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Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag.

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1.  Introduzione 4 
1.1  Descrizione generale dell’opera 4 
1.2  Concept progettuale 4 
1.3  Caratteristiche dimensionali salienti 5 
1.3.1  Impalcato 5 
1.3.2  Pile, antenne e sistema di sospensione 9 
1.3.3  Modalità realizzative 10 
1.4  Sistema di vincolo 11 
1.5  Normative di riferimento 12 
1.6  Condizioni ambientali e classi di esposizione 13 
1.7  Caratteristiche materiali 14 
1.7.1  Tensioni limite e proprietà di riferimento 14 
1.7.2  Coefficienti parziali di sicurezza 16 
1.8  Software di calcolo 17 
1.9  Convenzioni generali 18 

2.  Impostazioni delle analisi e delle verifiche 19 


2.1  Analisi della struttura composta 19 
2.2  Modellazione impalcato 22 
2.3  Modellazione del sistema di sospensione 22 
2.4  Dati generali delle sezioni di impalcato 23 
2.4.1  Larghezze collaboranti di soletta superiore 27 
s
2.4.2  Larghezze collaboranti di soletta inferiore (shear lag) 27 
p
2.4.3  Larghezze collaboranti di soletta inferiore (plate buckling) 28 
2.4.4  Costanti di torsione 34 
2.4.5  Armature longitudinali 37 
2.4.6  Stato fessurativo soletta 38 
2.4.7  Caratteristiche sezioni di impalcato (analisi strutturale) 38 
2.5  Ubicazione sezioni di verifica impalcato 47 
2.6  Verifiche eseguite 47 

3.  Analisi dei carichi 48 


3.1  Carichi agenti in fase 1 49 
3.1.1  Pesi propri impalcato (Gk1) 49 
3.1.2  Carenatura laterale 51 
3.1.3  Pesi propri soletta (Gk1”) 51 
3.1.4  Pesi propri altri elementi in calcestruzzo (Gk1’’’) 51 
3.1.5  Pesi propri stralli (Gk1IV) 51 
3.1.6  Pretensione stralli (Pk) 51 
3.2  Carichi agenti in fase 2a-2b (analisi a lungo termine) 52 
3.2.1  Sovraccarichi permanenti (Gk2) 52 
3.2.2  Cedimenti vincolari (Gk,settl.) 53 
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3.2.3  Reologia calcestruzzo 53 


3.2.4  Rilassamento acciai stralli 55 
3.3  Carichi agenti in fase 3 55 
3.3.1  Sovraccarichi permanenti (analisi a breve termine) 55 
3.3.2  Carichi mobili (Qk) 55 
3.3.3  Variazioni termiche 60 
3.3.4  Azioni di frenatura (Qlk) 61 
3.3.5  Azione del vento (Fw) 61 
3.3.6  Azioni parassite vincoli (Qfrict,k) 65 
3.3.7  Azione centrifuga (Qt,k) 65 
3.4  Azioni sismiche 65 

4.  Combinazioni di carico 70 

5.  Analisi strutturale impalcato 72 


5.1  Generalità 72 
5.2  Analisi fase esercizio 74 
5.3  Analisi fase sismica 103 
5.3.1  Analisi modale preliminare 103 
5.3.2  Analisi step by step 106 

6.  Verifiche 114 


6.1  Stralli 114 
6.2  Quadro deformativo 115 

7.  Verifiche travi metalliche impalcato 121 


7.1  S.L.U. resistenza delle sezioni 121 
7.1.1  Riepilogo rapporti di sfruttamento S.L.U. 123 
7.1.2  Esempi di verifica estesa 157 

Sezione c1_filoA_S76 158 


Caratteristiche generali 158 
Domini di plasticità 159 
Preclassificazione 160 
Verifiche S.L.U. sezione composta - comb. Mmin 161 
Pressoflessione - Analisi plastica 161 
Pressoflessione - Calcolo tensioni lorde 162 
Taglio 163 
Interazione pressoflessione - taglio (N-M-V) 164 

Sezione c4_filoA_2_S69 165 


Caratteristiche generali 165 
Domini di plasticità 166 
Preclassificazione 167 
Verifiche S.L.U. sezione composta - comb. Mmax 168 
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Pressoflessione - Analisi plastica 168 


Pressoflessione - Calcolo tensioni lorde 170 
Pressoflessione - Calcolo tensioni efficaci 171 
Taglio 175 
Interazione pressoflessione - taglio (N-M-V) 176 
7.2  S.L.E. - limitazione delle tensioni 176 
7.2.1  Riepilogo coefficienti di sfruttamento 176 
7.3  S.L.E. freq. - "web breathing" 181 
7.3.1  Riepilogo coefficienti di sfruttamento 181 
7.4  Verifica connessione trave -soletta 182 
7.4.1  Generalità 182 
7.4.2  Caratteristiche piolatura corrente 183 
7.4.3  Detailing 184 
7.4.4  Riepilogo rapporti di sfruttamento verifica elastica S.L.U. - S.L.E. 185 
7.5  Verifiche a fatica 188 
7.5.1  Generalità 188 
7.5.2  Coefficienti λ 188 
7.5.3  Dettagli e Coefficienti di sicurezza 192 
7.5.4  Sintesi Verifiche 193 
7.6  Fessurazione soletta in c.a. 196 
7.6.1  Metodologia di verifica 196 
7.6.2  Sintesi dei risultati 197 

8.  Pile 1-2-3 203 


8.1  Antenne 204 
8.1.1  Sollecitazioni 204 
8.1.2  Verifiche 214 
8.2  Pile ausiliarie 219 
8.2.1  Sollecitazioni 219 
8.2.2  Verifiche 225 
8.3  Sollecitazioni in fondazione 227 

9.  Spalle 234 


9.1  Calcolo sollecitazioni 235 
9.1.1  Spalla Est 237 
9.1.2  Spalla Ovest 240 
9.2  Verifiche 250 
9.2.1  Spalla Est 250 
9.2.2  Spalla Ovest 253 

10.  Reazioni agli appoggi 258 

11.  Escursioni appoggi e giunti 260 


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1. Introduzione

1.1 Descrizione generale dell’opera

Il viadotto Genova si colloca tra le progressive 17+026.75 ed 17+778.4 (valutate sul ramo W) del ramo
autostradale A10 “bis”, da realizzarsi nell’ambito degli interventi appartenenti alla “Gronda di Genova”, ed
attraversa la valle del Polcevera all’altezza del comune di Bolzaneto.
Lungo il tratto interessato dall’opera, l’asse della struttura si sviluppa lungo un raccordo curvilineo
caratterizzato da raggio costante per l’intera lunghezza dell’opera, con quota altimetrica rispetto al piano
campagna variabile tra 16 ed 30 m circa.
Tra le interferenze più importanti, oltre a quelle di natura orografica, quali l’alveo dei torrenti Polcevera, Burla
e Secca, si evidenzia lo scavalco dell’autostrada A7 Milano-Genova, della linea ferroviaria Milano Genova e
della rete appartenente alla viabilità locale, oltre che dell’area interessata dal nuovo mercato ortofrutticolo,
per la quale verrà garantita la piena operatività durante tutte le fasi realizzative.
Il viadotto è di tipologia strallata, di lunghezza complessiva pari a 750 m, suddiviso, mediante tre sostegni
intermedi, in 4 luci di sequenza 135+240+240+135 m. L’impalcato ospita sia la carreggiata Est, sia la Ovest
del tratto in esame, con una larghezza complessiva pari a 42.70 m.
Lo sviluppo progettuale relativo all’andamento planolatimetrico dell’intera struttura è stato orientato in modo
da consentire il varo a spinta, conseguendo pertanto la costanza dei raggi planimetrici ed altimetrici
caratterizzanti l’opera (raggio medio ≅ 2694 m).
Il sistema di stralli, della tipologia a semi-arpa, presenta testate superiori raccolte verso la sommità delle
antenne ed ancoraggi lato impalcato allineati lungo l’asse centrale del ponte.

Motivazioni connesse con la disponibilità di elevate resistenze flessionali, dettate dal varo a spinta, hanno
consentito l’adozione di un sistema di stralli formato da un numero contenuto di elementi, con punti
ancoraggio lato impalcato concentrati approssimativamente verso i terzi della luce. In tal modo si è evitato
l’effetto “cortina” dovuto all’adozione di una fitta strallatura, suggerendo una reinterpretazione in chiave
moderna dell’esistente viadotto Polcevera, con una struttura particolarmente trasparente.

1.2 Concept progettuale

Il concetto sviluppato nella progettazione dell’opera prevede la totale indipendenza della trave di impalcato
dalle antenne portastralli, cui essa risulta collegato unicamente tramite la strallatura. Si consegue in tal modo
un ottimale comportamento nei confronti delle azioni di natura sismica e dinamica in genere. I fusti delle
antenne, realizzati in cemento armato, passano pertanto attraverso la trave di impalcato per mezzo di un
foro di grandi dimensioni realizzato nella soletta e controsoletta della trave.
Come evidenziato nella figura seguente, una coppia di pile ausiliarie, disposte ai lati di ciascuna antenna
vincola verticalmente e torsionalmente la trave di impalcato in corrispondenza di ciascun sostegno. Su
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ciascuna delle pile ausiliarie sono installate 2 apparecchiature di appoggio multidirezionali ed una guida
unidirezionale longitudinale.

La sezione trasversale dell’impalcato è a cassone multicellulare, ed è caratterizzata da 5 allineamenti di travi


collegati inferiormente e superiormente dalle solette. Mediante tale tipologia si è conseguita la necessaria
rigidezza torsionale richiesta dal sistema di sospensione allineato su di un unico piano verticale.
La trave centrale, su cui vengono alloggiati gli ancoraggi degli stralli, assolve al compito di “trave di spina”, e
distribuisce le azioni trasmesse dagli stralli in direzione longitudinale e trasversale alle travi laterali per
mezzo di traversi reticolari disposti a passo ravvicinato.
Ciascun punto di sospensione è formato da una coppia di stralli da 156 trefoli ciascuno. Gli stralli vengono
orditi in modo da autoequilibrare la struttura indipendentemente dall’andamento altimetrico della trave (che
presenta una leggera pendenza longitudinale). Gli angoli formati dagli stralli rispetto alle antenne sono
pertanto della stessa entità su tutti i sostegni, e variano tra 51° e 56 °.

1.3 Caratteristiche dimensionali salienti

1.3.1 Impalcato

La trave di impalcato è realizzata in struttura composta acciaio calcestruzzo, di altezza complessiva pari a
4.01 m. Le travi metalliche presentano altezza complessiva pari a 3.75 m e sono poste ad interasse
trasversale pari a 8 m, formando un cassone multicellulare di ampiezza complessiva pari a 32 m. Il sistema
di irrigidimento delle travi si compone da sitffeners verticali disposti ad interasse tipico pari a 4 m e da due
ordini di ribs longitudinali a “T” disposti ai terzi dell’altezza.
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Il passo degli irrigidenti d’anima viene portato a 2 m in corrispondenza dei fili esterni di trave, nelle sezioni
poste in prossimità della pile.
I 5 fili di trave sono connessi inferiormente da una lamiera di fondo nervata mediante profili a “T”, che
presenta spessore variabile tra 20 e 80 mm, e superiormente dalla soletta in c.a., di spessore complessivo
pari a 26 cm. La figura seguente riporta la sezione tipo dell’impalcato.

I traversi si compongono di una traversa superiore realizzata mediante un profilo composto saldato a doppio
T, connesso alla soletta in c.a. mediante piolature, una traversa inferiore realizzata anch’essa con piatti in
composizione saldata a “T”, saldata alla lamiera di fondo, ed aste di parete reticolari.
Vengono individuate 5 tipologie di traverso, in funzione della posizione e del differente impegno statico
richiesto:
traversi tipo “T1”
Disposti in corrispondenza delle spalle. Sono formati da profili angolari 4L 180x18 disposti ad irrigidire
ciascuna cella, come indicato nella figura seguente.

Traversi tipo “T2”


Disposti in corrispondenza dei sostegni. Sono formati da un diaframma di spessore 35 mm, opportunamente
irrigidito, atto a convogliare le reazioni concentrate trasmesse dalle apparecchiature di appoggio.
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Traversi tipo “T3”


Traversi correnti; disposti ad interasse longitudinale pari a 4 m, con funzione primaria di trasferimento
dell’azione di sostegno della trave del filo centrale, cui sono ancorati gli stralli, alle travi dei fili laterali;
assolvono inoltre il compito di mantenimento della forma delle singole celle. Sono formati da profili
4L120x15, disposti come in figura.

Traversi tipo “T4”


Hanno la medesima funzione dei traversi “T3”, ma disposti rispettivamente in prossimità delle zone
interessate dai punti di ancoraggio degli stralli (n. 8 traversi/4m), e nella zona di interruzione della trave
centrale (n. 2 traversi/4m). Sono gravati da un maggiore impegno statico, e quindi formati da profili 4L
150x15, disposti a croce in prossimità delle celle centrali.

Traversi tipo “T5”


Sono disposti in prossimità dei sostegni, nella zona in cui le due celle interne risultano interrotte dal
passaggio dell’antenna. Sono formati da profili 4L 120x15, disposti come in figura.
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La pianta seguente, riferita alla campata tipo, riporta la collocazione dei vari tipi di traverso, ripetuta
pressoché modularmente sulle rimanenti campate (ad esclusione dei trasversi di spalla).

Come si nota dall’esame della pianta precedente, si predispone al lembo superiore della trave metallica una
controventatura orizzontale a croce formata da angolari accoppiati, atta a sopperire alla mancanza della
soletta in c.a. nella fase di varo impalcato, conferendo la necessaria rigidezza torsionale di cassone chiuso
multicellulare, e nella fase di tiro stralli, favorendo la trasmissione ai fili esterni di trave delle elevate azioni
orizzontali indotte dagli stralli sulla trave centrale.

La Soletta in c.a. presenta larghezza complessiva pari a 42.70 m, ed è connessa alle piattabande superiori
delle travi metalliche e delle traverse mediante pioli elettrosaldati tipo “Nelson”, risultando pertanto suddivisa
in campi di piastra di dimensioni tipiche pari a 4x8 m. Gli sbalzi laterali, di larghezza complessiva pari a 5.35
m, sono supportati da un sistema di puntoni realizzati mediante angolari, disposti longitudinalmente ogni 4
m.
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La soletta ospita il piano viabile delle due vie di corsa Est e Ovest, di larghezza pari a 14.45 m ciascuna, una
zona di intervia di larghezza complessiva pari a 10.40 m, necessaria per ospitare le barriere di sicurezza
centrali con le rispettive ampiezze di deflessione, e due marciapiedi laterali da 1.70 m ciascuno. La
superficie laterale delimitata dai puntoni verrà chiusa, e resa visivamente continua mediante pannelli non
strutturali.

1.3.2 Pile, antenne e sistema di sospensione

Le pile vengono realizzate in c.a. di classe C45/55 (antenne) e C35/45 (pile ausiliarie). L’altezza di spiccato
delle antenne rispetto alla piattabanda superiore del filo centrale è pari a 62 m circa (altezza complessiva
variabile da 84 a 95 m), mentre l’altezza di spiccato delle pile ausiliarie varia tra 18 e 28 m.
Sia le antenne, sia le pile ausiliarie vengono realizzate a fusto pieno.
Le dimensioni generali sono riportate negli schemi seguenti.

L’antenna e le pile ausiliarie sono collegate da una fondazione a fusto unico, di dimensioni generali pari a
35.0x9.0x3.0 m.
L’impalcato è sostenuto, lungo il suo sviluppo, da n. 6x3 = 18 punti di sospensione. Ciascun punto di
sospensione è formato da una coppia di stralli formati da 156 trefoli ciascuno, alloggiati in guaina in HDPE.
Gli ancoraggi degli stralli lato impalcato sono ospitati da apposite carpenterie metalliche realizzate con
lamiere di forte spessore, saldate all’anima dei conci del filo centrale. Si evidenzia che l’interasse tipico dei
traversi (4m) viene leggermente modificato in prossimità degli ancoraggi stralli, per agevolare il
posizionamento degli stessi e consentire le operazioni di tesatura.
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1.3.3 Modalità realizzative

La realizzazione dell’impalcato è prevista mediante varo frontale, con l’ausilio di pile provvisorie, limitando al
minimo le interferenze con il piano campagna.
Il numero delle pile provvisorie è stato ridotto al minimo, compatibilmente con l’esigenza di mantenere i livelli
tensionali e deformativi entro i limiti ammissibili. La luce libera massima è pari a 108 m circa, in prossimità
dello scavalco della zona del nuovo ortomercato.

Si adotterà un avambecco frontale di lunghezza pari a 60 m formato da due travi metalliche.


In fase di varo l’impalcato scorre lungo appoggi provvisori disposti sugli allineamenti di trave contigui al
centrale. Date le elevate pressioni localizzate, si adotteranno slitte di varo di lunghezza minima par a 4 m, e,
sempre per tale motivo, l’anima di tali travi verrà interamente realizzata con lamiera di spessore maggiorato
a 35 mm, rinforzato da un ulteriore ordine di stiffeners verticali disposti ad interasse pari a 4 m.
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La realizzazione dell’opera procederà secondo le seguenti macrofasi:


Realizzazione fondazioni, pile ausiliarie ed antenne di prima fase (fino a quota sottotrave).
- Assemblaggio conci e varo frontale, con ausilio di pile provvisorie.
- Realizzazione spiccati antenne.
- Posizionamento stralli ed installazione apparecchiature di appoggio definitive.
- Tesatura stralli.
- Posizionamento predalles soletta.
- Getto soletta.
- Rimozione pile provvisorie.
- Controllo ed eventuale ritaratura tensione stralli.
- Realizzazione opere di finitura.
Per maggiori dettagli relativi al sistema di varo, ed ai relativi calcoli statici, si rimanda allo specifico elaborato.

1.4 Sistema di vincolo

L’impalcato è vincolato da apparecchiature di appoggio e ritegno che consentono pressoché liberi movimenti
longitudinali, conseguono pertanto un ottimale comportamento nei confronti delle azioni sismiche in tale
direzione, essendo la trave vincolata alle antenne per mezzo del solo sistema di sospensione.
In dettaglio, si impiegheranno apparecchiature di appoggio/ritegno di tipo metallico, così organizzate:
Spalle: n. 2+2 apparecchiature di appoggio tipo ML + una guida di ritegno unidirezionale longitudinale,
disposta centralmente all’impalcato.
Pile: n. 1 apparecchiatura di appoggio di tipo UL, disposta al centro dei due fili laterali di travi su
ciascuna pila ausiliaria.
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1.5 Normative di riferimento

Le analisi strutturali e le relative verifiche vengono eseguite secondo il metodo semi-probabilistico agli Stati
Limite in accordo alle disposizioni normative previste dalla vigente normativa Europea (Eurocodici), in linea
con il quadro normativo. In particolare, al fine di conseguire un approccio il più unitario possibile
relativamente alle prescrizioni ed alle metodologie/criteri di verifica, si è fatto diretto riferimento alle varie
parti degli Eurocodici, unitamente ai relativi National Application Documents, verificando puntualmente
l'armonizzazione del livello di sicurezza conseguito con quello richiesto dalla vigente normativa nazionale.
In dettaglio si sono prese in esame quindi i seguenti documenti, che volta in volta verranno opportunamente
richiamati:
D.M. 14 gennaio 2008: Nuove norme tecniche per le costruzioni (indicate nel prosieguo "NTC-08")
Circ. 2 febbraio 2009: Istruzioni per l’applicazione delle Norme Tecniche per la Costruzioni di cui al
D.M. 14/01/2008
UNI EN 1990: Basi della progettazione strutturale
UNI EN 1991-1-4: Azioni sulle strutture – Azione del vento
UNI EN 1991-1-5: Azioni sulle strutture – Azioni termiche
UNI EN 1991-1-6: Azioni sulle strutture – Azioni in generale – Azioni durante la costruzione
UNI EN 1991-2: Azioni sulle strutture – Carichi da traffico sui ponti
UNI EN 1992-1-1: Progettazione delle strutture di calcestruzzo - regole generali e regole per gli
edifici
UNI EN 1992-2: Progettazione delle strutture di calcestruzzo – Ponti di calcestruzzo
UNI EN 1993-1-1: Progettazione delle strutture di acciaio – Regole generali e regole per gli edifici
UNI EN 1993-2: Progettazione delle strutture di acciaio – Ponti di acciaio
UNI EN 1993-1-5: Progettazione delle strutture di acciaio – Elementi strutturali a lastra
UNI EN 1993-1-8: Progettazione delle strutture di acciaio – Progettazione dei collegamenti
UNI EN 1993-1-9: Progettazione delle strutture di acciaio – Fatica
UNI EN 1993-1-10: Progettazione delle strutture di acciaio – Resilienza del materiale e proprietà
attraverso lo spessore
UNI EN 1993-1-11: Progettazione delle strutture di acciaio – Progettazione di strutture con elementi
tesi
UNI EN 1994-1-1: Progettazione delle strutture composte acciaio-calcestruzzo – Regole
generali e regole per gli edifici
UNI EN 1994-2: Progettazione delle strutture composte acciaio-calcestruzzo – Ponti
UNI EN 1998-1-1: Progettazione delle strutture per la resistenza sismica – Parte Generale
UNI EN 1998-2: Progettazione delle strutture per la resistenza sismica – Ponti
UNI EN 1090 - 1: Esecuzione di strutture in acciaio e di alluminio – Requisiti per la valutazione di
conformità dei componenti strutturali
UNI EN 1090 - 2: Esecuzione di strutture in acciaio e di alluminio – Requisiti tecnici per strutture
in acciaio.
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1.6 Condizioni ambientali e classi di esposizione

Per l'opera in esame si prevede l'esposizione al seguente "range" di temperature:


Tmin = -15 °C
Tmax = 45 °C
Per l'umidità ambientale si assume:
RH = 80 %
Ai fini dell’individuazione di dettaglio delle proprietà dei materiali, si farà riferimento alle seguenti classi di
esposizione:
soletta: XC4
spalle: XC4
fondazioni: XC2
pali e sottofondazioni in genere: XC2
Le caratteristiche del calcestruzzo dovranno pertanto rispettare, oltre i requisiti di resistenza indicati al punto
seguente, anche i criteri previsti dalla vigente normativa (EN 11104 e EN 206) per quanto riguarda
l'esposizione alle classi indicate.
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1.7 Caratteristiche materiali

Vengono di seguito elencati i materiali impiegati per la realizzazione dell’opera, unitamente ai rispettivi
parametri di riferimento.

1.7.1 Tensioni limite e proprietà di riferimento

Carpenteria metallica
Tipo e grado (*)
S355 JO J3 t <= 30 mm
S355 J2 G3 t <= 50 mm
S355 K2 G3 50 < t <= 65 mm
S355 JO el. non saldati, profili, piastre
Tensioni di riferimento (fyk)
t <= 40 mm 355.00 Mpa
t > 40 mm 335.00 Mpa
riferimenti:
NTC 08 tab.
11.3.IX
EN 10025-1
EN 10025-2
Caratteristiche
Es 210000.00 Modulo di Young
ν 0.30 Coefficiente di Poisson
Gs 80769.00 Mod. el. Tangenziale
riferimenti:
NTC 08 tab.
11.3.IX
EN 1993-1-10 2.3.2(1)
EN 10025-1
EN 10025-2
(*) Valutazione grado acciaio secondo EN 1993-1-10 tab. 2.1
Ipotesi:
ΔTr, ΔTσ, ΔTr, ΔTε, ΔTεcf = 0
Ted = Tmd = -15 °C
σEd = 0.75 fy(t)

Connettori a piolo (tipo Nelson)


Tipo e grado
S235 J2 G3
Tensioni di riferimento
fyk 350.00 Mpa Snervamento
fu 450.00 Mpa rottura a trazione
riferimenti:
EN 13918
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Giunzioni bullonate (sistema HRC)


Tipo e classe
viti cl. 10.9
Dadi cl. 8
Rosette Acc. C50
cl. Sup. B
Tensioni di riferimento
fyb 900.00
fub 1000.00
riferimenti:
NTC 08 tab. 11.3.XIII
EN 1993-1-8 3.1.1(3)
EN 14399
EN 1090-2

Calcestruzzo
elemento classe fck Rbk fcm fctm Ecm
soletta C35/45 35.00 45.00 43.00 3.21 34000.00
coppelle C35/45 35.00 45.00 43.00 3.21 34000.00

elevazione
spalla C32/40 32.00 40.00 40.00 3.02 33000.00
testa spalla C35/45 35.00 45.00 43.00 3.21 34000.00
testa pali C28/35 28.00 35.00 36.00 2.77 32000.00
pali C28/35 28.00 35.00 36.00 2.77 32000.00
riferimenti:
EN 206
NTC-08 cap. 11.2.10
EN 1992-1-1 3.1.2. tab. 3.1

Acciaio in barre per c.a.


tipo B450C
fyk 450.00 Mpa snervamento
ftk 540.00 Mpa rottura a trazione
Es 210000.00 Mpa modulo di Young
riferimenti:
NTC-08 cap. 11.3
EN 1992-1-1 cap. 3.2 + ann. C
EN 1994-2 cap. 3.2(2)
Acciaio per trefoli stralli
tipo St 1860/1670
fp1k 1670.00 Mpa snervamento
fpk 1860.00 Mpa rottura a trazione
Es 195000.00 Mpa modulo di Young
riferimenti:
NTC-08 cap. 11.3.3
EN 10138 -part 3
EN 1993-1-11
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1.7.2 Coefficienti parziali di sicurezza

Relativamente ai coefficienti parziali dei materiali si fa riferimento, nell’ambito delle rispettive verifiche, a
quanto contenuto nelle tabelle seguenti.

Coefficienti di sicurezza materiali


Carpenteria metallica
γmo 1.05 verifiche S.L.U. - resistenza
γm1 1.10 verifiche S.L.U. - buckling
γm2 1.25 verifiche S.L.U. - frattura in trazione
γm,ser 1.00 verifiche S.L.E. - limitazione delle tensioni
γFf 1.00 verifiche S.L. fatica
γMf 1.35 non fail safe (vita illimitata)
riferimenti:
NTC 08 tab. 4.2.V
EN 1993-1-1 6.1.(1) + N.A.D.
EN 1993-2
EN 1993-1-9 cap. 3.(8) - cap. 8.
Piolature
γv 1.25 verifiche S.L.U. - resistenza
ks 0.60 verifiche S.L.E.
γMf 1.15 fail safe (vita illimitata)
riferimenti:
NTC 08 cap. 4.3.3
EN 1994-2 cap. 6.6.3.1.(1)
Bullonature
γm2 1.25 resistenza S.L.U.
γm3 1.25 scorrimento S.L.U. (bull. Cat. C)
γm3,ser 1.10 scorrimento S.L.E. (bull. Cat. B)
riferimenti:
NTC 08 tab. 4.2.XII
EN 1993-1-8 2.2.(2) + N.A.D.
EN 1090-2
Saldature
γm2 1.25 resistenza S.L.U.
βw 0.90 correlation factor (cord. Angolo)
riferimenti:
NTC 08 4.2.8.2.4
EN 1993-1-8 4.5.3.2.(4) + N.A.D.
EN 1090-2
Calcestruzzo
αcc 0.85 carichi di lunga durata (quando rilevante)
γc 1.50 S.L.U.
riferimenti:
NTC 08 cap. 4.1.2.1.1.1
NTC 08 cap. 4.3.3
EN 1992-1-1 2.4.2.4
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Acciaio in barre
γs 1.15 resistenza S.L.U.
riferimenti:
NTC 08 cap. 4.1.2.1.1.3
NTC 08 cap. 4.3.3
Acciaio TREFOLI
γr 1.00
fpk/(1.5
σu γ r) S.L.U.
σu 0.45 fpk S.L.E.
riferimenti:
EN 1993-1-11

1.8 Software di calcolo

Per l'analisi strutturale dell'impalcato e delle sottostrutture si adotta il metodo degli elementi finiti; si utilizza, a
tale fine, il pacchetto software denominato "LUSAS (vers. 14.4)", fornito da F.E.A. (U.K.) su piattaforma
windows NT. Il pacchetto software comprende pre-post processore grafico interattivo destinato all'input della
geometria di base e all'interpretazione dei risultati di output, ed un risolutore ad elementi finiti.

Per le verifiche delle sezioni in acciaio ed acciaio calcestruzzo si adotta il programma "Ponti EC4" sviluppato
da Alhambra s.r.l.. Il programma opera sulla base di un database di sezioni opportunamente sincronizzato
con quello del sistema ad elementi finiti, ed effettua le verifiche di resistenza e di stabilità locale di
membrature in acciaio ed acciao-cls sulla base dei criteri contenuti negli Eurocodici di riferimento (EN 1993,
EN 1994), e in osservanza a quanto previsto da NTC-08.
In particolare, la procedura opera, per ciascuna sezione, le seguenti verifiche:
- calcolo proprietà geometrico - statiche delle sezioni nelle varie fasi considerate
S.L.U. :
- identificazione delle sezioni, consistente nella preclassificazione dei singoli componenti, e nella
classificazione effettiva , effettuata sulla base di ciascuna combinazione di carico.
- verifica per tensioni normali (interazione N/M):
sezioni cl. 1 e 2: analisi e verifica plastica di ciascuna sezione, e deduzione del rapporto di
sfruttamento plastico;
sezioni classe 3: analisi tensionale elastica su sezione lorda, con calcolo del rapporto di
sfruttamento elastico;
sezioni classe 4: analisi tensionale elastica su sezione efficace, con calcolo del rapporto di
sfruttamento elastico;
- taglio: verifica a taglio plastico, includendo i fenomeni di shear buckling
- interazione pressoflessione - taglio (N-M-V): deduzione del rapporto di sfruttamento finale della
sezione
- verifica rapporto vEd/vRd piolature (sezioni con rapporto di sfruttamento plastico a flessione ≤ 1;
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 18/261

- calcolo plastico piolature (sezioni con rapporto di sfruttamento plastico a flessione > 1).
S.L.E. :
- verifica elastica S.L. delle tensioni in esercizio
- verifica Web Breathing
- fessurazione soletta
- verifica elastica piolature
Fatica:
- verifica, con il metodo dei coefficienti λ, per preselezionate categorie di dettaglio;

- verifica, con il metodo dei coefficienti λ, della connessione travi/soletta


Nella presente relazione vengono riportati i risultati salienti delle verifiche, ed effettuato di volta in volta un
sintetico inquadramento delle ipotesi di base.

Per il calcolo dei parametri di imbozzamento delle lastre metalliche nervate, si impiega il software “Ebplate”,
elaborato dal “CTCIM”, Centre Technique Industriel de la Construction Mètallique” (F)

Per le verifiche delle sezioni in cemento armato si ricorre al programma V.S.P.F., in grado di effettuare
verifiche sia tensionali che a rottura.

Per la selezione delle Time Histories spettrocompatibili impiegate nell’analisi sismica si è adottato il
programma “Rexel” (Computer Aided code-based real record selection for seismic analysis of structures) v.
3.1, beta”, elaborato da Iunio Iervolino e Carmine Galasso, dip. Ing. Strutturale Università Federico II, Napoli
(I).

1.9 Convenzioni generali

Nel prosieguo del presente elaborato si adotteranno le notazioni contemplate dalle varie orme EN di
riferimento.
Le unità di misura sono quelle relative al sistema internazionale, ovvero:
lunghezze: m
forze - coppie: kN
tensioni: MPa
Per quanto riguarda le convenzioni di segno, si considerano, in generale, positive le trazioni.
Convenzioni specifiche verranno riportate nel prosieguo della presente relazione.
Si farà riferimento, di norma, a sistemi di tipo cartesiano ortogonale, in cui, in generale, si ha piano x-y
orizzontale, con x posto tangente al tracciato nel punto in esame ed asse z verticale.
In generale, per quanto riguarda le azioni interne nell'impalcato, salvo diversamente specificato, si indicherà
con:
Fx azione assiale
Fy azione tagliante agente nel piano orizzontale
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Fz azione tagliante agente nel piano verticale


Mx momento torcente
My momento flettente agente nel piano verticale
Mz momento flettente agente nel piano orizzontale
Le verifiche dell'impalcato verranno eseguite esclusivamente con riferimento alle caratteristiche Fx, Fz, My,
dal momento che risultano non significativi i contributi Fy, Mx ed Mz.
In particolare, per le sollecitazioni verrà impiegata anche la seguente notazione alternativa:
M (Mf) in luogo di My
V in luogo di Fz
T in luogo di Mx
Nell'ambito dell'adozione del sistema di riferimento elementare, si precisa che le azioni flettenti di trave sono
da intendersi:
- POSITIVE: se le fibre tese sono rivolte all'estradosso trave
- NEGATIVE: se le fibre tese sono rivolte all'intradosso trave

2. Impostazioni delle analisi e delle verifiche

2.1 Analisi della struttura composta

La struttura composta acciaio-calcestruzzo verrà analizzata secondo il metodo classico adottato per questi
tipi di strutture, che prevede il calcolo delle caratteristiche geometrico-statiche delle varie sezioni sulla base
di una sezione equivalente, in cui la porzione in calcestruzzo viene "omogeneizzata" ad acciaio in funzione
del rapporto Es/Ec(t), essendo Ec(t) il modulo elastico del calcestruzzo valutato in funzione del tipo di carico
applicato, tenendo conto, ove opportuno, dei fenomeni a lungo termine.
Viene pertanto effettuata l'analisi separata e conseguente sovrapposizione dei quadri tensionali afferenti alle
varie "fasi" attraversate dalla struttura, ciascuna delle quali si differenzia dalle altre per lo schema statico di
analisi e/o per la proprietà delle sezioni.
In generale, le varie verifiche verranno effettuate sia con riferimento al lungo termine (analisi "long term"), sia
con riferimento al "breve termine" (analisi "short term"). Nel primo caso si terrà conto di tutti i fenomeni
connessi con le proprietà reologiche del calcestruzzo (ritiro, viscosità), e della presenza dei cedimenti
vincolari di lungo termine; nel secondo caso, tali contributi verranno ignorati.
Le caratteristiche geometrico-statiche delle sezioni di impalcato si differenziano in funzione delle
caratteristiche della soletta in c.a., per la quale verranno considerato gli effetti dovuti alla viscosità, sulla
base di coefficienti di omogeneizzazione acciaio/calcestruzzo opportunamente modificati. Nel caso più
generale (analisi long term), si studieranno pertanto le seguenti fasi:
- fase 1: assenza soletta (fase iniziale);
- fase 2a: presenza della soletta, con modulo elastico a lungo termine, valutato per carichi
permanenti applicati ad istante successivo al getto, e di intensità costante nel tempo
(es. permanenti di finitura);
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- fase 2b: presenza della soletta, con modulo elastico a lungo termine, valutato per carichi
permanenti applicati ad istante t1 immediatamente dopo il getto, ed aventi sviluppo
nel tempo parallelo a quello dei fenomeni differiti (ritiro);
- fase 2c: presenza della soletta, con modulo elastico a lungo termine, valutato per coazioni
e/o cedimenti vincolari imposti all'istante t1 dal il getto, ed aventi sviluppo nel tempo
costante.
fase 3: presenza della soletta, con modulo elastico valutato a breve termine
fase "cracked" soletta fessurata schematizzata mediante il conteggio delle sole armature
longitudinali presenti in soletta
Per il caso in esame non è prevista l'applicazione di coazioni imposte, pertanto la fase "2c" non verrà
considerata.
La tabella seguente riporta, fase per fase, i vari contributi di carico considerati nei due tipi di analisi.

La valutazione dei coefficienti di viscosità finale, propedeutica alla valutazione dei coefficienti di
omogeneizzazione, viene effettuata secondo i criteri contenuti nell'annex B della EN 1992-1-1, a partire dai
seguenti dati di base:
RH: 80 % umidità relativa dell'atmosfera
fcm 43.0 MPa resistenza cil. media del calcestruzzo
tipo cemento: N
Ac = 11102000.00 mm2 area getto soletta calcestruzzo (escl. coppella)
u = 42700.0+2x270.0+2x1500 = 46240.00 mm lato inferiore + 2 bordi laterali + 2 sup. marciapiedi.
h0 = 2Ac/u = 480.19 mm spessore fittizio soletta
Ai fini della valutazione degli effetti del ritiro e dei cedimenti lenti (t01 = 1 gg, t∞ = 25550.0 gg) si ha pertanto:
t01 = 1 gg per gli effetti dei carichi da ritiro e cedimento lento (cfr. EN 1994-2-cap. 5.4.2.2.(P)4)
t02 = 30 gg per gli effetti dei sovraccarichi permanenti
t∞ = 25550.0 gg
La valutazione dei coefficienti di omogeneizzazione da assegnarsi alla soletta nelle varie fasi di vita indicate
al punto precedente viene effettuata secondo i criteri contenuti in EN 1994-2, cap. 5.4.2.1..
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Il calcolo dei vari valori di nLi (coefficiente di omogeneizzazione per carico di lunga durata, nella fase "i"),
viene effettuato sulla base di:
nLi = n0 (1+ψL ϕt) cfr. eq. 5.6 in EN 1994-2 5.4.2.2.(P)1
in cui:
n0 Es/Ecm(0) (Gs/Gc(0)) coefficiente di omogeneizzazione per carichi di breve durata
ψL = "creep multiplier", avente valore variabile in funzione del tipo di carico, ovvero (cfr. EN 1994-2
5.4.2.2.(P)2):
ψL = 1.10 per i carichi permanenti

ψL = 1.50 per i cedimenti vincolari istantanei e deformazioni imposte

ψL = 0.55 per l’azione del ritiro e cedimenti lenti


La tabella seguente riporta i coefficienti di viscosità calcolati, unitamente ai parametri intermedi necessari al
calcolo. La colonna di destra riporta il riferimento alle formule adottate, tratte dall'annex B della EN 1992-1-1.

La tabella seguente riepiloga, per le fasi considerate, i coefficienti di omogeneizzazione adottati


rispettivamente per il modulo elastico e per il modulo di deformabilità tangenziale nelle varia fasi considerate.
Per uniformità con gli indici adottati nel prosieguo della relazione, il coefficiente di omogeneizzazione di base
n0 viene indicato con n3 (il pedice indica il nome della fase cui si riferisce).

(*) Per ragioni puramente numeriche, in fase 1, si considera n = 0.


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2.2 Modellazione impalcato

La trave di impalcato viene modellata discretizzando i 5 allineamenti del cassone con elementi
monodimensionali “beam”, connessi trasversalmente da elementi infinitamente rigidi a flessione e taglio, atti
a garantire l’uniformità delle rotazioni torsionali tra i vari fili di trave. Le proprietà geometriche dei singoli fili di
trave vengono determinate sulla base delle caratteristiche degli elementi di competenza a ciascuna anima
(cfr. figure seguenti), con la sola eccezione della costante di torsione, valutata con le formule usuali valide
per le sezioni pluricellulari, ed uniformemente ripartita sui fili esterni di trave.
Nella zona posta in prossimità delle pile P1, P2, P3, ove il filo centrale di travi viene interrotto, la costante di
torsione verrà valutata con riferimento alle singole celle individuate dai fili laterali (cassone unicellulare).

f. B f. A
f. B f. C
f. A

2.3 Modellazione del sistema di sospensione

Ai fini dell’analisi statica, il sistema di stralli viene modellato, per semplicità, nell’ipotesi di perfetta linearità
tensioni/deformazioni. La correttezza di questa ipotesi, notevolmente semplificativa, è confermata da un
rapporto particolarmente favorevole lunghezza/inclinazione/peso, degli stralli, e da una specifica analisi non
lineare effettuata sullo strallo più lungo/inclinato. L’analisi viene effettuata in presenza di non linearità
geometrica, sottoponendo lo strallo, modellato mediante elementi “tick non linear beam” al peso proprio e ad
una variazione termica di contrazione, atta simulare la pretensione. Viene simulata la tesatura a partire da
80 MPa fino a 2500 MPa.
Di seguito si riportano rispettivamente il diagramma σ/ε del cavo, che appare perfettamente lineare, ed il
diagramma σ/freccia di mezzeria cavo.
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Per l’analisi sismica, allo scopo di cogliere eventuali effetti amplificativi indotti dalle accelerazioni del suolo, il
sistema di sospensione viene invece modellato considerando l’effettivo comportamento “a fune” di ciascuno
strallo, effettuando analisi dinamiche in presenza di non linearità geometrica.

2.4 Dati generali delle sezioni di impalcato

Come indicato nella figura precedente, nel prosieguo, i fil di trave verranno così individuati:
filo A: travi di estremità
filo B: travi intermedie
filo C: trave centrale
Ciascun filo di trave è suddiviso in conci, di lunghezza variabile da 9 a 12 m, aventi spessori differenti in
funzione della relativa collocazione. SI adottano in totale 5 tipologie di concio.
Le tabelle seguenti riportano le caratteristiche dimensionali lorde delle lamiere componenti ciascun concio.

Legenda
hs altezza trave metallica
bin f larghezza piattabanda inferiore
tinf spessore pattabanda inferiore
b su p larghezza piattabanda superiore
tsup spessore pattabanda superiore
hweb altezza anima
tw eb spessore anima
hcls spessore complessivo soletta
h co p spessore di calcolo coppella
tsol spessore di calcolo soletta
breale larghezza reale soletta
b eff larghezza collaborante soletta
⎠ sup diametro armature superiori
passo sup passo armature superiori
csup copriferro armature superiori
⎠ inf diametro armature inferiori
passoinf passo armature inferiori
c inf copriferro armature inferiori
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I grafici seguenti visualizzano gli spessori impiegati, rispettivamente per la lamiera inferiore, la piattabanda
superiore e l’anima, lungo l’intero sviluppo di ciascun filo di trave.
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I conci tipo C4 vengono disposti a cavallo delle antenne; si indicano con C4_1 e C4_2, rispettivamente i
conci relativi al’impalcato a quatto celle e a due celle separate (zona di intersezione con l’antenna)
I conci tipo C5 vengono disposti nelle zone di ancoraggio degli stralli
conci tipo C3 sono rappresentano la transizione tra i conci C4 e C3, mentre i conci C1 vengono posizionati
per le rimanenti sezioni.
La lastra inferiore viene irrigidita longitudinalmente da stiffeners a forma di “T”, saldati, disposti in numero
tale da individuare campi di lastra di larghezza massima pari a 1000.0 mm (n. 7 stiffeners per ciascun campo
di lastra).
La tipologia di stiffeners adottati varia in funzione dello spessore delle lastre:
Stiffeners tipo 1 (htot = 300.0 mm)
anima: 280 x 20 mm
testa: 300 x 20 mm
Impiegati per:
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 26/261

lastra da 20 mm conci tipo C1


lastra da 30 mm conci tipo C2,C3,C5

Stiffeners tipo 2 (htot = 300.0 mm)


anima: 270 x 30 mm
testa: 300 x 30 mm
Impiegati per:
lastra da 60 mm conci tipo C4_1
lastra da 80 mm conci tipo C4_2

Le anime delle travi principali di ciascuna filo di trave vengono irrigidite da due ordini di ribs longitudinali a
forma di “L”, formati da piatti 164x16+140x16, riportati in figura.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 27/261

2.4.1 Larghezze collaboranti di soletta superiore

Si fa riferimento ai criteri contenuti in EN1994-2, cap. 5.4. Per semplicità, e date le luci in gioco (Le/8 >> be,i),
non si considera alcuna penalizzazione relativa alla larghezza della soletta superiore, sia ai fini del calcolo
delle proprietà geometriche, sia ai fini delle verifiche sezionali (be,i ≡ bi).
Pertanto si confermano le larghezze di soletta individuate nelle tabelle precedenti (larghezze lorde), ovvero:
fili A: bsup = b1+b2= 5350.0+8000.0/2 = 9350.0 mm
fili B,C: bsup = b1+b2= 8000/2+8000.0/2 = 8000.0 mm

2.4.2 Larghezze collaboranti di soletta inferiores (shear lag)

Si fa riferimento ai criteri contenuti in EN 1993-2 e EN 1993-1-5.


Ai fini del calcolo delle proprietà geometriche delle sezioni per l’analisi strutturale, con riferimento a EN 1993-
1-5, cap. 2.2(3), si ha:
beff = min(b0;L/8) = b0 (L min = 135 m)

Pertanto si confermano le larghezze di lastra individuate nelle tabelle precedenti (larghezze lorde), ovvero:
fili A: binf = 450.0+8000.0/2 = 4450.0 mm
fili B,C: binf = 8000/2+8000.0/2 = 8000.0 mm
Ai fini del calcolo delle proprietà geometriche necessarie alle verifiche, si fa riferimento a quanto contenuto in
EN1993.1.5, cap. 3, individuando la larghezza effettiva per ciascuna tipologia di lastra inferiore, in funzione
della collocazione e dello spessore.
Per semplicità, ed a favore di sicurezza, si considerano gli effetti dello shear lag “elastico” anche nelle
verifiche tensionali allo S.L.U. (cfr. approccio “a” in EN 1993-1-5, 3.3(1)).
I risultati sono riportati nelle tabelle seguenti, ed individuano, per ciascun filo di trave, la effettiva larghezza
da impiegarsi ai fini delle verifiche, a seconda della posizione lungo l’impalcato della sezione stessa e del
segno della sollecitazione (hogging-sagging).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 28/261

Come si può notare, la penalizzazione risulta di entità trascurabile per le zone di campata, raggiungendo
circa il 20 % per i conci ubicati in prossimità dei testa pila.
Le larghezze collaboranti indicate sono al lordo delle ulteriori penalizzazioni dovute al local buckling, per la
cui stima si rimanda al capitolo successivo.

2.4.3 Larghezze collaboranti di soletta inferiorep (plate buckling)

I fenomeni di local bukling delle lastre di fondo compresse, allo S.L.U., vengono trattati considerando un’area
di lastra Aeff, opportunamente ridotta in funzione della snellezza della lastra stessa, applicando i criteri
contenuti in EN 1993-1-5, cap. 4.
Per ciascuna tipologia di lastra, individuata da spessore e tipologia di stiffeners’, viene pertanto valutato il
coefficiente di riduzione globale ρc = Aeff/A.

Il coefficiente ρ dovuto alla sola instabilità di piastra viene individuato in maniera diretta mediante il
programma di calcolo automatico EbPlate, a partire dalle caratteristiche globali del campo di lastra ortotropa.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 29/261

Di seguito si riportano le deformate qualitative dei campi di lastra risp. da 20, 30, 60 e 80 mm.
Lastra 20 mm
kσ = 297.60

σe = 1.19 MPa

σcr,p = 354.14 MPa


Deformata critica in figura

Lastra 30 mm
kσ = 297.60

σe = 1.19 MPa

σcr,p = 354.14 MPa


Deformata critica in figura

Lastra 60 mm
kσ = 154.04

σe = 10.68 MPa

σcr,p = 1644.56 MPa


Deformata critica in figura

Lastra 80 mm
kσ = 81.93
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 30/261

σe = 18.98 MPa

σcr,p = 1555.08 MPa


Deformata critica in figura

Come si può notare dall’esame delle deformate critiche, la stabilità globale della lastra è dominata
essenzialmente dall’instabilità di colonna per le lastre da 20 e 30 mm, mentre per le lastre da 60 e 80 mm, vi
è un’interazione tra l’instabilità di lastra e quella di colonna, così come confermato dal calcolo di ξ, riportato
ai punti seguenti.
Le tabelle seguenti, elaborate sulla base dei contenuti in EN 1993-1-5, cap. 4, effettuano il calcolo di ρ per gli
assiemi lastra/stiffeners impiegati nei vari conci. Il valore di ρeq indicato è da applicarsi alla porzione di lastra
di competenza di ciascun filo di trave.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 31/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 32/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 33/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 34/261

2.4.4 Costanti di torsione

Il calcolo della costante di torsione viene effettuato mediante le usuali formule della teoria di Bredt.
Di seguito si riportano i valori relativi alla costante di torsione, i flussi di torsione insistenti in ciascuna cella,
ed il taglio risultanti su ciascuna anima del cassone per torsione unitaria. Per i conci C1,C2,C3,C4_1 e C5 i
calcoli sono riferiti all’intero impalcato a 4 celle; per i conci C4_2, il calcolo è riferito alla singola cella laterale.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 35/261

Conci C1

Conci C2
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 36/261

Conci C3

Conci C4_1
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 37/261

Conci C4_2

Conci C5

2.4.5 Armature longitudinali

Ai fini del calcolo delle proprietà geometrico statiche delle sezioni, per le verifiche delle travi principali e per
le verifiche di fessurazione in direzione longitudinale, si considera la presenza delle seguenti armature
longitudinali:
concio C1: φ 24/20 inferiori/superiori

concio C2: φ 24/20 inferiori/superiori


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 38/261

concio C3 φ 26/20 inferiori/superiori

concio C2: φ 26/10 inferiori/superiori

concio C2: φ 24/10 inferiori/superiori

2.4.6 Stato fessurativo soletta

Le caratteristiche geometriche utilizzate ai fini dell'analisi strutturale vengono selezionate in funzione dello
stato fessurativo atteso per la soletta. A tale proposito si seguono i criteri contemplati da EN 1994-2 cap.
5.4.2.3(2).
Viene pertanto effettuata un'analisi preliminare delle sollecitazioni considerando, nell'ambito di ciascuna
"fase" di calcolo, le rigidezze flessionali "uncracked", basate sul pieno contributo della soletta,
indipendentemente dallo stato tensionale.
Il valore limite della tensione di trazione nel calcestruzzo risulta (EN 1994-2 – 5.4.2.3(2)):

σlim = 2 x fctm = 2x3.21 = 6.42 MPa


L'analisi "uncracked" mostra il superamento locale del limite indicato per i tratti di impalcato ubicati in
prossimità dei testa pila e delle zone di ancoraggio stralli.
Dal momento che lo sviluppo molto limitato di tale zona non si ritiene possa influenzare significativamente i
risultati, l'analisi strutturale verrà proseguita con riferimento alle rigidezza "uncracked".
I grafici seguenti riportano l’andamento delle tensioni valutate nella fibra media della soletta, nella
combinazione S.L.E. caratteristica, analisi “uncracked”, per i fili “A”, “B” esterni, e per il filo “C”.
I valori indicati in grafico sono comprensivi degli effetti primari del ritiro.

2.4.7 Caratteristiche sezioni di impalcato (analisi strutturale)

Le tabelle seguenti riepilogano le caratteristiche geometriche delle sezioni impiegate per i vari conci
componenti ciascun filo di trave, nelle varie fasi analizzate. Come accennato ai capitoli precedenti, la
rigidezza torsionale del cassone a quattro celle è stata ripartita sui soli fili A, B (ktA,B = k4celle/4), mentre al filo
“C” (centrale) viene assegnata la rigidezza torsionale elementare di profilo a doppio T, aperto. Per la zona di
intersezione con l’antenna (conci tipo C4_2), la rigidezza torsionale della cella singola è stata ripartita sui
due fili di trave (ktA,B = k1cella/2).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 39/261

Conci C2 filo A, B, C
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 40/261

Conci C2 filo A, B, C
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 41/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 42/261

Conci C3 filo A, B, C
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 43/261

Conci C4_1 filo A, B, C


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 44/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 45/261

Conci C4_2 solo filo A, B


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 46/261

Conci C5 filo A, B, C
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 47/261

2.5 Ubicazione sezioni di verifica impalcato

In modo da ottenere un quadro il più possibile esaustivo del comportamento dell’impalcato allo S.L.E. e
S.L.U., si predispongono lungo lo sviluppo di ciascun filo di trave un totale di 114 sezioni di verifica (96
sezioni sul filo C, vista la mancanza del concio C4_2), ubicate in generale in corrispondenza delle zone di
giunzione tra i conci, ed in ogni caso nei punti ove sono previsti particolari gradienti di tensione (es. zone
ancoraggio stralli).
La denominazione delle sezioni di verifica è composta dalla stringa identificativa del concio + nome del filo di
trave + il codice S xxx (x = numero sezione).

2.6 Verifiche eseguite

Vengono eseguite le principali verifiche relativamente alle seguenti “fasi”:


a) Fase di varo impalcato
b) Fase di esercizio
c) Fase sismica
Per l’analisi delle sollecitazioni e le verifiche di cui al punto a) si rimanda allo specifico elaborato. Si
evidenzia che il soddisfacimento delle verifiche durante la fase di spinta impalcato ha richiesto, per taluni
conci posti lato avanzamento, un leggero incremento degli spessori, di cui non si è tenuto conto nelle
verifiche statiche riportate nel presente elaborato.
Il calcolo delle sollecitazioni lungo l’impalcato viene effettuato mediante modellazione E.F.. Il medesimo
modello, mediante opportune modifiche inerenti la non linearità del sistema di sospensione, verrà utilizzato
anche per l’analisi sismica.
Nel presente elaborato sono riportate le seguenti verifiche:
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- Verifiche S.L.U. e S.L.E. sezioni impalcato


I criteri per la verifica della resistenza delle sezioni (cross section checks) sono contenuti in NTC-08 cap 4.2.,
4.3 e relative Istruzioni, e risultano in completo accordo con quanto previsto in Eurocodice+N.A.D. (rif. EN
1993-1-1, EN1993-1-5, EN 1993-2, EN1994-1-1, EN 1994-2).
Nel prosieguo si farà riferimento puntuale a quest'ultimo testo, caratterizzato da una trattazione più
omogenea, e da un riferimento più puntuale relativamente alle varie regole applicative.
Nell'ambito dei vari S.L. considerati, si effettuano le seguenti verifiche sezionali:
S.L.U.
resistenza delle sezioni (incluse verifiche di local buckling)
flange induced buckling
S.L.E.
limitazione delle tensioni
web breathing
controllo fessurazione soletta
Fatica
verifica dell'ampiezza dei Δσ ( metodo dei coefficienti λ)
I medesimi S.L. verranno esaminati per la verifica della connessione trave-soletta.
Il complesso delle precedenti verifiche viene effettuato in automatico, ad eccezione delle verifiche di flange
induced buckling, dal programma "Ponti EC4", di cui nel seguito vengono esposte in dettaglio le modalità
operative.
Le verifiche vengono effettuate sia per la condizione di lungo termine (cumulo tensioni fasi 1,2a,2b,,3), sia
per quella di breve termine (fasi studiate 1, 3).
Si riportano i quadri sintetici ed i diagrammi delle tensioni lungo l’impalcato, relativamente ai vari elementi
strutturali studiati, limitatamente alla condizione di lungo termine, apparsa quella in generale più gravosa ai
fini delle verifiche dell'impalcato.
- Verifica sostegni P1 - P2 - P3
Vengono effettuate le verifiche delle sezioni in c.a. più sollecitate delle antenne e pile ausiliare, con
riferimento alle sollecitazioni dedotte dall’analisi globale (S.L.U. e S.L.E. ) e sismica.
Si predispongono inoltre, per i medesimi S.L., con l’aggiunto dello S.L. tipo GEO, le sollecitazioni necessarie
al dimensionamento delle sottofondazioni.
- Verifica spalle Est e Ovest
Viene effettuato il calcolo delle sollecitazioni nelle principali sezioni delle spalle Est e Ovest, oltre al
dimensionamento armature e verifica delle sezioni più significative.

3. Analisi dei carichi

Di seguito si riportano in dettaglio i vari contributi di carico considerati nell’analisi strutturale globale, con
riferimento alle fasi di vita dell’impalcato.
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3.1 Carichi agenti in fase 1

3.1.1 Pesi propri impalcato (Gk1)

I pesi propri della struttura metallica vengono determinati sulla base dei contributi dei singoli elementi
strutturali metallici previsti.
I contributi dei traversi intermedi, valutati con riferimento alle effettive tipologie previste, vengono ipotizzati
uniformemente distribuiti lungo i vari conci di competenza, a partire dai seguenti valori di peso complessivo:
Traversi T3: Gk = 181.8 kN
Traversi T4: Gk = 372.0 kN
Traversi T5: Gk = 176.9 kN include anche le anime aggiuntive di chiusura foro
Il prospetti seguenti riepilogano i vari contributi (in kN/m) previsti, ed il totale assunto nei calcoli per ciascuna
tipologia di concio e per ciascun filo di trave.
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In prossimità dei traversi T1 e T2 si assumono rispettivamente i carichi concentrati complessivi pari a:


Traverso T1: P = 440.0 kN
Traverso T2: P = 280.0 kN

3.1.2 Carenatura laterale

La carenatura laterale, fissata sui puntoni inclinati della soletta, viene predisposta concio per concio, prima
della fase di varo. Si tiene conto pertanto, in fase 1, del sovraccarico uniformemente distribuito di intensità
complessiva pari a:
Gk = 1.54 kN/m
Data l’elevata rigidezza trasversale dell’impalcato, tale sovraccarico verrà ipotizzato uniformemente
distribuito sui 5 fili di trave (4 fili di trave per la zona interessata dall’intersezione con l’antenna); pertanto:
gk = 308 N/m per tutti i conci, escl. C4_2
gk = 385 N/m per i conci C4_2

3.1.3 Pesi propri soletta (Gk1”)

Si tiene conto di:


Gk = 25.0x0.06x42.7 = 64.05 kN/m peso predalles
Gk = 25.0x0.20x42.7 = 213.5 kN/m peso getto
Data l’elevata rigidezza trasversale dell’impalcato, tali sovraccarichi verranno ipotizzati uniformemente
distribuiti sui 5 fili di trave (4 fili di trave per la zona interessata dall’intersezione con l’antenna); pertanto:
Peso predalles
gk = 12.81 kN/m per tutti i conci, escl. C4_2
gk = 16.02 kN/m per i conci C4_2
Peso getto
gk = 42.7 kN/m per tutti i conci, escl. C4_2
gk = 53.38 kN/m per i conci C4_2

3.1.4 Pesi propri altri elementi in calcestruzzo (Gk1’’’)

I pesi propri delle antenne, delle pile ausiliarie, dei relativi pulvini e dei plinti di fondazione vengono
conteggiati con riferimento alle effettive volumetrie, sulla base di γc = 25.0 kN/m3.

3.1.5 Pesi propri stralli (Gk1IV)

Ai fini dell’analisi statica il peso proprio degli stralli viene trascurato. Esso viene conteggiato nelle analisi non
lineari, applicando al peso specifico degli stalli un incremento forfetario pari al 10%, in modo da tenere conto
di tutti i vari elementi accessori (guaina, protezioni, etc.)

3.1.6 Pretensione stralli (Pk)

La calibrazione della forza di pretiro da fornire agli stralli viene effettuata con l’obbiettivo di:
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 52/261

- annullare le frecce dovute a peso proprio e sovraccarichi permanenti


- ottimizzare la distribuzione delle sollecitazioni degli elementi dell’impalcato e nelle antenne
Sfruttando l’ipotesi di linearità del legame sforzi/deformazioni, la calibrazione dei pretiri è stata effettuata
estraendo dall’analisi ad elementi finiti una matrice di spostamenti di selezionati punti dell’asse impalcato
(ancoraggi), ottenuta applicando una variazione termica unitaria a ciascuno strallo.
Si è proceduto quindi, alla fase di ottimizzazione partendo da una configurazione iniziale di pretiro, ottenuta
annullando gli spostamenti verticali di ciascun ancoraggio di strallo. Successivamente i pretiri sono stati
ricalibrati allo scopo di uniformare il più possibile l’andamento delle sollecitazioni nell’impalcato, mantenendo
entro limiti accettabili le deformazioni flessionali ed il quadro tensionale delle antenne.
La tabella seguente riporta quanto segue:
pi = (MPa) pretiro di progetto per ciascun punto di sospensione (Mpa)
Pi tot = (kN) forza di progetto complessiva Pi agente sul singolo strallo, somma del contributo dei
carichi esterni agenti al tiro, e del tiro stesso
δz tot = (mm) spostamento verticale complessivo (effetto carichi esterni al momento del tiro, +
pretiro)
Pi (pretens) = (kN) azione nello strallo dovuta al solo pretiro

δz (pretens) = (mm) spostamento verticale dovuto al solo pretiro

3.2 Carichi agenti in fase 2a-2b (analisi a lungo termine)

3.2.1 Sovraccarichi permanenti (Gk2)

Data l’elevata rigidezza trasversale dell’impalcato, il complessivo dei sovraccarichi permanenti/m lineare
verrà uniformemente distribuito sui vari fili di trave.
Si considerano i contributi indicati in dettaglio nella tabella seguente.
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I contributi “aggiuntivi” tengono conto in maniera forfetaria delle eventuali tubazioni, cavidotti, etc. all’interno
delle singole celle del cassone.

3.2.2 Cedimenti vincolari (Gk,settl.)

In alternativa a valutazioni più precise, basate sulla effettiva analisi dei cedimenti, si considera, per ciascun
sostegno, un cedimento pari allo 0.2 ‰ della media della luce, predisponendo pertanto i cedimenti vincolari
di tabella.

I cedimenti di ciascun sostegno saranno combinati in modo da fornire, di volta in volta, le sollecitazioni più
gravose sull’elemento strutturale in esame.
Il contributo dei cedimenti vincolari, di sviluppo lento, verrà considerato agente in fase 2b nella sola analisi
long term.

3.2.3 Reologia calcestruzzo

Il calcolo delle deformazioni conseguenti alla viscosità e al ritiro viene effettuato in accordo ai criteri contenuti
nel cap. 3 e nell’Appendice B della norma EN 1992-1-1.
Gli effetti del creep vengono valutati con l'ausilio di coefficienti di omogeneizzazione opportunamente
modificati, come esposto ai capitoli precedenti.
La tabella seguente, compilata in automatico dal foglio che effettua il calcolo delle proprietà delle sezioni,
riporta il valore finale del ritiro, ed il calcolo dei vari parametri che influenzano il fenomeno.
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Gli effetti del ritiro sulla struttura vengono valutati secondo i criteri contenuti in EN 1994-2, cap. 5.4.2.2..,
considerando separatamente gli effetti primari del ritiro e gli effetti secondari (dovuti all'iperstaticità della
struttura).
Per gli effetti primari, si ha:
Nr = εsh x Es/nf2b x beffxtcls
Si ha pertanto l’azione complessiva:
Nr = 2.382e-4x210000.0/15.15x42700.0x(260.0-60) = -28197.22 kN
Considerando le porzioni di soletta collaborante con ciascuna trave (beff ≡ b0), si ha:
Nr = 2.382e-4x210000.0/15.15x8000.0x200.0 = -6174.33 kN fili A
Nr = 2.382e-4x210000.0/15.15x8000.0x200.0 = -5282.85 kN fili B, C
Gli effetti secondari (effetti globali,dovuti all’iperstaticità della struttura) vengono calcolati assegnando al
modello E.F. delle variazioni termiche (var. unif. + gradiente) valutate in funzione della larghezza e del
braccio della soletta rispetto al baricentro della sezione omogeneizzata.
La tabella seguente riporta il calcolo delle azioni termiche equivalenti implementate per modellare gli effetti
secondari del ritiro.
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3.2.4 Rilassamento acciai stralli

Ai fini dell’analisi tensionale a lungo termine si tiene conto della perdita di tensione dovuta al rilassamento
degli acciai da strallo.
I trefoli impiegati sono a basso rilassamento, caratterizzati da ρ1000 = 2.5%, classificati in classe 2 secondo
EN 1992-1-1.
La perdita complessiva a tempo infinito (500000 ore) viene valutata mediante la formula 3.2.9. di EN 1992-1-
1 cap. 3.3.2(7). A favore di sicurezza si pone σspi = σs,pmax = 0.45 fpk = 837.0 Mpa.
Si pone inoltre:
t = 500000 h

μ = 0.45
Si ottiene:
Δσpr/σpi = 0.66 x 2.5 x e9.1x0.45 x (500000/10000)0.75x(1-0.45) x 1e-5 = 1.286
In termini operativi, gli effetti del rilassamento vengono conteggiati riducendo al 98 % la tensione dei cavi
Pk,rispetto a quella iniziale.

3.3 Carichi agenti in fase 3

3.3.1 Sovraccarichi permanenti (analisi a breve termine)

Per l’analisi a breve termine, si considerano i medesimi contributi di carico visti poco sopra (agenti in fase
2a), applicati al modello di fase 3.

3.3.2 Carichi mobili (Qk)

Si seguono le disposizioni contenute in EN 1991-2. capp.4/5/NTC-08, cap. 5.1.3.3.5, , con riferimento a ponti
di I categoria.

3.3.2.1 Statica globale

Ai fini del calcolo sollecitazioni nella statica globale, si considera il Load Model 1, formato da carichi
concentrati (TS) e distribuiti (UDL), posizionati su corsie convenzionali di carico di ampiezza massima pari a
3 m, unitamente al carico qfk, posizionato rispettivamente sui marciapiedi laterali ed in corrispondenza
dell’area spartitraffico centrale.
Nel caso in esame, il ponte presenta due carreggiate separate, di ampiezza pari a 14.45 m, ciascuna in
grado di ospitare quindi 4 corsie convenzionali di carico, ed una “remaining part” ampia 2.45 m.
Le corsie verranno denominate secondo le convenzioni di norma, a partire dalla più “pesante”, denominata
“corsia 1”.
Il valore dei carichi disposti lungo l’impalcato è indicato in sintesi nella tabella seguente.
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La disposizione trasversale delle corsie di carico viene individuata al fine di massimizzare rispettivamente le
azioni taglianti e torcenti (positive e negative).
Si studiano in prima battuta gli effetti di 4 principali disposizioni di carico, così definite:
- condizione A1: Massima azione tagliante complessiva, con massima az. torcente positiva concomitante
- condizione A2: Massima azione torcente positiva complessiva, con massimo carico verticale concomitante;
- condizione B1: Massima azione tagliante complessiva, con minima az. torcente negativa concomitante
- condizione B2: Minima azione torcente negativa complessiva, con massimo carico verticale concomitante;
Di seguito si riporta la disposizione schematica delle corsie di carico nelle condizioni A e B.
Condizione A1

Condizione A2
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Condizione B1

Condizione B2

Ai fini dell’analisi strutturale, nell’ipotesi di deformata trasversale “rigida”, la risultante verticale e torcente in
asse impalcato viene distribuita si fili esterni di trave “A” e “B”, mediante la relazione:
qzi = V/n + T/W
essendo:
n = 4 = numero di travi interessate dalla distribuzione del carico
W = Σbi2 / bi,
Nelle tabelle seguenti si riporta il calcolo delle azioni verticali equivalenti di trave.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 58/261

La disposizione longitudinale dei veicoli TS e la segmentazione dei sovraccarichi distribuiti viene determinata
attraverso lo studio delle linee di influenza delle caratteristiche da massimizzare/minimizzare nelle varie
sezioni.
Sono state studiate le seguenti linee di influenza.
Sostegni
massima/minima azione verticale complessiva in corrispondenza di spalle e pile (5x2 l.d.i.)
massimo/minimo momento flettente longitudinale in corrispondenza delle basi pile 1, 2, 3 (3x2 l.d.i.)
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Stralli
massima/minima azione assiale in corrispondenza di ciascuno strallo (36x2 l.d.i.)
Impalcato
massima/minima azione tagliante V e torcente M, in corrispondenza dei fili A risp. in esterno e interno curva
in 54 sezioni di verifica distribuite lungo l’impalcato (2x2x54x2 l.d.i.).
In totale vengono pertanto analizzate in maniera diretta 260 linee di influenza (ottenendo la minimizzazione
della grandezza direttamente per inversione del segno).
Lo schema seguente, estratto direttamente dal modello E.F. riporta indicativamente l’ubicazione delle linee
di influenza.

Ciascuna l.d.i. viene “percorsa” dalle quattro disposizioni di carico mobile, ottenendo 4x260 = 1040
condizioni di carico.

3.3.2.2 Statica locale

Per le verifiche locali della soletta d’impalcato si studia, in alternativa l modello LM1, il LM2 (LM2), mostrato
in figura, composto da un veicolo ad un solo asse, avente un peso complessivo pari a 400 kN. Dettagli
riguardo alle posizioni più significative di tale carico vengono forniti nel paragrafo relativo alle verifiche locali
della soletta.
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3.3.2.3 Verifiche a fatica

Le verifiche a fatica vengono effettuate con riferimento al metodo dei coefficienti λ. Pertanto si considera il
transito sulla corsia lenta del veicolo FLM3, formato da 4 assi da 120.0 kN ciascuno, ed avente la
configurazione planimetrica indicata in figura.

Viene studiato il transito del veicolo FLM3 sulle corsie più esterne delle due carreggiate. I carichi equivalente
di trave sono riportati in nelle tabelle seguenti.

3.3.3 Variazioni termiche

I criteri per la determinazione degli effetti della temperatura sono contenuti in EN 1991-1-5/NTC-08, cap. 3.5.
Dal momento che NTC-08 non riporta prescrizioni specifiche per il calcolo degli effetti della temperatura (in
particolare i gradienti termici) per i ponti, e dal momento che i criteri di base per il calcolo della temperatura
dell'aria all'ombra portano a risultati univoci, si farà riferimento ai criteri contenuti negli Eurocodici,
unitamente alle indicazioni della bozza di N.A.D.

3.3.3.1 Variazioni termiche uniformi ΔtN

Per l’Italia, il “range” di temperatura dell’aria è definito dai seguenti valori (NTC-08 cap. 3.5 – EN 1991-1-
5+N.A.D.):
Tmin = -15 °C
Tmax = +38 °C
Per ponti di gruppo 2 (EN 1991-1-5, 6.1.1.), la temperatura della struttura risulta pertanto:
Temin = -10 °C
Temax = +43 °C
Fissando T0 a 15.0 °C, (N.A.D.), si ottiene l’escursione termica effettiva subita dall’impalcato:
qTN,cool = -25 °C
qTN,heat = +28 °C
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 61/261

a cui corrisponde complessivamente un’escursione pari a:


ΔTN = 53.0 °C
Si tiene conto inoltre di una possibile differenza di temperatura tra stralli e impalcato (EN 1991-1-5 6-1-6(1) e
(2)) pari a 10°C. Pertanto, in aggiunta alla condizione caratterizzata da massima variazione termica uniforme
sull’intera struttura, si studierà anche la situazione caratterizzata da una differenza di temperatura tra strali
ed impalcato così definita:
qTN,deck = -25°C => qTN,stays = -15°C
qTN,deck = 28°C => qTN,stays = 18°C

3.3.3.2 Variazioni termiche lineari ΔtM

Relativamente alle metodologie proposte in EN 1991-1-5, cap. 6.1.4, si adotta l’approccio 1 (cfr. cap.
6.1.4.1.) confermato dal N.A.D., che prevede l’applicazione di un gradiente equivalente di temperatura.
Per ponti di gruppo 2, i valori caratteristici delle variazioni lineari di temperatura (gradiente tra intradosso ed
estradosso) risultano:
qTM,heat = 15.0 °C estradosso più caldo dell’intradosso
qTM,cool = -18.0 °C estradosso più freddo dell’intradosso
Essendo inoltre ksur = 1 (t = 100.0 mm) tali valori si confermano quali valori di progetto (EN 1991-1-5,
prospetto 6.1).

3.3.3.3 Combinazione degli effetti uniformi e lineari

Con riferimento a EN 1991-1-5 6.1.5(1), la combinazione degli effetti uniformi con i lineari verrà effettuata nel
seguente modo:
C1: qTM + 0.35 qTN
C2: 0.75 qTM + qTN

3.3.4 Azioni di frenatura (Qlk)

Con riferimento a EN1991-2,4.4.1(1)/NTC08 cap. 5.3.1.5, la frenatura/accelerazione dei veicoli è stata


conteggiata tramite l’applicazione del limite superiore pari a:
Qlk = 900.0 kN
Per semplicità, tale azione è stata intesa distribuita lungo l’intera lunghezza dell’impalcato, sui fili di trave A e
B, assumendo il valore unitario pari a:
qlk = 900.0/750/4 = 0.3 kN/m/trave

3.3.5 Azione del vento (Fw)

Si considera l’azione del vento agente trasversalmente all’asse dell’impalcato, insistente sulle sole superfici
di prospetto di antenne e impalcato.
Per il calcolo della pressione del vento, si fa rifermento a quanto contenuto in EN 1991-1-4+NAD.
L’azione del vento è, in generale, fornita dalla relazione:
Fw = ce(z) cf Aref
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Per il calcolo della pressione dinamica di base si ha quanto segue (trattazione equivalente a quella di NTC08
cap. 3.3):
Categoria
terreno 3 (0 - 1 -2 - 3 - 4)
as 10 m - quota sito
vb0 28 4.1.(1) P
a0 1000 m (cfr. tab. N.A. 1 parametri nazionali)
ka 0.015 1/s (cfr. tab. N.A. 1 parametri nazionali)
vb 28 velocità di riferimento
v*b 25.2 velocità di riferimento (val. freq.)
4.2.(2) P - nota
cdir 1 2
4.2.(2) P - nota
cseason 1 3
c0 1 coeff. orografia (Annex A3)
cscd 1 fattore di struttura
fattore di turbolenza (valore raccomandato da
kl 1 N.A.D.)
c0 1 fattore di orografia
periodo di
Tr 1000 ritorno
k1 0.14
n 1
αr 1.2721
z0 0.3
zmin 5
zmax 200
fattore di
kr 0.215389332 terreno
σv 6.030901284 scarto comp. turbolenta vel. vento (4.6)
ρ 1.25 densità aria (4.5 nota 2 e N.A.D.)
qb 490.00 pressione dinamica di base (4.10)
q*b 396.90 pressione dinamica di base (4.10 e 8.1.(5)P)

La tabella seguente riporta l’andamento con la quota dei vari parametri che influenzano il coefficiente di
esposizione ce(z), riportato in grafico. Il calcolo viene effettuato per 0 ≤ z ≤ 96 m (quota massima struttura).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 63/261

Il calcolo dei coefficienti dinamici viene effettuato con riferimento a quanto contenuto in EN 1991-1-4, cap. 7-
8.
Per l’impalcato si sono assunte le seguenti grandezza caratteristiche:
b = 42.70 m larghezza impalcato
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 64/261

dtot = 3.75+0.3+3 = 7.05 m altezza compl. impalcato + barriere


b/dtot = 6.06
Si ottiene pertanto (EN1991-1-4 8.3.1(1)):
Cf,x = 1.3
La superficie di riferimento per il calcolo della risultante risulta dalla somma dell’altezza netta di prospetto
(dtot) con l’altezza di prospetto della barriera sottovento (EN 1991-1-4 prospetto 8.1)::
Aref,x = 3.75+0.3+3+3 = 10.05 m
Ipotizzando pertanto la trave di impalcato posizionata alla quota media di 30 m, si ha:
ce(30) = 2.479
fw = 0.5x1.25x282x2.479x1.3 = 1579.12 N/m2
f*w = 0.5x1.25x25.22x2.479x1.3 = 1279.08 N/m2
L’azione complessiva a metro lineare di impalcato risulta:
Fw = 10.05x1579.12 = 15.87 kN/m
F*w = 10.05x1279.08 = 12.85 kN/m
Tale azione verrà ipotizzata uniformemente distribuita lungo l’asse impalcato, in direzione orizzontale
Per le pile, con riferimento a EN 1991-1-4, 7.6, si ha quanto segue:
d/b ≅ 1
r =0.5 raggio di smusso
r/b = 0.083
cf0 = 2.1 EN 1991-1-4(1), fig. 7.23
ψr = 0.493

ψλ = 1
cf = 0.493x2.1x1 = 1.034
L’azione del vento sulle antenne e pile viene implementata considerando l’effettiva variazione con la quota,
ed assumerà i seguenti valori limite:
base (z=0)
ce(z=0) = 1.281
fw = 0.5x1.25x282x1.281x1.034 = 649.03 N/m2
f*w = 0.5x1.25x25.22x1.281x1.034 = 525.71 N/m2
sommità (zmax= 95.10)
ce(z=95.10) = 3.409
fw = 0.5x1.25x282x3.409x1.034 = 1727.2 N/m2
f*w = 0.5x1.25x25.22x3.4091x1.034 = 1399.04 N/m2
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3.3.6 Azioni parassite vincoli (Qfrict,k)

Le resistenze parassite delle apparecchiature scorrevoli vengono considerate ai soli fini del calcolo delle
sollecitazioni nelle sottostrutture (pile ausiliarie e spalle). Si considera pertanto, in corrispondenza di
ciascuna apparecchiatura mobile, l’azione:
Qfrict,k = μ x V(Gk+Pk)
essendo:

μ = 0.03 coefficiente di attrito di progetto delle apparecchiature


V(Gk+Pk) reazione verticale insistente sull’apparecchiatura dovuta ai pesi propri e sovraccarichi
permanenti. e del tiro stralli.
La tabella seguente riporta il valore delle azioni Qfrict,k considerate.

3.3.7 Azione centrifuga (Qt,k)

Per il tratto interessato dal viadotto, il tracciato presenta raggio planimetrico medio pari a 2694 m. Con
riferimento a quanto contenuto in EN 1991-2 4.4.2(2), tab. 4.3/NTC08 5.1.3.6. tab.5.1.III, si deduce che per
R > 1500 m tale contributo può essere trascurato.

3.4 Azioni sismiche

Le azioni sismiche di progetto vengono implementate in osservanza ai requisiti indicati in NTC08, cap. 2.4 e
3.2.
Il viadotto si trova ubicato entro il territorio del comune di Bolzaneto. I parametri caratteristici adottati per
l’individuazione delle azioni sismiche sono i seguenti:

Lon. [°]:
8.9022
Lat. [°]:
44.4589
Site class:
C
Top. cat.:
T1
Vn:
100 years
CU:
IV
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SL:
SLV

Di seguito si riportano gli spettri di risposta di sito.

Data la bassa sismicità del sito, non viene considerata la componente sismica verticale.
Un’analisi modale preliminare, effettuata in presenza della non linearità introdotta dal comportamento a fune
degli stralli, testimonia la presenza di un periodo fondamentale (I modo longitudinale) particolarmente alto
(≅9s). Si sceglie pertanto di condurre un’analisi dinamica non lineare step by step, sulla base di sette time
histories spettrocompatibili, individuate mediante il programma “Rexel” V3.1. (Computer Aided code-based
real record selection for seismic analysis of structures) v. 3.1, beta”, sviluppato da Iunio Iervolino e Carmine
Galasso, dip. Ing. Strutturale Univeristà Federico II, Napoli (I).
I parametri di ricerca, effettuata sulla base della raccolta dello S.M.D., sono così fissati:
Magnitudo: 6≤M≤7
Dist. epicentrale: 0 ≤ R ≤ 30 km
Classe sito: C (identica a quella dello spettro target)
La tabella seguente riepiloga le caratteristiche degli eventi individuati.

Si segnala che l’evento ID 2343 (Wf ID 7329), evidenziato in grassetto, presenta una durata complessiva
troppo corta, e viene sostituito dall’evento ID 083 (Wf ID 0175), scelto a valle di una seconda ricerca, di cui
si riportano di seguito, in maniera simile alla precedente, i risultati principali.
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Per ciascuna time history si riporta di seguito la storia temporale ed il relativo spettro (accelerazioni in m/s2).
History 1

History 2
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History 3

History 4

History 5
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History 6

History 7

La sovrapposizione degli spettri con lo spettro di progetto, effettuata di seguito, dimostra il soddisfacimento
del requisito di spettrocompatiblità richiesto dalla norma.
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4. Combinazioni di carico

Le combinazioni di carico vengono elaborate con riferimento a:


- EN 1990 tab. A.2.4.B + N.A.D./NTC-08, tab. 5.1.V per i coefficienti moltiplicativi
- EN 1990 tab. A.2.1+N.A.D./NTC-08 tab. 5.1.VI per i coefficienti di combinazione
Per la formulazione generale delle combinazioni di carico si rimanda a EN 1990-annex.A2, cap. A2.3,
A2.4/.NTC-08 cap. 2.5.3.+ N.A.D..
Le azioni variabili dominanti di interesse sono:
- carichi mobili Qk (gruppo 1 e 2)
- azione del vento Fwk/Fw*
- variazioni termiche Tk
Esse verranno considerate di volta in volta dominanti, nell’elaborazione delle combinazioni S.L.U., S.L.E.
caratteristica e S.L.E. frequente.
Di seguito si riepilogano le combinazioni di carico utilizzate nelle verifiche.
S.L.U. - STR
Si considera, nell’ambito dello S.L.U. (STR) l’inviluppo le seguenti combinazioni.
S.L.U. - Qk dominante
Ed = γG1 (Gk1 + Pk) + γG2 Gk2 + γsett. Gksett. + γsh Gsh + γq,1 Qk,gr1/2+ γq,2 0.6 Tk + γq,3 0.6 Fw,k
(*) Per Qkgr1/2 si intende l’inviluppo delle sollecitazioni, elaborato sulla base dei carichi di gruppo 1 e 2
S.L.U. - Tk dominante
Ed = γG1 (Gk1 + Pk) + γG2 Gk2 + γsett. Gksett. + γsh Gsh + γq,2 Tk + γq,1 (0.75 Qk,TS + 0.4 Qk,UDL) + γq,3 0.6 Fw,k
S.L.U. - Fwk dominante
Ed = γG1 (Gk1 + Pk) + γG2 Gk2 + γsett. Gksett. + γsh Gsh + γq,3 Fwk + γq,1 (0.75 Qk,TS + 0.4 Qk,UDL) + γq,2 0.6 T,k
I parametri di scelta nazionale indicati dal N.A.D. sono i seguenti:
γG1 1.35 - 1 coefficiente moltiplicativo sovraccarichi di peso proprio e di pretensione stralli

γG2 1.35 - 1 coefficiente moltiplicativo sovraccarichi di peso permanente

γshLT 1.2 - 1.2 coefficiente moltiplicativo per le azioni dovute al ritiro, nell'analisi long term

γshST 0 coefficiente moltiplicativo per le azioni dovute al ritiro, nell'analisi short term

γsettl. 0 - 1.2 coefficiente moltiplicativo per le azioni dovute ai cedimenti vincolari

γQ1 1.35 - 0 coefficiente moltiplicativo per i carichi da traffico.


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 71/261

γQ2 1.2 coefficiente moltiplicativo per i carichi di origine termica.

γQ3 1.5 coefficiente moltiplicativo per i carichi da vento


S.L.U. - GEO
Ai soli fini delle verifiche geotecniche, si considerano le medesime combinazioni viste per lo S.L.U. – STR,
impiegando i seguenti coefficienti di combinazione:
γG1 1-1 coefficiente moltiplicativo sovraccarichi di peso proprio e di pretensione stralli

γG2 1-1 coefficiente moltiplicativo sovraccarichi di peso permanente

γshLT 1-1 coefficiente moltiplicativo per le azioni dovute al ritiro, nell'analisi long term

γshST 0 coefficiente moltiplicativo per le azioni dovute al ritiro, nell'analisi short term

γsettl. 0-1 coefficiente moltiplicativo per le azioni dovute ai cedimenti vincolari

γQ1 1.15 - 0 coefficiente moltiplicativo per i carichi da traffico.

γQ2 1.0 - 0 coefficiente moltiplicativo per i carichi di origine termica.

γQ3 1.3 coefficiente moltiplicativo per i carichi da vento


S.L.E. – fondamentale
Si considera l’inviluppo le seguenti combinazioni.
S.L.E. fond. - Qk dominante
Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + Qk,gr1/2+ 0.6 Tk + 0.6 Fw,k
S.L.E. fond. - Tk dominante

Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + Tk + (0.75 Qk,TS + 0.4 Qk,UDL) + 0.6 Fw,k
S.L.E. fond. - Fwk dominante

Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + Fwk + (0.75 Qk,TS + 0.4 Qk,UDL) + 0.6 T,k
S.L.E. - frequente
Si considera l’inviluppo le seguenti combinazioni.
S.L.E. freq. - Qk dominante
Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + (0.75 Qk,TS + 0.4 Qk,UDL) + 0.5 Tk
S.L.E. freq. - Tk dominante
Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + 0.6 Tk + γq,1 (0.75 Qk,TS + 0.4 Qk,UDL) + γq,3 0.6 Fw,k
S.L.E. freq. - Fwk dominante
Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + 0.2 Fwk + 0.5 T,k
S.L.E. - quasi permanente
Si considera la seguente combinazione.
Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + 0.5 Tk
S.L.U. - fatica
L'approccio scelto per le verifiche a fatica è quello relativo alla "vita illimitata", per i cui criteri di base si
rimanda alle Istruzioni NTC-08 cap. C.4.2.4.1.4.6.1..(EN 1991-1-9 cap. 3(1)/(7)b)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 72/261

Per la modellazione della parte ciclica dei carichi si adotta il modello di carico per fatica n.3 (FLM3),
unitamente al metodo dei coefficienti λ, i cui criteri generali sono contenuti in EN1993-1-8 cap. 6.3/EN1993-2
cap. 9.5.2 (istr. NTC-08 C.4.2.4.1.4.6.3).
L'elaborazione della combinazione di verifica a fatica viene effettuata con riferimento a quanto previsto in
EN 1992-1-1 6.8.3(1), sovrapponendo le sollecitazioni indotte dalla parte ciclica dei carichi a quello indotto
dalla parte non ciclica. Relativamente alla parte non ciclica, si fa riferimento alla combinazione S.L.E.
frequente, in cui i carichi variabili sono costituiti dai contributi non dominanti significativi (Tk, Fwk), mentre la
parte ciclica è costituita dalle sollecitazioni indotte dal transito del veicolo FLM3, alternativamente sulle
corsie lente predisposte sul piano viabile.
Pertanto, l'ampiezza del Δ di tensione viene valutata sulla base di:

Σ Gk,j + Gkp γsett. Gksett. + Gsh + 0.5 Tk + 0.2 Fwk + Qfat(FLM3)


Si evidenzia che, come necessario, si terrà conto, nell'ambito del calcolo del massimo/minimo effetto,
dell'eventuale cambio di "stato" (cracked/uncracked) della soletta.
S.L.U. - sismica
Ai fini delle verifiche in fase sismica, si considera la combinazione derivata dalla somma degli effetti della
S.L.E. quasi permanente e delle azioni sismiche (media delle risposte nell’ambito delle 7 time histories
studiate), ovvero:
Ed = Gk1 + Pk + Gk2 + Gksett. + Gsh + 0.5 Tk + Ed
Ed rappresenta l’effetto sismico, estratto quale media delle risposte nell’ambito delle 7 time histories
analizzate.
Tutte le combinazioni ed inviluppi indicati vengono effettuati in automatico dal sistema ad elementi finiti
Lusas, che provvede inoltre a selezionare,nell’ambito dei coefficienti di combinazione quello di volta in volta
più gravoso.

5. Analisi strutturale impalcato

5.1 Generalità

L’analisi strutturale globale dell’impalcato viene effettuata mediante un modello ad elementi finiti
semplificato, discretizzando la struttura mediante elementi monodimensionali. Per la modellazione delle
antenne, delle pile e delle travi di impalcato si impiegano elementi “beam” lineari a due nodi; per la
modellazione delle apparecchiature di appoggio si impiegano elementi tipo “joint”.
Come accennato nei capitoli introduttivi, la trave di impalcato è stata schematizzata tramite elementi tipo
“beam” allineati sui cinque fili di trave, caratterizzati dalle effettive proprietà flessionali di ciascuna anima e
della relativa porzione di soletta superiore ed inferiore collaborante, e da proprietà torsionali “equivalenti”,
nell’ipotesi di indeformabilità della sezione trasversale. I cinque fili di elementi sono collegati trasversalmente
da traversi “fittizi”, disposti ad interasse longitudinale pari a 8 m, caratterizzati da rigidezza flessionale e
assiale “infinita” e da rigidezza torsionale nulla.
Il modello elaborato per l’analisi strutturale globale della fase di esercizio, risolto in ambito lineare, prevede la
discretizzazione degli stralli mediante un solo elemento “bar”. Il medesimo modello viene utilizzato per
l’analisi sismica, con una leggera modifica nella modellazione degli elementi di strallo, per i quali si tiene
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conto dell’effettivo comportamento “a fune”. In questo caso, ciascuno strallo viene modellato mediante
elementi tipo “thick beam” non lineari a tre nodi, di lunghezza caratteristica pari a 1 m. In questo caso
l’analisi viene svolta in presenza di non linearità geometrica mediante uno step iniziale in cui viene fornito,
oltre al peso proprio, anche la pretensione.

La figura seguente riporta lo schema del modello E.F. impiegato

I fili di trave “A” e “B” sono formati da 178 elementi; il filo di trave centrale (interrotto in prossimità delle
antenne) è formato da 166 elementi.
Le “labels” identificative degli elementi afferenti a ciascun filo sono le seguenti:
filo “A” interno curva: da el. 150 a el. 327
filo “A” interno curva: da el. 328 a el. 505
filo “A” interno curva: da el. 506 a el. 671
filo “A” interno curva: da el. 672 a el. 849
filo “A” esterno curva: da el. 850 a el. 1027
L’estrazione delle sollecitazioni di verifica avviene in generale alle estremità di ciascun elemento (gauss
point 1/11).
Allo scopo di tarare le proprietà geometriche dei vari elementi, e di valutare compiutamente le
approssimazioni introdotte dalle ipotesi semplificative, è stato inoltre elaborato un modello più accurato, nel
quale le travi metalliche e le solette sono strate modellate con elementi bidimensionali tipo “shell”, e si è
proceduto alla modellazione accurata delle effettive geometrie di traversi e controventi.
La figura seguente riporta le caratteristiche generali di tale modello.
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Oltre alle analisi di taratura delle proprietà geometriche del modello “beam”, tale modello è stato impiegato
per:
- Valutare il quadro tensionale nella controventatura superiore durante la fase di tiro stralli;
- Validare le azioni insistenti nei traversi intermedi ottenute dall’estrapolazione delle sollecitazioni nei
traversi equivalenti del modello a “beam”;
- Valutare l’andamento nelle tensioni della lastra di fondo in prossimità dei fori per il passaggio delle
antenne;
- Effettuare confronti i termini di tensioni nelle lamiere per selezionate condizioni di carico.

5.2 Analisi fase esercizio

L’analisi viene eseguita con riferimento alle caratteristiche geometriche effettive della sezione nelle quattro
fasi delineate ai punti precedenti. A valle delle quattro analisi, le sollecitazioni vengono opportunamente
combinate per i vari S.L. in esame, direttamente dal sistema ad elementi finiti.
Il dettaglio dei valori numerici delle sollecitazioni nei vari punti di interesse (impalcato, sostegni, appoggi) è
fornito nei capitoli seguenti. A titolo di confronto qualitativo, si riportano i diagrammi di azione assiale. taglio
e momento flettente tracciati lungo il filo di travi “A” per le seguenti combinazioni/S.L.:
S.L.U. - max V, min V, max M, min M
fase 1
fase 2a
fase 2b
fase 3
S.L.E. - max V, min V, max M, min M
fase 1
fase 2a
fase 2b
fase 3
S.L.E. frequente - max V, min V, max M, min M
fase 3
S.L.fatica: - max V, min V, max M, min M – contributi Non Ciclici
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 75/261

fase 3
S.L.fatica: - max V, min V, max M, min M – contributi Ciclici (FLM3)
fase 3

fase 1 – S.L.U.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 76/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 77/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 78/261

fase 2a – S.L.U.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 79/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 80/261

fase 2b – S.L.U.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 81/261

I diagrammi per le rimanenti combinazioni min V, max M e min M sono identici


fase3 – S.L.U.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 82/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 83/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 84/261

fase 1 – S.L.E.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 85/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 86/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 87/261

fase 2a – S.L.E.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 88/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 89/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 90/261

fase 2b – S.L.E.

I diagrammi per le rimanenti combinazioni min V, max M e min M sono identici


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 91/261

fase 3 – S.L.E.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 92/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 93/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 94/261

fase 3 – S.L.E. frequente


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 95/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 96/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 97/261

fase3 – fatica – Contributi Non Ciclici


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 98/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 99/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 100/261

fase 3- fatica – contributi Ciclici (FLM3)


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 101/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 102/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 103/261

5.3 Analisi fase sismica

L’analisi in fase sismica viene effettuata a partire dal medesimo modello E.F. impiegato per l’analisi statica,
previa rimodellazione degli elementi di strallo, ora modellati con elementi beam non lineari, necessari per
conteggiare l’effettivo comportamento a fune di ciascun elemento.
L’analisi delle sollecitazioni viene effettuata mediante lo studio step by step di 7 time histories di
accelerazione (cfr. capitolo analisi dei carichi).
Si evidenzia che, per semplicità, nella ricostruzione del quadro tensionale iniziale viene trascurato l’evolversi
delle proprietà geometriche delle sezioni di impalcato, effettuando le analisi direttamente con riferimento alle
proprietà di fase 3.
Per individuare correttamente lo stato tensionale degli stralli sotto l’effetto dei carichi statici, si effettua una
opportuna calibrazione dei pretiri, in modo da ottenere, per essi, un quadro tensionale equivalente a quello
ottenuto conteggiando invece l’evolversi delle fasi di vita della struttura.
I carichi presenti sulla struttura nelle analisi sismiche sono quelli dovuti alle masse dei pesi propri Gk1 e
permanenti Gk2 , ed al pretiro Pk.

5.3.1 Analisi modale preliminare

Propedeuticamente all’analisi step by step, si effettua un’analisi modale, volta ad individuare i modi principali
di vibrare della struttura, ed a tarare correttamente i parametri di smorzamento, implementato mediante i
coefficienti di Rayleigh αr e βr.
L’analisi viene effettuata conteggiando la non linearità degli stralli, mediante uno step iniziale in cui viene
fornita la tesatura ed i pesi propri, in presenza di non linearità geometrica, seguita dall’effettiva analisi
modale, mediante la quale vengono estratti complessivamente 350 modi di vibrare.
Il primo modo riscontrato è longitudinale, con periodo pari a 9.8 s. Tale modo attiva, per la direzione di
competenza già l’80 % circa della massa significativa.
Il primo modo trasversale significativo è il n. 58, cui corrisponde un periodo di 2.18 s;
Il primo modo verticale significativo è il n. 84, cui corrisponde un periodo di 1.20 s;
I modi seguenti sono essenzialmente trasversali, ed attivano di volta in volta porzioni significative di massa.
Le figure seguenti restituiscono la deformata qualitativa della struttura relativa ad alcuni modi significativi.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 104/261

modo 1

modo 58
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 105/261

modo 59

modo 63
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 106/261

modo 84

modo 91

5.3.2 Analisi step by step

L’analisi step by step viene condotta in presenza di non linearità geometrica, nel dominio del tempo.
L’accelerazione di gravità verticale, necessaria all’attivazione dei contributi dei pesi propri, così come la forza
di pretiro vengono implementati mediante una load curve crescente linearmente da 0 al 1 in un intervallo di
tempo di 3 secondi; le accelerazioni sismiche di competenza di ciascuna time history vengono attivate dopo
2 ulteriori secondi, in modo da consentire alla struttura di raggiungere un accettabile stato di “quiete”, dopo
l’attivazione dei pesi propri.
La durata di ciascuna analisi viene fissata, per tutte le time histories, in 40 s complessivi.
I valori numerici delle sollecitazioni di interesse vengono riportati nei capitoli a seguire. Di seguito si
riportano, a titolo qualitativo, i diagrammi, estesi alle 7 time histories analizzate, delle seguenti grandezze:
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 107/261

Sollecitazioni
1) momento longitudinale base antenna centrale pila P2
2) momento trasversale base antenna centrale pila P2
3) momento longitudinale base pila P2, ausiliaria sx
4) momento trasversale base pila P2, ausiliaria sx
5) momento longitudinale base pila P2, ausiliaria dx
6) momento trasversale base pila P2, ausiliaria dx
7) tensione strallo n. 13 (gruppo di stralli 1, pila P2)
8) tensione strallo n. 15 (gruppo di stralli 2, pila P2)
9) tensione strallo n. 17 (gruppo di stralli 3, pila P2)
10) reazione trasversale guida UL spalla A
11) reazione trasversale appoggio UL pila P2, sx
12) reazione trasversale appoggio UL pila P2, dx
13) reazione trasversale guida UL spalla B
Deformazioni
14) spostamento longitudinale testa antenna pila P2
15) spostamento trasversale testa antenna pila P2
16) spostamento relativo longitudinale impalcato/antenna, rilevato a quota impalcato
17) spostamento relativo trasversale impalcato/antenna, rilevato a quota impalcato
18) escursione longitudinale apparecchiature ML alloggiate in pila P2 (pila aus. sinistra)
19) escursione longitudinale apparecchiature ML alloggiate in pila P2 (pila aus. destra)
diagr. 1)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 108/261

diagr. 2)

diagr. 3)

diagr. 4)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 109/261

diagr. 5)

diagr. 6)

diagr. 7)
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diagr. 8)

diagr. 9)

diagr. 10)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 111/261

diagr. 11)

diagr. 12)

diagr. 13)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 112/261

diagr. 14)

diagr. 15)

diagr. 16)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 113/261

diagr. 17)

diagr. 18)

diagr. 19)

Le verifiche delle sottostrutture ed il dimensionamento delle apparecchiature di appoggio in fase sismica


viene effettuato considerando, di volta in volta, il valore medio delle risposte ottenute nelle singole time
histories.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 114/261

6. Verifiche

6.1 Stralli

Le verifiche vengono effettuate con riferimento a EN 1993-1-11, risp. cap. 6 e 7 (elementi tesi di gruppo C),
rispettivamente per lo S.L.U. e S.L.E. caratteristici.
La verifica viene effettuata a partire dai risultati dell’analisi a breve termine (massima azione assiale negli
stralli).
I valori limite nei due S.L. sono i seguenti:
σEd,S.L.E. ≤ 0.45 fpk = 837.0 MPa EN 1993-1-10 6.2(2), γr = 1 (cautelativo)

σEd,S.L.U. ≤ fpk/(1.5 γr) = 1247.0 MPa EN 1993-1-10 7.2(2)


Le tabelle seguenti sintetizzano le verifiche tensionali degli stralli. Sono riportate le massime/minime azioni
assiali complessive, ed il valore massimo della tensione, unitamente ai rispettivi coefficienti di sfruttamento.

Le verifiche S.L.U. e S.L.E. appaiono soddisfatte.


La tabella seguente riassume i valori di azione complessiva e tensione rilevabili in fase di tiro.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 115/261

6.2 Quadro deformativo

Di seguito si riportano le deformate qualitative delle linee d’asse dei fili A, B, C, rispettivamente nelle
seguenti combinazioni:
- peso acciaio + getto + pretensione stralli (Gk1+Pk)
- peso acciaio + getto + permanenti + pretensione stralli (Gk1+ Gk2+Pk)
- S.L.E. caratteristica – max δz

- S.L.E. caratteristica – min δz

- S.L.E. frequente – max δz

- S.L.E. frequente – min δz

- carichi Qk gr. 1 – max δz

- carichi Qk gr. 1 – min δz


I valori numerici, riportati nella sezione di mezzeria delle campate maggiori, sono espressi in m.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 116/261

- peso acciaio + getto + pretensione stralli (Gk1+Pk)

- peso acciaio + getto + permanenti + pretensione stralli (Gk1+ Gk2+Pk)


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 117/261

- S.L.E. caratteristica – max δz

- S.L.E. caratteristica – min δz


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 118/261

- S.L.E. frequente – max δz

- S.L.E. frequente – min δz


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 119/261

- carichi Qk gr. 1 – max δz

- carichi Qk gr. 1 – min δz

Di seguito si riporta la deformata qualitativa della struttura sotto la condizione Gk1+Gk2+Pk, unitamente ai
valori numerici degli spostamenti risp. longitudinali e trasversali delle teste delle antenne (valori in m).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 120/261

Si evidenzia che la freccia massima delle travi di impalcato sotto l’azine dei carichi mobili caratteristici risulta
pari a:
min δz = -540 mm ≅ L/440
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 121/261

7. Verifiche travi metalliche impalcato

Si effettuano le verifiche delle travi metalliche componenti i vari fili della sezione a cassone. Le verifiche
vengono effettuate considerando la sezione a doppio “T”, con le relative porzioni collaboranti di soletta
superiore e soletta inferiore, quest’ultima depurata, quando in compressione, della quota parte relativa al
“Local buckling” (S.L.U.).
Le verifiche della lamiera di fondo vengono quindi completate dalla verifica a shear buckling indotto dalla
torsione.
Le sollecitazioni di verifica di ciascuna trave vengono direttamente dedotte dalle combinazioni del modello
E.F., aggiungendo al taglio sollecitante la quota parte dovuta al flusso di torsione concomitante.
Si fa riferimento ai criteri per la verifica della resistenza delle sezioni (cross section checks) contenuti in EN
1993-1-1, EN1993-1-5, EN 1993-2, EN1994-1-1, EN 1994-2/NTC-08 cap 4.2., 4.3 e relative Istruzioni.
Nell'ambito dei vari S.L. considerati, si effettuano le seguenti verifiche sezionali:
S.L.U.
resistenza delle sezioni (incluse verifiche di local buckling)
S.L.E. fondamentale
limitazione delle tensioni
S.L.E. frequente
web breathing
fessurazione soletta
Fatica
verifica dell'ampiezza dei Δσ ( metodo dei coefficienti λ)
I medesimi S.L. S.L.U. e S.L.E. verranno esaminati per la verifica della connessione trave-soletta;
relativamente alle verifiche effettuate si rimanda allo specifico paragrafo.
Il complesso delle precedenti verifiche viene effettuato in automatico, dal programma "Ponti EC4" per le
sezioni di verifica individuate nei capitoli introduttivi, e per le quali si riporta di seguito il quadro identificativo.

7.1 S.L.U. resistenza delle sezioni

Le verifica S.L.U. di resistenza delle sezioni viene effettuata sistematicamente considerando le combinazioni
S.L.U. – Mmax/Mmin/Vmax/Vmin, tenendo ovviamente conto, di volta in volta, delle rispettive caratteristiche
di sollecitazione concomitanti. Si sintetizzano di seguito i passi principali della verifica:
- Preclassificazione della sezione
Effettuata sulla base delle caratteristiche geometriche dei singoli sottocomponenti
- Analisi plastica
Tracciamento dei domini di resistenza della sezione N/Mrd ed N/Mf,rd (dominio della sezione privata
dell'anima)
- Classificazione effettiva della sezione
Effettuata sulla base dell'effettivo valore di NEd, MEd per la combinazione in esame (max/min MEd,
max/min VEd, con i rispettivi valori concomitanti)
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- Verifica plastica a pressoflessione (sezioni cl. 1 e 2):


Valutazione del massimo rapporto di sfruttamento plastico η1,; effettuata con riferimento a NEd, MEd
agenti isolatamente, e per effetto combinato.
- Verifica elastica a pressoflessione (sezioni cl. 3-4)
valutazione del massimo rapporto di sfruttamento elastico η1, effettuata rispettivamente per le
sezioni in classe 3/4 con riferimento alle caratteristiche geometriche lorde/efficaci. Le
caratteristiche geometriche efficaci vengono dedotte in maniera iterativa, tenendo conto delle
flessioni parassite che nascono per effetto dell'eccentricità assunta dall'azione assiale di progetto
causata dallo "shift" progressivo dell'a.n.e..
Le tensioni vengono valutate in corrispondenza delle 8 fibre indicate nello schema seguente.

Nell'ambito del calcolo tensionale, la soletta viene considerata "cracked" (non reagente) all'atto
dell'annullamento della tensione di compressione valutata in corrispondenza della fibra media.
Contestualmente all'annullamento della soletta, si annullano anche le sollecitazioni da ritiro
primario.
- Verifica a taglio - sezioni non soggette a "shear buckling"
Viene valutata la suscettibilità o meno delle sezioni allo shear buckling, procedendo quindi come
segue:
sezioni non soggette a "shear buckling"
Viene effettuato il calcolo del taglio resistente plastico, ed il calcolo del rapporto di sfruttamento a
taglio.
sezioni suscettibili di "shear buckling"

per sezioni soggette a "shear buckling" viene valutato il coefficiente di riduzione χw, e
successivamente valutato il taglio resistente Vb,Rd come somma dei contributo resistenti dell'anima
Vbw,Rd e, se applicabile, delle flange Vbf,Rd.
- Verifica interazione azione assiale - flessione - taglio (tutte le classi)
Si adotta univocamente, per tutte le classi di sezione, l'approccio proposto da EN 1993-1-5, cap.
7.1, che consiste nella valutazione di un rapporto di sfruttamento modificato in funzione dei singoli
rapporti di sfruttamento valutati per pressoflessione e taglio agenti separatamente. L'adozione di
questa formulazione risulta a rigore solo leggermente più cautelativa di quella riservata alle sezioni
di classe 1 - 2, per le quali l'interazione N-M-V si risolverebbe con la deduzione di un rapporto di
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sfruttamento elastico per tensioni normali valutato con riferimento ad una anima opportunamente
ridotta per tenere conto dell'influenza del taglio (cfr. EN 1994-2 cap. 6.2.2.4.(2)).
Un'ulteriore ipotesi cautelativa, riservata alla verifica di sezioni in classe 3-4, è l'utilizzo sistematico

del rapporto di sfruttamento elastico η1 in luogo di quello plastico η1 , indipendentemente


dall'andamento delle tensioni lungo l'anima (a rigore la EN 1993-1-5, cap. 7.1.(4) e (5) prevede tale
accortezza solo qualora l'anima risulta interamente in compressione).
Come già evidenziato relativamente al calcolo del contributo resistente a taglio delle flange, le
resistenze plastiche della sezione completa e della sezione privata dell'anima sono rilevate
direttamente dai rispettivi domini di interazione, per cui:
Mpl,Rd = Mpl(N),Rd
Mf,Rd = Mf(N),Rd
Per ulteriori dettagli si rimanda agli esempi di verifica per esteso, riportati si seguito.

7.1.1 Riepilogo rapporti di sfruttamento S.L.U.

Le tabelle seguenti riepilogano, per ciascuna delle quattro combinazioni base esaminate (Mmax/min,
Vmax/min), l’esito delle verifiche S.L.U. – resistenza delle sezioni, tramite le seguenti grandezze:
a) classificazione effettiva della sezione
effettuata sulla base dell’effettiva posizione dell’a.n. el./pl., qui riportata direttamente in fase3
b) rapporto di sfruttamento plastico η1 = MEd/MRd
significativo (applicabile) solo quando la classe della sezione ≤ 2; in tutti gli altri casi la casella
relativa appare ombreggiata

c) rapporto di sfruttamento elastico η1 = σEd/γmofyk


significativo solo quando la classe della sezione ≥ 2; in tutti gli altri casi la casella relativa appare
ombreggiata
d) rapporto di sfruttamento a taglio η3 = VEd/VRd
somma dei contributi resistenti di anima e flange: VRd = Vbw,Rd + Vbf,Rd
e) rapporto di sfruttamento a taglio della sola anima VEd/Vbw
- rapporto di sfruttamento a flessione della sezione formata dalle sole flange MEd/MfRd
f) rapporto di sfruttamento assoluto (V/M/N)
indica il rapporto di sfruttamento complessivo, in presenza di interazione taglio/tensioni normali; in
assenza di interazione non risulta significativo

Con ombreggiatura rossa si indica, nell’ambito di ciascun filo di trave, l’ubicazione della sezione posta nelle
condizioni più sfavorevole nell’ambito delle verifiche (rapp. η1, η1, η3 e N/V/M).
In calce a ciascun gruppo vengono invece indicati i valori di punta rilevati per le varie grandezze.
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7.1.1.1 Conci C1, fili A


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7.1.1.2 conci C2, fili A


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7.1.1.3 Conci C3, fili A


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7.1.1.4 Conci C4_1, fili A


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7.1.1.5 Conci C4_2, fili A


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7.1.1.6 Conci C5, fili A


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7.1.1.7 Conci C1, fili B


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7.1.1.8 Conci C2, fili B


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7.1.1.9 Conci C3, fili B


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 136/261

7.1.1.10 Conci C4_1, fili B


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7.1.1.11 Conci C4_2, fili B


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7.1.1.12 Conci C5, fili B


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7.1.1.13 Conci C1, filo C


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7.1.1.14 Conci C2, filo C


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 144/261

7.1.1.15 Conci C3, filo C


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7.1.1.16 Conci C4_1, filo C


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7.1.1.17 Conci C5, filo C


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 147/261

Dall’esame delle tabelle riportate poco sopra, si evince il soddisfacimento di tutte le verifiche S.L.U.-
resistenza delle sezioni.
In dettaglio, si rileva quanto segue:
Conci filo A
I massimi rapporti di sfruttamento a flessione si rilevano presso:
max rapp. sfr. a flessione: sez. C4_2_filo A_S16/S69/S70, filo est.: η1 = 0.95 (sezione di classe 4)

max rapp. sfr. a taglio: sez. C4_2_filo A_S43/S69 filo int. : η3 = 0.89 (sezione di classe 4)
Tra le sezioni classificabili in classe ≤ 2, per le quali risulta applicabile la verifica plastica, si rileva:
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 148/261

max rapp. sfr. a flessione (plastico): sez. C1_filo A_S76 filo int.: η1 = 0.55 (sezione di classe 1)

Per tali sezioni non si rileva interazione azione assiale/taglio/momento, e pertanto i valori indicati soddisfano
i requisiti S.L.U.
Conci filo B
I massimi rapporti di sfruttamento a flessione si rilevano presso:
max rapp. sfr. a flessione: sez. C4_2_filo B_S69/S70 filo est.: η1 = 0.95 (sezione di classe 4)

max rapp. sfr. a taglio: sez. C4_2_filo B_S70 filo int. : η3 = 0.81 (sezione di classe 4)
Le sezioni risultano in tutti i casi in classe > 2.
Non si rileva, inoltre interazione azione assiale/taglio/momento, e pertanto i valori indicati soddisfano i
requisiti S.L.U.
Conci filo C
I massimi rapporti di sfruttamento a flessione si rilevano presso:
max rapp. sfr. a flessione: sez. C1_filo C_S20: η1 = 0.88 (sezione di classe 4)

max rapp. sfr. a taglio: sez. C5_filo C_S31. : η3 = 0.96 (sezione di classe 4)
Tra le sezioni classificabili in classe ≤ 2, per le quali risulta applicabile la verifica plastica, si rileva:
max rapp. sfr. a flessione (plastico): sez. C5_filo C_S31/S54: η1 = 0.16 (sezione di classe 2)
Si rileva inoltre che appare in questo caso significativa l’interazione N/M/V per la sezione C5_filoC_S31, per
cui risulta:

η1 = 0.83

η3 = 0.84
L’interazione N/M/V (EN 1993-1-5, 7.1(1)) porta al rapporto di sfruttamento finale:

ηass = 0.99
La verifica appare parimenti soddisfatta.
I diagrammi seguenti visualizzano, per il complesso dei 5 fili di trave, i seguenti rapporti di sfruttamento:

max η assoluto
Derivante dall’interazione N/M/V (EN1993-1-5, 7.1.(1)); nei casi in cui non vi è interazione, tale valore
coincide con il rapporto di sfruttamento a flessione η1.

max η1/ η1
Rapporto di sfruttamento a flessione; nell’ambito delle condizioni di applicabilità dell’analisi plastica, esso
coincide con il rapporto η1 = MEd/Mpl (rapporto di sfruttamento plastico); in tutti gli altri casi è pari a η1 =
σEd/(γmofyk). I rapporti di sfruttamento a flessione, risp. elastici e plastici vengono tracciati indipendentemente
dal campo di applicabilità; in ogni caso, il valore considerato nel calcolo del rapporto di sfruttamento assoluto
considera di volta in volta il rapp. elastico/plastico in funzione degli effettivi limiti di applicabilità.

max η3

Rapporto di sfruttamento a taglio η3 = VEd/VRd


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 149/261

Rapporto di sfruttamento assoluto fili A, B, C (max η)

Rapporto di sfruttamento elastico a flessione fili A, B, C (max η1) (*)

Rapporto di sfruttamento plastico a flessione fili A, B, C (max η1) (*)


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 150/261

Rapporto di sfruttamento a taglio fili A, B, C max η3

Di seguito, per ciascun filo di trave, si riportano i diagrammi riepilogativi di:


grafico 1:
massimo rapporto di sfruttamento assoluto
grafico 2:
- massimo rapporto di sfruttamento elastico rilevato lungo la sezione (η1 = σEd/(γm0fyk))

- massimo rapporto di sfruttamento plastico rilevato lungo la sezione (η1 = MEd/Mpl) (*)

- massimo rapporto di sfruttamento a taglio rilevato lungo la sezione (η3 = VEd/Vrd)


grafico 3:
- tensioni elastiche all’intradosso trave, combinazione Mmax (MPa)
- tensioni elastiche all’intradosso trave, combinazione Mmin (MPa)
grafico 4:
- tensioni elastiche all’estradosso trave, combinazione Mmax (MPa)
- tensioni elastiche all’estradosso trave, combinazione Mmin (MPa)
grafico 5:
- tensioni elastiche nei layers di armatura (MPa)
(*) diagramma elaborato indipendentemente dalla classificazione della sezione, e dai limiti di applicabilità o
meno della verifica plastica
filo A esterno curva
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filo B esterno curva


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filo C (centrale)
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filo B interno curva


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Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 156/261

filo A interno curva


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 157/261

7.1.2 Esempi di verifica estesa

Di seguito si riporta, per esteso, l’iter di verifica delle seguenti sezioni


filo A interno: C1_filoA_S76 (min M)
filo A interno: C4_2_filo A_S69 (max M)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 158/261

7.1.2.1 Sezione c1_filoA_S76

Sezione c1_filoA_S76

Caratteristiche generali

Trave Soletta Irrigidimenti Materiali Coeff. materiali


hmet 3750 hcop 0 a 4000 Ea 210000 γc 1.5
binf 4400 b1 700 Npanel 3 fcd 20 γs 1.15
tinf 20 bcls 9350 h1 1100 fyd 391 γM0 1.05
bsup 900 tcls 260 h2 2650 fydabf 338 γM1 1.1
tsup 40 nE0 6.162 bsldx 0 fydaw 338 γM2 1.25
hwr 3690 nEPerm 14.631 tbsldx 0 fydatf 338 γMSERV 1
twr 18 nERit 14.192 hsldx 0 fyabf 355 η 1.2
csup 35 nEDef 34.337 thsldx 0 fyaw 355
cinf 65 nG0 5.688 bslsx 164 fyatf 355
p bsup 200 nGPerm 13.505 tbslsx 16 εabf 0.814
p binff 200 nGRit 13.1 hslsx 140 εw 0.814
φsup 20 nGDef 31.696 thslsx 16 εatf 0.814
φinf 20

Tabella 1 – Dati generali. [N, mm]

Componenti Ai zGi
Flangia inf. 88000 10
Web 66420 1865
Flangia sup. 36000 3730
Acciaio 190420 1360
Soletta (omog. con nE0) 394484 3880
Raccordo cls (omog. con nE0) 0 3750
Armatura sup. 14687 3975
Armatura inf. 14687 3815

Tabella 2 – Area e baricentro dei vari componenti della sezione. [mm]

fase_1 fase_2a fase_2b fase_2c fase_3 cracked


A 1.904E+5 3.86E+5 3.911E+5 2.906E+5 6.143E+5 2.198E+5
zG 1.36E+3 2.638E+3 2.654E+3 2.23E+3 3.1E+3 1.699E+3
Jy 4.549E+11 1.07E+12 1.077E+12 8.737E+11 1.292E+12 6.186E+11
Jz 1.444E+11 1.355E+12 1.392E+12 6.602E+11 3.018E+12 1.444E+11
Wy,0 -3.344E+8 -4.055E+8 -4.059E+8 -3.917E+8 -4.169E+8 -3.641E+8
Wy,1 -3.394E+8 -4.086E+8 -4.09E+8 -3.953E+8 -4.196E+8 -3.684E+8
Wy,3 1.936E+8 9.977E+8 1.021E+9 5.905E+8 2.117E+9 3.076E+8
Wy,4 1.904E+8 9.619E+8 9.833E+8 5.749E+8 1.987E+9 3.016E+8
Wy,5 --- 9.619E+8 9.833E+8 5.749E+8 1.987E+9 3.016E+8
Wy,6 --- 9.087E+8 9.283E+8 5.514E+8 1.806E+9 2.923E+8
Wy,7 --- 8E+8 8.158E+8 5.008E+8 1.476E+9 2.718E+8
Wy, 8 --- 7.796E+8 7.947E+8 4.909E+8 1.419E+9 2.677E+8
Sy,1 1.188E+8 2.313E+8 2.327E+8 1.954E+8 2.719E+8 1.486E+8
Sy,2 1.35E+8 2.929E+8 2.952E+8 2.394E+8 3.572E+8 1.74E+8
Sy,3 8.531E+7 2.826E+8 2.851E+8 2.197E+8 3.539E+8 1.376E+8
Sy,4 1.49E-8 2.433E+8 2.464E+8 1.657E+8 3.312E+8 6.45E+7
e
Tabella 3 – Caratteristiche statiche della sezione composta, nella varie fasi. [mm]
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 159/261

Domini di plasticità

Dominio di plasticità sezione completa


ramo I e II (azioni assiali negative)
N- zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 1364.91 1.204E+5 3741.37 -1.617E+5
-1.235E+4 2379.63 1.356E+5 3721.07 -1.695E+5
-2.47E+4 3394.36 1.382E+5 3248.91 -1.758E+5
-3.705E+4 3723.98 1.312E+5 2234.18 -1.713E+5
-4.94E+4 3744.28 1.234E+5 1219.46 -1.544E+5
-6.175E+4 3797.82 1.151E+5 204.73 -1.249E+5
-7.41E+4 3815.49 1.063E+5 16.6 -8.705E+4
-8.645E+4 3870.61 9.721E+4 12.45 -4.894E+4
-9.881E+4 3937.21 8.728E+4 8.3 -1.079E+4
-1.112E+5 3974.96 7.66E+4 4.15 2.742E+4
-1.235E+5 4010 6.567E+4 0 6.567E+4
ramo III e IV (azioni assiali positive)
N+ zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 1364.91 1.204E+5 3741.37 -1.617E+5
7.587E+3 741.53 1.049E+5 3762.58 -1.567E+5
1.517E+4 118.15 8.463E+4 3803.5 -1.516E+5
2.276E+4 17.85 6.132E+4 3814.98 -1.461E+5
3.035E+4 15.3 3.793E+4 3824.92 -1.407E+5
3.794E+4 12.75 1.451E+4 3865.83 -1.351E+5
4.552E+4 10.2 -8.917E+3 3906.75 -1.291E+5
5.311E+4 7.65 -3.237E+4 3947.67 -1.228E+5
6.07E+4 5.1 -5.584E+4 3974.58 -1.162E+5
6.829E+4 2.55 -7.933E+4 3975.62 -1.096E+5
7.587E+4 0 -1.028E+5 4010 -1.028E+5

Tabella 7 – Dominio della sezione intera


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 160/261

Dominio di plasticità sezione senza anima


ramo I e II (azioni assiali negative)
N- zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 17.95 8.999E+4 3814.94 -1.186E+5
-1.011E+4 3716.6 1.063E+5 3788.27 -1.258E+5
-2.021E+4 3733.21 9.995E+4 3745.06 -1.325E+5
-3.032E+4 3749.81 9.347E+4 3728.45 -1.389E+5
-4.042E+4 3803.87 8.663E+4 3711.85 -1.452E+5
-5.053E+4 3815.33 7.941E+4 16.98 -1.182E+5
-6.063E+4 3852.45 7.205E+4 13.59 -8.706E+4
-7.074E+4 3906.94 6.417E+4 10.19 -5.586E+4
-8.084E+4 3961.43 5.574E+4 6.79 -2.463E+4
-9.095E+4 3975.27 4.691E+4 3.4 6.644E+3
-1.011E+5 4010 3.795E+4 0 3.795E+4
ramo III e IV (azioni assiali positive)
N+ zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 17.95 8.999E+4 3814.94 -1.186E+5
5.342E+3 16.16 7.352E+4 3815.67 -1.148E+5
1.068E+4 14.36 5.704E+4 3839.97 -1.109E+5
1.603E+4 12.57 4.056E+4 3868.77 -1.069E+5
2.137E+4 10.77 2.406E+4 3897.58 -1.027E+5
2.671E+4 8.98 7.558E+3 3926.38 -9.838E+4
3.205E+4 7.18 -8.956E+3 3955.19 -9.389E+4
3.739E+4 5.39 -2.548E+4 3974.46 -8.925E+4
4.273E+4 3.59 -4.201E+4 3975.19 -8.458E+4
4.808E+4 1.8 -5.856E+4 3981.19 -7.99E+4
5.342E+4 0 -7.511E+4 4010 -7.511E+4

Tabella 8 – Dominio della sezione senza anima

Preclassificazione

Caratteristiche plastiche dei singoli componenti

Npl zN zmax zmin descrizione


Ncur 6.345E+6 3992.89 4010 3975.79 Nu strato di cls superiore
Nclur 2.938E+7 3895 3974.21 3815.79 Nu strato di cls intermedio alle armature
Nclr 1.191E+7 3782.11 3814.21 3750 Nu strato di cls inferiore
Nst 5.747E+6 3975 3975.79 3974.21 Nu armatura superiore
Nsb 5.747E+6 3815 3815.79 3814.21 Nu armatura inferiore
Ncop 0E+00 3750 3750 3750 Nu raccordo in cls
Natf 1.217E+7 3730 3750 3710 Nu flangia superiore trave acciaio
Naweb 2.246E+7 1865 3710 20 Nu anima trave in acciaio
Nabf 2.975E+7 10 20 0 Nu flangia inferiore trave acciaio

Tabella 4 – - Caratteristiche plastiche dei vari componenti. [N, mm]


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 161/261

Azione assiale plastica


Sezione composta completa Sezione composta formata dalle sole flange
Npl,Rd+ 7.587E+7 N Nf,Rd+ 5.342E+7 N
- -
Npl,Rd -1.235E+8 N Nf,Rd -1.011E+8 N
Tabella 5 – Azione assiale plastica. [N]

Pre-Classificazione degli elementi della sezione


Classificazione Piattabande Classificazione anima
c/t alfa Psi (*) classe
M+ M-
c/t classe classe M+ 205 0.364 -1.198 1

Sup. 11.025 1 1 M- 205 0 -0.198 1

Inf. 109.55 4 1 205 1 1 4


N-
Epsabf = 0.814 Epsatf = 0.814 Epsaw = 0.814 (*) calcolato in Fase 3

Tabella 6 – Preclassificazione della sezione. [mm]

Verifiche S.L.U. sezione composta - comb. Mmin

Pressoflessione - Analisi plastica

Sollecitazioni per la Combinazione Mmin


N V M T
Fase 1 -1.168E+7 1.302E+6 -1.494E+7 -1.46E+5
Fase 2a -2.756E+6 -2.286E+5 -5.545E+6 1.653E+5
Fase 2b * 7.201E+5 -9.104E+4 2.512E+6 4.61E+4
Fase 2c 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00
Fase 3a * 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00
Fase 3b 9.46E+5 -6.697E+5 -5.778E+7 -1.813E+6
totale -2.305E+7 3.129E+5 -8.835E+7 -1.747E+6
Tabella 9 – Sollecitazioni per la combinazione Mmin. [N, m]

(*: Le fasi 2b e 3a comprendono i solo effetti iperstatici rispettivamente del ritiro e della variazione termica.)

εsoletta N M εunif εgrad γ∗ψ


Ritiro 2.382E-4 -8.567E+6 -1.05E+7 -1.043E-4 -4.641E-8 1.2
Variazione termica 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00 0

Tabella 10 – Effetti primari (isostatici) del ritiro e della variazione termica. [N, m]
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 162/261

Classificazione sezione sulla base della c.c. corrente Mmin


c/t zpl (mm) α ψ (∗) classe
anima 205 3384.89 0.09 -0.61 1
piatt. sup. 11.02 1
piatt. inf. 109.55 1
classe compl. 1
Tabella 11 – Classificazione della sezione per la combinazione Mmin. [mm]

Verifica a Presso-Tenso flessione : Combinazione Mmin


Analisi plastica N – M – interazione N-M
Classe di riferimento della sezione: 1

Analisi plastica: Applicabile

Azione assiale Flessione M Interazione N/M


NEd -2.305E+7 MEd -8.835E+7 NEd -2.305E+7
Nc,Rd -1.235E+8 Mc,Rd -1.617E+8 MEd -8.835E+7
MN,Rd -1.754E+8
NEd/Nc,Rd 0.187 MEd/Mc,Rd 0.546 MEd/MN,Rd 0.504
Verifica soddisfatta Verifica soddisfatta Verifica soddisfatta

Tabella 12 – Verifica plastica per la sezione Mmin. [N, m]

Pressoflessione - Calcolo tensioni lorde

1 2a 2a 2b 2b 2c 2c 2
Uncr. Cr. Uncr. Cr. Uncr. Cr. tot
σ8 --- -0.97 0 1.61 0 0 0 0
σ7 --- -14.07 -32.94 -36.81 12.52 0 0 -20.42
σ6 --- -13.24 -31.5 -35.31 11.87 0 0 -19.64
σ5 --- -0.88 0 1.78 0 0 0 0
σ4 -139.81 -12.9 -30.92 -34.71 11.6 0 0 -159.13
σ3 -138.49 -12.7 -30.56 -34.33 11.44 0 0 -157.62
σ2 -61.32 -7.14 -12.54 -24.45 3.28 0 0 -70.58
σ1 -17.29 6.43 2.51 0.22 -3.54 0 0 -18.32
σ0 -16.64 6.54 2.69 0.41 -3.62 0 0 -17.57

Tabella 1 – Tensioni normali sulla sezione lorda, fasi 1 e 2, per la combinazione Mmin. [N/mm2]
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 163/261

3a 3a 3b 3b 3
η1 η1max
Uncr. Cr. Uncr. Cr. tot
σ8 0 0 -6.36 0 -5.72 0.29
σ7 0 0 -37.6 -208.27 -88.48 0.23
σ6 0 0 -30.45 -193.33 -79 0.2
σ5 0 0 -4.47 0 -3.57 0.18
σ4 0 0 -27.54 -187.25 -214.96 0.64 0.636
σ3 0 0 -25.75 -183.52 -211.27 0.62
σ2 0 0 1.54 4.3 -91.36 0.27
σ1 0 0 139.24 161.13 128.6 0.38
σ0 0 0 140.13 163 130.44 0.39

Tabella 2 – Tensioni normali sulla sezione lorda, fase 3, per la combinazione Mmin. [N/mm2]

NOTE:
1) Tensione totale all’estradosso soletta alla fine della fase 2 = 0.64 N/mm2
2) Tensione totale all’intradosso soletta alla fine della fase 2 = 0.9 N/mm2
Ö La sezione a fine fase 2 è stata considerata: “ Cracked ( m.) ”
3) Tensione totale all’estradosso soletta alla fine della fase 3 = -5.72 N/mm2
4) Tensione totale all’intradosso soletta alla fine della fase 3 = -3.57 N/mm2
Ö La sezione a fine fase 3 è stata considerata: “ Uncracked ( m.) ”

Taglio

31
hw/tw ε w Kτ
η
205 > 80.099
Verifica a “Shear Buckling” : NECESSARIA

a/hw η Isl Kτsl Kτ


1.084 1.2 1.375E+8 30.784 14.523

Tabella 1 – Valutazione della necessità di calcolo della resistenza a “Shear buckling”

Shear bukling resistance


Contributo Anima
Contributo Flange
Appoggio rigido
χw λw τcr C MEd Mf,Rd MEd/ Mf,Rd

0.555 1.767 65.7 1045.959 -8.835E+7 -1.343E+8 0.658

Vbw,Rd = 6.872E+6 N Vbf,Rd = 3.545E+4 N

Vb,Rd = 6.908E+6 N

Tabella 2 – Determinazione della resistenza a “Shear buckling”


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 164/261

Resistenza a
Resistenza Plastica Resistenza a Taglio
Shear bukling
Vb,Rd = 6.908E+6 N Vpl,Rd = 1.556E+7 N VRd = 6.908E+6 N

Essendo: VRd = min (Vpl,Rd;Vb,Rd), se è necessaria la verifica a “Shear buckling”


VRd = Vpl,Rd se non necessaria la verifica a “Shear buckling”

Tabella 3 – Calcolo resistenza a taglio

Coefficienti
η3=VEd / VRd 0.045
η3=VEd / Vbw,Rd 0.046
η1 = max[ηi] Classe<=2
η1=MEd / MRd 0.504

Tabella 4 – Coefficienti di sicurezza

Interazione pressoflessione - taglio (N-M-V)

test interazione
pressoflessione - taglio
η3 < 0.5
Non c'è interazione
M Ed /M fl Rd < 1.0

Tabella 5 – Interazione taglio-flessione


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 165/261

7.1.2.2 Sezione c4_filoA_2_S69

Sezione c4_filoA_2_S69

Caratteristiche generali

Trave Soletta Irrigidimenti Materiali Coeff. materiali


hmet 3750 hcop 0 a 2000 Ea 210000 γc 1.5
binf 3700 b1 700 Npanel 3 fcd 20 γs 1.15
tinf 80 bcls 9350 h1 1100 fyd 391 γM0 1.05
bsup 1200 tcls 260 h2 2650 fydabf 319 γM1 1.1
tsup 80 nE0 6.162 bsldx 0 fydaw 338 γM2 1.25
hwr 3590 nEPerm 14.631 tbsldx 0 fydatf 319 γMSERV 1
twr 22 nERit 14.192 hsldx 0 fyabf 335 η 1.2
csup 35 nEDef 34.337 thsldx 0 fyaw 355
cinf 65 nG0 5.688 bslsx 164 fyatf 335
p bsup 100 nGPerm 13.505 tbslsx 16 εabf 0.838
p binff 100 nGRit 13.1 hslsx 140 εw 0.814
φsup 26 nGDef 31.696 thslsx 16 εatf 0.838
φinf 26

Tabella 1 – Dati generali. [N, mm]

Componenti Ai zGi
Flangia inf. 296000 40
Web 78980 1875
Flangia sup. 96000 3710
Acciaio 470980 1096
Soletta (omog. con nE0) 394484 3880
Raccordo cls (omog. con nE0) 0 3750
Armatura sup. 49642 3975
Armatura inf. 49642 3815

Tabella 2 – Area e baricentro dei vari componenti della sezione. [mm]

fase_1 fase_2a fase_2b fase_2c fase_3 cracked


A 4.71E+5 7.364E+5 7.416E+5 6.411E+5 9.647E+5 5.703E+5
zG 1.096E+3 2.101E+3 2.114E+3 1.837E+3 2.522E+3 1.583E+3
Jy 1.119E+12 2.442E+12 2.458E+12 2.095E+12 2.995E+12 1.762E+12
Jz 3.492E+11 1.56E+12 1.597E+12 8.65E+11 3.223E+12 3.492E+11
Wy,0 -1.021E+9 -1.162E+9 -1.163E+9 -1.14E+9 -1.187E+9 -1.113E+9
Wy,1 -1.102E+9 -1.208E+9 -1.209E+9 -1.192E+9 -1.226E+9 -1.172E+9
Wy,3 4.347E+8 1.557E+9 1.579E+9 1.143E+9 2.609E+9 8.444E+8
Wy,4 4.216E+8 1.481E+9 1.502E+9 1.095E+9 2.439E+9 8.132E+8
Wy,5 --- 1.481E+9 1.502E+9 1.095E+9 2.439E+9 8.132E+8
Wy,6 --- 1.425E+9 1.445E+9 1.059E+9 2.317E+9 7.895E+8
Wy,7 --- 1.303E+9 1.321E+9 9.797E+8 2.061E+9 7.367E+8
Wy, 8 --- 1.279E+9 1.296E+9 9.639E+8 2.013E+9 7.261E+8
Sy,1 3.125E+8 6.102E+8 6.138E+8 5.318E+8 7.348E+8 4.568E+8
Sy,2 3.239E+8 6.551E+8 6.593E+8 5.658E+8 8.004E+8 4.816E+8
Sy,3 2.51E+8 6.28E+8 6.327E+8 5.288E+8 7.859E+8 4.337E+8
Sy,4 -2.98E-8 4.736E+8 4.794E+8 3.49E+8 6.719E+8 2.295E+8
e
Tabella 3 – Caratteristiche statiche della sezione composta, nella varie fasi. [mm]
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 166/261

Domini di plasticità

Dominio di plasticità sezione completa


ramo I e II (azioni assiali negative)
N- zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 197.19 3.11E+5 3305.9 -4.094E+5
-2.369E+4 1789.44 3.472E+5 1713.66 -4.091E+5
-4.737E+4 3381.68 3.457E+5 121.41 -3.711E+5
-7.106E+4 3695.33 3.189E+5 70.23 -3.131E+5
-9.475E+4 3726.27 2.908E+5 60.2 -2.549E+5
-1.184E+5 3779.73 2.618E+5 50.16 -1.965E+5
-1.421E+5 3814.76 2.313E+5 40.13 -1.378E+5
-1.658E+5 3831 2.007E+5 30.1 -7.892E+4
-1.895E+5 3958.73 1.682E+5 20.07 -1.977E+4
-2.132E+5 3975.24 1.338E+5 10.03 3.962E+4
-2.369E+5 4010 9.925E+4 0 9.925E+4
ramo III e IV (azioni assiali positive)
N+ zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 197.19 3.11E+5 3305.9 -4.094E+5
1.906E+4 72.66 2.645E+5 3687.82 -3.884E+5
3.812E+4 64.59 2.177E+5 3712.72 -3.659E+5
5.719E+4 56.52 1.708E+5 3737.61 -3.43E+5
7.625E+4 48.44 1.237E+5 3801.63 -3.194E+5
9.531E+4 40.37 7.647E+4 3814.68 -2.948E+5
1.144E+5 32.3 2.909E+4 3817.28 -2.702E+5
1.334E+5 24.22 -1.846E+4 3905.81 -2.447E+5
1.525E+5 16.15 -6.615E+4 3973.26 -2.175E+5
1.716E+5 8.07 -1.14E+5 3975.87 -1.898E+5
1.906E+5 0 -1.62E+5 4010 -1.62E+5

Tabella 7 – Dominio della sezione intera


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 167/261

Dominio di plasticità sezione senza anima


ramo I e II (azioni assiali negative)
N- zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 69.43 2.63E+5 3697.8 -3.622E+5
-2.102E+4 78.33 3.145E+5 3670.35 -3.866E+5
-4.203E+4 3692.3 3.043E+5 71.21 -3.361E+5
-6.305E+4 3719.74 2.795E+5 62.31 -2.845E+5
-8.407E+4 3747.19 2.54E+5 53.41 -2.327E+5
-1.051E+5 3813.34 2.274E+5 44.51 -1.807E+5
-1.261E+5 3816.22 2.002E+5 35.61 -1.286E+5
-1.471E+5 3874.2 1.727E+5 26.7 -7.623E+4
-1.681E+5 3972.73 1.431E+5 17.8 -2.368E+4
-1.891E+5 3975.6 1.126E+5 8.9 2.904E+4
-2.102E+5 4010 8.196E+4 0 8.196E+4
ramo III e IV (azioni assiali positive)
N+ zpl M+ zpl M-
(kN) (mm) (kNm) (mm) (kNm)
0E+00 69.43 2.63E+5 3697.8 -3.622E+5
1.639E+4 62.49 2.228E+5 3719.21 -3.427E+5
3.278E+4 55.54 1.824E+5 3740.61 -3.229E+5
4.918E+4 48.6 1.419E+5 3799.63 -3.026E+5
6.557E+4 41.66 1.013E+5 3814.26 -2.815E+5
8.196E+4 34.71 6.058E+4 3816.5 -2.603E+5
9.835E+4 27.77 1.975E+4 3860.62 -2.389E+5
1.147E+5 20.83 -2.12E+4 3949.01 -2.162E+5
1.311E+5 13.89 -6.226E+4 3973.99 -1.925E+5
1.475E+5 6.94 -1.034E+5 3976.23 -1.687E+5
1.639E+5 0 -1.447E+5 4010 -1.447E+5

Tabella 8 – Dominio della sezione senza anima

Preclassificazione

Caratteristiche plastiche dei singoli componenti

Npl zN zmax zmin descrizione


Ncur 5.998E+6 3993.83 4010 3977.65 Nu strato di cls superiore
Nclur 2.869E+7 3895 3972.35 3817.65 Nu strato di cls intermedio alle armature
Nclr 1.156E+7 3781.17 3812.35 3750 Nu strato di cls inferiore
Nst 1.943E+7 3975 3977.65 3972.35 Nu armatura superiore
Nsb 1.943E+7 3815 3817.65 3812.35 Nu armatura inferiore
Ncop 0E+00 3750 3750 3750 Nu raccordo in cls
Natf 3.063E+7 3710 3750 3670 Nu flangia superiore trave acciaio
Naweb 2.67E+7 1875 3670 80 Nu anima trave in acciaio
Nabf 9.444E+7 40 80 0 Nu flangia inferiore trave acciaio

Tabella 4 – - Caratteristiche plastiche dei vari componenti. [N, mm]


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 168/261

Azione assiale plastica


Sezione composta completa Sezione composta formata dalle sole flange
Npl,Rd+ 1.906E+8 N Nf,Rd+ 1.639E+8 N
- -
Npl,Rd -2.369E+8 N Nf,Rd -2.102E+8 N
Tabella 5 – Azione assiale plastica. [N]

Pre-Classificazione degli elementi della sezione


Classificazione Piattabande Classificazione anima
c/t alfa Psi (*) classe
M+ M-
c/t classe classe M+ 163.182 0.033 -1.388 1

Sup. 7.362 1 1 M- 163.182 0.101 -0.47 1

Inf. 22.988 4 1 163.182 1 1 4


N-
Epsabf = 0.838 Epsatf = 0.838 Epsaw = 0.814 (*) calcolato in Fase 3

Tabella 6 – Preclassificazione della sezione. [mm]

Verifiche S.L.U. sezione composta - comb. Mmax

Pressoflessione - Analisi plastica

Sollecitazioni per la Combinazione Mmax


N V M T
Fase 1 -1.547E+7 5.417E+6 5.616E+7 -5.661E+4
Fase 2a -3.271E+6 2.892E+6 6.902E+7 -1.72E+5
Fase 2b * 8.313E+5 2.628E+4 9.044E+6 6.865E+4
Fase 2c 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00
Fase 3a * 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00
Fase 3b -1.394E+6 3.93E+6 9.102E+7 -2.771E+6
totale -2.958E+7 1.227E+7 2.071E+8 -2.931E+6
Tabella 9 – Sollecitazioni per la combinazione Mmax. [N, m]
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 169/261

(*: Le fasi 2b e 3a comprendono i solo effetti iperstatici rispettivamente del ritiro e della variazione termica.)

εsoletta N M εunif εgrad γ∗ψ


Ritiro 2.382E-4 -8.567E+6 -1.513E+7 -5.501E-5 -2.932E-8 1.2
Variazione termica 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00 0E+00 0

Tabella 10 – Effetti primari (isostatici) del ritiro e della variazione termica. [N, m]

Classificazione sezione sulla base della c.c. corrente Mmax


c/t zpl (mm) α ψ (∗) classe
anima 163.18 2185.71 0.59 -1.23 4
piatt. sup. 7.36 1
piatt. inf. 22.99 4
classe compl. 4
Tabella 11 – Classificazione della sezione per la combinazione Mmax. [mm]

Verifica a Presso-Tenso flessione : Combinazione Mmax


Analisi plastica N – M – interazione N-M
Classe di riferimento della sezione: 4

Analisi plastica: Non applicabile

Azione assiale Flessione M Interazione N/M


NEd -2.958E+7 MEd 2.071E+8 NEd -2.958E+7
Nc,Rd -2.369E+8 Mc,Rd 3.11E+8 MEd 2.071E+8
MN,Rd 3.504E+8
NEd/Nc,Rd 0.125 MEd/Mc,Rd 0.666 MEd/MN,Rd 0.591
Non applicabile Non applicabile Non applicabile

Tabella 12 – Verifica plastica per la sezione Mmax. [N, m]


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 170/261

Pressoflessione - Calcolo tensioni lorde

1 2a 2a 2b 2b 2c 2c 2
Uncr. Cr. Uncr. Cr. Uncr. Cr. tot
σ8 --- 3.38 0 2.84 0 0 0 0
σ7 --- 48.52 87.96 -19.64 13.73 0 0 101.69
σ6 --- 44 81.69 -19.05 12.91 0 0 94.6
σ5 --- 2.88 0 2.9 0 0 0 0
σ4 100.37 42.16 79.14 -18.81 12.58 0 0 192.09
σ3 96.36 39.9 76.01 -18.51 12.17 0 0 184.53
σ2 -32.84 -4.44 -5.74 -12.74 1.46 0 0 -37.12
σ1 -83.82 -61.58 -64.61 -5.2 -6.26 0 0 -154.69
σ0 -87.84 -63.84 -67.75 -4.9 -6.67 0 0 -162.25

Tabella 1 – Tensioni normali sulla sezione lorda, fasi 1 e 2, per la combinazione Mmax. [N/mm2]

3a 3a 3b 3b 3
η1 η1max
Uncr. Cr. Uncr. Cr. tot
σ8 0 0 7.1 0 0 0
σ7 0 0 42.71 121.1 222.79 0.57
σ6 0 0 37.85 112.83 207.44 0.53
σ5 0 0 5.82 0 0 0
σ4 0 0 35.87 109.48 301.57 0.95 0.952
σ3 0 0 33.44 105.34 289.88 0.86
σ2 0 0 -1.44 -2.44 -39.56 0.12
σ1 0 0 -75.68 -80.08 -234.77 0.69
σ0 0 0 -78.11 -84.21 -246.47 0.77

Tabella 2 – Tensioni normali sulla sezione lorda, fase 3, per la combinazione Mmax. [N/mm2]

NOTE:
1) Tensione totale all’estradosso soletta alla fine della fase 2 = 6.22 N/mm2
2) Tensione totale all’intradosso soletta alla fine della fase 2 = 5.79 N/mm2
Ö La sezione a fine fase 2 è stata considerata: “ Cracked( m.) ”
3) Tensione totale all’estradosso soletta alla fine della fase 3 = 13.32 N/mm2
4) Tensione totale all’intradosso soletta alla fine della fase 3 = 11.61 N/mm2
Ö La sezione a fine fase 3 è stata considerata: “ Cracked ( m.) ”
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 171/261

Pressoflessione - Calcolo tensioni efficaci

Calcolo caratteristiche geometriche efficaci

Componente c t λp ρ beff
Piattabanda superiore 589 80 -- -- 1200
Piattabanda inferiore 1839 80 1 0.87 3219

Tabella 15 – Instabilità locale delle piattabande (comb. Mmax) . [mm]

anima (gl.) subp.1 subp.2 subp.3


b 3590 1020 1550 1020
σcr0E 7.14 88.39 38.28 88.39
σsup 291.53 291.53 132.81 -108.39
σinf -267.11 132.81 -108.39 -267.11
ψ -1.09 2.2 -1.23 0.41
kσ 26.16 1E+50 29.61 5.63
λp 1.38 0 0.56 0.84
bc 1716.54 0 696.54 1020
bcsup 1029.92 0 417.92 575.96
bcinf 686.61 0 278.61 444.04
ρloc 0.67 1 1 0.92
bceff 1149.89 0 696.54 939.98
bceff sup 689.93 0 417.92 530.78
bceff inf 459.95 0 278.61 409.2
φ foro 566.65 0 0 80.02

Tabella 15 – Instabilità locale dei pannelli d’anima (comb. Mmax) . [N, mm]

Caratteristiche anima compressa


A zG Jy
Ac,edge sup 9.194E+3 1587.6 1.338E+8
Ac,1 0E+00 0 0E+00
Ac,2 1.88E+4 951.3 1.144E+9
Ac,edge inf 9.769E+3 302 1.605E+8
Ac tot 3.776E+4 938.3 9.273E+9
Ac 2.366E+4

Tabella 16 – Caratteristiche dell’anima compressa, ribs esclusi (comb. Mmax) . [mm]


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 172/261

Depurazione per instabilità locale


A zG Jy
Ac, eff, edge sup 9.194E+3 1587.575 1.338E+8
Ac, eff, 1 0E+00 0 0E+00
Ac, eff, 2 1.781E+4 973.9 9.721E+8
Ac,edge inf 9.002E+3 284.6 1.256E+8
Ac, eff, tot 3.6E+4 958.3 8.963E+9
Ac, eff, loc 2.267E+4

Tabella 17 – Caratteristiche dell’anima compressa, depurata per instabilità locale (comb. Mmax) . [mm]

rib1 rib2 lumped


Asl 0E+00 2.366E+4 2.366E+4
esl 0 -27.6 -27.6
Isl 0E+00 8.633E+7 8.633E+7
Asl,eff 0E+00 2.267E+4 2.267E+4
esl,eff 0 -28.8 -28.8
Isl eff 0E+00 8.549E+7 8.549E+7
σcr,sl,i (p) 0 1900.99 1900.99
σcr,p,i (p) 0 4684.77 4684.77
σcr,sl (c) 0 1890.17
σcr,c (c) 0 4658.12
αe 0.649
Tabella 18 – Tensioni critiche per l’anima (comb. Mmax) . [N, mm]

Calcolo dei coefficienti di riduzione per instabilità


pl. buckling
plate (p) column (c) col. buckling (c)
(p)
σcr,p (p) , (c) 4684.77 4658.12 ρp , χc 1 0.953
βac (p) , (c) 0.958 0.958 ξ 0.006
λp , λc 0.269 0.27 ρc 0.954
Tabella 19 – Coefficienti di riduzione per l’anima (comb. Mmax) . [mm]
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 173/261

Anima depurata per instabilità


locale e globale
A zG Jy
edge sup 9.194E+3 1587.6 1.338E+8
1 0E+00 0 0E+00
2 1.698E+4 973.9 9.272E+8
edge inf 9.002E+3 284.6 1.256E+8
Totale 3.518E+4 957.9 8.918E+9

Tabella 20 – Anima depurata per instabilità locale e globale dell’anima (comb. Mmax) . [mm]

Depurazione complessiva da
applicare alla sezione
Aeff,comp zG Jy
Anima -2.582E+3 670.8 -1.566E+8

Piatt. sup. 0E+00 3710 0E+00


Piatt. inf. -3.848E+4 40 -2.052E+7

Tabella 20 – Depurazione complessiva da applicare alla sezione (comb. Mmax) . [mm]

Caratteristiche statiche geometriche efficaci (Sezione depurata)

fase 1 fase 2a fase 2b fase 2c fase 3 cracked

Aeff 4.299E+5 7E+5 7E+5 6E+5 9.2E+5 5.3E+5


zGeff 1192.8 2220.7 2232.9 1957 2630.9 1699.8
ΔzG -97.1 -119.4 -119.2 -120.3 -108.6 -116.7
Jyeff 1.071E+12 2.263E+12 2.277E+12 1.958E+12 2.738E+12 1.661E+12
Wy,0eff -8.982E+8 -1.019E+9 -1.02E+9 -1.001E+9 -1.041E+9 -9.772E+8
Wy,1eff -9.628E+8 -1.057E+9 -1.058E+9 -1.043E+9 -1.073E+9 -1.025E+9
Wy,3eff 4.325E+8 1.562E+9 1.585E+9 1.143E+9 2.635E+9 8.431E+8
Wy,4eff 4.19E+8 1.48E+9 1.501E+9 1.092E+9 2.446E+9 8.102E+8
Wy,5eff --- 1.48E+9 1.501E+9 1.092E+9 2.446E+9 8.102E+8
Wy,6eff --- 1.419E+9 1.439E+9 1.054E+9 2.312E+9 7.853E+8
Wy,7eff --- 1.29E+9 1.307E+9 9.704E+8 2.037E+9 7.3E+8
Wy, 8eff --- 1.265E+9 1.281E+9 9.538E+8 1.985E+9 7.19E+8

Tabella 21 – Caratteristiche geometriche efficaci della sezione (comb. Mmax). [mm]


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 174/261

Momento aggiuntivo per “shift” dell’asse neutro

fase 1 fase 2a fase 2b fase 2c fase 3a fase 3b

ΔM craked 1.501E+6 3.815E+5 -9.698E+4 0E+00 0E+00 1.626E+5


ΔM uncraked 1.501E+6 3.905E+5 1.127E+6 0E+00 0E+00 1.514E+5

Tabella 22 – Momenti aggiuntivi per shift asse neutro (comb. Mmax). [Nm]

NOTA:

Le caratteristiche efficaci sono state calcolate iterativamente in 1 iterazioni, con la seguente variazione
percentuale del coefficiente ψ.

Var. % ψ
(ψ1 - ψ0)/ ψ0 * 100 0.611
(ψ2 - ψ1)/ ψ1 * 100
(ψ3 - ψ2)/ ψ2 * 100
(ψ4 - ψ3)/ ψ3 * 100
(ψ5 - ψ4)/ ψ4 * 100

Tabella 23 – Variazione percentuale del coefficiente ψ ad ogni iterazione

Calcolo tensioni efficaci

2a 2a 2b 2b 2c 2c 2
1
Uncr. Cr. Uncr. Cr. Uncr. Cr. tot
σ8 --- 3.43 0 2.84 0 0 0 0
σ7 --- 49.11 88.89 -19.6 13.83 0 0 102.72
σ6 --- 44.2 82.21 -19.04 12.96 0 0 95.17
σ5 --- 2.88 0 2.9 0 0 0 0
σ4 101.65 42.2 79.49 -18.81 12.61 0 0 193.75
σ3 97.34 39.75 76.15 -18.53 12.18 0 0 185.67
σ2 -35.98 -4.7 -6.18 -13.49 1.57 0 0 -40.59
σ1 -95.87 -70.37 -73.86 -5.94 -7.15 0 0 -176.89
σ0 -100.18 -72.82 -77.21 -5.66 -7.58 0 0 -184.97

Tabella 24 – Tensioni normali sulla sezione depurata, fasi 1 e 2, per la combinazione Mmax. [N/mm2]
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 175/261

3a 3a 3b 3b 3
η1 η1MAX
Uncr. Cr. Uncr. Cr. tot
σ8 0 0 7.21 0 0 0
σ7 0 0 43.25 122.26 224.98 0.575
σ6 0 0 37.93 113.48 208.65 0.533
σ5 0 0 5.8 0 0 0
σ4 0 0 35.76 109.91 303.66 0.952 0.952
σ3 0 0 33.1 105.52 291.19 0.861
σ2 0 0 -1.51 -2.63 -43.22 0.128
σ1 0 0 -86.46 -91.55 -268.44 0.794
σ0 0 0 -89.13 -95.94 -280.91 0.88

Tabella 25 – Tensioni normali sulla sezione depurata, fase 3, per la combinazione Mmax. [N/mm2]

NOTE:
1) Tensione totale all’estradosso soletta alla fine della fase 2 = 6.27 N/mm2
2) Tensione totale all’intradosso soletta alla fine della fase 2 = 5.79 N/mm2

Ö La sezione a fine fase 2 è stata considerata: “ Cracked ( m.) ”


3) Tensione totale all’estradosso soletta alla fine della fase 3 = 13.48 N/mm2
4) Tensione totale all’intradosso soletta alla fine della fase 3 = 11.59 N/mm2
Ö La sezione a fine fase 3 è stata considerata: “ Cracked ( m.) ”

Taglio

31
hw/tw ε w Kτ
η
163.182 > 115.702
Verifica a “Shear Buckling” : NECESSARIA

a/hw η Isl Kτsl Kτ


0.557 1.2 1.569E+8 83.64 30.303

Tabella 1 – Valutazione della necessità di calcolo della resistenza a “Shear buckling”

Shear bukling resistance


Contributo Anima
Contributo Flange
Appoggio rigido
χw λw τcr C MEd Mf,Rd MEd/ Mf,Rd

0.852 0.974 216.2 752.195 2.452E+8 3.188E+8 0.769

Vbw,Rd = 1.254E+7 N Vbf,Rd = 2.15E+6 N

Vb,Rd = 1.469E+7 N

Tabella 2 – Determinazione della resistenza a “Shear buckling”


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 176/261

Resistenza a
Resistenza Plastica Resistenza a Taglio
Shear bukling
Vb,Rd = 1.469E+7 N Vpl,Rd = 1.85E+7 N VRd = 1.469E+7 N

Essendo: VRd = min (Vpl,Rd;Vb,Rd), se è necessaria la verifica a “Shear buckling”


VRd = Vpl,Rd se non necessaria la verifica a “Shear buckling”

Tabella 3 – Calcolo resistenza a taglio

Coefficienti
η3=VEd / VRd 0.835
η3=VEd / Vbw,Rd 0.978
η1 = max[ηi] 0.952
η1=MEd / MRd Classe>2

Tabella 4 – Coefficienti di sicurezza

Interazione pressoflessione - taglio (N-M-V)

test interazione
pressoflessione - taglio
η3 > 0.5
Non c'è interazione
M Ed /M fl Rd < 1.0

Tabella 5 – Interazione taglio-flessione

7.2 S.L.E. - limitazione delle tensioni

La verifica viene condotta con riferimento alle tensioni di Von Mises valutate sotto la combinazione
fondamentale S.L.E., applicando il coefficiente di materiale γm,ser = 1.0.

7.2.1 Riepilogo coefficienti di sfruttamento

Il diagramma seguente propone i coefficienti di sfruttamento S.L.E. rilevati sui 5 fili di trave, sviluppati in
automatico dal programma Ponti EC4.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 177/261

Come si può notare dall’esame del diagramma, i rapporti di sfruttamento S.L.E. appaiono
soddisfacentemente al di sotto dell’unità.
La situazione più gravosa, in termini di rapporto di sfruttamento delle tensioni di Von Mises, viene rilevata in
corrispondenza del filo C, nella zona di ancoraggio stralli, con:

η = 0.85 sezione c5 filoC_S31


Di seguito si riportano, per ciascun filo di trave, i diagrammi relativi ai rapporti di sfruttamento S.L.E. ,
unitamente ai grafici recanti l’andamento, per ciascuna sezione, delle tensioni normali di intradosso ed
estradosso trave (σxEd, MPa) nelle combinazioni Mmax ed Mmin.
filo A esterno curva
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 178/261

filo B esterno curva


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 179/261

filo C (centrale)

filo B interno curva


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 180/261

filo A interno curva


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 181/261

7.3 S.L.E. freq. - "web breathing"

La verifica è volta alla limitazione della snellezza dei singoli sottopannelli. Per i criteri di verifica, si rimanda a
EN 1993-2, cap. 7.4/istr. NTC08, cap. 4.2.4.1.3.4.
La verifica viene effettuata mediante il metodo rigoroso, consistente nella verifica diretta della stabilità dei
sottopannelli con riferimento al quadro tensionale della combinazione S.L.E. frequente.
Viene pertanto confrontato il quadro tensionale indotto dalla combinazione S.L.E. frequente, rappresentato
da σx,Ed,ser (calcolate però con riferimento all’area efficace, se pertinente) e τxy,Ed,ser, con le tensioni normali e
tangenziali critiche del pannello, mediante la relazione (cfr. 1993-2 cap. 7.4.(3)):

In cui:
σE = 186200(t/h)2 tensione critica Euleriana

kσ,kτ = coefficienti di imbozzamento per tensioni normali e per taglio, funzione della geometria e stato di
sforzo del pannello.
La verifica viene effettuata in automatico dal programma Ponti EC4, sulla base delle combinazioni S.L.E.
frequenti elaborate per tutte le sezioni di verifica, rispettivamente per Mmax/min e Vmax/min.
La tensione normale critica viene valutata a partire da quella Euleriana, tenendo conto della eventuale
sovrapposizione dei fenomeni di instabilità di piastra e di colonna tramite il coefficiente ξ, seguendo i criteri
contenuti in EN 1993-1-5 - 4.5.4.(1).

7.3.1 Riepilogo coefficienti di sfruttamento

Relativamente alla verifica di Web Breathing, i diagrammi seguenti riportano l’andamento del rapporto di
sfruttamento (inteso come il risultato della radice quadrata della formula precedente).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 182/261

Come si può notare dall’esame del diagramma, la verifica di Web Breating appare soddisfatta.
La situazione più gravosa viene riscontrata in corrispondenza della sezione C1 filo_A_S38 (filo esterno
curva), nella combinazione S.L.E. freq, Vmin, con ηWB = 0.998 < 1.1

7.4 Verifica connessione trave -soletta

7.4.1 Generalità

Si fa riferimento a quanto contenuto in EN 1994-1/EN 1994-2/NTC-08, 4.3.4.1.2 + istr. cap. C.4.3.4.


Le piolature adottate sono tutte a completo ripristino di resistenza.
Il ciclo di verifica completo delle piolature comprende i seguenti passi:

- Verifica tensioni S.L.U. (valido per sezioni con η1 ≤ 1)


Deduzione del massimo scorrimento "elastico" a taglio allo S.L.U. sul singolo piolo, nell'ambito delle
condizioni Mmax/Mmin, Vmax/Vmin, e confronto con la portanza del piolo allo S.L.U..:
vL,Ed(x) = VEd(x) S/J
vL,EdULS ≤ 1.1 Ni/li PRd
In cui S e J sono univocamente definite sulla base delle caratteristiche "uncracked"
Tale approccio risulta ovviamente valido solamente per le sezioni che non attingono alle proprie risorse extra
elastiche (η1 ≤ 1). Per sezioni di classe 1-2, qualora il rapporto di sfruttamento elastico η1 risulta maggiore di
1, non risulta più valido l'approccio di calcolo dello scorrimento (v = VS/J), ed è quindi necessario tenere
conto in maniera non lineare della relazione tra azione tagliante Ve scorrimento vL mediante l'approccio non
lineare indicato al punto seguente.

- Verifica plastica S.L.U. (obbligatoria per sezioni con η1 > 1)


Nelle zone plasticizzate (in generale a momento negativo) non risulta più valido l'approccio di calcolo
dell'azione nei pioli basata sul flusso elastico: in questo caso, infatti, il legame fra il taglio per unità di
lunghezza, le forze interne della soletta ed il momento flettente non è più lineare (EN 1994-2 cap. 6.6.2.2).
Si evidenzia che, per il caso in esame, non risulta in alcuna sezione superato il rapporto di sfruttamento
elastico, pertanto, tale verifica aggiuntiva non risulta significativa.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 183/261

- Verifica tensioni S.L.E.


Deduzione del massimo scorrimento "elastico" a taglio allo S.L.E. sul singolo piolo, nell'ambito delle
condizioni Mmax/Mmin, Vmax/Vmin, e confronto con la portanza del piolo allo S.L.E..
Il criterio di confronto dello scorrimento con la portanza della piolatura è identico a quello visto per la verifica
delle tensioni S.L.U. , con ovvia sostituzione delle grandezze.

vL,EdSLS ≤ Ni/li ks PRd


- Verifica concentrazione scorrimenti per effetto del ritiro nelle zone di estremità trave
L'ammontare delle azioni di scorrimento per ritiro nelle zone di coda verrà affidato per intero all'armatura di
continuità.

7.4.2 Caratteristiche piolatura corrente

La tabella seguente riporta le caratteristiche impiegate per la piolatura dei vari conci di ciascun filo di trave.

Nell'ambito del calcolo dei contributi resistenti si valuta separatamente la rottura del piolo e la rottura del
calcestruzzo che lo circonda, sulla base dei seguenti parametri:
fu = 450.0 MPa tensione ultima del gambo del piolo
γv = 1.25 coefficiente di sicurezza piolo
fck = 35.0 MPa resistenza caratteristica cilindrica del calcestruzzo
Ecm = 34077 MPa modulo elastico secante del calcestruzzo
Inoltre, essendo h/d = 200.0/19 = 10.53, si ha:
α=1
Si ha pertanto (cfr. EN 1994-2, 6.6.3.1.(1)):

Prk,1 = 0.8 fυ π d2/4 = 102.07 kN rottura gambo


2 0.5
Prk,2 = 0.29 α d (fck Ecm) = 114.33 kN rottura calcestruzzo
Discende pertanto il valore di progetto della resistenza ultima, dal minimo dei valori riscontrati diviso per il
coefficiente di sicurezza:
Prd = 102.07/1.25 = 81.66 kN
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 184/261

I valori di riferimento nell'ambito delle verifiche S.L.U. e S.L.E. sono pertanto i seguenti:
Prd,slu = 81.66 kN
Ponendo ks = 0.6, conformemente a quanto previsto dalle Istruzioni della NTC-08 e dal N.A.D. di EN 1994-2,
si ha
Prd,sle = 0.6 x 81.66 = 49.0 kN

7.4.3 Detailing

Per i limiti dimensionali da rispettare nel detailing delle piolature si fa riferimento ai contenuti di NTC-08 cap.
4.3.4.3.4/EN 1994-2 cap. 6.6.5.. Di seguito si evidenzia il riferimento specifico a quest’ultimo testo normativo,
più puntuale.
Il massimo interasse longitudinale delle piolature dovrà rispettare le seguenti limitazioni (EN1994-2
6.6.5.5(2)):
emax/tf ≤ 22 ε
emax/tf ≤ 22 x 0.81 = 17.9
Con riferimento agli spessori effettivamente utilizzati, si evincono i limiti riportati in tabella.

La distanza delle file longitudinali di pioli dal bordo dovrà rispettare le seguenti limitazioni (EN1994-2
6.6.5.5(2)):
ed/tf ≤ 9 ε
ed/tf ≤ 9 x 0.81 = 7.29
Si ottiene pertanto quanto riepilogato in tabella

Inoltre:
ed,min = 25.0 mm (1994-2 6.6.5.6(2))
La minima distanza misurata tra la parte inferiore della testa del piolo e lo strato inferiore di armatura dovrà
essere > 40 mm.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 185/261

I pioli dovranno rispettare le seguenti limitazioni dimensionali:


hp ≥ 3d EN 1994-2 6.6.5.7.(1) hp = altezza piolo
dt ≥ 1.5d EN 1994-2 6.6.5.7.(2) dt = diametro testa
ht ≥ 0.4d EN 1994-2 6.6.5.7.(2) ht = altezza testa
dp≥ 1.5tsup EN 1994-2 6.6.5.7.(3) dp = diam. piolo, tsup = spessore flangia (*)
(*) per piattabande in tensione, soggette a fatica
dp≥ 2.5tsup EN 1994-2 6.6.5.7.(5) dp = diam. piolo, tsup = spessore flangia (**)
(**) per tutte le piattabande
dp ≥ 1.5tsup EN 1994-2 6.6.5.7.(3) dp = diam. piolo, tsup = spessore flangia
L'interasse dei pioli dovrà rispettare le seguenti limitazioni dimensionali (EN1994-2 6.6.5.7.(4)):
slg ≥ 5 dp in direzione longitudinale
stv ≥ 2.5 dp in direzione trasversale

7.4.4 Riepilogo rapporti di sfruttamento verifica elastica S.L.U. - S.L.E.

Il calcolo dello scorrimento nelle varie sezioni di verifica ed il confronto con la piolatura di progetto viene
effettuato in automatico dal programma PontiEC4 nell'ambito delle condizioni considerate (Mmax/min e
Vmax/min).
I diagrammi seguenti riportano l’andamento del rapporto di sfruttamento dei connettori allo S.L.U. ed allo
S.L.E. e l’andamento dei flussi di taglio S.L.U. massimi e minimi (qEd) insistenti sui connettori (valori in N/m),
rapportati alle rispettive capacità (qRd).
filo A esterno curva
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 186/261

filo B esterno curva

filo C centrale
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 187/261

filo B interno curva

filo A interno curva

Le verifiche appaiono soddisfatte.


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 188/261

7.5 Verifiche a fatica

7.5.1 Generalità

Le verifiche a fatica vengono effettuate con l'impiego del metodo dei coefficienti λ, associato al veicolo a
fatica FLM3 (EN 1993-2 cap. 9/istr. NTC-08, cap. 4.2.4.1.4.6.3.).
In estrema sintesi, il metodo consiste nell’estrazione, per i vari punti di interesse, del range di sforzi Δσp
dovuto al singolo transito di uno specifico modello di carico (FLM3), da calibrarsi opportunamente mediante
l'applicazione dei fattori equivalenti di danno, in modo da fornire il medesimo impatto del traffico reale.
Si ha pertanto:

Δσp = | σp,max - σp,min | ampiezza escursione tensioni, valutata dalla combinazione di


progetto a fatica (comp. non ciclica + comp. ciclica da FLM3).
ΔσE,2 = λ Δσp ampiezza equivalente allo spettro di danneggiamento per 2E6 cicli
con:

λ = λ1 λ2 λ3 λ4 fattore equivalente di danno


Verifica:

γFf ΔσE,2 ≤ Δσc/γMf


In ottemperanza a quanto previsto dalle istruzioni e dal N.A.D., e nell'ottica del concetto "safe life", si pone:
γFf = 1
Si pone inoltre, per lo specifico caso:
γMf = 1.35 alta conseguenza a seguito della rottura del dettaglio

γMf = 1.15 bassa conseguenza a seguito della rottura del dettaglio

7.5.2 Coefficienti λ

Il valore dei coefficienti λ1, λ2,λ3, λ4 viene determinato secondo quanto previsto in EN 1993-2 cap. 9 e EN
1994-2 cap. 6.8.6.2 rispettivamente per i dettagli di carpenteria e per le piolature (in quest'ultimo caso i
coefficienti λ verranno indicati con il pedice aggiuntivo "v").
Per l'individuazione delle caratteristiche distintive la tipologia di traffico ed il modello di carico, si fa
riferimento a EN 1991-2 cap. 4.6./ NTC-08, cap. 5.
Con riferimento alla tabella seguente, tratta da EN 1991-2, 4.6.1.(3)/NTC-08 cap. 5 la categoria dell’opera in
esame è la n. 1 (alta densità di traffico).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 189/261

coefficiente λ1 - λv1

Il coefficiente λ1 dipende dalla lunghezza e tipologia della linea di influenza.

La scelta delle luci destinate al calcolo di λ1 viene effettuata operando, in prima battuta, con l’obbiettivo di
semplificare il più possibile il calcolo, permanendo a favore di sicurezza; pertanto, a ciascuna tipologia di
concio verrà associata la seguente “luce” convenzionale di calcolo:
conci tipo C1, C2

Flessione : L = 135 m λ1 = 1.3

Taglio: L = 0.4x135 = 54 m λ1 = 2.11


conci tipo C3, C4 (ubicati sulla zona appoggio di continuità)

Flessione : L = (135+240) = 187.5 m λ1 = 3.275

Taglio: L = 0.4x187.5 = 75 m λ1 = 2.15


conci tipo C5

Flessione : L = 240 m λ1 = 0.25

Taglio: L = 0.4x240.0 = 96 m λ1 = 1.69


Per la verifica del sistema di connessione (pioli), con riferimento a EN 1994-2, cap. 6.8.6.2(4), si ha invece
(valore valido per tutte le sezioni):

λ1 = λv1 = 1.55

coefficiente λ2 - λv2

Il coefficiente λ2 dipende dalla tipologia e dal volume di traffico.

Per l'assessment dei dettagli di carpenteria, si fa riferimento a EN 1993-2 cap. 9.5.2.(3). il coefficiente λ2
viene determinato in funzione del flusso atteso di veicoli pesanti (NObs), e dal peso medio degli stessi Qm1,
tramite la relazione (*):

Con:
NObs = 2e6 flusso medio veicoli pesanti/anno (strada cat 1 - cfr. tab. precedente)
N0 = 0.5e6 flusso di riferimento
Qml peso medio dei veicoli, dedotto secondo la composizione di traffico dei "frequent lorries" per strade
di collegamento tipo "long distance" (ip. cautelativa), e valutato secondo la seguente relazione:

Per la i valori di Qi e ni si adotta la tabella 4.7 di EN 1991-2 cap. 4.6.5.(1)/NTC-08 cap. 5


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 190/261

Si ottiene pertanto:
Qml = 445.4 kN
λ2 = 1.224
Per la verifica dei connettori, si adotta quanto previsto in EN 1994-2 6.8.6.2.(4), sostituendo l'esponente 1/5
con 1/8 nelle relazioni precedentemente esposte, ottenendo:
Qml = 457.4 kN
λv2 = 1.133

coefficiente λ3 - λv3

Il coefficiente λ3 dipende dalla vita di progetto della struttura.


Per i dettagli di carpenteria, con riferimento a EN 1993-2 cap. 9.5.2.(5), mediante la relazione:

tLd = vita di progetto prevista.


Si ottengono pertanto i valori tabellari indicati di seguito.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 191/261

Per la vita di progetto si considera il valore raccomandato di 100 anni, ottenendo:

λ3 = 1
Per la verifica dei connettori, la sostituzione dell'esponente 1/5 on 1/8 porta in questo caso al medesimo
valore:
λv3 = 1

coefficiente λ4 - λv4

Il coefficiente λ4 dipende dall'organizzazione delle corsie di carico in direzione trasversale, e dalla loro
posizione relativa sulla linea di influenza trasversale di ciascuna trave.
La formulazione, tratta da EN 1993-2 cap. 9.5.3.(6), prevede:

Nel caso in esame (doppio senso di marcia) si ha:


k=2 numero corsie (1 per ogni senso di marcia)
N1 = N2 numero di veicoli viaggianti su ciascuna corsia
Qm1 = Qm2 peso medio veicoli viaggianti sulle due corsie

η1 = 0.5+20.85/32 = 1.15 intensità carico l.d.i. carico verticale su trave esterna lane 1

η2 = 0.5-20.86/32 = -0.15 intensità carico l.d.i. carico verticale su trave esterna lane 2
Pertanto, su ambedue le travi, si ha:
λ4 = (1+(0.15/1.015)5)(1/5) ≅ 1
Per la verifica delle piolature, a seguito della sostituzione dell'esponente 5 con 8, si ottiene univocamente:
λv4 = (1+(0.15/1.15)8)(1/8) ≅ 1

coefficiente λ - λv

Il fattore equivalente di danno è limitato superiormente da fattore λmax, da valutarsi secondo quanto previsto
in EN 1993-2 cap. 9.5.2.(7) in funzione della posizione della sezione verificata e della luce del ponte. In
questo caso si opera un’estrapolazione alle luci in esame, che dovrebbe condurre ad una sovrastima del
coefficiente per le sezioni in ubicate nei testa pila (valore crescente liberamente con la luce), mentre non
dovrebbe condurre a variazioni per quanto riguarda le sezioni in campata (cfr. diagrammi tratti da EN)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 192/261

Si ha pertanto

λmax = 4.635 sezioni conci C3-C4

λmax = 2.0 sezioni in campata (conci C1-C2-C5)


Con riferimento ai fattori parziali calcolati poco sopra, si ha pertanto:
conci tipo C1-C2
λ = 1.3 x 1.224 x 1 x 1 = 1.592 flessione

λ = 2.11 x 1.224 x 1 x 1 = 2.583 taglio


conci tipo C3-C4
λ = 3.275 x 1.224 x 1 x 1 = 4.01 flessione

λ = 2.15 x 1.224 x 1 x 1 = 2.632 taglio


conci tipo C5

λ = 0.25 x 1.224 x 1 x 1 = 0.306 flessione

λ = 1.69 x 1.224 x 1 x 1 = 2.069 taglio

7.5.3 Dettagli e Coefficienti di sicurezza

Per la verifica a fatica dei dettagli di carpenteria, si prendono in esame i dettagli di seguito elencati
unitamente alla categoria/num. dettaglio dedotti dalle rispettive tabelle di EN 1993-1-9:
Piattabande - tensioni normali categoria/dettaglio: 125/5 tab. 8.1 EN 1993-1-9
Anima - tensioni tangenziali categoria/dettaglio: 100/6 tab. 8.1 EN 1993-1-9
Saldatura composizione anima-piatt. categoria/dettaglio: 125/1 tab. 8.2 EN 1993-1-9
Saldatura di testa piatt inf. e sup. categoria/dettaglio: 90/5(*) tab. 8.3 EN 1993-1-9
Attacco irr. vert. - piattabande categoria/dettaglio: 80/6(**) tab. 8.4 EN 1993-1-9
Attacco irr. vert. - anima categoria/dettaglio: 80/7(**) tab. 8.4 EN 1993-1-9
(*) si conteggia il size effect ks = (25/t)0.2
(**) t < 50 mm in tutti i casi
Per la verifica a fatica delle piolature si seguono i criteri generali contenuti in EN 1994-2. Vengono presi in
esame i seguenti dettagli (EN 1993-1-9- cap. 8.):
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 193/261

Saldatura piolo - rottura piatt. categoria/dettaglio: 80/9 (*) tab. 8.4 EN 1993-1-9
Saldatura piolo - rottura piolo categoria/dettaglio: 90/10
Il ciclo di verifica segue quanto previsto in EN 1994-2 cap. 6.8.7.2.(2), comprendendo la verifica separata per
rottura del piolo e per rottura della piattabanda.
Per le piattabande in tensione si tiene conto dell'interazione dei due fenomeni, sfruttando la relazione:

Per tutti i dettagli, nell'ambito dell'approccio "safe life", si adotteranno i seguenti coefficienti di sicurezza:
γMf = 1.35 per tutti i dettagli di carpenteria

γMf = 1.15 per la rottura del piolo

7.5.4 Sintesi Verifiche

L'ampiezza dei Δσp di tensione viene calcolata sulla base di σmax e σmin derivanti dalla combinazione di carico
a fatica, elaborata con riferimento a EN 1992-1-1 cap. 6.8.3.(2), che prevede la sovrapposizione della
componente “non ciclica” delle sollecitazioni, derivata dalla combinazione S.L.E. frequente, con la
componente “ciclica”, derivata dall'inviluppo delle sollecitazioni dovute al transito del veicolo FLM3.
Le verifiche vengono effettuate in automatico dal programma Ponti EC4, per tutte le sezioni di verifica.
Relativamente alle sollecitazioni di input, il programma gestisce in automatico le sollecitazioni derivanti dalla
combinazione S.L.E. frequente, elaborata come d'uso per Mmax/min e Vmax/min, sovrapponendole alle
sollecitazioni derivanti dall'inviluppo per Mmax/min Vmax/min derivanti dal transito di FLM3, con l'obbiettivo
di estrarre il massimo valore di ampiezza di Δσp. Il programma procede quindi al calcolo del range
“caratteristico” ΔσE, tramite applicazione dei coefficienti λ, ed al confronto del valore calcolato con i Δσc
tabellari, opportunamente modificati mediante l'applicazione del size effect ks, quando rilevante, e del
coefficiente di sicurezza γMf.

Di seguito si riporta l’ampiezza dei Δσp e risp. ΔσE rilevati in corrispondenza della piattabanda inferiore e
superiore di ciascun concio.
conci filo A esterno curva
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 194/261

conci filo B esterno curva

conci filo C

conci filo B interno curva

conci filo A interno curva


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 195/261

Come si può evincere direttamente dai valori particolarmente bassi di Δσc, le verifiche a fatica non
sembrano, nell’ambito delle ipotesi formulate, dimensionanti.
Per quanto riguarda la verifica dei connettori, si riporta di seguito il rapporto di sfruttamento a fatica dei
connettori, calcolato come massimo sfruttamento in termini di rottura del piolo, rottura della piattabanda e
rottura combinata.
conci filo A esterno curva

conci filo B esterno curva

conci filo C
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 196/261

conci filo B interno curva

conci filo A interno curva

Dall’esame dei risultati, si può concludere che le verifiche a fatica del sistema di connessione appare
soddisfatto (ηmax = 0.5 sui fili A).

7.6 Fessurazione soletta in c.a.

7.6.1 Metodologia di verifica

A favore di sicurezza, l’ampiezza massima delle fessure viene fissata al valore minimo previsto:
wk = 0.2 mm.
Per le verifiche nei confronti dello S.L. di fessurazione si seguono in criteri proposti da EN-1994-2.
L’esame dello S.L. prevede i seguenti passi:
- Verifica presenza minimi quantitativi di armatura (EN 1994-2 cap. 7.4.2.):

- Controllo dell’ampiezza delle fessure per effetto dei carichi indiretti (EN 1994-2 cap. 7.4.2.):
verifica eseguita per le sezioni in cui la tensione di trazione nel calcestruzzo per effetto della combinazione
S.L.E. caratteristica supera il valore 2 fctm . Essa consiste nel confronto della tensione nelle armature per
carichi indiretti σs con quella di riferimento prevista nelle tabelle 7.1/7.2 di EN 1994-2 (tab. C.4.1.II/C.4.1.III
delle Istruzioni NTC-08), in funzione del diametro/passo delle barre e dell’ampiezza di fessura limite, e che di
seguito vengono riportate.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 197/261

La tensione per carichi indiretti viene valutata con riferimento alla medesima formula impiegata per la
deduzione del minimo quantitativo di armatura, riformulata nel seguente modo:

- controllo dell’ampiezza delle fessure per effetto dei carichi indiretti (EN 1994-2 cap. 7.4.3.):
viene confrontata la tensione nell’acciaio per la combinazione di carico S.L.E. frequente, incrementata del
contributo del tension stiffening con il valore limite tabellare riferito all’effettivo diametro/passo delle armature
ricavato dalle tabelle 7.1/7.2 del medesimo capitolo EN.

7.6.2 Sintesi dei risultati

Le verifiche vengono effettuate in automatico dal programma PontiEC4. La sintesi dei calcoli e dei risultati
della verifica è riportata di seguito per ciascuna sezione di verifica. L’esito finale delle verifiche è riscontrabile
nell’ultima colonna più a destra della seconda tabella relativa a ciascun gruppo di sezioni.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 198/261

Conci C1 filo A esterno curva


Tab. I
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 199/261

Tab. II

Conci C2 filo A esterno curva


Tab. I
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 200/261

Tab. II

Conci C3 filo A esterno curva


Tab. I

Tab. II

Conci C4_1 filo A esterno curva


Tab. I
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 201/261

Tab. II

Conci C4_2 filo A esterno curva


Tab. I

Tab. II
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 202/261

Conci C5 filo A esterno curva


Tab. I

Tab. II

Le verifiche appaiono soddisfatte.


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 203/261

8. Pile 1-2-3

Vengono effettuate le verifiche delle pile P1, P2, P3.


Esse sono composte da una antenna centrale, che raccoglie in sommità il sistema di sospensione, e da due
pile ausiliarie laterali, che ospitano i vincoli verticali dell’impalcato. L’altezza complessiva delle antenne varia
da circa 86 m (pila 1) a 95 m (pila 3). Lo spiccato dal piano impalcato è costante, e pari a 62.50 m.

Sia l’antenna, sia le pile ausiliarie laterali sono realizzate interamente in c.a.. La figura seguente, recante la
sezione trasversale della pila in corrispondenza dello spiccato fondazione, restituisce le caratteristiche
principali di antenna e pile ausiliarie.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 204/261

Ai fini delle verifiche, vengono elaborate le seguenti combinazioni:


S.L.U. - Esercizio
S.L.U. - Sismica (SLV) (*)
S.L.E. fondamentale
S.L.E. frequente
S.L.E. quasi permanente
(*) La combinazione sismica viene elaborata sommando alle azioni relative allo S.L.E. quasi permanente
(Gk+Pk+0.5Tk) la media delle risposte sismiche relative alle 7 time histories analizzate.

8.1 Antenne

8.1.1 Sollecitazioni

Si prendono in esame le sollecitazioni insistenti sulla sezione di spiccato fondazione (sez. 1) e la sezione
posta a livello impalcato (sez.2).
Le tabelle seguenti riportano le caratteristiche di sollecitazione significative ai fini delle verifiche per tensioni
normali e taglianti nelle combinazioni di riferimento. I risultati relativi all’analisi sismica sono riferiti alla media
delle risposte scaturite dalle 7 time histories.
I valori indicati sono espressi in kN e kNm.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 205/261

Sezione 1 (spiccato fondazione)


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 206/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 207/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 208/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 209/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 210/261

Sezione 2 (quota impalcato)


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 211/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 212/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 213/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 214/261

8.1.2 Verifiche

Ai fini delle verifiche per tensioni normali, si prendono in esame la sezione 1 e 2 delle pile P1 e P2, nelle
combinazioni atte a fornire max/min N, max/min Mx e max/min My rispettivamente.
L’armatura corrente della pila è formata da barre perimetrali φ 26/10, e da quattro allineamenti longitudinali di
barre di identico diametro, poste all'interno della sezione.
La zona di fusto compresa tra la sezione di spiccato e la quota piano impalcato viene integrata da ulteriori
barre φ 26/10 localizzate alle estremità delle lesene laterali e da ulteriori barre φ 26/20 poste ad integrare gli
allineamenti interni.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 215/261

barre integrative

Armature perimetrali
allineamenti long.

Le verifiche allo S.L.U. e S.L.E. per tensioni normali vengono effettuate mediante apposita procedura
automatica di calcolo.
La verifica della sezione 1 (spiccato fondazione) viene effettuata con riferimento ad una armatura di progetto
pari a:
As,1 = 140715.0 mm2 relativa all’armatura perimetrale (φ 26/10
2
As,2 = 91330 mm relativa agli allineamenti longitudinali di barre (φ 26/10)

As,3 = 63190 mm2 relativa ai rinforzi di estremità lesena (φ 26/10)


Per un totale pari a:
Asl,tot = 295200.0 mm2, pari a circa 1.2 % della sezione in cls.
Per la verifica della sezione 2 (quota impalcato) si assume invece la presenza delle seguenti armature di
progetto:

As,1 = 140715.0 mm2 relativa all’armatura perimetrale (φ 26/10

As,2 = 46730 mm2 relativa agli allineamenti longitudinali di barre (φ 26/20)


Per un totale pari a:
Asl,tot = 187443.0 mm2, pari a circa 0.7 % della sezione in cls.
S.L.U.
Le tabelle seguenti riepilogano il valore del coefficiente di sicurezza MRd/MEd rilevato nell’analisi sezionale
delle varie combinazioni di verifica, rispettivamente per la pila 1 e 2 nelle due sezioni considerate; i valori più
significativi sono circolettati in rosso.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 216/261

La situazione di lavoro più gravosa per la zona con armatura rinforzata si rileva in corrispondenza della pila
P2, nella combinazione S.L.U., max My; la zona con armatura corrente sperimenta la situazione più gravosa
sulla pila P2, nella medesima combinazione.
In ogni caso si rileva che le verifiche allo S.L.U. per tensioni normali sono soddisfatte con margine
soddisfacente (risp. min η = 1.14 e min η = 1.58 per la sezione 1 e 2).
S.L.E.
Si esegue preliminarmente un’analisi sezionale volta alla determinazione delle massime/minime tensioni nel
calcestruzzo e nelle barre d’armatura. I risultati sono riepilogati, per tutte le situazioni S.L.E. considerate,
nelle tabelle seguenti (risultati in MPa); anche in questo caso i valori di punta, nell’ambito delle varie
combinazioni, vengono presentati circolettati in rosso.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 217/261

Per quanto riguarda lo S.L.E., limitazione delle tensioni, le condizioni di lavoro più gravose si riscontrano
sulla pila P2, sezione 1.
Per lo S.L.E. fondamentale, si rileva (comb. max My):

σcmin = -26.83 MPa > σcmin,lim = -27.0 MPa (0.6 fck)

σsmax = 255.58 MPa < σsmax,lm = 360.0 MPa (0.8 fyk)


Per lo S.L.E. quasi permanente, si rileva, nella medesima situazione:
σcmin = -11.26 MPa > σcmin,lim = -20.25 MPa (0.45 fck)
Per quanto riguardo lo S.L.E. di Fessurazione, si evidenzia che sotto la combinazione di carico frequente, le
tensioni di trazione delle barre permangono particolarmente limitate, così come molto limitata appare
l’ampiezza della zona fessurata, qualitativamente rappresentata nella figura seguente.

Le massima tensioni nelle barre d’armatura sono risultate:


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 218/261

σsmax = 77.32 MPa S.L.E. frequente

σsmax = -2.35 MPa (sezione interamente compressa) S.L.E. quasi permanente


Si possono pertanto ritenere automaticamente soddisfatti i requisiti relativi alla sicurezza a Fessurazione.
S.L.U. per azioni taglianti
La sezione di spiccato fondazione dell’antenna è sollecitata da azioni taglianti di entità significativa in
ambedue le direzione. Ai fini della valutazione della sicurezza a taglio, in via approssimata, si procede al
calcolo della resistenza a taglio nelle due direzioni, separatamente.
Il calcolo viene effettuato in prima battuta con riferimento alle formule valide per elementi privi di armatura a
taglio (EN 1992-1-1, formula 6.2.a/NTC08 cap. 4.1.2.3.1).
Per la direzione longitudinale, si ha:
CRd,c = 0.18/1.5 = 0.12
bw = 6000.0 mm
d ≅ 4450.0 mm distanza armature tese/l. compresso, braccio valutato
cautelativamente come indicato in figura
Asl ≅ 54500 mm2 valutata considerando le sole barre evidenziate in figura (≅102 barre
φ26)

ρl = 54500/(6000.0x4450.0) = 2.04e-3
k = 1+(200/4450.0)0.5 = 1.212
k1 = 0.15
Ac = 2.439e7 mm2 Area complessiva
NEd,conc = -150000.0 kN Minima azione assiale di compressione agente allo S.L.U.
σcp = -6.15 MPa, limitato a 0.2 fcd = -5.1 MPa
VRd,c,x = [0.12x1.212x(100x2.04e-3x45)1/3+0.15x5.1]x6000.0x4450.0 = 28556.0 kN
Similmente, in direzione trasversale, si ha:
CRd,c = 0.12
bw = 3000.0 mm
d ≅ 5950.0 mm braccio valutato come indicato in figura
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 219/261

Asl ≅ 30800 mm2 valutata considerando le sole barre evidenziate in figura (≅58 barre
φ26)

ρl = 30800/(3000.0x5950.0) = 1.73e-3
k = 1+(200/5950.0)0.5 = 1.18
k1 = 0.15
σcp = -5.1 MPa
VRd,c,y = [0.12x1.18x(100x1.73e-3x45)1/3+0.15x5.1]x3000.0x5950 = 18664.67 kN
Dall’esame delle tabelle precedenti, si riscontra che le massime azioni taglianti di progetto S.L.U. risultano:
Pila P1 – S.L.U.:
VEd,x = 4978.98 kN
VEd,y,conc = 3383.0 kN
Pila P2 – S.L.U. - sismica:
VEd,x,conc = 534.61 kN
VEd,y,max = 6801.19 kN
Si può pertanto concludere, pur nell’ambito dell’approccio semplificato adottato, che la sicurezza nei
confronti dello S.L.U. per taglio è soddisfatta con margine soddisfacente.

8.2 Pile ausiliarie

8.2.1 Sollecitazioni

Le tabelle seguenti riportano le caratteristiche di sollecitazione significative ai fini delle verifiche per tensioni
normali e taglianti, nelle combinazioni di riferimento per la sezione di spiccato fondazione delle pile ausiliarie
destra e sinistra. I valori indicati sono espressi in kN e kNm.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 220/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 221/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 222/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 223/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 224/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 225/261

8.2.2 Verifiche

Ai fini delle verifiche per tensioni normali, si prende in esame la pila P2 destra, caratterizzata da un quadro
tensionale leggermente più gravoso delle rimanenti. Si studiano le combinazioni atte a fornire max/min N,
max/min Mx e max/min My rispettivamente.

L’armatura corrente è formata da barre perimetrali φ 26/10, disposte lungo tutta l’altezza della pila.

La zona inferiore, per una altezza netta pari a 6 m, viene rinforzata da ulteriori barre perimetrali φ 26/10,
disposte sull’intero perimetro.
L’armatura di progetto relativa alla sezione di spiccato fondazione risulta pertanto pari a:
Asl = 294300. mm2 ≅ 1.33 % Ac

S.L.U.
Le tabelle seguenti riepilogano il valore del coefficiente di sicurezza MRd/MEd rilevato nell’analisi sezionale
delle varie combinazioni di verifica; i valori più significativi sono circolettati in rosso.

La situazione di lavoro più gravosa si rileva in corrispondenza della pila P2, nella combinazione S.L.U., min
Mx.
Le verifiche S.L.U. per tensioni normali appaiono comunque soddisfatte in tutti i casi.
S.L.E.
La verifica tensionale restituisce i dati di tabella, elaborati per i vari S.L.E. di progetto per la pila P2 destra.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 226/261

Per quanto riguarda le verifiche nei confronti dello S.L.E., limitazione delle tensioni, è immediato notare
che le tensioni di lavoro dell’acciaio e delle barre di armatura presentano soddisfano ampiamente i requisiti
richiesti sia nella combinazione S.L.E. caratteristica, sia nella S.L.E. quasi permanente:
Per lo S.L.E. fondamentale:
σcmin = -7.34 MPa > σcmin,lim = -27.0 MPa (0.6 fck)

σsmax = 79.08 MPa < σsmax,lm = 360.0 MPa (0.8 fyk)


Per lo S.L.E. quasi permanente:

σcmin = -39.77 MPa > σcmin,lim = -20.25 MPa (0.45 fck)


Per quanto riguardo lo S.L.E. di fessurazione, si evidenzia che sotto la combinazione di carico frequente, le
tensioni di trazione delle barre permangono particolarmente limitate, così come molto limitata appare
l’ampiezza della zona fessurata, qualitativamente rappresentata nella figura seguente.

Le massima tensioni nelle barre d’armatura sono risultate:

σsmax = 44.84 MPa S.L.E. frequente

σsmax = 39.77 MPa S.L.E. quasi permanente


Si possono pertanto ritenere automaticamente soddisfatti i requisiti relativi alla sicurezza a fessurazione.
S.L.U. per azioni taglianti
La sezione trasversale della pila è sollecitata da azioni taglianti trasversali di rilevante intensità. In via
semplificata si effettua la verifica considerando la sola azione tagliante trasversale, confrontata con il relativo
valore di capacità resistente a taglio.
Le massime sollecitazioni taglianti allo S.L.U. risultano:
VEd,y = 10779.01 kN combinazione max Vy, S.L.U. esercizio
VEd,y = 24710.45 kN combinazione max Vy, S.L.U. sismica
Si calcola, in prima battuta, la resistenza a taglio trascurando la presenza delle staffe (EN 1992-1-1, formula
6.2.a/NTC08 cap. 4.1.2.3.1).
Si ha pertanto:
CRd,c = 0.18/1.5 = 0.12
bw = 1500.0 mm (valore minimo)
d ≅ 9950.0 mm

Asl ≅ 47790 mm2 valutata considerando le sole barre presenti al lembo


estremo dell’espansione laterale (≅90 barre φ26)

ρl = 47790/(1500.0x9950.0) = 3.2e-3
k = 1+(200/9950.0)0.5 = 1.14
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 227/261

k1 = 0.15
Ac = 2.216e7 mm2 Area complessiva
NEd,conc = -33500.0 kN minima azione assiale allo S.L.U.
σcp = -1.51 MPa
VRd,c,x = [0.12x1.14x(100x3.2e-3x45)1/3+0.15x1.51]x1500.0x9950.0 = 8347.83 kN < VEd
Si procede pertanto al calcolo del taglio resistente ultimo, considerando la presenza delle armature a taglio,
formate, nello specifico, si ipotizzano formate da :
- barre φ 20/20 perimetrali

- barre φ 20/40 disposte lungo due allineamenti trasversali


Tale staffatura verrà predisposta lungo tutta l’altezza della pila, e sarà localmente integrata, alle estremità,
da ulteriori staffe perimetrali, non conteggiate nel calcolo della resistenza a taglio.
Si ha pertanto, con riferimento ad un segmento di altezza unitaria:
Asw = 314.0x(2x5+2x2.5) = 4710.0 mm2/m
fywd = 391.3 Mpa
d = 9950.0 mm2
z = 0.9x9950 = 8955.0 mm
θ = 30°

tan θ = 0.57

cotan θ = 1.73
Crisi lato acciaio
VRd,s = 4710.0x8955.0x391.3x1.73/10002 = 28601.0 kN
Crisi lato calcestruzzo

αcw = 1

ν1 = ν = 0.6x(1-45/250) = 0.492
VRd,max = 1x1500.0x8955.0x0.492x45/1.5x0.85/(0.57+1.73) = 73271.73 kN

La verifica nei confronti delle azioni taglianti risulta pertanto soddisfatta con ampio margine.

8.3 Sollecitazioni in fondazione

Le fondazioni delle pile 1-2-3 vengono realizzate mediante un plinto di dimensioni 35.0x9.0x3.0 m, che
collega antenna e pile laterali ausiliarie. Il plinto di fondazione poggia su di una sottofondazione realizzata su
pali φ 2.3 m, per il cui dimensionamento si rimanda allo specifico elaborato.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 228/261

Le sollecitazioni agenti allo spiccato fondazione vengono estratte e direttamente combinate dalla
modellazione E.F. nelle seguenti combinazioni:
S.L.U. – STR – esercizio
S.L.U. – STR – sismica (*)
S.L.U. – GEO
S.L.E. - caratteristica
S.L.E. – frequente
S.L.E. – fondamentale
(*) La combinazione sismica viene elaborata combinando le sollecitazioni frequenti (Gk+0.5 Tk) con la media
delle risposte estratte dalle sette time histories sismiche analizzate.
Le tabelle seguenti riportano i valori di progetto nelle varie combinazioni (unità kN – kNm).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 229/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 230/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 231/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 232/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 233/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 234/261

9. Spalle

Le figure seguenti riportano la sezione longitudinale delle spalle Ovest ed Est del viadotto.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 235/261

La spalla Ovest presenta una larghezza di paramento pari a 43.0 m circa, ed è fondata su pali di grande
diametro; a tergo paramento vengono alloggiate vasche in c.a. destinate in parte all’approvvigionamento
dell’acqua per le lavorazioni di galleria e per il servizio antincendio.
La spalla Est presenta una larghezza di paramento pari a circa 46.50 m, e viene fondata su tre pozzi di
diametro pari a 10 m.
Nei calcoli a seguire, salvo ove espressamente specificato, si farà riferimento ad una porzione di spalla di
larghezza unitaria.
Ai fini del calcolo delle sollecitazioni lungo le spalle ed in fondazione, prende in esame una porzione di spalla
di larghezza unitaria, avendo assunto poco significativo, date le dimensioni, il quadro tensionale indotto dalle
sollecitazioni trasversali.

9.1 Calcolo sollecitazioni

In generale si prenderanno in esame i seguenti contributi di carico:


- Peso proprio elementi in calcestruzzo componenti il corpo spalla (Gk,1)
valutato sulla base di γc = 25.0 kN/m3
- Sollecitazioni indotte dall’impalcato
si considerano, nell’ambito dei vari S.L. in esame, le sole combinazioni “min N”, risultando
massimizzata da questa anche la componente orizzontale Vx.
- Sovraccarichi permanenti a tergo spalla (Gk,2)
si considera forfetariamente un sovraccarico uniformemente distribuito pari a 3.0 kN/m
- Peso proprio del terreno posto tergo spalla (Gk,3)
valutato sulla base dello spessore effettivo di terreno alla quota considerata.
- Carichi accidentali a tergo spalla e sulla mensola paraghiaia
si considera forfetariamente un sovraccarico uniformemente distribuito pari a 20.0 kN/m, trattato
come carico UDL, disposto sia sulla superficie a tergo spalla, sia sulla mensola paraghiaia.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 236/261

- Spinta delle terre (Gk,t)


valutata con riferimento al coefficiente di spinta a riposo k0
- Sovraspinta sismica (Ek,1)
valutata come differenza tra la spinta attiva sismica, calcolata mediante la formula di Mononobe –
Okabe e la spinta attiva in condizioni “statiche”. Si considereranno ambedue i casi caratterizzati da
valore di kv positivo e negativo (θ1 – θ2).
- Azioni inerziali indotte dal sisma sulle masse della spalla (Ek,2)
valutate direttamente applicando l’accelerazione orizzontale alle masse di competenza della spalla
- Azioni inerziali indotte dal sisma sulla massa del terreno posto a tergo spalla, (Ek,3) (*)
valutate con riferimento alla massa di terreno disposto a tergo spalla.
- Azioni indotte dal sisma sull’acqua contenuta nei serbatoi (Ek,4)
le azioni sismiche indotte su liquido contenuto entro i serbatoi vengono considerate in via
semplificata come sovrappressione/depressione agente sui paramenti frontale e posteriore,
valutate in funzione del coefficiente sismico orizzontale.

Il calcolo dei parametri sismici viene effettuato sulla base dei criteri contenuti in NTC08, cap. 7.11.6., con
riferimento ad amax = 0.18 g, stimata sulla base di:
- SLV
- terreno C
- cat. topografica T1
- vn 100 anni
- classe uso: IV
(*) Il contributo inerziale della massa del terreno a tergo spalla viene considerato unicamente ai fini del
calcolo delle sollecitazioni in fondazione.
Il calcolo dei vari parametri di spinta caratteristici viene effettuato, in generale, con l’ausilio di un foglio
elettronico.
Per la spalla Ovest, si considera sia il caso di serbatoi pieni sia quello di serbatoi vuoti.
Ai fini dell’elaborazione delle combinazioni di carico, si applicheranno i criteri generali adottati nello sviluppo
del presente elaborato, in particolare si evidenzia quanto segue:
Tutti gli S.L.
Le azioni dovute alla presenza d’acqua all’interno dei serbatoi verranno considerate come sovraccarichi
permanenti
Le azioni indotte dagli impalcati vengono implementate direttamente quali azioni di progetto Sd nell’ambito
dei vari S.L. (contemplano quindi i vari coefficienti di sicurezza rilevanti).
S.L.U.
Per uniformità con i coefficienti moltiplicativi in uso per le strutture da ponte, i contributi dovuti alla spinta
delle terre verranno amplificati per un coefficiente γg = 1.35, pari a quello impiegato per i sovraccarichi
permanenti.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 237/261

S.L.E.
Il sovraccarico accidentale da 20 kN/m2 viene considerato come carico tipo UDL; pertanto l relativo valore
frequente assume il coefficiente di combinazione ψ pari a 0.4.

9.1.1 Spalla Est

Il calcolo delle sollecitazioni viene effettuato in corrispondenza di:


sezione 1: spiccato paraghiaia
sezione 2: spiccato paramento
sezione 3: intradosso fondazione
Tutti i valori si devono intendersi riferiti alla sezione di profondità unitaria. Per la sezione 3, si fornisce anche
la stima delle sollecitazioni complessive insistenti in fondazione, tramite semplice prodotto dei valori unitari
per la larghezza della spalla.
Di seguito si riportano le tabelle di calcolo, contenenti tutti i dati necessari alla ricostruzione dei passaggi di
calcolo.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 238/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 239/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 240/261

9.1.2 Spalla Ovest

La spalla Ovest presenta una geometria leggermente più complicata, data la presenza dei serbatoi d’acqua,
alloggiati a tergo paramento. Il calcolo delle sollecitazioni in corrispondenza del paraghiaia e dello spiccato
fondazione viene effettuato mediante le medesime modalità viste per la spalle Est, e riportato di seguito nella
medesima forma.
Il calcolo delle sollecitazioni lungo i paramenti anteriore e posteriore e la copertura vasche verrà effettuato
mediante un semplice modello a telaio, analizzato separatamente.
Le tabelle seguenti riportano il calcolo delle sollecitazioni allo spiccato fondazione (sezione 3), eseguito
mediante foglio elettronico. Si omettono gli sviluppi relativi alla sezione di spiccato paraghiaia, identici a
quelli della spalla Est.
Si riporta il calcolo delle sollecitazioni rispettivamente nel caso di serbatoi pieni (cond. C1) e vuoti (cond. C2)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 241/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 242/261
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 243/261

Per il calcolo delle sollecitazioni in elevazione, si opera, longitudinalmente, la schematizzazione riportata in


figura, riferita al singolo “modulo” individuato dal setto di separazione dei serbatoi, di larghezza pari a 10.35
m (cfr. figure)

L’analisi viene effettuata mediante un semplice modello tridimensionale, con elementi shell lineari a quattro
nodi. Alle estremità del “modulo” individuato vengono posizionati opportuni vincoli di simmetria.
La figura seguente riporta la configurazione del modello.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 244/261

L’implementazione dei vari contributi di carico ricalca quanto già visto nelle tabelle di foglio elettronico
precedenti.
Si è considerata pertanto l’azione di:
Pesi propri corpo spalla
valutati sulla base delle caratteristiche geometriche dei vari componenti, applicando γc = 25.0 kN/m3.
Sovraccarichi accidentali sbalzo paraghiaia
Pari a qk = 20.0 kN/m2. su b = 1.30 m
Spinta orizzontale del terreno (spinta a riposo)
Pari a Gk,t,x = 18 x 0.4264 x z applicata sul paraghiaia, sulla parte sommitale del
paramento anteriore e lungo il paramento posteriore, con
distribuzione lineare (0 ≤ z ≤ 19.40)
Spinta orizzontale sovr. permanenti
Pari a Gk,2,x = 3.0 x 0.4264 = 1.27 kN/m2. applicata sul paraghiaia, sulla parte sommitale del
paramento anteriore e lungo il paramento posteriore, con
distribuzione uniforme
Spinta orizzontale sovr. accidentali
Pari a Qk,2,x = 20.0 x 0.4264 = 8.53 kN/m2. applicata sul paraghiaia, sulla parte sommitale del
paramento anteriore e lungo il paramento posteriore, con
distribuzione uniforme
Pressione acqua
Pari a Gk,w,h = 10.0 x z applicata sul paramento interno ed esterno, con verso
opposto (verso esterno serbatoi), con distribuzione
linearmente variabile (0 ≤ z ≤ 11.90)
Peso terreno di reinterro
Pari a Gk,t,z = 18.0 x 6.0 = 108.0 kN/m uniformemente distribuito sulla copertura serbatoi
Sovraspinta sismica terreno/sovraccarichi
Posto (cfr. tabelle fogli elettronici):
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 245/261

k0 = 0.4264
ka stat = 0.2461
ka sis = 0.2711
kh = 0.0437
kv = 0.0218
La sovraspinta sismica viene valutata per differenza tra spinta sismica (Mononobe-Okabe) e spinta a riposo),
ed assunta come carico uniformemente distribuito su paraghiaia, parte sommitale paramento anteriore e
paramento posteriore. Prendendo come riferimento la quota spiccata elevazione spalla, si ha pertanto:
E1,x = 0.5x18x[(1-0.0218)x0.2711-0.2461]x19.4 = 4.44 kN/m2.
Mediante i medesimi criteri viene valutata la sovraspinta inerente i sovraccarichi permanenti a tergo spalla.
Effetto inerziale su pesi propri cls
Valutato con riferimento ad una accelerazione orizzontale pari a 0.182 g, applicata alle masse componenti la
spalla
Effetto inerziale su terreno a tergo spalla
Valutato con riferimento ad una accelerazione orizzontale pari a 0.182 g, applicata al terreno disposto sulla
copertura serbatoi
Effetto inerziale su acqua serbatoi
La sovraspinta sismica viene implementata in maniera semplificata come sovrappressione/depressione
rispettivamente sul paramento frontale posteriore, con intensità massima pari a:
Δp = 0.182x10x11.9 = 2.17 kN/m2.
Carichi trasmessi dall’impalcato
Vengono implementate le azioni trasmesse dall’impalcato, tenendo conto dell’eccentricità longitudinale
dell’asse appoggi rispetto all’esse paramento.
I carichi poco sopra individuati vengono combinati con le medesime regole viste nei capitoli precedenti, nelle
seguenti combinazioni:
S.L.U.
S.L.U. – Sisma
S.L.E. – fondamentale
S.L.E. – frequente
S.L.E. – quasi permanente
L’esame dei valori numerici delle sollecitazioni viene effettuato direttamente in sede di verifica dei singoli
elementi strutturali.
Copertura
Limitatamente alla copertura, si riportano i diagrammi qualitativi del momenti flettenti longitudinali Mx e
trasversali My, nella combinazione S.L.U. .
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 246/261

Di seguito si riportano i diagrammi di azione assiale, taglio e momento flettente, tracciati per le combinazioni
di verifica rispettivamente lungo le sezioni 1-1 (direzione longitudinale) e 2-2 (trasversale): per la sezione 1-1
si riporta si ala situazione relativa a serbatoi pieni, sia quella a serbatoi vuoti; per la 2-2, viste le scarse
differenze, si riporta direttamente la situazione relativa a serbatoi pieni.
Sezione 1-1 – serbatoi pieni
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 247/261

sezione 1-1 – serbatoi vuoti

sezione 2-2

Paramento posteriore
Similmente a quanto visto per la copertura, si riportano i diagrammi qualitativi di momento flettente agente in
direzione verticale (My) e trasversale (Mx) per la condizione S.L.U. , serbatoi pieni.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 248/261

Di seguito si riportano i diagrammi di azione assiale, taglio e momento flettente, tracciati per le combinazioni
di verifica rispettivamente lungo le sezioni 1-1 (direzione verticale) e 2-2 (trasversale).
Sezione 1-1 – serbatoi pieni

Sezione 1-1 – serbatoi vuoti


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 249/261

Sezione 2-2 – serbatoi pieni

Sezione 2-2 – serbatoi vuoti

Paramento anteriore
Si riportano i diagrammi qualitativi di momento flettente verticale (My) e trasversale (Mx) per la condizione
S.L.U. relativa a serbatoi pieni e vuoti rispettivamente.
Serbatoi pieni

Serbatoi vuoti

Di seguito si riportano i diagrammi di azione assiale, taglio e momento flettente, tracciati per le combinazioni
di verifica lungo la sezione 1-1 (direzione verticale) nella sola condizione relativa a serbatoi pieni, risultata la
più significativa.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 250/261

9.2 Verifiche

Si effettuano le verifiche delle sezioni principali caratterizzanti le elevazioni delle spalle.

9.2.1 Spalla Est

Paraghiaia (sezione 1-1)


Si predispongono le seguenti armature verticali (spessore sezione 0.50 m):
φ 24/10 lato terreno

φ 24/20 lato opposto terreno


Le verifiche S.L.U. per tensioni normali restituiscono i seguenti coefficienti MRd/MEd:
η = 1.49 combinazione S.L.U.

η = 2.24 combinazione S.L.U. - sismica


Per quanto riguarda l’analisi tensionale S.L.E., si ottiene quanto segue:

S.L.E. fondamentale: σcmin = -9.36 MPa σsmax = 217.75 MPa

S.L.E. frequente: σcmin = -7.80 MPa σsmax = 181.07 MPa

S.L.E. quasi perm.: σcmin = -6.76 MPa σsmax = 156.60 MPa


Per quanto riguarda la limitazione delle tensioni, si può notare il soddisfacimento di tutti i limiti tensionali.
Lo S.L.E. di fessurazione viene trattato mediante il metodo semplificato, senza calcolo diretto, con
riferimento ai limiti di diametro/spaziatura contenuti nelle tabelle 7.2N e 7.3N di EN 1991-1.

E’ immediato notare che ambedue le limitazioni sono soddisfatte (si considera, a favore di sicurezza φ* = φ),
infatti:
Per la combinazione frequente (wd ≤ 0.3 mm), interpolando tra i valori relativi a σs = 160 MPa e 180 MPa
per σEd = 181.07 MPa, si ha quanto segue:

φ*lim = 28.20 mm > φd = 24 mm (tab. 7.2N)


plim = 273.66 mm > pd = 100.0 mm (tab. 7.3N)
Per la combinazione quasi permanente (wd ≤ 0.2 mm), si considerano direttamente i limita per σs = 160.0
MPa ≅ σEd = 156.60 MPa, ottenendo:
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 251/261

φ*lim = 25.0 mm > φd (tab. 7.2N)


plim = 200.0 mm > pd = 100.0 mm(tab. 7.3N)
Relativamente al quantitativo minimo di armatura presente (En1992-1-1, cap. 7.3.2.(2)), si pone:
Act ≅ 250.0x1000.0 = 250000.0 mm2 si trascura a favore di sicurezza la presenza della
compressione
2/3
fct,eff = 0.3x32.0 = 3.02 MPa
k=1 a favore di sicurezza
σc = 0.18 MPa
kc = 0.4x(1-0.18/(1.5x3.02)) = 0.39
σs = 200.0 (tab. 7.2N, barre φ 25)
As,min = 0.39x1x3.02x250000/200.0 = 1560.0 mm2/m < As,d = 4520 mm2/m
La verifica appare pertanto soddisfatta.
Per lo S.L.U. per azioni taglianti, il calcolo di VRd in assenza di specifiche armature, restituisce quanto segue
(trascurata per semplicità ed a favore di sicurezza l’azione assiale di compressione):
CRd,c = 0.18/1.5 = 0.12
fck = 32.0 MPa
d = 560.0 mm
ρl = 4524/(1000x560) = 8.08e-3
k = 1+(200/560)0.5 = 1.6
VRd,c = [0.12x1.6x(100 x 8.079e-3x32.0)(1/3)]x1000.0x560.0 = 317.92 kN/m > VEd,S.L.U. = 195.73 kN/m
CRd,c = 0.18/1.5 = 0.12
fck = 32.0 MPa
d = 560.0 mm

ρl = 4524/(1000x560) = 8.08e-3
k = 1+(200/560)0.5 = 1.6
Spiccato paramento (sezione 2-2)
Si predispongono le seguenti armature verticali (spessore sezione 3.50 m):

φ 24/10 lato terreno

φ 24/20 lato opposto terreno


Le verifiche S.L.U. per tensioni normali restituiscono i seguenti coefficienti MRd/MEd:

η = 1.23 combinazione S.L.U.

η = 1.38 combinazione S.L.U. - sismica


Per quanto riguarda l’analisi tensionale S.L.E., si ottiene quanto segue:
S.L.E. fondamentale: σcmin = -5.63 MPa σsmax = 252.62 MPa

S.L.E. frequente: σcmin = -4.96 MPa σsmax = 220.25 MPa

S.L.E. quasi perm.: σcmin = -4.51 MPa σsmax = 198,71 MPa


Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 252/261

Per lo S.L.E. di fessurazione, analogamente a quanto visto poco sopra, si ha quanto segue.
Combinazione frequente (wd ≤ 0.3 mm), interpolando tra i valori relativi a σs = 200 MPa e 240 MPa per σEd =
220.25 MPa, si ha quanto segue:
plim = 232.0 mm > pd = 100.0 mm (tab. 7.3N)
Per la combinazione quasi permanente (wd ≤ 0.2 mm), si considerano direttamente i limiti per σs = 200.0
MPa ≅ σEd = 198.71 MPa, ottenendo:
plim = 150.0 mm > pd = 100.0 mm(tab. 7.3N)
Relativamente al quantitativo minimo di armatura presente (EN1992-1-1, cap. 7.3.2.(2)), si ha:
Act ≅ 1485.0x1000.0 = 1485000.0 mm2 si trascura a favore di sicurezza la presenza della
compressione
fct,eff = 3.02 MPa
k = 0.65
σc = 0.38 MPa sotto la comb. di carico frequente
kc = 0.4x(1-0.38/(1.5x3.5x3.02)) = 0.39
σs = 320.0 tensione limite per p = 100 mm, w=0.3 mm da tab. 7.3N
As,min = 0.39x0.65x3.02x1485000.0/320 = 3552.72 mm2/m < As,d = 4524 mm2/m
La verifica appare pertanto soddisfatta.
Per lo S.L.U. per azioni taglianti, il calcolo di VRd, si prende in esame la sezione posta a quota z = 3.46 m = d
rispetto alla sezione di spiccato (EN 1991-1-1 6.2.1.(8)).
In tale sezione, deducendo dall'azione massima di spiccato VEd,S.L.U. l’aliquota distribuita su 3.5 m dovuta alla
spinta del terreno e sovraccarichi, si ha:
VEd(z=3.5= = 1371.69-1.35x(352.42+4.43+29.51) = 850.11 kN/m
Si ha pertanto, in assenza di specifiche armature a taglio:
d = 3460.0 mm
CRd,c = 0.18/1.5 = 0.12
fck = 32.0 MPa
ρl = 4524/(1000x3460) = 1.38e-3
k = 1+(200/3460)0.5 = 1.24
Ned,max(z=3.5) = -1800.0 kN/m
σcp = 1800.0/(3500x1000) = 0.51 Mpa
k1 = 0.15
VRd,c =[0.12x1.24x(100x1.38e-3x32.0)(1/3)+0.15x0.51]x1000.0x3460.0=1109.36kN/m > VEd,S.L.U. =850.11 kN/m
Data la scelta operata di spostare la sezione di verifica della quantità Δz = 3.46 m = d, si verifica inoltre che
l’azione tagliante di progetto a quota spiccato è minore della resistenza del punto in c.a. (EN 1991-1-1
6.2.1.(8)), ovvero
VRd,max = 1x3114.0x0.52x18.13x1 = 29357.55 >> VEd,S.L.U.(z=0) = 1371.69 kN (cfr. EN 1992-1-1 formula 6.9)
Avendo posto:
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 253/261

αcw = 1

ν1 = 0.6x(1-32/250) = 0.52
z = 0.9x3460 = 3114.0 mm
fcd = 0.85x32/1.5 = 18.13 Mpa
La verifica è pertanto soddisfatta.

9.2.2 Spalla Ovest

Il paraghiaia presenta le medesime caratteristiche viste per la spalla Est, e pertanto se ne omettono le
verifiche.
Soletta copertura serbatoi
La soletta di copertura serbatoi viene armata con barre φ 18/20 longitudinali superiori/inferiori, integrate
ulteriori φ 18/20 superiori nella zona di incastro nel paramento.

In direzione trasversale vengono impiegate barre φ 20/20 inferiori/superiori, integrate da φ24/20 superiori
nella zona di continuità, a cavallo dell’asse del setto interno di separazione serbatoi, e da φ 20/20 nella zona
di campata.
Per le verifiche in direzione longitudinale, si considerano le sezioni A, B e C disposte rispettivamente in
corrispondenza dell’incastro della soletta nel paramento posteriore, anteriore, ed in campata, nella zona di
massimo momento di campata.
Ai fini delle verifiche in direzione longitudinale, le tabelle seguenti riportano le sollecitazioni di piastra (valori a
m di larghezza) valutate lungo le tre sezioni, ed il risultato delle verifiche per tensioni normali (MRd/MEd per lo
S.L.U., e tensioni σc,min e σs,max per lo S.L.E. ).
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 254/261

Lo S.L.U. per tensioni normali e lo S.L.E., limitazione delle tensioni appaiono soddisfatti; relativamente allo
S.L.E. di fessurazione, si evidenzia che le tensioni rilevate nella combinazione S.L.E. frequente e quasi
permanente soddisfano ampiamente ambedue le tabelle 7.2.N e 7.3N (EN 1992-1-1 cap. 7.3(2)) per
l’armatura prevista.
Per le verifiche in direzione trasversale, si ha, nella zona di campata:

S.L.U. : η = MRd/MEd = -1901.03/-996.94. = 1.91

S.L.E. fondamentale: σc,min = -3.09 MPa σs,max = 172.39 MPa

S.L.E. frequente: σc,min = -2.87 MPa σs,max = 160.13 MPa

S.L.E. quasi perm.: σc,min = -2.72 MPa σs,max = 151.96 MPa


Lo S.L.E. di fessurazione appare automaticamente soddisfatto senza calcolo diretto, infatti (tab. 7.3N, EN
1991-1):
Per la zona di continuità:

S.L.U. : η = MRd/MEd = 2312.04/1476.05 = 1.57

S.L.E. fondamentale: σc,min = -4.24 MPa σs,max = 210.52 MPa

S.L.E. frequente: σc,min = -3.94 MPa σs,max = 195.53 MPa

S.L.E. quasi perm.: σc,min = -3.74 MPa σs,max = 185.55 MPa


Lo S.L.E. di fessurazione appare soddisfatto senza calcolo diretto, infatti (tab. 7.3N, EN 1991-1):

σs,lim = 240.0 MPa > 185.55 MPa (comb. quasi perm. wlim = 0.2 mm).
Per quanto riguarda lo S.L.U. per azioni taglianti, ci si riferisce alla sezione C, nella condizione di serbatoi
vuoti, in cui si ha:
VEd,S.L.U. = 858.27 kN/m
La sezione di verifica effettiva viene spostata verso l’interno copertura della quantità x = 1.46 m = d,
detraendo i contributi distribuiti dovuti a peso terreno, sovraccarichi permanenti ed accidentali. SI ottiene
quindi:
V’Ed,S.L.U. = 858.27-1.35x1.46x(6x18.0+3.0+20.0) = 600.07 kN/m
La verifica restituisce pertanto quanto segue:
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 255/261

VE,d 600.07 kN Azione tagliante di progetto


fck 32 MPa Resistenza car. cilindrica
⎝ cc 0.85 3.1.6(1)P + N.A.D.
fy k 450 MPa Snervamento barre
⎝c 1.5 ⎝ m calcestruzzo
⎝s 1.15 ⎝ m barre
2
Ac = 1.50E+06 mm Area cls
bw = 1000 mm larghezza sezione
d ⎝⌡ 1460 mm altezza utile sezione
z⎝ 1314 mm braccio coppia interna (0.9 x d)
2
Asl ⎝ ⌡ 4524 mm armatura disposta al lembo teso
CRd,c = 0.12 6.2.2(1), nota1 + N.A.D.
⎝l = 3.099E-03 min(Asl/bw d) ; 0.02) 6.2.2(1)
k= 1.37 0.5
min ([1+(200/d) ] ; 2) 6.2.2(1)
k1 = 0.15 6.2.2(1), nota1 + N.A.D.
|NEd,conc | = 0.00 kN Azione assiale conc. di compressione
⎝ cp = 0.00 MPa Tensione media di compressione nell'elemento
vmin 0.32 MPa 6.2.2(1): 6.3N

VRd,c = 515.70 kN min( ; )


E' necessario predisporre armatura a taglio
Si predispongono pertanto staffe phi 20mm, con passo trasv x long.= 500 mm x500 mm
⎝= 45 ° Inclinazione bielle calcestruzzo
tan ⎝ 1.00
cotan ⎝ 1.00
2
Asw 1256.64 mm
s= 1000 mm passo di riferimento per Asw
⎝ s,w 363.41 MPa tensione di lavoro barre
VRd,s = 646.13 kN 6.2.3.(3): 6.8 crisi lati acciaio
La verifica lato acciaio è soddisfatta
⎝ cw = 1 6.2.3(3), nota 1 + N.A.D.
⎝1 = ⎝ 0.6104 6.2.3(3) nota 1 + 2 + N.A.D.
VRd,max = 7272.06 kN 6.2.3(3):6.9 crisi lato cls
La verifica lato calcestruzzo è soddisfatta

La staffatura a taglio (staffe φ 20/500//500) verrà distribuita su di una lunghezza pari a 4 m a partire dal filo
incastro nel paramento.
La verifica della sezione A, riporta quanto segue:
VEd,S.L.U. = 766.71 kN/m
V’Ed,S.L.U. = 766.71-1.35x1.46x(6x18.0+3.0+20.0) = 508.51
Pertanto si ha quanto segue
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 256/261

VE,d 508.51 kN Azione tagliante di progetto


fck 32 MPa Resistenza car. cilindrica
⎠ cc 0.85 3.1.6(1)P + N.A.D.
fy k 450 MPa Snervamento barre
⎠c 1.5 ⎠ m calcestruzzo
⎠s 1.15 ⎠ m barre
2
Ac = 1.50E+06 mm Area cls
bw = 1000 mm larghezza sezione
d ⎠Ζ 1460 mm altezza utile sezione
z⎠ 1314 mm braccio coppia interna (0.9 x d)
2
Asl ⎠ Ζ 4524 mm armatura disposta al lembo teso
CRd,c = 0.12 6.2.2(1), nota1 + N.A.D.
⎠l = 3.099E-03 min(Asl/bw d) ; 0.02) 6.2.2(1)
k= 1.37 0.5
min ([1+(200/d) ] ; 2) 6.2.2(1)
k1 = 0.15 6.2.2(1), nota1 + N.A.D.
|NEd,conc | = 0.00 kN Azione assiale conc. di compressione
⎠ cp = 0.00 MPa Tensione media di compressione nell'elemento
vmin 0.32 MPa 6.2.2(1): 6.3N

VRd,c = 515.70 kN min( ; )


Non è necessario predisporre armatura a taglio

La verifica della biella compressa in calcestruzzo riporta:

⎠ cw = 1 6.2.3(3), nota 1 + N.A.D.


⎠1 = ⎠ 0.7 6.2.3(3) nota 1 + 2 + N.A.D.
VRd,max = 8339.52 kN 6.2.3(3):6.9 crisi lato cls
La verifica lato calcestruzzo è soddisfatta

Paramento posteriore
Il paramento posteriore viene armato con barre φ 18/20 verticali disposte sia al lembo esterno, sia al lembo
interno. Anche in direzione trasversale vengono impiegate le medesime armature (φ 18/20 inferiori/superiori).
Le tabelle seguenti riportano le sollecitazioni rilevate in corrispondenza degli incastri alla base/sommità
paramento (sezioni A e C) ed in campata, nelle condizioni di serbatoio pieno e vuoto.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 257/261

Vista la costanza delle armature predisposte, ai fini delle verifiche per tensioni normali, si studia direttamente
la sezione C, condizione serbatoi vuoti, che presenta un quadro tensionale leggermente più elevato delle
rimanenti.
Si ha pertanto quanto segue:

S.L.U. (cond. statica) : η = MRd/MEd = 1317.12/745.15 = 1.77

S.L.U. (cond. sismica) : η = MRd/MEd = 1196.98/575.69 = 2.08

S.L.E. fondamentale: σc,min = -3.16 MPa σs,max = 116.01 MPa

S.L.E. frequente: σc,min = -2.99 MPa σs,max = 110.7 MPa

S.L.E. quasi perm.: σc,min = -2.65 MPa σs,max = 92.10 MPa


Lo S.L.E. di fessurazione appare automaticamente soddisfatto senza calcolo diretto, infatti (tab. 7.3N, EN
1991-1):
Le verifiche relative al comportamento in direzione trasversale vengono effettuate in corrispondenza
dell’appoggio di continuità sul setto centrale.
Si ottiene quanto segue.
S.L.U. (cond. statica) : η = MRd/MEd = 778.61/503.75 = 1.55

S.L.E. fondamentale: σc,min = -2.28 MPa σs,max = 210.20 MPa

S.L.E. frequente: σc,min = -2.12 MPa σs,max = 204.02 MPa

S.L.E. quasi perm.: σc,min = -2.17 MPa σs,max = 199.91 MPa


Lo S.L.E. di fessurazione viene valutato mediante calcolo diretto, secondo i criteri contenuti in EN 1991-1,
con riferimento alla combinazione quasi permanente, risultata la più restrittiva.
Si ha quanto segue.

σc,Ed -2.17 MPa tensione nel cls, comb. frequente


σs,Ed 199.91 MPa tensione nelle barre (strato + esterno), comb. frequente
fck 32.00 MPa Resistenza car. cil.
fct,eff 3.02 MPa Resistenza a trazione efficace (fct,eff = fcm)
Ecm 33345.76 MPa Modulo elastico calcestruzzo
Es 210000.00 MPa Modulo elastico acciaio
αe 6.30 Es/Ecm (7.3.4(2))
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 258/261

φ 18.00 mm
2
As 1271.00 mm Armatura di progetto al lembo teso
h 1500.00 mm Altezza complessiva sezione
cnom 35.00 Copriferro netto nominale
cmed 35.00 mm Copriferro medio (riferito al totale As)
d 1465.00 mm Altezza utile sezione
kt 0.4 fattore per carichi lunga durata (7.3.4(2))
k1 0.8 barre nervate (7.3.4(3))
k2 0.5 predom. flessione (7.3.4(3))
k3 3.4 (7.3.4(3)+N.A.D.)
k4 0.425 (7.3.4(3)+N.A.D.)

x 204.44 mm posizione a.n.


2
Aceff 87500.00 mm Area efficace cls (7.3.2.(3))
ρp,eff 1.45E-02 (7.3.4(2), formula 7.10)
εsm-εcm 5.71E-04 mm/mm def. barre nella fessura 7.3.4(2), formula 7.9)
sr,max 329.66 mm distanza max fessure (7.3.4(3), formula 7.11)
wk 1.88E-01 mm ampiezza fessure (7.3.4(1), formula 7.8)
limite 0.2 mm

La verifica risulta pertanto soddisfatta.


Si omettono le verifiche del paramento anteriore, perché caratterizzato da un quadro tensionale molto più
favorevole rispetto a quello visto per la spalla Est.

10. Reazioni agli appoggi

Di seguito si riportano le sollecitazioni valutate alle apparecchiature di appoggio.


Per l’individuazione delle varie apparecchiature si fa riferimento alla pianta appoggi di seguito riportata.

Si riportano i valori significativi di portata valutati rispettivamente per le seguenti combinazioni:


S.L.E. Quasi permanente
S.L.E. Fondamentale
S.L.U.
Sismica (SLV)
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 259/261

Le azioni sismiche di riferimento sono scaturite dalla media delle sollecitazioni estratte dalle 7 time histories
analizzate.
La portata orizzontale delle apparecchiature UL è di volta in volta corredata del relativo concomitante
verticale.
La combinazione sismica riporta la media delle risposte agenti sulle varie apparecchiature, elaborata sulle 7
time histories analizzate. Si evidenzia che in questo caso il valore concomitante verticale (pure esso estratto
come media delle risposte sulle histories considerate) risulta comunque rappresentativo dell’effettivo
concomitante, vista la costanza dell’azione verticale nell’ambito delle varie analisi.
I valori indicati nelle tabelle sono espressi in kN.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 260/261

Si evidenzia che le apparecchiature di appoggio, in particolari le apparecchiature “UL” disposte sulle pile
ausiliarie a fianco della antenne, dovranno essere sostituibili in presenza di una significativa azione
orizzontale.

11. Escursioni appoggi e giunti

Le tabelle seguenti riportano le escursioni di progetto delle apparecchiature di appoggio e giunto, valutate
rispettivamente per le combinazioni S.L.E. fondamentale e sismica (SLV).
Come si può notare dall’esame delle tabelle, che recano le escursioni complessive (somma dei valori
assoluti di escursione positiva e negativa), le escursioni dimensionanti di tutte le apparecchiature si rilevano
nella combinazione di esercizio fondamentale, risultando la combinazione sismica di scarso interesse.
(combinazione sismica = S.L.E. quasi permanente + Ed).
I singoli dispositivi sono identificati con il numero di posizione riportato nella tavola di riferimento del punto
precedente.
I valori sono espressi in mm.
Viadotto Genova – relazione di calcolo Pag. 261/261