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titolo: Il Manuale del perfetto seduttore

Il Manuale

del

Perfetto Seduttore

24PGG TEAM

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titolo: Il Manuale del perfetto seduttore

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INTRODUZIONE

Comunicazione e Donne: come e chi


sedurre?

Ad oggi, il misto tra mondo reale e mondo virtuale ci mette sempre


più in condizione di conoscere gente dell’altro sesso. È
fondamentale, quindi, sapersi rapportare ed interagire in modo
efficiente ed efficace.

Capita, però, di sentirsi bloccati, di non essere in grado di fare


nemmeno i gesti più semplici, quale, ad esempio, rivolgere la
parola ad una ragazza che ci piace. E quando ci riusciamo,
tentiamo di essere interessanti con le parole od i comportamenti,
ottenendo il risultato opposto. Ecco, allora, l’importanza di avere a
disposizione strumenti mentali ed anche pratici che ci possono
aiutare a raggiungere i nostri scopi con l’altro sesso.

So già a cosa stai pensando a questo punto: “Ecco il solito


ebook/corso/lezione che mi riempirà la testa di nozioni che mi
confonderanno le idee e non mi darà nessun aiuto pratico e
concreto!”. Se ho pensato di scrivere questo eBook è proprio
perché tempo fa la pensavo esattamente come te! Non te lo
nascondo: la mia timidezza, il mio essere un po’ chiuso mi ha
causato problemi con l’altro sesso. E forse è così anche per te.
Decisi, quindi, negli anni, di seguire corsi, seminari, lezioni, di

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acquistare libri sull’argomento seduzione, di guardare video di


guru del settore o presunti tali. Risultati? Pochi.

Quasi iniziai a pensare che il problema fossi io: troppo brutto?


Troppo povero? Antipatico? Stupido? Dio mio, quante paranoie che
avevo! Eppure vedevo che molti amici riuscivano lì dove io fallivo.
Eppure le tecniche erano le stesse!

Avevo le idee confuse, troppe nozioni senza un filo logico,


argomenti talvolta troppo difficili da collegare. Sentivo che
mancava qualcosa.

Cominciai a capire che per applicare la seduzione, c’è bisogno di


altro. Capii che forse il problema non ero io in quanto me o la
strategia in quanto tale, bensì lo erano il coraggio e la capacità di
mettere in pratica quelle tecniche a causa della timidezza che era
ancora presente in me e della conseguente scarsa fiducia in me
stesso.

Mi accorgevo, inoltre, che molte delle tecniche insegnate con


alcune donne non sortivano il benché minimo effetto, anzi! Mi
chiesi: ma forse perché, a dispetto di ciò dicono, le donne non sono
poi così tutte uguali? Iniziavo a vedere la luce.

Infine, c’era un altro grandissimo problema che riscontravo. Molti


di quei corsi/lezioni/eBook seguiti o letti davano molte cose per
scontate. Un mio errore fu, quindi, di seguire dei corsi per così dire
“avanzati” senza avere l’ABC degli argomenti.

Iniziai così un percorso duplice: uno andava a lavorare su me


stesso, attraverso la conoscenza delle basi della comunicazione;
l’altro puntava a conoscere meglio le caratteristiche dell’altro

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sesso. Il tutto confluiva nell’unico grande obiettivo di imparare a


saper sedurre.

E voglio che anche tu faccia lo stesso! Voglio che tu impari a


conoscere le armi della seduzione, che tu non abbia più difficoltà
nel capire che tipo di donna hai davanti, che tu riesca a migliorarti
ed ad acquisire autostima ed, infine, che tutto ciò ti serva per
mettere in pratica l’Arte della Seduzione!

In particolare, ho qui voluto sviluppare il tema della Seduzione


collegandolo, quindi, ai due argomenti che poc’anzi ti ho citato:

- il maggiore strumento della seduzione: la comunicazione;

- l’oggetto della seduzione: le donne.

Avrai ben capito che questo eBook rappresenta, quindi, la base per
accedere a qualcosa di più evoluto. Considera questo eBook come
la base di partenza per la tua crescita interiore e per iniziare a
conoscere davvero l’altro sesso, nonché come attuare in modo
pragmatico il potente strumento della Comunicazione. Sei pronto
per partire ed iniziare ora a capire come ed a chi comunicare? Dai,
seguimi!

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CAPITOLO I

La PNL come elemento essenziale


nella creazione di un REP (Rapporto
Empatico Positivo).

La Programmazione Neuro Linguistica, conosciuta come la


scienza dell'eccellenza umana, è la scienza che studia in che modo
il linguaggio (linguistica) influisce sui nostri programmi
(programmazione) mentali (neuro) e può venirci in aiuto per
migliorare la nostra comunicazione sia a livello personale che
professionale. La riuscita di una buona comunicazione dipende
dall’essere in grado di stabilire un Rapporto Empatico
Positivo (REP) con il nostro interlocutore.

Spesso si definisce l’empatia come “mettersi nei panni altrui” ma


tale definizione è davvero riduttiva. L’empatia, infatti, è un
qualcosa di più profondo, che riguarda lo stato d’animo altrui, a
prescindere dall’emozione provata. Si tratta, quindi, di stabilire un
forte legame interpersonale attraverso un potente mezzo di
cambiamento, oltre che di seduzione: in definitiva, riuscire a
penetrare nel mondo altrui ed accogliere l’altro nel proprio mondo.
Ed è qui che interviene la PNL.

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Noi tutti istintivamente siamo inclini a fidarci di chi è più simile a


noi. Tale sensazione si stabilisce inconsciamente attraverso il
linguaggio del corpo, la voce e persino i predicati che si utilizzano.
Qui per linguaggio del corpo intendiamo la postura, i movimenti
del viso e degli occhi, la respirazione, il colorito della pelle. Con il
termine voce, invece, ci riferiamo all’intonazione, al timbro, al
ritmo, alla velocità con cui si parla ed al volume.

Il motivo per cui è così importante osservare il corpo ed ascoltare


la voce del nostro interlocutore è che questo ci serve appunto a
creare un REP. Infatti, per poter diventare “simili” occorre
armonizzare i movimenti del corpo e la voce calibrandoli su quelli
di chi ci sta di fronte.

In pratica, dovremo effettuare un rispecchiamento!

Ciò non significa scimmiottare e ripetere in maniera identica ciò


che ascoltiamo! Sembreremmo delle marionette ed otterremmo
l’effetto contrario. Non a caso abbiamo utilizzato il termine
“armonizzare”.

Se, ad esempio, la ragazza che ci sta di fronte si accarezza i capelli


mentre ci parla, noi potremmo semplicemente aggiustarci una
ciocca dei nostri dopo qualche secondo. Ed ancora, al termine di
un discorso dell’interlocutrice è opportuno “rispecchiarla”
verbalmente con frasi del tipo: “Quindi se ho capito bene, mi stai
dicendo che… ?” e finire la frase riassumendo il discorso appena
ascoltato.

Al fine di effettuare un corretto mirroring (rispecchiamento), è


importante capire anche qual è il canale preferenziale della nostra

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interlocutrice: infatti, a seconda di quale senso lei privilegi per


ricevere le informazioni dall’esterno, il suo linguaggio del corpo, la
sua voce ed il suo modo di esprimersi rifletteranno tale modalità.

La PNL individua tre modalità di comunicazione principali:

– visiva;

– uditiva;

– cinestesica.

Tutti noi incameriamo le informazioni provenienti dall’esterno


attraverso i cinque sensi. Tuttavia, prediligiamo un canale
percettivo piuttosto che un altro e, quindi, è importante capire non
soltanto qual è il nostro canale preferenziale ma, anche e
soprattutto, quello di chi ci sta di fronte per effettuare un
corretto mirroring ed entrare in empatia.

A prescindere dal canale preferenziale, è da evidenziare come tutti


gli esseri umani utilizzino le tre modalità di comunicazione (visivo,
uditivo, cinestesico), ma per raggiungere un determinato stato
desiderato (motivazione, determinazione, comunicabilità, serenità)
prediligono, in percentuale, una modalità anziché un’altra.

Ad esempio, c’è chi riesce a raggiungere un certo grado di


motivazione ripetendosi delle frasi (uditivo), chi ritrova uno stato di
serenità immaginando (visivo) un luogo di pace, chi, invece, per
raggiungere la giusta determinazione va a correre o solleva pesi in
palestra (cinestesico).

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Il problema, ora, voi tutti vi chiederete, è: come faccio a scoprire la


strategia utilizzata in quel momento da chi ci sta davanti?
Fondamentalmente stando attenti a:

1) Fisiologia (linguaggio del corpo, in generale);

2) Movimento degli occhi;

3) Predicati (sostantivi, aggettivi, verbi).

Analizziamo il VISIVO tramite tali indizi.

Il Visivo è, innanzitutto, la persona che usa soprattutto il senso


della vista per percepire il mondo e basa le sue decisioni sulle
immagini che riceve.

La sua fisiologia esprime una posizione del corpo eretta, con testa
e spalle alte; una tonalità alta di voce e con timbro chiaro. State
certi che vi guarderà sempre quando sarete voi a parlare ed,
inoltre, manterrà anche una certa distanza poiché tende a vedere
la persona per intera se comunica con essa.

Solitamente è una persona ordinata, tende ad essere precisa e


meticolosa anche per quanto riguarda l’abbigliamento (regolatevi
di conseguenza!!). Non state troppo tempo al telefono con queste
persone, si spazientiscono facilmente ad ascoltare.

Il movimento degli occhi sarà incentrato soprattutto verso l’alto: a


destra in alto se sta “costruendo” un’immagine visiva (occhio!
probabilmente vi sta mentendo su qualcosa in quanto sta, appunto,
costruendo un’immagine), a sinistra in alto se sta ricordando
un’immagine.

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Riguardo i predicati maggiormente utilizzati, sentiremo spesso dal


visivo frasi del tipo:

“Ho inquadrato/immaginato/messo a fuoco bene la situazione…”;

“Il mio punto di vista/la mia visione/la mia prospettiva è…”;

“La vediamo allo stesso modo”;

“Guarda che rumore sta facendo quello lì!”;

“Hai visto l’ultimo album di…”.

È evidente, allora, come il visivo utilizzi verbi che hanno a che fare
con tale modalità anche quando contrastano con l’oggetto del
discorso (“guardare” con rumore/album in luogo di “ascoltare”).

Come per la visiva, analizziamo, ora, la seconda modalità


individuata dalla PNL, ossia l’UDITIVA, sempre attraverso la
fisiologia, il movimento degli occhi ed i predicati.

Partiamo innanzitutto col dire che la persona uditiva utilizza


soprattutto il senso dell’udito per percepire la realtà e basa il suo
comportamento dalle informazioni derivanti dalle parole e dai
suoni in genere.

La fisiologia dell’uditivo è caratterizzata da testa o corpo inclinati


in avanti, da una voce bassa ma ritmata, dal volume confortevole e
dal timbro “caldo”. Insomma, molto melodica e piacevole.
Contrariamente al visivo, l’uditivo tende ad avvicinarsi al suo
interlocutore in quanto deve udire bene la persona con cui parla.
Allo stesso tempo, tenderà a distrarsi e guardarsi attorno se un
suono catturerà la sua attenzione. Nonostante ciò, ama ascoltare e

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riesce a capire lo stato d’animo del suo interlocutore dal tono della
voce. Non gli importa molto del suo abbigliamento ed è, inoltre, la
classica persona che ricorda i nomi ma dimentica i visi.

Anche per l’uditivo, facciamo sempre attenzione al movimento


degli occhi. La persona uditiva tenderà a muoverli in maniera
orizzontale: a destra, quando starà costruendo un dialogo (balla in
corso!), a sinistra quando starà ricordando un dialogo, un brano
musicale, un suono particolare. Poiché l’uditivo, oltre a saper
ascoltare, sa anche “ascoltarsi”, spesso guarderà anche in basso a
sinistra quando, appunto, starà conducendo una conversazione
interiore.

Infine, i predicati maggiormente utilizzati riguarderanno tutto ciò


che ha a che fare con i suoni: aspettatevi, quindi, di sentire spesso
aggettivi quali “armonioso”, “melodioso”, “altisonante”,
“chiassoso” anche se non riferiti necessariamente ad oggetti o
contesti musicali.

Altre frasi tipiche della persona uditiva sono:

“Ti ascolto, parla forte e chiaro…”;

“Dimmi per bene tutto, parola per parola…”;

“Ti ho ascoltato nei dettagli e voglio esprimere la mia opinione…”.

In definitiva, l’uditiva è una persona molto attenta. Per cui, qualora


vogliate sedurre una donna “uditiva” evitate assolutamente di
inventare balle sul vostro conto. Prima o poi cambierete versione di
quanto in precedenza detto e sarete fregati.

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Ultima tipologia individuata dalla PNL è la CINESTESICA.

Definiamo cinestesica come la persona che procede attraverso le


sue esperienze usando l’intuizione. Il “sesto senso” è, quindi,
fondamentale nel prendere decisioni vitali. Percepisce il mondo
attraverso ciò che sente a livello di “pancia”, a livello viscerale.
Integriamo in tale modalità il senso del tatto, dell’olfatto e
del gusto.

Fisiologicamente, si nota il cinestesico spesso con la testa bassa


e le spalle curve, sintomatico di un atteggiamento di dialogo
interiore, viscerale appunto. La sua voce ha una tonalità profonda
poiché la respirazione è effettuata con la parte bassa dell’addome;
il volume è piuttosto basso, il timbro dolce. Vedrete spesso la
cinestesica poggiare una mano sulla pancia mentre parla, inoltre
arrossirà facilmente. Ama stare il più vicino possibile a chi parla e,
se in piedi, si mette accanto ad altre persone. Esprime in maniera
chiara ed inequivocabile le sue emozioni: sbatte la porta se
arrabbiata, abbraccia le persone se felice, per intenderci.

Gesticola molto quando parla, non ascolta con attenzione e perde


interesse facilmente. Tende a vestirsi casualmente e solitamente
ricorda meglio ciò che è stato fatto piuttosto che ciò che è stato
detto o visto.

Essendo una tipologia piuttosto emotiva, noteremo il movimento


degli occhi spesso orientato in basso a destra in quanto la
persona cinestesica è spesso in contatto con sentimenti e
sensazioni proprie.

I predicati della cinestesica saranno tipicamente:

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“Voglio toccare/afferrare con mano il concetto…”;

“È stato così d’impatto che ha scosso/vibrato/stimolato i


presenti…”

“Tale discussione animata è bene mantenerla in sospeso…”;

“Sento/percepisco che è uno scocciatore!”;

“Sono rimasto amareggiato della sua puzza sotto il naso”.

Vocaboli, quindi, che hanno a che fare col senso del tatto (toccare,
afferrare), con emozioni forti (scossa, vibrazione, stimolazione), col
sesto senso (percezione), con il gusto e l’olfatto (amaro, puzza).

Concludendo, probabilmente la cinestesica è la categoria con la


quale è più difficile entrare in empatia, proprio a causa del suo
“mondo a parte” fatto di sensazioni forti ed emozioni talvolta
difficilmente comprensibili.

In definitiva, e mi riferisco a tutte e tre le tipologie, per identificare


la categoria della vostra interlocutrice e creare un corretto REP
tramite il mirroring, fate attenzione ai movimenti degli occhi, alla
sua respirazione e alla posizione che assume. Fate anche delle
domande più o meno sensate al fine di farla parlare, del tipo: “Che
ne pensi dell’amicizia? A cosa ti fa pensare questo libro? Credi in
qualcosa di magico nella vita?”. Fategli raccontare la sua ultima
vacanza o la sua casa e carpite i suoi predicati, nonché i gesti del
corpo. Fate attenzione se distoglie lo sguardo da voi o se vi fissa, se
parla lentamente o rapidamente, se la sua voce è alta o profonda.
Occhio anche a come si veste.

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CAPITOLO II

La Comunicazione Non Verbale: alcuni


segnali fondamentali.

La Comunicazione Non Verbale riveste un’importanza notevole


nelle relazioni umane. Ciò perché il 93% della comunicazione
umana è proprio di tipo non verbale: gesti, simboli iconici, tono
della voce, toccamenti, prossemica, comunicano di gran lunga
molto più delle parole ed arrivano direttamente all’inconscio del
nostro interlocutore senza essere filtrati a livello razionale. Ecco il
perché della potenza di tale strumento e della necessità di
conoscerlo.

Nell’ambito della seduzione, è importante capire quando ci si sta


avvicinando all’obiettivo e quando, al contrario, siamo ancora
lontani.

Poniamo l’attenzione inizialmente sui cosiddetti segnali di rifiuto


che il corpo, e quindi l’inconscio, esprime.

Spesso ci siamo trovati a parlare con una ragazza che ci piace e,


per far colpo, le abbiamo raccontato di noi, del nostro lavoro, dei
nostri studi e così via. Bene, tutto molto interessante, penserà
qualcuno di voi! Argomenti rilevanti. Razionalmente, è sicuramente
così. Ma, poiché, come detto, le parole rappresentano solo il 7%

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della comunicazione umana, dobbiamo dar peso a ciò che


percepisce l’inconscio della nostra interlocutrice, e non la sua
parte razionale, in quanto le nostre argomentazioni potrebbero
essere registrate negativamente. Ecco allora alcuni gesti non
verbali fondamentali a cui fare attenzione quando si interagisce
verbalmente con una donna (ma in generale con tutti).

1) Sfregamento del naso con l’indice in maniera orizzontale


o verticale: il soggetto sta rifiutando l’argomento, i gesti o i
comportamenti da noi espressi e nel secondo caso siamo stati
troppo incalzanti tanto da costringere l’interlocutore a “riprendere
fiato”.

2) Spostamento di oggetti lontano da sé: immaginate una


classica situazione, diciamo seduti al tavolino di un bar dopo un
caffè. La ragazza, razionalmente senza motivo, inizia a spostare
lontano da sé l’accendino, la tazzina del caffè, il tovagliolo, ecc.
Ciò significa che la stiamo stimolando negativamente attraverso i
nostri argomenti, gesti e comportamenti. Qualora l’oggetto
spostato sia stato precedentemente toccato da noi, beh,
decisamente vi consiglio di cambiar tavolino!

3) “Spolverare”, “ripulire” o “spazzar via” qualcosa da sé o


da una superficie: ci conviene cambiar discorso prima di non
essere sbolognati poiché ciò che stiamo comunicando è registrato
negativamente dall’interlocutore.

4) Raschiamento della gola: salvo causa placche ed infezioni


varie, il raschiamento è un forte segnale di rifiuto e spesso può
inconsciamente rimandare a situazioni emotive negative vissute
dalla persona. Se, ad esempio, nel mio discorso parlo di “Giorgio” e

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sento l’interlocutrice raschiare la gola, probabilmente penserò che


avrà avuto un ex di nome Giorgio che le ha causato sofferenza. In
ogni caso, non nominate più Giorgio!

5) Braccia conserte e/o gambe accavallate: tale chiusura –


razionale per le braccia conserte, emotiva per le gambe accavallate
– nasce da una natura di rapporto mal impostata.

6) Variazione della postura del corpo all’indietro: fate molta


attenzione quando l’interlocutrice effettua piccoli passi all’indietro.
Un modo per riportarla in avanti è (oltre a cambiar discorso o
gestualità) fare anche voi qualche piccolo passo indietro nella
speranza che ci “rincorra” e ristabilisca, così, la situazione di
partenza.

Ricordiamoci sempre che ogni segnale del corpo va sempre


contestualizzato al fine di dargli un’esatta lettura. In ogni caso,
occhi aperti!

Scopriamo, invece, quelli che sono i segnali di gradimento che il


corpo della donna può comunicarci e che ci stanno, appunto, dando
il “via libera” per proseguire sulla giusta strada.

Al solito, dovremmo fare molta attenzione a tali segnali, in quanto,


lo ricordiamo, le parole dette o ascoltate valgono solo il 7% della
comunicazione complessiva! Occhi aperti, quindi, ai seguenti
segnali non verbali:

1) Bacio analogico: immaginate come un bacio dato a se stessi.


Avete accesso ad approfondire l’argomento che state trattando
poiché è gradito dall’interlocutrice.

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2) Pressione della lingua sulla guancia: è il classico


rigonfiamento della guancia come quando, per gioco, si vuol
simulare il mal di denti. In questo caso, l’interlocutrice ha un
vincolo emotivo al pieno riconoscimento di voi o dell’argomento
trattato, come fonte di stimolazione. Quindi, al fine di scardinare
tale blocco, dovrete incalzare l’argomento al fine di veder mutato
tale segnale nel successivo, ossia il linguino.

3) Linguino: spesso conseguente al segnale #2, può anche essere


espresso direttamente. Si tratta, in pratica, nell’esposizione della
punta della lingua spesso per bagnarsi le labbra come se stesse
“degustando” qualcosa. È un segnale di gradimento molto forte e
ci indica che possiamo “osare” maggiormente nel discorso poiché
sono state abbattute le difese razionali e l’interlocutrice ci
riconosce come fonte di stimolazione.

4) Mordicchiamento interno delle labbra: spesso indica una


sorta di “sottomissione” della donna nei nostri confronti o verso
l’argomento trattato. In pratica, si sentirà in difficoltà ma tale
sensazione sarà per lei piacevole.

5) Suzione del dito o di un oggetto: è questo un segnale di


estrema gratificazione da parte della donna nei nostri confronti.
Siamo una vera e propria fonte di stimolazione tanto che
l’interlocutrice è costretta, appunto, a portare qualcosa alla bocca
per “saziarsi”. Qualora si tratti di un oggetto e non delle dita, vi è
maggiore consapevolezza in ciò da parte della donna.

6) Accarezzamento dei capelli: il classico gesto di passarsi una


mano tra la chioma, nasconde, in realtà, una carenza affettiva. Per
cui, se tale gesto è effettuato con gli occhi rivolti verso di noi,

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stiamo avendo buone possibilità di essere riconosciuti come


compensatori di tale bisogno affettivo. Meglio ancora se tale
accarezzamento è accompagnato da uno degli altri segnali fin qui
esposti.

7) Inserimento di un dito nell’orecchio e/o massaggio del


padiglione auricolare: il primo è in assoluto il più potente dei
segnali di gradimento in quanto attiene alla sfera sessuale: è,
quindi, un invito a “farsi avanti” poiché abbiamo sollecitato
positivamente emozioni di tipo sessuale. Il massaggio del
padiglione indica, invece, una sollecitazione a livello affettivo.

Come prima, anche qui l’invito è di stare con occhi ben aperti!

L’inconscio, oltre i suddetti segnali di rifiuto e di gradimento, ne


esprime anche degli altri, detti di scarico tensionale.

Sono, in pratica, dei segnali che ci fanno capire che stiamo creando
una tensione emotiva nell’interlocutrice e che il suo inconscio
ancora non ci riconosce né come simbolo positivo né come simbolo
negativo. Stiamo, quindi, “lavorando” sulla sua emotività e
aspettiamo che, una volta raggiunto un alto carico tensionale, esso
si trasformi in un segnale di gradimento o di rifiuto nei nostri
confronti o nell’argomento trattato. Il termine “tensione” qui non è
indicato con accezione negativa, classica dei cavi ad alta tensione
e, quindi, al “pericolo di morte”; semplicemente immaginiamo di
dare delle piccole “scossette” all’inconscio della nostra
interlocutrice. Di stimolarlo, risvegliarlo. Più semplicemente, ci
stiamo facendo “conoscere” dall’inconscio della persona, ma esso
ancora non ci identifica come fonte di stimolazione vera e propria.
Niente più.

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Passiamo, quindi, in rassegna i maggiori segnali di scarico


tensionale:

1) Grattamenti esercitati sul naso o in prossimità dello


stesso: indicano massimi scarichi tensionali, vicini all’80%-100%.
Vuol dire che l’argomento trattato starà per essere riconosciuto
come positivo o negativo per l’inconscio.

2) Deglutizione salivare: è un inequivocabile segnale che ci


indica chiaramente la tensione emotiva avvertita dal soggetto.
Anch’esso è tra i maggiori segnali di scarico tensionale facilmente
riconoscibili.

3) Irrigidimento mascellare: anch’esso, in termini percentuali, è


un segnale che esprime un alto coinvolgimento tensionale
dell’interlocutrice.

4) Grattamenti vari in zone diverse del viso (guancia, fronte,


sopracciglia, palpebra, zona retroauricolare): indicano
scarichi tensionali nella norma, non necessariamente riferiti alle
nostre argomentazioni o rivolti a noi. Possono essere indotti anche
dall’ambiente circostante o da pensieri che in quel momento
stanno pervadendo la mente dell’interlocutrice. In tal caso,
sarebbe opportuno verificare con domande dirette al fine di
coinvolgere maggiormente chi ci sta di fronte e, di conseguenza,
esaminare il suo eventuale coinvolgimento verso di noi o verso
l’argomento trattato (“A te è mai capitato di….”, “Qual è la tua
opinione in merito a ciò?”).

5) Grattamenti in zone del corpo lontane dal naso o


comunque dal viso (braccia, polsi, caviglie, spalle, gambe):

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segnali di scarico tensionale davvero minimo. Non sono nemmeno


da prendere in considerazione (avete ancora molto strada da
fare!!).

In generale, possiamo affermare che i segnali di scarico tensionale


possono aiutare il seduttore nella scelta di parole, gesti e
comportamenti, atti a determinare un coinvolgimento
dell’interlocutrice.

Teniamo sempre presente, inoltre, che essi in sé non


rappresentano nulla e che solo dopo saranno eventualmente
trasformati dall’inconscio in segnali di rifiuto o di gradimento.

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CAPITOLO III

Gli errori nella seduzione.

Abbiamo fin qui imparato che va bene saper entrare in empatia, va


benissimo saper “leggere” la comunicazione non verbale, ed è
fondamentale, aggiungiamo ora, non incappare in uno dei
cosiddetti errori della seduzione, ossia errori legati al
comportamento finalizzato a sedurre, al fine di non vanificare tutto
il lavoro prima svolto. Quindi, è bene sapere cosa fare, così come è
necessario sapere anche cosa NON fare.

Se, perciò, hai problemi con le donne, se ti chiedi spesso perché


non riesci a conquistarle oppure se fai il gentile e non ottieni nulla,
ho due buone notizie per te:

1. Non sei l’unico.

2. Hai la possibilità di cambiare le cose.

Nel film di Leonardo Pieraccioni, “I laureati”, il protagonista, nel


guardare negli occhi la bella Maria Grazia Cucinotta, pensa: “Fare
colpo su una donna è come un’equazione matematica: non devi
sbagliare niente, altrimenti il risultato cambia!”.

Ecco che diventa di fondamentale importanza, innanzitutto, non


commettere errori. Molte inesattezze si possono capire solo con
l’esperienza, naturalmente, ma purtroppo tanti uomini sono

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talmente pieni di sé da non realizzare che in quel momento è stato


commesso uno sbaglio, tanto da ripeterlo la volta successiva e, di
conseguenza, ottenere il medesimo risultato.

Proviamo a capire quali sono i più comuni errori comportamentali


nella seduzione:

Vantarsi: contrariamente a quanto molti pensano, vantarsi uccide


sul nascere l’attrazione. Ciò perché nasconde una bassa autostima.
Ci si vanta, infatti, nel momento in cui si pensa di essere inferiore a
chi ci sta di fronte e si elenca ciò che si è fatto o ciò che si possiede
al fine di compensare tale mancanza. Evita, quindi, tale
comportamento e fa sì che sia la tua personalità a parlare per te.

Fare il “giullare”: essere spiritoso è sicuramente una dote


sempre apprezzata dal gentil sesso. Come esserlo, però? Bisogna
essere spiritosi, scherzare e fare battute, non per cercare la sua
approvazione in qualcosa; bensì innanzitutto per divertire se stessi
e poi anche gli altri.

Sentirsi inferiore a lei: mettere sul piedistallo una donna e farla


sentire speciale non vuol dire assolutamente sentirsi inferiori a lei.
Le donne cercano “veri” uomini! Cosa pensi se ne possa fare,
quindi, di un uomo che si sente inferiore? Devi realizzare che lei
non è a te superiore e devi capire se tuoi determinati
comportamenti derivano proprio da tale errata convinzione. E,
naturalmente, modificarli.

Fare troppo presto il “bravo ragazzo”: la sensibilità e la serietà


sono senz’altro delle doti nobili. L’errore sta nello scoprirle PRIMA

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che sia scattata la scintilla! Infatti, inevitabilmente, finirai


nella “friendzone”. Tieni tali qualità per DOPO!

Usare troppo le parole, la logica ed i ragionamenti: molti


uomini si elencano (o ancora peggio, elencano alla donna) i motivi
per il quale lei dovrebbe stare con sé. Sarebbe bene ricordarci che
l’amore, l’attrazione, l’istinto, non sono governate dalla logica,
bensì dall’emotività. Per cui, quando iniziamo a fare discorsi del
tipo “dovrebbe stare con me perché…”, fermiamoci.

Farsi mettere i piedi in testa: quando una donna si comporta


male (ma in genere quando qualcuno si comporta male)
dobbiamo SEMPRE farglielo presente, in modo calmo e tranquillo.
Contrariamente, infatti, la staremo implicitamente autorizzando a
ripetere quel comportamento ed, inoltre, la sua attrazione nei tuoi
confronti svanirà.

Una volta che correggerai tali comportamenti ed imparerai a non


commetterli, sarai pronto per gli step seduttivi successivi!

Uno degli step fondamentali nella conquista di una donna è


rappresentato dal fatidico primo incontro.

Tanti uomini si perdono in corteggiamenti di settimane e settimane


senza arrivare mai a nulla. Ciò perché probabilmente sottovalutano
o commettono errori proprio durante il primo appuntamento.

Un vecchio adagio recita che “la prima impressione è quella che


conta”. Ed è verissimo poiché nel primo appuntamento, e
addirittura nei primi minuti di interazione, andiamo
a “scrivere” quello che sarà dopo.

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Ecco, allora, ciò che assolutamente dobbiamo evitare.

1) Non invadere il suo spazio: iniziamo dalla prossemica, ossia


dalla gestione dello spazio. Ogni persona ha un proprio spazio in
cui possono entrare persone di una certa confidenza, come parenti
ed amici stretti. Evita, quindi, di starle troppo appiccicato poiché
ciò la farà sentire a disagio e non poco. Allo stesso tempo, non
starle troppo distante; potrebbe così sembrare che tu sia intimorito
da lei.

2) Non capire i suoi segnali di interesse: qui non ci riferiamo


solo ai classici segnali di gradimento della comunicazione non
verbale. Ma anche a quei segnali comportamentali e verbali che
logicamente possono farci pensare che lei sia interessata a te, ad
esempio un complimento, uno schiaffo giocoso sulla spalla o in viso
dopo una presa in giro, il mantenimento del contatto visivo,
allusioni su altre donne e cose del genere. Impara quindi a fare
attenzione a tutto ciò che fa, che non fa, che dice e che non dice.

3) Rimanere troppo sul piano logico: saper usare la razionalità


è sicuramente un’ottima dote. Qui, però, non stai andando a
sostenere un esame universitario. Per cui, cerca di mantenere la
conversazione “leggera”. Scherza, cerca di flirtare, al fine di
mantenere e rafforzare il flusso emotivo che vi sta facendo
avvicinare.

4) Spendere soldi al fine di attrarla: qui ci si riferisce a spese


costose come regali al primo appuntamento e cene in ristoranti di
lusso. Tutte cose che solitamente accadono quando ancora non è
scattata la scintilla. Limitati a pagarle il caffè e l’aperitivo ma come
gesto di cortesia e non finalizzato a lei in quanto tua “preda”.

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Comportati, in pratica, come se lo stessi pagando al tuo migliore


amico, quindi in modo del tutto naturale ed informale.

5) Parlare troppo di sé e/o farle l’interrogatorio: non dire


troppo di te già al primo appuntamento, soprattutto se non è lei a
chiedertelo. Rischi di sminuirti, di apparire egocentrico, vanitoso e,
cosa ancor più grave, di far cadere tutto l’eventuale interesse che
lei ha per te, in quanto non avrebbe più nulla da scoprire. Allo
stesso tempo, non concentrare troppo l’attenzione su di lei
facendole mille domande; si sentirà, infatti, sotto pressione ed,
inoltre, non avrai detto nulla in maniera spontanea, col rischio di
essere apparso vuoto e senza argomenti. Fa sì che ci sia uno
scambio di battute, citando tuoi episodi di vita personale se è lei a
dire qualcosa (il classico “sai anche a me è capitata una cosa
simile…”) oppure chiedendole “ti è mai capitato di…?” in modo da
coinvolgerla nella conversazione.

6) Non parlare o chiedere di fidanzati attuali o


passati: parlare di eventuali fidanzati attuali, potrebbe far
apparire lei come una poco seria che cerca avventure. E le donne
non vogliono mai facilitarti il gioco! Parlare di ex non è mai positivo
dal punto di vista emotivo: infatti, nel caso in cui lei abbia un
cattivo ricordo dell’ex, si rattristerebbe in quanto attaccata da
pensieri negativi e il vostro incontro rischierebbe di diventare
avvolto da un’aria da funerale. Nel caso in cui lei invece abbia un
ricordo positivo, c’è il rischio che lei faccia immediati paragoni col
suo ex o comunque che sia troppo presa dal pensiero di lui,
tralasciando così te!

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Cerca, quindi, di seguire tali piccoli accorgimenti e vedrai che


rivederla sarà una passeggiata!

Dopo, infatti, un primo incontro, solitamente c’è la voglia di


rivedere la persona se ne siamo rimasti attratti e, quindi, scatta la
necessità di contattarla. Bene, direte voi. Le chiedo il numero la
volta prima ed il gioco è fatto! Davvero è così semplice?
Scopriamolo.

1) Pensare che se una donna ci dà il suo numero, in


pratica “ce l’ha data”: molti uomini pensano che ottenere il
numero di telefono sia aver raggiunto un obiettivo al pari di averla
già a letto nuda. Il numero di telefono in sé non conta nulla se esso
non è stato preceduto da un’attrazione verso di te. Può anche
dartelo poiché è una ragazza gentile o semplicemente amichevole
ed espansiva. Il che, non equivale certamente a dire che va a letto
con tutti.

Il consiglio è, quindi, non avere fretta. Cerca prima di creare


attrazione, di conoscerla meglio e solo dopo chiedere il suo
numero.

2) Non darle il tuo numero, cerca tu di avere il suo: questo


perché alle donne spesso non piace prendersi la responsabilità di
ciò che accade nella seduzione, in quanto pensano di poter
apparire come ragazze “facili”. Per carità, magari somigli a Gabriel
Garko e, quindi, è anche possibile che ti chiami davvero prima lei.
Ma nel dubbio, meglio non rischiare. Chiedile il suo numero
quando capisci che è il momento di scambiarveli e così potrai

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subito dirle: “Ti faccio uno squillo così prendi il mio” oppure “Ok, ti
aggiungo su WhatsApp e ti scrivo”. Eviterete così di aspettare, il
più delle volte, invano.

3) Perché meglio il telefono di Facebook: ormai i mezzi di


comunicazione sono diventati davvero tanti ed alcuni di essi hanno
favorito e reinventato la seduzione. Ma il telefono resta sempre il
mezzo consigliato. Perché? Skype potrebbe non essere usato, le
mail potrebbero essere non lette e non è detto che su Facebook ci
sia tutto il mondo. Per cui, va bene avere tanti mezzi a disposizione
ma il telefono è imprescindibile.

4) Vuoi avere il suo numero? Chiedilo a lei! Stai chiedendo il


suo numero ad una sua amica? Sei uno sfigato.

Vi siete visti e avete parlato per la prima volta. Successivamente


l’hai contattata. Ora sei pronto per il primo appuntamento ufficiale!
Anche in quest’occasione, ci sono degli errori da non commettere
per far continuare ad andare liscio il vostro percorso di
conoscenza. Vediamoli.

1) Esagerare con il luogo del primo appuntamento: molti


uomini pensano di poter conquistare immediatamente una ragazza
facendo gli “sboroni” già al primo appuntamento prenotando nel
ristorante più caro della città. In realtà ciò è davvero impegnativo
sia per te che per lei in quanto siete ancora due perfetti sconosciuti
e ci sarebbe, quindi, troppa pressione e troppe aspettative.
Organizzate un’uscita più “leggera”; un aperitivo o un succo di

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frutta al bar andrà sicuramente bene ma anche una semplice


passeggiata vi aiuterà ad essere più naturali e distesi.

2) Andare in luoghi dove non è possibile comunicare: uscite


per la prima volta per conoscervi e, quindi, per parlare. Perché
allora rinchiudersi in un cinema oppure in locali rumorosi?

3) Aspettare troppo tempo per baciarla: l’hai vista, l’hai


contattata, ci sei uscito. Lo step successivo è quello di baciarla,
naturalmente. Ed ecco allora i mille pensieri: “sarà il momento
adatto? Ma qui c’è troppa gente! …ma ora forse è troppo presto …
e chissà se anche lei vuole”. E si finisce col baciarla quando ci si
saluta. Proprio quando lei se lo aspetta e proprio come fanno tutti!!
Sii diverso e con “più palle” allora! Baciala non appena ti è
possibile ma fallo quando state vivendo un’emozione, come un
intenso sguardo occhi negli occhi! E aiutati attraverso la
comunicazione non verbale!

4) Non mostrare interesse: va bene parlare, va bene fare due


risate, ma cerca anche di provare interesse per lei. In fondo, sei
uscito con lei perché ti piace, no? Per cui gioca le tue carte, mostra
interesse con le parole ed i gesti, altrimenti ti vedrà da subito come
un amico!

5) Avere un linguaggio corporeo chiuso: se vuoi stare con lei,


devi innanzitutto accoglierla nel tuo inconscio e fare anche in modo
che lei lo percepisca. Per cui, tieni un linguaggio non verbale
aperto ed accogliente. Sorridi, mostra una gestualità ampia, stai
dritto e rilassato, non incrociare braccia e gambe. E mostrati anche
curato, il che non vuol dire presentarsi necessariamente in giacca
e cravatta!

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6) Parlare in modo troppo veloce o con voce troppo


bassa: parlare in maniera troppo frenetica, senza fiato, dà
l’impressione di essere agitati e di non riuscire a dire tutto ciò che
si ha in mente. Rilassati, prenditi il tuo tempo, articola le frasi e,
soprattutto, fatti sentire!

Tieni a mente questi piccoli consigli e vedrai che altri


appuntamenti ed uscite seguiranno sicuramente!

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CAPITOLO IV

Le tipologie di donna.

Una domanda che spesso ci hanno fatto in molti è la seguente: ma


le donne sono tutte uguali? O meglio, la seduzione è la stessa per
tutte le donne?

Ci sentiamo di rispondere: no! Prima di parlare di seduzione vera e


propria, quindi, cerchiamo di capirne di più dell’universo femminile
in generale.

La prima domanda che vogliamo porci è: ma cosa ci attrae


veramente delle donne?

Vi siete mai chiesti cosa vi piace davvero di una donna? Cosa ve la


fa apparire sensuale ai vostri occhi?

Le caratteristiche che possono rendere sensuale una donna sono


davvero tante e di diversa natura.

La prima riguarda, sicuramente, un aspetto ben curato soprattutto


nelle parti del corpo più esposte visivamente come capelli e mani.
Capelli non necessariamente lunghi ma ben puliti, soffici e ben
curati, fanno percepire al maschio un senso di vitalità e salute.
Importanti sono anche le unghie che, se ben curate, danno
dimostrazione di amore per se stesse. Una donna trasandata,
invece, perde la sua carica erotica e sensuale.

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Altra caratteristica sensuale è lo sguardo. Anche il colore degli


occhi può fare la sua parte ma un bel colore su due occhi che ti
fissano quasi come fossero spiritati, non sortiscono di certo
interesse per l’uomo. Siamo, invece, attratti da uno sguardo fluido,
che si poggia su tutto l’ambiente circostante e che sappia
“fulminarci”.

La voce: un tono di voce basso tende ad essere percepito molto


sensuale da noi uomini. Non deve poi essere molto veloce e non
avere picchi “isterici”. Tendiamo a non trovare seducenti le voci
stridule.

Che dire poi del portamento. Un passo sicuro e fluente è


considerato sensuale rispetto ad una camminata con gambe aperte
o a papera. Indubbiamente.

Va da sé che una donna sensuale è colei che sa risvegliarci i sensi.


Non necessariamente con corpi da modelle di PlayBoy ma talvolta
con un gesto, con uno sguardo – come già detto – o con particolari
messaggi subliminali.

Chi non ha mai trovato sensuale, poi, una donna che sappia
metterci al primo posto nel mondo ma che non sia necessariamente
la nostra ombra?

E la sensualità a letto? La identifichiamo in quelle donne che sanno


donarsi completamente, che sanno “mangiarci” poco alla volta,
come un gustoso dessert. Ed in quelle che non hanno inibizioni né
esitazioni. In quelle che sanno essere dolci, ma anche provocatrici
e misteriose.

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Tutti gli uomini desiderano una donna sensuale. Non tutti però
pensano che sia adatta a loro e ne hanno timore. Perché? Dipende
fondamentalmente da un’insicurezza di base che si manifesta verso
donne dominanti, sicure, libere e che sanno gestire ogni situazione.
A volte si preferisce, quindi, per compensazione psicologica, una
donna non necessariamente sensuale ma sottomessa e che ci faccia
sentire importanti.

Ma non abbiate timore: la vera donna sensuale saprà farvi sentire


importanti e desiderati pur senza sminuire se stessa.

Quanto sia vario e complicato l’universo femminile lo sappiamo


tutti. Donne da cui siamo attratti, donne da sedurre e conquistare,
donne da scaricare, donne da cui scappare! Donne da scegliere e
donne da lasciare.

Abbiamo dedicato vari articoli alle diverse tipologie di donne ed a


come sedurle. Passiamo in carrellata i maggiori.

1. La donna troppo attraente.

Premesso che tutte le donne possono avere qualcosa di


particolarmente attraente, qui per donna attraente ci riferiamo alla
classica “bellona”, alla ragazza che ogni volta che posta una foto su
facebook becca 200 likes in meno di un’ora, a quella che può
scegliere senza problemi il suo compagno, a quella che, come
diceva Pieraccioni nel film “I laureati” - sempre lui, l’abbiamo già
citato prima - ha il cosiddetto fattore K, ossia quel fattore di
disturbo (troppo bella, troppo intelligente, troppo desiderata) che
la rende quasi irraggiungibile.

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Fatta tale premessa, gran parte dei maschi che stanno leggendo, si
fermeranno qui pensando: “Capirai, e che leggo a fare! Impossibili
da conquistare queste donne qui!”. Solo una piccola parte, i veri
Don Giovanni, che hanno autostima e sono sicuri di sé,
proseguiranno la lettura per saperne di più.

E allora, iniziamo col dire che per questa tipologia di donna ci


vuole innanzitutto molto tempo per raggiungere l’obiettivo. Non
tanto perché, appunto, possono essere talvolta considerate
irraggiungibili, quanto per il fatto che non dovete cadere nella
trappola di dare l’impressione di essere sotto il loro fascino.

Come fare, quindi? Si parte dalla fase zero, ossia quella di riuscire
a conoscerla ed ottenere un contatto Facebook, telefonico e via
dicendo. Fatto ciò inizierà il gioco vero e proprio; un gioco che sarà
molto dilungato nel tempo poiché, ricordate, dovrete distinguervi
dalla massa. Inutile, quindi, stare lì a contattarla in continuazione
per farle complimenti, sperando che poi accetti il vostro invito per
il classico caffè (come se poi esistessero solo i bar e solo il caffè)!
Pensate davvero che lei abbia bisogno di tutto ciò? Ce ne sono già
a centinaia così, vi serve dimostrare la vostra superiorità e
diversità.

Già, perché tendenzialmente queste donne molto attraenti sono


anche delle donne alfa dominanti, di conseguenza spesso tendono a
cercare uomini ancora più dominanti di loro, che si sanno
distinguere dalla massa.

Una buona tattica è, allora, operare in modo abbastanza diluito nel


tempo, non dare, quindi, la priorità a lei, al fine di non rientrare nel

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gioco della massa. Sicuramente rimarrà incuriosita poiché si


accorgerà che siete uno che sa andare fuori dagli schemi.

E andrete fuori dagli schemi anche quando sarete riusciti ad


ottenere un appuntamento: non serve andare tirato a lucido ed
anche la presenza di una barba incolta potrebbe essere una buona
mossa (la doccia, però, fatela!!). Durante l’appuntamento non
gratificatela continuamente con complimenti e menate varie (non
aspettava te per sentirli, glieli hanno già fatti in centinaia), siate il
più possibile naturali e cercate di divertirvi stando bene con lei. Se
andrete in luoghi frequentati da altre persone, date retta anche
agli altri e, perché no, alle altre. Nei momenti in cui sarete con lei
utilizzate naturalmente le classiche tecniche di seduzione dettate
dalla PNL e dalla Comunicazione Non Verbale. Insomma, alternate
momenti di attenzione verso di lei, mostrandovi brillanti, a
momenti di quasi disinteresse, il che non vuol dire fare la figura
dello scostumato, ma semplicemente far capire che c’è un mondo
intero oltre lei in quel momento.

2. La donna sposata.

Quanti di voi hanno desiderato una donna sposata? E quanti di voi


ci hanno realmente “provato”?

C’è chi si ferma, limitandosi al pensiero, al desiderio. C’è chi pone


in essere questioni etico-morali ed anche religiose. E c’è il Don
Giovanni che se ne frega!

V’è da dire, innanzitutto, che esistono una gran varietà di donne


sposate ma tutte più o meno riconducibili a due estremi: la donna
sposata ed innamorata del marito e la donna sposata che sta

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assieme al marito per inerzia, abitudine o anche convenienza, e,


quindi, in perenne conflitto con se stessa.

Ovviamente, la seconda tipologia è più facile da sedurre poiché


sarà sufficiente scatenarle un minimo di emozione e sarà subito
pronta ad aprirsi emotivamente nei tuoi confronti. Conviene lasciar
perdere, invece, quelle del primo tipo in quanto,
fondamentalmente, bisognerebbe dedicargli troppo tempo col
rischio di non veder raggiunto il proprio obiettivo.

Ci sono, poi, donne situate in situazioni di mezzo a tali estremi,


ossia con una vita abituale ma che possono avvertire, consciamente
o meno, un certo di grado di insoddisfazione non necessariamente
visibile.

Come capire, allora, chi si vuol sedurre? Beh, tutto passa dalla
conoscenza della persona stessa, quindi anche dalla sua storia di
vita. Quando, invece, dobbiamo ricavarci una risposta, bisogna
introdurre con questa donna l’argomento matrimonio ovviamente!
E da qui procedere come ogni buon seduttore che si rispetti, ossia
leggendo e interpretando i segnali di comunicazione non verbale
che lei ci invierà! Qualora essi siano incoraggianti, potremo
eventualmente approfondire il discorso con temi quali il litigio e il
tradimento, al fine di creare tensione emotiva nella donna.
Se non si notano particolari segnali di gradimento o di rifiuto,
molto probabilmente siamo di fronte ad una donna che vive una
routine istituzionale, quindi con un marito che per lei rappresenta
un simbolo a livello logico-razionale ma probabilmente non a livello
emotivo.

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Come porsi con questa tipologia? Essendo lei istituzionale, ci


porremo in maniera trasgressiva introducendo argomenti che
possano farle vivere un’emozione: ad esempio, potremmo operare
per contrapposizione parlando di vita matrimoniale e di libertà, di
impegni coniugali e di tempo libero, e così via. Successivamente le
proporremo qualcosa che possa stuzzicarla, il che può essere
rappresentato anche da un appuntamento intellettuale come ad
esempio una conferenza o la visita ad un museo; magari il marito è
un pantofolaio e nega alla moglie anche questi piccoli svaghi.

Il segreto, quindi, è colmare ciò che a lei manca, il tutto senza far
capire le proprie intenzioni e restando amici, ma, allo stesso
tempo, coinvolgendola.

3. La donna “alpha”.

Abbiamo accennato, parlando delle donne troppo attraenti, alle


femmine alpha. Per sedurre una femmina alpha bisogna
fondamentalmente dimostrare di essere dei maschi alpha
dominanti e di essere non bisognosi di lei, non succubi del suo
fascino.

Questo perché la femmina alpha per istinto va alla ricerca di un


maschio alpha.

Chi è la femmina alpha?

È la femmina “con le palle”, indipendente, sicura di sé e dal


carattere forte. E sa bene quello che vuole.

Nel momento in cui diventi bisognoso e ti fai anche percepire come


tale, allora non ti prenderà neanche in considerazione. E

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attenzione, una differenza tra una femmina alpha ed una “normale”


è che quella alpha non vorrà nemmeno averli tra i piedi quelli
bisognosi, contrariamente a molte donne che, pur snobbando di
base tanti “sfigati”, si amano circondare di essi al fine di risultare
popolari e, in certi casi, aumentare la propria autostima.

A livello istintivo, la donna riconosce che un bisognoso non ha un


buon patrimonio genetico ed inoltre non sarebbe nemmeno in
grado di trasmettere alla prole insegnamenti atti alla
“sopravvivenza”.

Ecco che, allora, la donna alpha va alla ricerca di un maschio di


valore superiore, sia nei confronti degli altri uomini che nei
confronti delle donne stesse, nel senso di non dare l’impressione
del bisognoso e del succube verso l’altro sesso.

Quindi bisogna riuscire a mostrarsi a proprio agio con lei, a non


sentirsi intimiditi dalla sua personalità. Allo stesso tempo bisogna
essere consapevoli di non essere inferiore né a lei né tanto meno ai
tuoi “rivali”.

Come si fa ad essere un maschio dominante?

Il maschio alpha è di per sé un leader e tale investitura gli è data


proprio dagli altri che lo riconoscono come tale. Non è arrogante,
non è rabbioso, sa gestire l’emotività, ha obiettivi certi e dei valori
fermi che lo guidano nella vita. Non è bisognoso di lei come non lo
è di nessuna donna.

Il primo passo è, innanzitutto, lavorare su se stessi se non si ritiene


avere tali caratteristiche, in quanto non si diventa maschi alfa
dall’oggi al domani e successivamente cercare di far notare tali

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peculiarità senza proporsi e senza corteggiarla.


Solo in un secondo momento potremo mandarle segnali di
attrazione a livello analogico al fine di penetrare nel suo inconscio
e mettere in atto strategie di seduzione vere e proprie.

C’è da tener presente che le donne alpha sono comunque delle


donne impegnative, proprio perché abituate ad avere tutto. Di
conseguenza, se cerchiamo un’avventura è sicuramente
consigliabile dedicarci ad altri tipi di donne, mentre se cerchiamo
una storia seria, dobbiamo essere consapevoli in partenza che si
impiegherà molto tempo e molte energie.

È comunque un buon allenamento, in quanto in ogni caso avremo


guadagnato dalla situazione un automiglioramento certo.

4. La donna difficile.

Alzi la mano chi, solo perché non è riuscito a conquistarla, ha


definito una donna come “difficile”.

C’è da dire che il concetto di difficoltà, naturalmente è relativo e


dipende appunto dall’esito del corteggiamento o della seduzione:
se sei riuscito nel tuo intento, probabilmente è stato facile,
contrariamente sarà stato difficile e di conseguenza etichetterai la
ragazza come tale.

Nel momento in cui percepisci una ragazza o una donna come


difficile, ti coinvolgerai sempre di più in quanto si andrà a creare
una distonia tra ciò che vorresti e ciò che non hai.

Si innesca, in pratica, il meccanismo dell’attaccamento, quasi


come se quella lì per la quale ti stai dannando l’anima, fosse l’unica

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donna della terra.


In realtà, ci stai attaccando alla situazione e non tanto alla donna
in sé. Fatto sta che più ti attacchi a tale situazione e più non
riuscirai nel tuo intento, causandoti sofferenza. Come sedurre
allora?

Devi partire innanzitutto da te stesso ed imparare a gestire


l’attaccamento. L’attaccamento è un meccanismo deleterio che non
ti fa esprimere al meglio. Ti porta quasi a pensare che se quella
ragazza non ricambia il tuo interesse è solo una stronza o una che
se la tira quando non sta mica scritto da nessuna parte che puoi
pretendere che ella ti ricambi!

Ecco che, allora, anziché concentrarti su te stesso e sulle tue


azioni, non fai altro che peggiorare la situazione, facendola
degenerare fino a causare addirittura l’allontanamento.

Il problema della sofferenza, quindi, non è causato dal mancato


amore o dalla mancata conquista, bensì dalla mancanza d’amore
per te stesso. Se amassi te stesso, infatti, partiresti dal
presupposto che nella vita, e quindi anche in amore, nessuno è
indispensabile.

Anziché pretendere, manco fossi un bambino di 2 anni, devi


imparare ad attrarre ed allo stesso tempo capire che più insisti e
meno ottieni.

A maggior ragione, se l’oggetto del desiderio è difficile devi


cercare di somministrare le giuste tensioni emotive ma senza
far mai percepire attaccamento, pena l’innalzamento delle barriere
razionali della ragazza.

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Devi avere pazienza, tanta, nel cercare la chiave giusta, anziché


cercare di dare continue testate ad una porta chiusa.

E per far ciò, te lo ripeto, devi iniziare ad amare te stesso.

Se amerai te stesso, non perderai mai! Infatti, o conquisterai


l’oggetto del desiderio o, male che vada, avrai ottenuto
decoinvolgimento emotivo ed in tal modo non sarai soggetto a
sofferenze inutili ed evitabili.

5. La donna egocentrica ed orgogliosa.

Altre persone difficili da sedurre sono le donne egocentriche ed


orgogliose. Queste, avendo una parte logica molto sviluppata, sono
molto incentrate su se stesse e difficilmente pongono attenzione ai
seduttori, o spesso ci pongono attenzione solo per la mera
soddisfazione di qualche bisogno fisico/materiale.

Come agire con queste tipologie?

Una buona strategia è presentarti come il buono della


situazione. Mantieni un basso profilo e non fare nulla che possa
far pensare immediatamente al corteggiamento.
Questo perché altrimenti si metterebbero subito sulla difensiva e si
farebbero mille domande. Inoltre, si sentirebbero manipolate
quando invece, essendo emotivamente stabili, vogliono decidere
loro il da farsi. Sono allora persone con cui ci vuole molta pazienza
in quanto vanno conquistate goccia a goccia, a piccolissimi passi.

Il trucco sta nel fatto che devono essere loro a voler


conquistare te.

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Per cui resta fermo il fatto di stabilire un iniziale rapporto


empatico positivo per poi inserire gradualmente l’attrazione.
Cerca, insomma, di renderti interessante ma senza mai agire come
se la stessi corteggiando.

Tutto ciò al fine di fare in modo che sia appunto lei a voler decidere
di sedurre te.

6. La “gold digger”.

Se pensavate che i cercatori d’oro siano esistiti solo ai tempi del


Klondike vi sbagliavate di grosso. Esistono ancora oggi ma hanno
cambiato sesso. Già, parliamo infatti delle “Gold Digger”,
letteralmente delle cercatrici d’oro, quindi di quelle donne che
vanno a caccia di uomini ricchi.

Sebbene il ruolo delle donne sia diverso dal passato e nella società
Occidentale sia forte la presenza femminile nel mondo del lavoro e
delle istituzioni, è in crescita il numero di quelle donne che la
pensano in questo modo: “Perché preoccuparsi di andare a
lavorare quando, bella come sono, posso trovare chi si occuperà di
me e mi pagherà l’ultima borsa di Louis Vuitton?”

Ecco che la Gold Digger è fondamentalmente una donna non


coinvolta emotivamente – e che difficilmente si lega emotivamente
davvero – quindi, come chi fa la prostituta per scelta o come chi è
sposata per interesse ma, spesso, ha l’amante.

Come riconoscerla?

Una tipologia del genere non ci si mette troppo a riconoscerla. È la


classica tipa che pone priorità al voluttuario anziché all’essenziale.

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La vedrete, quindi, con l’ultimo iPhone ma la sentirete parlare di


problemi nel pagare le bollette e l’affitto di casa. E talvolta
utilizzerà questa esca nei confronti di quegli uomini che hanno la
sindrome da crocerossino o da salvatore del mondo. Vi parlerà dei
suoi (finti) problemi finanziari al fine di far scattare in voi una sorta
di senso di colpa che potrete colmare solo aiutandola. Da quel
momento in poi sarete fregati.

È opportuno, allora, far scattare dei meccanismi di difesa ed, anzi,


ribaltare la situazione a nostro favore. Quando inizierete a
conversare con una donna potenzialmente cacciatrice di denaro, le
parlerete di una vostra ipotetica casa al mare, della vostra ultima
auto, dell’ultimo contratto danaroso che avete concluso e così via.
Naturalmente a questo punto dovrete stare attenti ad eventuali
segnali di gradimento non verbale che l’argomento potrà
scatenare. Un altro modo è porre delle domande su dei beni
materiali che notiamo, del tipo: “Ma che bella borsetta! Ti sei fatta
questo regalo o ti hanno fatto questo regalo?”; 90 su 100 sarà un
regalo, in quanto chi lavora sodo e conosce il valore del denaro,
difficilmente poi lo va a dilapidare per una borsetta (tranne se non
guadagna davvero tanto, ovviamente). A questo punto potrete
incalzare ancor di più il discorso con domande del tipo: “E qual è il
regalo più bello (leggasi costoso) che ti hanno fatto?” o “E qual è la
cosa che desideri davvero tanto?”.

Ora, al fine di ottenere tu qualcosa da lei, potrai iniziare a far


“luccicare” qualcosa che la possa attrarre, al fine di coinvolgerla.
Invitala a cena e prenota in un ristorante costoso che le dirai
ovviamente. Dovrai però capire anche la sua propensione a
“barattare” qualcosa in cambio; una buona tecnica è dirle: “Vorrei

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che stasera tu indossassi un intimo sexy per me (o un vestito


sexy)”.

Lei, cercando appunto di approfittare, probabilmente vi dirà: “Non


ho niente di sexy”. Questa sarà l’ulteriore conferma che avrete di
fronte una Gold Digger professionista, in quanto si aspetterà che
voi le diciate: “Ok, andiamo a comprarlo allora!”.

Per cui, se siete disposti a spendere un po’ di soldi, fatelo, in


quanto siete consapevoli che il gioco durerà poco. Il passo
successivo sarà quello di portarla con voi in albergo (la vostra casa
al mare è in pieno restauro, vero?) per poi sparire la mattina dopo.
Se volete essere str**zi fino in fondo, non pagate nemmeno il conto
dell’albergo. Le farete solo un piacere: imparerà ad essere più
furba nella vita e capirà che forse oltre al denaro c’è dell’altro. Se
invece siete a corto, limitatevi ad aver scoperto la tipologia e…
statene alla larga!

7. Le donne da scaricare.

L’arte della seduzione è difficile ed impegnativa tanto quanto può


esserla anche quella dello scaricare.

E sì, perché spesso abbiamo bisogno di conquistare una donna ma


talvolta sentiamo la necessità anche di liberarcene. E anche se tale
necessità non la sentiamo, sarebbe meglio farlo se abbiamo a che
fare con le tipologie di donne di cui ti andrò a parlare.

Una tipologia da evitare o comunque da lasciare


è l’irriconoscente, ossia quella che non sa apprezzare quanto di

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buono tu faccia per lei. Attenzione! Spesso nel blog si è detto di


come essere troppo buoni e gentili sia, in un certo senso,
controproducente nella seduzione. Ma puoi esserlo se anche lei lo
è con te, se anche lei ti dà qualcosa che possa arricchirti così come
eventualmente stai facendo tu. Se così non è, scappa. Con tali
donne non sarai mai gratificato né razionalmente né
emotivamente. Sono donne che badano solo a se stesse ed, in
quanto tali, non riescono ad apprezzare ciò che gli viene donato
spontaneamente. Sì, ok, può dartela ogni tanto per farti stare
tranquillo e tenerti legato a lei, ma niente di più. Ti conviene?
Cerca di scoprire il prima possibile se lei è così, dopodiché, ciaone.
Stare col comodino della tua camera potrebbe rivelarsi una scelta
più azzeccata.

Seconda tipologia da evitare come la peste è la donna


manipolatrice. La donna manipolatrice è quella che ti bombarda
di sensi di colpa, che ti manca di rispetto, che ti usa solo per
interessi personali, che si lamenta di continuo perché non riceve
abbastanza. Ecco, stare con lei equivale a stare con un serpente. E’
simile alla tipologia precedente, con la differenza che la prima ha
fondamentalmente un atteggiamento passivo, questa invece ha un
atteggiamento sadico atto a far star male chi la circonda, al fine di
avere potenziale emotivo su di te e controllarti.

La terza tipologia è la depressa, quella con gravi disturbi della


personalità che sfociano in malattie come la bulimia, l’anoressia, o
in dipendenze quali droghe ed alcool. Per queste persone non serve
un fidanzato, serve un medico. Per cui, non fare
il crocerossino della situazione o il superman de’ noantri, poiché
quando passerai la notte sveglio ad asciugarle le lacrime, così,

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senza un apparente motivo logico, rimpiangerai di aver fatto


questa scelta. Cerca, quindi, di non innamorarti di tali tipologie
poiché potresti davvero passare dolori. Attenzione, qui non si sta
discriminando tali persone ed, anzi, ben venga un tuo aiuto
disinteressato nei loro confronti; ma sempre a livello di amicizia e
mai affettivo-sentimentale.

Un’altra curiosa tipologia di donna è la manipolata, quella che ha


sempre avuto relazioni burrascose con uomini che hanno anche
usato violenza mentale o fisica su di lei. Ecco, questa è l’opposto
della seconda tipologia, la manipolatrice. Inutile dire che è
anch’essa da scaricare. Nella speranza di farle capire che non è
così che funzionano i rapporti, potresti ritrovarti tradito con uno
che sa manipolarla a dovere. Tienila al massimo come amante.

Una delle peggiori tipologie da evitare è la donna “Madre


Teresa“. Non riesce a godere del sesso in modo naturale e non
prova piacere. Talvolta ha una morale molto profonda e ritiene di
essere al di sopra dei sensi. Non lasciarti ingannare. È solo molto
disturbata. Pensa a te stesso e passa appresso.

Altra tipologia è l’egocentrica. Inutile dire che è la donna che


vuole stare sempre al centro dell’attenzione. Non è la peggiore
tipologia che puoi trovare ma se anche tu non sei come lei, è
difficile avere una relazione a lungo termine con lei. Questo perché
farebbe qualsiasi cosa pur di ottenere l’attenzione e chi potrebbe
pagarne il prezzo nel lungo periodo ovviamente sei tu, che potresti
essere messo in secondo piano o addirittura sacrificato in nome del
suo ego. Fatti due conti in questo caso.

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Ultima tipologia che mi sento di citare è la donna capricciosa.


Quella che “non faccio una cosa se non mi va di farla ora e la
faccio anche se non la dovrei fare”.

Sono un po’ come le Sirene di Ulisse, che col loro canto


seducevano ed ammaliavano i naviganti. Allo stesso modo tali
donne possono sedurti quando gli va, salvo poi non dartela per
capriccio. E state certi che non cambieranno mai, in quanto ci sarà
sempre qualcuno che gli sbaverà dietro, quindi perché cambiare?
Cambia tu e scegli meglio.

Tu mi dirai? E ora che scelgo?? Ti dico di non scoraggiarti poiché il


mondo è pieno di donne belle, affascinanti e pronte a
condividere con te le gioie della vita. Devi solo aprire bene gli
occhi e stare attento alle donne psicologicamente disturbate come
quelle che ti ho elencato!

8. La quarantenne single.

Un’ultima e particolare tipologia di donna che non si sa bene in che


categoria inserire, se tra quelle da cui siamo attratti, da
corteggiare o da evitare, è rappresentata dalle quarantenni single.

Sono sempre di più al giorno d’oggi le donne di quarant’anni circa


single. Spesso si tratta di donne dall’aspetto piacevole, di un grado
culturale anche abbastanza elevato, nonché molto femminili.

Alcune lo sono per scelta, ma altre affermano di essere alla


continua ricerca di un uomo. Non vorrebbero, quindi, essere
single.

Come si spiega allora tale mistero?

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È un discorso innanzitutto sociologico; l’aver vissuto, quindi, in


maniera diversa rispetto alle proprie madri od alle proprie nonne.
In passato era quasi sempre vera l’equazione: marito = figlio. Oggi
non è più così e molte donne hanno figli pur non avendo marito. Ed
era anche vera l’equazione: matrimonio = mantenimento. Per
moltissime di queste donne non serve un marito per mangiare e
sopravvivere. Non hanno più bisogno, in pratica, di “sistemarsi”.

Mettiamoci anche lo snellimento legislativo riguardante l’istituto


giuridico del divorzio che le ha rese “libere”.

Quindi, contesti diversi e soprattutto libertà diverse. Ma c’è un


aspetto psicologico da non sottovalutare ed, anzi, da prendere
in seria considerazione; si tratta dell’essere cresciute col mito del
principe azzurro, quindi, essere state alla perenne ricerca di un
uomo con tutte le caratteristiche da loro desiderate: bello,
intelligente, benestante e così via.

Tendenzialmente, hanno passato il loro tempo, dai venti anni in poi,


a frequentare ambienti diversi e gruppi d’amicizie diverse ed
occasionali, senza rendersi conto che il tempo passava in modo
inesorabile.

Attorno ai 35 anni (talvolta anche prima), spesso per un fatto


ormonale ma anche per la consapevolezza di non essere più una
ragazzina, la donna sente la necessità di procreare, mossa dal suo
istinto materno. Ed ecco che scatta la ricerca sfrenata all’uomo che
possa accontentarla: uomini più giovani, uomini sposati, uomini
divorziati, libertini, eccetera.

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Spesso tale ricerca sarà vana, poiché mossa dalla smania che è in
conflitto con i precedenti modi di ricerca e nel frattempo saranno
passati come minimo altri 3-4 anni. Ed eccole belle che
quarantenni e con le possibilità di avere un figlio ridotte al
lumicino. Inoltre, la loro “fretta”, la loro insofferenza e la paura di
non riuscire più a trovare marito, vengono percepiti dal maschio
che molto spesso fugge da tale situazione in preda all’ansia. Senza
contare che molto spesso tali donne corrono il rischio di
accontentarsi e, quindi, di far vivere all’uomo che hanno accanto,
una vita di coppia al di sotto dei loro ideali e, perciò, frustante.

Starne alla larga oppure no? Fate le vostre considerazioni!

9. La donna della tua vita.

Forse adesso sarai in confusione con tutte queste tipologie di


donne che ti ho elencato! E forse non sai neanche più che pesci
prendere e ti stai chiedendo quale può essere la donna della tua
vita.

A quanti di voi è capitato di dire, dopo aver conosciuto una


ragazza: “Eccola! È la donna della mia vita!“, salvo poi rimanere
delusi e vivere delle sofferenze? Beh, c’è da chiedersi se sapevamo
abbastanza di quella persona per affermare ciò. E, soprattutto, se
avevamo un’idea di quale sarebbe stata la donna della nostra vita
per poi poterlo affermare.

Bene, il percorso da compiere per capire come scegliere la donna


della nostra vita avviene a monte chiedendoci che caratteristiche
deve avere; in pratica fare un identikit della stessa.

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Cosa ci aspettiamo da lei a livello emotivo? Sofferenza o piacere?


Cosa ci aspettiamo a livello razionale? Che sia una potenziale brava
moglie e madre o che sia un’eterna teenager? Che lavori o che stia
a casa ad accudire la casa ed i bambini?

Ecco, questi sono solo dei piccoli esempi che possono chiarire sin
dal principio cosa vogliamo davvero, al fine di non farci guidare
esclusivamente dall’emotività nella scelta della compagna per poi
rimanere incastrati in storie che danno esclusivamente sofferenza.
Inseriamo quanti più parametri possibili, tenendo presente quali
riteniamo fondamentali per la nostra felicità e tranquillità. È
questo il primo passo ed è il fondamentale.

Il passo successivo è naturalmente andare alla ricerca del


nostro ideale. Bisognerà, quindi, frequentare ambienti e gruppi di
persone dove sarà possibile incontrare persone con quelle
determinate caratteristiche da noi volute.

Voi dite: “Eh ma tanto il destino ce la farà trovare lo stesso”. Può


darsi. Nel dubbio, meglio dargli una mano, no?

Durante questa fase è importante creare un vero e proprio


“network” di amicizie ed ambienti al fine di poter
eventualmente sedurre più donne per poi poter scegliere quella
che riteniamo più adatta e che ci coinvolge maggiormente.

L’ultimo passo è, naturalmente, riuscire a capire le esigenze


emotive della donna ed agganciarne la parte emotiva attraverso
gli strumenti che la Programmazione Neuro-Linguistica e la
Comunicazione Non Verbale ci forniscono. Il tutto unito anche ad

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una visione di sé stabile, di colui che cerca una relazione seria, al


fine di essere accettati anche a livello razionale.

10. La donna sbagliata.

Capita, invece, che l’amore uno l’abbia già trovato. Ma si chiede in


continuazione se è davvero il giusto amore!

Un vecchio adagio recita: “L’amore più giusto è quello sbagliato”.


Niente di più falso. O almeno se non vogliamo razionalmente
decidere di soffrire una vita intera.

Come fare a riconoscere quando un amore è sbagliato? La risposta,


apparentemente semplice, è: quando la partner ci genera
sofferenza. E quando soffriamo? Soffriamo nel momento in cui non
vengono appagate le nostre esigenze fisiche e razionali. Quando,
praticamente, il bisogno è maggiore dell’appagamento ricevuto.

La soluzione più semplice a ciò sarebbe, allora, lasciarla, in quanto


abbiamo razionalmente capito che non è la donna che fa per noi.
Ma così facendo rimarremmo comunque sempre a lei legati; questo
perché ci siamo innamorati in quanto la persona in questione,
evidentemente, soddisfaceva la nostra sfera emotiva.

Come fare, quindi? Dobbiamo trovare un sistema per appagare la


sfera emotiva, ossia cercare nuovi “simboli” che possano “sfamare”
la nostra parte emotiva. Dobbiamo imporci di iniziare a guardarci
attorno: conoscere nuove persone, frequentare nuovi ambienti.
Saremo guidati dal nostro stesso inconscio che saprà identificare
nuovi stimoli a lui graditi.

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Quando avremo creato un nuovo stile di vita, la dipendenza verso


la vecchia “fonte” di appagamento emotivo verrà meno poiché
l’avremo sostituita con altre fonti e saremo appagati. In tal modo, il
vecchio “simbolo” sarà destabilizzato dal nostro inconscio e ci
potremo dedicare a creare una nuova relazione.

Naturalmente stavolta fate in modo che la nuova partner vi soddisfi


anche a livello logico-razionale e non solo a livello emotivo,
altrimenti sarete punto e daccapo. Ricordatevi, infatti, che l’uomo
per natura è alla continua ricerca del piacere e non della
sofferenza!

11. La donna a cui piaci.

Piaccio o non piaccio? E’ questo il dubbio che ti attanaglia quando


vorresti sedurre una donna per poi proseguire con delle avances,
non è vero? Così come te, anche tanti altri uomini si chiedono come
capire se si piace ad una donna.

L’hai conosciuta, l’hai invitata e ci sei uscito assieme. E ora?

Ora devi avere l’abilità di saperti destreggiare in tutte


le trappole che lei ti tenderà al fine di non sembrare uno dei tanti
che con le donne non ci sa fare.

Devi essere tu a fare dei test a lei, e non viceversa.

Innanzitutto, se sei alle prime armi, penserai che il semplice fatto


che lei ti sorrida, parli con te, venga a mangiare un gelato con te,
siano tutti indicatori di chissà che cosa.

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Dimenticatelo. Ma ti pare che aspettava te semplicemente per


ridere, parlare e mangiare un gelato? Aspettati di più prima di
buttarti.

Questi sono dei semplici macro-segnali che non hanno nessun


significato. Potrebbe anche fingere, per quanto le riguarda.

Per cui, non cascarci, non credere che solo per queste cose che ti
ho elencato, tu possa essere giustificato nel provare a baciarla o,
ancor meno, tu possa pensare di piacerle. Si tratta di semplici gesti
e comportamenti dovuti anche alla nostra cultura occidentale, al
quieto vivere ed allo stare assieme in tranquillità.

L’errore che non devi commettere, quindi, è quello di non cadere


nella sua esca. Non devi essere il pesciolino che abbocca,
insomma! Altrimenti sai cosa succederà? Ti scarterà, mettendoti
nel suo bell’acquario virtuale di pesciolini caduti nella sua rete.
Non ti sarai distinto dagli altri e quindi lei passerà avanti.

La cosa da fare, allora, è tenere massima l’attenzione e saper


gestire la situazione e non interessarsi di questi macro-segnali che
d’interesse non sono.

Quindi, fai finta di niente e ricambia l’interesse addirittura in


forma minoritaria. Solo così lei potrà essere spinta a fare
qualcosa di più eclatante nei tuoi confronti (non ti aspettare che si
tolga le mutande al bar, eh!) al fine di concedersi fisicamente.

Naturalmente, affinché tu la possa portare a ciò, devi renderle


un servizio analogico, ossia devi fare in modo che tu per lei possa
diventare una fonte di stimolazione energetica. A tal fine è
necessario che tu ti metta a studiare cos’è la psicologia

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analogica e la comunicazione non verbale. E per far ciò devi


continuare a seguirci e leggerci!

Solo in tal modo, infatti, potrai gestire e decodificare i veri segnali


d’interesse, naturali od indotti, che lei eventualmente ti paleserà.

E da ciò, potrai finalmente regolarti di conseguenza!

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