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Nato a Chicago (Illinois), Potter ha passato gran parte della sua infanzia a

Columbia, nella Carolina del Sud dove sua madre insegnava psicologia alla
South Carolina University.
Manifestò un precoce interesse verso la musica e divenne presto un vero e
proprio bambino prodigio, padroneggiando diversi strumenti tra cui la chitarra
e il pianoforte, fino a giungere, verso i dieci anni d'età, al sax, contralto prima,
tenore poi.
Chris Potter iniziò la sua esperienza in ambito jazz professionale all'età di soli
13 anni, conquistando subito un certo devoto seguito a livello locale. All'età di
18 anni sì trasferì a New York per frequentare il college, prima alla New
School University, quindi alla Manhattan School Of Music, dove ebbe come
insegnante il pianista Kenny Werner, col quale stabilì una duratura amicizia,
culminata con la registrazione, nel 1994, di un album in duo.
Nello stesso periodo entrò nuovamente in contatto con il grande trombettista
Red Rodney, con cui aveva già suonato durante un festival jazz a Columbia.
Quelli passati tra le file della band di Rodney furono quattro anni importanti
per Chris Potter, che gli permisero di affinare le sue abilità a fianco di un
gigante del bebop, fino a poco tempo prima della scomparsa dello stesso
Rodney, nel 1994.
Dopo la laurea presso la Manhattan School Of Music, nel 1993, Potter iniziò
una lunga serie di collaborazioni per musicisti del calibro di (oltre ai già citati
Kenny Werner e Red Rodney): Patricia Barber, Marian McPartland, Mingus
Big Band, Paul Motian, Ray Brown, Jim Hall, James Moody, Dave Douglas,
Joe Lovano, Wayne Krantz, Mike Mainieri, Steve Swallow, Steely Dan, Dave
Holland, Joanne Brackeen, e altri, oltre che incidere album a suo nome.
Nel 1998 il suo CD Vertigo (etichetta Concord Jazz) venne inserito tra i 10
migliori dischi jazz dell'anno sia dalla rivista Jazziz Magazine che dal New
York Times. Venne candidato per un "Grammy Award for Best Jazz
Instrumental Solo" (premio Grammy come miglior assolo jazz strumentale)
per la sua performance nel disco Pink Elephant Magic di Joanne Brackeen.
Nel 2000, è stato il più giovane artista a ricevere il Premio Jazzpar, uno dei
più prestigiosi riconoscimenti mondiali in ambito jazz, conferito in Danimarca
da una giuria internazionale di esperti del settore.
Chris Potter viene considerato, grazie alle sue eccellenti abilità tecniche, alla
versatilità con cui affronta diverse situazioni musicali, e al suo temperamento
sperimentale e innovativo, come uno dei migliori sassofonisti jazz viventi.
Attualmente calca le scene jazz mondiali principalmente con la sua band
chiamata Underground (titolo del corrispondente progetto discografico,
pubblicato nel 2006), ma anche come side man per artisti come Pat Metheny
con il quartetto Unity Band, Dave Holland Herbie Hancock e altri.
Setup[modifica | modifica wikitesto]
Potter suona prevalentemente il sax tenore e soprano. Possiede diversi
strumenti: al tenore un Selmer Super Balanced Action matricola 34###
(modello transitional) appartenuto a Michael Brecker ed un Selmer Mark VI
matricola 96xxx, con imboccatura Otto link Florida STM Double Ring e
Florida No USA, ance Rico/D'Addario 3 Medium unfiled.
Suona poi un sax soprano Selmer Mark VI con imboccature artigianali di
Johannes Gerber, un sax contralto Selmer Mark VI con becco Brilhart Tonalin
(o Aaron Drake "Charlie Parker", come nelle recenti apparazioni con l'Axis
Saxophone Quartet), e un vecchio clarinetto basso, sempre Selmer, degli
anni '20, con becco Bundy. Attualmente risiede a New York, con sua moglie e
suo figlio.
Discografia[modifica | modifica wikitesto]
Come leader[modifica | modifica wikitesto]
• 1994 - Presenting Chris Potter (Criss Cross Records) con John Swana,
Kevin Hays, Christian McBride, Lewis Nash
• 1994 - Concentric Circles (Concord Records)
• 1995 - Sundiata (Criss Cross) con Kevin Hays, Doug Weiss, Al Foster
• 1995 - Pure (Concord)
• 1996 - Moving In (Concord) con Brad Mehldau, Larry Grenadier, Billy
Hart
• 1997 - Unspoken (Concord) con John Scofield, Dave Holland, Jack
DeJohnette
• 1998 - Vertigo (Concord) con Kurt Rosenwinkel, Scott Colley, & Billy
Drummond
• 2001 - Gratitude (Verve Records) con Kevin Hays, Scott Colley, & Brian
Blade
• 2002 - Traveling Mercies (Verve) con John Scofield, Adam Rogers,
Kevin Hays, Scott Colley, Bill Stewart
• 2004 - Lift: Live At The Village Vanguard (Sunnyside Records) con
Kevin Hays, Scott Colley Bill Stewart
• 2006 - Underground ( Sunnyside) con Adam Rogers, Craig Taborn,
Wayne Krantz, Nate Smith
• 2007 - Follow the Red Line: Live at the Village Vanguard (Sunnyside)
con Adam Rogers, Craig Taborn, Nate Smith
• 2007 - Chris Potter 10: Song For Anyone
• 2009 - Underground - (Ultrahang)
• 2010 - Chris Potter and The DR Big Band - (Transatlantic)
• 2013 - The Sirens - (ECM)
• 2015 - Imaginary Cities - (ECM)
• 2017 - Dreamer Is the Dream - (ECM)
• 2019 - Circuits - (Edition Records)
In Duo[modifica | modifica wikitesto]
• Chris Potter - Kenny Werner: Concord Duo Series vol. 10 (1994,
Concord Jazz)
Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Chris Potter con Dave Holland in concerto al Willisau Jazz Festival 2008 (Willisau,
Svizzera)
• Red Rodney: Then and now (1992, Chesky)
• James Moody: Moodys' Party. Live at the Blue Note (1995, Telarc)
• Mingus Big Band: Gunslinging Birds (1995, Dreyfus)
• Steely Dan: Alive in America (1995, Giant)
• Antonio Sanchez: "Migration" (1997)
• Steve Swallow: Deconstructed (1997, ECM/WATT)
• John Patitucci: Now (1998, Concord Jazz)
• Jim Hall: Jazzpar Quartet + 4 (1998, Storyville)
• Joanne Brackeen: Pink Elephant Magic (1999, Arkadia Jazz)
• Paul Motian: 2000 + One (1999, Winter & Winter)
• John Patitucci: Imprint (2000, Concord Jazz)
• Dave Holland Quintet: Prime Directive (2000, ECM)
• Antonio Faraò Quartet: "Thorn" (2000, Enja)
• Dave Holland Quintet: Not For Nothing (2001, ECM)
• Larry Carlton: Deep Into It (2001, Warner Bros.)

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