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I FATTORI CHE PORTANO ALL’EVOLUZIONE E LA SELEZIONE NATURALE E SESSUALE

8 Le mutazioni e la ricombinazione

L’origine della variabilità genetica è la mutazione, ossia qualsiasi cambiamento nel DNA di un organismo. Le
mutazioni naturali sono tutte casuali e possono essere vantaggiose, neutre o vantaggiose. In natura il tasso
di mutazione è molto basso ma nelle popolazioni agiscono altri meccanismi evolutivi che aumentano la
varietà genetica. Un esempio è il processo di meiosi che favorisce la ricombinazione, ossia la formazione di
nuove associazioni tra gli alleli esistenti.

9 Il flusso genico

La migrazione di individui e lo spostamento dei gameti da una popolazione a un’altra costituiscono il flusso
genico. I nuovi arrivati possono apportare nuovi alleli al pool genico della popolazione o cambiare le
frequenze nella popolazione di origine.

10 La deriva genetica

La deriva genetica è l’insieme dei cambiamenti casuali nelle frequenze alleliche da una generazione all’altra.
Essa si verifica soprattutto in popolazioni di piccole dimensioni e può provocare forti alterazioni nelle
frequenze alleliche. A causa di ciò alcuni alleli vantaggiosi potrebbero andare perduti, favorendo l’aumento
di quelli svantaggiosi. Altri meccanismi che possono ridurre la dimensione di una popolazione sono l’effetto
collo di bottiglia e quello del fondatore.

11 L’effetto collo di bottiglia

Durante delle fasi di contrazione numerica, noti come colli di bottiglia, la deriva genetica può portare a una
eccessiva riduzione della variabilità genetica. E’ quindi probabile che una popolazione che passa attraverso
un collo di bottiglia perda buona parte della propria variabilità genetica. Un esempio è quello dei ghepardi
che, durante l’ultima era glaciale, sono stati prossimi all’estinzione e ora possiedono patrimoni genetici
molto simili.

12 L’effetto del fondatore

L’effetto del fondatore è un cambiamento della variabilità genetica causato dalla colonizzazione di un
nuovo ambiente da parte di una popolazione. Questo accade perché durate la conquista, la popolazione
non porta mai con sé tutti gli alleli di origine.

13 L’accoppiamento non casuale

Se gli individui di una popolazione scelgono di accoppiarsi con partner dotati di genotipi particolari si ha un
accoppiamento non casuale, che può cambiare la frequenza genotipica della popolazione. Se la preferenza
riguarda la stessa costituzione genetica, i genotipi omozigoti saranno più rappresentati rispetto agli
eterozigoti. Un caso di accoppiamento non casuale è dato dalla primula, che produce un solo tipo di fiore (a
spillo o a tamburello). Nel caso dell’autofecondazione invece, si riduce la frequenza degli eterozigoti.

Benin Francesco 3B LSSA 15/04/20


14 L’adattamento deriva dalla selezione naturale

Con adattamento si intende qualsiasi caratteristica di una specie che ne migliora le capacità di
sopravvivenza in un determinato ambiente. Esso può riguardare qualunque carattere e viene acquisito con
il metodo della selezione naturale. Un adattamento è però una conseguenza della selezione naturale, a
differenza della fitness, che è invece il differente successo riproduttivo che deriva dalla variabilità
individuale.

15 La fitness darwiniana

Il contributo riproduttivo di un fenotipo alla generazione successiva, che sta alla chiave della selezione
naturale, rapportato al contributo degli altri fenotipi, prende il nome di fitness. Essa è valida in termini sia
assoluti che relativi per tutti gli individui.

16 La selezione naturale

La variabilità dei caratteri è spesso di tipo quantitativo, perché è controllata da più geni. Su questi caratteri
la selezione naturale agisce in vario modo producendo diversi risultati:

 Selezione stabilizzante: essa favorisce gli individui con valori intermedi, diminuendo la varietà di
una popolazione;
 Selezione direzionale: essa favorisce gli individui che si discostano dalla media, cambiando appunto
la media della popolazione;
 Selezione divergente: essa favorisce gli individui che si discostano in entrambe le direzioni dalla
media, cambiando le caratteristiche di una popolazione.

17 La selezione stabilizzante

Una selezione stabilizzante si ha quando il contributo alla generazione successiva degli individui di una
popolazione con valori estremi per un carattere è inferiore a quello degli individui con valori più vicini alla
media. Essa riduce la variabilità di un carattere all’interno della popolazione, ma non ne cambia la media.
Cambia invece la dispersione attorno al valore medio. Un esempio di questa selezione si ha nel peso dei
neonati.

18 La selezione direzionale

Una selezione direzionale si ha quando il contributo apportato alla generazione successiva dagli individui di
una popolazione posizionati a un estremo della distribuzione di un carattere è maggiore rispetto al
contributo degli individui dell’estremo opposto. In questo caso il valore medio del carattere della
popolazione si avvicinerà a quell’estremo e nella popolazione si manifesterà una tendenza evolutiva.
Solitamente questa selezione porta alla modifica del carattere su cui agisce fino a quando esso raggiunge i
valori ottimali, per poi procedere con una selezione stabilizzante. Un esempio di questa selezione è relativo
all’aumento della massa corporea degli orsi bruni.

Benin Francesco 3B LSSA 15/04/20


19 La selezione divergente

Una selezione divergente si ha quando il contributo alla generazione successiva apportato dagli individui di
una popolazione posizionati agli estremi della distribuzione di un carattere è maggiore di quello degli
individui vicini alla media. In questo caso la variabilità della popolazione aumenta; graficamente si ha una
distribuzione bimodale. Un esempio di questa selezione si ha nelle dimensioni del becco dell’uccello
pireneste ventre nero.

20 La selezione sessuale

La selezione sessuale è una tipologia di selezione naturale, che agisce sulle caratteristiche che determinano
il successo riproduttivo di un individuo. Essa può favorire tratti che aumentano la capacità riproduttiva, a
sfavore della capacità di sopravvivenza, come nel caso del maschio dell’uccello vedova, che presenta una
coda molto lunga, che favorisce la riproduttività, ma riduce la sua capacità di volo.

Benin Francesco 3B LSSA 15/04/20