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404 Erboristeria Domani Set/Ott 2017


ERBORISTERIA
domani•
ISSN 1721-5676 Bimestrale

La rivista è online
404
Set/Ott
2017

Normativa regolamento ABS • Fitoterapia piante per l’ansia • Analitica spettrometria avanzata • Antropologia le piante della vita
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Siamo a

Mediterraneo:
Pad 22 - Stand C25
riserva officinale

NORMATIVA FITOTERAPIA AMBIENTI STORIE OFFICINALI


L’attuazione del Protocollo Prontuario botanico per Isola dell’Asinara: Il tocco lieve
di Nagoya in Europa il trattamento dell’ansia la natura torna ad aprirsi della Piantaggine

p.28 p.58 p.86 p.80

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Cultura
ANTROPOLOGIA

Le piante della vita:


dall’eterna giovinezza
all’immortalità
di GIORGIO SAMORINI
etnobotanico - giorgio@samorini.it

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È custodito in una pianta quel qualcosa che distingue gli dei dagli uomini.
Cibandosene i primi potranno vivere appieno la propria immortalità, l’uomo potrà pro-
vare a raggiungerla, cercare di sconfiggere la morte, restare per sempre giovane.
Parliamo di un paradigma culturale che attraversa miti, credenze e opere presenti in
civiltà lontane tra loro secoli e continenti.
Espressioni del mito su cui vale la pena di riflettere per cogliere il legame indissolubi-
le che lega il mondo vegetale, la natura, al formarsi della condizione umana.
E che è prezioso continuare a studiare, anche se la speranza di scoprire, alla fine,
quale potrebbe essere questa pianta, resterà probabilmente vana.

A differenza degli umani e a altrimenti rischierebbe di


parte non poche eccezioni, invecchiare all’infinito. È
gli dei sono notoriamente importante riconoscere che
immortali; più precisamente, essere immortali ed essere
sono stati ovunque concepiti senza età non sono sino-
dagli uomini come immor- nimi, il primo di questi con-
tali, e questa è conside- cetti non implica il secondo.
rata la principale differenza Tale distinzione fu sotto-
fra “noi” e “loro”; una diffe- lineata dai primi scrittori
renza vissuta dagli uomini greci attraverso i miti di
umili e devoti con accetta- Ganimede e di Titone, come
zione e sottomissione, e da raccontati nell’Inno Omerico
quelli superbi e indomiti con ad Afrodite (vv. 202-240). Il
frustrante e irrequieto com- primo, figlio di un re troiano,
plesso di inferiorità. fu rapito da Zeus per farne
Nelle mitologie delle più il coppiere degli dei, e il
svariate popolazioni sono dio supremo dell’Olimpo lo
presenti cibi, piante e rese contemporaneamente
acque “dell’immortalità”, cioè che dell’immortalità degli dei. È cosa immortale e immune da vecchiaia;
rendono immortali, e quindi divini, i certa che gli dei si cibino di nettare il secondo, citato da alcune fonti
fortunati e rari uomini che riescono – ritenuto di colore rosso e posto come figlio del re degli Etiopi, fu
ad appropriarsene, e spesso sono in analogia con il vino degli uomini rapito dalla dea Aurora per farne
considerati la causa della mede- – e di ambrosia, un cibo quest’ul- il suo sposo. Aurora chiese a
sima immortalità divina: gli dei timo con il valore etimologico di Zeus di renderlo immortale, e
sono immortali perché si nutrono “non-mortale” (1). così fu, ma si dimenticò di chie-
di cibi speciali. Ma gli dei sono immortali per se, dere anche l’eterna giovinezza
Tuttavia, in diversi casi questo per loro natura e origine, e non per il suo amato, il quale di conse-
concetto si basa su una travisata hanno bisogno di alcun cibo che guenza invecchiò all’infinito. Per
interpretazione dei miti e del pen- ne giustifichi l’incolmabile distanza questo motivo, a un certo punto
siero originario che concepì l’idea dagli umani. A un’attenta osser- Aurora iniziò a evitare le effusioni
di “cibo degli dei”; un fraintendi- vazione, nella più antica fase amorose del sempre più senile
mento frequente fra gli studiosi della letteratura greca, espressa Titone, che fu alla fine rinchiuso
moderni di mitologia e storia delle negli scritti di Omero ed Esiodo e dalla dea in una stanza, dalla
religioni, indotto spesso da re- datata alla prima metà del I mil- quale fuoriescono per l’eternità
interpretazioni dei medesimi pen- lennio a.C., il nettare e l’ambrosia le sue lamentele; lamentele che,
satori antichi. non rendono immortali gli dei, ma in alcune versioni di questo mito,
parrebbero semplicemente pre- si sono tramutate nel cicalio delle
Nettare e ambrosia venirne l’invecchiamento; poiché cicale (2). Anche in alcune ver-
È il caso del nettare e dell’am- non è sufficiente per un dio essere sioni del mito greco di Glauco che
brosia dell’Olimpo greco, gene- immortale, deve essere anche riporterò di seguito, viene ripor-
ralmente considerati la causa senza età, eternamente giovane, tato che, ottenuta l’immortalità

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Cultura
ANTROPOLOGIA

(e agli umani), diventa sempre più


labile e sfuocata nella tradizione
greca più tarda, sino alla loro com-
pleta sovrapposizione come dato
acquisito presso gli scrittori medie-
vali e gli studiosi moderni, per i
quali nettare e ambrosia diven-
tano la diretta causa dell’immor-
talità divina.
La confusione interpretativa fra
immortalità ed eterna giovinezza
diventa ancor più esacerbata nel
caso di quelle piante miracolose
che agiscono sullo stato vitale
di uomini, animali e dei, e che in
questa sede denomino cumulati-
vamente come “Piante della Vita”.
L’analisi dei racconti mitologici e
folclorici in cui rientra questo tipo
di vegetali suggerisce la distin-
zione in tre principali categorie:
Piante della Giovinezza, Piante
della Resurrezione, Piante dell’Im-
mortalità. Il limite fra queste tre
funzioni non è sempre netto, e in
più casi la rielaborazione inter-
pretativa dovuta alla secolare tra-
smissione dei racconti, prima orale
e successivamente scritta, ne ha
sfuocato i concetti originari, che
spesso restano perduti.
Queste piante non sono da inten-
dere come piante reali cui spetta il
mediante un’erba, questa gli vecchiaia, lo si deduce nelle occa- problema dell’identificazione come
aveva conferito un’immortalità sioni in cui gli dei applicano questi specie botanica; sono numerosi i
incompleta, tale per cui conti- elementi agli umani. È il caso della casi di questo secondo tipo, dal
nuava a invecchiare e, stanco di dea Teti che istilla ambrosia e soma vedico all’haoma indo-ira-
non poter morire, si gettò in mare nettare rosso nelle narici del cada- niano, alle tante fonti e bevande
trasformandosi in una divinità vere di Patroclo, l’amico di Achille vegetali acclamate nelle lettera-
marina (3). ucciso da Ettore durante l’assedio ture tradizionali e dietro ai cui nomi
Un ulteriore riferimento che evi- di Troia, con lo scopo di ritardarne erano presenti reali specie psico-
denzia come nettare e ambrosia la putrefazione (Omero, Il., XIX, attive assunte nel corso di speci-
non siano la causa dell’immorta- 30-39), e di Afrodite, che cosparge fici riti.
lità fra gli dei si trova in Esiodo di ambrosia il cadavere di Ettore, Le Piante della Vita, al contrario,
(Teogonia, 793-798), in cui è detto ucciso da Achille, per preservarne sono piante simboliche, concepite
che la punizione per una divinità la corruzione (Om., Il., XXIII, 186- come tali sin dalle origini della loro
che spergiuri sull’acqua dello Stige 187). E ancora, Atena ringiova- ideazione, e cercare di identificarle
è quella di venire privato dagli altri nisce con un belletto a base di in questa o quest’altra specie bota-
dei di questi cibi per un anno. A ambrosia il viso di Penelope, la nica è uno sforzo il più delle volte
causa di ciò il dio non muore, cui lunga e sospirata attesa dello destinato a restare vano.
ma “giace senza respiro e senza sposo Ulisse aveva segnato con le
parola su letto ben disteso e un rughe (Om., Od., XVIII, 192-193). Piante della Giovinezza
cattivo torpore lo copre”. La distinzione fra intrinseca La più ancestrale erba che rin-
Che nettare e ambrosia abbiano immortalità divina e cibi che pre- giovanisce si trova nell’Epopea
lo scopo di preservare dalla vengono l’invecchiamento agli dei di Gilgamesh, un lungo racconto

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mitologico mesopotamico la cui dell’irrequietezza”, che si trova in – “la vita eterna (balātu) che tu
versione più antica è d’origine fondo al mare, ha le radici simili a cerchi non la troverai”, gli dice il
sumera, mentre quella più com- quelle di un rovo ed è irta di spine. dio-sole Šamaš – e l’offerta da
pleta è una versione babilonese. Gilgamesh, legandosi un peso ai parte di Utanapishtim della pianta
Gilgamesh era un sovrano piedi, scende nel fondo del mare che avrebbe potuto fare diventare
postdiluviano della città di Uruk attraverso un foro praticato nel immortale Gilgamesh. Tale incon-
con origini semi-divine. Nella suolo, e raccoglie la pianta. gruenza è stata indotta da un’erro-
parte dell’Epopea in cui ricopre Imbarcatosi e ripresa la via del nea interpretazione da parte degli
un ruolo centrale il tema della ritorno, il sovrano comunica al studiosi moderni, i quali hanno
ricerca dell’immortalità, troviamo traghettatore le intenzioni circa la arbitrariamente voluto colmare
Gilgamesh in uno stato di dispera- pianta di cui è entrato in possesso, una lacuna del testo (“se tu puoi
zione, a causa della morte del suo desideroso di darla agli anziani del raggiungere tale pianta e pren-
caro amico Enkidu. suo regno, oltre che di provarla su derla nelle tue mani (...)” con frasi
Angosciato e sopraffatto dalla sé medesimo, e conia un nome del tipo “troverai una nuova vita” o
paura della morte, Gilgamesh per la pianta: “Un vecchio si tra- “avrai trovato la vita eterna”, attri-
si domanda se non sia proprio sforma in uomo nella sua piena buendo di fatto proprietà immortali
possibile evitare questo destino virilità”. alla pianta dell’irrequietezza (6);
umano. La storia non può finire bene, ed mentre un’attenta osservazione
Nonostante i pareri contrari di è destino che qualcuno gli rubi il del racconto induce a considerarla
diverse figure divine e umane, si dono vegetale. Mentre l’eroe ha come appartenente alla classe
convince che c’è un uomo che appoggiato momentaneamente al delle “piante della giovinezza” (7).
può offrirgli una risposta; si tratta suolo la pianta per tuffarsi in un Gilgamesh non può ottenere l’im-
di Utanapishtim, l’unico umano pozzo d’acqua fresca, un serpente mortalità, né tramite una pianta né
sopravvissuto al Diluvio – un se ne impossessa, e “nel momento tramite intercessioni divine, come
omologo quindi del Noè biblico in cui toccò la pianta, perdette la gli avevano presagito dei e uomini.
– che gli dei decisero di rendere sua vecchia pelle. Gilgamesh quel Ciò che fa Utanapishtim è quello
immortale. giorno sedette e pianse, le lacrime di dare a Gilgamesh un dono che,
Gilgamesh intraprende un lungo scorrevano sulle sue guance” (4). sebbene prezioso, la possibilità
viaggio non scevro di pericoli, e Pur nella tristezza che il destino di di ringiovanire, è pur sempre un
infine raggiunge Utanapishtim in Gilgamesh, e con lui quello di tutti “contentino” in confronto alla vita
un luogo circondato dalle acque. gli uomini, può far sorgere, i conti eterna.
Nel colloquio che segue fra i due tornano: gli uomini restano umani Quanto al nome di questa pianta,
personaggi, l’uomo immortale e la volontà divina rimane invio- “pianta dell’irrequietezza”, esso ci
comunica a Gilgamesh l’impossi- lata. Nel mondo della mitologia porterebbe, seguendo G. Pettinato
bilità di far radunare nuovamente l’immortalità umana non si trova (8), “a una sola conclusione, e
gli dei in assemblea per decidere né a buon mercato, né a costo di cioè che Gilgamesh, mangiando
le sue sorti. Gilgamesh non si ras- estenuanti fatiche e prove, allo quella pianta, sarebbe rimasto
segna, e Utanapishtim lo sotto- stesso modo che nel mondo reale. nello stadio della giovinezza, con
pone a una prova: egli deve riu- La mitologia, lungi dall’essere tutte le inquietudini e le irrequie-
scire a rimanere sveglio per sei un mero luogo di soddisfazione tezze proprie di quell’età”. È una
giorni e sette notti consecutive. dei desideri umani, non fa sconti spiegazione plausibile, sebbene
Gilgamesh si addormenta prima, all’uomo. In essa sono riportati e non esaustiva. L’irrequietezza,
e al risveglio, addolorato per l’oc- vissuti tutti i drammi esistenziali oltre a essere una caratteri-
casione perduta, si accomiata da umani. stica dell’età giovanile, fa intrin-
Utanapishtim e si accinge a risa- È tuttavia opportuna una precisa- secamente parte del carattere di
lire sulla barca che lo riporterà nel zione, già sottolineata da alcuni Gilgamesh così come del genere
mondo degli umani. ricercatori (5). Dalla versione babi- umano; l’uomo è per sua natura
Ma la moglie di Utanapishtim lonese apparirebbe una contrad- irrequieto, per via delle aspirazioni
prova pietà per la sua sconso- dizione, basata sull’incongruenza a divenire immortale, e questo
latezza, e incita il marito a rive- fra l’inutilità della ricerca dell’im- tipo di irrequietezza è peculiare
lare a Gilgamesh il “segreto degli mortalità da parte del sovrano dell’età adulta. Da giovani il pro-
dei”. Lo sposo richiama indie- di Uruk, destinata comunque a blema-dilemma dell’ineluttabilità
tro il sovrano e gli parla di una fallire e riproposta insistente- della morte e dell’invecchiamento
pianta, il cui termine viene tra- mente in svariati passi dei rac- è meno assillante che durante la
dotto dagli studiosi come “pianta conti mitologici mesopotamici vita adulta.

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Cultura
ANTROPOLOGIA

Il fatto che sia il serpente a impos- ben vista dagli dei; ne sa qualcosa pesce, lepre, ecc., che resuscita
sessarsi dell’erba della giovinezza il medico greco Asclepio, che osò dopo il contatto fortuito con una
al posto dell’uomo rispecchia la resuscitare il corpo di Ippolito stro- certa erba, il tutto osservato da
credenza che questo animale per finandogli per tre volte un’erbetta un uomo che utilizza la pianta per
sua natura non muoia – a meno magica che gli aveva portato un resuscitare un altro uomo. Ovidio
che non venga ucciso dall’uomo serpente. Questo atto fece adirare (Metamorfosi, XIII, 920-948) ci ha
o da altri animali – data l’abitu- Ade, il signore dell’oltretomba, tramandato una versione tarda del
dine di cambiare periodicamente preoccupato nel vedere sottrarre tema dove, dopo aver assaggiato
la pelle. È una credenza diffusa sudditi al suo regno, e per tale l’erba che aveva in precedenza
presso le più disparate popola- motivo si lagnò con Zeus, che non resuscitato dei pesci, il pescatore
zioni del globo e ha origini molto esitò a fulminare Asclepio con la Glauco di Antedone (città della
antiche, nei periodi neolitici o forse sua inseparabile folgore (10). Beozia) si tuffa in mare, trasfor-
pre-neolitici. Il medesimo tema del Ma il tema ellenico più noto, e mandosi in una divinità marina.
serpente che ruba l’erba della gio- forse più originale, della pianta Sappiamo che Eschilo compose
vinezza all’uomo è presente in che resuscita i morti, è presente un’opera, probabilmente un
numerose mitologie, e si è con- in un insieme di racconti asso- dramma satirico, dal titolo Glauco
servato nei racconti e nelle favole ciati alla figura di Glauco, e tale Marino, di cui si conservano sola-
del folclore eurasiatico; ma tali pianta viene per lo più chiamata mente alcuni frammenti, in uno dei
risonanze sarebbero riconducibili dagli autori antichi e dai classi- quali (fr. 28) si legge: “colui che
alla sede più antica in cui fu ori- cisti moderni “erba di Glauco”. mangiò l’erba che fa vivere per
ginalmente elaborato, e cioè alla Si tratta di un complesso mitolo- sempre (aeízōs), che non lascia
versione babilonese dell’Epopea gico già diffuso nella prima metà morire (áphthitos)”. In un altro (fr.
di Gilgamesh (la versione sumera del V secolo a.C., come atte- 29), Glauco in persona dice “ho
è priva del motivo dell’erba della stato dalla pittura vascolare, ed certamente provato l’erba che fa
giovinezza). è un tema presente anche nelle vivere per sempre (aeízōs)” (12).
Come esempio di questa riso- opere teatrali di Eschilo, Sofocle, Altre fonti spiegano che Glauco
nanza, cito il motivo ellenico Euripide (11). Glauco non è una si gettò in mare poiché era impaz-
che vede Zeus ricompensare gli figura umana univoca e ha per- zito dopo aver saggiato l’erba,
uomini che gli avevano denun- lopiù origini cretesi; in alcuni casi oppure che l’erba gli aveva con-
ciato il furto del fuoco perpetuato è un pescatore, in altri un caccia- ferito un’immortalità incompleta,
da Prometeo, donando loro una tore, o anche un bambino, figlio di tale per cui continuava a invec-
pianta che avrebbe assicurato Minosse di Creta. chiare all’infinito e, stanco di non
una lunga vita. La pianta viene I temi mitologici associati a poter morire, si gettò in mare (13).
caricata sul dorso di un asino Glauco si distinguono in due tipo- In un altro racconto tramandatoci
e questi a un certo punto del logie basate sul tipo di interazione da Ateneo (Deipnosofisti, VII, 296-
cammino si ritrova stanco e asse- umana con il vegetale. Un primo 297), l’animale che viene resusci-
tato, e si ferma per abbeverarsi tema vede un animale morto, tato a contatto con l’erba non è
a una fonte. Ma il serpente che
sta a guardia della fonte gli per-
mette di dissetarsi solamente in
cambio della pianta, e in tal modo
acquisisce il dono di non invec-
chiare (9).

Piante
della Resurrezione
Accanto alle piante che donano la
giovinezza e a quelle che donano
l’immortalità, si presenta una cate-
goria di piante magiche che hanno
una proprietà ancor più strabi-
liante, essendo capaci di ridare
vita al cadavere di un uomo o di
un animale. La pratica di resusci-
Monete di Sardi con il tema dell’erba di Tilo
tare un uomo non è generalmente

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un pesce ma una lepre, ed è ripe- del serpente, con la stessa
tuto il motivo del tuffo in mare da erba riporta in vita il
parte di Glauco in seguito all’aver fanciullo.
assaggiato l’erba. Questa medesima “moda-
È interessante notare come in lità resuscitatoria” è pre-
alcune versioni sia riportato che sente in un altro mito,
questa pianta dia anche il dono quello di Tilo, originario del
della profezia. Lo scoliasta all’O- territorio occupato dall’o-
reste di Euripide (v. 364) afferma dierna Turchia occidentale
che Glauco acquisì il dono della e sede del regno di Lidia
profezia oltre all’immortalità, e (VII-VI secolo a.C.), che
Pausania (Guida alla Grecia, aveva come capitale la
IX, 22, 7) aggiunge: “Il fatto che città di Sardi. Plinio (H.N.,
questo Glauco era un pesca- XXV,14) e Nonno (Dion.
tore, il quale, dopo aver man- XXV,451-551) ne citano
giato l’erba, divenne una divinità una versione data dallo
del mare e predisse fino a oggi il storico lidio Xanto nell’o-
futuro agli uomini, è considerato pera Lydiaca, che non ci è
generalmente credibile; in par- pervenuta. Quando l’eroe
ticolare, coloro che navigano in Tilone o Tilo fu fatalmente
mare raccontano ogni anno mol- morso al tallone da un ser-
tissime storie sull’arte divinatoria pente velenoso (Plinio rife-
di Glauco”. Le proprietà profetiche risce di un drago), sua
dell’erba di Glauco l’assocereb- sorella Mera si appellò al
bero alla classe delle piante psi- gigante Damasene, che lo
coattive impiegate per scopi divi- vendicò uccidendo il ser-
natori e profetici; una pratica atte- pente. Un altro serpente
stata presso diverse popolazioni allora colse in un bosco
moderne e antiche. Basti pensare, una pianta, denominata
per restare in ambito ellenico, alla balis da Plinio e “fiore di
pianta l’aspirazione dei cui fumi Zeus” da Nonno, e la posò
induceva nella sacerdotessa Pizia sulle labbra del compagno morto, un animale, pesce, lepre, orso,
l’esternazione di frasi oracolari che ritornò in vita. Mera seguì donnola, drago, uccello, ecc., che
nel tempio di Apollo a Delfi; una il suo esempio e resuscitò con funge da mediatore nella scoperta
pianta la cui determinazione bota- quell’erba Tilo. Questo racconto umana di una pianta dalle pro-
nica è soggetta a una secolare era così familiare fra i Lidi, che fu prietà resuscitanti, spesso profe-
discussione fra gli studiosi, che immortalato in una serie di monete tiche o che a volte rende folli. È un
di volta in volta vi hanno voluto di Sardi coniate durante il periodo tema diffuso nelle letterature clas-
vedere l’alloro, il giusquiamo e, romano. siche e medievali, e di cui restano
più recentemente, l’oleandro (14). Alcuni autori fanno derivare il echi nella novellistica folclorica
Un secondo topos mitologico tema dell’erba di Tilo da quello euroasiatica e araba. Il motivo
associato all’erba di Glauco vede dell’erba di Gilgamesh (15), per della coppia di animali, dove uno
coinvolti due animali, una coppia via dei motivi comuni del ser- di questi applica un’erba al compa-
della medesima specie, dove uno pente e della pianta. Ma la pianta gno morto per resuscitarlo, è stato
ridà vita all’altro procurandogli una di Gilgamesh, come abbiamo riproposto a più riprese nella lette-
certa erba. Apollodoro (Miti greci, visto, ringiovanisce, mentre quella ratura medievale. Ad esempio, in
III, 3, 1-2) e Igino (Fabulae, 136) ce di Tilo resuscita, e se proprio si un lai (un genere di poesia medie-
ne hanno tramandato una versione deve cercare un qualche influenza vale) di Maria di Francia del XII
dove un certo Poliido, rinchiuso in esterna nel motivo dell’erba lidica secolo, intitolato “Eiduc”, è una
una tomba dove giaceva il cada- di Tilo, è più opportuno rivolgersi donnola a essere uccisa da un
vere di un fanciullo, uccide con la all’erba cretese di Glauco, come uomo; ma un’altra donnola rac-
spada un serpente. Un secondo effettivamente indicato da altri coglie nel bosco un “fiore tutto
serpente tocca con un’erba il autori (16). di color vermiglio”, e lo mette in
compagno morto, e questi torna I temi mitologici che ho qui riunito bocca alla compagna morta, resu-
in vita. Poliido, imitando il gesto hanno in comune la presenza di scitandola. Osservato ciò, l’uomo

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Cultura
ANTROPOLOGIA

utilizza il medesimo fiore per questa condannata a morte


ridare vita a una fanciulla e il suo cadavere viene
(17). sospeso a un chiodo. Il dio
Si conoscono alcune varianti Enki per salvarla invia agli
di questo schema narrativo, inferi due messaggeri, che
che ne tradiscono sempre rifornisce di cibo della vita e
e comunque la derivazione acqua della vita, e con i quali
(18). In una favola greca essi cospargono il corpo di
moderna una coppia umana, Inanna, che torna in tal modo
marito e moglie, mentre in vita (22).
sono alla ricerca del loro
figlio morto, incontrano per Piante
la strada due serpenti che dell’Immortalità
stanno lottando fra di loro, e Le piante più generose e
uno di questi uccide l’altro. più sublimi sono quelle che
Il marito dice alla moglie: donano l’immortalità vera e
“Ricopri il serpente morto propria, e più di tutte le altre,
con delle foglie, in modo che quindi, si trovano in con-
nessun uomo possa vederlo”. trapposizione con il princi-
La moglie fa ciò, e il serpente pio ferreo, di volontà divina,
mor to torna immediata- dell’ineluttabilità della morte
mente in vita. Allora il marito umana; per questo motivo
dice alla moglie: “Riempi sono anche le più irraggiun-
le tue tasche di quell’erba, gibili, oltre a essere le più
poiché è una buona medi- rare nelle fonti mitologiche a
Saggio cinese che tiene in mano il fungo dell’immortalità
cina”. Dopodiché mediante nostra disposizione, spesso
quell’erba riportano in vita il confuse o subenti una veloce
loro figlio (19). un’altra la pose sul suo petto. Poi trasformazione nelle piante che
Nel racconto intitolato “Lo mer- si volse verso Oriente e recitò in ringiovaniscono o che resuscitano.
cante” del Pentamerone (“Lo cuntu silenzio una preghiera alla maestà L’alchimista cinese Pao-P’u-Tzŭ
de li cunti”) di Gianbattista Basile del Sole che si avanzava nel cielo”, scriveva nel III secolo d.C.: “Coloro
(20), una raccolta di novelle napo- e in tal modo il morto si destò. Nel che hanno attinto all’immortalità
letane datata attorno al 1634, un testo di Apuleio, conformemente sono pochi e ignoti; molti e cono-
dragone a cui era stata tagliata alla cultura imperiale romana del sciuti, coloro che hanno fallito”. E
una delle sette teste si sfrega con II secolo d.C. in cui è stato elabo- aggiungeva che “per ottenere l’im-
un’erba che ha la virtù di riunire rato, il potere di resuscitare i morti mortalità è assolutamente neces-
la testa con il corpo. Un uomo di con delle erbe era considerato sario ingerire della medicina”
nome Cienzo usa la medesima un’arte magica d’origine egiziana. (23). In quest’ultima affermazione
erba per unire la testa al corpo Anche nella mitologia indui- risiede il concetto che è una fonte
del fratello. sta esiste una pianta, mrta- alimentare a poter procurare l’im-
Piante che resuscitano i morti samjivani, che fa tornare in vita i mortalità; un’idea che ritroviamo
sono presenti anche in altri luoghi morti, mentre un’altra, samdhani in tutto il mondo eurasiatico, e non
mitologici indipendenti dalle (“grande erba”), unisce le parti di solo nell’ideologia indo-europea,
vicende associate a Glauco. un corpo morto (Ramayana, 74, ma ancor prima, addirittura fra i
Apuleio (Metamorfosi, II, 28) 33) (21). Sumeri.
narra di una resuscitazione tem- Oltre ai vegetali, fra gli alimenti che La fonte alimentare asiatica, spe-
poranea di un uomo che era stato resuscitano, vi sono cibi e acque cificatamente indo-europea, che
avvelenato, con lo scopo di rice- particolari. Il più antico documento meglio ha conservato la proprietà
vere informazioni su chi lo avesse a riguardo è il racconto sumero di rendere immortali uomini e dei
avvelenato (la moglie aveva inteso della discesa di Inanna agli Inferi. è l’amrta induista. Similmente al
sbarazzarsene per poter stare Inanna, dea della fecondità, della termine greco ambrosia, dove la
con l’amante). La resuscitazione bellezza e dell’amore erotico, “a” privativa precede il termine che
fu eseguita da un profeta egizio di scende agli inferi per rendere sta per “mortale”, anche il termine
nome Zatchlas, il quale “accostò omaggio alla sorella Ereshkigal, amrta è costituito dalla “a” pri-
un’erba alla bocca del defunto e signora dell’oltretomba, ma è da vativa e da mrta, “morto”, con il

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Vita, che sta sempre un po’ nasco-
sto dietro al più famoso Albero
della Conoscenza del Bene e del
Male. È presso quest’ultimo che
si svolge la scena del Peccato
Originale, con il suo frutto proibito
e il serpente tentatore.
Già di per sé un albero che dà
conoscenza tradirebbe le sue
relazioni con la sfera simbolica e
semantica delle piante psicoat-
tive, principalmente quelle visio-
narie, considerate negli ambiti
tradizionali datrici di rivelazioni, di
conoscenze “ultime”, esistenziali
e trascendentali (25); e il binomio
serpente/vegetale ricorda molto
da vicino i serpenti della storia
di Gilgamesh e di altri racconti
mesopotamici.
La Genesi biblica non ci rivela
molto dell’Albero della Vita. Dice
semplicemente che fu fatto ger-
mogliare in mezzo al Paradiso
Terrestre (Gen., 2, 9), e che Dio
cacciò Adamo ed Eva dall’Eden
per evitare che la prima coppia
umana si cibasse anche di questo
albero, dopo aver mangiato i frutti
dell’Albero della Conoscenza:
“Ecco l’uomo è diventato come uno
di noi, per la conoscenza del bene
e del male. Ora egli non stenda
più la mano e non prenda anche
dell’albero della vita, ne mangi
e viva sempre!” (Gen., 3, 22). In
quel “viva sempre” è implicito il
fatto che l’Albero della Vita dà l’im-
significato quindi di “non-mortale”, osteria che di un’illuminata cerchia mortalità a chi se ne ciba. Appare
cioè di immortale. divina, gli dei finalmente bevvero enigmatico come Dio non abbia
Un noto tema mitologico indui- l’amrta e acquisirono l’immortalità proibito ad Adamo ed Eva il cibarsi
sta tratta del Frullamento dell’O- e l’eterna giovinezza, quindi un’im- anche di questo albero, oltre ai
ceano di Latte: dei e titani frulla- mortalità completa e definitiva (24). frutti di quello della conoscenza;
rono l’Oceano di Latte cosmico per Il motivo per cui gli dei creino l’elisir un’incongruenza che tradirebbe
estrarne l’elisir della vita immor- dell’immortalità sembra basarsi sul una manipolazione e unione di
tale, l’amrta. Essi frullarono inces- fatto che originalmente essi non temi mitologici più antichi.
santemente per mille anni, sino a fossero immortali, o che comun- Comunque sia, è importante
che non iniziarono a uscire oggetti, que avessero timore della morte; osservare la presenza di due
simboli, divinità, che variano a un esempio di come in diversi fonti vegetali, uno che dà la cono-
seconda delle varianti del mito. ambiti religiosi e mitologici le divi- scenza, e di cui si appropria
Alla fine apparve il medico degli nità non sempre siano considerate l’uomo, e l’altro l’immortalità.
dei con la ciotola contenente a priori immortali. E del primo si mangiano i frutti,
l’amrta. Dopo una serie di litigi e Un vegetale che dà l’immortalità mentre del secondo non v’è men-
battibecchi degni più di una com- è quel secondo albero del biblico zione ai suoi frutti, e vi sono uni-
briccola di umani alcolizzati da Paradiso Terrestre, l’Albero della camente riferimenti al “cibarsi

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Cultura
ANTROPOLOGIA

dell’albero”, come è riportato nel stati offerti. Nell’incontro con Anu, ragione d’essere, non fosse altro
passo della Genesi, così come in Adapa spiega l’incidente verifica- per la precedenza cronologica di
un passo dell’Apocalisse (2, 7), tosi con il Vento del Sud, e riesce questi ultimi sui primi e per le forti
dove si legge “Al vincitore darò a calmare il dio, il quale ordina similitudini fra le strutture descrit-
da mangiare dell’albero della che siano portati ad Adapa pane tive dei rispettivi racconti cosmo-
vita, che sta nel paradiso di Dio”. e acqua. Ma ciò che gli viene gonici e antropogonici, ricono-
Appare quindi evidente che l’al- offerto, e ch’egli prontamente sciute oggigiorno dalla maggior
bero che dà l’immortalità è una rifiuta, non sono pane e acqua di parte degli studiosi (29).
fonte alimentare. morte, ma pane e acqua di vita Un altro esempio di pianta dell’im-
Diversi studiosi considerano “ori- eterna. Sorpreso, Anu rispedisce mortalità è quello del lingzhi, o
ginale” l’Albero della Conoscenza, Adapa nel mondo degli uomini ling chih, il “fungo dell’immorta-
mentre l’Albero della Vita sarebbe (27). lità” cinese.
solamente una “espansione edito- È pur vero che, a partire dalla Secondo la leggenda, il ling chih
riale” (26). scoperta del tema del Diluvio cresceva nei monti appartati e nei
Tuttavia, a parte la discutibi- Universale nella letteratura sume- paradisi Orientale e Occidentale,
lità del concetto di “originale”, rica, v’è stata una ricerca quasi nelle Isole degli Immortali, e se
quell’Albero della Vita non viene assillante fra gli studiosi di inter- un individuo fosse riuscito a tro-
dal nulla e non è un mero riem- pretare i temi della letteratura varlo e a cibarsene, sarebbe dive-
pitivo editoriale, e il problema di mesopotamica in base a quelli nuto immortale e sarebbe asceso
fondo riguarda l’origine del con- dell’Antico Testamento, tendenza al cielo. È interessante notare la
cetto di una fonte alimentare che che è stata definita “pregiudizio credenza che il lingzhi non solo
dà l’immortalità. biblistico” (28) e che ha prodotto offrisse l’immortalità al fortunato
Questo concetto non è origi- in più casi tesi fantasiose e discu- che lo avesse trovato, ma che
nale ebraico, poiché sappiamo tibili, fra le quali il forzato acco- fosse immortale esso medesimo
che era già stato elaborato in stamento delle figure di Adapa e (30).
Mesopotamia, ad esempio nel di Adamo; ma il processo analo- Il ling chih appare improvvi-
racconto mitologico di Adapa. gico inverso, cioè quello di inter- samente nei testi scritti cinesi
L’inizio di questo racconto manca pretare temi testamentari sulla durante la Dinastia Ch’in (221-
del tutto, e presumibilmente base di quelli mesopotamici, se 207 a.C.), sotto l’imperatore
doveva riguardare la creazione non spinto all’estremo ha la sua Shih-huang, noto come il “Primo
dell’uomo Adapa da parte del dio Imperatore”, colui che unificò
della sapienza Ea. In un fram- la Cina e che costruì la Grande
mento esterno al racconto sap- Muraglia. Come riportato dalla
piamo che Ea diede ad Adapa “la storia del regno di Shih-huang,
saggezza, ma non gli diede la vita da quel momento ci fu un improv-
eterna”; ciò ricorda da vicino l’esito viso parlare del ling chih e una sua
dell’evento dell’Eden biblico, dove grande ricerca in ogni dove, pro-
l’uomo riceve la conoscenza ma mossa dal medesimo imperatore,
non la vita eterna. perché nessuno sapeva dove real-
Alla pari di Gilgamesh, Adapa mente si trovasse (31).
è un uomo di estrazione divina. È in questo contesto di ricerca
Egli è un sacerdote di Ea e custo- del fungo dell’immortalità che si
disce il suo tempio nella città di inserisce un racconto riportato
Eridu. Adapa si macchia di una nel testo Shih chou chi (“Note sui
grave colpa, avendo spezzato le Dieci Continenti”), datato al IV-V
ali al Vento del Sud, maledicen- secolo d.C., in cui si dice che “un
dolo, poiché questo gli aveva uomo che è morto da tre giorni
fatto rovesciare la barca mentre rivive immediatamente quando
stava pescando nel mare. Egli questa pianta viene appog-
viene chiamato a giudizio dal giata sul suo cadavere”, e che al
padre degli dei, Anu, ma prima tempo dell’imperatore Shih-huang
di recarsi al suo cospetto, Ea gli furono visti degli uccelli simili a
dà alcuni consigli, fra cui quello corvi che stringevano nel becco
di non accettare il pane e l’acqua il ling chih, depositare questo
della morte che gli sarebbero sulle fronti dei cadaveri, e questi

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immediatamente riprendere vita r, prese il nome di reishi, identifi- sono il peyote, l’iboga, i funghi psi-
e alzarsi. Gli ufficiali riportarono cato con il medesimo G. lucidum locibinici, ecc., impiegati tradizio-
l’accaduto all’imperatore, il quale e chiamato anche mannentake, nalmente come fonti visionarie
inviò un gruppo di 500 giovani di “fungo dei diecimila anni”, un eufe- che promuovono il contatto umano
entrambi i sessi su una nave alla mismo di “fungo dell’immortalità”. con la divinità. Il termine “enteo-
ricerca del magico fungo, ma non Data la sua repentina comparsa geno” deriva dal greco e significa
furono più visti tornare indietro nella letteratura cinese attorno “che manifesta o genera la divinità
(32). al III secolo a.C., e alla luce dei interiore” (36). In diversi culti reli-
Da erba che dona l’immortalità, il riconosciuti contatti sino-indiani giosi in cui venivano e continuano
ling chih acquisì presto le carat- dell’epoca, il ling chih è stato visto a essere impiegate queste fonti
teristiche di erba che resuscita, come un riflesso del soma vedico, visionarie vegetali, specie in quelli
e anche di erba che ringiovani- e quindi come un’evidenza della a carattere iniziatico-rivelatorio e
sce. Una ballata della Dinastia natura fungina del soma origina- misterico, v’è la credenza che l’e-
Han (200 a.C.–200 d.C.) riferisce rio (35). sperienza di natura mistica indotta
di un accolito che riceve il fungo Il soma degli antichi Veda era al dalla loro assunzione incida in un
dell’immortalità e lo consegna al contempo un dio e una bevanda qualche modo sul seguito della
suo Maestro: “Egli afferra il fungo, inebriante fonte di immortalità, vita terrena della parte immate-
prende il fungo dalla frangia rossa. come si evince dal noto inno: riale dell’individuo che la esperi-
Quando raggiungiamo le porte “Abbiamo bevuto il soma, siamo sce, quindi della sua anima.
del Maestro, egli offre la droga in divenuti immortali / Siamo entrati In questo senso si può parlare di
uno scrigno di giada. Il Maestro nella luce, abbiamo conosciuto “vegetali escatologici”, di cui fanno
mangia la droga, il suo corpo in gli dei” (Rig Veda VIII, 48, 3). parte anche il soma e l’haoma.
un giorno cresce forte e in forma, Nell’antica religione iraniana è pre- Quanto detto trova conferma
il suo capello bianco torna nuova- sente una corrispettiva fonte vege- osservando il fulcro del rito zoroa-
mente nero, la durata della sua vita tale, l’haoma, anch’essa conside- striano, che era incentrato sull’im-
si allunga, i suoi anni sono aumen- rata un elisir dell’immortalità che molazione sacrificale di un toro e
tati” (33). aveva l’appellativo di dûrahosa, dell’haoma. Da alcuni passi della
Alla Dinastia Ch’in succedette la “da cui la morte fugge”. Un passo parte più antica dell’Avesta risalta
Dinastia Han, con l’imperatore dell’Avesta – il più antico testo zoro- come la combinazione di questi
Wu-ti. Secondo le cronache, nel astriano – si legge: “Veneriamo l’e- due sacrifici procurasse l’immor-
palazzo imperiale nacque un reale saltato aureo Haoma / Veneriamo talità di entrambi corpo e anima;
fungo, che venne riconosciuto lo splendente Haoma che fa pro- più precisamente, che l’immorta-
dall’imperatore come il bramato sperare la vita / Consideriamo lità del corpo derivasse dal sacri-
ling chih, e in occasione di questo sacro Haoma da cui fugge la morte ficio del toro, mentre quella dell’a-
miracoloso evento fu proclamata fisica” (Yasna, 52, 5). nima da quello dell’haoma.
una generale amnistia, un’elargi- È tuttavia opportuno precisare Da ciò si evince che l’immorta-
zione di cibi e di vino alla popo- che soma e haoma appartengono lità procurata dalla pianta riguar-
lazione, e fu composta un’ode al a una classe di fonti vegetali che dava la vita futura e non quella
ling chih. Uscendo dall’immagi- offrono un differente tipo di immor- terrena. In una fase più tarda dello
nario popolare di fungo leggen- talità, un’immortalità che non Zoroastrismo, nel IX secolo d.C.,
dario, in questa occasione il ling riguarda la vita terrena, ma che viene effettivamente fatta esplicita
chih fu identificato con una specie è più di natura escatologica. E in distinzione fra un haoma “terreno”
realmente esistente in natura, il effetti soma e haoma non sono ali- e uno “ultramondano”: “Il ben col-
Ganoderma lucidum; un’attribu- menti prettamente simbolici, come tivato Haoma, nel suo puro reci-
zione tassonomica che si è tra- quelli finora qui esaminati, ma piente di metallo, che è il glo-
mandata sino ai nostri giorni. La sono vere e proprie bevande ine- rioso Haoma terreno benedetto
forma di questo bizzarro fungo brianti, ricavate da fonti vegetali da Zoroastro, è il simbolo di quel
legnoso, dalla superficie laccata, psicoattive che venivano assunte bianco Haoma chiamato Gôkaren,
può variare notevolmente, e a nel corso di specifici riti religiosi. da cui sgorga l’immortalità, che ha
volte può sorprendentemente Senza cimentarmi nel complesso inizio alla Riabilitazione finale di
assumere l’aspetto di corna ramifi- problema dell’identificazione bota- tutte le cose” (Dâtâstán i dênîk,
cate, come quelle di un cervo (34). nica di queste fonti vegetali, è cap. 47) (37).
In Giappone il ling chih, scritto con opportuno sottolineare come soma Nello Zoroastrismo la Riabilitazione
i medesimi caratteri cinesi e attra- e haoma appartengano alla cate- è intesa come il giudizio finale alla
verso la sostituzione della l con la goria delle fonti enteogene, quali fine dei tempi.

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