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4^ AI 30/11/2010

Bovo Michael, Gibertoni Francesco, Lakhanpal Rahul, Lo Visco Matteo

L’intellettuale nella civiltà dei lumi


Tempi e luoghi della produzione culturale
Il ‘700 fu un secolo di modificazione che terminò con una rivoluzione industriale in Inghilterra e una politica
e sociale in Francia.
L’illuminismo è un serrato dibattere su tutto e a tutto campo caratterizzato dallo scontro-incontro d’idee.
Dopo l’iniziale successo della stampa nel corso della seconda metà del ‘600 e del successivo, declino del
‘600, si riapre il circuito della stampa con la fine dell’intolleranza. La condizione dell’Europa, con meno
catastrofi, meno peste e carestie, contribuì al miglioramento della vita aprendo la via al pensare, al
progettare e discutere del presente per immaginare il futuro.
La base dell’illuminismo sta proprio in questo riaprirsi del pensiero al possibile tramite lo strumento della
ragione.

L’intellettuale nell’età dei lumi


Il ‘700 recepisce l’eredità della divisione tra lettere e la filosofia, ma la ridiscute definendo un nuovo tipo di
intellettuale, il philosophe una figura di intellettuale cosmopolita non legato alle distinzioni tra le discipline.
L’intellettuale illuminista o philosophe si occupa e discute di problemi sociali e tutto ciò che riguarda l’uomo
in generale. È, come abbiamo già detto un pensatore cosmopolita, cioè cittadino del mondo, e un ideologo
(libero pensatore sugli oggetti d’indagine razionale).
Nel ‘600 c’era una distinzione tra il filosofo, che si occupava di teoria della conoscenza e doveva scontrarsi
con la censura del pensiero, e il letterato che coltivava il regno del bello e delle passioni umane.
Quest’ultimo, con l’avvento del philosophe, si apre ad altre professioni di necessità (bibliotecario,
insegnante). Il letterato si avvicina ai saperi che il ‘600 avevano attribuito ai filosofi e sfrutta i generi e gli
stili per entrare in contatto in maniera più agile e aperta con un pubblico più vasto.

I luoghi e il pubblico della produzione culturale


Nel corso del ‘600 si era creato un legame tra corte e intellettuale ma con l’avvenire del ‘700 avvengono
una diminuzione delle corti e un aumento degli uomini di cultura. Il pubblico delle corti era un’aristocrazia
parassitaria e ormai in decadenza, non è pertanto essa il giusto pubblico cui si rivolge l’intellettuale, ma
sarà soggetto di critiche. Appartenevano all’èlite illuminista anche alcuni aristocratici che si separavano dal
ceto parassitario e seguendo il modello della nobiltà inglese arrivano ad aprirsi alla mentalità del mondo
borghese. Se l’intellettuale illuminista non riesce a trovare il proprio pubblico, scopre un interlocutore
fondamentale: il sovrano assoluto riformista. Oltre al ruolo d’intellettuale, l’illuminista poteva svolgere
anche il ruolo di consulente e consigliere del sovrano per le riforme. Al di fuori della corte si affermano altri
centri di dibattito e circolazione delle idee, composti di cittadini, perlopiù alfabetizzati, dotati di un certo
benessere, di una certa cultura e socialmente in ascesa. Questi centri sono le vecchie accademie, i nuovi
salotti e i nuovi caffè. Le accademie in Italia avevano rappresentato una forma di autorganizzazione degli
uomini colti al di fuori della corte e al riparo dall’Inquisizione; a differenza del ‘600 nella prima metà del
secolo successivo il principale ostacolo di questo luogo è la limitatezza del pubblico. I salotti e il caffè hanno
la caratteristica di non avere i crismi1 dell’ufficialità e di essere aperti a un pubblico più vasto.
Le riunioni periodiche nei salotti e nei caffè diventano ben presto le vere forme di organizzazione
dell'opinione pubblica. Questo fa dedurre che il mondo dei sudditi si sta trasformando nel mondo dei
cittadini, cioè in società civile. Grazie agli illuministi il pubblico viene a conoscenza di propri diritti:
• Libertà di pensare;
• Libertà di esprimere le proprie opinioni;
• Essere uguali di fronte alla legge;
• Non subire soprusi;

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Crisma: approvazione, convalida data da un superiore, da un'autorità.

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Bovo Michael, Gibertoni Francesco, Lakhanpal Rahul, Lo Visco Matteo
Gli illuministi svolgono un ruolo civile perché vedono emergere un vasto pubblico
pubblico degli uomini alfabetizzati,
alfabetizzati
dotati di una certa cultura e sono
ono curiosi di leggere e conoscere (borghesi).
Locke nel “Saggio sull'intelletto umano” indica che l'opinione pubblica è qualcosa di reciproco, gestita dagli
uomini stessi attraverso le credenze, mentalità e proprie opinioni senza che qualche autorità vigilia
vigi su di
loro.
Lo strettissimo legame tra il dibattito illuministico e l’esito rivoluzionario,
rivoluzionario non rende gli illuministi
rivoluzionari significa che la circolazione delle idee crea un terreno su cui possono agire processi economici
e politici.

Gli strumenti della diffusione e della circolazione delle idee


Fin dal ‘500 la carta stampata era uno strumento rivoluzionario che nel ‘600 aveva subito una fase di
arresto.
Il ‘700 vede invece una grande ripresa delle pubblicazioni. Molti sono i mezzi usati perp fondare strumenti
adatti a un’ampia circolazione delle idee: come i pamphlets,, opuscoli di poche pagine caratterizzati dal tono
fortemente satirico e polemico. Ma ancora più importante è l’inizio del giornalismo moderno, con la
stampa di giornali e riviste
ste periodiche. Questa novità giunge dall’Inghilterra, il tono degli articoli è piano e
colloquiale e si affrontano gli argomenti di interesse comune(fenomeni di costume, politica e cultura).
Il giornale diventa così uno strumento in cui l’opinione pubblica
pubblica cresce. Dall’Inghilterra l’esempio si diffuse
negli altri paesi europei. In Italia vale l’esempio milanese del “Caffè”
“ (vedi documento).
documento)
Per completare il quadro degli strumenti della circolazione delle idee non si può non citare l’Encyclopèdie.
l’

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Che cos’è questo “caffè” (Pietro Verri)[pag. 197 “Letteratura e letterature vol. 2”]
Il “caffè” è un giornale periodico che esce ogni dieci giorno, fondato da Pietro e Alessandro Verri nel 1764.
È un giornale che presenta vari stili il cui scopo è di non annoiare i lettori. Inoltre fu il primo giornale italiano
che riuscì a raggruppare una varietà di temi inerenti all’ambito politico e culturale dando la possibilità ai
lettori di avere una visione ampia nell’ambito politico e culturale.
I fratelli Verri, per il nome di questo giornale, si sono ispirati a una bottega di Milano che fu aperta da un
greco che scappò dalla sua città natale per colpa della schiavitù. In questa bottega si poteva degustare un
ottimo caffè offrendo, inoltre, alla gente dei giornali in modo tale da tenerla aggiornata.