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La  materia  è  tutto  ciò  che  occupa  uno  spazio  e  possiede  una  massa:  essa  è  formata  da 

atomi. Dal greco ​a​ = senza e t​ omè​ = dividere, significa quindi indivisibile.  
Oggi  ci  appare  cosa  ovvia  e  nota  da  sempre  che  la  materia  sia  fatta  di  atomi  men​tre  si 
dimentica  che  la  teoria  della  costituzione  della  materia  è  una  conquista  scientifica 
relativamente  recente.  Solo  nel  1808  infatti  il  chimico  inglese  John  Dalton  (1766-1844) 
propose  la  sua  versione  del  modello  atomico,  in  cui  l'atomo veniva descritto come una sfera 
solida  e  compatta  e  che  si  basava  su  diversi  postulati,  tra  cui  il  più  famoso  recitava:  la 
materia è fatta di particelle microscopiche, indivisibili e indistruttibili chiamate atomi.  
Dopo  di  lui  altri  scienziati  formularono  ipotesi  diverse  soprattutto  riguardo  la  composizione 
interna  dell'atomo:  Thomson,  scienziato  importante  perché  a  lui  si  deve  la  scoperta 
dell'elettrone,  propose  il  ”modello  a  panettone”  (1904).  In  base  ai  dati  allora  disponibili, 
Thomson  immaginò  che  gli  elettroni  (negativi)  fossero  dispersi  come  gli acini di uvetta in un 
panettone,  in  una  massa  elettricamente  positiva,  in  modo  da  determinarne  l'equilibrio  delle 
cariche.  

 
 
Nel 1909 ​Rutherford fece un importantissimo esperimento. Lo scopo era, essenzialmente, quello 
di  verificare  la  validità  del  modello  di  Thomson,  ma  i  risultati  furono  sbalorditivi  e  non  poterono 
che contraddirlo. ​Lo schema è riportato nella figura. 
Delle  particelle  alfa  vengono  lanciate  (la  velocità  è  elevatissima)  in  modo  da  attraversare  una 
lamina  d’oro  sottilissima.  ​Uno  schermo  fluorescente  venne  posizionato  tutt’intorno  alla  lamina 
d’oro,  in  modo  da  evidenziare  l’arrivo  di  ogni  particella  alfa.  Attraversando  gli  atomi  della 
sostanza,  esse  dovrebbero  essere  deviate  solo  leggermente  e  diffuse  sulla  parete  di  fondo.  Ciò 
che,  invece,  capita  è  del  tutto  inatteso.  Molte  particelle  non  vengono  assolutamente  deviate, 
mentre  altre  mostrano  deviazioni  maggiori  di  90°,  ossia  tornano  letteralmente  indietro!  Da 
queste osservazioni Rutherford deduce che: 

L’  atomo  è  essenzialmente  vuoto​:  poiché  le  particelle  alfa  hanno  una  massa  circa  7  500  volte 
maggiore  rispetto  a  quella  di  un  elettrone,  per  passare  indisturbate  oltre  la  lamina  (e ciò accade 
per  più  del  99%  di  esse)  non  devono  trovare  ostacolo  nelle  masse  dei  singoli  atomi  di  oro.  La 
massa di ciascun atomo d'oro deve essere concentrata in una regione particolare: i​ l nucleo​. 

Il  nucleo  è  carico  positivamente​:  il  nucleo  deve  essere  circa  10​4​-10​5  ​volte  più  piccolo  di quello 
dell'atomo  e  deve  essere  carico  positivamente:  solo  così  si  possono  spiegare  le  notevoli 
deviazioni nella traiettoria. 

Il  modello  è  di  tipo  planetario​:  dal  momento  che  la  materia  è  impenetrabile,  bisogna  supporre 
che  gli  elettroni  debbano  occupare,  in  qualche  modo  lo  spazio  intorno  al  nucleo.  In  prima 
approssimazione gli elettroni possono essere immaginati come i pianeti attorno al Sole. 

L’  atomo  è  elettricamente  neutro​:  il  numero  degli  elettroni,  carichi  negativamente,  deve  essere 
uguale  a  quello  delle  cariche  positive  presenti  nel  nucleo,  per  cui  l'atomo,  nel  suo  complesso,  è 
neutro​. 

Lo  stesso  Rutherford  chiama  ​protoni  le  più  piccole  particelle  positive:  ​il  nucleo  di  un  atomo 
neutro deve essere formato da tanti protoni quanti sono gli elettroni​. 

Il  modello  di  Rutherford,  seppur  geniale  non  fu  quello  definitivo:  fu  il  fisico  danese  Bohr  a 
delineare un modello atomico che ancora oggi viene considerato corretto. 

Oggi  possiamo  definire  l'atomo  come  la  più  piccola  particella  (non  elementare)  di  un  elemento, 
che  ancora  conserva  le  caratteristiche  chimiche  dell'elemento  stesso.  Gli  atomi  sono  particelle 
piccolissime  il  cui  diametro  si  misura  comunemente  in  Angstrom  (1A=  10​-10  m).  Il  numero  dei 
protoni,  e  quindi  quello  degli  elettroni,  di  un  atomo  è  detto  numero  atomico  Z:  a  ogni  numero 
atomico  corrisponde  un  elemento  chimico.  Il  numero  totale  di  protoni  più  quello  dei  neutroni 
viene  detto  numero  di  massa  A.  Per  ogni  elemento  chimico  il  numero  atomico  è  costante,  ma  il 
numero  di  massa  può  variare,  perché  può  variare  il  numero  dei  neutroni.  Atomi  di  uno  stesso 
elemento con numero diverso di neutroni si dicono isotopi dello stesso elemento. 

La  particella con massa minore è l’elettrone, il protone e il neutrone possiedono una massa simile 
che  è  circa  1836  volte  quella  dell'elettrone.  Perché  la  massa  dell'elettrone  è  piccolissima  non 
viene  considerata  nel  calcolo  della  massa  atomica  ovvero  il  “peso”  dell'atomo.  Gli  elettroni 
orbitano  attorno  al  nucleo,  ma  non  lo  fanno  in  modo  casuale:  si  possono  posizionare  a distanze 
ben precise in aree sempre più grandi dette gusci elettronici.  
 
 
Ogni  guscio  elettronico  può  ospitare  un  numero  massimo  di  elettroni:  non  più  di  2  elettroni 
nel  primo  guscio,  non  più  di  8  nel  secondo  e  nel  terzo  guscio,  non  più  di  18  elettroni  nei 
gusci esterni.  
 
 
Per approfondire: 
https://www.youtube.com/watch?v=3wsajyJofWU 
https://www.youtube.com/watch?v=HUf2cyNztC8&t=35s 
https://www.youtube.com/watch?v=CLBWrdbk6-Q