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INDIA

Prima della Prima Guerra mondiale, in India ci sono due comunità religiose:
- Congresso nazionale indiano (guidato da Tilak);
- Lega musulmana (guidata da Mohammed Ali Jinnah)
Si cerca un accordo tra i due partiti durante la guerra, anche se non riescono a collaborare tra loro
contro gli inglesi.
Dopo la guerra, visto il supporto dato da indiani e musulmani all’esercito britannico in guerra, ci si
aspetta maggiore autonomia e maggiori riconoscimenti. Tuttavia vengono confermate dai britannici
le leggi eccezionali.
A questo punto emerge la figura di Gandhi. Influenzato dal giainismo, corrente filosofico-religiosa
fondata sul principio della non violenza integrale.
Inizia la sua predicazione in Sudafrica, dove viene mandato da un commerciante musulmano per
difendere un amico in un processo.
Gandhi è sconvolto dalle condizioni di miseria e dal modo con cui vengono trattati neri e gli stessi
indiani immigrati in Sudafrica. Teorizza dunque una nuova politica, distante da quella occidentale,
persino da quella indiana e musulmana.
Una politica che può essere praticata senza l’uso della violenza, gesto altrettanto coraggioso
dell’usare la violenza, in quanto si devono tollerare insulti e soprusi dell’avversario.
La sua politica è satyagraha, ovvero “fermezza della verità”.
Ottiene grani consensi in Sudafrica; torna poi in patria e si impegna per migliorare le condizioni di
vita di alcuni contadini dell’India settentrionale; altri consensi e maggiore popolarità. È chiamato
padre o mahatma.
Gandhi invita tutti gli indiani ad opporsi ai soprusi britannici con uno sciopero nazionale. L’esercito
britannico interviene e spara sulla folla, uccidendo 400 persone. Questo gioca a loro sfavore e
Gandhi acquista grandissima popolarità.
Quando Tilak muore, Ghandi si impone e invita anche la Lega musulmana a non collaborare con i
britannici, ma a ribellarsi attraverso la non violenza. I musulmani non credono nella politica di
Gandhi e dunque i rapporti tra indiani e musulmani rimarranno a lungo difficili.
Nel 1920-22 Gandhi lancia la politica della non cooperazione: ci si allontana da tutto ciò che è
inglese, iniziando dalle istituzioni, fino agli oggetti quotidiani da loro prodotti. Gandhi rinuncia agli
abiti occidentali in favore del dhoti. Viene rappresentato con la ruota dell’arcolaio, simbolo
dell’indipendenza indiana.
Si batte a favore dell’emancipazione delle donne e della loro partecipazione attiva alla vita
pubblica; è favorevole all’abolizione della casta degli intoccabili; è convinto che si debba
collaborare con tutti gli indiani, anche se di idee religiose diverse.
Nel 1922 un gruppo di indiani rinchiude dei poliziotti inglesi in una stazione e gli da fuoco,
uccidendoli. Gandhi, temendo che si ripetano ancora episodi simili, revoca la sua politica. Gli
inglesi lo arrestano per attività antigovernativa e lo chiudono in carcere. Uscirà poco dopo per
potersi operare di appendicite.
Nel 1930 Gandhi organizza la “marcia del sale”: gli inglesi hanno stabilito norme opprimenti,
secondo le quali non si può produrre il sale autonomamente per evaporazione, né si può raccogliere
il sale marino sulle spiagge.
Gandhi, insieme a molti suoi seguaci, parte a piedi e giunge fino ad una città sulla costa, raccoglie
pacificamente un granello di sale e molti fanno lo stesso. Le prigioni britanniche sono colme di
persone arrestate per aver raccolto un chicco di sale. L’Inghilterra non sa come fare.
Il viceré dell’India propone a Gandhi di interrompere la manifestazione in cambio di un colloquio
con il presidente del consiglio britannico. Gandhi spera, da un lato, di ottenere concessioni e,
dall’altro, conta molto sulla propaganda.
Il governo MacDonald è in crisi, Churchill definisce Gandhi un fachiro nudo che si avvicina al
palazzo di Sua Maestà.
Quando Gandhi torna da Londra, lo mettono in prigione. Gli inglesi tentano nuovamente di
stroncare la rivolta, ma i seguaci del Mahatma non mollano. Lui in prigione fa lo sciopero della
fame e questo attira molti consensi su di lui.
Gli inglesi approvano una Costituzione per l’India che concede alcune autonomie. Per Gandhi non
basta, lui vuole un’India indipendente (e pensa di essere ad un passo dall’ottenerla).
Vuole inoltre collaborare con tutti gli indiani, anche con i musulmani, che non vedono di buon
occhio la sua collaborazione con gli indù.

PALESTINA
Molte popolazioni provenienti dalla Russia si trasferiscono stabilmente in Palestina (soprattutto in
nuove città come Tel Aviv).
Si formano comunità ebraiche chiamate kibbutzim, dove è l’intera comunità a gestire la proprietà
collettiva della terra (è dotata di organi amministrativi propri).
La dichiarazione Balfour sancisce la possibilità per gli Ebrei di risiedere in Palestina (il movimento
immigratorio aumenterà anche dopo la Prima Guerra Mondiale a causa delle persecuzioni sioniste
europee).
I britannici sono favorevoli a queste nuove comunità di ebrei. Permettono loro di avere un esercito
per difendersi dagli arabi (l’Haganah).
Reazione palestinese. Nonostante l’economia araba sia arretrata e frammentaria, grazie alla
predicazione di intellettuali e autorità, si formano due partiti, uno nazionalista, che sostiene che la
Palestina spetti di diritto agli arabi e uno religioso, che si richiama all’Islam originario per
allontanare le comunità ebraiche.
Negli anni Trenta, grazie all’azione di ‘Izz al-Din al-Qassam, questi due partiti si fondono. Invita gli
arabi a smettere di vendere colonie agli ebrei, per limitarne la diffusione.
La lotta anti-ebraica può aver bisogno della violenza. Si combatte una jihad contro ebrei e inglesi;
ci vogliono soldati arabi che siano disposti anche a divenire martiri per questa lotta necessaria.
Tra 1936 e 1938 scoppia una rivolta palestinese contro ebrei e inglesi. Gli inglesi si impongono e
sedano la rivolta.
Cosa fanno?
- Impongono amministrazione britannica in Palestina;
- Per calmare le rivolte arabe – espresse anche nella conferenza panaraba a Damasco nel 1937
– limitano l’immigrazione e la possibilità di acquisto di terre da parte delle comunità
ebraiche.
L’Inghilterra, con un comportamento un po’ contradditorio ha messo gli Ebrei contro i Palestinesi.
Si sono formati due schieramenti, che non vogliono assolutamente collaborare. Ciascuno di questi
due schieramenti ha forze militari pronte ad entrare in azione.
L’accordo per la creazione di uno Stato unitario plurietnico è utopico.