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Analisi armonica della sonata

k 380 per pianoforte di


Scarlatti
Storia Della Musica Moderna E Contemporanea
Università degli Studi di Messina
3 pag.

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Analisi – Sonata K. 380, D. Scarlatti (1685-1757)
La sonata di Scarlatti costituisce un punto di unione tra la sonata antica e quella
moderna. È in un unico tempo, solitamente divisa in due parti. La novità, rispetto alla
forma precedente e ciò che divenne poi una caratteristica della sonata moderna, risiede
nell’utilizzo di due temi che vengono trattati in tonalità differenti.
La sonata K380 è nella tonalità di Mi Maggiore. Nella prima sezione viene esposto il
tema nel tono di imposto, esso è costituito da due periodi che occupano 18 battute in
tutto. La prima semifrase (b. 1-2) è binaria con ritmo contrastante; la seconda
semifrase (b. 3-4) è anch’essa binaria con ritmo contrastante. Essa è completamente
affidata alla mano destra; nella seconda frase (b. 5-8) viene ripetuta la stessa melodia,
all’ottava inferiore, dunque eseguita dalla mano sinistra, con l’aggiunta di un Fa
ribattuto all’acuto paragonabile a un campanello. La frase a seguire (b. 9-12) è
costituita da due semifrasi di cui la prima affermativa, la seconda contrastante. La
battuta 12 è preliminare alla modulazione verso la dominante di Mi Maggiore, cioè il
Si Maggiore, in quanto i suoi accordi possono essere considerati come armonizzati sul
I grado di Mi, o sul IV grado di Si. Inoltre qui è presente l’elemento tematico
fondamentale che verrà poi riproposto nello sviluppo, cioè la sincope.

In queste battute si assesta il tono della dominante, ciò è suggerito dalla presenza del
La# e dalla cadenza sospesa alla dominante alle battute 16-18.
La seconda sezione della prima parte del brano inizia a b. 19, con l’esposizione del
secondo tema incentrato su un ritmo dattilico, nel tono di Si Maggiore, ed è costituita

da due periodi e le codette.


Il primo periodo è formato da frasi contrastanti; se l’autore non avesse inserito il
disegno di b. 19. Le semifrasi binarie sarebbero state affermative. Di fatto, tale prima

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semifrase, è di ritmo contrastante, in quanto la figura melodica prima affidata alla
mano destra, viene poi eseguita dalla sinistra e viceversa. La seconda semifrase ricalca
il ritmo dattilico iniziale per poi dispiegarsi in una successione di semicrome. La frase
b. 19-22 è tutta basata sul V grado con l’armonia del I e alternando la cadenza
composta consonante.
La seconda frase (b. 23-25) è costituita da una prima semifrase positiva ritmicamente,
e in riferimento all’armonia, l’ultimo quarto di battuta 23 è costruito secondo necessità
melodiche. Sul IV armonizzato con il V, formando un terzo rivolto di settima di prima

specie.
Il Sol è spiegabile come nona dell’accordo, mentre il Si è inserito come soluzione
melodica, o meglio undicesima, tra il La# e il Sol. Da battuta 27 viene riproposto
perfettamente uguale al primo il secondo tema. La linea melodica non supera l’ottava
ed è tendenzialmente statica, la stessa nota viene utilizzata come passaggio della

seccessiva e appoggiatura.
La prima frase (b. 27-30) ha le medesime caratteristiche di quella che inizia il periodo,
la seconda si presenta uguale nella prima semifrase b. 31-32, differente nell’altra; il
secondo periodo è dunque analogo al primo. Queste ultime battute (33-36) sono nel
tono della dominante, formano una coda di 4 misure riprendendo la testa del secondo
tema dattilico, insistendo fino alla battuta 36. La conclusione della prima parte della
composizione è costituita dall’ultima frase che ha due cadenze miste.
Viene affermato il tono del Si Maggiore e posto il segno del ritornello. A battuta 41
comincia l’ esposizione, ovvero la seconda parte della sonata, in cui sono trattati
elementi del I e del II tema: la sincope e il ritmo dattilico. La prima frase
(b. 41-44) è costituita da due semifrasi che hanno al loro interno entrambi gli spunti
dei temi, e sono a specchio tra loro: a-b/b-a. Inizia con l’accordo della dominante del
tono iniziale. A b. 45 comincia la seconda frase che modula alla relativa minore del
tono di impianto del brano, il Do# minore; ciò è evidente dalla presenza del Si #. ***
Questa frase è ternaria 8b.45-50), basata sulla dominante utilizzata in fondamentale e
in secondo rivolto; le semifrasi che la formano sono contrastanti ritmicamente a

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eccezione della seconda parte (b. 46-48-49). La prima (b. 45-46) è affine alla terza (b.
49-50). Lo sviluppo può toccare varie tonalità, tanto che modula ancora al Fa# minore
per le b.52,53. La modulazione diventa chiara nella seconda parte della semifrase
binaria. La terza frase del periodo è ternaria e copre le battute 51-56. Nella prima
semifrase ci sono i titmi del I e del II tema, la sincope e il dattilo; la seconda semifrase
è posiiva, con la terza ma soltanto ritmicamente. Infatti a b. 54 l’autore modula a Si
minore, ciò è reso evidente dal re bequadro il Sol bequadro e il La#.
A battuta 55 la melodia raggiunge il suo culmine con il Sol acuto per poi discendere

gradualmente.
Nel terzo periodo viene esposto il secondo tema nel tono di imposto, il Mi Maggiore.
Anche in questa seconda parte, come nella prima, il tema è diviso in due frasi
suddivise in semifrasi binarie contrastanti. Viene utilizzato il V grado in fondamentale
e il secondo rivolta; la melodia ascende fino al Mi a 61 e 62, per poi discendere a 64.
Da battuta 65 a 71 viene riproposto il secondo tema in Mi Maggiore uguale alla prima
esposizione. La conclusione, la coda si estende da b. 72 a 78: la prima semifrase è
affermativa al suo interno, la secondo e la terza lo sono tra di loro. Le due cadenze
finali sono miste: b. 75-76, 77-78.

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