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IDRONICA BASE

NOZIONI BASE
PRESSIONE

La pressione misura la forza su una determinata superficie

F L’unità di misura nel Sistema Internazionale


(SI) è il Newton su metro quadro N/m2 e
corrisponde al Pascal (Pa)

CONVERSIONE

100.000 Pa = 1 bar 100.000 Pa = 750,06 mmHg


100.000 Pa = 0,98692 atm 100.000 Pa = 10.207 mmH20

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NOZIONI BASE
FLUSSO
E’ il volume di fluido che
attraversa una superficie
nell’unita’ di tempo, in molti
casi viene chiamato portata. A
seconda del tipo di flusso si
usano diverse unità di misura

PORTATA

  v* A
m La portata di massa si calcola come la velocità per
l’area attraversata (si esprime in m3/s)
CONVERSIONE
1 m3/s = 2188,89 cfm 1 m3/s = 1000 l/s

1 m3/s = 3600 m3/h


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NOZIONI BASE
ALTRE CONVERSIONI
POTENZA
1kW = 3413 Btu/h 1kW = 860 frig/h 1ton = 12.000 btu/h

LUNGHEZZA

1ft = 0,3048 m
1” = 25,4 cm

ENERGIA

1 Btu = 1055,056 J 1 cal = 4,1868 J

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NOZIONI BASE
FORMULA PER IL CALCOLO DELLA POTENZA FRIGORIFERA DATA
DA UNA CERTA PORTATA D’ACQUA SOTTOPOSTA AD UN
DETERMINATO SALTO TERMICO

m [l / s] * T [C ]
P[kW ] 
0,239

P[kcal / h]  m
 [l / h] * T [C ]
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NOZIONI BASE

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NOZIONI BASE

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NOZIONI BASE

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NOZIONI BASE

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NOZIONI BASE

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NOZIONI BASE

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NOZIONI BASE

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IMPIANTO IDRONICO

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IMPIANTO IDRONICO
IMPIANTO A RITORNO DIRETTO:

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IMPIANTO IDRONICO
IMPIANTO A RITORNO INVERSO:

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IMPIANTO IDRONICO
IMPIANTO A COLLETTORI:

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CHILLER - CALDAIA
Cuore dell’impianto:

serve a riscaldare (caldaia) o


raffreddare (chiller) l’acqua che poi
servirà le varie utenze.

Per selezionare la caldaia o il chiller


serve conoscere la potenza massima
richiesta, la potenza minima richiesta
e le temperature di funzionamento.

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CHILLER
SI DISTINGUONO PER SISTEMA DI CONDENSAZIONE

CONDENSATI AD ARIA

CONDENSATI AD ACQUA

EVAPORATIVI

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CHILLER
SI DISTINGUONO PER SISTEMA DI CONDENSAZIONE

CONDENSATI AD ARIA

CONDENSATI AD ACQUA

EVAPORATIVI

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CHILLER
SI DISTINGUONO PER SISTEMA DI CONDENSAZIONE

CONDENSATI AD ARIA

CONDENSATI AD ACQUA

EVAPORATIVI

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CHILLER
COMPONENTI DI UN CHILLER:

COMPRESSORE

CONDENSATORE (AD ARIA, AD ACQUA, A PIASTRE, EVAPORATIVI…)

VALVOLA DI ESPANSIONE (CAPILLARE, TERMOSTATICA, ELETTRONICA)

EVAPORATORE (PIASTRE, FASCIO TUBIERO, TUBI CONCENTRICI..)

SICUREZZE (PRESSOSTATI, VALVOLE DI SICUREZZA, KLIXON…)

VARIE (FILTRI, COMPONENTI ELETTRONICI, GRUPPO IDRAULICO…)

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CHILLER
PER FUNZIONARE L’IMPIANTO RICHIEDE CHE SIA GARANTITA
UNA MINIMA PORTATA D’ACQUA

UN FLUSSO ECCESSIVO D’ACQUA


NELL’EVAPORATORE PUO’ CAUSARE
VIBRAZIONI, EROSIONI, RUMORI.

UN FLUSSO TROPPO BASSO INVECE PUO’


CAUSARE UN CATTIVO SCAMBIO TERMICO,
PERDITA DI EFFICIENZA E POSSIBILI
GHIACCIAMENTI.

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CHILLER
PER FUNZIONARE EFFICIENTEMENTE L’IMPIANTO RICHIEDE
CHE SIA GARANTITA UNA DETERMINATA PORTATA D’ACQUA

I PRODUTTORI DI CHILLER FORNISCONO LE


TABELLE DI RESA DELLE MACCHINE IN BASE
ALLA TEMPERATURA IN USCITA DELL’ACQUA E AL
SALTO TERMICO DELL’ACQUA ALL’INTERNO
DELL’EVAPORATORE.

IN BASE A TALI DATI SI RICAVA QUAL’E’ LA


PORTATA DA FORNIRE AL CHILLER

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TERMINALI
Viene definito terminale qualsiasi

scambiatore abbia il compito di

trasferire calore tra l’ ambiente e il

circuito idronico secondario (fan

coil, UTA, cassette, termosifoni).

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TUBAZIONI
Posso essere di materiale vario,
ferro, acciaio, rame, materiale
plastico o multistrato.
Devono essere dimensionate in
base alla portata d’acqua dei vari
componenti e in modo da tenere la
velocità del fluido a valori corretti.

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DILATAZIONE TERMICA
Le dimensioni di un corpo aumentano o diminuiscono a
variare della sua temperatura

E’ importante tenere sotto controllo le dilatazioni


termiche lineari dei tubi che trasportano fluidi ad
alta temperatura.

L’acqua aumenta il proprio volume man mano


che la temperatura si discosta dai 4°C, per cui è
sempre necessario prevedere dei vasi di
espansione per compensare le dilatazioni
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DILATAZIONE TERMICA
Negli impianti “limitati” la dilatazione è assorbita
dall’elasticità naturale dell’impianto stesso

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DILATAZIONE TERMICA
Negli impianti a grande sviluppo serve inserire dei
compensatori che possono essere naturali (curve dei tubi) o
artificiali (a soffietto, a telescopio, a tubo flessibile)

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ISOLANTI PER TUBAZIONI
Un buon materiale isolante deve avere le seguenti proprietà:
Basso coefficiente di conducibilità;
Comportamento al fuoco conforme alle norme di sicurezza
Inorganicità
Non aggressività chimica
Basso calore specifico
Durata
Facilità di posa in opera.

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VALVOLE
Le valvole hanno il
compito di regolare,
bilanciare o chiudere
una parte del circuito
idraulico

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ALTRO
STRUMENTI DI MISURA
SFIATI

FILTRI

TORRI EVAPORATIVE
INERZIE TERMICHE

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POMPE E CIRCOLATORI
Qualora si utilizzi un refrigeratore sprovvisto di
modulo idraulico è necessario tenere in stretta
considerazione la portata idrica e la prevalenza
richieste dal sistema per dimensionare
correttamente i circolatori.
Anche in presenza di modulo idraulico è
opportuno verificare la sufficiente portata della
pompa.

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POMPE E CIRCOLATORI
PREVALENZA
La prevalenza di una pompa è l’incremento di
energia che la pompa è in grado di cedere
alla massa di liquido tra l’ra l’ingresso e
l’uscita della pompa.
Viene di solito espressa, come la pressione, in
bar, in kPa o in metri di colonna d’acqua e fa
riferimento alla formula:

pu  pi cu  ci
2 2
H  zu  zi  
g 2g
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POMPE E CIRCOLATORI
Girante: con la sua rotazione
crea le condizioni per il moto
del fluido

Chiocciola: raccoglie l’acqua


proveniente dalle varie pale
della girante.

Diffusore: trasforma l’energia


cinetica in energia di pressione

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POMPE E CIRCOLATORI
Elettropompe: il motore elettrico
è esterno al corpo pompa.

Il motore elettrico è collegato alla


girante per mezzo di un albero di
trasmissione. La tenuta idraulica
fra l’albero e il corpo della pompa
è assicurata da appositi supporti
meccanici o da premistoppa.

Queste pompe lavorano in un


ampio campo di prevalenze e
portate.
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POMPE E CIRCOLATORI
Circolatori: il motore viene
alloggiato nel corpo della
pompa.

Il motore dei circolatori è


spesso ad avvolgimento
multiplo e quindi queste
pompe possono funzionare a
diverse velocità.

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POMPE E CIRCOLATORI
Per stabilire il funzionamento di una pompa bisogna
conoscerne la portata e la prevalenza.

Queste due grandezze sono in relazione tra loro e vengono


rappresentate su diagrammi chiamati “curve caratteristiche”.

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CARATTERISTICA DI UNA ELETTROPOMPA

Le varie curve disegnate


dipendono dal numero di
giri del motore.

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POMPE IN SERIE
Stessa portata
Prevalenza sommata

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POMPE IN PARALLELO

Stessa prevalenza
Portata sommata
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RENDIMENTO DI UNA POMPA
E’ il rapporto fra la potenza resa dalla pompa e la potenza da
essa assorbita.

E’ possibile
individuare
la zona in cui la
pompa funziona
in condizioni
ottimali.

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NPSH
Net Positive Suction Head

Pressione minima che deve essere garantita, all’ingresso


della pompa, per evitare fenomeni di cavitazione.

I fenomeni di cavitazione sono causa di elevata rumorosità e


possono provocare anche la rottura delle giranti.

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POMPA - IMPIANTO
Il punto di funzionamento di una pompa applicata ad un
impianto è dato dalla intersezione tra la curva caratteristica
della pompa e la curva di resistenza dell’impianto.

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LIQUIDI ANTIGELO
liquidi che, aggiunti all’acqua, possono abbassarne
sensibilmente il punto di congelamento.

MAGGIORAZIONE IN % PERDITE DI CARICO

CONCENTRAZIONE
TEMPERATURA DI
VOLUMETRICA DI TUBI RAME E PLASTICA TUBI IN ACCIAIO
PROTEZIONE °C
GLICOLE ETILENICO
15% -5 1,08 1,06
20% -8 1,11 1,08
25% -12 1,15 1,1
30% -15 1,19 1,12
35% -20 1,23 1,14
40% -25 1,26 1,16
45% -30 1,3 1,18

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PERDITE DI CARICO

Sono le perdite di carico (o di pressione) che un fluido, in moto


attraverso un condotto, subisce a causa delle resistenze
continue; a causa degli attriti dovuti alla rugosità del condotto.
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PERDITE DI CARICO CONTINUE
Sono le perdite di carico
nei tratti di tubo
rettilinei.
Si possono calcolare
tramite formule oppure si
ricavano da diagrammi.

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PERDITE DI CARICO LOCALIZZATE
Sono le perdite di carico
date dalle curve,
confluenze, diramazioni
o da tutti i componenti
presenti nell’impianto
che danno una
resistenza specifica al
passaggio dell’acqua. Si possono calcolare tramite formule
oppure si ricavano da diagrammi.
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PERDITE DI CARICO TOTALI
Sono le perdite di carico (o pressione) che un fluido, in
moto attraverso un condotto, subisce a causa delle
resistenze continue e localizzate.

Il valore così ottenuto dipende da parametri variabili come:


il diametro delle tubazioni
la viscosità
la rugosità
la messa in opera
lo sviluppo della rete di distribuzione

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PORTATA DI BILANCIAMENTO
E’ la nuova portata che si ottiene variando la prevalenza
applicata ad un circuito.
La portata di bilanciamento si può calcolare, con buona
approssimazione, mediante la formula:
0, 525
 H1 
Q1  Q   
H
Q1 = portata di bilanciamento (nuova portata)
H1 = nuova prevalenza del circuito
Q = portata del circuito da bilanciare
H = prevalenza del circuito da bilanciare
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VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
VALVOLE A SARACINESCA

Queste valvole intercettano i fluidi mediante un otturatore


a forma di cuneo che scorre in apposite guide come una
saracinesca.
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VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
VALVOLE A SFERA
Queste valvole intercettano i fluidi mediante un otturatore
tronco-conico a foro passante.
L’azione di apertura e di chiusura si ottiene ruotando
l’otturatore di un quarto di giro.

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VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
VALVOLE A FARFALLA

Sono valvole che intercettano i fluidi mediante un


otturatore a disco di forma lenticolare.
L’azione di apertura e di chiusura si ottiene ruotando
l’otturatore di un quarto di giro.

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VALVOLE DI RITEGNO
VALVOLE A BATTENTE O A CLAPET

Sono caratterizzate dall’avere un


otturatore a battente (o a clapet)
incernierato al corpo valvola.
Il flusso normale mantiene aperto
il battente, mentre il suo peso e il
contro-flusso lo mandano in
chiusura.

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VINCOLI DEI TUBI
Sono dispositivi meccanici che servono ad equilibrare le forze
che normalmente agiscono sulle reti di distribuzione.

Forze di natura statica sono il peso proprio dei tubi, il peso del
fluido in essi contenuto e il peso di eventuali apparecchiature e
accessori
Forze di natura dinamica sono, invece, quelle che derivano dalle
dilatazioni termiche dei tubi.

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PUNTI FISSI
Sono vincoli che bloccano le tubazioni in modo da
impedire qualsiasi movimento.

55
GUIDE
Sono vincoli che consentono alle tubazioni di
muoversi solamente lungo una direzione prefissata.

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APPOGGI E SOSTEGNI
Sono vincoli che lasciano alle tubazioni la possibilità di
muoversi assialmente e lateralmente.

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IMPIANTI A COLLETORI
Sono costituiti principalmente da:
Chiller o caldaia,
Rete principale con relative derivazioni,
Collettori,
Circuiti interni,
Terminali di climatizzazione.

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IMPIANTI A COLLETORI
VANTAGGI

1. Possibilità di realizzare impianti a zone.


2. Facile posa in opera dei tubi.
3. Elevata resa termica dei corpi scaldanti.
4. Buon funzionamento delle valvole termostatiche.
5. Uniformità nella messa a regime dei corpi scaldanti e nel
mantenimento della temperatura ambiente.

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IMPIANTI A COLLETORI
SVANTAGGI

1. L'esigenza di dover realizzare circuiti indipendenti per

ogni terminale.

2. Il maggior impegno richiesto per l'assistenza muraria.

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COLLETTORI
Disporre i collettori in zona
baricentrica rispetto ai terminali da
servire

Il collettore deve essere posta in una


posizione che permetta interventi di
ispezione, manutenzione e
riparazione
Le cassette dei collettori devono
avere aperture di ventilazione se al
loro interno ci sono componenti
sensibili alle alte temperature
(sonde, valvole elettrotrermiche)
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COLLETTORI
CIRCUITI INTERNI

Fare in modo da avere i percorsi dei tubi che non


interferiscano con quelli delle tubazioni sanitarie

Cercare di far passare i tubi dove sono previste le porte

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DIMENSIONAMENTO
PASSI FONDAMENTALI

CALCOLO DEI CARICHI TERMICI

SCELTA DEL TIPO DI IMPIANTO

SCELTA DEI COMPONENTI FONDAMENTALI DI IMPIANTO

DIMENSIONAMENTO DI TUTTTI GLI ALTRI COMPONENTI

VERIFICA E CORREZIONE

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SCELTA DEI COMPONENTI FONDAMENTALI
UNITA’ TERMINALI

I ventilconvettori sono terminali che cedono o sottraggono


calore all’ambiente per convezione forzata. Sono costituiti
essenzialmente da:
una o due batterie alettate di scambio termico,
uno o due ventilatori centrifughi o tangenziali,
un filtro dell’aria,
una bacinella di raccolta condensa,
un involucro di contenimento.

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SCELTA DEI COMPONENTI FONDAMENTALI
UNITA’ TERMINALI

Una corretta scelta di questi corpi scaldanti, richiede

l’esame dei seguenti fattori:

potenza termica e portata d’aria dei ventilconvettori,

capacità di deumidificazione,

temperatura di uscita dell’aria,

livello sonoro.
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SCELTA DEI COMPONENTI FONDAMENTALI
UNITA’ TERMINALI
1

0,9

0,8

Re 0,7

0,6

0,5

0,4
40% 45% 50% 55% 60% 65% 70%
U.R.

5°C min 5°C med 5°C max 7°C min 7°C med
7°C max 10°C min 10°C med 10°C max
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SCELTA DEI COMPONENTI FONDAMENTALI
UNITA’ TERMINALI

ATTENZIONE:
Ilocali medio o grandi è bene suddividere la potenza totale
su più fancoil;
Se a pavimento è consigliabile installare i fan coil sotto le
finestre;
In fase di riscaldamento è bene che la temperatura di
uscita aria non superi i 50°C

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SCELTA DEI COMPONENTI FONDAMENTALI
CHILLER

La scelta del chiller dipende dal carico massimo e minimo che


deve fornire all’impianto.

E’ importante rispettare la portata minima e massima


indicate dal costruttore in modo da evitare rumori, erosioni o
ghiacciamenti.

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DIMENSIONAMENTO
CIRCUITO IDRAULICO SEMPLICE

1. Si dimensiona l’ultimo circuito secondario in base alla portata richiesta

2. Si dimensionano gli ultimi tronchi del circuito principale

3. Si dimensiona il penultimo circuito secondario in base alla portata

richiesta

4. Si dimensionano i penultimi tronchi del circuito principale

5. Si dimensionano gli altri circuiti secondari e gli altri tronchi del circuito

principale:

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VALVOLE DI TARATURA
L’otturatore deve essere in grado

di assicurare un flusso regolare e

uniforme

Lo stelo deve avere riferimenti di

lettura atti a consentire un preciso

posizionamento e controllo

dell’otturatore.

Le prese di pressione devono

essere poste in zone a bassa

turbolenza
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AUTOFLOW
Tale regolatore - mosso dalla
spinta del fluido e dalla
controspinta di una molla a
spirale - deve assicurare
automaticamente portate
pressoché costanti entro un
ampio campo di pressioni
differenziali

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VALVOLE DI SOVRAPRESSIONE
Sono valvole che consentono di

realizzare by-pass atti ad

impedire che la pressione

differenziale fra due punti di

un circuito superi un

determinato valore

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SCELTA DELLA POMPA
La scelta di una elettropompa deve essere fatta in modo
che il suo punto di lavoro risulti:
1. vicino al punto di funzionamento teorico del circuito;
2. interno alla zona di rendimento ottimale della pompa
stessa.

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SCELTA DELLA POMPA
E’ necessario prevedere la messa in opera delle elettropompe con:

valvole di intercettazione

giunti antivibranti (solo per pompe medio-grandi)

manometri, da installare prima e dopo ogni pompa:

una diminuzione della pressione differenziale segnala che la

girante è logora o che i passaggi tra le palette sono ostruiti

l'oscillazione degli indici è generalmente segno della presenza

di aria nell'impianto.
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ALTRI ACCESSORI DI IMPIANTO
VASO DI ESPANSIONE

L’acqua espande secondo la formula:

V = V0x(e-e0)

Dove:

V0 è il volume a 4°C

e-e0 sono i coefficienti di espansione

alle temperature iniziale e finale per

l’acqua.
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ALTRI ACCESSORI DI IMPIANTO
VASO DI ESPANSIONE
A membrana
Autopressurizzati
Pressurizzati
Per i vasi di espansione a membrana le norme ISPESL
prevedono l’uso della seguente formula:
VV = volume del vaso di espansione, l
V0 = contenuto di acqua dell’impianto, l

V0  e  e0 
e = coef. di espansione dell’acqua alla temp.
finale,
VV 
1  Pl / PF 
e0 = coef. di espansione dell’acqua alla
temp. iniziale,
PI = pressione assoluta di carica del vaso, bar
PF = pressione assoluta max di esercizio
riferita al vaso, bar
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ALTRI ACCESSORI DI IMPIANTO
ACCUMULI VOLANI TERMICI
Servono a fornire caldo o Servono a limitare il numero di
freddo a caldaia o chiller spunti del compressore e si
spento oppure per gestire i calcolano valutando la quantità
picchi di richiesta termica minima di acqua per l’impianto

ad acqua Litri impianto = 50 x P[kW]


a menbrana
a labirinto La formula è per chiller con
a celle 1,5°C di isteresi sull’accensione
a ghiaccio del compressore e con al
a serpentina sommersa massimo 5 spunti all’ora
a sfere
turbo
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ALTRI ACCESSORI DI IMPIANTO
E’ opportuno rivestire tutte le tubazioni e tutti i
componenti che contengono acqua con materiali termo-
isolanti, in modo da evitare formazioni di condensa e
inutili scambi termici indesiderati.

E’ obbligatorio interporre tra il gruppo


frigorifero e le tubazioni dei giunti elastici
per evitare la propagazione delle
vibrazioni e la conseguente rottura delle
tubazioni. Installare inoltre il gruppo su
supporti antivibranti.
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ALTRI ACCESSORI DI IMPIANTO
Tutti i componenti elettrici del sistema devono
essere adeguatamente protetti da interruttori
magnetotermici dimensionati in base
all’assorbimento del componente specifico.

I cablaggi elettrici devono essere dimensionati


anch’essi in base all’ assorbimento del componente
che collegano.
Nel caso si effettuino collegamenti di pannelli di
controllo remoti, è opportuno utilizzare cavi di
sezione adatta e schermati, evitando di farli passare
dentro guaine contenenti cablaggi di alta tensione. 79
PREPARAZIONE IMPIANTO
Una volta terminati i lavori di assemblaggio
del circuito idronico è opportuno mettere
sotto pressione le tubazioni per verificare
che non ci siano perdite.

Riempire quindi il circuito di acqua ad una


pressione di 4 bar.

Verificare sul manometro che la pressione


rimanga invariata per il maggior tempo
possibile.
80
PREPARAZIONE IMPIANTO
Prima di procedere all’avviamento di un circuito
frigorifero è opportuno accendere tutti i circolatori
e aprire le valvole di sfiato aria per eliminare
eventuali bolle rimaste dentro le tubazioni.

In caso si abbia a che fare con terminali dotati di


valvole deviatrici, è opportuna fare circolare il
fluido sia a terminali disattivati sia a terminali
accesi.
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IMPIANTI A PORTATA COSTANTE
VALVOLE A DUE VIE
ON - OFF MODULANTI
La valvola chiude Man mano che la
quando viene raggiunta temperatura in ambiente si
la temperatura in avvicina a quella impostata
ambiente, riapre la valvola chiude
quando c’è di nuovo parzialmente il passaggio
richiesta dall’ambiente. all’acqua in modo da
diminuire la potenza del
terminale
82
IMPIANTI A PORTATA COSTANTE
VALVOLE A DUE VIE

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IMPIANTI A PORTATA COSTANTE
VALVOLE A DUE VIE: ATTENZIONE!

Negli impianti piccolI l’incremento delle pressioni


differenziali può essere tenuto sotto controllo con un
limitatore di pressione posto alla base del circuito.

Negli impianti medio-grandi l’incremento delle pressioni


differenziali deve essere tenuto sotto controllo non solo alla
base, ma anche lungo lo sviluppo del circuito.

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IMPIANTI A PORTATA COSTANTE
VALVOLA A TRE VIE
ON - OFF MODULANTI
La valvola devia sul by- Man mano che la
pass quando viene temperatura in ambiente si
raggiunta in ambiente avvicina a quella impostata
temperatura impostata, la valvola devia
il by-pass deve fornire parzialmente il flusso
la stessa perdita di all’acqua in modo da
carico del terminale diminuire la potenza del
terminale
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IMPIANTI A PORTATA COSTANTE
VALVOLA A TRE VIE

MISCELATRICI DEVIATRICI

Le valvole a tre vie asservite ad una regolazione on-off


possono lavorare indifferentemente da deviatrici o
miscelatrici, le valvole a tre vie modulanti lavorano
meglio come miscelatrici. 86