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ERBORISTERIA

415 Erboristeria Domani Lug/Ago 2019


domani•
ISSN 1127-6320 Bimestrale. Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, LO/MI

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LUG-AGO

Monografia La cura delle ferite • Cosmesi bio 10 falsi miti • Schede colturali Salvia • Etnobotanica Nardo
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ERBORISTERIA
domani•
Sommario
EDITORIALE • La filiera è vitale: adesso occorre “fare sistema” 7

MERCATO
FILO DIRETTO • M. Zorzetto 8
FIERE 14
PUBBLIREDAZIONALE 20
Buon Compleanno Mosqueta’s®
COMPANY NEWS 22
Giubileo Botanicals: una nuova linea di integratori
e un supporto informativo per gli operatori e il pubblico

PAGINE PROFESSIONALI
AGENDA 24
COSMESI BIO 26
Cosmetici naturali e biologici:
10 falsi miti • in collaborazione con NATRUE
CRONACHE COSMETICHE 30

SCIENZA E TECNICA
REVIEW FITOCOSMESI 36
Aggiornamenti di fitocosmesi • P. Poggi
SPAZIO FITOTERAPIA 44
Fitoterapia e nutrizione: dati ed evidenze dalla ricerca • M. Monti
MONOGRAFIA 54
Piante che guariscono le ferite • L.C. Bernini, M. Bernini e P. Poggi
SCHEDE COLTURALI 80
Salvia • S. Biffi

CULTURA
ETNOBOTANICA 84
Nardo, profumo di spiritualità • G. Ambu, L. Cornara
RECENSIONI 94

ED FLASH - Aziende in erboristeria 95

ED415.indb 3 12/07/19 08:59


ERBORISTERIA
domani•
Direttore responsabile
Elenco Inserzionisti
Francesco Redaellifr@ceceditore.com
Biokyma • www.biokyma.com 15
Direttore scientifico
Demetrio Benellidemetrio.benelli@erboristeriadomani.it
Esi • www.esi.it IV COP
Coordinatore redazionale
Serena Ponsosp@ceceditore.com Esperis • www.esperis.it1

Marketing Manager Etnacare • www.etnacare.com35


Sara Coriglianosc@ceceditore.com
Giubileo Botanicals • www.giubileobotanicals.com5
Impaginazione e web
Serena Dorisd@ceceditore.com
Giulia Gilardigg@ceceditore.com Helan • www.helan.it II COP

Autori Italchile • www.italchile.it25


Gabriele Ambu, Maurizio Bernini, Lina Cecchi Bernini,
Sauro Biffi, Laura Cornara, Marcello Monti, L’Amande • www.lamande.it III COP
Hana Mušinovic̀, Paolo Poggi, Maddalena Zorzetto

Foto di copertina: Achillea millefolium L’Erbolario • www.erbolario.com79

Stampa e fotolito Minardi Erbe • www.minardierbe.it43


Gruppo Stampa GB - Cologno Monzese (MI)
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.
353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma Natexpo • www.natexpo.com6
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Iscrizioni Solimè • www.solime.it2


Elenco Periodici della Cancelleria: Trib. MI n. 264 del 26-6-1978.
Registro Nazionale della Stampa: (L 416/1981) in data 28-10-1982
con il n. 467 Specchiasol • www.specchiasol.it93

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Comitato Scientifico
• Italia biennale € 150.00
Laura Cornara
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Professore Associato di Botanica Generale, DISTAV Università
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IVA assolta dall’editore. Luca Gelardi

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parziale, è soggetta a preventiva approvazione della CEC Editore. Alberto Manzo
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dati in suo possesso, forniti dagli abbonati, fatto diritto, in ogni
Agroalimentare
caso, per l’interessato di richiederne gratuitamente la rettifica o
la cancellazione ai sensi del D.lgs 196/03. L’Editore non assume Fausto Mearelli
responsabilità per le opinioni espresse dagli Autori e per eventuali
errori riportati negli articoli. Il materiale pubblicitario si intende Direttore Scientifico - Erbamea
essere conforme a standard etici: la stampa di tale materiale non
costituisce la garanzia della qualità del prodotto e della veridicità Paolo Morazzoni
dei claim. Scientific Advisor Indena

Paolo Poggi
CEC Editore pubblica anche: Chimico e documentalista
L’Integratore Nutrizionale - Cosmetic Technology
Make Up Technology - Legislazione Cosmetica Marinella Trovato
Libri scientifici nell’area cosmetica, nutrizionale e erboristica
Presidente SISTE, Società italiana di scienze applicate alle piante
officinali ed ai prodotti per la salute
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tel 02 4152943
EDITORE info@ceceditore.com • www.ceceditore.com Professore Emerito Università degli Studi di Firenze

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EDITORIALE

La filiera è vitale: adesso


occorre “fare sistema”
A un anno dall’approvazione del D.L. 21/05/18 n.75, la nuova legge quadro sulla coltivazione e la prima trasfor-
mazione, la sua influenza sulla filiera officinale ci appare ancora più profonda di quanto allora potessimo preve-
dere, e in molti auspicare.
In questi mesi, con sorpresa e interesse, abbiamo avuto modo di imbatterci più di una volta nella riscoperta, da
parte di produttori locali, di varietà officinali particolarmente rare, legate a tradizioni e spesso a consuetudini ali-
mentari del loro territorio che parevano del tutto scomparse, e che invece si conservavano sotto la cenere.
Nello stesso tempo siamo venuti a contatto con coltivatori e, cosa ancora più inconsueta, con raccoglitori di piante
officinali che hanno proseguito la loro attività in tutti questi anni; ma se prima sembravano delle monadi chiuse
in se stesse, destinate a esaurirsi nel tempo, oggi appaiono portatori di esperienze con interessanti potenzialità
per il futuro.
Numerosi sono gli incontri che continuano a svolgersi nelle varie regioni (dalla Basilicata al Friuli, dalla Toscana alla
Liguria, passando anche per Roma), dove addetti ai lavori e pionieri del nostro settore si stanno incontrando con
gli operatori dell’assistenza tecnica, le organizzazioni dei produttori, e con molti giovani imprenditori agricoli desi-
derosi di sapere come orientarsi e come muovere i primi passi.
Molti di questi incontri hanno potuto giovarsi di dati scientifici e sperimentali, che nel frattempo sono stati rac-
colti con lavori di ricerca realizzati in ambito accademico, in risposta a specifiche richieste di imprese e produttori
o nel contesto di progetti di ricerca strutturati e finalizzati.
In questi stessi mesi si è aperta la discussione, a partire dal Tavolo di Filiera, sulla biodiversità officinale e sulla
raccolta delle specie spontanee, e si è rinnovata l’attenzione per la ripresa di piani di formazione tecnica ad hoc.
La tematica del biologico e della diffusione di un sistema agricolo ecologico e sostenibile, connessa sia alla rac-
colta di prodotto spontaneo sia alla creazione di progetti di coltivazione, finora così poco frequentata dal settore
erboristico, è diventata una visione comune e un presupposto condiviso.
La deregolamentazione della coltivazione delle officinali come normale pratica agricola ha di fatto dato il via a pro-
getti imprenditoriali di dimensioni importanti, in previsione di un potenziamento del mercato e della possibilità di
ricercare nuovi sbocchi all’estero.
E i diversi progetti di cooperazione internazionale in corso, con la partecipazione di enti e organizzazioni italiane,
hanno cominciato a dialogare tra loro, condividendo pratiche e risultati, e passandosi il testimone da un progetto
all’altro.
Questa dinamica attiva della filiera primaria sta determinando anche un nuovo impulso alle iniziative rivolte al
mercato, con la nascita di nuove proposte fieristiche, in Italia e all’estero.
In un momento cosi vitale, le scelte strategiche che possono nascere da un’approfondita analisi e da una visione
critica delle trasformazioni in atto nei mercati, in Italia e all’estero, possono portare il mondo delle officinali a evol-
vere da fenomeno di nicchia a comparto trasversale e innovativo.
“Fare sistema”: un’idea sulla quale invitiamo tutti a riflettere partecipando al forum che, con la collaborazione della
nostra rivista, nascerà il prossimo settembre al Flormart di Padova.

Demetrio Benelli

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MERCATO • Filo diretto a cura di Maddalena Zorzetto

ESI
ridurre il peso e aumentare la diuresi
Non sempre è sufficiente seguire una dieta sana ed equilibrata e svolgere attività fisica per controllare il peso
corporeo. In questo caso può essere utile associare al regime ipocalorico un integratore in grado di aiutare a
perdere peso in modo naturale. Nasce, dalla ricerca ESI, Cassia Nomame, un integratore in ovalette contenente
oltre 500 mg di Cassia Nomame, con l’aggiunta di Orthosiphon. La Cassia Nomame è una pianta tropicale che
appartiene alla famiglia delle leguminose. Originaria dell’Africa meridionale, attualmente cresce spontaneamente
in alcune zone dell’Asia sudorientale e del Sud America. Ricca di flavonoidi, cate-
chine e altre sostanze che inibiscono l’azione delle lipasi pancreatiche, riduce l’ap-
petito ed è coadiuvante nelle diete ipocaloriche per il controllo del peso.
L’integratore contiene ben 500 mg di estratto secco titolato di Cassia Nomame
ed estratto secco di Orthosiphon, dalla spiccata azione diuretica, utile in caso di
ritenzione idrica e coadiuvante nel trattamento della cellulite, poiché favorisce
l’eliminazione delle tossine che la provocano.
L’abbinamento di Cassia Nomame e Orthosiphon è quindi la strategia perfetta
per un effetto dimagrante e drenante completo. Il prodotto è adatto anche ai
vegani.

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Solimè
trattamento trifasico anticellulite e drenante
Quando la quantità di tossine supera la capacità di smaltimento da parte dell’organismo, si ha un accumulo
nocivo che porta a reazioni infiammatorie.
Per migliorare l’aspetto e il tono della pelle con cellulite e ritenzione idrica, per gambe subito più toniche e leggere,
Solimè ha creato un Trattamento Intensivo Anticellulite in tre fasi: un trattamento naturale per favorire il dre-
naggio dei liquidi corporei e contrastare la cellulite. Il trattamento si compone di tre prodotti: un Concentrato
Depurativo che contrasta la cellulite dall’interno, favorendo il drenaggio dei liquidi accumulati. La presenza di
Orthosiphon espleta proprietà diuretiche, depurative e drenanti, e Centella, normalizzante dello scambio
trofico tra microcircolazione e tessuti, in sinergia con la Spiraea ulmaria, decongestionante naturale del
sistema circolatorio, aiuta l’organismo a contrastare l’invecchiamento cellulare, prevenire le infiamma-
zioni dei tessuti e combattere la ritenzione idrica. Il Siero attivatore, grazie alla presenza di Arnica e
Gaulteria, rilascia effetti vasodilatatori e stimolanti sulla circolazione, ulteriormente poten-
ziati dal massaggio del pratico applicatore in dotazione del prodotto.
Il Fango drenante attivo svolge un efficace peeling naturale per un
immediato miglioramento dell’aspetto della pelle. Gli oli essenziali
di Betulla e Ippocastano, in esso contenuti, agiscono sulle infiam-
mazioni e stimolano drenaggio e circolazione.

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Filo diretto • MERCATO

L’Amande
RIBES NIGRUM in una nuova linea
Il Cassis (Ribes nigrum) è una pianta dalle caratteristiche bacche nere dal sapore asprigno. Molto utilizzato sia
in fitoterapia, per contrastare i malanni stagionali e per le sue virtù antinfiammatorie, sia in campo cosmetico,
per le proprietà antiossidanti naturali, è ricchissimo di vitamina C e di oli essenziali, da cui si ricava la preziosa
assoluta dall’intensa profumazione verde, con note speziate attraversate da un meraviglioso ventaglio floreale.
L’Amande Aromatique sta percorrendo il sentiero delle “assolute”, le essenze più nobili e preziose donate
dalla natura, e, come novità, propone l’assoluta di Cassis. Le sostanze funzionali che caratterizzano la linea sono:
assoluta di Cassis, acido ialuronico, olio di Vinaccioli, olio di Argan, burro di Karité, vitamina E, glicerina vegetale.
Eau de Parfum Cassis, esplosione di nobili fragranze, è la punta di diamante della linea. Le fresche note di
testa verdi e agrumate del Mandarino, del Bergamotto, del Litchi e del Limone sono armoniosamente fuse su
un fondo decisamente speziato. Il cuore fiorito è impreziosito dall’assoluta di Cassis, che conferisce alla com-
posizione eleganza e carattere. Perfetta per ogni occasione, può essere indossata sia al lavoro sia durante una
serata importante.
La linea elegante e profumata Cassis Supremo si compone di prodotti delicati per la detersione, adatti per tutta
la famiglia: un Bagno Doccia ad alta concentrazione e un Detergente Mani & Corpo con comodo dosatore.
E dopo 135 anni di produzione di sapone tradizionale, viene proposto in un elegante astuccio il Sapone
Profumato Cassis Supremo, con truciolo di origine vegetale al 100% arricchito con burro d’Oliva, burro di
Karité e vitamina E.
Per favorire l’idratazione e la miglior emollienza è possibile utilizzare la Crema Corpo Cassis Supremo. Si assorbe
rapidamente ed è ricca di attivi importanti quali la vitamina E, dalle proprietà antiossidanti, e l’acido ialuronico,
che favorisce la formazione del collagene. Gli oli di Argan e di Vinaccioli sono nutrienti, ideali antiage e utili per
pelli secche o mature. Non contiene parabeni, siliconi, oli minerali, PEG e coloranti.
Con il Deodorante Spray Cassis Supremo analcolico è possibile conferire un tocco di freschezza alla giornata,
ideale per le pelli delicate e sensibili. Il profumo dalle note di testa leggermente agrumate esplode con l’assoluta
di Cassis che ne costituisce il prezioso cuore. Protegge a lungo contrastando la flora batterica responsabile dei
cattivi odori, senza inibire la naturale traspirazione cutanea.
La strada aperta dall’assoluta di Cassis si conclude
con l’Acqua Profumata, che può essere nebuliz-
zata direttamente sul corpo, evitando viso e occhi.
L’applicazione può essere ripetuta più volte durante
la giornata, per sentirsi sempre in ordine, profu-
mate e in forma. I componenti della gamma non
contengono SLES/SLS, PEG, parabeni e coloranti.

www.lamande.it

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MERCATO • Filo diretto

Fitomedical
contro ansia e stress
Per gestire al meglio condizioni di ansia e di stress, con una benefica azione sul rilassamento e sul benessere
mentale, Fitomedical ha messo a punto Serenday Omeostat®, un integratore alimentare a base di estratti di
piante officinali.
L’integratore armonizza i sistemi di risposta a stimoli ansiogeni e a stress bio-psico-sociali favorendo l’equilibrio
psicologico; aiuta a prevenire gli effetti somatici della tensione nervosa, che può condizionare negativamente il
ritmo cardiaco e respiratorio e le funzioni gastrointestinali, vascolari, ecc.; migliora la qualità del sonno fisiologico,
che rigenera le energie psico-fisiche; sostiene il generale benessere psicofisico, favorendo l’equilibrio emotivo e
allentando le tensioni somatiche; contribuisce a proteggere dal danno ossidativo cerebrale, che può pregiudi-
care l’efficienza cognitiva e mnemonica; non rallenta le funzioni intellettive e non provoca sonnolenza diurna.
Serenday è un prodotto Omeostat®, il marchio che identifica i preparati Fitomedical concepiti
per sostenere la naturale capacità dell’organismo di conservare il proprio equilibrio (omeostasi).
La formulazione dell’integratore associa ingredienti, con proprietà salutistiche mirate e comple-
mentari, selezionati per contenere gli effetti degli stimoli ansiogeni: Albizzia ((Albizia julibrissin),
gli antichi cinesi la consigliavano per calmare lo spirito di soggetti ansiosi e irritabili, con sen-
sazioni di oppressione nel petto, dolore gastrico, dimenticanze e insonnia; Withania ((Withania
somnifera), adattogeno, aiuta a sostenere il tono psicofisico nello stress con spossatezza, ner-
vosismo (confusione mentale), disturbi infiammatori e spasmodici; Giuggiolo ((Ziziphus jujuba
Mill.), favorisce la calma ed è particolarmente indicato dalla tradizione cinese per alleviare stati
di agitazione con palpitazioni, insonnia e sudorazione profusa, soprattutto
notturna; Poligala (Polygala tenuifolia Willd.), descritta nella farmaco-
pea orientale come rimedio per rilassare la mente e calmare le emozioni,
aiuta ad attenuare ansia con rimuginii, smemoratezza e somatizzazioni.

www.fitomedical.com

Erbamea
per ridurre stancHezza e affaticamento
Da Erbamea un integratore di vitamine, MultiVitaminico Energy, che espleta più azioni mirate al normale fun-
www.helan.it
zionamento dell’organismo. Niacina, acido pantotenico, riboflavina, acido folico, vitamina B6 e B12 contribuiscono
a ridurre stanchezza e affaticamento; vitamina E aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo; tiamina e
biotina supportano il buon funzionamento del sistema nervoso; vita-
mina C sostiene il sistema immunitario; vitamina D mantiene le ossa in
buona salute; vitamina A contribuisce a preservare una capacità visiva.
La sinergia di questi attivi e l’arricchimento della formula con coenzima
Q10 rendono questo integratore un valido aiuto per mantenere le varie
funzioni dell’organismo in condizioni di normale benessere.

www.erbamea.it

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Filo diretto • MERCATO

Helan
PER CONTRASTARE PIDOCCHI E LENDINI
La miscela di pregiati olii vegetali extradelicati, particolarmente adatti alle pelli più sensibili, e la mirata asso-
ciazione di fiori di Lavanda, olii di Andiroba e Neem, attivi contro i parassiti, risultano fortemente irritanti per
le vie respiratorie del pidocchio, per le stesse lendini e ne ostacolano la riproduzione e lo sviluppo. Helan ha
messo a punto un Olio e uno Shampoo Specifico per combattere l’insediamento di questi fastidiosi parassiti.
La forma spray no-gas favorisce la distribuzione uniforme dell’olio che, finemente nebulizzato, coprirà il corpo
degli insetti con una sottile pellicola. Inoltre, renderà più difficoltosa l’adesione delle lendini che, sotto l’azione
del pettine, scivoleranno via unitamente ai pidocchi.
Lo shampoo specifico rappresenta l’ideale coadiuvante nel trattamento cosmetico della pediculosi, gradevole
ed efficace. Arricchito degli estratti di semi di Pompelmo, fiori di Lavanda e corteccia d’Amargo, svolge un’a-
zione preventiva, creando un ambiente contrario all’insediamento degli sgraditi ospiti, ostacolandone così
la proliferazione. La sua delicata formulazione, studiata per un uso frequente, deterge la cute dei bambini
lasciando i capelli soffici, morbidi e docili al pettine. Infine, la Lozione
Preventiva, la cui formula è ricca dei principi attivi dei semi di
Pompelmo, fiori di Lavanda e corteccia d’Amargo, rende l’am-
biente ostico all’attecchimento di pidocchi e lendini, riducendo
il rischio di contagio per contatto. Dotata di erogatore spray
no-gas, questa lozione si distribuisce uniformemente sui capelli
proteggendoli dalle aggressioni.

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Aboca
CONTRO AFTE E STOMATITI AFTOSE
Dalla ricerca Aboca viene proposto OroBen, il collutorio per afte, gengiviti, piccole lesioni e igiene orale quotidiana.
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OroBen Collutorio orale è un dispositivo medico che riduce il dolore e favorisce la guarigione di afte, stomatiti
aftose ricorrenti, gengive infiammate e piccole lesioni della bocca dovute, ad esempio, a trattamenti dentari o
all’uso di apparecchi ortodontici e dentiere. Agisce grazie a Resinox FP, un complesso molecolare
naturale frutto della Ricerca Aboca, composto da polisaccaridi, resine e flavonoidi che creano sulla
mucosa una barriera attiva dalla duplice azione protettiva-idratante e antiossidante. Grazie a questi
meccanismi, il prodotto svolge un’azione antinfiammatoria indiretta e favorisce la riparazione tis-
sutale riducendo i tempi di guarigione. Inoltre, l’olio essenziale di Menta esplica un’azione rinfre-
scante lasciando in bocca una piacevole sensazione di freschezza, utile anche a ridurre l’alitosi che
spesso accompagna le gengiviti. OroBen Collutorio permette di raggiungere ogni parte del cavo
orale mediante sciacqui e gargarismi, consente la rimozione di agenti irritanti e favorisce, quindi,
il controllo del microambiente, l’igiene e la protezione della bocca.

www.aboca.it

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MERCATO • Filo diretto

Specchiasol
la giusta energia per tutti
I sali minerali, seppur presenti in piccole quantità (complessivamente rappresentano solo
il 6,2% del peso corporeo), svolgono funzioni fondamentali per la salute e il benessere
dell’organismo nel suo complesso, in quanto sono necessari per molti processi fisiolo-
gici, ad esempio quelli per il metabolismo energetico. Essi devono essere assunti quoti-
dianamente ed è necessario un loro corretto apporto nutrizionale tramite un’equilibrata
alimentazione; tuttavia, in particolari condizioni, come ad esempio nel caso di un’ali-
mentazione povera di nutrienti, un aumento del fabbisogno energetico, una perdita di
sali minerali a causa di stress e una sudorazione eccessiva, può essere necessaria un’integrazione specifica di sali
minerali per favorire il benessere corporeo. La formulazione di Vitavit®, creato da Specchiasol, con magnesio e
potassio, contribuisce alla normale funzione muscolare e del sistema nervoso, oltre a favorire il regolare metaboli-
smo energetico e il fisiologico equilibrio elettrolitico. Magnesio e potassio sono sali minerali essenziali per il nostro
organismo e una loro carenza può manifestarsi con eccessiva stanchezza e spossatezza, variazioni dell’umore (tra
cui stato di eccessiva preoccupazione e nervosismo), fastidi e crampi muscolari. Nella formulazione rientrano anche
la taurina e la vitamina B6: la taurina è un aminoacido solforato che svolge un’attività simile e complementare a
quella del magnesio, e che per essere attivato ha bisogno della vitamina B6, coinvolta nella sintesi di neurotra-
smettitori come la dopamina, la serotonina e l’acido gamma-amminobutirrico (GABA). La vitamina B6 partecipa
alla sintesi dell’amminoacido taurina, alla sintesi dell’emoglobina, alla produzione del collagene e alle difese immu-
nitarie. È indispensabile per la formazione dell’amminoacido cistina e per la sua incorporazione nelle unghie e nei
capelli, e può agire solo se viene attivata dal magnesio. Le manifestazioni da carenza comprendono irritabilità, dif-
ficoltà digestive, secchezza del cuoio capelluto e calo delle difese immunitarie. Il fabbisogno di Vitamina B6 è pro-
porzionale al consumo di proteine. Esso aumenta in gravidanza e in seguito al consumo eccessivo di alcol.

www.specchiasol.it

L’Erbolario
grandi profumi, piccolo formato
Per mettere a disposizione dei suoi numerosi fans una piccola collezione delle sue fragranze di maggior
successo, L’Erbolario ha creato Fiorite, una gamma di profumi da portare sempre con sé (in formato
da 15 ml), da scegliere e combinare a seconda delle occasioni e del proprio look. Per lei Iris, un profumo
elegante e sensuale dagli inconfondibili accenti fioriti e cipriati; Papavero, nel quale due anime si
fondono: la natura campestre e spensierata di questi fiori di campo e il fascino misterioso
del Papaver orientalis; 3 Rosa dove Rosa centifolia, Malvarosa e Pepe rosa si incontrano per
creare una fragranza stuzzicante e raffinata, maliziosa come la femminilità più vera e Muschio
Bianco, dal sentore intenso e duraturo, che racconta di luoghi lontani, affascinanti ed esotici.
Unisex Fior di Salina, una cartolina olfattiva del mediterraneo, in cui le note saline e acquati-
che si uniscono ai sentori aromatici e agrumati della vegetazione litoranea e Fiore dell’Onda
le cui note fresche evocano le suggestioni delle onde del mare e del soffio frizzante del vento.

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Filo diretto • MERCATO

Phitofarma
le molteplici proprietÀ della Bava di lumaca
Recentemente, la ricerca nel campo cosmetico si
è focalizzata sulla valorizzazione delle fonti natu-
rali. Tra queste spicca la bava di lumaca, secre-
zione naturale composta da mucopolisaccaridi
combinati con acido glicolico, allantoina, colla-
gene, elastina, proteine e vitamine; un concen-
trato eccezionale di sostanze nutritive e rigene-
ranti. Dai laboratori Phitofarma è stata creata
una nuova linea, caratterizzata dalla presenza di
questo prezioso attivo, che raggruppa diverse
referenze. Il Siero Viso che, grazie alla sua
formula super concentrata al 75% di bava di lumaca e alla texture leggera e setosa, aiuta la pelle a rigenerarsi
e a ritrovare le sue fisiologiche funzioni, facendola apparire più compatta, luminosa, levigata e idratata. Dotato
di importanti proprietà rigenerative, riduce notevolmente le cicatrici, oltre a prevenire e attenuare le rughe. La
Crema Viso rigenerante e antiossidante nutre la pelle migliorandone tono ed elasticità. Possiede una naturale
azione esfoliante, riducendo visibilmente gli inestetismi cutanei dovuti ad acne, bruciature, macchie e cicatrici.
La Maschera Viso rappresenta un trattamento innovativo che conferisce alla pelle del viso nuova luminosità e
ripristina il naturale equilibrio idrolipidico dell’epidermide. Patches borse occhi offrono un concreto aiuto per
contrastare rughe, borse e occhiaie. La bava di lumaca, di cui questi cerotti sono ricchi, grazie alle sue proprietà
antibatteriche, cicatrizzanti, esfolianti, schiarenti e antiage, contribuisce a ricostruire e a rigenerare le cellule ripri-
stinando lo stato naturale della pelle, mentre l’escina ha una forte azione vaso protettiva ed è fortemente efficace
nel trattamento dei ristagni dei liquidi nei tessuti. Le patches sono poi arricchite con Tè verde, dall’azione dre-
nante sul microcircolo; Ginkgo biloba, costituito da bioflavoni che favoriscono la circolazione periferica; Edera ed
Equiseto che stimolano i fibroblasti nel derma conferendo elasticità ai tessuti. L’Aloe vera, ricca di vitamine, mine-
rali e aminoacidi contrasta i danni arrecati dalle radiazioni e ha proprietà emollienti, ammorbidenti e rinfrescanti.

www.phitofarma.it

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MERCATO • Post fiere

Vitafoods Europe 2019 ottiene


l’ISO Sustainability Certificate
ed è record di visitatori ed espositori
V
isitatori: 24.211, questo è il
numero che sancisce il record di
Vitafoods Europe 2019, che si
è tenuto a Ginevra, in Svizzera, dal 7 al 9
maggio, con un incremento dell’affluenza
del 15% rispetto al 2018 e una superficie
espositiva che si amplia del 10% per fare
spazio a ingredienti, prodotti finiti, packa-
ging e terzismo.
A conferma di questo grande successo,
più di tre quarti delle aziende espositrici
ha già confermato la propria partecipa-
zione per il 2020.
Anche il Vitafoods Education Programm
ha fatto ritorno, e quest’anno la parteci-
pazione totale a tutti i teatri è stata di ben quello che noi facciamo. Ci sono tutti gli ingredienti, tutti i fornitori,
4082 persone. clienti e partner in un unico posto. Ogni anno ci prepariamo per questo
Abbiamo messo a confronto le dichiara- appuntamento che ci ripaga di tutti i nostri sforzi”.
zioni degli organizzatori e degli espositori Quest’anno gli organizzatori hanno incoraggiato l’industria a riunirsi
dell’evento. tramite eventi di networking, tavole rotonde e seminari, per compren-
Chris Lee, Managing Director Health & dere al meglio come poter concretizzare un futuro più sostenibile. Per
Nutrition Europe a Informa Markets, ha gli organizzatori era importante anche assicurare che pratiche soste-
affermato che: “I numeri dimostrano la nibili fossero in atto in ogni aspetto della manifestazione, contando
volontà dell’industria nutraceutica di riu- anche sull’impegno di fornitori che condividessero questa visione. Così
nirsi. Il nostro target iniziale era di 22.000 l’evento è stato alimentato grazie ad energia rinnovabile e sono stati
visitatori e siamo riusciti a fare anche introdotti nuovi regolamenti per la costruzione degli stand, che preve-
meglio. Questo momento di incontro tra devano l’utilizzo di materiali riutilizzabili anziché monouso. Vitafoods
visitatori, espositori, distributori e dele- Europe è dunque stato il primo evento Informa ad ottenere il certifi-
gati conferma che Vitafoods Europe resta cato ISO 20121 Event Sustainability Management System, uno stan-
un appuntamento fondamentale per il dard che aiuta le organizzazioni nel promuovere le attività sostenibili.
settore”. Ben Wielgus, Head of Sustainability, Informa, ha ricordato: “La soste-
Dan Peizer, Global Head of Marketing nibilità è passata dall’essere un elemento differenziatore ad un ele-
for Consumer Health and Business mento essenziale. Grazie al suo eterogeneo mix di visitatori, Vitafoods
Development for North America, Catalent, Europe è il luogo ideale per comprendere come indirizzarsi verso un
espositore a Vitafoods Europe 2019, ha futuro più sostenibile”.
confermato queste sensazioni dichiarando: “La nostra missione, aggiunge Chris Lee, è quella di modellare l’indu-
“Vitafoods Europe è il posto ideale per stria alimentare al fine di assicurare una salute ottimale alle persone

RO
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Post fiere • MERCATO

Nell’ambito del Sustainability Square, la nuova area


dedicata agli ultimi insight in termini di marketing
e consumatori, è stato chiesto ai visitatori di espri-
mere la loro opinione su come poter migliorare la
sostenibilità dell’industria nutraceutica. Tra le nuove
aree inaugurate nel 2019, la Regulatory Clinic, a
cui hanno preso parte gli esperti della European
Federation of Associations of Health Products
Manufacturers (EHPM), che hanno fatto chiarezza
sui nuovi regolamenti a livello UE e globale, e la
Clinical Trials Zone, che ha fornito una guida step-
by-step sul processo di sperimentazione clinica.
Chris Lee conclude: “I progressi che abbiamo com-
piuto quest’anno sono davvero incoraggianti:
e al pianeta. Una gestione responsabile degli eventi e la stiamo già guardando avanti al 2020, e oltre, per esser
condivisione delle conoscenze sono due punti fondamen- certi di raggiungere il nostro obiettivo a lungo termine,
tali a tale fine. Ecco perché incoraggiamo le persone a che è quello di creare una food economy globale real-
fare network, a discutere e confrontarsi durante i nostri mente circolare, in grado di assicurare un equilibrio tra
eventi”. E continua: “L’ottenimento della certificazione una produzione sufficiente e sostenibile”.
ISO per la sostenibilità mostra i progressi che abbiamo
compiuto verso una supply chain più trasparente e Per informazioni
sostenibile”. www.vitafoods.eu.com

IL PREBIOTICO NATURALE
CHE NUTRE E SOSTIENE I
MICRORGANISMI UTILI
DELL’INTESTINO

INULINE
36 CAPSULE
VEGETALI
GOS DA 600 mg
FOS

PSILLIO

BARDANA

RODIOLA TARASSACO

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MERCATO • Anteprima fiere

A SANA la rivoluzione bio


SANA • Bologna • 6-9 settembre 2019

L
a 31° edizione di SANA, Salone
internazionale del Biologico e del
Naturale, si terrà a Bologna dal 6
al 9 settembre 2019. Organizzato da
BolognaFiere, in collaborazione con
AssoBio e FederBio, con il patrocinio del
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare e il supporto di ITA,
(Italian Trade Agency), è la destinazione
per il business collegato al mondo del bio-
logico; la piattaforma di confronto cultu-
rale sui temi a esso collegati, il luogo in cui
incontrare operatori provenienti da tutto
il mondo.
Inoltre, la prossima edizione della manife-
stazione si svolgerà in concomitanza con La manifestazione si articolerà in tre macro settori:
“Gli stati generali del bio”, due giornate di • FOOD, che avrà come protagoniste le più importanti aziende del
confronto sull’indirizzo strategico del com- settore alimentazione biologica italiana e internazionale (padiglioni
parto promosse da AssoBio e FederBio. 29 e 30);
“Le novità dell’edizione 2019 rafforze- • CARE&BEAUTY, lo spazio dedicato ai produttori di cosmetici biolo-
ranno ulteriormente SANA come piatta- gici e naturali, prodotti per la cura del corpo, integratori alimentari
forma di confronto per il biologico e per e prodotti/servizi naturali per la cura della persona (padiglioni 25 e
la discussione di temi fondamentali per il 26);
futuro, in termini economici e ambientali” • GREEN LIFESTYLE, che infine proporrà tecnologie, prodotti e solu-
dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di zioni ecocompatibili per uno stile di vita sano e responsabile (padi-
BolognaFiere. glione 28).
L’offerta espositiva di SANA si completerà con
un ricco programma di convegni, workshop,
seminari e un’importante azione di incoming di
delegazioni commerciali estere; nel 2018 sono
stati più di 2000 gli incontri programmati tra le
aziende espositrici e i buyer internazionali.
Confermata anche per il 2019 la presentazione
dell’Osservatorio SANA, con un focus dedi-
cato al dimensionamento dell’export italiano
dei prodotti agroalimentari biologici (a cura di
Nomisma).
Inoltre, per essere ancora più coerente con i
temi al centro della manifestazione, SANA 2019
si trasformerà in evento “plastic free” negli

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Anteprima fiere • MERCATO

ambiti della ristorazione, riducendo così, ulteriormente, sulla sua correlazione con fattori essenziali in chiave pro-
l’impatto ambientale dell’evento. spettica come la biodiversità, la protezione delle acque
L’edizione 2019 di SANA vedrà riconosciuta e accresciuta e il climate change.
la sua centralità per il mondo del biologico, grazie allo Nella prima giornata di lavoro antecedente l’apertura
svolgimento a Bologna, nelle giornate del 5 e del 6 set- della fiera, “Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio”
tembre, dell’iniziativa “Dalla rivoluzione verde alla rivo- andrà a toccare, con un approccio multidisciplinare, i temi
luzione bio”, due giornate di “Stati generali del bio” con d’interesse fondamentali per lo scenario 2030 dell’agri-
confronti ad alto livello, in cui si delineeranno le scelte coltura biologica e, nella seconda giornata, attiverà un
strategiche per il futuro dell’agricoltura e di ambiti fon- momento di dibattito con le principali istituzioni e i più
damentali come la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente rilevanti attori nazionali e internazionali della filiera.
e il corretto utilizzo delle risorse.
L’evento, promosso da BolognaFiere in collaborazione
con FederBio e AssoBio, andrà a stimolare una rifles- Per informazioni
sione sul ruolo del biologico per l’agricoltura italiana e www.sana.it, www.rivoluzionebio.it

Natexpo 2019 Paris: opportunità


per le imprese italiane
NATEXPO • Parigi • 20-22 ottobre 2019

T
orna nella Capitale la manifestazione che da oltre Più di 250 espositori di questa edizione proverranno
trent’anni accompagna la crescita del settore in dall’estero; la superficie occupata al Natexpo 2019 da
Francia, con una particolare attenzione alle inizia- società non francesi è aumentata del 40% rispetto all’ul-
tive volte a promuovere i rapporti con l’estero. tima edizione di Parigi di due anni fa. Diciotto paesi sono
Il prossimo ottobre, buyer e decisori del settore biolo- già rappresentati e Natexpo accoglierà per la prima volta
gico francese e internazionale si incontreranno al Paris alcuni padiglioni nazionali. Alla manifestazione saranno
Nord Villepinte Exhibition Centre per l’edizione 2019 di presenti 9 regioni francesi, tra cui la regione del Grand
Natexpo, la manifestazione professionale e internazio- Est che ha annunciato la sua prima partecipazione alla
nale del mercato biologico francese da oltre trent’anni. mostra. Natexpo si aspetta quest’anno più di 15.000
A pochi mesi dalla data di apertura, tutte le cifre annun- buyers da tutto il mondo.
ciano un’edizione in grande dinamismo: “Assistiamo La manifestazione alterna anno per anno la sede di
a una crescita importante nel numero di espositori: ci Parigi con quella di Lione. Quali sono gli elementi che
aspettiamo più di 1000 espositori alla prossima edizione caratterizzano in modo più significativo le due differenti
di Parigi, contro i 586 del 2015 e gli 850 del 2017” ci dice edizioni?
Valérie Lemant, Events Manager della manifestazione. “Dobbiamo ricordare, prosegue Valérie Lemant, che fino
“Abbiamo rilevato anche un aumento significativo di al 2017 Natexpo era una fiera biennale, e abbiamo quindi
presenze internazionali, specialmente a partire dal 2017. deciso di farla diventare annuale per rispondere alla dina-
Questa crescita è il risultato della doppia partecipazione micità del mercato biologico francese e alla sua forte
di molti paesi, sia come singole aziende sia come collet- richiesta di approvvigionamento. La scelta di Lione pro-
tive nazionali; è il caso dell’Italia”. viene chiaramente sia dalla sua posizione sia dalla sua

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MERCATO • Anteprima fiere

a farsi conoscere sul mercato francese:


“Forniamo agli espositori strumenti effi-
caci che gli permettano di entrare diret-
tamente in contatto con i buyers, uno
di questi è il Business Meetings; si tratta
di incontri diretti che possono svolgersi
sia allo stand dell’espositore sia nell’a-
rea dedicata della fiera. Gli
incontri sono orga-
nizzati prima della
fiera facendo
un match tra
domanda
e of fer t a,
sono gratis
accessibilità, essendo facilmente raggiungibile per e molto
tutto il Sud Europa. Non ci sono differenze di con- apprez-
tenuto fra le due edizioni, entrambe si pongono gli zati sia dagli
stessi obiettivi nei confronti del settore organico ed espositori
entrambe hanno l’intento di rendere sempre più inter- sia dai buyers.
nazionale il marchio di Natexpo”. Partecipare a
I consumatori francesi sono sempre più concentrati Natexpo non significa
sul loro benessere e sulla loro salute; l’andamento del avere solo uno stand in fiera, ma poter usufruire
mercato francese nel 2018 conferma questa tendenza anche di una serie di strumenti di comunicazione e pro-
con una crescita globale del 1,3% e un +3% nella distri- mozione come il press kit, le possibilità di sponsorizza-
buzione biologica specializzata. zioni, le conferenze e altro ancora”.
“La cucina italiana è la prima in Francia: i consumatori A livello internazionale, quali saranno le nuove iniziative
sono ansiosi di scoprire le specialità italiane. I distribu- che caratterizzeranno le prossime edizioni del Salone?
tori hanno la necessità di reperire sempre più prodotti “Nel 2019 lanceremo la Import/Export Area dedicata
per poter rispondere alla crescente domanda del mercato alle aziende che desiderano aumentare il loro mercato
interno, ma tutte le aziende italiane che espongono a all’estero. Esperti ed enti certificatori francesi parleranno
Natexpo sono nel posto giusto. Siamo sicuri che accoglie- delle caratteristiche del mercato francese ed esperti inter-
remo ancora più espositori italiani, soprattutto dai settori nazionali condivideranno la loro esperienza nei mercati di
della cosmetica e degli integratori alimentari”. appartenenza per aiutare chi vuole farne parte.
Uno dei poli espositivi più recenti nel Salone è forse Il Natexpo International Tour, così è chiamato il brand
quello che presenta ingredienti e materie prime naturali. dedicato alle iniziative internazionali, è iniziato nel 2019
I derivati delle piante destano un interesse crescente con un programma di conferenze e con la partecipa-
per gli operatori di Natexpo? “Sì certo! Stiamo par- zione, in aprile, di una collettiva a Ecosalud Barcellona,
lando di un settore innovativo che registra lanci di nuovi seguite da un’esperienza di incontri in Belgio lo scorso
prodotti a ritmo costante. La fornitura di ingredienti e maggio. Nella prossima edizione di Parigi, a ottobre, gli
materie prime sono le due maggiori leve di crescita per espositori avranno la possibilità di incontrare il primo
le industrie”. retailer in Giappone e Asia durante una conferenza
Il mercato biologico francese si avvale di canali distri- privata e meetings B2B. Per il 2020 sono in programma
butivi specializzati a carattere professionale. Abbiamo nuovi appuntamenti con Polonia, Olanda e Spagna”.
chiesto ancora a Valérie Lemant quali interlocutori si
possono incontrare a Natexpo e a quali punti di riferi- Per informazioni
mento possono indirizzarsi le imprese italiane interessate www.natexpo.com

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Anteprima fiere • MERCATO

Veronafiere lancia B/Open,


una nuova manifestazione professionale
per il trade naturale e biologico
B/Open • Verona • 1-3 aprile 2020

L’
esperienza dell’ente veronese nel comparto agro- La chiave professionale e B2B della nuova iniziativa è
alimentare sta alla base di B/Open, la nuova ini- stata sottolineata, in particolare, nel corso della prima
ziativa che verrà lanciata la prossima primavera uscita pubblica di presentazione di B/Open; la tavola
con l’obiettivo di creare una piattaforma selettiva di rotonda che ai primi di giugno ha riunito a Milano i rap-
incontro B2B tra produzione e distribuzione. presentanti dei principali player della GDO, a confronto
Verona si rivolge nuovamente al mondo dei prodotti con i protagonisti storici della filiera specializzata. Un
naturali e biologici con questa nuova proposta fieri- dibattito in cui tutti i partecipanti hanno voluto sotto-
stica che mira a creare un punto di incontro business lineare come la risposta alla richiesta, certamente cre-
tra i produttori e i trasformatori, da un lato, e i diversi scente, da parte del consumatore di prodotti biologici,
players della distribuzione (non solo negozi specializzati sia una tendenza riconosciuta da tutti come incontro-
ma anche la grande distribuzione, la distribuzione orga- vertibile, a cui si debba rispondere con la ricerca della
nizzata, i retail e il canale Ho.Re.Ca), dall’altro, sempre qualità effettiva, e la certificazione bio non può essere
più motivati e coinvolti nel promuovere il consumo bio, di per sé un’attestazione di qualità, con un percorso di
“con un sguardo all’area mediterranea, come fonte pro- “democratizzazione” dell’offerta, quando il biologico è
duttrice, e al Nord Europa, per gli importanti mercati ancora una scelta elitaria.
di sbocco, preparati e attenti ad un consumo consape-
vole e sostenibile” dichiara il direttore commerciale di Per informazioni
Veronafiere, Flavio Innocenzi. www.b-opentrade.com

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MERCATO • Pubbliredazionale

Buon Compleanno Mosqueta’s ®

Trent’anni da ambasciatrice nel mondo della Rosa


mosqueta del Cile: una scommessa vinta

13 LUGLIO 1989…

Il muro di Berlino divide ancora est e ovest, cadrà in


novembre; il World Wide Web, la rete, è ancora un’idea
clandestina, cambierà il mondo due anni dopo. In quel
giorno lontano viene posto un altro piccolo seme, gettato
un altro ponte, lanciata una scommessa: dando vita a
Italchile, presentiamo al mondo la Rosa mosqueta del
Cile, lontana parente della nostra Rosa canina, natura-
lizzata da secoli negli altopiani rivolti verso la cordigliera
delle Ande.
La Rosa mosqueta del Cile è una pianta selvatica dallo
straordinario corredo di sostanze attive, che elabora
interagendo con quel particolare habitat naturale. Ne
sperimenta di persona l’efficacia, in quegli anni lontani,
Nathalie Gueneau, imprenditrice francese con la pas-
sione per la natura: si ustiona le labbra durante un
viaggio in quei territori e viene trattata, in modo empi-
rico ma con risultati miracolosi, con l’olio ricavato dai
semi di quella Rosa. Decide di promuovere la ricerca

scientifica sull’olio dapprima in Cile con il Prof.


VALLADARES dell’Università di Concepciòn e poi
con il Prof. Piergiorgio PIETTA, CNR di Milano,
per convalidarne le virtù uniche nel processo
di riparazione delle cicatrici. Con l’aiuto di un
amico cileno forma una piccola impresa locale in
grado di produrre artigianalmente il primo olio
Rosa mosqueta del Cile estratto per pressione
a freddo. Il progetto è da subito quello di farlo
conoscere in Europa creando la società Italchile,
che lancia sul mercato dapprima l’olio e, negli
anni successivi, i primi prodotti cosmetici Bio a
marchio Mosqueta’s.

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Pubbliredazionale • MERCATO

13 LUGLIO 2019…

In casa Italchile festeggiamo i nostri primi trent’anni. La rivitalizzanti, con il desiderio di proporre una gamma di
scommessa è vinta. La Rosa mosqueta del Cile è tra prodotti ad alta efficacia addolcente, riparatrice, antin-
le risorse più apprezzate nel campo del naturale, noi di fiammatoria e anti-age. Sono stati, per Mosqueta’s®,
Italchile ne garantiamo l’origine “doc” cilena, la prove- trent’anni vissuti sulla cresta dell’innovazione. I prodotti
nienza da raccolta spontanea, la lavorazione con un esclu- Mosqueta’s® sono stati tra i primi, già nel 2002, a sotto-
sivo metodo di estrazione per pressione a freddo, la cer- porsi alla nascente certificazione del cosmetico bio, con il
tificazione bio: tutte caratteristiche necessarie per dare rigoroso disciplinare Ecocert. Nel 2003 ci appassioniamo
al consumatore il vero Olio di Rosa mosqueta del Cile, a un’altra pianta trascurata dal mercato e nascono i nostri
oggi che la richiesta del mercato cresce e viene soddi- primi prodotti che abbinano la Rosa mosqueta del Cile
sfatta con surrogati di minore qualità, di provenienza e all’Elicriso, specie mediterranea dalla consolidata tradi-
lavorazione diversa, da pianta coltivata e non selvatica. zione di utilizzo come lenitivo e cicatrizzante, di cui diven-
È importante sottolineare che il nome latino della Rosa tiamo partner di un progetto di coltivazione in centro
Mosqueta del Cile è Rosa Affinis Rubiginosa. La parola Italia, nel Parco di Ninfa: il filo di continuità tra queste
“Affinis” significa che somiglia alla Rosa Canina ma è due preziose piante è nella nostra costante attenzione alle
diversa e unica perché ha delle proprietà ben specifiche pelli sensibili, condizione comune del mondo d’oggi, per
e questa varietà si trova unicamente in Cile. fattori legati allo stress e all’ambiente inquinato. Negli anni
più recenti estendiamo il marchio Mosqueta’s® anche al
Con il nostro marchio Mosqueta’s® proponiamo una maquillage, con una linea, sempre certificata bio, formu-
gamma di circa 40 prodotti tra cosmetici, integratori e lata con la stessa attenzione e rispetto per le caratteristi-
prodotti di make up naturale. Tutti trasmettono alla pelle che fisiologiche della pelle. Per celebrare i nostri 30 anni,
il mix unico di sostanze attive della Rosa mosqueta del proponiamo il prodotto novità 2019 di Mosqueta’s®, bat-
Cile: acidi grassi polinsaturi tezzato Rose d’Or, che abbina Olio di Rosa mosqueta
(omega 3 e omega 6) in del Cile e olio essenziale di Elicriso, toccasana anti-age e
perfetto bilanciamento, vita- rigenerante per la pelle. Entrambe, queste due preziose
mina E, fitosteroli, beta-ca- piante sono il simbolo della nostra storia.
rotene. Sono abbinate Buon compleanno Mosqueta’s®!
nelle linee cosmetiche
Mosqueta’s® ad altri oli
vegetali ad elevata dermo-
affinità e a una sinergia di Per informazioni
idrolati, estratti e oli essen- ITALCHILE • Via Giordani, 43/B • 21100 Varese
ziali tonificanti, reidratanti e

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MERCATO • Company news

Giubileo Botanicals: una nuova linea


di integratori e un supporto informativo
per gli operatori e il pubblico
documentarsi su tutti gli ingredienti botanici ammessi nella formu-
lazione degli integratori e orientare in modo consapevole le proprie
scelte.
“Il brand che caratterizza il progetto, un marchio registrato in Italia, UE
e Svizzera, è un nome evocativo, ma che prima di tutto vuole sottoli-
neare il carattere familiare dell’azienda” ci dice Elisa Giubileo, ideatrice
e fondatrice della start up di recente costituzione a Milano.
Elisa Giubileo è laureata in farmacia, specialista in scienza dell’alimen-
tazione, e la nuova linea di integratori Giubileo Botanicals, che pre-
senta 29 referenze raggruppate in 10 macroaree che descrivono le
principali aree di salute e benessere, nasce dalla sua esperienza pro-
fessionale e da anni di studio e di sperimentazione.
“Formuliamo composti con estratti secchi concentrati e titolati di
piante medicinali, senza mai perdere di vista la naturalità e la qualità
dei prodotti, al fine di tutelare la salute dei consumatori. Sono esclu-
sivamente a base di principi attivi vegetali, adatti ai vegani, privi di
glutine e lattosio” spiega Giulia Dell’Adamino, anch’essa farmacista,
che con passione collabora al progetto.
Elisa Giubileo, fondatrice della start up Tutti i composti sono stati notificati come integratori alimentari. La
grafica essenziale, elegante e chiara, della linea nei diversi colori, è
stata studiata per orientare il consumatore nella scelta di un prodotto

D
alla tradizione di una famiglia di professionale, diverso rispetto ai molti presenti oggi sul mercato degli
farmacisti, impegnati da decenni integratori. La linea è proposta con un espositore di piccole dimen-
nel campo della fitoterapia con sioni, componibile a scelta del professionista.
passione, ricerca e studio continuo, nasce “L’ottimo rapporto qualità/prezzo è finalizzato a consentire il comple-
oggi una nuova proposta, per il mondo tamento del trattamento a chiunque si avvicini ai nostri integratori,
professionale e per il pubblico, artico- nell’obiettivo di favorire l’aderenza alla terapia per il raggiungimento
lata su due piani tra loro complemen- del mantenimento della salute” aggiunge la titolare.
tari: Giubileo Botanicals, una start up Tra i prodotti sono stati evidenziati i top seller, per uso di efficacia
che offre una linea di integratori alimen- consolidata nel tempo, e le novità, “ad esempio la Dioscorea Giubileo
tari a base di derivati vegetali, frutto di composto, tra i pochi, se non unico, integratore estro-progestinico”.
anni di esperienza e comprovata effica- La linea nasce con il supporto informativo del sito www.giubileobo-
cia dietro il banco della farmacia, e il pro- tanicals.com, che consente di ottenere, con un semplice click, infor-
getto del portale Botanicals.it, uno stru- mazioni sul prodotto giusto per la propria esigenza. Sul sito è possi-
mento informatico di conoscenza a dispo- bile ricercare le schede tecniche di ogni composto, con spiegazioni
sizione degli operatori e del pubblico, per dettagliate sulla posologia e sulla durata della cura.

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Company news • MERCATO

sull’attività funzionale delle piante medicinali ammesse


per l’uso negli integratori alimentari, a partire dalla for-
mazione della Lista Belfrit fino alla più recenti indica-
zioni contenute negli ultimi decreti pubblicati (DM 10
Agosto 2018 e Allegato 1 DM 9 gennaio 2019).
Con una grafica e una navigazione friendly, l’utente dei
prodotti e il professionista della salute potranno con-
sultare in modo semplice e diretto quanto delineato
dal Ministero della Salute. L’interfaccia a uso professio-
nale permetterà anche l’accesso alla sezione di Ricerca
Claims, per attivare la ricerca di un ingrediente a partire
dai claims ammessi dal Ministero e consultare l’elenco
di tutte le piante collegate a un dato claim.
“Il progetto è ad oggi quasi operativo e sarà presen-
tato al SANA, oltre a successivi incontri in programma
alla facoltà di Farmacia a Milano” dice ancora Elisa
Sono periodicamente pubblicati e raccolti alla voce “lo Giubileo. “Si è trattato di un grande progetto, nato
sai che...” articoli che trattano i principali argomenti di prima di tutto dalla nostra passione e da tante ore di
salute e benessere. lavoro, ma che speriamo in futuro di poter ampliare
grazie anche all’apporto e alla collaborazione che potrà
il Portale BotaNicalS .it venire dall’esperienza di altri operatori e professionisti:
Per diffondere un’informazione corretta e trasparente da parte nostra siamo aperti a qualsiasi collaborazione
sul complesso mondo degli integratori botanici e sui che possa nascere su un progetto che siamo certi abbia
loro componenti, l’azienda Giubileo Botanicals ha preso un valore fortemente innovativo, e che possa contribuire
in carico e sta sviluppando un impegnativo progetto ad avvicinare sempre più il pubblico alle più moderne e
web; la creazione del portale Botanicals.it. sicure applicazioni delle piante medicinali”.
L’idea è dare vita a un portale indipendente di educa-
zione sanitaria, in tema di piante medicinali e degli inte-
gratori ad esse correlate. Per informazioni
Il portale metterà a disposizione l’insieme delle infor- giubileobotanicals.com
mazioni, raccolte e approvate dal Ministero della Salute, info@giubileobotanicals.com

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PAGINE PROFESSIONALI • Agenda a cura di Demetrio Benelli

Ai primi di settembre, Scienze Farmaceutiche dell’Univer- aziende il workshop che si terrà il


a Innsbruck, l’incontro sità di Firenze. primo settembre, in fase precon-
internazionale della GA Il corpus scientifico del congresso gressuale, sull’adulterazione degli
L’appuntamento annuale della GA affronterà una grande varietà di ingredienti botanici a scopi econo-
(Gesellschaft für Arzneipflanzen und argomenti: la chimica dei derivati mici. L’adulterazione e la frode degli
Naturstoff-Forschung), la Società naturali e le metodologie analitiche ingredienti naturali per uso alimen-
Internazionale per la Ricerca sulle che, per identificarli con certezza, tare sono preoccupazioni sempre più
Piante Medicinali e i Prodotti Naturali, saranno alla base degli studi sulle diffuse a livello globale, nonostante
quest’anno si terrà a Innsbruck, dall’1 loro attività biologiche e farmacolo- le rigide normative.
al 5 settembre prossimi. giche, anche alla luce dei dati dell’et- Accanto al lavoro scientifico, l’orga-
L’incontro, che torna in Europa dopo nobotanica e dell’etnofarmacologia; nizzazione ospita anche un’esposi-
la trasferta dello scorso anno a un insieme di valutazioni per portare zione di attrezzature e prodotti.
Shanghai, affronta le sfide più avan- avanzamenti nella formulazione di Innsbruck è la capitale del Tirolo, la
zate sull’uso terapeutico dei deri- preparati erbali e affrontare lo svi- regione alpina dell’Austria, nella valle
vati naturali e porta i partecipanti a luppo di nuovi farmaci di derivazione del fiume Inn. La città ospita una
confrontarsi con i protagonisti della naturale e vegetale. Nell’ambito del delle più antiche università d’Europa,
ricerca di tutto il mondo, esponenti congresso GA vengono presentati fondata nell’anno 1669. Oggi, circa
del mondo accademico e di labora- diversi studi clinici, che negli ultimi 30.000 studenti frequentano l’uni-
tori privati. Attualmente la società anni hanno iniziato ad affrontare versità di Innsbruck, che celebra nel
ha più di 1300 membri attivi prove- anche il versante veterinario. 2019 il suo 350° anniversario.
nienti da 80 paesi, e la presidenza è I lavori inizieranno domenica
stata affidata dal Consiglio Direttivo primo settembre con diversi eventi Per informazioni
alla nostra Anna Rita Bilia, professore pre-congressuali. www.ga-online.org
associato presso il Dipartimento di Particolarmente importante per le www.ga2019.at

o la prevenzione delle malattie. alimentare, chimica verde e anali-


A Cuba, nel Particolare enfasi sarà data alle tica, farmacognosia e chimica farma-
cinquecentenario scoperte scientifiche basate sullo ceutica, studi sperimentali e clinici su
della fondazione studio della medicina tradizionale, prodotti naturali all’interno un con-
della capitale l’Avana, che svelano nuove prospettive per gresso unico ed emozionante.
il 28° Congresso l’uso di piante finora poco studiate. Parallelamente al congresso si svol-
della Società Più in particolare, esplorare il poten- gerà, presso l’Avana International
Italo-Latinoamericana ziale delle risorse delle piante medici- Conference Centre, il NATURAL
di Etnomedicina nali, comprendere le sfide, le oppor- 2019 EXPO SILAE, una mostra scien-
Sarà all’Avana, dal 16 al 20 settembre tunità e suggerire raccomanda- tifico-commerciale che si propone di
prossimi, il XXVIII Congresso Italo- zioni basate sullo stato attuale delle diventare una piattaforma di infor-
Latinoamericano di Etnomedicina, in conoscenze sono risultati che il con- mazione e comunicazione specia-
occasione della celebrazione dei cin- gresso vuole conseguire per miglio- lizzata per l’intera area dell’Ame-
quecento anni dalla fondazione della rare gli standard di vita delle comu- rica Latina, con l’esposizione di pro-
capitale cubana. nità svantaggiate. dotti e servizi derivati dai risultati rag-
L’obiettivo generale dell’incon- Grazie al contributo di molti esperti giunti rispetto a tecnologie, progetti
tro è quello di far luce sull’impor- riconosciuti a livello mondiale, un ed esperienze sui prodotti naturali
tanza delle piante medicinali e di approccio multidisciplinare sarà per la salute.
divulgare, mediante modelli e tec- il fil rouge che collegherà le ses-
niche innovativi, nuove poten- sioni di antropologia, etnobotanica, Per informazioni
ziali applicazioni per il trattamento fitochimica, chimica e nutrizione www.silae.it

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Senza titolo-1 1 12/06/2019 09:57:48
PAGINE PROFESSIONALI • Cosmesi bio a cura di Demetrio Benelli

Cosmetici naturali e biologici:


10 falsi miti
in collaborazione con NATRUE

Le parole sono importanti. Il


favore crescente del pubblico per
il consumo di prodotti cosmetici
naturali e biologici è fondato sulla
ricerca di valori concreti a tutela
della salute e dell’ambiente; valori
che sul mercato si rispecchiano
nella comunicazione, ma non
sempre nella sostanza. Per non
concorrere a far passare falsi
miti è importante avere chiaro il
significato autentico di concetti crescente fenomeno del greenwashing, ovvero la tendenza a spacciare
come “naturale”, “biologico” e per naturali e bio prodotti che in realtà non lo sono.

“sostenibile”. 1. Naturale
Il termine “naturale” è molto popolare e viene utilizzato per definire
prodotti diversi, anche al di fuori dell’industria cosmetica. Tuttavia, in
assenza di una definizione ufficiale per i cosmetici naturali, non sempre

A
ttualmente non esiste una norma il termine fa riferimento alla formulazione del prodotto. Di conseguenza
armonizzata a livello europeo che sono nati standard volontari privati come NATRUE, associazione interna-
contenga una definizione univoca zionale con sede a Bruxelles, fondata nel 2007 per tutelare la cosmesi
per i termini “naturale” e “biologico” asso- naturale e biologica, che si basa su un disciplinare molto rigoroso. Lo
ciati ai prodotti cosmetici. Di conseguenza standard NATRUE fornisce i requisiti che deve avere un cosmetico natu-
ci sono molte sfumature di verde, e non rale e biologico, aiutando così i consumatori in fase di acquisto a iden-
tutte le formulazioni naturali e biologiche tificare facilmente gli autentici cosmetici ecobio.
soddisfano le elevate aspettative dei con-
sumatori moderni più attenti e consape- 2. Biologico
voli, che hanno validi motivi per avere a Come nel caso del termine “naturale”, non vi è alcuna definizione uffi-
volte dei dubbi sull’autenticità di un pro- ciale neanche per il termine “biologico” associato ai prodotti cosmetici.
dotto, in particolare in presenza di deter- La normativa comunitaria che definisce i principi dell’agricoltura bio-
minate promesse. Per sostenere la loro logica e fa capo al Reg. CE 834/2007 esclude la cosmesi dal proprio
ricerca di informazioni corrette in rispo- campo d’azione, ed è per questo che il simbolo della foglia verde con
sta a claim fuorvianti, abbiamo dissipato le stelline che siamo abituati a vedere per l’alimentare non può essere
i 10 falsi miti più comuni legati al sempre trovato sui prodotti cosmetici.

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Cosmesi bio • PAGINE PROFESSIONALI

loro presenza. L’etichetta risul-


terebbe così, se non inganne-
vole, quanto meno incom-
pleta. Il marchio NATRUE
garantisce, invece, che tutte le
materie prime all’interno del
prodotto siano NON OGM.

4. Privo
di sostanze chimiche
Non esiste un cosmetico
che possa essere dichiarato
“senza chimica”; ogni pro-
dotto cosmetico è fatto di ele-
menti chimici e anche il nostro
mondo è pieno di sostanze
chimiche (ad esempio, anche
Per quanto concerne il settore cosmetico, l’UE consi- l’acqua è una sostanza chimica).
dera il termine “biologico” un claim, e a differenza del Ogni singolo ingrediente cosmetico è quindi una
settore alimentare non stabilisce la percentuale di pro- sostanza chimica. La parola “chimica” è colloquialmente
dotto che deve essere organico, né garantisce che una usata per definire sostanze sintetiche (artificiali), com-
certa proporzione di materia prima debba essere bio- presi i prodotti petrolchimici. Tuttavia, da un punto di
logica per considerare la dicitura “biologico” come non vista scientifico, tutta la vita coinvolge elementi e rea-
fuorviante. Infine, nell’ambito della legislazione cosme- zioni chimiche, quindi sostenere che un prodotto è
tica vigente, non esistono divieti o restrizioni all’uso di “privo di sostanze chimiche” è impreciso.
talune sostanze sintetiche o semisintetiche nei cosme-
tici biologici. 5. Sicuro
Per NATRUE, le materie prime biologiche sono solo Tutti i cosmetici sono sottoposti a una serie di rigo-
quelle che possono dimostrare, durante la certifica- rose valutazioni e controlli di sicurezza. Sono inoltre
zione, di essere state prodotte e controllate secondo regolamentati da una normativa Europea specifica, il
uno standard o una norma biologica approvata nella Regolamento 1223/2009, che contiene una serie di
famiglia di standard IFOAM (come la normativa biolo- disposizioni che garantiscono la sicurezza sotto vari
gica dell’UE). punti di vista: il metodo di fabbricazione, il controllo
degli ingredienti, l’obbligo delle informazioni da dichia-
3. Senza OGM rare in etichetta e le valutazioni eseguite da un esperto.
Il regolamento sul biologico dell’Unione Europea (Reg. Uno dei temi principali della legge riguarda la sicurezza,
CE 834/2007) vieta i prodotti alimentari biologici otte- cui è dedicato un intero allegato (Cosmetic Product
nuti da OGM. Tuttavia, i cosmetici che affermano di Safety Report) che ha come obiettivo il mantenimento
essere biologici possono utilizzare ingredienti prodotti di un elevato livello di protezione del consumatore.
da OGM, poiché tale livello di dettaglio non è previsto Ogni prodotto immesso sul mercato deve essere valu-
nell’attuale regolamento cosmetico dell’UE. Secondo tato come sicuro per la salute da un valutatore di sicu-
la legislazione vigente, non vi è quindi alcun obbligo di rezza qualificato, che accerta la sua totale conformità
specificare in etichetta gli ingredienti di origine vegetale alla legge; inoltre, va notificato alle autorità quando
e quelli ottenuti da OGM. Di conseguenza, i prodotti è destinato a essere collocato sul mercato. Se ci sono
che affermano di essere biologici potrebbero essere preoccupazioni sulla sicurezza di un ingrediente, queste
formulati anche con materie prime di origine vegetale sono portate all’attenzione della Commissione europea
OGM, senza l’obbligo di notificare al consumatore la dall’Autorità degli Stati membri.

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PAGINE PROFESSIONALI • Cosmesi bio

6. Pulito/non tossico essere considerate fuorvianti se suggeriscono che un


Un’altra affermazione di grande tendenza per i cosme- prodotto sia più sicuro solo perché è esente da deter-
tici è il termine clean, usato per indicare che il pro- minate sostanze. Allo stesso modo, usare il claim “privo
dotto è libero da ingredienti petroliferi o sostanze che dell’ingrediente X” può essere considerato sviante, in
sono percepite come pericolose o controverse. Tuttavia, mancanza di prove scientifiche a sostegno del fatto che
i cosmetici possono essere considerati a rischio non quella sostanza non è davvero sicura.
solo in base alla presenza di una determinata sostanza, Un esempio molto diffuso di “libero da” è allergen-free.
ma anche a seconda di quanto si è esposti ad essa. Ad Tuttavia, tale obiettivo è molto difficile da valutare, in
esempio, persino un elemento come l’acqua, in dosi quanto i consumatori possono sviluppare un’allergia a
troppo basse o elevate, potrebbe rappresentare un peri- qualsiasi tipo di sostanza, sia naturale sia sintetica, ma,
colo per la salute, causando problemi di disidratazione poiché i cosmetici sono spesso miscele complesse, non
quando l’assunzione di acqua è scarsa o, al contrario, possono sapere esattamente a quale sostanza o com-
potrebbe addirittura causare un’intossicazione da acqua binazione di sostanze sono allergici. Inoltre, lo sviluppo
quando l’assunzione di acqua è eccessiva. di allergie è un sistema complesso; gli effetti indeside-
Nel linguaggio comune il termine “rischio” è generico, e rati possono presentarsi rapidamente o solo dopo anni
quando si parla di ingredienti tossici ci si riferisce a quelli di esposizione. Nel complesso, la completa assenza del
per cui esistono evidenze tossicologiche relative ai danni rischio di reazioni allergiche non può essere garantita né
che possono causare alla salute umana e/o all’ambiente. per prodotti cosmetici convenzionali né per quelli natu-
Il regolamento cosmetico dell’UE vieta senza limiti l’uso rali o biologici.
di sostanze altamente tossiche. Tutte le sostanze con-
sentite nei prodotti finiti devono essere valutate attenta- 8. Cruelty-Free/non testato
mente e utilizzate solo nei parametri di restrizione fissati su animali/vegan
dalla legge. Analogamente alle rivendicazioni “liberi da”, anche
Le sostanze soggette a limiti, come coloranti, conser- le affermazioni riferite alla sperimentazione animale
vanti e filtri UV, devono essere prima approvate sulla base possono essere usate in modo improprio e risultare
di una valutazione del rischio positiva, e utilizzate solo fuorvianti, in quanto i test sugli animali sono vietati
nelle concentrazioni finali (Articolo 18) e nessuna
specifiche consentite in un richiesta di sperimenta-
prodotto. zione animale è regola-
mentata (Articolo 20) ai
7. Libero da sensi del Regolamento
A causa di problemi di cosmetico dell’UE.
salute o di allergie, alcuni NATRUE ha esteso il
ingre dienti comune - divieto di sperimenta-
mente usati, come con- zione animale a livello
servanti o additivi (siliconi globale, anche per quei
o parabeni), sono diven- cosmetici prodotti nei
tati indesiderati. I pro- paesi al di fuori dell’UE,
duttori che cercano di dove i test sugli animali
trovare modi per posizio- sono ancora ammessi.
nare i propri prodotti sul Va ricordato che i pro-
mercato, li promuovono dotti non testati sugli
enfatizzando la man- animali non sono neces-
canza di tali ingredienti sariamente vegani e vice-
nelle loro comunicazioni versa. Il veganismo è uno
di prodotto. Tuttavia, tali stile di vita che prevede
affermazioni potrebbero l’eliminazione di tutti i

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Cosmesi bio • PAGINE PROFESSIONALI

prodotti provenienti dal mondo animale. Il termine non 10. Senza acqua
è giuridicamente tutelato a livello dell’UE, ma è pos- L’acqua è un ingrediente importante per molti pro-
sibile garantire prodotti come quelli vegani in base a dotti cosmetici e allo stesso tempo una risorsa preziosa.
una determinata norma/definizione privata. Tuttavia, i Per questo motivo, chi preferisce prodotti più sosteni-
cosmetici certificati secondo gli standard organici privati bili afferma la necessità di una valutazione della loro
potrebbero non essere vegani per impostazione prede- impronta idrica. Sebbene un prodotto possa essere eti-
finita, poiché i requisiti di una particolare norma privata chettato come “privo di acqua”, questo si può riferire
possono consentire taluni ingredienti di origine animale solo alla formulazione; tutti i prodotti hanno infatti un’im-
(come latte, miele o cera d’api), che altrimenti sareb- pronta idrica nel loro ciclo produttivo. Partendo dall’a-
bero esclusi dalla cosmetica vegana. Allo stesso modo, gricoltura, che è un’attività molto acqua-intensiva, altre
un cosmetico vegano non è automaticamente biolo- considerazioni sul ciclo di vita includono il trasporto, la
gico e viceversa. manifattura dei prodotti finiti e del loro packaging, la for-
mulazione, l’uso del prodotto (spesso impossibile senza
9. Sostenibile acqua) e, infine, l’eliminazione e il riciclo. La quantità di
A parte il prodotto stesso, i motivi per passare a cosme- acqua necessaria in tutti questi processi supera di gran
tici naturali o biologici possono essere la responsabilità lunga qualsiasi risparmio idrico ottenuto dall’esclusione
ambientale e sociale per sostenere le comunità locali e dell’acqua nella formulazione del prodotto. Pertanto, un
le PMI come fornitori di ingredienti naturali. Tuttavia, marchio cosmetico che crea una formulazione con l’in-
la sostenibilità è un concetto multifattoriale e la sua tento di essere sostenibile deve cercare di bilanciare la
misurazione risulta complessa. L’approvvigionamento sua impronta idrica con gli altri impatti ambientali, sociali
più sostenibile di materie prime comprende l’utilizzo di ed economici.
meno risorse (acqua, terra, elettricità e sostanze chimi-
che) e la creazione di meno rifiuti. Alcune delle affermazioni che abbiamo visto qui sono spe-
I consumatori di cosmetici naturali e biologici sono di cificamente legate alla cosmetica naturale e biologica, ma
solito disposti ad abbracciare la sostenibilità e desi- molte sono applicabili ai prodotti cosmetici in generale. In
derano che le scelte d’acquisto riflettano tali valori. conclusione, il principale problema che devono affrontare
Tuttavia, affidarsi solo all’approvvigionamento agricolo, i consumatori è la mancanza di trasparenza o equivalenza
per alcuni prodotti vegetali potrebbe incidere negativa- del prodotto ai claims. Di conseguenza, essi devono rima-
mente sull’ambiente, in quanto può portare alla mono- nere vigili e cercare prodotti che soddisfino realmente le
coltura e alla riduzione della biodiversità attraverso la loro aspettative, soprattutto per quanto riguarda i cosme-
deforestazione, compromettendo specie minacciate o tici naturali o biologici. I consumatori dovrebbero verifi-
addirittura mettendone altre in pericolo di estinzione. care la presenza di marchi di garanzia che assicurino che il
Inoltre, lo standard ISO14021:2016 riconosce che attual- prodotto soddisfi requisiti specifici e, in caso affermativo,
mente non esistono metodi definitivi per misurare la questi dovrebbero sottolineare un fabbisogno più elevato
sostenibilità, e che quindi tali affermazioni possono di quelli già stabiliti dalla legge. Il marchio NATRUE rap-
essere fuorvianti. presenta un riferimento che aiuta i consumatori a identi-
L’imballaggio è un altro aspetto che incide sull’impatto ficare, in maniera semplice e veloce, gli autentici prodotti
ambientale di un prodotto. La normativa UE, recente- cosmetici naturali e biologici che hanno superato con suc-
mente aggiornata, stabilisce gli obiettivi di riciclo per le cesso i criteri rigorosi del suo standard.
confezioni e i rifiuti di imballaggio. Tuttavia, attualmente Sono tre i livelli di certificazione NATRUE: cosmetici natu-
non esistono disposizioni specifiche, in materia di legi- rali, cosmetici naturali con componenti biologiche (percen-
slazione, per garantire che gli imballaggi dei cosmetici tuale biologica almeno al 70%) e cosmetici biologici (per-
che dichiarano di essere organici siano completamente centuale biologica almeno del 95%). Inoltre, il processo
riciclabili. I criteri NATRUE stabiliscono che, qualora sia di certificazione è svolto da organismi terzi e indipendenti
tecnicamente fattibile, devono essere utilizzati mate- che verificano la conformità dei prodotti allo standard.
riali di imballaggio riciclabili e imballaggi costituiti da Questo processo di certificazione esterna è una garan-
materie prime rinnovabili. zia della trasparenza e del rigore dello standard NATRUE.

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PAGINE PROFESSIONALI • Cronache cosmetiche a cura di Paolo Poggi

Certificazione Halal assicurativo, oltre ai processi indu- Il motivo di questa scelta, che con
e cosmetici striali e di trasformazione, com- il rispetto della fede islamica non
presa la certificazione del packa- ha nulla a che fare, è facile da spie-
Come accade per i cosmetici ging, siano conformi alle norme gare: i consumatori intravedono nel
vegani, recenti ricerche di marke- etiche e igienico sanitarie della prodotto certificato Halal un pre-
ting hanno individuato una cre- legge e della dottrina dell’Islam, parato a maggiore purezza, più
scente accoglienza, da parte dei quindi commercializzabili in tutti i severa scelta di materie prime e
consumatori, anche di preparati Paesi di religione islamica. pratica di produzione; pertanto,
cosmetici rispondenti alla certifi- Il segmento di prodotti Halal ha anche più sicuro nell’impiego.
cazione islamica Halal. Se ne spie- indubbiamente un potenziale di Dell’argomento abbiamo reperito
gano i motivi. sempre maggiore diffusione, non una vasta esamina su un recente
solo per il motivo che ad essi può numero di SOFW Journal.
Per i consumatori di fede musul- attingere una vasta fetta della Non v’è dubbio che il preparato
mana è vietato il consumo di certi popolazione dei paesi islamici, ma Halal sia più controllato in ogni pro-
prodotti, questo in relazione a anche per il fatto che molti isti- cesso della sua evoluzione ed esami-
quello che contengono, ai processi tuti di ricerca e indagini di mercato nato con più frequenza; infatti, la
di fabbricazione con cui vengono hanno fatto rilevare, in questi ultimi certificazione è valida per un certo
realizzati, alla natura e alla qualità anni, che tale categoria di prodotti e ben definito lasso di tempo, e
delle materie prime utilizzate per si sta diffondendo anche in altri una volta scaduta va rinnovata. La
prepararli. paesi non musulmani. Il discorso è certificazione richiede un rilevante
Esiste, pertanto, una loro speciale particolarmente riferito ai preparati impegno e investimenti di tempo e
certificazione in base alla quale ci cosmetici. di risorse economiche per i controlli.
si può e ci si deve regola-
mentare nella scelta dei
prodotti consentiti: la cer-
tificazione Halal.
Halal è un termine arabo
che significa “lecito”, o
tutto ciò che è permesso
secondo l’Islam, contrap-
posto a ciò che è haram,
“proibito”. La certifica-
zione Halal serve ad atte-
stare che i prodotti delle
filiere agroalimentari, dei
cosmetici, dei prodotti
chimici e farmaceutici,
dei prodotti per la cura
del corpo e della salute,
del settore finanziario e

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Cronache cosmetiche • PAGINE PROFESSIONALI

Indagine di mercato:
i prodotti “erbali”

Positive previsioni di crescita, da qui al 2026, per i pro-


dotti cosmetici a base di derivati erbali (estratti e oli),
grazie alla positiva risposta dei produttori e all’incre-
mento della domanda dei consumatori, con immissione
sul mercato di nuovi e innovativi prodotti.

I dati di una recente ricerca di Future Marketing Insights,


azienda inglese leader nelle indagini di mercato, ci dicono
che è in costante crescita la richiesta, da parte dei consu-
matori, di prodotti cosmetici verdi realizzati con materie
di origine vegetale (estratti, oli vegetali), tendenza che La vendita tramite i canali supermarket è quella che ha
spingerà ad un’ulteriore crescita del mercato dei cosme- fatto registrare i maggiori successi, con un incremento
tici nel suo complesso. L’indagine condotta è relativa annuo nelle vendite di almeno il 4,6% e quindi superiore
all’andamento del mercato europeo e asiatico. a quello medio totale previsto.
Ci si attende, da qui al 2026, un incremento annuo nelle Nel 2016, il segmento che aveva fatto registrare il più
vendite di almeno il 3,7%. elevato valore nelle vendite è stato quello dei prodotti
L’indagine ci svela che l’aumento della richiesta per pro- skin care, che hanno rappresentato quasi la metà del fat-
dotti naturali cosmetici a base di derivati da erbe, nelle turato del mercato totale (circa il 47%); si hanno buone
regioni dell’Asia (area Pacifico), sarà rivolta soprattutto ragioni per credere che sarà ancora tale comparto a man-
a preparati per il trattamento dell’acne e altri problemi tenere la priorità anche nel periodo a seguire. L’interno
cutanei; peraltro, ci si attende una domanda in cre- di questo segmento, i sub-segmenti di creme e lozioni
scita per l’intera gamma di preparati di bellezza erbali sono stati e saranno ancora, secondo le previsioni, i più
in genere. accreditati.
L’incremento è correlato al fatto che, ad una maggiore Il comparto dei prodotti per il trattamento dei capelli
richiesta di tale categoria di prodotti da parte dei poten- (shampoo, condizionanti, creme, oli e polveri) è destinato
ziali consumatori, l’industria produttiva ha risposto piena- a mantenere, migliorandone i valori, il secondo posto.
mente alla domanda con un continuo, costante e rego- La disamina, infine, riferisce dei prodotti per il tratta-
lare lancio di nuovi prodotti innovativi rispondenti alle mento orale, per il quale è previsto un incremento annuo,
più varie esigenze. per il periodo considerato, del 3,1%.

Polluzione dell’aria: Quello dell’inquinamento ambien- su un recente numero di Cosmetic


cosmetici a difesa tale, dell’aria in particolare, e dei & Toiletries. Di stress da inquina-
problemi correlati al suo negativo mento ambientale e di preparati
L’esposizione a micropolveri pre- impatto sulla salute e sul benes- topici protettivi anti-polluzione si è
senti nell’aria inquinata può ingene- sere dell’organismo (e della pelle discusso durante l’ultima sessione
rare danni alla pelle, anche in breve in particolare), è un serio problema della SCC Annual Meeting and
spazio di tempo di esposizione. Di di cui, fortunatamente, anche nel Technologies Showcase. Si è argo-
qui la necessità della conoscenza di settore che riguarda la produzione mentato sulla validità di impiego
formulazioni che possano attenuare cosmetica si ci sta preoccupando e di shampoo pre-trattamento per la
l’adesione e favorire il distacco dalla occupando. protezione dei capelli, degli effetti
pelle di questi indesiderati compo- Aggiornati ragguagli ci fornisce una della luce blu sulla pelle, dei mec-
nenti inquinanti e pericolosi. vasta disamina del caso apparsa canismi di azione dannosi degli

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PAGINE PROFESSIONALI • Cronache cosmetiche

inquinanti dell’aria sulla pelle, di stra- impermeabile e mediano la perme- solforato di origine marina, tiotaurina,
tegie-scudo e di promozione di pro- azione di ioni e di piccole molecole. un analogo bioattivo della taurina, il
paganda sul problema. Questo studio potrebbe rappresen- quale riuscirebbe a sviluppare bene-
Si è riferito di studi di un esperto tare una valida guida su come for- fici effetti protettivi da aria inquinata.
dell’Università di Cincinnati circa gli mulare preparati topici idonei a Sarebbe infatti in grado di formare
effetti di particulate materials (PM) difenderci dai danni indotti alla pelle una copertura protettiva che isoli la
sulla pelle; detti lavori confermereb- da particolati. pelle da agenti pollulanti, preservan-
bero che l’esposizione a micropol- Da segnalare anche un intervento di dola quindi da danni indotti dal loro
veri disperse nell’aria può portare un esperto di un’azienda produttrice contatto; agirebbe inoltre da ripara-
severi danni all’integrità strutturale di siliconi, il quale descrive un fattivo tivo di danni cellulari, da inibente da
e molecolare della pelle riducendo approccio preventivo e curativo per effetti ossidanti indotti da tali inqui-
la vitalità delle cellule già dopo soli proteggersi da materiale partico- nanti, da antinfiammatorio e atti-
tre giorni di esposizione, diminuendo lato, creando sulla superficie della vante la funzione barriera cutanea.
la normale proliferazione cellulare, pelle uno stato di super-idrofobicità. Tale ingrediente viene anche
producendo un’anormale distribu- L’impiego di un particolare polimero descritto come particolarmente indi-
zione di proteine claudin-1 e aumen- siliconico film-forming steso sulla cato per inibire il rilascio di elementi
tando lo stress ossidativo che causa pelle potrebbe limitare l’adesione inquinanti dell’aria, che potrebbero
danni al DNA. Ricorderemo che di particolati e quindi ridurre i danni causare depositi pigmentari sulla
claudin-1 sono proteine delle giun- cutanei da essi indotti. pelle e quindi dar luogo a forma-
zioni che rivestono un ruolo essen- In altra sede si riferisce di un ingre- zione di macchie o zone a disomo-
ziale nella formazione di una barriera diente antiossidante; un aminoacido geneo e indesiderato colorito.

Chimica verde: un batterio per la chiarificazione delle acque

Da un microrganismo aerobico presente nel suolo sintetizzato, un bio flocculante per il trattamento di chiarificazione
e il possibile riutilizzo di acque reflue.

Per “flocculante” s’intende un prodotto chimico utilizzato per coagulare gli inquinanti solidi presenti nell’acqua, affin-
ché si possano trattenere tramite filtrazione e quindi possano essere rimossi.
Esistono vari tipi di flocculanti: inorganici (ad es. sali trivalenti di Al e Fe), naturali (amido, alginati) e sintetici (poliacrilati).
Recentemente si è riferito dello studio, dell’ottimizzazione e messa a punto di un diverso tipo di agente flocculante; un
bio flocculante sintetizzato da un batterio (Bacillus salmalaya), un microrganismo Gram-negativo, aerobico, presente nel
suolo. Il potenziale flocculante di questo nuovo prodotto è stato valutato attorno a valori dell’83%, con un massimo
che può raggiungere e superare il 93% se nella realizzazione del prodotto si rispettano condizioni di coltivazione otti-
mali: 35,5°C di temperatura a pH = 7 con inoculo del 5% e saccarosio e lieviti come sorgenti di carbonio e azoto.
L’analisi chimica ha rivelato che il bio flocculate puro consiste di carboidrati (79%) e proteine (15,4%), con un peso
molecolare medio 5,13x105 Da. Lo spettro infrarosso mostra la presenza di carbossili (COO-), ossidrili (-OH) e amino-
gruppi (-NH2), polisaccaridi e proteine.
Tale bio flocculante esprime la sua massima attività e stabilità nell’intervallo di pH tra 4 e 7 (85% a pH=7). Termicamente
stabile, ritiene oltre l’80% della sua attività flocculante anche se riscaldato a 80°C per 30 minuti.
Dopo il trattamento di acque reflue, il bio flocculante rivela una significativa performance di flocculazione con un’ef-
ficienza di rimozione COD (Chemical oxigen demand, quantità di ossigeno necessaria per ossidare completamente
in cinque giorni le sostanze organiche presenti in un litro di acqua) pari al 93%, e un’efficienza di rimozione BOD
(Biochemical Oxygen Demand, quantità di ossigeno richiesta per la totale ossidazione di organismi presenti in un cam-
pione) pari al 92,4%.

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Cronache cosmetiche • PAGINE PROFESSIONALI

Angiopoietina, una angiopoietina, la quale è stata completamente. Esiste un’altra pro-


proteina che favorisce oggetto di numerosi studi, pubblicati teina, scleraxis (importante in quanto
la guarigione di ferite su Scientific Reports, che ne hanno è preposta alla formazione e al raffor-
ampiamente dimostrato le notevoli zamento dei tendini), che in qualche
Una proteina ad elevata attività antin- capacità antinfiammatorie durante la modo favorisce la formazione di cica-
fiammatoria si è rivelata idonea al fase iniziale di guarigione delle ferite; trici: l’angiopoietina produce mole-
trattamento topico di veloce cicatriz- inoltre, è in grado di favorire la for- cole che interferiscono con questa
zazione e guarigione di ferite. mazione di nuovi vasi sanguigni e la seconda proteina riducendo la pro-
crescita delle cellule agendo, quindi, duzione di collagene.
Un gruppo di ricercatori della positivamente ai fini della rimargina- A detta dei ricercatori, questa pro-
Nanyang Technology University di zione e guarigione di ferite. teina sanitizzante, somministrata topi-
Singapore ha messo a punto e bre- Secondo i ricercatori, le cicatrici si camente via patch, potrebbe essere
vettato un cerotto a base di un gel formano quando si crea un eccessivo interessante soprattutto nella terapia
che contiene una proteina, la quale si sviluppo di collagene che si dispone di ferite su pazienti diabetici, i quali
è visto che è in grado di accelerare la in ogni direzione. È quindi neces- è ben noto che soffrono e trovano
guarigione di ferite e minimizzare la sario utilizzare qualcosa che con- difficoltà nella guarigione di ferite: la
formazione di cicatrici cutanee. trolli l’esagerata produzione di col- proteina accelererebbe di almeno tre
Si tratta di una proteina, denominata lagene, senza ovviamente bloccarla volte il tempo della loro guarigione.

STRESS E SBALZI D’UMORE


DIFFICOLTÀ AD ADDORMENTARSI
STANCHEZZA
CRAMPI E IRRIGIDIMENTO MUSCOLARE
COSTIPAZIONE
FRAGILITÀ OSSEA
FASE PREMESTRUALE
il 70% delle persone può manifestare
carenza di magnesio

Naturalmente Antistress
Informazione pubblicitaria.
Gli integratori non vanno intesi quali sostituti di una dieta sana, variata ed equilibrata.
Si consiglia di leggere le avvertenze presenti sulla confezione.

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PAGINE PROFESSIONALI • Cronache cosmetiche

Aria inquinata genera Contemporaneamente (esposizione al sole,


danni alla pelle del viso le foto sono state temperatura, pre-
viste e analiz- cipitazioni), che
Dalla Cina un esperimento a vasto zate anche da peraltro erano
raggio per verificare i danni indotti un gruppo di similari p er
alla cute da aria inquinata su due non esper ti, le due città
gruppi di donne risiedenti in due in modo tale locate alla
città a diverso grado di inquina- che anch’essi s te s s a lat i -
mento ambientale. dessero una tudine, e di
risposta a quanto cer te abitu-
Ai fini di verificare quale poteva osservato circa la dini delle parteci-
essere il dannoso impatto di aria luminosità della pelle, panti, come l’uso più
inquinata sulla pelle del viso, in Cina lo stato di tonicità, appa- o meno regolare di cosme-
è stato effettuato un esperimento su renza più o meno sana e percezione tici e il tipo di alimentazione (cibi pic-
due gruppi di donne di età compresa dell’età. canti, dolci), che sono state giudi-
tra i 25 e 45 anni: il primo compo- Ovviamente, i maggiori e certamente cate similari nei due gruppi di donne
sto da donne risiedenti da almeno più marcati segni di danno sono stati selezionate.
15 anni in una città a forte inqui- osservati nelle donne più anziane L’esperimento, il cui testo è
namento ambientale, il secondo in (40-45 anni) risiedenti nella città più apparso su un recente numero
una città con aria decisamente meno inquinata, in particolare segni clinici di International Journal Cosmetic
inquinata. sulla struttura della pelle e sulla sua Science, è stato considerato utile
I soggetti testati sono stati esaminati pigmentazione. Il gruppo di non ed ha consentito di rilevare che una
da esperti tramite l’accurata osser- esperti ha giudicato la pelle del viso polluzione cronica, all’aperto, in una
vazione di una serie di foto della dei soggetti esposti meno radiosa, città con aria inquinata, favorisce
pelle del viso, valutando parame- meno tonica e più rilassata; le donne l’evolversi e l’aggravarsi di processi
tri di diversa specie quali rugosità, sono state giudicate “più vecchie” di cutanei che determinano l’invec-
disordini pigmentari, pori, rossore, quello che erano in realtà. chiamento precoce rispetto a sog-
ecc., e assegnando a ogni esame Nell’esame si è anche tenuto getti che vivono in una zona meno
un “indice di severità” (da 0 a 8). conto delle condizioni ambientali inquinata.

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SCIENZA E TECNICA • Review fitocosmesi

aggiornamenti fitocosmesi
a cura di Paolo Poggi

F unzionalità cosmetiche La qualità di riso che viene identificata con la denominazione di Jasmine
del Riso “gelsomino”
rice è una varietà a grana lunga di Riso (Oryza sativa) nativo della
Thailandia, aromatico, che ha preso questa denominazione per la nota
odorosa che promana, e che ricorda appunto il profumo del gelsomino.
Dall’analisi fitochimica, nella frazione attiva del chicco di questa varietà
di Riso sono stati identificati una serie di attivi antiossidanti di compro-
vata efficacia, quali vanillina, quercetina e, soprattutto, numerosi acidi
fenolici (in particolare p-cumarico e ferulico, ma anche rosmarinico, clo-
rogenico, caffeico e siringico).
Test in vivo e in vitro hanno rivelato molteplici bioattività dei suoi estratti
che, oltre ad essere antiossidanti, sono anche idratanti, antimelano-
geni, tonicizzanti e ammorbidenti la cute, ampiamente sfruttabili in
campo cosmetico.
L’attività antiossidante degli estratti è stata verificata e validata con test
tipici quali DPPH (difenil picrilidrazile), FRAP (fluorescence recovery after
photobleaching), ed è stata considerata quale inibente stress ossidativi
già a dosaggi d’uso di 0,1 mg/mL, con attività paragonabile a quella
della vitamina C.
Parimenti, la sua funzione antimelanogena, inibente l’attività di enzimi
 Jasmine rice tirosinasi e TRP (tyrosinase related proteins), si è rivelata esplicabile già
a dosi d’uso di 0,1 mg/mL di ingrediente attivo. Peraltro, tale attività si
è rivelata inferiore a quella dell’acido kojico, un ingrediente naturale tipi-
camente antimelanogeno, preso spesso come confronto per valutare il
livello di attività di altri ingredienti con la stessa funzionalità.
Referenza Il Riso gelsomino è risultato in grado di esplicare anche una significativa
Kanlayavattanakul M, Lourith N, Chaikul P funzionalità idratante, elasticizzante e tonificante cutanea, in ragione
(2019) Youth in yelds: Jasmine Rice extract della sua attività inibente l’elastasi e la collagenasi, e quindi efficace nel
whitens, protects and smooths skin. contrastare le rugosità e l’insorgere di altri segni indicanti un invecchia-
Cosmet & Toil 134(5):26-33 mento precoce della cute.

Caffeina fotoprotettiva Per quanto gli effetti di radiazioni UVR sulla cute umana siano stati
dello scalpo abbondantemente studiati, poco si sa circa le loro conseguenze sull’o-
meostasi dei follicoli dei capelli. Lo studio si ripropone, quindi, di inve-
stigare come lo spettro solare UVR, che colpisce la superficie umana,
possa interferire sulla biologia follicolare, e se potenziali effetti dele-
teri possano eventualmente essere mitigati dal trattamento con idonei
ingredienti cosmetici o nutraceutici, nel caso specifico con la caffeina.
Quest’ultima, chimicamente 1,3,7-trimetilxantina, è un alcaloide che
fa parte del gruppo delle xantine, basi puriniche molto importanti dal
punto di vista farmacologico. La caffeina agisce sul sistema nervoso
centrale, sull’apparato cardiovascolare, sull’apparato respiratorio e sulla

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Review fitocosmesi • SCIENZA E TECNICA

funzione renale. È considerata un principio attivo importante in grado


di dar luogo a lipolisi, la trasformazione locale della riserva lipidica in
acidi grassi liberi, i quali vengono poi eliminati attraverso il sistema lin-
fatico. Nel regno vegetale si ritrova nel Caffè (Coffea arabica L.), Tè,
Mate, Cola e Guaranà.
La cute umana dello scalpo, con terminali di follicoli capillari, è stata irra-
diata via transepidermica con raggi UVA e raggi UVB, quindi si è proce-
duto ad applicazione topica di una soluzione contenente 0,1% di caf-
feina, cui è seguito un ulteriore periodo di esposizione. Si è proceduto
poi all’identificazione degli effetti e alla loro valutazione.
È stato innanzitutto possibile appurare che l’irraggiamento con UVR
sviluppa citotossicità e danni epidermici, sia con elevato sia con basso
 Coffea arabica, bacche ( c RVCTA) livello di irraggiamento; danni di ordine ossidativo, decremento di pro-
liferazione di follicoli, apoptosi, deregolazione di espressione di fattori
di crescita dei follicoli e prolungamento del periodo catagen nel ciclo
vitale del capello (così viene chiamata la fase durante la quale la proli-
ferazione risulta nettamente diminuita sino ad arrestarsi).
Si è visto che l’applicazione topica del preparato contenente caffeina
riduce la citotossicità nei confronti dei follicoli capillari e stimola l’espres-
sione di IGF-1 in prossimità delle radici dei follicoli. Ricorderemo che
IGF-1 (insuline-like growth factor-1) è un gene che regola la sintesi dei
fibroblasti e stimola la sintesi di acido jaluronico e condroitin solfato.
Referenza Pertanto, la caffeina fornisce protezione da citotossicità e distrofie,
Gherardini J, Wegner J, Chèret J et al (2019) mediate da esposizione e raggi UVR, e deregola la fase catagen pro-
Transepidermal UV radiation of scalp skin ex muovendo l’espressione di fattori di crescita dei bulbi piliferi. Questo
vivo induces hair follicle damage that is alle- prodotto naturale si presenta, dunque, come un principio attivo effi-
viated by the topical treatment with caffeine. cace e agente fotoprotettivo impiegabile a tali scopi sia in cosmetica
Int J Cosmet Sci 41(2):164-182 sia in preparati cosmeceutici e nutraceutici.

Un attivo naturale stimola I recettori olfattivi sono espressi da particolari tipi di cellule del corpo
i recettori olfattivi umano, le quali funzionano sotto l’impulso di stimoli olfattivi. In par-
ticolare, è stato dimostrato che il recettore OR2AT4 attiva la prolifera-
zione di cheratinociti sulla pelle, quando a sua volta è stimolato da un
particolare profumo (legno di Sandalo).
Per quanto sia stato scritto che il recettore OR2AT4 sia stato coinvolto
nel rinnovo epidermico, non ci sono attestati precisi circa la conoscenza
di ingredienti attivi cosmetici in grado di attivare tali recettori.
L’intento di una ricerca è stato, pertanto, quello di identificare una
molecola naturale che agendo su questo recettore fosse in grado di
stimolarne la funzione attivante la proliferazione e la migrazione dei
cheratinociti.
La molecola selezionata è stata ottenuta da sfarinato di noce di Cocco
(Cocos nucifera L.). L’efficacia di tale ingrediente è stata testata valutando
la migrazione di cheratinociti (test in vitro), così come è stata valutata la
 Cocos nucifera potenziale interazione tra dette molecole e il recettore olfattivo OR2AT4.

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SCIENZA E TECNICA • Review fitocosmesi

Si è potuto appurare che l’estratto da sfarinato di noce di Cocco incre-


menta in maniera significativa la migrazione di cheratinociti, e i risultati
del test hanno pure dimostrato che tale effetto è mediato da OR2AT4.
L’analisi metabolomica ha rivelato due molecole attive, nonioside D e
Referenza butil-4-O-α-D-glucopiranosil-β-D-glucopiranoside; sarebbero queste
Verzeaux L, Richer S, Viguier J et al (2019) le due molecole che interagiscono con la sfera extracellulare del recet-
Structure-function relationship between a tore olfattivo.
natural cosmetic active ingredient and the Lo studio ha mostrato per la prima volta che una molecola naturale è in
olfactory receptor OR2AT4. grado di interagire con il recettore olfattivo OR2AT4 ai fini di promuo-
Int J Cosmet Sci 41(2):194-199 vere la migrazione dei cheratinociti e quindi favorire l’epitelizzazione.

Lipidi vegetali Sono numerosi gli oli vegetali ai quali tra le diverse bioproprietà è rico-
incrementano il fattore nosciuta quella di agire da assorbenti di radiazioni UV. All’olio di Oliva,
per esempio, è riconosciuto un valore SPF (sun protection factor) pari
di protezione dei solari
a 8, all’olio di Ricino e di Mandorle un valore, rispettivamente, di 6 e
5, tanto che il loro utilizzo è spesso suggerito nella preparazione di
cosmetici protettivi solari onde poter ridurre, in questi ultimi, il con-
tenuto in filtri UV organici, con il vantaggio, quindi, di realizzare un
preparato a minor costo e soprattutto più sicuro dal punto di vista
tossicologico (resta sempre dibattuta la questione del possibile poten-
ziale di penetrazione cutanea delle molecole organiche filtranti UV).
In uno studio si è valutata la possibilità di sfruttare un veicolo oleoso
idoneo alla realizzazione di protettivi UV ad elevato indice SPF, utiliz-
zando un’associazione lipidica formata da olio di Melograno (Punica
granatum L.) e burro di Karitè (Butyrospermum parkii), ovviamente
 Karitè, frutti ( c Marco Schmidt) uniti ad un’idonea miscela di filtri organici (octinoxato, butil metossi-
dibenzoilmetano e bemotrizinolo) in differenti percentuali.
Caratterizzati i preparati finiti, valutando la spalmabilità, l’indice di
occlusione, il valore pH e il valore richiesto HLB, non si sono notate
differenze sostanziali a seguito dell’incorporazione di questa massa
lipidica.
Un test in vitro spettrofotometrico ha rivelato che l’addizione al for-
mulato di 1% di olio di Melograno e 1% di burro di Karitè è in grado
di portare ad un incremento del valore SPF dei vari preparati rispetto
a quelli a stessa formulazione, ma non addizionati dei due lipidi vege-
tali. Il valore di incremento dell’effetto protettivo (aumento di SPF) è
risultato più marcato nelle formulazioni che contenevano dosaggio
inferiore di filtri organici.
I risultati dello studio starebbero quindi a validare l’ipotesi che l’in-
Referenza clusione di adatti lipidi vegetali in preparati protettivi solari consente
Mondon P, Debaene F, Ringenbach C et al di ridurre la concentrazione in essi di filtri UV organici ottenendo gli
(2019) Anti-pollution, attained: Marrubium stessi risultati.
vulgare neutralizes particulate matter and Da non trascurare, infine, il fatto che i derivati lipidici vegetali appor-
ozone. terebbero al formulato, oltre la descritta attività fotoprotettiva, anche
Cosm & Toil 143(3):19-30 una marcata azione antiossidante e antinfiammatoria.

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Review fitocosmesi • SCIENZA E TECNICA

Principi attivi cosmetici Lavori di ricerca nel campo del recupero di principi attivi funzionali da
da acque reflue acque reflue di lavorazioni industriali hanno ripetutamente portato a
constatare che il livello di polifenoli con varia biofunzionalità, ancora
di lavorazioni industriali
presenti in acque reflue da lavorazione di olive, è significativo ed è
quindi ancora sfruttabile in vari campi di applicazione, compreso quello
cosmetico.
Prodotti estrattivi da acque reflue di lavorazione delle olive sono stati
valutati per il possibile utilizzo in cosmesi in relazione al contenuto in
polifenoli, e si è verificato che possono essere adatti a preparati a fun-
zione antiossidante, antinfiammatoria e rivitalizzante (incremento di
vitalità e di proliferazione di cellule) operando su linee cellulari HaCaT.
Ricorderemo che queste cellule umane sono cheratinociti, cellule-se-
gnale; a seguito di irradiazione con raggi UV si manifesta subito un
elevato aumento in ROS. Numerosi principi attivi vegetali proteggono
 Frantoio per la lavorazione delle olive, Italia XVI queste cellule da stress ossidativi indotti da UV.
sec.
Inoltre, è stato valutato l’effetto che tali sostanze naturali di recupero
possono avere sullo sviluppo e sulla crescita di vari microrganismi, oltre
al loro comportamento nei confronti di cheratinociti dermici umani e
su cellule umane melanoma (A375).
Per tali estratti è stato possibile verificare una loro eccellente attività
antimicrobica, una marcata funzione antiossidante riducente la forma-
zione di ROS (reactive oxygen species), una altrettanto significativa fun-
zionalità antinfiammatoria (riduzione di espressione di mediatori infiam-
Referenza matori come interleuchina-8) e, infine, l’inibizione allo svilupparsi, su
Schlupp P, Schmidts TM, Possl A et al (2019) modelli di melanoma cutanei, di melanoma nodulare (che è la forma
Effects of a Phenol-Enriched Purified Extract più aggressiva di melanoma cutaneo).
from Olive Mill Wastewater on Skin Cells. Ancora una valida testimonianza che attesta la possibilità di sfrutta-
Co s m e t i c s 6 (2), 30 d o i :10 . 33 9 0 / mento di residui di lavorazione industriale, ai fini di poterne ancora
cosmetics6020030 valorizzare il prezioso residuo in componenti attivi.

L a fitomelatonina regola La fitomelatonina, come si deduce dal nome, è la melatonina di estra-


l’omeostasi cutanea zione vegetale chimicamente costituita dalla stessa molecola della
melatonina prodotta dal corpo umano (N-acetil-5-metossitriptamina).
Essa trova distribuzione ubiquitaria nei differenti organi della pianta:
foglie, radici, frutti e semi. Al momento i suoi principali utilizzi sono
nel campo dell’agricoltura e in terapia per le sue forti capacità
antiossidanti.
La melatonina vegetale regola l’omeostasi dei cheratinociti, cioè
interviene nei processi di mantenimento e invecchiamento della pelle
difendendola dagli stress ossidativi che generano l’accumulo di ROS
(reactive oxygen species).
Preparati contenenti fitomelatonina sviluppano proprietà antiossidanti
e funzionano bloccando i radicali liberi evitandone l’accumulo. I ROS,
 Achillea millefolium, una specie ad elevato conte-
ottenuti sia dalla produzione di perossidi sia dall’esposizione a radia-
nuto di fitomelatonina ( c Thayne Tuason) zioni UV, sono fattori che inducono l’invecchiamento precoce della

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SCIENZA E TECNICA • Review fitocosmesi

cute. La continua esposizione a ROS può ridurre e anche annullare le


funzioni del sistema antiossidante naturale di difesa, oltre a provo-
care melanogenesi, formazione di rughe, ecc.
L’invecchiamento della cute è anche regolato da specifici mi-RNA
Referenza (micro-ribonucleic acid); si tratta di piccole molecole endogene di
Ferri F, Olivieri F, Cannataro R et al (2019) RNA che prendono parte all’evolversi di meccanismi coinvolti nella
Phytomelatonin Regulates Keratinocytes regolazione dell’espressione genica. Presenti in grande quantità nella
Homeostasis Counteracting Aging Process. cute senescente, concorrono all’evolversi e al progredire del suo
Co sm e t i c s 6 (2) :27 d o i :10 . 3 3 9 0 / invecchiamento. Sono state scoperte sostanze naturali che ne ridu-
cosmetics6020027 cono l’espressione o ne modulano l’attività, e tra queste vi è anche
la fitomelatonina.

Estratti di Zucca riducono L’induzione della pigmentazione dopo l’esposizione a radiazioni UV è il


la pigmentazione risultato dell’opera di alcuni fattori secreti dai cheratinociti esposti agli
UV, che attivano la sintesi di melanina nei melanosomi e stimolano il
loro trasferimento ai cheratinociti. Tra questi fattori è riferito che α-MSH
(α-melanocyte stimulatig hormone), il quale è convertito dal precursore
POMC (proopiomelanocortina) a seguito di esposizione a UV, agisce
attivandoli sui melanociti cutanei stimolandoli al trasferimento sui che-
ratinociti circostanti e provocando, quindi, la melanogenesi.
L’intento di uno studio è stato quello di valutare l’effetto che estratti
ottenuti da semi di Zucca (Cucurbita maxima, la Zucca gigante o Gialla
della famiglia delle Cucurbitaceae) sono in grado di sviluppare ai fini
del trasferimento dei melanosomi ai cheratinociti, e cercare di chiarire
l’interferenza di ROS (reactive oxygen species) su questo trasferimento
indotto da UVB.
Il trasferimento di melanosomi è stato esaminato controllando il com-
portamento di incorporazione entro i cheratinociti di particelle fluore-
scenti usate come pseudo-melanosomi e incorporate nel mezzo trat-
tante, a seguito dell’azione sviluppata dai ROS. Si è visto che l’incorpo-
razione di particelle fluorescenti entro i cheratinociti aumenta per espo-
 Cucurbita maxima sizione a UVB, anche in presenza di acqua ossigenata. Il trattamento
dei cheratinociti con l’estratto di Zucca aumenta la protezione antios-
sidante del sistema intracellulare, a seguito dell’attivazione di Nrf2, e
sopprime l’incorporazione delle particelle fluorescenti che erano state
Referenza stimolate da UVB e H2O2.
Endo K, Mizutani T, Okano Y et al (2019) A Quindi, i risultati indicano che estratti da Zucca sopprimono il trasferi-
red pumpkin seed extract reduces melano- mento di melanosomi stimolati da ROS, generati da esposizione a UVB
some transfer to keratinocytes by activation a seguito dell’attivazione di Nrf2 (Nuclear factor erythroid-2), fattori
of Nrf2 signaling. trascrizionali tra i principali regolatori del responso antiossidante. Essi,
J Cosmet Dermatol 18(3):827-834 infatti, inducono geni importanti nel combattere stress ossidativi.

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Review fitocosmesi • SCIENZA E TECNICA

Le alghe, fonte inesauribile La conoscenza degli effetti salutistici delle alghe risale a epoche bibli-
di bioattivi naturali che, ma lo sviluppo nella produzione di functional foods ha rappresen-
tato un’enorme occasione ai fini dello sfruttamento di alghe nella rea-
lizzazione di alimenti e bevande. Le masse algali rappresentano una
fonte inesauribile di principi bioattivi, di grande interesse per l’industria
farmaceutica e cosmetica, grazie al loro contenuto in carotenoidi, acidi
grassi polinsaturi, proteine, polifenoli e polisaccaridi.
L’incorporazione di estratti algali in alimenti e bevande ha rappresen-
tato una grande opportunità, al fine di avvicinare questa categoria di
prodotti naturali anche a settori di consumatori che non li conoscevano.
Le alghe producono uno spettro grandissimo di metaboliti secondari;
pure in un ambiente non accogliente (ad esempio in zone con acque
molto fredde o molto calde) si difendono dinamicamente sintetizzando
composti protettivi e sviluppando meccanismi di difesa. La moderna
 Popolazione di alghe Chlorella algacoltura consente poi l’ottenimento di tipi di alghe, la cui crescita
( c Andrei Savitsky)
e sviluppo sono controllati e ne sono regolati i parametri in modo da
ottenere prodotti industrialmente sfruttabili, con maggiore biofunzio-
nalità e sicurezza d’impiego.
La vasta rassegna, di cui abbiamo fatto una molto sintetica rielabora-
Referenza zione, continua con la descrizione di potenziali impieghi di alghe nella
Jagannathan N, Kumar S (2019) Studies on the realizzazione di formulati cosmetici e di integratori nutrizionali, con
formulation of algal products and assessments particolare riferimento ad alcuni tipi di alghe quali Spirulina, Chlorella
on their biochemical content. e Dunaliella, fonti inesauribili di componenti naturali biologicamente
Biosci Eur J 3:1-8 attivi.

Ergotioneina da fungo L’ergotioneina è un aminoacido solforato, metabolita dell’istidina, che si


a marcata attività ritrova in tessuti umani, di funghi ed è presente anche in vegetali (semi
di Avena). È dotata di elevata attività antiossidante, ritenuta addirittura
antiradicalica
più potente di quella del tanto conclamato coenzima Q-10, grazie alla sua
marcata efficacia bloccante i radicali liberi, ai fini di protezione di cellule
da ROS (reactive oxygen species), indotti da UV e da altri stress ossidativi.
Un estratto ricco in ergotioneina, ottenuto da Pleurotus cornucopiae
(un fungo edule della famiglia delle comunissime “orecchiette”) è
stato utilizzato come fonte di componenti antiossidanti nel controllo
degli effetti di perossidazione lipidica in liposomi contenenti asta-
xantina (xantofilla (3,3’-diidrossi-4,4’-dioxo-b-carotene)) ad elevato
peso molecolare, pure questo agente a marcata attività antiossidante.
Con lo studio si è inteso verificare se la presenza della ulteriore fra-
zione antiossidante del fungo, contenente ergotioneina, fosse in
grado di stabilizzare ancor più il preparato liposomale contenente
la xantina da fenomeni perossidativi, onde poterne fare uso in sofi-
sticate preparazioni a garanzia di elevata stabilità e non a rischio di
irrancidimento o di demolizione. Azocomposti (propionamidi, metil-
valero-nitrili) sono stati utilizzati come radicali idrofili e lipofili inizia-
tori di ossidazione.

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SCIENZA E TECNICA • Review fitocosmesi

La presenza dell’estratto di fungo si è visto che ritarda significativa-


mente la degradazione ossidativa di astaxantina e controlla il pro-
gresso dell’ossidazione lipidica nel sistema liposomale. La formazione
di lipidi idroperossidi è risultata significativamente soppressa, mentre
acidi polinsaturi del sistema sono risultati protetti da degradazione.
Con il test è stato anche possibile verificare che l’estratto in toto da
fungo è in grado di sviluppare un più elevato potere bloccante i radi-
cali liberi (test al radicale libero DPPH, difenil picridrazile) rispetto a
una dose equimolare di ergotioneina isolata, rivelando quindi la pre-
senza nella droga del fungo di altri possibili componenti antiossidanti
che opererebbero in sinergia con l’ergotioneina.

Referenza
Pahila J, Ishikawa Y, Ohshima T (2019) Effects of Ergothioneine-Rich
Mushroom Extract on the Oxidative Stability of Astaxanthin in Liposomes.
 Pleurotus cornucopiae J Agric Food Chem 67(12):3491-3501

Proprietà antiossidanti Il Gelso nero (Morus nigra L.) è un albero da frutto appartenente alla
del Gelso nero famiglia delle Moracee e al genere Morus, insieme ad altri gelsi come il
Morus alba, il Gelso della Cina e il Gelso o Arancio degli Osagi.
L’indicazione del nome è dovuta al colore scuro delle gemme, non al
colore dei frutti: il Morus alba può produrre frutti di colore bianco, rosa
e nero; questi ultimi hanno tonalità che possono essere confuse con
quelle del Morus nigra.
Si tratta di una pianta dalle comprovate proprietà in campo terapeutico,
specialmente valorizzate nelle dottrine orientali come antiperglicemi-
che, antiossidanti, diuretiche, antiulcera, antibatteriche, lassative e altre.
Lo studio ripercorre la descrizione dei processi estrattivi dei principi attivi
della pianta, con varie tecniche e con l’utilizzo di solventi organici diversi
quali etere di petrolio, cloroformio, etanolo e acqua. I bioattivi ricavati
sono stati identificati in flavonoidi, saponine, resine, protidi (proteine e
aminoacidi), acidi grassi, carboidrati e tannini.
Dopo la separazione dei vari componenti ne è stata valutata e validata
la capacità antiossidante utilizzando il metodo al radicale libero DPPH
(difenil picrilidrazile). I vari test hanno rivelato che la funzione antiossi-
dante degli estratti di Morus nigra è dose-dipendente, che la maggiore
concentrazione di componenti bioattivi si ritrova nelle foglie della pianta
e che l’estratto acquoso sviluppa una funzionalità più marcata di quella
degli altri estratti in solventi organici. Tale estratto si presenta indubbia-
mente indicato per impieghi in campo cosmetico.

Referenza
Singh S, Tripathi A, Lal V et al (2019) Phytochemical Screening of Morus nigra.
 Gelso Nero Der Pharma Chemica 11(2):25-30

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Review fitocosmesi • SCIENZA E TECNICA

Nel BiaNcoSPiNo PriNciPi Il Biancospino (Crataegus monogyna), della famiglia delle Rosaceae,
attivi aNtioSSidaNti è una pianta che a fini officinali è nota in campo terapeutico per le
sue marcate proprietà vasodilatatrici e ipotensive, mentre in cosme-
tica il suo impiego è relativo, in particolare, a preparati antiossidanti e
antimelanogeni.
La pianta è una ricca fonte di flavonoidi (iperina, apigenina, quercetina),
tannini e acidi fenolici (caffeico, clorogenico).
Nello studio si riferisce, appunto, della sua attività antiossidante corre-
lata all’elevato contenuto nella droga dei principi attivi qui sopra richia-
mati. Ai fini di questa ricerca sono state prese in considerazione le dif-
ferenti parti della pianta. L’attività antiossidante è stata determinata
con metodo DPPH (difenil picrilidrazile), mentre con il metodo Folin-
Denis è stato stabilito il contenuto in fenoli; infine, il totale flavonoidi
 Bacche di Biancospino ( c Giancarlo Dessi) dell’estratto della pianta è stato definito con un metodo colorimetrico.
I risultati dei test hanno svelato che tutte le parti della pianta sono in
grado di sviluppare una significativa attività antiossidante, con effica-
Referenza cia più pronunciata da parte di estratti ottenuti da fiori, piccoli frutti e
Bahri H, Benkirane C, Tazi B (2019) Antioxidant bacche non maturi.
activity of hawthorn (Crataegus monogyna) L’attività antiossidante sviluppata dai vari estratti ottenuti dalle diverse
from Morocco. parti della pianta è risultata strettamente correlata al contenuto in poli-
Acad J Medic Plants 7(2):30-35 fenoli della parte esaminata.

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SCIENZA E TECNICA • Spazio fitoterapia

fitoterapia e nutrizione:
dati ed evidenze dalla ricerca
a cura di Marcello Monti

trattamenti terapeutici
Come aumentare Un problema correlato all’impiego terapeutico di curcumina, il prin-
biodisponibilità cipio attivo caratterizzante la droga di Curcuma longa, è quello rela-
tivo alla sua scarsa solubilità in acqua, e quindi alla sua limitata bio-
di curcumina e resveratrolo
disponibilità conseguente alla sua assunzione. Risulta difficile anche
incorporarla in un’emulsione O/A. Le principali ragioni del rinveni-
mento di bassi livelli di curcumina nel sangue e nei tessuti sembra
siano proprio da spiegarsi con lo scarso assorbimento, il suo veloce
metabolismo e la rapida eliminazione sistemica.
A parte il possibile abbinamento alla curcumina in preparati terapeu-
tici di sostanze che ne favoriscono l’assorbimento, tipo la bromelina
o la piperina, esistono varie opportunità di sistemi biotecnologici di
veicolazione di questa sostanza attiva quali nanoparticelle, nanoe-
mulsioni, microincapsulazione, che costituiscono un’idonea strategia
per aumentarne la biodisponibilità.
Lo studio riferisce di come realizzare un preparato terapeutico utiliz-
zando curcumina e resveratrolo (altro principio attivo con sfavorevole
farmacocinetica e con bassa biodisponibilità per intenso metaboli-
smo di primo passaggio, intestinale ed epatico), superando le diffi-
coltà rappresentate dalla loro scarsa biodisponibilità dovuta alla loro
ridotta solubilità in acqua, tramite la loro incorporazione in nanopar-
ticelle solide liquide (SLN). Tra una possibile vasta gamma di polimeri
dotati di buona miscibilità e interazione molecolare, è stata selezio-
nata la 2-idrossipropil β-ciclodestrina (HPβCD) da utilizzare come
veicolante.
Si è visto che questa tecnica di incapsulazione consente uno sfrutta-
mento ottimale dei due principi attivi, con il raggiungimento di una
più marcata azione funzionale del preparato in ragione di una sua
aumentata biodisponibilità e una più duratura azione in ragione del
suo rilascio prolungato nel tempo.

Referenza
Gumireddy A, Christman R, Kumari D et al (2019) Preparation, Characterization,
and In vitro Evaluation of Curcumin and Resveratrol-Loaded Solid Lipid
Nanoparticles.
 Curcuma longa AAPS PharmSciTech 20(4):145, doi: 10.1208/s12249-019-1349-4

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Spazio fitoterapia • SCIENZA E TECNICA

Chitosano in film Film biopolimerici ottenuti via electrospinning possono essere utilizzati
biopolimerici come rivestimento nel trattamento di ferite o bruciature della pelle e altri
tipi di ferite croniche. Con il termine “electrospinning” (che possiamo
per la guarigione di ferite
tradurre in “elettrofilatura”) si intende un processo che consente di pro-
durre, nell’industria dei polimeri, filamenti continui di materiale sinte-
tico di diametro straordinariamente piccolo, anche inferiore a 1 micron.
Le nanofibre ottenute con tali filamenti sono caratterizzate da bassa
densità, alta porosità, permeabilità all’acqua e al gas. La struttura
chimica e la porosità del materiale facilitano l’adesione del preparato e
favoriscono, nel contempo, lo svolgersi di processi metabolici necessari
alla proliferazione e alla differenziazione di cellule, e quindi alla rimar-
ginazione della ferita.
I vari tipi di film realizzati hanno tutti rivelato una potenziale capacità di
rivestimento della ferita, favorita anche dalla praticità di manipolazione.
Polimeri idonei per la realizzazione di tali nanofibre sono, ad esempio,
CoPA (coliamide alifatica alcol-solubile), così come i copolimeri del
policaprolattame.
Il chitosano, un polisaccaride naturale ottenuto da esoscheletri di cro-
stacei e costituito da D-glucosamina e N-acetilglucosamina, si è rive-
lato un materiale ideale per tale tipo di utilizzo, anche in ragione della
sua biodegradabilità e non tossicità.
Si è visto che l’introduzione di nanofibrille di chitina nella soluzione di
chitosano incrementa in modo significativo il tasso di formazione di
Referenza nanofibre, con il conseguimento di un materiale migliore. Inoltre, l’in-
Shabunin AS, Yudin VE, Dobrovolskaya IP et troduzione di nanofibrille nella composizione di base consente di ridurre
al (2019) Composite wound dressing based l’ammontare di PEO (polietilen ossido), un polimero idrosolubile che
on Chitin/Chitosan nanofibers: Processing and viene aggiunto alla soluzione in modo tale da facilitare la formazione
biomedical applications. della struttura fibrosa durante il processo di electrospinning. Le nano-
Cosmetics 6(1):16 online fibrille di chitina sviluppano, inoltre, un’azione antinfiammatoria.

Batteri probiotici La dermatite atopica è un’infiammazione cronica della pelle che porta
nel trattamento prurito e altri disagi, ed è caratterizzata da una ridotta variabilità nel
microbioma che favorisce la colonizzazione da parte di batteri pato-
della cute alterata
geni, in particolare Staphylococcus aureus.
da dermatite atopica
Un nuovo approccio al trattamento di disturbi della pelle, dermatite
atopica compresa, riguarda l’impiego di specifici e benefici batteri pro-
biotici, intesi a ripristinare il corretto bilanciamento del microbioma
cutaneo e a diminuire la colonizzazione da parte di patogeni.
Quando somministrati a pazienti affetti da dermatite atopica, si è visto
che specifici probiotici sono in grado di riparare la barriera cutanea
lipidica, ristorare la microflora cutanea e stimolare il ribilanciamento
del sistema immunitario cutaneo favorendo il responso di cellule Th-1.
Queste sono regolatori essenziali delle risposte immunitarie adattive e
delle manifestazioni infiammatorie, producendo specifiche citochine
 Olivello spinoso, rami e frutti antinfiammatorie. Peraltro, solo pochi studi hanno sinora esplorato

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SCIENZA E TECNICA • Spazio fitoterapia

l’effetto di applicazioni topiche di probiotici su cute alterata di pazienti


affetti da dermatite atopica.
Questo studio valuta l’efficacia lenitiva e la tollerabilità di un nuovo pre-
parato cosmetico cutaneo a base di probiotici, che combina l’azione
di due ceppi vivi di Lactobacillus rhamnosus e oli da semi di Olivello
spinoso (Hippophae ramnoides) e di Ribes nero (Ribes nigrum L.) su
lesioni infiammatorie (eczematose) in soggetti con pelle atopica.
Referenza Il trattamento si è visto che apporta un significativo decremento di segni
Imko-Walczuk B, Taraszkiewicz A, Mäyrä A di severo eczema dopo 4 settimane di trattamento. Peraltro, un visibile
(2019) Soothing Efficacy and Tolerability of a e un apprezzabile miglioramento è stato riscontrato sul 67% dei sog-
Skin Care Product Containing Live Lactobacillus getti sottoposti al test, già dopo sole 4 settimane di trattamento. Un
rhamnosus Bacteria and Berry Seed Oils on notevole benefico effetto del preparato è risultato anche ai fini dell’eli-
Atopic Dermatitis Lesions. minazione del prurito (diminuzione di intensità di oltre il 50%), osser-
J Cosmet Dermat Sci Appl 9(2):83-93 vata nell’86% dei soggetti.

I ridoidi da piante nella Con il termine “iridoidi” ci si riferisce a una famiglia di glucosidi a strut-
lotta contro Alzheimer tura monoterpenica, che per idrolisi liberano zuccheri e un aglicone bici-
e Parkinson clico (un anello a sei e uno a cinque atomi di carbonio); gli alcaloidi piri-
dinici sono iridoidi, così come l’oleoeuropeina (dell’olio di Oliva) e l’au-
cubina (contenuta nella Valeriana officinale). Sono dotati di varia atti-
vità a seconda dell’aglicone che li caratterizza. In natura sono diffusi in
molte specie vegetali (Hamamelis, Verbena, Piantaggine, ecc.).
Nello studio si fa riferimento a iridoidi e al loro potenziale effetto protet-
tivo da disturbi neurovegetativi quali morbo di Alzheimer e Parkinson.
Nel corso della ricerca di nuovi principi attivi volti a contrastare le due
terribili malattie sopra citate, analisi che da anni è estesa, ovviamente,
anche a prodotti di derivazione naturale, si è scoperto che vari deri-
vati iridoidi da piante, quali catalpolo e un suo cumaroil-derivato (con-
tenuti nell’estratto di Catalpa), il geniposide (da Gardenia), arpagoside
(da Artiglio del diavolo), loaganina (da Noce vomica), secoiridoidi, ole-
oeuropeina (da olio di Oliva) e altri, esibiscono un significativo effetto
neuroprotettivo e sono in grado di abbassare i processi di neurodege-
nerazione in casi di Alzheimer e Parkinson.
Si è scoperto che questi metaboliti sono in grado di migliorare le con-
dizioni dei malati di Alzheimer incrementando l’espressione di IDE
(insulin degrading enzyme), NEP (neprilisina), PPAR-y (Peroxisome
proliferator-activated receptor-y), α-secretasi e diminuendo l’espres-
 Catalpa bignonioides, frutti ( c Philmarin) sione di β-secretasi, oltre a ridurre il livello di deposizione di α-β-oli-
gomeri in neuroni del cervello. Ricorderemo che α-β-oligomeri sono
strutture neurotossiche responsabili dello svilupparsi delle fasi precoci
della malattia; sono pertanto un bersaglio potenziale per combattere
l’Alzheimer.
Secretasi sono due enzimi proteasi che fanno tagli specifici alle catene
di proteine durante il processo di maturazione. Si ritiene che la β-sec-
retasi abbia un ruolo importante nello sviluppo del morbo di Alzheimer.

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Spazio fitoterapia • SCIENZA E TECNICA

Questi metaboliti, inoltre, incrementano l’espressione di proteine neu-


roprotettive Bcl-2 via attivazione di GLP-1R (Growth related protein-1
receptor) e la soppressione di espressione di proteine apoptiche, Bax
e caspasi-3.
Inoltre, questi iridoidi riducono deterioramenti allo stato cognitivo,
incrementando l’espressione di proteine sinaptiche e migliorando le
funzioni della memoria in soggetti con Alzheimer. La maggior parte di
tali iridoidi è anche in grado di incrementare il livello di enzimi naturali
Referenza antiossidanti, tipo SOD (superossido dismutasi) e GSH-Px (glutatione
Dinda B, Dinda M, Kulsi G et al (2019) perossidasi), migliorando quindi la resistenza a stress ossidativi.
Therapeutic potentials of plant iridoids in Nello studio si fa una vasta esamina di tutte le numerose attività neu-
Alzheimer’s and Parkinson’s diseases: A review. roprotettive che questi iridoidi e secoiridoidi da piante sono in grado di
Eur J Med Chem 169:185-199, doi: 10.1016/j. sviluppare, se ne descrivono vari meccanismi di azione e le loro poten-
ejmech.2019.03.009 ziali possibilità applicative in campo terapeutico.

R abarbaro Il carcinoma epatocellulare (HCC) è una delle forme più comuni di tumore
epatoprotettivo al fegato. Si ritiene che un’espressione anormale di STAT-3 (Signal tran-
sducer and activator of transcription) e la loro attivazione possano pro-
muovere proliferazione, metastasi, sopravvivenza e angiogenesi di cellule
cancerogene del fegato. STAT-3, lo ricordiamo, sono fattori trascrizionali
che controllano i processi infiammatori, ma che peraltro sono dotati di
multiple funzioni, a volte anche contrastanti tra loro. Infatti, se troppo
attivi, tali fattori potrebbero indurre un’infiammazione maggiore e la loro
deregolazione assumerebbe, pertanto, molta importanza.
Il Rabarbaro (Rheum palmatum L.) è una pianta nota per le sue varie pro-
prietà medicinali: lassative-purgative, colagoghe, stomachiche e amaro
depurative. La sua frazione attiva è caratterizzata soprattutto da antra-
chinoni (acido crisofanico, reina, aloemodina) e contiene pure tannini
e acido ossalico.
Si è visto che un estratto di Rabarbaro cinese (Rheum palmatum) esibi-
sce un effetto sopprimente i tumori agendo su vari tipi di cellule tumo-
rali umane, ma non si hanno dati circa tale attività nei confronti di cellule
epatiche. Lo studio esamina, quindi, questa eventuale potenzialità.
Su linee cellulari HCC, trattate con l’estratto per 24 h, è stata valutata
la vitalità, la migrazione, l’invasione e angiogenesi; si è visto che tali
fattori, marker significativi da considerare nel trattamento del male, risul-
tano significativamente ridotti dopo il trattamento via deregolazione di
STAT-3, con conseguente riduzione dell’effetto tumorale, sia preventivo
sia progressivo.

Referenza
Tan ZB, Fan HJ, Wu YT et al (2019) Rheum palmatum extract exerts anti-he-
patocellular carcinoma effects by inhibiting signal transducer and activator of
transcription 3 signaling.
 Rheum palmatum J Ethnopharmacol 25 (232):62-72

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SCIENZA E TECNICA • Spazio fitoterapia

Dall’ederagenina Nello studio, una serie di ammidi C-28, derivati di ederagenina con e
ammidi citotossiche senza presenza di acetil-gruppi in posizione 3 e 23 dell’anello A, sono
state sintetizzate ai fini di valutarne un loro eventuale potenziale cito-
antiproliferative
tossico. Ederagenina, lo ricordiamo, è un triterpene pentaciclico agli-
cone dell’ederina, una saponina triterpenica presente nella frazione
attiva della droga dell’Edera (Hedera helix).
La struttura dei vari composti è stata determinata con analisi strumen-
tale (spettroscopia) e la loro citotossicità è stata verificata con test SRB
su un panel di linee cellulari umane cancerogene. Ricorderemo che
SRB assay è un test colorimetrico (con sulforodamina B) che consente
di valutare la citotossicità di un agente chimico.
La maggior parte degli ammido-derivati si sono rivelati citotossici nei
confronti di numerose linee cellulari cancerogene umane; peraltro, i
 Hedera helix derivati idrossilati si sono rivelati meno attivi dei corrispondenti derivati
acetilati, che si sono dimostrati anche ad azione maggiormente selet-
tiva nei confronti di particolari linee di cellule, e hanno mostrato parti-
colare affinità ricettiva verso HER-2, una proteina recettore, fattore di
Referenza crescita epidermico umano.
Rodríguez-Hernández D, Barbosa LCA, Martins Analisi colorimetriche, combinate con rilevamento via FM (fluorescence
JPA et al (2019) Hederagenin amide derivatives microscopy), hanno indicato che le membrane cellulari diventano per-
as potential antiproliferative agents. meabili. È stato possibile osservare anche lo svilupparsi di un processo
Eur J Medic Plants 168(8):436-444 di necrosi.

Estratti da Sesamo La ricerca di nuovi farmacoterapici, ottenibili da piante officinali per


ad attività antidepressiva la cura di disordini del sistema nervoso centrale, si è accentuata in
questi ultimi anni, grazie al presupposto che la loro associazione al
farmaco specifico tradizionale ne potrebbe migliorare l’efficacia e
ridurre il rischio di effetti secondari tossici e di assuefazione.
Nella medicina tradizionale dei Paesi orientali, è invalso da tempo
l’impiego di Sesamo (Sesamum indicum) nel trattamento di disor-
dini di ordine neurologico. La moderna ricerca scientifica ricono-
sce agli estratti di questa pianta proprietà neuroprotettive, anticon-
vulsive, oltre che le più tradizionali antiossidanti, antimicrobiche e
ipoglicemiche.
Test clinici hanno rivelato per gli estratti del Sesamo una marcata atti-
vità antidepressiva, operante in maniera dose-dipendente, riscontrata
con vari test comportamentali dopo il trattamento. Quello che resta
da stabilire con ulteriori ricerche, questo il pensiero degli autori dello
studio, è quali possano essere i componenti della frazione attiva della
droga cui attribuire tale bioattività.

Referenza
Rahman RM, Sharif M, Ali M et al (2019) Evaluation of the antidepressant-like
activity of the methanolic extract of the seeds of Sesamum indicum.
 Sesamum indicum Clinical phytosci 5(2): online

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Spazio fitoterapia • SCIENZA E TECNICA

Trattamento dimagrante Sono numerosi i preparati da piante che, specie nella medicina popo-
con estratti erbali lare dei Paesi orientali, sono diffusamente utilizzati in trattamenti dima-
granti, idonei, cioè, a ridurre il peso corporeo in soggetti obesi.
Nella medicina araba, ad esempio, una pianta ritenuta utile a tale scopo
è l’Alchemilla (Alchemilla vulgaris L.), nota soprattutto per le sue pro-
prietà stomachiche e antinfiammatorie, così come si ricorre all’impiego
di olio di Oliva (Olea europaea L) e ad estratti di menta (Mentha longi-
folia), meglio conosciuta come menta acquatica o mentastro.
Anche a supplementazione con preparati contenti olio estratto dai semi
di Cumino (Cumimun cyminum) si attribuisce un’attività riducente il
peso corporeo in soggetti obesi.
Nel lavoro in oggetto, si riferisce appunto la valutazione, a seguito di
test clinici, degli effetti antiobesità e riducenti il peso corporeo a seguito
della somministrazione di un’associazione di estratti delle piante sopra
citate (da foglie di Alchemilla e Menta) con olio di Oliva e olio da semi
di Cumino.
Nel corso del test è stata presa in considerazione anche la disamina di
altri possibili fattori, nel corso o dopo il trattamento, quali variazione
nella sensazione di appetito, controllo dell’insorgere di manifestazioni
secondarie indesiderate, intolleranze o tossicità.
Sempre a giudizio degli autori della ricerca, un trattamento dimagrante
secondo tale strategia operativa, utilizzando preparati erbali, potrebbe
fornire risultati apprezzabili già dopo 8 settimane di assunzione.

Referenza
Kassis E (2019) A Randomized, Double Blind, Placebo Controlled Study of
a Blend of Herbal Extracts Taken Once Per Day for Weight Loss in Healthy
Volunteers.
 Alchemilla vulgaris ( c Jenny Smedmark) Eur J Medic Plants 28(1):1-8, https://doi.org/10.9734/ejmp/2019/v28i130127

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SCIENZA E TECNICA • Spazio fitoterapia

Antiossidanti, antibatterici e antinfiammatori


Oli essenziali Diversi componenti di oli essenziali sono agenti naturali antimicrobici.
antimicrobici dispersi Peraltro, la loro volatilità e reattività ne limita gli utilizzi potenziali a
tal fine. La possibilità di poterli vantaggiosamente utilizzare consiste
in nanopolveri aumentano
nello strutturarli sotto forma di nanomateriali: una struttura solida,
l’attività
una nanopolvere, può inglobare componenti dell’olio essenziale come
carvacrolo, allil isotiocianati, cinnamaldeide, diallil solfuro, eugenolo
e timolo. Il materiale idoneo è stato realizzato per semplice assorbi-
mento dell’olio essenziale in montmorillonite (un’argilla, fillosilicato
di alluminio e magnesio) a granuli di nano-dimensioni.
L’attività antimicrobica di tali preparati è stata valutata nei confronti
di Aspergillus niger e Staphylococcus aureus, tipici germi patogeni
infestanti in agricoltura e derrate alimentari. La loro valutazione è
stata fatta in confronto a quella di un loro utilizzo in forma libera
 Thymus camphoratus ( c Carsten Niehaus) (con o senza aggiunta di un tensioattivo emulsionante come Tween
80) in due tipi di saggio: microdiluizione, determinando il valore MIC
(Minima Concentrazione Inibente) e su agar. In entrambi i saggi si
è potuto verificare una maggiore efficacia inibente del preparato
Referenza in forma incapsulata rispetto alle forme libere. Anche il valore MIC
Bernardos A, Božik M, Alvarez S et al (2019) contro Staphylococcus aureus, dei vari componenti testati singolar-
The efficacy of essential oil components loaded mente, è risultato migliore per il preparato in forma incapsulata.
into montmorillonite against Aspergillus niger I risultati dei test sono serviti a dimostrare ampiamente che un olio
and Staphylococcus aureus. etereo o i suoi componenti isolati condizionati in nanoargilla svi-
Flavour Fragr J 34(3):151-162, doi: 10.1002/ luppano un potenziale antimicrobico significativamente più elevato
ffj.3488 rispetto a quello espresso dall’attivo utilizzato allo stato puro.

Derivati della curcumina L’attenzione rivolta dai ricercatori alla Curcuma non cessa di stupirci e
ad elevata attività si fa sempre più intensa. Ora l’interesse maggiore degli studiosi sulle
proprietà terapeutiche di questa pianta, che si sono rilevate eccezio-
antinfiammatoria
nali dopo le scoperte di questi ultimi anni, si è rivolta anche ai deri-
vati della curcumina, numerosi dei quali si stanno rivelando ancor più
interessanti del principio attivo di base per la loro efficacia, e soprat-
tutto in ragione di una loro più marcata biodisponibilità.
In uno studio si riferisce di una nuova serie di derivati di-carbonil-a-
naloghi della curcumina (DACs), i quali sono stati realizzati ai fini di
valutarne le loro potenziali proprietà antinfiammatorie. Risultati pre-
liminari dello studio hanno mostrato che la maggior parte dei deri-
vati presi in considerazione nell’analisi sono effettivamente in grado
di sopprimere la produzione di TNF-α (tumor necrosis factor-α) e IL-6
(interleuchina-6) indotti da lipopolisaccaridi.
L’attenzione è stata rivolta alla verifica del rapporto struttura-atti-
vità dei vari composti, che hanno dimostrato di esplicare un’azione
 Curcuma longa, vegetazione piuttosto diversa l’uno dall’altro: alcuni presentano una capacità

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Spazio fitoterapia • SCIENZA E TECNICA

antinfiammatoria veramente potente, una stabilità strutturale assai


elevata e soprattutto una biodisponibilità di gran lunga superiore ad
altri e in particolare alla curcumina come tale.
Tali composti si è visto che sono in grado di inibire l’attivazione di
macrofagi via blocco di MAPK (mitogenactivated protein kinase) e
la traslocazione nucleare di NF-kB (nuclear factor-kB) (test in vivo).
Ricorderemo che MAPK sono enzimi direttamente coinvolti in vari
responsi cellulari quali stress osmotici, shock termici, sviluppo di cito-
chine pro-infiammatorie, ecc. Questi di-carbonil derivati di curcu-
Referenza mina si sono rivelati anche in grado di alleviare le ingiurie al polmone
Qian J, Chen X, Shu S et al (2019) Design and indotte da lipopolisaccaridi. Il rapporto umido/secco dei polmoni
synthesis novel di-carbonyl analogs of curcu- risulta significativamente normalizzato dall’azione di questi ingre-
min (DACs) act as potent anti-inflammatory dienti, che operano via neutralizzazione di infiltrazione di neutro-
agents against LPS-induced acute lung injury fili e produzione di citochine proinfiammatorie in modo consistente.
(ALI). Vista nel suo insieme, questa nuova serie di derivati della curcumina
Eur J Med Chem 167:414-425, doi: 10.1016/j. è da ritenersi una serie più che promettente di nuovi agenti antin-
ejmech.2019.02.042 fiammatori protettivi dei polmoni da danni indotti da perossidazione.

Oli essenziali Le piante del genere Citrus, della famiglia delle Rutaceae, sono ben
da C itrus spp. e i loro note come preziosa sorgente di agenti antimicrobici utilizzabili in far-
maceutica e in cosmesi.
componenti antimicrobici
Nello studio l’attenzione è posta sulla valutazione del potenziale
antimicrobico di 11 oli essenziali ricavati da piante di questo genus,
e sui loro terpeni contro 18 ceppi batterici patogeni e quattro ceppi
di Candida spp.
I componenti volatili presenti, dell’olio essenziale valutato, sono stati
ricercati, di volta in volta, via gascromatografia, che ha consentito l’i-
dentificazione di 79 componenti.
I test di inibizione microbica hanno rivelato che gli oli di Limone,
Bergamotto e i vari terpeni sono efficaci almeno sul 54% dei diversi
batteri testati. Candida spp. sono risultate sensibili a tutti i terpeni e
agli oli eterei. I batteri Gram-negativi hanno mostrato sensibilità infe-
 Citrus medica ( c H. Zell) riore a quella dei Gram-positivi. Tra i batteri Gram-negativi, i patogeni
dei pesci si sono rivelati sensibili agli oli eterei, e questa evenienza
potrebbe suggerire un loro possibile impiego in acquacoltura, alter-
nativo a prodotti di sintesi potenzialmente tossici.
Gli oli eterei da Citrus spp, e i loro componenti, sono da ritenersi
comunque idonei anche per l’impiego nell’industria alimentare,
ai fini della protezione di preparati e per allungarne il periodo di
conservazione.

Referenza
Mancuso M, Catalfamo M, Laganà P et al (2019) Screening of antimicrobial
activity of Citrus essential oils against pathogenic bacteria and Candida strains.
Flavour Fragr J 34(3):187-200

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SCIENZA E TECNICA • Spazio fitoterapia

Proprietà antiossidanti Oltre alla melatonina prodotta dal corpo umano (N-acetil-5-
e salutistiche del Dattero metossitriptamina), esiste un’analoga melatonina che trova distribu-
zione ubiquitaria nei differenti organi delle piante: foglie, radici, frutti
e semi. Al momento i suoi principali utilizzi sono nel campo dell’agri-
coltura e in terapia per le sue forti capacità antiossidanti.
La presenza di melatonina in alimenti contenenti derivati vegetali è
elemento di interesse, in quanto può apportare benefiche proprietà
antiossidanti al preparato.
I frutti della Palma da Dattero (Phoenix dactylifera L.) sono altamente
apprezzati per il loro valore nutrizionale e per le correlate proprietà
salutistiche, in ragione dell’elevato contenuto in bioattivi antiossidanti
 Phoenix dactylifera ( c B. Simpson) presenti nella loro frazione attiva.
Nello studio si riferisce che tali proprietà rimangono integre, e quindi
sfruttabili a fini salutistici anche nelle varietà del frutto diciamo “sta-
gionato” e commercializzato in vari Paesi. Si riferisce anche che nel
frutto della pianta è stata rilevata per la prima volta la presenza di
melatonina e di un suo isomero. Anzi, questo è presente in dose
superiore (attorno a 1µg/100 g di frutto fresco).
La presenza di melatonina e del suo isomero nel frutto del Dattero
è in stretta relazione al contenuto fenolico totale dell’estratto, che
giustifica il suo significativo potere antiossidante.
Nel frutto del Dattero sono stati identificati anche elevati livelli di
indoleamine, serotonina e auxina (un fitormone, fattore di crescita),
componenti, questi, che sono strettamente correlati al processo di
maturazione del frutto. Tutti i vari indolo-derivati del Dattero, a test
Referenza specifici come DPPH (difenil picrilidrazile), hanno rivelato attività
Verde A, Miguez JM, Gallardo M (2019) antiossidante, pur diversa da composto a composto e in relazione
Melatonin and related bioactive compounds alla concentrazione di attivo utilizzata.
in commercialized date palm fruits (Phoenix Questi risultati starebbero a supportare che la melatonina, il suo
dactylifera L.): correlation with some antioxi- isomero e i derivati indolici presenti nel Dattero possono concorrere,
dant parametres. in maniera cumulativa e sinergica, a incrementare il potenziale antios-
Eur Food Res Technol 245(1):51-59 sidante e salutistico del dolce, delizioso frutto esotico.

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Spazio fitoterapia • SCIENZA E TECNICA

Alimentari, integratori nutrizionali


Nigella sativa Le tossine presenti negli alimenti possono ingenerare multipli effetti
contrasta gli effetti avversi nei confronti della salute dei consumatori. Metalli pesanti,
residui di antibiotici, micotossine, residui di pesticidi, nonché addi-
dannosi di tossine
tivi non idonei sono esempi delle tossine più importanti e facilmente
alimentari
presenti nei cibi. Il meccanismo comune degli effetti di tossicità e
carcinogenicità indotti da questi diversi tipi di tossine è, principal-
mente, lo svilupparsi di stress ossidativi che portano a danni del DNA.
Inoltre, evidenze basate su test epidemiologici, hanno confermato
che la presenza di componenti insalubri negli alimenti, e la loro con-
seguente tossicità, possono portare allo svilupparsi di manifestazioni
cancerogene.
La scelta e l’aggiunta ai cibi di additivi tali da renderli più sicuri può
essere difficoltosa, oltre che dispendiosa.
Gli estratti di Nigella sativa, tradizionale erba dai più vari e dispa-
rati impieghi in campo terapeutico (antiossidanti e antinfiammatori
 Nigella sativa ( c Jerzy Opiola) in primis), sono pure suggeriti quali additivi preservanti di alimenti.
A tali estratti è stata infatti riconosciuta un’attività contro tossine
ambientali potenziali inquinanti, con un meccanismo di azione cor-
relato all’incrementata attività di antiossidanti naturali quali GPx (glu-
tatione perossidasi), GSTs (glutatione transferasi), CAT (catalasi) e
Referenza al forte potere antiradicalico dell’estratto della pianta. Si è visto,
Karimi Z, Alizadeh AM, Dolatabadi JEN et al inoltre, che il timochinone, un derivato fenolico, sesquiterpene, pre-
(2019) Nigella sativa and its Derivatives as Food sente nell’olio es-senziale della pianta, è in grado di sviluppare un
Toxicity Protectant Agents. effetto protettivo in alimenti tramite inibizione e rimo-zione di even-
Adv Pharm Bull 9(1):22-37 tuali inquinanti tossici presenti.

Erboristeria Domani • 415


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SCIENZA E TECNICA • Monografia

PIANTE La guarigione di una ferita è


un processo naturale molto

CHE GUARISCONO complesso, che coinvolge diversi


meccanismi biologici e fisiologici,
e che può essere favorito o

LE FERITE avversato da fattori esterni.


Moltissime sostanze prodotte
dalle piante possono interagire
Lina Cecchi Bernini1, Maurizio Bernini2 e Paolo Poggi3 con il suo corso, e la letteratura
scientifica che ne descrive le
1
Farmacista, erborista funzionalità e i meccanismi
2
Chimico, erborista
d’azione è sempre più estesa e
3
Chimico, pubblicista
ricca di osservazioni innovative, alla
luce delle nuove interpretazioni
in merito alle relazioni che legano
le varie componenti e le strutture
cellulari coinvolte.
La cura delle ferite è da sempre
una preoccupazione primaria
nelle civiltà e nelle popolazioni
più esposte all’ambiente naturale;
anche per questo le conoscenze
tradizionali e le testimonianze
culturali hanno permesso di
individuare piante eccezionalmente
efficaci, non solo nel favorire
la guarigione ma anche nel
rigenerare la vitalità e l’aspetto del
tessuto danneggiato: specie che
ancora oggi producono risultati
sorprendenti per lo studio e la
ricerca su questi fenomeni naturali.

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

C
on il termine “ferita” si definisce la rottura della IL PROCESSO NATURALE DI GUARIGIONE
continuità cellulare e anatomica di un tessuto, DELLE FERITE
con o senza infezione microbica, prodotta da
un incidente o procurata con un oggetto tagliente. Può La guarigione spontanea delle ferite è una complessa
insorgere come una manifestazione correlata all’espo- cascata di eventi che implica vari processi cellulari e bio-
sizione a un fenomeno termico o a un agente chimico, chimici coinvolti nella ricostruzione e rigenerazione dei
fisico, immunologico o microbico. tessuti danneggiati.
Per guarigione di una ferita s’intende il processo che La guarigione di una ferita significa la rigenerazione
porta al completo ristoro del danno funzionale subito dermica ed epidermica tissutale, la reintegrazione di
dalla struttura del tessuto leso; una risposta fisiologica eventi biochimici e cellulari atti a ristabilire l’integrità
all’ingiuria che porta al ricambio del tessuto danneg- strutturale e funzionale dei tessuti danneggiati, e il
giato con uno nuovo, vivente e quindi reintegrato nella ripristino della loro forza, resistenza ed estetica. È un
sua funzionalità. processo complesso grazie al quale la pelle o il tessuto
Quello della guarigione delle ferite è un fenomeno natu- di un altro organo si riparano autonomamente da un
rale, cioè che avviene normalmente e spontaneamente danno.
su ogni tessuto danneggiato dell’organismo, ma è un Su un soggetto normale, non malato, l’epidermide e il
processo lento che può essere facilmente compromesso derma coesistono in uno stato di equilibrio stabile, for-
da un’infezione microbica o da alterazioni di vario tipo mando un tessuto protettivo verso l’ambiente esterno.
come, ad esempio, un’ipertrofia cutanea causata da età, Quando tale equilibrio non esiste più (sbilanciamento
stress, fumo, carenza di perfusione, ecc. della barriera epidermica), si mettono autonomamente e
Il fatto di restituire un aspetto normale a queste malfor- immediatamente in moto i meccanismi della sua rigene-
mazioni temporali della pelle (in particolare se si tratta razione. L’intero processo ha inizio nel momento stesso in
della pelle del viso) vuol dire migliorare le condizioni di cui si verifica il danno e può continuare per mesi e anche
vita di un individuo, tanto che, per arrivare a questo risul- per anni (1,2).
tato, si ricorre anche a veri e propri trattamenti medici.
Da qui l’esigenza e la domanda di sostanze che possano
accelerare la velocità di questo processo.
Una sostanza, un principio attivo, un buon preparato
che acceleri la guarigione di ferite riduce anche
la domanda di altri farmaci, in particolare di
antibiotici, e quindi elimina quei numerosi e
negativi effetti collaterali potenzialmente
correlati al loro uso.
Farmacisti ed erboristi possono
oggi consigliare estratti vegetali (o
miscele di essi) idonei e di accer-
tata funzionalità, in modo da
raggiungere apprezzabili risul-
tati ai fini di eliminare, o quan-
tomeno attenuare, anche
sotto il punto di vista estetico,
tali sgradevoli condizioni della
nostra pelle.

 Achillea millefolium, regione di Mosca,


Russia ( c Bff)

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

TERMINI TECNICO-SCIENTIFICI RICORRENTI NEL TESTO

ANGIOGENESI
Processo fisiologico che consiste nello sviluppo di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti. È di fondamentale importanza in molti
meccanismi connessi con la crescita del tessuto, lo sviluppo embrionale e la cicatrizzazione delle ferite. Molte sostanze vegetali possono
interferire su questo processo esaltandolo o inibendolo.

CONTRAZIONE
Si intende una riduzione dell’area della ferita che si contrae per vari motivi (eliminazione di liquidi, assestamento di fibre collageniche, ecc.). È
con la comparsa dei miofibroblasti che inizia il processo di compattamento del tessuto connettivo e la contrazione della ferita.

EPITELIZZAZIONE

Fenomeno che consiste nella formazione spontanea di tessuto epiteliale, molto importante ai fini della riparazione e guarigione di una ferita. Un
trattamento locale appropriato della ferita favorisce il processo di epitelizzazione garantendo una guarigione più veloce e, spesso, una ripresa
funzionale più rapida.

FIBROBLASTI
Cellule, la cui funzione primaria è quella di produrre le fibre della matrice extracellulare (sviluppo e proliferazione di fibre del tessuto connettivo).
Il loro compito non si esaurisce qui, infatti essi partecipano anche alla sintesi di alcune proteine (collagene) e dei GAG (glicosaminoglicani), oltre
che alla produzione di cellule ossee, muscolari e adipociti.

FIBROGENESI
Produzione di matrice extracellulare (sviluppo e proliferazione di fibre del tessuto connettivo) che, in genere, aumenta in risposta ad un evento
lesivo cronico.

GRANULAZIONE
Formazione di tessuto granuloso come risultato della divisione mitotica di fibroblasti. In patologia, il tessuto granuloso è una modificazione
istologica del tessuto connettivo che appare granuloso, interviene nel processo di riparazione delle ferite e rappresenta l’inizio di neoangiogenesi.

IDROSSIPROLINA
Aminoacido ciclico che si forma per idrossilazione della prolina. È l’aminoacido tipico (marker) della proteina collagene. Quando l’analisi rivela
un’aumentata espressione di idrossiprolina, vuol dire che si è prodotto un incremento nella sintesi del collagene.

MASTOCITI
Cellule di forma generalmente tondeggiante presenti nel tessuto connettivo, in particolare lungo le pareti dei vasi sanguigni, che hanno la
funzione di segnalare stati infettivi o infiammatori.

MIOFIBROBLASTI
Tipo di cellule del tessuto connettivo che, oltre a esplicare una funzione contrattile quando eccitate, ad esempio in caso di infiammazione,
producono sostanze fondamentali; proteine quali collagene, elastina e fibronectina. Un’attivazione questa, cui consegue una migliorata
organizzazione del tessuto della matrice extracellulare e, quindi, anche della cicatrizzazione e guarigione delle ferite.

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

Il processo di rigenerazione tissutale cutanea consiste di dei capillari, formatisi per angiogenesi nella fase prece-
varie fasi: dente (proliferativa), per cui la densità vascolare nella
1. Emostasi. Appena avviene l’insulto sono le piastrine zona ferita ritorna normale. Questa fase può durare
che entrano subito in gioco e cercano di coagulare il da alcune settimane fino ai 2 anni (6).
flusso del sangue nella zona ferita. Questa prima fase Su un effettivo e completo ripristino possono inter-
si compone di due passaggi: formazione di grumi di ferire negativamente una dieta non corretta, l’inte-
fibrina, seguita dal processo di coagulazione. In questo razione con i farmaci (in particolare i chemiotera-
stadio i vasi sanguigni danneggiati vengono saldati pici), lo sviluppo di infezioni sul sito colpito e l’insuffi-
dalle piastrine, le quali secretano una sostanza vaso- ciente apporto di ossigeno. Ovviamente, anche l’età
costrittrice, il cui ruolo è quello di formare un grumo del paziente condiziona la fase di ripristino, ritardando
stabile che sigilli i vasi danneggiati. Le piastrine pro- l’evolversi del processo nel suo insieme.
ducono anche fattori che stimolano la produzione Un punto critico di questa fase è il corretto rimodel-
di trombina che, subito dopo, attivando i fibrino- lamento della matrice extracellulare, con il ritorno ad
geni, inizia a dare corso alla formazione di fibrina. un’architettura simile a quella del tessuto originario.
Quest’ultima lega fortemente le piastrine aggregate Un eccessivo accumulo di collagene dermico potrebbe,
formando un tappo stabile (3,4). ad esempio, creare complicazioni e rigonfiamenti (7).
2. Fase infiammatoria conseguente al trauma. Si manife- La guarigione naturale e autonoma di ferite coinvolge,
sta con sviluppo di calore, rossore, eritema, dolore e quindi, una complessa serie di interazioni tra differenti
può persistere da 24 ore a 2 settimane. In questa fase tipi di cellule, mediatori infiammatori, elementi della
le cellule migrano all’interno della ferita, attratte da matrice extracellulare e consiste, come visto, di quattro
fattori chemiotattici, e danno vita al processo infiam- fasi, ognuna di essa ben distinta, per quanto il processo
matorio, che è caratterizzato da infiltrazioni sequenziali di guarigione nel suo complesso sia da ritenersi con-
di neutrofili, macrofagi e linfociti. Vari fattori quali infe- tinuo, con ogni fase a seguire che si sovrappone alla
zioni locali, presenza di corpi estranei e problemi siste- precedente.
mici (come il diabete mellito, malnutrizione e immu-
nodeficienza) possono causare il prolungamento di LA FUNZIONE DEI PRINCIPI ATTIVI VEGETALI
questa fase creando uno stato infiammatorio più
duraturo. Una lettura, forse la più chiara, per interpretare il mec-
3. Fase proliferativa. È caratterizzata dall’avvio del pro- canismo di azione degli estratti vegetali in grado di favo-
cesso di riepitelizzazione, dall’attrazione e migrazione rire la rimarginazione e la guarigione di ferite, attribuisce
di fibroblasti, dalla produzione di collagene, glicosa- al contenuto in glucosidi iridoidi, acidi fenolici, tannini
minoglicani e proteoglicani; si assiste anche all’affer- e triterpenoidi la capacità di attivare la funzione dei
marsi di fenomeni di angiogenesi e, da ultimo, alla dif- miofibroblasti.
ferenziazione parziale di fibroblasti in miofibroblasti. Queste cellule del tessuto connettivo, oltre che esplicare
Nella fase finale di riepitelizzazione, i cheratinociti si una funzione contrattile quando stimolate, ad esempio
differenziano sino a formare uno strato protettivo più in caso di infiammazioni, producono proteine (colla-
esterno. gene, elastina, fibronectina) che, depositandosi nella
È in questo momento che si produce e si deposita il zona ferita, ne rimodellano il tessuto, lo rinforzano e
materiale costituente la nuova matrice extracellulare, lo normalizzano. Il loro apporto induce una miglio-
ed è questa la fase che porta al completo reintegro rata ricostruzione e riorganizzazione del tessuto della
della struttura del tessuto originario. Può durare da 2 matrice extracellulare, cui consegue un’accelerata ripa-
giorni a 3 settimane (5). razione e un rapido riassestamento della zona lesa del
4. Fase rimodellante. Si assiste alla comparsa della nuova tessuto. Nella valutazione dell’efficacia di un estratto
struttura fibrosa collagenica e ad un ulteriore rinforzo vegetale attivante la sintesi del collagene, e nell’ana-
del tessuto sino al suo ritorno alla normalità; anche dal lisi clinica di controllo, si fa riferimento all’incremento
punto di vista estetico la cicatrice si contrae e si appiat- di contenuto in idrossiprolina, che del collagene è l’a-
tisce. Si registra una regressione della maggior parte minoacido marker.

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

 Echinacea pallida ( c SEWilco)

Citando brevemente i componenti attivi delle piante che più dettagliata è riportata nel riquadro allegato, alla
possono interferire positivamente sulla guarigione di una cui visione rimandiamo);
ferita, vogliamo ricordare: • triterpenoidi: astringenti, antirritanti, antinfiammatori,
• tannini: astringenti (promuovono la contrazione di velocizzano l’epitelizzazione;
ferite) e antimicrobici; ad essi si ascrive anche una • alcaloidi: anche certi componenti di questa catego-
funzione antiradicalica e contro-produzione di ROS, ria possono apportare benefici effetti nel processo di
nonché chelante ioni metallici. Essi agiscono sui vasi guarigione delle ferite.
capillari; La guarigione delle ferite, favorita (soprattutto “velociz-
• flavonoidi: prevengono e rallentano la necrosi cellu- zata”) dall’attività funzionale di certi principi attivi vege-
lare, facilitano la sintesi del collagene e la sua confor- tali, è da attribuire, in genere, ad un concorso di attività
mazione fibrillare, incrementano la circolazione e la di tutti gli attivi costituenti la droga, ognuno dei quali
velocità di riepitelizzazione; dà il suo apporto. Questo, di volta in volta, può essere
• saponine steroidee e polifenoli antiossidanti: riducono di regolazione e stimolazione del sistema immunitario,
la perossidazione lipidica e la necrosi cellulare, sono di attivazione della crescita e della differenziazione cellu-
antimicrobici. Si ritiene che agiscano anche ai fini di lare, di attivazione della sintesi proteica (collagene, fibro-
contrarre la ferita e incrementare la velocità di riepite- nectina, ecc.), di incremento della forza e resistenza del
lizzazione. Sono antinfiammatori: l’azione antinfiam- tessuto, di attivazione di angiogenesi (9-12).
matoria è sempre correlata alla guarigione di ferite, In letteratura ampio spazio è dedicato a preparati per il
lesioni e ustioni; trattamento risanante e cicatrizzante le ferite, proposti
• polisaccaridi: interagendo con speciali recettori di sotto forma di nanostrutture per ottenere formulati a
membrana stimolano la produzione di collagene e rilascio controllato, e quindi più attivi e a lungo termine,
altre proteine strutturali (8). Dei polisaccaridi fa parte facili a distribuirsi sul substrato da curare e, soprattutto, a
un importante gruppo di composti, noti come β-gluc- maggiore bioattività, utilizzabili in funzione del loro con-
ani, che, ai fini del processo oggetto della nostra rela- tenuto attivo per favorire le varie fasi del processo fisio-
zione, rivestono molta importanza (una descrizione logico risanante le ferite (13,14).

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

I b-GLUCANI NELLA GUARIGIONE DI FERITE


I β-glucani rappresentano un’estesa serie di polimeri di derivazione biotecnologica, da lieviti e funghi, ma sono presenti anche in derivati di
piante, ad esempio di Avena (Avena sativa L.) e Orzo (Ordeum vulgare L.).
Fanno parte delle più avanzata serie di principi attivi oggi impiegati in cosmesi, grazie alle loro particolari e molteplici proprietà. Ad essi si
riconosce la proprietà di stimolare il sistema immunitario di difesa, grazie alla capacità di attivare i macrofagi che procedono all’eliminazione di
sostanze o fattori causanti il danno cutaneo.
Macrofagi, cheratinociti e fibroblasti sono le principali cellule target dei b-glucani durante il processo di guarigione di ferite; infatti, favoriscono la
riparazione e la cicatrizzazione delle ferite incrementando l’infiltrazione di macrofagi che stimolano la riorganizzazione tissutale, la deposizione
di collagene e la riepitelizzazione. I b-glucani sono da considerarsi importanti agenti funzionali ai fini della guarigione delle ferite, anche per
la capacità di conservarsi stabili e resistenti all’azione di proteasi, che invece possono ostacolare la rimarginazione degradando la matrice
extracellulare e inattivando i fattori di crescita e i loro recettori.
Il meccanismo di azione dei β-glucani è mediato dall’azione di certuni recettori, il più importante dei quali è il Dectin-1-receptor, che sono
espressi in cellule immunocompetenti come cellule dendritiche, macrofagi e neutrofili; il β-glucano si inserisce nel sito recettore di queste cellule
(ad esempio, in un macrofago), attivandolo e stimolandone, quindi, la produzione di citochine, i fattori di crescita e altri vari agenti immunitari,
antinfettivi, antinfiammatori e antiallergici.
D’altra parte, agendo come attivanti sui recettori di cellule del sistema non immunitario, quali cheratinociti, fibroblasti, cellule endoteliali,
promuovono la proliferazione, la maturazione e la migrazione cellulare, con produzione di collagene, angiogenesi e riepitelizzazione; il che
concorre alla riparazione tissutale, e quindi accelera la guarigione e la cicatrizzazione di ferite.
Fonte: Majtan J et al, 2018 (vedi Bibliografia ref.15)

b-Glucano

RECETTORI
Dectina-1, CR-3, Toll like receptor, Scavenger receptor, Lactosylceramide

CELLULE IMMUNITARIE CELLULE NON IMMUNITARIE


Macrofagi, neutrofili, monociti, Cheratinociti, fibroblasti, cellule nervose,
cellule dendritiche, ecc cellule endoteliali, ecc

Produzione di mediatori: citochine, fattori Proliferazione cellulare, maturazione,


di crescita, chemochine migrazione

EFFETTI EFFETTI EFFETTI


Antinfiammatori, antiallergici, antinfettivi Antiossidanti, antibatterici Produzione collagene, angiogenesi, riepitelizzazione

RIPARAZIONE TISSUTALE, GUARIGIONE

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

possono preservare la vitalità delle cellule tissutali e


UNA FIBRA PER GUARIRE LE FERITE
facilitare il decorso delle fasi riparative;
Il PLGA, o acido poli(lattico-co-glicolico), è un copolimero che • attività antimicrobica: la rigenerazione del tessuto
viene utilizzato in molti dispositivi terapeutici approvati dalla cutaneo e la guarigione delle ferite può essere ritar-
Food and Drug Administration (FDA), grazie alla sua biodegra- data dalla presenza massiva di microrganismi nella
dabilità e biocompatibilità. Il PLGA è sintetizzato mediante co- zona lesa. Quindi, la riduzione della carica batterica
è certamente necessaria ai fini di evitare un’eventuale
polimerizzazione per apertura d’anello di due differenti mo-
infiammazione locale e danni tissutali.
nomeri, i dimeri ciclici (1,4-diossano-2,5-dioni) dell’acido glicolico Un ideale agente per la prevenzione e il controllo di
e dell’acido lattico. Si riferisce di un suo interessante utilizzo. infezioni su ferite dovrebbe essere anche dotato di
L’electrospinning è un processo produttivo che consente, attività immunostimolante, così da sviluppare un’a-
nell’industria dei polimeri, di ottenere filamenti sintetici di un zione più energica ai fini dell’eliminazione dei pato-
geni presenti (16);
diametro infinitamente piccolo, inferiore al micron. Praticamente
• attività antinfiammatoria: il responso acuto infiamma-
si ottiene un materiale con un elevatissimo rapporto superficie/ torio delle prime fasi del processo di guarigione delle
volume, e quindi con un’elevata porosità, che può essere utilizzato ferite può generare fattori essenziali per la ricrescita
come base (impalcatura, scaffold) in varie applicazioni, specie in del tessuto e la sua riparazione. Per contro, un prolun-
campo medico. Un preparato nanofibroso di tal genere a base di gato, cronico stato infiammatorio può essere dannoso
e pregiudizievole ai fini della riformazione e rimodel-
PLGA e Aloe (Aloe vera L.), cui sono state aggiunte nanoparticelle
lazione della matrice extracellulare, portando a ritardi
lipidiche, è stato sviluppato per realizzare un ingrediente utile nel nella contrazione e chiusura della ferita, così come
trattamento di ferite, a fine riparativo e cicatrizzante. Le particelle può indurre manifestazioni dolorose. È quindi possi-
lipidiche sono stata aggiunte come lubrificante, al fine di evitare bile che un agente antinfiammatorio possa, oltre che
che il preparato si appiccicasse alla ferita e per migliorarne la migliorare l’evolversi del processo riparativo, anche
migliorare le condizioni di conforto del paziente. Da
manipolazione. La membrana di base risulta composta da fibre di
aggiungere che vari studi hanno anche dimostrato che
circa un micron di diametro, con porosità di oltre l’80% e spessore estratti vegetali con attività antinfiammatoria, a pre-
di circa 160 µm. scindere dalla loro prerogativa funzionale principale,
Entrambi i tipi di preparati, sia quelli contenenti le nanoparticelle sono anche in grado di sviluppare un effetto diretto
lipidiche sia quelli senza, hanno rivelato la loro efficacia una volta di risanamento e guarigione delle ferite (17).

applicati sulla zona ferita; efficacia valutata da un riscontrato


LE PIANTE CHE GUARISCONO LE FERITE
ispessimento del tessuto.
Fonte: Garcia-Orue I et al, 2017 (vedi Bibliografia ref. 19) Secondo la medicina ayurvedica, sono oltre mille le
piante (comprese quelle di origine marina) che possono
agire positivamente nella guarigione di ferite (9,18).
LE FUNZIONI COMPLEMENTARI Nella nostra ricerca abbiamo individuato review impor-
tanti che riportano lunghi elenchi di piante a cui tale
Non è da dimenticare il ruolo, non trascurabile, che tra funzione è stata riconosciuta; successivamente abbiamo
i principi attivi funzionali ai fini della guarigione di ferite fatto una selezione delle stesse (che presentiamo nella
rivestono quelli ad attività antiossidante, antimicrobica, ricca tabella che accompagna questo articolo), citando
antinfiammatoria, e che qui illustriamo: quelle per le quali abbiamo trovato riferimenti circa i prin-
• attività antiossidante: la produzione di radicali liberi cipi attivi funzionali che le caratterizzano e i loro effetti.
sulla ferita o nella zona circostante può contribuire ad Purtroppo, non sempre i nostri amici autori, illustrando le
un ritardo riparativo distruggendo lipidi, proteine, pro- funzionalità di una pianta, documentano anche a quale
teoglicani e acido ialuronico. Pertanto, i principi attivi componente tale funzionalità sia da accreditare.
che sviluppano un effettivo potenziale antiossidante Tra tutte le piante citate, certamente le più note come

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

COME AGISCONO I PRINCIPI ATTIVI DELL’ALOE PER LA GUARIGIONE DI UNA FERITA


Ce lo spiega Robert H Davis, forse il più importante studioso di questa pianta.

Durante il processo di guarigione, i fibroblasti stimolati dall’Aloe producono un nuovo collagene che si aggiunge a quello già presente nel tessuto
connettivo. Da ricordare che anche i macrofagi sono in grado di secernere sostanze che, allo stesso modo, possono stimolare i fibroblasti.
Quindi, sia per effetto dell’Aloe sia per azione dei macrofagi, il nuovo collagene che si
forma si dispone ai margini della ferita; la nuova struttura circostante l’area di tessuto
Proteina
danneggiata, più ricca in collagene, diventa compatta, più tonica e più resistente alla
rottura. IGF.II Glucosio
Quando la pelle è offesa, i fibroblasti migrano entro l’area della ferita al fine di proliferare e Man-6-fosfato Catena polisaccaridica
e produrre collagene e proteoglicani. Questi ultimi formano il substrato sul quale si dell’Aloe

deposita il collagene; praticamente avviene un rimodellamento del tessuto connettivo. Recettore fibroblasto

Le cellule tissutali dell’aria ferita comunicano con ogni altra tramite i fattori di crescita
presenti nell’Aloe, i quali sono attratti nell’area ferita e si legano assieme a IGF-II (Insuline-
Azione di Aloe vera
like growth factor) e ai recettori dei fibroblasti per produrre collagene e proteoglicani.
Come si vede nella figura, quale attivatore dei fibroblasti è segnato, unitamente a IGF- Tessuto offeso
II, anche M-6-P (mannosio-6-fosfato), un’unità presente nella catena polisaccaridica
dell’Aloe (l’acemannano). IGF-II e M-6-P si adattano e si legano allo stesso recettore sui Infiammazione
fibroblasti. Questo starebbe a significare che M-6-P è da considerarsi un fattore di crescita
che offre lo stesso responso dell’IGF-II, per cui la loro azione congiunta attiva meglio la IGF.II M-6-P Attivazione fibroblasti
proliferazione di fibroblasti, e quindi agisce in maniera ottimale ai fini dell’accelerazione
della guarigione della ferita in modo lineare e dose-dipendente. Sintesi collagene
La creazione di nuovo tessuto, grazie alla stimolazione dei fibroblasti, porta alla e proteoglicani
rimarginazione della ferita.
In sintesi, il concetto di funzionalità dell’Aloe è questo: i fibroblasti, cellule-chiave nella Tessuto riparato
formazione del tessuto connettivo, possiedono speciali siti recettori che sono sensibili al
mannosio-6-fosfato e quindi, in generale, ai polisaccaridi contenenti mannosio e ai prodotti di demolizione derivati da molecole (come quelle
della droga di Aloe) che li contengono.
Fonte: Davis RH, 1997 (vedi Bibliografia ref. 20)

“guaritrici di ferite” sono l’Aloe, il Tepezcohuite, il ferite, oltre che per l’attività ristrutturante cellulare dei
Ginseng, la Piantaggine e la Curcuma. A queste cinque suoi derivati. Intense sono state, per decenni, le ricerche
“Regine” abbiamo ritenuto opportuno dedicare una rive- atte a valutare l’efficacia di preparati a base di estratti
renza, un inchino traducibile in qualche nota comple- di gel, sia applicati per via topica sia assunti oralmente.
mentare sul loro profilo funzionale, nei capitoli a seguire. La proprietà, dei principi attivi di questa pianta, di ripa-
rare e cicatrizzare le ferite è da ritenersi complemen-
Aloe (Aloe vera L.) tare a quella antinfiammatoria, altrettanto marcata, ma
Da sempre l’Aloe è riconosciuta come una delle piante i meccanismi secondo cui agiscono le suddette proprietà
più efficaci per la rimarginazione e la guarigione delle sui tessuti sono diversi: non più inibitori, ma stimolanti.

Erboristeria Domani • 415


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SCIENZA E TECNICA • Monografia

la resistenza alla rottura delle ferite, e quindi ne favori-


sce la guarigione.
Tra i vari meccanismi di azione descritti, circa la funzione
sanitizzante di ferite di derivati del gel di Aloe vera, è da
richiamare anche quello che prevede l’intervento di alo-
esina, un cromone glicosilato isolato negli estratti della
pianta.
Si è potuto stabilire che l’aloesina incrementa la migra-
zione, via fosforilazione, di mediatori di divisione cellulare,
regola il rilascio di citochine (IL-1β, IL-6) e fattori di crescita
(TGF- β1 e TNF- α) da macrofagi e attiva angiogenesi su
cellule endoteliali. Tutto questo favorisce la deposizione di
collagene e la formazione di tessuto granulato, e quindi
la rigenerazione delle parti lese della ferita.
Praticamente l’aloesina interferisce positivamente in ogni
fase del processo di guarigione delle ferite: prima di tutto
con la sua funzione antinfiammatoria, assai significativa
per tutti i derivati dell’Aloe, e poi con quella favorente l’at-
tività proliferativa cellulare e rimodellante tissutale (9,21).
Vari autori hanno così descritto il meccanismo di azione
dell’Aloe: promuove la moltiplicazione e la migrazione di
cheratinociti, e l’espressione di PRF (proliferator related
factor), con la formazione di nuovi strati di epidermide.
 Aloe vera, fiori ( c Wouter Hagens)
L’azione riparativa dell’Aloe, in generale, potrebbe essere
così riepilogata:
Tutti i massimi ricercatori che hanno studiato l’Aloe sono • incremento del flusso sanguigno e quindi maggiore
concordi nel ritenere che l’azione di riparazione e di rige- apporto di ossigeno sulla ferita, bloccando composti
nerazione dei tessuti sia da ascrivere all’azione di com- ad azione vasocostrittrice (stadio infiammatorio);
posti polimerici ad elevato peso molecolare. Essi stimo- • capacità di favorire una maggiore migrazione di
lano l’attività dei macrofagi favorendo la proliferazione cellule epidermiche sui tessuti interessati grazie a
dei fibroblasti e la crescita delle cellule e dei tessuti. In fattori attivi e ad enzimi presenti nella droga (stadio
particolare, l’acemannano (polimannosio acetilato, che di proliferazione);
costituisce circa il 90% dei polisaccaridi contenuti nel gel • marcata capacità di orientare le fibre collageniche
fresco di Aloe) interagisce con speciali recettori di mem- a seguito di un’accentuata reticolazione (stadio di
brana stimolando la produzione di collagene. rimodellamento);
È, peraltro, grazie all’insieme di varie altre sostanze • detersione della ferita con asportazione di essudato
attive contenute nella droga della pianta, che agiscono eccessivo o di contaminanti, condizione che favorisce
in sinergia al polisaccaride, che l’Aloe esplica la sua atti- la rigenerazione e la guarigione della parte lesa;
vità. La vitamina C intensifica la sintesi del collagene, • stimolo alla rivascolarizzazione attorno all’aria lesa e
e quindi concorre alla ricostruzione del tessuto dan- sanitizzazione del tessuto di cui viene favorita la rigra-
neggiato; la vitamina E esplica l’azione antiossidante, nulazione (20,22).
e quindi concorre a stabilizzare gli enzimi lisosomali,
anch’essi necessari alla sintesi del collagene, e a pre- Tepezcohuite (Mimosa tenuiflora L.)
venire danni ingenerati da radicali liberi, che vanno a Il Tepezcohuite ha visto ampiamente riconosciute le pro-
detrimento dei processi di normale guarigione delle prietà antibatteriche, antifungine e antimicrobiche della
ferite. È stato poi scientificamente dimostrato che lo droga, ma oggi è altamente apprezzata anche per il suo
zinco, un oligoelemento di cui l’Aloe è ricca, migliora elevato potenziale nella cicatrizzazione delle ferite, nella

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

ALOE VERA E MIMOSA TENUIFLORA: LE “ANTICHE” SUPER-GUARITRICI


Le proprietà sanitizzanti e guaritrici di ferite dell’Aloe sono tramandate da millenni.
Si narra che Aristotele (384-322 a.C.) persuase Alessandro Magno (di cui era precettore) a conquistare le isole Socotra, presso le coste
dell’Africa, allo scopo di poter raccogliere l’abbondante quantità di Aloe che cresceva lungo le coste di quelle isole e, con gli estratti di quella
pianta, poter così curare le ferite dei suoi soldati.
Ippocrate (460-377 a.C.) citò ripetutamente l’uso di Aloe decantandone le proprietà curative, sanitizzanti e rigeneranti di ferite, così come
Teofrasto (371-288 a.C.) e Dioscoride (20-70 d.C.); quest’ultimo, in De materia medica, stese un lungo e dettagliato “rapporto” circa i
benefici effetti conseguenti all’uso topico di questa pianta per la guarigione di piaghe e cicatrizzazione di ferite e la definì… molto buona per
saldare le ferite, le consolida, cicatrizza le ulcere...
L’uso di Aloe per risanare e guarire ferite continua nel Medioevo e nel periodo del Rinascimento.
Ma la moderna medicina irrompe con le sue scoperte e realizza validi farmaci atti a combattere disturbi ai quali si poteva far fronte con l’estratto
di Aloe; come conseguenza questo farmaco naturale cade nel dimenticatoio, o quasi.
Per la solita imprevedibile ironia della sorte, si può dire che furono due eventi emblematici della moderna evoluzione scientifica a riportare
in auge un antichissimo medicamento di estrazione naturale: la scoperta dei raggi X (Röntgen, 1896) e lo scoppio della bomba atomica in
Giappone (1945).
Le radiazioni provocate dai due sopracitati fenomeni, come si sa, causarono bruciature e danni cutanei gravissimi sui soggetti esposti, resistenti
in moltissimi casi alle più sofisticate e specialistiche cure della medicina moderna. Un medico giapponese pensò bene di ricorrere alle foglie
pestate della “vecchia” Aloe per curare gli offesi. I risultati furono sorprendenti. Gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki, che avevano subito terribili
ustioni come effetto delle esplosioni nucleari, furono curati con gel di Aloe vera e fu possibile constatare subito che i casi trattati con gel naturale
evolvevano in maniera assai più favorevole e veloce rispetto a quelli trattati con i farmaci allora disponibili.
Messico 1984: esplode un oleodotto della Pemex (Petroleos Mexicano), la compagnia di bandiera che gestiva la massima parte delle risorse
petrolifere del Paese, e ne consegue un immane incendio. Un anno dopo (1985), un tremendo terremoto devasta intere regioni messicane e
gravi sono le ripercussioni sull’economia del Paese.
In entrambe le occasioni, il governo messicano, e in particolare la Croce Rossa, dovette far fronte a esigenze che richiedevano enormi e
immediate necessità di soccorso e assistenza, superiori all’immaginabile e non risolvibili con i mezzi assistenziali e medici di cui il Paese
disponeva. Soprattutto si rivelò terribile la carenza di medicamenti per i trattamenti più urgenti delle migliaia e migliaia di feriti, soprattutto gli
ustionati.
E furono questi due disastrosi eventi ad aprire ancora una volta gli occhi sull’importanza che poteva avere un’antica “droga” a fini curativi e
guaritivi dei feriti.
Si ricorse alla cura estemporanea con foglie polverizzate della Mimosa tenuiflora. Per gli indigeni, che conoscevano per vecchie nozioni
tramandate dalla medicina popolare le proprietà curative di questo prodotto naturale, il nome della pianta era Tepezcohuite, che vuol dire
“albero della pelle”.
Anche in questi due casi gli effetti si rivelarono immediatamente confortanti: marcata attenuazione del bruciore e del dolore, veloce cicatrizzazione
delle ferite, rapida essiccazione e rimarginazione delle lesioni, ricostruzione in tempi brevi dei tessuti bruciati, veloce e integrale ricrescita dei
peli nelle zone cutanee colpite.
Quelli dell’Aloe vera e della Mimosa tenuiflora sono ritenuti, a ragione, i due esempi classici ed emblematici del ruolo di piante tra le cui
prerogative spicca una di essenziale importanza: favorire la guarigione di ferite.

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

 Mimosa tenuiflora ( c Joao Medeiros)

 Ginseng ( c Junho Jung)


 Panax ginseng ( c Flora Farm)

cicatrizzazione delle parti dan-


neggiate e una normale
repigmentazione.
Nel trattamento di lesioni e ferite
superficiali di altro tipo, l’azione
sviluppata dalla droga della pianta
induce significativi risultati nella
risoluzione dei vari disturbi corre-
lati all’urto: attenuazione del bru-
ciore e del dolore, cicatrizzazione,
eliminazione degli stati infettivi e
aumento della rivascolarizzazione
guarigione, in particolare di gravi ustioni e bruciature, e locale. In genere, il processo di rigenerazione dei tessuti
come riparatore e rigenerante la cute. Effetti riscontrati danneggiati si completa dopo appena 15 giorni dall’ini-
con evidenza nel passato a seguito di applicazioni topiche zio della terapia.
estemporanee. Nei vari studi sull’attività della droga, si riferisce, in genere,
Al trattamento di bruciature con la droga di circa l’azione riparativa e rigenerante dei flavonoidi calconi
Mimosa tenuiflora consegue una completa e veloce (kukulkanin): grazie alla loro funzione antiradicalica e

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

protettiva del collagene aumenta la disponibilità di questa


proteina, che va così a rinforzare il tessuto della ferita.
Altri autori attribuiscono anche ad una frazione polisacca-
ridica, costituita da arabinogalattani, la proprietà risanante
le ferite, in ragione della loro marcata attività stimolante
la produzione di fibroblasti dermici e di collagene (8,23).
Sono citate in letteratura anche altre attività delle varie
componenti della droga: astringente dei tannini, antin-
fiammatoria di steroli liberi e di saponine steroidee, fisio-
logica degli oligoelementi (manganese, rame, zinco,
magnesio, ferro), indispensabili per lo svolgimento di
processi utili all’equilibrio biochimico della cute e cataliz-
zanti reazioni enzimatiche del metabolismo cellulare, e
quindi favorenti la riparazione tissutale.

Ginseng (Panax ginseng Meyer)


Numerosissimi studi hanno validato l’interesse degli
estratti di Ginseng nel trattamento dei danni cutanei
indotti da ferite o bruciature, di cui ne accelerano la
guarigione.
Si ritiene che l’azione fisiologica del Ginseng e, in par-
ticolare, i benefici effetti eudermici siano in preponde-
ranza da ascrivere ai ginsenosidi, glucosidi appartenenti
alla classe delle saponine triterpeniche.
Parlando di singole saponine, è noto, ad esempio, che il
ginsenoside Rg1 promuove la rivascolarizzazione e che il
ginsenoside Rb2 accelera la guarigione di ferite, in quanto
attiva la proliferazione di cellule epidermiche.
Ricerche più recenti hanno però potuto verificare che
l’impiego di estratti in toto, contenenti cioè la totalità
dei vari tipi di saponine presenti nella droga, accelera  Plantago major, infiorescenza ( c AnRo0002)
sia la guarigione sia la cicatrizzazione di lesioni indotte
da ferite e bruciature. Analizzando comunque l’efficacia di un gruppo di costituenti biologici in grado di svilup-
dei singoli componenti, sarebbe il ginsenoside Rb1 quello pare questo processo. Ad esempio, sono state identifi-
che sviluppa la maggiore efficacia riparativa sulla cute cate proteine con proprietà fisico-chimiche e attività bio-
lesa da ferite e bruciature, in quanto attiva il fenomeno logiche simili a quelle di bioregolatori presenti in tessuti
di neovascolarizzazione nei tessuti circostanti la regione animali. Lo studio circa l’attività specifica di queste pro-
cutanea lesa e incrementa la produzione di fattori di cre- teine vegetali è stato sviluppato su modelli sperimen-
scita vascolari endoteliali e di interleuchina-1 (11,25-27). tali di tessuti cutanei (test in vitro e in vivo, su pelle di
Può essere utile ricordare che ai ginsenosidi è stata rico- vertebrati). Si è visto che queste proteine inducono un
nosciuta anche una funzionalità emostatica. marcato effetto rimarginante, cicatrizzante e normaliz-
zante il tessuto cutaneo ferito.
Piantaggine (Plantago major L.) In altri test è stato verificato il potenziale di proliferazione
Quella di rimarginare e favorire la guarigione di ferite è cellulare indotto da componenti attivi della pianta e la
senza dubbio una delle più importanti prerogative della conseguente migrazione di cellule epiteliali orali, indu-
droga della Piantaggine. centi rimarginazione e guarigione di ferite nella cavità
Studi scientifici hanno rivelato che la pianta contiene più orale.

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

FILM BIOPOLIMERICO NELLA GUARIGIONE DI FERITE


Film biopolimerici possono essere utilizzati come rivestimento nel trattamento di ferite o bruciature della pelle e altri tipi di ferite croniche. La
proprietà guaritrice di tale biofilm può essere incrementata con l’aggiunta di olio di Copaiba, un olio di resina estratto da alcune leguminose
tipiche del Sud-America.
L’intento di uno studio è stato quello di valutare, appunto, l’effetto migliorativo correlato all’aggiunta di questo olio a varie concentrazioni (da
0,1 a 1%), alla base biopolimerica costituita da un film di chitosano preparato con tecnica di evaporazione del solvente da una soluzione del
polimero (1 o 2%).
A mezzo SEM (scanning electron microscopy) e altre tecniche analitiche, sono stati di volta in volta valutati vari parametri del processo
(colore del film, proprietà meccaniche, analisi termica, scorrevolezza, ecc.) onde procedere in modo uniforme nella valutazione.
I vari tipi di film realizzati hanno tutti rivelato una potenziale capacità di idoneo rivestimento della ferita, favorita anche dalla praticità di
manipolazione. Da rilevare che, per quanto nei formulati non fosse presente un tensioattivo, le goccioline dell’olio si sono egualmente ben
disperse e distribuite in modo omogeneo nella matrice polimerica, anche dopo essiccazione del film. L’analisi termica ha rivelato lo svilupparsi
di una positiva interazione tra olio e polimero.
Fonte: Debone HS et al, 2019 (vedi Bibliografia ref. 24)

L’azione riparatrice e cicatrizzante di ferite e ustioni, stu- Da non dimenticare, poi, che la droga contiene allan-
diata a lungo, si ritiene possa svilupparsi secondo diversi toina, un prodotto di degradazione dell’acido urico
meccanismi di azione, in questo caso a funzione più sti- che si trova nei liquidi amniotici, e chimicamente è una
molante che non inibitoria. purina (dimetil idantoina). In natura essa è presente in
Riferendo in precedenza dell’Aloe, abbiamo scritto che molte piante (nei semi di Tabacco, Barbabietole da zuc-
i maggiori ricercatori in questo campo ritengono che la chero, germe di Grano, nella Consolida e anche nella
riparazione e la rigenerazione dei tessuti siano da ascri- Piantaggine). In cosmetica è usata a basse dosi come
vere all’azione dei polisaccaridi ad elevato peso mole- agente ammorbidente e cheratoplastico, per cui serve
colare, che stimolano l’attività dei macrofagi e favori- per ammorbidire e levigare la superficie cornea dell’epi-
scono così la crescita di cellule dei tessuti e la prolife- dermide. In termine anglosassone è stata definita “cell
razione di fibroblasti. Nel caso dell’Aloe, è il glucoman- proliferant”, cioè che sovraintende alla formazione di
nano che interagisce con speciali recettori di membrana tessuto epiteliale in ragione di questa sua riconosciuta
stimolando la produzione di collagene, che si aggrega proprietà (28-30).
a quello presente sul tessuto connettivo e si dispone ai
margini della ferita, compattandola e tonificando la zona Curcuma (Curcuma longa)
di cute circostante. Anche la Curcuma, oggi in grande auge per le sue tante
Una funzione simile, quindi, si ritiene possa esser espli- proprietà biologiche, è certamente da annoverare tra
cata dai polisaccaridi e da altri ingredienti attivi della le piante universalmente riconosciute per le proprietà
droga della Piantaggine. sanitizzanti e guaritrici di ferite. Il principale meccanismo
Un’altra interessante considerazione espressa da vari secondo cui i principi attivi della pianta operano a questi
autori è la seguente: è stato ripetutamente verificato fini è indubbiamente da correlare alla loro marcata atti-
che l’estratto etanolico della pianta è quello che esplica vità antinfiammatoria. Test vari hanno rivelato la sop-
la maggiore attività risanante e ristrutturante il tessuto pressione di sviluppo di mediatori proinfiammatori quali
ferito, ed è questo estratto quello che presenta il mag- TNF-α (tumor necrosis factor) e IL-1(intereluchina-1).
giore contenuto in plantamajoside e altri polifenoli. Per Peraltro, la curcumina è anche un inibitore di PHK (pho-
cui potrebbero essere questi gli ingredienti a maggiore sphorylase kinase) e NF-kB (nuclear factor-kB). Pertanto,
attività. Ricordiamo che plantamajoside è un glucoside è particolarmente indicata per il trattamento di ferite
feniletanoide, un derivato dell’acido caffeico. (così come di bruciature) fortemente infiammate. Questo

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

controllo e deregolazione dell’infiammazione è cruciale proprietà innanzitutto antinfiammatorie e poi sanitiz-


per assicurare una guarigione delle ferite rapida e sicura. zanti, cicatrizzanti, restitutive e ricostruttive cutanee.
Ricorderemo che la frazione certamente più importante, Queste sostanze sono vari derivati polifenolici e, in par-
a fini funzionali, della droga della Curcuma è la curcu- ticolare, composti di natura triterpenica.
mina, un polifenolo (diferuloilmetano), e che quando si È stato quindi valutato e confermato il potenziale sanitiz-
parla di bioattività di Curcuma, il più delle volte il riferi- zante di ferite di tutta una serie di oli essenziali di largo
mento va a questo suo principio attivo. impiego: come esempio si possono ricordare quelli otte-
Il trattamento topico con curcumina (test su ferite indotte nuti con Anice verde (Pimpinella anisum L.), Garofano
artificialmente con streptozoticina) si è visto che accelera chiodi (Eugenia caryophyllata), Cumino (Cuminum
la riepitelizzazione, incrementa la migrazione di fibrobla- cyminum), Finocchio domestico (Foeniculum vulgare),
sti sul sito offeso, migliora la vascolarizzazione e aumenta Alloro (Laurus nobilis L.), Lavanda (Lavandula angustifo-
significativamente il contenuto in collagene. lia) e Melissa (Melissa officinalis L.).
Su ferite croniche possono essere presenti elevati livelli Vari studi di efficacia sanitizzante sono stati effettuati in
di ROS (specie reattive di ossigeno) e radicali liberi come vivo, cioè con trattamento diretto di ferite, praticando
perossido di idrogeno e superossidi, i quali potrebbero incisioni lineari, esportazioni circolari su modelli, ecc.
agire a detrimento del processo di risanamento. La cur- Per quanto i vari oli essenziali esaminati abbiano espli-
cumina sviluppa un potente effetto antiossidante su cato tutti un evidente effetto sanitizzante, è chiaro che
ferite cutanee, riducendo il danno indotto da perossidi sono state rivelate delle diversità di effetto tra tipo e tipo,
su fibroblasti e cheratinociti. Altri test su ferite da taglio per cui la valutazione della loro efficacia sarà da tenere
hanno mostrato un ridotto livello di lipidi-perossidasi e in considerazione di volta in volta (34,35).
una più veloce riepitelizzazione, con incrementata atti-
vità di enzimi naturali antiossidanti come catalasi, gluta- UNA FORMULAZIONE PER IL TRATTAMENTO
tione perossidasi e superossido dismutasi. DI FERITE CON ATTIVI NATURALI
La curcumina presenta un’altra prerogativa, quella di sop-
primere la proliferazione di cheloidi e l’ipertrofia. Per che- Segnaliamo, da un recentissimo brevetto, la formula-
loide, lo ricordiamo, s’intende la formazione di uno strato zione di una composizione, presentata come biodegra-
duro, fibroso e compatto sulla pelle, la quale diventa dabile e altamente biocompatibile, ad elevato effetto
lucida e arrossata; è una tipica conseguenza di ferite tra- risanante e cicatrizzante le ferite. I due componenti di
scurate e mal curate. L’ipertrofia consiste, invece, in un base del preparato sono sericina e un soporfolipide, in
aumento anormale del volume dei tessuti, dovuto pra- unione a un gelificante o ispessente in idoneo veicolo
ticamente ad un accrescimento delle dimensioni delle cosmetico.
cellule. La curcumina impedisce, quindi, lo svilupparsi di La sericina rappresenta la seconda proteina della seta
malformazioni sulla zona offesa. e forma una guaina protettiva che avviluppa la fibra
Per altre notizie sulle piante, cui è stata attribuita e rico- interna, la fibroina. Presenta una struttura aminoaci-
nosciuta un’azione risanatrice e guaritrice di ferite, riman- dica ripetitiva con una grande quantità di gruppi idro-
diamo alla visione dell’elenco, piuttosto nutrito, in tabella fili; proprio per questa sua struttura ha grande affinità
allegata (9,11,17,31-33). verso le proteine idrofobe (fibroina), e quindi verso la
cheratina dei capelli e dello strato corneo. Il suo uso
OLI ESSENZIALI NEL TRATTAMENTO DI FERITE cosmetico è validato da tempo in preparati per capelli
e per unghie.
Quella del trattamento sanitizzante di ferite, bruciature I soporfolipidi sono biotensioattivi secreti in mezzi di
e ascessi con oli essenziali è una pratica in uso da secoli, coltura da microrganismi (nel caso specifico da Candida
per non dire da millenni; basta consultare testi antichi e specie correlate), sono composti da una miscela disac-
per rendersene conto e trovare una serie di elementi con- caridica legata all’idrossigruppo di un idrossiacido grasso
fermativi. Questa pratica, una volta solamente empirica, saturo o monoinsaturo, ed esibiscono attività tensioattiva in
oggi è validata dalla conoscenza delle sostanze attive ragione della loro struttura anfifilica. Essi presentano anche
contenute nei vari oli essenziali, a cui è possibile ascrivere attività battericida, per cui in cosmesi trovano impiego in

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

deodoranti, preparati antiacne, ecc. Prodotti di questa cate- L’ingrediente è idrosolubile, per cui di facile manipola-
goria presentano un costo non indifferente, ma nel caso zione ai fini dell’inserimento in un preparato cosmetico
in esame, dovendosene utilizzare una minima quantità, idoneo al trattamento della zona ferita (anche di segni
non incidono troppo economicamente sul preparato finito. cutanei post-acne, dermoabrasioni, ecc.)
Infatti, le concentrazioni d’impiego suggerite vanno da 0,1 Si sono sviluppate ricerche anche al fine di valutare se l’a-
a 1% di questo speciale tensioattivo, da associarsi ad un zelamido propil dimetilamina può avere effetto su espres-
8-10% di sericina e almeno il 2% di gelificante. sioni di geni di vari fattori di crescita, come EGF, TGF-β1,
Nel brevetto si descrive questa formula come molto IGF-1 e VEGF, coinvolti nella proliferazione e differenzia-
veloce nell’operare ai fini di sanitizzazione e rimargina- zione di cheratinociti e fibroblasti, che possono promuo-
mento delle ferite, con il vantaggio, rispetto ad altri ingre- vere la cicatrizzazione di ferite e la riparazione della pelle.
dienti o formulati utilizzati allo scopo, di lasciare la pelle Si è potuto verificare che la sostanza innalza l’espressione
rimarginata liscia e praticamente senza segno di cicatrice. di questi fattori di crescita.
È evidente che i due ingredienti attivi della preparazione L’attività antinfiammatoria dell’ingrediente è stata misu-
sviluppano una significativa azione sinergica, sia antibat- rata valutando l’espressione di mediatori infiammatori
terica sia favorente la proliferazione cellulare e la vasco- (citochine IL-6 e IL-8) e si è visto che tale espressione
larizzazione (36). viene vistosamente alleviata dopo il trattamento, di
almeno il 70-75%. Si è potuto verificare anche la ridu-
UN PRINCIPIO ATTIVO RIGENERANTE LA CUTE zione di espressione di 5-α-reduttasi di oltre l’80%.
E CHE GUARISCE FERITE Si è notato, infine, che oltre a rigenerare e guarire la
ferita, la sostanza agisce anche ai fini di un ispessimento
Per quanto abbiamo visto, possiamo dire che è essen- e rafforzamento della cute (37).
ziale, per una rapida ed efficace attività di cura delle
ferite, accelerare al massimo l’eliminazione dello stato NON DIMENTICHIAMO IL MIELE
infiammatorio che si manifesta dopo il danneggiamento,
e che potrebbe peggiorare la condizione della ferita; Tra i prodotti di derivazione naturale, da annoverare tra
favorire, quindi, accelerandolo, il processo di prolifera- quelli a biofunzionalità favorente la guarigione di ferite,
zione cellulare ai fini del ripristino tissutale e della sua non è da dimenticare il miele, per le sue marcate pro-
rimarginazione e rimodellamento. prietà antibatteriche e antinfiammatorie.
A questi fini si è ricorso a un ingrediente brevettato, aze- Particolari tipi di miele sono più apprezzati di altri, non
lamidopropil dimetilammina (in butilenglicole), che si è solo per le loro proprietà organolettiche, e in particolare
visto essere in grado di proteggere la pelle e di accelerare per il gusto, ma proprio perché dotati di superiori pro-
il meccanismo di riparazione tissutale attraverso regola- prietà biofunzionali.
zione epigenetica. Tra tutti i tipi di miele, comunque, quello che gode di
Con il termine “epigenetico” si definiscono una serie di maggiore fama a questi fini è certamente quello che le
interventi, scambi e funzioni che influenzano la trascri- api producono elaborando il nettare dei fiori di Manuka
zione di geni a proteine, senza alterare la sequenza del (Leptospermum scoparium), una pianta originaria della
DNA. Cambi epigenetici possono essere indotti dall’am- Nuova Zelanda e dell’Australia.
biente, dallo stile di vita, dalla nutrizione, da condizioni Questo tipo di miele è stato, per decenni, oggetto di
di stress, ecc. intensi studi, che ne hanno definitivamente confermato
L’azelamido propil dimetilamina è un regolatore epigene- le potenti qualità antibatteriche verso un gran numero
tico che controlla l’attività di HDAC (histone diacetylase), di microrganismi inquinanti le ferite, anche specie anti-
ai fini di accelerare la rigenerazione tissutale attraverso biotico-resistenti. Tale attività si considera dovuta allo
iper-regolazione dell’espressione del gene dei fattori di svilupparsi di un’elevata sinergia tra i vari componenti
crescita e proteggendo la pelle da stress ossidativi. polifenolici e perossidi, ed è riconosciuta come UMF
Il principio attivo, inoltre, sviluppa l’attività antinfiamma- (Unique Manuka Factor), un vero e proprio coefficiente
toria e antibatterica, che accelera il processo di guari- antimicrobico in confronto a una soluzione fenolica
gione e rimarginazione della ferita. (38-41).

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

Piante che guariscono le ferite


Nome botanico Nome italiano Componenti attivi Funzionalità
Achillea millefolium L. Achillea Alcaloidi (achilleina), flavonoidi (apigenina) Accelera la proliferazione, la collagenazione
e il rimodellamento (42)
Acorus calamus L. Calamo Flavonoidi, glucosidi, tannini, saponine, Accelera la contrazione della ferita, la
aromatico mucillagini collagenazione e la riduzione dei tempi di
riepitelizzazione; antiossidante (43)
Allium cepa L. Cipolla Flavonoidi, tannini, alcaloidi Migliora l’aggregazione di fibroblasti,
estende la granulazione, incrementa la
concentrazione in collagene e favorisce
l’epitelizzazione; antinfiammatoria (44,45)

Aloe vera L. Miller Aloe Polisaccaridi (acemannano), enzimi lisosomali, Stimolazione a rivascolarizzazione e
vitamine (C,E), glucosidi, steroli, oligoelementi granulazione, rigenerazione epidermica per
incrementata sintesi del collagene, favorita
proliferazione di fibroblasti e di cellule sul
tessuto (9,21-23)

Andrographis paniculata Carmantina Labdan-diterpeni (andrografolide) Favorisce la proliferazione di fibroblasti,


Nees attiva la sintesi di collagene e contrae la
ferita; antiossidante e antinfiammatoria (46)

Areca catechu Noce di Betel Tannini, alcaloidi (arecolina, arecaina), polifenoli, Astringente, accelera la guarigione di piaghe
steroli da bruciatura e favorisce l’epitelizzazione;
antinfiammatoria (47,48)
Argania spinosa Argania Olio (Acidi grassi polinsaturi), polifenoli Riduce lo stato infiammatorio favorendo
una più rapida ristrutturazione tissutale e la
guarigione della ferita (49)

Asparagus racemosus Asparago Saponine steroidee (shatavarine) Antiossidante, antinfiammatoria e


racemoso immunomodulante, favorisce la contrazione
della ferita, l’epitelizzazione e il rinforzo del
tessuto dermico (50)
Azadirachta indica Juss Neem Triterpeni ossidati (azadiractina) Marcata attività antibatterica, favorisce la
neovascolarizzazione, la contrazione della
ferita e la granulazione (9,51)
Berberis lyceum Royle Berberi Alcaloidi (berberina), tannini, saponine, L’azione antiossidante, antimicrobica e
triterpenoidi astringente contribuiscono a processi di
contrazione della ferita ed epitelizzazione
(52)
Boswellia serrata Olibano Triterpeni (acidi boswellici) Favorita contrazione della ferita e
rimarginazione, inibente lo sviluppo di
mediatori infiammatori; antiossidante
(53,54)
Calendula officinalis L. Calendula Triterpeni, polisaccaridi (mucilagini), polifenoli Determina l’induzione di un’attività
leucocitaria che interferisce sulla più rapida
guarigione di ferite (55,56)
Carica papaya L. Papaia Enzimi proteolitici (papaina), alcaloidi (carpaina), Favorita granulazione e deposizione di
glucosidi (carposide) collagene; antinfettiva e antiossidante (57)

Cassia fistula L. Cassia fistola Tannini, mucillagini, glucosidi Favorita contrazione della ferita,
riepitelizzazione e rimodellamento del
tessuto; antibatterica, antiossidante e
antinfiammatoria (58)
Cedrus deodara Loureiro Cedro atlantico Olio essenziale, sesquiterpeni Antiossidante e antimicrobica, indicato
trattamento di ferite infette (59,60)

Celtis australis L. Bagolaro Tannini condensati, flavonoidi Restringimento della ferita, riepitelizzazione
e risanamento; antinfiammatoria (61)
Centella asiatica Urban Centella asiatica Triterpeni (acido asiatico, acido madecassico) Attività riparativa e rigenerante
e loro saponine dell’epitelio, normalizzante il processo di
cheratinizzazione e stimolante il normale
equilibrio tra circolazione capillare venosa
e trofismo cutaneo; antinfiammatoria
(9,11,62-64)

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

Cinnamomum zeylanicum Cannella Olio essenziale, tannini, mucillagini, diterpeni Favorita contrazione della ferita,
Garke epitelizzazione e granulazione;
antiossidante e antinfiammatoria (65,66)
Commiphora molmol Engl Mirra Oleo-gomma (mansumbinone, acido Favorita proliferazione e differenziazione
secomansumbinoico), cardinolo di leucociti e cellule tissutali, attenuati stati
infiammatori; antibatterica (67)
Curcuma longa L. Curcuma Curcuminoidi, flavonoidi, oligoelementi Antinfiammatoria, antiossidante e
antibatterica, favorisce la proliferazione
di fibre collageniche, l’epitelizzazione del
tessuto e la granulazione (9,11,17,31-33)
Datura alba Nees Stramonio Alcaloidi (atropina, scopolamina) Favorita contrazione della ferita,
indiano epitelizzazione, produzione di collagene e
granulazione; antimicrobica (68)

Daucus carota L. Carota Luteolina e suoi glucosidi Antiossidante, antibatterica, favorita


contrazione della ferita, incremento di
idrossiprolina e rafforzamento del tessuto
(69)
Echinacea pallida Britton Echinacea Glucosidi (echinacosidi), acido caffeico, Favorita guarigione delle ferite per
echinaceina inibizione di stress ossidativi o indotti da
infezioni; antinfiammatoria e antiossidante
(70)
Equisetum arvense L. Coda cavallina Flavonoidi, acidi fenolici, fitosteroli Favorita contrazione della ferita,
proliferazione di fibroblasti e fibrociti,
epitelizzazione e inibizione di mediatori
infiammatori (71)
Eucalyptus globulus Lab. Eucalipto Olio essenziale (cineolo, globulolo) Forte attività antinfiammatoria inibente
infezioni su parte lesa, e quindi favorente
cicatrizzazione e guarigione (11,45,72)

Euphorbia heterophylla Erba calenzuola Alcaloidi, tannini, fitosteroli, saponine Favorita contrazione della ferita, produzione
di fibroblasti, granulazione del tessuto e
riepitelizzazione (73,74)

Ficus benghalensis L. Baniano Tannini, glucosidi, flavonoidi Accelera le fasi di costrizione e


cicatrizzazione della ferita, attiva la
formazione e la deposizione di collagene ed
epitelizzazione (75,76)
Ficus carica L. Fico comune Enzimi, cumarine, flavonoidi (rutina) Ridotto tempo di rimarginazione, favorita
sintesi di collagene, epitelizzante e
rafforzamento del tessuto circostante (77)

Gentiana lutea L. Genziana Glucosidi (gentiopicrina, swertiamarina), Accelerata proliferazione di fibroblasti e


alcaloidi granulazione del tessuto, epitelizzazione e
aumento del contenuto in collagene (78)
Ginkgo biloba L. Ginkgo biloba Flavonoidi, triterpeni lattoni Favorito aumento dell’idrossiprolina,
granulazione del tessuto e velocizzazione di
epitelizzazione; antiossidante (9,11,79,80)

Glycyrrhiza glabra L. Liquerizia Saponine triterpeniche (acido glicirrizico), Potente antinfiammatorio bloccante
lignani, calconi, cumarine reazioni allergiche e sensibilizzanti (81)

Helianthus annuus L. Girasole Olio (insaturi), vitamina E, fitosteroli Funzione ammorbidente e riparativa,
favorisce varie fasi di ricostruzione del
tessuto e di cicatrizzazione (9)
Hibiscus rosa sinensis L. Rosa della Cina Triterpenoidi, polifenoli, tannini, saponine, Favorita proliferazione e differenziazione di
alcaloidi, flavonoidi leucociti e cellule tissutali, attenuazione di
stati infiammatori; antibatterica (82)

Hibiscus syriacus L. Ibisco albero Triterpenoidi, polifenoli, tannini, saponine, Favorita proliferazione e differenziazione di
alcaloidi, flavonoidi leucociti e cellule tissutali (83)

Hippophae rhamnoides L. Olivello spinoso Olio da semi, estratto, polifenoli, enzimi Antiossidante, incrementa il livello di GHS,
antiossidanti riduce la produzione di ROS in fase di
granulazione del tessuto e riduce il tempo
di epitelizzazione e granulazione (84-86)

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

Hypericum perforatum L. Iperico Flavoni (rutina, quercetina), vitamina C, acidi Attivata proliferazione di fibroblasti e
fenolici miofibroblasti, favorita sintesi del collagene;
antinfiammatoria e antiossidante (9)

Inula helenium L. Enula campana Sesquiterpeni, inulina, azulene Accelera l’organizzazione epidermica, la
formazione di follicoli piliferi e la riduzione di
infiammazione cellulare (87)
Kaempferia galanga L. Galanga Olio essenziale Favorita contrazione della ferita,
granulazione del tessuto, epitelizzazione,
incremento di idrossiprolina e quindi
collagenazione (88)
Lantana camara L. Lantana Triterpeni, glucosidi iridoidi e steroidei, Contrazione della ferita, epitelizzazione,
fenilpropanoidi vascolarizzazione e rigenerazione
epidermica. Attività antinfiammatoria e
antimicrobica (9,89,90)
Lavandula officinalis Chaix. Lavanda Olio essenziale (cineolo, canfora), flavonoidi, Marcata attività antibatterica, antisettica,
tannini, cumarine sanitizzante e favorente la guarigione
di ferite; favorisce la granulazione e la
contrazione (91,92)
Lawsonia inermis L. Hennè Tannini, luteolina, apigenina Favorita contrazione della ferita,
granulazione del tessuto, epitelizzazione,
incremento di idrossiprolina e quindi
collagenazione (93)
Leptospermum scoparium Manuka Miele Sviluppo di attività antimicrobica,
antinfiammatoria e antisettica favorente il
decorso della guarigione e cicatrizzazione
della ferita (38)
Linum usitatissimum L. Lino Mucillagini, proteine, lignani, acidi grassi Favorisce la contrazione della ferita,
polinsaturi l’epitelizzazione e accelera la granulazione
tissutale; antinfiammatoria (94)

Lithospermum erythrorizon Litospermo Shinkonina e derivati Favorisce la proliferazione, la migrazione


cinese cellulare e l’epitelizzazione (95)

Lycopodium serratum L. Licopodio Alcaloidi (licopodina), triterpenoidi, flavonoidi Favorita contrazione della ferita,
(luteoilina, apigenina) granulazione del tessuto, epitelizzazione,
incremento di idrossiprolina e quindi
collagenazione (96)
Malus domestica L. Mela Amide dell’acido idrossifenilpropanoico, Rigenerante cutanea, incrementata mobilità
enzimi naturali antiossidanti delle cellule epiteliali; riparativa, cicatrizzante
e antiossidante (97,98)

Malva sylvestris L. Malva Mucillagini Antinfiammatoria, incrementata espressione


di collagene e attivazione di fibroblasti (99)

Mimosa tenuiflora Willd. Mimosa Flavonoidi (metossicalconi), saponine Stimolata attività mitocondriale e
tenuiflora triterpeniche (mimososidi), steroli liberi e proliferazione di fibroblasti dermici, attivato
saponine steroidee, tannini, oligoelementi decorso di reazioni enzimatiche favorenti
processi di riparazione tissutale, attività
astringente e antinfiammatoria (8,23,100)
Momordica charantia L. Cetriolo Glucosidi, flavoni (luteolina), licopene Velocizzato tempo di contrazione della ferita
balsamina ed epitelizzazione (101)

Morinda citrifolia L. Noni Polifenoli, alcaloidi, triterpeni, glucosidi steroidei Favorita contrazione della ferita e incremento
della velocità di epitelizzazione e granulazione
del tessuto aumento del contenuto in
idrossiprolina; antimicrobica (102)
Moringa oleifera Lamarck Moringa Tannini, polifenoli, steroli, glucosidi Antiossidante, antinfiammatoria e
antibatterica, contribuisce alla marcata
riduzione del tempo di contrazione e della
chiusura della ferita, favorisce l’angiogenesi
e il flusso sanguigno su zone ferite (45,103)
Myrtus communis L. Mirto Olio essenziale Favorisce la proliferazione di fibroblasti,
la contrazione della ferita, l’inibizione di
mieloperossidasi e la migrazione di leucociti;
antisettica e antimicrobica (104)

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

Ocimum basilicum L. Basilico Alcaloidi, tannini, glucosidi, acido ursolico Antiossidante (attiva antiossidanti naturali,
SOD e CAT), favorisce la granulazione,
la sintesi di collagene e accelera
l’epitelizzazione (105,106)

Olea europaea L. Olivo Polifenoli, triterpeni (acido oleanolico), glucosidi Antiossidante, antinfiammatoria ed
(oleoeuropeina), saponine, flavonoidi emolliente, favorisce la vascolarizzazione, la
contrazione e la rimarginazione della ferita
(107,108)

Paeonia officinalis L. Peonia Da radici: alcaloidi (peonina), tannini Favorita contrazione della ferita,
granulazione del tessuto, epitelizzazione,
incremento di idrossiprolina e quindi
collagenazione (109)

Panax ginseng Meyer Ginseng Saponine triterpeniche (ginsenosidi) Attivazione della produzione di cellule
epiteliali, rivascolarizzazione e cicatrizzazione
della ferita (11,27,28)

Phyllanthus emblica L. Emblica Ellagitannini, flavonoidi (kaemferolo), vitamina C Elevata attività antiossidante e
antinfiammatoria che favorisce la
rimarginazione e la cicatrizzazione di
ferite, attivazione della sintesi collagenica
ristrutturante (110)

Pinus spp. Pino Olio essenziale Favorisce la vascolarizzazione; antiossidante


e antinfiammatoria (111)
Piper betle L. Betel Olio essenziale Antimicrobica, antinfiammatoria e
antiossidante, attiva la produzione di
fibroblasti, accelera la contrazione della
ferita e la rimarginazione (112)

Pistacia lentiscus L. Lentisco Oleo-resina Favorisce la contrazione delle ferite e


l’epitelizzazione del tessuto; antiossidante e
antinfiammatoria (113,114)

Plantago major L. Piantaggine Glucosidi iridoidi, glucosidi feniletanoidi Rigenerazione e rafforzamento del tessuto,
(plantamajoside, verbascoside), steroli, alcaloidi, epitelizzante, risanante, rimarginante le
allantoina ferite e rinormalizzante (28-30)
Plumbago zeylanica L. Chita Terpenoidi, alcaloidi, flavonoidi, saponine, Favorita contrazione delle ferite,
tannini epitelizzazione (115)

Portulaca oleracea L. Portulacca Alcaloidi (betalaina), vitamine A e C, acidi grassi Favorita contrazione delle ferite, formazione
polinsaturi di collagene ed epitelizzazione; antiossidante
e antibatterica (116)
Psidium gujava L. Guava Mucopolisaccaridi, tannini, oligoelementi, Stimolazione di macrofagi; antinfiammatoria
vitamine e astringente (117)
Punica granatum L. Melograno Polifenoli (punicalagina, punicalina, strictinina) Promuove la contrazione della ferita, la
formazione di collagene ed epitelizzazione;
antiossidante e antibatterica (99)

Quercus infectoria Oliver Quercia a galle Tannini, enzimi antiossidanti Promuove la deposizione di collagene
e l’epitelizzazione; antinfiammatoria,
antibatterica e antiossidante (118)
Rheum officinalis Baillon Rabarbaro cinese Antrachinoni (emodina), glucosidi, tannini Aumentata sintesi del collagene,
accelerazione dei processi rigenerativi e
riparativi del tessuto (119)
Rosmarinus officinalis L. Rosmarino Olio essenziale (cineolo, pinene, canfene) Antisettica, stimolante, favorisce la
contrazione della ferita, l’epitelizzazione, la
rigenerazione e la granulazione del tessuto
(120,121)

Rubia cordifolia L. Robbia indiana Glucosidi antrachinonici, saponine, tannini, Pronunciata accelerazione e proliferazione
fitosteroli cellulare, angiogenesi; antinfiammatoria e
antinfettiva (122)

Sambucus nigra L. Sambuco Flavonoidi, tannini, triterpeni Riduce il tempo di contrazione della ferita, di
proliferazione cellulare, di epitelizzazione e
del rimodellamento del tessuto (123)

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

Scutellaria barbata Don Scutellaria Flavonoidi, tannini Riduzione del tempo di contrazione ed
epitelizzazione, sia su ferite sia su bruciature
(124)
Sesamum indicum L. Sesamo Olio (trigliceridi mono- e polinsaturi) Emolliente, favorisce la contrazione della
ferita e la cicatrizzazione (125)
Siparuna guaianensis Negramina Triterpeni e saponine steroidee, tannini Specifica attività antinfiammatoria;
contrazione della ferita e promuove
l’angiogenesi (31)

Swertia chirata Buch. Chiretta Glucosidi, triterpeni (lupeolo, amirina), alcaloidi, Attivazione e produzione di cellule epiteliali,
steroli rivascolarizzazione e cicatrizzazione della
ferita (126)
Tamarindus indica L. Tamarindo Triterpeni, saponine, alcaloidi, mucillagini Sviluppo di angiogenesi e azione
riepitelizzante; antinfiammatoria (127)
Tagetes erecta L. Tageta Acidi fenolici Azione antiossidante e antinfiammatoria
favorente processi di cicatrizzazione e
guarigione (64,128)

Terminalia chebula Retz. Chebula Tannini, acido chebulinico, Astringente, accelerata epitelizzazione e
granulazione, favorisce la contrazione e la
cicatrizzazione della ferita, incrementata
espressione di proteine (129,130)
Trifolium arvense L. Trifoglio Tannini, isoflavoni Antisettica e forte contrazione della ferita
dei campi (genisteina, formononetina, biocanina A) con azione ormono-simile (131)

Trigonella Fieno greco Saponine steroidee (diosgeina), acido folico, Attività favorente la proliferazione cellulare,
foenum-graecum L. alcaloidi (trigonellina), mucillagini la contrazione della ferita, l’epitelizzazione,
la granulazione e la collagenazione (132)

Vitis vinifera L. Uva Flavonoidi, tannini Favorita contrazione della ferita,


granulazione del tessuto, epitelizzazione,
incremento di idrossiprolina e quindi
collagenazione (133)

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SCIENZA E TECNICA • Monografia

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Monografia • SCIENZA E TECNICA

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SCIENZA E TECNICA • Schede colturali

SALVIA Sauro Biffi


Direttore de Il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio

DENOMINAZIONE
Salvia officinalis L.

FAMIGLIA
Labiatae

DESCRIZIONE centro-meridionali e nelle isole; nella nostra regione


è diffusa come pianta coltivata sia in pianura sia nella
La Salvia officinale (o semplicemente Salvia) è un piccolo fascia collinare submontana.
arbusto sempreverde con rami a sezione quadrangolare,
foglie opposte, finemente dentate, ricoperte di peluria, PROPRIETÀ E IMPIEGHI
picciolate, ovali-lanceolate spesse e rugose; le infiore-
scenze sono verticali, con fiori portati in verticilli da 2 La Salvia ha proprietà eupeptiche, colagoghe, emme-
o 4 che appaiono verso giugno-luglio. La Salvia può nagoghe, antisettiche e cicatrizzanti. Per uso interno si
vivere allo stato spontaneo oltre 15 anni e in coltura usa sotto forma di tisana, mentre per uso esterno trova
da 5 a 7 anni. È una pianta caratteristica dell’Europa impiego mediante collutori per gargarismi, nella cura di
meridionale e in Italia cresce spontanea nelle zone gengiviti e stomatiti. Viene impiegata per aromatizzare

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Schede colturali • SCIENZA E TECNICA

vini, liquori e bevande, rendendoli più digestivi, per pro- trapiantatrice meccanica a due o più file. Il trapianto ese-
teggere gli indumenti dalle tarme, per profumare gli guito in autunno-inverno, o inizio primavera, permette di
armadi e, in cosmetica, nella preparazione di bagno- effettuare già l’anno successivo due sfalci e di non inter-
schiuma, shampoo e dentifrici. venire con irrigazioni di soccorso al trapianto, qualora sia
stato scelto il momento più opportuno.
TECNICHE COLTURALI
Sesti d’impianto
Terreno e ambiente I sesti d’impianto dipendono dalla destinazione finale del
La Salvia vive su suoli aridi, alcalini, neutri o leggermente prodotto: produzione di cimette per uso erboristico, di
acidi (pH 6,5-8,5); predilige suoli permeabili ricchi di olio essenziale o di seme. Per la produzione di cimette
scheletro, con prevalente frazione granulometrica sab- si possono adottare due sistemi: uno ad alta densità e
biosa e ben aerati. È una pianta termofila ed eliofila, definito a “prato”, con file distanti 33 cm fra le fila e di
sopporta climi relativamente continentali con grosse 20 cm lungo la fila, e un impiego di 150.000 piantine ad
escursioni termiche, basse temperature d’inverno e con ettaro; l’altro a bassa densità, con file distanziate fra loro
umidità minima dell’aria; evita terreni troppo a lungo 50-70 cm e 20 cm lungo la fila, e un utilizzo di 75.000
coperti di neve. È coltivata fino alla fascia del “castane- piantine per ettaro.
tum caldo” (fascia submediterranea), cioè fino alla quota Per la produzione del seme si adottano distanze di
di circa 900 m. s.l.m. 80-100 cm fra le fila e di 30 cm sulla fila, con un inve-
stimento di circa 30.000 piantine ad ettaro. L’impianto
Propagazione ad alta densità è spesso preferibile eseguirlo mediante
La pianta si riproduce per via gamica, con semine dirette
in pieno campo, o in semenzaio, seguite da trapianto a
fine primavera. Il peso di 1000 semi varia da 4,7 a 7,2 g.
Per via agamica si possono ottenere facilmente talee di
8-10 cm da piante madri di 2-3 anni di età. La capacità
di radicamento delle talee è buona, anche senza l’in-
tervento di sostanze ormonali; le talee si possono pre-
levare nei mesi di marzo-aprile o di giugno-luglio per
trapiantare le giovani piantine rispettivamente in mag-
gio-giugno, ovvero in autunno. Le semine si effettuano
in entrambi i casi a febbraio-marzo, interrando il seme
solo di qualche millimetro.
La germinazione del seme avviene entro 20-25 giorni
dalla semina; è molto importante usare un’elevata quan-
tità di seme, in quanto normalmente ha una germina-
bilità difforme. Il seme matura sulla pianta scalarmente
nell’arco di 20-30 giorni, la raccolta si effettua quando
una piccola parte del seme è maturata e la restante parte
è variamente immatura. È consigliabile usare per semine
dirette in campo dai 10 ai 15 kg/ha di seme, mentre in
semenzaio possono essere sufficienti 10 g per ottenere
200-300 piantine.
La semina si può eseguire con normali seminatrici da
grano o seminatrici di precisione, interrando il seme a
un cm di profondità. Il trapianto può essere eseguito
manualmente (un operatore riesce a piantare media-
mente 80-100 piantine/ora) oppure più velocemente con  Salvia officinalis, fioritura ( c Mathias Bigge)

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SCIENZA E TECNICA • Schede colturali

Fertilizzazione
L’apporto di elementi nutritivi è in
funzione della fertilità del terreno;
in linea di massima sono consi-
gliati, per un salvieto di durata
quinquennale, l’apporto di circa
350-400 q/ha di letame maturo,
di 40-50 kg/ha di azoto e di
80-100 kg/ha di P2O5 e di K 2O.
Per incrementare la produzione
di foglie occorre aumentare di
50 unità ad ettaro l’azoto sotto
forma nitrica, da distribuire alla
ripresa vegetativa o dopo ogni
sfalcio.

Cure colturali
 Salvia officinalis, sviluppo fogliare ( c Linè1) Sono limitate ad alcuni interventi
di sarchiatura nell’interfila, per
semina diretta in campo, mentre negli altri casi è possi- eliminare le infestanti e ridurre l’evaporazione, mentre
bile ricorrere anche al trapianto delle piccole piantine all’i- lungo le fila sono necessarie delle scerbature per elimi-
nizio della primavera. In terreni marginali con forti pen- nare le infestanti. Possono essere utili alcuni interventi
denze, seminando con seminatrici da grano, sono con- irrigui dopo ogni sfalcio, soprattutto se la stagione decor-
sigliabili 15 kg/ha di seme; in terreni pianeggianti, pre- rente è siccitosa; sono consigliate le irrigazioni per scor-
valentemente sciolti, quando si può seminare in terreno rimento o sottochioma, evitando quelle a pioggia che
rullato e impiegare seminatrici di precisione, si possono possono causare lo sviluppo di oidio.
usare 8-10 kg di seme. I vantaggi dell’investimento a
prato sono il ricoprimento totale del terreno che attenua RACCOLTA E RESA
il ricaccio delle infestanti, la possibilità di raccogliere il
prodotto con una falcia-carica foraggio, una maggiore La raccolta viene effettuata in modo diverso a seconda
produzione di foglie e una maggiore produzione di foglie di come è stato effettuato l’impianto. Per quello ad alta
rispetto alle parti legnose. densità, cioè a “prato”, in cui si hanno molte piantine poco
L’inconveniente è, invece, l’impossibilità di lavorare con sviluppate in altezza, le cimette possono essere raccolte
mezzi meccanici pesanti, al fine di non calpestare la direttamente mediante un organo di taglio, sia rotante sia
coltura o di utilizzare piccole macchine del tipo motocol- a barra falciante, con l’aggiunta, in quest’ultimo caso, di
tivatrice. Nel caso di impianti a bassa densità si ha una un aspo che faciliti il taglio stesso. Negli impianti a bassa
porzione di terreno nudo maggiore rispetto al prato, densità il numero delle piante è minore ma le dimensioni
questo comporta il pericolo di infestazioni e, di conse- maggiori, pertanto, occorre usare una macchina con appo-
guenza, un numero più elevato di lavorazioni. Con le siti convogliatori prima dell’organo di taglio; i convogliatori
file molto distanziate le piante esercitano una minore hanno il compito di sollevare i rami più bassi dell’arbusto
competizione, per cui aumentano in altezza e si espan- per permetterne il taglio. Non esistendo macchine speci-
dono nell’interfila rendendo la raccolta del prodotto fiche per la raccolta della Salvia, in generale si possono
più difficoltosa. Gli impianti a bassa densità sono con- usare macchine come falcia-carica foraggio, mietileghe
sigliati per ottenere un buon rendimento in olio essen- da grano, alcuni tipi di falcia e trincia mais.
ziale dalle foglie: dato che le piante hanno a disposi- Per la raccolta del seme la difficoltà maggiore è legata alla
zione molta luce, si riduce notevolmente la caduta delle maturazione scalare; generalmente si procede alla rac-
foglie, soprattutto quelle basali. colta quando il seme della parte bassa dell’infiorescenza

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Schede colturali • SCIENZA E TECNICA

vira dal verde al marrone scuro. La raccolta può essere AVVERSITÀ


fatta manualmente oppure usando macchine mietitreb-
biatrici adattate alle dimensioni del seme della Salvia. La La Salvia officinale è soggetta ad alcuni patogeni: l’Oi-
produzione di massa verde è in funzione di vari fattori dium erysiphoides o mal bianco, che si combatte con
quali tipo di terreno, esposizione, giacitura, andamento l’impiego di zolfo; la Puccinia salviae Ung., la cui ruggine
meteorico, concimazione, irrigazione, ecc. presenta pustolette sparse di colore grigio bruno sulla
Le esperienze svolte presso il Giardino delle Erbe di pagina; e la Thielaviopsis basicola (Berk et Br) Ferr. che
Casola Valsenio, su prove di coltivazione in salvieto a interessa l’apparato radicale.
prato con doppia destinazione (cimetta per erboristeria Fra gli insetti dannosi ricordiamo il Psylliodes attenuata
e materiale per la distillazione), riportano i seguenti dati: Koch. e l’Arima marginata F., che attaccano foglie e
n° sfalci eseguiti 3 (a fine primavera, all’inizio dell’estate giovani steli; un lepidottero, l’Arctia caja L., le cui larve
e a fine estate); i primi due sfalci forniscono un materiale compiono erosioni a carico del parenchima, rispettando
ricco di acqua, tanto che il calo verde secco è del valore di dapprima l’epidermide opposta per poi divorare ampie
5-6 ad 1 ed è particolarmente adatto al consumo erbo- porzioni del lembo; Phytomyza atricornis Meig. e P. pla-
ristico, il terzo sfalcio offre un materiale meno ricco di tensis Br., due ditteri che agiscono come larve minatrici
acqua, con un calo verde/secco di 4 ad 1, e quindi adatto fogliari; e il Ceroplastes sinensis Del Guercio e il Lepyronia
alla distillazione. coleopterata Silv., due emitteri che provocano danni agli
Mediamente la produzione ad ettaro è di 150-180 q di apici vegetativi. La Salvia è, inoltre, soggetta al mosaico
massa verde che, in foglie secche, si riduce a 25-45 q. La dell’erba medica (AMV), i cui vettori sono gli afidi. Sono
produzione media di seme si aggira sui 5 q/ha all’anno. stati riscontrate presenze di Triodia sylvina L., un lepidot-
L’olio essenziale si ottiene per distillazione in corrente di tero la cui larva scava gallerie a spirale nella radice prin-
vapore con una resa variabile fra lo 0,2 allo 0,35% sul cipale. Inoltre è stata riscontrata la presenza di Heliothis
fresco, che aumenta con l’invecchiamento delle foglie. peltigera Denis Shiff., una nottua le cui larve compiono
Se la coltura è destinata esclusivamente alla produzione erosioni fogliari; di una cocciniglia degli agrumi detta
di olio essenziale, conviene effettuare un solo raccolto Icerya purchasi Masckell, che provoca, mediante l’infe-
ad agosto utilizzando impianti a bassa densità. Se il sal- stazione della pagina inferiore della foglia, del fusto e
vieto ha la doppia funzione di produrre cimetta per l’uso delle ramificazioni, sottrazione di linfa, deperimento e
erboristico e olio essenziale, si effettuerà il primo sfalcio disseccamento vegetativo, seguito, nei casi più gravi,
in maggio-giugno, per il primo caso, e il secondo sfalcio, dalla morte della pianta. La vegetazione viene imbrat-
per la produzione di essenza, in agosto-settembre, impie- tata dalla copiosa melata emessa, e sulla quale svilup-
gando il prodotto fresco o appena appassito. pano consistenti fusaggini.

Il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio, inserito nel circuito museale della provincia di Ravenna, annovera circa 480 specie di piante officinali
utilizzate in cucina, nella medicina e nella cosmesi fin dal basso medioevo, quando venivano lavorate nelle officine dei conventi.
Il complesso costituisce un centro di conoscenza e valorizzazione riguardo alla coltivazione e all’uso delle piante officinali, grazie ad attività
e finalità che spaziano dalla ricerca alla divulgazione e dalla sperimentazione alla didattica, coinvolgendo sia esperti sia visitatori di ogni età.
Il Giardino produce, inoltre, piantine officinali e aromatiche, sia in vasetto sia a radice nuda. I semi raccolti vengono messi a disposizione del
pubblico. La disponibilità delle sementi e delle piantine può essere verificata volta per volta sul sito.
La scheda che pubblichiamo è basata su anni di sperimentazione e pratica colturale realizzata presso il Giardino.
Per contatti e maggiori informazioni: www.ilgiardinodelleerbe.it

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CULTURA • Etnobotanica

NARDO,
PROFUMO DI SPIRITUALITÀ
di Fra Gabriele Ambu1, Laura Cornara2
1
Dottorando in Biologia Applicata all'Agricoltura e all'Ambiente, Dipartimento di Scienze della Terra,
dell’Ambiente e della Vita, Università di Genova; Presidente dell’Associazione Culturale In Cammino - Genova
2
Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita - Università di Genova

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Etnobotanica • CULTURA

Un unguento delicatamente profumato, di grande valore e molto costoso perché proveniente da terre lontane, ambito
per la capacità unica di ristorare il corpo e lo spirito dalle fatiche, fino a entrare nel rito e per questo assunto a simbolo
religioso.
Per gli antichi questo dono pregiato è il “nardo”, un nome che verrà genericamente attribuito a essenze diverse. Gli
studi storici ed etnobotanici hanno permesso oggi di identificare in due Caprifoliaceae della flora himalayana, Valeriana
jatamansi Jones e Nardostachys jatamansi (D. Don) DC, la fonte botanica originaria del balsamo, così prezioso da esser
racchiuso nell’ampolla di Maria Maddalena.

“Tutta la casa si riempì depositari di una sapienza millenaria legata alla natura,
del profumo dell'unguento” secondo la quale erbe, frutti, funghi e radici sono in
(Vangelo di San Giovanni 12,3) grado di attivare una connessione tra il mondo mate-
riale e il mondo spirituale, ritenuta indispensabile nel pro-
cesso di guarigione dalle malattie.

P
arlare di “nardo” significa evocare aromi intensi Mi trovavo in Nepal, nel piccolo insediamento rurale
e penetranti, scenari esotici e una storia ricca di di Maure Timal, alle spalle della valle di Kathmandu, dire-
spiritualità. Teofrasto (371-287 a.C.), allievo di zione Tibet, a circa 2000 metri di altitudine. Mentre il
Aristotele ed esperto botanico, nel suo trattato De odo- fuoco crepitava in un angolo della stanza, il jhãkri che
ribus citava il nardo tra i profumi più apprezzati dell’an- mi accompagnava incendiò una piccola treccia di cotone,
tica Grecia. Il celebre medico greco Galeno di Pergamo recitando alcune formule di preghiera. Si levò una nuvola
(129-201 d.C.) affermava che esso fosse un farmaco utile di fumo bianca e un odore pungente si diffuse nel locale.
praticamente per tutto. Nell’immaginario comune, spe- Nonostante il disagio iniziale, ben presto un profondo
cialmente per le sue proprietà psicotoniche e afrodi- senso di tranquillità interiore si impa-
siache, era considerato simbolo di vita, amore e dronì dei presenti, me compreso, e
immortalità. Come ci tramandano i vangeli cri- quell’odore particolare divenne
stiani, una donna di Betania, piccolo villag- piacevole.
gio vicino a Gerusalemme, versò dell’olio
di nardo di altissimo valore sulla testa e  Valeriana jatamansi ( c Gabriele
sui piedi di Gesù pochi giorni prima della Ambu, Nepal)
sua crocifissione (1).

L’ORIGINE SUL TETTO DEL MONDO

Nell’antichità, la preziosità di quest’olio


era direttamente proporzionale alla difficoltà
del suo reperimento, dal momento che proveniva
dalle impenetrabili regioni himalayane. Ed è proprio in
quelle terre lontane che ho potuto conoscere l’origine
del nardo, nel corso di un’indagine etnobotanica con-
dotta a stretto contatto con i jhãkri, gli sciamani nepa-
lesi di etnia tamang.
Gli sciamani jhãkri (termine che significa “coloro che
vedono nel buio”, cioè là dove altri non vedono) sono i  Stoppino incenso e radice Valeriana jatamansi ( c Gabriele Ambu)

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CULTURA • Etnobotanica

Incuriosito, il giorno seguente interrogai lo sciamano enciclopedica di trentasette volumi (la Naturalis Historia),
e scoprii che la sostanza bruciata era la radice polveriz- elenca dodici specie vegetali differenti, cui viene attribu-
zata di una piccola pianta erbacea perenne, chiamata ito il nome di nardo (2). Oggi possiamo affermare che
in dialetto locale dhaling, corrispondente alla specie l’autore si riferisse a un gruppo di piante aromatiche per-
botanica Valeriana jatamansi Jones (syn. V. wallichii DC, lopiù appartenenti alla famiglia delle Valerianaceae (ora
Caprifoliaceae). Essa cresce nel sottobosco delle foreste Caprifoliaceae), così chiamate, a partire dal III secolo d.C.,
di Quercus oblongata D. Don (Fagaceae) e Pinus roxbur- in onore dell’imperatore romano Publio Licinio Valeriano
ghii Sarg. (Pinaceae), nei fossati e lungo i torrenti, a un’al- (253-260 d.C.) o piuttosto per le loro virtù terapeutiche
titudine compresa tra i 1800 e i 3000 metri circa. È rico- (in latino valere significa essere in salute, essere forti).
noscibile per le sue caratteristiche infiorescenze terminali, A questo grande raggruppamento botanico apparten-
di piccoli fiori bianchi o rosati, rette da steli con poche gono circa 200 specie distribuite nelle aree temperate
e piccole foglie intere o pinnato-lobate, mentre le foglie e subtropicali del mondo, di cui almeno il 20% sono
basali sono più grandi e numerose, ovate o cordate, con state impiegate fin da tempi remoti per la produzione
margine dentato o ondulato e lungamente picciolate. Da di rimedi fitoterapici nelle varie farmacopee tradizio-
secoli, sciamani e guaritori tradizionali impiegano soprat- nali. Le parti più utilizzate, oltre alle foglie, sono rizomi e
tutto i rizomi e le radici di questa pianta, che emanano radici, che presentano un odore caratteristico ben noto
una tipica fragranza terrosa simile al muschio, con delle già agli antichi. Scriveva a questo proposito Plinio (3):
note che ricordano vagamente l’odore delle capre. Grazie “Il nardo è un arbusto dalla radice pesante e grossa,
alle sue proprietà ipnotico-sedative, utili sia per curare ma corta, nera e fragile, benché sia oleosa: ha un odore
i più comuni disturbi psicosomatici (problemi gastrici, intenso come quella del cipero e un sapore aspro (…).
vomito e diarrea) sia per favorire il contatto con il divino, Una seconda sua specie nasce sulle rive del Gange e per
promuovendo ad esempio l’esperienza dei sogni lucidi, il suo odore mefitico viene bollata senza remissione col
alla Valeriana jatamansi è attribuito un grande valore nome di ozenitide”.
medicinale e spirituale. La varietà più pregiata dell’olio di nardo, estratto da
radici e rizomi di specie di Valerianaceae, era quella rica-
UNA STORIA MISTERIOSA vata da Nardus indica, il cosiddetto “vero nardo” (since-
rum), che oggi sappiamo corrispondere a due specie ori-
Valeriana jatamansi è soltanto una delle diverse ginarie delle regioni himalayane: la già citata Valeriana
essenze aromatiche che la letteratura antica descrisse jatamansi Jones e Nardostachys jatamansi (D. Don) DC. Le
con il termine generico di “nardo”, la cui precisa iden-
tità botanica è in gran parte ancora avvolta nel mistero.
Ad esempio, nella cultura europea il nardo è stato IL CIPERO
frequentemente associato alla Lavanda (Lavandula stoe- Il Cipero citato da Plinio è probabilmente il Cyperus rotundus L.
chas, Lamiaceae), sulla base di un’antica leggenda che ha
o Cyperus longus L. (della famiglia delle Cyperaceae), pianta,
come protagonista Didone, la mitica regina di Cartagine.
Didone, in uno dei suoi viaggi, avrebbe infatti traspor-
descritta anche dal botanico e farmacologo Dioscoride Pedanio
tato una specie aromatica dalla città di Naarda, in Siria, (I secolo d.C.) (4), originaria del subcontinente indiano (è
(forse la moderna città di Duhok, in Iraq) donandola agli infatti nota nella medicina ayurvedica come musta), ma diffusa
abitanti delle isole Stecadi, le attuali isole di Hyères nel anche in ambiente mediterraneo, dai cui rizomi neri e odorosi
sud della Francia; in questo modo, quello che veniva
veniva estratto un olio essenziale dalle importanti proprietà
chiamato “nardo” venne a identificarsi con l’essenza
tipica della Provenza, la Lavanda appunto. A sua volta,
medicinali (5). Il richiamo all’ozenitide può essere, invece, un
questo Nardo-Lavanda era giunto in Siria insieme a una rimando all’ozena, malattia caratterizzata da un diffuso processo
grande quantità di aromi regalati dalla regina di Saba al di suppurazione delle mucose nasali, da cui emana un fetore
re Salomone, come narra la Bibbia nel Primo Libro dei particolare, oppure alla città di Ozene (oggi Ujjain), posta nel
Re (cap. 10, v. 10).
bacino del Gange.
Plinio il Vecchio (I secolo d.C.), nella sua opera

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Etnobotanica • CULTURA

due specie, in passato, venivano spesso confuse l’una con Gerusalemme e citato dalla Bibbia ebraica (9), dal Talmud
l’altra, benché Nardostachys cresca a quote più elevate e dal Tanakh.
della Valeriana, raggiungendo i 5000 m di altitudine. Come una notevole varietà di altre piante aromati-
Inoltre, il Nardostachys si caratterizza per foglie lunghe che menzionate nei testi biblici (Zafferano, Aloe, Cassia,
e spatolate, mentre poche foglie sono sessili, oblunghe Cinnamomo, Olibano, Mirra), anche il nardo non cre-
o subovate. I fiori sono di colore rosa e campanulati. sceva nella valle del Giordano e doveva essere importato.
Rizoma e radici sono molto robuste e coperte da una fitta L’Asia centrale, il subcontinente indiano e le isole dell’O-
peluria costituita dalle fibre di ciò che rimane delle foglie ceano Indiano erano le terre lontane dalle quali queste
vecchie basali. Il nome jatamansi deriva proprio da questo piante venivano trasportate in Israele attraverso le zone
aspetto particolare dell’apparato radicale: in lingua hindi, desertiche della penisola araba meridionale. Durante il II
jata indica, infatti, la particolare capigliatura degli asceti e il I millennio a.C., le popolazioni arabe detenevano il
erranti dell’induismo (sadhu), i quali si lasciano cre- monopolio del commercio delle spezie e dei profumi tra
scere lunghe trecce di capelli come segno della rinun- l’Oriente e l’Occidente. Antiche città, fortezze e tappe
cia al mondo e alla mondanità. Unita al termine manasi, per le carovane ritrovate nel deserto del Negheb, nell’I-
che esprime “l’umanità dell’uomo”, la parola jatamansi sraele meridionale, indicano il tragitto percorso dai mer-
assume il nuovo significato di “spirito incarnato”, il quale canti arabi. E per dissuadere il mondo mediterraneo dallo
sottolinea l’enorme valore spirituale attribuito alla pianta. stabilire dirette intese commerciali con i paesi orientali
Queste specie di nardo indiano erano seguite per che fornivano le spezie, venivano diffuse storie fantasiose
ricercatezza da Nardus syriaca (6) (Patrinia scabiosifo- sui pericoli a cui si andava incontro cercando di ottenere
lia Link.), meno fragrante e meno costoso, poi dal nardo le spezie, facendone levitare il prezzo di vendita.
delle Gallie (Valeriana celtica L.) e infine da quello di Creta Del nardo parla Omero nel XVIII libro dell’Iliade, dove
(Valeriana tuberosa L.), che alcuni chiamavano nardo sel- racconta che Achille profumò con l’olio di nardo il corpo
vatico o phu (7). piagato di Patroclo, ormai morente.
La testimonianza più antica dell’uso dell’olio di nardo Nella cultura indiana esso è stato ed è tutt’oggi uno
proviene dal ritrovamento di piccole anfore all’interno di dei rimedi più efficaci della tradizione ayurvedica.
tombe egizie, in quanto impiegato nei rituali di mum- Secondo alcune tradizioni islamiche, il peccato di
mificazione. Considerato un lusso in tutto l’Oriente, era Adamo nel paradiso terrestre sarebbe stato proprio con-
conservato in vasetti di pietra pregiata (onice o alaba- sumare la radice in polvere di nardo.
stro) per preservarne la fragranza. A Roma il nardo veniva Nel Medioevo esso era ritenuto un rimedio prezioso
impiegato sia come condimento nei banchetti, frequenti nel trattamento dell’epilessia, e ciò potrebbe essere
le citazioni nelle ricette del De re coquinaria di Apicio
(25 a.C.–37 d.C.), sia come ingrediente principale del
celebre unguentum nardinum, profumo molto ricercato
per il solenne intrattenimento degli ospiti secondo le
usanze dell’antichità. Scriveva il famoso poeta Orazio in
una sua ode dedicata a Virgilio: “La stagione ci asseta,
mio Virgilio, ma se vuoi bere, come dai tuoi nobili giovani
amici, il vino fatto a Cales dovrai pagarlo in nardo. Un
vasetto di nardo desterà l’orcio che dorme al chiuso da
Sulpicio, prodigo di speranze e adatto a sciogliere le ama-
rezze dell’animo” (8).

IL NARDO “MISTICO”

Il termine “nardo” deriva dall’ebraico ‫( שבולת נדר‬shib-


bolet nerd), una delle undici erbe impiegate per pro-
durre il famoso incenso ketoret bruciato nel Tempio di  Sacerdote ebraico brucia incenso ketoret

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CULTURA • Etnobotanica

In epoca moderna, le valeriane furono utilizzate soprattutto come tranquillante. L’erborista inglese Sophia Emma Magdalene Grieve (1858–
1941), nel suo celebre A Modern Herbal (1931) (10), ne riferisce l’uso durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, per curare i soldati
affetti da shock e i civili sottoposti allo stress dei raid aerei. Da allora la valeriana è diventata il principale rimedio contro il nervosismo nella
fitoterapia europea.

all’origine del suo uso attuale come antispasmodico. identificata con Cristo, presumibilmente per il fatto che
Trovava, inoltre, impiego in cucina per condire i cibi e, tornava a manifestarsi tre giorni dopo la morte. Come
insieme ad altre spezie, per aromatizzare il vino. Nel XVII tale, venne adottata quale simbolo paleocristiano di
secolo, il nardo divenne un ingrediente di una birra forte immortalità, resurrezione e vita dopo la morte.
prodotta nel nord dell’Inghilterra. Quindi, laddove nei vangeli compare il nardo, c’è
un’allusione al mistero della passione di Cristo, alla sua
IL NARDO DEI VANGELI morte e resurrezione, all’amore che sfugge e travalica i
limiti della morte fisica.
I testi evangelici raccontano di un profumo prezio-
Fin dall’antichità, dunque, il nardo, in virtù delle sue sissimo con cui una donna unse Gesù durante un ban-
numerose proprietà balsamiche, alimentari e terapeuti- chetto (14). San Marco (cap. 14, v. 3) ci dice che si trat-
che, è stato circondato da un alone di misticismo e vene- tava di un “unguento di nardo molto prezioso” e S.
rato come essenza sacra in diverse tradizioni religiose, Giovanni (cap. 12, v. 8) parla di una libbra (circa 300
compresa quella cristiana. Nella tradizione iconografica grammi) di “unguento di nardo molto costoso”. La casa
cattolica spagnola, San Giuseppe è raffigurato con un si era riempita dell’odore di quel profumo dal valore di
ramo di nardo in mano, e nello stemma pontificio di Papa 300 denari, ovvero il corrispettivo di trecento giorni di
Francesco compare, in basso a destra, un fiore di nardo. lavoro: lo stipendio annuale di un salariato! Il grande
Il nardo è inoltre menzionato nell’Inferno di Dante valore economico di questo prodotto era legato al fatto
Alighieri, con riferimento al mito dell’araba fenice: che esso non proveniva dalla Siria, ma dalla lontana
“Così per li gran savi si confessa che la fenice more e India; si trattava, dunque, di un unguento contenente
poi rinasce, quando al cinquecentesimo anno appressa: l’essenza stessa della pianta, portata con una grande
erba né biada in sua vita non pasce, ma sol d’incenso spesa da un paese remoto. Anche la risposta di Gesù a
lagrime e d’amomo, e nardo e mirra son l’ultime fasce” coloro che contestavano la donna per aver “sprecato”
(11). Secondo la versione principale del mito, narrata una così grande quantità di olio prezioso, potrebbe
nelle Metamorfosi di Ovidio, la fenice, dopo aver vissuto contenere un’allusione alla lontananza del paese da
per cinquecento anni, si ritirava in un luogo appar- cui è stato portato questo unguento: “Dovunque sarà
tato e costruiva un nido sulla cima di
una quercia o di una palma. Qui acca-
tastava le più pregiate piante balsami-
che, tra le quali il nardo e la mirra, vi si
adagiava, lasciava che i raggi del sole
l’incendiassero e si lasciava consumare
dalle sue stesse fiamme. Dal cumulo di
cenere emergeva poi una piccola larva,
che i raggi solari facevano crescere rapi-
damente fino a trasformarla nella nuova
fenice nell’arco di tre giorni (12).
La fenice, che nella Bibbia era
già simbolo della Sapienza Divina
(13), intorno al IV secolo d.C. venne  Araba Fenice (dal Bestiario di Harley, manoscritto del XIII sec.)

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Etnobotanica • CULTURA

è nel suo recinto, il mio nardo spande il suo profumo”.


Quindi anche la scena dell’unzione di Gesù è un'al-
lusione all’unzione nuziale eseguita dalla sposa mes-
sianica. Dopo l’unzione nuziale, era inoltre uso che la
sposa conservasse una fiala di unguento, da utilizzare
in futuro nei riti funebri del consorte. In questo caso, la
vedova in lutto avrebbe posto
una fiala rotta di olio di nardo
nel sepolcro del defunto
marito. È Gesù stesso che
allude a questo significato
simbolico dell’olio di nardo,
quale premonizione della sua
imminente morte e sepol-
 Maria Maddalena, con l'ampolla di nardo tura (18). Ed è per questo
(Jan van Scorel, Maria Magdalena, Rijksmuseum
Amsterdam)
motivo che Maria Maddalena,
insieme alla Madonna e ad
predicato questo vangelo, attraverso il altre donne, si reca al sepol-
mondo intero sarà il suo memoriale”. cro di Gesù dopo la crocifis-
La donna in questione, secondo la sione (19).
tradizione, sarebbe Maria Maddalena, Interessante, anche, che
motivo per cui l’iconografia la rappre- Marco e Matteo ci dicano che
senta spesso con un vasetto di profumo questo olio pregiato era conte-
o una pianticella in mano. nuto in “un vaso di alabastro”;
Per S. Giovanni e per S. Luca la infatti l’alabastro è una roccia
donna unse i piedi di Gesù, mentre per  Maria Maddalena con la sua ampolla di sedimentaria, celebre antica-
nardo (XVI secolo Pirenei)
S. Marco e S. Matteo l’unzione avvenne mente per la fabbricazione di
sul capo. Entrambi sono gesti profon- vasetti e di anfore destinate a
damente simbolici. Da una parte, infatti, l’unzione del conservare i profumi (20). Questi contenitori avevano un
capo era un simbolo di comando: si ungeva la testa di sigillo di cera o di altri materiali, noto come “sigillo erme-
una persona destinata alla leadership religiosa a quanti tico”, che poteva essere “rotto”, soltanto nei tempi sacri
erano investiti della dignità regale e profetica. Dall’altra o durante le celebrazioni, come offerta ed espressione
parte, l’unzione dei piedi era il gesto proprio della sposa di devozione.
che ungeva i piedi di suo marito nel letto matrimo-
niale quale gesto di devozione verso di lui. Negli scritti LA CHIMICA
biblici questo tipo di unzione si riferisce ai rituali regali DELLA SERENITÀ
di nozze (15). L’analogia tra queste unzioni e quella di
Gesù è così stretta che S. Bernardo di Chiaravalle (XII Valeriana jatamansi Jones
secolo), in uno dei suoi commenti alle Sacre Scritture, e Nardostachys jatamansi
alludeva a Maria Maddalena come a “sposa” di Cristo (D. Don.) DC. sono dunque
(16). Molto tempo prima, anche Origene di Alessandria piante che, per le loro mol-
(185-254), parlando dell’unzione di Gesù nel suo com- teplici virtù terapeutiche,
mento al Cantico dei Cantici, aveva paragonato Maria per secoli sono state tenute
Maddalena alla sposa del Cantico dei Cantici (17). È in grande considerazione dai
infatti proprio nel Cantico dei Cantici (cap. 1, v. 12) che guaritori tradizionali di molte
l’unguento aromatico di nardo è ricordato come l’ele-
mento che sigilla l’unione sponsale regale: “Mentre il re  Vasetto di alabastro per oli

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CULTURA • Etnobotanica

dell’insonnia, nei disturbi cir-


colatori e nelle patologie
mentali. Le molecole pre-
senti nella pianta stimo-
lano il sistema nervoso cen-
trale, agiscono come tonico
a livello nervoso, e quindi si
sono dimostrate utili nel trat-
tamento di ansia e tremori.
La pianta è stata sempre
usata come stimolante, ipo-
tensivo e sedativo. Il suo olio,
apprezzato fin dall’antichità,
è tutt’oggi impiegato nella
preparazione di profumi pre-
giati per le cerimonie nuziali
e religiose, nonché nelle for-
mulazioni insetto-repellenti.
Queste proprietà terapeuti-
 Nardostachys jatamansi  Valeriana jatamansi ( c Jones) che sono state valutate far-
macologicamente, sia in vitro
parti del mondo. Ma sono le loro proprietà psicoattive sia in vivo: con il primo metodo, Valeriana jatamansi ha
che fin dai tempi antichi hanno creato attorno a queste mostrato un’attività antimicrobica, antiossidante e anti-
piante un alone di sacralità, e che in tempi recenti tumorale; con il secondo, un’attività antinfiammatoria,
hanno attirato l’attenzione degli scienziati che si sono
dedicati a indagarne i meccanismi molecolari (21-23).
In Valeriana jatamansi (24) le proprietà terapeutiche
sono anzitutto dovute a una miscela di monoterpenoidi
di tipo iridoide, noti come valepotriati, tra cui il valtrato
e il diidrovaltrato. Si tratta di sostanze instabili, e quindi
presenti solo nella droga fresca (radici e rizomi). Il loro
processo di degradazione, che avviene ad opera della
flora batterica intestinale in seguito alla somministra-
zione orale di preparati a base di valeriana, determina
la formazione di prodotti (baldrinali e omobaldrinali)
che sono le forme attive dei valepotriati. Questi ultimi
si sono dimostrati altamente efficaci, ad esempio nella
cura della demenza dei corpi di Lewy (DLB), una malat-
tia neurodegenerativa simile all’Alzheimer, ma ad esordio
più precoce, e spesso correlata a quella di Parkinson e a
sindromi parkinsoniane.
Nei sistemi tradizionali di medicina (principalmente
Ayurveda e Unani), le radici di Valeriana jatamansi sono
usate per trattare l’ulcera, le convulsioni, l’asma, la tosse
secca, l’ittero, la debolezza seminale, i problemi cardiaci,
le malattie della pelle, la lebbra e la stanchezza generale.
I rizomi e le radici sono raccomandati nel trattamento  Rizoma Nardostachys jatamansi ( c Gabriele Ambu)

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Etnobotanica • CULTURA

ansiolitica e neuroprotettiva. Tuttavia, sono necessarie dimostrato possedere varie attività farmacologiche, tra
ulteriori ricerche sugli esatti meccanismi molecolari che cui antimicrobica, antimicotica, ipotensiva, antiaritmica
presiedono a queste attività, per arrivare ad un uso tera- e anticonvulsivante.
peutico sicuro di questa pianta nella medicina moderna.
Anche Nardostachys jatamansi (25) presenta un Bibliografia
complesso profilo biochimico che comprende diverse 1. Vangelo secondo Marco, capitolo 14, versetti 3-5; Vangelo secondo
molecole, tra le quali le più abbondanti sono i nume- Matteo, capitolo 26, versetti 6-7; Vangelo secondo Giovanni, capi-
rosi sesquiterpeni come il jatamansone e il nardosta- tolo 12, versetti 3-5.
chone. I principi bioattivi si trovano essenzialmente nelle 2. Plinio, Naturalis Historia, XII; Tibullo, Elegie, II (2); Orazio, Odi, IV (12),
radici e nei rizomi, che trovano anch’essi ampio impiego vv. 16-17.
in diversi sistemi di medicina tradizionale (Ayurveda e 3. Plinio, Naturalis Historia, XII (42).
Unani). 4. Dioscoride, De materia medica, I (4).
È apprezzato come buon stimolante, antispasmo- 5. Imam H, Sofi G, Seikh A et al (2014) The incredible benefits of
dico, tonico, lassativo e antiepilettico. N. jatamansi è Nagarmotha (Cyperus rotundus).
stato tradizionalmente usato nel trattamento di un’am- Int J Nutr Pharmacol Neurol Dis 4(1):23-27
pia gamma di disturbi che includono il sistema dige- 6. Dioscoride, De materia medica I (6).
stivo, il sistema circolatorio, il sistema nervoso, l’appa- 7. Dioscoride, De materia medica I (10).
rato respiratorio, il sistema urinario, il sistema riprodut- 8. Orazione, Odi, IV (12) Nardum vinum merebere/Nardi parvus onyx
tivo e le malattie della pelle. Ha mostrato anche un’atti- eliciet cadum.
vità calmante marcata, ipotensiva, ipolipidemica, epato- Traduzione tratta da: Nuzzo G (2009) I quattro libri delle Odi e l’Inno
protettiva, neuroprotettiva, anti-ischemica, antiaritmica secolare di Quinto Orazio Flacco. Flaccovio Editore, Palermo.
e anticonvulsivante. Le radici e i rizomi sono stati usati 9. Cantico dei Cantici, capitolo 1, versetto 12; capitolo 4, versetto 13.
per trattare l’isteria, l’epilessia e l’esaurimento nervoso. 10. Grieve M, Leyel HWW (1931) A Modern Herbal. The medicinal, culi-
È stata evidenziata anche un’attività cardio-protettiva e nary, cosmetic and economic properties, cultivation and folk-lore of
una buona efficacia nel trattamento delle malattie neu-
rologiche. L’olio essenziale estratto da radici e rizomi ha

GENOVA E NEPAL, UNO SCAMBIO CHE CONTINUA


L’Associazione Culturale In Cammino è nata a Genova nel 2015, in
seguito al violento terremoto che sconvolse il Nepal nello stesso anno, dal
desiderio di alcuni laici di promuovere iniziative di solidarietà, di dialogo
interculturale, interreligioso e di formazione spirituale nello spirito dei valori
cristiani, in particolare del messaggio universale di S. Francesco d’Assisi. In
Nepal l’Associazione collabora con il monastero buddista di Kopan e finora
ha portato personalmente più di tre quintali di aiuti umanitari, soprattutto
abbigliamento invernale, medicine di prima necessità e materiale didattico  Jhakri, sciamano nepalese ( c Gabriele Ambu)
per la scuola. Grazie ad una collaborazione tra l'Associazione e il Dottorato
di ricerca STAT (Curriculum in Biologia applicata all'agricoltura e all'ambiente, XXXIII ciclo) dell'Università di Genova, è stato portato avanti
un progetto di promozione e di sviluppo dei villaggi rurali nepalesi della valle di Kathmandu e di collaborazione con istituti universitari locali
nell’attività di ricerca etnobotanica.

Per informazioni
incamminoassociazione@gmail.com

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CULTURA • Etnobotanica

herbs, grasses fungi, shrubs & trees with all their modern scientific 21. Horster H, Rucker G, Tautges J (1977) Valeranon Gehalt in den
uses. Jonathan Cape, London. unterirdischen Teilen von Nardostachys jatamansi und Valeriana
11. Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXIV, vv. 106-111. officinalis.
12. Lecocq F (2012) Parfums et aromates dans le mythe du phénix. Phytochemistry 16(7):1070-1071
In: Liber aureus. Mélanges d’antiquité et de contemporanéité offerts 22. Santos MS, Ferreira F, Cunha AP et al (1994) An acqueous extract of
à Nicole Fick, Nancy. ADRA, Paris valerian influences the transport of GABA in synaptosomes.
13. Libro di Giobbe, capitolo 38, versetto 36. Planta Med 60(3):278-279
14. Luzarraga J, (2012) El nardo y la Sulamita en la unción de Maryam 23. Shah NC, Joshi MC (1971) An Ethnobotanical Study of Kumaun
(Jn 12,1-8). Region of India.
Greg 83 (4):679-715. Economic Botany 25(4):414-422
15. Primo Libro dei Re, capitolo 2, versetti 13-25. 24. Aabid MR, Nawchoo IA, Ganie A et al (2012) Bioactive Compounds
16. Migne JP (1854) Patrologia Latina, Parigi, vol. 183, coll. 1050-1055. & Medicinal Properties of Valeriana jatamansi Jones - a review.
17. Origene (2005) Commentario al Cantico dei Cantici, Bologna. Life Sci J 9(2):847-850
18. Vangelo secondo Marco, capitolo 14, versetto 8. 25. Sahu R, Dhongade H, Pandey A et al (2016) Medicinal Properties of
19. Vangelo secondo Marco, capitolo 16, versetto 1. Nardostachys jatamansi (A Review).
20. Plinio, Naturalis Historia, XIII (19). OJCHEG 32(2):859-866

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CULTURA • Recensioni

Piante psicoattive
Studi etnobotanici
di Giorgio Samorini

Da un autore ben noto ai lettori di Erboristeria domani, un’ampia ras-


segna delle conoscenze storiche, scientifiche e culturali che hanno
caratterizzato il rapporto dell’uomo con le piante psicoattive.
Una credenza tuttora radicata nella cultura europea riguarda le origini
asiatiche del Papavero da oppio, e sarebbe “colpa dei Cinesi” anche
l’arrivo della marijuana presso la cultura occidentale. Nulla di più
errato. Il Papavero da oppio non esisteva in natura, e a crearlo per
selezione oltre settemila anni fa parrebbero essere stati niente di
meno che gli “italiani”, palafitticoli dei laghi laziali, mentre la canapa
è presente in Europa da molto prima dell’avvento dell’uomo, e in Italia
da almeno duecentomila anni. Oltre a sfatare secolari luoghi comuni, e
con un approccio multidisciplinare etnobotanico, questo libro affronta
di Giorgio Samorini aspetti ignoti o enigmatici di piante inebrianti, del territorio e della
Piante psicoattive. Studi Etnobotanici cultura italiana. Pochi sanno che i coriandoli di carnevale erano origi-
Youcanprint, 2019 nalmente i frutti del Coriandolo, dagli effetti vertiginosi e ubriacanti;
298 pagine che la Zizzania possiede effetti inebrianti tali da gettare una diversa
ISBN 978-88-31614-62-7 luce sul significato della omonima parabola biblica; che la Lattuga sel-
Prezzo 16,90 € vatica, impiegata come sostituto dell’oppio, veniva coltivata nei con-
www.youcanprint.it venti italiani. Accanto alle piante nostrane vengono trattate fonti visio-
narie, attualmente soggette a globalizzazione, che hanno raggiunto
l’Italia con forti implicazioni medicinali e sociali quali l’Ayahuasca, la
Jurema e il Peganum harmala.
Giorgio Samorini, nato a Bologna nel 1957, è uno studioso etnobo-
tanico specializzato nell’impiego antico e moderno delle piante psi-
coattive. Ha condotto ricerche sul campo in Africa, America, Asia. Ha
pubblicato numerosi articoli in riviste scientifiche internazionali ed è
autore di diversi libri, fra cui: Funghi allucinogeni. Studi etnomicolo-
gici; Mitologia delle piante inebrianti; Droghe tribali; Jurema, la pianta
della visione; L’erba di Carlo Erba; Archeologia delle piante inebrian-
ti:Il pulque. Dalle origini ai periodi coloniali.

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