Sei sulla pagina 1di 16

Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M.

270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64
Titolo: EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE

Nel momento in cui la corrente elettrica attraversa gli organi del corpo umano possono
verificarsi per l’uomo eventi anche mortali. La pericolosità dipende da vari fattori legati alla
corrente quali: il percorso seguito all’interno del corpo, l’intensità, la frequenza e la forma
d’onda, la durata del contatto. Vediamo i principali effetti prodotti dal passaggio della corrente
nel corpo umano:
Tetanizzazione. La contrazione dei muscoli avviene a seguito dei segnali fisiologici di natura
elettrica. Nel momento in cui c’è passaggio di corrente all’interno dei muscoli si hanno
contrazioni involontarie. Se l’impulso si ripete il muscolo si contrae fino al massimo valore e
permane in tale stato. In alcuni casi tale condizione non permette alla persona di “mollare la
presa” della parte in tensione. Per valori elevati di corrente si ha una risposta muscolare
talmente elevata da staccare il soggetto dalla sorgente.
Arresto della respirazione. La contrazione dei muscoli addetti alla respirazione e la paralisi dei
centri nervosi da cui dipende la respirazione possono portare in un tempo compreso tra i 2-3
minuti a danni irreversibili per il cervello.

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64
Titolo: EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE


Fibrillazione ventricolare. Una corrente alternata che interessa la regione toracica può provocare
la perdita del coordinamento dei muscoli cardiaci che determinano il naturale susseguirsi dei
“battiti cardiaci”.
Ustioni. La corrente che attraversa i tessuti, per effetto Joule produce calore che ustiona i
tessuti stessi.
La tetanizzazione, il blocco respiratorio e la fibrillazione ventricolare sono provocati
generalmente da correnti alternate. E’ possibile avere l’arresto cardiaco e le ustioni anche in
corrente continua.
Il diagramma (non in scala) riportato nella figura seguente, per la corrente alternata a 50 Hz,
mette in relazione la corrente passante nel corpo umano e la durata in cui questo passaggio
avviene. E’ possibile individuare quattro zone aventi le caratteristiche di seguito descritte:
Zona 1. Per correnti inferiori ai 0,5 mA e per qualsiasi durata non si ha alcun effetto sul corpo
umano
Zona 2. In questa zona non si hanno effetti dannosi. Il confine tra seconda e terza zona è il
limite della corrente di rilascio (valore massimo di corrente per il quale una persona può lasciare
la presa)
© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64
Titolo: EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE

Zona 3. Per tutti i punti di questa zona possono aversi contrazioni muscolari, difficoltà nella
respirazione, e fibrillazione atriale
Zona 4. I punti appartenenti a questa zona possono portare a fibrillazione ventricolare, arresto
cardiaco, arresto della respirazione e gravi ustioni (… meglio evitarla!).

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64
Titolo: EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S1
Titolo: CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI


La corrente elettrica attraversa il corpo umano nel momento in cui parti diverse del corpo
(esempio mano e piede) vengono in contatto con parti a diverso potenziale. Si distingue tra
contatto diretto e contatto indiretto. Per entrambi i contatti è necessario proteggere le persone.
Il contatto diretto si ha ogni qualvolta una persona viene in contatto con parti metalliche di
impianti o apparecchiature normalmente in tensione. Esempi di contatto diretto sono il taglio di
un cavo in tensione con delle forbici oppure l’entrare in contatto con un conduttore in tensione
e privo di isolante.
Il contatto indiretto si ha ogni qualvolta una persona viene in contatto con parti metalliche
normalmente non in tensione ma che possono entrare in tensione a causa di un cedimento
dell’isolamento. Esempio di contatto indiretto è quello con la carcassa di un elettrodomestico.
Protezione dai contatti diretti
Le norme CEI prescrivono la protezione dai contatti diretti. Elenchiamo i sistemi più diffusi.
La protezione totale è quella atta ad assicurare alle persone anche non addestrate di non
entrare in contatto con parti in tensione. Esempi tipici sono l’isolamento delle parti attive sono
la protezione con involucri e la protezione con barriere.

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S1
Titolo: CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI


La protezione parziale usata nei luoghi accessibili solo a personale addestrato (ad esempio una
cabina MT/BT) consiste nel realizzare ostacoli o distanziamento.
Protezione dai contatti indiretti (sistemi TT)
Può avvenire seguendo due logiche, una prevede l’interruzione automatica del circuito, l’altra
non prevede tale interruzione. Nel primo caso si ha un coordinamento tra l’impianto di terra ed
un dispositivo (ad esempio l’interruttore differenziale) in grado di aprire automaticamente il
circuito in caso di guasto. La norma pone a V=50 volt la tensione di contatto per ambienti
ordinari e a V=25 volt la tensione di contatto per ambienti speciali.
A questo punto è importante studiare il principio di funzionamento dell’interruttore differenziale.
Consideriamo lo schema riportato nella figura seguente. In condizioni normali la corrente I che
attraversa il conduttore di fase coincide con la corrente I che attraversa il conduttore di neutro.
All’interno del circuito magnetico si ha una forza magneto-motrice (e quindi un flusso nel nucleo
magnetico) nulla. Infatti le due bobine 1 e 2 hanno lo stesso numero di spire N1 e sono avvolte
in senso opposto tra di loro. Nel momento in cui si ha un difetto di isolamento la carcassa
dell’utilizzatore entra in tensione e sul conduttore collegato a terra circola una corrente Id .
Chiaramente se una persona dovesse entrare in contatto con la massa in tensione sarebbe
attraversata da una corrente potenzialmente pericolosa.
© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S1
Titolo: CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI

A causa della corrente Id nasce nel nucleo


magnetico un flusso variabile che interessa la
bobina 3. Nasce una tensione indotta sulla
bobina 3 che comanda l’apertura dell’interruttore
e quindi del circuito.
A questo punto ritorniamo alla protezione, se RT
è la resistenza dell’impianto di terra, dalla
disequazione RT*Id≤V possiamo coordinare
l’impianto di terra con l’interruttore differenziale.
Un valore molto diffuso per la Id è Id =30 mA, in
tal caso per ambienti normali (V=50 V) basta
avere una resistenza di terra RT≤1.666 Ω (valore
facilmente ottenibile).

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S2
Titolo: IMPIANTO DI TERRA
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

IMPIANTO DI TERRA
L’impianto di terra costituisce un mezzo per disperdere nel terreno correnti elettriche e ridurre i
rischi di elettrocuzione.
E’ necessario introdurre i concetti di tensioni di passo e contatto. La tensione di passo Vp è la
differenza di potenziale applicata tra i piedi di una persona posti alla distanza di un metro durante
il cedimento dell’isolamento. La tensione di contatto Vc è la differenza di potenziale alla quale può
essere soggetta una persona in contatto con parti simultaneamente accessibili durante il
cedimento dell’isolamento. Le tensioni di passo e contatto sono importanti negli impianti a
tensione nominale superiore ai 1.000 V.
Nello schema seguente è rappresentato un impianto di terra, possiamo individuare le diverse parti
che lo costituiscono.
Dispersore. Può essere intenzionale o di fatto. Diremo che è intenzionale quando è installato
appositamente per far parte dell’impianto di terra (ad esempio un picchetto). Diremo che è di
fatto quando è un corpo metallico in contatto con il terreno la cui installazione viene effettuata per
scopi diversi dall’impianto di terra (ad esempio i ferri di fondazione).
Gli elementi costituenti i dispersori intenzionali possono essere a picchetto, a corda a piastra ecc.
Le dimensioni minime ed i materiali sono indicati dalle norme CEI. I dispersori possono assumere
diverse configurazioni, ad anello, a maglia, a maglia con integrazione di picchetti verticali ecc. In
seguito riportiamo una tabella con le dimensioni minime per i dispersori in rame.
© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S2
Titolo: IMPIANTO DI TERRA
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

IMPIANTO DI TERRA
Conduttore di terra . E’ un conduttore normalmente non in contatto con il terreno che collega
le parti metalliche da mettere a terra con il dispersore, oppure gli elementi che costituiscono il
dispersore tra di loro. Anche in questo caso in dipendenza della tipologia dell’impianto vengono
definite le caratteristiche dei conduttori di terra. In ogni caso la loro sezione non deve essere
inferiore a 16 mm2 se sono realizzati in rame. Nella posa dei conduttori di terra si debbono
prendere precauzioni atte a evitare danni meccanici e fenomeni di corrosione. Nella tabella
seguente riportiamo le sezioni minime dei conduttori di terra.
Collettore. E’ un punto in cui vengono collegati tra di loro il conduttore di terra e tutti i
conduttori di protezione.
Conduttori di protezione (PE). A tali conduttori vanno collegate tutte le masse (parti metalliche
che normalmente non sono in tensione ma a seguito di un cedimento dell’isolamento possono
entrare in tensione). Anche per i conduttori di protezione le norme CEI indicano le sezioni
minime in relazione alla tipologia dell’impianto. Nella seguente tabella riportiamo tali sezioni
minime che dipendono della sezione dei conduttori di fase.
Collegamenti equipotenziali. Sono impiegati per mantenere al potenziale di terra le masse e le
masse estranee. Le norme CEI stabiliscono le dimensioni minime.
© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S2
Titolo: IMPIANTO DI TERRA
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

IMPIANTO DI TERRA

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S2
Titolo: IMPIANTO DI TERRA
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

IMPIANTO DI TERRA
Sezioni minime dei conduttori di terra

Condizioni di posa Materiale Sezione minime (mm2)


Protetto contro la corrosione Rame 16
Non protetto contro la corrosione Rame 25

Sezioni minime dei conduttori di protezione

Conduttore di fase (mm2) Conduttore di protezione (mm2)
S≤16 Sp=S
16≤S≤35 16
S>35 Sp=S/2

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S2
Titolo: IMPIANTO DI TERRA
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

IMPIANTO DI TERRA
Dimensioni minime dei dispersori

Tipo  Dimensioni Rame


Piastra Spessore mm 3

Nastro Spessore mm 3
Sezione mm2 50
Per posa nel  Tondino sezione 35
terreno Conduttore  Diametro filo  1,8
cordato elementare 
mm
Sezione corda  35
mm2
© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S2
Titolo: IMPIANTO DI TERRA
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

IMPIANTO DI TERRA
Di seguito è riportato un esempio di impianto di terra per un edificio civile.

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S3
Titolo: ALTRI SISTEMI DI PROTEZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

ALTRI SISTEMI DI PROTEZIONE


PROTEZIONE SENZA INTERRUZIONE AUTOMATICA DEL CIRCUITO
Esistono diversi metodi che analizzeremo di seguito
Uso di componenti di II classe. I conduttori e le apparecchiature all’interno di tali componenti
hanno un doppio isolamento. Hanno evidenziato sull’involucro il simbolo grafico seguente. Non
devono essere collegati a terra. In genere sono datati di doppio isolamento alcuni
elettrodomestici o parti di impianto, la restante parte dell’impianto è protetta tramite
interruzione automatica del circuito.
Locali equipotenziali. In questi locali tutte le parti con cui la persona può venire in contatto si
trovano allo stesso potenziale. Il locale non deve essere collegato a terra.

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S3
Titolo: ALTRI SISTEMI DI PROTEZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

ALTRI SISTEMI DI PROTEZIONE


Protezione per separazione elettrica.
Il metodo si basa sulla separazione elettrica tra la sorgente e l’utilizzatore. Tale separazione è
realizzata tramite un trasformatore di isolamento. Se si ha un difetto di isolamento la massa
entra in tensione, in teoria non si ha circolazione di corrente in quanto non c’è la possibilità per
la corrente di richiudersi. (in realtà ci sono correnti piccolissime, dipendenti dall’estensione del
circuito, che si richiudono attraverso la capacità di accoppiamento tra i cavi , trasformatore e
terra.
Consideriamo alcuni sistemi di protezione a bassissima tensione. (contatti diretti e indiretti)
Circuiti SELV. Sono basati sulla separazione galvanica dei circuiti elettrici e delle masse della
parte dell’impianto. Le masse non vanno collegate né a terra, né ai conduttori di protezione, né
a masse di altri circuiti elettrici. L’alimentazione deve essere fornita da una delle seguenti
sorgenti: trasformatore di sicurezza, motore-generatore con avvolgimenti isolati, gruppo
elettrogeno, batteria. Il trasformatore di sicurezza è un particolare tipo di trasformatore di
isolamento avente una tensione sul secondario non superiore a 50 V. La potenza non può
superare i 10 kVA monofase o 16 kVA trifase. Lo schema seguente riporta un sistema SELV.
Circuiti PELV. Hanno le stesse caratteristiche dei sistema SELV ma hanno un punto collegato a
terra.
© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 64/S3
Titolo: ALTRI SISTEMI DI PROTEZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

ALTRI SISTEMI DI PROTEZIONE

Per il sistema SELV nel momento in cui si ha un difetto di isolamento il circuito di guasto
non si chiude, la corrente non può circolare. Nel sistema PELV la corrente si richiude
attraverso il collegamento a terra del secondario; la non pericolosità deriva dalla tensione
ridotta.
© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it