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– C O S E – C I T T A’

Sergej Vasil’evič Rachmaninov


Сергей Васильевич Рахманинов

* 20 marzo 1873 Oneg, Novgorod


† 28 marzo 1943 Beverly Hills
Pianista, compositore, direttore.

L’amico e biografo Viktor Serov lo descrive così:


«Solo coloro che conoscevano Rachmaninov intimamente
l’hanno visto sorridere o l’hanno sentito ridere. Per gli altri, come
per il pubblico, il suo viso restava una maschera cupa. Non era
una figura tipicamente russa. I suoi zigomi alti, la forma dei suoi
occhi grigi dallo sguardo freddo, e quella della sua testa
contribuivano a confermare l’ipotesi assai diffusa secondo la
quale Rachmaninov era di origine mongola».

 Gli antenati di Rachmaninov erano nobili della Moldavia, tra il IX e XI sec. occupata
dai mongoli; furono soprannominati Rachmanin = generoso, prodigo.
Il bisnonno di Sergej, Aleksandr, era violinista dilettante e poteva permettersi il lusso
di stipendiare un’orchestra e un coro. Il nonno di Sergej, Arkadij, era pianista ed aveva studiato
con John Field. Suo figlio Vasilij suonava anche lui il pianoforte, ma era un comune amateur che
strimpellava. Grazie al padre di Sergej, i Rachmaninov, che erano stati prima ricchi, poi
benestanti, vennero all’ultimo ridotti in miseria.
La madre, Ljubov, pianista, diede qualche istruzione al bimbetto. Il miracolo si verificò
quando, a tre anni, rimasto a casa da solo perché malato con l’istitutrice, l’accompagnò in un
Lied di Schubert.
Nella vita tristissima che Sergej condusse dai 9 ai 12 anni gli sprazzi di felicità erano
rappresentati dalle vacanze nella tenuta materna vicino a Oneg. Lì aveva un solo obbligo:
suonare per gli ospiti; con lei frequentava le chiese e i monasteri dove apprendeva la musica
liturgica ortodossa.

Rachmaninov entrò nella classe di armonia di Arenskij e nel 1888 terminò il suo tirocinio
con Zverev. Avrebbe preferito proseguire gli studi con Safonov, nella cui classe c’era Skrjabin,
ma dovette affidarsi al cugino fino 1891. Nell’anno accademico 1890-1891 insegnava nel
conservatorio di Mosca un docente italiano di 24 anni: Ferruccio Busoni! Rachmaninov finì in un
corso speciale: con Arenskij per la composizione e l’orchestrazione e Tanejev per il
contrappunto. Rachmaninov conseguì il diploma di pianoforte cum laude il 5 giugno 1891: era già una
promessa nel campo della composizione. Ma come pianista non era affatto male! Rachmaninov a questo
punto, poteva imboccare 4 strade. A 19 anni.

1 Il mestiere dell’insegnante non è gratificante, per chi vuol comporre, suonare, ma procura
rendite abbastanza sicure. Rachmaninov detestava insegnare. Insegnava privatamente a damigelle
dell’alta società con padri molto facoltosi.

2 Nel 1897 Rachmaninov di diede da fare per ottenere il posto di secondo direttore d’orchestra
nel teatro di Mamontov. In quell’anno aveva in scrittura giovani cantanti tra cui Šaljapin, i pittori Serov,
Levitan e Vrubel’, una buona orchestra e un buon coro. Rachmaninov scelse per il suo esordio Una vita
per lo zar di Glinka. Ma fu reso evidente che non era in grado. Prima che la stagione finisse lasciò il teatro.

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3 Il se stesso compositore occupava il primo piano nella strategia di carriera di Rachmaninov,
sebbene in quanto tale non desse da sfamare la propria famiglia. Rachmaninov compose regolarmente
fino al 1894. Sorprendente che egli rinunciasse ad una possibile affermazione internazionale e che
puntasse su un esordio come sinfonista!
Il 27 marzo 1897 la Sinfonia venne eseguita. E fu il disastro: fiasco col pubblico, critiche feroci sui
giornali e speciale accanimento di Cesar Kiuj. Rachmaninov si buttò sulla direzione d’orchestra e fino al
1900 non fu più in grado di comporre. E si dette al bere.

4 Nel 1895 Rachmaninov accettò una scrittura per una tournée come accompagnatore della
violinista italiana Teresina Tua, con il diritto di suonare qualche pezzo da solo. Dopo 23 concerti
Rachmaninov interruppe la tournée con un pretesto e rientrò a Mosca.
Dopo il miniconcerto di Londra non suonò più fino al 1900.

La famiglia convinse allora Rachmaninov a rivolgersi ad un medico, il dottor Nikolaj Dahl: medico
internista, violoncellista dilettante, membro di un quartetto d’archi, ippocratico e ipnotista di scuola
parigina. Il medico si guadagnava la dedica del Concerto op.18.

Rachmaninov accettò un posto di direttore al Teatro Bol’šoj. Esordì il 3 settembre 1904 con la
Rusalka di Dargomyščkij e diresse 11 opere per un totale di 89 rappresentazioni. Dal 1907 apparve come
direttore di concerti sinfonici, svolgendo regolarmente questa attività fino al 1914, per la Società
Filarmonica.

Rachmaninov riprende la carriera di pianista-compositore e suona a Parigi, Varsavia, Berlino, Londra,


Amsterdam e negli USA tra novembre 1909 e gennaio 1910, a Vienna e varie città europee fino al febbraio
1914. Tra il 1907 e il 1914 Rachmaninov trova un ideale equilibrio tra i suoi tre mestieri di creatore, direttore
e pianista.
1917: la Rivoluzione d’ottobre porta Lenin al potere. Né la sua nascita, né la sua educazione, né il
suo stato sociale, né i suoi personali sentimenti portavano Rachmaninov verso i bolscevichi.
Provvidenziale il telegramma da Stoccolma con l’invito a tenere 10 concerti in Scandinavia lo toglie da
ogni impaccio. Rachmaninov ottiene il visto di espatrio per sé, la moglie e le due figlie.

Le necessità dell’esistenza indussero R. a diventare pianista-interprete, anche di se stesso,


praticando la composizione come un hobby, che poteva ancora dargli qualche soddisfazione. Occupava
una posizione dominante nella vita concertistica: non lo esaltò la critica, lo osannò il pubblico.

 Tratto fondamentale dello stile di Rachmaninov è il suo cantabile immanente, una tensione, una
temperatura emozionale altissima, e rarissimamente è canto a mezza
voce o sottovoce. Ma il canto viene governato da Rachmaninov
attraverso la dinamica, che è mobilissima e attraverso l’agogica,
anch’essa mobilissima e basata sul punto culminante di ogni frase e sul
sistema di punti culminanti delle ampie sezioni formate da più frasi.
Anche la proporzione secondo la sezione aurea fa parte dello stile tipico
di Rachmaninov, nella composizione come nell’interpretazione.
A 12 anni R. vede la rovina economica della sua famiglia. A 24 anni
vede frustrate le sue ambizioni di sinfonista. A 44 anni vede crollare le sue
certezze di vita e fugge dal suo Paese.

Da artista, malgrado il successo, è convinto di non essere quello


che vorrebbe essere. L’arte di Rachmaninov è nutrita di pessimismo
cosmico. Ma possiamo dire che in lui il pessimismo dell’intelletto veniva
bilanciato dall’ottimismo della volontà.

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Dal 1919 al 1942, con un anno semisabbatico nel 1926 per comporre il Concerto n.4, Rachmaninov
condusse la dura vita del concertista senza mai smettere di mantenersi in efficienza e senza cessare di
studiare cose nuove. Concluse la sua carriera europea al Festival di Lucerna 11 agosto 1939. Tenne l’ultimo
recital a Knoxville 17 febbraio 1943.
Già da tempo non stava bene di salute. Muore di tumore il 28 marzo.
BERTOTTI D., Sergej Vasil’evič Rachmaninov, L’Epos, Palermo, 2006
RATTALINO P., Sergej Rachmaninov. Il tataro, Zecchini Editore, Varese, 2006

Cronologia in breve

1873 Nasce il 1°aprile a 1892 Si aggiudica la 1899 Primo felice per trasferirsi prima in
Oneg, vicino Novgorod, in medaglia d’oro del soggiorno in Inghilterra Scandinavia e poi negli
Russia Conservatorio e compone come esecutore e Stati Uniti
1882 Si iscrive al il famoso Preludio in Do direttore d’orchestra 1930 Fa costruire una
Conservatorio di San diesis minore 1901 Compone il Concerto dača sulle rive del Lago di
Pietroburgo 1893 Debutta a Mosca la per pianoforte n.2 Lucerna in Svizzera
1885 Si trasferisce a sua opera Aleko, molto 1906 Inizia a lavorare alla 1934 Compone la
Mosca, prima per apprezzata da Čajkovskij Sinfonian.2 Rapsodia su un tema di
prendere lezioni private e 1897 Clamoroso fiasco 1909 Scrive il concerto per Paganini
poi per iscriversi al della Prima della Sinfonia pianoforte n.3. 1943 Il 28 marzo muore
Conservatorio, n.1. Grande successo come Primo giro di concerti in nella sua casa di Berverly
frequentato anche dal direttore d’orchestra America Hills
compositore Aleksandr N. d’opera al fianco del basso 1917 Lascia
Skrjabin F. Šaljapin definitivamente la Russia

 L’opera di Rachmaninov può essere suddivisa in tre periodi a cui corrispondono anche tre risvolti
stilistici: Primo periodo (1889-1897) su cui l’opera e la personalità di P.I. Čajkovskij hanno un grande
influsso. Risalgono a questo periodo i Sei Cori per coro femminile con accompagnamento pianistico op.51
(1894-96) e il Concerto Sacro per coro misto a cappella Madre di Dio prega
vigilante (1983);
il secondo periodo (1900-1909 / 1910-1917) è depositario di una modernità
legata alle tematiche trattate (simbolismo) e dall’assimilazione di elementi di
stampo europeo (impressionismo, neoclassicismo) riscontrabili nel
famosissimo Secondo Concerto per pianoforte e orchestra op. 18 (1900), nei
Preludi op.23 (1910), poema sinfonico L’isola di morti e Le campane op.35 per
soli, coro e orchestra (1913) su testo E.A. Poe;
il periodo tardo (1918-1941) combina elementi della tradizione monodico-
liturgica russa e del jazz, ma anche altri in una visione più cosmopolita. Risalgono a questo periodo la
Rapsodia su tema di Paganini op.43 per pianoforte e orchestra (1929) e le Variazioni su tema di Corelli op.42
per pianoforte (1935), indizi di quanto Rachmaninov apprezzasse la musica italiana.

Opere corali
Op.15: 6 cori per voci femminili o bianche, per coro – 1895-1896
su testi di Nekrasov, Lodiženskij, Lermontov, Romanov, Ziganov, Lermontov.
I. Sii lodata II. Notte III. Il pino IV. Onde quiete V. Schiavitù VI. L’angelo
Op.20: Весна - Primavera, cantata per baritono, coro e orchestra, testi di Nekrasov – 1902, dedica a N. Morozov
Op.31: Liturgia di S. Giovanni Crisostomo, per coro – 1910
Op.35: Колокола - Le campane, cantata per soli, coro e orchestra, testo di Balmont (da Poe) – 1913
Op.37: Vespro, per coro – 1915, In memoriam S. Smolenskij
Op.41: Canti russi, per coro e orchestra – 1926, dedica L. Stokowsky
I. Oltre il fiume - II. Oh, Van’ka - III. Mio bianco viso, tinto di rosa

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Opere senza numero:
Deus Meus, mottetto a 6 parti – 1890
Madre di Dio prega vigilante, coro – 1893
Coro di spiriti, dal poema Don Juan, per coro- 1894
Pantelei il guaritore, da A.Tolstoj, per coro 1900

 Nel mondo…
1874 Prima esposizione degli impressionisti a Parigi
1877 Thomas Edison inventò il fonografo
1880 Negli USA viene inserito un ascensore elettrico in un palazzo
1900 Sigmund Freud scrive L’interpretazione dei sogni
1901 Muore la regina Vittoria d’Inghilterra, segnando la conclusione dell’egemonia politica britannica sul mondo
1906 A Milano nasce l’Alfa Romeo (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili)
1914 Scoppia la Prima Guerra Mondiale
1922 Ad ottobre i fascisti marciano su Roma
1929 Crollo della borsa americana di Wall Street
1930 Gandhi organizza la storica Marcia verso il mare contro la tassa sul sale
1938 Con la Notte dei cristalli inizia la persecuzione agli ebrei
1939 Scoppia la Seconda Guerra Mondiale

 La Grande Veglia op.37


L’opera n.37 di Rachmaninov viene comunemente denominata Vespri. Il titolo originario è Всенощное
Бдение - Vsenòščnoe Bdénije, Veglia di tutta la notte. Si tratta di un’ampia celebrazione effettuata la sera
del sabato o alla vigilia delle grandi solennità denominata anche Grandi Vespri, costituiti dalla
giustapposizione di tre uffici: Vespri, Mattutino e Ora prima.
Scritta in sole due settimane tra gennaio e febbraio del 1915, è la seconda delle due grandi
composizioni sacre composte da Rachmaninov nel primo ventennio del XX secolo, successiva alla Liturgia
di San Giovanni Crisostomo op.31 di soli 4 anni. Eseguita il 10 marzo dello stesso anno dal Coro Sinodale,
diretto da Nikolaj Mikhailovič Danilin, fu un tale successo che venne eseguita cinque volte in un mese. È
allo stesso tempo la vetta più alta e l’ultimo dei grandi lavori corali della Scuola Sinodale. L’opera consta
di 15 numeri per coro misto, dedicata alla memoria di Stepan Vasil’evič Smolenskij, il musicologo esperto
di musica sacra che lo aveva introdotto allo studio degli antichi manoscritti musicali della liturgia
ortodossa. È in quest’opera che si trova la spesso eseguita Богородице дево, радуйся Bogoròdice djévo,
ràdujsja a 4 voci miste divise.
Vergine madre di Dio, rallegrati,
Maria piena di grazia, il Signore è con te!
Benedetta sei tu fra le donne,
e benedetto è il frutto del tuo seno;
perché hai generato il Salvatore delle nostre anime!

FORMA È tripartita A – B – A’.


METRO è prevalentemente regolare in 4/4 come indicato in armatura, anche se sono presenti inserti in 6/4.
MELODIA È interamente frutto dell’inventiva di Rachmaninov, basato su arcate melodiche lunghissime.
L’apice melodico e dinamico si presenta dopo un grande crescendo, che coinvolge quasi tutta la parte
centrale, a tre quarti del brano (sezione aurea?), sulla parola “Salvatore”.
MOTO DELLE PARTI La parte B, centrale, presenta un gioco per terze ai contralti, che fanno da tappeto
alla melodia di soprani e tenori all’ottava. Le voci procedono a coppie (soprani-tenori, contralti-bassi) e
molto spesso in ottava o terza.
ARMONIA Il brano è interamente in fa maggiore. La massima apertura poggia sulla dominante (do
maggiore).
PIRAINO S., I vespri di Rachmaninov, ABEditore, Milano, 2014

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A cura di Anna Passarini