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Quaderni della Regione Piemonte - Collana “Agricoltura” - Anno XVI - n.76 - Marzo 2012

Energia elettrica da biomassa:


linee guida per i nuovi impianti

L' agro-ambiente visto da Bruxelles

Focus censimento:
i giovani in agricoltura
PER TELEFONARE SETTORE 11.03 GREMO Francesco 3722 SETTORE 11.10
DIRETTAMENTE AGLI UFFICI SVILUPPO AGRO-INDUSTRIALE GUARINO Barbara 3738 AGRICOLTURA SOSTENIBILE
E DISTRETTUALE GULLINO Clotilde 4361
COMPORRE IL NUMERO LOVISCO Carmela 5956
FALLANCA Mimma 2029
011 432 SEGUITO RESPONSABILE DI SETTORE 2848 LOVISETTO Mariangela 5941
LIZZI Massimo 2653
DALL’INTERNO DESIDERATO CONTI Loredana LUCÀ Stefania 5569
MASON Giovanna 5067 MASANTE Carlo 4708
1475
Segreteria MASSOBRIO Viola 5217 ROMANO Maria Rosaria 2713
1476
MAZZAROTTO Elisabetta 3711 SCANABISSI Giovanni 2714
BANDA Laura 2415 MORONE Chiara 3726
BERTORELLO Rosanna 4376 VENTURA Bianca 4472
ASSESSORE OGLIARA Silvia 5415
CLAUDIO SACCHETTO BOLDRINO Laura 5413 RAZIONALE Felicita 3719
Segreteria 1680 BOETTI Roberto 4327 ROSSI Andrea 4352 SETTORE 11.11
CARRANO Tina 3937 BOTTARO Silvia 4308 SAGLIA Anna Angela 3704 TUTELA E GESTIONE DELLA FAUNA
FAVOT Adriano 2846 SCAVARDA Giovanni 5709
FRANCHINO Alberto 3875
FERRO Sonia 3699
SELVATICA E ACQUATICA
QUATTROCCHI Tina 2587 SANTANGELO Corrado 3703 RESPONSABILE DI SETTORE
GAGLIANO Flavio 4371 SPANNA Federico 4770 4557
DI BISCEGLIE Carlo
LODATO Salvatrice 4293 TANGO Rocco 2624
DIREZIONE AGRICOLTURA MORTARA Guido 6168 Segreteria 1507
VENANZIO Davide 4108 APROSIO Paola 5060
DIRETTORE MORONE Maria Carla 5682
NIZZA Luigi 4607 AUCIELLO Paola 5697
DE PAOLI Gaudenzio 2696 BRESSO Enzo 2890
Segreteria 1482 PISTILLO Silvana 3090 SETTORE 11.07
SATTANINO Giuseppina 4728 CANE Silvana 2152
ANICITO Francesca 5548 SERVIZI DI SVILUPPO AGRICOLO CANNIZZARO Alberto 4704
BERTO Alessandra 3924 VERDUCI Leandro 4381
RESPONSABILE DI SETTORE LAVAGNO Mauro 5147
BROCARDO Riccardo 4835 3720 MARCHETTO Sabrina 5018
SETTORE 11.04 RONCO Caterina
BRUNO Gianluca 4045 Segreteria 1466 PAOLUCCI Giorgio 2678
CARACCIOLO Daniela 5997 SVILUPPO DELLE PRODUZIONI
ZOOTECNICHE ACETO Paolo 6161 RAGNO Assunta 2379
DOMINICI Claudia 4652 ARCHIMEDE Valentina 2801 SAROGLIA Rita 5807
FERRERO Ezio 4874 RESPONSABILE DI SETTORE ZAMBRUNO Gian Paolo 5950
4385 CAMPAGNA Marilina 5253
FOTIA Angela 2055 CUMINO Paolo
CIOCE Silvana 2254
FRASCELLA Patrizia 3436 Segreteria 1470
CLERICO Massimo 4100
GUASCO Claudia 6427 BASSANINO Monica 4223
CORDOLA Piero 4303 SETTORE 11.12
MARTINA Piera 2683 BESSOLO Pierluigi 4305 VIGILANZA E CONTROLLI IN
DE CARO Sergio 4343
MAZZA Silvana 4311 FERRERO Luigi 4328 AGRICOLTURA
FEMIA Tiziana 5495
PALMIERI Aurora 5359 MARLIANI Rodolfo 3629 RESPONSABILE DI SETTORE
LAVINA Ester 4722 4347
PRINA PERA Giancarlo 5429 MORATTO Martina 3482 BOSSER PEVERELLI Vittorio
MARELLI Andrea 2832
SAVIO Cecilia 4342 PARZANESE Emanuele 5117 Segreteria 21578
MELLA Clara 4344
TESTA Fabrizio 5216 RASETTO Paola 3775 ANNICCHIARICO Claudio 5332
PASTERIS Marco 4861
TORASSO Susanna 4754 RIGONI Miriam 3117 BIANCO Roberto 6072
QUARTERO Natascia 6051
TROMBETTA Laura 5675 TERMINI Gianfranco 4372 FAVATA’ Paola 4711
RICCI Luisa 2917
VILLANO Antonia 4297 VIZZANO Carmen 4332 LAZZARO Denis 5248
SANGUINETTI Mario 3849
VIZZARI Vincenzo 4602 TURLETTI Alberto 3749 PASQUALE Barbara 5409
SETTORE 11.05
SETTORE 11.01 SVILUPPO DELLE PRODUZIONI VEGETALI OSSERVATORIO REGIONALE
PROGRAMMAZIONE IN MATERIA DI Segreteria 1471 SETTORE 11.08 SULLA FAUNA SELVATICA
AGRICOLTURA E DI SVILUPPO RURALE ANSALDI Nadia 3929 TUTELA, VALORIZZAZIONE DEL AIRAUDO Dario 2093
Segreteria 1468 CELLINO Andrea 2809 TERRITORIO RURALE, IRRIGAZIONE E CARISIO Loredana 2394
BRUNO Wanda 2850 DE SIMONE Amelia 5173 INFRASTRUTTURE RURALI PICCO Luca 4603
CONSOGNO Franco 4601 LATINO Gianfranco 4642 RESPONSABILE DI SETTORE
OTTONELLO Mara 3997 2903
DE FAZIO Rosetta 2189 OLIVERO Franco
DEMARIA Daniele 3384 PIVA Elena 4323 Segreteria 1483
GALLUZZI Marco 2481 SOSTER Moreno 4375 ANGELETTI Alessandro 5295
MANCASTROPPA Rosanna 4638 TRAVAGLIA Daniela 2429 CAPPELLA Mariella 4551
MASIERO Donatella 4374 VITTONE Eugenio 4927 CASSINELLI Laura 3809
MICHELOTTI Daniele 4370 ZOLA Enrico 4355 FARAUDELLO Edoardo 4348
MONERO Rosanna 2434 FILA-MAURO Elena 4036
PEROSINO Mario 4369 GENTILE Angelantonio 2847
TOFFETTI Francesca 5979 SETTORE 11.06 LEGGERO Barbara 2468
VALSANIA Maria 4367 FITOSANITARIO LOMBARDO Fortunata 4670
VENTURELLO Irene 2460 Via Livorno, 60 - Torino MADONIA Silvana 3751
RESPONSABILE DI SETTORE MARGARIA Claudio 4972
SETTORE 11.02 MICHELATTI Giacomo 3723 PELASSA Giorgio 3073
TUTELA DELLA QUALITÀ, Segreteria 1473 POSSIEDI Emanuele 3165 UFFICI DECENTRATI
VALORIZZAZIONE E RINTRACCIABILITÀ ALESSI Bruno 3737 TOSIN Germano 4837 del Settore Fitosanitario
DEI PRODOTTI AGRICOLI E ZOOTECNICI BALLADORE Pallieri Lorenzo 3707 CUNEO - 12100
RESPONSABILE DI SETTORE BISCARDI Maria Teresa 3461
2573 SETTORE 11.09 C.so IV novembre 6
CAPRIOGLIO Alessandro BOSIO Giovanni 3721
Segreteria 1474 BOURLOT Giancarlo 4698 CALAMITA’ NATURALI E GESTIONE Tel. 0171/6.70.21
AMBROSIO Dora 4398 BRUSSINO Gianfranco 3731 DEI RISCHI IN AGRICOLTURA, USO CEVA - 12073
BAMBINO Grazia Maria 5469 CHERSI Catarina 3289 DEL TERRITORIO RURALE Via Regina Margherita 2
BOASSO Franco 4954 COTRONEO Alba 3718 RESPONSABILE DI SETTORE Tel. 0174/70.17.62
4317
CACCIAPAGLIA Mariacristina 4716 CRAVERO Sergio 3702 LAVAZZA Fulvio
CONVERTINI Stefania 4892 DAVÌ Danilo 3705 Segreteria 1501 ALESSANDRIA - 15100
GIACOMELLI Paolo 2830 DOLZAN Stefano 3872 BARROERO Claudio 4341 Via Einaudi 32 Zona Scalo D 4
GIAIERO Prisca 3811 ELIA Irene 5568 BATAZZI Marco 4380 Tel. 0131/24.81.04
GIMONDO Maria 2962 FIORE Anna Rita 3712 COMBA Daniela 3971 VERCELLI - 13100
PETRICIG Valentina 4569 GALEOTTI Gabriella 3733 COMPAGNONE Giuseppe 5953 Via Goito 12
PETROSINO Giovanna 5770 GALLO Sergio 2188 FENZI PIER Giuseppe 5442
Tel. 0161/28.31.39
SCARZELLO Daniela 5246 GAROFALO Maria Cristina 3715 FOLLIS Maria Teresa 2790
VARETTO Giuseppina 4336 GIACHINO Pier Mauro 4900 PELLISTRI Gabriella 3991 CASALE MONFERRATO - 15033
VICENTINI Iside 4325 GIANETTI Giannetto 3729 RODOFILE Stefania 2453 Tr. Valenza 4
VULLO Salvatore 3938 GOTTA Paola 3716 SALIERNO Antonio 5693 Tel. 0142/46.26.11
editoriale

Agricoltura piemontese:
l’amore per il lavoro della terra
La discussione sulla nuova PAC 2014-2020, il dibattito sulle imposte del
Governo a danno del comparto agricolo, la valutazione delle conseguenze
dovute alla “glaciale” coda dell’inverno affrontata nel mese di febbraio,
il confronto acceso su passate e nuove tematiche riguardanti da vicino
il mondo rurale: il settore primario non è affatto fermo, al contrario è
attivo e vivace e guarda avanti con fremente volontà di stupire ancora.

Con l’arrivo della primavera e il risvegliarsi della natura,


Claudio Sacchetto anche l’agricoltura si appresta a rivivere e affrontare le
Assessore all’Agricoltura,
Foreste, Caccia e Pesca
stagioni dell’anno che richiedono maggior impegno.
Regione Piemonte
Le circostanze e il contesto sono cambiati molto negli ultimi anni,
nasconderselo sarebbe immaturo, ma le potenzialità non solo per
continuare, ma migliorare ulteriormente, ci sono e vanno sfruttate al
massimo. Le risorse sono minori rispetto a un tempo, sarà necessario
fare di necessità virtù, rimboccarsi le maniche, lavorare insieme per
valorizzare al meglio ciò che si ha in dotazione: tutto questo vale per il
singolo agricoltore, ma ancor di più per l’Amministrazione Pubblica.

Punto di forza dell’agricoltura piemontese, negli anni, anzi, nei secoli,


sono state la parsimoniosa oculatezza e l’amore per il lavoro della terra:
dunque le difficoltà non ci spaventano, anzi ci stimolano. Il settore rurale del
Piemonte, non mi stancherò mai di ripeterlo, vanta basi solide e sicure,
e da lì è necessario ripartire per una grande stagione agricola piemontese.

Buon lavoro, alla Regione, agli agricoltori!


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in questo numero:
notiziario
5 Semplificazione del comparto vino: primo esito del tavolo regionale
5 Imu: l’azione del Piemonte a difesa dell’azienda agricola
6 Misure 132-133 sistemi di qualità. Domande entro il 10 aprile
6 Portale web Piemonte AgriQualità. Adesione per produttori certificati
6 Misura 323: parchi e province per la biodiversità
7 Condizionalità: le nuove norme
7 L’attenzione per l’ambiente conviene: giornata in campo per il progetto AQUA
8 Il sito Biopsr.it si aggiorna: un progetto della Regione con i Parchi
8 Tacuinum Vitineum, uscito il terzo fascicolo
8 Nuovo sito per la strada del vino Astesana

nuove norme
9 Energia elettrica da biomassa: linee guida per i nuovi impianti
14 I fondi europei per la pesca: bando in apertura e nuove prospettive

eventi
17 Il Piemonte al Vinitaly 2012

programma di sviluppo rurale 2007-2013


20 Quattro anni a Bruxelles: l’agro-ambiente in uno scenario globale
25 Focus 6° censimento dell’agricoltura: giovani in lieve aumento ma il ricambio va sostenuto
27 Multifunzionalità come azione culturale: un progetto di comunicazione
30 Apre la misura 216 per la realizzazione di siepi, filari e aree umide
32 L’esito dei bandi 123.1 Health check: gli investimenti dell’agroindustria

documenti
34 1964: storia e successi della diagnostica fitopatologica

informazione tecnica
36 Confronto fra ibridi di mais in Piemonte nel 2011
41 Il tradizionale Agnello Sambucano. La tracciabilità mediante analisi del DNA
45 Fermentazione malolattica: studio sui batteri lattici autoctoni per valorizzare i vini piemontesi

49 uno sguardo sull'europa

50 pubblicazioni
notiziario

Semplificazione Imu: l’azione del Piemonte


del comparto vino: a difesa dell’azienda agricola
primo esito del tavolo regionale “Sul fatto che i conti dell’Italia debbano essere oggetto di
un’attenta revisione nessuno pone veti, ma che a pagare il
conto più salato debba essere l’agricoltura è del tutto immo-
tivato” afferma l’Assessore regionale all’Agricoltura Claudio
Sacchetto.
La Regione sta agendo su tutti i fronti per porre rimedio a
un provvedimento che potrebbe seriamente compromettere
l’avvenire del comparto: a gennaio, in sede di Commissione
Politiche Agricole a Roma, l’Assessorato Regionale all’Agri-
coltura ha suggerito di utilizzare i soldi provenienti dalla tas-
sa sui cibi non salutari (imposta ipotizzata dal Ministro alla
L’Assessorato Regionale raggiunge un importante obiettivo at- Salute) per alleggerire il peso del pagamento dell’Imu alle
traverso l’approvazione del “Testo per la semplificazione e sbu- aziende agricole.
rocratizzazione vitivinicola”. Il comparto si è contraddistinto, Approvato l’ordine del giorno, è stata inviata la proposta al
con il tempo, per lo stratificarsi di regolamenti oramai superati Ministero. Nell’incontro del 26 gennaio con il Ministro Cata-
dall’attuale caratterizzazione moderna della produzione vitivini- nia, l’Assessore Sacchetto ha preso la parola per sottolineare
cola. Le aziende vanno inesorabilmente incontro a un continuo nuovamente le conseguenze legate all’applicazione dell’Imu
rallentamento della propria attività. Pochi mesi fa (novembre su fabbricati e terreni rurali.
2011) l’istituzione del “Tavolo vitivinicolo Regionale” si prefissò Il Piemonte ha poi proseguito la propria azione approvando
quale obiettivo primario la semplificazione dell’impianto norma- il 2 febbraio, in sede di Conferenza delle Regioni, un im-
tivo che regola il settore: con il nuovo testo approvato si racco- portante ordine del giorno attraverso il quale richiedere la
glie il primo frutto di un intenso lavoro. riduzione drastica dell’Imu per i fabbricati rurali ad uso stru-
Come sottolineato dall’Assessore Regionale all’Agricoltura mentale, la rivisitazione del meccanismo di calcolo relativo ai
Claudio Sacchetto “Questo regolamento di fatto incide sull’at- terreni condotti dagli agricoltori e l’immediata apertura di un
tività quotidiana delle aziende viticole: al termine del lavoro tavolo Governo-Regioni con il fine di individuare alternative
di allineamento dello schedario viticolo, le imprese del settore all’applicazione dell’Imu. Importante azione anche a livello
potranno gestire le proprie azioni di impianto e reimpianto già piemontese: il Consiglio Regionale ha legittimato mediante
con la nuova normativa: moduli informatici rapidi, risparmio di ordine del giorno l’impegno costante e duraturo del Presi-
tempo e denaro, fine delle lunghe attese per i sopralluoghi dei dente della Giunta e dell’Assessore, i quali proseguiranno
funzionari”. Il “Testo per la semplificazione e sburocratizzazio- con intensità l’attività intrapresa presso il legislatore naziona-
ne vitivinicola” prevede infatti un notevole alleggerimento de- le, affinché modifichi l’attuale modulazione dei moltiplicatori
gli adempimenti che maggiormente incidono sull’attività delle prevista per i terreni agricoli; solleciteranno inoltre l’Anci na-
aziende: le procedure di estirpazione e impianto vigneti. Tra le zionale a intervenire affinché siano adottate le delibere con
misure adottate a favore del comparto inoltre vi è la vigorosa le quali si applicano le aliquote più basse per salvaguardare
diminuzione dei sopralluoghi in loco, spesso causa di importanti l’interesse delle imprese agricole.
tempistiche di attesa. Verifiche e accertamenti potranno essere Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto:
svolti dall’Amministrazione telematicamente in modo rapido at- “L’Assessorato all’Agricoltura prosegue in tutte le sedi com-
traverso le tecnologie e i nuovi strumenti messi in campo dall’As- petenti il suo percorso di contrarietà all’attuale sistema di
sessorato. Il Tavolo vitivinicolo regionale ha accolto le istanze tassazione imposto alle aziende agricole: cerchiamo di esse-
presentate da alcune Province, le osservazioni delle organizza- re propositivi, l’opposizione fine a se stessa è sterile, ma in
zioni agricole e, una volta analizzati i documenti, ha lavorato per questa direzione non si può continuare, pena la moria del
ridurre la burocrazia in eccesso dove possibile. comparto”.

Agricoltura 75 5
notiziario

Misure 132-133 agricole del territorio, il paesaggio, l’ambiente e gli aspetti culturali
sistemi di qualità delle diverse aree del Piemonte, informando inoltre sulle politiche
Domande entro il 10 aprile di qualità in atto per la loro valorizzazione e tutela. Navigando il
La misura 132 “Partecipazione degli agricoltori portale web Piemonte Agri Qualità si possono avere informazioni
ai sistemi di qualità alimentare” eroga contributi su itinerari enogastronomici, sulle produzioni agroalimentari tradi-
agli imprenditori agricoli singoli e associati che zionali e di qualità e conoscere i produttori certificati DOP IGP, DOC
aderiscono e partecipano ai sistemi di qualità DOP/IGP-DOC/ DOCG e BIOLOGICI dell’area di interesse.
DOCG-BIOLOGICO sulle spese sostenute per i costi di certifi-
i
cazione. La presentazione delle domande è da effettuarsi con I produttori certificati possono gratuitamente essere presenti
nella vetrina del portale compilando e inviando la modulistica
trasmissione telematica entro e non oltre il 10 aprile 2012 alle
presente all’indirizzo web http://www.regione.piemonte.it/agri/
ore 24. Esclusivamente le domande presentate dai BENEFICIARI servizi/moduli/agriQualita.htm o contattando direttamente l’As-
IN PROPRIO devono pervenire altresì in forma CARTACEA alle sessorato Agricoltura (tel. 011.432.4716 - fax 011.432.3964 -
piemonteagriqualita@regione.piemonte.it).
Province di competenza entro e non oltre le ore 12 del 13 aprile
2012. La misura 133 “Attività di informazione e promozione
riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimen-
tare” eroga contributi in conto capitale alle associazioni di pro- Misura 323:
duttori partecipanti attivamente ai sistemi di qualità alimentare parchi e province
DOP/IGP-DOC/DOCG-BIOLOGICO per progetti di attività di tipo per la biodiversità
informativo e promozionale e di attività pubblicitaria relativa- E’ aperta la misura 323 del Programma di svilup-
mente ai prodotti agricoli o alle derrate alimentari che rientrano po rurale 2007-2013 sulla tutela e riqualificazione
nei sistemi di qualità. Le domande per l’anno di competenza del patrimonio rurale. Possono aderire enti gestori
2012/2013 devono pervenire con trasmissione telematica entro di Aree Protette e Province, eventualmente con la partecipazione
il 10 aprile 2012 alle ore 24, seguita dalla presentazione cartacea di comuni, associazioni locali, aziende agricole aderenti alle misure
entro il 13 aprile 2012 alle ore 12. 214.7/2, 214.7/3, 216, 225 e 227; la collaborazione è premiata in
sede di graduatoria. La misura finanzia programmi di interventi non
i
Consultare il sito produttivi materiali (sistemazione habitat, aree umide, interventi in
http://www.regione.piemonte.it/agri/psr2007_13/index.htm protezione di specie in pericolo), investimenti immateriali (monito-
raggio, ricerca nel limite del 7% del finanziamento richiesto) e ini-
ziative di sensibilizzazione sull’importanza della biodiversità. Il mas-
Portale web simale per singolo programma di intervento è di 500.000 euro. Si
Piemonte AgriQualità applica all’interno (e nelle immediate vicinanze se necessario) della
Adesione per produttori certificati “Rete ecologica regionale”, compresi i Siti della Rete Natura 2000 e
i corridoi ecologici come definiti dalla l.r. 19/2009 purché non all’in-
terno di “Corona Verde”. Sono esclusi inoltre i Comuni considera-
ti dal PSR come “Poli urbani” (vedere negli allegati al PSR, parte II
“Classificazioni territoriali”, fatta eccezione per le aree Natura 2000
- comunque non le aree parco diverse da SIC o ZPS). Le domande
devono pervenire entro 75 giorni dalla pubblicazione sul Bollet-
tino ufficiale della Regione (BUR), avvenuta il 2 febbraio 2011.
Nell’ambito dell’attività di valorizzazione delle produzioni e del La dotazione finanziaria è di 3.115.000 euro circa. Il premio è un
territorio, l’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte ha contributo in conto capitale pari al 100% della spesa ammissibile.
realizzato il nuovo portale web “Piemonte Agri Qualità”, on line
all’indirizzo www.piemonteagri.it, uno strumento informativo e i
http://www.biopsr.polito.it/psrbiodiv/323.htm
promozionale che ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti e le risorse

6 Agricoltura 75
notiziario

impegni di condizionalità valevoli a livello regionale per l’anno 2012


verranno adeguati con deliberazione della Giunta Regionale. Su in-
carico della Giunta, la Direzione regionale Agricoltura definirà in det-
taglio le pratiche agronomiche atte a mantenere il livello di sostanza
organica del suolo anche in caso di prolungamento della monosuc-
cessione (standard 2.2) e gli impegni relativi alle fasce tampone da
costituire o mantenere lungo i corsi d’acqua (standard 5.2).
i
Maggiori informazioni saranno pubblicate all’indirizzo http://www.
regione.piemonte.it/agri/psr2007_13/misure/condizionalita.htm

Condizionalità:
le nuove norme L’attenzione per l’ambiente
Come è noto, i beneficiari di aiuti diretti e di alcune conviene: giornata in campo
misure dell’asse 2 del Programma di sviluppo rurale per il progetto AQUA
sono tenuti a rispettare alcuni vincoli in materia di Nelle aree identificate come Zone Vulnerabili dalla Direttiva Nitrati
ambiente, sicurezza alimentare, igiene e benessere (ZVN) vige un tetto massimo all’azoto di origine zootecnica che è
animale e determinate prescrizioni per il mantenimento dei terreni possibile distribuire in campo. Tale vincolo ha di fatto imposto una re-
in buone condizioni agronomiche e ambientali. Tali requisiti di base, visione delle attività di allevamento zootecnico nelle aree a maggiore
che nel loro insieme costituiscono la condizionalità, devono essere criticità ambientale, dove le acque sotterranee e superficiali presen-
osservati su tutti i terreni agricoli affinché gli aiuti comunitari pos- tano alti livelli di nitrati. A partire dal 2012, la Commissione Europea
sano essere erogati integralmente. Il quadro normativo nazionale ha concesso alle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e
per l’attuazione della condizionalità, definito nel decreto ministeriale Veneto la possibilità di derogare al limite imposto, a fronte dell’ado-
n. 30125 del 22 dicembre 2009, è stato recentemente modificato zione di una serie di buone pratiche agronomiche, più virtuose dello
dal decreto ministeriale n. 27417 del 22 dicembre 2011 (pubblicato standard previsto in ZVN dalle norme vigenti. Per verificare concreta-
sulla Gazzetta Ufficiale del 30/12/2011). Le variazioni introdotte, in mente, nella realtà aziendale, le opportunità che questa deroga apre
particolare, sono le seguenti: agli allevatori, è attivo dal 2011 il Progetto europeo “AQUA”, coordi-
• per l’atto A4 (direttiva nitrati) si è tenuto conto della deroga con- nato da CRPA s.p.a. di Reggio Emilia. Ha durata triennale e coinvolge
cessa dalla Commissione Europea alle regioni Emilia Romagna, Lom- l’intera pianura padana; per il Piemonte, il partner operativo è IPLA
bardia, Piemonte e Veneto; s.p.a., mentre la Regione Piemonte è l’Ente co-finanziatore. Obiettivo
• per gli atti C16 e C17 (igiene e benessere degli animali) è stata è la divulgazione delle migliori tecniche per mitigare l’impatto am-
aggiornata la normativa nazionale di riferimento; bientale dell’agricoltura e dell’allevamento sulla qualità delle acque
• su proposta delle regioni Lombardia, Piemonte e Veneto, è stato attraverso pratiche agronomiche, tecniche di gestione nonché nuove
modificato lo standard 2.2 (avvicendamento colturale) introducen- macchine ed attrezzature. Il progetto non ha valenza sperimentale,
do la possibilità di prolungare il quinquennio di monosuccessione di ma divulgativa: ampio risalto è dato alla realizzazione di giornate tec-
un cereale anche senza dover dimostrare mediante analisi il mante- niche in campo presso le aziende agricole. In Piemonte nel 2012 la
nimento del livello di sostanza organica del suolo, purché a partire giornata tecnica si terrà a fine maggio, presso un allevamento del
dal 2013 siano adottate tecniche colturali adeguatamente tracciate; Cuneese. Saranno illustrate le strategie zootecniche ed agronomiche
• come previsto dalla normativa comunitaria, viene introdotto lo che vengono applicate in azienda, ed esposte macchine ed attrezza-
standard 5.2 relativo al mantenimento o alla costituzione di fasce ture innovative per la gestione degli effluenti zootecnici nel rispetto
tampone lungo fiumi, torrenti e canali (sono esclusi fossi, scoline e dell’ambiente e delle normative vigenti.
adduttori dell’acqua per l’irrigazione; sono escluse le risaie e le colture
autunno vernine seminate prima del 1/1/2012). In accordo con il cita-
i
Maggiori informazioni sul luogo e la data della giornata tecnica saranno
to decreto ministeriale, e a seguito della consultazione con direzioni rese disponibili nelle prossime settimane alle pagine web http://www.
regione.piemonte.it/agri/dirett_nitrati/index.htm e http://aqua.crpa.it
regionali interessate, Province, organizzazioni agricole e ARPEA, gli

Agricoltura 75 7
notiziario

Il sito Biopsr.it si aggiorna: Tacuinum Vitineum,


un progetto della Regione uscito il terzo fascicolo
con i Parchi E’ disponibile il terzo fascicolo di Tacuinum Vitineum, la rivista
Nell’ambito del piano di comunicazione del PSR, le Direzioni di filosofia del vino, curata dell’Azienda Agricola Monteoliveto
Agricoltura e Ambiente della Regione Piemonte hanno elabora- di Casà di Monticello d’Alba: in questo numero gli economisti
to un progetto che, sui fronti della formazione, dell’informazio- Sébastien Lecocq e Michael Visser ricercano la connessione tra il
ne ai cittadini, della didattica, coinvolge le aree protette regionali prezzo e la percezione di un vino; una nuova rubrica è dedicata
nella valorizzazione della biodiversita’. a scoprire i legami o i contrasti tra il vino e altri mondi del sapere,
Un progetto che nasce dalle priorita’ date dall’Unione Europea in questo caso l’astronomia; Massimo Martinelli analizza il rap-
nelle “sfide” da affrontare in questi anni e che accompagna gli porto tra il vino e il suo consumatore.
interventi del PSR (in particolare la misura 323 e diverse misure
i
dell’asse 2). Si propone inoltre, in collegamento con il progetto “Tacuinum Vitineum” può essere richiesto a infopoint@
Corona Verde relativo alle aree metropolitane, un approccio in- monteolivetodicasa.it. Info stampa: Studio Montaldo snc - Tel.
0173/212520 - giancarlo@studiomontaldo.it.
tegrato alla biodiversita’.
Tra le numerose iniziative messe in campo, un nuovo sito web
interamente dedicato alla biodiversità: permette di conoscere il
piano di comunicazione e le iniziative organizzate per gli agri- Nuovo sito per la strada
coltori, gli operatori dei Parchi, le scuole, con l’opportunita’ di del vino Astesana
lavorare su un tema strategico per la salute e il benessere di tutti All’approssimarsi della nuova stagione turistica Astesana dà il
noi e dell’ecosistema. benvenuto a dieci nuovi soci che vanno ad integrare il panorama
In particolare, vi si trovano i bandi PSR e le altre opportunità di di offerta del territorio (52 Comuni astigiani a sud del Tanaro,
finanziamento relative alla biodiversità; materiali didattici scarica- compreso il capoluogo Asti), portando così a 205 i soci della
bili, come il kit “Naturalmente alleati” utilizzabile dagli insegnanti; Strada del Vino. Un patrimonio di risorse produttive e paesaggi-
materiale formativo e informativo per operatori dei Parchi, agri- stiche che Astesana mette a conoscenza del turista, attraverso il
coltori e cittadini in genere, interessati al tema. proprio sito internet (www.astesana-stradadelvino.it) rinnovato
nei contenuti e nella vesta grafica con una sezione dedicata ai
i visitatori di madrelingua inglese e tedesca.
www.regione.piemonte.it/agri/biopsr.it

i
Per informazioni: segreteria - Regione San Rocco 80, Agliano
Riattivata la casella di posta Terme - tel. 0141 964038 - info@astesana-stradadelvino.it.

agricoltura@regione.piemonte.it

A partire dal 22 febbraio è stata ripristinata la


funzionalità della casella di posta elettronica
dell’Assessorato regionale Agricoltura: agricoltu-
ra@regione.piemonte.it . Chiunque può scrivere
per richiedere informazioni sui bandi e sulle
materie di competenza. Inoltre a questo servizio
possono essere richieste delucidazioni in merito
agli abbonamenti alla rivista Quaderni Agricoltu-
ra, all’iscrizione alla newsletter ed all’invio delle
pubblicazioni gratuite realizzate dall’Assessorato.

8 Agricoltura 75
nuove norme

Energia elettrica
da biomassa:
linee guida
per i nuovi
impianti

Germano Tosin - Direzione agricoltura

L’articolo 12 del D.lgs. 387/2003 “Attuazione della direttiva seguenti caratteristiche:


2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica pro- • realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi
dotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’e- e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di
lettricità” prevede che gli impianti di produzione di energia elet- uso, non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non com-
trica possano essere ubicati anche in zone classificate agricole portino aumento del numero delle unità immobiliari e non
dai vigenti piani urbanistici. Nell’ubicazione si dovrà tenere con- implichino incremento dei parametri urbanistici;
to delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, • aventi una capacità di generazione compatibile con il regime
con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni di scambio sul posto.
agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del La procedura semplificata si applica se il proponente presenta
patrimonio culturale e del paesaggio rurale. al Comune una dichiarazione accompagnata dalla dettagliata
Il Decreto ministeriale 10/09/2010, n. 479871 approva le linee gui- relazione di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati
da per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti progettuali, attestanti la compatibilità del progetto con gli stru-
di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, nonché le linee menti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi vigenti e la non
guida tecniche per gli impianti stessi. Nel 2011 il D.lgs n. 28 ha
2
contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto
introdotto alcune modifiche e integrazioni e dal combinato dispo- delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie. Alla di-
sto delle norme citate emergono tre possibili procedure abilitative: chiarazione sono allegati gli elaborati tecnici per la connessione
1) comunicazione relativa alle attività in edilizia libera3; redatti dal gestore della rete.
2) procedura semplificata ; 4
L’autorizzazione unica si ottiene in seguito all’attivazione di
3) autorizzazione unica5. un procedimento unico che prevede una conferenza dei servizi a
La comunicazione relativa alle attività in edilizia libera si ap- cui partecipano le amministrazioni e i soggetti interessati. L’au-
plica per gli impianti alimentati da biomasse e biogas: torizzazione costituisce titolo per costruire e gestire l’impianto e,
a) aventi tutte le seguenti caratteristiche: ove occorra, anche dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità
• operanti in assetto cogenerativo; ed urgenza, oltre che variante allo strumento urbanistico. Poiché
• aventi una capacità di generazione massima inferiore a 50 il titolare di autorizzazione unica, in forza della dichiarazione di
kWe (microgenerazione); pubblica utilità, potrebbe realizzare l’impianto su terreni altrui
b) non ricadenti fra quelli di cui al punto a) ed aventi tutte le dopo averli espropriati, la norma prevede, a tutela dei proprietari

Agricoltura 75 9
nuove norme

Uso del suolo Carico zootecnico

e degli aventi diritto, che il proponente debba dimostrare nel regionale nelle quali si determina un’elevata probabilità di esi-
corso del procedimento, e comunque prima dell’autorizzazione, to negativo delle valutazioni in sede di autorizzazione.
la disponibilità del suolo su cui realizzare l’impianto. Per quanto concerne le aree agricole, le Regioni possono pro-
cedere a indicare come aree e siti non idonei all’installazione di
Le indicazioni della Regione specifiche tipologie di impianti le aree agricole interessate da
La normativa nazionale consente alle Regioni di procedere all’in- produzioni agricolo-alimentari di qualità (produzioni biologiche,
dicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche produzioni D.O.P., I.G.P., S.T.G., D.O.C. D.O.C.G., produzioni
tipologie di impianti, esclusivamente nell’ambito e con le modalità tradizionali) e/o di particolare pregio rispetto al contesto pae-
stabilite dalle linee guida nazionali che prevedono quanto segue: saggistico-culturale, anche con riferimento alle aree, se previste
• l’individuazione delle aree e dei siti non idonei deve essere dalla programmazione regionale, caratterizzate da un’elevata
basata esclusivamente su criteri tecnici oggettivi legati ad capacità d’uso del suolo.
aspetti di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio In attuazione del quadro normativo nazionale la Giunta Regio-
artistico-culturale; nale ha approvato due deliberazioni: una relativa ai criteri per
• l’individuazione delle aree e dei siti non idonei non può riguar- l’autorizzazione unica degli impianti alimentati da fonti rinno-
dare porzioni significative del territorio o zone genericamente vabili con lo scopo di uniformare i procedimenti autorizzativi6,
soggette a tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimo- l’altra di individuazione delle aree non idonee alla localizzazione
nio storico-artistico; ed installazione degli impianti che producono energia elettrica
• l’individuazione delle aree e dei siti non idonei non deve con- dalla combustione di legna o di biogas7.
figurarsi come divieto preliminare, ma come atto di accelera- La domanda di autorizzazione unica e i documenti alla stessa
zione e semplificazione dell’iter autorizzativo, anche in termini allegati devono essere inoltrati all’ufficio dell’Amministrazione
di opportunità localizzative offerte dalle specifiche caratteri- provinciale competente territorialmente.
stiche e vocazioni del territorio. L’individuazione di aree non Le linee guida regionali individuano le aree non idonee alla lo-
idonee consente quindi di identificare le porzioni del territorio calizzazione degli impianti (vedi tab. 1) e le aree di attenzione

10 Agricoltura 75
nuove norme

Tabella1

impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse


Aree inidonee tipologia impianti (potenza elettrica)
(limitatamente alle superfici occupate dagli <=250 Kw >250<=1MW >1MW
impianti e dalle loro pertinenze)
Siti UNESCO – zone tampone non idonei non idonei non idonei
Siti UNESCO candidature in atto – Core Zone idonei idonei non idonei
Beni culturali non idonei non idonei non idonei
Beni paesaggistici non idonei non idonei non idonei
Vette e crinali montani e pedemontani non idonei non idonei non idonei
Tenimenti dell’Ordine Mauriziano idonei idonei non idonei

Beni culturali ambientali non idonei non idonei non idonei


Comuni ricadenti nella Zona di Piano del Piano
Regionale di Tutela e Risanamento della Qualità
dell’Aria
• FILIERA LIGNO-CELLOLOSICA idonei con cogenerazione idonei con cogenerazione idonei con cogenerazione
PES8>0% PES>0% PES>0%
• FILIERA BIOLIQUIDI idonei con cogenerazione idonei con cogenerazione idonei con cogenerazione
PES>10% PES>10% PES>10%
• BIOGAS idonei con cogenerazione idonei con cogenerazione idonei con cogenerazione
PES>0% + idonea copertura PES>0% + idonea copertura PES>0% + idonea copertura
vasche vasche vasche
aree con elevato carico azotato (> 50 kg/ha/a) - idonei se il digestato è costituito idonei se il digestato è costituito idonei se il digestato è costituito
BIOGAS per >50% da scarti e/o reflui per >50% da scarti e/o reflui per >50% da scarti e/o reflui
zootecnici zootecnici zootecnici
Terreni agricoli irrigati con impianti irrigui a basso non idonei per il periodo di non idonei per il periodo di non idonei per il periodo di
consumo idrico realizzati con finanziamento vincolo d’uso vincolo d’uso vincolo d’uso
pubblico
Terreni classificati dai PRGC vigenti a destinazione
d’uso agricola e naturale, nonché ricadenti nella
prima e seconda classe di capacità d’uso del suolo
• FILIERA LIGNO CELLULOSICA- BIOLIQUIDI idonei idonei non idonei
• BIOGAS idonei Idonei se la superficie utilizzata è Idonei se la superficie utilizzata è
< di 15.000 mq < di 15.000 mq
Comuni ad elevato carico zootecnico - BIOGAS idonei idonei se il digestato è costituito idonei se il digestato è costituito
per >50% da scarti e/o reflui per >50% da scarti e/o reflui
zootecnici zootecnici
Popolamenti forestali per la raccolta dei semi non idonei non idonei non idonei
(boschi da seme)
Boschi oggetto di miglioramenti forestali realizzati non idonei non idonei non idonei
con contributi pubblici
Impianti boschi naturaliformi permanenti non idonei non idonei non idonei
Aree di pianura di piantagioni di arboricoltura da non idonei non idonei non idonei
legno a ciclo medio lungo
Aree boscate costituenti habitat d’interesse non idonei non idonei non idonei
comunitario
Aree in dissesto idraulico e idrogeologico non idonei non idonei non idonei

Agricoltura 75 11
nuove norme

che, per le loro caratteristiche, meritano in fase di istruttoria de- P.R.G.C. vigente a destinazione d’uso agricola, il progetto deve
gli approfondimenti sia sotto il profilo della documentazione da essere corredato da una relazione agronomica che verifichi le
produrre a cura del proponente, sia sotto il profilo della valuta- interferenze con aree agricole inidonee o di attenzione;
zione che l’Autorità competente dovrà effettuare nell’ambito dei • deve sempre essere redatta una relazione tecnica che descriva le
procedimenti autorizzativi. caratteristiche della biomassa utilizzata, con analisi della produci-
Le aree individuate costituiscono un quadro di riferimento e bilità attesa, le modalità di approvvigionamento e la provenienza
orientamento per la localizzazione dei progetti di alcune tipo- della risorsa utilizzata. In particolare la relazione deve indicare
logie di impianti, in particolare i grandi impianti con potenze quali delle biomasse utilizzate provengono da boschi, colture
elettriche superiori a 1 MW. dedicate, da scarti e sottoprodotti agricoli e loro trasformati.
Le aree di attenzione di rilevanza agricola sono costituite Nel caso di colture dedicate, coltivate nel territorio regionale, la
dai terreni nei quali sia in atto la coltivazione di produzioni agri- relazione deve anche individuare la superficie agricola utilizzata
cole di pregio tutelate dall’Unione Europea e/o dalla Regione (S.A.U.) regionale interessata e la sua quantificazione a livello co-
Piemonte. Le aree di attenzione diventano aree inidonee nel munale ovvero l’elenco delle particelle catastali interessate;
caso in cui si verifichino, contemporaneamente, tre condizioni: • nel caso di impianti a biogas, per garantire la producibilità
1) l’ubicazione degli impianti è prevista in una delle aree geogra- dell’impianto, le biomasse utilizzate devono essere effettiva-
fiche definite dai disciplinari o dalle schede di ciascun prodotto; mente disponibili almeno nella misura del 70% dell’approvvi-
2) le particelle interessate sono classificate dai vigenti PRGC a gionamento necessario al funzionamento dell’impianto stesso.
destinazione d’uso agricola; Qualora l’approvvigionamento avvenga da colture dedicate
3) al momento della domanda di autorizzazione i terreni agricoli coltivate nel territorio regionale, la disponibilità effettiva deve
interessati siano effettivamente coltivati con i prodotti agricoli essere dimostrata attraverso idonei contratti preliminari o de-
oggetto di tutela. finitivi. La relazione tecnica deve inoltre illustrare il piano di
utilizzo e spandimento del digestato. Nel caso in cui lo spandi-
Progettazione e localizzazione mento avvenga su terreni in ambito regionale, la relazione deve
di impianti su terreni agricoli dimostrare la disponibilità effettiva, attraverso idonei contratti
La progettazione dei nuovi impianti, la loro localizzazione e le preliminari o definitivi, di almeno il 70% della superficie neces-
soluzioni tecnologiche da adottare devono analizzare le condi- saria all’utilizzo agronomico del digestato, deve individuare la
zioni di possibile inidoneità stabilite dalle linee guida regionali. superficie regionale interessata e la sua quantificazione a livello
L’inidoneità è riferibile solamente ai terreni sui quali sarà realizzato comunale, ovvero l’elenco delle particelle catastali interessate.
l’impianto e le sue pertinenze, ovvero ai terreni che saranno ogget- Qualora parte del digestato non sia oggetto di utilizzo agrono-
to di impermeabilizzazione. Per i terreni utilizzati per la produzione mico sul territorio regionale, la relazione deve indicare il diffe-
della biomassa che sarà destinata all’alimentazione dell’impianto rente utilizzo previsto (es. utilizzo extra-agricolo, depurazione,
valgono le vecchie norme per la coltivazione dei terreni agricoli e ecc.) e il relativo quantitativo.
l’utilizzo dei boschi (es. taglio di specie forestali, lotte obbligatorie La redazione di un attendibile piano di approvvigionamento del-
contro organismi nocivi, utilizzo agronomico di terreni in zone vul- le materie prime utilizzate è utile al proponente ed alla colletti-
nerabili da nitrati, ecc), garantendo piena libertà per l’agricoltore di vità per valutare l’effettiva producibilità dell’impianto e quindi la
scegliere il tipo di produzione che reputa più opportuna. sostenibilità economica e finanziaria del progetto, oltre a costi-
L’istanza di autorizzazione unica di un impianto a biomasse su tuire un importante elemento di analisi delle possibili ricadute
terreni agricoli è costituta da un progetto definitivo redatto a sociali occupazionali ed economiche del progetto a livello locale.
cura del proponente la cui documentazione minima - pena l’im- Per le analisi territoriali e ambientali sulle aree agricole sono di-
procedibilità dell’istanza - è prevista dall’allegato 1 della DGR n. sponibili in rete molti dati in libera consultazione. Le linee guida
5-33149 del 30 gennaio 2012; tra gli elaborati previsti si evidenzia: regionali (D.G.R. 30 gennaio 2012, n. 6-3315) definiscono i rife-
• la documentazione da cui risulti la disponibilità dell’area su cui rimenti cartografici per ogni tipologia di area inidonea, ivi com-
realizzare l’impianto e le opere connesse; presi i siti internet consultabili. Le Linee guida regionali sono
• nel caso di un l’impianto localizzato su terreni classificati dal consultabili all’indirizzo:

12 Agricoltura 75
nuove norme

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbona- tabile all’indirizzo:


ti/2012/05/siste/00000150.htm • http://www.regione.piemonte.it/agri/dwd/dd78_06022012.pdf
Per le aree di attenzione di rilevanza agricola è necessario
P.R.G.C. stabilire se sui terreni su cui si intende realizzare l’impianto siano
L’analisi della possibile inidoneità ha come punto di partenza la presenti, al momento dell’istanza, colture di prodotti di qualità
verifica della destinazione urbanistica del terreno interessato dal- DOCG, DOC, DOP, IGP, PAT che prevedano espressamente nei
la localizzazione dell’impianto. I dati di destinazione d’uso sono loro disciplinari l’individuazione di una specifica area geografica
stabiliti dal Piano Regolatore Generale Comunale vigente che è di produzione. L’informazione se il prodotto in questione sia o
consultabile presso gli uffici dei comuni interessati oppure on meno oggetto di tutela è ben conosciuta dall’agricoltore che
line per i comuni che offrono questo tipo di servizio. lo coltiva. Lo stesso agricoltore - se non ha contratto vincoli di
A livello regionale e provinciale è possibile accedere a servizi car- destinazione d’uso in seguito al percepimento di finanziamenti
tografici on line di mosaicatura dei piani regolatori. pubblici - può, come è logico, modificare in ogni momento il
Di seguito si elencano alcuni siti utili: piano colturale dell’appezzamento.
• http://www.regione.piemonte.it/geopiemonte/ In ogni caso si segnalano i seguenti indirizzi:
• http://www.regione.piemonte.it/repcarj/welcome.do?ric=1 • il Piemonte del gusto: http://www.regione.piemonte.it/agri/vetrina/
• http://cartografia.provincia.biella.it/on-line/Home.html • Vini DOC DOGG: http://www.regione.piemonte.it/agri/viticoltu-
• http://www.regione.piemonte.it/disuw/main.php ra/politiche/elenco.htm;
Geo-servizi WMS disponibili - mosaicatura piani regolatori In ultimo si segnala che presso il Ministero dello Sviluppo Eco-
• http://geomap.reteunitaria.piemonte.it/ws/urbasv/rp-01/ur- nomico sono in discussione due importanti provvedimenti che si
bawms/urba_prgc_wms spera vengano approvati a breve:
• Il decreto burden sharing (letteralmente “condivisione degli one-
Aree agricole ri”) che assegna alle Regioni le quote complessive di energia da
Le aree irrigue e la capacità d’uso dei terreni è verificabile attra- fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia da consegui-
verso il servizio web gis: re nel 2020. L’obiettivo al 2020 stabilito dal Piano di Azione Na-
• http://www.sistemapiemonte.it/agricoltura/sibi_web/ zionale (PAN) di produzione di energia (elettricità + riscaldamen-
Il proponente, qualora ritenga di effettuare un approfondimento to + raffreddamento + trasporti) da fonti rinnovabili è di 22.617
a scala aziendale in relazione all’attribuzione della classe di capa- ktpe (17% del consumo finale lordo previsto). Nel 2010 la quota
cità d’uso dei suoli e di proporre una riclassificazione delle aree di produzione nazionale si è attestata a circa 10.615 ktpe (fonte
di interesse, può presentare istanza alla Direzione regionale Agri- GSE) quindi per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 alme-
coltura corredata da una relazione pedologica redatta secondo no 12.000 ktpe dovranno essere prodotte da nuovi impianti.
le modalità e le indicazioni contenute nella deliberazione della • Il decreto che definirà le modalità di accesso e il valore dei nuovi
Giunta regionale n. 88 – 13271 dell’8 febbraio 201010. incentivi alla produzione di energia rinnovabile per gli impianti
L’elenco dei Comuni ad elevato carico zootecnico, è consul- che entreranno in esercizio a partire dal 2013.

1. DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 10 settembre 2010 (in Gazz. Uff., 18 settembre, n. 219). - Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
2. DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011 , n. 28 (in Suppl. ordinario n. 81 alla Gazz. Uff., 28 marzo 2011, n. 71). - Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti
rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE.
3. di cui all’articolo 6, comma 11, D.lgs 3 marzo 2011 , n. 28.
4. di cui all’articolo 6 del D.lgs 3 marzo 2011 , n. 28.
5. di cui all’articolo 12 del D.lgs. 29 dicembre 2003 n. 387, come modificato dall’articolo 5 del D.lgs 3 marzo 2011 , n. 28.
6. Deliberazione della Giunta Regionale 30 gennaio 2012, n. 5-3314 Indicazioni procedurali in ordine allo svolgimento del procedimento unico di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387, relativo al rilascio dell’autorizzazione alla costruzione ed esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile
7. Deliberazione della Giunta Regionale 30 gennaio 2012, n. 6-3315 Individuazione delle aree e dei siti non idonei all’installazione ed esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati
da biomasse, ai sensi del paragrafo 17.3. delle “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” di cui al decreto ministeriale del 10 settembre 2010.
8. PES=risparmio di energia primaria
9. http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2012/05/siste/00000149.htm
10. I manuali operativi e di campagna e la scheda per la descrizione delle osservazioni di campagna che costituiscono la metodologia regionale sono scaricabili dal sito web della Regione alla pagina:
http://www.regione.piemonte.it/agri/suoli_terreni/documentazione/capacita.htm

Agricoltura 75 13
nuove norme

I fondi europei per la pesca:


bando in apertura e nuove prospettive
Carlo Di Bisceglie, Rita Saroglia - Settore Tutela e gestione della fauna selvatica e acquatica

Lo SFOP, a sostegno del settore una partecipazione di spesa del privato di 1.190.348 euro per un
a partire dal 2000 investimento complessivo di 2.332.433 euro.
Nasce nell’anno 2000 lo Strumento Finanziario di Orientamento
Pesca (SFOP), uno dei fondi strutturali dell’Unione Europea che Il FEP 2007-2013 ha sostituito
intende sostenere l’intero settore della Pesca italiana, dalla flotta i precedenti strumenti
alle attrezzature portuali, dell’industria di trasformazione e com- Con il FEP (Fondo Europeo per la Pesca) si è sostituito il preceden-
mercializzazione dei prodotti ittici dell’acquacoltura. te Strumento Finanziario orientamento per la Pesca (SFOP).
Dallo stesso anno il Settore Caccia Pesca e Acquacoltura della Re- Allo scopo di agevolare la ristrutturazione del comparto pesca
gione Piemonte provvede alla gestione dei fondi strutturali comu- ed acquacoltura, l’Unione Europea ha adottato il Regolamento
nitari, statali e regionali finalizzati al sostegno e alla promozione (CE) n. 1198/2006, che definisce modalità e condizioni delle azio-
delle attività inerenti alla pesca e all’acquacoltura. Nell’ambito ni strutturali nel settore della pesca e attraverso il quale gli stati
degli interventi promossi dall’Unione Europea a favore dell’econo- membri possono attivare misure di finanziamento volte ad incen-
mia italiana, l’acquacoltura è stata inserita nella più ampia corni- tivare gli investimenti di capitale nel settore dell’acquacoltura. Il
ce programmatoria della pesca; in particolare, a favore di questo Fondo europeo per la Pesca FEP ha come obiettivo l’ammoderna-
segmento produttivo sono state previste azioni ed agevolazioni mento e il miglioramento della produzione ittica.
finanziarie attraverso l’attivazione del fondo strutturale comuni- L’obiettivo si concretizza attraverso interventi articolati con una
tario SFOP (Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca) serie di misure strutturali a favore del comparto ittico, e in par-
- Regolamento (CE) n. 2792/1999. ticolare dell’acquacoltura, un’attività economica che ha assunto
Alla chiusura della Programmazione 2000-2006 si evidenzia che crescente rilevanza nella nostra regione rivestendo un ruolo mol-
gli aiuti concessi ai produttori ittici che hanno partecipato allo to importante nel sistema economico piemontese. L’Assessora-
SFOP sono stati pari a 1.142.085 euro di contributo pubblico con to Agricoltura e foreste, caccia e pesca della Regione Piemonte

14 Agricoltura 75
nuove norme

sostiene da molti anni questo comparto con risorse comunitarie, interne, nonché agli enti pubblici.
statali e regionali. • Misura 2.3 – Investimenti nei settori della trasformazione
Si tratta di interventi che sono stati oggetto di consultazione e ap- e commercializzazione.
profondimento con i rappresentanti delle organizzazioni profes- Destinata a micro, piccole e medie imprese del settore della pe-
sionali e gli operatori del settore, che potranno dare un contributo sca professionale e dell’acquacoltura per costruzione e acquisto
importante sia sul fronte produttivo che su quello commerciale e di impianti, immobili e attrezzature per la trasformazione e com-
promozionale. mercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura; ap-
Le risorse pubbliche approvate per il programma 2007-2013 am- plicazione di nuove tecnologie destinate a migliorare le condizioni
montano complessivamente a 1.195.242 euro di contributo pub- ambientali, la competitività, favorire l’uso di energie rinnovabili;
blico con una partecipazione di spesa del privato pari a 1.190.783 adeguamento igenico-sanitario delle strutture e degli impianti.
euro per un investimento complessivo di 2.386.025 euro.
La Regione Piemonte ha emanato un bando per l’annualità 2009 ASSE 3
e un bando per l’annualità 2010 per la presentazione delle do- • Misura 3.4 – Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte
mande di finanziamento relative alle misure degli assi 2 e 3, met- ai consumatori.
tendo a disposizione le risorse finanziarie relative alle annualità Destinata a organizzazioni che operano per conto dei produtto-
2008-2009-2010 e 2011 come sotto riportato: ri, organismi pubblici e organizzazioni professionali riconosciute,
per la realizzazione di campagne di promozione dei prodotti della
ASSE 2 pesca e dell’acquacoltura; attuazione di una politica di qualità;
• Misura 2.1 sottomisura 1 - Investimenti produttivi nel set- promozione dei prodotti con impatto ambientale ridotto; certifi-
tore dell’acquacoltura. cazione della qualità, campagne finalizzate a migliorare l’immagi-
Destinata a micro, piccole e medie imprese del settore della pe- ne dei prodotti e del settore, realizzazione di indagini di mercato.
sca professionale e dell’acquacoltura, prevede, tra gli investimenti
ammissibili, la costruzione, l’ampiamento e/o l’ammodernamento Ad oggi le graduatorie risultano esaurite e i progetti finanziati con
di impianti di produzione di acquacoltura. il primo e il secondo bando risultano essere 22 per un totale di
• Misura 2.2. – Pesca nella acque interne. contributo pubblico pari a 602.707 euro con una partecipazione
Destinata a operatori del settore in possesso di licenza di pe- di spesa del privato pari a 567.900 euro per un investimento com-
sca professionale e associazioni nazionali di categoria o centrali plessivo di 1.170.607 euro.
cooperative, che operano nella pesca professionale nelle acque

Agricoltura 75 15
nuove norme

ASSE 3
• Misura 3.4 “Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte
ai consumatori”.
I progetti inseriti in graduatoria ma non finanziabili per esauri-
mento delle risorse assegnate saranno finanziati con le risorse re-
sesi disponibili a seguito di rinuncia o decadenza dei progetti già
finanziati. Le domande di contributo dovranno essere compilate
utilizzando la modulistica che sarà disponibile all’indirizzo
http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/index.htm.

Le prospettive per la nostra pesca:


FEP 2007-2013: i 22 progetti ammessi a contributo distinti per
Provincia. il fondo FEAMP 2014-2020
La Commissione Europea ha proposto un nuovo Fondo per
L’apertura del terzo bando le politiche comunitarie in materia di affari marittimi e pesca
L’acquacoltura è un’attività che ha solida tradizione in Piemonte, per il periodo 2014-2020: il Fondo europeo per gli affari ma-
ma che si trova - nella nostra regione, come in tutta Italia - a do- rittimi e la pesca (FEAMP). Esso contribuirà al conseguimento
versi confrontare con una situazione caratterizzata da una forte degli obiettivi ambiziosi della riforma della politica comune
della pesca e aiuterà i pescatori a effettuare la transizione ver-
evoluzione, con un mercato sempre più complesso. L’acquacoltu-
so una pesca sostenibile e le comunità costiere a diversificare
ra piemontese appare, nell’insieme, un’attività sufficientemente
le loro economie.
evoluta ma scarsamente differenziata. Infatti, la produzione regio- Il fondo finanzierà progetti destinati a creare nuovi posti di
nale è fortemente concentrata sulla trota. Si registra, comunque, lavoro e a migliorare la qualità della vita nelle regioni costiere
una tendenza all’innovazione di prodotto e cioè all’allevamento europee. La semplificazione delle formalità burocratiche age-
di altre specie ittiche; tale circostanza, oltre ad andare incontro volerà l’accesso dei beneficiari ai finanziamenti.
La dotazione proposta per questo nuovo Fondo, che sosti-
alle esigenze dei consumatori, può consentire di occupare spazi
tuirà l’attuale Fondo europeo per la Pesca (FEP) e vari altri
produttivi delle aziende, attualmente non utilizzati.
strumenti, ammonta a 6.5 miliardi di euro per il periodo
La Regione Piemonte apre ora il terzo bando, destinando le risorse 2014-2020 e sarà ripartita tra gli Stati membri in funzione
delle annualità 2012 e 2013 contenute nel Piano Finanziario del dell’importanza del settore della pesca di ciascun paese. Si
FEP 2007-2013, pari a 408.130 euro di contributo pubblico per applicheranno quindi i principi della gestione concorrente tra
le seguenti misure: la Commissione e gli Stati membri.
Ogni Stato membro elaborerà un programma operativo in
cui indicherà come intende utilizzare i fondi ad esso asse-
ASSE 2
gnati per il periodo di programmazione. Dopo l’approvazione
• Misura 2.1 sottomisura 1 “Investimenti produttivi nel set- del programma da parte della Commissione, lo Stato mem-
tore dell’acquacoltura”. bro selezionerà i progetti da finanziare. Gli Stati membri e la
• Misura 2.2. – “Pesca nelle acque interne” Commissione controlleranno congiuntamente sia l’ammissi-
• Misura 2.3- “Investimenti nei settori della trasformazione bilità degli interventi da sovvenzionare che l’attuazione del
programma.
e commercializzazione”

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eventi

Il Piemonte al Vinitaly 2012


Il Piemonte partecipa al Vinitaly 2012, come da tradizione, dal prima volta nella sua lunga storia, azzarda il cambiamento della
25 al 28 marzo alla Fiera di Verona. Sarà, come sempre, una formula tradizionale: più breve nella durata, più asciutta e che
presenza forte e unitaria – come scrivono Claudio Sacchetto, sembra concentrarsi sul rapporto produttori-operatori.
Assessore regionale all’Agricoltura, Ferruccio Dardanello, Pre- La manifestazione, ancora una volta, si configura come una
sidente Unioncamere Piemonte e Andrea Ferrero, Presidente grande fiera internazionale, cui partecipano decine di miglia-
di Land of Perfection Piemonte - un grande sforzo, visto il ia di operatori provenienti da tutto il mondo, e in tal senso
difficile contesto economico finanziario, che comunque con- continua ad essere un appuntamento importantissimo per il
sentirà una partecipazione all’altezza di questo importantissi- comparto vitivinicolo che, pur in tempi di crisi, prosegue nel
mo appuntamento internazionale e degna della fama e qualità suo trend positivo, grazie soprattutto all’export che assorbe ol-
della vitivinicoltura piemontese. tre il 50% della produzione italiana di vino e il 60% di quella
In tal senso, l’azione del Piemonte vitivinicolo si rafforza con piemontese.
l’intervento della nuova società consortile “Piemonte Land of Gli operatori, così come i giornalisti e i visitatori del Vinitaly
Perfection”, costituita dai Consorzi di tutela e dalle associazioni possono visitare il padiglione 9, che vede protagonista il Pie-
produttori piemontesi per la promozione dei vini, che in questa monte, dove si trovano 600 espositori con il meglio della pro-
edizione affianca la Regione e Unioncamere Piemonte nell’or- duzione vitivinicola piemontese, costituita da ben 18 DOCG e
ganizzazione della presenza di circa 200 espositori nell’area col- 42 DOC. Nell’area istituzionale, molto ricco il programma di
lettiva unitaria, e nella realizzazione del programma promozio- incontri, pubblicato in queste pagine, con convegni, presenta-
nale del Piemonte del vino al 46° Vinitaly. Una partecipazione, zioni, degustazioni utili per conoscere meglio il Piemonte del
in qualche modo, anche in linea con questo Vinitaly che, per la vino e il suo contesto.

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eventi

Programma eventi Programma:


area Regione Piemonte • I 40 anni del Concorso Enologico Nazionale “Premio Douja d’Or”. A
Padiglione 9 cura della Camera di Commercio di Asti.
• Premio Provincia di Asti “La vigna sospesa” ai custodi del paesaggio
viticolo astigiano. A cura della Provincia di Asti.
DOMENICA 25 MARZO • Asti capitale del vino. A cura del Comune di Asti.
Ore 12 - Presentazione della guida ai vini “Torino DOC” • La Barbera d’Asti d.o.c.g. nel 2012: prospettive ed iniziative per la
2012-2013. sua promozione”.
A cura della Camera di Commercio di Torino. Partecipano Gui- A cura del Consorzio tutela vini d’Asti e del Monferrato.
do Bolatto, segretario generale Camera di commercio Torino, • Arte, storia e sapori nella Strada del vino Monferrato Astigiano.
Marco Balagna, assessore agricoltura Provincia di Torino, Mauro • Davide Lajolo 100 anni - Centenario della nascita dello scrittore. A
Chianale, presidente enoteca regionale vini della Provincia di To- cura dell’Associazione culturale Davide Lajolo.
rino, Agostino Tarditi, presidente federazione consorzi tutela vini • Festival del paesaggio agrario - IV edizione. A cura dell’Associazione
DOC alto Piemonte, Francesco Balbiano, presidente Strada Reale culturale Davide Lajolo.
dei vini torinesi, Giovanni Peira ed Erika Mantovan, Dipartimento Intervengono:
scienze merceologiche Università Torino. - Mario Sacco, Presidente della Camera di Commercio di Asti,
Ore 14 - Presentazione della nuova Strada del Vino Dogliani. - Maria Teresa Armosino, Presidente della Provincia di Asti
Partecipano: Claudio Sacchetto, assessore agricoltura Regione - Giorgio Galvagno, Sindaco di Asti
Piemonte, Nicola Chionetti, Sindaco di Dogliani, Stefano Viglio- - Lorenzo Giordano, Presidente del Consorzio tutela vini d’Asti e del
ne, sindaco di Mondovì, Paolo Boschis, presidente Bottega del Monferrato e Presidente Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra
vino di Dogliani, Massimo Martinelli, enologo. - Giuseppe Fassino, Strada del Vino Monferrato Astigiano
Ore 15 - “Asti e Moscato d’Asti: – Un successo proiettato - Laurana Lajolo, associazione culturale Davide Lajolo
verso il futuro”. Ore 13,30 - Il bio in serie A – Il grande calcio incontra il buon
Intervengono: Valter Bera, presidente Enoteca regionale Colline bere biologico.
del Moscato, Giorgio Bosticco, direttore Consorzio tutela dell’A- Intervengono: Pierpaolo Gherlone, presidente associazione Vinbio Pie-
sti, Lorenzo Tablino, enologo. monte di Asti, Carlo Accornero, presidente onorario del Novara Calcio
Ore 16 - Presentazione del libro di Vincenzo Zappalà assieme ad altri rappresentanti della squadra, rappresentanti delle isti-
“Vite in fermento”. tuzioni provinciali e della azienda agricola biologica Bianchi di Sizzano.
Arduino Sacco Editore. Partecipa l’autore. Ore 14,30 - Il Premio Giornalistico Roero. Presentazione edi-
“Lo spirito del vino – La storia del vino e dei suoi valori”. zione 2012, la ventiquattresima.
Un nuovo progetto teatrale. A cura della banda musicale G. Partecipano: Giovanni Negro, presidente associazione premio giornali-
Gabetti di La Morra. Ne parlano: Vincenzo Zappalà, autore, stico del Roero, Giulio Porzio, presidente Vignaioli Piemontesi, Giancar-
Stefania Borgogno, regista, Ivan Castagno,presidente banda lo Montaldo, presidente della giuria del premio. Conduce: la giornalista
musicale. Teresa Enrica Baccini.
Ore 15,30 - Valore e valori del vino in Piemonte.
LUNEDI 26 MARZO Presentazione dati economico-produttivi a cura del consorzio Piemon-
Ore 10 - Coldiretti Cuneo presenta “Brand & Export te Land of Perfection. Intervengono i presidenti dei consorzi di tutela
Consulting”-Servizio specialistico per le imprese vitivini- dei vini piemontesi. Conduce: Giancarlo Montaldo.
cole: tutela dei marchi, contratti, internazionalizzazione,
etichettatura. MARTEDI 27 MARZO
Intervengono: Marcello Gatto, presidente Coldiretti Cuneo, Bru- Ore 10,30 - Presentazione progetto Vigne Eroiche. Nuova li-
no Rivarossa, direttore, Fabrizio Rapallino, servizio vitivinicolo. nea di vini espressione delle peculiarità del territorio di Langa.
Ore 11,30 - Asti capitale del vino vi invita a tavola: 2012 Ne parlano: Felicino Bianco, direttore Terrenostre sca; Lorenzo Tablino,
un anno da gustare. giornalista; Paola Manera, direttore Sinergo.

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Ore 11,30 - Il Consorzio tutela Barolo, Barbaresco, Alba,


Langa e Roero, presenta le nuove mappe ufficiali del Baro-
lo e del Barbaresco.
Intervengono: Pietro Ratti, presidente del Consorzio, Andrea
Ferrero, direttore del Consorzio, Alessandro Masnaghetti,
giornalista. Scoprire e degustare
Ore 12,30 - Presentazione e degustazione dei Nebbioli i grandi vini del Piemonte
dell’Alto Piemonte, abbinati a piatti e sapori tradizionali Lo spazio degustazione, organizzato da Piemonte Land of perfection,
di queste terre. in collaborazione con le enoteche regionali, ospiterà le degustazioni
Con la proiezione di un video sul territorio. Partecipano: Lorella correlati agli eventi del programma incontri e proporrà altri momenti
Zoppis Antoniolo, presidente consorzio tutela Nebbioli Alto Pie- di conoscenza e degustazioni dei principali vini piemontesi.
monte e lo chef Gianluca Zanetta.
Ore 13,30 - Presentazione del servizio web “Aziende e Le altre presenze piemontesi
vigneti del Piemonte”. Viaggio attraverso i censimenti ge- al Vinitaly
nerali dell’agricoltura (1961-2010). Oltre che nell’intero padiglione 9, il Piemonte vitivinicolo è pre-
A cura della Direzione Agricoltura Regione Piemonte e del CSI sente nel padiglione 7/B con una vasta area allestita dal Consor-
Piemonte. zio Tutela dell’Asti.
Ore 14,30 - 1963-2013. La legge istitutiva della DOC com-
pie 50 anni. Il Comitato Promotore del Cinquantenario
presenta il programma di attività.
Il Cangrande 2012 a Paolo Rovellotti
Ore 15,15 - Bacco & Bach. Festival internazionale di musi-
ca classica e vino. Presentazione 3° Edizione.
A cura di Ima Ganora e Valentina Fichelett. Assaggio musicale
con Massimiliano Limonetti (corno di bassetto) e Fabio Fontana
(corno francese). Degustazione finale di vini proposti da Castello
di Uviglie.
Ore 16 - Vini rossi Marengo: presentazione Rosso Argen-
to e Oro Marengo, con Donato Lanati.
A cura di Marchesato Vigneti e Cantine.
Ore 17 - Presentazione del libro “Appunti per una storia Ogni anno il Vinitaly assegna la Gran Medaglia di Cangrande, su se-
del Brachetto d’Acqui”. gnalazione delle Regioni, a una figura di rilievo del panorama vitivi-
nicolo di ogni territorio. Per quest’anno, il Piemonte ha voluto dare il
Partecipano, assieme all’autore Lorenzo Tablino, Danilo Rapetti,
proprio riconoscimento a Paolo Rovellotti, coltivatore diretto-viticolto-
sindaco di Acqui Terme, Angelo Lobello Griffo, presidente eno- re, titolare, assieme al fratello Antonello, della “Rovellotti Viticoltori in
teca Regionale Acqui Terme e Vino, Paolo Ricagno, presidente Ghemme”, azienda di circa 20 ettari coltivati, di cui 15 a vigneti, tutti
Consorzio Tutela Brachetto d’Acqui, Michela Marengo, Delegata con vitigni autoctoni, che danno origine agli eccellenti vini di questo
Donne del Vino Piemonte. territorio, ovvero Ghemme DOCG e Colline Novaresi DOC.
Paolo Rovellotti è un rinomato produttore vitivinicolo piemontese,
dinamico nella sua attività promozionale commerciale, non a caso è
MERCOLEDI 28 MARZO
anche un veterano del Vinitaly. Il suo impegno nell’azienda agricola
Ore 11 - La nascita di un mito: viaggio nei territori di è complementare a quello sindacale professionale nella Coldiretti, or-
cinque nuove DOCG. Un progetto comune delle Province ganizzazione a cui aderisce fin da giovane e nella quale svolge, negli
di Cuneo, Ancona, Teramo, Grosseto, Potenza, con il pa- anni, numerosi ruoli e incarichi, che lo portano, attualmente, a rico-
trocinio del MIPAAF. prire quello di presidente della Federazione di Novara e Verbano Cusio
Presentazione materiale e degustazione prodotti delle cinque Ossola, e di presidente della Coldiretti Piemonte. E’ anche presidente
della Camera di Commercio di Novara.
Province coinvolte.

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Quattro anni a Bruxelles:
l’agro-ambiente in uno scenario globale
Dottor Giancarlo Prina Pera - Direzione Agricoltura

Sono rientrato da Bruxelles con un po’ di anticipo dopo quat- Le conferenze internazionali 2012
tro anni passati a RPUE, la Rappresentanza Permanente dell’Italia Con la Risoluzione 64/26 del 23 dicembre 2009, l’Assemblea Ge-
presso l’Unione Europea, dove ero stato designato nel 2007 dalla nerale delle Nazioni Unite aveva stabilito di organizzare nel 2012
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autono- la conferenza sullo sviluppo sostenibile, denominata anche
me. Ho fatto parte dello sparuto gruppo di esperti regionali che Rio+20, in quanto cadrà a 20 anni di distanza dal Vertice della
si affiancano agli esperti nazionali e ai diplomatici del Ministe- Terra di Rio del 1992, che aveva sancito i 27 principi su ambiente
ro degli Affari Esteri nel seguire i gruppi di lavoro che operano e sviluppo, i principi delle foreste e l’Agenda 21, il programma
presso il Consiglio dell’Unione Europea, per la preparazione e la d’azione per lo sviluppo sostenibile del pianeta nel 21° secolo. La
definizione a livello tecnico delle decisioni e dei provvedimenti conferenza avrà luogo dal 20 al 22 giugno 2012 a Rio de Janeiro
legislativi comuni, la cosiddetta fase ascendente. Personalmente (website: http://www.uncsd2012.org/rio20/) e sarà l’avvenimento
ho seguito i lavori dei gruppi che si occupano delle questioni o internazionale più importante del 2012. Obiettivo finale è raffor-
tematiche dell’ambiente a livello internazionale, con acronimo zare l’impegno politico per lo sviluppo sostenibile con l’identifica-
WPIEI (Working Party on the International Environment Issues) e zione di un nuovo paradigma di crescita economica, socialmente
nella seconda settimana di gennaio ho partecipato a tre riunioni in equa e ambientalmente sostenibile. La conferenza Rio+20 si con-
Consiglio. Le prime due riguardavano: la presentazione, da parte centrerà su due temi principali, di cui il primo è l’economia verde
dei colleghi danesi della presidenza semestrale, del programma di nel contesto dello sviluppo sostenibile e della eliminazione della
lavoro per l’ambiente nel primo semestre 2012 agli esperti o at- povertà, da intendersi come un nuovo modello di riferimento che
taché Ambiente degli altri paesi dell’UE; e il WPIEI Global, che sta cerchi di alleviare minacce globali come il cambiamento climatico,
preparando la posizione dell’UE per la prossima conferenza delle la perdita di biodiversità, la desertificazione, l’esaurimento delle ri-
Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile. sorse naturali e al tempo stesso promuovere un benessere sociale

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ed economico; il secondo tema è il quadro istituzionale per lo svi- loro dal 2007 si lavora con il meccanismo delle “presidenze Trio”:
luppo sostenibile, al fine di assicurarne una migliore governance la presidenza entrante è aiutata dalla presidenza uscente e dalla
a livello mondiale. presidenza successiva, e insieme predispongono un programma
A toccare le tematiche ambientali a livello globale vi sarà anche, di lavoro di 18 mesi; l’Italia farà Trio con Lettonia e Lussemburgo
l’8-19 ottobre 2012 a Hyderabad in India, la undicesima Con- a partire dal 1° luglio 2014.Quando ho preso servizio in RPUE, a
ferenza delle Parti firmatarie (COP 11) della Convenzione delle fine gennaio 2008, era appena iniziata la prima presidenza seme-
Nazioni Unite sulla Diversità Biologica o CBD –lanciata dalla Con- strale di uno dei dodici ultimi paesi entrati nell’Unione, la Slovenia,
ferenza di Rio del 1992– cui potrebbe seguire back-to-back la e alle ultime riunioni hanno partecipato in qualità di osservatori
prima COP del Protocollo di Nagoya o protocollo ABS (Access gli esperti della Croazia, paese che diventerà a pieno titolo il 28°
and Benefit Sharing) sull’accesso alle risorse genetiche e l’equa Stato membro dell’UE a partire dal 1° luglio 2013.
condivisione dei benefici derivanti dal loro utilizzo, la cui attua- Dopo la Slovenia, nella seconda metà del 2008 è toccato alla
zione sta molto a cuore ai paesi in via di sviluppo e che dovrà Francia ed è stata l’ultima di una fase positiva con ottimi risultati
essere applicato nell’Unione e nei suoi stati membri. La posizione in diversi settori (ad esempio, l’adozione del pacchetto clima-
e le proposte dell’Unione per la COP 11 di Hyderabad saranno energia che ha portato l’UE ad essere leader mondiale nel con-
definite in apposite conclusioni che il Consiglio dei ministri Am- trasto ai cambiamenti climatici) ma che ha visto nella seconda par-
biente adotterà nella seduta dell’11 giugno 2012, mentre, per gli te del semestre francese l’emergere e lo scatenarsi della crisi prima
impegni scaturiti dalle decisioni della COP 10 della CBD tenutasi finanziaria e poi economica dalle quali, nonostante le misure di
a Nagoya in Giappone il 18-29 ottobre 2010, i passi da compie- rigore e il varo della strategia Europa 2020 per la crescita e l’occu-
re nell’Unione sono state precisati nelle conclusioni del Consiglio pazione, si è ancora lontani dall’essere usciti (i disoccupati nell’UE
Ambiente del 21 giugno 2011 sulla strategia dell’UE sulla biodi- a dicembre 2011 sono ancora saliti a 23,8 milioni di persone).
versità sino al 2020 e nelle conclusioni del Consiglio Ambiente
del 19 dicembre 2011 sull’attuazione della medesima strategia, La strategia Europa 2020
sulla base della comunicazione della Commissione europea del 3 La strategia Europa 2020 o EU 2020 per l’occupazione e una
maggio 2011 “La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale crescita intelligente, sostenibile e solidale (smart, sustainable and
naturale: strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020”.La ter- inclusive), adottata dal Consiglio Europeo il 17 giugno 2010, co-
za riunione cui ho partecipato il 10 gennaio scorso è stata quella stituisce il fulcro dell’UE per la ripresa economica, un quadro coe-
del WPIEI International Chemicals su alcune convenzioni dell’ONU rente volto a permettere all’UE di mobilitare tutti i suoi strumenti,
in materia di gestione sostenibile delle sostanze chimiche (Con- a partire dalle sette iniziative faro o flagship individuate (agenda
venzioni di Stoccolma, Rotterdam e Basilea); il WPIEI sta lavorando digitale, gioventù in movimento, Unione per l’innovazione, una
in particolare per definire le proposte dell’Unione per la prossima politica industriale integrata nell’era della globalizzazione, un’Eu-
convenzione internazionale sul mercurio.

Il contesto di lavoro
Debbo ammettere di avere sofferto più del previsto, in queste ul-
time riunioni, all’idea di lasciare un ambiente di lavoro internazio-
nale e a salutare alcuni colleghi ed esperti di svariati paesi; cito ad
esempio l’amico Ioannis Brachos, funzionario del Ministero degli
esteri della Repubblica Ellenica, che sedeva alla mia sinistra perché
la Grecia avrà la presidenza semestrale di turno nel primo seme-
stre 2014 e nel secondo semestre 2014 toccherà all’Italia (in
Consiglio, le posizioni turnano di un posto ruotando ad ogni se-
mestre). Se fossi rimasto in RPUE per altri due anni avrei assistito,
dopo la Danimarca, alle presidenze semestrali di Cipro, dell’Irlanda Il 9 Gennaio 2012, con Rita Raum esperta di sviluppo sostenibile del
e della Lituania, tutti paesi di piccole dimensioni ma per fortuna Granducato di Lussemburgo.

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ropa efficiente sotto il profilo delle risorse, orientamenti dovranno essere recepiti dagli Stati membri nell’ag-
un’agenda per nuove competenze e nuovi giornamento dei propri programmi nazionali di riforma (PNF) e
lavori, una piattaforma contro la povertà dei programmi di stabilità e convergenza da presentarsi entro fine
e l’esclusione sociale) e altri fra i quali la aprile per essere esaminati dalla Commissione europea che pro-
politica di coesione e la riforma della PAC. porrà raccomandazioni specifiche che saranno adottate dal Con-
Permetterà altresì agli Stati membri di intra- siglio Europeo del 28-29 giugno e di cui gli Stati membri dovranno
prendere una più incisiva azione coordinata nei piani nazionali di tenere conto nella predisposizione dei Bilanci di previsione 2013.
riforma o PNF e sottoposta a monitoraggio e controllo nell’ambito I cinque obiettivi della strategia al 2020 sono: 1. occupazione:
del cosiddetto semestre europeo, un ciclo annuale dedicato al innalzamento al 75% del tasso di occupazione per la fascia di età
coordinamento delle politiche economiche e di bilancio avviato della popolazione dai 20 ai 64 anni; 2. innovazione e R&S: au-
nel 2011. mento degli investimenti sino al 3% del PIL dell’UE, pubblico e pri-
Il semestre europeo 2012 è iniziato con la pubblicazione il 23 vato insieme; 3. cambiamenti climatici ed energia: riduzione delle
novembre 2011 da parte della Commissione europea dell’ana- emissioni di gas serra del 20% (o 30% a determinate condizioni
lisi annuale della crescita, che comprende una valutazione della internazionali) rispetto al 1990 e aumento del 20% dell’efficienza
situazione ed una serie di previsioni ed è orientata in particolare energetica; 4. istruzione: riduzione degli abbandoni scolastici al di
alla sorveglianza macroeconomica, tematica e di bilancio; l’analisi sotto del 10% e aumento al 40% dei 30-34enni con una istru-
è stata all’esame delle formazioni interessate del Consiglio dell’U- zione universitaria; 5. povertà/emarginazione: almeno 20 milioni
nione che hanno formulato proposte settoriali per il Consiglio Eu- di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione
ropeo di primavera dei capi di Stato svoltosi l’1-2 marzo il quale in meno.
ha adottato opportuni orientamenti strategici dopo avere fatto Di particolare riguardo per l’agricoltura e le foreste l’obiettivo dei
il punto sulla situazione macroeconomica generale, sui progressi cambiamenti climatici e l’energia nonchè la flagship per un’Euro-
registrati per conseguire i cinque obiettivi di EU 2020 e sui passi in pa efficiente sotto il profilo delle risorse.
avanti compiuti nell’ambito delle iniziative faro della strategia. Tali Durante i quattro anni trascorsi a Bruxelles è anche entrato in vi-

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gore a fine 2009 il Trattato di Lisbona che ha dispiegato la sua e le successive proposte di regolamento sui singoli Fondi e sulle
attuazione a partire dal 2010 e che in estrema sintesi ha previsto: singole politiche comuni, come i sette regolamenti proposti per
personalità giuridica all’Unione, rafforzamento del ruolo del Par- la riforma della PAC, sono oggetto di un lungo e complesso esa-
lamento Europeo, una nuova figura di presidente permanente del me nelle opportune sedi (gruppi di lavoro, Coreper, Consigli dei
Consiglio, un Alto Rappresentante per gli affari esteri e la sicurez- ministri) del Consiglio dell’Unione e saranno oggetto di un lungo
za e una nuova diplomazia dell’UE con la creazione del Servizio e ancora più complesso processo negoziale finale fra Consiglio,
europeo per l’azione esterna o SEAE, una modifica delle regole Parlamento europeo e Commissione, sentiti anche i parere degli
di comitatologia fra Consiglio e Commissione e una riduzione del organi consultivi dell’UE (Comitato delle Regioni e Comitato eco-
numero dei commissari europei a 18 dopo il 2014, un rafforza- nomico e sociale). La proposta di regolamento generale riprende
mento della partecipazione democratica e del diritto di iniziativa gli obiettivi tematici di EU 2020 e presenta numerose novità che
dei cittadini. avranno riflessi anche sulla programmazione dello sviluppo rurale,
quali: il quadro strategico comune o QSC, che deve tradurre gli
Le politiche strutturali obiettivi generali e specifici di EU 2020 in azioni chiave per i fondi;
L’anno appena iniziato e il prossimo sono molto importanti per il il contratto di partenariato 2014-2020; la condizionalità ex-ante e
futuro delle politiche strutturali dell’Unione, a partire dalla defi- la verifica dei risultati; l’armonizzazione delle disposizioni in mate-
nizione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (MFF, ria di sorveglianza e valutazione, con possibilità della istituzione di
Multiannual Financial Framework) per il quale la presidenza da- un unico comitato di sorveglianza; la semplificazione e l’armoniz-
nese prevede di predisporre un documento negoziale con i più zazione delle norme di ammissibilità, ecc.
importanti problemi e le principali opzioni, chiamato “negotiating Tali novità rendono opportuna l’attivazione rapida di cabine di re-
box”, per fine marzo; tale documento sarà discusso in una serie gie o altre forme di coordinamento programmatico preliminare alla
di Consigli Affari generali per approdare all’esame del Consiglio predisposizione dei diversi programmi, anche a livello regionale.
Europeo del 28-29 giugno 2012.
Da segnalare, in merito al MFF, la recente pubblicazione da parte La politica agricola comune
della Commissione europea l’8 febbraio scorso della comunica- Sulle proposte per la nuova PAC presentate dalla Commissione
zione COM(2012) 42 intitolata “Un programma di semplificazio- europea il 12 ottobre 2011 una ampia illustrazione, primi com-
ne per il quadro finanziario pluriennale 2014-2020” che fa una menti e prime proiezioni sulle possibili ricadute sull’agricoltura
sintesi delle oltre 120 proposte presentate ad oggi dalla Commis- piemontese sono già stati pubblicati in precedenti numeri di que-
sione e mirate a semplificare le regole del sostegno finanziario a sta rivista.
PMI, città e regioni, mondo scientifico e della ricerca, ecc. al fine Al Consiglio Agricoltura a Bruxelles del 23 gennaio scorso, illu-
di facilitare la vita ai futuri beneficiari e ridurre gli oneri ammini- strando il programma per il primo semestre 2012, la presiden-
strativi.
Come già evidenziato, la strategia Europa 2020 per la crescita e
l’occupazione orienterà la definizione delle politiche e le principali
tematiche e gli obiettivi saranno oggetto di integrazione (“main-
streaming”) nella politica di coesione e nelle politiche settoriali per
il prossimo periodo di programmazione 2014-2020, compresa la
politica agricola comune (la PAC, che festeggia quest’anno le noz-
ze d’oro del suo avvio nel 1962), in entrambi i suoi due pilastri.
La proposta di regolamento generale dei fondi strutturali
è stata presentata dalla Commissione europea il 6 ottobre 2011
e reca disposizioni comuni per il Fondo europeo di sviluppo re-
gionale (FESR), per il Fondo sociale europeo (FSE), per il Fondo
europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e per il Fondo eu-
ropeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Tale proposta La sede di RPUE in Rue du Marteau 9-13 1000 Bruxelles.

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za danese ha indicato le proprie priorità di e competenze; lo sviluppo dei mercati e della competitività; un
lavoro in merito alla riforma della PAC, che più stretto coordinamento delle politiche e un maggior impegno
sono: l’identificazione degli elementi chiave delle parti interessate. La strategia intende creare sinergie e com-
per un compromesso sulle quattro principali plementarità con altri settori, strumenti e fonti di finanziamento
proposte di regolamento (pagamenti diret- per le politiche che condividono gli stessi obiettivi. La necessità di
ti, sviluppo rurale, organizzazione unica di aumentare il finanziamento pubblico per la ricerca e l’innovazio-
mercato e finanziamento della PAC); l’organizzazione nei prossimi ne in materia di bioeconomia è stata riconosciuta nell’ambito del
Consigli dei ministri Agricoltura di dibattiti focalizzati su temi quali futuro programma di ricerca “Orizzonte 2020”: sono stati infatti
innovazione, greening e semplificazione; la ricerca di un accordo proposti investimenti per 4,7 miliardi di euro da destinare alla sfi-
con il Parlamento europeo sulle proposte relative alle misure tran- da “Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e
sitorie per i pagamenti diretti e per il settore del vino. Sul tema marittima nonché bioeconomia”.
della ricerca e dell’innovazione nel settore agricolo la Commis- Sempre lunedì 13 febbraio scorso la Commissione europea ha
sione europea ha organizzato il 7 marzo una conferenza speci- presentato al Parlamento europeo e al Consiglio la comunicazio-
fica di riflessione alla luce della proposta di riforma della PAC e ne COM(212) 46 sulla attuazione della strategia tematica per la
di Orizzonte 2020, il programma presentato dalla Commissione protezione del suolo e sulle attività in corso; negli stessi giorni
europea il 30 novembre 2011 nell’ambito della flagship “L’Unione è stata pubblicata dal Centro comune di ricerca (JRC), in colla-
dell’innovazione” e con una dotazione proposta di 80 miliardi di borazione con l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), la relazio-
euro destinati ad investimenti per la ricerca e l’innovazione nel ne scientifica “Lo stato del suolo in Europa” che mostra come in
periodo 2014-2020. molte parti d’Europa si stiano accelerando i processi di degrado
In conclusione, si segnalano due recenti comunicazioni presentate del suolo, molto spesso come conseguenza delle attività dell’uo-
dalla Commissione europea il 13 febbraio scorso e di notevole mo. La comunicazione auspica interventi più incisivi contro tali
interesse per l’agricoltura e le foreste. fenomeni che avvengono a causa dell’impermeabilizzazione dei
Nel primo caso si tratta della comunicazione COM(2012) 60 in- terreni fertili, dell’erosione e dell’acidificazione e che incidono sul-
titolata “L’innovazione per una crescita sostenibile: una bioeco- la capacità di produrre cibo, prevenire la siccità e le inondazioni,
nomia per l’Europa”, elaborata da cinque commissari, compresi arrestare la perdita di biodiversità e fronteggiare i cambiamenti
Dacian Ciolosş per l’agricoltura e Janez Potocnik per l’ambiente, climatici. Purtroppo la proposta di direttiva quadro per la protezio-
e presentata formalmente al Consiglio Competitività del 21 feb- ne del suolo, presentata nel lontano 2006 e discussa in numerose
braio scorso, con la quale si propone una strategia per indirizzare occasioni in sede di Consiglio dell’Unione, non ha mai ottenuto la
l’economia europea verso un più ampio e sostenibile uso delle maggioranza qualificata e non si prevede una ripresa dell’esame
risorse rinnovabili. Con il previsto aumento della popolazione nel corso del 2012.
mondiale fino a sfiorare 9 miliardi di abitanti nel 2050 e l’esau-
rimento delle risorse naturali, l’Europa ha bisogno di risorse bio-
logiche rinnovabili per produrre alimenti e mangimi sicuri e sani
ma anche materiali, energia e altri prodotti. La strategia, che è
parte delle proposte operative di due flagship di EU 2020 prevede
un piano d’azione basato su un approccio interdisciplinare, con
l’obiettivo di creare una società più innovatrice e un’economia a
emissioni ridotte.. Il termine “bioeconomia” si riferisce a un’eco-
nomia che si fonda su risorse biologiche provenienti della terra
e dal mare, nonché dai rifiuti, che fungono da combustibili per
la produzione industriale ed energetica e di alimenti e mangimi;
comprende anche l’uso di processi di produzione fondati su bio-
prodotti per un comparto industriale sostenibile. La strategia si
Ioannis Brachos, Ministero degli Esteri della Grecia.
articola su tre assi principali: investimenti in ricerca, innovazione

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Focus 6° censimento dell’agricoltura:
giovani in lieve aumento ma il ricambio va sostenuto
Mario Perosino - Direzione Agricoltura, responsabile dell’Ufficio regionale di censimento

Gli investimenti sul capitale umano sono un elemento importante del- mografica delle aziende è il rapporto fra conduttori giovani (minori di
la politica di sviluppo rurale dell’Unione europea, visti i preoccupanti 35 anni) e conduttori di oltre 55 anni. Il valore medio piemontese, pari
fenomeni di invecchiamento in atto ormai da decenni. Le proposte a 0,13 (13 giovani ogni 100 over 55), è di poco superiore a quello eu-
elaborate dalla Commissione europea per il nuovo periodo di pro- ropeo4, che si attesta sul valore di 0,11, e al valore registrato 10 anni fa:
grammazione (2014-2020) ne confermano l’importanza e per la pri- 0,12. L’indice assume valori alquanto diversificati nelle diverse Province
ma volta prevedono un pagamento specifico per i giovani all’interno e zone altimetriche, con un minimo di 0,09 nella pianura astigiana (era
del primo pilastro della PAC . La disponibilità dei dati provvisori del 6°
1
di 0,04 nel 2000) e un massimo di 0,42 nella montagna vercellese (era
censimento generale dell’agricoltura consente di descrivere i principali di 0,76 nel 2000). Rispetto al 2000, l’indice è rimasto stabile in collina
cambiamenti intervenuti in Piemonte nell’ultimo decennio riguardo (da 0,10 a 0,11), decisamente migliorato in montagna (da 0,14 a 0,19)
all’imprenditoria giovanile in agricoltura2. Innanzitutto un dato secco e peggiorato in pianura (da 0,17 a 0,12). La figura 1 illustra la distribu-
sull’età media dei conduttori : 56 anni e sei mesi in Piemonte nel com-
3
zione su base comunale del rapporto fra le giornate di lavoro dei con-
plesso, 54 anni e mezzo in montagna, 57 anni e 3 mesi in collina e 56 duttori con meno di 40 anni e le giornate di lavoro dei conduttori nel
anni e quattro mesi in pianura. Se l’età media viene ponderata in fun- complesso. Il valore medio piemontese è pari al 16,8%; in montagna
zione del numero di giornate lavorate, i valori medi si abbassano: 53 è del 20,9%, in collina del 15,7% e in pianura del 16,6%. Ribordone
anni nel complesso, 51 anni in montagna, 54 in collina e 52 e mezzo in (TO), Sabbia (VC) e Campiglia Cervo (BI) fanno registrare addirittura
pianura. Le persone più avanti negli anni hanno dunque fornito il loro valori pari al 100%: tutti i conduttori sono infatti under 40. La figura
contributo attraverso un numero di giornate mediamente inferiore. Ri- 2 riporta invece la distribuzione comunale dell’incidenza delle giornate
spetto al censimento precedente (2000), i valori medi sono lievemente di lavoro dei conduttori di sesso femminile sul totale dei condutto-
diminuiti, denotando se non altro un arresto del processo di senilizza- ri, indipendentemente dall’età. Anche in questo caso la situazione è
zione: 10 anni fa l’età media era di oltre 58 anni e quella ponderata estremamente diversificata, con punte estreme in montagna: massime
di 54. Prendendo in considerazione, oltre ai conduttori, anche gli altri a Mollia (VC, con il 60%), Massello (TO, con il 52%) e Premeno (VB,
membri della famiglia che lavorano in azienda, l’età media scende sot- con il 51%) e valori nulli in svariati comuni. In 10 anni l’incidenza del
to i 55 anni, e quella ponderata sotto quota 52, ma non vi sono diffe- numero di conduttori giovani (under 40) sul totale è salita dal 12,1%
renze significative rispetto al 2000. Nel 2010 le giornate di lavoro ef- al 13%, ma quella della superficie agricola utilizzata (SAU) delle loro
fettuate dai conduttori hanno rappresentato il 60% del totale e quelle aziende è scesa dal 22,4% al 19,2%. Peraltro, i conduttori giovani si
dell’altra manodopera familiare il 30%; il 10% restante è stato fornito caratterizzano per una maggiore importanza della SAU in affitto, che
dalla manodopera extrafamiliare. Rispetto al 2000 il peso della mano- supera infatti il 60% a fronte di una media piemontese del 50%, con
dopera extrafamiliare è raddoppiato (era del 5%), a tutto discapito di valori medi di oltre il 66% per i conduttori con meno di 30 anni. Il peso
quella familiare. Un altro indicatore sintetico che misura la struttura de- dei conduttori giovani sul totale è rimasto praticamente inalterato nel-

Agricoltura 75 25
le aziende a conduzione diretta (13% del to- va dei giovani conduttori piemontesi (under 40): questi ultimi erano
tale), mentre è sensibilmente aumentato nelle 13 mila al 5° censimento e 8.700 al 6°, ma se non si conteggiano le
aziende a conduzione con salariati (dal 2,7% aziende agricole di piccole dimensioni6, che normalmente non acce-
al 5,1%). Occorre peraltro sottolineare che le dono agli aiuti, i giovani conduttori risultano 7.400 nel 2000 e 5.100
aziende a conduzione diretta rappresentano la nel 2010. Nel 2000 in Piemonte le aziende con conduttore di oltre 54
stragrande maggioranza: erano oltre il 97% del anni di età che avevano almeno un membro della famiglia rurale di età
totale nel 2000, sono ancora oltre il 96% nel 2010. Altrettanto sensibi- inferiore a 40 anni (e che avesse lavorato, anche soltanto per poche
le, ma questa volta in negativo, è la diminuzione del peso dei condut- giornate, in azienda) erano circa 7.800, corrispondenti al 7,4% del
tori giovani nelle aziende più grandi (da 40 UDE in su5), passato in 10 totale delle aziende. Nel 2010 tali aziende sono scese a poco più di
anni dal 30% a poco più del 21%. Altro elemento da considerare è la 3.600 e rappresentano il 5,5% del totale. Com’è evidente, si tratta di
potenzialità di ricambio generazionale all’interno della famiglia rurale, un margine veramente esiguo che impone la messa in opera di azioni
attraverso il subentro del conduttore: il ricambio generazionale è infatti specifiche per sostenere il ricambio generazionale. Non a caso la pro-
uno dei principali obiettivi della politica di sviluppo rurale, perseguito posta di regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale presentata dalla
attraverso la misura B nel PSR 2000-2006 e la misura 112 nel PSR Commissione europea il 12 ottobre 2011 prevede la possibilità per gli
2007-2013. Dal 2000 al 2010 in Piemonte sono state approvate oltre Stati membri di elaborare, all’interno dei futuri PSR, un sottoprogram-
5.600 domande di insediamento di giovani agricoltori, per un importo ma tematico sui giovani agricoltori7.
complessivo di quasi 138 milioni di euro, corrispondenti a un aiuto
Si ringraziano i colleghi del Csi-Piemonte Lorena Cora per le elaborazioni a partire dai dati
medio di 23 mila euro nel PSR 2000-2006 e di 29 mila euro nel PSR elementari trasmessi dall’Istat, Michela Sigliano per le elaborazioni dei dati di attuazione
vigente. I circa 5.600 beneficiari rappresentano una quota significati- del PSR ed Emilio De Palma per gli allestimenti cartografici.

INCIDENZA % DELLE GIORNATE DI LAVORO DEI INCIDENZA % DELLE GIORNATE DI LAVORO DEI
GIOVANI CONDUTTORI SUL TOTALE DEI CONDUTTORI. CONDUTTORI DI SESSO FEMMINILE SUL TOTALE DEI
CONDUTTORI.

Figura 1. Distribuzione su base comunale del rapporto fra le giornate di Figura 2. Distribuzione su base comunale del rapporto fra le giornate di
lavoro dei conduttori con meno di 40 anni e le giornate di lavoro dei con- lavoro dei conduttori di sesso femminile sul totale dei conduttori. Fonte:
duttori nel complesso. Fonte: Istat, 6° censimento generale dell’agricoltura. Istat, 6° censimento generale dell’agricoltura.

1. Cfr. l’articolo La PAC 2014-2020 secondo la Commissione UE: una riforma incisiva e controversa (n. 75 – di Quaderni Agricoltura).
2. Cfr. l’articolo 6° Censimento generale dell’agricoltura (n. 74 di Quaderni Agricoltura). I dati utilizzati hanno carattere provvisorio. Informazioni complete sul censimento all’indirizzo: (http://www.regione.
piemonte.it/agri/6censimento/index.htm ).
3. Ai fini del censimento si intende per conduttore ”il responsabile giuridico ed economico che sopporta il rischio della gestione aziendale”, può essere una persona fisica, una società o un ente. Qui saranno
prese in considerazione esclusivamente le persone fisiche.
4. Dato 2007 riferito all’Europa a 27.
5. L’UDE, unità di dimensione europea, misura il peso economico delle aziende agricole. Una UDE corrisponde a un reddito lordo aziendale annuo di 1.200 euro.
6. Quelle con meno di 8 UDE, corrispondenti a un reddito lordo annuo di circa 10 mila euro.
7. Cfr. l’articolo 8, paragrafo 1 della proposta di regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del FEASR.

26 Agricoltura 75
Multifunzionalità come azione culturale
un progetto di comunicazione
Valentina Archimede, Paolo Giacomelli - Direzione Agricoltura

L’agricoltura oggi non è più solo produzione e trasformazione di mediazione culturale.


prodotti: è un settore in costante evoluzione, che compete sui Nell’ambito delle attività di comunicazione sviluppate tra il 2011
mercati a livello globale, è gestore del territorio e delle sue risor- e il 2012, la Direzione Agricoltura ha inteso lavorare sul tema
se, è produttore di energia, è promotore di opportunità culturali, della multifunzionalità nel contesto rurale, ovvero quell’insieme
sociali ed educative. Sta dunque emergendo una nuova identità di funzioni che l’azienda agricola svolge al di fuori degli scopi
culturale dell’agricoltura e dell’agricoltore, un’identità tuttavia strettamente produttivi e che producono ricadute positive sul
ancora poco conosciuta e valorizzata. Questi presupposti sono contesto sociale e ambientale. Tra queste attività, la più nota è
alla base del piano di comunicazione adottato dalla Regione l’agriturismo, ma sempre più si sviluppano le fattorie didattiche,
Piemonte – Direzione Agricoltura nell’ambito del Programma di gli agri-asili, fino alle esperienze pilota di agricoltura sociale. Un
Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013, con l’obiettivo di trasmettere tema innovativo, per molti versi ancora da delineare e normare
l’identità dell’agricoltura e dell’agricoltore che sta cambiando. con precisione, di grande interesse per il futuro.
L’obiettivo che ci siamo posti – il superamento degli stereotipi, la
divulgazione di una nuova consapevolezza – è un obiettivo ambi- Il progetto realizzato
zioso. Il Programma di sviluppo rurale, che pure abbraccia tutti i da Pracatinat
comparti produttivi dell’agricoltura piemontese e ne rappresenta Si è così sviluppato un articolato progetto di comunicazione e di
un’ossatura strutturale, è un programma di estrema complessità, formazione, che ha coinvolto numerose Fattorie didattiche della
fortemente tecnico nei linguaggi – un vero e proprio codice – ne- regione e la rete degli Istituti tecnici agrari - in collaborazione con
cessariamente burocratico e astratto. Tradurre i suoi contenuti e l’Ufficio Scolastico Regionale - realizzato attraverso la società con-
le sue istanze in termini non solo comprensibili ma “utilizzabili” sortile per azioni Pracatinat, e in particolare uno staff di operatori
tanto dagli agricoltori, immersi nella realtà concreta delle proprie specializzati coordinati da Claudia Galetto ed Eugenio Gobbi e di
attività, quanto da cittadini molto lontani dalle sue logiche, si- cui hanno attivamente fatto parte Giovanni Borgarello, Floriana
gnifica intraprendere quella che si può definire un’operazione di Montani, Francesca Ratti e Sara Bouchard.

Agricoltura 75 27
Il progetto, ideato a partire da fine 2010, si Risulta sempre più evidente che, per approfondire argomenti con
è concluso lo scorso 23 febbraio 2012 con una natura così fortemente trasversale, sia utile proseguire nella
un seminario di approfondimento “Sviluppo collaborazione già avviata coinvolgendo, a fianco delle Fattorie di-
rurale questo (s)conosciuto – la multifunzio- dattiche - attori rilevanti nell’ambito dell’educazione ai temi della
nalità in agricoltura come strumento di azio- ruralità, sicurezza, tracciabilità, tradizionalità, sostenibilità - anche
ne culturale e sociale”, svoltosi a Torino, con altri soggetti per definire insieme finalità, obiettivi, strategie me-
l’intervento, tra gli altri, di Stefano Aimone (Ires Piemonte), Bruno todologiche e strumenti comuni. Questo approccio potrà essere
Giau e Filippo Barbera dell’Università di Torino. utile a sviluppare sul territorio progetti che accrescano la consape-
Il progetto ha coinvolto circa 65 fattorie didattiche su tutto il ter- volezza e il senso critico sul ruolo contemporaneo dell’agricoltura
ritorio regionale, insieme a 25 scuole, di cui alcune rappresentanti e degli agricoltori, intesi come fornitori sia di servizi alla società,
di reti di scuole, 4 ASL, e altri soggetti del territorio (GAL, Labo- sia di beni pubblici primari, quali prodotti alimentari, promozione
ratori InFEA, ecc.), che hanno fatto parte di otto gruppi di lavoro della salute, cura, rispetto e sostenibilità dell’ambiente e delle ri-
provinciali, affiancati da un tavolo formato da docenti e dirigenti sorse energetiche. La finalità di questo sistema a “rete” è quella
degli Istituti agrari del Piemonte, recentemente costituitisi in Rete. di favorire a livello territoriale la creazione di un sistema educativo
Ogni gruppo, attraverso incontri di lavoro e workshop con la pre- che veda la collaborazione tra diversi soggetti, pubblici e privati,
senza di esperti, ha lavorato per approfondire un tema PSR scelto per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle funzioni e sul
dai protagonisti stessi come caratterizzante il proprio territorio: ruolo educativo e sociale dell’agricoltura promuovendo:
alimentazione e biodiversità, acqua e sostenibilità per Alessandria; • la conoscenza dei sistemi produttivi agricoli e delle loro connes-
tutela del paesaggio per Asti; biodiversità per Biella e Vercelli; re- sioni con il territorio, la stagionalità, l’ambiente e la salute;
lazione uomo ambiente per Cuneo; agricoltura e acqua per No- • un consumo alimentare consapevole e critico in riferimento al
vara, educazione alimentare per Torino; biodiversità animale per il sistema territorio nel suo complesso;
Verbano Cusio Ossola. Al termine di alcuni mesi di lavoro, i gruppi • i concetti di biodiversità e di sostenibilità ambientale;
territoriali hanno elaborato 25 diversi percorsi educativi articolati • i principi della corretta alimentazione e della sicurezza alimentare;
in 75 unità didattiche, che le fattorie stesse potranno utilizzare per • la conoscenza sugli aspetti produttivi, sulle componenti di tipo
modulare la propria offerta formativa rivolta alla scuola ma anche ambientale, sociale e culturale che ruotano intorno al mondo
a un pubblico più ampio di cittadini. agricolo.
Gli Istituti agrari, oltre a momenti di informazione sul PSR condotti
da esperti e funzionari regionali con gli studenti, hanno lavorato
sui temi e gli obiettivi del Programma, nella prospettiva di inserire
i suoi contenuti all’interno dei programmi scolastici; hanno inoltre
realizzato una giornata aperta al pubblico, in contemporanea sul
territorio regionale, lo scorso 11 novembre 2011, per presentare
e comunicare il PSR.

La rete Fattorie didattiche


Da alcuni anni la Regione Piemonte ha investito per favorire la
conoscenza del mondo agricolo promuovendo tematiche legate
all’educazione alimentare, alla promozione dei prodotti tipici del
territorio, alla divulgazione dei sistemi produttivi e delle connes- Moltiplicatori di messaggi
sioni di questi ultimi con l’ambiente, la salute e la società nel suo Integrando le attività tra Settori diversi della Direzione regionale
complesso. Ciò ha dato avvio ad una collaborazione tra Regione, Agricoltura, in particolare il Settore Programmazione e il Settore
Ufficio Scolastico Regionale e organizzazioni professionali agrico- Tutela della qualità e valorizzazione che segue lo sviluppo della
le, finalizzata ad arricchire il patrimonio culturale dei nuovi cittadi- rete delle Fattorie didattiche, è nato il progetto di cui si tratta in
ni su queste tematiche. queste pagine.

28 Agricoltura 75
Abbiamo infatti inteso la rete delle Fattorie didattiche, già forte- di trasformare i suoi obiettivi strategici in contenuti comunicabili
mente radicata sul territorio, come una opportunità: si tratta di e “utilizzabili” ha comportato uno sforzo notevole di progetta-
imprenditori agricoli comunque innovativi e mediamente aperti zione e di attuazione. E’ stata necessaria una lunga preparazione
al nuovo, che hanno scelto la diversificazione come perno della metodologica e un’attività di mediazione culturale articolata su
propria attività. Sono operatori agricoli che dialogano con i ragaz- più livelli: la pianificazione strategica da parte della Regione, la
zi, gli insegnanti, le famiglie, i cittadini, svolgendo una funzione progettazione educativa di Pracatinat, la consulenza di esperti e
importante di amplificatori e moltiplicatori di messaggi. Inoltre, il funzionari per la coerenza dei contenuti, l’intervento di esperti
contesto in cui le loro attività si sviluppano è un contesto concre- esterni, il contributo fondamentale degli operatori delle Fattorie.
to, immersivo, coinvolgente per gli utenti. Da queste riflessioni è A tale complessità si è aggiunta la capillarità del progetto, disse-
nata l’idea di coinvolgere il circuito delle Fattorie in un percorso di minato sul territorio, articolato in numerosi gruppi di lavoro pro-
comunicazione e formazione nell’ambito del piano di comunica- vinciali, e caratterizzato da un costante coinvolgimento di tutte le
zione dello sviluppo rurale. istanze presenti, dalle organizzazioni professionali agricole, agli
In parallelo, riscontrando che gli Istituti tecnici agrari del Piemonte enti locali, dagli uffici scolastici provinciali alle ASL.
avevano già costituito un tavolo di lavoro per fare rete tra di loro, E’ un progetto che ci ha insegnato molto e molto ci insegnerà
abbiamo voluto introdurre un filone di attività che riguardasse sulle difficoltà insite nel provare davvero a “usare” la politica di
queste scuole, ritenendo i ragazzi e i giovani studenti un tar- sviluppo rurale come strumento di azione: non sempre siamo riu-
get prezioso per diffondere informazioni e conoscenze relative ai sciti a calarci nelle esigenze concrete delle aziende, spesso siamo
temi dell’agricoltura, dell’alimentazione, del contesto ambientale. stati richiamati alla realtà e alla praticità degli interventi, non sem-
Si tratta oltretutto di istituti specializzati nel settore, destinati a pre è stato facile amalgamare le istanze sul territorio. Ma stimoli
formare gli agricoltori di domani, e i tecnici/consulenti che lavo- molto interessanti sono arrivati da questa esperienza, anche in
reranno nello stesso ambito: docenti e studenti già sensibilizzati e vista del nuovo periodo di programmazione che ci si apre davanti,
preparati che infatti si sono rivelati attivi, curiosi e stimolanti. la politica di sviluppo rurale 2014-2020, che ha tra le sue priorità
portanti il trasferimento delle conoscenze e la contaminazione dei
temi. Aver provato a disseminare alcuni contenuti, a fare rete sul
territorio, a coinvolgere i protagonisti, a divulgare i messaggi può
essere stata una prima esperienza in questa direzione.

Che cosa abbiamo imparato


Cogliendo qualche elemento di riflessione a conclusione del pro-
getto, possiamo affermare che si è trattato di un progetto spe-
rimentale e molto complesso. L’esperimento di avvicinare il PSR
al mondo reale dell’agricoltura piemontese, di utilizzarlo come
strumento di formazione oltre che di divulgazione di messaggi,

Agricoltura 75 29
Apre la misura 216 per la realizzazione
di siepi, filari e aree umide
Giovanni Scanabissi - Settore Agricoltura sostenibile

Nell’ambito del Programma di sviluppo rurale è in fase di aper- Formazioni arbustive e/o arboree
tura un bando per gli agricoltori riguardante la misura 216 (in- Gli interventi possono riguardare l’impianto di nuove formazioni
vestimenti non produttivi), che promuove la realizzazione di arbustive e/o arboree, il prolungamento di siepi o filari preesistenti
componenti tradizionali dell’ecosistema quali siepi campestri, e il ripristino di tratti mancanti. Le formazioni oggetto degli aiuti
filari, piccole superfici boscate, aree umide. Il bando si colloca devono appartenere alla flora autoctona o storicamente presen-
nell’ambito del Programma finalizzato per la tutela della biodi- te nei territori interessati. Non potendo rientrare nella definizione
versità e in coordinamento con la recente attivazione dell’azio- di “bosco” prevista dalla normativa regionale (l.r. n. 4/2009, art.
ne 323.1 destinata agli Enti gestori delle aree protette. 3), esse devono presentare una superficie inferiore a 2.000 metri
Al fine di contrastare la perdita di diversità biologica e il dete- quadrati e una larghezza media inferiore a 20 metri.
rioramento del paesaggio rurale, di prevenire l’inquinamento
delle acque e l’erosione del suolo, la misura 216 prevede l’ero- Aree umide
gazione di aiuti fino al 100% delle spese sostenute per la cre- Le zone umide rappresentano ecosistemi di particolare interesse
azione di elementi seminaturali inframmezzati alle coltivazioni, per la tutela della biodiversità e per la funzione di filtro naturale
atti a costituire zone di rifugio per la flora e la fauna selvatiche delle acque, anche in corrispondenza di scarichi puntuali. La loro
e fasce tampone per la protezione delle acque superficiali da importanza è riconosciuta dalla normativa comunitaria e da con-
eventuali inquinanti. venzioni internazionali. La misura 216 favorisce in ambito agricolo

30 Agricoltura 75
il ripristino e la realizzazione di aree umide quali laghetti, stagni, Qualora si renda necessario operare una selezione, verranno con-
fontanili, maceri. Tali interventi richiedono un’attenta progettazio- siderate prioritarie le domande comprese in progetti collettivi ap-
ne e una realizzazione e gestione accurate per le loro implicazioni provati o in contratti di fiume, nonché le domande ricadenti in
fisiche, chimiche, ecologiche e sociali. Si prevede che i bacini alla- aree protette, in zone vulnerabili da nitrati di origine agricola, in
gati, ove possibile, siano ottenuti mediante uno scavo che modelli zone vulnerabili da prodotti fitosanitari e in fasce fluviali individua-
il profilo del terreno a gradini creando diverse profondità dell’ac- te nel Piano di assetto idrogeologico.
qua, in modo da favorire l’insediamento di formazioni vegetali
caratterizzate da differenti esigenze ecologiche. Nelle aree umide Installazione di nidi artificiali
oggetto della misura non possono essere praticate l’acquacoltura La misura 216 inoltre finanzia fino al 100% la spesa sostenuta
o la pesca sportiva. dagli agricoltori per l’installazione di nidi artificiali destinati a uc-
Le formazioni arbustive e arboree e le zone umide realizzate celli insettivori e/o chirotteri (pipistrelli), nelle immediate vicinanze
nell’ambito della misura possono essere opportunamente acco- di frutteti e vigneti (ad esempio su tare, ai margini di superfici
state in modo da fornire alla fauna selvatica nutrimento, rifugio e boscate) o al loro interno.
siti di riproduzione, con particolare riferimento a specie significati- Al fine di favorire il buon esito dell’intervento, e sulla base del
ve dal punto di vista naturalistico. monitoraggio ambientale svolto nel precedente periodo di pro-
Nelle aree protette e in aree della rete “Natura 2000” (direttive grammazione, la misura prevede che l’installazione sia condotta
79/409/CEE e 92/43/CEE) gli interventi devono essere autorizzati secondo il progetto di un esperto ornitologo o naturalista che ne
dalla competente Autorità di gestione. segua l’attuazione durante il periodo di impegno.
Gli elementi naturaliformi realizzati con il sostegno della misura A seguito dell’installazione dovranno essere osservati gli obbli-
dovranno essere mantenuti per dieci anni nel rispetto degli impe- ghi del corrispondente impegno di manutenzione, facoltativo
gni dell’azione agroambientale 214.7/1, che prevede l’erogazione nell’ambito delle azioni 214.1 e 214.2, e in particolare la sostitu-
di aiuti pari a 450 euro per ettaro all’anno. Nel caso degli impianti zione dei nidi artificiali in caso di danneggiamento o perdita e la
arbustivi e arborei, occorrerà rimpiazzare le piante morte entro loro pulizia annuale dopo la fine del periodo riproduttivo.
la primavera successiva. Le superfici interessate dall’azione non Per indicazioni più dettagliate su procedure, scadenze e modalità
dovranno essere sottoposte a trattamenti fitoiatrici, a eccezione di applicazione degli impegni, si rimanda ai documenti che saran-
degli interventi ammessi in agricoltura biologica. Di conseguenza no resi disponibili nella sezione del sito web regionale dedicata al
le infestanti dovranno essere controllate senza ricorrere al diserbo Programma di sviluppo rurale:
chimico. La fascia di rispetto ai lati degli elementi naturaliformi http://www.regione.piemonte.it/agri/psr2007_13/index.htm
dovrà essere gestita mediante sfalci e trinciature, da effettuarsi
dopo il 15 luglio per salvaguardare la fauna selvatica nel periodo
riproduttivo.

Progetti collettivi
Le singole domande di adesione alla misura possono essere inse-
rite in progetti collettivi finalizzati, in particolare:
alla creazione o al ripristino, su scala territoriale più ampia di
quella aziendale, di aspetti tradizionali del paesaggio agrario,
di habitat favorevoli alla flora e alla fauna selvatiche, di corridoi
ecologici;
alla creazione di fasce tampone per la tutela di acque superficiali;
alla mitigazione dell’impatto ambientale e paesaggistico di inse-
diamenti produttivi, commerciali o residenziali;
alla fruizione ecocompatibile degli ambienti oggetto
dell’intervento.

Agricoltura 75 31
L’esito dei bandi 123.1 Health check:
gli investimenti dell’agroindustria
Leandro Verduci - Settore sviluppo agroindustriale e distrettuale
Riccardo Garaffi, Caterina Gilardi - Arpea

Il 16 settembre 2011 sono scaduti i termini di presentazione delle Nel mese di gennaio 2012 si sono concluse le preistruttorie delle
domande relative alla misura 123 azione 1 del Programma di svi- domande di aiuto e sulla base dei verbali di preistruttoria sono
luppo rurale. I bandi concernono le nuove priorità e le operazioni state stilate le graduatorie.
introdotte a seguito dell’Health Check della PAC. L’approvazione delle graduatorie attesta unicamente il riconosci-
Sono pervenute 47 domande di aiuto sui 5 bandi aperti, che ri- mento, per ogni beneficiario e per ogni domanda di aiuto, del
guardavano (come sintetizzato nella tabella 1): rispetto dei requisiti previsti e della validità tecnico-economica
• miglioramento della trasformazione e commercializzazione con- dell’iniziativa. L’approvazione delle domande di aiuto idonee e
nesse ai prodotti lattiero-caseari (sfida Health check per il settore finanziabili avverrà a seguito di acquisizione d’ufficio di documen-
lattiero caseario), denominato “bando settore lattiero caseario tazione amministrativa e di presentazione di documentazione
bovino”; integrativa da parte del beneficiario entro i termini che saranno
• miglioramento dell’efficienza energetica (Health check rispar- indicati dal Settore Sviluppo Agroindustriale e Distrettuale della
mio energetico), “bando C1 risparmio energetico”; Direzione Agricoltura. Le graduatorie rimarranno valide fino al 31
• tecnologie per il risparmio idrico (Health check miglioramento marzo 2013, mentre il termine di ultimazione dei progetti è il 30
della capacità di utilizzo razionale dell’acqua), “bando C2 rispar- giugno 2013.
mio idrico”;
• impianti per il trattamento delle acque di scarico (Health check I nuovi strumenti informatici
protezione e miglioramento delle qualità delle acque), “bando C3 La presentazione delle domande di aiuto è avvenuta secondo
acque di scarico - Contratto di Fiume del Torrente Belbo”; le consuete modalità, utilizzando i servizi on line predisposti sul
• impianti per il trattamento delle acque di scarico (Health check portale Sistemapiemonte (previa iscrizione all’Anagrafe agricola).
protezione e miglioramento delle qualità delle acque), “bando C3 Rispetto al precedente bando del 2008, entro trenta giorni dalla
acque di scarico-Regionale”. scadenza del termine di presentazione delle domande, sono sta-
ti pubblicati sulla pagina web della Regione
Bando Settore C1 rispar- C2 rispar- C3 acque di sca- C3 acque Piemonte gli elenchi delle domande perve-
lattiero mio energe- mio idrico rico- Contratto di scarico- nute e il relativo punteggio autoattribuito.
caseario tico di Fiume del Regionale
bovino Torrente Belbo Per la valutazione delle domande ci si è av-
N° domande 26 14 1 5 1 valsi anche dei business plan compilati dalle
Risorse 8.691.264,83 4.519.457,71 1.800.000,00 1.000.000,00 1.371.807,12 imprese utilizzando il software predisposto

Contributo 9.440.918,64 1.375.927,06 44.280,00 351.326,57 140.000,00 da ISMEA nell’ambito della Rete rurale Na-
richiesto zionale. Tale procedura informatica, insieme

32 Agricoltura 75
Bandi N° do- N° doman- N° domande idonee N° Costo totale Spesa ammissi- Contributo
gli investimenti
mande de idonee e e non finanziabili per domande investimento bile a finanzia- concedibile programmati
di aiuto finanziabili mancanza di risorse archiviate richiesto mento nei due anni
C1 risparmio 14 12 0 2 3.659.777,22 3.615.005,53 1.216.235,89 precedenti l’at-
energetico
tuale.
C2 risparmio idrico 1 1 0 0 110.700,00 110.700,00 44.280,00
Alla luce sia
C3 acque di sca- 5 5 0 0 878.316,44 867.976,44 347.190,57
rico- Contratto di di indicazioni
Fiume del Torrente comunitarie
Belbo
sia di recenti
C3 acque di 1 1 0 0 685.766,27 674.922,11 140.000,00
scarico-Regionale
disposizioni
legislative na-
settore lattiero 26 25 1 0 28.813.700,28 27.320.680,95 * 9.033.583,55 *
caseario bovino zionali (decre-
Totale 47 44 1 2 34.148.260,21 32.589.285,03 10.781.290,01 to legge sulla
* Nel totale è compreso anche l’importo relativo ad un progetto ammissibile, ma non finanziabile per mancanza di risorse. semplificazio-
ne art 62: con-
alla documentazione prevista per la presentazione delle doman- tratti) è importante ricordare che per la misura 123.1 del PSR
de (relativa all’impresa ed al progetto) ha permesso ai funzionari 2007-2013 assume rilievo l’obiettivo di garantire una ricaduta
istruttori di rispettare ampiamente la tempistica per questa fase positiva sui produttori di base: il raggiungimento di tale obiettivo
amministrativa (4 mesi anziché 6) mentre la quasi totale idonei- si è tradotto, come per i periodi di programmazione precedenti
tà delle domande di aiuto dimostra la capacità delle imprese di (sin dagli anni ‘80), nella stipula da parte delle imprese benefi-
presentare progetti ed investimenti coerenti con il Programma di ciarie di contratti di fornitura triennali dei prodotti di base per
Sviluppo Rurale, il bando e le conseguenti istruzioni operative. una quantità pari al 60% della materia prima che sarà utilizzata
al termine della realizzazione degli investimenti.
L’incidenza della crisi economica Le risorse economiche ancora disponibili, in base alle richieste di
Si può notare come l’attuale situazione economica abbia influito impiego per le operazioni Health Check avanzate al Comitato
sul numero di domande non direttamente legate ad investimenti di Sorveglianza del 16 dicembre 2011 (settore lattiero caseario
produttivi. E’, infatti, da ascrivere alla crisi ed alle difficoltà eco- bovino) e tenendo conto delle decisioni comunitarie, saranno
nomiche la mancata presentazione delle domande per i bandi C3 utilizzate dalla Regione Piemonte con l’apertura di nuovi bandi.
acque di scarico e C2 risparmio idrico, mentre per il bando del
settore lattiero caseario bovino le domande sono state superiori
al budget previsto. Ciò è dovuto sia alla situazione più dinamica
del settore sia al fatto che questo bando prevedeva operazioni
tipicamente produttive quali investimenti rivolti all’introduzione
di nuovi prodotti, processi e tecnologie finalizzati a rispondere a
nuove opportunità di mercato, e investimenti in impianti e tec-
nologie funzionali alla produzione di prodotti afferenti ai sistemi
di qualità ammessi al sostegno della misura 132, alla sicurezza
alimentare e alla tracciabilità.
Preme anche sottolineare come l’attuazione delle priorità e delle
operazioni introdotte a seguito dell’Health Check della PAC ab-
bia avuto uno sfasamento temporale tra le analisi, le decisioni
comunitarie e l’attuazione regionale. Questo ritardo non è forse
stato del tutto negativo in quanto l’aggravarsi della crisi econo-
mica non avrebbe consentito a molte imprese la realizzazione de- Figura 1. Numero domande suddivise per provincia

Agricoltura 75 33
documenti

storia e successi
1964
della diagnostica fitopatologica

Esemplari fotografici delle piante di pisello coltivate in microparcelle di terreno inquinato con: F) Fusarium oxysporum,
H) Heterodera göttinara, H+F) Heterodera göttinara + Fusarium oxysporum, T) Testimone

Maria Cristina Garofalo - Settore Fitosanitario

In quell’anno venne segnalato, per la prima volta in Italia, sul- nell’azienda per esaminare delle piante di pisello fortemente de-
le radici di piante di pisello, il nematode Heterodera göttingiana perite. L’alterazione interessava una superficie di mq 250 circa. La
Liebscher, grave parassita che agevola la penetrazione di Fusarium coltura, situata in collina a circa 400 m s.l.m., su terreno di medio
oxysporum, agente dell’avvizzimento precoce delle stesse piante. impasto o siliceo-argilloso, era ritornata sullo stesso terreno già
Due anni prima, nel maggio 1962, presso l’azienda del Sig. An- investito a pisello nel 1962 e su dell’altro contiguo coltivato in
gelo Saroglia, in Castagneto Po, frazione Cemenasco (Torino), precedenza a cetrioli.
alcune file di piante di pisello si presentavano molto basse, con Le piante di alcune file, situate in una medesima zona, presenta-
sviluppo stentato ed avvizzite. vano un forte deperimento, i cui sintomi erano costituiti da svilup-
Lo stelo era molto sottile, le foglie più piccole delle normali con po stentato, rinsecchimento e necrotizzazione dei tessuti corticali
bordi clorotici leggermente accartocciati e rivolti verso il basso, della zona pedale, stelo molto sottile, secchereccio delle foglie
fioritura e fruttificazione assenti o insignificanti. Un certo numero basali, afflosciamento e decolorazione di quelle mediane e termi-
di queste piante furono esaminate in laboratorio e i tessuti paren- nali. Nella zona già colpita nel 1962 si aveva il maggior numero di
chimatici del loro apparato radicale risultarono invasi da nematodi piante malate, molto basse, stentate, completamente mancanti di
del genere Heterodera, che si ipotizzò fossero riferibili alla specie fioritura e quindi di baccelli.
Heterodera schachtii Schmidt. Alla trazione, le piante si staccavano facilmente, poiché il fittone
A distanza di due anni, cioè nel maggio 1964, lo stesso Sperimen- risultava molto ridotto, le radichette laterali poco o affatto svilup-
tatore Ispettore Fitosanitario (Francesco Garofalo, in servizio dal pate, necrotizzate, marcescenti e scarse di noduli del Rhizobium
1953 al 1969) che aveva esaminato i campioni del 1962 ritornò leguminosarum.

34 Agricoltura 75
documenti

Riscontrata la presenza lora, inferiore alla quantità seminata. H. göttingiana si può tra-
di nematodi smettere nelle coltivazioni per mezzo delle cisti presenti nei bulbi
Le indagini accertarono in molti esemplari la presenza, nei tessuti di piante ornamentali. Però nell’appezzamento infestato, come
parenchimatici delle radici e del pedale, di un micelio intercellula- si accertò, negli anni 1960 e 1961 furono coltivate, per la prima
re, ialino, granuloso, ramificato; inoltre nei vasi legnosi e cribrosi volta, patate di varietà Bintje provenienti dall’Olanda. Sicchè l’in-
erano presenti numerosissimi nematodi. Frammenti di tessuti pa- fezione osservata nel 1962 in alcune piante di pisello era arrivata
renchimatici delle radici e del fusto invasi dal solo micelio od anche nell’appezzamento con le patate sui cui tuberi si sarebbero trova-
dai nematodi furono posti in camera umida e coltivati in substrati te le cisti H. göttingiana. Ciò fu confermato anche dal fatto che
sterili minerali e organici agarizzati. Le osservazioni microscopi- indagini nematologiche condotte nei terreni degli appezzamenti
che, condotte sui caratteri morfologici del fungo sviluppatosi, situati al di fuori dell’area infestata, già occupata dalla patata, non
condussero alla identificazione della specie Fusarium oxysporum accertarono la presenza di H. göttingiana.
(Schl.) Snyder et Hansen. Gli esami biometrici e le osservazioni Da quanto rilevato si poté ritenere che il deperimento delle piante
morfologiche sulle forme libere e larvali di nematodi riscontrati di pisello fosse da attribuire in modo preponderante all’azione di
consentirono di ascrivere il nematode al genere Heterodera. Ma H. göttingiana, osservata per la prima volta in Italia proprio nella
per una più attendibile identificazione della specie, come era sta- circostanza di cui si scrive. Il nematode, inoltre, in parecchi sog-
to comunicato dalla Stazione di Entomologia Agraria di Firenze, getti aveva facilitato la penetrazione di Fusarium oxysporum, che
interpellata in merito, era necessario l’esame dei maschi adulti ed aveva determinato l’avvizzimento precoce delle stesse piante. Si
anche delle femmine mature che in questo genere si trovano sot- concluse che la coazione dei due organismi aveva esaltato la ma-
to forma di cisti. Queste forme, infatti, furono trovate numerose nifestazione del danno nelle piante attaccate.
nel successivo mese di giugno 1964 a seguito di ulteriori prelievi
in campo di piante alterate e sottoposte ad esami micologici e I primi rimedi con fumiganti
nematologici. Il materiale raccolto fu in periodi diversi inviato alla Poiché in letteratura mancavano riferimenti sui metodi di lotta chi-
dr.ssa A. Marinari della predetta Stazione per completare la classi- mica contro H. göttingiana in campo, l’Autore della ricerca, non-
ficazione della specie in esame. Gli esami morfologici condotti sui ché antico collega, studiò, con prove in campo, l’efficacia di alcuni
maschi adulti e in particolare sulle cisti consentirono di attribuire fumiganti usati con successo nella lotta contro nematodi di specie
la specie a Heterodera göttingiana Liebscher, anziché a Heterode- assai simili, testandone anche l’efficacia nei confronti della fusa-
ra schachtii come riosi. L’appezzamento, a metà giugno, fu completamente ripulito
si era supposto della precedente coltura di pisello primaticcio e concimato con mi-
a seguito delle scela nitro-fosfo-potassica nel rapporto di 1:2:2, interrata a mezzo
prime indagini di macchina fresatrice. Dopo la disinfestazione fu seminato con
non complete. La una varietà locale di pisello tardivo a ciclo molto breve, cosicché
esatta determina- fu possibile accertare il grado di efficacia delle sostanze fumiganti
zione della specie testate contro H. göttingiana e F. oxysporum. La miscela Vapam +
fu comunicata Vidden-D risultò particolarmente efficace contro le cisti sulle radici
dalla dr.ssa A. e gli attacchi di Fusarium alle piante; favorì anche l’attività degli
Marinari. azotofissatori che produssero un elevato numero di noduli.
Il parassita com-
promette la vita-
GAROFALO F., 1964a - Heterodera göttingiana Liebscher e Fusarium oxysporum (Schl.) Snyd. et
lità delle piante Hans. agenti dell’avvizzimento delle piante di pisello (Pisum sativum L.) in Piemonte. Bollettino
del Laboratorio Sperimentale e Osservatorio di Fitopatologia di Torino, 1, 43-50
annullandone o
GAROFALO F., 1964b - Prove di fumigazione del terreno contro Heterodera göttingiana
abbassandone Liebscher e Fusarium oxysporum (Schl.) Snyder et Hansen parassiti del Pisello. Bollettino del La-
boratorio Sperimentale e Osservatorio di Fitopatologia di Torino, 2, 23-32
sensibilmente la
GAROFALO F., 1964c - Fenomeni di correlazione tra Heterodera göttingiana Liebscher e Fusa-
produzione che rium oxysporum (Schl.) Sny. et Hans. nell’avvizzimento delle piante di pisello e di lupino. Bollettino
può risultare, ta- del Laboratorio Sperimentale e Osservatorio di Fitopatologia di Torino, 2, 33-48

Agricoltura 75 35
informazione tecnica

Confronto fra ibridi di mais


in Piemonte nel 2011

Ricerca Finanziata dalla Regione Piemonte


Carlo Ferrero, Andrea Pilati - Capac Soc, Coop. Agr.
Roberta Pons - Cooperativa Agrovalli S. C.
Cristina Bagnasco, Marco Visca - Ce.S.A. Alessandria

Le prove di confronto varietale mais sono uno strumento impor- stati posti a confronto 50 ibridi appartenenti alle classi FAO 500
tante per la valutazione dei numerosi ibridi presenti sul mercato (15 ibridi), 600 (25 ibridi) e 700 (10 ibridi), in relazione a un fattore
e costituiscono un supporto per tecnici e agricoltori nelle scelte agronomico differente a seconda delle località: l’irrigazione (stress
da effettuare. La sperimentazione finanziata dalla Regione Pie- idrico e irrigazione normale) a Castelceriolo, la concimazione azo-
monte risponde a questa esigenza da molti anni, tramite le pro- tata (170 e 300 kg d’azoto/ha) a Chivasso, la densità colturale
ve di confronto di ibridi di mais, nell’ambito della rete nazionale (basso investimento 6,5 piante/m2 e alto investimento 7,5 piante/
di sperimentazione coordinata dal Consiglio per la Ricerca e la m2) a Vigone. I confronti varietali su mais coordinati dal CRA nel
Sperimentazione in Agricoltura (CRA) - Unità di ricerca per la 2011 hanno riguardato, oltre alle 3 località citate, altre 14 località
maiscoltura di Bergamo. Le prove sono strutturate su due livelli: nelle Regioni del nord e del centro Italia, dove erano posti a con-
confronti in parcella e confronti a pieno campo (prove on farm), fronto gli stessi ibridi, in relazione a diversi fattori agronomici. Tra
interessando più areali e anni; e pongono i materiali in prova in queste località vi era una ulteriore prova in Piemonte, condotta da
relazione a una estesa variabilità ambientale e stagionale. Limagrain Italia, nel comune di Cigliano (VC).
Le prove parcellari sono state organizzate in uno schema a blocchi
Impostazione delle prove randomizzati con 2 repliche per fattore agronomico. Le parcelle
Le prove parcellari sono state condotte da Capac nelle località di sperimentali erano formate da quattro file lunghe 10 metri con in-
Chivasso e Vigone (TO) e da CE.S.A. a Castelceriolo (AL). Sono terfila 75 cm, separate fra loro da uno stradino di circa un metro.

36 Agricoltura 75
informazione tecnica

Per diminuire gli effetti competitivi fra ibridi di altezze diverse, la sintetizzate nella tabella 1.
determinazione della produzione e i rilievi morfologici e agrono- I confronti di ibridi a pieno campo, on farm, coordinati sempre
mici sono stati effettuati unicamente sulle due file centrali di cia- dal CRA - Unità di ricerca per la maiscoltura di Bergamo, sono
scuna parcella. Sono state rilevate l’altezza della pianta, l’altezza stati condotti in 3 province piemontesi dalle Amministrazioni
di inserzione della spiga, il numero totale di piante della parcella e provinciali con la collaborazione dei tecnici delle Organizzazioni
lo stay green; in fase di pre-raccolta, sono state contate le piante di categoria e il coordinamento di Capac, per un totale di 9 pro-
spezzate al di sotto della spiga e le piante allettate. ve: 1 in provincia di Biella, 1 in provincia di Vercelli, 7 in provincia
Nella località di Vigone, nelle parcelle ad alto investimento e a di Cuneo. Gli ibridi in prova sono stati proposti dal CRA in base
Chivasso, nelle parcelle ad alto input, in seguito ad un attacco ai risultati ottenuti dalla sperimentazione parcellare e tenendo
di Helmintosporium nelle ultime fasi del ciclo, è stato realizzato conto della diffusione commerciale. Gli ibridi a confronto sono
un apposito rilievo, utilizzando una scala da 0 a 9 in relazione stati in tutto 15, appartenenti alle classi FAO 500 (4 ibridi), 600
all’intensità della malattia. Alla raccolta sono state rilevate la pro- (9 ibridi) e 700 (2 ibridi). I testimoni utilizzati sono stati NK Famo-
duzione, l’umidità e il peso ettolitrico della granella. Nella locali- so (classe 500) e PR32G44 (classe 600). In ogni località uno dei
tà di Chivasso la prova di concimazione azotata è stata collocata due testimoni è stato ripetuto 2 o 3 volte all’interno del campo
nello stesso appezzamento e sulle stesse file di semina degli anni per poter valutare l’uniformità dello stesso. Tutti gli ibridi in pro-
precedenti, in modo da ottenere effetti cumulativi nel tempo va hanno avuto un numero di osservazioni minimo pari a 5. Le
delle differenti fertilizzazioni azotate. Le principali caratteristiche semine dei campi prova sono avvenute durante il mese di aprile.
ambientali e l’agrotecnica adottata nelle 3 località di prova sono La tecnica colturale adottata ha fatto riferimento alla migliore
tecnica agronomica di ciascuna
zona. Nelle prove on farm in
Tabella 1 - Principali caratteristiche delle tre località di prova e delle tecniche colturali adottate nel 2011
pre-sarchiatura è stato valutato,
VIGONE (TO) CHIVASSO (TO) CASTELCERIOLO (AL)
tramite una scala con punteg-
Fattore agronomico densità colturale concimazione azotata irrigazione
gio compreso tra 1 e 9, il vigore
Suolo : tessitura medio impasto franco sabbioso franco limoso, con scheletro
precoce rispetto al testimone
Precessione colturale mais da granella mais da granella mais da granella NK Famoso. In pre-raccolta
Data di semina 07/04/2011 08/04/2011 21/04/2011 sono stati valutati, sempre con
Data di emergenza 20/04/2011 19/04/2011 01/05/2011 punteggio 1÷9, la taglia della
Concimazione presemina pianta e lo stay green, con rife-
N (kg/ha) 50 50 80 rimento al testimone PR32G44,
P2O5 (kg/ha) 120 120 130 nonché la qualità della granella
K2O (kg/ha) 190 160 230 in riferimento al testimone NK
Concimazione copertura 150 120/250 160 Famoso. Alla raccolta sono stati
N (kg/ha) determinati la produzione, l’u-
Diserbo pre-emergenza mesotrione + s. metolaclor s. metolaclor + terbutilazina dimetenamide + midità e il peso ettolitrico della
+ terbutilazina + pendimetalin pendimetalin
granella.
Diserbo post-emergenza nicosulfuron + dicamba nicosulfuron + mesotrione nicosulfuron
Date fioritura
Andamento
Classe FAO 500 07/07/2011 06/07/2011 10/07/2011 climatico
Classe FAO 600 11/07/2011 09/07/2011 13/07/2011 e colturale
Classe FAO 700 14/07/2011 12/07/2011 16/07/2011 L’andamento climatico delle
Trattamento insetticida Lambda-cialotrina Lambda-cialotrina 3 località di svolgimento delle
contro piralide/diabrotica chlorantraniliprolo
prove parcellari è evidenziato
Numero di irrigazioni 1 2 4/6
nella figura 1. Le semine, a se-
Data di raccolta 26/09/2011 28/09/2011 07/10/2011 guito della piovosità di marzo,

Agricoltura 75 37
informazione tecnica

Risultati produttivi e agronomici


Nella tabella 2 sono riportate le produzioni dei singoli ibridi nelle
tre prove parcellari: ogni valore è ottenuto dalla media dei due
livelli di fattore agronomico e delle due repliche. Le rese medie
più elevate si sono ottenute nella località di Chivasso, con una
produzione media di 158,2 q/ha. La produzione media più bas-
sa, a differenza degli anni precedenti, si è registrata nella località
di Vigone con 138,9 q/ha, superata da Castelceriolo con una
resa media di 140,9 q/ha. La ottima resa di Chivasso è dovuta,
molto probabilmente, al decorso climatico di luglio e alle buone
pratiche irrigue durante il mese di agosto, che hanno compensa-
Figura 1. Andamento termo-pluviometrico suddiviso per decadi nel to l’assenza di precipitazioni e le alte temperature. Nella località
periodo aprile-ottobre 2011: temperature minime (linee tratteggiate),
massime (linee continue) e precipitazioni mensili (grafici a barre). di Vigone le rese sono state penalizzate presumibilmente dalle
abbondanti piogge primaverili e dai conseguenti fenomeni di
si sono svolte in aprile, in concomitanza di un periodo carat- asfissia radicale.
terizzato da temperature relativamente elevate e da assenza di In tutte le località di prova gli ibridi di classe FAO 600 hanno
precipitazioni, condizioni che sono durate, con innalzamenti ter- ottenuto le rese maggiori. Gli ibridi a ciclo più lungo sono stati
mici importanti, anche per tutto il mese di maggio. L’emergenza presumibilmente penalizzati dall’innalzamento di temperatura
delle piante è stata rapida e generalmente omogenea, mentre la avvenuto nella seconda metà di agosto. I materiali di classe FAO
siccità degli strati di terreno superficiali ha limitato l’efficacia dei 500 hanno fornito rese medie molto vicine a quelle degli ibridi
diserbi di pre-emergenza, obbligando in molti casi a interventi di di classe superiore.
post-emergenza. Gli ibridi più produttivi nelle tre località sono stati: Korimbos
Abbondanti precipitazioni accompagnate ad un sensibile calo (per il terzo anno consecutivo) e Consuelo nella classe FAO 500;
delle temperature hanno caratterizzato il mese di giugno. Nei PR32B10, PR32F73 e DKC 6815 nella classe FAO 600; PR31D24,
terreni pesanti sono stati molto diffusi i fenomeni di asfissia radi- NK Gigantic e Tavascan nella classe FAO 700. Nella località di
cale o di moria di giovani piante, soprattutto nel caso delle ulti- Vigone le differenze produttive fra l’investimento medio-basso
me semine. Anche durante il mese di luglio si sono avute piogge (6,5 piante/m2) e l’investimento medio-alto (7,5 piante/m2)
importanti, ma distribuite regolarmente, con temperature nella sono risultate di circa 13,3 q/ha a favore delle colture più fitte
norma, favorendo lo sviluppo della coltura. Dalla seconda metà (rispettivamente 132,3 e 145,6 q/ha), molto al di sopra delle dif-
di agosto si è verificato un lungo periodo senza precipitazioni e ferenze ottenute negli anni precedenti. A Chivasso le produzioni
con temperature molto elevate rispetto alla media di stagione, sono state di 18,3 q/ha in meno nel settore concimato con 170
favorendo la rapida chiusura del ciclo e agevolando la raccolta. kg/ha di azoto rispetto a quello concimato con 300 kg/ha di azo-
Nella stagione colturale (aprile-ottobre) sono caduti tra 350 e to (rispettivamente 149,1 e 167,4 q/ha). Le differenze di resa in
400 mm di pioggia nelle località torinesi e solo 250 mm nell’a- relazione ai due livelli di concimazione azotata sono in linea con
lessandrino. La somma termica dei gradi di calore utili per il mais, quanto registrato negli ultimi 5 anni, con la sola eccezione del
nel periodo compreso tra il primo di aprile ed il 30 settembre, 2008, dove la differenza produttiva aveva raggiunto i 45 q/ha,
è stata di 1879° C nel torinese e di 1891° C nell’alessandrino, in seguito a un andamento stagionale molto piovoso che aveva
valori al di sopra della media degli ultimi 10 anni. accentuato i fenomeni di dilavamento.
L’andamento stagionale ha comportato una fioritura del mais A Castelceriolo il confronto fra stress idrico e irrigazione norma-
anticipata di circa 7 giorni e il raggiungimento della maturazione le ha evidenziato una differenza produttiva attorno ai 18 q/ha
fisiologica, ovvero il punto nero, con circa 13 giorni di anticipo (rispettivamente 131,5 e 149,6 q/ha), in linea con l’anno prece-
rispetto alla media stagionale. Il prodotto raccolto presentava dente. Probabilmente le piogge cadute ad inizio giugno e du-
generalmente buone caratteristiche qualitative e sanitarie, non- rante il mese di luglio hanno favorito la coltura durante le fasi di
ché umidità insolitamente contenute. fioritura e di riempimento, mantenendo le rese medie degli ibridi

38 Agricoltura 75
informazione tecnica

Tabella 2. Caratteristiche produttive di 50 ibridi di mais nelle tre località di prova piemontesi nel 2011 in prova su buoni livelli.
Produzione (q/ha 15,5 %) Le umidità di raccolta sono
Ibrido Classe Ditta Vigone Chivasso Castelceriolo media 3 località
state decisamente basse ri-
KORIMBOS 500 KWS 149,4 168,0 149,8 155,7
CONSUELO 500 ISTA VENETO SEMENTI 145,6 172,6 148,0 155,4 spetto agli anni precedenti:
KONSENS 500 KWS 145,0 173,9 144,3 154,4 20,6 % a Chivasso, 19,9 %
MAS 56.E 500 MAISADOUR 140,8 165,6 141,8 149,4 a Vigone e 18,1 % a Ca-
SY DECISO 500 NK SYNGENTA SEEDS 153,3 152,5 133,1 146,3
stelceriolo e con differenze
LG30.597 500 LIMAGRAIN 142,2 165,0 131,2 146,1
PR33A46 500 PIONEER 138,6 160,6 129,3 142,8 minime tra le classi di ma-
CHIMERICO 500 SIVAM 143,1 159,0 125,7 142,6 turità degli ibridi. L’altezza
P1114 500 PIONEER 133,8 154,6 136,5 141,6 media delle piante è stata
SY SINCERO 500 NK SYNGENTA SEEDS 126,8 155,2 141,4 141,1
contenuta nella sola località
MAS 66.C 500 MAISADOUR 140,4 156,3 125,5 140,7
NK FAMOSO 500 NK SYNGENTA SEEDS 128,7 157,3 127,5 137,8 di Castelceriolo con un valo-
KIMBOS 500 SIS 125,4 151,7 135,1 137,4 re medio intorno a 2,46 m,
DKC6089 500 DEKALB 131,3 146,0 133,0 136,8 mentre ha raggiunto i 3,03
SIV6101 500 SIVAM 134,5 146,9 128,8 136,7
R_500_1 500 130,7 157,0 113,9 133,9
m a Chivasso e i 3,17 m a
PR32B10 600 PIONEER 156,5 171,8 157,0 161,8 Vigone, comunque legger-
PR32F73 600 PIONEER 160,1 168,3 153,7 160,7 mente al di sotto dell’anno
DKC6815 600 DEKALB 148,0 167,0 164,6 159,9
precedente. L’inserzione
LG30.681 600 LIMAGRAIN 147,4 169,7 158,4 158,5
SIV6590 600 SIVAM 144,7 160,7 164,8 156,7 della spiga comunque è ri-
KASSIOPEA 600 KWS 149,2 172,3 147,4 156,3 sultata generalmente equi-
PR32G44 600 PIONEER 148,6 164,9 149,0 154,2 librata, con un rapporto
DKC6724 600 DEKALB 137,9 168,2 155,1 153,7
medio altezza pianta/altez-
KAROLAS 600 SIS 145,5 160,6 154,9 153,7
CARELLA 600 SEMILLAS FITO’ ITALIA 141,7 172,9 137,1 150,6 za spiga pari a 2.
KALIPSO 600 KWS 141,5 160,9 145,8 149,4 Nella tabella 3 sono rias-
SY RADIOSO 600 NK SYNGENTA SEEDS 136,3 162,5 148,9 149,2 sunti i risultati degli ibridi
KERMESS 600 KWS 141,4 156,7 144,0 147,4
presenti nelle prove in pie-
BALENDA 600 MAISADOUR 135,9 150,6 154,2 146,9
R_600_2 600 141,7 154,8 143,1 146,5 no campo on farm. Nell’ela-
IVS 1161 600 ISTA VENETO SEMENTI 133,7 157,2 148,5 146,5 borazione dei risultati medi
ANTISS 600 LIMAGRAIN 129,3 158,7 147,1 145,0 sono stati considerati gli 8
KENDRAS 600 SIVAM 143,4 155,6 131,1 143,4
DKC6666 600 DEKALB 131,8 148,8 141,9 140,8
campi considerati significa-
R_600_1 600 129,8 151,7 137,5 139,7 tivi, che hanno interessato
SY LUCROSO 600 NK SYNGENTA SEEDS 129,8 148,1 133,5 137,1 le provincie di Biella, Vercel-
R_600_3 600 130,7 147,1 129,9 135,9
li e Cuneo. La produzione
DKC6677 600 DEKALB 128,5 141,1 131,5 133,7
MAS 70.F 700 MAISADOUR 152,6 165,3 157,7 158,5 media è stata di 140,4 q/ha.
PR31D24 700 PIONEER 143,8 157,6 144,7 148,7 Tra gli ibridi di classe FAO
NK GIGANTIC 700 NK SYNGENTA SEEDS 136,2 156,9 152,0 148,4 500 i più produttivi sono
TAVASCAN 700 SEMILLAS FITO’ ITALIA 140,7 156,0 147,4 148,0
risultati Consuelo e Korim-
KAYRAS 700 KWS 137,3 170,1 125,8 144,4
DKC6903 700 DEKALB 134,6 157,4 135,4 142,5 bos, confermando i buoni
AACCEL 700 LIMAGRAIN 139,6 152,6 130,9 141,0 risultati delle prove parcel-
DKC6795 700 DEKALB 132,6 151,9 137,6 140,7 lari. Tra i materiali di classe
KALIMERAS 700 SIS 128,4 160,5 119,0 136,0
FAO 600 le maggiori produ-
R_700_1 700 136,9 134,9 126,8 132,9
ELEONORA 700 PIONEER 120,1 136,4 126,3 127,6 zioni si sono ottenute con
Media generale 138,9 158,2 140,6 146,3 PR32F73, PR32G44, DKC
media bassa densità / 170 kg N/ha / stress idrico 132,3 149,1 131,5 137,6 6815 e Carella. I primi due
media alta densità / 300 kg N/ha / irrigato 145,6 167,4 149,6 154,2

Agricoltura 75 39
informazione tecnica

Tabella 3. Caratteristiche agronomiche e produttive dei 16 ibridi di mais inseriti nella rete on farm Piemonte nel 2011
PRE-SARCHIATURA PRE-RACCOLTA
VALORI INDICI
QUALITÀ UMIDITÀ % (100=media PRODUZIONE
produttiva
VIGORE GRANELLA DELLA PESO NORMALIZZATA
dei testimoni
Classe PRECOCE TAGLIA STAY GREEN SPIGA GRANELLA SPECIFICO Nk Famoso e su 8 località
IBRIDO Ditta FAO SCORE 1-9 SCORE 1-9 SCORE 1-9 SCORE 1-9 U% (kg/hl) PR32G44) q.li/ha
BALENDA MAISADOUR 600 5,0 7,3 7,5 7,0 20,6 74,4 98,4 138,2
CARELLA SEMILLAS 600 5,5 7,3 7,7 6,7 20,8 72,7 105,0 147,4
FITO’ ITALIA

CONSUELO ISTA VENETO 500 6,3 7,7 5,7 7,7 21,0 74,5 105,2 147,7
SEMENTI
DKC6815 DEKALB 600 6,6 6,0 7,0 6,3 22,0 72,0 101,0 141,9
GDM757 FMB 700 6,3 8,2 7,8 6,6 20,3 74,4 96,5 135,5
KAROLAS SIS 600 6,5 6,6 6,6 6,4 20,0 71,6 92,0 129,3
KORIMBOS KWS 500 7,2 7,0 5,4 6,3 19,6 73,0 101,8 142,9
LG30.681 LIMAGRAIN 600 6,5 8,1 7,0 5,9 21,3 72,1 108,8 152,8
NK FAMOSO NK SYNGENTA 500 7,2 5,1 5,4 5,9 20,9 72,3 99,3 139,5
PR32F73 PIONEER 600 6,5 7,7 6,7 7,7 20,3 75,1 106,0 148,9
PR32G44 PIONEER 600 7,0 7,8 6,5 7,5 19,7 75,9 100,6 141,3
SNH8605 COOPSEMENTI 600 7,0 7,8 8,0 6,8 21,4 72,6 94,7 133,0
SY SINCERO NK SYNGENTA 500 6,3 6,8 5,6 5,6 18,0 73,5 96,8 135,9
SEEDS
TA1 700 6,8 6,1 7,0 7,9 22,6 73,1 108,6 152,5
TA2 700 6,7 7,8 7,6 7,2 21,2 73,3 104,9 147,3
TA3 700 6,0 7,5 6,0 7,0 22,5 72,3 97,6 137,0
Media NK Famoso - PR32G44 140,4

convalidano le ottime performance dell’anno scorso, confermati in parcella. I materiali di classe FAO 700 in prova hanno ottenuto
per PR32F73 e DKC 6815 anche dai risultati ottenuti quest’anno rese decisamente al di sopra della media. P1758 si è dimostrato
molto produttivo, così come PR32D24 che conferma i risultati
ottenuti negli ultimi anni in parcella.
Per fornire un’informazione più significativa e completa, nella
figura 2 sono riportati i risultati produttivi medi del 2011 e la
relativa umidità media alla raccolta degli ibridi in prova in par-
cella nelle 17 località dell’intera rete nazionale di confronto mais
(dati forniti dal CRA, Unità di ricerca per la maiscoltura di Ber-
gamo). Gli ibridi risultati più produttivi sono stati PR33A46 e
KONSENS nella classe FAO 500; PR32B10, PR32F73, PR32G44
e DKC 6815, nella classe FAO 600; PR31D24 e KAYRAS nella
classe FAO 700. 

Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del


Figura 2. Produzione e umidità alla raccolta degli ibridi di mais in prova in
presente lavoro e in particolare le aziende agricole che hanno ospitato
parcelle nel 2011 (valori medi di 17 località del Nord e Centro Italia). Dati
le prove parcellari: Partiti Giuseppe di Vigone (TO), Piero Galletto di
medi nazionali forniti dal CRA, Unità di ricerca per la maiscoltura di Bergamo.
Chivasso (TO), Milano Enzo di S.Giuliano Vecchio (AL).

40 Agricoltura 75
informazione tecnica

Il tradizionale Agnello Sambucano


La tracciabilità mediante analisi del DNA

Ricerca Finanziata dalla Regione Piemonte


Antonio Brignone - Comunità Montana Valle Stura - Consorzio L’Escaroun
Liliana Di Stasio - Dip. di Scienze Zootecniche – Facoltà di Agraria – Università di Torino
Edoardo Fontanella, Piergiovanni Piatti - Laboratorio Chimico Camera Commercio Torino

La Sambucana, detta anche Demontina, è una razza ovina au- sui 3.500 capi circa, distribuiti in una settantina di allevamenti.
toctona, a prevalente attitudine per la produzione di carne, al- La salvaguardia della razza Sambucana si fonda essenzialmente
levata quasi esclusivamente in provincia di Cuneo, in particolare sulla valorizzazione della produzione di carne, attraverso la com-
nei Comuni della Valle Stura di Demonte; gli animali sono man- mercializzazione di tre categorie di agnelli, distinte in base al
tenuti in stalla nel periodo invernale e portati in alpeggio di alta peso morto: l’agnello leggero (da 9 a 12 kg), l’agnello medio (da
quota nel periodo estivo. 12 a 15 kg) e l’agnello pesante (da 15 a 18 kg). Particolarmente
Tale razza, a causa dei frequenti incroci soprattutto con la Bielle- apprezzato è inoltre il cosiddetto Tardoun, agnellone d’alpeggio
se, ha subito negli anni ‘70 una notevole contrazione numerica, del periodo autunnale di 15-20 kg di peso morto (fig. 1 – Il mar-
arrivando a contare un migliaio di capi. Per evitarne la definitiva chio dell’agnello sambucano garantito).
scomparsa, anche in considerazione dell’importanza che poteva Inoltre, l’agnello Sambucano è stato inserito nell’elenco dei Pro-
rivestire nell’economia locale, la Comunità Montana Valle Stura dotti agroalimentari tradizionali (PAT) della Regione Piemonte e
ha avviato nel 1985 un programma di recupero e valorizzazio- la sua elevata qualità è stata riconosciuta anche da Slow Food,
ne della Sambucana, che si è concretizzato con l’istituzione, nel che nel 2001 ha inserito l’agnello allevato nel territorio della Val-
1988, del Consorzio l’Escaroun (piccolo gregge, in lingua oc- le Stura fra i suoi “presìdi”.
citana), fra le cui iniziative rientrano la creazione del Centro di
selezione degli arieti e l’organizzazione della mostra annuale a Il controllo della filiera
Vinadio (CN). Grazie a queste attività di salvaguardia, la consi- Da quanto brevemente esposto emerge come siano di fonda-
stenza della razza è aumentata, attestandosi negli ultimi anni mentale importanza gli aspetti relativi al controllo della filiera,

Agricoltura 75 41
informazione tecnica

così da tutelare il marchio “Agnello Sambucano Garantito”. microsatelliti sono al momento i marcatori più efficaci per otte-
Infatti, considerato l’elevato valore commerciale del prodotto, nere un profilo genetico unico per ciascun individuo e per deri-
sussiste il rischio di vendita fraudolenta di prodotti diversi sotto vare le relazioni di parentela con un’affidabilità molto elevata.
la denominazione di “Agnello Sambucano”. L’attività prevista dal progetto è stata avviata procedendo in-
A questo proposito, è ormai ampiamente dimostrato che l’anali- nanzi tutto alla messa a punto del protocollo per l’analisi di
si del DNA rappresenta lo strumento di elezione per la tracciabili- 13 microsatelliti selezionati dal set suggerito per gli ovini dallo
tà. Ad esempio, per i bovini da carne esistono ‘banche’ che con- Standing Committee on Applied Genetics in Sheep and Goats
servano il materiale biologico dei singoli individui, così da poter dell’ISAG (International Society for Animal Genetics). L’analisi di
effettuare in qualunque momento il confronto con un campione 10 campioni di riferimento, utilizzati in un comparison test orga-
di carne prelevato al dettaglio e attribuito al medesimo animale, nizzato dall’ISAG nel 2003, ha permesso di verificare la validità
verificando la corrispondenza dei profili genetici. Tuttavia, tale del protocollo e di adottare la “nomenclatura” riconosciuta a
sistema di tracciabilità individuale non è applicabile alla specie livello internazionale.
ovina, in quanto i costi sarebbero troppo elevati in rapporto al Utilizzando tali marcatori (CSRD0247, HSC, INRA0063, MAF0214,
valore commerciale del singolo capo. OARAE0129, OARCP0049, OARFCB0011, OARFCB0304, D5S2,
Una soluzione alternativa, applicabile allo specifico caso dell’a- INRA0023, MAF0065, MCM0527, OARFCB0020) si è, quindi,
gnello Sambucano, potrebbe essere l’utilizzo dell’analisi del DNA proceduto alla caratterizzazione genetica di 106 arieti (presenti
finalizzata ad un test di paternità: se il profilo genetico di un presso Centro Arieti o di proprietà di singoli allevatori) utilizza-
campione di carne è compatibile con quello di un ariete Sambu- ti come riproduttori nelle stagioni 2008-2009. E’ stato, quindi,
cano, allora l’appartenenza del campione alla razza Sambucana costruito un database dei loro profili genetici, così da poterli
sarà confermata. La filiera del Consorzio ben si presta all’im- successivamente impiegare per le verifiche di paternità. C’è da
piego di un tale test, in quanto il ciclo produttivo dell’agnello sottolineare che il database non includeva tutti i riproduttori uti-
Sambucano si svolge interamente in un’area geografica molto lizzati, in quanto per alcuni non era stato possibile prelevare il
ben definita e i capi macellati sono (o dovrebbero essere) tutti campione di pelo (capi deceduti/macellati, dispersi in alpeggio,
figli di un numero ristretto di riproduttori (circa 150 arieti). La venduti); ovviamente, ciò ha comportato casi irrisolti nelle suc-
costituzione di un database dei profili genetici di tali arieti, il cessive verifiche.
più completo possibile e costantemente aggiornato, potrebbe In parallelo, è stata raccolta una serie di informazioni molto
quindi consentire di verificare l’autenticità del prodotto in qual- dettagliate sulla struttura del Consorzio, le quali, integrate con
siasi punto della filiera (macello, punti vendita, ristoranti, ecc.), quelle genetiche, hanno contribuito alla tracciabilità del prodot-
permettendo al tempo stesso di valutare l’efficacia dei sistemi to. Sono stati censiti gli arieti presenti in ciascun allevamento,
di tracciabilità già in atto, quali la documentazione di accompa- rilevandone l’origine (arieti del Centro assegnati e arieti di pro-
gnamento delle carcasse. prietà); sono state inoltre analizzate le interazioni tra allevamen-
Il progetto di ricerca, quindi, si è posto l’obiettivo verificare l’ef- ti, identificando quelli che si riuniscono in un singolo alpeggio e
ficacia di un tale sistema di controllo basato sull’analisi del DNA individuando gli arieti presenti in ciascun gruppo. Quest’ultima
per tracciare e tutelare il prodotto Sambucano. più complessa indagine ha permesso di individuare per le stagio-
ni 2008 e 2009 la presenza di 6 gruppi in alpeggio, cui afferiva
Analisi del DNA un numero di allevamenti compreso fra 3 e 11, con un numero
e caratterizzazione genetica di arieti compreso fra 5 e 23; di questi, sono stati caratterizzati
Il profilo genetico di un individuo, che costituisce una sorta di geneticamente l’84% nel 2008 e ben il 97% nel 2009.
etichetta indelebile presente in ogni sua cellula, deriva dalla de-
terminazione del polimorfismo di particolari loci, definiti micro- Rintracciabilità delle produzioni
satelliti. I microsatelliti sono regioni del DNA, costituite da un nu- verifiche negli allevamenti
mero variabile di brevi unità nucleotidiche ripetute in sequenza. L’indagine è proseguita valutando la possibilità di impiegare il
Per la loro ampia e uniforme diffusione nel genoma, unitamente test di paternità per tracciare gli agnelli (individuarne l’ariete pa-
all’elevato grado di polimorfismo e all’eredità codominante, i dre) destinati alla macellazione provenienti dai differenti alleva-

42 Agricoltura 75
informazione tecnica

menti iscritti al Consorzio. Gli Tabella 1. Quadro riassuntivo dei risultati relativi agli allevamenti.
agnelli Sambucani pronti per Allevamento Primavera 2009 Primavera Natale 2009 Natale Pasqua 2010 Pasqua
la commercializzazione sono Camp. attribuiti/ 2009 Camp. attribuiti/ 2009 Camp. attribuiti/ 2010
macellati presso il macello Camp. prelevati % Camp. prelevati % Camp. prelevati %
Old Bear (Cuneo - fraz. Ron- Gruppo 1
chi), con una sola eccezione, G.D. 11/18 61% 17/24 71% 15/24 62%
in cui gli agnelli vengono
F..E. 13/21 62% 21/29 72% 21/35 60%
macellati direttamente da un
C.L.B. 1/4 25% / / / /
punto vendita.
G.C. 8/10 80% 6/6 100% 3/7 43%
Nel periodo aprile 2009-mar-
I.Y. 15/19 79% 10/10 100% / /
zo 2010, nel corso di 7 diffe-
M.V. / / 8/10 80% / /
renti macellazioni, sono stati
Gruppo 2
prelevati 515 campioni da
T.D. 6/16 37% 8/10 80% 3/10 30%
agnelli provenienti da 24 al-
levamenti, che complessiva- C.G. / / / / 1/5 20%

mente rappresentano il 47% G.G. 5/10 50% / / 5/18 28%


degli iscritti al Consorzio. Il Gruppo 3
campione era costituito dal B.E. 3/4 75% 17/24 71% / /
lobo auricolare sul quale era F.F. / / / / 9/15 60%
apposta la marca in plastica, S.R. / / / / 1/1 100%
riportante il numero di macel- Gruppo 4
lazione o il codice dell’alleva- B.V. 17/23 74% 4/10 40% 3/6 50%
mento e un numero progres- F.S. 1/2 50% / / 1/3 33%
sivo aggiunto a mano. P.G. 2/2 100% / / 1/4 25%
Tali campioni sono stati ana- Gruppo 5
lizzati per gli stessi 13 marca- A.M.L. / / 11/15 73% / /
tori utilizzati per tipizzare gli
D.G. / / 25/30 83% / /
arieti e il profilo genetico ot-
Gruppo 6
tenuto per ciascun campione
B.M. / / / / 1/6 17%
è stato confrontato con il pro-
T.F. / / / / 0/5 0%
filo di tutti gli arieti analizzati,
per ricercare tra questi il padre. Per questa analisi è stato utiliz- talmente’ compatibili, in quanto appartenenti all’allevamento
zato il software Cervus v. 3.0 [5], il quale consente di individuare di provenienza dell’agnello in esame o a un allevamento che
uno o più arieti il cui profilo sia compatibile con quello di un aveva avuto interazioni con il medesimo in alpeggio. In alcu-
agnello, determinando anche la probabilità dell’assegnazione. I ni casi, invece, il software ha individuato uno o più arieti padri
risultati sono stati valutati tenendo anche conto delle informa- ‘ambientalmente’ incompatibili, in quanto non appartenenti
zioni relative agli allevamenti. all’allevamento di provenienza dell’agnello, né a un allevamento
A seguito dell’indagine, sono state riscontrate tutte le possibili con il medesimo correlato. Questo risultato evidenzia l’elevata
situazioni: uniformità genetica della popolazione di Sambucana e il non
1. individuazione per un agnello di un solo ariete padre; ottimale potere discriminante del set di microsatelliti impiegato,
2. individuazione di più arieti potenziali padri di un agnello; sicuramente da potenziare.
3. mancata individuazione di un possibile ariete padre. La mancata individuazione di un ariete padre, essendo gli agnelli
In merito alle situazioni 1 e 2, nella maggior parte dei casi analiz- provenienti con certezza da allevamenti di Sambucana, si può im-
zati sono stati individuati, come potenziali padri, arieti ‘ambien- putare all’incompleto campionamento dei soggetti riproduttori.

Agricoltura 75 43
informazione tecnica

Nel complesso, è stato possibile determinare l’ariete padre nel Conclusioni


58% circa dei casi (tab. 1), Come si può notare, la percentuale I risultati ottenuti hanno consentito innanzitutto di evidenziare
di attribuzione è risultata molto variabile, a seconda degli alle- le grandi potenzialità dell’analisi del DNA per tracciare il prodot-
vamenti, e compresa tra 0% e 100%. to “Agnello Sambucano” e, più in generale, per eseguire studi
In linea generale, nel caso di allevamenti campionati in tutte le finalizzati a caratterizzare e tracciare produzioni zootecniche di
occasioni, sono stati riscontrati livelli di attribuzione più elevati qualità.
nella macellazione del periodo natalizio 2009, presumibilmen- Nel complesso, le tecniche impiegate hanno permesso di inda-
te per il fatto che tali agnelli erano stati concepiti prevalente- gare in modo approfondito in merito all’operato di allevatori e
mente in stalla ed erano, quindi, frutto di accoppiamenti più punti vendita, mettendo in evidenza alcune criticità della filiera e
controllati. Per gli allevamenti con percentuali di attribuzione sottolineando la necessità di interventi mirati alla maggior tutela
molto elevate, i casi di non attribuzione possono trovare giu- del prodotto.
stificazione nel campionamento incompleto degli arieti e nel Infatti, se in molti allevamenti del Consorzio il traguardo della
verificarsi di accoppiamenti non controllati con maschi giovani tracciabilità completa degli agnelli, attraverso l’identificazione
già attivi, ma non ancora caratterizzati geneticamente. per tutti i soggetti dell’ariete padre, risulta molto vicino e facil-
mente raggiungibile, in altri allevamenti la situazione è apparsa
L’autenticità del prodotto: molto più critica.
controlli nei punti vendita Riguardo alle verifiche eseguite nei punti vendita, malgrado una
L’analisi del DNA è stata impiegata anche per verificare l’au- generale attenzione verso il prodotto, sono stati messi in eviden-
tenticità del prodotto reperibile al dettaglio, confrontando il za casi sospetti e possibili comportamenti fraudolenti. Come già
profilo genetico del campione di carne acquistato presso un constatato per altre produzioni, la sola possibilità di effettuare
punto vendita con i profili genetici dei capi destinati al punto un controllo sull’operato dei punti vendita con l’analisi del DNA
vendita medesimo, desunti dalle registrazioni effettuate in fase risulterà un deterrente molto efficace per indurre gli operatori a
di macellazione. un comportamento sempre più corretto o, per contro, a rinun-
A questo scopo, fra Natale 2008 e Pasqua 2010 sono stati ac- ciare alla vendita di determinate produzioni di pregio facilmente
quisiti 62 campioni commercializzati in 33 punti vendita, siti rintracciabili.
nelle province di Torino (20) e Cuneo (13). Tali campionamenti Per il futuro, il campionamento di tutti i possibili riproduttori e
sono stati eseguiti in forma anonima, effettuando un acquisto un maggior potere discriminante del set di marcatori, con l’in-
in veste di normale consumatore e richiedendo espressamente clusione di microsatelliti più informativi, potranno contribuire a
“Agnello Sambucano”. migliorare l’efficienza del sistema proposto per la tracciabilità
Il taglio anatomico acquistato variava a seconda della disponi- della razza Sambucana, offrendo ai responsabili del Consorzio
bilità presso il punto vendita. Questi campioni sono stati tipiz- di tutela uno strumento sempre più efficace a supporto della
zati per gli stessi 13 loci microsatelliti utilizzati nelle precedenti loro attività.
fasi della ricerca.
Il numero di campioni utili all’indagine si è poi ridotto a 45, in
quanto in alcuni casi mancavano, del tutto o in parte, i relativi
contro-campioni prelevati al macello.
L’analisi ha confermato la corrispondenza fra il campione di
carne acquistato al dettaglio e il contro-campione prelevato
alla macellazione nel 69% dei casi, senza differenze fra le due
province considerate.
Le verifiche eseguite hanno pertanto permesso di individuare
nel comportamento di alcuni punti vendita evidenti anomalie.
Quanto riscontrato conferma la necessità di interventi mirati
alla maggior tutela del prodotto.

44 Agricoltura 75
informazione tecnica

Fermentazione malolattica:
studio sui batteri lattici autoctoni
per valorizzare i vini piemontesi
Ricerca Finanziata dalla Regione Piemonte
Maria Carla Cravero, Antonella Costantini, Federica Bonello, Francesca Doria, Enrico Vaudano, Andriana Asproudi,
Luca Chiusano, Emilia Garcia-Moruno - CRA-ENO Centro di Ricerca per l’Enologia, Asti
Daniele Dellavalle - Vignaioli Piemontesi

La fermentazione malolattica (FML) è una disacidificazione con- i ceppi coinvolti saranno gli stessi nelle successive annate ed è
dotta dai batteri lattici che ha luogo nel vino generalmente alla stato osservato che i ceppi di O. oeni cambiano nel corso della
fine della fermentazione alcolica (FA); la reazione principale è la FML (González-Arenzana et al., 2012).
decarbossilazione dell’acido L-malico ad acido L-lattico ed ani- Per tutti questi motivi é dagli anni 1980 che sono in commercio
dride carbonica. Essa non solo stabilizza il vino a livello biologico preparati liofilizzati di batteri lattici selezionati per la FML, che
e ne diminuisce l’acidità, ma determina modificazioni del colore presentano una serie di vantaggi: un miglior controllo del mo-
e dell’aroma, dell’astringenza e della struttura, con effetti posi- mento d’inizio, del decorso della fermentazione e del genere
tivi o negativi a seconda della loro intensità e combinazione. Tali che porta a termine il processo. Infatti, l’inoculo con batteri se-
variazioni dipendono strettamente dalle proprietà ceppo-specifi- lezionati di O. oeni impedisce lo sviluppo di batteri contaminanti
che di Oenococcus oeni, la specie più frequentemente associata appartenenti ai generi Lactobacillus e Pediococcus; questi batteri
a tale processo, il cui metabolismo porta alla formazione di una possono produrre elevate concentrazioni di acido acetico, che
serie di composti secondari, che nel loro insieme contribuiscono altera le qualità organolettiche dei vini, e sostanze indesiderabili
in maniera decisiva alle caratteristiche dei vini. dal punto di vista della salute, come le ammine biogene. Tutta-
In condizioni normali, la FML avviene dopo la FA, ma, a vol- via, la vitalità di questi starters può diminuire in seguito all’ino-
te, può ritardare o non avere luogo a causa della temperatura culo nel vino e non ci sono garanzie che sia il ceppo inoculato a
non adeguata, del pH, del contenuto di SO2 e dell’alcol, della dominare e a realizzare la FML e neppure che le caratteristiche
presenza di batteriofagi o per cause ancora non note. Inoltre, sensoriali dei vini non siano alterate.
quando la FML è spontanea, non si può avere la certezza che Lo scopo del progetto era disporre di alcuni ceppi malolattici au-

Agricoltura 75 45
informazione tecnica

toctoni, in grado di portare a termine la FML senza produzione biotipizzate a livello di ceppo per valutare la variabilità intraspe-
di composti indesiderati ed in grado di valorizzare le particolarità cifica (Reguant et al., 2003). Sono stati condotti saggi per la
organolettiche dei diversi vini del Piemonte. Il progetto è stato valutazione delle caratteristiche tecnologiche dei ceppi in studio,
articolato nelle seguenti fasi: alcoltolleranza e acido tolleranza, capacità fermentativa.
isolamento e caratterizzazione di batteri malolattici autoctoni Sono stati selezionati i 6 ceppi migliori e si sono ricercate le
in cantine del Piemonte; condizioni ottimali per ottenere un’elevata biomassa di O. oeni
selezione dei ceppi migliori da utilizzare come starters in fun- adattati per l’inoculo in cantina.
zione del tipo di vino, in maniera da esaltare l’originalità dei di- Inizialmente sono state condotte fermentazioni in 5 litri di tutti i
versi prodotti ed il legame con il territorio; vini in studio; a fine FML tali vini sono stati sottoposti ad analisi
ottimizzazione delle condizioni di crescita e sviluppo dei bat- chimico-fisiche e sensoriali per confrontarli con i vini in cui la
teri al fine di ottenere un’adatta biomassa all’inoculo in vino; FML si era realizzata in maniera spontanea.
preparazione e conservazione dei ceppi selezionati, che arricchi- Durante la vendemmia 2010 si sono scelti 7 vini – 1 Arneis, 3
ranno la collezione di lieviti e batteri presente presso il CRA-ENO. Nebbiolo, 2 Barbera, 1 Dolcetto – ognuno è stato diviso in due
tesi, rappresentate da due vasche di uguali dimensioni: T (testi-
Materiali e metodi mone) in cui la FML era spontanea, l’altra (IN) era inoculata con
Nel corso della vendemmia 2008 sono stati presi in esame 10 la mix di ceppi selezionati.
campioni di vino in FML, nei quali ovviamente non era stato fatto La valutazione sensoriale dei vini è stata realizzata sempre in
uso di colture starter, vinificati in 6 cantine del Piemonte (Tab 1): doppio con il panel (10-14 assaggiatori) del CRA-ENO. In tutte le
sessioni di assaggio, i vini sono stati presentati identificati con un
Tab. 1 Elenco dei vini e delle aziende oggetto di studio. codice a 3 cifre, con bicchieri ISO. La descrizione dei profili sen-
soriali è stata realizzata con una procedura derivata dalle norme
Azienda Località Vino
UNI-ISO, ampiamente sperimentata (Cravero et al., 2008), che
A Barbaresco Nebbiolo Barbera
prevede la raccolta dei descrittori utilizzando una lista di descrit-
B Treiso Nebbiolo Barbera
tori visivi, olfattivi e gustativi; la scelta dei descrittori sulla base
C Montà Nebbiolo Arneis Chardonnay
delle frequenze di individuazione e la misura dell’intensità dei
D Costigliole Barbera
descrittori, individuati su schede a ruota a scale astrutturate (con
E Barbaresco Grignolino
valore massimo 80 mm). Sulle prove di cantina del terzo anno si
F Barbaresco Dolcetto sono eseguiti i duo-trio test per evidenziare eventuali differenze
tra T ed IN ed i test di preferenza solo nel caso i campioni fossero
Sui campioni di vino è stata monitorata la FML mediante analisi stati discriminati tra loro.
HPLC degli acidi fissi.
Sono stati realizzati controlli chimico-fisici e sensoriali sui vini alla Risultati
fine della FA e alla fine della FML: analisi chimico-fisiche (alcol, Nei vini 2008 si sono isolate 162 colonie batteriche. Dalle PCR
estratto secco, acidità totale e volatile, pH, SO2 libera e tota- specie-specifiche, si è osservato che la specie predominate
le ed alcoli superiori) con i metodi ufficiali CE (G.U. C.E. n. 272 (97%) è Oenococcus oeni; in fig. 1 è mostrato un gel ottenuto
3/10/1990), composti polifenolici, parametri CIE e CIELAB, inten- con questo tipo di tecnica.
sità colorante, tonalità colorante e studio del colore al pH vino Le colonie sono state sottoposte a diversi saggi sia tecnologici
(dAL, dAT, dTAT) con i metodi di Di Stefano et al., (1989), estrazio- che biomolecolari; sulla base dei risultati ottenuti da queste pro-
ne dei composti di fermentazione secondo il metodo Gianotti e Di ve sono stati selezionati i sei ceppi migliori (1, 2, 3, 4, 5, 6). In
Stefano (1991) e successiva determinazione per GC-MS. fig. 2 è mostrata una foto di un O. oeni.
Dai campioni di tutti i vini sono stati realizzati isolamenti dei bat- Dopo aver appurato che la mix di ceppi era in grado di portare
teri lattici. Le colture ottenute sono state caratterizzate a livello a termine la FML in tutte le tipologie di vino in esame, sono
di specie mediante PCR Oenococcus-specifica (Zapparoli et al., state preparate biomasse per inoculare delle vasche su scala di
1998); successivamente le colonie di O. oeni isolate sono state cantina.

46 Agricoltura 75
informazione tecnica

Nei vini inoculati in cantina (3° anno), al termine della FML sono
stati effettuati nuovi isolamenti e nuove biotipizzazioni; dalla
comparazione dei fingerprint ottenuti è risultato quanto segue:
Nebbiolo Cantina A: predominano oltre al ceppo 3, isolato in
questa cantina nella vendemmia 2008, i ceppi 1 e 5.
Nebbiolo Cantina B: predominano oltre ai ceppi 1 e 5, isolati in
questa cantina nella vendemmia 2008, anche il ceppo 3.
I ceppi 1, 3 e 5 erano stati isolati soltanto in Nebbiolo. Questo
risultato suggerisce come questi ceppi si siano adattati partico-
Figura 1. Immagine di un gel elettroforetico relativo all’appartenenza larmente bene alla crescita in questo tipo di vino, indipendente-
e non, di alcuni campioni di isolati batterici, alla specie O. oeni. M =
mente dalle condizioni di cantina.
marker di riferimento; 1-10 = campioni di batteri testati
Barbera Cantina A: predominano i ceppi 4 (isolato in vino Barbe-
ra) e 5, ma nessuno di questi era stato isolato in questa cantina
nella vendemmia 2008.
Barbera Cantina B: predominano i ceppi 3 e 6, che non erano
stati isolati in questa cantina nella vendemmia 2008. In questo
caso i ceppi di O. oeni sembrano adattarsi alle condizioni del
vino, dell’annata e della cantina.
Dolcetto Cantina E: anche se la FML è stata portata a termine,
nessuno dei ceppi inoculati ha predominato. Soltanto il ceppo 2
tra quelli selezionati era presente nel Dolcetto nella vendemmia
2008. Era stato trovato anche in Nebbiolo e Barbera, ma dai
risultati già riportati abbiamo visto che questo ceppo non ha
predominato in nessuno dei vini testati. Sembra un ceppo carat-
teristico degli stadi intermedi della FML.
Figura 2. Osservazione di O. oeni al microscopio ottico
Arneis Cantina C: predomina il ceppo 3, che era stato isolato in

Figura 3. Profili sensoriali ottenuti da vino Barbera: A) FML spontanea; B) FML condotta dai ceppi selezionati in questo studio.

Agricoltura 75 47
informazione tecnica

vino Nebbiolo in questa cantina ed anche nella cantina A nella


vendemmia 2008. Da sottolineare che nel caso di questo vino
non è partita la fermentazione spontanea nella vasca T, mentre
ha avuto luogo nella vasca inoculata con i ceppi selezionati in
questo lavoro (IN).
Il ceppo 3 sembra particolarmente interessante in quanto è riu-
scito a predominare in vino Nebbiolo, Barbera ed Arneis.
I profili sensoriali dei vini dopo FML hanno subito notevoli modi-
ficazioni del colore, dell’odore e del gusto. In genere, dopo FML
si è verificata una diminuzione dei profumi fiorali ed un aumento
degli odori di marmellata e prugna essiccata. A livello sensoriale
prove in piccola scala hanno evidenziato, per alcuni campioni,
differenze notevoli tra la FML spontanea e con batteri seleziona-
ti. La fig. 3 mostra una comparazione in vino Barbera tra i profili
sensoriali ottenuti da FML spontanea e da FML svolta dai batteri
selezionati; si evidenzia come i batteri selezionati apportino una
maggiore intensità delle note fruttate e speziate al vino.
I vini inoculati con i ceppi selezionati nel complesso sono stati
preferiti o considerati non diversi dalla tesi T.

Conclusioni
In questo lavoro, confermando i risultati ottenuti da altri autori,
è stata osservata la grande variabilità genetica che si riscontra
in O. oeni, ma si è anche evidenziata una predominanza di al-
cuni genotipi in campioni provenienti da diverse cantine. Esiste,
quindi, una distribuzione geografica dei ceppi di O. oeni che
crescono spontaneamente nel vino.
I risultati dell’analisi sensoriale dimostrano che l’inoculo con i
ceppi selezionati mantiene inalterata la tipicità dei vini.
In questo studio si conferma che l’inoculo di una mix di ceppi è
una garanzia di successo per la FML, in quanto dà la possibilità
che almeno un ceppo si adatti a variazioni del vino in diverse
annate.
Sviluppi futuri potrebbero riguardare la selezione di ceppi spe-
cifici per vino Dolcetto e per i vini bianchi e l’approfondimento
delle cause della mancata o difficile realizzazione della FML in
alcuni casi non spiegabile con le attuali conoscenze.
Si può concludere che i batteri autoctoni selezionati possono
essere, quindi, una valida alternativa agli starter commerciali
nell’induzione della FML, non andando a stravolgere le carat-
teristiche tipiche del vino e della zona di appartenenza, ma nel
contempo assicurando la presenza esclusiva di batteri positivi,
che non apportino eventuali difetti al vino e rafforzino il legame
con il territorio.

48 Agricoltura 75
uno sguardo sull'europa
a cura di Andrea Marelli

Commercio: accordo UE-USA ristorazione (14%) e rivenditori (5%). Il testo spiega che se l’Ue
sui prodotti biologici non correrà ai ripari, nel 2020 gli sprechi saliranno del 40%, ossia
L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno annunciato che a partire a 126 milioni di tonnellate. Quando uno dei problemi per il futu-
dal 1° giugno 2012 i prodotti biologici certificati nell’UE o negli ro sarà l’aumento della domanda di cibo che supererà l’offerta,
Stati Uniti possono essere venduti come prodotti biologici nei ri- combattere lo spreco è dunque una questione etica, economica e
spettivi territori. Il partenariato tra i due maggiori produttori del sociale, con grandi implicazioni per l’ambiente. Per sensibilizzare i
mondo costituirà una solida base per la promozione dell’agricol- consumatori gli eurodeputati chiedono che il 2014 sia dichiarato
tura biologica e favorirà l’occupazione e le imprese su scala mon- “Anno europeo contro gli sprechi alimentari”.
diale, in un settore che negli Stati Uniti e nell’Unione europea ha
un valore di circa 40 miliardi di euro ed è in continua espansione. Pesticidi negli alimenti:
In precedenza, per commercializzare la rispettiva produzione sulle i residui sono nei limiti
due sponde dell’Atlantico, i coltivatori e le imprese dovevano otte- L’Unità pesticidi dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare,
nere certificazioni distinte attestanti il rispetto delle due normative con sede a Parma, ha stilato una nuova relazione sui residui di pe-
con un duplice onere di spese, ispezioni e pratiche. Per giungere sticidi rilevati all’interno o sulla superficie di alimenti e mangimi
all’accordo, le due parti hanno condotto approfonditi controlli in nell’Ue (27 Paesi, più Islanda e Norvegia) nel 2009, analizzando
loco al fine di garantire la compatibilità della regolamentazione, quasi 68 mila campioni di prodotti alimentari e accertando la pre-
delle misure di controllo della qualità, dei requisiti in materia di senza di 834 distinti pesticidi. Oltre il 97% dei campioni di alimenti
certificazione e delle norme di etichettatura da essi adottati. analizzati rientra nei limiti di legge consentiti per i residui dei pesti-
cidi e, rispetto al 2006, il superamento è sceso dal 4,4% all’1,4%.
Accordo UE-Marocco Le percentuali di superamento più basse sono relative ai prodotti
sui prodotti agricoli e ittici alimentari di origine animale (0,3%). Quelle più elevate sono sta-
L’accordo commerciale con il Marocco, che ha ricevuto il via libera te trovate nell’uva da tavola (2,8%), nei peperoni (1,8%), nelle
dal Parlamento con 369 voti a favore, 225 contrari e 31 astensioni, melanzane (1,7%), nei piselli (1%), nel grano (0,8%), nel burro
prevede l’aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti (0,6%). In tutto, su verdura e ortaggi sono stati rinvenuti residui
agricoli e ittici e rappresenta una tappa verso un accordo di libero in quantità misurabili di 338 diversi pesticidi, 319 per la frutta e le
scambio. L’accordo eliminerà immediatamente il 55% delle tariffe noci; 93 nei cereali.
doganali sui prodotti agricoli e di pesca marocchini (dal 33% at-
tuale) e il 70% delle tariffe sui prodotti agricoli e di pesca dell’UE I 50 anni della PAC
in 10 anni (rispetto all´1% attuale).Una minoranza significativa di Con lo slogan “Una partnership
deputati si è opposta all’approvazione dell’accordo per gli effetti tra l’Europa e gli Agricoltori”, la
negativi sui piccoli agricoltori europei e per le condizioni precarie Commissione ha lanciato la cam-
di lavoro e ambientali in Marocco. L’aula ha quindi anche adottato pagna CAP@50, volta a celebra-
una risoluzione che esprime preoccupazioni legate alle possibilità re il cinquantesimo anniversario
di frodi e di violazioni delle norme previste dal testo. della politica agricola comune. “Il 2012 è un anno importante per
guardare avanti verso una nuova riforma della PAC”, ha dichiarato
L’Europarlamento Dacian Cioloş, Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale.
contro lo spreco alimentare “Nel 1962 gli europei erano per lo più preoccupati di procurar-
L’Europarlamento chiede alla Commissione di adottare misure ur- si un’alimentazione sufficiente. Oggi sono emerse anche nuove
genti per dimezzare, entro il 2025, lo spreco alimentare nell’Ue, questioni, quali i cambiamenti climatici e l’impiego sostenibile delle
dove ogni anno si gettano 89 milioni di tonnellate di cibo anco- risorse naturali. Questa campagna vuole contribuire a riflettere su
ra commestibile, mentre 79 milioni di cittadini vivono al di sotto tale evoluzione”.
della soglia di povertà e 16 milioni di persone dipendono dagli
aiuti alimentari. La responsabilità del cibo sprecato è da imputare i
http://ec.europa.eu/agriculture/50-years-of-cap/index_it.htm
in primo luogo alle famiglie (42%), seguite da produttori (39%),

Agricoltura 75 49
pubblicazioni

Macchine agricole questa pubblicazione monografica, proporre un percorso appro-


usate: prosegue fondito e aggiornato, a 360 gradi, nel mondo della vite e del vino,
la collana per dare conto dei cambiamenti importanti degli ultimi anni e delle
L’evoluzione delle normative sulla sicu- prospettive che ci attendono. Un volume utile per gli addetti ai lavo-
rezza delle macchine agricole è un tema ri e di possibile interesse per i consumatori più attenti e appassiona-
che negli ultimi anni ha acquisito un’im- ti. La versione inglese permetterà di diffondere gli stessi contenuti
portanza fondamentale per la proget- al pubblico dei turisti e dei visitatori stranieri.
tazione, la costruzione e la immissione
i
sul mercato delle attrezzature agricole. E’ possibile richiedere la pubblicazione, sia nella versione italiana, che
nella versione inglese (due volumi distinti) alla redazione “Quaderni
La Regione Piemonte, il CNR-Imamoter
dell’Agricoltura”, corso Stati Uniti 21, 10128 Torino – tel. 011/4324722
e ASL, presentano la collana “macchine agricole usate” con lo scopo o quaderni.agricoltura@regione.piemonte.it
di fornire alle aziende produttrici, ai rivenditori e agli utilizzatori stessi
le informazioni fondamentali per la verifica e l’adeguamento delle
macchine agricole usate ai requisiti di sicurezza vigenti. Quaderni dell’Università
Sono stati finora realizzati tre volumi: sul comparto vitivinicolo
Volume 1 - Macchine per la lavorazione del terreno L’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Economia e In-
Volume 2 - Macchine per attività zootecniche gegneria agraria, forestale e ambientale (DEIAFA) ha realizzato due
Volume 3 – Macchine per concimazione e semina pubblicazioni sul comparto vitivinicolo che rappresentano uno dei
i risultati del progetto di ricerca triennale “strategie di miglioramento
Si possono richiedere copie cartacee a:
della commercializzazione dei vini piemontesi tramite vendita diretta
quaderni.agricoltura@regione.piemonte.it
Tutte le pubblicazioni sono scaricabili alla pagina: in alcune aree del Piemonte a forte vocazione enoturistica”, finan-
www.regione.piemonte.it/cgi-bin/agri/pubblicazioni/pub/index.cgi ziato dalla Regione Piemonte – Assessorato Agricoltura e coordinato
La ristampa del volume 2 e il volume 3 sono disponibili a partire da
metà aprile. dal prof. Luigi Castellani e dalla dott.ssa Simonetta Mazzarino, con
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in Langhe, Roero e Monferrato” affronta un fenomeno importan-
Piedmont – where te per il nostro territorio, attraverso interviste ad aziende, enoteche,
quality is wine cantine sociali, per cogliere gli orientamenti degli acquirenti di vino
E’ disponibile la versione in inglese del sia italiani che stranieri.
volume “Piemonte – dove la qualità è “Vendita diretta e all’ingrosso in imprese vitivinicole individuali e co-
vino”, realizzato nella versione italiana operative di Langhe, Roero e Monferrato” è il titolo di un secondo
a novembre 2011. Il settore vitivinicolo Quaderno che analizza il ruolo e la redditività legati alla vendita diret-
è profondamente cambiato in questi ta del vino nel sud Piemonte, un canale commerciale molto sviluppa-
ultimi anni: dal profilo legislativo, che to, sul quale è possibile definire meglio strategie e tendenze.
vede la riforma della legge 164/92 e
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l’adeguamento al nuovo assetto della Alcune copie dei volumi, fino a esaurimento, possono essere richieste a “Qua-
normativa comunitaria; all’introduzione di nuovi strumenti informa- derni dell’Agricoltura”, corso Stati Uniti 21, 10128 Torino – tel. 011/4324722
o quaderni.agricoltura@regione.piemonte.it
tici nella gestione dei rilevamenti, delle misurazioni di superficie, de-
gli schedari; dalle nuove strategie nel campo della promozione; alle
politiche di sostegno nell’ambito dello sviluppo rurale e dell’orga-
nizzazione comune di mercato; alle tecniche sempre più sofisticate,
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rendere il prodotto, in vigneto e in cantina, più qualificato e in linea
con le tendenze di mercato. La Regione Piemonte ha inteso, con

50 Agricoltura 75
Quaderni della Regione Piemonte
AGRICOLTURA 76
Collana di informazione socio-economica per gli agricoltori
Diffusione gratuita ad aziende agricole, tecnici, organizzazioni professionali, sindacali e cooperativistiche, associazioni di produttori, operatori dell’informazione, amministratori
pubblici, istituti universitari e scolastici.

Redazione presso:
Regione Piemonte
C.so Stati Uniti, 21 - 10128 Torino
Tel. 011 – 4324722 - Fax 011 - 537726
Indirizzo Internet: www.regione.piemonte.it/agri
e-mail: quaderni.agricoltura@regione.piemonte.it
Direttore Responsabile
Luciano Conterno
Vice Direttore
Valentina Archimede
Segreteria
Ester Lavina
Stampa: Stamperia Artistica Nazionale S.p.a. - Trofarello (TO)
Progetto grafico e impaginazione: Carism srl
Tiratura: 60.000 copie
Chiusura in tipografia: Marzo 2012
Hanno collaborato a questo numero
Per i testi:
Paolo Aceto, Valentina Archimede, Andriana Asproudi, Cristina Bagnasco, Monica Bassanino, Federica Bonello, Antonio Brignone, Luca Chiusano, Stefania Convertini,
Antonella Costantini, Maria Carla Cravero, Daniele Dellavalle, Daniele Demaria, Carlo Di Bisceglie, Liliana Di Stasio, Francesca Doria, Carlo Ferrero, Edoardo Fontanella, Alberto
Franchino, Riccardo Garaffi, Emilia Garcia-Moruno, Maria Cristina Garofalo, Paolo Giacomelli, Caterina Gilardi, Andrea Marelli, Marco Pasteris, Mario Perosino, Piergiovanni
Piatti, Andrea Pilati, Roberta Pons, Giancarlo Prina Pera, Rita Saroglia, Giovanni Scanabissi, Germano Tosin, Enrico Vaudano, Leandro Verduci, Marco Visca, Salvatore Vullo.

Per le immagini:
archivio Regione Piemonte, archivio Settore Fitosanitario, archivio Coldiretti, Capac, CRA-ENO, Università di Torino, Lella Bassignana, Marco Batazzi, Claudio Diatto, Giancarlo
Prina Pera.
Registrazione del Tribunale di Torino, n. 4184 del 5 Maggio 1990
Spedizione in abbonamento postale, PT/Magazine NAZ/205/2008
Attività di informazione realizzata nell’ambito del piano di comunicazione del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 (Reg. CE n. 1698/2005 e Reg. CE n. 1974/2006)

Agricoltura è prodotta e stampata rispettando l’ambiente.

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ISSN 1972 - 9405