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Boccaccio

1313, Firenze o Certaldo – 1375, Certaldo


Figlio di una relazione illegittima (ricco mercante + donna ignota)
Educazione a Firenze nell ambiente mercantile
1327, si trasferisce a Napoli – 1340: periodo felice
Il padre lo dirige verso la formazione mercantile e il diritto canonico
Crescita culturale da autodidatta
Frequenta la vita di corte di Roberto D Angiò, si innamora dei suoi
costumi e la dolce vita napoletana, spendendo il suo tempo con la buona
compagnia cortese.
Ma soprattutto: Napoli è il luogo della sua prima formazione
culturale. Si appassiona della letteratura cortese e romanzesca di Francia
diffusa a Napoli + cultura latina + erudizione storica e mitologica.
Frequentando la biblioteca reale napoletana entra in contatto con
grandi intellettuali, da ricordare assolutamente Cino da Pistoia.
Diffonde miti biografici come presunta nascita a Parigi e l amore per la
Madonna Fiammetta (probabilmente figlia illegittima del re Roberto D Angiò –
Maria D' Aquino).
Scrive prime opere (in latino e volgare) 1334-1340:
Caccia di Diana
Filostrato
Filocolo
Teseida
inverno 1340-1341 torna a Firenze – crisi finanziaria. Riprende
contatto con la tradizione fiorentina dalla poesia stilnovista alla narrativa
popolare + approfondisce il suo culto di Dante. Compone tra il 1341-1346:
Commedia delle ninfe fiorentine
Amorosa visione
Elegia di Madonna Fiammetta
Ninfale fiesolano
Dal 1346 inizia un periodo di sistemazione: comincia da Ravenna,
Forlì, Firenze 1948 durante la peste nera – provoca la morte del padre e
matrigna da cui eredita il patrimonio famigliare – evento importante perchè
subito dopo la peste nera si mette a scrivere il Decameron – raccolta di
novelle che porta a termine nel 1351. Nel frattempo cresce a Firenze la sua
fama di scrittore.
Nel 1350 inviato a Ravenna dal popolo fiorentino per donare 10 fiorini
a suor Beatrice – figlia di Dante – come riconoscimento per il padre morto
fuori dalla città tanto amata.
1350–1360 vari incarichi a Firenze: ambasciatore, ma soprattutto
guida della cultura di Firenze: cultura di carattere umanistico e molti eventi
culturali – riscontro con Petrarca che considerava magister.
1355, Monastero di Montecassino dove consulta la biblioteca ricca di
testi latini antichi.
1355 Forte dolore: muore figlia Violante – una dei presunti figli
illegittimi avuti da varie relazioni.
1359 sposta a Milano per incontrare Petrarca e visitare la sua
biblioteca personale, si immergono nella lettura.
1359, porta allo Studio Fiorentino (università di Firenze) il calabrese
Leonzio Pilato – conoscitore del greco – contribuendo allo studio di questa
lingua in Italia.
1360, come Petrarca, accede alla condizione di chierico.
1360, si inaspriscono i rapporti con Firenze a causa din una congiura in
cui vengono imputati alcuni amici suoi, che lo porta ad un periodo di crisi
anche religiosa, che lo conduce a ritirarsi a Certaldo nel 1361: studio +
meditazione + scrittura di alcune opere in latino (Genealogia Deorum
Gentilium (degli dei pagani)) e in volgare (Corbaccio).
Durante la vecchiaia 1367-1371 continua a viaggiare. 1373 viene
richiamato a Firenze per svolgere nella Chiesa di Santo Stefano di Badia una
lettura pubblica della Divina Commedia, che porta avanti solo per pochi mesi
fino a poco prima della morte – 1375, Certaldo.
Amor può troppo più che nè voi nè io possiamo.
Il Decameron

1348-1351, testo fondamentale della tradizione novellistica italiana


ed europea. Scritta in volgare. Lo stile cambia a seconda delle novelle: aulico,
comico, tragico, ecc.

Periodo in cui fu scritto: Il Decameron fu ideato e scritto durante


l’epidemia di peste che investi Firenze nella primavera del 1348. Di fronte
questo evento luttuoso Boccaccio ritenne di dover assolvere al suo compito di
intellettuale proponendo un’opera che aiutasse a risollevare gli animi.
Il pubblico di riferimento: La scelta della prosa è legata al pubblico cui
il Decameron si rivolge: un pubblico costituito da borghesi e da mercanti che
non avevano ancora gli strumenti culturali per comprendere la poesia, ma che
potevano essere attratti da racconti e personaggi realistici legati alla
contemporaneità.e il vero obiettivo del Decameron è quello di insegnare.

Dal greco deca hemeron = 10 giornate.

In realtà le novelle presenti all'interno del Decameron non sono 100,


bensì 101: all'inizio della IV giornata è lo stesso autore a raccontare la famosa
novella delle papere, che si aggiunge così alle altre 10 raccontate nella stessa
giornata dai membri della brigata.

Narra di un gruppo di giovani: 7 ragazze e 3 ragazzi che si ritrovano


nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenza, per sfuggire alla peste e
ristabilirei valori di civiltà e di socialità andati distrutti, un gruppo di sette
donne e tre giovani uomini, appartenenti alla ricca borghesia fiorentina.
Quindi decidono di fugiarsi in campagna.. Decide pertanto di dedicare il primo
giorno all’organizzazione del soggiorno, il venerdì e il sabato alle pratiche
religiose, all’igiene e al riposo, le rimanenti dieci giornate allo svago e
all’arte del racconto. Per ammazzare il tempo decidono di trascorrere 10
giorni raccontando ciascuno una storia, da cui il nome dell'opera. Compito di
colui che viene eletto di volta in volta re o regina della giornata è stabilire il
tema.

Le giornate:
1 tema libero – Pampinea
2 Fortuna – Filomena
3 Industria – Neifile
4 Amori con esito infelice – Filostrato
5 Amori con esito felice – Fiammetta
6 Motti – Elissa
7 Beffe ai mariti – Dioneo
8 Beffe – Lauretta
9 Tema libero – Emilia
10 Magnificenza-magnanimità – Panfilo
Il libro non ebbe vita facile, fu anche incolpato di immoralità, ma ebbe
comunque un gran successo, tanto che fu usato come modello di prosa
letteraria durante la questione della lingua nel Cinquecento.
Siamo nel quattordicesimo secolo e i temi trattati sono un filino pepati
per allora. Gli stessi nomi dei protagonisti rimandano a un mondo sentimental
sessuale: c'è Dioneo (lussurioso), Pampinea (la rigogliosa), Neifile (la nuova
amante), poi riferimenti classici come Elissa (nome di Didone nell'Eneide),
Lauretta (Laura di Petrarca).
Le destinatarie privilegiate: Boccaccio, individua il suo pubblico
privilegiato nelle donne, che accogliendo l’amore dimostrano nobiltà d’animo,
secondo la tradizione cortese-stilnovista. L’autore offre a loro la sua
narrazione, perché, divertendosi, trovino consolazione alla solitudine e alle
sofferenze d’amore. Infatti le donne nel Trecento erano escluse dal mondo
della cultura.
Boccaccio dice di voler dedicare il libro alle donne perchè dice che loro
non possono concedersi gli stessi svaghi degli uomini, svaghi quali la caccia, il
commercio, il gioco e l'uccellagione.
Temi del Decameron: tutta l’opera è caratterizzata dal ricorso a
quattro particolari tematiche che è necessario avere ben chiare:
 Le donne: Boccaccio compone il suo capolavoro pensando alle donne, ai loro tormenti
amorosi e al fatto che, a differenza degli uomini, queste non hanno modo di distrarsi dalle
pene sentimentali se non ricorrendo al piacere del racconto. Oltre a essere
delle dedicatarie d’eccezione, le donne sono nel Decameron un personaggio costante.
Troviamo donne sensualissime che suscitano desiderio erotico, personaggi invece più timidi
e materni e addirittura figure fiabesche e magiche. Attraverso tutte queste sfaccettature è
possibile rappresentare ogni possibile angolazione delle femminilità.

 Alla donna si accompagna il tema dell’amore e del desiderio amoroso. Anche


qui Boccaccio mostra una grande versatilità perché l’amore non è rappresentato in una sola
accezione ma lo troviamo a volte comico, altre struggente e passionale, altre ancora casto o
idealizzato.

 L’avventura è un altro importante tassello in questo gigantesco quadro: la stragrande


maggioranza delle novelle si dispiega attraverso la narrazione di viaggi avventurosi che
recuperano materiale e ambientazioni dal romanzo francese o dalla fiaba. Non vengono
visitati solo mondi terreni ma anche territori magici che mettono l’uomo in rapporto con
forze benigne o maligne dando l’opportunità all’autore di riflettere sulla volubilità dell’animo
umano e dei vizi. A questo si collega il discorso sul rapporto fra Natura e Fortuna: l’uomo nel
suo vagabondare per il mondo avrà sempre a che fare con due forze, una esterna che è la
Fortuna, e una interna che è la sua stessa e personale Natura. Gestire questi due stimoli
significa saper affrontare la vita.

 Tematica religiosa: religione e clero sono elementi centrali intorno a cui ruota tutta la vita
del comune uomo trecentesco e medievale in generale. Nonostante questo, e in linea con un
certo gusto canzonatorio e polemico, Boccaccio non si lascia scappare l’occasione di
criticare, attraverso i personaggi ignobili delle sue novelle, gli atteggiamenti più ipocriti di
tanti uomini di chiesa.

Sceglie morale laica. Tratta temi molto moderni e: amore carnale, potenza dell'intelligenza
(ottima virtù, chi la possiede ha la meglio sugli altri), fortuna (il caso, non la fortuna angelica),
rivaluta la figura del mercanto (perchè l'ingegno e la capacità di stare al mondo vengono
indicati come vere e proprie virtù).

[...] e chi scontrati gli avesse, niuna altra cosa avrebbe potuto dire se non: O costor non
saranno dalla morte vinti o ella gli ucciderà lieti. Giovanni Boccaccio, Decameron giornata IX

«Umana cosa è aver compassione degli afflitti.»