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Esame di Metodologia

Cos’è la musicologia?

La musicologia nasce in Germania con il nome di


Musikwissenschaft, durante lo sviluppo della cultura
romantica che prevedeva appunto la riscoperta dei
patrimoni musicali del passato. Ciò necessitava di uno studio
particolare e approfondito, basato sulla nuova “scienza”
storico-filologica.

Ci sono diversi tipi di musicologia:

-musicologia sistematica (che comprende le discipline che


studiano la musica in senso teorico);

-musicologia adleriana (che divide la musicologia in due


parti, una storica e un’altra sistematica).

-etnomusicologia (che nasce come discorso sulla musica


popolare e folkloristica di determinati paesi, culture e civiltà)

-musicologia applicata: è l’applicazione della musica ad altri


ambiti, come la musicoterapia, o la didattica della musica.

In generale, in ogni ricerca, l’interpretazione dei fatti o dei


documenti è fondamentale. La filologia, appunto, si andò ad
affermare dopo l’Umanesimo con il valore di “studio, scienza
dell’antichità”.
Nello specifico, la filologia musicale, è la disciplina che ha per
scopo la restituzione di un testo musicale nella forma più
vicina possibile alla volontà dell’autore.
In sostanza, una sorta di restauro del testo musicale che nel
corso del tempo ha visto modifiche, perdite o aggiunte che
lo hanno in qualche modo mutato.

Si possono individuare principalmente tre punti di


osservazione dai quali la moderna filologia si avvicina ai
testi:

-L’autore: il campo che riguarda la creatività dello stesso


autore, e le sue eventuali correzioni successive.

-La tradizione: da questa visuale si procede nell’individuare


eventuali errori o varianti entrate a far parte nelle
rappresentazioni e esecuzioni dell’opera durante la sua
trasmissione nel tempo.

-Il fruitore: in quest’ottica si analizza il rapporto tra il testo


musicale e i suoi destinatari, cioè coloro che lo hanno
riprodotto e diffuso sottoponendolo ad un processo
interpretativo, che inevitabilmente apporta modifiche più o
meno evidenti alla natura del pezzo stesso.

E da qui mi collego al mio progetto di ricerca che riguarda il


confronto tra due edizioni della Tarantella op. 87a per
chitarra di Castelnuovo Tedesco, scritta in soli tre giorni.

La prima partitura è la trascrizione del manoscritto originale


del compositore italiano, mentre la seconda è l’edizione
revisionata da Andres Segovia, che ne tagliò alcune parti e
modificò altre, alterando la struttura della composizione che
arrivò a 264 battute, dalle 285 della composizione originale.
Lo scopo del mio progetto di ricerca vuole essere, attraverso
la comparazione delle due versioni dell’opera, quello di
analizzare due visioni diverse dello stesso brano; una
ovviamente del compositore e l’altra del chitarrista
spagnolo.

Infine, al termine del lavoro di raffronto, stabilire i pro e i


contro di una scelta più o meno filologica, quindi capire gli
svantaggi (es. impossibilità di eseguire alcuni passaggi del
manoscritto originale) dell’uno, e i vantaggi (es. rispettare il
manoscritto e quindi il volere del compositore) dell’altro e
viceversa.

Per quanto riguarda il manoscritto dell’opera, prenderò in


esame l’edizione pubblicata da Ricordi con revisione di
Angelo Gilardino del 2006, mentre per quanto riguarda la
revisione di Segovia, l’edizione pubblicata sempre da Ricordi
del 1992.

La bibliografia già esistente reperibile dai siti SBN e


Wikipedia è composta da: M.C.Tedesco, Una vita di musica,
2005; Corazon Otero, su vida y su obra para guitarra, 1987;
Angelo Gilardino, Mario Castelnuovo Tedesco, 2005; Guido
Gatti, Ricordo di Mario Castelnuovo Tedesco, 1969.