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PROGETTO FENICE 2009

© Mantova Export – 2009

INDIA
LA DISTRIBUZIONE ALIMENTARE

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Indice: pagina

 India: il sistema economico …………………….……………………………..……... 3

 Commercio estero………………………………………………………………...…..…6

 Le importazioni indiane e l’interscambio con l’Italia……………………………………9

 Analisi della distribuzione alimentare …………………….……….………………...... 11

 Indirizzi importatori/distributori indiani di alimentari…….…………………………….13

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India: il sistema economico

Nota introduttiva: Nel corso del 2008 gli effetti della crisi globale si sono trasmessi all’economia
indiana, interessando dapprima il mercato finanziario e valutario e progressivamente estendendosi
all’economia reale. In una prima fase, avviatasi sin dall’inizio dell’anno, le turbolenze finanziarie
hanno determinato, come negli altri paesi emergenti, forti deflussi dei capitali esteri destinati agli
investimenti di portafoglio e ai prestiti, determinando un netto calo degli indici di borsa e il
deprezzamento della rupia, solo parzialmente contrastato dalle autorità monetarie indiane. Sin dal
quarto trimestre la produzione industriale ha ristagnato e le esportazioni hanno registrato una
netta diminuzione. L’autorità di politica monetaria ha risposto tempestivamente, fornendo liquidità
al sistema, abbassando a più riprese i tassi di riferimento, riducendo i requisiti di riserva
obbligatoria ed intervenendo nel mercato dei cambi. Più contenuti sono stati invece gli interventi
dell’esecutivo per stimolare la domanda interna. Gli analisti concordano nel sostenere che la forte
dipendenza da fattori interni di crescita possa, nel medio periodo, contenere gli effetti dello shock
esterno. Un fattore di preoccupazione rimane la condizione delle finanze pubbliche, deterioratasi
marcatamente nel 2008 a seguito dell’aumento della spesa in sussidi alimentari ed energetici.
Nonostante lo sforzo nel contrastare il deprezzamento della valuta, le riserve ufficiali rimangono su
valori storicamente elevati. Sussiste una notevole incertezza sull’entità del rallentamento
dell’economia nel corso del 2009. Le previsioni degli analisti e dei principali organismi
internazionali collocano la crescita nell’anno fiscale 2009/2010 attorno al 5-6%.

In anni recenti l’India ha attraversato un prolungato periodo di crescita, caratterizzato da stabilità


macroeconomica e finanziaria. Nello scorso quinquennio il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto
ad un ritmo annuo del 9%, quasi il doppio di quanto registrato sin dall’avvio delle riforme nei primi
anni novanta. La domanda interna ha avuto una dinamica vivace.
Tale evoluzione positiva è stata minata dall’aggravarsi della crisi economica e finanziaria
internazionale. La crisi è scoppiata nell’estate del 2007, quando il rallentamento del mercato
immobiliare statunitense ha messo in luce le difficoltà di alcuni intermediari finanziari che avevano
massicciamente investito in prodotti finanziari “strutturati”, legati all’andamento dei mutui ipotecari
concessi negli Stati Uniti a prenditori con basso merito di credito (cosiddetti subprime). Essa si è
poi trasmessa ad altri settori del sistema finanziario, caratterizzati dall’investimento in prodotti

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finanziari derivati e ad alta leva finanziaria e ha raggiunto i sistemi bancari. Solo più recentemente
le tensioni riguardanti gli intermediari finanziari si sono trasmesse all’economia reale delle
principali economie avanzate provocando una diffusa contrazione del prodotto e la crescita della
disoccupazione.

Dall’inizio del 2008 l’economia indiana ha mostrato un graduale rallentamento, principalmente di


natura ciclica. Alcuni effetti delle turbolenze finanziarie connesse alla crisi dei subprime si sono
tuttavia manifestati già dall’inizio dell’anno. In particolare, l’accresciuta avversione al rischio sui
mercati finanziari, aveva determinato massicci disinvestimenti dai mercati azionari dei Paesi
emergenti, con marcate flessioni dei corsi. Il rallentamento dell'economia si è concentrato nel quarto
trimestre (5,3 per cento sui dodici mesi), riflettendo la flessione delle esportazioni (3,0 per cento), e
il rallentamento della domanda interna (al 7 per cento). In particolare, si è più che dimezzata la
dinamica degli investimenti fissi lordi (al 5,3 per cento), prima sospinta dal massiccio afflusso di
capitali dall’estero e dall’alta redditività delle imprese. Al rallentamento della spesa delle famiglie si
è contrapposto un forte aumento di quella pubblica, in connessione con l’allentamento della
disciplina fiscale da parte del Governo uscente.
Nell’ultimo trimestre il settore dei servizi (in particolare, il comparto delle costruzioni, dei trasporti,
telecomunicazioni, del commercio e alberghi), motore della crescita negli anni precedenti, ha
segnato una netta decelerazione. Anche l’attività nel manifatturiero, più sensibile al ciclo
internazionale, ha risentito del minore stimolo proveniente dalla domanda estera: la crescita
dell’indice della produzione industriale si è pressoché arrestata.
Nel 2008 si è interrotto il sentiero di consolidamento delle finanze pubbliche, avviatosi nel 2004
con l’adozione di obiettivi di disavanzo pubblico vincolanti sia per il centro, sia per i 28 stati
federati. In particolare, la spesa pubblica ha superato ampiamente le previsioni iniziali del governo:
vi ha contribuito l’ingente impegno di risorse destinate ai sussidi pubblici per l’acquisto dei prodotti
alimentari ed energetici e dei fertilizzanti, nonché l’introduzione di nuove misure di sostegno al
reddito dei lavoratori agricoli e un consistente aumento degli stipendi nel settore pubblico.

Le conseguenze occupazionali del rallentamento economico in India sono di difficile


quantificazione. Da un lato, il grado di incertezza delle statistiche sul mercato del lavoro è estremo,
poiché circa il 90% dell’occupazione avviene nel settore informale. Dall’altro, non esistono
rilevazioni a carattere congiunturale in questo campo. Le valutazioni raccolte in materia sono
estremamente eterogenee. Nel quarto trimestre del 2008, secondo un sondaggio straordinario
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condotto dal Ministero del Lavoro presso un campione di industrie manifatturiere, sarebbero
avvenuti 500mila licenziamenti.
Nel complesso il sistema bancario indiano ha sinora risentito meno che in altri Paesi asiatici
dell’impatto della crisi, per effetto della scarsa esposizione verso l’esterno e per l’ancora
preponderante controllo pubblico nel settore. Dall’inizio delle turbolenze, fra le banche indiane solo
la principale banca privata (ICICI) ha registrato svalutazioni connesse con la crisi per circa 260
milioni di dollari, un ammontare esiguo se confrontato con quello delle principali banche
internazionali.
La maggior parte delle banche indiane ha chiuso il quarto trimestre del 2008 con forti profitti,
ascrivibili principalmente ai guadagni derivanti dalla detenzione di un’ampia quota di titoli di stato
indiani nel portafoglio.

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Commercio estero:

Il sistema economico indiano sta progressivamente cambiando forma. Economia rigidamente


pianificata sin dall’indipendenza, l’India ha assimilato negli ultimi anni il libero mercato ed i
principi su cui esso si fonda. Nonostante ciò, l’integrazione del Paese nel sistema multilaterale degli
scambi, avviata nel 1991 assieme al processo di riforme interne, è ancora un’opera incompiuta, che
la complessa democrazia indiana, con i suoi contrappesi e logiche consensuali persegue in maniera
non sempre lineare.
L’India ha aumentato progressivamente il suo interscambio commerciale con il resto del Mondo,
che nel giro di soli 5 anni è passato da circa 141.992 milioni di dollari (nel 2003/04) a 414.343
milioni di dollari (2007/08). Nel quinquennio in questione le importazioni indiane hanno comunque
sempre superato le esportazioni. Il deficit della bilancia commerciale è passato da - 14.306,64
milioni di dollari nel 2003/04 a -27.981,5 milioni nel 2004/05, –46.075,19 milioni nel 2005/06, –
59.341,42 milioni nel 2006/07. Nel 2007/08 si registra un deficit di –88.535,01 milioni di dollari. I
dati relativi ai primi nove mesi dell’anno fiscale in corso (aprile-dicembre 2008-09) indicano un
incremento del 78,53% del disavanzo commerciale salito a -104.699,80 milioni di dollari e
confermano quindi il trend che vede nella crescita indiana una progressiva forbice fra la sua tutto
sommato limitata capacità di esportazione e la molto più accentuata propensione a colmare la
crescente domanda interna con beni di importazione.
Secondo fonti del Ministro del Commercio e dell’Industria indiano, l’India ha fatto registrare, nei
primi 9 mesi del 2008/09, un incremento delle importazioni pari al 36.77%, giungendo a quota
235.409,58 milioni di dollari, contro i 172.119,48 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno
precedente. Le esportazioni sono state pari a 130.709,78 milioni di dollari, con un incremento del
15,19%, rispetto ai 126.262,68 dell’aprile-dicembre 2007/08.
Le importazioni indiane sono, per il 76%, concentrate entro dieci delle categorie individuate dal
Sistema Armonizzato. Di esse, il 34%, pari a 79.635,32 milioni di dollari, è costituito dal petrolio,
la principale voce d’importazione, dato che l’India deve importare 70% del proprio fabbisogno
energetico. La crescita, pari al 46,33% in termini di controvalore, è dovuta all’incremento della
domanda interna e risulta solo in parte imputabile alla corsa al rialzo del prezzo del greggio che ha
caratterizzato i primi mesi dell’anno fiscale.
Prescindendo dalle risorse naturali, le importazioni dell’India riflettono un’economia in
trasformazione, in cui il diffuso aumento del potere d’acquisto ha portato ad un cambiamento nelle

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richieste dei consumatori, influenzando molti settori dell’industria indiana. Uno dei settori più
influenzati è quelle dei macchinari per l’industria, in quei comparti dove l’India cerca di
riqualificare la propria capacità manifatturiera: nei primi nove mesi dell’anno fiscale in corso.
Nella composizione delle esportazioni indiane, nel periodo in esame, al primo posto troviamo
sempre le risorse collegate agli oli minerali, con 22.783,35 milioni di dollari con una crescita del
17,43% rispetto all’anno precedente. Seguono, le pietre e i metalli preziosi, rimaste stazionarie
rispetto allo stesso periodo del 2007-08 (+0,09%), con un valore di 14.614,23 milioni di dollari; le
macchine strumentali 8.339,0 milioni di dollari (+29,36%), i macchinari da trasporto 7.802,86
milioni di dollari (+66,75%) e i prodotti chimici e farmaceutici (+22,91%) per un valore di 6.491,01
milioni di dollari.
È particolarmente interessante l’aumento delle esportazioni nei prodotti farmaceutici finiti,
rappresentati soprattutto dai cosiddetti “farmaci generici”, a dimostrazione della spettacolare
crescita della farmaceutica indiana e delle aziende leader, che stanno anche acquisendo società e
brevetti all’estero (Ranbaxy, Sun Pharmaceuticals, Cipla, Dr Reddy’s Laboratories, Nicholas
Piramal India Ltd, Wockhardt Ltd e Biocon).
Gioca anche un ruolo importante il ramo della siderurgia, nonostante l’incapacità di soddisfare la
domanda interna: il comparto dei metalli lavorati ha fatto registrare un aumento delle esportazioni
pari al 21,23% per un valore di 5.927,12 milioni di dollari.
Anche il settore dei tessuti e dell’abbigliamento ha un peso importante nella composizione delle
esportazioni indiane, rappresentando circa il 10% del totale dell’export.
L’Unione Europea nel suo complesso costituisce il primo partner commerciale dell’India, anche se
le Autorità indiane stentano ancora a riconoscere la UE come un interlocutore unico e ad apprezzare
i notevoli vantaggi che scaturirebbero per ambo le parti dall’appianamento di una serie di
contenziosi di settore.
Secondo dati di fonte indiana, per il periodo aprile-dicembre 2008/2009, i dati dell’interscambio
con l’Unione Europea a 27 sono i seguenti: importazioni indiane = 31.289,74 milioni di dollari,
ossia il 13,29% del totale; esportazioni dall’India = 28.670,36 milioni di dollari, pari al 21,93% del
totale.
Se non si considera l’Unione Europea, il principale mercato di sbocco per i prodotti indiani è quello
degli Stati Uniti d’America, raggiunto principalmente da articoli di gioielleria, in particolare da
diamanti, e da articoli di abbigliamento. È interessante notare come le statistiche dei primi 9 mesi
del 2008/2009 facciano stato di un forte incremento delle esportazioni verso gli Emirati Arabi, con
una quota oramai quasi analoga agli USA.
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Nell’anno finanziario in corso, il principale mercato europeo per i prodotti indiani è quello
olandese, raggiunto principalmente da prodotti della raffinazione del petrolio (55% del totale
esportato nei Paesi Bassi). Il Regno Unito è risultato il secondo mercato più importante
all’interno dell’Unione Europea, seguito dalla Germania, Belgio e Italia.
L’India si era fissata il target di raggiungere una quota pari all’1.5% del commercio mondiale ed
aveva l’ambizione di toccare quota 195 miliardi di dollari di esportazioni entro la fine del 2009.
Alla luce della crisi economica mondiali tali previsione devono necessariamente essere riviste al
ribasso.

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Le importazioni indiane e l’interscambio con l’Italia

Le statistiche ufficiali indiane per i primi nove mesi del corrente anno finanziario (aprile- dicembre
2008-09) confermano la crescita dei volumi di scambio (+13,36%), rispetto allo stesso periodo del
precedente anno finanziario.
Si riscontra negli ultimi anni un trend dell’interscambio bilaterale in costante ascesa, seppure ad un
ritmo rallentato rispetto ai valori dei precedenti esercizi, con un positivo risultato sul saldo della
bilancia commerciale fra i due Paesi che dopo aver raggiunto quasi il pareggio lo scorso anno, ha
registrato nel periodo aprile-dicembre 2008- 09 un dato positivo per l’Italia.
Nel dettaglio, le esportazioni italiane verso l’India hanno toccato nel periodo in esame la cifra di
3.427,65 milioni di dollari, con una crescita del 24,57%, rispetto allo stesso periodo del precedente
anno. Un risultato positivo che tuttavia riflette il rallentamento del commercio mondiale dell’ultimo
anno, affievolendo il trend di crescita particolarmente sostenuto degli ultimi due anni: +44% per
l’intero anno finanziario 2006-07 e 45,9% nel 2007-08. Si noti che il dato 2008-09 non ha
modificato sostanzialmente la quota di mercato italiana (1,46 rispetto a 1,6 del precedente anno)
rispetto al totale delle importazioni indiane. L’Italia, in questo quadro, si colloca oggi ventitreesima,
basando le proprie esportazioni verso l’India soprattutto su macchinari elettrici ed elettronici, in
particolare macchine utensili per l’industria.
Le esportazioni indiane verso l’Italia hanno raggiunto i 2.844,83 milioni di dollari, con una crescita
modesta (2,27%) rispetto al precedente periodo 2007-08. Per l’intero esercizio finanziario 2007-08
la crescita delle esportazioni verso l’Italia è stata del 9,26% (3.911,54 milioni di dollari).Le
esportazioni indiane verso l’Italia consistono principalmente in prodotti dell’industria siderurgica,
macchinari e veicoli e prodotti dell’industria tessile.
Sempre secondo dati di fonte indiana l’interscambio bilaterale ha raggiunto nei tre trimestri
dell’esercizio finanziario 2008-09 i 6.272,48 milioni di dollari (+13,36 rispetto al precedente
periodo). Il dato annuale 2007/2008 (7.809,75 milioni di dollari ) aveva registrato un incremento di
circa 25% rispetto al 2006/07. La crescita complessiva dell’interscambio commerciale dell’India
con il resto del mondo nel corrente esercizio finanziario è stata del 28,20%.
Se i volumi complessivi dell’interscambio bilaterale tra India ed Italia appaiono ancora modesti,
risultano molto confortanti la loro curva ascendente e la continua crescita del dato percentuale di
incremento.
Su tale dato hanno inciso probabilmente sia la prioritaria attenzione riservata all’India dalle
istituzioni italiane e dalle associazioni industriali negli ultimi anni, sia la progressiva integrazione

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dei due sistemi economici, anche attraverso lo stabilimento di società italiane in territorio indiano e
l’avvio di joint venture. L’incremento dei volumi relativi alle esportazioni italiane in India di
macchinari industriali (soprattutto in campo tessile e calzaturiero), uniti a un incremento nei due
sensi dei prodotti semilavorati in pelle, testimoniano un processo di delocalizzazione su filiere
produttive integrate, che riguarda soprattutto la piccola e media industria. In altri termini, la
graduale riconversione dell’economia indiana da economia trainata essenzialmente dai servizi ad
economia complessa, con un mix di manifatturiero e di terziario, ha certamente giocato a favore
dell’Italia, che vede nelle macchine utensili la sua prima voce di export.
Appare peraltro fondamentale consolidare una strategia basata non solo sul commercio ma anche su
un più forte radicamento delle rispettive realtà produttive nei due Paesi. La tradizionale debolezza
italiana in fatto di investimenti in India, unita al ritardo con cui, almeno fino al 2008, ci siamo mossi
sul versante dell’attrazione degli investimenti indiani in Italia, rischia infatti di rendere il dato
dell’interscambio commerciale effimero e poco sostenibile nel medio - lungo periodo.

Principali esportazioni indiane verso l’Italia:


tessili e abbigliamento; veicoli e loro parti; accessori per abbigliamento; cotone; ferro e acciaio;
calzature e loro parti; prodotti chimici organici; macchine e componenti per industria meccanica;
macchine elettriche e loro parti; pelletterie in genere (escluso calzature); altri prodotti tessili; pelli
grezze e cuoio; caffè, the, spezie; pietre e sali naturali; macchine ed impianti elettrici; pietre
preziose e perle; articoli in ferro e acciaio; plastica; estratti per concia delle pelli, pigmenti e colori;
fibre tessili artificiali; pesci e crostacei; ecc. ecc.

Principali importazioni indiane dall’Italia:


macchine e componenti per industria meccanica; macchine elettriche e loro parti; prodotti chimici
di base; macchine utensili; apparecchi audiovisivi; articoli in ferro e acciaio; articoli ottici,
fotografici, di misura e medicali; forniture per progetti specifici; prodotti chimici vari; veicoli e loro
parti; motori, generatori e trasformatori elettrici; prodotti farmaceutici; utensileria in metallo.

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Analisi del sistema distributivo alimentare in India

Nota introduttiva: rispetto al pensiero comune, l’India risulta essere un Paese ancora molto
lontano dal sistema della Grande Distribuzione Organizzata che solitamente immaginiamo. Circa il
90% del mercato alimentare è ad appannaggio dei piccoli dettaglianti locali. Esistono solo pochi
grandi distributori che si rivolgono ai supermercati. Il sistema è ancora basato su questi
dettaglianti che il più delle volte si rivolgono agli agricoltori direttamente oppure ai produttori
locali di alimentari e bevande. Tuttavia esistono anche importatori/distributori locali che sfruttano
una piccola quota di mercato per proporre i prodotti importati ai supermercati locali.

I GRANDI GRUPPI

Bharti Retail è una filiale del gruppo Bharti


Enterprises. Bharti Retail opera attraverso una
BHARTI ENTERPRISES LIMITED catena di negozi “multi-format” offrendo ai
Aravali Crescent 1, propri consumatori prezzi abbordabili, buona
Nelson Mandela Road, Vasant Kunj, Phase II qualità e una vasta scelta di prodotti.
New Delhi - 110070 I negozi più piccoli del Gruppo operano
Tel. 0091 11 46666100 - 42666500 attraverso il marchio "Easyday" mentre i
Fax 0091 11 4166-6137 supermercati appartengono al marchio “Easyday
market”.

Hindustan Unilever Limited (HUL) è una delle


più grandi aziende indiane che si occupano di
prodotti al consumo ed in particolare di prodotti
per la casa, per la cura della persona e di
alimentari e bevande in genere. I marchi
HINDUSTAN UNILEVER LIMITED
dell’HUL spaziano attraverso 20 distinte
House 165/166,
categorie di consumatori.
Backbay Reclamation, Mumbai -
L’azienda impiega più di 15.000 addetti.
400020 Maharashtra
L’HUD divide il mercato con l’associata
Tel. 0091-22-39830000
UNILEVER che detiene il 52,10% del capitale.
Fax. 0091-22-22871970
I prodotti HUD-UNILEVER vengono distribuiti
Web site: http://www.hul.co.in
in circa 100 Paesi del Mondo.
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Dabur India Limited è il quarto più grande


gruppo di distribuzione dell’India con un
fatturato di circa 600 milioni di dollari. Con
un’esperienza di circa 125 anni opera nei

DABUR LTD seguenti settori: cosmetica per capelli, cura della

Kaushambi Ghaziabad - persona, salute, cosmetici in generale, pulizia

201010 Uttar Pradesh della casa ed alimentari in genere.

Tel. 0091 120 3982000 - 3001000 (30 Lines)

Sino a qualche mese fa risultava essere uno dei


più grandi distributori di prodotti alimentari in
India.
Subhiksha iniziò la propria attività nel 1997 con
solo 150 negozi e raggiungendo circa 1.600
punti vendita nel 2008. Purtroppo, al momento,
a causa di un crack finanziario l’azienda si trova
in serie difficoltà, quasi all’orlo del fallimento.

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Importatori indiani di alimentari

1. FORTUNE GOURMET SPECIALITIES PVT LTD


107 Adhyaru Industrial Estate
Sun Mill Compound
Lower Parel, Mumbai 400013
Tel: 0091-22-24926844/ 45/ 46/ 48
E-mail: sales@fortunegourmet.com
Web site: www.fortunegourmet.com

2. OLIVE TREE TRADING PVT LTD


2406 East Street, Pune
Maharashtra 411001
Tel: 0091-020-66011771
fax: 0091-020-66021902
E-mail: info@olivetreetrading.org

3. R R OOMERBHOY PVT LTD


5 Soona Mahal, 2nd Floor
143 Marine Drive, Veer Nariman Road,
Mumbai 400020
Tel: 0091-22-66399000
Fax: 0091-22-22026929
E-mail: info@rropl.com

4. GVCM TRADING PVT LTD


1145, 13 A, Main Road, Judicial layout
GKVK Post
Bangalore, karnataka 560065
Tel: 0091-080-65972998/ 28463885
Fax: 0091-080-28463886
E-mail: chrispohl@gvcm.co.in

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5. SIGANPORIA BROS
4 New Scale Building
Inside Crawford Market
Mumbai 400001
Tel: 0091-22-23439907/ 23445819/ 23442718
Fax: 0091-22-23434719
E-mail: siganporia@vsnl.com

6. TAJIR PRIVATE LIMITED


Adie Mansion, 1st floor, 334 M.S. Road
Mumbai 400 007, INDIA.
Tel: 9122-23010446, 23090244, 20386077
Fax: 9122-23078761
E-mail: aliasger@tajir.com
Web site: www.tajir.com

7. ROVIN IMPEX PVT LTD


2nd Jayshivshanker Co-op Society
Shivaji park Road No. 5
Mahim 400016, Mumbai
Tel: 0091-22-32916948
Fax: 0091-22-24461455
E-mail: feedback@rovinimpex.com

8. L - COMPS & IMPEX PVT LTD


R. No. 1, Oswal Niwas, S N Road
Mulund (West)
Mumbai 400080
Tel: 0091-22-25948434-3580
Fax: 0091-22-25963620
Cell: 0091-9323047346
E-mail: mukesh@lcomps.com / dama_dhiraj@mtnl.net.in

Via Portazzolo n. 9 – 46100 Mantova (I) – Tel 0039 0376 326207 Fax 0039 0376 365428
Web site: www.export.mn.it - Email: info@export.mn.it
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PROGETTO FENICE 2009
© Mantova Export – 2009

9. SAKSHAM IMPEX PVT LTD


321-S, Ground Floor, Chirag Dilli
New Delhi 110017
Tel: 0091-11-41630336/ 29253545
Fax: 0091-11-41664819
E-mail: info@sakshamimpex.com / ashish@sakshamimpex.com
Web site: www.sakshamimpex.com

10. SURESH KUMAR & CO (IMPEX) PVT LTD


A-17 Sonu Towers, 2nd Floor
Dr. Mukherjee Nagar Commercial Complex
Delhi 110009
Tel: 0091-11-27651001/ 27652001
Fax: 0091-11-27653938
E-mail: info@skco.in
Web site: www.skco.in

11. R P GOURMET FOODS PVT LTD


84, 1st Floor, Khizrabad, New Friends Colony
New Delhi 110065
Tel: 0091-11-26932950/ 2951/ 26925323
Fax: 0091-11-26923031
E-mail: sales@rpgourmet.co.in
Web site: www.rpgourmet.co.in

12. G AND T GLOBAL TRADING


No. 165 Sainik Farms
18 Western Avenue
New Delhi 110062
Tel: 0091-9999914992
Fax: 0091-11-23414419
E-mail: gary@geecees.net

Via Portazzolo n. 9 – 46100 Mantova (I) – Tel 0039 0376 326207 Fax 0039 0376 365428
Web site: www.export.mn.it - Email: info@export.mn.it
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PROGETTO FENICE 2009
© Mantova Export – 2009

13. RODAA JI COMPANY


1st Floor, GI-30, Main GT Karnal Road
Industrial Area, Delhi 1100033
Tel: 0091-11-32978964/ 32988607
Fax: 0091-11-27111906
E-mail: rodaajicompany@yahoo.co.in

14. JAGUAR FRESH FOODS PVT LTD


C-108, 1st Floor
New Sabzi Mandi, Azadpur
Delhi 110033
Tel: 0091-9810554239
E-mail: jfreshfood@gmail.com / manohar@jaguarfreshfood.com

15. ADVANCED LIFE SCIENCES PVT LTD


D-22 Okhla Industrial Area, Phase 1,
New Delhi 110020
Tel: 0091-9810020484/ 9810014050
E-mail: kaggarwal@alspl.com / sgmed@del2.vsnl.net.in

16. EPICURE FROZEN FOODS & BEVERAGES PVT LTD


70/B-1 Industrial Area, main Rama Road
New Delhi 110015
Tel: 0091-11-45762222
E-mail: sanjaytandon@epicure.in

Via Portazzolo n. 9 – 46100 Mantova (I) – Tel 0039 0376 326207 Fax 0039 0376 365428
Web site: www.export.mn.it - Email: info@export.mn.it
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