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Società Italiana di Ricerca sull’Educazione Mediale

www.sirem.org

La SIREM per la didattica a distanza


ai tempi del COVID-19
Introduzione
Hanno contribuito a questo compendio: Giovanni Bonaiuti, Anna Dipace, Andrea Garavaglia,
Livia Petti, Maria Ranieri, Pier Giuseppe Rossi.
Il direttivo SIREM ha approvato il documento.

La SIREM, Società Italiana di Ricerca sull'Educazione Mediale, intende fornire suggerimenti


per le università e le scuole nell’adozione e sperimentazione di forme di didattica a distanza
in risposta al DPCM del 4 marzo 2020 (sospensione delle lezioni in scuole e università)
recante misure urgenti per il contenimento del COVID-19.
Si ritiene infatti che oggi l’e-learning possa fornire un valido supporto, ma occorre ricordare
che fare didattica online non equivale a trasferire online il proprio insegnamento abituale,
con l’unica differenza dei mezzi utilizzati: ogni strumento/ambiente ha le sue caratteristiche
di cui deve tener conto il docente che se ne avvale.
L’e-learning richiede competenze didattiche specifiche, non sempre possedute dai docenti
che hanno, invece, grande l’esperienza di didattica in presenza.
In questa fase, in cui il contesto esterno impone il ricorso all’e-learning, vorremmo che
fossero evitate due improprie generalizzazioni:
1. Ritenere che l’e-learning sia la panacea di tutti i mali. Nessuno intende proporre di
sostituire in assoluto la didattica in presenza con l’e-learning. E-learning e didattica in
presenza, se ben organizzati, presentano vantaggi e svantaggi, permettendo di
sviluppare processi di insegnamento-apprendimento validi sia sul piano formativo, sia
su quello educativo. Oggi crediamo che sia quasi impossibile non servirsi di strumenti
digitali nella didattica corrente.
2. Utilizzare le difficoltà e, in qualche caso, la non eccelsa qualità dei corsi predisposti
nella congiuntura attuale (ricordiamo che per molti docenti questa sarà la prima
esperienza di e-learning) come base per sostenere l’inconsistenza educativa
dell’e-learning.

Viviamo un momento di emergenza e l’alternativa all’e-learning sarebbe non poter garantire


la formazione e non mantenere un rapporto con i nostri studenti, tanto più importante in un
momento di crisi. Riteniamo pertanto fondamentale far tesoro delle esperienze di qualità già

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sperimentate, per rendere questa esperienza funzionale alla necessità di dare continuità al
rapporto educativo con gli studenti anche online, così come accade quotidianamente già in
molti atenei e scuole internazionali.
In questo passaggio occorre, però, ricordare che scuola e università sono spazi educativi,
prima che formativi. Al centro del processo si collocano l’interazione tra
insegnamento-apprendimento e la relazione tra docente e studente, il loro dialogo continuo,
l’ascolto reciproco e il feedback. Se non comprendiamo come attuare la relazione e
pensiamo all’e-learning solo come erogazione di materiali, l'impegno di docenti e studenti
rischierebbe di rivelarsi scarsamente produttivo.

Questo documento non vuole e non può rispondere a tutte le domande sull’e-learning, né
intende offrire un modello di formazione online. Non vuole neanche suggerire l’idea che sia
semplice improvvisarsi formatori a distanza.
Le domande a cui vorremmo rispondere sono:
● Quali indicazioni iniziali fornire a chi per la prima volta si affaccia su questo nuovo
scenario?
● Quali aspetti essenziali, tecnologici e soprattutto didattici, tenere sotto controllo?
● Su quali elementi focalizzare l’attenzione quando, pur nella necessità di offrire
soluzioni immediate, vorremmo predisporre materiali sostenibili, utili per gli studenti e
convincenti dal punto di vista del docente?

Università
Le università italiane si stanno organizzando per mettere a punto strumenti in grado di
erogare formazione online. Ogni Ateneo ha la disponibilità di propri strumenti telematici e, in
alcuni casi, anche una propria tradizione culturale e strategie attuative.
Il problema che incontrano i docenti è duplice: da un lato non tutti hanno avuto una
formazione sulle tecnologie da utilizzare, dall’altro non tutti conoscono le metodologie
didattiche per l’online.
La domanda che si pone oggi un docente universitario obbligato a predisporre i suoi corsi
online è: come posso predisporre una lezione valida didatticamente, sostenibile e
compatibile con le mie conoscenze tecniche, rispettosa della mia filosofia educativa?

Linee guida didattiche


Esistono molti tutorial sull’uso di questo o quel tool. Non ripeteremo in queste righe quanto è
già abbondantemente presente in rete. Intendiamo invece fornire alcune informazioni
sull’organizzazione didattica della singola sessione di lavoro, dove per sessione intendiamo
l’attività che avremmo svolto in una o due lezioni strettamente connesse.
Normalmente una lezione si compone di una fase di avvio in cui il docente informa gli
studenti sulle finalità e la struttura della lezione (​accoglienza​), di una serie di interventi
(​esposizione/presentazione​), di uno spazio per le possibili domande (​feedback​) e, alcune
volte, di attività, da svolgere o a lezione, o a casa insieme allo studio dei testi (​attività​).
Infine la lezione termina con la sintesi del docente, con un commento dei lavori degli studenti
e con un rilancio per le successive lezioni (​debriefing​).

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Chiaramente tale struttura non è una regola e ci sono molte varianti dovute anche alle
specificità delle singole discipline.
A distanza non è diverso, solo che i differenti strumenti/ambienti richiedono modalità
retoriche differenti. Nelle righe che seguono descriveremo come attuare le varie fasi
nell’online.

Analizziamo le singole fasi.


Premessa: garantire la relazione educativa
Accoglienza
Esposizione/presentazione
- Modalità asincrona
- Lezioni seminariale in Video-conferenza
Feedback/discussione
Attività
Strumenti per valutare

Una premessa: la relazione educativa


In questa fase di estrema incertezza, tenere vive le reti umane è un dovere sociale da cui la
scuola e l’università non possono esimersi. Avviare corsi online è anche un modo per
garantire che la comunità universitaria (docenti e studenti) viva, palpiti e si riconosca come
tale. Comunichi e si senta partecipe!
Pensare pertanto l’online come sola erogazione di materiali è insufficiente, sia
didatticamente, sia socialmente.
Oltre a esporre e presentare contenuti, come si descriverà, occorre predisporre canali
comunicativi attraverso i quali gli studenti possano comunicare con il docente e con i
colleghi, scambiare dubbi e condividere ansie e difficoltà.
Il problema non è tecnico. I tool per l’interazione sono vari: ogni ambiente di apprendimento
ne offre diversi (chat, forum, ecc.). Altrimenti possono essere utilizzati canali esterni
disponibili a docenti e studenti: mail, messaggistica (WhatsApp, Telegram, FlipGrid, ecc.),
strumenti del web 2.0. Il problema è didattico in quanto vanno previste fasi/attività interattive
nel processo. La didattica a distanza non può essere solo erogazione di contenuti ma vanno
previste fasi di lavoro in cui gli studenti possano interagire tra loro e con i docenti.

Accoglienza
Il docente, quando effettua la sua lezione in presenza, svolge due funzioni principali: (1)
propone contenuti, (2) fornisce indicazioni e orienta lo studente nel lavoro: informa sugli
obiettivi e sulla struttura della lezione, indica le attività da svolgere e spesso mostra come
svolgerle (modeling), fornisce feedback, commenta e valuta le attività svolte.
Nella distanza è la stesso cosa, con una difficoltà in più: oggi lo studente non ha esperienza
di corsi online e su come comportarsi, per cui va orientato.
Per prima cosa è pertanto utile ​inserire una pagina di accoglienza in ogni lezione in cui
esplicitare obiettivi, fornire indicazioni di lavoro e la successione delle attività, indicare le
modalità con cui lo studente può chiedere informazioni e porre domande.

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E’ possibile accompagnare tali informazioni con una provocazione (il link a un breve video -
qualche minuto) che introduca in modo problematico il tema che verrà analizzato nella
lezione.

Esposizione/presentazione di contenuti

Modalità asincrona
E’ possibile presentare contenuti producendo brevi video lezioni (della durata di circa 15
minuti). Come prima operazione si suggerisce al docente di identificare le questioni chiave
del tema da trattare. Il materiale, oltre al titolo che deve definire il lavoro il modo chiaro e
univoco, è bene che contenga un breve indice degli argomenti che verranno trattati, mentre
al termine è auspicabile richiamare i punti più importanti che sono stati esposti con una
breve sintesi.
Quali strumenti potrebbero essere utili per creare tali materiali?
Se si decide di utilizzare strumenti ​asincroni​:
● semplici video o audio possono essere creati anche con il proprio smartphone;
● il formato audio e/o video+slide può essere realizzato con diversi software, tra cui il
diffuso ​Powerpoint​;
● è inoltre possibile registrare lo schermo del computer (screen recording) se ad
esempio si ha intenzione di lavorare su un testo o spiegare come si utilizza un
software. Esistono molteplici applicazioni per fare questo (si consulti al termine di
questo documento per una lista di soluzioni).
Attenzione deve essere posta alla preparazione di materiali di supporto efficaci con font di
grandezza leggibile, colori ben contrastati per evitare problemi di fruizione anche con gli
studenti diversamente abili.

Modalità sincrona (la video conferenza)


In modalità sincrona, è possibile presentare i contenuti attraverso la video conferenza.
Seguire una lezione da casa per lo studente è diverso da essere in aula. Da ciò derivano i
seguenti tre punti.
● Primo punto: la lezione va preparata in modo che lo studente abbia una previa
conoscenza di quanto si andrà a proporre.Tale suggerimento è sempre valido, ma lo
è ancora di più in una lezione di video-conferenza, dove le possibili distrazioni si
moltiplicano.
● Secondo: la durata totale deve essere contenuta, sempre per le difficoltà connesse
alla gestione dell’attenzione e i contenuti vanno ben focalizzati.
● Terza questione: utilizzare la video-conferenza non solo per esporre contenuti, ma
anche per discutere le domande degli studenti. In alcuni casi potrebbe essere
vantaggioso separare l’erogazione (con una registrazione audio o video) e la
discussione (tramite video-conferenza). Un video può essere ascoltato con il ritmo
che ogni studente si sceglie, può essere fermato, riascoltato. Una video-conferenza
invece è soggetta ai problemi della diretta in rete. La risposta alle domande, con
possibile replica dello studente, invece, è l'attività che meglio si addice alla

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video-conferenza, sia per come coinvolge gli studenti, sia per come cattura la loro
attenzione.
● Un’ultima questione: durante la video-conferenza come interagiscono gli studenti?
Con la chat testuale e con la possibilità di intervenire in voce. In un’aula virtuale di
oltre 20/30 studenti occorre avere una policy organica che regolamenti quando e
come intervenire e come chiedere la parola.

Discussione/Interazione
La sola visione di pillole audio o video non garantisce la qualità dei processi di
apprendimento e non favorisce la relazione educativa, se non accompagnata
dall’’interazione. Occorre prevedere spazi in cui lo studente possa porre domande,
esplicitare dubbi, proporre soluzioni.
Se si effettuano video-conferenze, lo studente può intervenire o in voce o nella chat testuale.
Se si propongono registrazioni (audio o video), va indicato un apposito spazio-tempo (ad
es., “alla fine della lezione potete intervenire nel forum….”) in cui gli studenti possano
pubblicare domande, dubbi e proposte. Spetta, poi, al docente fornire un feedback con i
canali comunicativi interni o esterni all’ambiente, oppure pubblicando un testo o un
audio-video in cui risponde alle domande.
Per favorire l’interazione non basta aprire un forum o una chat con la consegna: “se avete
dubbi postate qui domande”. E’ opportuno proporre un problema o un caso da analizzare,
formulare una domanda puntuale, richiedere di esporre una propria esperienza.
I canali comunicativi utilizzabili sono:
● Forum interno alla piattaforma;
● Chat testuali o audio interne alla piattaforma;
● Chat vocali esterne (es. Skype, Hangouts, …);
● Canali informali per l’interazione (es. WhatsApp, Flipgrid o Telegram, …).

Per la scelta del tool il docente tiene conto delle proprie conoscenze, della sostenibilità
(anche temporale), dei problemi di accessibilità che potrebbero incontrare gli studenti.
Nel caso si utilizzino modalità scritte per l’interazione, occorre dare regole chiare ai
partecipanti. Esistono in rete varie Netiquette da consultare, ad esempio ​questa​.

Attività
E' bene ​attivare ​gli studenti proponendo lavori individuali o di gruppo in linea con le
caratteristiche e necessità della disciplina. Tali attività possono consistere in brevi esercizi,
analisi di casi, ricerche, elaborazione di progetti. E' possibile, ad esempio, che il docente
predisponga dei materiali da analizzare, che gli studenti postino in un forum le analisi e,
infine, che il docente fornisca una sintesi con alcuni feedback orientativi e regolativi.
Ad esempio, è possibile proporre un caso in questo modo:
- proporre un qualcosa da analizzare, es. il progetto del viadotto di Millau, Francia
(meglio usare casi concreti), es. in un file pdf.
- chiedere agli studenti di analizzarlo fornendo una griglia-schema, es. spiegare in un
audio la consegna e fornire lo schema in word.

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- raccogliere le analisi, es. con lo strumento “Compiti” di Moodle, con un forum o con
un modulo online.
- concludere con un feedback del docente agli studenti in cui sottolineare cosa è
emerso dalle analisi, sottolineando gli aspetti positivi, e discutendo le criticità, es. in
una videoconferenza con possibilità di confronto almeno in chat.

Strumenti di auto-valutazione e feedback


Le diverse piattaforme mettono a disposizione vari strumenti per erogare test, ricevere
risposte o feedback dagli studenti. Non potendo farlo in aula, ora è importante utilizzare
questi strumenti con un duplice obiettivo: il primo consiste nel permettere agli studenti di
auto-valutare se hanno ben compreso i concetti trattati, l’altro è permettere al docente una
valutazione degli apprendimenti.
Vi suggeriamo, pertanto, di discutere i risultati ottenuti (es. “vedo che metà di voi ha risposto
in questo modo a questa domanda, forse questo concetto è stato interpretato in altro
modo… come mai?... qualcuno ha una riflessione in merito?.... provo a rispiegare questo
punto…”). Per farlo vi suggeriamo di realizzare un materiale (audio o video), o di usare una
discussione di un forum dedicata all’attività, non di utilizzare solo risposte generate
automaticamente dall’applicativo.
Fornendo feedback agli studenti possiamo fornire maggiori informazioni, correggere le
incomprensioni e promuovere nuovi apprendimenti e riflessioni. Il feedback può anche
aiutare noi docenti a raffinare la nostra progettazione per le lezioni successive.

Link e risorse utili

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