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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M.

270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
In questa lezione studieremo i cavi in bassa tensione e le apparecchiature in grado di effettuarne la
protezione.
Per piccole utenze (potenze massime dell’ordine dei 100-200 kW) la fornitura avviene in corrente
alternata trifase a 50 Hz in bassa tensione. Le utenze civili in genere sono alimentate a 230 V ed
assorbono da 1,5 a 4,5 kW. Lo schema generale di un impianto in bassa tensione è riportato nella
figura seguente. Si noti che il quadro generale alimenta un certo numero di quadri di zona che a
loro volta alimentano i quadri locali, a valle di questi ultimi ci sono gli utilizzatori.

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Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
CLASSIFICAZIONE DEI CAVI IN BT
Una prima distinzione riguarda il tipo di isolante usato, i tipi più diffusi sono i cavi isolati in PVC o in
gomma. Un’ulteriore distinzione riguarda il numero delle anime (conduttore+isolante), possono
essere unipolari, bipolari, tripolari o multipolari. Le caratteristiche distintive dei cavi sono:
• la tensione nominale,
• la portata, che rappresenta la massima corrente che può circolare in ogni conduttore in
determinate condizioni di posa senza che la temperatura dell’isolante superi quella ammissibile
• la temperatura massima di corto circuito, cioè il valore massimo di temperatura ammissibile
dall’isolante in seguito a corrente di corto circuito circolante per il tempo necessario affinché
intervenga il dispositivo di protezione.
Altre caratteristiche riguardano il comportamento nei confronti di propagazione della fiamma,
propagazione dell’incendio, resistenza al fuoco ed emissione di gas e fumi.
I cavi vengono designati con sigle alfanumeriche, ad esempio la sigla N07V-K indica un cavo N
Nazionale - 07 con tensione nominale 450/750 V - V isolato in polivinilcloruro - K corda flessibile
per installazione fissa. La sigla N1VV-K indica un cavo N nazionale - 1 con tensione nominale 1000
V - V isolato in PVC - V con guaina in PVC - K corda flessibile.

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
Riportiamo alcune caratteristiche per tre tipi di cavo molto diffusi negli impianti in BT

DESCRIZ A B C D VN TMAX TMAX CC


IONE ESERCIZ
IO

N07V-K Conduttore Isolante in 450/750 V 70° C 160 ° C


in corda PVC
flessibile di
rame ricotto

N1VV-K Conduttore Isolante in 0,6/1 kV 70° C 160° C


in corda PVC
flessibile di
rame ricotto

FG7(O)R Conduttore Isolante in Riempit Guaina 0,6/1 kV 90° C 250° C


in corda HEPR ivo in in PVC
flessibile di (Gomma) materia
rame ricotto le
fibroso

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
PORTATA DEI CAVI (IZ)
I cavi elettrici hanno una loro resistenza R, nel momento in cui vengono attraversati da una
corrente I si ha una dissipazione di potenza per effetto Joule P=RI2. Tale potenza deve essere
dissipata sotto forma di calore. In pratica si deve creare una condizione di equilibrio termico in cui il
calore prodotto dal passaggio della corrente deve essere smaltito. La portata di un cavo è
influenzata da diversi fattori quali la sezione, il tipo di materiale conduttore, la temperatura
ambiente, le caratteristiche dell’isolante, il tipo di posa (in aria, interrati,in tubo, in canali etc), il
numero di conduttori del cavo o cavi adiacenti. Le portate dei cavi per le diverse condizioni sono
tabellate, di seguito riportiamo alcune tabelle per le tipologie di cavo più diffuse.
Calcolo di progetto e verifica.
Per ogni linea è necessario determinare, in funzione delle specifiche di ingresso, la sezione, il tipo di
cavo, le modalità di posa ed ogni dettaglio necessario. Il calcolo di verifica consiste nel controllare
che ogni conduttura possegga determinati requisiti e soddisfi ai vincoli prefissati. Un criterio molto
utilizzato in fase di progettazione di linee in BT in cavo è quello della caduta di tensione
ammissibile. La norma CEI 64-8, che riguarda gli impianti utilizzatori fino a 1000 V in corrente
alternata, impone che la caduta di tensione tra il punto di alimentazione e qualunque utilizzatore
dell’impianto sia inferiore al 4% della tensione nominale dell’impianto stesso.
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Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
CAVI tipo N07V-K
Numero Sez ione Diametro Spes s ore medio Diametro es terno Pes o Res is tenz a Res is tenz a Portata (A ) c on
is olante indic ativ o di indic ativ o del is olamento temp. amb. di
c onduttori nominale indic ativ o produz ione c av o a 20°C a 70°C min. 30 ° C c av
c onduttore in tubo in aria

N° mm2 mm mm mm Kg/Km Ohm/Km MOhm/Km


1 1.03 0.07 2.09 17 19.05 0.095 12
1.05 1.06 0.07 3.01 21 13.03 0.082 15.05
2.05 2 0.08 0,177083333 33 0,359722222 0.077 21
4 2.06 0.08 4.04 48 0,232638889 0.062 28
6 3.04 0.08 4.09 66 3.03 0.05 36
10 4.04 1 6.04 112 0,104861111 0.049 50
16 5.07 1 7.04 167 1.21 0.039 68
25 6.09 1.02 9.01 254 0,054166667 0.039 89
35 8.01 1.02 10.35 340 0,384722222 0.034 110
50 9.08 1.04 12.04 485 0,268055556 0.033 154
70 11.06 1.04 13.06 674 0,188888889 0.029 171
95 13.03 1.06 15.08 894 0,143055556 0.028 207
120 15.01 1.06 17.04 1110 0,111805556 0.025 239
150 16.08 1.08 19.08 1400 0,089583333 0.025 275
185 18.08 2 21.06 1700 0,073611111 0.025 314
1x 240 21.04 2.02 24.06.00 2230 0,55625 0.024 369

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Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
CAVI tipo N1VV-K
Numero c onduttor i Sez ione Diametro Spes s or e Diametr o Res is tenz a Pes o Portate di c orr ente ( A )
nominale indic ativ o medio es ter no 20°C indic ativ o c on temperatura
c onduttor e is olante indic ativ o di del c av o
produz ione ambiente
30 °C in t u b o o
in a ria 2 0 °C int e rra t o

N° mm 2 mm mm mm Ohm/Km Kg/Km In a ir pip e in g ro u n d

1 .0 5 1 .0 6 0 .0 8 1 2 .1 5 1 3 .0 3 217 15 18
2 .0 5 2 0 .0 8 1 3 .0 7 0 ,3 5 9 7 2 2 288 20 24
4 2 .0 6 1 1 5 .0 7 0 ,2 3 2 6 3 9 392 27 31
6 3 .0 4 1 1 6 .0 9 3 .0 3 488 34 39
10 4 .0 6 1 1 9 .0 8 0 ,1 0 4 8 6 1 728 46 52
16 5 .0 7 1 2 2 .0 3 1 .2 1 1000 62 67
4x 25 6 .0 9 1 .0 2 2 6 .0 4 .0 0 0 ,0 5 4 1 6 7 1446 80 86
3x35 + 1x25 8 .0 1 1 .0 2 2 9 .0 3 .0 0 1808 0 ,3 8 4 7 2 2 111 109
3x50 + 1x25 9 .0 8 1 .0 4 3 4 .3 6 .0 0 2416 0 ,2 6 8 0 5 6 135 127
3x70 + 1x35 1 1 .0 6 1 .0 4 3 8 .9 4 3227 0 ,1 8 8 8 8 9 172 157
3x95 + 1x50 1 3 .0 3 1 .0 6 4 3 .8 3 4277 0 ,1 4 3 0 5 6 207 190
3x120 + 1x70 1 5 .0 1 1 .0 6 4 8 .8 1 5337 0 ,1 1 1 8 0 6 255 231
3x150 + 1x95 1 6 .0 8 1 .0 8 5 3 .0 4 .0 0 6627 0 ,0 8 9 5 8 3 308 287
3x185 + 1x95 1 8 .0 6 2 5 7 .0 3 .0 0 7768 0 ,0 7 3 6 1 1 365 348
3x240 + 1x150 2 1 .0 4 2 .0 2 6 5 .0 3 .0 0 10224 0 ,5 5 6 2 5 400 381

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
DETERMINAZIONE DEL CARICO CONVENZIONALE
Per ogni linea elettrica dell’impianto è necessario stabilire la potenza convenzionale Pc e la
corrente d’impiego Ib in modo da poter determinare la portata e quindi la sezione del
conduttore da utilizzare. La corrente assorbita dipende dalla natura del carico e dalla sua
potenza. Per valutare la potenza convenzionale è importante introdurre i seguenti coefficienti.
Coefficiente di utilizzazione. In generale, non è vero che un utilizzatore assorbe la sua potenza
nominale. Si pensi ad esempio al motore dell’ascensore, in condizioni di funzionamento normali,
non assorbe quasi mai la potenza nominale ma assorbe una potenza di valore minore. Di
questo fatto si tiene conto tramite un coefficiente di utilizzazione Ku≤1.
Coefficiente di contemporaneità. In effetti non è vero che tutte le parti costituenti un carico
assorbano contemporaneamente potenza. Si pensi alla linea luce in un appartamento,
supponiamo che la linea alimenti dieci lampade da 25 W cadauna; non tutte le lampade
saranno utilizzate contemporaneamente, allora si introduce un coefficiente di contemporaneità
Kc≤1.
La potenza convenzionale Pc si ottiene considerando entrambi i coefficienti. La corrente
convenzionale è il valore efficace della corrente da considerare nella scelta dei componenti della
linea.
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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI

Nota la potenza convenzionale Pc la corrente d’impiego può essere determinata utilizzando le


seguenti espressioni a seconda che il carico sia monofase o trifase.
per carico monofase Pc= V*I*cosϕ ⇒ Ib= Pc /(V*cosϕ)
per carico trifase Pc =√3 V*I*cosϕ ⇒ Ib= Pc /(√3*V*cosϕ)

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66
Titolo: CAVI E CARICHI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

CAVI E CARICHI
SOVRACORRENTE E CORTO CIRCUITO
Per un dato circuito oltre alle normali condizioni di funzionamento ne esistono alcune “anomale”
che è importante eliminare nel minor tempo possibile.
Una sovracorrente è una corrente superiore alla portata del cavo. A causa della sovracorrente la
temperatura del cavo salirà, l’isolante sarà sollecitato maggiormente, come conseguenza la vita
del cavo (legata fortemente alla vita dell’isolante) sarà ridotta. Le cause che portano un circuito
ad assorbire una sovracorrente possono essere molteplici, le durate in cui le sovracorrenti
persistono possono essere elevate.
Il cortocircuito è una particolare condizione di guasto. Si ha un corto circuito nel momento in
cui, due punti di un circuito a diverso potenziale vengono in contatto tra di loro senza che vi sia
interposta alcuna impedenza. La corrente che ne deriva è costituita da due componenti: una
componente simmetrica, ottenibile dalla nuova condizione di funzionamento, ed una
componente asimmetrica, decrescente esponenzialmente a causa delle induttanze presenti nel
circuito. E’ fondamentale conoscere la corrente presunta di corto circuito nei diversi punti
dell’impianto. Nel punto di consegna dell’energia tale valore può essere richiesto all’ente
distributore, in genere non supera i 4,5 kA per forniture monofase ed i 6 kA per forniture
trifase.
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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S1
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO

RELE’
Sono dispositivi capaci di pilotare l’apertura di un interruttore. Possono essere distinti in
relazione alla grandezza a cui sono “sensibili”, voltmetrici, amperometrici , wattmetrici ecc. Altra
classificazione riguarda il valore della grandezza agente, distinguiamo relè di massima che
interviene quando la grandezza agente supera un determinato valore, relè di minima etc.
Ulteriore classificazione riguarda il tipo di azione svolta: relè ad azione diretta, possiede un
organo mobile che agisce direttamente sul dispositivo comandato. Relè ad azione indiretta,
interviene sul dispositivo comandato non direttamente ma mediante un altro meccanismo etc.
RELE’ TERMICO
Abbiamo visto che in alcune condizioni di funzionamento può essere presente in linea una
corrente maggiore rispetto a quella considerata come nominale Ib. E’ necessario prevedere la
protezione della linea in quanto l’aumento di corrente provoca un aumento della temperatura
con conseguente degrado dell’isolante. Un’apparecchiatura in grado di soddisfare questa
esigenza è il relè termico. Tale relè è provvisto di un dispositivo di sgancio sensibile alla
temperatura.

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S1
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO


Il relè termico è costituito da una lamina bimetallica, si sfrutta il diverso coefficiente di dilatazione
termica posseduto dai metalli. Se facciamo riferimento allo schema riportato nella figura seguente
possiamo comprendere il principio di funzionamento. La corrente I è la corrente che attraversa il
circuito, in condizioni normali le due lamine rimangono in posizione orizzontale il meccanismo di
sgancio rimane tale da mantenere il circuito chiuso. Nel momento in cui la corrente cresce l’insieme
delle due lamine si deforma come riportato in figura. La deformazione può provocare lo scatto del
meccanismo di sgancio che provoca a sua volta l’apertura del circuito. L’apertura del circuito è
legata a fattori dipendenti dalla temperatura, dalle condizioni in cui lavora il relè e dalla durata della
corrente di sovraccarico.

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Lezione n°: 66/S1
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO

CARATTERISTICA DI INTERVENTO
A parità di temperatura ambiente il
relè termico ha una caratteristica di
intervento a tempo inversa. Fino a
quando nel circuito la corrente è
minore o uguale alla corrente
nominale del relè IN non si ha
apertura del circuito. Per valori
superiori di corrente l’apertura avviene
in tempi sempre minori all’aumentare
della corrente. Questo dispositivo si
presta alla protezione delle linee dalle
sovracorrenti (correnti superiori alle
correnti di normale esercizio che si
protraggono nel tempo).
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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S1
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO

RELE’ MAGNETICO
In alcune condizioni di funzionamento può essere presente in linea una corrente di molto
maggiore rispetto a quella di impiego Ib, ad esempio decine di volte maggiore. E’ necessario
prevedere la protezione della linea in quanto l’aumento di corrente provoca un aumento della
temperatura con conseguente degrado dell’isolante. Si possono presentare, inoltre, fenomeni
legati ad azioni elettrodinamiche che portano al danneggiamento fisico delle apparecchiature.
Possono esserci, inoltre, inneschi di incendio con le conseguenze derivanti. Un’apparecchiatura
in grado di aprire il circuito in caso di correnti di corto circuito è il relè magnetico. Tale relè è
provvisto di un dispositivo di sgancio sensibile alla corrente. Per comprendere il principio di
funzionamento facciamo riferimento allo schema riportato nella figura seguente. Si ha un
elettromagnete fisso E ed un nucleo magnetico mobile NM. Per correnti Ib di valore “normale” la
molla antagonista tiene i contatti C aperti (F1) ed il circuito rimane chiuso. Nel momento in cui
la corrente assume valori “elevati” la forza di attrazione magnetica F2, vincendo la resistenza
elastica della molla, attrae il nucleo mobile provocando la chiusura dei contatti C e la
conseguente apertura del circuito.

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Lezione n°: 66/S1
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO

Il relè magnetico ha la caratteristica di intervento riportata nella seguente figura. Si noti che
l’apertura del circuito avviene praticamente istantaneamente nel momento in cui la corrente
supera il valore della corrente di soglia Is. Questa caratteristica è fondamentale per la
protezione di linee ed apparecchiature dalle correnti di corto circuito.
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Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
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RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO

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Lezione n°: 66/S1
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO

RELE’ MAGNETO-TERMICO
Se nello stesso apparecchio fondiamo un relè termico ed un relè magnetico otteniamo un relè
magneto-termico. Nella figura seguente è riportata la caratteristica di intervento di un
interruttore magneto-termico di tipo B, adatto a quasi tutte le applicazioni civili ed industriali.
Osservandola si desume che per correnti “non troppo elevate” (3-4 IN) interviene la protezione
termica. Per correnti “elevate” (>6-7 IN) interviene in tempi brevissimi la protezione magnetica.
In commercio esistono interruttori dotati di relè magneto-termico tali da soddisfare
praticamente tutte le esigenze impiantistiche.
Le caratteristiche fondamentali degli interruttori automatici sono le seguenti:
• tensione nominale è il valore di tensione a cui sono riferite le prestazioni dell’interruttore;
• corrente nominale è il valore di corrente che l’interruttore può condurre in determinate
condizioni;
• potere nominale di interruzione è il massimo valore efficace della componente simmetrica
della corrente di corto circuito.

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Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S1
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 4
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

RELE' TERMICO E RELE' MAGNETICO


CARATTERISTICA DI INTERVENTO PER RELE’ DIFFERENZIALE
In figura riportiamo la caratteristica di intervento per interruttori differenziali chiamati ad
intervenire nel momento in cui sono presenti correnti differenziali. Idn è la corrente differenziale
nominale. Gli interruttori che hanno la caratteristica di tipo G sono quelli normalmente usati; gli
interruttori che hanno la caratteristica di tipo S sono ritardati e vengono utilizzati in particolari
applicazioni.

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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S2
Titolo: PROTEZIONE DEI CAVI
Attività n°: 1

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PROTEZIONE DEI CAVI


In questa attività studieremo come proteggere un cavo dal sovraccarico e dal corto circuito
utilizzando un interruttore automatico o un fusibile. Le norme CEI indicano i criteri da utilizzare.
Protezione dal sovraccarico
Ricordiamo che Ib è la corrente di impiego della linea, IZ è la portata del cavo ed IN è la corrente
nominale del dispositivo di protezione; introduciamo If che è la corrente che determina lo sgancio in
un tempo determinato. Devono essere soddisfatte le due condizioni:
Ib≤IN≤IZ (condizione necessaria e sufficiente se si usano interruttori automatici)
If≤1,45 IZ

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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S2
Titolo: PROTEZIONE DEI CAVI
Attività n°: 1

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PROTEZIONE DEI CAVI


Protezione dal corto circuito
Il dispositivo di protezione deve interrompere il circuito prima che si abbiano effetti indesiderati di
tipo termico e/o meccanico. Il parametro da considerare è l’energia specifica passante. Bisogna far
si che l’energia passante ∫i2(t)dt (tra 0 e ti) sia inferiore all’energia specifica sopportata dal cavo
K2S2.
K è una costante dipendente dall’isolante e dal materiale conduttore con cui è realizzato il cavo. Ad
esempio, per un cavo avente conduttore in rame e isolante in PVC, K=115; per un cavo avente
conduttore in rame ed isolante in gomma K=143.
S è la sezione del cavo.
L’energia specifica passante è un dato caratteristico dell’interruttore ed è fornito dal costruttore
generalmente sotto forma di grafico.
Se per la protezione dal corto circuito utilizziamo un interruttore automatico abbiamo la situazione
riportata nella figura che segue.
I valori della corrente di corto circuito nei vari punti di un impianto possono essere valutati
utilizzando le leggi generali dell’elettrotecnica, o con l’ausilio di software dedicati.
I dispositivi di protezione dal sovraccarico e dal corto circuito devono essere installati nel punto di
partenza della linea.
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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S2
Titolo: PROTEZIONE DEI CAVI
Attività n°: 1

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PROTEZIONE DEI CAVI

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S3
Titolo: FUSIBILI
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

FUSIBILI
Un fusibile è un dispositivo in grado di proteggere un circuito dalle sovracorrenti e/o dalle
correnti di corto circuito. questo è costituito essenzialmente da un conduttore a basso punto di
fusione alloggiato in un contenitore isolante. Nel momento in cui il calore prodotto dal
passaggio della corrente per effetto Joule supera il punto di fusione, il conduttore si fonde e si
interrompe il passaggio di corrente. Chiaramente il tempo in cui avviene l’apertura del circuito è
inversamente proporzionale al valore della corrente che attraversa il fusibile. Nella pratica si
hanno delle cartucce che contengono l’elemento fusibile che dovranno essere sostituite una
volta che il fusibile è intervenuto (fondendosi). La caratteristica di intervento è molto simile a
quella del relè termico. Possiamo dividere il piano in due zone, la zona F è quella di sicura
fusione, la zona S è quella in cui l’intervento della protezione non è necessario.
I dati di targa dei fusibili sono i seguenti:
• la corrente nominale (portata), è la massima corrente che può attraversarlo senza fonderlo;
• la tensione nominale che deve essere non inferiore alla tensione di esercizio della linea da
proteggere;
• il potere nominale di interruzione definito come per gli interruttori;
• la forma d’onda della corrente.
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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 66/S3
Titolo: FUSIBILI
Attività n°: 1

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FUSIBILI
Il simbolo grafico del fusibile è il seguente:

Caratteristica di intervento per fusibili.

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