacerò, è lui: Esto nobis praegustátum
arrestatelo”. Diede questo segnale colui che con un bacio
compì un omicidio. L’infelice lasciò cadere il prezzo del
mortis in exámine,
sangue e andò ad impiccarsi. Sarebbe stato meglio per lui se o Jesu dulcis, o Jesu pie,
quell’uomo non fosse mai nato. o Jesu fili Maríae!
Salve, vero corpo nato da Maria Vergine, che veramente patì
e fu immolato in croce per gli uomini, dal cui fianco squarciato
Anime affaticate et siti- sgorgarono acqua e sangue. Concedi a noi di gustarti nella

50
prova suprema della morte, o Gesù dolce, o Gesù buono, o
Gesù figlio di Maria!
“Dunque, diletti miei,

canti polifonici
s’a dura croce, in man d’iniqui e rei,
Bogoroditze dievo dà per salvarvi ‘l sangue e l’alma e ‘l core
lascieretelo voi per altro amore?”
Bogoroditze dievo, raduisja,
Blagodatnaja Marie, Gaspod s toboiu;
Blagoslovienna Tij v ženach D’amor pane dolcissimo
i blagoslovien plod
Črieva Tvoiego, jako Spasa
D’amor pane dolcissimo
Rodila,iezli dušh našchich. del cielo eterno gaudio,
vero sollievo agli umili
Ave Maria, benedetta, il Signore è con te; tu sei benedetta che in te soltanto sperano.
tra tutte le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santissima, prega per le nostre anime.
Immenso cuor amabile,
tu sai guarire i nostri cuor;
Caligaverunt oculi mei tutte le nostre lacrime
tu le trasforma in vero amor.
Caligaverunt oculi mei a fletu meo, Quel cuore che per noi s’aprì
quia elongatus est a me ci accolga nel pericolo
qui consolabatur me. finché un bel giorno, insieme a te,
Videte, omnes populi vivrem la tua felicità.
si est dolor similis sicut dolor meus.
O vos omnes, qui transitis per viam,
attendite et videte
si est dolor similis sicut dolor meus. Egli è il tuo bon Jesù

I miei occhi sono offuscati dal pianto, perchè mi è stato Egli è il tuo bon Jesù,
strappato colui che era la mia consolazione. Popoli tutti, che ti darà il suo amor.
considerate se c’è al mondo un dolore simile al mio. O voi tutti
che camminate per questa via, fermatevi e considerate se c’è Egli è Jesù, sì Egli è Jesù
un dolore simile al mio. Egli è il tuo bon Jesù.

Cristo al morir tendea Et incarnatus est


Cristo al morir tendea Et incarnatus est
et a più cari suoi Maria dicea: de spiritu sancto
“Or, se per trarvi al ciel dà l’alma e ‘l core, ex Maria Virgine
lascieretelo voi per altro amore?” et homo factum est.
“Ben sa che fuggirete
di gran timor’ e alfin vi nascondrete: Giesù, sommo conforto
ed ei, pur come Agnel che tace e more,
svenerassi per voi d’immenso amore”. Giesù, sommo conforto,
51
Tu se’ tutto’l mio amore, Et triumphàtor nòbilis;
e ’l mio beato porto, Dulcédo ineffàbilis,
e santo Redentore. Tòtus desideràbilis.
canti liturgici

O gran bontà, dolce pietà,


felice quel che teco unito sta. Jésu dulcédo còrdium,
Fons vìvus, lùmen méntium
Giesù qual forza ha spinto Excédens òmne gàudium
l’immensa tua bontade Et òmne desidérium.
deh, qual amor t’ha vinto
patir tal crudeltade? Màne nobìscum, Dòmine,
O gran bontà, dolce pietà, Et nos illùstra lùmine;
felice quel che teco unito sta. Pùlsa méntis calìgine,
Mùndum rèple dulcédine.
La croce e il crocifisso
sia nel mio cor scolpito Gesù, Re ammirabile e nobile trionfatore, dolcezza ineffabile
interamente desiderabile. Gesù, dolcezza dei cuori, fonte viva,
et io sia sempre assiso luce delle menti che oltrepassa ogni gioia ed ogni desiderio.
in gloria dov’egli è ito. Rimani con noi Signore, ed illuminaci; scaccia la nebbia dalla
mente, riempi il mondo di dolcezza.
O gran bontà, dolce pietà,
felice quel che teco unito sta.
Nitida stella
In notte placida Nitida stella,
alma puella,
In notte placida, pel muto sentier, tu es florum flos:
dai campi dei cieli scese l’Amor, o Mater pia,
all’alme fedeli il Redentor. virgo Maria,
Nell’aura è il palpito di un grande mister ora pro nobis!
nel nuovo Israel è nato il Signor,
il fiore più bello dei nostri cuor! Jesu Salvator,
mundi amator,
Cantate, popoli, gloria all’Altissimo: tu es florum flos:
l’animo aprite a speranze d’amor! (2v.) o Jesu pie,
fili Mariae,
Se l’aura è gelida, se tenebr’è il ciel, eia, audi nos!
deh, viene al mio cuor, deh, viene a posar,
ti vo’ col mio amore riscaldar. Mater begnigna,
Se il fieno è rigido, se il vento è crudel honore digna,
un cuore che t’ama qui puoi trovar, tu es florum flos:
un’alma che brama te riscaldar. o Mater pia,
virgo Maria,
ora pro nobis!
Jesu rex admiràbilis
Alme Rex regum,
Jésu Rex admiràbilis
52
conditor Legum, post’in tant’agonia, manca l’anima mia,
tu es florum flos: né voce s’ode più, né mai sospiro,

canti polifonici
o Jesu pie, né più né mai sospiro.
fili Mariae,
eia, audi nos!
Pastori della montagna
O gratiosa,
o coeli rosa, Pastori della montagna
tu es florum flos: udite gli angeli cantar?
o Mater pia, E quel canto si accompagna
virgo Maria, della brezza al mormorar.
ora pro nobis! Gloria in excelsis Deo!
Non si può più camminare
Sit tibi, Christe, ora il bimbo nascerà.
modulus iste, Sento gli angeli cantare,
tu es florum flos: una stella basterà.
o Jesu pie, Gloria in excelsis Deo!
fili Mariae,
eia, audi nos! Finalmente il bimbo è nato
e Maria sorride già.
Coeli Regina, Una stella ha guidato
virgo divina, i pastori qui a pregar.
tu es florum flos: Gloria in excelsis Deo!
o Mater pia,
virgo Maria, E’ una notte fredda e chiara
ora pro nobis. e una voce dice che
per chi è semplice di cuore
Nitida stella, benefica fanciulla, tu sei il fiore dei fiori; o madre la salvezza ora c’è!
pia, vergine Maria, prega per noi. Gesù Salvatore, che hai
amato il mondo; tu sei il fiore dei fiori; o Gesù pio, figlio di Gloria in excelsis Deo!
Maria, ti preghiamo, ascoltaci! Madre benigna, degna di ogni
onore, tu sei il fiore dei fiori. Benefico Re dei re, autore della
Legge, tu sei il fiore dei fiori. O rosa del cielo, a noi gradita,
tu sei il fiore dei fiori. Sia per te, o Cristo, questo canto, tu
sei il fiore dei fiori. Vergine divina, del cielo Regina, tu sei il Per te, Signore
fiore dei fiori.
Per te, Signore, padrone potente e glorioso
tutta la terra sia come un unico coro
O côr soave di lode a te: è il nostro canto per te
voce del popolo tuo.
O côr soave, côr del mio Signore,
ferito gravemente, non da coltel pungente, Solo amor che vivendo ci doni la vita
ma da lo stral che fabbricò l’amore, e nella vita da morte ci hai sempre salvato.
che fabbricò l’amore. Alleluia: è il nostro grido a te,
voce del popolo tuo.
O côr soave, quand’io ti rimiro
53
Lode al Signore, il male è ormai perdonato, vie împ r ia Ta,
egli ha promesso un luogo eterno di pace. fac -se voia Ta
La sua pietà non ci lasci nel cammin, precum în cer i pe p mânt.
canti liturgici

nel nostro ultimo giorno. P inea noàstr cea de toate zilele


d ne-o nov ast zi
i ne iart gre alele noastre
Popule meus precum i noi iert m gre ci ilor no tri
i nu ne duce pe noi în ispit
Popule meus, quid feci tibi? ci ne isb veste de cel r u.
Aut in quo contristavi te? Amin.
Responde mihi.
Aghios o theos, Sanctus Deus. Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così
Aghios ischyros, Sanctus fortis. in terra, dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i
Aghios athanatos eleison imas. nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci
indurre in tentazione ma liberaci dal male. Amen.
Sanctus et immortalis miserere nobis.

Verbum caro factum est


Stava a’ pie’ della croce
Verbum caro factum est
Stava a’ pie’ della croce porque todos os salveis.
onde pendea ‘l figliolo
la madre in pianto e in duolo Y la Virgen le decia:
stupida e senza voce. “Vida de la vida mia,
Hijo mio ! Que os haria?
Vide il suo dolce nato Que no tengo en que os echeis ».
mandar lo spirto fuore
dall’affannato core Oh, riquezas temporales,
povero e desolato. no dareis unos pañales
a Jesus que entre animales
Madre santa le piaghe es nascido segun veis.
stampa del crocefisso
dentro lo mio cor fisso Il verbo si è fatto carne, perché tutti voi siate salvati. E la Vergine
e di ciò sol m’appaghe. Gli diceva: vita della mia vita, figlio mio che cosa posso fare
per te, io che non ho niente da offrirti? Oh, ricchezze materiali,
non avreste dei panni con cui avvolgere Gesù, che, come
Fa’ che ‘l mio cor tutt’arda vedete, è nato tra gli animali.
in amar Christo Dio
fa’ ch’al suo gran desìo
non fia mia voglia tarda.

Tat l nostru

Tat l nostru care le e ti în ceruri


sfin easc -se numele T u,
54
canti polifonici

55
Canti del-
la nostra
storia
A new creation more than he could have seen
re
in his American Dream.
What can I call my home?
sol The amber waves of grain
Who is my family? will never be the same
re
Where do I come from? ‘cause God has shed his grace
do sol
What is my history? through a human face;

canti della nostra storia


re it happened long ago,
Someone long ago our friendship shows us how
sol
sailed across the sea, an event so unforeseen
re still happens here and now.
left his native home
do la
in search of liberty. In our broken history
there’s a new reality,
si-
As he stepped aboard, if you’re more aware
sol than dreamers ever dare
Was he really sure? come and share our liberty,
si- follow us and you will see
What he was aiming toward,
do a new nation,
What he was looking for? a new creation,
si-
Did he long for home a new creation.
sol
in a land so strange?
si-
Did he lose his memory Al mattino
do la
when his name was changed? sol do sol (2v.)
re do sol do sol
Did he sell his history Al mattino, Signore, al mattino
si- mi- do sol
for a new world fantasy? la mia anfora è vuota alla fonte
do sol
He could never find e nell’aria che vibra e traspare
do la do- sol
beyond his dreaming mind? so che puoi farmi grande, Signore.
re do
In our land of liberty, sol do sol
si- La, la, la... (2v.)
oh say did you ever see
the ideal plan, E le ore del giorno, al mattino
mi- fa#- sol
the self made man? di tua gloria sono tenera argilla.
Uno è l’alveo del mio desiderio:
And so George Washington ch’io ti veda, ed è questo il mattino.
I found the liberty
that Abraham Lincoln Alleluja della forza
could not have given me.
Please tell your orphan sons do- fa- do- fa- do- sol do-
Viva l’anima mia per cantare le Tue lodi.
I finally found freedom,
57
la- sol la- si-
che tutto è nuovo e liberato
do- fa do- la- sol
Signore sulla mia cetra io Ti canto e liberato!
fa do-
e lodo il tuo nome,
fa do-
del fiume scorre l’acqua a me d’accanto Argento
fa do-
e io vivo la tua immensa pace. re
canti della nostra storia

Era proprio la più bella


Nella Tua mano io sono sicuro e il ragazzo la guardava
come roccia alla furia del vento, sol
la spada e lo scudo che mi hai dato quando usciva a prender l’acqua
re
sono forti e non temono ferro. lui con gli occhi le parlava
la
La mia gente non vuole che beva alla tua fonte lei cantava e non vedeva
sol
ma la gente non sa che chi beve gli occhi suoi...
alla fonte non avrà più sete.
La fontana della piazza
La Tua pace è immensa come il mare lentamente si fermava
che rispecchia il cielo infinito, per sentire la ragazza,
il Tuo amore è rosso come il sole la ragazza che cantava
che fa rosso il cielo e il mare. lui sognava di cantare
come lei...
la re
Amare ancora E un bel giorno prese un fiore dal giardino
la re
sol do sol do coi colori della sera e del mattino
Ma che amarezza, amore mio, mi la
sol la- sol la ragazza a quel profumo si voltò
veder le cose come vedo io mi re
la- sol la- si- e lui il cuore le toccò.
e aver perfino dimenticato
la- sol la- si-
che non son nato come voglio io, I colori della vita
la- sol lui voleva raccontare
come voglio io. dipingeva sopra i muri
le montagne il grano e il mare
Che delusione, povero amore, lei sentiva di veder
vivere la vita con questo cuore con gli occhi suoi...
e non volere perdere niente
e amare ancora come l’alta gente, E la gente dalle case li guardava
sol fa sol fa sol
come l’altra gente. affacciata alle finestre si incantava
dai balconi coi gerani e con le rose
fa sol fa sorridevano le spose.
Basterebbe soltanto ritornare bambini
do
e ricordare... Era proprio la più bella
re sol la- si-
E ricordare che tutto è dato, e il suo sposo la guardava
con il suo vestito bianco
58
che la notte rischiarava darà il suo calore
si dischiusero le labbra e lui cantò... ci sarà
un muro, vedrai
Al sentire quella voce, vedrai, basterà.
la sua sposa l’abbracciava
e la luce della luna Aria di neve stasera e nessuno
il suo viso le svelava ha tempo di aprire la porta ed il cuore.

canti della nostra storia


lui cantava e lei stupita lo guardò... Aria di neve stasera e nel cielo
si muove una stella
E fu festa, festa grande nel paese che si fermerà solo là
con la banda e le campane delle chiese sulla casa più lontana.
il profumo del Destino ci sfiorò
ed il cuore ci toccò... Il bimbo che piange
in mezzo alla paglia
la donna che prega
e l’uomo che guarda.
Aria di neve Regnerà.
re sol re Il mondo chi sei,
Aria di neve stasera e nessuno chi sei,
sol re sol- re
ha tempo di aprire la porta ed il cuore. chi sei non lo sa.
re- sol- re-
Aria di neve stasera e qualcuno
midim re-
ancora va in giro, Avanti, forza
sol- re-
ancora non sa mi
dove andrà
la7 Avanti, forza, dammi la mano e corri,
si7
re- sol- re
questa notte a riposare. corri con noi verso l’eternità!
È un girotondo che abbraccia tutto il mondo:
mi
re sol
Un uomo che batte ora tu non puoi mancar.
la re
a tutte le porte, mi
Lasciati andare, allarga il tuo cuore,
sol
un uomo che chiede volgilo verso il cielo,
la re fatti piccino come un bambino
a tutte le case si7
sol re che vuole far l’eroe;
se non c’è
mi-7 re dovrai lottare, dovrai soffrire,
un posto per lei, mi
sol potrai anche cadere: tutti noi ti aiuterem.
per lei,
midim re
per lei che è con me. Tutto risplende, tutto è più bello,
dimentica ogni affanno;
La donna si piega questa è la vita questa è l’amor.
sul suo dolore Ora lo sai anche tu.
al figlio che nasce Con un sorriso ti scopri nell’eterno,
trovi la felicità.
59
Chi lo sapeva che sarebbe crollato!
Avanti, forza, dammi la mano e corri,
corri con noi verso l’eternità! Adesso suono sempre nella banda
E’ un girotondo che abbraccia tutto il mondo: col direttore che la comanda,
ora devi farlo tu. ma una banda di grandi proporzioni:
solo di trombe siamo due milioni.
Po po po po po po ...
canti della nostra storia

Avrei voluto essere una


banda E poi tra noi c’è un grande affiatamento,
ma è il direttore ch’è un gran portento;
la- re-
Sì, è vero: ho fatto lo spazzino, è un tipo eccezionale, c’ha dell’estro
sol fa mi e tutti qui lo chiamano Maestro.
ma avevo un desiderio dentro al cuore; Po po po po...
la- re-
e mi ricordo, quando ero bambino,
sol fa mi
che lo chiedevo sempre anche al Signore. Balada de caridade
la la re la
Avrei voluto essere una banda Para min a chuva no telhado
mi re la
col direttore che la comanda, é cantiga de ninar,
re la si- mi
ma una piccola banda di paese, mas o pobre meu irmão...
mi la la
pochi elementi, senza pretese. Para êle a chuva fria
Po po po po po po... 7 re
Però volevo essere io tutto, vai entrando em seu barraco
mi7 la
dalla grancassa al clarinetto, e faz lama pelo chão.
la tromba, il trombone, il sax-tenore
e nello stesso tempo il direttore. re
Po po po po po po... Como posso ser feliz
la
se ao pobre meu irmão,
la mi7 mi
Ma era un sogno perché ero stonato eu fechei o coraçao,
la- la
ed il tempo non sapevo tener. meu amor eu recusei? (2v.)
Per seguire della musica l’ebbrezza Para min o vento que assobia
mi misi a lavorar nella Nettezza é noturna melodia,
ed ogni banda che suonava in piazza mas o pobre meu irmão...
l’ascoltavo abbracciato alla ramazza. Ouve o vento, angusiado,
pois o vento, êste malvado,
“Amami Alfredo...” lhe desmancha o barracão.
Quella sera c’era molta gente Per me la pioggia sul tetto, è una cantilena da ninna nanna,
ma il mio fratello povero... per lui la pioggia fredda penetra
ed io là in fondo non sentivo niente; nella baracca e forma fango sul pavimento. Come posso
allora sotto il palco sono andato. essere felice se al povero mio fratello ho chiuso il mio cuore
e ho rifiutato il mio amore? Per me il vento che fischia è una

60
melodia, ma il mio fratello povero... Ascolta il vento, angustiato, la- re- la-
perchè il vento, questo malvagio gli distrugge la baracca. La tristezza che c’è in me,
Come posso dormire tranquillo se nel giorno che passò me ne re- la-
sono stato a braccia incrociate? l’amore che non c’è
mi la-
hanno mille secoli.
Il dolore che ti do,
Ballata dell’amore vero la fede che non ho
hanno mille secoli.

canti della nostra storia


re- sol- re-
Io vorrei volerti bene re- la- re- la-
sol- re-
come ti ama Dio, Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì;
re- do mi4 mi7
sol- re-
con la stessa passione, questo tu lo sai ma resti qui.
sol- re-
con la stessa forza, Io vorrei vedere Dio,
sol- fa la7 re- vorrei vedere Dio
con la stessa fedeltà che non ho io.
ma non è possibile.
sol- Ha la faccia che tu hai,
Mentre l’amore mio il volto che tu hai
do fa la7
è piccolo come un bambino, e per me è terribile.
sol- Sono vecchio ormai...
solo senza la madre,
do re- la- re- la-
sperduto in un giardino. Ascoltami, rimani ancora qui,
re- la- mi7 la-
Io vorrei volerti bene ripeti ancora a me la tua parola.
come ti ama Dio, Ripetimi quella parola che
con la stessa passione, un giorno hai detto a me,
con la stessa fede, e che mi liberò.
con la stessa libertà che non ho io.
Io vorrei vedere Dio...
Mentre l’amore mio
è fragile come un fiore, La paura che c’è in me,
ha sete della pioggia, l’amore che non c’è
muore se non c’è il sole. hanno mille secoli.
Tutto il male che io so,
Io ti voglio bene la fede che non ho
e ne ringrazio Dio, hanno mille secoli.
che mi dà la tenerezza, Sono vecchio ormai, sono vecchio, sì;
che mi dà la forza, ma se tu vorrai tu mi salverai.
che mi dà la libertà che non ho io.
Ballata del potere
Ballata dell’uomo vec-
la-
chio Lo dicevo tutto il giorno:
re- la-
questo mondo non è giusto!

61
E pensavo anche di notte:
re- la- Ballata del tempo per-
questa vita non dà gusto!
fa duto
E dicevo: è colpa vostra,
sol do la- mi
o borghesi maledetti, Essere felici nel mondo che ci circonda,
la- mi7 la-
tutta colpa dei padroni vivere la vita tra risa false,
canti della nostra storia

la- re-
e noi altri, poveretti! senza alcun pensiero, con il ghiaccio nel c
la-
E noi altri a lavorare uore
re- la- mi la-
sempre lì nell’officina, è questa la ballata di un uomo che si stanca.
senza tempo per pensare, la- re- la-
re- la-
dalla sera alla mattina. Il tempo perduto non si ritrova mai
ed io che ho perso tempo
mi la-
Forza compagni, ho perso la mia vita. (2v.)
mi7
rovesciamo tutto
e costruiamo Guadagnare quattrini, farsi una posizione,
la- stare bene in salute, non avere pensieri:
un mondo meno brutto! è questo tutto il senso della mia povera vita
ed or che so che è nulla è ormai troppo tardi.
Per un mondo meno brutto
quanti giorni e quanti mesi, Io sono un vecchio stanco in un mondo
per cacciare alla malora banale
le carogne dei borghesi! un mondo che mi ha reso banale come lui,
Ma i compagni furon forti sì sono ricco è vero, ma i soldi non contano
e si presero il potere! nulla
I miei amici furon morti e per saperlo ho speso tutta la mia vita.
e li vidi io cadere.
Ora tu dimmi Ballata di G.L.
come può sperare un uomo
che ha in mano tutto re
ma non ha il perdono? Io vi voglio raccontare
la7 re
la storia di un ragazzo
Come può sperare un uomo che voleva affrontare
quando il sangue è già versato, la7 re
quando l’odio in tutto il mondo la vita da sé.
sol
nuovamente ha trionfato? Ma un giorno un amico
C’è bisogno di qualcuno re
lo prese per la mano
che ci liberi dal male, sol
perché il mondo tutto intero e gli fece capire
è rimasto tale e quale. la7
cosa fossero gli altri.

62
re
Lui comincia a ballare
la re Cambiar al hombre
la ballata di G.L.;
lui comincia a provare do fa
la re Cambiar, cambiar al hombre,
la goduria della comunità. sol do
darle a la vida un sentido.
Lui aveva una Gilera la- re-
Reconocer en nosotros

canti della nostra storia


che andava a cento all’ora: sol do
se la “pula” lo prendeva una historia y un destino.
a “san Vito” un posto c’era. la7 re-
Ay, ay, ay, correr el riesgo
Ma una sera un Giellino sol do
gli domanda, per favore, Ay, ay, ay, ser hombres nuevos.
fa re-
un passaggio per la Bassa Ay, ay, ay, correr el riesgo
sul sedile posteriore. sol do fa sol do
Ay, ay, ay, ser hombres nuevos.
Lui continua a ballare... do fa
Es encuentro inevitable,
Dieci “sacchi” ogni sera sol
nadie se puede escapar.
do
a “burlotti” lui perdeva; la- re-
ma se invece li vinceva Es respuesta a las preguntas
sol do
per la donna li spendeva. para quien quiera encontrar
ma un giorno degli amici mi7 la-
oltre il mare sono andati el sentido màs profundo
fa do
e la grana ch’el ciapava de toda esta realidad.
in Brasile la mandava. fa sol do
El que quiera oir que oiga,
sol do fa sol do
La chitarra lui suonava todo grita la verdad, ay ay ay…
per le strade del quartiere;
qualche volta gli toccava Dios se muestra por el mundo
“smanettar” nelle balere. en las cosas cotidianas.
Ma una sera che suonava, Se va entrando en el misterio
una nota non veniva: por la busqueda anhelada,
era quella che invitava a travès del compromiso
a ballare la ballata. con la realitad creada.
Tiempo al tiempo en el camino
Era un tipo un poco duro, pues la espera no es parada.
che faceva il viso scuro,
se la mamma gli diceva: Ser signos verdareros,
“devi dire la preghiera”. en el mundo los mas simples,
Ma una sera che dormiva de esta realidad màs grande
sotto il ponte di Trezzano, que te hace nacer de nuevo.
s’avvicina il Signore El vacío se supera
e lo prende per la mano. y al miedo lo vence el riesgo.
Dios se propone a nosotros

63
y nos cambia por adentro. Mais lui, il en pleurait!
Oui, nous t’avons banni
Cambiamo l’uomo, diamo un significato alla vita, riconosciamo Et nous t’avons trahi
in noi stessi una storia e un destino, corriamo il rischio di
essere uomini nuovi. E’ un incontro inevitabile a cui nessuno Et nous avons rougi
può sfuggire, è la risposta alle domande per coloro che D’être de tes amis.
cercano il significato più profondo della realtà. Ascoltate
voi che lo desiderate: tutto grida la verità. Dio si mostra nel Nous ne sommes pas
mondo attraverso le cose quotidiane. Ci si inoltra nel mistero meilleurs que saint Pierre
attraverso la ricerca appasionata e il nostro rapporto con
canti della nostra storia

la realtà creata. Date tempo a questo cammino, perchè Lorsque le coq chantait.
aspettare non è stare fermi. Nel mondo i semplici sono i
segni più veri di questa nuova realtà che ti porta a una nuova
nascita. Il vuoto è superato e la paura è vinta nel rischio. Dio si Nous ne sommes pas
dà a noi e ci cambia dal di dentro. meilleurs que les autres
Malgré nos prétentions.
Nous ne sommes pas
Chant de pénitance meilleurs que les autres
(capotasto III) Bien que nous le croyions.
mi- la-
Mais pourtant quand tu veux
Oh si tu savais combien je t’aime Il passe dans nos yeux
si7 mi- Un lueur de feu,
Tu retournerais jérusalem! Et c’est un jour radieux.
la-
Et le poids de tes péchés eux-mêmes, Et nous sommes alors
si7 la- mi- plus proches des autres
Te ramenerait, Jérusalem.
Malgré nos divisions
mi- Et nous sommes alors
Nous ne sommes pas plus proches des autres
meilleurs que nos Pères, Et nous te retrouvons.
si7 mi-
Les Enfants d’Israël. Oh, se tu sapessi quanto ti amo, tu ritorneresti, Gerusalemme!
Nous ne sommes pas E il peso dei tuoi peccati ti ricondurrebbe a me, Gerusalemme.
meilleurs que nos Pères, Non siamo migliori dei nostri padri, noi figli d’Israele. Non
siamo migliori dei nostri padri, siamo proprio come loro. Sì,
Nous sommes bien pareils! abbiamo peccato e abbiamo ingannato! Abbiamo rovinato
sol la- tutto, e ti abbiamo abbandonato. Non siamo migliori di san
Oui, nous avons péché, Pietro quando il gallo cantava. Non siamo migliori di san Pietro,
re7 sol ma lui ne piangeva: sì, ti abbiamo bandito e ti abbiamo tradito!
Et nous avons triché! E siamo arrossiti di essere tuoi amici. Non siamo migliori degli
Nous avons tout gâché altri nonostante le nostre pretese. Non siamo migliori degli altri
sebbene lo crediamo. Tuttavia, quando Tu lo vuoi, passa nei
Et nous t’avons lâché. nostri occhi una luce di fuoco, ed è un giorno radioso. E allora
mi- siamo più vicini agli altri nonostante le nostre divisioni. E allora
Nous ne sommes pas siamo più vicini agli altri e ritroviamo Te.
meilleurs que nos Pères,
si7 mi-
Les Enfants d’Israel. Errore di prospettiva
Nous ne sommes pas la- sol fa7+
meilleurs que saint Pierre Quando noi vedremo tutto,
Lorsque le coq chantait. la- sol fa7+
quando tutto sarà chiaro,
Nous ne sommes pas do mi7
meilleurs que saint Pierre pensa un po’ che risate,

64
do mi7 mi- la mi-
che paure sfatate. ma è la strada più dura che ti porterà làla
re sol 7 re
lascia dunque il sentiero, prendi i campi e va’
Con la musica dentro, sol 7 re
con il cuore più pieno attraversa quel bosco non temere perché
mi-
della gioia di un tempo c’è qualcuno con te.
di un mattino sereno.
la mi- la
C’è qualcuno con te, non ti lascerà mai

canti della nostra storia


fa do
Ma di una cosa lo sai mi- la
fa do non avere paura, prendi i campi e vai...
non potrò ridere mai:
fa la-
è di tutto il male che Quando incontrerai il lupo e la volpe e il leone
mi7 la non restare impaurito e non far confusione.
ho voluto fare a te. son di un altro racconto che finisce male
re non potranno toccarti, non voltarti perchè
Se c’è una cosa che voglio, c’è qualcuno con te.
la re
se c’è una cosa che vale
la re C’è qualcuno con te non ti lascerà mai
è abitare la tua casa, non avere paura non voltarti e vai…
la re
tutto il resto è banale, mi- re mi- re
la
e parlare con te, Non arrenderti al buio che le cose divora
re mi- re mi-
e parlare con te ora è notte ma il giorno verrà ancora.
la
di quand’ero piccino, Così quando sarai a quell’ultimo ponte
re
di quand’ero piccino con il tempo alle spalle e la vita di fronte
la
e vedevo le cose, una mano più grande ti solleverà
re abbandonati a quella, non temere perchè
e vedevo le cose c’è qualcuno con te.
la
con gli occhi di un bambino.
re la- C’è qualcuno con te, non ti lascerà mai,
con gli occhi di un bambino. non avere paura, non fermarti e vai…
la-
Ti ricordi quella volta
della rabbia che avevo Giona nella balena
e credevo fosse amore,
esser giusto volevo. mi
Giona nella balena
si7 mi
Ma di una cosa... felice fu (2v.)
si7 mi
benchè in prigion (2v.)
si7 mi
Favola perché, sebbene in pena,
si7 mi
potea mangiar (2v.)
mi- la mi- la si7 mi
Non avere paura piccolo figlio mio dello storion, (2v.)

65
si7 mi
ma il terzo dì Se io tremo luire è sicuro
mi fa#-
- piripipipì - e non ha paura mai;
mi è l’amico più sincero, sai,
lo vomitò mi fa#- sol#- fa#-
- poropopopò - e ti segue ovunque vai.
si7 mi
senza pietà! fa mi
Però talvolta lo sfuggo
canti della nostra storia

e voglio fare da me,


Gs cha cha cha ma crolla presto il mio mondo
re fa mi fa#- sol#- fa#-
sol re perché lui è più forte di me.
Eso es gs cha cha cha
la7 re
l’hanno inventato tra la Bassa e il mar. Una volta io credevo
Eso es gs cha cha cha di potere amare da me;
l’hanno inventato tra la Bassa e il mar. non pensavo e non sapevo
che non può nemmeno un re.
la7
Se te vuede realizar, Però talvolta lo sfuggo
re e voglio fare da me,
se te vuè impegnar,
la7 ma crolla presto il mio mondo
se vuoi gli uomini capir perché lui è più forte di me.
re 7
e la vita amar;
sol re
se vuoi sempre con gli uomini restar
la7 Hombres nuevos
vieni a bailar... amando!
re re- do re- sib do fa la7
Gs cha cha cha! Danos un corazón grande para amar,
re- do re- do la- re-
sol re danos un corazón fuerte para luchar.
Se t’impuerta degli uomini e del mondo,
sol la7 re 7 re- sib do fa
se ami il tiempo e l’eternità, Hombres nuevos, creadores de la historia,
sol re sib do fa
se vuoi la vita godere nel profondo, constructores de nueva humanidad.
la7 sib do re-
vieni a bailar...amando! Hombres nuevos que viven la existencia
re sol- la7
gs cha cha cha! como riesgo de un largo caminar.
Hombres nuevos, luchando de esperanza,
Ho un amico caminantes, sedientos de verdad.
mi fa#- sol#- fa#-
Hombres nuevos, sin frenos ni cadenas,
Ho un amico grande, grande; hombres libres que exigen libertad.
di più giusti non ce n’è:
mi ha donato tutto il mondo, Hombres nuevos, amando sin fronteras,
è più forte anche di un re. por encima de razas y lugar.
Hombres nuevos, al lado de los pobres,
compartiendo con ellos techo y pan.
66
essere presente. Ho conosciuto la fonte che salva l’uomo dal
Dacci un cuore grande per amare, dacci un cuore forte per male, nella mia carne c’è un grido forte e nel mio sangue la
lottare. Uomini nuovi, creatori della storia, costruttori di nuova tempesta. La mia nuova legge è la storia che mi è accaduto
umanità. Uomini nuovi che vivono l’esistenza come un rischio di seguire, grande è la Sua misericordia anche se non l’ho
di un lungo cammino. Uomini nuovi che lottano con speranza, meritata.
che camminano assetati di verità. Uomini nuovi, senza freni
nè catene, uomini liberi che esigono libertà. Uomini nuovi che
amano senza confini, al di là di ogni razza e luogo. Uomini
nuovi a fianco dei poveri, con cui condividono la casa e il I coccodrilli
pane.

canti della nostra storia


re si- mi- la
Ci son due coccodrilli ed un orangotango,
re si- mi- la
Hoy cantaré due piccoli serpenti, un’aquila reale,
re 7
mi- re mi- il gatto, il topo, l’elefante,
El drama de la existencia sol sol-
do re sol non manca più nessuno:
busca encontrar su verdad, re la7 re
la- solo non si vedono i due liocorni.
quiere ocultar su Presencia
mi- re mi-
su Encarnación olvidar. Un dì Noè nella foresta andò
e tutti gli animali volle intorno a sé:
Mi voluntad lucharà “Il Signore arrabbiato il diluvio manderà:
por mantener su justicia, voi non ne avete colpa, io vi salverò.”
mi vida es su pertenencia,
nada me lo impedirà. E mentre salivano gli animali
Noè vide nel cielo un grosso nuvolone
mi- re do si7 e goccia dopo goccia a piover cominciò:
Hoy cantaré, cantaré mi vida o mi muerte, “Non posso più aspettare: l’arca chiuderò.”
mi- re do si7 mi-
hoy arriesgaré, arriesgaré toda mi suerte.
Hoy cantaré, cantaré mi vida o mi muerte, E mentre continuava a salire il mare
hoy anunciaré, anunciaré que ‘El sigue e l’Arca era lontana con tutti gli animali
presente. Noè non pensò più a chi dimenticò:
da allora più nessuno vide i due liocorni.
He conocido la fuente
que salva al hombre del mal,
en mi carne es grito fuerte I re magi
y en mi sangre tempestad.
do
Mi nueva ley es la historia, Vanno vanno vanno
fa sol do
que me ha tocado seguir, i tre re magi vanno vanno,
grande es su misericordia fa sol do
e non si fermeranno
aunque no la merecí. fa sol
finchè non troveranno;
Il dramma dell’esistenza cerca la verità. Vuole nascondere do
la sua presenza, dimenticare la Sua incarnazione. La mia non troveranno te,
volontà lotterà per mantenere la sua giustizia. La mia vita è fa sol do
appartenere a Lui. Niente me lo potrà impedire. Oggi canterò, bambino Re dei re.
canterò la mia vita e la mia morte. Oggi rischierò, rischierò
tutto il mio destino. Oggi canterò, canterò la mia vita e la mia
morte. Oggi annuncerò, annuncerò che Lui continua ad

67
do
Giorno e notte i tre cammelli,
piano piano han camminato, Ti prego, o madre luna,
fa sol fammi trovare anche oggi fortuna,
posti brutti e posti belli
do fortuna, fortuna.
lentamente han traversato.
Il deserto e la foresta, Intanto dietro la duna
fa
i paesi in riva al mare, vedi calare pian piano la luna,
canti della nostra storia

sol la- la luna,la luna.


gente triste e gente in festa
do sol
li vedevano passare.
Il fiume e il cavaliere
Nella notte c’è la stella
che sicura li conduce: re do
Discese il cavaliere da cavallo
com’è dolce, com’è bella, re do
com’è chiara la sua luce. e si tolse l’armatura
fa do mi
Alla fine del cammino e balenò il metallo nella pianura.
troveranno la capanna la re
dove dormi Dio bambino E accarezzò la bestia
la re
tra le braccia della mamma. e si diresse al fiume,
la re
scivolò l’elmo a terra
sol mi7
Il cielo è pieno di stelle sulle piume.
re- la re
Il cielo è pieno di stelle E bevve avidamente
la7 re- la re
che fan sognare le cose più belle, dell’acqua del torrente,
la7 re- la re
più belle, più belle. e vide la ferita
sol
ed il suo sangue.
Tu sogni e guardi lontano,
vedi un gran fiume che scorre pian piano, re do
pian piano, pian piano. E il fiume gli parlava lentamente
re do
raccontandogli la storia
Sul fiume c’è una piroga, fa do mi7
Di un’ansia disperata di vittoria:
e dentro questa c’è un negro che voga,
che voga, che voga. re do
“Ricordi la battaglia su quel colle?
Intanto dietro la duna re do
e il tuo furore antico?
vedi spuntare pian piano la luna, fa do mi
la luna, la luna. Neppure allora hai vinto il tuo nemico!
la re
La pace che tu cerchi,
Il negro lascia il vogare, la re
guarda la luna e si mette a cantare, il male che l’assale
la re
cantare, cantare. combattono da sempre

68
sol mi7
nel tuo cuore”. Sentivo quelle parole,
ma non volevo capire;
E bevve... poi mi riprese la folla
e non lo volli seguire.
E mentre il sangue suo Lui stava parlando,
si univa all’acqua seduto sopra ai gradini
e si scioglieva il cuore di quella casa bianca

canti della nostra storia


capì ch’era finito il suo vagare. in mezzo a tanti bambini.
Allora vide in fondo
all’acqua che passava
il volto della pace Il mio volto
che cercava.
mi- la- mi-
E bevve avidamente Mio Dio, mi guardo ed ecco scopro
la-
dell’acqua del torrente, che non ho volto;
e rivide la casa si7 mi-
guardo il mio fondo e vedo il buio
e la sua gente. si7
senza fine.
mi- re sol fa sol do
Il giovane ricco Solo quando mi accorgo che tu sei,
do la- sol fa sol do la7
mi-7 la9 mi-7 la9 come un eco risento la mia voce
Lui stava parlando, fa sol do
e rinasco come il tempo dal ricordo.
seduto sopra i gradini
di quella casa bianca, mi-
in mezzo a tanti bambini. Perché tremi mio cuor?
Erano tutti sudati, Tu non sei solo,
Pietro cercava da bere; la-
tu non sei solo;
c’erano anche i soldati, mi-
la-7 si-7 do9 re amar non sai e sei amato,
io non riuscivo a vedere. la-
e sei amato;
mi- la mi-7 la si7 mi-
Va’ vendi tutto quello che hai farti non sai e pur sei fatto,
mi- la mi-7 la si7
e vieni con me. (2 v.) e pur sei fatto.
Mi feci avanti pian piano Come le stelle su nei cieli,
finché non giunsi tra i primi, nell’Essere tu fammi camminare,
tenevo la testa bassa fammi crescere e mutare, come la luce
e gli occhi fissi ai gradini. che cresci e muti nei giorni e nelle notti.
Lui continuava a parlare:
sembrava dicesse a me. L’anima mia fai come neve che si colora
Guardavo fisso la terra come le tenere tue cime, al sole
mi
e mi chiedevo perché. del tuo amor.

69
porta la calce, porta i mattoni il muratore;
Il monologo di Giuda cammina l’uomo
quando sa bene dove andare.
mi-
Non fu per i trenta denari, Il popolo canta la sua liberazione. (2 v.)
sol mi-
ma per la speranza che sol do sol la- si- do re4
Eh...
sol
lui, quel giorno,
canti della nostra storia

mi- si7 mi- Il cantastorie ha cominciato a raccontare;


aveva suscitato in me.
il tessitore ha cominciate a dipanare;
la- sento la vita che mi scoppia dentro il cuore;
Io ero un uomo tranquillo, cammina l’uomo quando sa bene dove
si7 mi-
vivevo bene del mio, andare.
la- mi-
rendevo anche gli onori
si7 mi-
alla casa di Dio. Il viaggio
Ma un giorno venne quest’uomo,
parlò di pace e di amore, mi-
Fammi camminare ancora
do
diceva ch’era il Messia, mi- do
il mio Salvatore. ho perso tanto tempo
sol re
e non credevo che fosse
Per terre arate dal sole, mi- la mi-
per strade d’ogni paese, così questo viaggio.
ci soffocava la folla Ho incontrato per strada
con le mani tese. uomini con due facce
Ma poi passavano i giorni che volevan rubarmi
e il regno suo non veniva, la voglia e il coraggio.
la sol
gli avevo dato ormai tutto Non ho più né padre né madre
e lui mi tradiva. la sol
e non son meglio di loro
re-
Divenne il cuore di pietra e i bambini già grandi ci guardano
e gli occhi scaltri a fuggire; mi- sol re la mi-
e chiedono un segno. La la...
mi aveva dato l’angoscia
e doveva morire. Quando prendemmo il mare
Appeso all’albero un corpo, ero felice davvero
che non è certo più il mio, ti svelai tutto quello
ora lo vedo negli occhi: che tu già sapevi:
é il Figlio di Dio. la mia vita di prima,
la voglia di cambiare
e anche il nome di lei
Il popolo canta che tenevo segreto.
sol do sol do Tu ascoltavi tutti parlare
Il cantastorie ha cominciato a raccontare, poi ci parlasti di te
il tessitore ha cominciato a dipanare; di quel mondo lontano, lontano,
70
lontano ma vero. La la... Attente, in silenzio vigilate!
Attente o scolte, su vigilate!
mi- do
Poi caddi nel tranello
mi- do O nostri Santi che in cielo esultate,
dell’odio e del potere Vergini sante gloriose e beate,
fa mi
e credevo di essere fuori dal gioco. (2 v.) noi v’invochiam:
questa città

canti della nostra storia


mi- re mi- sol re col vostro amore salvate.
Ed ecco la città Contro il nemico che l’anima tiene,
mi- sol re mi- sol re
con le sue mura d’oro, contro la morte che subita viene,
mi- sol re mi- sol re
le sentinelle sulle torri, in ogni cuor
mi- re mi- sol re sia pace e bene,
fiorita d’alberi e giardini. sia tregua ad ogni dolor.
Io non l’avevo vista mai, Pace!
eppure c’ero nato,
ed era quella la città
mi-
dove sarei tornato. J’irai
do fa sol
Così dentro la notte J’irai sur la route
lasciai la compagnia do sol
non potevo più essere uno di loro. (2v.) où tant d’autres sont passés;
fa sol
par la foi et la doute
Il sole del mattino do sol
ta parole m’a guidé.
do
mi trovò sulla strada
a rincorrere il tempo fa do
che avevo perduto. C’est une route
fa do
Ho attraversato i monti, qui va per le désert
ho attraversato il mare fa do
e ora voglio con te que Dieu seul peut, sans doute,
re- sol7 do
continuare il mio viaggio. faire devenir vert.
Io ti cerco in tutte le case
a tutti parlo di te C’est une route
e quel mondo lontano lontano qui s’en va dans la nuit
ora è sempre più vero. La la... de nos déroutes,
mais Dieu luit.
Inno delle scolte di As- Que le prophètes
sisi rendent les chemins droits
pour mener vers la fête
Squilla la tromba che già il giorno finì, les gens de bonne foi.
già del coprifuoco la canzone salì.
Su, scolte, alle torri,
guardie armate, olà! L’uomo cattivo

71
la-
Era un uomo cattivo,
mi7 La canzone degli occhi e
ma cattivo, cattivo, cattivo, del cuore
eppure così cattivo
la- re do
il Signore lo salvò: Anche se un giorno, amico mio,
quando si alzava la mattina la re
canti della nostra storia

tutto gli dava fastidio dimenticassi le parole,


do
a cominciare dalla luce, dimenticassi il posto e l’ora
perfino il latte col caffè. la re
o s’era notte o c’era il sole,
sol
re- la- non potrò mai dimenticare
Ma un dì si chiese chi era mi- la
re- la- cosa dicevano i tuoi occhi.
che gli dava la vita,
re- la-
un dì si chiese chi era re
mi7 la- E così volando volando anche un piccolo
che gli dava l’amor. si-
cuore se ne andava
re la
“Chi se ne frega della vita! attraversando il cielo verso il Grande Cuore,
Chi se ne frega dell’amore!” un cuore piccolo e meschino
lui ripeteva queste cose, come un paese inospitale
ma gli faceva male il cuore. volava dritto in alto verso il suo destino.
Ed il Signore dal cielo sol
E non riuscirono a fermarlo
tanti regali gli mandava, fa#-
lui li guardava appena, neanche i bilanci della vita
sol mi- la
anzi alle volte poi si lamentava. quegli inventari fatti sempre senza amore.
Poi un giorno vide un bambino Così parlavo in fretta io
che gli sorrideva, per non lasciare indietro niente,
vide il colore dell’uva per non lasciare indietro il male
e la sua nonna che pregava, e i meccanismi della mente
poi vide ch’era cattivo e mi dicevano i tuoi occhi
e tutto sporco di nero, ch’ero già stato perdonato.
mise una mano sul cuore
e pianse quasi tutto un giorno intero. E adesso torna da chi sai,
da chi divide con te tutto,
E Dio lo vide e sorrise, abbraccia forte i figli tuoi
gli tolse quel suo dolore, e non nascondere il tuo volto,
poi gli donò ancor più vita, perchè dagli occhi si capisce
poi gli donò ancor più amor. quando la vita ricomincia.
Era un uomo cattivo,
ma cattivo, cattivo, cattivo,
eppure così cattivo La canzone della bassa
il Signore lo salvò.
72
re si- mi- la7
In Bassa io vado, io vado allegramente I nemici di un tempo tornano vincitori:
re si- mi- la7 è una guerra perduta per me.
e sono più felice di un grande presidente,
re 7 sol sol-
e quando mi trovo insieme a quei bambini Nelle mie mani non è rimasto che
re la7 re
mi sento più grande di Puccini. terra bruciata, nomi senza un perché.
re si- mi- la7 I nemici di un tempo tornano vincitori:
La la la la... è una guerra perduta per me.

canti della nostra storia


In Bassa io cerco, io cerco qualche cosa; Con le mie mani
non bastano i soldi, non basta la morosa. non potrò mai fare giustizia! (2 v.)
Io cerco qualcosa, qualcosa per la vita
che non diventi mai arrugginita. Ora son solo a ricordare che
mi son perduto quando ho creduto in me,
In Bassa io trovo, io trovo un cuore nuovo, resta solo il rimpianto di un giorno
e allora verso gli altri leggero spicco il volo; sprecato e forse l’attesa di te.
la mia giornata è tutta una gran festa: Resta solo il rimpianto di un giorno
spalanco sempre più la mia finestra. sprecato e certo l’attesa di te.
Allora in Bassa ritorno allegramente,
l’umanità rinasce in me più dolcemente La nave
e posso iniziare a giocar la mia partita:
è inutile sfogliar la margherita. mi
La Storia, amico mio,
la
è Chi ha inventato il gioco,
La guerra mi
il primo cerchio di luce
re- do re- la
Nella mia guerra contro la falsità, che ha disegnato il giorno,
do re- si la mi si
contro l’ingiustizia, contro la povertà è una nave che parte e se ne va
fa do fa re- la mi
ho imparato soltanto ad ingannar me stesso, e l’aspettano tutti dove arriva.
sib do la- re- la mi
ho imparato soltanto la viltà. Suonano sulla nave i musicisti,
la mi
suonano al cielo e il cielo gli risponde,
La mia terra non l’ho difesa mai, re la mi
viaggia la nave, viaggia la nave sulle onde:
sono fuggito ancora, io fuggo sempre sai.
Ho imparato soltanto ad ingannar me stesso, sol re la
ho imparato soltanto la viltà. guarda com’è sicuro il Capitano.
fa la7 La Storia, amico mio, è una canzone nuova,
A questo mondo sono i tuoi occhi che cercano la nave,
sib do re-
non ci sarà dunque giustizia? (2 v.) quella nave che parte e se ne va e
l’aspettano tutti dove arriva.
Ho trascinato tutti i pensieri miei
nell’illusione di quello che vorrei. E cantano felici i marinai

73
ad ogni porto dove c’è chi sale, A D A
venite, su, venite sulla nave: La strada
guarda com’è sicuro il Capitano. A G A
do fa do
La Storia, amico mio, è questo lungo viaggio E’ bella la strada per chi cammina.
fa do
attraversato dal sole nelle giornate tristi, E’ bella la strada per chi va.
questa nave che parte e se ne va e fa do
E’ bella la strada che porta a casa
canti della nostra storia

l’aspettano tutti dove arriva. sib do


e dove ti aspettano già.
fa
La nuova Auschwitz É gialla tutta la campagna
do fa
re ed ho già nostalgia di te
Io suonavo il violino ad Auschwitz sol fa
ma dove vado c’è chi aspetta
do re
mentre morivano gli altri ebrei, sol fa
così ti porto dentro me.
io suonavo il violino ad Auschwitz
mentre uccidevano i fratelli miei (3 v.) Porto con me le mie canzoni
Ci dicevano di suonare, ed una storia cominciata
suonare forte e non fermarci mai, è veramente grande Dio
per coprire l’urlo della morte, è grande questa nostra vita.
suonare forte e non fermarci mai (3 v.)
fa do sib re La traccia
Non è possibile essere come loro.
fa do sib la mi
Non è possibile essere come loro. C’è una lunga, lunga traccia
fa#- si7 mi
Nel mondo nuovo verso la terra del sogno
sol#- do#-
che ora abbiamo creato dove canta l’usignolo
c’è la miseria, la si7 mi
nel chiaror lunar.
c’è l’odio ed il peccato. (3 v.)
C’è una lunga, lunga attesa
Ora siamo tornati ad Auschwitz finché ogni sogno si avveri
dove ci è stato fatto tanto male, ed io possa alfin tornare
ma non è morto il male del mondo sulla lunga traccia con te.
e noi tutti lo possiamo fare. (3 v.)
Non è difficile essere come loro. (2 v.) Le ore discendono
Ora suono il violino al mondo sol-
mentre muoiono i nuovi ebrei; Le ore discendono
ora suono il violino al mondo do- sol-
come barche lungo i fiumi
mentre uccidono i fratelli miei. (3 v.) do- sol-
verso il mare d’eterno

74
do sol do sol
dove Tu attendi, Signore. le cose in cui credo
son concrete accanto a me.
sol do Sei Tu, Signor, che mi rispondi, eccomi a Te!
La tristezza delle cose
sol do
m’è compagna nell’attesa
sol do sol
mi conduce fino a te. Liberazione n. 2

canti della nostra storia


sol#- re
I giorni discendono… Non mi basta stasera
sol#- sol-
La dolcezza delle cose un libro, una canzone
fa#- sol#- la
mi richiama dal peccato o un amore di donna.
mi conduce fino a te. sol#- sol-
Né può la confusione
sol#- sol-
Gli anni discendono… respingere la noia
fa#- si7
di una vita mancata.
La bellezza delle cose
mi sorregge nel cammino mi fa#-7
mi conduce fino a te. Ma Tu, Tu solo puoi
sol#-
riempire il vuoto
O vita mia discendi… fa#-
della mia mente,
sol#-
aprire il cuore
Le stoppie aride si 7
di chi non sente,
mi
sol la-7 sol do sol e poi giocare
Guardo nei campi brulli le stoppie aride, fa#-
mi- la7 do sol coi miei pensieri,
e nel canneto osservo levarsi il sol. sol#- si
sol la-7 sol do farmi sentire come nato ieri.
Mi chiedo che fanno queste cose intorno?
sol la-7
E’ un sogno un inganno Non darò la mia vita,
sol do
questa vita accanto a me?
sol unica, eppure vuota,
mi- alla politica idiota
Sei Tu, Signor, che mi circondi, o ad un falso ideale
do sol inventato da me
che vuoi da me?
di cui resto padrone e schiavo.
La mia tendina chiara spicca fra gli alberi,
nella radura erbosa declina il dì. Questo amore strano
Trattiene il respiro ogni cosa intorno, è nato come un figlio
il fuoco che miro mi raccoglie tutto a sé. che nessuno ha aspettato.
Sei Tu, Signor, che ti nascondi, cercano Te. Ma perché proprio adesso
vogliamo farci padroni
Marcio con zaino in spalla per valli insolite, di un amore donato?
divido il pane e l’acqua con un fratel.
La gente che vedo mi ridà il saluto,
75
L’opera il fiore ha perso il suo colore
nelle mie mani si è seccato.
re
Beati i furbi, beati i ricchi,
la7 Tutte le volte che ho detto “Io sono”
beati quelli che han denaro in tasca, tu mi hai spezzato le reni di schianto,
mi- la
beati i forti ed i violenti, poi mi hai donato il tuo perdono
mi- la7 re e mi hai coperto col tuo manto.
canti della nostra storia

beati quelli che sono potenti.


Beati quelli che a questo mondo
la
giocano sempre al girotondo, Madonna degli scout
mi- la7
beati quelli che sulla terra re- la7 re- do fa
mi- la7 re- Madonna degli scout ascolta t’invochiam,
vincono sempre la loro guerra. re- sol- re- do la re-
concedi un forte cuore a noi che ora partiam;
la7 la strada è tanto lunga e il freddo già ci assal,
Ma l’amaro, l’amaro che c’è in me,
re- respingi Tu, Regina, lo spirito del mal.
sarà mutato in allegria.
la7 re- fa do la7
Ma l’amaro, l’amaro che c’è in me, E il ritmo dei passi che c’accompagnerà,
re re- do fa la7 re-
sarà mutato in allegria. là verso gli orizzonti lontani si va. (2v.)
re
Quel giorno si farà una grande festa E lungo quella strada non ci lasciare Tu,
la7 nel volto di chi soffre saprem trovar Gesù,
e allora canteremo insieme; allor ci fermeremo le piaghe a medicar
sol
sarà il bel giorno di una grande festa e il pianto di chi soffre sapremo consolar.
la7 re
e allora balleremo insieme. Lungo la strada bianca la croce apparirà
La la la la… è croce che ricorda chi ci ha lasciato già,
pur tu sotto una croce, Maria, restasti un dì,
per loro ti preghiamo sommessamente qui.
Ma perché
Mare di Grazia
Ma perché, perché, perché
tu non ti lasci fare da me? Mare di grazia, Maria generosa
Ma perché, perché, perché Via tra le vie degli umani destini
tu non ti lasci amare da me? Tu che con noi pellegrina cammini
Tutte le volte che sono fuggito Porgi la mano Tua buona e preziosa.
col tuo cavallo mi hai inseguito, Sposa divina, potente Regina
ma il tuo cavallo correva più forte Tu che di Luce sei Madre e Sovrana
e mi ha strappato dalla morte. In questa notte di buio cammino
Tutte le volte che ho preso un fiore Tieni il Tuo passo vicino.
dal tuo giardino l’ho strappato,
76
O Primavera in cui sboccia il segreto No non credere mai all’imperatore
Di questo mondo e di tutto il creato anche se il suo nome è società
Tu che la vita alla Vita hai donato anche se si chiama onore
Da’ nuovo palpito a cuore ferito. anche se il suo nome è popolo
anche se si chiama amore.
Bella più bella del puro mattino
Alla Tua casa ci guidi, o Signora No non credere alla scimmia

canti della nostra storia


Tra quelle mura potrò aver riposo e alla sua casualità,
E dei tuoi occhi rubare il sorriso. tienti stretto alla mia mano
anche se non ci sarà!
Donna, tra tutte le donne più vera
Lascia ch’io veda quel Volto Risorto La la la la la...
Fede e speranza di chi vive e muore:
Gesù presente, il Tuo dono d’Amore.
Mattone su mattone

Martino e l’imperatore sol do


Mattone su mattone viene su una grande
la9 sol6/9 casa:
La la la la la... re sol re7
che fatica, che fatica che si fa! Perchè?
la9 sol6/9 sol do
Ti diranno che tuo padre Mattone su mattone viene su la grande casa:
re7 sol
era un personaggio strano è il Signore che ci vuole abitar con te.
un poeta fallito,
un illuso di un cristiano. re
la- sol Ho tante, tante cose,
Ti diranno che tua madre sol
era una sentimentale tantissimo da fare;
re
che pregava ancora Dio ho tutto il giorno pieno
mentre si dovrebbe urlare. ho anche da studiare.
sol
re
mi- re la- mi- Ma in fondo, in fondo al cuore,
Tu non credere mai all’imperatore la- sol re7
non ti scordare che:
re
anche se il suo nome è società
la- Ma fermati un momento
anche se si chiama onore
re e provati a pensare:
anche se il suo nome è popolo che cosa c’è che importa
la-
anche se si chiama amore. di tutto questo fare?
E ti dirò un segreto
sol la- ch’è quel che fa per te.
Credi solo in nostro Padre
che è venuto e che verrà Spalanca la tua porta
a portare la giustizia e prova a guardar fuori,
contro la malvagità. e guarda tutti gli altri

77
che stanno ad aspettare I have heard Him in the silence,
un poco del tuo tempo my heart has found its key
da fare a metà. in the music of His presence.
Metà dei miei mattoni So I could hear more clearly
io li regalo a te, my Father’s Son was slain
per fare la tua casa, He rose above the discord
canti della nostra storia

per far contento te: His blood runs through my veins,


e intanto la mia casa the Son sings of His Spirit
vien su tutta da sé. whose sound is unity.
The Spirit sings a movement
that keeps on moving me.
My father sings to me
Nel mondo c’è una voce e canta con una missione. Nella mia
vita c’è una scelta e io ho scelto di ascoltare il suono della
sol re sol vita e della libertà, un grido forte e insistente. Nel mondo c’è
In the world there is a voice Qualcuno che mi chiede di chiedergli “Perché?”. Mio padre
la- re mi canta con giubilo infinito. Lui canta la mia esistenza, Lui
and it sings with a mission. canta la mia salvezza. Una canzone che è stata scritta in
sol si7 mi- armonia con il desiderio. Un motivo al di là della mia speranza
In my life there is a choice con parole al di là del mio sapere. Sono assordato della mia
do sol re meschinità, tuttavia la Sua canzone risuona, scoraggiato dalla
and I’ve chosen to listen mia debolezza, tuttavia la Sua grazia abbonda. L’ho distinto
sol re sol nel rumore, l’ho sentito nel silenzio, il mio cuore ha trovato la
to the sound of life and freedom, sua chiave nella musica della Sua presenza. Così ho potuto
sentire più chiaramente. Il Figlio di mio Padre è stato ucciso, si
la- re
to a strong, insistent cry. è elevato al di sopra della discordia, il suo sangue scorre nelle
sol si7 mi- mie vene, il Figlio canta del Suo Spirito, il cui suono è unità. Lo
In the world there is someone Spirito canta un movimento che continua a farmi camminare.
do la- re
asking me to ask Him why.
sol re mi- Nazareth morning
My Father sings to me
do sol si7 mi- sol do
in endless elation. She breaks the darkness
do sol sol re
He sings my existence, with a hope no one has seen.
do sol sol do
He sings my salvation. Beneath her heart
si7 mi- sol re
A song that has been written there grows a grace that has not been.
do sol do sol
in harmony with yearning. Nazareth Morning
si- do do sol
A tune beyond my hope has come to be
la- re do sol re
with words beyond my learning. the dawn that eyes have longed to see.
I’m deafened by my meanness, Carpenter’s lady with a baby at her breast
yet stilI His song resounds, a humble court
discouraged by my weakness where kings and shepherds are her guests.
yet stilI His grace abounds. Nazareth Morning
I’ve discerned Him in the noise, Bethlehem Star

78
la si7
a light for people near and far. Come canterò?
do sol Nel silenzio della notte
Dawn grows to Day
do sol una voce disse: guarda!
Day comes to stay Nel silenzio del mio cuore
do sol re
the dark of sin won’t dim the way. una voce disse: vedi!
Nel silenzio dei miei giorni

canti della nostra storia


The darkness lied and tried una voce mi chiamò.
to hide the day in death
yet in her cries there lies a hope Come guarderò mio Signore, mio Dio
in every breath ora che il dolore ha fissato i miei occhi?
Nazareth Morning Come guarderò mio Signore, mio Dio
Calvary Night, se la mia vista è velata dal pianto?
can never stop the truth and light. Come ti vedrò?
Another morning brings an unexpected light Nel silenzio della notte
another Mary sees an unexpected sight una voce disse: offri!
Nazareth Morning Nel silenzio del mio cuore
rolls stones away una voce disse: ama!
no night can end this endless day. Nel silenzio dei miei giorni
una voce mi chiamò!
sol do
Nazareth Morning Tutto ti darò mio Signore, mio Dio
sol do
will always be ora che il dolore m’ha chiamato per nome.
sol do sol do
the dawn that longs to set us free. (3v.) Tutto t’offrirò mio Signore, mio Dio
ed il Tuo amore io riscopro nel pianto.
Ora canterò?
Nel silenzio della notte
mi Noi non sappiamo chi era
Nel silenzio della notte
si7 mi re-
una voce disse: canta! Noi non sappiamo chi era,
Nel silenzio del mio cuore fa la7
noi non sappiamo chi fu,
si7 mi
una voce disse: grida! re- sol re- do re-
ma si faceva chiamare Gesù.
Nel silenzio dei miei giorni
una voce mi chiamò. do re-
Pietro lo incontrò sulla riva del mare,
mi sol#- la si7 fa sol la
Come canterò mio Signore, mio Dio Paolo lo incontrò sulla via di Damasco.
mi sol#- la si7 re- fa sol fa
ora che il dolore mi dissecca la gola? Vieni, fratello: ci sarà un posto,
mi7 la fa#7 mi re- do re-
Come canterò mio Signore, mio Dio posto anche per te.
mi7 la fa#7 mi
se la mia voce è spezzata dal pianto? Maria lo incontrò sulla pubblica strada,
79
re- la- mi7 la-
Disma lo incontrò in cima alla croce, sono più misera di quanto credevo;
Vieni, fratello: ci sarà un posto, il male che ho dentro queste mie ossa,
posto anche per te. Padre, mi tiene lontano da te.
Noi lo incontrammo all’ultima ora, la- mi- la- re-
Passa il mio tempo, non son sincera.
la-
io l’ho incontrato all’ultima ora. mi- la- re- la-
Vieni, fratello: ci sarà un posto, Amo la gente, non son sincera.
canti della nostra storia

re- la-
posto anche per te. Vivo il presente, non son sincera.
fa re- mi7
Ora sappiamo chi era, Prego la sera, non son sincera.
ora sappiamo chi fu:
era colui che cercavi, Fammi incontrare chi sa soffrire,
si faceva chiamare Gesù. Chi sa donare fino alla fine,
chi è sincero, chi è reale
colui ch’io possa almeno seguire.
Non c’è nessuno
la mi la mi Oh! doux pays
Non c’è nessuno che ama la luna
la si7 mi re- sol-
come le stelle del ciel, Oh! doux pays de Chanaan,
non c’è nessuno che ama la riva re- la7
come le onde del mar! qu’il est long le chemin vers toi!
re- sol-
Oh! doux pays de Chanaan,
si7 re- la7 re-
Quanto ti amo, lo sai: doux pays de notre espoir.
mi
vorrei sempre restare con te... re- sol- la7
si7 Le temps me semble long et gris
E invece devo partir. re- sol- sib la7
fa#- si7 mi au souvenir de ce doux pays,
ma l’amore non deve finir! re- sol- la7
mais cette nuitnous partirons
Anch’io ti amo, lo sai: re- sol- la7 re-
vers le pays de la moisson.
vorrei sempre restare con te...
anche se tu partirai, J’entends le son des des tambourins
resteremo insieme perché manant la danse jusqu’au matin,
quando tramonta lontano la luna, en souvenir du doux agneau
resta l’attesa nel ciel, dont la sang pur coula à flots.
Quando scompare lontano la riva, Nous passerons des nuits d’effroi
resta l’attesa sul mar! dans un désert glacé de vents froids;
mais la Nuée est l’èntour
pour nous brûler d’un feu d’amour.
Non son sincera
la- re- la- Dans le matin d’un jour radieux
Il male che faccio non è il mio male, salut enfin ô porte des cieux;
80
là pour toujours nous chanterons come un fuoco che dentro non muore.
le grand Hallel de la moisson.
Io sapevo da sempre che avresti tradito
O dolce paese di Canaan, com’è lunga la via che porta a te! O mille volte in un giorno
dolce paese di Canaan, dolce paese della nostra speranza. Il
tempo mi sembra lungo e grigio al ricordo di quel dolce paese, e poi mille altre ancora
ma questa notte partiremo per il paese del raccolto. Sento il ma i tuoi occhi che cercan
suono dei tamburelli che guidano la danza fio al mattino, in
memoria del dolce agnell, il cui sangue puro e corso a fiotti. son gli occhi di chi si sorprende ferito,

canti della nostra storia


Passeremo notti d’angoscia in un deserto ghiacciato de venti e il mio braccio è più forte del male,
freddi, ma la nuvola è presente per farci ardere di un fuoco la
d’amore. Al mattino di un giorno radioso, salve, finalmente, più grande dell’ora.
o porta del cielo! Là per sempre canteremo il grande Alleluia
del del raccolto.
sol
Parsifal, Parsifal non ti fermare
re la
Parsifal (Canzone e lascia sempre che sia
sol
dell’ideale) la voce unica dell’ideale
re la
la- do ad indicarti la via.
Parsifal, Parsifal non ti fermare
re- la- sol
e lascia sempre che sia Sarò con te
do re la
la voce unica dell’ideale io ti ho messo una mano sul cuore
re- do sol
ad indicarti la via. sempre con te
sol re
Sarò con te, come un fuoco che dentro non...
re- la- la sol
io ti ho messo una mano sul cuore. Parsifal, Parsifal non ti fermare,
sol re la
Sempre con te, e lascia sempre che sia.
re- do mi
come un fuoco che dentro non muore.
re-7 mi-7 Pim pam
Non fermarti alla corte delle anime nane
re-7 mi-7
che ripetono i gesti e non sanno capire. re sol
Nella casa là sulla montagna
re
re-
Non salire al castello dei giovani giusti sol re
un camino grande grande sta,
mi-
che adorano il sole: sol re
nel camino grande grande grande
fa
è quel sole lo specchio si- la7 re
un gran fuoco fuoco fuoco va.
sol la-
di chi non si vuole vedere.
re
Perciò “pim pam” le scarpe
Parsifal, Parsifal devi lottare si-
devi cercare dov’è “pim pam” di notte,
mi- la7
il punto fermo tra le onde del mare fan sul sentiero di pietre grosse,
e questa isola c’è. re
Sarò con te, “pim pam” le scarpe
si-
io ti ho messo una mano sul cuore. “pim pam” di notte
Sempre in te,
81
mi- la7
fan sul sentiero così.re vede una gardenia
e si ferma a giocar.
Nella casa là sulla montagna
Un Signore grande grande sta, Giunge nel villaggio,
nella stanza verde viola bianca il sole è a mezzodì,
tante sedie rosse gialle ha. batte con coraggio
agli usci qui e lì.
canti della nostra storia

Nella casa là sulla montagna


una sedia a tutti dà, Scende già la sera,
a ciascuno toglierà le scarpe, e il sole se ne va;
tutti insieme poi si danzerà. lui sta cantando,
di soldi non ne ha.
Nella casa là sulla montagna
un camino grande grande grande sta, Dentro nel convento
nel camino grande grande grande quel dì si udì gridar;
più più fuoco fuoco fuoco va. infine fu mandato
in cella a digiunar.
Placido Ma Iddio, che vede tutto
e sa ricompensar,
Dentro nel convento di notte il fraticello
non sapea che far; venne a visitar.
era un buono a nulla,
volea solo cantar. All’alba nella cella
non lo trovaron più:
la- mi-
Placido si chiamava, in cielo era salito
re- la- dal suo buon Gesù.
altro io non so,
re- la- Oh, oh, oh, oh
era un buono a nulla
re- la- era un buono a nulla,
che Santo diventò. (2v.) ma Santo diventò.
Il priore francescano
faceva disperar, Quattro infermieri
allora fu inviato
nel mondo a mendicar. do- sol7
E quando io li vedo arrivare
do-
Spunta all’alba il sole dalla finestra dell’ospedale,
coi suoi bei raggi d’or: sol7
non ci son parole io mi dimentico che sto male
do-
per chi si desta allor. scendo di corsa giù per le scale…
sol7
e patatrac!
In grave ritardo
di corsa deve andar,

82
do fa
Quattro infermieri vestiti male Lunghe ciglia della tua amata,
sol7 do bianche lacrime che han bagnato.
mi trasportarono su per le scale,
fa
disse il dottore “Uagliò ssi fesso “Rosse labbra della mia amata
sol7 do
mò ti dobbiamo rifare il gesso!” in Brasile con me ho portato,
sol7 do di quel rosso ne ho colorato
Aiaiaihiai! Mi son messo nei guai! bianche labbra di non amato”.

canti della nostra storia


Per quasi un mese non vennero amici Rossi abeti di Lombardia,
e quando vennero io fui felice rossi frutti delle vallate,
e quando poi se ne vollero andare, terra nostra dimenticata:
io li volli accompagnare… anche questa hai abbandonata.
e patatrac!
“Rossi abeti di Lombardia,
Quattro infermieri vestiti male rossi frutti delle vallate,
mi trasportarono su per le scale, in Brasile con me ho portato,
disse il dottore “Uagliò ssi fesso terra rossa ne ho seminato”.
mò ti dobbiamo rifare il gesso!”
Aiaiaihiai! Non mi levo dai guai! Rossa valle di quel mattino:
Gesù Cristo ci ha giudicato,
Per quattro mesi non venne nessuno, O fratello, ti ho ritrovato,
credevo di essere a digiuno, terra rossa t’ha impolverato.
per tutti i giorni la stessa minestra,
volli affacciarmi dalla finestra… Rossa sera, Belo Horizonte,
e patapaff! i miei occhi mai t’han guardato,
ma il mio cuore t’ho regalato
Quattro becchini vestiti in nero per gli amici che ci han lasciato.
mi trasportarono al cimitero,
disse il Signore “Uagliò ssi fesso,
ma in Paradiso ti prendo lo stesso” Sinfonia sull’Hararat
e poi mi ha messo… anche le ali di gesso!
re
Cantano i pesciolini su nel ciel-plin plin
la7
Rossa sera corrono i coccodrilli nel cortil-plon plon
re sol
si- giocano i dromedari nel salotto
Rossa sera, Belo Horizonte, re la7 re
mi- si- e per le talpe è la stagione dell’amor.
i miei occhi mai t’han guardato,
fa# si-
ma il mio cuore t’ho regalato Corrono i dromedari su nel ciel-plin,plin
fa# re cantano i coccodrilli nel cortil-plon,plon
per gli amici che ci han lasciato. giocano i pesciolini nel salotto
e per le talpe è la stagione dell’amor.
Rosse labbra della tua amata
o fratello perché hai lasciato? sol re
Ma un giorno ritorneranno
83
la7 re
i pinguini dell’Africa la pienezza della comunità.
sol re
e allora ritroveremo
la7 re
la pienezza della comunità. Sou feliz Senhor
Giocano i coccodrilli su nel ciel-plin plin re
Corrono i pesciolini nel cortil-plon plon Sou feliz, Senhor,
sol la re
canti della nostra storia

Cantano i dromedari nel salotto porque tu vais comigo:


E per le talpe è la stagione dell’ amor. si-
vamos lado a lado,
sol la re
Giocano i dromedari su nel ciel-plin,plin es meu melhor amigo. (2v.)
Cantano i pesciolini nel cortil-plon,plon
Corrono i coccodrilli nel salotto re la re
Quero ter nos meus olhos
E per le talpe è la stagione dell’amor. sol la
a luz do teu olhar,
re sol re
Ma un giorno ritorneranno quero na minha mão
Le formiche d’America, sol la re
e allora ritroveremo tua mão a me guiar.
la pienezza della comunità.
Como brilha no ceu
Cantano i coccodrilli su nel ciel-plin, plin o sol de cada dìa,
Giocano i dromedari nel cortil-plon,plon quero brilhem meus labios
Corrono i pesciolini nel salotto com sorrisos de alegrìa.
E per le talpe è la stagione dell’amor-
Como vento veloz
Giocano i birilli nel cortil-plin,plin o tempo da vida passa,
Leggono Ezechiele nel fienil-plon,plon quero ter sempre em mim
Cascano le vespe nel risotto, o favor de tua graça.
c’è sempre un poco di speranza in fondo al Sono felice, Signore, perchè tu cammini con me: andiamo lato
cuor. a lato, tu sei il mio migliore amico. Voglio avere nei miei occhi
la luce del tuo sguardo, voglio nella mia mano la tua mano per
guidarmi. Come in cielo brilla il sole di ogni giorno, voglo che
Ma un giorno ritorneranno brillino le mie labbra con sorrisi di gioia. Come vento veloce
Gli elefanti del Baltico, passa il vento della vita, voglio avere sempre in me il favore
della tua grazia.
e allora ritroveremo
la pienezza della comunità.
Terra della betulla
Ma un giorno ritorneranno
I pinguini dell’ Africa, la-
e allora ritroveremo Terra della betulla, casa del castoro
fa la-
la pienezza della comunità. là dove errando và il lupo ancora.
Ma un giorno ritorneranno fa mi7 la-
Le formiche d’America, Voglio tornare ancora al mio bel lago blu
e allora ritroveremo Bum bidiaidi bum bidiaidi bum bidiaidi bum

84
re- la- sol la-
Bum bidiaidi bum bidiaidi bum bidiaidi bum He came to me again
do fa sol la- and this time I could see Him
ooh, ooh, ooh oooh ooh. (2v.)
told me how he’d been
La mia piroga scivola leggera out lookin’ for me.
sulle lucenti vie del gran fiume. He told me to believe,
I said “What should I believe in?”.
Là sulle rive del mio grande fiume He said “keep on believin’ in me!”

canti della nostra storia


voglio piantare ancor la mia capanna. Le cose che vedo mi fanno ridere come un bambino. Le cose
che vedo mi fanno piangere come un uomo. Le cose che vedo
mi fanno guardare a quel che Lui mi ha donato e mi mostrerà
ancora di più di quel che vedo. Proprio l’altro giorno ho sentito
The things that I see una voce nel buoi, mi ha mandato via con del fango sul viso.
Ho sentito la gente dire “è pazzo, senza speranza”, fino a
che uno spruzzo ha lavato via l’oscurità. Facendomi spiegare
do sol a tanti volti pieni di rabbia, cercando di parlare loro chiaro,
The things that I see ma non sentono quello che dico, mi ripetono piuttosto “è un
do peccatore, uno sbandato”, ma c’è solo una cosa che posso
got me laughin’ like a baby! dire…tornò da me, e questa volta potevo vederlo. Mi disse che
sol mi aveva cercato, e mi disse di credere. Chiesi: “In che cosa
The things that I see devo credere?” e lui rispose “continua a creder in me”.
re
got me cryin’ like a man!
do sol
The things that I see Toda la Vida
do
I can look at what He gave me! la- do re mi7
sol
And He’s gonna show me Hoy la voz no se puede callar,
re sol se hace libre el canto en la verdad,
even more than I see. es tan grande lo que nos pasò,
mi- si- que hizo nuevo nuestro corazón.
Just the other day
do re si- mi
I heard a new voice in the darkness Es fuego que enciende la sangre,
mi-
sendin’ me away
sol es luz que buscan nuestros ojos,
re la- en la verdad nace la libertad,
with mud on my face; la vida nueva que trasforma.
mi- sol
I heard the people say la- do re mi7
do sol Toda la vida grita la verdad:
“He’s crazy and he’s hopeless!”
si- do re que su Presencia en nosotros está
Till a splash washed the darkness away! en el milagro de la Comunión
unica forma de liberación.
Makin’ me explain
to a lot of angry faces, El corazòn no se conforma
talkin’ to ‘emplain con gritos muertos de infinito,
they don’t hear what I say, el corazòn quiere la eternidad
tellin’ me again para gritarla en sus latidos.
“He’s a sinner and he’s reckless”
but there’s only one thing I can say… Oggi la voce non si può tacere, si fa libero il canto nella
verità, è tanto grande quello che a noi è accaduto, che ha
fatto nuovo il nostro cuore. E’ fuoco che accende il sangue,

85
è luce che cercano i nostri occhi, nella verità nasce la libertà, sur la croix,
la vita nuova che trasforma. Tutta la vita grida la verità: che la
sua Presenza è in noi, nel miracolo della comunione l’unica un jour
forma di liberazione. Il cuore non si conforma con gridi morti di avant la Pâque.
infinito, il cuore vuole l’eternità per gridarla nei suoi battiti.
Tout ça:
sur la croix,
Tout ça quand il
ouvrit ses bras.
canti della nostra storia

la mi7
Si Dieu ne nous aimait pas Tout ça:
la un matin,
il n’aurait pas fait la terre.
mi7 quand on
Si Dieu ne nous aimait pas vint sur sa tombe.
la
il n’aurait pas fait tout ça. Tout ça:
un matin,
re quand il
Tout ça: ressuscita.
sol
à Noel,
mi7 la7 Se Dio non ci amasse non avrebbe fatto la terra. Se Dio non ci
un soir dans une étable. amasse non avrebbe fatto tutto questo. Tutto questo: a Natale,
re una notte in una stalla. Tutto questo: a Natale,quando venne a
Tout ça: noi dal cielo. Tutto questo: in pieno giorno venne a parlare ai
poveri. Tutto questo: in pieno giorno a loro mostrò il suo amore.
sol
à Noel, Tutto questo: nella notte, una sera di gran paura. Tutto questo:
nella notte, tradito dai suoi amici. Tutto questo: sulla croce,
mi7 il giorno prima di Pasqua. Tutto questo: sulla croce, quando
quand il spalancò le braccia. Tutto questo: quel mattino, quando si
la giunse alla sua tomba. Tutto questo: quel mattino, quando
nous vint du ciel. risuscitò.

Tout ça:
en plein Viva la companì
jour il vint
parler aux pauvres. re sol re
Tout ça: Andavo sperduto senz’ombra d’amor
la7 re
en plein jour - viva la companì -
il leur sol re
dit son amour. andavo da solo non c’era color
la7 re
- viva la companì -.
Tout ça:
dans la nuit, re sol
Viva la viva la viva l’amor,
un soir la7 re
de grande angoisse. viva la viva la viva l’amor,
la7
Tout ça: viva l’amor, viva la vì;
dans la nuit, re
trahi viva la companì! (2 v.)
par ses amis.
Quand’ecco che un giorno io vidi il Signor
Tout ça: - viva la companì -

86
in un viso d’amico io vidi il suo cuor Et quand fut finite la fete
- viva la companì -. Jésus le regarda,
et lui, en baissant la tete,
Cambiarono i giorni allora per me: bientot il se leva.
- viva la companì - Pourquoi basseir la tete?
non sono più solo c’è un altro con me Jésus a tout compris:
- viva la companì -. tu rembourses tes dettes

canti della nostra storia


et tous tes vols aussi.
Domani il mio cuore con mille sarà
- viva la companì - Et tous les pharisiens blemes
e Cristo nel mezzo: è la comunità épanchaient leur aigreur.
- viva la companì -. Ils criaient tous au blasphème
d’absoudre un tel pécheur,
quelle drole de palais:
Zachèe oui, mais c’est danse son coeur
que Zachée l’a logé.
re la
Zachée, descend donc, le Seigneur t’attend, Zaccheo, scendi, il Signore ti aspetta; Zaccheo, scendi, è
re la arrivato; Zaccheo, sendi, il Signore ti aspetta: Zaccheo, aprigli
Zachée, descend donc: il est là, la tua casa! Era un uomo qualunque, si chiamava Zaccheo,
re sol- era un soldo di cacio ed era doganiere. Un soldo di cacio
Zachée, descend donc, le Seigneur t’attend: di doganiere non ha forse autorità ma quanto a derubare la
re la7 re gente si dice che ci sapesse fare. Ma un giorno sente dire
Zachée,ouvre-lui ta maison? che Gesù sta per passare, e senza di nulla se ne va su un
albero. Un albero del fogliame scuro non ti può nascondere
perché Gesù, che viene avanti si invita a pranzo a casa tua. E,
la finita la festa Gesù lo guardo e lui, abbassando la testa subito
C’etait un petit bonhomme, si alzò in piedi. Perché abbassar la testa? Gesù ha capito
re tutto: tu rimborsi i tuoi debiti e anche tutti i furti. E tutti i farisei
il avait nom Zachèe; lividi scoppiavano di rabbia. Gridavano tutti alla bestemmia:
la assolvere un tal peccatore! La casa di un peccatore è un
était haut comme trois pommes palazzo ben strano: si, ma è nel cuore che Zaccheo l’ha
re ospitato.
et il était douanier.
7 sol-
Un douanier de trois pommes
re Zim Bum Bum
n’a pas d’autoirité,
7 sol-
mais pour voler son monde re la
Ho lasciato laggiù sopra una scialuppa
re
sib la7
on dit qu’il s’y entendait. - zim bum, zim bum bum (2v.) -
il paese del sol della Guadalupa
Mais un jour il entend dire - zim bum, zim bum bum. (2v.)-
que Jésus va passer
et il s’en va sans rien dire Oh, voglio ancor la mia capanna e la savana
un arbe escalader. - zim bum, zim bum bum (2v.)-
Un arbe au noir feullage ed il paese dove sogno di tornar
ne peut pas te cacher, - zim bum, zim bum bum. (2v.)-
car Jésus qui s’avance
s’invite à dejeuner. Sul mio bel lago blu spunterà la luna
- zim…
87
sulle palme ed i fior e la terra bruna
- zim…
Se volevo ballar c’erano le scimmie
- zim…
Se volevo dormir c’erano le canne
- zim…
canti della nostra storia

Se volevo mangiar c’eran le banane


- zim…
se volevo dormir c’erano le canne
- zim…
Sogno ancor il mio ciel e le stelle chiare
- zim…
che risplendono lassù sopra il nostro mare
- zim…
Sento ancora nel cuor la sua primavera
- zim…
e il profumo dei fior nella verde sera
- zim…
C’era un bel sole d’or, tanti verdi prati
- zim…
le farfalle, i bambù, i fiori colorati
- zim…
Si diffonde il tam tam giù nella pianura
- zim…
e quassù cala il sol dietro la radura.
- zim…

88
canti della nostra storia

89
Canti di
montagna
Ai preat la biele Stele
E tu Austria, che sei la più forte,
Ai preat la biele Stele, fatti avanti se hai del coraggio
duch i sants del paradis, e se qualcuno ti lascia il passaggio
che ‘l Signor fermi la uère, noi altri alpin fermarti saprem.
che il mio ben torni al pais.
Oh care mamme che tanto tremate
Ma tu stele, biele stele, non disperate pei vostri figlioli
fà palese ‘l mio destin; che qui sull’alpe non siamo mai soli
va daur di che montagne c’è tutta Italia che a fianco ci sta.
là ch’a l’è ‘l mio curisin.
Ho pregato la bella Stella, tutti i santi del paradiso, che il Alla mattina

canti di montagna
Signore fermi la guerra, che il mio amore torni al paese. Ma tu
stella, bella stella, rendi chiaro il mio destino; va’ dietro quella
montagna, dove c’è il mio amore. Alla mattina quando il sole
s’alza e scominzia a levarse
- lerì lerà -
Al cjante il gjal vardo le zime del Brenta
che le scominzia a ’ndorarse
Al cjante il gjal, - lerì lerà. -
al criche il dì; Allora mi me ne vado
mandi, ninine, sui crozi a rampegar.
mandi, ninine,
mi tocje partì. Allor penso a ti,
tesoro del me cor,
Ti prei, ben miò, che ti se ’n bel fiorelin
non stà vaì, fiorelin d’amor.
mandi, ninine, Allor penso a ti...
mandi, ninine,
mi tocje partì. A mezzogiorno sulla zima
Canta il gallo, spunta il giorno; addio, bambina, devo partire. disno de buon appetito,
Ti prego, amore mio, non piangere; addio, bambina, devo - lerì lerà -
partire. vedo la valle che se stende
laggiù nell’infinito
- lerì lerà -
Al comando dei nostri uf- e vedo una casetta
ficiali sperduta in mezzo ai fior.
Al comando dei nostri ufficiali Allor penso a ti…
caricheremo cartucce a mitraglia
ma se per caso il colpo si sbaglia E alla sera nel rifugio
a baionetta l’assalto farem. prima de andarmene a letto

91
- lerì lerà - tutti dormon giù nella pieve,
vedo nel cielo una stella ma con la faccia
che la vol farme l’ocetto dentro la neve
- lerì lerà - sol l’alpin non può dormir.
e due o tre nugole gelose
le te nasconde a mi. Su pei monti vien giù la neve,
la tormenta dell’inverno,
Allor penso a ti… ma se venisse
anche l’inferno
sol l’alpin ci sta lassù.
Belle rose du printemps
Se dall’alto dirupo cade,
Que fais-tu là-bas, ma jolie bergère? confortate i vostri cuori
canti di montagna

Belle rose du printemps! perchè se cade


Combien prends-tu pour ton salaire? in mezzo ai fiori
Belle rose du printemps! non gl’importa di morir.
Cosa fai laggiù, mia bella pastorella? Bella rosa di primavera!
Quanto guadagni per il tuo salario? Bella rosa di primavera!
Bombardano Cortina

Benia calastoria Bombardano Cortina - ohilì -


dicon che gettan fiori - ohilà -
Tornà, son tornà, son tornà par sempre. tedeschi traditori,
Tornà nella valle dove gera me popà. è giunta l’ora:
subito fora,
Vardè, ma vardè, ma vardè la valle. subito fora dovete andar!
Vardè le montagne dove gera le contrà. E’ giunta...
Sono tornato, sono tornato, sono tornato per sempre. Sono E proseguendo poi - ohilì -
tornato nella valle dove viveva mio padre. Guardate, guardate; per Valle Costeana - ohilà -
ma guardate la valle: guardate le montagne dove un tempo
c’erano le contrade! giunti sulla Tofana
su quella vetta
la baionetta,
Bersagliere ha cento penne la baionetta scintillerà!
Su quella...
Bersagliere ha cento penne,
ma l’alpin ne ha una sola, Non mancherà poi tanto - ohilì -
un po’ più lunga, che anche i Lagazuoi - ohilà -
un po’ più mora, conquisteremo noi;
sol l’alpin la può portar. l’artiglieria
Sasso de Stria,
Quando scende la notte buia, Sasso de Stria battuto avrà.

92
L’artiglieria...
Cara’ l mè Toni
Son prese le Tre Dita - ohilì -
il Masarè è già nostro - ohilà - “Cara’l mè Toni, sta su alegher,
l’aquila ha perso il rostro te sè un bel negher, in verità!
e già s’invola, Cara’l mè Toni, sta su allegher,
spennata e sola, te see un bel negher; (2v.)
spennata e sola là sul Caval. cara’l mè Toni... in verità!”
E già...
“Se mi sunt negher cosa m’emporta?
Fatta è la galleria - ohilì - Su la mia porta cumandi mi.”
messa la gelatina - ohilà -
e una bella mattina “Su la mia porta, sul mio cancello

canti di montagna
anche Gigetto, ohi com’è bello fare all’amor!”
col Castelletto
col Castelletto per aria andò! “Domanderemo al sior curato
Anche... se l’è peccato fare all’amor.”
Giunti sul canalone - ohilì - “Con quelle belle non è peccato,
schierati i suoi soldati - ohilà - con quelle brutte peca’ murtal.”
tiri ben aggiustati,
gli fecer tutta
la pastasciutta Che fai bella pastora
la pastasciutta lasciare lì.
Gli fecer... Che fai bella pastora, che fai così soletta,
a calpestar l’erbetta allo spuntar del dì.
Per valle Travenanzes - ohilì - Su questi verdi prati, alargo i miei armenti,
e strada Dolomiti - ohilà - passo i miei dì contenti e vivo in libertà.
v’inseguiremo arditi,
e voi scappate E voi che siete vecio,
finchè arrivate che fate qui d’intorno,
finchè arrivate dal vostro re. allo spuntar del giorno,
E voi... con quel mazzetto in man?
L’ho colto appena adesso,
Giunti da Cecco Peppo - ohilì - fresco dal mio vasetto,
stringetegli le mani - ohilà - con gaudio e con diletto,
ditegli che gli alpini lo vengo a te portar.
vi fan la guerra,
su questa terra E voi che siete vecio, pensate ai casi vostri,
su questa terra vi voglion più! ‘nfilzate i padrenostri, l’amor lasséla star.
Vi fan... Non fate la ritrosa, se anche son veceto
me sento robusteto, giardino a coltivar!

93
Dormi mia bella

Di qua, di là del Piave Dormi mia bella, dormi,


dormi e fai la nanna,
Di qua, di là del Piave che quando sarai mamma
ci sta un’osteria: non dormirai così.
là c’è da bere e da mangiare
ed un buon letto da riposar. (2 v.) Dimmi chi mai t’ha fatto
un viso così bello;
E dopo aver mangiato, l’ha fatto col pennello
mangiato e ben bevuto: le mani di un pittor?
ohi bella mora, se vuoi venire,
questa è l’ora di far l’amor! (2 v.) Tutti gli amanti passano
canti di montagna

ma tu non passi mai;


Mi sì che vegnarìa, ti voglio bene assai,
per una volta sola. voglio morir con te.
Però ti prego, lasciami stare,
ché son figlia da maritar. (2 v.)
Dove sei stato mio
Se sei da maritare bell’alpino?
dovevi dirlo prima:
or che sei stata coi vèci alpini “Dove sei stato, mio bell’alpino? (2v.)
non sei figlia da maritar! (2 v.) che ti gh’ha cambià colore?”
E dopo nove mesi “L’è stata l’aria, sì del Trentino (2v.)
è nato un bel bambino: che mi g’ha cambià colore.”
sputava il latte, beveva il vino,
l’era figlio d’un vècio alpin! (2 v.) “I tuoi colori ritorneranno (2v.)
questa sera, a far l’amore.”
Doman l’è festa
E col cifolo del vapore
Doman l’è festa non si lavora,
g’ho la morosa d’andà a trovar. (3v.) E col cifolo del vapore
la partenza de lo mio amore,
Vado a trovarla perché l’ei bela, de lo mio amore. (2v.)
la g’ha una stela in mezo al cor. (3v.)
L’è la partenza de lo mio amore,
L’ha g’ha una stela che la risplende, chi sa quando ritornerà. (2v.)
che la mi rende consolazion. (3v.)
Tornerò sta primavera
con la sciabola insanguinata,
94
insanguinata. (2v.) e mi la donna riccia, e mi la donna riccia
sott’ai ricci la gh’ha i capricci,
Ma se ti trovo già maritata e mi la donna riccia la vöri no!
ohi che pena, ohi che dolor! (2v.)
E mi la donna grassa la voeuri no: (2v.)
Ohi che pena, ohi che dolore donna grassa la te sconquassa,
la partenza de lo mio amore, e mi la donna grassa, e mi la donna grassa
de lo mio amore. (2v.) donna grassa la te sconquassa,
e mi la donna grassa la vöri no!
Starò piuttosto senza mangiare,
ma l’amore lo voglio far. (2v.) E mi la donna rossa la voeuri no: (2v.)
quand l’è vegia ghe ven la tossa,
e mi la donna rossa, e mi la donna rossa

canti di montagna
E mi la donna bionda quand l’è vegia ghe ven la tossa
e mi la donna rossa
mi si7 mi
E mi la donna bionda la vöri no: (2v.) la vöri no!
la mi
tucc i omen ghe fan la ronda, E mi la donna bella la vöri sì: (2v.)
si7 mi la gh’ha i oci che’l par ‘na stella,
e mi la donna bionda, e mi la donna bionda,
tucc i omen ghe fan la ronda e mi la donna bella, e mi la donna bella
e mi la donna bionda la vöri no! la gh’ha i oci che’l par ‘na stella,
e mi la donna bella la vöri sì!
E mi la donna nera la vöri no: (2v.)
donna nera non è sincera,
e mi la donna nera, e mi la donna nera El canto della sposa
donna nera non è sincera,
e mi la donna nera la vöri no! La casa del mio ben l’è tuta sassi:
a mi che devo andar,
E mi la donna piccola la vöri no: (2v.) me par palazzi.
la camina la par ‘na chicchera,
e mi la donna piccola, e mi la donna piccola Ciumbalalilalera, l’amor l’ei bela,
la camina la par ‘na chicchera ciumbalalilalera, morir la mi fa:
e mi la donna piccola la vöri no! ciumba di qua, ciumba di là,
os’ce, che bela figlia, morir la mi fa!
E mi la donna granda la vöri no: (2v.) Ciumba di qua...
la camina la par ‘na stanga
e mi la donna granda, e mi la donna granda La casa del mio ben
la camina la par ‘na stanga l’è tuta spini:
e mi la donna granda la vöri no! a mi che devo andar,
me par cossini.
E mi la donna riccia la vöri no: (2v.)
sott’ai ricci la gh’ha i capricci, La casa del mio ben

95
l’è tut tearine: Si te lo giuro davanti ai tuoi piè!
a mi che devo andar,
me par coltrine. Dammi un ricciol,
dammi un ricciol dei tuoi capelli,
che li serbo per tua memoria.
Era nato poveretto Là sul campo, là sul campo della vittoria
I tuoi capelli,
Era nato poveretto i tuoi capelli li voglio baciar!
senza casa e senza tetto,
ha venduto i suoi calzoni
per un piatto di maccheroni. Era una notte che pioveva
Tra la la la...
Era una notte che pioveva
Era nato in quel di Napoli, e che tirava un forte vento:
canti di montagna

lo tenente era di Sassari, immaginatevi che grande tormento


e si davan dei lapponi per un alpino che sta a vegliar.
per un piatto di maccheroni. Immaginatevi...
Tra la la la…
A mezzanotte arriva il cambio
Un gran piatto di insalata, accompagnato dal capoposto:
quattro uova e una frittata ohi sentinella, ritorna al tuo posto,
e sessantasei vagoni sotto la tenda a riposar.
tutti pieni di maccheroni. Ohi sentinella..
Tra la la la…
Quando fui stato sotto la tenda
Se vuoi vincere la guerra, sentii un rumore giù nella valle,
sia per mare sia per terra, sentivo l’acqua giù per le spalle,
fa’ in maniera che i cannoni sentivo i sassi a rotolar.
siano pieni di maccheroni. Sentivo l’acqua...
Tra la la la…
Mentre dormivo sotto la tenda
sognavo d’esser con la mia bella,
Era sera e invece ero di sentinella,
fare la guardia allo stranier.
Era sera, era sera di un giorno di festa, E invece ero...
la mia bella mi stava accanto.
Mi diceva, mi diceva io t’amo tanto
Si te lo giuro, Fila, fila ortolanela
Si te lo giuro davanti ai tuoi piè!
Vos tu venir con me
I tuoi occhi, i tuoi occhi son neri son belli, su la montagna,
i tuoi capelli sono di oro. dove gh’è l’erba suta
Per te vivo, per te vivo e per te moro e no la bagna?
Si te lo giuro,
96
Fila, fila ortolanela, Girolemin! Girolemin!
fin che gira la molinela, Me pari ‘l fa ‘l moléta me fô ‘l moletin
fila, fila ortolanela quant sarà mort me pari farò ‘l moleta me.
fin che ‘l fuso l’è terminà.
Vos tu venir con me Gli aizinpòneri
laggiù in campagna,
dove che nasse ‘l zaldo A la mattina all’alba
e l’erba spagna? si senton le trombe suonare - lerà
son gli aizinpòneri che vanno via,
Vos tu venir con me, ciao bela mora mia, se vuoi venir.
bella, stanotte,
col mosto ti darò Mi sì che vegneria,
castagne cotte. ma dove mi condurrai? - lerà

canti di montagna
ti condurrei al di là del mare
Vos tu venir sul monte, là in quella bella casa de l’aizinponar.
o bimba bella?
Risplender vedrem Quell’al di là del mare
la nostra stella. l’è tanto lontano da casa; - lerà
ma non ti lascio solo andar via
che dalla nostalgia mi sento morir!
Girolemin

Girolemin! Girolemin! Gran Dio del cielo


Me pari ‘l fa ‘l moléta me fô ‘l moletin
me pari ‘l tira i soldi e me gnanca ‘n cinquin. Gran Dio del cielo,
se fossi una rondinella,
E sin e son la mola e sin e son e san vorrei volare (3v.)
l’è n’arte che consola l’è ‘n bon mister en in braccio alla mia bella.
man.
Prendi la secchia
Girolemin! Girolemin! e vattene alla fontana;
Partì son da lontan co’ la me mola ‘n man là c’è il tuo amore (3v.)
giro la mola ‘n préssa per guadagnarme ‘l che alla fontana aspetta.
pan
Prendi il fucile
Girolemin! Girolemin! e vattene alla frontiera;
Tre soldi de la pipa, tre soldi del tabach là c’è il nemico (3v.)
anca se son macaco me sû da rispatar. che alla frontiera aspetta.
Girolemin! Girolemin!
Me molo par gli omeni e par le done ancor, I lamenti di una fanciulla
se po’ l’è giovanete ancora pû de cor.
No, non sai che sia l’amore
97
se dolor non ti costò: facciam le spese (2v.)
oh, domandalo al mio cuore e con sessanta lire al mese
se nol sai, perch’io lo so… facciam le spese per tutti i dì.
Attenti!
Morettin, dacché t’amai
più una gioia in sen non ho! Al dì della cinquina
Se non hai pianto mai, (2v.) a ‘n da i danè
che sia l’amor non sai, a ‘n dan coi pover sòld
non sai, no, no! par piè d’ fumè
ades peui che ij toscan
L’altro giorno a un’altra accanto a son chèrsù
t’ho veduto a passeggiar. noj autri pòvri alpin
Quella notte ho sempre pianto, non fumèm pù.
non poteami addormentar.
canti di montagna

A la festa del reggimento


Son gelosa, son gelosa, rancio special: a ‘n da i salamini
ma di chi davver non so. ch’ an fè stè mal,
Oh, se un dì non mi fai sposa a ‘n dà la pasta sutta
finirà ch’io morirò! senza ‘l formaj;
noiautri pòvri alpini
fan mal i cai!
Ij dispiasì de noj autri alpin

A la matin bonora Il testamento del capitano


a n’ fan levé,
a n’ manda ‘n piassa d’armi El capitan de la compagnia
a fè istrussion: e l’è ferito e sta per morir,
a n’ fan marcé an avanti e’l manda a dire ai suoi alpini
e peui ‘n dre. perchè lo vengano a ritrovar.
A noj autri, pòvri alpini, E’ l manda a dire...
fan mal ij pé.
I suoi alpini ghe manda a dire
Parapa, prapa, parapa, parapapà. che non han scarpe per camminar.
Sai nen perché ‘m fam mal ij pé? “O con le scarpe o senza scarpe
as marcia mal, as marcia mal sui marciapé. i miei alpini li voglio qua.”
Sai nen perché... O con le scarpe...
Patasc-cin patasc-cin, che vita de can!
Senza pan, sul paion “Cosa comanda sior capitano,
san furmento, che ruina! che noi adesso semo arrivà?”
Semper semper disciplina: “E io comando che il mio corpo
la gavetta e il gavettin, in cinque pezzi sia taglià.
la giberna e il gibernin, E io comando...
la rivista del bottin (2v.)
e con sessanta lire al mese Il primo pezzo alla mia patria,
98
secondo pezzo al battaglion, Joska, Joska, Joska,
il terzo pezzo alla mia mamma salta la mura,
che si ricordi del suo figliol. bala con mi! Oh... (2v.)
Il terzo pezzo...
Ti te portavi el sole ogni matina,
Il quarto pezzo alla mia bella e de i alpin te geri la morosa:
che si ricordi del suo primo amor, sorela, mama, boca canterina,
l’ultimo pezzo alle montagne oci del sol, meraviglia rosa.
che lo fioriscono di rose e fior.”
L’ultimo pezzo... Xe tanto e tanto nù ca te zerchèmo,
Joska la rossa, amor, rosa spanja.
Ma dove sito andà? Ma dove andemo?
In cil’e jè une stele Semo ramenghi. O morti... e così sia. Oh...
Joska, Joska...

canti di montagna
In cil’e jè une stele
che brile di splendor:
di dutis la plui biele, Busa con crose. Sarà sta i putèi?
la stele da l’amor. La par ‘na bara e invece xe ’na cuna.
E dentro dorme tuti i to fradei,
Co’ spunte la matine, fermi, impalà, co i oci ne la luna. Oh...
la stele va lontan;
jo ti dis: “Mandi, ninine, Joska, Joska, Joska,
si viodarìn doman.” salta la mura
fin che la dura, oh...
In cielo c’è una stella che brilla per il suo splendore: è la più
bella di tutte, la stella dell’amore. Quando spunta la mattina, Joska, Joska, Joska,
la stella va lontano; io ti dico: “Ciao, bambina, ci vedremo salta la mura,
domani”. fermete là! Oh... (3 v.)
Fermete là!
Joska la rossa
L’è ben ver che mi slontani
El muro bianco, drio de la to casa,
ti te saltavi come un oseleto, L’è ben ver
Joska la rossa, pèle de bombasa, che mi slontani
tute le sere prima de ‘na in leto. dal paìs
ma no dal cùr;
Te stavi lì, co le to scarpe rote, sta costante
te ne vardavi drio da i oci mori, me ninine
e te balavi alegra tuta note, che jo torni
e i baldi alpini te cantava i cori. Oh... se no mùr, sì se no mùr.
Joska, Joska, Joska, Montagnutis
salta la mura ribassaisi,
fin che la dura, oh... fait’ a mi
99
un fregul di splendor ch’a l’è così bel
ch’jo ti viodi faruma fè ‘na covertura:
ancjie une volte, passerà la frev!”
bambinute
dal Signor, sì dal Signor. E ‘l berger, sentend’ loli,
l’è saotà fora de la baraca;
E’ proprio vero che mi allontano dal paese ma non dal cuore. con la viola ‘n man
Stai certa, mia bambina, che torno se non muoio. Montagne,
abbassatevi, fate un po’ di splendore; che io ti veda ancora s’è butà a soné,
una volta bambina del Signore. a l’an piait bela bergera
l’an falà dansé!
L’è tre ore che son chi soto All’ombra di un alberello si è addormentata una bella
pastora; è passato di lì un bel francese che le ha detto: “Bella
pastorella, voi avete la febbre! E se avete la febbre, faremo
L’è tre ore che son chi soto fare una coperta con il mio mantello: la febbre passerà!”. Ma il
con chitarra e mandolin, pastore,sentendolo, è saltato fuori dalla capanna; con la viola
canti di montagna

in mano si è messo a suonare, ha preso la bella pastora e l’ha


e no sò capir negòta fatta danzare!
che no te vedo comparir.
Bùtate fòra, daghe n’ociada, La bomba imbriaga
che gh’è soto ‘l caro Bepin. (2v.)
Quarantatrè giorni
Gèri tho vista a messa cantada: ca semo in trinzea,
corpo de Baco, se te eri mai bèla! magnar pane smarso,
Cò la drezza petenàda dormire par tera.
te me parevi ‘n anzolin. Nissùn se ricorda,
nissùni che scrive,
Ogni volta che te rivedo nissùn che tien nota
a mi me ven el sbrisegolìn, chi more e chi vive.
e no sò capir negòta
e pù no dormo nè not, nè dì. Ossst-regheta
chissà che ne riva
doman pì domani
La bergera ‘na bòta de vin!
Ossst-regheta
A l’ômbreta d’un bussòn ciapèmo ‘na bala
bela bêrgera a lè ‘nduermia; coi morti e coi vivi
j’è da li passé struca li vizin.
trè joli franssé
a l’an dit: “Bela bergera Silenzio sul fronte.
voi l’evi la frev! Qualcun ne prepara
un bel funerale,
E si vu l’evi la frev, con banda e con bara.
faruma fè ‘na cuvertura Silenzio, ecco il fis’cio;
con ‘l mé mantel l’ariva, la viene.

100
Doman sarà festa: sotto il fuoco me toca avanzare.
vestive par bène. La mia bela no la vedrò pù.
Ossst-regheta... Se qualcuno ti chiede d’amore,
dille pur che il tuo cuore è impegnato.
Se snànara un merlo Dille pur che il tuo cuore è impegnato,
nel ziel de cobalto. che il tuo cuore è impegnato per me. (2v.)
Un boto, una sberla,
s’giantizi su in alto.
Se mai sarà ver La ceseta de Transaqua
che ghe xe el Padreterno,
‘sta raza de bechi As tu vist la ceseta de Transaqua,
va drita a l’inferno. de Transaqua,
col Cimon de la Pala sora i copi? Oh!
Ossst-regheta

canti di montagna
se fusse ‘na bòta La gh’ha i oci ciari come l’aqua,
se fusse ‘na bòta come l’aqua,
ripiena de vin. e i cavei tuti driti e senza gropi, oh!
Ossst/regheta
ma l’era una bomba Sì, gh’ho vist la ceseta de Transaqua,
ma l’era una bomba de Transaqua,
sciopà li vizin. ma ‘l Cimon de la Pala no ghe xera, oh!
Bom… bà!
Sora i copi lustri de tant’aqua,
de tant’aqua,
La cartolina se vedeva ‘na nuvolona nera, oh!
Riceveti una cartolina, Nella cesa cjanta Messa il prete,
rifiutai la tua compagnia. Messa il prete.
O cara Gigia, me toca andar via, Sul Cimon de la Pala fis’cia il vento, oh!
devo andare lontano da te.
Cosa importa se gh’ho le scarpe rote,
E la sera, andando a spasseggio, scarpe rote?
de ragazze n’ò viste pur tante: Mi te vardo e me sento il cor contento, oh!
son vestite di fiochi e di rose,
ma nissuna al pari di te. Cosa importa...
A la sera, andando in branda,
mi pareva di esserti al fianco: La domenica andando a la
mi sembravi un angelo in bianco, Messa
ti stringevo al mio cor.
La domenica, andando a la Messa
Mezzanotte sonava gli alarmi: compagnata dal mio amatore,
al confine me toca di andare, mi sorprese il mio genitore:
101
monachella mi fecero andar, che stava sopra il ponte:
ohi sì sì! Ohi no no! “Tira una freccia in fronte
Monachella mi fecero andar! a quello che vien su.”
Tira una freccia...
Dimmi che m’ami, sono innocente
come il sol che risplende sul mar! Il cavaliere cadde fulminato:
Voglio dare l’addio all’amor, ma Iddio punì l’orribile peccato
ohi sì sì! Ohi no no! e la guerriera diventò la Grigna,
Voglio dare l’addio all’amor! una montagna ripida e ferrigna.
Giovanotti, piangete, piangete: Anche la sentinella
m’ha tagliato i miei biondi capelli! che stava sopra il ponte
Tu lo sai, eran ricci, eran belli: fu trasformata in monte
giovanotti, piangete con me, e la Grignetta fu.
canti di montagna

ohi sì sì! Ohi no no! Fu trasformata...


Giovanotti piangete con me!
Noi pur t’amiamo d’un amor fedele,
montagna che sei bella e sei crudele.
La Dosolina E salendo ascoltiamo la campana
d’una chiesetta che a pregar ci chiama.
La Dosolina la va di sopra,
la si mette al tavolino, (2v.) Noi ti vogliamo bella
solo per scrivere ‘na letterina che diventasti un monte;
e per mandarla al napolitan. facciam la croce in fronte:
non ci farai morir.
Napolitano l’é ‘nda a Bologna Facciam la croce in fronte...
a zercarse la morosa; (2v.)
la Dosolina, povera tosa,
napolitano l’abandonò! La mia bela la mi aspeta

Ma se ti trovo sola soletta La mia bela la mi aspeta. (2v.)


un bel baso te daria; (2v.) Ma io devo andare a la guera,
ma se ti trovo in compagnia, chissà quando che tornerò. (2v.)
te l’ho giurato, t’ammazzerò.
L’ò ardada a la finestra. (2v.)
Ma io devo andare a la guera:
La leggenda della Grigna la mia bela aspeterà. (2v.)
Alla guerriera bella e senza amore Il nemico è là in vedeta. (2v.)
un cavaliere andò ad offrire il cuore; O montagne tute bele,
cantava:”Avere te voglio, o morire!” Valcamonica del mio cuor. (2v.)
Lei dalla torre lo vedea salire.
Disse alla sentinella La montanara
102
insieme alle caprette,
Lassù per le montagne, l’amor con le servette; (2v.)
tra boschi e valli d’or la mando...
tra l’aspre rupi echeggia non lo farò mai più!
un cantico d’amore. (2v.)
Se il mare fosse de tocio
“La montanara, ohè!” e le montagne polenta:
si sente cantare, ohi mamma che tociade; (2v.)
cantiam la montanara se il mare fosse...
e chi non la sa? (2v.) Polenta e baccalà!
Là su sui monti, tra i rivi d’argento Tutti mi dicono bionda,
una capanna cosparsa di fior: ma bionda io non sono,
era la piccola, dolce dimora porto i capelli neri. (2v.)
di Soreghina, la figlia del sol, Tutti mi dicono ...

canti di montagna
la figlia del sol. neri come il carbon.

La mula de Parenzo La pastora

La mula di Parenzo E là su, su la montagna


ha messo su bottega, gh’era su ‘na pastorella,
e tutto la vendeva; (2v.) pascolava i suoi caprin
La mula di Parenzo su l’erba fresca e bela.
fora che il baccalà.
E di lì passò un signore,
E perché non m’ ami più? e ‘l ghe diss: “Oi pastorella,
Alpin va pian sta’ fermo cui man, varda ben che i tuoi caprin
Alpin va pian sta’ fermo cui man lupo non se li piglia”.
E cui pe’.
Salta for lupo dal bosco
La mia morosa l’è vecia, con la faccia nera nera;
la tengo de riserva, l’à magnà ‘l pù bel caprin
ma quando spunta l’erba; (2v.) che la pastora aveva.
la mia morosa l’è vecia...
la mando a pascolar. Ed allora si mise a piangere;
e piangeva tanto forte
La mando a pascolare al veder ‘l pù bel caprin,
nel mese di settembre, vederlo andare a morte.
ma quando vien novembre; (2v.)
la mando a pascolare...
la mando a ritirar. La rivista dell’armamento
La mando a pascolare E il cappello
103
che noi portiamo è la difesa, (2v.)
sì, l’è l’ombrello; (2v.) e il fucile...
E il cappello... è la difesa di noi alpin.
sì, l’è l’ombrello di noi alpin.
E le stellette
E tu biondina, che noi portiamo
capricciosa garibaldina son disciplina, (2v.)
-trullallà- e le stellette...
tu sei la stella, tu sei la stella; son disciplina per noi alpin.
e tu biondina...
tu sei la stella di noi soldà. La penna nera
che noi portiamo
E le giberne è la bandiera, (2v.)
che noi portiamo la penna nera...
canti di montagna

son portacicche, (2v.) è la bandiera di noi alpin.


e le giberne...
son portacicche di noi alpin. E il pistocco
che noi portiamo
E lo zaino è il paga debit, (2v.)
che noi portiamo e il pistocco...
quello è l’armadio; (2v.) è il paga debit di noi alpin.
e lo zaino...
quello è l’armadio di noi alpin.
La scelta felice
E la gavetta
che noi portiamo Ün müradur mia mama mi vol dare (2v.)
è la cucina; (2v.) müradur ch’a fa muraje;
e la gavetta... fa nen aot che s-cianchè ‘d braje
é la cucina di noi alpin. oilì oilà
müradur mi lo veui pà...
E la borraccia
che noi portiamo Ün sarajé mia mama mi vol dare (2v.)
è la cantina; (2v.) sarajé ch’a bat l’ancüsu
e la borraccia... pia la fumna e pista ‘l müsu
è la cantina di noi alpin. oilì oilà
sarajé mi lo veui pà.
E le scarpette
che noi portiamo Ün ciavatin mia mama mi vol dare (2v.)
son le barchette, (2v.) ciavatin ch’a bat la sola
E le scarpette... pia la fumna e la scupola
son le barchette di noi alpin. oilì oilà
ciavatin mi lo veui pà.
E il fucile
che noi portiamo Ün giardiné mia mama mi vol dare (2v.)
104
giardiné ch’a va per fìure Et l’on entend… et l’on entend
l’è chiel sol lo mio amure les montagnards… les montagnards
oilì oilà chanter dans la prairie
giardiné mi sposerà. un refrain joyeux et doux
qui charme sont amie.
Tralalallallalla…
La smortina
La cloche du hameau
Tutti dicon che sono smortina, rèsonne en distance,
ma l’amor el mi rovina: le son du chalumeau
quando poi sarò sposina, nous inite à la danse.
i miei colori ritorneranno.
Ecco venire la notte laggiù sulla campagna, e il sole se ne
fugge attraverso la montagna. E si sente il montanaro cantare
L’altra notte mi sono sognata sulla prateria un motivo gioioso e dolce che affascina la sua
amica. La campana del villaggio risuona in lontananza, il

canti di montagna
di trovarmi a te vicino, suono di un flauto ci invita alla danza.
con la testa sul tuo cuscino,
e mi giravo di qua e di là.
La vien giù dalle montagne
La sposa morta La vien giù dalle montagne,
l’è vestita a la francese,
Gentil galant su l’aute montagne da un bel giovane cortese
l’à sentì le ciòche sunè: gli fu chiesto far l’amor.
“Saralo forse la mia spuseta
ch’à i la porta a suterè?” “Lo ringrazio, giovanotto,
lo ringrazio del buon cuore,
Gentil galant l’è rivà a casa ma appartengo a un altro amore
l’ha truvà la porta sarà che mi ama e mi vuol ben”.
l’ha dumandà a le sue visine:
“La mia spuseta dove l’è andà?” “Vatten via, o sciagurata,
Un giovane cortese, sull’alta montagna, ha sentito le campane vatten via sulle montagne,
suonare a morto: “Non sarà forse la mia sposa, che portano a raccoglier le castagne
a seppellire?” Il giovane cortese è arrivato a casa, ha trovato con gli agnelli a pascolar”.
la porta sprangata. Ha domandato alle sue vicine: “La mia
sposa dov’è andata?”
“Sono nata in mezzo ai fiori,
in mezzo ai fiori di vermiglio,
La soir à la montagne son pura come un giglio,
come un giglio vòi morir”.
Voici venir la nuit
là bas dans le campagne
et le soleil s’en fuit La Visaille
à travers la montagne.
Lassù sulle montagne alla Visaille

105
la terra è profumata dai fior, non esitar si deve,
c’è un sol che non si può scordare mai prendi lo zaino e lesto va
che illumina la valle d’or. dove più fioccherà.
Ma se l’amore vince l’ardore
Ma nel mister del bosco ner cresce l’affanno in cuore,
canta un ruscel un ritornel! (2v.) quando nel cuor c’è gioventù
non si resiste più.
Guardando il cielo blu della Visaille,
dei ghiacci e delle nevi il candor Si va sulla montagna
il paradiso allor tu sognerai dove la neve il volto ci abbronzerà.
lassù ritornerai col cuor. L’ardor che ci accompagna,
sarà la fiamma, il cuor ci riscalderà.
Ma nel candor di nevi al sol Salir, sempre salir
si leva un cantico d’amor! (2v.) mentre ogni valle canta così:
canti di montagna

Sci...Sci...
Oh... Sciator! Ripete il vento
solo ardimento
Ma nel candor... il tuo motto sarà. Sarà!
Signorinella, pallida e snella
Le carrozze getta la tua gonnella,
la tua pelliccia di vison,
Le carrozze son già preparate, mettiti i pantalon!
i cavalli son pronti a partire, Vecchio scarpone, d’ogni passione
dimmi, ohi bella, se tu vuoi venire vinci la tentazione,
questa notte a passeggio, non abbracciar più la Ninì
e questa notte a passeggio con me. solo i fedeli sci!
Mamma mia, chi era mio padre?
Figlia mia, tuo padre è già morto; Me compare Giacometo
tu sei figlia d’un padre sepolto
ché col pugnale lo feci, Me compare Giacometo
ché col pugnale lo feci morir. el gh’aveva un bel galeto,
quando el canta sverze el beco,
Mamma mia, perché l’hai ucciso? ch’el fa proprio inamorar.
Figlia mia, perché m’ha tradito:
m’ha rubato l’anello dal dito Un bel giorno la parona,
e un’altra donna voleva, per far festa agli invitati,
e un’altra donna voleva sposar. la ghe tira el colo al galo
e lo mete a cusinar.
Lo sciator Le galine tute mate,
per la perdita del galo,
Quando la neve scende giù lieve le ga roto el caponaro
106
da la rabia che le gh’ha. tutti giovani sui vent’anni:
la sua vita non torna più.
Monte Canino Colonnello che piangeva
a veder tanto macello:
Non ti ricordi quel mese d’aprile, “Fatti coraggio, alpino bello,
quel lungo treno che andava al confine, che l’onore sarà per te.”
che trasportavano migliaia degli alpini;
su, su correte: è l’ora di partir.
Che trasportavano... Monte Pasubio

Dopo tre giorni di strada ferrata Sulla strada del monte Pasubio
ed altri due di lungo cammino, -Bom...-
siamo arrivati sul monte Canino, lenta sale una lunga colonna:

canti di montagna
e a ciel sereno ci tocca riposar. -Bom...-
Siamo arrivati... l’è la marcia de chi non torna,
de chi se ferma a morir lassù.
Se avete fame guardate lontano,
se avete sete la tazza alla mano, Ma gli alpini non hanno paura
se avete sete la tazza alla mano, -Bom...- (2v.)
che ci rinfresca, la neve ci sarà.
Se avete sete... Sulla cima del monte Pasubio
-Bom...-
Non più coperte, lenzuola, cuscini, soto i denti ghe zè ‘na miniera:
non più l’ebbrezza dei dolci tuoi baci: -Bom...-
solo si sentono gli uccelli rapaci ze i Alpini che scava e spera
e da lontano il rombo del cannon. de ritornare a trovar l’amor.
Solo si sentono...
Sulla strada del monte Pasubio
-Bom...-
Monte Nero ze rimasta soltanto ‘na crose;
-Bom...-
Spunta l’alba del 15 giugno: non se sente ma’ più ‘na vose,
comincia il fuoco l’artiglieria; ma solo il vento che basa i fior.
il terzo alpini è sulla via
monte Nero a conquistar.
Ninna nanna
Monte Nero, monte rosso,
traditor della vita mia: Fente le nane, fentele cantando,
ho lasciato la mamma mia finchè la pópa se va ‘ndormenzando.
per venirti a conquistar. Nina nana, oh...
Per venirti a conquistare La pópa se ‘ndormenza a poco a poco,
ho perduto tanti compagni, come la legna verda arent al foco.
107
Nina nana, oh... Jo soi bon di romp i citis
e tornalis a justà.
La legna verda brusa e no fa fiama,
così fa la me pópa a far la nana. Prendi me, prendi me, bambina, ché sono capace di lavorare.
Io sono capace di rompere i cocci e di riaggiustarli. O
Nina nana, oh... bambina, bambina mia, quanto bene ti voglio!

Fente la nana pára via ‘l bobò,


daman de sera vegnirà ‘l papà. Ohi, cara mama
Nina nana, oh...
Ohi, cara mama, i baldi alpin van via, (2v.)
Facciamo la nanna, facciamola cantando, mentre la bambina i baldi alpin van via e non ritornan più.
si addormenta. La bimba si addormenta poco a poco, come
la legna verde che brucia nel fuoco. Come la legna verde Ohi sì sì cara mama no,
brucia senza far fiamma, così la mia bambina fa la nanna. senza alpini come farò?
Facciamo la nanna, mandiamo via il “bobò”: domani, di sera,
ritornerà il papà. I baldi alpin...
canti di montagna

Guarda la luna come la cammina, (2v.)


O ce biel cjs’cjèl a Udin e la scavalca i monti come noi altri alpin.
O ce biel, o ce biel cjs’cjèl a Udin; Guarda le stelle come sono belle, (2v.)
o ce biel cjs’cjèl a Udin, o ce biele zoventut! son come le sorelle di noi altri alpin.
Zoventut, zoventut come a Udin; Guarda la neve come scende lieve, (2v.)
zoventut come a Udin no si cjate in nissùn la lunga penna nera la si imbiancherà.
lùc.
Guarda il sole come splende in cielo, (2v.)
O ce biel, o ce biel lusor de lune; la lunga penna nera la si riscalderà.
o ce biel lusor de lune che il Signor nus a
mandat. Guarda il mare come l’è lucente, (2v.)
ma lui non c’entra niente con noi altri alpin.
A bussa, a bussa fantatis bielis;
a bussa fantatis bielis nol è fregul di precjat.
San Matìo
Ai bussade, ai bussade una brutte
ai bussade una brutte e l’plevan al mi crìat. Co la regina de San Matìo
la vole l’acqua rento ‘l so castelo,
ma che la porta el capitano,
O ninine quel comanda la città de Giano.
Cjolmi me, cjolmi ninine, Ma ‘l capitano ga za l’amore,
c’o soi bon di lavorà. la ze la fiola de Lilano Belo;
e se la porta nel sò castelo,
O ninine, o me ninine, e l’indormenza co’ le serenate.
Oh ce tant ben ti uei a ti!
Le serenate del capitano
108
le sveja tuta la cità de Giano. così la storia ‘desso ze finia.
Ma la regina no’ ze contenta:
la vole l’acqua de la Valle Scura.
Se jo vés di maridami
El capitano el ga paura,
el ga paura de la Busa Fonda. Se jo vés di maridâmi,
La busa fonda, la busa nera, un cjaliar no cjolarés. (2v.)
el capitano belo el se dispera.
Giulietta,
El se dispera el capitano oop-sassà Nineta,
quel che comanda la cità de Giano. un cjaliar no cjolarés.
Ma la regina no’ ze contenta:
la vole l’acqua rente l’erba menta. Lu l’è bon di bat i suelis:
áncje mé mi batares. (2v.)
Co’ l’erba menta, co’ l’erba amara,

canti di montagna
la Busa Fonda la diventa ciara, Cun chei quatri c’al guadágne
col primo sole de la matina, nol mantén nancje un poléz. (2v.)
la prima onda ze de l’acqua fina.
Beneditis lis cjargnélis,
Col primo sole, la prima onda, benedez i lôr pais! (2v.)
co’ l’acqua fina la diventa bionda,
col primo sole de la matina, Se dovessi maritarmi, non prenderei un calzolaio. Giulietta,
opsassà Ninetta, non prenderei un calzolaio. È capace di
el capitano trova l’acqua fina. battere le suole: batterebbe anche me. Con quei quattro soldi
che guadagna non mantiene neanche un pollo. Benedette le
carnielle, benedetti i loro paesi!
Col primo sole, la prima onda,
co’ l’erba menta la diventa bionda,
col primo ciaro de la matina, Serenata a Castel Toblin
el capitano beve l’acqua fina.
Ma la regina no’ ze contenta: Ride la luna ciara
la vole l’acqua rento ‘l so castelo; sora Castel Toblin;
che ghe la porta, col capitano, mi ’ncordo la chitara,
la vol la fiola de Lilano Belo. ti ‘ncorda ‘l mandolin
e nente ‘n barca.
Lilano Belo dal campo tondo Dal vento senza remo
ga tanti fiori che profuma ‘l mondo, ne lasserem portar;
ma ‘l capitano li porta via e alegri canteremo
così la storia ‘desso ze finia. fazendo risonar
La ze la storia del capitano, la val del Sarca.
quel che comanda la cità de Giano. E quando in mezo al lach la melodia
La ze la storia de la regina passerà ‘n sol minor
che la voleva tuta l’acqua fina. mi te dirò le pene, le pene del me cor,
Ma ‘l capitano la porta via,
109
mi te dirò le pene, le pene del me cor Par signal une crosute
e ti te me dirai che te sei mia. jè scolpide lì tal cret.
Fra chès stelis nas l’arbute,
Tornati sulla riva, sot di lôr jo duar cuiet.
felize te ofrirò
en ramosel d’oliva, Cjol sù, cjol une stelute:
e po’ te baserò je’a ricuarde il nestri ben.
la boca bela. Tu i darâs ‘ne bussadute,
e po plàtile tal sen.
E taserem; ma alora
en coro de ciciòi Quant che a cjase tu sês sole
saluderà quell’ora, e di cûr tu preis par mè,
e passerà su noi il mio spirt atòr ti svole:
l’ultima stela. jo e la stele sin cun tè.
canti di montagna

E quando al primo sol la melodia Se vieni quassù tra le rocce, dove loro mi hanno seppellito,
c’è uno spiazzo pieno di stelle alpine, che è stato bagnato dal
tornerà ‘n mi magior, mio sangue. Come segno c’è una croce scolpita sulla roccia.
ti, co la testa bionda postada su ‘l me cor, Fra quelle stelle nasce l’erba, sotto di loro dormo tranquillo.
Prendi, prendi una stella: essa ricorda il nostro amore. Dalle
ti, co la testa bionda postada su ‘l me cor un bacio, e poi nascondila nel seno. Quando a casa sei sola
te me farai sentir che te sei mia. e di cuore preghi per me, il mio spirito è presente: io e la stella
siamo con te.

Signore delle cime Sui monti fioccano


Dio del cielo, Signore delle cime, Sui monti fioccano,
un nostro amico hai chiesto alla montagna. la neve s’avvicinano:
Ma Ti preghiamo, ma Ti preghiamo, ti scriverò, Rosina-no,
su nel Paradiso, su nel Paradiso le pene del mio cuor.
lascialo andare per le Tue montagne.
Ti scriverò ‘na littera
Santa Maria, Signora della neve, con le parole d’oro,
copri col bianco Tuo soffice mantello ti scriverò, tesoro,
il nostro amico, il nostro fratello. la vita del soldà.
Su nel Paradiso, su nel Paradiso
lascialo andare per le Tue montagne.
Sui monti Scarpazi
Stelutis alpinis Quando fui sui monti Scarpazi
“miserere” sentivo cantar.
Se tu vens cà sù ta’ cretis, T’ho cercato fra ‘l vento e i crepazi
là che lôr mi àn soterât, ma una croce soltanto ho trovà. (2v.)
a l’è un splaz plen di stelutis:
dal mio sanc l’è stât bagnât. O mio sposo eri andato soldato

110
per difendere l’imperator, coglieremo stelle alpine
ma la morte quassù hai trovato per donarle,
e mai più non potrai ritornar. (2v.) per donarle alle bambine,
farle piangere
Maledeta la sia questa guera farle piangere e sospirar! -Ohilalà!-
che m’ha dato sì tanto dolor.
Il tuo sangue hai donato a la tera, Farle piangere,
hai distrutto la tua gioventù. (2v.) farle piengere e sospirare
nel pensare,
Io vorei scavarmi una fossa, nel pensare ai bell’alpini
sepelirmi vorei da me che tra i ghiacci,
per poter colocar le mie ossa che tra i ghiacci e le slavine
solo un palmo distante da te. (2v.) van sui monti,
van sui monti a guerreggiar! -Ohilalà!-
Quando fui sui monti Scarpazi

canti di montagna
“miserere” sentivo cantar.
Sul pajon

Sul cappello Il battaglione Aosta


-sul pajon-
Sul cappello, è sempre sulle cime,
sul cappello che noi portiamo -sul pajon-
c’è una lunga, ma quando scende a valle
c’è una lunga penna nera, -sul pajon-
che a noi serve, attente ragazzine!
che a noi serve da bandiera
su pei monti, Sul pajon della caserma
su pei monti a guerreggiar! -Ohilalà!- requiem aeternam e così sia,
va a ramengo ti,
Evviva evviva il reggimento, to pare, ta mare e ta zia
evviva evviva il Corpo degli Alpin! (2v.) e la naja e compagnia,
sul pajon, sul pajon, sul pajon
Su pei monti, de la caserma, sul pajon!
su pei monti che noi andremo
pianteremo, Il parrocco di Aosta
pianteremo l’accampamento, -sul pajon-
brinderemo, l’ha detto predicando:
brinderemo al reggimento: -sul pajon-
viva il corpo, “Attente ragazzine
viva il Corpo degli Alpini! -Ohilalà!- -sul pajon-
che il Quarto sta arrivando!”
Su pei monti,
su pei monti che noi saremo Ma una delle più belle
coglieremo, -sul pajon-
111
ha detto piano piano: Quelli che son partiti
-sul pajon- non son tornati:
“Se il Quarto sta arrivando sui monti della Grecia
-sul pajon- sono restati.
è quello che vogliamo!” Sui monti...
Nell’ultimo vagone
Sul ponte di Bassano c’è l’amor mio,
col fazzoletto in mano
Sul ponte di bassano mi dà l’addio.
noi ci darem la mano Col fazzoletto...
noi ci darem la mano
ed un basin d’amor. (2v.) Col fazzoletto in mano
mi salutava
canti di montagna

Per un basin d’amore e con la bocca i baci


successer tanti guai la mi mandava.
non lo credevo mai E con la bocca...
doverti abbandonar. (2v.)
Sui monti della Grecia
Doverti abbandonare c’è la Vojussa,
volerti tanto bene col sangue degli alpini
è un giro di catene s’è fatta rossa.
che mi incatena il cor. (2v.) Col sangue...
Che mi incatena il core Alpini della Julia,
che m’incatena i fianchi in alto i cuori,
in mona a tutti quanti sui monti della Grecia
queli che mi voi mal. (2v.) c’è il tricolore!
Sui monti...
Sul ponte di Perati
Ta-pum
Sul ponte di Perati
bandiera nera: Venti giorni sull’Ortigara
è il lutto degli alpini senza il cambio per dismontà.
che fan la guera.
E’ il lutto... Ta-pum...
L’è il lutto degli alpini E domani si va all’assalto,
che fan la guera, soldatino non farti ammazzà.
la mejo zoventù
che va sotto tera. Quando poi si discende al piano,
La mejo... battaglione non ha più soldà.

112
Ho lasciato la mamma mia,
l’ho lasciata per fare il soldà! Mi no la credo, ma se ‘l
fussa propi, propi vera; (2v.)
Nella valle c’è un cimitero, biondo o moro ancor stasera
cimitero di noi soldà. ‘n altro merlo troverò; (2v.)
Cimitero di noi soldà,
forse un giorno ti vengo a trovar. Vien, vien bionda d’amor

Vien, vien bionda d’amor,


Teresina, va ti vesti vien sotto l’ombra di un fior,
vieni biondina in braccio a me
Teresina, va’ ti vesti, a consolare ‘sto misero cuor. (2v.)
che al bal te vòi menar.

canti di montagna
Teresina, va’ ti vesti, Quando le rose bianche
che al bal te vòi menar! sulla sera si smarrisce,
anche il mio cuor languisce
Ma quando che l’èi sul balo d’esser lontan da te.
pù nessun la fa balar,
solamente ‘l fiòl del conte Tutto passa, finisce, si scorda:
dò o tre giri ghe fà far. a ‘sto mondo il destino è così!
E nel fare i dò tre giri Vien, vien bionda d’amor…
le sò rose ghe cascà,
e nel torghe sù le rose
un bel baso gh’à molà!

Valsugana

Quando saremo fora,


fora per la Valsugana; (2v.)
e a ritrovar la mama,
e a veder come la sta; (2v.)
La mama la sta bene,
il papà l’è amalato; (2v.)
il mio ben partì soldato,
chi sa quando tornerà; (2v.)
Tuti me dis che lù ‘l se
zercà zà n’altra morosa; (2v.)
l’è na storia dolorosa,
che mi credere non so; (2v.)
113
canti di montagna

114
Canti
Popolari
Canti dell’ aggio cumbrat’ ‘nu cannone:
bum-bum fa lu cannone…
Abruzzo
Luntane, cchiù luntane
Alla fiera di mastro Andrè la
Pe cantà sta chiarità
mi mi7
Alla fiera di mastro Andrè ‘ncore me sente tremà!
si7 mi re mi
aggio cumbrat’ ‘nu piffariello: Tutte stu ciele stellate,
si7 mi si- mi7 la
piri, pi-pi, lu piffariello, tutte stu mare che me fa sugnà.
Ma pe ‘tte, sole pe ‘tte
la mi mi7
alla mirè, alla mirè, esce dall’anima me,
si7 mi re mi
alla fiera di mastro Andrè! (2v.) mezz’a stu ciele, stu mare
si-7 mi7 la
nu cantemente che nze po tené.
Alla fiera di mastro Andrè
aggio cumbrat’ ‘nu tamburiello: la mi
tiri, ti-ti, lu tamburiello Luntane, cchiù luntane
re la
piri, pi-pi, lu piffariello de li luntane stelle,
canti popolari

re la fa#-
Alla fiera di mastro Andrè luce la luce cchiù belle
si- mi la mi7
aggio cumbrat’ ‘nu viulin: che me fa ncore cantà. (2v.)
ziu-ziu, lu viulin,
tiri, ti-ti… Marinà, s’ha da vugà
tra tutta sta chiarità,
Alla fiera di mastro Andrè cante la vele a lu vente,
aggio cumbrat’ ‘na viola: nu cante granne che luntane và:
za-za la viola,… tu la si ddove vo’ ì
st’aneme pe’ ne’ murì
Alla fiera di mastro Andrè bella paranze. Luntane
aggio cumbrat’ ‘na trumbetta: ‘nghe sti suspire tu i’ da menì.
pere, pe-pè fa la trumbetta,…
Per cantare questo chiarore in cuore mi sento tremare! Tutto
questo cielo stellato, tutto questo mare che mi fa sognare. Ma
Alla fiera di mastro Andrè per te solo, per te esce dall’anima mia, in mezzo a questo
aggio cumbrat’ ‘na pistola: cielo, a questo mare, un canto che non si può trattenere.
Lontano, più lontano delle lontane stelle, riluce la luce più bella
ta-ta fa la pistola,… che mi fa ancora cantare. Marinaio si deve remare tra tutto
questo chiarore, canta la vela al vento un canto grande che va
lontano: tu lo sai, bella barca, dove vuole andare quest’anima
Alla fiera di mastro Andrè per non morire. Lontano con questi sospiri tu devi venire.
aggio cumbrat’ ‘nu fucile:
pum-pum fa lu fucile,…
Alla fiera di mastro Andrè
116
Lu Maritiello Tu si cchiù bella de
do
na rosa de maggio
Io so nu maritiello l’uocchi ca tiene ‘nfronte
sol so com’a lu mere
assai curiose pe vuiè bene a te
7
da na cantina esce ce vole coraggio
do
e ‘nda n’ata trase. io sparapacchio e moro
Quante ritorno a casa d’amore pe te.
tutto ‘mbriache Lena mia cara Lena
dico:”Mugliera mia tu sei la pena di questo cuor.
facime la pace”.
“Pace non voglio fare Mare nostre
sono adirata dosol7 do
se prima non mi dici Mare nostre,
dove sei stato”. sol
mare che crij stu core
“Io vado a lavorare re- sol
trasporto vino na passione d’amore
io bevo e lo trasporto do

abruzzo
e mme fi’ ‘ncantà.
qui dentro di me”.
sol midim
Lena mia cara Lena Mare bbelle,
la-7 sol
tu sei la pena di questo cuor sopr’a sta bbella paranze
l’aneme di lontananze
sol 7
Vorrei coprir la tua bocca se mett’a ssugnà.
do
di baci di baci di baci fa do sol7
Voga, voghe marinare,
fa
per dirti quanto mi piaci do
voga voghe
7
sol do
e poi tenerti sul cuor. fa do
pe stu mare,
re- sol do
Nun veco l’ora ca che nen dorme e suspire nghe mmè.
vene Natale
pe famme na magnata Mare chiare,
de maccaroni mare de latte e d’argente,
pe me scurdà li guaie ogne ddulore e tturmente
e le cambiali me vuije scurdà.
me faccio na bevuta
e chi se ne importa Mare granne,
do sol7 do
Vino vino eccolo qua come nu ciele stellate
sol7 do tramà ‘ssa luce ‘ncantate
vino vino e tira a campà. lu core me fa.

117
Mare nostro, mare che crei a questo cuore una passione
d’amore e mi fai incantare. Mare bello, sopra questa bella Vaste che mme repurte
barca, l’anima da lontano si mette a sognare. Rema, rema cchi nen se po’ scurdà!
marinaio. Rema, rema per questo mare che non dorme e
sospira con me. Mare chiaro, mare di latte e d’argento, mi
voglio scordare ogni dolore e tormento. Mare grande come un Vanne senza nu lagne:
cielo stellato, quella luce incantata mi fa tremare il cuore. te vuje troppe bbe’!
Sorge la luna che illumina il mare, si apre una vela con una
stella rossa, anche se lontano va la riconosco, è quella che
Résce la lune qui in petto chiuso sta. La luna t’accompagna, questo cuore
sta con te, va’ senza preoccuparti, ti voglio troppo bene. E
la si- la quasi ogni momento io sto qui a pregare per chi in questo
Résce la lune che lu mare alluce, cuore sempre rimarrà. Tramonta il sole, ritornano le barche, e
quella che sta avanti è la sua, lui guarda qui in terra con i suoi
si- occhi buoni, mi cerca e poi non fa che sospirare. Dico forte
s’apre ‘na vele ‘nghe ‘na stella ròsce al mare: “Ti voglio bene assai! Basta che mi riporti chi non si
può dimenticare”.
mi si-
che ppiù lentane va la reconòsce:
mi 7 la re-
jè chelle che qua ‘npitte chiuse sta! Sant’Antonio a lu desertu
la re- la re
Résce la lune che lu mare alluce, Bonasera cari amice
re fa#7 la7 re
s’apre ‘na vele ‘nghe ‘na stella ròsce tutte quante le cristiane
si-7 do#-7 questa sera v’aggia dice
che ppiù lentane va la reconòsce:
canti popolari

la7 re
si 7 mi de la festa de dimane
jè chelle che qua ‘npitte chiuse sta! re
ca dimane è Sant’Antonio
la do#- re fa#7 la7 re
La lune t’accumpagne, lu nemice de lu Dimonio
si- mi la
stu core sta ‘nghe tte: sol re
re si-
vanne senza nu lagne, Sant’Antonio Sant’Antonio
la7 re
mi 7 la
te vuje troppe bbe’! lu nemice de lu Dimonio.
Li parent’ ‘e Sant’Antonio
E quasce ‘ntutte ll’ore una moglie gli vogliono dare
i’ stinghe a racetà ma lui nun ne vuol sapere
pe quelle che qua ‘n core nel diserto si fa mandare
re- la
sempre mme ce starrà. pe’ ‘nn ave’ la siccatura
de sta’ a ‘ffa ‘na criatura.
Cale lu sóle, arreve le lancette,
e chelle che va ‘nnanze jè la ssune; Sant’Antonio a lu disertu
guarde qua ‘n terre nghe cert’ucchie bbune, s’appicciava ‘na sigaretta
mme cérche e pù nen fa che sesperà. Satanass’ pe’ dispietto
je freghette la lumetta
Diche a lu mare forte: Sant’Antonio non se la prende
“Te vuie bbe’ prassà!” Cu ‘nu prospero se l’accende.
118
Sant’Antonio a lu disertu
si faceva la permanente Vola, vola, vola…
Satanass’ pe dispietto
je freghette la corrente re la7 re
Vulèsse fa ‘rvenì pe’ n’ora sola
Sant’Antonio non s’impiccia la7 re
cu ‘lle dita se l’arriccia. lu tembe bbelle de la cuntentèzze,
7 sol re
quande pazzijavam’a “vvola vola”
Sant’Antonio a lu disertu si- la7 re
s’ cuciva li pantalune e tti cupre’ di vasce e di carezze.
Satanass’ pe’ dispietto re la7
je freghette li buttune E vvola vola vola
Sant’Antonio se ne frega re
cu lu spago se li lega. e vvola lu pavone:
si- mi-7
si ttiè lu core bbone
Sant’Antonio a lu disertu la7
mo fàmmice apruvà!
re
cucinava le spaghett’
Satanass’ ‘stu fetente Na vote, pe’ spegnà lu fazzulette,
je freghette le furchette so state cundannate di vasciarte.

abruzzo
Sant’Antonio nun se lagna Tu ti sci fatte rosce e mi sci dette
Cu le mani se le magna. d’inginucchiarme prime e
d’ abbracciarte.
Sant’Antonio a lu disertu
se lavava l’insalata E vvola vola vola
Satanass’ pe’ dispietto vola lu gallinacce;
je tirette ‘na sassata mo se mi guardi n’facce
Sant’Antonio lo prese pel collo me pare di sugnà.
e lo mise col culo a mollo.
Come il fiume nasce a pprimavere
Sant’Antonio a lu disertu l’amore nasce da la citelanze.
se diceva l’orazioni Marì, se mi vuò bben accòme iere,
Satanass’ pe’ dispietto ne mmi luvà stu sonne e sta speranze.
je fa ‘o verso de lo trumbone
Sant’Antonio col curtellone E vvola vola vola,
gli corre appresso e lo fa cappone. e vvola lu cardille;
nu vasce a ppizzichille,
Vi saluto cari amici né mme le può negà!
lu Signore v’ bennedice
e fa cresce lu patrimonio Vorrei fare ritornare, per un’ora sola, il tempo bello della
cu li grazie ‘e Sant’Antonio contentezza quando giocavamo a vola-vola e ti coprivo di
baci e di carezze. E vola, vola, vola e cola il pavone, se hai
ca dimane è Sant’Antonio il cuore buono ora fammi riprovare! E vola…Una volta per
lu nemice de lu Dimonio. disimpegnare un fazzoletto sono stato condannato a baciarti,
tu sei diventata rossa e mi hai detto di inginocchiarmi prima

119
di abbracciarti. E vola, vola, vola e vola il gallinaccio, ora se
mi guardi in faccia mi sembra di sognare. E vola… Come i
fiori nascono a primavera, l’amore nasce dalla fanciullezza.
Maria, se mi vuoi bene come ieri non mi togliere questo sogno
e questa speranza. E vola, vola, vola e vola il cardellino, un
bacio “a pizzichino” non me lo puoi negare. E vola…

Zi’ Nicola
la mi7
Quand’è bbelle a jì ‘n campagne
la
quann’è tempe de vellegne,
re
‘nche l’addore de gramégne
mi7 la
e lu ciucce a rajjà.
la mi7 la
E pe’ cantà ce vuleva zi’ Nicola, -iho, iho, iho-
si-
‘nu ciucciarelle garbate e bbelle
mi7 la
che nun se stanche de trottà.
mi7
Zi’ Nicò, zi’ Nicò, zi’ Nicò, ah ah!
canti popolari

la
Zi’ Nicò, zi’ Nicò, zi’ Nicò, ah ah! (2v.)
Jeve dritte pe’ strada nova,
jeve sotta a la trainelle,
jeve càreche de rafanielle
e lu ciucce a rajjà.
Chi lu tira pe’ la coda,
chi lu tira pe’ la capezze:
mamma mia che cuntentezze,
e lu ciucce a rajjà.

120
Canti della aute tasse ‘n ci hanno mise.
Libertè… egalitè…
Basilicata tu arruobb’ a mmè io arruobb’ a te!

I Briganti
Canto dei sanfedisti
mi- re si7 mi-
mi- sol
Allu suono de grancascia, Aimme posato chitarre e tamburi
re si7 mi-
si7 mi-
viva lu popolo bascio. pecchè sta musica s’ha da cagna
do re mi-
Allu suono de tammurielli simme briganti e facimm paura
so risorte li puverielli. re si7 mi-
e ca scuppetta vulimme cantà. (2v.)
Allu suono de campane re mi-
viva viva li pupulane. Eh, eh, ah ah ah ah!
Allu suono de viulini,
morte alli giacubbine. E mo cantammo sta nuova canzone
tutta la gente se l’ha da imparà
sol si7 mi- non ce ne fotte du re borbone
Sona sona sona Carmagnola a terra è nostra e nun s’ha da tuccà. (2v.)
sol si7 mi-
sona li cunzigli, viva ‘o rrè cu la Famiglia (2v.)
Tutte e paese da Basilicata

basilicata
A sant’ Eremo tanto forte se so scetate e vonno luttà
l’hanno fatto comme ‘a ricotta. pure a Calabria mo’ s’è revutata
A stu curnutu sbrevognato, e stu nemico facimmo tremmà. (2v.)
l’hanno miso ‘ a mitria ‘n capa.
Maistà chi t’ha traduto, Chi ha visto lupo se mise paura
chistu sommacco chi ha avuto. nun sape buono qual è a verità
E signorine, ‘e cavaliere, o vero lupo ca magnà ‘e creature
te vulevano priggiuniere. e o Piemuntese c’avimm a caccià. (2v.)
Li Frrancise so arrivate Femmene belle che date lu core
‘nce hanno buono causate si lu brigante vulite salvà
Evvualà, evvualà più non cercate, scordatevi o nome
cavuoe ‘nculo ‘a libertà chi ce fa guerra non tiene pietà. (2v.)
Addo è gghiutà ‘onna Eleonora,
c’ abballava ‘ncoppa ‘o teatro, Ommo se nasce, brigante se more
mò abballa miez’ ‘o mercato, ma fino all’ultimo avimm’a sparà
‘nzieme cu mastu Donato. e se murimm menate ‘nu sciore
e ‘na bestemmia pe sta libertà! (2v.)
Allu triedece de giugno
sant’Antonio gluriuso
e Signore sti birbanti Vulesse addeventare nu
e facettero o’ mazzo tante brigante
so venute li francise
121
la-
Vulesse addeventare suricillo,
oi nenna né (2v.)
re- la-
pe’ le rusecare ‘sti catene
mi7
ca me strigneno lu pede
la-
e che me fanno schiavo (2v.)
Vulesse adeventare pesce spada
oi nenna né (2v.)
pe’ putere subito squartare tra la funno de lu
mare sti nemici nuoste (2v.)
Vulesse addeventare ‘na palomma
oi nenna né (2v.)
pe’ putere libera vulare e ‘nguacchiare
sti divise a tutti i piemuntise (2v.)
Vulesse addeventare ‘na tamorra
oi nenna né (2v.)
pe’ scetare tutta chesta ggente ca nun
ha capito niente e ce sta a guardà (2v.)
canti popolari

Vulesse addeventare ‘na bannera


oi nenna né (2v.)
‘pe dare nu culure a questa guerra
c’ha da libbera sta terra o ce fa murì (2v.)
Vulesse addeventare nu brigante
oi nenna né (2v.)
pe’ sta’ su a la muntagna scura pe’ te
fa’ sempre paura fino a quanno more (3v.)

122
do sol7 do 7
Canti dalla mia bella
fa
al casolare.
Romagna, Romagna mia,
do

dell’Emilia Ro- sol do


lontan da te non si può star!
magna
Tango delle capinere
(capotasto II)
L’uva fogarina
mi- si7
mi Laggiù nell’Arizona,
Oh, quant’è bella l’uva fogarina mi-
si7 terra di sogni e di chimere
e quant’è bello saperla vendemmiar, la-
a far l’amor con la mia bella, se una chitarra suona,
mi si7 mi-
a far l’amor in mezzo al prà. cantano mille capinere.
si7
Dirindin din, dirindin din, Hanno la chioma bruna,
si7 do
dirindin din, din din din din. hanno la febbre in cor,
mi la- mi-
Dirindin din… chi va a cercar fortuna,
fa#7 si7
mi si7 vi troverà l’amor!
Teresina ‘mbriagouna, poca voia ‘de lavurà,

emilia romagna
la s’è tolta ‘na vestaglia, mi si7
mi A mezzanotte va, la ronda del piacere
la l’ha i ‘ancora da pagàr. mi
si7 e nell’oscurità ognuno vuol godere.
Filar non po’o filar, cusir non lo sa far si7
mi Son baci di passion, l’amor non sa tacere
e sol ‘d la campagna, la dis che ghe fa mal. mi
e questa è la canzon di mille capinere.

Romagna mia
Il bandolero stanco
scende la sierra misteriosa
do- sol7 sul suo cavallo bianco
Sento la nostalgia del passato, spicca la vampa di una rosa.
do- Quel fior di primavera
quando la mamma mia ho lasciato.
do7 fa- vuol dire fedeltà
Non ti potrò scordar casetta mia e alla sua capinera
do-
in questa notte stellata egli lo porterà.
sol7 do
la mia serenata io canto per te.
sol7 do sol7
Romagna mia, Romagna in fiore,
do
tu sei la stella, tu sei l’amore.
7 fa
Quando ti penso vorrei tornare

123
Canti Lei qui con la voce smarrita
m’ha detto: “E’ finita, ritorno lassù!”
del Lazio Ma prima di partire l’inglesina
buttò la monetina e sussurrò:
Arrivederci, Roma...
Arrivederci Roma Good bye... au revoir...
(capotasto II) Voglio ritornare a Via Margutta,
mi- la-7 mi- voglio rivedere la soffitta
T’invidio, turista che arrivi, dove m’hai tenuta stretta stretta accanto a te!
mi- mi7 la-
t’imbevi de fori e de scavi, Arrivederci, Roma...
si7 do7 si7 Non so scordarti più...
poi tutto d’un colpo te trovi Porto in Inghilterra i tuoi tramonti,
do7 si7 mi-
Fontana de Trevi ch’è tutta pe’ te! porto a Londra Trinità dei Monti,
la- re sol porto nel mio cuore i giuramenti e gli “I love
Ce sta ‘na leggenda romana you”
do si7 mi-
legata a ‘sta vecchia fontana
la- mi-
per cui se ce butti un soldino Arrivederci, Roma...
si7 mi- Good bye... au revoir...
costringi er destino a fatte tornà’. Mentre l’inglesina s’allontana
la- mi- un regazzinetto s’avvicina
E mentre er soldo bacia er fontanone
fa#7 si7 va nella fontana pesca er soldo e se ne va!
la tua canzone in fondo è questa qua!
canti popolari

mi la- mi
Arrivederci, Roma... Chitarra romana
7 la
Good bye... au revoir... do-
si7
Si ritrova a pranzo a Squarciarelli Sotto un manto di stelle
sol7
fettuccine e vino dei Castelli Roma bella mi appare;
mi
come ai tempi belli che Pinelli immortalò! solitario il mio cuor,
Arrivederci, Roma... disilluso d’amor,
do-
Goodbye... aurevoir... vuol nell’ombra cantar.
Si rivede a spasso in carrozzella fa-
Una muta fontana
e ripensa a quella “ciumachella” do-
ch’era tanto bella e che gli ha detto sempre e un balcone lassù…
sol7
“no!” O chitarra romana,
do
Stasera la vecchia fontana accompagnami tu!
racconta alla solita luna do sol7
la storia vicina e lontana Suona, suona mia chitarra,
di quella inglesina col naso all’insù. do
lascia piangere il mio cuore:
Io qui, proprio qui l’ho incontrata... sol7
E qui, proprio qui l’ho baciata... senza casa e senza amore,

124
do
mi rimani solo tu! che te vo bene e non te sa sa mentì
sol7 na serenata che sussura amore
Se la voce è un po’ velata
do me dichi amoco dove voi morì
accompagnami in sordina…
sol7
La mia bella Fornarina le milanesi con le toscane
do se impareranno a parlà romano
al balcone non c’è più! e se diranno: «Viè su Marietta,
s’annamo a beve ‘n’antra foglietta».
Lungotevere dorme La veneziana, ch’è fumantina,
mentre il fiume cammina… la chiameremo cor nome Nina,
Io lo seguo perché e le baresi e le napoletane…
mi trascina con sé lassatele passà che so’ Romane!
e travolge il mio cuor.
Vedo un’ombra lontana Roma bella, Roma mia,
e una stella lassù… te se vonno portà via
O chitarra romana, er Colosseo co’ Sampietro,
accompagnami tu! già lo stanno a contrattà
Qui se vonno venne tutto
cielo sole e staria fresca
Fiori trasteverini ma la fava romansca
gliela potemo arigalàù

lazio
De li giaridini semo li mughetti
semo romani e’n più trasteverini venite tutti a Roma v’aspettamo,
no pe’ vantasse semo li più perfetti se dice che più semo e meglio stamo,
cantamo tutti e semo ballerini se dice che più semo e megio stamo.
Se dice gente allegra dio l’aiuta
noi semo allegri e voi sapè perchè
ogni tanto na mangata e na bevutoa La società dei magnac-
e tutto quanot er rest viè da se. cioni
Semo romani, trasteverini do
semo signori senza quatrini Fatece largo che passamo noi,
sol7
ma er core nostro è na capanna li giovanotti de ‘sta Roma bella,
core sincero che nun t’inganna re-
Se stai in bolletta noi t’aiutamo Semo regazzi fatti cor pennello
re7 sol
però da ricchi nun ce passamo E le ragazze famo innamora’
noi semo mangatori de spaghetti do sol do
e le ragazze famo innamora’,
delle trasteverine li galletti
Famo li pranzi mejio de Nerone Ma che ce frega, ma che ce importa
bevemio er vino co la coccolina sol7
si l’oste ar vino cià messo l’acqua
n’abbacchio in quattro credi va benone re- do
e pe antipasto ognuno na gallina e noi je dimo, e noi je famo:
sol do
na ciumachcella che te brilla er core ciai messo l’acqua e nun te pagamo,
125
do sol
Ma però noi semo quelli mio caro oste portace
sol do sol do sol do sol do
che je risponnemo in coro: da beve, da beve, da beve. Olè!
re- do
è mejo er vino de li Castelli
sol do
che questa zozza società. Na gita a li castelli
(capotasto II)
E si pe’ caso la socetà more
se famo du’ spaghetti a’ matriciana la-
bevemo un par de litri a mille gradi Guarda che sole
s’ambriacamo e un ce pensamo più. (2v.) ch’è sortito Nannì
mi7
che profumo de rose
Che ciarifrega, che ciarimporta... de garofani e pansè.
la-
mi7
do
Ce piaceno li polli, Come tutto un paradiso
la-
sol
l’abbacchio e le galline li Castelli so’ accosì.
re7 Guarda Frascati
perché sò’ senza spine ch’è tutto un sorriso
sol ‘na delizia, n’amore,
nun sò’ come er baccalà. la
‘na bellezza da incanta’.
do
La società dei magnaccioni,
sol7 Lo vedi, ecco Marino
la società della gioventù, mi7
canti popolari

re- do la sagra c’è dell’uva


a noi ce piace de magnà’ e beve fontane che danno vino
sol do sol7 do la
e nun ce piace de lavorà. quant’abbondanza c’è.
Appresso v’è Genzano
OSTE! mi
cor pittoresco Albano
do si- la
Portece ‘n artro litro su viett’a diverti’
la7 re- mi la mi la-
che noi se lo bevemo Nannì Nannì.
fa do
e poi jarisponnemo Là c’è l’Ariccia
sol re-
embé embé che c’è. più giù c’è Castello
ch’è davvero un goiello
do co’ quel lago da incanta’.
E quando er vino embé E de fravole ‘n profumo
sol7
t’ariva ar gozzo embé solo a Nemi poi senti’.
ar gargarozzo embé Sotto quel lago
do un mistero ce sta
te fa un ficozzo embé.
7 de Tibberio le navi
Pe’ falla corta con l’antica civiltà.
fa
pe’ falla breve,
So mejo de la sciampagna
126
li vini de ‘ste vigne Smorza quel venticello stuzzicarello che ciai.
ce fanno la cuccagna Roma, nun fa’ la stupida stasera.
dar tempo de Noè.
Li prati a tutto spiano
so’ frutte, vigne e grano Tanto pè cantà
s’annamo a mette lì
Nannì, Nannì. do- fa-
Pe’ fa’ la vita meno amara
sol7 do-
È sera e già le stelle me so’ comprato ‘sta chitara
te fanno un manto d’oro e quanno er sole scenne e more
e le velletranelle me sento’n core cantatore.
se mettono a canta’ La voce è poca ma ‘ntonata
se sente ‘no stornello nun serve a fa’ ‘na serenata
risponde un ritornello fa-
ma solamente a fa’ ‘n maniera
che coro vie’ a senti’ sol7
mi la mi la de famme ‘n sogno a prima sera...
Nannì, Nannì.
do
Tanto pe’ cantà
sol7
Roma, nun fa’ la stupida perché me sento un friccico ner core,
stasera tanto pe’ sognà

lazio
do
re re5+ re perché ner petto me ce nasci un fiore:
Roma nun fà la stupida stasera fiore de lillà
midim mi-7 la 7 fa
damme ‘na mano a faje dì de sì. che m’ariporti verso er primo amore
mi-7 la do
Sceji tutte le stelle che sospirava le canzoni mie
mi-7 la sol do
più brillarelle che ciai e m’arrincojoniva de bugie!
mi- la7 re re5+ fa- do- sol do-
e un friccico de luna tutta pe’ noi. papparappà…
re re5+ re re5+
Faje sentì ch’è quasi primavera.
la-7 re7 sol fa#- si7 Canzone belle e appassionate
Manna li mejo grilli pe fà cri cri. che Roma mia m’aricordate,
mi- la
Prestame er ponentino cantate solo pe’ dispetto
re si-7 ma co’ ‘na smania dentro ar petto...
più malandrino che ciai. Io nun ve canto a voce piena
mi- la7 re
Roma reggeme er moccolo stasera. ma tutta l’anima è serena
e quanno er cielo se scolora
Roma nun fa’ la stupida stasera de me nessuna se ‘nnamora...
damme ‘na mano a famme di de no,
spegni tutte le stelle
luccicarelle che ciai
nasconneme la luna, se no so’ guai.
Famme scordà ch’ è quasi primavera
tiemme ‘na mano in testa pe’ di de no.

127
canti popolari

128
si7
Canti della Camerer porta mez liter
Pagherò, pagherò pagherò!
Lombardia Camerer porta mez liter,
pagherò pagherò pagherò!
mi
Andava a Rogoredo Gira la baracca gira, gira
si7 mi
(capotasto III) Föra meza lira, föra meza lira
mi-
Gira la baracca gira, gira
si7 mi
Quell che sunt dré a cüntav, l’è ‘na storia Föra meza lira per pagà.
vera,
si7
de vün che l’è mai stà bún de dì de no; Come farò - o - o
e serem conossü visin a la Breda; Se non ce n’o - o – o
mi- si7 mi
le l’era de Ruguréd e lu... sù no! Al mio ritorno, al mio ritorno
Un dì che l’avea menada a vedè la fera, Come farò - o - o
si7 Se non ce n’o - o – o
la gh’eva un vestidin culur de tra’sú; si7 mi
disse: “vorrei un krafen... non c’ho moneta” Al mio ritorno ti pagherò!
mi-
“Pronti!” El gh’ha dà dés chili... e l’ha vista pü! Camerer porta un bel negher (3v.)
Pagherò, pagherò pagherò!

lombardia
re7 sol la- si7
Andava a Rogoredo, el cercava i sò dané; Camerer porta un bel negher,
re7 sol la- si7
girava per Rogoredo el vusava ‘me ‘n strascé: Pagherò, pagherò pagherò!
mi
“No, no, no no, non mi lasciar, Camerer portum al cess (3v.)
la
No, no, no no, non mi lasciare ‘agherò, ‘agherò, ‘agherò!
mi si7 mi Camerer portum al cess,
mai, mai, mai!” ‘agherò, ‘agherò, ‘agherò!
Triste un mattin d’Aprile sensa l’amore
gh’era vegnü anca in ment de ‘ndà a ‘negàs Canzone per il rotamatt
là dove el Navili l’è pussé negher,
dove i barcún pöden no ‘rivà. la- mi
E l’era bel fermott de gia’mò ‘n quart d’ura, Canti per ti la mia cansun,
la-
gh’era passà anca l’ura de andà a timbrà: ti el rutamat, ti el me barbun
“...mi credi che ‘massàm pödi pensà süvra; mi
‘dess vò a to’ i mè dés chili... poi si vedrà!” che te me dà un po’ de mangià
la- sol do mi
quand’s’eri restà senza ca’.
la- mi
Che te me dà un toc de pan dur
Camerer porta mez liter
la-
mi si7 quand’ i barbun che g’avevi in gir
Camerer porta mez liter mi
mi i sciuri e la gent per ben
Camerer porta mez liter
129
mi
m’aveven tratàsolpeg’ d’un can
do
ma l’è stasé de tirà là
el to suris el vedi ‘mò
fa do cumpagn se’l fudes piturà.
l’era dumà un toc de pan
re- mi7
ma l’è stasé de tirà là Ti el me barbun quand te vederà
re- la-
el so profum el senti ‘mò quand ‘l Signur el te ciamarà
re- mi7 ti ‘ndaren driz ti e i to barbis
me par de ves dré ‘mò a sgagnà. a sta ‘n paradis.
la- mi
Ti el me barbun quand te vederà
la- Caramba
quand ‘l Signur el te ciamarà
mi
ti ‘ndaren driz ti e i to barbis mi
la- E lassù sul monte nero
a sta ‘n paradis. si7
c’è una piccola caverna
Canti per ti la mia cansun ci son dodici briganti
mi
ti el rutamat ti el me barbun al chiaror d’una lanterna.
che te me dà ‘l to paltò vec
quand s’eri strasciàa e pien de frec Caramba, beviamo del whisky!
che te me fa scaldà un pò i os Caramba, beviamo del gin!
quand son restà cu ‘na gota ‘dos E tu non dar retta al cuore,
quand han brus’anc i banchet che tutto passerà!
canti popolari

e mi s’eri sensa calset,


Ma dei dodici briganti
l’era dumà un toc de strasc uno solo resta muto,
ma l’è stasé de tirà là ha il bicchiere ancora pieno
el so calor el senti ‘mò perchè mai non ha bevuto?
me par de ves dré a mete’l su.
Ma non può dimenticare
Ti el me barbun quand te vederà il brigante la sua bella,
quand ‘l Signur el te ciamarà gli occhi suoi color del mare,
ti ‘ndaren driz ti e i to barbis la sua bocca tanto bella.
a sta ‘n paradis.
Canti per ti la mia cansun, Col piè di porco
ti el rutamat, ti el me barbun
che te piangiù e te me vardà re
Hanno ammazzato un angelo, (chi?)
quand s’eri ‘scondù e m’han ciapà sol
che te me dà un po’ del to cur di nome la Rosetta.
quand i padroni e i commendatur re
Hanno ammazzato un angelo, (dove?)
han fa e disfà ‘nfra de lur
e mi m’han menà a San Vitur. la7 re
dietro la camionetta.
L’era dumà un po’ d’amor
130
“Duve te vett, o Marietina, (3v.)
re inscì bon’ora in mezz’ ai prà?”
Col piè di porco la sega elettrica
la7
La cassaforte non resiste più! “Mi vò a fà la campagnola, (3v.)
Mai più, mai più! in campagna a laurà.”
Col piè di porco la sega elettrica
re
La cassaforte non resiste più! “Se ti te fuest propri söla (3v.)
te vegnarisi a cumpagnà.
Bastardi traditori,
ve la farem pagare! Ma la rosada la se alza: (3v.)
Ve la farem pagare, (chi?) la te bagnara el scusà.”
noi della mala vita.
“El scusarin l’ho già bagnato (3v.)
Tutta la malavita, questa matina in mez al prà!”
venne vestita in nero
per ‘compagnar Rosetta, (dove?)
Rosetta al cimitero. E la vita, la vita
re la
Tutta la malvita C’è, c’è chi soffre soltanto d’amore,
venne vestita in bianco mi- la re
per ‘compagnar Rosetta, (dove?) chi continua a sbagliare il rigore,

lombardia
7 sol
Rosetta al camposanto. c’è chi un giorno invece ha sofferto
re
e allora ha detto io parto,
la
Come porti i capelli ma dove arrivo se parto?
7
re
Sempre ammesso che parto, ciao!
Come porti i capelli bella bionda?
la A chi sbaglia a fare le strissie,
Tu li porti alla bella marinara, a chi invece avvelena le bissie,
tu li porti come l’onda, uno tira soltanto di destro,
re
come l’onda in mezzo al mar! l’altro invece c’ha avuto un sinistro
e c’è sempre qualcuno che parte,
re la7 ma dove arriva se parte?...
Là in mezzo al mar ci stan camin che
fumano, la re
re E la vita, la vita
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano, la
sol e la vita l’è bela, l’è bela,
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano. sol
re la7 re basta avere l’ombrela, l’ombrela
Saran per la mia bella che si consumano! re
ti ripara la testa
la7 re
e sembra un giorno di festa.
Duve te vett, o Marietina la
E la vita, la vita
la vita l’è strana, l’è strana
131
basta una persona, persona E verrà quel dì di Venere
che si è rotta la testa è finita la festa. mi vò al mercà a cumprà la cenere.
Venere la cenere
C’è chi un giorno ha fatto furore, Giove le ove…
e non ha ancora cambiato colore,
c’è chi mangia troppa minestra, E verrà quel dì di sabato
chi è costretto a saltar la finestra mi vò al mercà a cumprare l’abito.
e c’è sempre lì quello che parte Sabato l’abito
ma dove arriva se parte, ciao! Venere la cenere…
A chi sente soltanto la radio, E verrà quel dì di festa
e poi sbaglia ad andare allo stadio, mi vò al mercà a cumprà la vesta.
c’è chi in fondo al suo cuore ha una pena, Festa la vesta
c’è chi invece c’ha un altro problema sabato l’abito…
mentre è sempre li quello che parte
ma dove arriva se parte?
El Luisin
E la vita, la vita...
do
On dì per sta contrada
fa do
E verrà quel dì di lune passava on bel fioeu
fa do
e on mazzolin de ròs
canti popolari

mi si7 mi sol do
E verrà quel di di lune l’ha tràa in sul mè poggoeu. (3v.)
si7 mi
mi vò al mercà a cumprà la fune. E per trì mès de fila
si7
Lune la fune e fine non avrà e squasi tutt i dì
la mi si7 mi el passeggiava semper
l’è la Rosina bella in sul mercà. (2v.)
domà per vedèmm mì. (3v.)
E verrà quel dì di marte
mi vò al mercà cumprà le scarpe. Vegnùu el cinquantanoeuv
Marte le scarpe. che guerra desperada
Lune la fune e fine non avrà... e mì per sta contrada
l’hoo pù vedùu a passà. (3v.)
E verrà quel dì di Mercole
mi vò al mercà a cumprà le nespole. On dì pioveva vers sera
Mercole le nespole s’ciopavi dal magòn
Marte le scarpe… quand l’è rivàa ‘na lettera
col bord de condiziòn. (3v.)
E verrà quel dì di Giove
mi vò al mercà a cumprà le ove. Scriveva la sorella
Giove le ove del pover Luisin
Mercole le nespole… che l’era mort in guerra
de fianch al Castellin. (3v.)

132
(ma tante che)
Inn già passàa trìi ann re
bagnava anche il cavallo.
l’è mort el vedi pù (Povero re!)
eppur sto pover coeur la7 re
l’è chi ancamò per lù. (3v.) e povero anche il cavallo (ah beh, si beh...).
la7
È l’imperatore che gli ha portato via un bel
castello (ohi che baloss!)
El Magnan re
di trentadue che lui ce n’ha.
mi (povero re!)
“Donne, donne, gh’è chi ‘l magnano la7 re
si7 e povero anche il cavallo (si beh... ).
che ‘l gh’ha vöja de laurà:
la mi
e se gh’avì quajcos de fa giustà, Ho visto un vesc (sa vist cus’è?)
si7 mi ho visto un vescovo (ah beh...).
tusan, gh’è chi ‘l magnan la7
si7 mi Anche lui, lui piangeva faceva un gran bac-
che ‘l gh’ha vöja de laurà.” (2v.) cano
mordeva anche una mano (la mano di chi?)
Salta föra una spusota re
cunt in man ‘na pignata rota: la mano del sacrestano (povero ve-scovo!)
la7 re
“E se me la giustì propi de galantom, e povero anche il sacrista (sì beh...).
mi sì ve la daria

lombardia
la7
de nascost del mè om.” E’ il cardinale che gli ha portato via
un’abbazia
El marito, dietro l’uscio, (oh por crist!) re
el gh’aveva sentito tuto, di trentadue che lui ce n’ha.
el salta för cunt un tarel in man (povero ve-scovo!)
la7 re
e pim e pum e pam e povero anche il sacrista (ah beh...).
su la crapa del magnan.
Ho visto un ric (sa vist cus’è?)
El magnano al dis ‘na gota ho visto un ricco, un sciur (ah beh...);
e ‘l va via cunt la crapa rota; la7
il tapino lacrimava su un calice di vino
senza ciamà dutor né avucà ed ogni go… ed ogni goccia andava
el s’è stagnà la crapa (deren’t al vin?)
al post di sò pignatt. re
si! che tutto l’annacquava
(pover tapin!)
la7 re
Ho visto un re e povero anche il vin (ah beh...).
la7
re Il vescovo, il re, l’imperatore, l’han mezzo rovi
(Dai dai conta su…) Ho visto un re
(sa vist cus’è?) nato
Ho visto un re! (ah beh, sì beh…). gli han portato via tre case
re
la7 e un caseggiato, di trentadue che lui ce n’ha.
Un re che piangeva seduto sulla sella, la7 re
piangeva tante lacrime (pover tapin!) e povero anche il vin (ah
133
si7
beh…). siamo ‘l fior de la gioventù!
siàm della “mangia e bevi”
Ho visto un vilan (sa vist cus’è?) mi
siàm della “mangia e bevi”
un contadino (ah beh...). ohi che la vada ben, che la vada mal,
la7
Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore, si7
siamo ‘l fior de la gioventù!
perfino il cardinale l’han mezzo rovinato, siàm della “mangia e bevi”:
gli han portato via la casa, il cascinale, mi
la mucca, il violino, la scatola di scacchi, bevi anche tu!
la radio a transistor,
i dischi di Little Tony, la moglie (e pö cus’è?) Era sbronzo quel mortaio
7 la
un figlio a militare che nel fango sprofondò,
gli hanno ammazzato anche il maiale mi
(pover purscel!) ma il fiaschetto era d’acciaio
re si7 mi
nel senso del maiale (si beh...). e il barbera si salvò.
la7 si7
Ma lui no, lui non piangeva, Barbera, barbera siamo tutti figli tuoi!
la mi si7 mi
anzi ridacchiava: ah, ah, ah... E se non sarà stasera sarà quando vuoi! (2v.)
(ma ‘sa l’è: matt?)
No: il fatto è… che noi villan, che noi villan… Napoleone faceva l’oste
re la7 si7
e sempre allegri bisogna stare e Garibaldi il cantiniere,
re la mi
canti popolari

che il nostro piangere fa male al re la regina d’Inghilterra


la7 si7 mi
fa male al ricco e al cardinale si lavava in un bicchier,
re la regina…
diventan tristi se noi piangiam; e sempre
allegri... (2v.) in un bicchier. (5v.)

Il giro del vino Il primo furto non si


scorda mai
mi (capotasto III)
Quei ch’el dis ch’el vin el fa mal
si7 mi mi-
l’è tuta gente, l’è tuta gente… Il primo furto non si scorda mai,
Quei ch’el dis ch’el vin el fa mal mi7 la-
si7 mi un vecchio ergastolano me l’ha detto.
l’è tuta gente del’uspedal. mi-
si7 Si comincia quasi sempre dai polai
Io ne ho bevuto tanto si7
mi Fuggendo con un pollo stretto al petto.
e non mi ha fatto male,
la la- mi-
e l’acqua sì che fa male, Ero appena avanguardista,
si7 mi si7 mi-
il vino fa cantar! giovane incensurato,
la- mi-
Ohi che la vada ben, che la vada mal, giovane incensurato

134
si7 mi-
ero appena avanguardista! Io fui spedito al confino
e poi seppi che fui condannato
Io giravo per i pollai per vilipendio dello stato. PERCIO’!
per addestrarmi sul pollo,
volevo farci un po’ il callo: Ahi, ahi, ahi, ahi…
ma pollai non ne trovai. si7 mi
Terun!
mi-
Ma che rogna disastrosa:
mi7 la- Il tamburo della banda
c’era anche l’oscuramento,
mi- d’Affori
la pioggia, la neve e anche il vento,
si7 mi- mi
ed in bianco venni a casa. Arriva la banda, arriva la banda,
si7
la- mi- si7 arriva la banda coi suonator,
Ahi,ahi,ahi,ahi (2v.) il primo furto coi suonator, coi suonator.
mi- mi7 mi
non lo scordo mai O Caterina, Caterina che batticuor,
la- mi- si7 si7 mi
Ahi, ahi, ahi, ahi (2v.) il primo furto o Caterina, Caterina che batticuor.
mi-
non lo scordo più!
Il capobanda, il capobanda,
il capobanda ha i bottoni d’or

lombardia
Ma ecco un bel parco incrociai
con un pollaio grande, un po’ isolato. sorride ognor che rubacuor...
Scassai la rete e dentro mi cacciai, o Caterina il capobanda è il tuo grande amor,
vidi un tacchino grande, bello, appollaiato. o Caterina il capobanda è il tuo grande amor.
Ero appena avanguardista, mi
Eccoli qua, son tutti qua
non conoscevo i tacchini. la
Chi conosceva i tacchini “Do re mi fa sol la si la...”
mi
era giovane fascista! e coi baffoni a penzolon
si7
Quand’ecco una mano allungai giunge il tamburo come un tuon.
per abbrancare il penuto. È lui, è lui,
Ma una beccata beccai: si, si è proprio lui.
che mi ritrovai svenuto. mi si7
È il tamburo principal della banda d’Affori
Ahi, ahi, ahi, ahi… che comanda cinquecentocinquanta pifferi
mi

che passion, che emozion,


Ma che rogna disastrosa: si7
rinvenni in un ospedale, quando fa “Bom bom”
però in quello di san Vitore… guarda qua mentre va
mi
quel tacchino micidiale era un aquila impe- le oche fan “... Qua qua...”
riale… Ahi, che male!
si7
Ma che razza di destino! Le ragazze nel vederlo diventan timide
135
mi
lui confonde il Trovator con la Semiramide mi l’ho saràa su in la ca’.
la mi
“... Bella figlia dell’amor
si7
schiavo son, schiavo son, La Balilla
mi
de’ vezzi tuoi”. la
Vurì savè el mestè che fò mì?
mi7
L’è trii dì Cuminci ai des or, finissi a mezz dì,
giri la Baia cul motofurgùn,
la
do vendi lisciva, soda e savun.
L’è trii dì ch’ ‘l pioeuv e’l fioca,
mè mariì l’è no tornàa:
o ch’ ‘l s’è sperdùu in la fioca Mi vò in gir de chi e de là,
o ch’ ‘l s’è desmentegàa. mi vò in gir a lavurà,
ho fà ‘na pigna de cart de mila,
Dervà quel uu’ (corpo de biss) m’è vegnù in ment de cumprà ‘na Balila.
Dervà quel uu’ (sangue de biss)
Dervà quel uu’ Marianna L’è stada la rabia di mè fradei
ch’hann comincià a sgagnamm i budei,
Dove te sett stà … Martino la mia cusina, che la sta in via Larga
la m’ha mangià anca la targa.
Sont stà al mercaa … Marianna
La mia zia de Gorgonzöla
canti popolari

Cos t’èe compra … Martino cunt i gomm l’ha fà la casöla


el mè nono, ch’el gh’ha l’angina
Compra un cappell … Marianna l’ha ciapà la cioca cun la benzina.

Cos t’èe gh’èe dà … Martino El Carleto, stupidòtt


‘l s’è fà un vestì cun la capòtt,
Gh’ho dà cinq franch … Marianna i me nevud pusè piscinit
salten in vetura a mangiamm anca i vid.
Te gh’èe dà tropp … Martino
La Maria che sta in la mia porta
Sont mì el padron … Marianna la m’ha mangià la röda de scorta,
el tudesch dislifen e slofen
Te do on sgiaffon … Martino el m’ha mangià in d’un bucun tutt el còfen.

Ma femm la pass … Marianna El maresciall di carabinier


cunt in boca i quater porter
Femm on ballett … Martino e i sgagnava senza rispett,
insemma ai porter l’ha mangiaa anca i
L’è trii d’ ch’ ‘l pioeuv e ‘l fioca, manètt.
mè marìi l’è tornaa a caa:
per po perdel in la fioca A gh’è vun che ven de Bagg,
el ciapa i röd e ‘l me mangia i ragg,
136
re
in d’un cantun gh’è ‘l Salvador io vado a guerreggiar”.
cunt in buca el radiator. “Rataplàn non ho paura
la7
re
Pasa un fiè senza dentin delle bombe e dei cannoni
la7
el me disvida i lampadin, io vado alla ventura
el mè fradell, quell malà de diabete, re
‘l fa finta de nient, el me mangia ‘l magnete. sarà poi quel che sarà”.

El mè purtinar ch’l purta i ugiai E la bella Gigogin


la7 re
salta su a mangiamm i fanai, col tremille-relillellera
vò in questura a denuncià i dagn, la va a spass col sò spingin
quand torni indrè gh’è pù gnanca i pedagn. la7 re
col tremille-relillelà.
A vò per caso a truvà mia sorella, la7
ghe trövi in cà on pistun e ‘na bièla, “A quindici anni facevo all’amore”
quand torni indrè gh’è restà sulament dàghela avanti un passo
el fum del tubo de scapament. re
delizia del mio cuore!
“A sedici anni ho preso marito”
La battaglia di Magenta dàghela avanti un passo

lombardia
mi
delizia del mio cuore!
L’era un bel dì la battaglia di Magenta,
che bel veder cavalcare i cavalieri! “A diciassette mi sono spartita”
Cavalieri! Al passo! Al trotto! Al galoppo! dàghela avanti un passo
Con una mano… delizia del mio cuor!
re la7
L’era un bel dì… La ven, la ven, la vene alla finestra
Con una mano… re
con due mani… l’è tut, l’è tut, l’è tuta insipriada
la7
L’era un bel dì… la dis, la dis, la dis che l’è malada
con un piede… per non, per non, per non mangiar pulenta,
re
L’era un bel dì… la7
con due piedi… bisò, bisò, bisogna aver pazienza
L’era un bel dì… re
lasà, lasà, lasala maridà.
con la testa…
E la bella Gigogin...
La bella Gigogin
re la7 La bella la va al fosso
“Rataplàn tanbur io sento
re mi
che mi chiama alla bandiera La bella la va al fosso
la7
o che gioia o che contento ravanej, remulas
barbabietul e spinas
137
si7
trì palanch al mazz - né oro né argento,
la bella la va al fosso, ma vöri un bel basin;
mi uhè - ma vöri un bel basin.”
al fosso a resentà;
si7 mi
uhè- al fosso a resentà. Nel mezzo della festa
ravanej…
E intant che la resenta nel mezzo della festa
ravanej… ghe salta for so pà;
e intant che la resenta uhè - ghe salta for so pà.
ghe borla giò l’anel;
uhè - ghe borla giò l’anel. “Papà, papà, perdonami,
ravanej…
La alza gli occhi al cielo, papà, papà, perdonami,
ravanej… non lo farò mai più;
la alza gli occhi al cielo, uhè - non lo farò mai più!”
la vede il ciel serèn;
uhè - la vede il ciel serèn.
La Santa Caterina
La sbassa gli occhi al mare
ravanej… la
la sbassa gli occhi al mare, La Santa Caterina -
mi la
la vede un pescatur pirulin pirulin pirulin zum zum - (2v.)
uhè - la vede un pescatur. la mi
canti popolari

era figlia di un re… (3v.)


“Ohi pescatur che peschi, Suo padre era pagano -
ravanej… pirulin…- (2v.)
ohi pescatur che peschi, sua madre invece no… (3v.)
ripescami l’anel;
uhè - ripescami l’anel.” Un dì mentre pregava -
“Ma sì che te lo pesco, pirulin…- (2v.)
ravanej… suo padre la scoprì… (3v.)
ma sì che te lo pesco, “Che fai, o Caterina -
ma vöri vess pagà; pirulin… - (2v.)
uhè - ma vöri vess pagà.” in quella posa lì?…” (3v.)
“Ti do trecento scudi, “Io prego Iddio mio padre, -
ravanej… pirulin… - (2v.)
ti do trecento scudi, che non conosci tu…” (3v.)
e ‘na borsa ricamà;
uhè - ‘na borsa ricamà.” “Alzati, o Caterina -
“Né oro né argento, pirulin… - (2v.)
ravanej… se no ti ucciderò…” (3v.)

138
“Uccidimi, mio padre, -
pirulin…- (2v.) Se sà che a Milàn gh’é in prugett la metro-
ma io non mi alzerò…” (3v.) politana,
però ògni dì sto prugett semper pü se
Al colmo del furore- ‘sluntana.
pirulin…- (2v.) In cambi num s’em che in pitura Milàn la fa
suo padre la colpì… (3v.) scöla:
gh’è inturn’a dumá i cartelùn del formag
E gli angeli del cielo- Görgonzöla.
pirulin…- (2v.)
cantaron: “Gloria!”… (3v.) Lassa pur ch’el mund el disa
ma Milàn l’è un gran Milàn:
el Carubi e la via Brisa,
Lassa pur ch’el mund el el caret di ciapa càn.
disa Se te vet sul Montemerlo
par de vess a San Vincent
re- cusa l’è Muntecarlo,
Se sà che a parlà de Milàn se fa minga fa San Remo, Mentun
la7
diga, in cunfrunt de l’Olona e ‘l Tumboun
cun tanti argument per i màn el discurs el a Paris gh’è la Sena
e’l Danubi l’è blu

lombardia
re-
scarliga; re
re7 ma a Milàn gh’è el Navili e pö pù.
ciapèm per esempi i semafur che gran
sol-
meraviglia: Lassa pur ch’el mund el disa
re- la7 ma Milàn l’è un gran Milàn:
te par de vedè tanta gent a balà la qua un bel piatt de buseca
re
driglia. cun denter i borlòtt
un oss buss cunt inturna el risòtt
re
Lassa pur ch’el mund el disa l’è un litròtt de quel bun
dim la7 cunt un bel minestrun
ma Milàn l’è un gran Milàn: fan cuntent ògni milanesun.
Pòrta Cica e la Buisa
re
che d’inturni pròpi san,
e la nebia che beleza, La Vegiazza
7 sol
la va giò per i pulmun, El ghe s’era una vegiazza! olè! (2v.)
e quand fiòca che gioia che se vureva maridà (2v.)
re
gh’é el parc e i bastiun
la
per scià senza andà al Muttarun!
re 7 Lee la và dal sior curato! olè! (2v.)
sol la va per farsi maridà. (2v.)
Fa’ na gòtt se pö piöf
re El sior curato ghe varda in buca! olè! (2v.)
e ‘ndem giò a tumburlùn
la7 re- el ghe tröva trì dentin. (2v.)
ne la pucia a pucià ‘l panetun.
139
la libertà.
Tuca il primo: el dondolava! olè! Fesso tu sei, se resti contento
tuca il secund: el zinzinava! olè! di stare solo, chiuso accà dentro!”
tuca il terz: ‘l ghe resta in man. (2v.)
Sunt sarà su in ‘sta ratera
Vaten via, bruta vegiazza! olè! (2 volte) piena de nebia, de frecc e de scur,
che non ti vöri maridà. (2v.) sota a ‘sti mur pasen i tramm,
frecass e vita del me Milàn.
El cör se streng, ven giò la sira,
Ma mi me senti mal e stò minga in pè,
cuccià in del lett in d’on cantùn
la- mi7 la-
Serum in quater cul Padula, me par de vess propri nisùn!
si7 mi7 la- L’è pegg che in guera stà ‘n su la tera,
el Rudolf, el Gaina e pö mi: la libertà la var ‘na spiada!..
fa do
quater amis, quater malnatt
mi7 la- Ma mi, ma mi, ma mi…
vegnu su insema, compagn di gatt. Mi parli no
Em fa la guera in Albania,
pö su in montagna a ciapà ratt:
nagher, Tudesch de la Wermacht, Non sapeva spiegare il
mi fan morire duma a pensagh! perchè
sol do
Pö m’hann catà in d’un’imbuscada:
canti popolari

fa mi7 sol7 re
pugn e pesciad e ‘na fusilada... Lavorava alla foto Galvà-nica,
la7
do e‘l suonava la Filodramma-tica,
Ma mi, ma mi, ma mi sol re
l’han truvà in de la rögia bertònica:
sol7 do
quaranta dì, quaranta nott la7 re
non sapeva spiegare il perché.
re- la-
a San Vitur a ciapa i bott,
fa mi7 sol7 “UE, ma cum’è che non sapeva spiegare il
dormì de can, pien de malann!
do perché?”
Ma mi, ma mi, ma mi “EH, per forza!”
do
quaranta dì, quaranta nott sol re
re- la-
sbatù de su, sbatù de giò: A l’era sabet sera e l’era ciuc tradì,
mi7 la- re- mi7 la- la7 re
mi sunt de quei che parlen no! gh’era pasà la vöja de andà a ca’ a durmì.
El Cummisari ‘na matina L’è sta’ in gir fino alle ore pi-ccole,
el me manda a ciamà lì per lì: e cercava un pustegg de auto pu-bbliche,
“Noi siamo accà, non sente alcun”, el g’ha di’ a un tasista: “l’è libero?”
el me diseva, ‘stu brutt terun; “Sì” “e alura che’l vaga a durmì”.
el me diseva “i tuoi compari
nui li pighiasse anche senza di te... “A chi è che’l g’ha di’ de andà a durmì?”
ma se parlasse, io firmo accà, il tuo condono, “A lù!”

140
“A mi’?” Mi vuraria la
“EH, per forza!” mi
turnà duman,
fa#- si7
A l’era sabet sera e l’era ciuc tradì, t’el giuri, curaria
mi
gh’era pasà la vöja de andà a ca’ a durmì. col cör in man!
Lavorava alla foto Galva-nica, Vedè la Madunina,
e’l vureva pruvà a fa’l notam-bulo, sentì el mè bel dialett,
l’han truvà in de la rögia bertonica: svegliam una matina
non sapeva spiegare il perché. in del mè lett!
Oh mama mia,
“Ué, ma cum’è che non riesco a capire il mì sunt luntàn
perché non sapeva spiegare il t’el giuri, curaria
percome?” pur de vess a Milàn!
“Alura te se ciula verament! L’è mesura che
sem adrè a spiegà, sun trì La par ‘na stupidada
ströf: la prima…” “EH, per forza!” quand pensi al mè bastiun
me fò ‘na zifulada
A l’era sabet sera e l’era ciuc tradì per cascià giò el magun!
gh’era pasà la vöja de andà a cà a durmì. E quand ven giò la sira,
(2v.) ricòrdi i bei tusàn,

lombardia
rivedi la ringhera
di mè vint ann!
Nostalgia de Milàn Oh mama mia…
mi- la-
Stasera sunt in vèna
mi- O mia bela Madunina
de fà ‘l sentimental!
si7
La nòtt l’è inscì serèna la
A diesen la canzon la nass a Napuli
mi-
ma mi me senti mal! si-
e francament g’han minga tutti i tort
la- re7
Te scrivi, cara mama, mi7
Surriento, Margellina tucc’i popoli
sol
sun stuff de restà chi: i avran cantà on milion de volt
fa# si7 mi
el mè Milàn ‘l me ciama mi speri che se offendera nissun
si7 si7 mi7
visin a tì! se parlom un cicin anca de num.
mi la la mi7
Oh mama mia O mia bela Madunina che te brillet de lontan
mi la
inscì luntan, tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan
fa#- si7 7 re
mì gh’ho la nustalgia sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in
mi
del mè Milàn! man

141
la mi7
canten tucc “lontan de Napoli se moeur”
la Per maggiore sicurezza
ma po’ i vegnen chi a Milan.
metteremo un campanel.
Ades ghè la canzon de Roma magica
de Nina er Cupolone e Rugantin Mezzanotte era suonata,
se sbaten in del tever, roba tragica campanel sentì a suonar...
esageren, me par on cicinin
Sperem che vegna minga la mania Spocraccion d’un pellegrino,
de metes a cantà “Milano mia”. sta ghe faa a la mia miee?

O mia bela Madunina che te brillet de lontan Se campassi anche cent’anni,


tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan pellegrin ne tegni pô.
sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in
man
canten tucc “lontan de Napoli se moeur” Per un basin
ma po’ i vegnen chi a Milan. do fa do
Sabato sera di tanti anni fa
Si vegni senza paura, num ve songaremm fa do
avei fa on gir s’era dree a torna’ a ca’
la man fa do
tucc el mond a l’è paes e semm d’accord quando ho sentito ona musica anda’
ma Milan, l’è on gran Milan! re7 sol
da on post ciamaa la balera di fraa.
fa do la-
canti popolari

Mi sono sentito qui dentro bruciare perche’...


re- re7 sol
Pellegrin che vien da ma alora gh’avevi vint’ann.
Roma
fa sol do
do Per on basin mi soo no ma quella sera
Pellegrin che vien da Roma la7 re-
avria daa la vita intera
el va il birocc sol7 do
sol7 proprio inscì per on basin frin frin,
cun le scarpe rute ai pe’ per on basin mi saria parti’ soldato
fa do
el va il birocc, birocc el va sarei andato a Como in moto
sol7
pellegrin che vien da Roma poeu saria tornaa a ca’ a pee.
do
cun le scarpe rute ai pe’. Ingresso “on franc” non e’ caro de bon
de la giachetta me manca on botton
Non appena fu arrivato mi scappa l’occhio vesin ai
all’osteria se ne andò. calzonte vedet no che te gh’ee su’ i scarpon,
che cosa importa se gia’ me ridevan adree’
Buona sera, signor oste, ormai se po’ pu’ torna’ indree’.
c’è una camera per me?
Passa mezz’ora sonava el viiolin,
Camera ce n’e’ una sola, contegno...Gio’ on alter biccer de vin
dove dorme mia miee. me guardi in gir ch’era tanti tossan
142
la
ma non e’ facile anda’ su a bala’ te sarè tuta mia.
mi s’era su e gh’avevi vergogna a cerca’ Vedi già do stanzet
mi
“Lei balla?” “Soltanto fox-trot”. si7
con tri o quater masciet che me ciamen pa
la7 mi
re sol re
pà,
la mi
Tacca l’orchestra a sona’ on polveron sunt cuntent cume un ratt
sol re si7 mi
tutti i moment la me guarda i scarpon mì do föra de matt per la felicità!
sol re
on bel moment me son faa visin,
mi7 la Parli con tuti de ti
lei, signorina, la me da’ on basin? la sera e la matina
sol re si-
Ferma l’orchestra, ghe’ riva’ anca i carabinier e speti semper quel dì
mi- mi7 la de fat la mia spusina;
gh’e’ vun che me sgagna anca on pee...
nisun l’è alegher ‘me mi
sol la re in tuta l’uficina
Per on basin domandato quella sera canti, lavuri e me senti serèn
si7 mi-
m’hann cascia’ da la balera perché te vöri ben.
la7 re
m’hann tratta’ come un vilan frin fran.
Per on basin, roba senza risultato Se g’han de dì
m’han cunsciato in uno stato

lombardia
se ricordi ancamo’ adess. do sol
Se g’han de dì alura i barbè

Quand sona i campan 7 do


che a fa la barba a l’è el sò mestè
7 fa
mi- ala matina quand le ven su
Quand mi t’ho vista pasà sol 7
si7 ciapen ‘l penel e sel pichen in del…
un dì per la mia via
me sun sentì ‘namurà do fa
mi-
mia picola Maria. Polipolipolipò fa il tacchino,
sol7 do
Quand pö te me dumandà quaquaquaqua fa l’ochetta
mi7 la- la- re-7
se mì te spusaria chrichirchirichì fa il galletto
mi- sol7 do
me sunt sentì tutt el sangh a buì e di noi che cosa sarà
si7 mi sol do
e t’ho respost de sì. e-hop! La curva.
si7 mi Se g’han de dì i tusanett
Quand sona i campan -din don din dan-
si7 che a fa la fibia a l’è tutt i sò marchett
a la periferia, ala matina quand le ven su
quand sona i campan -din don din dan- stringen la fibia e slarghen el…
mi
mì te speti o Maria
7 Se g’han de dì i prestinè
per dit che fra un ann -din don din dan- che a fa i michett a l’è el sò mestè
143
ala matina quand le ven su Nela cella acanto
ciapen i bastun e sei meten in del… canten ‘na cansun:
«Sì, ma non è il momento,
Se g’han de di i verdurè un pu’ d’educasiun!».
che a lavà i tumates a l’è el sò mestè Mi anca piangiarìa,
ala matina quand le ven su il groppo è pronto già;
ciapen n’inguria e se la ruzen in del… piangere, d’accordo, e perché?
m’han da fucilà.
Se g’han de dì gl’american
che g’han i rasi che van luntan la
Vott setember sunt scapà,
ala matina quand le ven su mi
ciapen ul saturno e sel meten in del… hu finì de fa ‘l suldà,
fa#-
al paes mi sunt turnà,
E quei che fan la televisun mi
che rimpirlisen la pupulasiun disertore m’han ciamà.
la
ala matina quand le ven su E s’un treno caregà,
ciapen la moviola e se la traven in del… n’altra volta sunt scapà,
mi
re la
Se g’han de dì i giurnalè in montagna sono andato, ma l’altr’er
che a cuntà i ball a l’è el sò mestè mi7 la
cui ribelli m’han ciapà.
ala matina quand le ven su
ciapen lo scoup e se’l fichen in del… Entra un ufficiale,
canti popolari

mi offre da fumar,
E quei che van in internet “Grazie, ma non fumo
tuta una vita a cercà i tett prima di mangiar”.
ala matina quand le ven su Fa la faccia offesa,
cerchen el mouse e se’l truven in del… mi tocca di accettar;
le manette ai polsi son già,
quei lì van a drè a cantà.
Sei minuti all’alba
la
E strascino i piedi
Sei minuti all’alba e mi sento mal;
mi sei minuti all’alba,
e gh’è gnanca ciar, Dio, cume l’è ciar.
fa#-
sei minuti all’alba, Tocca farsi forza,
mi ci vuole un bel final,
e il prete è pronto già.
fa#- dai, allunga il passo, perché
L’è giamò mes’ura ci vuole dignità.
do#7 fa#-
ch’el va drè a parlà:
re la Vott setember sunt scapà...
«Ce l’ho detto, padre, debun, Vott setember sunt scapà,
mi la mi
mi hu giamò pregà». cui ribelli m’han ciapà.
Vott setember sunt scapà.

144
Serafino aveva un siffolo Salta giò del lett ohi Gigia mia (2v.)
e derva derva on poo la gelosia:
mi
Serafino aveva un siffolo vegn foeura vegn foeura vegn foeura mio ben
si7 te vedi finalment, te vedi al ciel seren.
che suonava tanto bene,
mi Ecco che l’è chí la tua Gigetta (2v.)
che quando l’era nivolo (2v.)
Serafino aveva un siffolo sí el mè Gaetanin, sont freschinetta:
la remira, remira, remira mio ben
che suonava tanto bene, la tua Gigia l’è chí, l’è propi chí al seren.
mi
che quando l’era nivolo
si7 mi Te set propi tí, Gigetta bella (2v.)
faceva venir seren. te brilla i bej ogitt come ona stella:
si7 sí parla, sí parla, sí parla mio ben
Uhèj Serafin se fet su lì? Soo mì se foo sifuli! intant discoraremm ch’inscí al bel ciel seren.
mi
Uhèj Serafin se fet su lì? Soo mì se foo sifuli!
la Dorma la mamin, ohi Gaetanin (2v.)
Uhèj Serafin se fet su lì? Soo mì se foo sifuli! car el mè amor fa pian, fa pian pianin:
la mi si7 mi
Uhèj Serafin se fet su lì? Sifularòo anca mì! sí canta, sí canta, sí canta mio ben
insemma cantaremm intant al ciel seren.
(2v.)

lombardia
Tí te set al succ, stella adorada (2v.)
Ed a sentir sto siffolo e mí sont chí, sont chí a la rosada:
tutte le donne belle riposa, riposa, riposa mio ben
venivano sull’uscio (2v.) tí te set a la finestra e mí sont al seren.
Ed a sentir sto siffolo
tutte le donne belle
venivano sull’uscio Un ciodo
e dicevano così:
la re
Un ciodo de fero vecio
mi la
Ti te set in lett della meccanica, della meccanica.
re
do sol do Un ciodo de fero vecio
Ti te set in lett longa e distesa (2v.) mi la
sol della meccanica de precision.
e mi sont chi, sont chi sòtt a la gronda:
do fa sol do
ripòsa, ripòsa, ripòsa mio ben Ohi bela mechimecomeca
fa sol do mechimecomeca mechimecomeca.
e ti te set in lett e mi sont chi al seren. Ohi bela mechimecomeca
mechimecomeca mechimecomecò.
Ti te set in lett, ma desedada (2v.)
e mi sont chi, sont chi che canti in strada:
ripòsa, ripòsa, ripòsa mio ben
e ti te set in lett e mi sont chi al seren.

145
canti popolari

146
Canti Napole- ce sta ‘nu ditto ca mme da ragione:
“Fa bene scorda, e si faje male penza!”
tani Pienzace buono, sì:

Caravan petrol
Canzone appassionata
mi- midim mi-
re-
N’albero piccerillo aggio piantato
redim Mm’aggio affittato nu camello,
midim la-
la7
Criscènnelo cu’ pena e cu’ sudore
re- mm’aggio accattato nu turbante,
‘Na ventecata già mme ll’ha spezzato, nu turbante a Rinascente,
mi-
mo tutt’e ffronne cagneno culore… cu ‘o pennacchio rosso e blu...
midim la7 midim mi-
Cadute so’ già e frutte e tutte quante Cu ‘o fiasco ‘mmano e ‘o tammurriello,
midim la7 midim la-
Erano doce e se so fatte amare… cerco ‘o ppetrolio americano,
sol- la7
Ma’ ‘o core dice: “oj giuvinotto amante, mentre abballano ‘e beduine
si7
fa re-. la7
‘e ccose amare tiènele cchiù ccare…” mentre cantano ‘e ttribbù...
re-
E, amara comme sì, si7
Comme si’ bello
mi-

napoli
sol-
Te voglio bene, a cavallo a stu camello,
la-
la7
te voglio bene cu ‘o binocolo a tracolla,
mi-
re-
e tu me faje murì!
sol- re- la7 cu ‘o turbante e ‘o narghilè...
Gué, si’ curiuso
Era comm’o canario ‘nnamurato mentre scave stu pertuso...
Stu core che cantaje matina e sera: scordatello, nun è cosa:
“Scetate!” Io dico. E nun vo’ sta’ scetato… Ccá, ‘o ppetrolio, nun ce sta...
la- mi-
E mo nun canta manco a primmavera… Alláh! Alláh! Alláh!
Chi voglio bene nun mme fa felice: la- si7 mi-
Ma chi t’ha ffatto fá?
forse sta ‘n cielo destinato e scritto. Comme si’ bello
Ma j’ penzo ca ‘nu ditto antico dice: a cavallo a stu camello,
“Nun se cummanna ‘o core” E mme sto cu ‘o binocolo a tracolla,
zitto… cu ‘o turbante e ‘o narghilè!
E mme sto zitto, si…
Cu ‘o fiasco ‘mmano e cu ‘o camello,
Chiagne p’ammore, care ‘o chianto mio cu ‘e gguardie ‘nnanze e ‘a folla arreto,
Dinto a ‘sta testa: ‘o chianto ‘a sta arrac- ‘rrevutá faccio Tuleto:
quanno. nun se pò cchiù cammená...
Schioppa ‘na bella rosa e j’ pe bulie Jammo, è arrivato ‘o Pazzariello!
A chi mm’ha fatto chiagnere ce ‘a manno. S’è travestuto ‘a Menelicche...
Lle dico: “rosa mia tu me perduone ‘Mmesca ‘o ppepe cu ‘o ttabbacco...
Si te scarpesarrà senza cuscienza”: Ma chi è st’Alí Babbá!?
147
Te voglio bbene,
Comme si’ bello… te voglio bbene assaie
Alláh! Alláh! Alláh! si ttu chesta catena
Non voglio chiu’ scava’! ca nun se spezza maie!
Comme si’ bello… Suonno gentile,
suspiro mio carnale
te cerco comm’a ll’aria
Dicintencello vuje te voglio pe’ campà!
(capotasto III)
mi- la- si7 Era de Maggio
Dicitencello a ‘sta cumpagna vostra
mi-
ch’aggio perduto ‘o suonno e ‘a fantasia fa la- fa la-
la- si7 Era de Maggio e te cadeano ‘nzino
c’à penzo sempe, fa la- re- mi7
mi- mi7 a schiocche a schiocche li ccerase rosse
ch’è tutt’a vita mia… re- mi re- mi
la- fresca era ll’aria e tutto lu ciardino
I’ nce ‘o vulesse dicere re- mi7 la-
si7 mi- addurava de rose a ciente passe.
ma nun ‘nce ‘o saccio di!
fa la- fa la- fa
la- si7 Era de maggio io no, nun me scordo
‘A voglio bbene, sol 7 do
mi- do ‘na canzone cantavemo a ddoje voce,
‘a voglio bene assaje, sib mi re- mi
cchiù tempo passa e cchiù me n’allicuordo.
canti popolari

la- si7
dicitencello vuje, re- mi7
mi- Fresca era ll’aria e la canzone doce...
ca nun m’à scordo maje!
È ‘na passiona la
cchiù forte ‘e ‘na catena E diceva “Core! Core!...
si-
ca me tormenta ll’anema Core mio luntane vaje
e nun me fa campà! Tu me lasse e io conto ll’ore
mi7
si- mi7 la
Dicitencello ch’è ‘na rosa ‘e maggio, Chi sa quanno turnarraje!”
ch’è assaje cchiù bella ‘e ‘na jurnata ‘e sole! Rispunnev’io: “Turnarraggio
7 re
D’ ‘a vocca soia, quanno tornano li rrose
cchiù fresca d’ è viole si- mi la fa#-
i’ ggià vulesse sentere Si stu sciore torna a maggio
si- mi la
ch’ è ‘nnammurata ‘e me! Pur’ a maggio io stonco ccà”.
re- do#7 fa#-
‘Na lacrima lucente vi è caduta Si stu sciore torna a maggio
si- mi7 la-
dicitene nu poco a cche penzate? Pur’ a maggio io stonco ccà”.
Cu’ st’ uocchie doce
Vuie sole me guardate. E so’ turnato e mò comm’a ‘na vota
Levammece ‘sta maschera cantammo ‘nzieme lu mutivo antico;
Dicimmo ‘a verità: passa lu tiempo e lu munno s’avota
ma l’ammore vero no, nun vota vico.
148
guè, saglie, sa. (2v.)
De te, bellezza mia, m’annammuraje
si t’allicuorde ‘nnanze a la funtana Se né sagliuta, oi né, se n’è sagliuta
l’acqua llà dinto nun se secca maje, La capa già, (2v.)
e ferita d’ammore nun se sana! E’ gghiuta, po’è turnata, e po’ è venuta,
sta sempre ccà! (2v.)
Nun se sana, ca sanata La capa vota vota attuorno attuorno,
si se fosse, gioia mia, attuorno a te, (2v.)
mmiezo a st’aria ‘mbarzamata sto core canta sempe no taluorno
a guardarte io nun starria! “sposammo, oi né” (2v.)
E te dico “Core, core!...
core mio tornato io so.”
Torna maggio e torna ammore, I’te vurria vasà
fà de me quello che vuò!”.
re- sol-
Ah! Che bell’aria fresca,
la7 re-
Funiculì Funiculà ch’addore ‘e malvarosa
sib sol-
do
e tu durmenno staje,
la7 re-
Aissera, Nanninè me ne sagliette ‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
sol do re 7 sol-
Tu saje addò? (2v.) ‘O sole, a poco a poco,

napoli
Addò stu core ‘ngrato cchiù dispietto la7 re-
sol do pe’ stu ciardino sponta
Farme nun po’! (2v.) sib sol-
mi si7 mi si7 mi ‘o viento passa e vasa
Addò lo foco coce, ma si fuje, la7 re
si7 mi- re7 stu ricciulillo ‘nfronte!
te lassa sta, (2v.)
sol re sol re sol re
E nun te corre appriesso, nun te struje I’ te vurría vasá,
re sol sol
Sulo a guardà, (2v.) I’ te vurría vasá,
mi- la
sol7 ma ‘o core nun mm’‘o ddice
Jammo, jammo, ‘ncoppa jammo ja mi-
do ‘e te scetá,
Jammo, jammo, ‘ncoppa jammo ja la7 re
mi la- mi la- ‘e te scetá!
Funiculì funiculà, funiculì funiculà si- fa# sol
fa do sol do I’ me vurría addurmí,
‘ncoppe jammo jà funiculì, funiculà. mi- mibdim mi-
I’ me vurría addurmí
la7 re
Né jammo: da la terra alla montagna vicino ‘o sciato tujo,
No passo c’è, (2v.) si-
n’ora pur’i’,
mi-
se vede Francia, Proceta e la Spagna la7 re-
e io veco a tte! (2v.) n’ora pur’i’.
Tirato co’ li fune nnitto, nfatto ‘ncielo
Se va, (2v.) Tu duorme oje Rosa mia
Se va comm’a lu viento, a l’intrasatta, e duorme a suonno chino,

149
mentr’io guardo, ‘ncantato, ca nun sò stato maje tanto pezzente!
stu musso curallino. Me sonno tutte ‘e notte ‘a casa mia
E chesti ccarne fresche, e de’ ccriature meje ne sento a voce
e chesti ttrezze nere, ma a vuje ve sonno comme a ‘na “Maria”
mme mettono, ‘int’‘o core, cu ‘e spade ‘mpietto ‘nant’o figlio ‘ncroce.
mille male penziere!
M’avite scritto che Assuntulella chiamma
Sento stu core tujo chi l’ha lassata e sta luntana ancora.
ca sbatte comm’a ll’onne! Che v’aggia di? Si’e figlie vonno a mamma
Durmenno, angelo mio, facitela turnà chella “signora”.
chi sà tu a chi te suonne. lo no nun torno. Me ne resto fore.
‘A gelusia turmenta E resto a faticà’ pe’ tutte quante;
stu core mio malato: j’ c’aggio perzo patria, casa, onore,
Te suonne a me?...Dimméllo! j’ so’ carne ‘e maciello: so’ emigrante!
O pure suonne a n’ato?
La santa allegrezza
Lacreme napulitane
mi la mi
mi- si7 mi- Nuje cantammo la santa Allegrezza
Mia cara madre sta pe’ trasì Natale, si7
Maria bellezza maggiore ce fa
mi
la- si7 mi-
e a stà luntano cchiù me sape amaro. la
s’è incarnato lu Verbo di Dio
mi
sol re sol
canti popolari

Comme vurria allumà duje tre biancale si7


lascianno a Maria la verginità.
mi
fa# si7
Comme vurria sentì nu zampognaro. la
Cosa ‘mpurtante cosa ‘mpurtante
mi
mi- sol mi-
A’ e ninne mieje facitele ‘o presepio si7 mi
lu Patre lu Figlio e lu Spirito Santo. (2v.)
la- si7
E a tavola mettite ‘o piatto mio;
mi 7 la- Quanno Tu gravida fuste Riggina
facite, quanno è a sera d’ ‘a vigilia
mi si7 mi- lu cielo e le stelle facisti stupire
comme si mmiezzo a vuje stesse pur’io. quanno lu ‘ntise Giuseppe devoto
do7 mi-
cercava nu luogo pe’ parturire.
E nce costa lacreme st’America Cosa ‘nce prega, cosa ‘nce prega
si7 Giuseppe e Maria ce cercan la fede. (2v.)
a nuje napulitane...
E San Giuseppe patriarca supremo
la- re7
Pe’ nuje ca nce chiagnimmo ‘o cielo ‘e Napu
mi pe’ dare lo fieno ne apre una mano
ma si nun era la mano de Dio
le lu cielo sereno pe lietto n’avria.
fa mi- Dove reposa, dove reposa
comme è amaro stu ppane!
è la bellezza di tutte li cose. (2v.)
Mia cara madre che sso’, che sso’ e denare?
Pe’ chi se chiagne ‘a patria nun so’ niente. Quanno in viaggio la coppia si mise
Mo tengo quacche dollaro, e me pare n’angelo scese dal gran Paradiso

150
re la7 re
p’accumpagnaccela passo pe’ passo Regina de lu cielo,
e pe’ difendela da Satanasso. la7
divina maestà,
re
Verbo di Dio, Verbo di Dio la7 re
quanno ‘nviaggio si mise Maria. (2v.) chesta grazia che te cerco
la7 re
fammella pe’ pietà. (2v.)
Ma gran pericolo deve passare
la Vergine bella del cielo e del mare la re
e se un serpente il piede l’arresta Madonna de la Grazia
la re
la Verginella ce schiaccia la testa. che ‘mbraccio porte grazia
Luce la strata, luce la strata la re
‘i a Vuje vengo pe’ grazia
dudece stelle Maria è ‘ncurunata. (2v.) la re
Maria fance gra’!
Po’ nel cammino pe’ farla passare la re
Fance grazia o Maria
s’aprono pure le onde del mare la re
cantano tutte le acque del mondo comme te fece lu Pataterno
la re
pe’ questa Vergine bella e gioconda. ca te fece Mamma de Dio
Luce divina, luce divina la re
quanno Maria sopr’ a l’acqua cammina. (2v.) fance grazia o Marì!

E San Giuseppe dal giglio d’argento Fammella o Maria,


va con la sposa nel freddo e nel vento fammmella pe’ carità,

napoli
e quando si sente il vento più forte pe’ lli doni ca ricevesti
bussa Giuseppe a tutte le porte. dalla Santissima Trinità.
Fa l’addimanda, fa l’addimanda
ma nun c’è posto ‘nda chesta locanda. (2v.) Scese l’angelo da lu cielo
e te venne annunzià,
Soffre Maria e la mano ce trama annunzià venne a Maria,
quanno n’arrivano a Betlemme nuje cantammo l’Ave Maria.
pe’ chesta coppia ca il freddo l’agghiaccia
tutti ce chiudono la porta ‘nfaccia,
Miezz’ a la via, miezz’ a la via Malafemmena
nasce il Mistero del Verbo di Dio. (2v.) la
Si avisse fatto a n’ato
E in mezzo al cielo Maria tutta pura si-
chelle c’hai fatto a me,
e sotto i piedi ci spunta la luna mi
Vergine bella che andasti e venisti st’ommo t’avesse acciso,
pe’ ghire truvanno la croce de Cristo. 7 la
e vuo’ sape’ pecchè?
Per redenzione, per redenzione fa#
dell’umana generazione. (2v.) Pecchè ‘ncopp’a sta terra
7 si-
femmene comm’a te
re- la
Madonna de la grazia nun ce hanna sta pe’ n’ommo
si- mi
onesto comm’a me!

151
la 7+
Femmena, tu si’ na mala femmina,
fa#- la-
chist’uocchie ‘e fatto chiagnere È ritornato a Napoli
fa# si- si7 mi-
lacreme ‘e ‘nfamità. dopo dieci anni a Broccoli
mi si- sol la-
Femmena, si tu peggio ’e na vipera, Pasquale Americano
mi 7 fa#7 si7
m’he ‘ntussecata l’anema, ballando il mambo all’italiana!
la
nun pozzo cchiù campà. mi- la-
Femmena, si docce comm’e o zucchero,
7+ Hey mambo, mambo Italiano,
mi- la-
fa#-
però sta faccia d’angelo hey mambo, mambo Italiano!
mi- la-
fa#
te serve pe’ ingannà!
si- Go! Go! Go! You mixed up Siciliano
mi-
re- la
Femmena, tu si a cchiù bella femmena, all you Calabrese do the mambo like-a crazy
fa# si-
te voglio bene e t’odio,
mi7 with the...
mi- la-
nun te pozzo scurdà.
la Hey mambo, don’t wanna tarantella,
mi- la-
hey mambo, no more mozzarella,
Te voglio ancora bene mi- la-
hey mambo, mambo Italiano,
ma tu non sai pecchè: mi-
pecchè l’unico ammore try an insalata with a fish baccalà!
si stata tu pe’ me. mi la-
E tu pe’ nu capriccio Hey cumpà, I love how you dance the rumba,
canti popolari

tutt’ e’ distrutto oi né, re sol sol/fa#


ma Dio nun t’o perdona but take some advice, paisano,
mi- mi-/re
chelle che e’ fatt’ a me! learn-a how to mambo
do
Se avessi fatto a un altro quello che hai fatto a me, quest’uomo if you’re gonna be a square,
t’avrebbe uccisa, e vuoi sapere perché? Perchè su questa si7
terra donne come te non dovrebbero esistere per un uomo you ain’t-a gonna go anywhere
onesto come me. Donna, tu sei una “malafemmena”, con mi- la-
questi occhi hai pianto lacrime di infamia. Donna, sei peggio Hey mambo, mambo Italiano,
di una vipera, mi hai avvelenato l’anima, non posso più vivere. mi- la-
Donna, sei dolce come lo zucchero, però questa faccia Hey mambo, mambo Italiano!
d’angelo ti serve per ingannare. Donna, tu sei la più bella mi- la-
donna, ti voglio bene e ti odio, non posso più dimenticarti. Ti
voglio ancora bene e tu non sai perché: perché l’unico amore
Go! Go, Joe! Shake like a Giovanni
mi-
sei stata tu per me. E tu per un capriccio hai distrutto tutto, ma Hello, che se dice?
Dio non ti perdona quello che mi hai fatto.
You get happy in the pizza when you...
fa#7 si7 mi- la- mi- la-
Mambo Italiano!
Mambo italiano
mi-
la- Dicitencello a ‘sta cumpagna vostra
Chi ha avuto ha avuto ha avuto, ch’aggio perduto ‘o suonno e ‘a fantasia...
mi- mi- la- mi- la-
chi ha dato ha dato ha dato, mi-
la- mi-
scurdammoce o’ passato Quanno sponta la luna a Marechiare
si7 mi- si7 mi- Pure li pisce nce fann’ all’ammore...
simm’ ‘e Napule paisà!
152
ridono ‘e vvocche ca se so’ vvasate...
Hey cumpà... tutt’ ‘e suspire ‘e tutt’ ‘e nnamorate
suspirano, stanotte, attuorno a tte.
Sette! Cinque! Otto! MORRA!
Sette! Due! Nove! TUTTA!
‘O sole mio Marechiare
Sta ‘nfronte a te!
re- sol- re-
Hey cumpà... Quanno sponta la luna a Marechiare
sol- la7 re-
pure li pisce nce fanno l’ammore,
re- sol- re-
se revotano ll’onne de lu mare
Mandulinata a Napoli fa do7 fa
pe la priezza cagneno culore,
la- re- mi la- la7 re- la7 re
Sera d’està! Pusilleco lucente quanto sponta la luna a Marechiare.
re- la- mi7 la-
canta canzone, e addora d’erbe e mare... sol
re- mi fa A Marechiare nce sta ‘na fenesta,
Voglio ‘e pparole cchiù d’ammore ardente: la7 re
re- sol do la passione mia nce tuzzulea,
voglio ‘e pparole cchiù gentile e care 7 sol re sol
re- la- mi7 la nu carafano addora int ‘a, ‘na testa,
pe’ ddì: “Te voglio bene...” a chi me sente. sol- re la7 re
passa l’aqua pe’ sotto, e murmurea:

napoli
si- la7 re- la7 re-
Ma d’ ‘e pparole cchiù carnale e ddoce a Marechiare nce sta ‘na fenesta.
mi la7 re- la7 re-
ne sceglio sulo tre: “Te voglio bene...” Ah ah... Ah ah
la- fa la- fa sol- re-
Bella, ‘int’ ‘o core tuio sacc’ io chi tiene a Marechiare a Marechiare
la- re- mi7 la7 re-
chi sta ‘int ‘o core mio saie pure tu... nce sta ‘na fenesta.
la Chi dice che li stelle so’ lucente
P’ ‘o mare ‘e Napule nun sape st’uocchie ca tu tiene nfronte,
re- la
quant’armonia! sti doie stelle li saccio io sulamente,
mi7 dint’a lu core ne tengo li pônte.
Saglie ‘ncielo e ‘ncielo sentono Chi dice ca li stelle so’ lucente...
la
tutt’ ‘e stelle ‘a voce mia:
re- la
voce, ca tènnera
mi7 Scetate, Caruli, ca l’aria e doce;
la quanno maie tanto tiempo aggio aspettato?
‘st’ ammore fa. P’accumpagnà li suone cu la voce
stasera ‘na chitarra aggio portato.
Notte d’està! Se so’ addurmute ‘e ccase Scetate, Carulì, ca l’aria è doce!.
e ‘o cielo, a mmare, nu scenario ha stiso... Ah ah...
Stai ‘mbracci’ a mme, nnucente so’ ‘sti vase Oh Scetate, oh scetate,
bella, stanotte, te so’ frato e sposo, scetate Carulì, ca l’aria è doce!
stanotte Ammore e Dio songh’una cosa…
Canta e d’ ‘o sonno Napule se sceta,
153
Maria, Marì
Maruzzella
la- re- la-
Arápete fenesta! la-
re- la- Ohè! chi sente?
Famme affacciá a Maria, mi
mi7 la- fa e chi mo canta appriesso a mme?
ca stóngo ‘mmiez’ ‘a via...
re- mi la- Ohè! pe’ tramente
speruto d’ ‘a vedé... la-
re- la- s’affaccia ‘a luna pe’ vede’.
Nun trovo n’ora ‘e pace:
re- la- re-
‘a notte ‘a faccio juorno, Pe’ tutta sta marina
mi7 la- fa la-
sempe pe’ stá ccá attuorno, ‘a Proceda a Resina
re- mi7 la re- la-
speranno ‘e ce parlá! se dice: guarda llà
fa mi
Oje Marí, oje Marí, ‘na femmena che fa!
si-
quanto suonno ca perdo pe’ te! la-
mi si- Maruzzella, Maruzzè,
Famme addurmí, re-
mi7 la t’he miso dint’ a ll’uocchie ‘o mare,
abbracciato nu poco cu te! mi7 la-
Oje Marí, oje Marí! e mm’he miso ‘npietto a me ‘nu dispiacere.
fa# si- re-
Quanta suonno ca perdo pe’ te! Stu core me fai sbattere
re- la chiu forte ‘e l’onne
canti popolari

Famme addurmí... la-


mi la- quanno o cielo è scuro:
oje Marí, oje Marí! re-
primma me dice sì,
la-
‘Mmiez’a stu ciardeniello, po’ doce doce me fai murì,
ce ride ‘a malvarosa... mi
Maruzzella, Maruzzè…
la-
Nu lietto ‘e fronne ‘e rosa
aggio fatto pe’ te... Ohè! chi m’aiuta,
Viene che ‘a notte è doce, si tu nun viene a m’aiutà?
‘o cielo ch’è nu manto... ohè, m’è venuta
Tu duorme e io te canto na voglia ardente ‘e te vasà...
‘a nonna a fianco a te...
Pare che giá s’arape E vienetenne oj bella,
na sénga ‘e fenestella... e damme sta vucchella
Maria cu ‘a manella, ca pe’ m’avvelenà
nu segno a me mme fa! ‘e zucchero se fa!
Sòna chitarra mia!
Maria s’è scetata!
Na scicca serenata, Me so’ mbriacato ‘e sole
facímmole sentí: sol- la sol-
Sciure ca me parlate ‘e primavera,
154
lab sol- do 7+
cuanno nasciste vuje, me ride ‘o core. Chella s’ha fatta ‘a croce
fa sib re-
Bello è ‘o paese mio, addò ll’ammore, cu l’acqua ‘e mare, cu l’acqua ‘e mare
re la7 re sol 7
sape ca tutto ll’anno haddà cantà: e po’ ha giurato: nun te lasso maje,
do
sol la- nun te lasso maje.
Me so’ ’mbriacato ‘e sole!
re7 sol ‘O mare è na festa ‘e lampare
Me so’ ‘mbriacato ‘e mare!
la- nu piscatore, nu piscatore.
‘E ll’uocchie ‘e ‘sti figliole, S’astregne dint’e braccia a na’ bruna
re7 sol
d’e vvarche ‘e d’e llampare. c’o velo e sposa, c’o velo e sposa.
mi 7 Dice a gente che bona fortuna
Me tremmano ‘e pparole, pe’ cient’anne e pe’ sempe accussì.
la-
e vuò sapè pecchè?
do- sol
Me sò ’mbriacato ‘e sole!
la- re7 sol N’accordo in fa
Me sò ‘mbriacato ‘e te!
fa
Sona ‘a campana e dà l’ave Maria, Tenevo na paciona ‘e ‘nnammurata,
do7
pace e silenzio doce quanta maje… affezionata, semplice e gentile...
cademe ‘mbraccia e doppo, anema mia, Doppo tre anne, ‘a capa ll’è avutata,
cchiù sottovoce canta appriesso a me… fa

napoli
e ll’è venuto ‘o sfizio ‘e mme lassá...
sib
Sto contro a tutt’‘e ffemmene
do
‘Na bruna pe’ chesta ‘nfamitá...
7
do re- mi- E na vendetta nera voglio fà’:
Venette da tanto luntano
re- sol7 do fa
Nu furastiero! Nu furastiero. Mm’ho comprato nu mandulino
re- mi-
Restaje ‘ncantato d’o mare, e mme metto for’ ‘o balcone...
re- sol7 do Quanno passa na signurina
d’o sole e ‘a luna. Nu furastiero. sol-
fa mi- io lle faccio n’accordo in “Fa”...
Se ‘ncantaje ‘e duje uocchie curvini Po’ lle canto chistu sturnello
re- sol7 do do7
‘e na bruna e vint’anne d’età. ch’è capace d’‘a ‘ntussecà’:
7+ fa
Chella vo’ bene a ‘n ato Fli-ppó...fli-ppó... fli-ppó...fli-ppó...
re- do7
e pe’ chillo more, pe’ chillo more. Fiore di primavera...
sol re- sol 7 fa
Pe’ nu bello guaglione ‘e piscatore, La donna tiene i peli sopra il cuore,
do la7 re-
‘e piscatore. e io nun m’ ‘a pigliasse pe’ mugliera
re- la7 re- sol do7 fa
Furastiero ‘e denare che so’, nemmeno se me l’ordina il dottore...
fa mi sol7 sol- do7 fa
quanno ‘o core fa chello che vo’ Parola mia, parola mia d’onore...

155
Diceva: “Tu si’ tutt’ ‘o core mio
e si mme lasse tengo il vetriuolo!” ‘Na sera ‘e maggio
Po’ mme guardava ‘mmocca pe’ gulío... (capotasto II)
a n’atu mese avévam’‘a spusá...
Nèh chella ‘o juorno quínnece mme dice mi- la-
Quanno vien’a ‘appuntamento
mi-
chesto a me, la-
’o sídece...nun se fá cchiù vedé! Guarde ‘o mare, guard’ ‘e ffronne,
si te parlo nun rispunne,
E pe’ chesto, cu ‘o mandulino, mi-
staje distratta comm’a che.
io mme metto for’‘o balcone, la- mi- mi7
quanno passano ‘e ssignurine Io te tengo din’ ‘o core,
la-
lle cumbino n’accordo in “Fa”... sòngo sempe ‘nnammurato
Po’ lle canto chistu sturnello fa
ch’è capace d’‘e ‘ntussecá’: ma tu, invece, pienze a n’ato
si7
e te staje scurdanno ‘e me…
Fli-ppó...fli-ppó... fli-ppó...fli-ppó...
Fiore di primavera... mi-
Quanno se dice “Sì!”
La donna dice: “Una capanna e un cuore...” tienilo a mente
ma quanno vede ‘e ccarte ‘e mille lire, mi7
se mette pure cu nu scupatore... non s’ha da fà murì
la-
Parola mia, parola mia d’onore!... nu core amante.
canti popolari

Tu mme diciste: “Sì!”


Succede, che mm’accatto nu giurnale, mi- la-
e trovo scritto: “Rosa Imperatore, ‘na sera ‘e maggio
mi-
oggi si sposa con...il tal dei tali...” E mo tiene ‘o coraggio
E’ chillo ‘o juorno ca mm’’aggi’ ‘a spassá... fa mi-
‘e mme lassà?!
Faccio na cosa semplice
ca ll’ha da fá svení... St’uocchie tuoje nun sò’ sincere
Dice: Ma che lle faje? Mo v’o ddich’i’! Comm’a quanno mme ’ncuntraste,
Mme ne jèsco cu ‘o mandulino comm ’a quanno mme diciste:
e mme metto sott’‘o purtone... “Voglio bene sulo a te…”.
quanno arrivano gli sposini, E tremmanno mme giuraste,
io lle faccio n’accordo in “Fa”... cu na mano ‘ncopp’ ‘o core:
Po’ lle canto chistu sturnello “Nun se scorda ‘o primmo ammore!”
ch’è capace d’‘e ffá schiattá’: Mo te staje scurdanno ‘e me…”

Fli-ppó...fli-ppó... fli-ppó...fli-ppó...
Fiore di primavera... Nun mme scetà!
Chist’è nu matrimonio per amore, mi- si7
ma tu, mio caro sposo, sta’ sicuro Quanta varche ‘e marenare
che a San Martino vaje a fá ‘o priore... mi-
ca se vedono stasera...
Parola mia, parola mia d’onore!
156
cula- na luce sott’ ‘a prora
sol mi-
Cchiù bello, oj né,
si7 mi- la7
pare ca ‘e stelle só cadute a mare! ‘o sole mio
la- sol re
Tutt’ ‘e ccanzone ‘e Napule sta ‘nfronte a te!
re7 sol sol- re
stanotte, ‘o core mio, vurría cantá: O’ sole, o’ sole mio
mi7 la- la7
ma addó ce stanno lácreme, sta ‘nfronte a te,
do si7 re
addio felicitá! sta ‘nfronte a me.
mi fa#dim si7 mi Luceno ‘e llastre d’ ’a fenesta toia;
Cántame, oje marená, tutt’ ‘e ccanzone...
do#7 fa#- ‘na lavannara canta e se ne vanta
n’ora famme durmí sott’a ‘sta luna! e pe’ tramente torce, spanne e canta,
la- re7 sol
Famme sunná che ancòra mme vo’ bene... Lucento ‘e llastre d’ ’a fenesta toia.
la- do
Famme ‘nzuonno murí... Quanno fa notte e ’o sole se ne scenne
si7 mi-
Nun mme scetá! Mme vene quasi ‘na malincunia;
sott’ ‘a fenesta toja restarria
Comm’ ‘o paggio cantatore quanno fa notte e’o sole se ne scenne.
ch’ ‘a riggina, pe’ na sera,
ll’addurmette ánema e core
e po’ ll’abbandunaje, scetáto, a mare,

napoli
O surdato ‘nnamurato
tu pure, ‘mmiez’ ‘e nnuvole,
stu core mm’ ‘addurmiste ‘mbracci’a te... do
Stai luntana da stu core
e a mare, chino ‘e lácreme, re-
stanotte ‘o faje cadé... e a te volo cu’ ‘o penziero:
sol7 la-
mi- si7
niente voglio e niente spero
re- sol7 do
Comm’ ‘a femmena è ‘o mare... ca tenerte sempre accanto a me.
fa mi
mi- si7 Si sicura è chist’ammore
comm’ ‘o mare è ll’ammore... la- mi7
la- mi- comm’i so’ sicuro ‘e te.
Voca ohé...
sol7 do sol7
Oi... vita oi vita mia
do
‘O sole mio Oi core ‘e chistu core
la7 re-
re mi- Si’ stata ‘o primm ‘amore:
Che bella cosa ‘na jurnata ‘e sole do sol7 do
‘o primmo e ll’ultimo sarai per me.
la7 re
N’aria serena doppo ‘na tempesta!
mi- Quanta notte nun te veco
Pe’ ll’ aria fresca pare già ‘na festa
la7 re nun te sento int’a sti braccia
Che bella cosa ‘na jurnata ‘e sole nun te vaso chesta faccia
nun t’astregno forte ‘mbraccia a me?
Ma n’atu sole Ma scetannome ‘a sti suonne
me faje chiagnere pe’ te.
157
Si ‘ossignuría se mette scuorno ‘e nuje...
Scrive sempre e sta’ cuntenta Pur’ i’ mme metto scuorno ‘e ...’ossignuría
Io nun pienzo che a te sola
Nu pensieru mme cunsola Chi so’!
C’a ti pienze sulamente a me Dillo a ‘sta gente
‘a cchiù bella ‘e tutt’e belle ca i’ songo nu parente
nun è mai chiù bella ‘e te. ca nun ‘o può cacciá...
Musica, musicante!
‘O zappatore ca è bella ll’allería...
I’ mo ve cerco scusa a tuttuquante
la- re-6
Felicissima sera, si abballo e chiagno dint’ ‘a casa mia!
mi7 la-
a tutte sti signure ‘ncruvattate Mamma toja se ne more...
re-6 ‘O ssaje ca mamma toja more e te chiamma
e a chesta cummitiva accussí allèra,
mi7 la- Meglio si te ‘mparave zappatore,
d’uommene scicche e femmene pittate! ca ‘o zappatore, nun s’’a scorda ‘a mamma!
la7 re-
Chesta è na festa ‘e ballo... Te chiamma ancora Gioja...
la7 re- e, arravugliata dint’ ‘o scialle niro
Tutte cu ‘e fracchesciasse sti signure... dice: “Mo torna, core ‘e mamma soja,
sol-6 la-
E i’, ca só’ sciso ‘a copp’ ‘o sciaraballo, se vene a pigliá ll’ùrdemo suspiro...”
mi 7 la
canti popolari

senza cercá ‘o permesso, abballo i’ pure!


Chi so’
Chi so’... Vuje mme guardate
fa#7 si- So’ ‘o pate...i’ sóngo ‘o pate...
Che ve ne ‘mporta! e nun mme pò cacciá!...
sol#7 do#
Aggio araputa ‘a porta
7 fa# So’ nu fatecatóre
e so’ trasuto ccá... e magno pane e pane...
si- do#7 re Si zappo ‘a terra, chesto te fa onore...
Musica, musicante! Addenócchiate...e vásame sti mmane!
fa#7 si-
Fatevi mórdo onore...
re-6 la-
Stasera, ‘mmiez’a st’uommene aligante, Oi nenna ne’
re-6 la-
abballa un contadino zappatore! re-
Me so’ susuto priesto stammatina
No, signore avvocato... la7
sentite a me, nun ve mettite scuorno... oi nenna ne’ (2v.)
sol- re-
Io, pe’ ve fá signore, aggio zappato e pe’ veré lu sole addò ce sponta
e sto zappanno ancora, notte e ghiuorno! la7 re-
oi nenna nenna. (2v.)
E so’ duje anne, duje, Ce sponta annante alla marina
ca nun scrive nu rigo a casa mia...
158
oi nenna ne’ ma nun saccio addò vaco…
chiglio è ninnillo mio che vò quaccosa j’ sto sempe ‘mbriaco
oi nenna nenna. e nun bevo mai vino.
Aggio fatto ‘nu vuto
Caccosa io già nce ll’aggiu rato a’ Madonna d’ ‘a Neve:
oi nenna ne’ si me passa ‘sta freve
‘nu pizzeco ‘nu muzzeco e ‘nu vaso oro e perle Lle do.
oi nenna nenna.
‘Nu vaso ‘ncoppa alla vucchella Pigliate ‘na pastiglia
oi nenna ne’
chiglio è palummo mio che nce s’apposa la-
Io cammino ogne notte,
oi nenna nenna. faccio ‘o giro d’o munno
re-
‘Ncoppa li fronne re lli rrose io nun tengo maje suonno,
oi nenna ne’ mi7
nun chiudo maje ll’uocchie
e pe’ veré l’ammore addò reposa la-
oi nenna nenna. e nun bevo caffè!
Na perziana ca sbatte,
nu lampione ca luce...

napoli
Passione re-
e nu ‘mbriaco ca dice,
mi- la- bussanno a na porta:
Cchiù luntana me staje,
si7 mi- “scusate che or’è?”.
cchiù vicina te sento…
do sol
chissà a chistu mumento Da tre mise nun dormo cchiù:
si7 mi- la-
tu a che pienze… che faje! chist’ ammore vurrìa scurdà...
la- si7 mi7
Tu m’è miso int’ ‘e vvene gente, diciteme comm’aggi’ ‘a fa?
si7 do
‘nu veleno ch’ è ddoce… la
la- Pigliate na pastiglia!
Nun me pesa ‘sta croce Pigliate na pastiglia, siente a mme...
si7
Ca trascino pe’ te… mi7
Pigliate na pastiglia!
mi sol#- la fadim Pigliate na pastiglia, siente a me...
Te voglio … te penzo… te chiammo, la fa# si-
Dint’ ‘e vetrine ‘e tutt’ ‘e farmaciste,
fa#- si7 mi
te veco… te sento… te sonno… do#7
la vecchia camomilla cede il posto
fa#-
si- do#7 fa#-
è n’anno -‘nce pienze ca è n’ anno- re
alle palline ‘e glicerofosfato -
la- mi
Ca st’ uocchie nun ponno diditibicarbonato -
si7 mi-
Cchiù pace truvà!… grammi: zero, zero, tre...
re- la mi7 la-
Pigliate na pastiglia, siente a me...
E cammino, cammino…

159
re
Dint’ ‘o scuro na gatta, Dorme ‘o mare... Voca, voca...
mastecanno na sarda, sol fa#
Tutt’è pace attuorno a me...
doce doce mme guarda, si-
mme guarda, se struscia, Ma pecché,
la sol
miagola e fa… ma pecché mm’hè lassato,
re la7 re
me trascina ‘a carretta, mentr’io moro, stanotte, pe’ tte?
carrecato d’ammore
ca se tira stu core... Casarella d’ ‘o Capo ‘e Pusilleco,
stu core, ca cerca sponta ‘a luna e te vène a vvasá...
la felicità! Quanta notte aggio perzo guardánnote,
quanta juorne aggio visto schiará!...
Da tre mise nun dormo cchiù:
chist’ammore vurria scurdà! Zitto oje core, ca ‘nterra Pusilleco,
Gente, diciteme comm’aggi’ ‘a fa? veco n’ombra ca segno mme fa...
Na manélla e na voce mme chiámmano:
Pigliate na pastiglia! fra sti bbracce Maria vo’ turná...
Pigliate na pastiglia, siente a mme...
Pigliate na pastiglia! Dorme ‘o mare...Oje bella viene!...
Pigliate na pastiglia, siente a me... ‘Ncielo ‘a luna saglie e va...
Dint’ ‘e vetrine ‘e tutt’ ‘e farmaciste, Vita mia!
la vecchia camomilla cede il posto Vita mia mme vuó’ bene?
alle palline ‘e glicerofosfato - Ca si è suonno nun farme scetá...
canti popolari

bromotelevisionato -
didditti, bicarbonato,
borotalco e seme ‘e lino, Quanno mámmeta t’ha
cataplasma e semolino, fatta
na custata ‘e fiorentina, mi-
mortadella e duje panine Quanno mámmeta t’ha fatta,
cu nu miezu litro ‘e vino, si7
nu caffé con caffeina, quanno mámmeta t’ha fatta...
grammi: zero, zero, tre! Vuó sapé comme facette?
mi-
Pigliate na pastiglia, siente a me! vuó sapé comme facette?...
Pe’ ‘mpastá sti ccarne belle,
si7
pe’ ‘mpastá sti ccarne belle...
Piscatore ‘e Pusilleco Tutto chello ca mettette?
mi
re- la7 tutto chello ca mettette?...
Piscatore ‘e ‘stu mare ‘e Pusilleco
re-
ch’ogne notte mme siente ‘e cantà Ciento rose ‘ncappucciate,
fa sib fa si7
piscató, sti pparole so’ llagreme dint’’a mártula mmescate...
la si- mi7 la7 Latte, rose, rose e latte,
pe’ Maria ca luntana mme sta!... mi
te facette ‘ncopp’ ’o fatto!

160
Nun c’è bisogno ‘a zingara
si7 la 7+
p’andiviná, Cuncè’... Te si fatta la vesta scullata,
Comme t’ha fatto mámmeta, la fa# si-
‘nu cappiello cu ‘e nastre e cu’e rrose…
mi-
‘o ssaccio meglio ‘e te! stive ‘mmiezzo a tre o quattro sciantose,
mi
si- mi la
E pe’ fá ‘sta vocca bella, e parlave francese… è accussì?
do#- sol# do#-
e pe’ fá ‘sta vocca bella... Fuje l’autriera ca t’aggio ‘ncuntrata?
Nun servette ‘a stessa dose, mi si7 mi
nun servette ‘a stessa dose... Fuje l’autriere , a Tuleto, gnorsì…
Vuó sapé che nce mettette? la do#- si-
Vuó sapé che nce mettette?... T’aggio voluto bene a te…
mo te dico tuttecosa... mi7 la
Tu m’è voluto bene a me !
mo te dico tuttecosa: Mo nun ‘nce amammo cchiù,
fa#7 si-
nu panaro chino, chino, ma, ‘e vvote tu
tutt’’e fravule ‘e ciardino... mi 7 la
distrattamente pienze a me!
Mèle, zuccaro e cannella:
te ‘mpastaje ‘sta vocca bella... Reginè, quanno stive cu mmico
Nun c’è bisogno ‘a zingara Nun magnave ca pane e cerase,
p’andiviná, Cuncè’... nuje campavamo ‘e vase! E che vase,

napoli
Comme t’ha fatto mámmeta, Tu cantave e chiagneve pe’me…
‘o ssaccio meglio ‘e te... E ‘o cardillo cantava cu ‘ttico:
“reginella ‘o vuò bene a ‘stu rre?”
E pe’ fá sti ttrezze d’oro,
e pe’ fá sti ttrezze d’oro... T’aggio voluto bene a te…
Mamma toja s’appezzentette, tu m’è voluto bene a me
mamma toja s’appezzentette... Mo nun ‘nce amammo cchiù
Bella mia, tu qua’ muneta!? ma ‘e vvote tu
bella mia, tu qua’ muneta!? Distrattamente parle ‘e me!
Vuó sapé che nce servette?
vuó sapé che nce servette?... Oj cardillo, a chi aspiette stasera?
Nun ‘o vide? Aggio aperta a cajola,
Na miniera sana sana, Reginella è vulata e tu vola!
tutta fatta a filagrana, Vola e canta, nun chiagnere ccà!
nce vulette pe’ sti ttrezze, T’è a truvà ‘na patrona sincera
che, a vasá, nun ce sta prezzo! Ca è cchiù degna ‘e sentirte ‘e cantà.
Nun c’è bisogno ‘a zingara,
p’andiviná, Cuncè’... T’aggio voluto bene a te…
comme t’ha fatto mámmeta, Tu m’è voluto bene a me!
‘o ssaccio meglio ‘e te... Mo nun ‘nce amammo chiù,
ma, ‘e vvote tu
distrattamente chiamme a me!…
Regginella

161
ca tesse ancora ‘e rrezze!
Santa Lucia luntana Core nun vò ricchezze:
si è nato a Napule,
do
Partono ‘e bastimente ce vò murí!
sol7
pe’ terre assaje luntane...
Cántano a buordo: Scetate e guarda
re-7 sol do
só Napulitane! la-
la- mi-
Cantano pe’ tramente T’annascunne luntano dall’uocchie,
fa fadim do re- la- mi7 la-
‘o golfo giá scumpare, da mane e parole rignute ‘e speranza.
re soldim Dint’a mure che parlano ‘e niente,
e ‘a luna, ‘a miez’ ‘o mare, tra mille turmiente tu sola a durmì.
sol7
nu poco ‘e Napule
do re- la-
lle fa vedé... Scetate e guarda stu cielo cu mme,
re- mi7 la-
sol ‘ncielo è passata ‘na stella.
Santa Lucia! re- la-
re- la7 re- Tutta ‘sta vita se move pe’ tte,
Luntano ‘a te, mi7 la-
sol do nun ce sta ‘na nuttata cchiù bella!
quanta malincunia!
Se gira ‘o munno sano,
re- Luna, tu ca stasera me guarde,
stampata int’’e llastre, fai luce a Marì.
canti popolari

sol- do
se va a cercá furtuna... Sciosce viento, tu pure me siente,
fadim do passanno p’’o vico, rispunneme “sì”.
ma, quanno sponta ‘a luna,
re7
luntano ‘a Napule Scetate e guarda stu cielo cu mme,
sol7 do
nun se pò stá! ché mò ‘sta luna è ‘na perla.
Tutta ‘sta vita se move pe’ tte,
E sònano... Ma ‘e mmane nun ce sta ‘na nuttata cchiù bella!
trèmmano ‘ncopp’ ‘e ccorde... sib
Quanta ricorde, ahimmé, E io resto cca,
quanta ricorde... mi la-
E ‘o core nun ‘o sane a fermà ‘stu mumento pe tte;
sib
nemmeno cu ‘e ccanzone: a suspirà,
Sentenno voce e suone, mi
mentre tu staje durmenno pe’ sulo sunnà.
se mette a chiagnere
ca vò turná... fa
‘Sta vita addò va?
Santa Lucia, tu tiene sol do
Si fuje nun è libertà!
sulo nu poco ‘e mare... la- si7
ma, cchiù luntana staje, Cu tte vurria sempe sta,
mi
cchiù bella pare... tu sule me saje fa’ cantà.
E’ ‘o canto d’ ‘e Ssirene fa sol
Ma tu nun si ‘a mia,
162
do la- si- mi la
però ‘stu bbene sì; tu cuntenta nun si’!
si7 do#7 re si7 la7+
te guardo e ti dico: Catarì, Catarì,
mi do#- si- mi la
‘st’ammore nun pò maje furnì! tu cuntenta nun si’! (2v.)
Sta fenesta, che ancora è ‘nzerrata, Catarí, Catarí, mm’he’ lassato...
me fa sta nuttata ‘e passione murì. tutto ‘nzieme st’ammore è fernuto,
Nun c’è ammore si nun porta ‘a croce, tutto ‘nzieme t’he’ scívete a n’ato,
me dice ‘na voce ca è scritto accussì. mm’he’ ‘nchiantato e mm’he’ ditto: bonní!
Scetate e guarda stu cielo cu mme, E a chist’ato ca tu mo vuó bene,
adda fernì chesta guerra. staje penzanno e, scetata, ll’aspiette...
Tutta ‘sta vita se move pe’ tte, ma chist’ato, stasera, nun véne...
nun ce stà na nuttata cchiù bella! e maje cchiù, t’ ‘o ddich’io, venarrá!...
Tutta sta vita se move pe’ tte,
e pe’ mme tu si’ a rosa cchiù bella! No, nun véne, nun véne...
Ll’aggio visto p’ ‘a strada,
cammená, core a core, cu n’ata...
Serenata napulitana e, redenno, parlavano ‘e te...
la Tu si’ stata traduta...

napoli
Dimme, dimme, a chi pienze assettata Tu si’ stata lassata...
fa# si-
sola sola, addereto a sti llastre? Tu si’ stata ‘nchiantata...
re- pure tu...pure tu!
‘Nfacci’ ‘o muro ‘e rimpètto, stampata,
la si7 mi Catarì, Catarì,
veco n’ombra... e chest’ombra si’ tu! tu cuntenta nun si’! (2v.)
la
Fresca è ‘a notte: na luna d’argiento,
fa# si- Silenzio cantatore
saglie ‘ncielo e cchiù ghianca addeventa...
re-
e nu sciato, ogne tanto, d’ ‘o viento do- fa-
Zitta, stanotte nun dicere niente,
mi la
‘mmiez’a st’aria se sente passá... sol do-
cademe’mbraccia, ma senza parlà...
fa- sib7 mib fa-
la
Ah, che notte, ah, che notte!... duormeno’e ccose nu suonno lucente...
do- sol do
mi la
Ma pecché nun t’affacce? nu suonno’e’na notte d’està:
mi si-
ma pecché, ma pecché mme ne cacce, sol
Marì, dint’ ‘o silenzio
mi la
Catarí, senza manco parlá?... do
-silenzio cantatore-
sidim
Ma ce sta nu destino, mi7 fa
nun te dico parole d’ammore,
do# fa#
e io ce credo e ce spero... do sol do
ma t’ ‘e ddice stu mare pe’ me!
ladim mi la
Catarì, nun è overo,
Dimme: stanotte si’ tutta d’’a mia?
163
Ll’uocchie tuoie belle me diceno’ e sì... e ‘a femmena è restata
No, cu’ sta luna, nisciuna buscia sott’ ‘a botta ‘mpressionata.
‘sta vocca busciarda po’ dì!
Seh ‘na guardata seh!
Marì, dint’ ‘o silenzio Seh! ‘na ‘mpressione seh!
-silenzio cantatore- Va truvanno mo chi è stato
nun te dico parole d’ammore, C’à cugliuto buono ‘o tiro!
ma t’ ‘e ddice stu cielo pe’ me! Chill’ ‘o fatto è niro niro,
niro niro comm’a cchè!
Cielo rispunne, rispunneme mare!
Stelle, pecché nun vulite parlare? Ha ditto ‘o parulano: “embè parlammo,
Napule, dimme: so’ ddoci o so’ amare pecchè si ragiunammo
ste lacrime c’aggio a jettà? chisto fatto ‘nce ‘o spiegammo.
Addò pastin’ o ggrano, ‘o ggrano cresce
Marì, dint’ ‘o silenzio Riesce o nun riesce
-silenzio cantatore- Sempr’è ggrano chillo ch’esce!”
nun te dico parole d’ammore,
ma t’ ‘e ddice ‘o silenzio pe’ me! Meh! Dillo a mamma meh!
Meh! Dillo pure a me!
Conta ‘o fatto comm’ è gghiutto,
Tammuriata nera Ciccio…’Ntuono…Peppe o Giro
Chill’ o’ ninno è niro niro
Niro niro comm’a cchè
canti popolari

mi- midim mi-


I’ nun capisco ‘e vvote che succede
midim Seh! Gira e vota seh!...
e chello ca se vede
mi-
nun se crede nun se crede.
E’ nato nu criaturo niro niro Te voglio bene assaje
e a mamma ‘o chiamma Giro
sissignore ‘o chiamma Giro. fa
Pecché, quanno mme vide,
mi la- mi do7 fa
Seh! Gira e vota seh! te ‘ngrife comm’a gatto?
fa#- do#7 fa#- Nenné’, che t’aggio fatto,
Seh! Vota e gira seh! mi la-
si7 mi a nun mme puó’ vedé?!
Ca tu ‘o chiamme Ciccio o ‘Ntuono, midim re-
do#7 fa#- Io t’aggio amato tanto...
ca tu ‘o chiamme Peppe o Giro, midim re-
si7 mi Si t’amo, tu lo ssaje!
chill’ ‘o fatto è niro niro
la- mi re7 sib fa
niro niro comm’acchè! Io te voglio bene assaje...
do7 fa
‘O contano ‘e cummare chist’affare, e tu non pienze a me!
sti fatte nun so rare
se ne contano a migliare! La notte tutti dormono,
E vvote basta sulo ‘na guardata, ma io che vuó’ durmire?!
164
Penzanno a nénna mia, Te fatto ‘a giacchettella corta corta,
mme sento ascevolí! ‘O cazunciello astritto,
Li quarte d’ora sonano e’o ricciulillo ‘nfronte...
a uno, a duje, a tre... Te ride ‘a gente arreto e nun te ‘mporta,
ti senti un Marlon Brando,
Quanno só’ fatto cennere, che a spasso se ne va...
tanno mme chiagnarraje... Per le vie di Santa fè,
Sempe addimmannarraje: per le strade di “Ollivud”
Nennillo mio addó’ è? e ‘a ‘nnammurata toja
La fossa mia tu arape nun te vò’ cchiù!
e llá mme trovarraje...
Oh, torero!...
Torero Oh, torero!
E levatillo ‘a capa stu sombrero!
la-
Tu pierde’o suonno ‘ncopp’’ e giurnalette, Nun si’ spagnuolo e nun si’ caballero...
e màmmeta minaccia, Sti nnacchere tu nun ‘e ssaje suna!
mi7 ‘E sti nnacchere, tu che ne ‘a fa,
e pàteto s’arraggia... bello ‘e mammà?!
Te fanno girà’a capa sti fumette, Torero!
guardannote ‘int”o specchio, Cu sti bbasette ‘a sud-americano,

napoli
la- cu’ nu sicario avana e ‘a cammesella ‘e pic-
vuoi fare il toreador!
re- chè...
Come fanno a Santa fé, Torero! Torero! Olé!
la-
come fanno ad “Ollivud”...
e cu ‘sta scusa, oje ni’,
mi7 Torna maggio
nun studie cchiù...
la- re- la- re- la-
mi7/9
Oh, torero! Rose! Che belli rrose...Torna maggio!
re- la- mi7 la-
la
Te si’ piazzato ‘ncapa stu sombrero, Sentite ‘addore ‘e chisti sciure belle!
re- la- re- la-
si-
e dice ca si’ spagnuolo e nun è overo, Sentite, comme cantano ll’aucielle...
re- la- re- mi7 la- mi7
si7 mi
cu ‘e nnacchere ‘int’ ‘a sacca vaje a bballa... e vuje durmite ancora!? I’ che curaggio!
mescolando bolero e “ccia-ccià” chi vuo’ la do#7 fa#- la re
mbruglià! Aprite ‘sta fenesta, oje bella fata,
mi7/9 mi 7 la
Torero! ché ll’aria mo s’è fatta ‘mbarzamata:
la7+ do#7 fa#- la si-
Cu sti basette ‘a sud-americano, Ma vuje durmite ancora, i’ che curaggio!
re la re re- la mi7 la
cu nu sicario avana e ‘a cammesella ‘e pic Rose! Che belli rrose... Torna maggio!
fa#-
chè, Rose! Che belli rrose... ‘A n’anno sano,
si7 mi7 la
Torero! Torero! Olè!... stóngo strujenno ‘e pprete ‘e chesta via!

165
Ma vuje nun v’affacciate... Uh, mamma mia! Vide ‘o mare de Surriento
I’ nun mme fido ‘e stá da vuje luntano... che tesoro tene en funno;
chi ha girato tutto ‘o munno
E si ve sto luntano quacche ghiuorno, nun l’ ha visto comm’a cca.
pare ca vuje mme state sempe attuorno... Guarda attuorno sti sserene,
ca mme parlate e mm’astrignite ‘a mano... ca te guardano ‘ncantate
Rose! Che belli rrose! E’ n’anno sano... e te vonno tantu bene...
te vulessero vasà...
Rose! Che belli rrose… E vuje durmite!
Ma nun ve sceta stu prufumo doce?
‘E primmavera nun sentite ‘e vvoce? Tu si’ ‘na cosa grande
Ma vuje, core ‘mpietto, ne tenite?! (capotasto III)
Vocca addirosa comm’a na viola! mi- mibdim
Tu sì ‘na cosa grande per me
‘A primmavera mia site vuje sola! mi- la-
Ma chesta voce vuje nun ‘a sentite? ‘na cosa ca mi fà ‘nnamurà
Rose! Che belli rrose… E vuje durmite!... re7 sol
‘na cosa che si tu guarda a me
si7 mi-
me ne moro accussì guardanno a te
Torna a Surriento
Vurria sape’ ‘na cosa da tè
do- pecchè cuanno te guardo accussì
Vide ‘o mare quant’è bello si pure tu te siente morì
canti popolari

fa- do-
spira tantu sentimento nom me o dice a nun me fai capì
lab do- ma pecchè
comme tu a chi tiene mente
sol7 do
ca scetato ‘o faie sunnà. mi- si-
A dille ‘na vota sola
re-
Guarda quà chisto ciardino; la- mi-
che pure tu stai tremmanno
sol7 do
siente, siè, sti sciure arancie: dimmi ca me vuò bene
si-
la- re-
nu prufumo accussì fino do
comm’io, comm’io,
si-
sol7 do
dint’o core se ne va... do
comm’io voglio bene a te
do si do si

re-
E tu dice “i’ parto, addio!” la- re7 sol si7
sol lab mi-
T’alluntane da stu core... Tu sì ‘na cosa grande pe’ mme
do- ‘na cosa ca tu stessa non saie
da sta terra de l’ammore...
sol7 do- ‘na cosa ca nun aggio avuto maie
tiene ‘o core ‘e nun turnà? ‘nu bene accussì, accussì grande.
do 7+ re-7
Ma nun me lassà,
sol7 do
nun darme stu turmiento! Tu ca nun chiagne
fa- do- sol7 do-
Torna a Surriento, famme campà!

166
la- fadim la- si
Comm’ è bella ‘a muntagna stanotte… chi te li dà?
re- la- re- mi do si
Bella accussì nun l’aggio vista maje! la borsetta di mammà!?
la- mi fa mi-
‘N’ anema pare rassignata e stanca Tu vuo’ fa’ ll’americano
sol do re- mi7
sott’ a cuperta ‘e chesta luna janca… ‘mmericano, ‘mmericano
mi7 la-
ma si’ nato in Italy!
la- re- la- si7 do7
Tu ca nun chiagne e chiagnere me faje, sient’ a mme: nun ce sta niente ‘a fa’
re- la- si7 mi-
tu, sta notte addò staje? ok, napulitan!
re- la- si7 mi-
Voglio a te! Voglio a te! Tu vuo’ fa’ ll’american
fa la- si7 mi-
Chist’uocchie te vonno tu vuo’ fa’ ll’american!
mi7 la-
n’ata vota vede!
Come te po’ capi’ chi te vo’ bbene
Comm’è calma a muntagna stanotte… si tu lle parle mmiezo americano?
Cchiù calma ‘e mo nun l’aggio vista maje! quanno se fa ll’ammore sott’ ‘a luna
E tutto dorme, e tutto dorme o more comme te vene ‘ncapa ‘e di’ “I love you”?
e ‘i sulo veglio, pecchè veglia ammore!
Tu vuo’ fa’ ll’americano...
si7 mi-
Whisky and soda and rocchenroll! (4v.)

napoli
Tu vuo’ fa’ l’americano
(capotasto II)
Voce ‘e notte
mi- re do si7
mi- si7 mi- re- sol- re-
Puorte ‘e cazune cu nu stemma arreto... Si ‘sta voce te scéta ‘int’ ‘a nuttata,
si7 mi- sol- re- redim la
na cuppulella cu ‘a visiera aizata... mentre t’astrigne ‘o sposo tujo vicino...
la- si7 do7 sol- la sib
passe scampanianno pe’ Tuledo Statte scetata, si vuó stá scetata,
fa# si sol- re- redim la7
comm’a nu guappo, pe’ se fa’ guarda’... ma fa’ vedé ca duorme a suonno chino...
do si la- si re la
Nun ghí vicino e’ llastre pe’ fá ‘a spia,
mi- 7 re
Tu vuo’ fa’ ll’americano pecché nun puó sbagliá: ‘sta voce è ‘a mia...
sol- re-
‘mmericano, ‘mmericano È ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e duje,
si7 sol- re- la7 re-
sient’a mme chi t’ ‘o ffa fa’? scurnuse, ‘nce parlávamo cu ‘o “vvuje”.
tu vuoi vivere alla moda,
ma se bevi “whisky and soda” Si ‘sta voce te canta dint’ ‘o core
mi-
po’ te siente ‘e disturba’... chello ca nun te cerco e nun te dico;
la- tutt’ ‘o turmiento ‘e nu luntano ammore,
Tu abball’ o’ rocchenroll tutto ll’ammore ‘e nu turmiento antico...
mi-
tu giochi a baisiboll
fa#
ma e solde p’ e’ Ccamel Si te vene na smania ‘e vulé bbene,
167
na smania ‘e vase córrere p’ ‘e vvéne,
nu fuoco che t’abbrucia comm’a che,
vásate a chillo...che te ‘mporta ‘e me?
Si ‘sta voce, che chiagne ‘int’ ‘a nuttata,
te sceta ‘o sposo, nun avé paura...
Vide ch’è senza nomme ‘a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura...
Dille accussí: “Chi canta ‘int’a ‘sta via
o sarrá pazzo o more ‘e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche ‘nfamitá...
Canta isso sulo...Ma che canta a fá?!...”
canti popolari

168
Canti della Si- quest’anima sconsolata.

cilia Avò! L’amuri miu


(capotasto III)
Avò! L’amuri miu
A crozza Ti vogliu beni.
re la
L’ucchiuzzi di me figlia
Vitti na crozza supra nu cannuni, su’ sireni!
7 re
fui curiusu e ci vosi spiari. la9
sol Ch’avi la figlia mia,
Idda m’arrispunniu cu gran duluri, mi7
re la7 re ca sempri chianci?
muriu senza n’toccu di campani. Voli fatta la nanna
la re
Sinni eru sinni eru li me anni, mmenzu l’aranci.
la9
sinni eru sinni eru un sacciu unni, Avò!
ora ca su arrivatu a l’uttant’anni
chiamu la vita e morti m’arrispunni. Ciatu di l’arma mia,
facci d’aranciu.

sicilia
Cunzatimi cunzatimi lu lettu Ca mancu c’un tisoru
ca da li vermi fui mangiatu tuttu. ju ti canciu:
Si nun l’escuttu ccà lu me piccatu Avò!
lu scuttu a l’autra vita a chiantu ruttu.
Ora s’addummisciu
C’è nu jardinu ammenzu di lu mari, la figlia mia.
tuttu ‘ntissutu di aranci e ciuri; Vardatimilla Vui,
puru l’aceddi ci vannu a cantari, Matri Maria.
puru i sireni ci fann’all’amuri. Avò!
Suli ca spacchi i petri da chianura, Amore mio! Ti voglio bene. Gli occhi di mia figlia sono due
sirene. Cos’ha la figlia mia, che sempre piange? Vuole fatta
suli ca abbruci l’ossa pa calura, la ninna nanna tra le arance. Fiato dell’anima mia, faccia
sulu lu chiantu di la donna amata d’arancia. Neanche per un tesoro io ti cambierei. Ora si è
addormentata la figlia mia. Guardatemela Voi, Madre Maria.
po’ cunsulari st’arma scunsulata.
Ho visto un teschio sopra un cannone, ero curioso e l’ho
voluto interrogare. Lui mi ha risposto con gran dolore, era Casteddu a mari
morto senza neanche un rintocco di campana. Se ne sono
andati, se ne sono andati i miei anni, se ne sono andati non
so dove, ora che ho ottant’anni chiamo la vita e mi risponde ‘Mmenzu a lu mari c’è
la morte. Preparatemi, preparatemi un letto, che sono stato
mangiato dai vermi. Se non sconto qui il mio peccato, lo un casteddu sparti
sconterò nell’altra vita piangendo a dirotto. C’è un giardino firriateddu di finestri e porti.
in mezzo al mare, tutto intessuto di arance e fiori; anche gli
uccelli ci vanno a cantare, anche le sirene ci fanno l’amore.
Sole che rompi le pietre della pianura, sole che bruci le ossa C’è un picciottu di vint’anni fatti
per la calura, solo il pianto della donna amata può consolare

169
carricateddu di vintura e sorti. Comu ai fari cu sta donna Rosa
Ca mi vò dari a figghia senza casa,
So matri l’addrivau, ci desi latti iù c’iaia dittu “datici la casa
e darimillu a mia ci parsi morti sinnò va resta schetta la carusa”.
Ma ju tantu priai ‘nsinu a cchi l’appi Comu s’abbrucculia stu bardasceddu
ed ora avillu miu ‘nsinu a la morti. Si va vantannu ca moru pi iddu
M’agghiu a pigghiari a nautru cchiu beddo
In mezzo al mare c’è un castello pieno di finestre e porte. C’è Ca doti e casa m’a purtari iddu.
un ragazzo di vent’anni già fatti, carico di ventura e sorte. Sua
madre lo ha cresciuto, gli ha dato il latte ed ora darlo a me gli
è sembrato morte. Ma io tanto ho pregato finche l’ho avuto, ed Ammatuli t’arrizi e fai cannola
ora non lo lascerò fino alla morte!
Ca bedda ti ccià fari la natura
Lu santu è di marmuro e non sura
Ciuri ciuri E bonu pi purtari a sipurtura.
re- la7 Ciuri di rosi russi a lu sbucciari
Ciuri ciuri di tuttu l’annu, Amaru l’omu ca fimmini criri
re-
l’ammuri ca mi rasti ti lu tornu. Amaru cu si fa supraniari
la7 re Lustru di paradisu non ni viri.
La la la la... la la la
Ciuri di menta sicca e paparini
canti popolari

re la7
Ciuri di gelsuminu rampicanti L’omini comu a vui cussi cafoni (2v.)
re-
‘nun cantu ne ‘pe ammuri né p’amanti Ni li stricamu sutta li tappini.
re la7
‘nun cantu ne ‘pe ammuri né p’amanti
re-
ma cantu pi sturnarimi la menti. Comu si li cugghieru li bed-
di pira
Me soggira mi dissi: “Va’ travagghia re- la7
e nun mi fari patiri a me figghia Comu si li cugghieru li beddi pira,
Quannu t’a resi iu era na quagghia -Tirollalà tirollallallà-
E tu m’a ridducisti na grattigghia” re-
comu si li cugghieru senza scala!
la7 re-
Mi vogghiu sciarriari ccu me matri -Tiro tirollalà-
Pirchì mi fici accussi curtulidda la7
A lu cchianari cc’appiru fortuna,
Mmenzù a li longhi nun ci pozzu stari -Tirollalà tirollallallà-
Ca tutti m’inciurianu nanulidda. re-
a lu scinniri si stuccau na rama.
Li longhi su sciarrini e micidiali la7 re
-Tiro tirollalà-
E anu na vucca quantu na majdda
I curtuliddi su i pastariali la
Mpastati su ccu zuccuru e cu meli. E nun ti maritu no,
re
e nun ti maritu no,
170
la
e nun ti maritu no, Uno aperto e l’altro chiusu.
re
schetta a ristari tirollalà.
E ccu doti e senza doti, (3v.) Avi l’aricchie ranni ranni
schetta a ristari tirollalà. Parunu chiddi do liafanti.
la7 re-
Tiro tirollalà Avi lu nasu ca pari ‘n pagghiaru
Quannu chiovi mi c’arriparu.
Quannu iu viri a tia diventu siccu,
mi sentu cu la testa d’intra ‘n saccu. Avi la faccia lintiniusa
Ppi ghiri appressu a ttia persi lu sceccu, Pari na papira ca nirvusa.
e ora cu diavulu accravaccu?
Come hanno raccolto le belle pere, come le hanno raccolte
Avi li denti a rattalora
senza scala! Nel salire sono stati fortunati, nello scendere Uno d’intra e l’autru fora.
hanno piegato un ramo. E non ti sposo, no, devi restare zitella,
sia con la dote che senza, devi restare zitella. Quando ti vedo
divento secco, mi sento con la testa dentro un sacco. Per Avi li spaddi ca pari na cascia
andarti dietro ho perso l’asino, e ora cosa diavolo cavalco? Una cchiu auta e una cchiu vascia.
Avi la panza ca pari na vutti
Diu vi sarvi Quanno camina, fa ririri a tutti.

sicilia
Diu vi sarvi, Maria china di razii, Avi li jammi a chicchiricò
‘u Signuri è cu Vui, Quannu camina, fa sì e no.
Vu’ siti biniritta ‘ntra li donni
e binirittu lu fruttu ‘u vostru ventri, Gesù. Avi u pettu sciddicatu,
Santa Maria, Matri di Diu, San Giuseppi c’ha passatu.
priati pi nui li piccaturi
ora e nell’ora nostra morti e cusì sia. Ma di sordi n’avi assai
Ca cummogghiunu li vai.
La me zita Ahi! Bedda è!
Chiù bedda d’idda nun ci nn’é!
re la7
Quanto è laria la me zita,
re Ma iù preiu la Madonna
Malanova da so vita, D’accuzzarici li jorna.
Ahi! Laria è!la7 re
Chiù laria d’idda nun ci nn’é! La pampina di l’aliva
Avi i capiddi tisi tisi. E la pampina di l’aliva,
Pi spirugghiarli ci voli ‘n misi. di l’aliva la pampina.
Avi l’occhi difittusi Veni lu ventu, la cutulia,

171
mi7 la fa#-
la cimiddia, cascari la fa… Passu cca fora tutti li nuttati
mi si7 mi
E aspettu sulu quannu v’affacciati.
Lu suli si nni va Li ciuri senza vui non ponu stari
sol do Su tutti ccu la testa a pinnuluni.
Lu suli si nni va, Ognunu d’iddi non voli sbucciari
re sol
dumani torna, Si prima nun si rapi ssu balcuni.
si mi nni vaiu jù. (2v.) Dintra stu puttuneddu su ammucciati
Lu suli si nni va, E aspettanu quann’è cca v’affiacciati.
dumani torna, Il sole è già spuntato dal mare e voi, bella mia, dormite ancora.
si mi nni vaiu jù Gli uccelli sono stanchi di cantare e infreddoliti aspettano qui
fuori. Sono posati su questo balconcino e aspettano che voi
nun tornu cchiù! vi affacciate. Lasciate stare, non dormite più, che in mezzo
a loro in questa viuzza ci sono anche io che aspetto voi. Per
vedere questa faccia così bella passo qui fuori tutte le notti e
Sicilianedda mia aspetto solo il momento in cui vi affacciate. I fiori senza di voi
Sicilianedda, non possono stare, sono tutti con la testa penzolante. Ognuno
di essi non vuole sbocciare, se prima non si apre questo
si mi nni vaiu jù (2v.) balcone. Sono nascosti dentro questo portoncino e aspettano
Sicilianedda mia, che voi vi affacciate.
Sicilianedda,
si mi nni vaiu jù
nun tornu cchiù! Mi votu e mi rivotu
canti popolari

Il sole se ne va, domani ritorna, se me ne vado io non farò più mi- si7
ritorno. Sicilia mia, Sicilia, se me ne vado non farò più ritorno. Mi votu e mi rivotu suspirannu
mi-
passu li notti interi senza sonnu
si7
Matinata siciliana pi li biddizzi tò ju cuntimplari
mi-
mi- la- mi-
mi passu di la notti ‘nsin’o jornu
la- si7
Lu suli è già spuntatu nta lu mari pi tia nun pozzu ora cchiù durmiri
la- si7 mi- la- si7
E vui bidduzza mia durmiti ancora. paci nunn’avi cchiù st’afflittu cori.
L’aceddi sunnu stanchi di cantari mi- si7
E affriddateddi aspettunu ca fora. U sai quannu ca ju t’aj’a lassari
la- si7 mi- mi7 mi-
Supra ‘ssu balcuneddu su pusati quannu la vita mia finisci e mori!
la7 mi- si7 mi
E aspettanu quann’è ca v’affacciati. Mi giro e mi rigiro sospirando, passo le notti intere senza
dormire per contemplare le tue bellezze, passo la notte fino al
giorno, per te non posso ora più dormire, questo cuore afflitto
si7 mi non ha più pace. Lo sai quand’è che io ti lascerò? Quando la
Lassati stari, non dormiti cchiui mia vita finisce e muore.
do#- sol#- la
Ca ‘menzu a iddi intra ‘sta vanedda
fa#- si7 fa#- si7
Ci sugnu puru iu c’aspetta a vui. Pareche ponzi po’
la si7 mi
Ppi vidiri ssa facci accussì bedda

172
re sol Stidda Mattutina
L’aviti vistu a Cumpari Vavaluci
la7 re
ca cu li corna sfunna i palazzi Lu suli è già spuntatu
s’un era prontu a darici na vuci e voi ancora durmiti,
poveri corna di compari Vavaluci. oh stidda di lu celu,
re sol vui la cchiù bedda siti.
Pareche ponzi pò pareche ponzi pò
la7 re re
pareche pò pareche pò pareche ponzi pò Sona chitarra, sona
si- la
(2v.) e dammi bona vuci;
re mibdim mi-
faciti arrusbigghiari
C’era na vota ‘n poveru cristianu sol la
ca ci doleva lu ‘itu di la mano lu me curuzzu duci.
s’arrivurgiu a lu santu Sanu re 7+ 7 6 5+ re 5+
dopo tri ghiorna ci cascau tutta la manu. Stidda, sirena di li cori amanti,
re 7+ 7 6 5+ re
C’era na vota ‘n poveru piscatori ju ca ti fazzu li soni e li canti,
mi- sol la
ca di tri misi non piscava nenti ‘facciati a la finestra, ascuta e senti!
s’arrivurgiu o Santu Patriarca

sicilia
dopo tri ghiorna affunnau ccu tutta a varca. O bedda tra li beddi,
o fimmina adurata,
C’era na vota ‘n poveru muraturi puru la luna ‘n celu
ca di tri misi non faceva nenti di tia s’è nnammurata.
s’arrivurgiu a santa Prutittura
dopo tri ghiorna cascau da ‘mparcatura. Lu suli cuntrariatu
tuttu si gilusia,
C’era na vota ‘n poveru bicchino e nun po’ stari un jornu
ca di tri misi nun faceva nenti luntanu senza tia.
s’arrivurgiu e santi di l’artari
dopu tri ghiorna u eru a vurricari. Il sole è già spuntato e voi ancora dormite, delle stelle del cielo
voi siete la più bella. Suona, chitarra mia e rendimi bella la
voce, fate risvegliare il mio dolce tesoro. O bella tra le belle, o
C’era na vota ‘n poveru fucinu donna adorata, perfino la luna in cielo si è innamorata di voi. Il
sole, contrariato, si ingelosisce tutto, e non può stare un giorno
can un vuleva ascutari a Vinturinu lontano senza te. Stella, sirena dei cuori amanti, affacciati alla
s’arrivurgiu all’armi du Priatoriu finestra e ascolta il canto che oggi ho preparato per te.
e pi tri misi s’assuppau Don Pistorio.
C’era na vota ‘n poveru fucinu U sciccareddu
can un vuleva ascutari lu parrinu re-
s’arrivurgiu a tutti i so parenti Avia nu sciccareddu
dopu tri ghiorna s’assuppau o presidenti. la7
ma veru sapuritu,
a mia mi ll’ ammazzaru,
re-
poviru sceccu miu.
173
re7 sol-
Chi bedda vuci avia,
do fa
paria nu gran tinuri.
sol- re-
Sciccareddu di lu me cori,
la7 re-
comu iu t’haju a scurdari?
re7 sol-
E quannu cantava facia:
Iho iho iho… pfffff!
re-
Sciccareddu di lu me cori,
la7 re-
comu iu t’haju a scurdari? (2v.)
Quannu n’cuntrava n’cumpagnu,
subito lu ciarava,
e dopu l’arraspava
cu granni carità.
Purtannulu a bivirari,
virennu l’erva vagnata,
u mussu ‘nzuccaratu
di ‘nterra ‘ncelu spincia.
canti popolari

Mi mossi me mugghieri,
mancu pena mi fici,
mi mossi u sciccareddu,
nun sacciu com’haju a fari.
Avevo un asinello veramente grazioso, me l’hanno
ammazzato, povero il mio asinello. Che bella voce aveva,
sembrava un gran tenore. Asinello del mio cuore, come farò
a dimenticarti? E quando cantava faceva: Iho iho iho… pfffff!
Asinello del mio cuore, come farò a dimenticarti? Quando
incontrava un compagno subito lo odorava, e dopo lo grattava
con gran carità. Portandolo ad abbeverarsi, guardando l’erba
bagnata, spingeva dalla terra in cielo il muso inzuccherato. Mi
è morta mia moglie, non mi ha fatto neanche pena, mi è morto
l’asinello, non so come devo fare.

174
Canti del- co’ i’ core che non mi reggeva più,
di sotto a i’ balconcino innamorato,
la Toscana ma nessun fiore mi si buttò giù.
E mi fu detto alfine: “Un triste giorno
partì la bimba e non farà ritorno”.
Balconcin fiorito Sotto al balcon fiorito passo di tanto in tanto,
do passato il tempo, e son così intristito
Coi libri sotto i’ braccio per la via che i’ core non mi regge e scoppio in pianto.
a quella bella età che ‘un torna più Ricordo dei vent’anni amori dolci furo,
fa la
a un balconcino pieno di poesia
re bambina, sogno mio, gioia infinita:
sol avevo dato a te tutta la vita.
lo sguardo s’andò a posar lassù.
Un glicine fiorito e qualche rosa
fa sol7
facean di quel balcone una gran cosa. La mamma un vole
do sol Ho seminato un campo d’accidenti,
Sul balconcin fiorito vidi un capino biondo: se la stagione me li tira avanti,
“Mi butti un fiore – chiesi un poco ardito –, se la stagione me li tira avanti,

toscana
do
sarà per me un tesoro in questo mondo”. ce n’è pe’ te e pe’ tutti i tu’ parenti.
sol
Lei mi buttò una rosa, la strinsi sul mio cuore, La mamma un vole, un vole, un vole
fa sol7 do
e il cuor mi disse piano qualche cosa, che io faccia l’amor con te,
fa sol do
mi disse una parola sola: “Amore”. ma vieni amore, ma vieni amore!
La mamma un vole, un vole, un vole
In grigioverde, con il reggimento, che io faccia l’amor con te,
la Patria mi chiamò laggiù. ma vieni amore quando la mamma un c’è!
Per quella strada ripassai – rammento –
ed il mio sguardo ritornò lassù, Ho seminato un campo di carciofi
a’ i’ balconcino ancora tutto in fiore, giovanottino mi son bell’ e nati,
laddove c’era un pezzo del mio cuore. giovanottino mi son bell’ e nati,
carciofi come te e ‘un son venuti.
Dal balconcin fiorito cadde una rosa e in
fretta Son nata pe’ i bacini e voglio quelli
la presi e con un moto un poco ardito come gli innamorati se li danno,
io l’ho legata con la baionetta. li voglio sulla bocca e sui capelli,
Lei mi buttò un bacione e disse: “Porta poi chiudo gli occhi e dove vanno, vanno.
fortuna”;
s’allontanava al passo il battaglione, E a me mi piace i’ fischio de’ motore
pensavo e mi dicevo: “Te o nessuna”. perché i’ mio amore gli era macchinista
perché i’ mio amore gli era macchinista,
Ricordo che a i’ ritorno son passato, mi buggerava e ‘un me n’ero avvista.

175
do
La porti un bacione a Firenze,
Notte la7 re-
che l’è la mia città ma in cor l’ho sempre qui.
mi- la- sol re-
Notte, tu che sei fatta per amare La porti un bacione a Firenze,
si7 mi- sol do
notte, per me significa soffrire io vivo sol per rivederla un dì.
la-6 la- mi-
io canto sai perché Son figlia d’emigrante, per questo son
si7 mi-
sotto la luna inargentata distante,
la- fa do la re7 sol
c’è una finestra illuminata lavoro perché un giorno a casa tornerò.
si7 do 7 fa fa#dim
che non si schiude mai. La porti un bacione a Firenze,
do sol do
mi si
se la rivedo gnene renderò.
Non t’affacciar se canto per te, Maria,
la si mi “Bella bambina – gli ho risposto allora –,
canta chi per amor non ha mai baciato il tuo bacione a casa porterò,
fa#-
dille ridendo l’ultima tua bugia e per tranquillità fin da questa ora
si 7 mi
dille che di un illuso è la serenata, in viaggio chiuso a chiave lo terrò;
si e appena giunto là, bimba, ti giuro,
ma non tremar se trema la voce mia, il bacio verso il cielo andrà sicuro.
canti popolari

la mi
per ogni strada della contrada
si mi Io porto i’ tuo bacio a Firenze,
canto stanotte per te. che l’è la tua città ed anche l’è di me.
Io porto i’ tuo bacio a Firenze,
Canto per chi conosce la mia voce, e mai, giammai, potrò scordarmi te.
canto per chi si crede ormai felice Sei figlia d’emigrante, per questo sei distante,
ma la felicità a volte porta tante pene ma sta’ sicura, un giorno a casa tornerai.
io che ti voglio tanto bene Io porto i’ tuo bacio a Firenze,
ritorno ancor da te. e da Firenze tanti baci avrai.
L’è vera questa storia e, se la ‘un fosse,
Porta un bacione a Firenze la fo passar per vera sol perché
do
so bene i lucciconi e quanta tosse
Partivo una mattina co’ i’ vapore, gl’ha chi distante dalla patria gl’è.
re- sol Così ogni fiorentino ch’è lontano,
e una bella bambina gl’arrivò; vedendoti partir, ti dirà piano:
re- sol
vedendomi la fa: “Scusi, signore,
re- sol do
perdoni, l’è di Fiore, sì, lo so. La porti un bacione a Firenze,
re7 sol gl’è tanto che ‘un ci vo, si vede che ‘un ci sto.
Lei torna a casa lieto, ben lo vedo, La porti un bacione a Firenze,
re7 sol non vedo l’ora quando tornerò.
ed un favore piccolo gli chiedo”.

176
La nostra cittadina, graziosa e sì carina,
la c’ha tant’anni, eppure D’accordo, ‘un sono un principe,
la ‘unn’ envecchia mai. ma sempre un buon partito;
Porti bacioni a Firenze io fo le cose in regola:
di tutt’e Fiorentini ch’encontrai. “Mi vole pe’ marito?”
Lei la rispose: “Giovine,
se l’ha intenzioni oneste,
Sul filobus di Fiesole la venga a casa sabato
a fa’ le su’ richieste”.
do
Su i’ filobus di Fiesole “Sto in via delle Pinzochere
sol7
qui’ giorno l’incontrai, insieme a’ genitori;
e fino a San Domenico c’ho due fratelli in carcere,
do ma presto vengan fuori.
negli occhi la guardai.
fa do La nonna c’ha il palletico,
Sarà stato i’ mi’ fascino e i’ nonno è cieco a un occhio;
fa- do
oppure il mal di mare, la zia c’ha ‘r mal di fegato
fa- do e ‘i mi’ zio l’è un po’ finocchio…
di fatto ‘llè che pallida
fa- sol7
la vidi diventare. A scanso poi d’equivoci,
ossia di maleintesi,

toscana
do la sappia che son gravida
Che figliola, che figliola,
sol do armeno di du’ mesi.
porca miseria, porca miseria… C’ho un figlio dalle monache
Che figliola, che figliola! e l’altro è da’ parenti,
sol do
Porca miseria, la voglio sposar! e la bambina, l’ultima,
l’ho messa all’Innocenti.
Fu in piazza nello scendere,
per colpa della scossa: Che figliola, che figliola,
gli feci per sorreggerla, porca miseria, porca miseria…
però sbagliai la mossa. Che figliola, che figliola!
La disse rigirandosi, Porca miseria, ll’è meglio scappà!
con molta educazione:
“La ‘un faccia tanto i’ bischero,
sennò le do un ceffone!”
S’andò su i’ Monte Ceceri,
di fronte a i’ panorama;
le dissi inginocchiandomi:
“Vuol esse’ la mi’ dama?”
Lei la si mise a ridere,
sciupando la poesia,
poi la cascò ni’ tenero:
“Va’ ‘ia, va’ ‘ia, va’ ‘ia”.
177
mi- la7 re
Canti tra le mentre nell’aria il vespro risuonerà.

due guerre re la7


Campane che suonate ogni sera,
la7 re
re

campane come dolce preghiera:


sol re si-
Amore di pastorello
quel suono par che dica alle genti:
mi 7 la 7
“Non invidiate le alcove dorate della città!”
do re la re
La campana fa dan din don Campane, ripetete a costoro
re- mi- la re
ed il gallo chiricchicchì, che la terra nei campi vale più di un tesoro.
sol7 do
mezzo assonnato sono in piedi già Cantano i bimbi e suona la cattedrale,
mamma mamma alla messa vò in ogni casa è un albero di Natale
per chi prega a questo dì ma vi è un nido triste ancora
la Madonnina qualche grazia fa. dove un bimbo piange e implora,
do re- ha la mamma sua morente, in America il
Dorme, amore il sole spunta già papà:
sol7 do sente quel suono e invoca con ansietà:
din don din don din don chi mai lo desterà
re- sol7
Madonnina se volessi tu “Campane, non suonate stasera,
do sol7 do
la mia bella non dormirebbe più campane, c’è la mamma che spera:
e dorme, sogna il babbo lontano
canti popolari

La campana fa dan din don no, non suonate, se no la destate, lo


ed il sole tramonta già cercherà.
ma la finestra non si schiude più. Campane, è felice ogni cuore, voglio solo la
Vieni amore non dir di no mamma
che il mio cuore ti canterà che è più bella di un fiore!”
lacrime e sogni della gioventù.
Dormi amore che il sole tramonta già Canto della nostalgia
din don din don din don, sole tramonta già
Madonnina, ah se volessi tu re sol re sol
Laggiù, laggiù, con tanta nostalgia
la mia bella non dormirebbe più. (2v.) re la re
vorrei la vita mia incatenar;

Campane fra cielo e mar l’amor non ha parole,


c’è tanto azzurro e sole per far sognar.
re la re
Muore lontano il sole sui campi in fiore re- sol- re
la mi- la7 re L’isola divina ti rapisce l’anima,
e lo saluta il canto del mietitore come una regina
fa#- do#- do#7 fa#- re la
che ritorna al casolare dove brilla un focolare, che ogni cuore affascina.
re la mi la
dove una testina bianca la sua fronte bacerà,
Laggiù, laggiù...
178
La lussuria passa
re midim come un vento turbinante
Quando il tramonto muor
sol la che gli odor più perfidi
Sogno le notti d’or, reca ognor con sé,
mi-7
in quell’incanto ed i cuori squassa
mi7 la quella raffica fragrante
dove ho vissuto tanto e inginocchia gli uomini
re midim
sento tornar così sempre ai nostri piè.
sol la
la nostalgia di un dì,
mi-
in un tormento Ferriera
mi7 la
che grido solo al vento mi- la-
Scende silente l’oscurità
Fra cielo e mar... si7 mi-
ed ogni artiere con ansietà
la-
L’isola divina... col sole che declina
si7 mi-
esce dall’officina...
Laggiù, laggiù... la-
Suon di campane s’odono allor,
si7 mi
come è felice il cuor!

canti tra le due guerre


Creola
si7
sol7 do Suona campana, suona, vien giù la sera,
Che bei fior carnosi fa#- si7 mi
son le donne dell’Havana, torna cantando l’uomo dalla ferriera.
re- Pensa ai suoi bimbi e canta la sua casetta
hanno il sangue torrido ov’è una zuppa e un angelo che l’aspetta;
sol do sol7
come l’Ecuador. bacia una testa bionda e una chioma nera,
do come è felice l’uomo della ferriera!
Fiori voluttuosi
come coca boliviana, Negli alti forni della città
si7
chi di noi s’inebria l’acciaio fuso sfavilla già,
mi7 sol7
ci ripete ognor: ma il fuoco traditore,
investe il forgiatore:
do presso il compagno che muor laggiù,
Creola nessuno canta più.
dalla bruna aureola
re- Suona campana, suona, vien giù la sera,
per pietà sorridimi
sol do sol7 ma non ritorna l’uomo dalla ferriera.
che l’amor m’assal. Come è più triste il suono delle campane
Straziami mentre i bambini aspettano il babbo e il
ma di baci saziami pane;
mi tormenta l’anima torna al balcone invano colei che spera
uno strano mal. ma non ritorna l’uomo dalla ferriera.

179
si7
Suona campana, suona, vien giù la sera, dalle torrette nere ogni sguardo attento sta!
ma non ritorna l’uomo dalla ferriera! mi
Taciti ed invisibili partono i sommergibili:
si7
cuori e motori d’assaltatori
Il saluto del marinaio contro l’immensità.
do mi
Forza l’Italia, in marcia le sue schiere Andar per vasto mar ridendo in faccia
sol7 si7
e lo straniero scaccia dal suo mar, a monna morte ed al destino!
fa#- si7
con i gagliardetti al vento le bandiere, Colpir e seppellir ogni nemico
do mi
tutto il suo popolo esultando va. che si incontra sul cammino!
mi- do la mi
A fronte alta porgimi la mano, E’ così che vive il marinar
re sol7 si7 mi
sorridi e canta se ti dico addio, nel profondo cuor del sonante mar
fa do la mi
poi con la flotta nera andrò lontano del nemico e delle avversità
sol7 do si7
e la vittoria batterà il mio ardore. se ne infischia perchè sa
mi
do che vincerà!
Prenditi questo mio fiore,
sol7
appuntalo sul petto e non tremare, Giù sotto l’ombra grigia di foschia
prendilo, è un ciclamino nell’albeggiar
do una torretta bigia spia la preda al suo passar!
canti popolari

l’ho colto tra i più belli del giardino. Scatta dal sommergibile rapido e infallibile
fa do
Se tornerò col segno del valore, dritto e sicuro batte il siluro,
sol7
lo porteremo insieme sull’altare. schianta, sconvolge il mar.
do
Prenditi questo mio fiore, Ora sull’onda azzurra nella luce mattinal
sol7 do ogni motor sussurra come un canto trionfal:
appuntalo sul petto e non tremar.
ai porti inaccessibili tornano i sommergibili,
Quando sulla mia nave di vedetta, ogni bandiera che batte fiera una vittoria val!
il nostro mare attento scruterò,
anche al tuo cuor che trepida e mi aspetta
con tenerezza mi rivolgerò. Io ti saluto, vado in Abis-
Se un giorno ti diran che questo cuore sinia
riposa addormentato in fondo al mare, re la
non piangere per il perduto amore: Si formano le schiere e i battaglion
vissuto assai chi per la patria muor! re
e van marciando verso la stazion,
sol re
hanno lasciato il loro paesello
Inno dei sommergibilisti si- la
cantando al vento un gaio ritornello.
re la
mi Il treno parte e ad ogni finestrin
Sfiorano l’onde nere nella fitta oscurità, mi 7 la7
ripete allegramente il soldatin:
180
mi si7
tacere bisognava e andare avanti!
la7 re fa#- mi si7
Io ti saluto, vado in Abissinia, S’udiva intanto dalle amate sponde,
cara Virginia, ma tornerò! fa#- si7 mi
sommesso e lieve il tripudiar dell’onde,
Appena giunto nell’ accampamento, si7
dal reggimento ti scriverò! era un presagio dolce e lusinghiero,
la mi
sol re
il Piave mormorò:
si7 mi
Ti manderò dall’Africa un bel fior “Non passa lo straniero!”
mi- la7
che nasce sotto il ciel dell’Equator.
Ma in una notte trista
re si parlò di un fosco evento
Io ti saluto vado in Abissinia e il Piave udiva l’ira e lo sgomento:
la7 re
cara Virginia, ma tornerò! ahi quanta gente ha vista
venir giù lasciare il tetto
Col giovane soldato tutto ardor, poi che il nemico irruppe a Caporetto.
c’è chi sul petto ha i segni del dolor, Profughi ovunque! Dai lontani monti
ma van sicuri pieni di gaiezza venivano a gremir tutti i suoi ponti
cantando gli inni della giovinezza. S’udiva allor dalle violate sponde
E il vecchio fante che non può partir sommesso e triste il mormorar dell’onde:
rimpiange in cuore di non poter dir: come un singhiozzo in quell’autunno nero

canti tra le due guerre


il Piave mormorò :
Io ti saluto… ti scriverò “Ritorna lo straniero!”
Dall’Alpi al mare fino all’Equator E ritornò il nemico
innalzeremo insieme il tricolor! per l’orgoglio e per la fame:
volea sfogare tutte le sue brame;
Io ti saluto … ti scriverò. vedeva il piano aprico
di lassù: voleva ancora
Io ti saluto …ma tornerò. sfamarsi e tripudiare come allora.
“No!” disse il Piave,”No!” dissero i fanti,
“Mai più il nemico faccia un passo avanti!”
La leggenda del Piave Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combattevan l’onde;
mi si7
Il Piave mormorava rosso del sangue del nemico altero
mi la il Piave comandò:
calmo e placido al passaggio “Indietro va straniero!”
mi si7 mi
dei primi fanti il 24 maggio:
si7 Indietreggiò il nemico
l’esercito marciava fino a Trieste, fino a Trento
mi la
per raggiunger la frontiera e la vittoria sciolse le ali al vento.
mi si7 Fu sacro il patto antico:
e far contro il nemico una barriera. tra le schiere furon visti
mi si7
Muti passaron quella notte i fanti risorgere Oberdan, Sauro, Battisti.
L’onta cruenta e il secolare errore
181
infranse alfin l’italico valore.
Sicure l’Alpi, libere le sponde Colonnello non voglio il pane…
e tacque il Piave, si placaron l’onde,
sul patrio suolo, vinti i torvi imperi, Colonnello non voglio encomi ma lo faccio
la pace non trovò per la mia terra,
né oppressi né stranieri. ma la fine dell’Inghilterra incomincia da
Giarabub!
La sagra di Giarabub
La serenata del soldato
re- sol- re-
Inchiodata sul palmeto veglia immobile la luna, do-
sol- la7 do7 E’ festa d’armi nel quartiere,
a cavallo della duna sta l’antico minareto. fa-
fa siam tutti allegri in camerata
Squilli, macchine e bandiere, sol7 do-
scoppi, sangue dimmi tu: con il permesso del corriere
la fa- sol do-
che succede cammelliere? E’ la sagra di io vado a salutar la fidanzata,
7 fa- do- sol7 do
Giarabub! e mezzanotte è già, e forse dormirà.
re do
Colonnello non voglio il pane, Svegliati ancor,
la7 sol
dammi il piombo del mio moschetto, affacciati e sorridi al primo amor,
mi-7 fa sol
canti popolari

c’è la terra nel mio sacchetto no, non dormir!


la7 re la7 fa sol do
che per oggi mi basterà. Io voglio un bacio prima di partir.
Colonnello non voglio l’acqua, fa sol
Ma so che tu non temerai per me,
dammi il fuoco distruggitore, fa sol
con il sangue di questo cuore serenamente aspetterai perché:
re 7 do
la mia sete si spegnerà. tu fiera del mio amor,
sol fa sol do
Colonnello non voglio il cambio, sarai sublime nella gioia e nel dolor,
la re fa do
qui nessuno ritorna indietro, tu sei la fiamma che mi guiderà,
7+ mi- fa sol7 do
non si cede neppure un metro sarai la sposa che al mio fianco marcerà.
la7 re
se la morte non passerà. La tromba suona l’adunata,
il cuore balza in ogni petto,
Spunta già l’erba novella dove il sangue c’è un fior per ogni innamorata
scese a rivi, che spicca come fiamma sul moschetto,
quei fantasmi, sentinella, sono morti o sono è l’ora di partir, mia bella non dormir!
vivi?
E chi parla a noi vicino, cammelliere, non Svegliati ancor...
sei tu?
In ginocchio, pellegrino: son le voci di fa do
Giarabub. Addio mia bella, parte il reggimento
182
fa sol do
ed anch’io contento ti saluto ancor, Se potessi avere...
fa do
e son sicuro vincerà l’amore, regnerà
sol7 do
il tuo cuore, non ti perderò; Ninna nanna grigioverde
oh oh oh, oh oh oh.
mi si7
Al campo il silenzio è suonato
mi
Mille lire al mese Di riprender la marcia si aspetta.
si7
fa7+ Nel riposo il bravo soldato
Che disperazion, fa#- si7
un pensiero rivolge lontan…
che delusion dover campar
sol-
sempre in disdetta, mi
Amor, mio tesor, dormi e sogna
do fa
sempre in bolletta! si7
nel tuo candido lettin,
do7 fa7+
Ma se un posticino fa#- si7
papà veglierà sulla vetta
sol7
domani cara io troverò, mi
col pensiero a te vicin.
do7
di gemme d’oro ti coprirò! Dal ciel, col suo ben,
la
fa7+ scende l’angelo di Dio e ti dirà:
Se potessi avere mille lire al mese fa#- si7 mi

canti tra le due guerre


il babbo vittorioso tornerà!
senza esagerare sarei certo di trovare Allor mio tesor,
sol-
tutta la felicità! la si7
nei tuoi sogni tanta pace regnerà.
mi
do
Un modesto impiego: io non ho pretese,
voglio lavorare per poter alfin trovare A casa c’è sempre una mamma,
fa che sorride al suo grande tesoro,
tutta la tranquillità!
do- sib e cantando la sua ninna nanna
Una casettina in periferia, l’addormenta stringendolo al cuor.
sib- sol
una mogliettina giovane e carina,
7 do7
tale e quale come te. Parlami d’amore, Mariù!
fa7+
Se potessi avere mille lire al mese,
sol- do7 do-
farei tante spese, comprerei fra tante cose Come sei bella più bella stasera Mariú!
fa fa- do-
le più belle che vuoi tu! Splende un sorriso di stella
sol do-
negli occhi tuoi blu!
Ho sognato ancora, do7 fa-
stanotte, amore, l’eredità Anche se avverso il destino domani sarà
do- sol
d’uno zio lontano americano! oggi ti sono vicino, perche sospirar?
Ma se questo sogno Non pensar!
non si avverasse come farò?
Il ritornello ricanterò! re-7 sol7 do
Parlami d’amore, Mariù!

183
re-7 sol7 do mi
Tutta la mia vita sei tu! il mio nome è lo spazzacamino.
re-7 sol do
Gli occhi tuoi belli brillano, Della mamma non ho
la
la- do re-7 sol
fiamme di sogno scintillano. la sua carezza più tenera e lieve,
la-
re-7 sol7
Dimmi che illusione non è!
do i suoi baci non so,
si7 mi-
re-7 sol7
Dimmi che sei tutta per me!
do la mia mamma è soltanto la neve.
fa sol la-
Qui sul tuo cuor non soffro più: È Natale, non badare, spazzacamino,
re-7 sol do
parlami d’amore, Mariù! ogni bimbo ha un focolare, e un balocco
vicino:
So che una bella e maliarda sirena sei tu io mi accosto per giocare, quando un bam-
so che si perde chi guarda bino
quegli occhi tuoi blu. mi dà un urto: “Non toccare, va’ a spazzare il
ma che m’importa se il mondo si burla di me. camino!”.
meglio nel gorgo profondo ma sempre con te
si, con te. Tu mi scacci lo so,
perchè il volto più bianco non ho,
Parlami d’amore... ma lo spazzacamino
tiene un cuor come ogni altro bambino.
re-7 sol7 do Se possiedi il tesor
Dimmi che illusione non è! di un lettuccio ben soffice e lieve
re-7 sol7 do
Dimmi che sei tutta per me! io mi sento un signor
canti popolari

fa sol la-
Qui sul tuo cuor non soffro più: quando sogno in un letto di neve.
re-7 sol
parlami d’amore, Ed è questo il destin
la7 di noi poveri spazzacamin!
parlami d’amore,
re-7 sol do
parlami d’amore, Mariù!
Tango Vagabondo
(Capotasto II)
Spazzacamino
la- mi7
mi- la- Io non cerco la notte profonda,
Quando in ogni paesello l’inverno viene la-
mi- nè il clamor dei lussuosi caffè,
e la neve il suo mantello vi distende pian piano re- la-
mi7 mi- dove si annida la folla gioconda,
abbracciando il mio fardello di cenci e pene re- mi7
mi- si7 ma il mio cuore va in cerca di te,
sospirando un ritornello me ne vado lontano. la- mi7
cosa importa se sei vagabonda,
mi la- mi7 la
Come rondine vò, sei la donna che piace più a me!
la
senza un nido nè un raggio di sol la
si7 Tu sei bella così senza odor di cotì,
per ignoto destino, mi
senza bistro negli occhi rapaci,

184
7 mi la7
se sfuggir mi vuoi tu io ti stringo di più e questo è il segno di un grande amor.
la
perchè voglio soltanto i tuoi baci; re
re-
in questo tango così vagabondo Aspetta mia bambina il nostro giorno
la7
la-
noi ci sentiamo padroni del mondo, vado, vinco e torno
mi7 il sogno che accarezzo è delizioso
ma il tuo sguardo è un mistero profondo re
la- vinco, torno e sposo.
che mi rende più schiavo di te! Prepara un bel vestito da regina
7 sol
Sul tuo labbro non c’è più calore presto sarai sposina,
re
e neppure un sorriso perchè devi aspettare senza tremare
tu sogni forse il lontano splendore, mi- la7
certo quel giorno vien!
re 7
o ti senti già stanca di me? sol re
La ricchezza non ho di un signore, Ti lascio in cuore tutto il mio amore
mi- la7 re
ma due braccia ed un cuore per te! ti voglio tanto ben.
Tu sei bella così senza odor di cotì, Non esser triste bellezza mia
senza bistro negli occhi rapaci sorridi e canta che ti farà piacere
se sfuggir mi vuoi tu io ti stringo di più puoi dirlo a tutti “amo un bersagliere!
perchè voglio soltanto i tuoi baci. che va a combattere” E vincerò!

canti tra le due guerre


Ma se il tuo cuore per viver giocondo Vinceremo lo giuro amore,
ama le stolte illusioni del mondo, il tricolore trionferà.
senza amor me ne andrò vagabondo
per non essere più schiavo di te!
Violino tzigano
Tu sei bella così senza odor di cotì,
senza bistro negli occhi rapaci do- fa-
tu singhiozzi perchè sei gelosa di me, Oh Tzigano dall’aria triste e appassionata
sol7 do-
tu non credi sinceri i miei baci: che fai piangere il tuo violino fra le dita,
ma non lo vedi ch’io palpito e piango, lab fa-
ti voglio ancora in quest’ultimo tango: suona ancora come una dolce serenata
sol7 do-
tu sei un fiore sbocciato nel fango, mentre pallido nel silenzio ascolterò
ma sei tutta la vita per me! questo tango, che in una notte profumata
fa-
sol do
il mio cuore ad un altro cuore incatenò.
Vado, vinco e torno sol7 do sol
re la7 re
Suona solo per me, o violino tzigano,
Ho appena il tempo di darti un bacio, forse pensi anche tu
la7 re 7 do
bambina mia non è più come ieri: a un amore laggiù sotto un cielo lontan.
la7 re fa#dim do sol
mi hanno assegnato al terzo bersaglieri Se un segreto dolor fa tremar la tua mano,
sol la7 questo tango d’amor fa tremare il mio cuor,
vado alla celere è un grande onor. do
re la7 re o violino tzigano.
Ti do una piuma del mio cappello
185
si-7 la7
sai perché?
Tu che sogni la dolce terra d’Ungheria
suona ancora con tutta l’anima tzigana, Voglio vivere così
voglio piangere come te di nostalgia col sole in fronte,
nel ricordo di chi il mio cuor abbandonò; e felice canto,
come il canto che diffondi per la via canto per me.
re sol- la7
con il vento la mia passione dileguò.
Tu, non m’inganni sole d’or,
Suona solo per me… m’accarezzi, dai color,
sei buono tu.
Questo tango è d’amor, Tu, che respiri il mio respir,
ma il mio amore è lontano, ogni pena sai lenir
suona suona per me pur se piango con te, campagna tu.
o violino tzigano.
Voglio vivere così…
Voglio vivere così Ahh... Oggi amo ardentemente
re- sol- re- quel ruscello impertinente
Va, cuore mio da fiore a fior menestrello dell’amor.
sol-
con dolcezza e con amor
sib Ahh... La fiorita delle piante
la7 re- sol- la7 tiene in festa sempre il cuor,
vai tu per me. sai perché?
canti popolari

re- sol- re-


Và, che la mia felicità
sol- sib mi7 la7 Voglio vivere così
vive sol di realtà, vicino a te. col sole in fronte,
re re-5-
e felice canto,
re
Voglio vivere così canto per me.
re re-5-
col sole in fronte,
mi-7 la7 re la7
e felice canto beatamente.
Voglio vivere e goder
l’aria del monte
perché questo incanto
do#7
non costa niente.
fa# sol#- fa#
Ah ahh... Oggi amo ardentemente
sol#-
quel ruscello impertinente
fa# sol#-
menestrello dell’amor.
fa# sol#- fa#
Ah ahh... La fiorita delle piante
sol#- fa#
tiene in festa sempre il cuor,
186
canti tra le due guerre

187
Canzoni
italiane
Anche per te ti è costato tanto
do
che tremi nel guardare un uomo
Per te che è ancora notte e vivi di rimpianto.
fa sol do
e già prepari il tuo caffé
fa
che ti vesti senza più guardar Angela
sol do
lo specchio dietro te re- sol- la7 re-
la- re-7
che poi entri in chiesa Angela, Angela, angelo mio
sol do#5+ do7 fa
e preghi piano io non credevo che questa sera
do sib mi7 la7 re-
e intanto pensi al mondo sarebbe stato davvero un addio,
fa sol do mi7 sol- la7
ormai per te così lontano. Angela credimi, io non volevo.
re- sol- la7 re-
Per te che di mattina Angela, Angela, angelo mio
torni a casa tua perché sib sol-/do fa
per strada più nessuno ha freddo quando t’ho detto che voglio andarmene,
sib mi7 la7 re-
e cerca più di te volevo solo vederti piangere,
per te che metti i soldi mi7 la7 re-
perché mi piace farti soffrire.
accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po’ d’amore la7 re-
a chi non sa che farne. Volevo farti piangere
la7 re-
fa do
vedere le tue lacrime
sol-
Anche per te sentire che il tuo cuore
re- fa mi7 la7
vorrei morire ed io morir non so è nelle mie mani.
do
anche per te
re-7 sol7 Angela, Angela, angelo mio
darei qualcosa che non ho ma tu stasera invece di piangere
do sol fa
e così, e così, e così guardi il mio viso in un modo strano
come se fosse ormai lontano. canzoni italiane
do
io resto qui
fa
a darle i miei pensieri, re- sol-7 la7 re-
a darle quel che ieri Ti prego, Angela, no, non andartene
sib do7 fa
avrei affidato al vento non puoi lasciarmi quaggiù da solo
cercando di raggiungere chi... sib mi7 la7 re-
non è possibile che tutto a un tratto
sol do
al vento avrebbe detto sì. mi7 sol-6 re-
io possa perderti, perdere tutto.
Per te che di mattina Angela, Angela, angelo mio
svegli il tuo bambino e poi io non credevo che questa sera
lo vesti e lo accompagni a scuola sarebbe stato davvero un addio,
e al tuo lavoro vai Angela credimi, io non volevo
per te che un errore Angela, Angela, angelo mio!
189
re mi la
e se vuoi divertirti vieni qua
re si- mi7
ti terremo tra di noi e ballerai.
Baciami piccina
la re la
si-7 la Finchè vedrai sventolar bandiera gialla
Spesso bastano poche sillabe re mi la
7+ mi tu saprai che qui si balla
per esprimerti quello che dice si7 mi7
la ed il tempo volerà.
il cuor, cuor, cuor quando vedo te. la re mi la
E nell’estasi di una musica Saprai quando c’è bandiera gialla
re mi la
io ti mormoro trepido che la gioventù è bella
senti il cuor, cuor, cuor quello che ti dice. si- mi7 la
si-7 si7 mi e il tuo cuore batterà.
Treman le mie labbra allor parlano d’amor.
la re mi
Sai quelli che non ci voglion bene
Ba… ba… Baciami, piccina, è perchè non si ricordano
con la bo… bo… bocca piccolina; di esser stati ragazzi giovani
si-7 si7 e di avere avuto già la nostra età.
dammi tan-tan-tanti baci in quantità.
si-7 mi
Tarataratarataratatà. Finchè vedrai sventolar bandiera gialla...
Tu, tu, tu sei birichina,
ma sei ta... ta... tanto deliziosa. Siamo noi, siamo noi bandiera gialla
si-7 si7
Ciò che tin-tin-t’interessa che cos’è! vieni qui, che qui si balla
si-7 mi la e il tuo cuore batterà.
Tereteretereteretete.
la7
BI, A: BA
BI, O: BU. Bella senz’anima
re (Riccardo Cocciante)
Cara sillaba con me. (capotasto I)
si7
BI, A: BE
BI, O: BU. la re9
E adesso siediti
canzoni italiane

mi la re9
Dimmi tu cosa sono su quella seggiola.
queste sillabe d’amore. la re
Ba… ba… Baciami , piccina, Stavolta ascoltami
mi
con la bo… bo… bocca piccolina; senza interrompere:
dammi tan-tan-tanti baci in quantità. sol
Tarataratarataratatà! è tanto tempo che
mi
volevo dirtelo.
Bandiera gialla Vivere insieme a te
la re mi la è stato inutile,
Sì questa sera è festa grande tutto senz’allegria,
re mi la
dai scendiamo in pista subito senza una lacrima.
Niente da aggiungere,
190
re fa#- mi-
nè da dividere. Buonanotte buonanotte amore mio
sol la re
re buonanotte tra il telefono e il cielo
Nella tua trappola fa#-
ti ringrazio per avermi stupito
mi-
la
ci son caduto anch’io, sol la
per avermi giurato che è vero
re
mi-
avanti il prossimo fa#-
il granturco nei campi è maturo
mi-
re
gli lascio il posto mio... mi 7
ed ho tanto bisogno di te
la
fa#-
povero diavolo fa#- si-
la coperta è gelata e l’estate è finita
sol
mi
che pena mi fa! re la
buonanotte questa notte è per te.
re

la re9
E quando a letto lui Buonanotte buonanotte fiorellino
ti chiederà di più, buonanotte tra le stelle e la stanza
glielo concederai, per sognarti devo averti vicino
perché tu fai così: e vicino non è ancora abbastanza
come sai fingere ora un raggio di sole si è fermato
mi fa7 proprio sopra il mio biglietto scaduto
se ti fa comodo.
tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di te
sib mib9 buonanotte questa notte è per te.
Adesso so chi sei
sib mib9
e non ci soffro più Buonanotte buonanotte monetina
sib mib9 buonanotte tra il mare e la pioggia
e se verrai di là la tristezza passerà domattina
fa
te lo dimostrerò e l’anello resterà sulla spiaggia
lab
e questa volta tu gli uccellini nel vento non si fanno mai male
fa fa#7 hanno ali più grandi di me
te lo ricorderai! e dall’alba al tramonto sono soli nel sole
buonanotte questa notte è per te.
si mi
E adesso spogliati
si
come sai fare tu
mi
Cacao meravigliao
canzoni italiane
si mi
ma non illuderti (Renzo Arbore)
fa#
io non ci casco più mi la
la
tu mi rimpiangerai Sao come si fao la marmellata
si7
fa#
bella senz’anima. con frutta zuccherata
mi
e un po’ di liquorao
Na, na, na, na...
si e sao come si fao la cioccolata
con una mescolata
di zucchero e cacao.
la si7
Buonanotte fiorellino Cacao,
sol#- do#7
cacao,
191
fa#- si7 mi
cacao dal gusto esagerao c’è che mi sono innamorato di te
cacao, cacao c’è che ti voglio tanto bene
pero’ cacao meravigliao. e il mondo mi appartiene
il mondo mio che è fatto solo di te.
mi
Cacao meravigliao si- mi
fa#- Come ti amo
che meraviglia sto cacao meravigliao la fa#-
si7 non posso spiegarti
cacao con tre gustao si- mi la7
fa#- si7 mi non so cosa sento per te.
delicassao spregiudicao e depressao. fa#- si7
Lo sao o non lo sao Ma se tu mi guardi
mi la mi do#-
ci fa impazzao sto cacao meravigliao! negli occhi un momento
la- mi do#7 fa#- si7
Cacao, cacao, cacao: puoi capire anche da te.
fa#-
che meraviglia
si7 mi Che cosa c’è
sto cacao meravigliao! c’è che mi sono innamorato di te
c’è che io ora vivo bene
Sao come si fa una canzoncina se solo stiamo insieme
con una musichina se solo ti ho vicino:
e un po’ di parolao mi
e sao come si fa una sambina ecco che c’è.
con una canzoncina
che parla di cacao.
Cacao, cacao, 10 ragazze
cacao dal gusto esagerao re-
cacao, cacao, Ho visto un uomo che moriva per amore,
pero’ cacao meravigliao. sib
ne ho visto un altro che più lacrime non ha.
re-
Cacao meravigliao... Nessun coltello mai
sib
ti può ferir di più
canzoni italiane

la
Che cosa c’è di un grande amore che ti stringe il cuor.
(Gino Paoli) re-
Dieci ragazze per me
mi posson bastare
Che cosa c’è
fa#- si7 mi dieci ragazze per me
c’è che mi sono innamorato di te la7
fa#- si7 voglio dimenticare
c’è che ora non mi importa niente re-
sol mi- capelli biondi d’accarezzare
di tutta l’altra gente sol sib
la-7 re sol si7 e labbra rosse sulle quali morire.
di tutta quella gente che non sei tu. re- la7
Dieci ragazze per me
re- la7
Che cosa c’è solo per me.

192
E penso a te
Una la voglio perchè (Lucio Battisti)
sa bene ballare.
Una la voglio perchè Io lavoro e penso a te
ancor non sa cosa vuol dir l’amore.
Una soltanto perchè torno a casa e penso a te
ha conosciuto tutti tranne me. le telefono e intanto penso a te
Dieci ragazze così
re- Come stai e penso a te
che dicono solo di sì.
dove andiamo e penso a te
la7 re- le sorrido abbasso gli occhi e penso a te
Vorrei sapere chi ha detto
do re- do
che non vivo più senza te.
re- Non so con chi adesso sei
Matto
do fa non so che cosa fai
quello è proprio matto perchè
la7 ma so di certo a cosa stai pensando
forse non sa
re- do
che posso averne una per il giorno, E’ troppo grande la città
re- do per due che come noi
una per la sera
re- non sperano però si stan cercando cercando
però quel matto mi conosce
sib la re- la7
perché ha detto una cosa vera. Scusa è tardi e penso a te
ti accompagno e penso a te
Dieci ragazze per me non sono stato divertente e penso a te
posson bastare
dieci ragazze per me Sono al buio e penso a te
voglio dimenticare chiudo gli occhi e penso a te
capelli biondi d’accarezzare io non dormo e penso a te.
e labbra rosse sulle quali morire.
Dieci ragazze così canzoni italiane
che dicono solo di sì. E semm partii
Vorrei sapere chi ha detto do#- la
Come figli raccolti in braccio
che non vivo più senza te... mi si
da questa nave che non sa partire,
re- fa#- la
Dieci ragazze per me ricamiamo il mare con lo sguardo a punta,
sib mi si
dieci ragazze per me l’ancora più grossa ce l’abbiamo qui.
sol la Come figli portati a spasso
dieci ragazze per me dalle onde a pezzi che san tutto loro,
re- sib re-
però io muoio per te… verso un orizzonte con il sole al collo,
dondolando sempre, ma cadendo mai.

193
do#- si mi si
L’unda de ieer porta l’unda de incöö
l’öcc de un vecc l’era l’öcc de un fiöö. Eppur mi son scordato di
te
mi la
E sèmm partii e sèmm partii, (Equipe 84)
mi si
per questa America sugnàda in prèssa, re fa#-
mi la Eppur mi son scordato di te
la fàcia dùpia cumè una munéda si-7 sib
mi si come ho fatto non so.
e una valisa che gh’è deent nagòtt . re fa#-
E sèmm partii e sèmm partii, Una ragione vera non c’è,
si-7 sib
cumè tòcch de vedru de un buceer a tòcch, lei era bella però.
una vita noeva quaand finìss el maar re fa#-
mentre quèla vègia la te pica i spàll. Un tuffo dove l’acqua è più blu
fa#
E sèmm partii. niente di più.
Come figli salutati a mano si-7
Ma che disperazione
da questa gente che non riesci più a vedere, nasce da una distrazione
fazzoletti bianchi che non san volare, sol la
non ci seguiranno e resteranno là. era un gioco, non era un fuoco.
si-7
Come figli presi a calci in culo Non piangere salame dai capelli verde rame
da una paura con le scarpe nuove sol la
e gli occhi bruciano senza rumore, è solo un gioco e non un fuoco
re mi fa#
non è solo il vento, non è solo il sale. lo sai che t’amo, io ti amo veramente.
L’unda de ieer porta l’unda de incöö Eppur mi son scordato di te
l’öcc de un vecc l’era l’öcc de un fiöö non le ho detto di no
ti ho fatto pianger tanto perchè
E sèmm partii e sèmm partii, io sono un bruto lo so.
per questa America che maja tücc, Un tuffo dove l’acqua è più blu
un gratacieel o una rivultèla niente di più.
se la furtoena la me baserà
canzoni italiane

E sèmm partii e sèmm partii, si-7


Che disperazione nasce da
cumè una cicàda cuntra la bufera, u-na distrazione nasce da un distrazione
se ghe la foo cambi la mia vita, che…
se fùndi mea l’è giammò quajcòss
E sèmm partii. re
Un tuffo...
Come figli raccattati al volo
da questa statua che nasconde il cielo,
ha una faccia dura e ci guarda strano, Fiori rosa, fiori di pesco
sarem poi simpatici alla Libertà? (Lucio Battisti)

E sèmm partii... Fiori rosa, fiori di pesco, c’eri tu


fiori nuovi, stasera esco, ho un anno di più
194
stessa strada, stessa porta, scusa
sol
se son venuto qui questa sera Generale dietro la collina
da solo non riuscivo a dormire perchè ci sta la notte crucca ed assassina
do sol
di notte ho ancor bisogno di te e in mezzo al prato c’è una contadina
mi-
fammi entrare per favore, solo curva sul tramonto sembra una bambina
la-
credevo di volare e non volo di cinquant’anni e di cinque figli
sol
credevo che l’azzurro dei tuoi occhi per me venuti al mondo come conigli
re
fosse sempre cielo, non è partiti al mondo come soldati
sol
fosse sempre cielo, non è e non ancora tornati.
posso stringerti le mani Generale dietro la stazione
come sono fredde tu tremi lo vedi il treno che portava al sole
non fa più fermate neanche per pisciare
no, non sto sbagliando mi ami si va dritti a casa senza più pensare
dimmi ch’ vero che la guerra è bella anche se fa male
dimmi ch’ vero che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l’amore, l’amore
dimmi ch’ vero dalle infermiere.
dimmi ch’ vero
Generale la guerra è finita
dimmi ch’ vero (non siamo stati mai lontani) il nemico è scappato, è vinto, è battuto
dimmi ch’ vero (ieri era oggi, oggi già dietro la collina non c’è più nessuno
solo aghi di pino e silenzio e funghi
domani) buoni da mangiare buoni da seccare
dimmi ch’ vero da farci il sugo quando viene Natale
dimmi ch’ ve... quando i bambini piangono e a dormire non
ci vogliono andare.
canzoni italiane
Scusa, credevo proprio che fossi sola
credevo non ci fosse nessuno con te Generale queste cinque stelle
oh, scusami tanto se puoi signore, queste cinque lacrime sulla mia pelle
chiedo scusa anche a lei che senso hanno dentro al rumore
ma, io ero proprio fuori di me di questo treno
io ero proprio fuori di me quando dicevo che è mezzo vuoto e mezzo pieno
posso stringerti le mani e va veloce verso il ritorno
come sono fredde tu tremi tra due minuti è quasi giorno, è quasi casa,
no, non sto sbagliando mi ami è quasi amore.
dimmi ch’ vero
dimmi ch’ vero!
Gente di mare
Generale

195
Asolnoi che siamo gente di pianura
do do
Apro gli occhi e ti penso
sol re fa sol do fa sol
navigatori esperti di città ed ho in mente te
mi- re la- mi- fa sol
il mare ci fa sempre un po’ paura ed ho in mente te.
do re Io cammino per le strade
per quell’idea di troppa libertà.
Eppure abbiamo il sale nei capelli ma ho in mente te
del mare abbiamo le profondita’ ed ho in mente te.
e donne infreddolite negli scialli do fa
che aspettano che cosa non si sa. Ogni mattina uoh uoh
sol do fa
sol do ed ogni sera uoh uoh
Gente di mare che se ne va sol do fa
ed ogni notte te.
re sol
dove gli pare, dove non sa.
do re mi- Io lavoro piu’ forte
Gente che muore di nostalgia
do ma ho in mente te
ma quando torna ma ho in mente te.
re
dopo un giorno muore
do re Ogni mattina uoh uoh
per la voglia di andare via. ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te.
E quando ci fermiamo sulla riva Cos’ho nella testa
lo sguardo all’orizzonte se ne va che cos’ho nelle scarpe
portandoci i pensieri alla deriva no non so cos’è.
per quell’idea di troppa libertà. Ho voglia di andare uoh uoh
di andarmene via uoh uoh
Gente di mare che se ne va non voglio pensar ma poi ti penso.
dove gli pare, dove non sa.
Gente corsara che non c’è più Apro gli occhi e ti penso
gente lontana che porta nel cuore ed ho in mente te
questo grande fratello blu. ed ho in mente te.
canzoni italiane

sol
Al di là del mare Ogni mattina uoh uoh
la- re
c’è qualcuno che ed ogni sera uoh uoh
mi- ed ogni notte te.
c’è qualcuno che non sa
re
niente di te.
Il ballo del mattone
Gente di mare… mi
Non essere geloso
do#-
Ho in mente te se con gli altri ballo il twist,
fa#-
(Equipe 84) non essere furioso
si7
se con gli altri ballo il rock:
196
mi
con te, con tela dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
sol#- do#-
con te, che sei la mia passione il cielo d’Irlanda si muove con te
fa#- si7 il cielo d’Irlanda è dentro di te.
io ballo il ballo del mattone.
Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di
Non provocar la lite pioggia
se con gli altri ballo il twist. il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme
Non farmi le scenate sulla spiaggia
se con gli altri ballo il rock. il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco
Con te con te con te, e nero
che sei la mia passione, ma dopo un momento i colori li fa brillare più
io ballo il ballo del mattoone. del vero
mi do#- fa#- si7
ma dopo un momento li fa brillare più del
Lentamente, guancia a guancia, vero
mi do#- fa#- si7
io ti dico che ti amo Dal Donegal alle isole Aran…
mi 7 la la-
tu mi dici che son bella
mi
dondolando...
do#- Il cielo d’Irlanda è una donna che cambia
fa#- si7 spesso d’umore
dondolando sulla stessa mattonella! il cielo d’Irlanda è una gonna che gira nel
sole
Non essere geloso… il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisar-
monica
si apre e si chiude con il ritmo della musica
Il cielo d’Irlanda si apre e si chiude con il ritmo della musica
Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce Dal Donegal alle isole Aran…
il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre
veloce Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi il cielo d’Irlanda è dentro di te
lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
il cielo d’Irlanda è dentro di te canzoni italiane
ti copre di verde e ti annega di blu.
Il figlio di Guglielmo Tell
Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna re sol
Sun’t el fiöö del Guglielmo Tell,
il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in re la
cielo che l’era un gran òmm
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è re sol
però de me, i geent,
leggero re la
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero. i se regòrden gnanca el nòmm
si- sol
e pensà che sèri me,
Dal Donegal alle isole Aran re la
e da Dublino fino al Connemara quel fiöö cun la poma in söe la cràpa

197
re sol re
e pudèvi mea tremà e pregàvi...
la Perchè l’è menga pö taant bèll...
”Sperèmm che la ciàpa!”
vèss fiöö del Guglielmo Tell
E i geent i me vardàven tücc, perché me de quèla volta sun piöö sta’ quél
i me vardàven giò de la finestra e sun cunteent per el mè pà,
i öcc i me puntàven tücc, che l’han fatto eroe nazionale
ma me vardàvi la balestra... ma da allora se vedo una mela
comincio a stare male, male...
re la sol
“Dài papà, dài papà... Sun’t el fiöö del Guglielmo Tell
Proviamo almeno con l’anguria...” sun’t el fiöö del Guglielmo Tell
“Non dubitar di me figlio mio, sun’t el fiöö del Guglielmo Tell
lo sai che divento una furia!” che s’è mea sbassàa a salüdà un capèll...
“Dài papà, dài papà...
Proviamo almeno col melone...”
“Non si può figlio mio, tu lo sai... Il materasso
e poi non è neanche la stagione...”
“Dài papà, dài papà... re
Proviamo almeno col pompelmo...” La sedia è l’ideale
sol
“Non temere figliolo, per chi è molto stanco e vuole riposare
tuo papà si chiama Guglielmo!” la
È giusta la poltrona
re
si-
Però l’è menga pö taant bèll... per chi vuole far salotto e chiacchierare
sol re la È comoda l’amaca
vèss fiöö del Guglielmo Tell per restare all’aria aperta a dondolare
sol
perché me de quèla volta la
sun in giir cun là el patèll Fantastico il divano
e sun cunteent per el mè pà, re
per star lì sdraiati avanti alla ti-vù.
che l’han fatto eroe nazionale
ma da allora se vedo una mela re7 sol re
comincio a stare male, male... Ma il materasso, il materasso,
canzoni italiane

la re7
il materasso è il massimo che c’è
El papà l’era giò in fuund, sol re
l’era giò ch’el ciapàva la mira Ma il materasso, il materasso,
la re
e me südavi frècc perché tra l’altro segütava il materasso è la felicità
e segütava a beev giò bìra...
“Desmètela de beev, papà, Meraviglioso il prato
se no te ghe vedet dùppi” per guardare il cielo e mettersi a sognare
“Niente paura figliolo, maal che vada... Bella anche la spiaggia
te cùpi!... per potersi addormentare in riva al mare
Ecco lo sento, lo sento... adesso scocca! È ottimo il cuscino
“Chi è quel bigolo che ha parlato? se sul morbido la testa vuoi posare
Come sarebbe a dire: E vengono i momenti
Proviamo con l’albicocca?” che ti va di sprofondare sul sofà

198
non dire no. (4v.)
Ma il materasso…
lo so che ami un altro...
Il tempo di morire Mi basta il tempo di morire
fra le tue braccia così
do
Motocicletta
fa do domani puoi dimenticare, domani
fa do ma adesso, adesso dimmi di sì
10 HP adesso dimmi di sì (4v.)
fa do
tutta cromata
sol Che ci posso fare,
è tua se dici sì. io sono un disperato
do fa do
Mi costa una vita perché ti voglio amare. (3v.)
fa sib fa
per niente la darei
sol fa
ma ho il cuore malato In ginocchio da te
do fa do
e so che guarirei. do la- re- sol
do fa do Io voglio per me le tue carezze
Non dire no (3v.)
sol si, io t’amo più della mia vita !
non dire no.
do la- do
do fa do Ritornerò in ginocchio da te,
lo so che ami un altro la- re-
fa sib fa l’altra non è, non è niente per me,
ma che ci posso fare sol
sol fa ora lo so ho sbagliato con te
io sono un disperato fa sol do
do fa do ritornerò in ginocchio da te!
perché ti voglio amare (4v.)
sol
stanotte, adesso, sì. E bacerò le tue mani amor
negli occhi tuoi
do che hanno pianto per me
canzoni italiane
Mi basta il tempo di morire io cercherò il perdono da te
fa
fra le tue braccia così e bacerò le tue mani amor.
sol
domani puoi dimenticare, domani
fa do fa do
ma adesso dimmi di sì In un giorno di pioggia
fa do
Non dire no (3v.) la-
sol
prendi tutto quello che ho. Addio, addio e un bicchiere levato
do sol
al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie.
Mi basta il tempo di morire la-
fra le tue braccia così Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo
re- sol
domani puoi dimenticare, domani alla vecchia Liffey e alle strade del porto.
ma adesso, adesso dimmi di sì Un sorso di birra per le verdi brughiere
adesso dimmi di sì (3v.) e un altro ai mocciosi coperti di fango,
199
si- mi
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, sorriso ingenuo e profumo.
re- fa la-
ai folletti che corrono sulle tue strade.
Il giradischi le luci rosse e poi
Hai i fianchi robusti di una vecchia signora champagne ghiacciato e l’avventura può
e i modi un po’ rudi della gente di mare, iniziare ormai
ti trascini tra fango, sudore e risate accendo il fuoco e mi siedo vicino qualcuno
e la puzza di alcool nelle notti d’estate. stasera arriva qualcuno
Un vecchio compagno ti segue paziente, sorrido intanto che fumo.
il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi, si-7 mi la 7+
ti culla leggero nelle sere d’inverno, Ma come mai tu qui stasera
ti riporta le voci degli amanti di ieri. si-7 mi
ti sbagli sai non potrei
la 7+ fa#-
fa do sol non aspettavo ti giuro nessuno.
È in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta
do re- la-
e il vento dell’ovest rideva gentile, Strana atmosfera
fa do sol ma cosa dici mia cara
in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
do fa sol la- non sono prove no, no, no...
mi hai preso per mano portandomi via. un po’ di fuoco per scaldarmi un po’
e poca luce per sognarti no!
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra,
hai il passo pesante di un vecchio ubriacone, Siediti qui accanto anima mia
ti chiudi a sognare nelle notti d’inverno ed abbandona la tua gelosia se puoi
e ti copri di rosso e fiorisci d’estate. combinazione ho un po’ di champagne se
I tuoi esuli parlano lingue straniere, vuoi amore
si addormentano soli sognando i tuoi cieli, come sei bella amore
si ritrovano persi in paesi lontani sorridi e lasciati andare.
a cantare una terra di profughi e santi.
Chi può bussare a quest’ora di sera?
È in un giorno di pioggia... sarà uno scherzo, un amico e chi lo sa?
no, non alzarti chiunque sia si stancherà
canzoni italiane

E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora amore


e potrò consolare i tuoi occhi bagnati. come sei bella amore
In un giorno di pioggia saremo vicini, ho ancora un brivido in cuore.
balleremo leggeri sull’aria di un Reel.

Io che non vivo


Innocenti evasioni (Pino Donaggi)
mi re mi- la-
Che sensazione di leggera follia Siamo qui noi soli
mi re re7 sol
sta colorando l’anima mia come ogni sera
mi re la do la-
immaginando preparo il cuscino qualcuno ma tu sei più triste
re si- re fa# si7
è già nell’aria qualcuno ed io lo so perchè.
200
Forse tu vuoi dirmi non arrenderti mai, lotta sempre”
che non sei felice io gli credo sai perchè
che io sto cambiando
e tu mi vuoi lasciar. Io per lui...
mi do#- Lui mi dice...
Io che non vivo
fa#- si7
più di un’ora senza te, Io per lui....
mi do#-
come posso stare
fa#- si7
una vita senza te? Io vorrei non vorrei…
mi sol#-
Sei mia, sei mia (Lucio Battisti)
do#-
mai niente lo sai mi- 7 la-
fa#- si7 Dove vai quando poi resti sola
separarci un giorno potrà. si7 mi-7
il ricordo come sai non consola.
Vieni qui ascoltami la-
quando lei se ne andò per esempio
io ti voglio bene si7 mi-
te ne prego fermati trasformai la mia casa in un tempio.
sol la-
ancora insieme a me. E da allora solo oggi non farnetico piu’
si7 mi- do
Io che non vivo… a guarirmi chi fu ho paura a dirti che sei tu.
mi- la-
Ora noi siamo gia piu’ vicini
la- si7 la- si7
io vorrei... non vorrei... ma se vuoi…
Io per lui
mi la
la- 7+ Come può uno scoglio arginare il mare
È lui si mi
7 6 la- 7+ 7 anche se non voglio torno già a volare
che mi sveglia al mattino le distese azzurre e le verdi terre
6 mi-
e alla notte mi dice le discese ardite e le risalite
7+ mi- mi
che per lui sono tutto sai perchè su nel cielo aperto e poi giu’ il deserto canzoni italiane
e poi ancora in alto con un grande salto.
do re si-7
Io per lui, io per lui morirei Dove vai quando poi resti sola
mi- la-7
per quegli occhi vivrei senza ali tu lo sai non si vola
re si7 mi- mi io quel di’ mi trovai per esempio
una vita di più. quasi perso in quel letto cosi’ ampio.
do re si-7
Io per lui, io per lui vincerei Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
mi-
anche il sole perchè
la-7 io la morte abbracciai
re si7 mi- re si- mi- ho paura a dirti che per te mi svegliai.
questa vita che ho è per lui. Oramai fra di noi solo un passo
io vorrei... non vorrei... ma se vuoi..
Lui mi dice
“sei una donna che vale, Come può uno scoglio…
201
“Mi conceda questo ballo...”
La balera “Ma sono qui con il maresciallo!”
“Signorina ha dei bei occhi...”
do sol re
Pulènta e missultèn, “Sì però lei non mi tocchi...”
butèglia dissanguàda E gli occhi fanno “PAKK!”
urchestra de ciuchèe come due bocce in campo
e danza indemuniàda. si incontrano a metà
do sol re mi-
Là nella balèra gira la nòcc e fan partire un lampo
la gira, la bàla, la maja i urelògg “Lei che è figlia di signori balla con un
Là nella balèra gira la nòcc contadino
la gira, la bàla, la maja i urelògg. sembra un albero sudato ma lo vuole più
vicino” (2v.)
La fisarmonica bùfa
e pö la ciàpa fiaa “Son contenta di ballare!”
mazürka de marziani (Che bei spall, che bei spall!)
süta i lüüs culuràa. “Anche a me mi fa piacere!”
La gòna la se svòlza, se veed la giarrettiera (Foe di ball el maresciall!)
ghe bòrlen föe anca i öcc all’òmm in canot- “Non mi voglio più fermare...”
tiera (Gnanca me, gnanca me!)
La gòna la se svòlza, se veed la giarrettiera “E la voglio anche baciare”
ghe bòrlen föe anca i öcc all’òmm in canot- (Me paar propi un bell mestee!)
tiera.
mi-
“Mi conceda questo ballo...” La ballata di Lazy Boy
re mi-
(Che bel cuu, che bel cuu!) la-
“Ma sono qui con il maresciallo!” C’è una stella bianca
sol
(Bon per luu, bon per luu!) che brilla su nel ciel,
sol re la-
canzoni italiane

“Signorina ha dei bei occhi...” guardando solitaria


mi- do sol
(Ma anca el cuu, ma anca el cuu!) i pascoli del Far West.
“Sì però lei non mi tocchi...” fa mi-
(Oh Gesù, Oh Gesù!) E’ la gran stella
re- la-
del vecchio Texas:
E danza la sottana, re- mi la-
la stella dei cow-boys!
danza la canottiera
lei sa di bagnoschiuma, Nell’ottantasette,
lui puzza di Barbera. brillando su Fort Joy,
“Signorina in questi anni dove si era guardò venire al mondo
nascondùta il piccolo Lazy Boy.
una donna come lei l’ho mai gnanche cog- Così comincia
nossùta” (2v.) la lunga storia
202
di un pallido cow-boy.
La casa in riva al mare
Un dì la mamma gli disse: “Va’!…
ma resta un bravo cow-boy! do re-7
Dalla sua cella lui vedeva solo il mare
La tromba un giorno ti chiamerà: sol mi- la7
Gabriele la suonerà!” ed una casa bianca in mezzo al blu
Cow-boy! Cow-boy! Cow-boy! re-7 sol do la-
una donna si affacciava: Maria
re-7 sol do
“Lazy” vuol dire “pigro”, è il nome che le dava lui.
ma il nostro Lazy Boy Alla mattina lei apriva la finestra
non era certo pigro e lui pensava “quella è casa mia
lontano da Fort Joy… tu sarai la mia compagna, Maria...”
Ma un brutto giorno una speranza e una follia...
conobbe Jessie, do7+ re-7
conobbe la sua Colt! E sognò la libertà...
sol do
Cominciò a sparare e sognò di andare via, via, via
la- re-7
ai sassi sulla via, e un anello vide già
poi preferì i cavalli sol do
sulla mano di Maria.
e infin la ferrovia…
Ai passeggeri Lunghi silenzi, come sono lunghi gli anni,
bucò i sombreri, parole dolci che si immaginò
rubò pepite d’or! questa sera vengo fuori, Maria!
Ti vengo a fare compagnia...
Tutti gli sceriffi E gli anni stan passando, tutti gli anni insieme
cercavan Lazy Boy, ha già i capelli bianchi e non lo sa,
la taglia era grossa, dice sempre manca poco Maria...
piaceva al sergente Roy… vedrai che bella la città...
Là ad una spanna
trovò la canna
canzoni italiane
E sognò la libertà...
del pallido cow-boy!
E gli anni son passati tutti gli anni insieme
Stava per sparare ed i suoi occhi ormai non vedon più
il nostro Lazy Boy, disse ancora “la mia donna sei tu”
ma udì dalla missione e poi fu solo in mezzo al blu
un coro di “Little Boys”: ah ah. (2v.)
“Oh Lord! Oh Glory!
Oh Alleluia!”
…E il colpo non partì! La compagnia
Così finisce (Lucio Battisti)
la lunga storia la
del nostro Lazy Boy. Mi sono alzato, mi son vestito
7 re
e sono uscito solo solo per la strada.
203
re- la
Ho camminato a lungo senza meta e vert i pòort e sara i pòort
mi7 re e l’autìsta che l’è stràch mòort
finché ho sentito cantare in un bar,
mi7 la sul dinosauro di lamiera
finché ho sentito cantare in un bar. tücc su la curiera
Canzoni e fumo ed allegria sol
io ti ringrazio sconosciuta compagnia. E la strada che l’è la tua màmm
re la
Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore o la strada che l’è la tua tusa
ma so che sento più caldo il mio cuor, sol
la strada che l’è un toch de pàn
so che sento più caldo il mio cuor. re la
o la strada che la vusa
la do#7 fa#- sol si-
Felicità... quela strada che l’è una ciulada
re mi7 la mi la
ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già. e quela strada che l’è una bela tusa.
Tristezza va...
una canzone il tuo posto prenderà. E la curiera che la va söe e giò
e il cuntrulùr cun la giàca blöe
Abbiam bevuto e poi ballato tücc ciapà a cuntrulà che il bigliett
è mai possibile che ti abbia già scordato? a la dona cun’t ti bei tett
Eppure ieri morivo di dolore o signorina buonasera
ed oggi canta di nuovo il mio cuor tücc su la curiera.
oggi canta di nuovo il mio cuor.
Varda la strada, varda speciètt
porca miseria che razza de tett
La curiera sèt un autìsta pensa a guidà
che il cuntrulùr l’è già mo dree a cuntrulà
re la ma varda che atmusfera
E la curiera che la va söe e giò tücc su la curiera.
si- sol
e l’autìsta che’l na pò piö
re la
e la sciura cun’t ti bei tett E la strada...
si- sol La la la la...
canzoni italiane

e la dunèta che ha sbaglià il bigliett


re la si- la mi Sempru la solita tiritera
sempru la solita tiritera
re tücc su la curiera.
tücc su la curiera!
E i passegeri a rebatun del suu La partita di pallone
la sciura rosa cun’t el so neü
e la turista la capìss nagòtt mi
e i tusanett che fànn troop casòtt Perché perché,
sol#
ma varda te che fera la domenica mi lasci sempre sola
tücc su la curiera. do#-
per andare a vedere la partita di pallone;
la mi
E gh’è anca il prevet che vòl sultà giò perché, perché,
e un uperari che vòl sultà söe
204
fa# si7 mi
una volta non ci porti pure me? partiamo alla grande, partiamo da star!
Chissà chissà, do sol la-7 sol fa
Sotto questo sole è bello pedalare sì
se davvero vai a vedere la tua squadra re-7 sol7
o se invece tu mi lasci con la scusa ma c’è da sudare
del pallone… Sotto questo sole rossi e col fiatone e
Chissà, chissà, neanche da bere (2v.)
se mi dici una bugia o la verità… sib
la re#sdim
Allora so io!
Ma un giorno ti seguirò cosa facciamo?
sol#- do#- fa#- si7 mi 7 facciamo che andiamo
perché ho dei dubbi che non mi fan dormir. c’è gente che ha pagato
la re#sdim sol#- do#-
E se scoprir io potrò che mi vuoi imbrogliar non può finire qui.
fa# si7 re7
da mamma ritornerò. Ci stanno chiamando, va bene dai si va
aspetta un momento dai
Perché perché… quella in prima fila m’ha guardato ci sta.
Sotto questo sole...
Ladri di biciclette
(Paolo Belli)
La lontananza
sib mib (Modugno)
La faccio finita
sib mib
è meglio sparire la
sib sol- La lontananza, sai, è come il vento
vi lascio una fotografia mi7
do7 fa che fa dimenticare chi non s’ama,
baciavo la Carrà. si-7
La faccio finita è già passato un anno ed è un incendio
mi7 la
e fammi il piacere che mi brucia l’anima.
canzoni italiane
cosa dovrei dire io,
mi han sorpreso con Minà. Io che credevo d’essere il più forte,
re7 sol- mi sono illuso di dimenticare
Ruba una bici e andiamo e chi lo sa
do7 e invece sono qui a ricordare,
si parte sul serio dai a ricordare te.
fa
fuggiamo alla grande, fuggiamo da star!
Adesso che è passato tanto tempo
sib darei la vita per riaverti accanto,
Si parte stasera. per rivederti almeno un solo istante
E’ meglio domani, per dirti, perdonami.
guardiamo la partita.
So già come è finita. Non ho capito niente del tuo bene
re7
E con la bici fuggiamo e chi lo sa e ho gettato via inutilmente
si parte sul serio l’unica cosa vera della mia vita

205
l’amore tuo per me. dentifrigio,
ma la notte no!
Tu ti guardi allo specchio e ti sputi in un
Lontano lontano ecchio,
(Luigi Tenco) ma la notte no!
la
la 6 si-7 mi Poi comincia il lavoro e dimentichi il cuoro,
Lontano, lontano nel tempo mi
si-7 mi do#-7 ma la notte no!
qualche cosa negli occhi di un altro Parli sempre soltanto delle cose importanto,
la 5+ re la
ti farà ripensare ai miei occhi ma la notte no!
mi 7 la fa7
i miei occhi che t’amavano tanto. E ti perdi la stima se non trovi la rima,
ma la notte no!
sib 6 do-7
E lontano lontano nel mondo
fa Ti distrugge lo stress e dimentichi il sess,
do-7 fa re-7 ma la notte no!
in un sorriso sulle labbra di un altro Che stress, che stress, che stress di giorno,
sib 5+ mib ma la notte no!
troverai quella mia timidezza
fa 7 sib fa#7 Compress, compress, compress di giorno,
per cui tu mi prendevi un po’ in giro. ma la notte no! (2 v.)
si 6 do#-7 fa# re
E lontano lontano nel tempo Giorno, mi tormenti così,
do#-7 fa# re#-7 la sol#
l’espressione di un volto per caso giorno, mi fai dire sempre sì..
si 5+ mi mi
ti farà ricordare il mio volto Ma la notte, ma la notte,
fa# 7 si sol la
l’aria triste che tu amavi tanto. ma la notte, ma la notte,
mi la
do 6 re-7 sol ma la notte, ma la notte no! (2v.)
E lontano lontano nel mondo
re-7 sol mi-7
una sera sarai con un altro Lo diceva Neruda che di giorno si suda,
do 5+ fa ma la notte no!
e ad un tratto chissà come e perché Rispondeva Picasso “io di giorno mi scasso”
canzoni italiane

sol 7 do
ti troverai a parlargli di me ma la notte no!
sol7 do E per questa rottura non si trova la cura,
di un amore ormai troppo lontano.
ma la notte no!
Il morale si affloscia la pressione si ammoscia
Ma la notte no ma la notte no!
Si ammosc’ si ammosc’ si ammoscia di
sol giorno
Ogni giorno la vita è una grande corrita, ma la notte no!
re che angosc’ che angosc’ che angoscia di
ma la notte no!
giorno
Ogni giorno è una lotta chi sta sopra e chi sotta ma la notte no! (2v.)
sol
ma la notte no!
E al mattino è un po’ grigio se non c’è il Giorno, mi tormenti così...
206
se per errore
chiudi gli occhi e pensi a me.
Maledetta primavera
(Loretta Goggi) Se per innamorarmi…
che importa se
re sol re
Voglia di stringersi e poi
sol per innamorarsi basta un’ora
re sol mi- che fretta c’era
vino bianco, fiori e vecchie canzoni maledetta primavera
e si rideva di noi che fretta c’era
sol re maledetta come me.
che imbroglio era
la
maledetta primavera. do fa do fa do fa re-
Na na na na…
si mi la mi la fa do
Che resta di un sogno erotico se Lasciami fare
mi la fa#- sol
al mattino è diventato un poeta come se non fosse amore
fa
se a mani vuote di te ma per errore
la mi sol do
non so più fare chiudi gli occhi e pensa a me.
si
come se non fosse amore fa re- sol-
la Che importa se
se per errore do fa la re-
si mi per innamorarsi basta un’ora
chiudo gli occhi e penso a te. sib fa
che fretta c’era
mi do#- fa#- do
Se maledetta primavera
si mi do#- fa#- sib
per innamorarmi ancora che fretta c’era
si mi sol#7 do#- do fa
tornerai lo sappiamo io e te
fa# Na na na...
maledetta primavera
si mi do#- fa#-
che imbroglio se
si mi sol#7 do#-
per innamorarmi basta un’ora Margherita canzoni italiane
la mi
che fretta c’era (Riccardo Cocciante)
si
maledetta primavera la-
Io non posso stare fermo
re-7
la
che fretta c’era sol do
con le mani nelle mani
si mi
se fa male solo a me. mi fa
tante cose devo fare
sol la-
mi
Che resta dentro di me prima che venga domani
re-7 sol
di carezze che non toccano il cuore e se lei già sta dormendo
stelle una sola ce n’è do mi
io non posso riposare
che mi può dare fa sol
la misura di un amore farò in modo che al risveglio

207
mi mi fa
non mi possa più scordare. perché Margherita ama,
sol la-
e lo fa una notte intera, perché
Perché questa lunga notte, re-7 sol
non sia nera più del nero Margherita è un sogno,
do mi
fatti grande dolce luna perché Margherita è il sale
e riempi il cielo intero fa sol
e perché quel suo sorriso perché Margherita è il vento
mi7 la-
possa ritornare ancora e non sa che può far male
splendi sole domattina
mi la- re-7
come non hai fatto ancora. perché Margherita è tutto,
sol do
E per poi farle cantare, ed è lei la mia pazzia
mi fa
le canzoni che ha imparato Margherita... Margherita…
io le costruirò un silenzio sol mi7 la- re-7 sol do
Margherita adesso è mia... na na, na na...
che nessuno ha mai sentito mi fa
sveglierò tutti gli amanti, Margherita... Margherita…
sol mi7 la-
parlerò per ore ed ore Margherita adesso è mia...
abbracciamoci più forte,
mi7
perché lei vuole l’amore e poi
corriamo per le strade Mi sono innamorato di te
e mettiamoci a ballare (Luigi Tenco)
perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore e poi si- mi-7
coi secchi di vernice Mi sono innamorato di te
la
coloriamo tutti i muri, perché
case, vicoli e palazzi, re7+
non avevo niente da fare
perché lei ama i colori sol
raccogliamo tutti i fiori, il giorno
che può darci primavera mi-
canzoni italiane

volevo qualcuno da incontrare


costruiamole una culla, fa#
mi7 la notte
per amarci quando è sera e poi si-
volevo qualcuno da sognare.
la- re-7 Mi sono innamorato di te
Saliamo su nel cielo, perché
sol do
e prendiamole una stella, non potevo più stare solo
mi fa
perché Margherita è buona, il giorno
mi la- volevo parlare dei miei sogni
perché Margherita è bella. la notte
si- si7
re-7 parlare d’amore.
Perché Margherita è dolce,
sol do do
perché Margherita è vera Ed ora
208
la-
che avrei mille cose da fare in questa nòcc che prègum de sfroos
6
io sento i miei sogni svanire
mi- do Prega el Signuur a bassa vuus...
ma non so più pensare cun la sua bricòla a furma de cruus...
fa#
a nient’altro che a te. Prega el Signuur a bassa vuus...
cun la sua bricòla a furma de cruus...
Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppure io cosa fare Non so dir ti voglio bene
il giorno (Rascel)
mi pento d’averti incontrato
la notte Io non so dirti ti voglio bene (3v.)
ti vengo a cercare.
Ma proprio quando sto vicino a te
Sento un gran silenzio dentro me
Ninna nanna del contrab- Non so nemmeno dir ti voglio bene
bandiere
Ma proprio quando sto per dire a te
sol re Quale dolce sogno sei per me
Ninna nanna, ninna ooh Non so nemmeno dir ti voglio bene
do sol re
ninna ooh, ninna ooh, ninna ooh
Come un poeta dell’ ‘800
sol Io lo racconto alla luna perché
Ninna nanna, dorma fiöö... Lei lo ripeta soltanto al vento
re
El tò pà el g’ha un sàcch in spàla E il vento possa trasportarlo fino a te
do
e ‘l rampèga in sö la nöcc...
sol Ma tutto questo inutile perché
Prega la löena de mea fàll ciapà Proprio quando sto vicino a te
re
prega la stèla de vardà in duvè che ‘l và Non so nemmeno dir ti voglio bene
do
canzoni italiane
prega el sentèe de purtàmel a cà... Io non so dir ti voglio bene (3v.)
Ninna nanna, dorma fiöö... Come un poeta….
El tò pà el g’ha un sàcch in spàla Ma tutto questo inutile perché
che l’è piee de tanti ròpp: Proprio quando sto vicino a te
el g’ha deent el sö curàgg Non so nemmeno dir ti voglio bene
el g’ha deent la sua pagüra
e i pàroll che ‘l po’ mea dì... Io non so dir ti voglio bene (3 v.)
Ninna nanna, dorma fiöö... Io non so dir ti voglio bene, amor.
che te sògnet un sàcch in spàla
per rampegà de dree al tò pà...
sfroos Notti magiche
sö questa vita che sògnun de sfroos

209
la
Forse non saràmi una canzone
fa#- fa
perdere una donna sol
e avere voglia do sol7
di morire!
la mi la do
a cambiare le regole del gioco Lasciami gridare, rinnegare il cielo,
re fa#7 si- la7 re-7
ma voglio viverla così quest’ avventura prendere a sassate tutti i sogni ancora in volo
la mi la fa
senza frontiere e con il cuore in gola. li farò cadere ad uno ad uno,
do
spezzerò le ali del destino
E il mondo in una giostra di colori re-7 sol7
e il vento accarezza le bandiere e ti avrò vicino.
arriva un bivido e ti trascina via
e sciogi in un abbraccio la follia. Comunque ti capisco
e ammetto che sbagliavo,
mi la facevo le tue scelte
Notti magiche, inseguendo un goal, chissà che pretendevo;
re mi la
sotto il cielo di un’estate italiana, e adesso che rimane
mi la di tutto il tempo insieme
e negli occhi tuoi, voglia di vincere:
re mi la un uomo troppo solo
un’estate un’avventura in più. che ancora ti vuol bene.
Quel sogno che comincia da bambino Perdere l’amore, quando si fa sera,
e che ti porta sempre più lontano quando sopra il viso c’è una ruga che non
non e una favola - e dagli spogliatoi c’era
escono i ragazzi e siamo noi provi a ragionare, fai l’indifferente,
fino a che ti accorgi che non sei servito a
niente!
Perdere l’amore E vorresti urlare, soffocare il cielo
(Massimo Ranieri) sbattere la testa mille volte contro il muro,
respirare forte il suo cuscino,
sol7 do dire “è tutta colpa del destino”
E adesso… andate via! sol la7
sol se non ti ho vicino...
Voglio restare solo
re-7
canzoni italiane

con la malinconia, re
sol7 do Perdere l’amore, maledetta sera
volare nel suo cielo si7 mi-
7 che raccoglie i cocci di una vita immaginaria,
non chiesi mai chi eri sol
fa pensi che domani è un giorno nuovo
perché scegliesti me, re
re-7 ma ripeti “non me l’aspettavo,
me che, fino a ieri, mi- la7
sol7 non me l’aspettavo”
credevo fossi un re. re sol- re
do
Perdere l’amore!
Perdere l’amore, quando si fa sera,
la7 re-7
quando fra i capelli un po’ d’argento li colora, Però mi vuole bene
sol do
rischi d’impazzire, può scoppiarti il cuore (Quartetto Cetra)

210
bene da moriiiiiiir.
Lui mi vuol bene, tanto tanto bene
mi porta a spasso tutti i Venerdì
Giunti nel parco, dove c’è il laghetto, Pulenta e galena fregia
lui continua a stringermi e a baciarmi con
passione. sol
Pulènta e galèna frègia
re
mi- do
Ma quando siete sopra il ponticello e un fantasma in söe la veranda
il tuo tesoro fior di ogni virtù barbèra cumé petròli
con il pretesto di guardar di sotto, e anca la löena me paar che sbànda...
spera sempre che tu cada giù. cadrèga che fa frecàss
e bùca vèrta che diis nagòtt
Però mi vuole bene, tanto bene dumá la radio sgraffigna l’aria
però mi vuole bene, tanto bene e i pensee fànn un gran casòtt...
mi vuole tanto bene, tanto ben,
bene da morir! la la la… L’è mea vèra che nel silenzio
dorma dumá la malincunìa
Nel nostro nido noi viviam felici l’è mea vèra che un tuscanèll
lui mi corteggia come il primo dì, l’è mea bòn de fa una puesìa
Sempre gentile, sempre innamorato in questa stanza senza urelògg,
lui continua a stringermi a baciarmi con bàla la fata bàla la stria
passione. in questu siit senza la lüüs...
che diis tucoos l’è dumá l’umbrìa...
Ma se ti lascia sola sola in casa
il tuo tesoro vuoi saper che fa re sol
E scùlta el veent che pìca la pòrta
dopo aver chiuso tutte le finestre re mi-
in cucina lascia aperto il gassss! cun in cràpa una nìgula e in bràsc una sporta
do sol
el diis che g’ha deent un bel regàal
Però mi vuole bene… re mi-
me sa che l’è el sòlito tempuraal...
canzoni italiane
re sol
Per festeggiare il mio compleanno E scùlta i spiriti e scùlta i fulètt
siamo a Parigi che felicità, re
che rampèghen söel müür e sòlten föe del
e a Plas de Ale sotto i cieli grigi mi-
lui continua a stringermi a baciarmi con cassètt
do sol
passione. g’hann söe i vestii de quand sèri penènn
re
Ma stai attenta or ti vuol portare i ne vànn e i ne vègnen
do re sol
sulla terrazza della Torre Eifel cun’t el büceer del vènn...
beh che vuol dire cosa c’è di male
se mi porta sulla torre Eifeeeeee……l! E la candela la sta mai ferma
e la se möev cum’è la memoria
Ma le voleva bene, tanto bene anca el ràgn söe la balaustra
ma le voleva bene, tanto bene ricàma el quadru de la sua storia
ma proprio tanto bene, tanto ben la ragnatela di mè pensee
211
mi- re do sol
la ciàpa tütt quèll che ruva scià Quella sua maglietta fina
ma tanti voolt la g’ha troppi böcc re do
tanto stretta al punto che
e l’è tuta de rammendà... sol
mi immaginavo tutto
La finestra la sbàtt i all, e quell’ aria da bambina
ma la sà che po’ mea nà via che non glielo detto mai
e i stèll g’hann la facia lüstra ma io ci andavo matto
cumè i öcc de la nustalgìa la-
in questa stanza senza nissöen, E chiare sere d’estate,
vàrdi luntàn e se vedi in facia sol
in questa stanza de un òltru teemp, il mare i giochi e le fate
la- do
i mè fantasmi i làssen la traccia... e la paura e la voglia
sol
E scùlta el veent... di essere nudi,
la-
un bacio a labbra salate,
sol
il fuoco, quattro risate
Quello che conta la-
(Luigi Tenco) e far l’amore giù al faro:
do
ti amo davvero, ti amo lo giuro,
re- sib fa ti amo, ti amo davvero!
Ormai siamo soli nel mezzo del mondo
re- sib fa
qualcosa divide la gente da noi si 7 mi
sol- la re E lei, lei mi guardava con sospetto
ma quello che conta è non essere soli re sol
sol- la poi mi sorrideva e mi teneva stretto stretto
quello che conta è che tu sei con me. ed io, io non ho mai capito niente
visto che ora mai non me lo levo dalla mente
Adesso che il fumo cancella l’estate che lei...
e il grigio ritorna scendendo su noi
la lunga vacanza si chiude per sempre sol7 do sol
re- lei era un piccolo grande amore
pure qualcosa di noi resterà. la- mi-
solo un piccolo grande amore
canzoni italiane

re- sol- fa do sol


No, non parlare più niente più di questo, niente più!
re- sol- do sol
guarda la strada e va Mi manca da morire
re- sol- la- mi-
io sono qui con te quel suo piccolo grande amore
la re- fa do
tu sei con me. adesso che saprei cosa dire
fa do
adesso che saprei cosa fare
fa
adesso che
Questo piccolo grande mi- fa do sol do
amore voglio un piccolo grande amore.
(Claudio Baglioni)
Quella camminata strana
pure in mezzo a chissachè l’avrei ricon-

212
osciuta