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Dizionario
Esegetico del
Nuovo Testamento
a cura di
Horst Balz e Gerhard Schneider

edizione italiana a cura di


Omero Soffritti

volume I
’Aapw'v — Kacpapvaou'p

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Dizionario Esegetico
del Nuovo Testamento
a cura di
Horst Balz e Gerhard Schneider

edizione italiana a cura di


Omero Soffritti
Hanno collaborato come traduttori:
Romualdo Chiavarino
Vm'cenzo Gatti
Enea Riboldi
.

Opera pubblicata con il contributo


r. .

della fondazione Inter Nationes, Bonn

ISBN 88.394.0511.6
Titolo originale dell’opera:
Exegetisches Wo"rterbuch zum Neuen Testament
herausgegeben von Horst Balz und Gerhard Schneider
Bd. I. ‘Aapw'v — ‘va1'
Bd. Il. ÉE — o'y'w'vmv
Edizione italiana a cura di Omero Soffritti
© Verlag W. Kohlhammer, Stuttgart 1980, 1981, ‘1992.
© Paideia Editrice, Brescia 1995
idée—ii,; 455 456 gdc—.'
-l

roi, Rom. 15,1) e i deboli. Mentre i ..


Il modo d’intendere di Mr. è caratteristi-
camente espresso per es. in 8,16 5. A un erano cristiani dotati di un‘accentuat3…. con
sapevolezza d’autonomia e libertà) “ el
sommario ripreso da Mc. (1,Ì32 ss.) Mt. ag- (3

giunge una delle «citazioni di adempimen— dei deboli si trattava di credenti (gi…)eo
to» che sono tipiche di lui. Si tratta prec1sa— stiani) tormentati da una coscienza scrum-
mente di ls. 53,4. quindi di un passo del lesa, che, per un sacro timore di contra…m
quarto carme del Servo di Dio: «Egli ha impurità o di violare la legge, non mangla
preso su di se' le nostre malattie e ha portato vano carne (14,2) e rispettavano l‘osservan:
le nostre infermità». Matteo scorge realiz— za di determinati giorni sacri (14.5).p3010
zata questa promessa profetica nell’agire di invita i «forti» (e tra essi annovera anch…
Gesù. stesso-. 15,1) ad accogliere in comunione
Per Lc. la guarigione dei malati e in rap- con loro i deboli nella fede (14,1), a non di.
porto essenziale con la diffusione del ).o'yo; sprezzarli (14,3), cosi come viceversa eso…
(ad es. 5,15: «La sua fama si diffondeva, i deboli a non giudicare quelli chela pensa.
così che molte folle si radunavano per no diversamente (e, ad es., mangiano di….
ascoltarlo e per essere sanate dalle loro in- to), poiché Dio ha accolto anche loro
fermità»). Essa ha pertanto un significato (1 4,3). Non si deve dunque essere d‘inciim.
teologico di missione. Così non meraviglia po 0 di scandalo all’altro fratello (14,141.
che anche negli Atti la predicazione degli Ciò vale specialmente per i «forti». Essi d}.
apostoli sia accompagnata da guarigioni di vono «tollerare le debolezze degli incapaq.
malati (3-5; 19,12.2o e passim). e «non cercare di piacere a se stessi» (1,31)
perche' «anche Cristo non visse per piacere;
4. Paolo sviluppa una propria «teologia» se stesso» (15,3). Paolo dunque dà allasuz
della debolezza. Per lui l’à7'3é‘lîld. designa parenesi una motivazione cristologia.
l’ambito in cui si manifesta la dynamis (di- Quanto ai deboli in Corinto, si trattavadr
vina). Ciò viene espresso soprattutto nell’af— cristiani provenienti dal paganesimo. chen
fermazione paradossale: «la forza raggiunge facevano scrupolo di mangiare carne Offer—
la sua perfezione nella debolezza» (2 Cor. ta agli idoli in vendita al mercato (1 Car.
12,9). Paolo formula qui una legge generale 10,25). Essi non si erano ancora completa-
e ne scorge la validità nell’evento-Cristo. mente liberati del proprio passato pagano;
Così egli può dire che Cristo «fu crocifisso mancava loro la 7vdm; dei cristiani matufl
per la debolezza, ma vive per la forza di (8,7). Nella sua presa di posizione (chepta
Dio» (13,4). Per Paolo croce e risurrezione babilmente risponde a un interrogativo pa
sono inscindibilmente unite. Proprio in sto dal corinzi) Paolo esorta a non scanda-
quanto crocifisso, Cristo e «forza di Dio e lizzare in alcun modo chi e‘ di «coscienza
sapienza di Dio» (1 Cor. 1,24). La croce in- debole», altrimenti si peccherebbe contro
dica che Dio sceglie proprio ciò che è debo- Cristo stesso (8,12). Anche qui Paolo per
le agli occhi del mondo per umiliare ciò che fondare la sua parenesi volge lo sguardoz
è «forte» (1 Cor. 1,2 ). Ma se questa legge Cristo.
fondamentale vale per Cristo, essa deve va- ]. Zmiiewslii
lere anche per l’apostolo. Perciò Paolo con-
tinua a sottolineare — specialm. nei «catalo— . , . .
ghi di peristasi» (1 Cor. 4,10-13; 2 Cor. 4,8 Actot.ot; Asm Asm*
ss.; 6,4-10; 11,21-29; 12,10) — la propria
]. Presenze. 2. Dati storici. 3. Dati storicirr
debolezza con tutte le sue manifestazioni
guardami la missione.
(sofferenze, contestazioni, pericoli ecc.), se
ne gloria persino, perché essa, secondo la Bibl.: Anatolica (1967 ss.); T.R.S. Broughl®
sua convinzione, costituisce il vero apostolo Roman Asia Minor, in T. Frank, An l:ronoM_
(cfr. 2 Cor. 12,10: «Quando sono debole, è Survey of Ancient Rome iv, Baltimore 19531"?
allora che sono forte!»). stampa Paterson / New Jersey 1959. 499'91_‘"
Dell’a'w‘e'ven ecc. dal punto di vista pa- V. Cliapot, La province roma/"ne prutormlldl"
renetico Paolo parla in Rom. 14-15 e in 1 d'Asie, l’.-iris 1904; ristampa Roma 196'V'YF- ,
ger: l.ThK V] 317—319,— P.R. Fm-nkc‘ Klt’l” "«
Cor. 8-10. A Roma c‘erano evidentemente
zur Ròmerzeit, Munchen 1968; W. Huben.u"
due gruppi di credenti, i «forti» (…' aun- tersuc/nmgen zur Stellunfi kl€lndSldn5t'llt'l D‘"

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