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LABORATORIO DI EDUCAZIONE

AL PENSIERO CRITICO-CREATIVO

Sede: Istituto “S. Carpoforo” di Como.


Conduttrice: ins. Luisella Meda
Scuole partecipanti: Casnate, Cavallasca, Cernobbio “Bernasconi”, Cernobbio Piazza S. Stefa-
no, Como Albate, Como Breccia, Como Camerlata, Como Rebbio, Como
“S. Antonio”, Como “S. Chiara”, e Como “S. Carpoforo”
Suddivisione: in tre sottogruppi.

Premessa.
Per mettere a fuoco il concetto del tema del laboratorio, la conduttrice propone ad ogni insegnante
di mettere per iscritto la propria idea. Raccolti gli scritti, vengono letti e commentati tutti i pareri:
tutte le idee “forti” vengono raccolte e ordinate in una mappa. Si perviene così ad una sintesi condi-
visa dall’intero gruppo.
La conduttrice legge poi un racconto allo scopo di ricavare il significato del termine “creatività”,
espresso dapprima individualmente dalle corsiste e, successivamente, rielaborato, commentato e
condiviso dalle presenti.
A ciascuno viene poi consegnata la documentazione redatta a cura della conduttrice, relativa ai due
concetti elaborati.
Nel secondo incontro, le docenti si suddividono in gruppi di lavoro e, sulla base delle mappe predet-
te, procedono alla elaborazione di due esperienze pratiche sul tema assegnato a questo laboratorio.
La documentazione si compone pertanto di:
a) due mappe del percorso “Dal brainstorming alla matrice cognitiva”;
b) Alcune riflessioni sul pensiero critico-creativo;
c) Una mappa sugli obiettivi di un laboratorio;
d) Le schematizzazioni dei lavori portati a termine dai tre gruppi.

Quaderno n.01: QUALE EDUCAZIONE DELL’INFANZIA, OGGI? - sintesi dei laboratori pratici 1
DAL BRAIN-STORMING ALLA MATRICE COGNITIVA

SPONTANEITÀ
- non condizionamen-
POTENZIALE
to da stereotipi PERSONALIZZAZIONE
INDIVIDUALE
- non tutto ciò che mi
va di fare

TRASFERIBILITÀ
DI CAPACITÀ,
ABILITÀ E FANTASIA
CONOSCENZE IN
CONTESTI NUOVI
CREATIVITÀ
 Validità da ogni punto di
vista
 Valorizzazione di ogni in-
BENESSERE
dividuo PLURALITÀ
PSICO FISICO  Strategie diverse da mettere DI PENSIERO
in atto per “stuzzicare” il
“serbatoio ideico”
 Attenzione a diverse sensi-
bilità

PENSIERO ALTRO
STRATEGIE
DAL PENSIERO
ALTERNATIVE
LOGICO

FLESSIBILITÀ
PLURALITÀ DI PENSIERO
DI
STRATEGIE EMOTIVO
PENSIERO

Quaderno n.01: QUALE EDUCAZIONE DELL’INFANZIA, OGGI? - sintesi dei laboratori pratici 2
LABORATORIO
DAL BRAIN STORMING ALLA MATRICE COGNITIVA

ESPERIENZE
DEL
QUOTIDIANO

SPAZIO DELLA
SPERIMENTARE FLESSIBILITÀ
COOPERAZIONE

SPAZIO IDEE PARTECIPA-


DA ZIONE
COSTRUIRE ATTIVA

LABORATORIO
CONTESTO
STRATEGIE È…
LABORATORIO SPAZIO
COMPLEMENTARI TEMPORALE

SPAZIO
TECNICHE
DI
MANUALI
INTRAZIONE

SPAZIO DELLA SPAZIO


FLESSIBILITÀ PER LA
ORGANIZZATIVA CREATIVITÀ

A proposito di... pensiero critico-creativo: spunti di riflessione

La sfida della scuola


L'apprendimento non può essere considerato unicamente come un processo cognitivo che il bambi-
no e la bambina, all'interno della scuola, “subiscono” più o meno passivamente. Esso va visto e

Quaderno n.01: QUALE EDUCAZIONE DELL’INFANZIA, OGGI? - sintesi dei laboratori pratici 3
considerato anche e soprattutto come un percorso per aumentare quelle competenze e quelle abilità
operative che sono indispensabili per porre le basi della propria personalità e individualità, nell'otti-
ca di una formazione integrale del bambino-persona, quindi:
sapere (cioè le conoscenze dichiarative, condizionali e tecnico-procedurali)
saper fare ( cioè la costruzione di competenze specifiche e trasversali)
saper essere (cioè trasferire le competenze in altri contesti).
L'impegno della scuola è, quindi, quello di farsi garante della formazione integrale della persona,
agendo contemporaneamente su più livelli:

CENTRALITÀ DELLA PERSONA

DIMENSIONE DIMENSION DIMENSIONE DIMENSIONE


CULTURALE METODOLOGICA SOCIALE PSIVCOLOGICA

Costruzione di Progettazione ba- Garanzia per: Realizzazione


competenze at- sata: -sulla valo- - l'offerta di uguali dell'integrazione
traverso: rizzazione dell'e- opportunità per socio-affettiva.
- l'acquisizione di sperienza perso- la riduzione degli Valorizzazione
linguaggi speci- nale del bambino svantaggi; delle abilità per-
fici; - lo sviluppo e della bambina; sonali e accetta-
- la costruzione di
delle capacità po- -su una didattica di atteggiamenti zione dei propri
tenziali; - la pa- tipo laboratoria- collaborativi; Costruzione di
dronanza di abili- le; una positiva im-
- la promozione di
tà é di conoscen- - sul rispetto dei magine di sé.
una formazione
ze (dichiarative e diversi stili di integrale (Educa-
procedurali). apprendimento. zione alla Convi-
venza Civile)

PROGETTO FORMATIVO DELLASCUOLA

In un progetto formativo centrato sulla persona, giocano un ruolo fondamentale le interazioni co-
municative con gli altri (sia i pari sia gli adulti), l'esplorazione dell'ambiente e la creatività in quanto
costituiscono i naturali pre-testi per "stuzzicare" quella curiosità cognitiva che stimola il fluire libe-
ro di idee e di nuovi ragionamenti, in un metodo creativo d'insegnamento in cui si riconoscono tre
valenze fondamentali:

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intellettuale (cioè la capacità di produrre idee);
motivazionale (cioè farsi venire in mente qualcosa che diventa poi oggetto di indagine-studio e che
viene articolato in idee);
emozionale (cioè la sfida personale e consapevole di pensare in modo non convenzionale - -
stereotipato e, quindi, di esporsi al rischio della novità).

Apprendimento creativo
L'apprendimento non è altro che un processo attivo che coinvolge il “soggetto in apprendimento” e,
affinché egli lo possa vivere da protagonista, deve essere motivato, secondo l'antico ma sempre at-
tuale detto “se faccio, capisco”. Apprendere, per il bambino significa allora costruire il proprio sa-
pere, guidato e accompagnato da un insegnante che non si sostituisce a lui, ma che lo stimola all'au-
tonomia e che lo incoraggia a sperimentare. Una scuola che faccia suo tale metodo di apprendimen-
to si pone come ideale “laboratorio” dell'attività del bambino e della bambina.
L'insegnamento creativo fornisce strategie di apprendimento per “imparare ad imparare”, andando
ad agire:
- sul piacere di imparare (= promozione del piacere di sperimentare, di scoprire e conoscere le pro-
prie capacità, di prendere consapevolezza delle proprie abilità);
- sulla considerazione dell'errore come risorsa conoscitiva e formativa (= valorizzazione per raffor-
zare la motivazione che è generatrice di successo);
- sulla motivazione ad un apprendimento di tipo cooperativo (= creazione di un clima più distensi-
vo),
- sulla curiosità che è insita in ogni bambino e in ogni bambina (= consolidamento della voglia di
crescere, di affermarsi, di realizzarsi).

Sviluppare la creatività1
L'educazione alla creatività risponde ad una prima esigenza di arricchimento del “serbatoio” ideico
del bambino, talvolta oggi isterilito dall'insistita presentazione, nel mondo extra-scolastico, di mo-
delli stereotipati. Invitare il bambino a immaginare diversamente le cose è invitarlo a non arrestarsi
alle prime, più scontate, idee e a procedere oltre per trovare ulteriori possibilità. In questo modo,
avendo la possibilità di prospettive alternative, si possono rompere certe rigidità comportamentali e
mentali e trovare nuove vie d'uscita.
Il bambino creativo è in grado di disporre di un suo “laboratorio interno” in cui può simulare il
mondo in forma diversa rispetto alla realtà, quindi è in grado di fare “come se” le cose fossero di-
versamente e in questo modo scoprire altri modi per affrontare il mondo. In questo spazio immagi-
nario, il bambino può anche “osare” staccarsi dalla sue sicurezze, abbandonare le sue routine ed e-
splorare altre dimensioni, aprirsi all'insolito, accettare lo strano [...]. In questa rielaborazione menta-
le, il bambino ha l'opportunità di inserire elementi personali, di esprimere la propria soggettività e di
attribuire un proprio senso a ciò che gli è chiesto di produrre [...]. L'educazione alla creatività si può
presentare come un antidoto a un certo “consumismo mentale” cui il mondo esterno, e talvolta an-
che la scuola (quando soprattutto è presa da certe preoccupazioni formali o efficientiste), tende a
condurre.
La proposta è pertanto quella di far sostare il bambino su una stessa cosa e indurlo a cercare varie
possibilità o significati, sforzandosi di andare oltre la risposta corretta o abituale. In secondo luogo,
la proposta è quella di sviluppare questa rielaborazione inducendo a trovare altre idee, compiere
collegamenti, cambiare prospettiva; in breve: ampliare e arricchire lo spazio mentale in cui le espe-

1
A. Antonietti, M. N. Armellin, Creatività in classe 1, La Scuola –Brescia 1999

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rienze vengono collocate e trattate. Infine, la proposta è quella di guidare questa rielaborazione, di
non lasciarla alla spontaneità e al caso, ma di educarla attraverso specifiche indicazioni di lavoro.

Il pensiero creativo
Si parla di creatività quando il bambino e la bambina manifestano ingegnosità, riconoscono connes-
sioni che normalmente non sono percepite o che propongono soluzioni insolite di problemi. La
creatività è il risultato di un'adeguata impostazione didattica, di un metodo in cui si offrono al bam-
bino e alla bambina concrete, molteplici e significative opportunità di sperimentare, di interrogarsi,
di formulare proposte, di ri-percorrere un certo percorso scoprendo altri itinerari, di confrontarsi con
i pari in una logica non competitiva ma di stimolo e di propositività.
In altre parole, si parla di creatività e di metodo creativo quando l'insegnante offre ai bambini con-
crete opportunità di operare secondo il pensiero divergente (sinonimo di pensiero creativo), operan-
do quelle scelte strategiche e didattiche in cui, rispetto ad una certa “realtà”, i bambini vengono.
stimolati verso una molteplicità di “vie d'uscita”, tutte legittime e percorribili, nelle quali esse sono
messi nelle condizioni di ideare nuove modalità di risposta, andando oltre il modo abituale di consi-
derare le cose
Secondo la teoria del pensiero laterale, che è la controfaccia del pensiero verticale o logico, quando
una persona è impegnata in un certo compito, il suo inconscio lavora in parallelo per trovare una so-
luzione creativa al compito stesso.
“La creatività pare debba considerarsi come una propensione a “slittare”, quando opportuno, verso
un comportamento mentale flessibile, “avventuroso”, che conduca a variare le routine, a immagina-
re diversamente le cose e tentare nuovi passi, essa ripresenta quindi come una modalità di pensiero
che, pur basandosi su meccanismi cognitivi in parte comuni ad altri processi intellettivi e talvolta
intrecciata a questi ultimi, produce nuovi esiti. Sviluppare nei bambini la creatività è, allora, favori-
re l'apprendimento di queste peculiari modalità di pensiero e, insieme a queste, far maturare una ge-
nerale disponibilità alla scoperta e all'innovazione” (I. Fiorin).

Lo spazio didattico del pensiero creativo


Parlare di opportunità e di scelte strategiche che favoriscono l'apprendimento secondo il metodo
creativo, significa spostare la propria attenzione di insegnante ai contesti di apprendimento che ren-
dano percorribili i comportamenti mentali del pensiero laterale.
Il laboratorio, inteso come contesto, si pone non solo come luogo, ma soprattutto come spazio men-
tale e didattico in cui le ipotesi, le intuizioni, gli errori sono segnali da rincorrere, da rimettere con-
tinuamente in circolo, a cui conferire attenzione e valore, nella costruzione di autentici percorsi
all'interno del processo di apprendimento. Infatti il laboratorio è la scelta di materializzare un pen-
siero astratto e formale: è fisicità, riscontro oggettivo di una argomentazione astratta, di una conget-
tura, di un'ipotesi. Nel Laboratorio “ci si sporca le mani”, si “mettono le mani in pasta”, ci “si mette
in gioco”, ci si confronta con i propri limiti. Il rapporto fra pensiero e manualità è strettissimo: gli
oggetti e i materiali condizionano il linguaggio, ne strutturano il contenuto, favoriscono l'insorgere
di soluzioni “alternative” rispetto a quelle più convenzionali, stimolano quindi il pensiero creativo.
Da qui la necessità di “fare scuola” per laboratori, in cui i campi di esperienza, in quanto mediatori
didattici, non sono il fine, ma lo strumento per progettare percorsi atti a favorire il pensiero critico -
creativo.

Quaderno n.01: QUALE EDUCAZIONE DELL’INFANZIA, OGGI? - sintesi dei laboratori pratici 6
LABORATORIO

esperienza progettata e programmata per

organizzare favorire promuovere sperimentare

- gruppi di attività - la progressiva - l’acquisizione e la - sperimentare me-


differenziate, mi- costruzione della fiducia nelle per- todologie attra-
rate allo sviluppo personalità e del- sonali capacità / verso le quali ac-
delle individuali- lo sviluppo di abilità; cogliere, valoriz-
tà; particolari attitu- - la concettualizza- zare, osservare e
- percorsi operativi dini, attraverso zione e l’uso dei sostenere interes-
articolati flessi- abilità non solo linguaggi della si e curiosità;
bilmente e, per di tipo cognitivo. mente e del cor- - situazioni rela-
questo,più ri- po; zionali che coin-
spondenti ai bi- - la rappresenta- volgono diversi
sogni di ciascun zione simbolica e punti di vista e la
bambino. la costruzione di molteplicità dei
categorie ordinate saperi.

per garantire la costruzione di

IDENTITÀ AUTONOMIA COMPETENZE


vissuti, attitudini, ritmi, emotiva, affettiva, TRASVERSALI
tempi, stili apprendimen- cognitiva, relazionale
to

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GRUPPO A: LA CREATIVITÀ

LA CREATIVITÀ

CHE COSA È PERCHÉ

- capacità di usare il pensiero pa- - arricchimento del serbatoio i-


rallelo a quello logico deico
- possibilità di manifestare inge- - favorire nel bambino disponibi-
gnosità lità alla scoperta e
- proposte insolite per la soluzio- all’innovazione
ne dei problemi (liberi da stere- - utilizzo non solo del pensiero
otipi) libera espressione di sé logico
- flessibilità
- creatività come stimolo per far
maturare scoperta e innovazione
- creatività come mediatore didat-
tico

STRATEGIE

- “imparare ad imparare” - opportunità di sperimentare


- scoprire
- considerazione dell’errore
- didattica laboratoriale
(spazio mentale didattico – confrontarsi con i propri limiti)
- insegnante regista
(creazione di spazi e tempi – strumenti e modalità)
- incanalizzazione della spontaneità

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GRUPPO B
REVISIONE NELL’OTTICA DELLA CREATIVITÀ DI UNO DEI PERCORSI PREVISTI
NELLA PROGRAMMAZIONE ANNUALE A PARTIRE DAGLI INDICATORI MAPPATI NEL
LAVORO DI GRUPPO ESTESO

È stato scelto il momento del pranzo come laboratorio creativo, in quanto è l’unica esperienza del
quotidiano che vede la presenza delle insegnanti, dei bambini e del personale non docente della
scuola. In questo particolare momento della giornata scolastica i bambini condividono esperienze
comuni con i compagni di età diverse e con gli adulti che fanno parte dell’organico scolastico. In
particolare durante il pranzo è possibile:

PARTECIPAZIONE ATTIVA

Scoprire gusti nuovi


 SPERIMENTARE
 pasticciare
mescolare gusti e sapori

 SPAZIO DI
COOPERAZIONE  Apparecchiare e
sparecchiare

 ESPERIENZA DEL
QUOTIDIANO  Confronto con il vissuto
quotidiano

 CONTESTO SPAZIO / TEM-


POREALE  Sviluppo dei concetti
topologici e di quantità

SPAZIO DELLA FLESSIBI- Interazione privilegiata in


 LITÀ
ORGANIZZATIVA
 un gruppo di bambini sem-
pre diverso

Uso di posate
 STRATEGIE
COMPLEMENTARI  destra – sinistra
uso dei cinque sensi

 SPAZIO D’INTERAZIONE
 Aiuto reciproco
”uso” di regole

Occasionalmente i bambini
 SPAZIO DI IDEE DA
COSTRUIRE  partecipano alla prepara-
zione dei cibi

 TECNICHE MANUALI
 Manipolazione
del cibo

 SPAZIO PER LA
CREATIVITÀ  Interpretazione di forme
ideare nuovi sapori

Quaderno n.01: QUALE EDUCAZIONE DELL’INFANZIA, OGGI? - sintesi dei laboratori pratici 9
GRUPPO C
REVISIONE DI UN LABORATORIO GIÀ REALIZZATO SECONDO GLI INDICATORI PER
DELINEARE UN PERCORSO MENO DIDATTICO E PIÙ CRITICO – CREATIVO

LE FOGLIE DELL’AUTUNNO
UN LABORATORIO

 … PER SPERIMENTARE
 Colori, forme, dimensioni

 … COME SPAZIO DELLA


MANIPOLAZIONE  Uso di tecniche
grafico - pittoriche

… PER COSTRUIRE LO
 SPAZIO DELLA
COOPERAZIONE
 Lavori a piccoli gruppi di co-
stituzione spontanea

 … COME SPAZIO PER LA


CREATIVITÀ  Oggetti, forme immagini da
realizzare con le foglie

… PER LA MESSA IN
 “CAMPO” DI STRATEGIE
COMPLEMENTARI
 Problem solving

 … COME SPAZIO DI IDEE


DA COSTRUIRE  Le foglie si trasformano:
dove, come, perché

Registrazione dei cambia-

 … COME CONTESTO
SPAZIO - TEMPORALE  menti nello spazio e nel tem-
po rispetto ad una determinata
esperienza

… PER UNA Esperienze di andata e


 PARTECIPAZIONE
ATTIVA
 ritorno tra il fare e il saper fa-
re

… A PARTIRE DA
 ESPERIENZE DELLA
QUOTIDIANITÀ
 Valorizzazione del
quotidiano - immediato

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