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Il turismo sostenibile nelle regioni italiane attraverso una misura sintetica dei
principali indicatori

Conference Paper · February 2015

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Barbara Baldazzi
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Il turismo sostenibile nelle regioni italiane attraverso una misura
sintetica dei principali indicatori
Barbara Baldazzi, Valentina Talucci, Paola Ungaro
ISTAT

Introduzione
Nel corso degli ultimi decenni, nell’ambito dell’economia del turismo, sempre maggiore attenzione è stata dedicata alla promozione di filiere turistiche che vadano nella direzione della sostenibilità ambientale e
della qualità della vita. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO) “lo sviluppo del turismo sostenibile soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le
opportunità per il futuro. […] Si tratta di una forma di sviluppo che dovrebbe portare alla gestione integrata delle risorse in modo che tutte le necessità, economiche, sociali ed estetiche possano essere
soddisfatte mantenendo al tempo stesso l'integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica e le condizioni di base per la vita” (http://www2.unwto.org/en).
La rilevanza sempre crescente assegnata al tema della sostenibilità turistica, a livello politico-istituzionale ed economico, ma anche nell’ambito del dibattito scientifico, si lega dunque alla capacità di
valorizzazione e salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale, poiché questo, rappresentando un criterio guida per i turisti nelle scelte delle mete di viaggio e soggiorno, garantisce la continuità nel tempo
della domanda turistica stessa. Ma sostenibilità del turismo significa anche e soprattutto capacità dell’offerta di soddisfare la domanda, riducendo gli impatti sull’ambiente e sulle risorse naturali e garantendo
integrazione tra turisti e comunità ospitante, secondo un modello di sviluppo che può essere fonte di innovazione, lavoro e futuro.
In questo lavoro sono stati combinati tra loro alcuni tra i classici indicatori di domanda e offerta turistica, che l’Istat diffonde ogni anno, con indicatori di sostenibilità ambientale (Eurostat, 2013). La metodologia
proposta si fonda sulla costruzione di un indice sintetico che, a partire dagli indicatori elementari prescelti, permetta di approfondire la tematica della sostenibilità del turismo con riferimento alle diverse regioni
italiane.

LA SCELTA DEGLI INDICATORI


Tavola 1 - Indicatori di turismo sostenibile per dimensione concettuale e per regione - Anno 2012

Gli indicatori utilizzati nel presente lavoro si ispirano al Sistema europeo


VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE AMBIENTALI E CULTURALI INTEGRAZIONE FUNZIONALITA' ECONOMICA
di indicatori per il turismo per destinazioni sostenibili (Unione Europea,
2013), creato per migliorare la gestione delle destinazioni attraverso Aree di particolare Turisti stranieri che hanno Turisti stranieri che hanno
Dotazione di risorse del Turisti stranieri che hanno
strumenti che consentano di misurare e monitorare la sostenibilità. interesse naturalistico
patrimonio culturale: beni Indice di intensità
espresso giudizio elevato (b) espresso giudizio elevato
espresso giudizio elevato (b)
Indice di Indice di
REGIONI Rete Natura 2000 (a) (in su: "Accoglienza e simpatia (b) su: "Paesaggio ed utilizzazione lorda permanenza media
La scelta degli indicatori è stata orientata alla rappresentazione di tre percentuale sulla
archeologici, turistica (presenze per
degli abitanti" della regione ambiente naturale" della
su: "Sicurezza dei turisti"
(Presenze per 1000 (Numero medio di
architettonici e museali 1.000 abitanti) della regione visitata (per
superficie territoriale visitata (per 100 turisti regione visitata (per 100 letti/anno disponibili) notti per arrivi)
dimensioni principali della sostenibilità del turismo, secondo le quali, per totale)
(valori per 100 k m2)
stranieri) turisti stranieri)
100 turisti stranieri)

essere sostenibile, la destinazione turistica dovrebbe:


Piemonte 15,6 27,5 2,8 43,0 56,0 41,9 18,0 2,9
I. fare un uso ottimale delle risorse ambientali che costituiscono un Valle d'Aosta 30,3 10,8 25,0 37,9 85,9 45,2 16,4 3,1
elemento chiave del proprio sviluppo, mantenendo i processi ecologici Liguria 27,5 121,4 8,6 40,9 56,8 40,3 23,8 3,6
Lombardia 15,6 43,4 3,4 33,3 41,0 25,4 26,0 2,5
essenziali e contribuendo alla conservazione del patrimonio naturale e Trentino-Alto Adige 24,0 13,0 43,6 42,4 44,9 35,4 31,7 4,7
della diversità biologica (area della Valorizzazione delle risorse Veneto 22,7 49,9 12,8 41,6 56,6 52,7 23,8 3,9
Friuli-Venezia Giulia 19,1 26,1 7,2 42,7 46,2 42,4 17,1 4,2
ambientali e culturali); Emilia-Romagna 12,0 34,9 8,6 48,5 47,4 46,5 23,0 4,1
II. rispettare l’autenticità sociale e culturale delle comunità ospitanti, LE FONTI Toscana 17,0 39,9 11,6 49,6 65,9 54,1 22,2 3,6
Umbria 15,4 53,1 1,2 51,3 68,7 56,9 3,2 2,4
conservare il proprio patrimonio culturale, in termini di risorse sia Marche 15,2 48,3 7,1 48,5 58,2 44,6 15,5 4,9
architettoniche e paesaggistiche sia umane, e i propri valori tradizionali Aree di particolare interesse naturalistico comprese Ministero dell'ambiente e della tutela del
nella rete Natura 2000 territorio e del mare
Lazio 25,6 54,4 5,6 36,6 46,6 40,4 28,2 3,0
Abruzzo 36,3 27,8 5,6 55,5 60,6 46,2 18,3 4,6
e contribuire, contemporaneamente all’integrazione (area Indice di intensità turistica
Istat, Indagine Capacità degli esercizi
ricettivi e Movimento dei clienti negli Molise 26,8 13,4 1,7 40,6 52,0 38,4 13,0 3,0
dell’Integrazione);
esercizi ricettivi
Dotazione di risorse del patrimonio culturale: beni Istat, Elaborazioni su dati Ministero per i Campania 29,3 41,0 3,2 54,3 68,8 42,0 23,3 4,0
archeologici, architettonici e museali Beni e le Attività Culturali, Carta del rischio Puglia 24,5 20,4 3,3 51,0 50,0 34,2 14,8 4,1
III. assicurare una funzionalità economica fattibile e di lunga durata, Giudizio elevato, dato dai turisti stranieri su
accoglienza e simpatia degli abitanti della regione Basilicata 17,2 12,4 3,3 63,3 71,0 58,9 13,3 3,6
garantendo benefici economici equamente distribuiti fra tutti gli visitata
Giudizio elevato, dato dai turisti stranieri su Banca d’Italia, Indagine campionaria sul
Calabria 21,8 20,9 4,3 51,3 53,1 36,7 11,7 5,5

stakeholder, come l’occupazione stabile e le opportunità di reddito e di


paesaggio e ambiente naturale della regione turismo internazionale dell’Italia Sicilia 24,8 27,1 2,9 59,2 61,7 47,1 20,2 3,3
visitata
Giudizio elevato, dato dai turisti stranieri su
Sardegna 23,8 13,0 6,6 70,7 83,0 73,8 14,5 5,1
servizi sociali per le comunità ospitanti (area della Funzionalità sicurezza dei turisti nella regione visitata
Indice di utilizzazione lorda Istat, Indagine Capacità degli esercizi Italia 21,2 33,3 6,3 40,8 50,0 39,5 21,6 3,7
economica). Indice di permanenza media ricettivi e Movimento dei clienti negli

(a) L'estensio ne dei siti Natura 2000 per regione è stata calco lata escludendo le so vrapposizio ni fra i Sic/Zsc e le Zps.
(b) Sono co mpresi quanti hanno indicato vo to "9" o "10" in una scala da 1a 10.

LE REGIONI ITALIANE
130
Il turismo sostenibile mostra ancora uno stadio di
sviluppo differenziato nelle regioni italiane, come
120 chiaramente mostrato dall’indicatore di sintesi. Ai primi
posti della graduatoria regionale si trovano: la
110,8 Sardegna, che presenta elevati valori per i tre indicatori
110 107,9 107,6 107,5
106,5 106,5
105,0 103,8 di integrazione; l’Abruzzo, con la più alta percentuale di
103,3 102,5 aree protette; la Campania e il Veneto, che presentano
101,1 100,9 100,4 100,1
100 98,9 98,8 un andamento omogeneo su tutti gli indicatori; la
95,8 95,0
93,7 Liguria con la più alta percentuale di risorse culturali e il
91,7
Trentino-Alto Adige, che registra il valore più elevato
90
per l’indice di intensità turistica. Agli ultimi posti si
collocano le regioni accomunate da una inefficace
80 utilizzazione delle risorse ricettive (a eccezione della
Lombardia, che presenta comunque un indice di
utilizzazione lorda superiore alla media nazionale)
70 accompagnata da una bassa permanenza media per il
Piemonte, la Lombardia, l’Umbria e il Molise e da una
scarsa valorizzazione delle risorse culturali per il
Molise, la Calabria, il Friuli-Venezia Giulia e la Puglia.
L’andamento dell’indicatore sintetico mostra quindi di
diversificare le regioni, non tanto in base alla
ripartizione geografica, quanto piuttosto rispetto alla
presenza sul territorio di siti turistici, culturali e
ambientali ampiamente conosciuti, valorizzati e
frequentati.

Il contributo che ogni singolo indicatore elementare fornisce alla formazione dell’indicatore composito, per ogni singola regione, è esplicitato nel grafico sottostante. Un ambito di centrale importanza è relativo al rapporto che il
turista instaura con il tessuto sociale e ambientale locale: indicatori particolarmente positivi per la dimensione dell’integrazione nella Sardegna, Sicilia e Basilicata riequilibrano le perfomance negative registrate sugli indicatori di
funzionalità economica, portando l’indicatore composito a valori più alti della media Italia. Un valore molto elevato di un solo indicatore non garantisce un profilo complessivo adeguato: il Trentino-Alto Adige, caratterizzato dalla
più alta intensità turistica (43,6 presenze ogni 1000 abitanti), si posiziona soltanto al sesto posto nella graduatoria regionale. Il basso rendimento dell’Umbria si deve soprattutto al contributo degli indicatori di funzionalità
economica che trascinano la regione al penultimo posto della classifica. L’analisi degli indicatori di valorizzazione del capitale ambientale e culturale, di integrazione e di funzionalità economica, unita allo studio dell’indicatore di
sintesi, costituisce un primo esperimento per comprendere quali siano le differenze, i ritardi e le best practice delle regioni italiane. Sviluppi di analisi successivi richiedono un particolare approfondimento degli aspetti della
funzionalità dell’offerta ricettiva, alla luce della non omogenea distribuzione sul territorio delle risorse ambientali e culturali e dell’esigenza di crescita della «cultura dell’accoglienza». La metodologia proposta permetterà di
ampliare ulteriormente l’analisi con riferimento alla dimensione temporale.
Friuli Venezia Giulia

LA METODOLOGIA
Trentino Alto Adige

Emilia Romagna
Valle d'Aosta

Basilicata
Campania
Sardegna

Abruzzo

160
Piemonte
Toscana

Calabria
Marche
Veneto

Lombardia
Sicilia

Puglia
Liguria

Umbria
Lazio

Molise

Il metodo di sintesi adottato è il MPI corretto (Mazziotta, Pareto, 2013) che si basa su una
150 normalizzazione con il metodo MIN-MAX con riporto dei valori nell’intervallo 70-130 e non 0-1. Tale
aggiustamento, ponendo il valore Italia pari a 100, consente una più semplice lettura e interpretazione dei
140
risultati finali. La sintesi dei valori normalizzati si basa su una media aritmetica corretta con una funzione
130 di variabilità che penalizza le regioni in proporzione alla variabilità degli indicatori. L’idea di base è che
tutte le regioni dovrebbero tendere all’ottimo quindi ad avere tutti valori elevati degli indicatori; se tale
120 condizione non si presenta (come spesso accade) la regione viene penalizzata.
L’indice proposto fornisce una misura sintetica dell’insieme di indicatori elementari, nell’ipotesi che
110
ciascuno di essi non sia sostituibile e che tutti abbiano la stessa importanza (approccio non
100
compensativo). Per le elaborazioni è stato utilizzato il software COMIC, utilizzato in Istat e scritto
interamente in SAS
90 MPI i  M r  Sr cvi dove Mri e Sri sono la media e la varianza dei valori normalizzati.
 /-
i i

80
1. Baldazzi B., Morricone M., (2012).Un indicatore sintetico per la misura del contesto economico e delle infrastrutture in
70 relazione allo sviluppo del turismo italiano. Rivista Italiana Di Economia Demografia E Statistica. Volume LXVI N. 3/4
Istat, “Turismo” in Annuario Statistico Italiano, (2013).
60 2. Unione Europea, Il Sistema europeo di indicatori per il turismo per destinazioni sostenibili TOOLKIT, (2013),
Aree protette Musei Intensità Cortesia Ambiente Sicurezza Utilizzazione Permanenza MPI 3. Mazziotta, M., Pareto A. (2013). A Non-compensatory Composite Index for Measuring Well-being over Time. Cogito.
Multidisciplinary Research Journal Vol. V, no. 4, 93–104.

UN FOCUS SULLA SICILIA


130
La Sicilia si pone al nono posto in graduatoria raggiungendo un punteggio di 103,3. 122,7
La sua buona posizione si deve soprattutto all’ottimo giudizio espresso dai turisti stranieri riguardo le 120
seguenti dimensioni: 112,5
107,8 108,4
• l’accoglienza e la simpatia degli abitanti: il 59.2% dei turisti stranieri che ha soggiornato in Sicilia nel 110
103,3
2012 ha espresso un voto di 9 o 10 (contro il 40.8% complessivo per l’Italia); 97,1
100 96,6 95,1
• il paesaggio e l’ambiente naturale: il 61.7% dei turisti stranieri che ha soggiornato in Sicilia nel 2012 ha 93,2
espresso un voto di 9 o 10 (contro il 50% complessivo per l’Italia); 90
• la sicurezza dei turisti: il 47.1% dei turisti stranieri che ha soggiornato in Sicilia nel 2012 ha espresso un
voto di 9 o 10 (contro il 39,5% complessivo per l’Italia). 80
Le criticità risiedono nella funzionalità economica del sistema ricettivo; in particolare la permanenza media 70
dei turisti negli esercizi ricettivi è di soli 3 giorni contro i 3.7 dell’Italia e i 5,1 giorni della Sardegna Aree protette Musei Intensità Cortesia Ambiente Sicurezza Utilizzazione Permanenza

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