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o altrimenti contrassegnato),è da considerarsi copia di saggio - campione gratuito,

Franco Formisani
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fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati:

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7 art. 17, c. 2 l. 633/1941). esente da iva (dpr 26.10.1972, n. 633, art. 2, lett. d).

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esente da documento di trasporto (dpr 26.10.1972, n. 633, art. 74).
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In copertina: Intreccio di case e di scale. Alicante, Spagna. © Arco Digital Images/www.tipsimages.com

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VOLUME A VOLUME B
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Costruzioni geometriche Assonometria


Modulo A Prime nozioni di geometria Modulo I La prospettiva parallela nella geometria COSTRUZIONI GEOMETRICHE – GEOMETRIA DESCRITTIVA con CD-rom
Modulo B Strumenti per disegnare con il
computer
e negli oggetti
PROGETTI ARCHITETTONICI – DESIGN
Strumenti per disegnare con il computer
Modulo C La geometria euclidea
Modulo L Disegno assonometrico 3D con AutoCAD
Modulo D Applicazioni della geometria
euclidea, scale di proporzione La prospettiva
e normative tecniche
Modulo M Prospettive centrali e accidentali: metodi e tecniche

LineeImmagini PROGETTI ARCHITETTONICI – DESIGN


La geometria descrittiva Modulo N Disegnare con il computer: il disegno prospettico 3D
Modulo E Proiezioni cilindriche bidimensionali con AutoCAD
Modulo F Proiezioni cilindriche tridimensionali Teoria delle ombre in assonometria e in prospettiva
Modulo G Sezioni, intersezioni Modulo O Effetti e volumetrie creati da luci e ombre nelle
e compenetrazioni di solidi assonometrie e nelle prospettive di forme geometriche
Modulo H Luci e ombre nelle figure
geometriche, negli elementi Il disegno a mano libera
architettonici e nell’arte Modulo P Tecniche grafiche nel disegno a mano libera

COSTRUZIONI GEOMETRICHE – GEOMETRIA DESCRITTIVA


e modalità d’impiego

Gli elementi basilari del progetto


Modulo Q Norme per l’esecuzione del disegno tecnico
e progettuale
Modulo R Avvio al progetto architettonico

Il progetto architettonico
Modulo S Studi preliminari e realizzazioni di progetti esecutivi

Il design
Modulo T Studi preliminari, realizzazioni di oggetti
vari e rendering

Questo corso è costituito da:


ISBN 978-88-760-T035-7 VOLUME A + CD-ROM
ISBN 978-88-760-T036-4 VOLUME B
ISBN 978-88-760-T037-1 VOLUME UNICO + CD-ROM
ISBN 978-88-760-T038-8 risorse PER L’INSEGNANTE e per la classe

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FORMISANI
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VOLUME unico + cd-rom
T035_ROM_BZ5_00I_VIII 19-12-2008 15:00 Pagina VIII
T037_ROM_BZ2_I_X 21-01-2009 9:33 Pagina I

Franco Formisani

LineeImmagini
Costruzioni geometriche - Geometria descrittiva
Progetti architettonici - Design

LOESCHER EDITORE
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
T037_ROM_BZ2_I_X 23-01-2009 16:25 Pagina II

© Loescher Editore - 2009


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Ristampe

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2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009

ISBN 9788876080371

Nonostante la passione e la competenza delle persone coinvolte nella realizzazione


di quest’opera, è possibile che in essa siano riscontrabili errori o imprecisioni.
Ce ne scusiamo fin d’ora con i lettori e ringraziamo coloro che, contribuendo
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Via Vittorio Amedeo II, 18
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Realizzazione editoriale: Capoverso S.r.l. - Torino


- redazione: Paolo Bianco, Valentina Caccavale, Serena Nicolasi
- indice analitico: Teresa Boggio
- progetto grafico: Filippo Cabiddu, Marco Ponsero
- impaginazione: Maria Rita Cilia
- disegni: Franco Formisani, Paolo Cassinis

Redattore responsabile: Paola Cardano


Ricerca iconografica: Yara Mavridis, Emanuela Mazzucchetti
Copertina: Elio Vigna Design - Torino Linux, Unix, MacOs, Windows, MS-DOS, AutoCAD
e Adobe Photoshop sono marchi registrati dai rispettivi
Stampa: DIAL - Mondovì (CN) proprietari. Le citazioni hanno soltanto natura didattica.

Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione


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Indice del manuale


SEZIONE 1
Costruzioni geometriche
MODULO A 4.1 Riga singola di testo 39 ■ Verifica finale 86
Prime nozioni di geometria 1 4.2 Testo multilinea 40
■ Verifica AutoCAD 87
Unità 1 Strumenti e norme per l’esecuzione Unità 5 Le quotature nei disegni AutoCAD 41
del disegno geometrico 2 Unità 6 La stampa nei disegni AutoCAD 44
1.1 Strumenti 2 MODULO D
1.2 Formati dei fogli da disegno Applicazioni della geometria
secondo le norme UNI 4 MODULO C euclidea, scale di proporzione
La geometria euclidea 45 e normative tecniche 89
1.3 La squadratura del foglio 4
Unità 1 Elementi basilari Unità 1 Costruzioni geometriche
Unità 2 Uso corretto delle squadre 5
con applicazioni pratiche 46 decorative 90
■ Verifica finale 8 1.1 Perpendicolari 46 1.1 Composizione decorativa ottenuta
1.2 Parallele 47 dall’osservazione della figura
1.3 Angoli 48 geometrica realizzata per il piatto
MODULO B 1.4 Triangoli 49 della fig. 1 90
Strumenti per disegnare SPAZIO SPAZIO
OPERATIVO Triangoli equilateri 50 OPERATIVO Costruire l’interno della cupola
con il computer 9 principale nella chiesa
1.5 Quadrilateri 51 di San Lorenzo a Torino 91
Unità 1 Il computer: componenti SPAZIO

e comandi basilari 10
OPERATIVO Quadrilateri in architettura 52
1.2 Composizione decorativa ottenuta
1.1 Componenti comuni 1.6 Poligoni regolari 54 con figure di partenza
SPAZIO
a tutti i computer 10 OPERATIVO Poligoni regolari 57 caratterizzate da quadrati 92
SPAZIO
1.2 Il software 12 1.7 Tangenti 58 OPERATIVO Costruzione geometrica decorativa:
SPAZIO
Tangenti 60 la vetrata della basilica
Unità 2 Il disegno digitale 2D 14 OPERATIVO

di San Francesco 93
2.1 AutoCAD: l’ambiente grafico 1.8 Raccordi 61 SPAZIO
SPAZIO OPERATIVO Composizione con il sistema
e le barre degli strumenti 14 OPERATIVO Costruzione di un raccordo
modulare: il pavimento della
2.2 Altri strumenti basilari stradale a tromba 62
casa di Frans Ankonè 94
per disegnare con AutoCAD 16 SPAZIO
OPERATIVO Raccordi 63 SPAZIO
OPERATIVO Il modulo nell’arte cosmatesca 96
2.3 AutoCAD: comandi da tastiera 18 SPAZIO
OPERATIVO Costruire, con raccordi, il profilo SPAZIO
2.4 Input dinamico 19 OPERATIVO Il modulo in architettura 97
di un’opera architettonica 64
2.5 Snap a oggetto 20 SPAZIO
OPERATIVO Il modulo in pittura 98
1.9 Raccordi in architettura 65
2.6 Sistema di coordinate cartesiane SPAZIO
OPERATIVO Raccordo e suddivisione Unità 2 Scale di proporzione 99
e polari 21
SPAZIO
di circonferenza 66 2.1 Schema delle scale
OPERATIVO Coordinate polari e cartesiane 21 SPAZIO
OPERATIVO Suddivisioni di circonferenze 67 di proporzione 99
2.7 Metodi a confronto eseguiti SPAZIO
SPAZIO
Sezione di colonna corinzia 68 OPERATIVO Scala grafica con relativa quotatura 102
con l’input dinamico attivo 22 OPERATIVO

SPAZIO
SPAZIO
OPERATIVO Input dinamico e Quote 22 1.10 Ovali 69 OPERATIVO Scala numerica
SPAZIO con relativa quotatura 103
2.8 Comandi basilari di AutoCAD OPERATIVO Ovali 69
2.2 Ingrandimento di un oggetto con
per il disegno 2D 23 1.11 Ovoli 70
l’ausilio dell’asse di simmetria 104
2.9 I comandi di modifica 26 SPAZIO
OPERATIVO Ovoli in architettura 71
2.3 Ingrandimento per mezzo
Unità 3 Altri comandi AutoCAD 1.12 Ellissi 72 del reticolo 105
per il disegno 2D 32 SPAZIO
OPERATIVO Ellissi 72 2.4 Riduzione per mezzo dell’angolo
3.1 I tratteggi 32 1.13 Spirali 74 di proporzione con quotature 106
3.2 Proprietà di visualizzazione SPAZIO 2.5 Riduzione di scala eseguita
OPERATIVO Spirali 76
di AutoCAD 33 con l’angolo di proporzione 107
1.14 Coniche 78
Unità 4 Creazioni di testi nei disegni ■ Verifica finale 108
1.15 Sezione aurea 81
AutoCAD 39 SPAZIO
OPERATIVO Sezione aurea 82 ■ Verifica AutoCAD 109

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SEZIONE 2 2.2 Rappresentazione SPAZIO


OPERATIVO Ombre nei progetti architettonici 251
La geometria descrittiva di piramidi regolari 174
2.3 Rappresentazione di solidi ■ Verifica finale 252
MODULO E di rotazione 177
Proiezioni cilindriche
2.4 Rappresentazione di poliedri
bidimensionali 111
regolari 178
Unità 1 Metodi di proiezione: 2.5 Rappresentazione di solidi SEZIONE 3
concetti generali 112 con il metodo del piano ausiliario 185 Assonometria
1.1 Proiezioni cilindriche e coniche 112 SPAZIO
OPERATIVO Rappresentazione di oggetti
di arredamento 186 MODULO I
Unità 2 Le proiezioni ortogonali 114 La prospettiva parallela nella
SPAZIO
2.1 Metodo della doppia OPERATIVO Rappresentazione di oggetti geometria e negli oggetti 253
proiezione ortogonale 114 di arredamento 187
Unità 1 Proiezioni assonometriche 254
2.2 Piani di proiezione: quattro diedri 117 2.6 Rappresentazione di un solido
1.1 Assonometria obliqua 254
2.3 Posizioni particolari di un punto 120 poggiante su un piano generico SPAZIO

2.4 Terzo piano di proiezione 121 OPERATIVO Assonometria obliqua


comunque inclinato 190
cavaliera rapida 256
2.5 Rappresentazione del piano 123
■ Verifica finale 192 SPAZIO
2.6 Rappresentazione della retta 126 OPERATIVO Assonometria monometrica 259
2.7 Rappresentazione del segmento 133 ■ Verifica AutoCAD 193 SPAZIO
OPERATIVO Assonometria militare o aerea 261
2.8 Condizioni di appartenenza 135
2.9 Intersezioni di piani 140 1.2 Assonometria ortogonale 262
SPAZIO

2.10 Condizioni di parallelismo MODULO G OPERATIVO Assonometria isometrica,


e di perpendicolarità 141 Sezioni, intersezioni e metodo indiretto 266
2.11 Rappresentazione di un segmento compenetrazioni di solidi 195 SPAZIO
OPERATIVO Assonometria dimetrica,
obliquo rispetto ai tre piani Unità 1 Sezioni 196 metodo indiretto 270
di proiezione e ritrovamento SPAZIO
Assonometria trimetrica,
1.1 Sezioni di solidi OPERATIVO

della sua reale dimensione 142 metodo indiretto 274


con piani paralleli 196
2.12 Ribaltamento di piani, misure
1.2 Sezioni di solidi ■ Verifica finale 276
reali e proiezioni ortogonali
con piani proiettanti 198
di segmenti giacenti su piani
1.3 Sezioni di solidi
generici comunque inclinati 144
con piani generici 201
2.13 Rappresentazione di figure piane
1.4 Sezioni coniche 203
appartenenti a piani paralleli SPAZIO SEZIONE 4
Sezioni varie eseguite
a uno dei quadri 146
OPERATIVO

con piani secanti paralleli al PV 205


Strumenti per disegnare
2.14 Rappresentazione di figure piane con il computer
appartenenti a piani paralleli a uno 1.5 Altre sezioni 206
MODULO L
dei quadri e con i lati obliqui rispetto Unità 2 Intersezioni e compenetrazioni 207 Disegno assonometrico 3D
a due piani di proiezione 147 2.1 Intersezioni 207 con AutoCAD 279
2.15 Rappresentazione di figure piane 2.2 Compenetrazioni 209
appartenenti a piani proiettanti 148 Unità 1 Gli elementi fondamentali
2.16 Rappresentazione di figure piane 151 ■ Verifica finale 213 di AutoCAD 3D 280
2.17 Rappresentazione ■ Verifica AutoCAD 217 1.1 Il disegno digitale 3D 280
di figure piane. Omologia 154 1.2 Comandi basilari di AutoCAD
per il disegno 3D 282
■ Verifica finale 155
MODULO H 1.3 Altri comandi AutoCAD
■ Verifica AutoCAD 157 Luci e ombre nelle figure per il disegno 3D 294
geometriche, negli elementi 1.4 I comandi AutoCAD
architettonici e nell’arte 221 di modifica 3D 297
MODULO F Unità 1 La teoria delle ombre ■ Verifica AutoCAD 301
Proiezioni cilindriche nelle proiezioni ortogonali 222
tridimensionali 159
1.1 Preliminari 223
Unità 1 Studio della volumetria 1.2 Illuminazione parallela 224
nei poliedri 160 1.3 Illuminazione centrale 235 SEZIONE 5
1.1 Poliedri regolari 160 La prospettiva
Unità 2 Ombre proprie e portate 236
1.2 Prismi regolari 167
1.3 Piramidi regolari 168 2.1 Luci e ombre nella realtà 236 MODULO M
1.4 Solidi di rotazione 170 2.2 Illuminazione parallela 237 Prospettive centrali e accidentali:
SPAZIO 2.3 Illuminazione centrale 245 metodi e tecniche 303
OPERATIVO I solidi geometrici nell’arte 172
Unità 3 Utilità della teoria delle ombre Unità 1 Proiezioni prospettiche 304
Unità 2 Proiezioni ortogonali nel disegno architettonico 246 1.1 La prospettiva
di solidi geometrici 173 3.1 Illuminazione parallela: nel mondo moderno 304
2.1 Rappresentazione ombre applicate a elementi 1.2 Elementi necessari per eseguire
di solidi geometrici 173 architettonici 246 la prospettiva lineare 305

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1.3 Enti geometrici necessari Unità 2 Teoria delle ombre SEZIONE 8


per eseguire la prospettiva lineare 306 in prospettiva 375 Gli elementi basilari del progetto
1.4 Cerchio di distanza e cono ottico:
2.1 Illuminazione parallela 375 MODULO Q
distanze ottimali dell’osservatore
2.2 Ombre prospettiche Norme per l’esecuzione del
dal quadro 309
di un oggetto d’arredamento 379 disegno tecnico e progettuale 397
1.5 Posizioni dell’osservatore,
2.3 Ombre prospettiche di una Unità 1 Simbologie grafiche 398
altezze della linea d’orizzonte
composizione architettonica 380 1.1 Formati dei fogli da disegno
da evitare e criteri da adottare 311
2.4 Illuminazione centrale 382 e simbologie grafiche 398
1.6 Prospettiva centrale 314
1.7 Prospettiva accidentale 324 ■ Verifica finale 383 SPAZIO
OPERATIVO Le sezioni nei progetti
1.8 Misure delle altezze architettonici 399
prospettiche 332 1.2 Rappresentazione di superfici
1.9 Prospettiva centrale sezionate di materiali specifici
di uno schema volumetrico 334 SEZIONE 7 e di prospetti di muri 400
1.10 Prospettiva accidentale Il disegno a mano libera SPAZIO
OPERATIVO Strutture portanti: pareti esterne
di un oggetto di arredamento 337 di edifici 400
MODULO P
1.11 Prospettiva accidentale Tecniche grafiche nel disegno 1.3 Arredi interni 401
di piani inclinati 338 a mano libera e modalità
SPAZIO
OPERATIVO Gli spazi d’uso degli arredi interni 401
Unità 2 Proiezioni prospettiche d’impiego 385 1.4 Spazio ergonometrico
nel disegno architettonico 340 Unità 1 Il disegno a mano libera 386 e rappresentazioni di porte
2.1 Prospettiva di un elemento e finestre 402
1.1 La mano libera con l’impiego
architettonico classico 340 di matite. Tipi di campiture
SPAZIO
OPERATIVO Tipi di serramenti
2.2 Prospettiva accidentale con rappresentazioni grafiche 402
con esempi di opere realizzate
di archi 342 da noti artisti 386 1.5 Impianti elettrici, idrici, fognari
2.3 Prospettiva di un progetto 1.2 Impostazioni e proporzioni. e di riscaldamento 403
architettonico 344 La mano libera nelle opere
SPAZIO
OPERATIVO Simbologie grafiche utilizzate
2.4 Prospettiva a quadro orizzontale 346 di artisti rinascimentali: nella pianta di un appartamento 403
2.5 Prospettiva razionale o a quadro studio di panneggio 387 1.6 Alcune tipologie di scale 404
inclinato 348 1.3 La mano libera nei particolari SPAZIO
OPERATIVO Le scale negli ambienti interni 404
2.6 Prospettiva centrale di interni 350 decorativi 387 SPAZIO
OPERATIVO Assonometria di una scala
Unità 3 Proiezioni prospettiche 1.4 La mano libera nelle opere a due rampe parallele: un metodo
nel disegno a mano libera 354 scultoree: particolari rapido per la costruzione grafica 405
3.1 La prospettiva intuitiva 354 del Tondo Pitti
di Michelangelo 388 Unità 2 Tipologie di strutture
3.2 La prospettiva anamorfica 356
1.5 Studio preparatorio per un’opera architettoniche 406
■ Verifica finale 357 pittorica: un disegno 2.1 Le fondazioni 406
di Filippo Lippi 389 SPAZIO
OPERATIVO Le fondazioni nei progetti
1.6 La mano libera nei soggetti architettonici 407
MODULO N in movimento 389
Disegnare con il computer: 2.2 I mattoni 408
1.7 La mano libera nei particolari SPAZIO
OPERATIVO Murature in mattoni
il disegno prospettico 3D architettonici:
con AutoCAD 361 nei progetti architettonici 408
un capitello corinzio 390
2.3 Le pavimentazioni 409
Unità 1 Impostazioni prospettiche 362 1.8 La mano libera con l’uso SPAZIO
OPERATIVO Pavimentazioni varie
1.1 Il disegno prospettico 3D dell’inchiostro di china 390
negli ambienti di edifici 409
con AutoCAD 362 1.9 Studio preparatorio per un’opera
architettonica: disegni 2.4 Tecniche costruttive
a inchiostro di Filippo Juvara 391 e loro evoluzioni 410
SPAZIO
1.10 La mano libera nei disegni OPERATIVO Tecniche costruttive e materiali vari
architettonici: la tecnica della china in un progetto architettonico 411
SEZIONE 6
Teoria delle ombre applicata nelle rielaborazioni 2.5 I pilastri 412
in assonometria e in prospettiva grafiche di alcune opere d’arte 392 SPAZIO
OPERATIVO I pilastri nelle strutture esterne
1.11 La mano libera nei disegni e interne 413
MODULO O architettonici: la tecnica della china
Effetti e volumetrie creati da luci 2.6 I solai 414
applicata nella rielaborazione SPAZIO
Le strutture orizzontali
e ombre nelle assonometrie grafica di una veduta aerea 392
OPERATIVO

e nelle prospettive negli ambienti interni 415


1.12 Litografie dei volti di Gabriele
di forme geometriche 369 2.7 Coperture a volta semplice 416
D’Annunzio e Basilio Cascella 393
Unità 1 Teoria delle ombre 2.8 Coperture a volta composta 418
■ Verifica finale 394 2.9 Coperture a padiglione semplici
in assonometria 370
e composte 420
1.1 Illuminazione parallela 370
1.2 Illuminazione centrale 374

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SPAZIO
OPERATIVO Tipologie di coperture a falde: 3.2 Il modulo: unità di misura 2.7 Proposta di progetto: edificio
costruzione di un tetto negli ordini architettonici classici 438 residenziale per uffici e abitazioni 472
a pianta irregolare 421 SPAZIO
OPERATIVO Il modulo nella costruzione ■ Verifica finale 476
2.10 Tetti a pianta composta con falde del piedistallo e della colonna
tuscanica 439
che si intersecano 422
SPAZIO
SPAZIO
OPERATIVO I tetti a falde composte in edifici OPERATIVO Il modulo nella costruzione
di diverse epoche 423 della trabeazione SEZIONE 10
e del capitello tuscanico 440 Il design
2.11 I prefabbricati 424
SPAZIO 3.3 Proiezione assonometrica di un MODULO T
OPERATIVO Il prefabbricato in un progetto
architettonico di piccole dimensioni 425 elemento architettonico classico 441 Studi preliminari, realizzazioni
SPAZIO
OPERATIVO Piedistalli e basi di colonne di oggetti vari e rendering 477
■ Verifica finale 426 in un’opera architettonica 441
Unità 1 Studi e applicazioni
■ Verifica finale 442 di progetti di design 478
MODULO R 1.1 La forma, la funzione
Avvio al progetto architettonico 427 e l’estetica degli oggetti 478
1.2 Architectural Ceramics:
Unità 1 Rappresentazioni del territorio SEZIONE 9 la “mano aperta” 479
e del progetto 428 Il progetto architettonico 1.3 Schizzi progettuali
1.1 Il piano regolatore generale 428 per due caffettiere:
MODULO S
1.2 Città e territorio: cartografia 429 Studi preliminari e realizzazioni La Conica e La Cupola 480
1.3 Rappresentazioni di pianta, di progetti esecutivi 443 1.4 Studi di progetto
prospetto e sezione di un edificio 430 per un “tappeto-divano letto” 481
Unità 1 Schizzi preliminari 444
1.4 Rappresentazione delle sezioni 1.5 Schizzi progettuali
di un edificio arredato 432 1.1 Studi preliminari con schizzi
per un oggetto d’arredamento:
SPAZIO
Pianta, prospetto e sezioni preparatori 444
OPERATIVO
sedia Dry 482
in un progetto architettonico Unità 2 Studi e applicazioni 1.6 Schizzi in evoluzione
realizzato a Zurigo 433 di progetti architettonici 449 della lampada Heron 482
Unità 2 Il rilevamento architettonico 2.1 Stralcio, sviluppo planimetrico 1.7 Schizzi preparatori di sedie:
e le tecniche di misurazione 434 e fasi progettuali 449 prototipi in alluminio 483
2.1 Disegno e misurazione dal vero 434 2.2 Progetto esecutivo 1.8 Le sedie 484
2.2 Restituzione grafica o
di una villa unifamiliare 450 1.9 Disegni preparatori in evoluzione
rappresentazione 435 2.3 Proposta di progetto: per lo studio dell’orologio
ristrutturazione Gyrotourbillon I 485
2.3 Metodi di rilevamento
planimetrico 435 di un impianto sportivo 457 1.10 Studi di progetto di auto
SPAZIO 2.4 Ristrutturazione del Teatro e scooter 486
OPERATIVO Rilievo architettonico
del Battistero di Parma 436 alla Scala di Milano 460 1.11 Studi di progetto
2.5 Rielaborazione grafica per un elettrodomestico 487
Unità 3 Le unità di misura di un piccolo edificio abitativo 463
nel disegno architettonico 437 2.6 Proposta di progetto: museo ■ Indice analitico 488
3.1 Il modulor: unità di arte contemporanea ■ Glossario 491
di misura progettuale 437 a Shenzhen, in Cina 469 ■ Referenze fotografiche 494

VI
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Indice del CD-ROM


PARTE A Comandi AutoCAD 2D
ESERCITAZIONE COMANDI CONTENUTI
Modulo B, unità 2 e 3
A1 Estendi, Taglia Linee
A2 Taglia, Estendi Linee
A3 Cerchio, Copia, Ruota, Taglia, Tratteggio Rosa dei venti
A4 Scala Ingrandimenti di figure piane
A5 Allinea Stralcio catastale
Modulo C, unità 1
A6 Linea, Offset, Dividi, Copia, Taglia, Poligono Scala interna a c
A7 Cerchio, Taglia, Spezza, Serie polare, Offset Scala interna a c curva
A8 Taglia, Offset, Specchio Scalinata esterna
A9 Ruota, Raccorda, Taglia Scalinata esterna curva
A10 Polare, Cerchio, Estendi, Taglia, Copia, Ruota, Tratteggio Stella a dodici punte
A11 Snap a oggetto, Polilinea, Specchio, Tratteggio Freccia
A12 Poligono, Specchio, Copia, Tratteggio Motivo a scacchi
A13 Cerchio, Dividi, Controllo colore, Taglia, Offset, Cima, Linea, Copia, Pianta di Palmanova, 1a fase
Specchio, Serie polare
A14 Dividi, Cerchio, Polilinea, Snap a oggetto, Taglia, Estendi, Controllo colore,
Tipo di linea Pianta di Palmanova, 2a fase
A15 Cerchio, Offset, Taglia, Specchio Raccordo stradale
A16 Cerchio, Offset, Cima Sedia di Le Corbusier, 1a fase
A17 Raccorda, Offset, Editpl, Tratteggio Sedia di Le Corbusier, 2a fase
A18 Cerchio, Copia, Ruota, Specchio, Taglia, Dividi, Controllo colore, Ellissi Maniglia
A19 Raccorda, Offset, Taglia, Controllo colore, Editpl Sezione panchina, 1a fase
A20 Offset, Cerchio, Serie polare, Copia, Ruota, Specchio Sezione panchina, 2a fase
A21 Offset, Cima, Raccorda, Cerchio Base colonna corinzia
A22 Dividi, Stile di punto, Cerchio, Copia, Estendi, Taglia Ovale
A23 Cerchio, Estendi, Specchio, Taglia, Copia, Editpl, Proprietà, Controllo colore Ovale
A24 Dividi, Cerchio, Taglia, Estendi, Specchio, Editpl, Proprietà Ovolo
A25 Dividi, Cerchio, Copia, Taglia, Editpl Spirale formata da semicirconferenze
raccordate
A26 Serie, Cerchio, Offset, Controllo colore, Spline, Cancella Spirale di Archimede
A27 Rettangolo, Controllo colore, Cerchio, Taglia, Editpl Spirale formata da archi
di circonferenze raccordati
A28 Cerchio, Offset, Taglia, Serie polare, Copia multiplo, Polilinea, Rettangolo Elica ed elicoide cilindrica retta
(scala a chiocciola)
Modulo D, unità 1
A29 Rettangolo, Offset, Taglia, Cerchio, Specchio, Contorno, Tratteggio Composizione decorativa
A30 Polilinea, Offset, Cerchio, Taglia, Specchio, Tratteggio Composizione decorativa, 1a fase
A31 Serie rettangolare, Poligono, Serie polare, Tratteggio Composizione decorativa, 2a fase
A32 Offset, Polilinea, Taglia, Scala, Tratteggio, Serie rettangolare Composizione decorativa
A33 Poligono, Cerchio, Copia, Taglia, Rettangolo, Serie rettangolare Composizione decorativa
Modulo Q, unità 1 e 2
A34 Rettangolo, Copia multiplo, Ruota, Offset, Polilinea Tipi di murature e di pavimentazioni

VII
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ESERCITAZIONE COMANDI CONTENUTI


Modulo D, unità 2
A35 Polilinea, Offset, Esplodi, Taglia, Estendi Pianta di un’abitazione, 1a fase, murature
A36 Crea blocco, Inserisci blocco, Ruota, Specchio Pianta di un’abitazione, 1a fase, blocchi infissi
Modulo B, unità 4
A37 Testo multilinea, Riga singola di testo Testo di introduzione
A38 Ctrl V, Riga singola di testo, Proprietà, Stile di testo, Copia proprietà Pianta di un’abitazione, 3a fase, testi
Modulo B, unità 5
A39 Ctrl V, Barre degli strumenti, Quota lineare, Quota continua Pianta di un’abitazione, 4a fase, quote
Modulo B, unità 3
A40 Ctrl V, Gestione proprietà layer, Filter, Cima Pianta di un’abitazione, 5a fase, layer
Comandi Autocad per il disegno 2D
non presenti nel volume
A41 Mblocco, Inserisci blocco, Crea blocco Testo di introduzione (Scala grafica)
Modulo B, unità 6
A42 Stampa Testo di introduzione con grafici
(Formati di stampa)

PARTE B Proiezioni ortogonali


ESERCITAZIONE CONTENUTI
Modulo F, unità 2
B43 Proiezioni ortogonali di schema volumetrico 1
B44 Proiezioni ortogonali di schema volumetrico 2
B45 Proiezioni ortogonali di solidi compenetranti
B46 Proiezioni ortogonali di un oggetto con piani inclinati
B47 Proiezioni ortogonali di una composizione architettonica
B48 Proiezioni ortogonali di un oggetto con piani curvati
B49 Proiezioni ortogonali di figure geometriche solide
B50 Proiezioni ortogonali di un oggetto costituito da solidi sovrapposti
B51 Proiezioni ortogonali di forme geometriche tridimensionali
B52 Proiezioni ortogonali di un particolare architettonico con gradini
B53 Proiezioni ortogonali di una clessidra
B54 Proiezioni ortogonali di volumetrie sovrapposte
B55 Proiezioni ortogonali di una panchina

PARTE C AutoCAD 3D
ESERCITAZIONE COMANDI CONTENUTI
Modulo L, unità 1
C56 Testo di introduzione alla modellazione 3D Personalizza barre degli strumenti, Carica
toolbar, Crea nuova toolbar, Modifica icona,
Finestre
C57 Solidi regolari Cilindro, Parallelelpipedo, Toro, Cono, Sfera
C58 Estrusione di figure geometriche semplici Cerchio, Estrudi, Cono, Nascondi, Rigenera
C59 Operazioni booleane di unione e sottrazione applicate nei muri Polilinea, Estrudi, Unisci, Offset, Sottrai
di una stanza quadrata

VIII
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ESERCITAZIONE COMANDI CONTENUTI


C60 Operazioni booleane di unione, sottrazione e intersezione di un cubo Cubo, Cilindro, Estrudi, Unisci, Sottrai, Interseca
e un cilindro
C61 Rivoluzione di sagome, base di colonna, lampada da tavolo Polilinea, Rivoluzione, Ruota 3D
C62 Sezione di un cilindro eseguita con il comando Trancia Cilindro, Trancia, Ruota 3D
C63 Testo di introduzione con grafici (esempi pratici di una serie di comandi utili Estrudi facce, Sposta facce, Offset facce,
a modificare i solidi) Ruota facce, Rastrema facce, Copia facce,
Colora facce, Impronta, Svuota
C64 Estrusione della pianta disegnata nell’esercizio A35 Gestione proprietà layer, Contorno, Estrudi,
Rettangolo, Unisci, Nascondi, Annulla
C65 Copertura (tetto) della pianta disegnata nell’esercizio A35 Polilinea, Estrudi, Ruota 3D, Sottrai, Nascondi
C66 Testo introduttivo relativo al concetto di Blocco con esempi pratici di infissi Gestione proprietà layer, Blocco, Ruota,
(porte e finestre) inserite nella pianta disegnata nell’esercizio A35 Specchio
Modulo N, unità 1
C67 Testo introduttivo relativo ai comandi Punti di vista 3D e Orbita 3D Punto di vista 3D, Ruota punto di vista,
(viste assonometriche predefinite) con esempi pratici relativi al disegno Orbita 3D
della pianta A35 della villetta
C68 Testo introduttivo relativo alla prospettiva con l’impiego dei comandi Orbita 3D, Vistad, Appfot
Vistad, Orbita 3D e Appfot con esempio pratico relativo al disegno
della pianta A35 della villetta
Modulo S, unità 2
C69 Testo introduttivo relativo alla renderizzazione con esempio relativo Barra degli strumenti, Barra ombre, Barra render
alla pianta A35 della villetta
Comandi AutoCAD per il disegno 3D
non presenti nel volume
C70 Testo introduttivo relativo al render con esempio pratico ottenuto Luce, Render
dalla composizione di solidi presente a pag. 222 del Vol. A

PARTE D Proiezioni assonometriche


ESERCITAZIONE CONTENUTI
Modulo I, unità 1
D71 Assonometria ortogonale isometrica di uno schema volumetrico
D72 Assonometria ortogonale isometrica di due solidi sovrapposti
D73 Assonometria ortogonale isometrica di due solidi affiancati
D74 Assonometria ortogonale isometrica di un particolare architettonico a forma di torre
D75 Assonometria obliqua cavaliera di un oggetto con tre piani: verticale, obliquo e curvo
D76 Assonometria obliqua cavaliera di una piramide pentagonale affiancata a un cubo
D77 Assonometria obliqua cavaliera di una scala a tre rampe a U
D78 Assonometria obliqua militare di volumetrie curve
D79 Assonometria obliqua militare di una piramide affiancata a un tronco di cono
D80 Assonometria obliqua militare di una clessidra
D81 Assonometria obliqua militare di una sedia a sdraio
D82 Assonometria obliqua militare di un oggetto di uso domestico

IX
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1
sezione COSTRUZIONI
GEOMETRICHE

MODULO A
Prime nozioni
di geometria

In questo modulo sono illustrate alcune L’unità 2 mira a insegnare l’uso corretto di
nozioni ritenute fondamentali nel disegno alcuni strumenti tecnici, in particolare righe
geometrico. e squadre, così da avviare all’apprendimento
Nell’unità 1 sono descritti i principali delle costruzioni geometriche.
strumenti (matite, gomme, tipi di carta,
squadre ecc.) nonché le norme per eseguire
disegni geometrici.

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unità1 Strumenti e norme


per l’esecuzione
del disegno geometrico
Q strumenti
uesta unità descrive e illustra gli
e le norme più adatti per
1. 1 Strumenti
chitetti e ingegneri. Sono molto utili spe-
cialmente per il ripasso a inchiostro. Even-
tuali macchie, infatti, possono essere tolte
eseguire i vari tipi di disegno geometrico.
Prima di eseguire un disegno geometrico è facilmente con una lametta ben affilata.
Accenna inoltre all’utilizzo del computer, bene conoscere quali sono alcuni degli stru- Inoltre, i disegni eseguiti su queste carte
argomento che sarà trattato nello specifi- menti indispensabili e il loro uso corretto. hanno il vantaggio di poter essere riprodot-
co più avanti in questo stesso volume. ti rapidamente, nel numero desiderato di co-
pie, con apposite macchine eliografiche.
■ Carta liscia
Per eseguire un disegno geometrico si ado-
■ Gomma per il disegno a matita
pera una carta liscia, non molto leggera per
evitare che si sgualcisca facilmente. Uno dei Per cancellature di disegni a matita è consi-
formati più usati è 50 x 35 cm (fig. 1). Prima gliabile l’uso di gomme semitrasparenti (in
di disegnare è utile effettuare la squadratu- plastica “gell”) o, come mostra la fig. 3, gom-
ra del foglio; il procedimento per eseguirla me morbide bianche da matita, non colorate;
è illustrato a pag. 4. le gomme colorate infatti possono lasciare
tracce di colore sui disegni.
■ Carta da lucido
■ Matite
Oltre alle normali carte da disegno bianche,
esistono le carte da lucido, che sono traspa- Esistono in commercio le seguenti matite:
renti e si trovano in commercio in rotoli di – la classica matita di legno (fig. 4), che va
varie altezze (fig. 2), usate soprattutto da ar- appuntita con temperamatite o, meglio,
con lametta e carta vetrata;
A D
– il portamine in ferro (consigliabile) (fig. 5),
FIG. 1 FIG. 3 FIG. 4 la cui mina va appuntita semplicemente
O
con carta vetrata;
35

– la micromina (fig. 6).


B C Dopo aver scelto il tipo di matita, l’allievo
deve preoccuparsi della durezza delle mine.
50 Per il disegno geometrico la graduazione
consigliata è la seguente:
FIG. 2 media: HB, F;
FIG. 5 dura: H, 2H.
A seconda del tipo di disegno, esiste co-
munque la seguente scala di durezza delle
matite e delle mine:
tenere: 6B, 5B, 4B, 3B, 2B;
medie: B, HB, F;
dure: H, 2H, 3H, 4H, 5H;
FIG. 6
durissime: 6H, 7H, 8H, 9H.
Le matite dure sottolineate sono general-
mente impiegate per disegni particolari (ad
esempio per disegnare su metalli). Per trac-
ciare un segno uniforme (una delle più im-
portanti norme del disegno geometrico), la
mina va tenuta sempre affilata, sporgente
dal portamine almeno di 8 mm.

2 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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■ Righe ■ Goniometro angolo retto; esse sono innestate a un mec-


canismo provvisto di goniometro che ne
La riga è un attrezzo che serve a tracciare li- Il goniometro è un attrezzo, in materiale pla- consente l’orientamento e il bloccaggio su
nee rette di una certa dimensione. Uno dei stico trasparente, che consente la misura- una specifica angolazione.
suoi bordi è millimetrato, l’altro è scanalato zione esatta di qualsiasi angolo. Esistono Nella fotografia della fig. 12 una nostra di-
per consentire il ripasso a inchiostro senza due tipi di goniometro; nella fig. 10 è mo- segnatrice mostra la posizione da assumere
rischiare di lasciare macchie sul foglio. Si strato quello per angoli da 0° a 360°, a forma per un corretto utilizzo di questo preciso e
consiglia una riga in plastica dura (plexiglas) di circonferenza intera. L’altro tipo in uso è agevole strumento.
dai 50 ai 60 cm di lunghezza. quello a mezza circonferenza, per angoli da In commercio vi sono anche tavolette porta-
0° a 180°, con il righello millimetrato. Per ri- tili per fogli di formato A3. Esse sono costi-
■ Squadre levare o tracciare un angolo si fa coincidere tuite da piani in legno rivestiti di laminato pla-
il vertice dell’angolo con il centro del gonio- stico lavabile e resistente; questi pratici piani
Le squadre sono attrezzi che servono per metro.
tracciare rette parallele e perpendicolari. Si di lavoro sono forniti di righe, con bordi mil-
consigliano squadre in plastica dura (plexi- limetrati, scorrevoli in apposite guide.
glas). Come mostrato nella fig. 7, le squadre ■ Curvilinee
da usare sono due: una con due angoli acuti Per tracciare curve di qualsiasi genere, esi- ■ Computer
di 45° e un’altra con gli angoli acuti di 30° e stono in commercio vari tipi di curvilinee Il computer, attraverso programmi di grafica
60°. Le squadre hanno un bordo millimetra- (fig. 11) di forme e grandezze diverse. Sono quali AutoCAD ecc., permette di realizzare
to e due bordi scanalati per consentire il ri- sagome in plastica trasparente che consen- vari elaborati. I programmi possono essere
passo a inchiostro senza rischiare di lasciare tono di tracciare curve ed ellissi non esegui- studiati per lavorare in diversi sistemi, ad
macchie sul foglio. bili con il compasso. esempio territoriali, rilievi topografici, strut-
ture edilizie e architettoniche ecc. Con l’au-
■ Rapidograph ■ Tecnigrafo silio di un plotter, il computer, dopo aver ac-
La penna a china tipo rapidograph è un at- Il tecnigrafo, strumento applicato al tavolo quisito i dati mediante digitazione, ha la ca-
trezzo simile a una normale stilografica (fig. da disegno, è costituito da guide di scorri- pacità di restituire graficamente qualsiasi
8) e, generalmente, serve per ripassare a in- mento, righe graduate e collegate tra loro ad elaborato: nella fig. 13 un esempio di archi-
chiostro disegni già eseguiti a matita. Esisto- tettura virtuale.
no in commercio vari modelli di rapidograph.
Nel disegno della fig. 9 è mostrato un mo- FIG. 7 FIG. 12
dello di penna tipo rapidograph con le varie
parti che lo compongono, e cioè, dall’alto ver-
so il basso: cappuccio avvitabile, pennino in-
serito nel relativo raccordo o puntale, serba-
toio o cartuccia per l’in-
chiostro, contenitore
esterno avvitabile. I ser-
batoi in plastica, una vol- FIG. 10
ta sfilati, si caricano riem-
piendoli, con apposita
boccetta a beccuccio, di
inchiostro di china specia-
FIG. 8
le per rapidograph. Tutti i
modelli di rapidograph
sono corredati di cartucce FIG.13
intercambiabili e di una
serie di pennini speciali a
sezione circolare, che pos-
sono essere facilmente
sostituiti per ogni spesso-
re di linea da tracciare. Per
ogni modello esistono in
commercio, secondo le
esigenze grafiche, vari
pennini, fra i quali i più FIG. 11
usati sono i seguenti nu-
meri: 0,10 - 0,20 - 0,30 -
0,40 (nell’esempio) - 0,50
- 0,60 - 1,00. FIG. 9

MODULO A UNITÀ 1. Strumenti e norme per l’esecuzione del disegno geometrico 3


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210 : 2 = 105 e si ottiene 105 x 148 (di- li, dividere il foglio in quattro parti uguali. Per
1. 2 Formati dei fogli da disegno mensioni di A6). eseguire quest’ultima operazione, si centra in
secondo le norme UNI Tutte le dimensioni sono in millimetri. O e, con apertura di compasso a piacere, si
traccia una circonferenza (fig. 18) che taglia
Il formato base dei fogli da disegno, stabili- Le dimensioni standard dei fogli da disegno le diagonali nei punti 1, 2, 3 e 4. Con la stes-
to dalle norme UNI (si indica con la lettera A più usati sono quelle indicate dalle sigle A2, A3 sa apertura si centra in ciascuno dei punti e si
affiancata dalla cifra 0, e quindi A0), è ugua- e A4, come mostrato nella tabella qui sotto. descrivono gli archi di circonferenza che, in-
le a un rettangolo avente la superficie delle tersecandosi a due a due, danno origine ad
dimensioni di circa 1 m2 (841 x 1189 mm); il altri quattro punti indispensabili per indivi-
lato maggiore del rettangolo è pari alla mi- duare gli assi voluti. Il foglio è così diviso in
sura della diagonale del quadrato costruito 1. 3 La squadratura del foglio quattro porzioni uguali (fig. 19).
sul lato minore (nella fig. 14, A0); volendo FIG. 16
utilizzare fogli di un formato minore, basta Prima di eseguire un disegno geometrico è
ottenere rettangoli simili a quello di base A0 opportuno eseguire la squadratura del fo-
nel modo seguente: si divide il lato maggio- glio che, oltre a indicare visivamente il limi-
re del foglio in due parti uguali (fig. 15). te della superficie in cui si deve disegnare,
Si ha quindi: 1189 : 2 = 594,5 serve di ausilio per il tracciamento delle li-
Si ottengono in questo modo le dimensioni nee parallele e perpendicolari. Si opera nel O

di A1 = 594 x 841. modo seguente.


Per ottenere A2, A3, A4, A5, A6 si procede Si tracciano le diagonali del foglio (fig. 16);
nello stesso modo; pertanto si ha: poi si centra in O, punto di incontro delle
841 : 2 = 420,5 e si ottiene 420 x 594 (di- stesse, e, con apertura di compasso a piace-
mensioni di A2); re ma sufficiente a lasciare non meno di 10
594 : 2 = 297 e si ottiene 297 x 420 (di- mm di bordo, si trovano sulle diagonali i
FIG. 17
mensioni di A3); punti A, B, C, D (fig. 17). Questi, uniti, deter-
420 : 2 = 210 e si ottiene 210 x 297 (di- minano i vertici della squadratura voluta. A D

mensioni di A4);
297 : 2 = 148,5 e si ottiene 148 x 210 (di- Oltre alla squadratura è utile, specie per gli
mensioni di A5); elaborati contenenti le proiezioni ortogona-
O

DIMENSIONI STANDARD DEI FOGLI PIÙ USATI


SIGLA DIMENSIONI (mm) FORMATO
A2 420 x 594 grande
A3 297 x 420 medio B C

A4 210 x 297 piccolo


FIG. 18

FIG. 14 FIG. 15
1 2
A0

O
594

A1
4 3
1189

FIG. 19
b = 1189

297

A3

A2
148

A5
A4

A6

420 210 105

841
a = 841

4 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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unità2 Uso corretto


delle squadre

Q corretto
uesta unità mira a insegnare l’uso
delle squadre. Questi at-
Misurare angoli con due sole squadre.
Esistono due tipi di squadre: il primo corri-
sponde a metà quadrato (ha dunque cateti
Tracciare con due sole squadre
un numero a piacere di parallele
a un segmento AB dato.
trezzi, usati correttamente, consentono di
uguali e i due angoli acuti di 45°); il secondo Dato il segmento AB, su di esso si fa coinci-
misurare angoli (왘 pag. 5); di tracciare corrisponde a metà triangolo equilatero (ha dere perfettamente il bordo smussato di una
segmenti paralleli (왘 pag. 5) e perpendi- dunque un cateto che misura metà dell’ipo- squadra (nella fig. 5 quella con gli angoli
colari (왘 pag. 6); di costruire figure geo- tenusa e i due angoli acuti di 60° e 30°). acuti di 30° e 60°); questa si fa scorrere, co-
metriche come il triangolo (왘 pag. 6), I disegni illustrano come si possono facil- me indicano le frecce, lungo il bordo dell’al-
mente ottenere con l’ausilio di due sole tra, che si tiene ben ferma a mo’ di guida. Si
l’esagono regolare (왘 pag. 7). squadre angoli di 120° - 135° (fig. 1); di 75° traccia, così, un numero a piacere di paralle-
- 90° (fig. 2); di 150° - 135° (fig. 3); di 90° - le come richiesto (nell’esempio in rosso).
105° - 15° - 135° (fig. 4).
Per la ricerca di tali angoli, o di altri, si consi-
glia all’allievo di partire da una semiretta as-
segnata in una posizione qualsiasi.

FIG. 1 FIG. 2

A B

FIG. 3 FIG. 4 FIG. 5

MODULO A UNITÀ 2. Uso corretto delle squadre 5


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Tracciare con due sole squadre, per un Costruire un triangolo equilatero smussato della squadra con gli angoli acuti
punto O di un segmento AB dato, una con due sole squadre, data una di 30° e 60°; si lascia scorrere questa fino al
perpendicolare (prima soluzione). circonferenza. punto C, come indicano le frecce, lungo il
Tracciato (in rosso) il segmento dato AB e un Data una circonferenza di raggio a piacere e bordo non smussato dell’altra, che si tiene
suo punto O, su di esso si fa coincidere per- di centro O, si tracciano, perpendicolari fra ben ferma a mo’ di guida; si traccia, così, CE
fettamente il bordo più lungo di una squa- loro, i diametri AB e CD (fig. 8). La squadra (in rosso nella fig. 9). I successivi disegni
dra (nella fig. 6 quella con gli angoli acuti di che scorre lungo il bordo dell’altra ha, nel- (figg. 10 e 11) rendono superflui ulteriori
30° e 60°). Si fissa a mo’ di guida l’altra, lun- l’esempio della fig. 8, gli angoli acuti di 45°. chiarimenti. È da notare che il colore rosso
go il bordo smussato della prima che, suc- Per ottenere il lato CE del triangolo equila- evidenzia un lato della figura che si va for-
cessivamente, sempre lungo il bordo guida, tero si fa coincidere perfettamente sul dia- mando. Nella fig. 11 si completa il triango-
si fa girare di 90° come indica la freccia; si metro CD (fig. 9) il bordo più lungo e non lo richiesto CEF.
traccia, quindi, la perpendicolare richiesta
passante per il punto O. FIG. 8 C FIG. 10

Tracciare con due sole squadre, per un A


O
B
punto O di un segmento AB dato, una
C
perpendicolare (seconda soluzione). C
D C
Si traccia (in rosso) il segmento dato AB e un O
suo punto O. Si fa coincidere perfettamente
ad AB il bordo più corto, non smussato, di F

una squadra (nella fig. 7 quella con gli angoli


O B
acuti di 45°). Si tiene ferma l’altra squadra a A
mo’ di guida, facendo scorrere, come indica- A
O
B
no le frecce, lungo il bordo di questa, la pri-
ma squadra fino al punto O. Si traccia, lun-
go il bordo smussato, la perpendicolare ri- E
F
D
chiesta (nell’esempio in rosso).

FIG. 6
C

FIG. 9 C E
A O B

O C
A B

E E F

A O B
D

E F

D
A O B

FIG. 7 FIG. 11

6 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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B B
Costruire un esagono regolare con due FIG. 12 A FIG. 13 C
O
sole squadre, data una circonferenza. O
Data una circonferenza di raggio a piacere e
centro O, si tracciano due diametri perpen- B B
dicolari fra loro (왘 pag. 6, figg. 6 e 7 ). La
squadra che scorre lungo il bordo dell’altra A A C
deve avere necessariamente gli angoli acuti
di 30° e 60°. Le figure di questa tavola (figg. O O
12, 13, 14, 15, 16, 17) rendono superflui ul-
teriori chiarimenti. È da notare che il colore
rosso evidenzia, man mano, un lato della fi-
gura che si va formando. Nella fig. 17 si
completa l’esagono regolare richiesto.

C
FIG. 14 O FIG. 15 O

D D
E
B B

A C A C

O O

D
D

A
O O
F F
E
B B
FIG. 16 FIG. 17
A C A C

O O

F D F D

E E

MODULO A UNITÀ 2. Uso corretto delle squadre 7


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Verifica finale
MODULO A

■ Uso corretto delle squadre PAGG. 5-7 ESERCIZIO 3 FIG. 1


ESERCIZIO 1 Costruire, con due sole squadre, due angoli, l’uno di 135° e l’altro di 15°.
ESERCIZIO 2 Costruire, con due sole squadre, un triangolo equilatero.
ESERCIZIO 3 Costruire un quadrato con due sole squadre, data la circonferenza e i relati-
vi diametri disegnati nella fig. 1.
ESERCIZIO 4 Costruire, con due sole squadre, un esagono regolare.
ESERCIZIO 5 Tracciare, con due sole squadre, linee parallele e perpendicolari.
ESERCIZIO 6 Costruire, con due sole squadre, due angoli, l’uno di 75° e l’altro di 135°.

8 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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1
sezione COSTRUZIONI
GEOMETRICHE

MODULO B
Strumenti per disegnare
con il computer

Questo modulo è dedicato ai principali attraverso la descrizione dei comandi


strumenti che si utilizzano per disegnare basilari del programma AutoCAD.
servendosi del computer. Per maggiore L’unità 3 fornisce ulteriori comandi
chiarezza, sono spesso illustrati nel AutoCAD da utilizzare nel disegno 2D.
dettaglio i menu che compaiono sullo L’unità 4 si occupa della creazione e della
schermo. successiva formattazione di testi da inserire
Nell’unità 1 sono descritti i principali all’interno di disegni ottenuti con AutoCAD.
componenti comuni a tutti i computer per L’unità 5 analizza gli elementi basilari delle
quanto riguarda sia l’hardware sia il quotature nei disegni AutoCAD.
software. L’unità 6, infine, è dedicata alla stampa dei
L’unità 2 introduce al disegno digitale 2D disegni realizzati con AutoCAD.

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unità1 Il computer: componenti


e comandi basilari

In questa unità sono descritti i princi-


pali componenti hardware comuni
1. 1 Componenti comuni a tutti
pale e da alcuni elementi esterni, chiamati
genericamente periferiche (tastiera, mouse,
i computer monitor, stampanti ecc.), indispensabili per
a tutti i computer, passando in rassegna
il funzionamento dell’elaboratore.
l’unità di sistema, le unità di memoriz- Il computer è una macchina che elabora in- 2. Il software, che deriva dall’unione di soft
zazione e le varie periferiche. formazioni: parte da informazioni in ingres- (soffice) e ware (componente), è l’insieme
Sono poi descritti i componenti software, so (input), le elabora in base a una serie di re- dei programmi, installati sul computer, che
gole (programmi) e restituisce informazioni indicano ai componenti hardware quali
caratterizzati dal sistema operativo. Infi-
in uscita (output). operazioni eseguire consentendo, ad esem-
ne è presentato il programma Adobe Pho- Nel campo grafico il computer ha trasforma- pio, di disegnare, scrivere, ascoltare musica.
toshop ( pag. 13), uno dei software di to il vecchio concetto di sala disegni in quel-
grafica più diffusi. lo moderno di sala grafica interattiva, dove il L’unità di sistema è il componente har-
monitor ha sostituito il tradizionale tecnigra- dware principale di un computer. È caratte-
FIG. 1 Cabinet. fo. Il disegno tecnico e la progettazione sono rizzata, in genere, da una scatola rettango-
stati molto avvantaggiati dalla grafica com- lare, il cabinet (fig. 1), contenente numerosi
puterizzata (CAD, dall’inglese Computer Ai- componenti elettronici che, fissati su un cir-
ded Design, Progettazione Assistita dal Com- cuito stampato (scheda madre; fig. 2a), ela-
puter): i più complessi disegni, tecnici o di pro- borano le informazioni.
getto, possono essere realizzati più I componenti fondamentali sono:
rapidamente con l’ausilio delle nuove tecno- 1. CPU (Central Processing Unit, Unità Cen-
logie. Naturalmente l’uso del computer ri- trale di Elaborazione), denominata anche
chiede, da parte dell’utente, un’approfondita microprocessore; è il cervello della mac-
conoscenza delle parti che lo compongono. china che, pur essendo di dimensioni mol-
CPU to piccole, riesce a eseguire operazioni
Prima di vedere in che modo l’informazione matematiche e logiche indispensabili per
FIG. 2a Scheda madre.
viene acquisita, elaborata e restituita da un l’elaborazione dei programmi; la CPU la-
computer, esaminiamo le due parti che lo co- vora per lo più trasferendo (copiando) in-
stituiscono: hardware e software. formazioni in formato digitale dalla me-
1. L’hardware, che deriva dall’unione di hard moria del computer e dai piccoli scaffali
(solido) e ware (componente), è la struttura di lavoro disponibili al suo interno, i co-
fisica composta da un contenitore princi- siddetti registri;

FIG. 3 Tastiera. FIG. 4 Mouse.

FIG. 2b Scheda audio. FIG. 2c Scheda video.

10 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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2. le unità di memorizzazione, che si di- – lo scanner (fig. 5) è un dispositivo che ac- Unità di output
stinguono in: quisisce pagine, fogli stampati, fotografie Le unità di output sono dispositivi che per-
– RAM (Random Access Memory) o me- e li converte in formato elettronico, otte- mettono di emettere, ossia di comunicare al-
moria volatile (così chiamata perché l’ela- nendo così immagini digitali; l’esterno del computer, i dati elaborati, inter-
boratore la perde subito dopo lo spegni- – la tavoletta grafica (fig. 6) viene utiliz- medi o finali. Le principali unità di output sono:
mento), che permette di leggere le istru- zata nella grafica e nel disegno tecnico; è – il video (fig. 7), un tradizionale monitor
zioni dei programmi, i dati di lavoro e così simile a una tavoletta con una penna ot- di dimensioni variabili misurate in pollici,
via; la RAM è una memoria esterna sotto tica e consente di rilevare elementi di un è il dispositivo di output più importante
forma di dispositivi di memoria di massa disegno e tramutarlo in segno digitale. che consente di visualizzare i dati elabo-
come i floppy disk, i CD-ROM, i DVD, le rati. Esso, oltre che per le dimensioni, si
“chiavette” (pen-drive) USB e così via; i FIG. 5 Scanner. differenza anche per il tipo di risoluzione,
floppy disk – ormai in disuso – sono pic- caratterizzato dal numero dei pixel
coli dischi di materiale magnetico inseri- (800x600, 1280x1024): più è alto, più ni-
ti all’interno di un rivestimento di plasti- tida è la visualizzazione;
ca rigido; i CD-ROM e i DVD sono co- – la stampante (fig. 8) permette di stam-
stituiti da un supporto ottico su cui sono pare su carta caratteri, cifre o documen-
scritte e conservate le informazioni, che tazione grafica elaborati dal computer. In
vengono lette mediante il raggio laser del commercio esistono diversi tipi di stam-
lettore; le chiavette USB sono memorie panti; quelli più utilizzati sono a getto di
di massa portatile di dimensioni molto inchiostro (inkjet), in cui la stampa è pro-
contenute che si collegano al computer dotta mediante piccoli getti d’inchiostro,
FIG. 6 Tavoletta grafica.
mediante la comune porta USB; e laser, che ha lo stesso procedimento
– ROM (Read Only Memory), memoria di delle macchine fotocopiatrici;
sola lettura che l’elaboratore incamera – il plotter (fig. 9), stampante grafica a
subito dopo l’accensione; non è accessi- pennini utilizzata per la progettazione e il
bile all’operatore e permette al costrut- disegno architettonico, è stato ormai re-
tore di memorizzare le istruzioni di base legato a un mercato molto specializzato,
del computer che consentono alla mac- poiché sostituito dalla stampante sensi-
china di avviarsi correttamente e di rico- bilmente migliorata nel tempo;
noscere, quindi, le periferiche ad essa col- – le casse acustiche (fig. 10) sono molto
legate. La ROM non perde mai il proprio utili in quanto consentono di ascoltare
contenuto. suoni e segnali generati dalla scheda audio
(fig. 2b) come i click, errori di vario genere.

■ Dispositivi di input/output FIG. 7 Video. FIG. 9 Plotter.


Tra i componenti hardware comuni a tutti i
computer ci sono le unità input/output
(periferiche esterne collegate al computer).

Unità di input
Le unità di input, dispositivi che permetto-
no di immettere i dati e le istruzioni dal-
l’esterno all’interno del computer, sono, fra i
più comuni:
– la tastiera (fig. 3) è il dispositivo di input
probabilmente più importante; immette
nel computer testo e numeri e permette
di gestire il funzionamento dei software FIG. 8 Stampante. FIG. 10 Casse acustiche.
presenti nel computer;
– il mouse (fig. 4) è un dispositivo di pun-
tamento; con un minimo spostamento
della pallina, collocata alla base del mou-
se stesso, sul piano del tavolo, vengono
trasmesse al computer informazioni; sul
monitor un puntatore, raffigurato solita-
mente con una freccia bianca, consente la
selezione di comandi attraverso piccole
icone che attivano varie applicazioni;

MODULO B UNITÀ 1. Il computer: componenti e comandi basilari 11


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System), MacOs (Macintosh Operating Sy- Windows è un sistema di tipo grafico reso
1. 2 Il software stem), Windows, Unix e Linux. da Microsoft ancora più semplice rispetto al
precedente; è stato dato il nome Windows
I componenti software sono caratterizzati MS-DOS è stato uno dei primi sistemi ope- (finestre) perché con questo sistema opera-
dal sistema operativo, costituito dall’insieme rativi a essere utilizzato: nacque nel 1981 tivo tutti i lavori vengono gestiti attraverso
dei programmi che permettono all’utente di quando la società IBM, dopo aver progetta- riquadri, chiamati “finestre”: le cartelle e le
gestire e utilizzare l’elaboratore. Il sistema to un computer economico e di piccole di- piccole immagini (icone) sono le caratteri-
operativo è l’“anima” del computer, il quale, mensioni, incaricò un’azienda di software, la stiche principali di Microsoft Windows per
senza di esso, sarebbe un insieme di compo- Microsoft, di sviluppare il sistema operativo visualizzare i dati (fig. 12).
nenti inutilizzabili. Inoltre, attraverso il si- MS-DOS, rimasto in funzione fino all’arrivo Le finestre di Windows sono molto flessibi-
stema operativo si può anche modificare la di Windows. L’MS-DOS comunica con li: l’utente può pertanto spostarle, ridimen-
risoluzione dello schermo e l’impostazione l’utente soltanto testualmente e con una sin- sionarle e modificarle di contenuto in ma-
dei colori personalizzando le caratteristiche tassi complessa e difficile da ricordare. niera semplice e intuitiva. Spesso è utile la-
del monitor (fig. 11). Per software si inten- MacOS, contemporaneo all’MS-DOS, è il vorare con più finestre aperte (fig. 13), per
de, quindi, l’insieme dei programmi che per- primo sistema operativo semplice e intuiti- effettuare operazioni di spostamento e di
mettono di utilizzare la struttura logica, cioè vo a interfaccia grafica (interfaccia è il ter- confronto. Poiché le finestre sono sovrap-
l’hardware. I sistemi operativi si collocano, mine usato in informatica per indicare le re- poste in ordine sparso e creano, quindi, di-
dunque, tra hardware e software; i più diffu- gole e gli strumenti necessari per la comu- sordine, con Windows si ha la possibilità di
si sono MS-DOS (Microsoft Disk Operating nicazione tra uomo e macchina). disporle correttamente, a seconda delle pre-

FIG. 11 FIG. 12

FIG. 13 FIG. 14

12 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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ferenze e delle esigenze dell’utente (fig. 14). FIG. 15


Unix e Linux sono sistemi operativi molto
comuni, usati da tutti coloro che hanno bi-
sogno della multiutenza (caratteristica che
permette l’utilizzo contemporaneo del soft-
ware da parte di più utenti).

■Un esempio di software:


Adobe Photoshop
In commercio esistono molteplici e svariati
programmi software utilizzati per vari sco-
pi. Uno dei software di grafica più diffusi è
Adobe Photoshop (fig. 15), un’applicazio-
ne informatica prodotta dalla Adobe Sy-
stems Incorporated, specializzata nell’ela-
borazione di fotografie (fotoritocco) e, più
in generale, di immagini digitali. Questo pro-
gramma è in grado di effettuare ritocchi al-
le immagini, offrendo grosse possibilità
creative grazie ai molti filters (filtri), che per-
mettono di emulare non solo tecniche foto-
grafiche ma anche tecniche di pittura e di di-
segno. Per personalizzare un’immagine di
sfondo, ossia per modificare la configura-
zione del desktop del computer (fig. 16), si
può utilizzare un’immagine fotografica di-
gitale archiviata sul computer ed eventual-
mente rielaborata con l’ausilio di Photoshop
(fig. 17).

FIG. 16 FIG. 17

MODULO B UNITÀ 1. Il computer: componenti e comandi basilari 13


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unità2 A1-A5 Il disegno digitale 2D

Q uesta unità introduce al disegno di-


gitale 2D attraverso la presentazione
2. 1 AutoCAD: l’ambiente grafico
e le barre degli strumenti
(passaggio obbligato in ogni caso), si giun-
gerà rapidamente, con pochi sforzi, alla crea-
zione del modello 3D.
del programma AutoCAD (ambiente gra-
La rappresentazione grafica ha trovato, or-
fico, barre degli strumenti). Sono quindi Gli strumenti grafici consentono di dise- mai da tempo, una valida assistenza nel com-
passati in rassegna i comandi basilari per gnare con macchine in grado di gestire pro- puter, ma è ovvio che il disegnatore può da-
il disegno 2D con AutoCAD, illustrando grammi CAD. Essi, tramite coordinate, dan- re i comandi alla macchina solo se ha acqui-
no la possibilità di inserire elementi geome- sito una completa preparazione teorica e
anche i comandi da tastiera ( pag. 18), e
trici quali archi, cerchi, poligoni, coniche ecc. pratica, assimilando tutti i metodi del dise-
sono presentati alcuni disegni elementari Dalle rappresentazioni automatiche di gra- gno tradizionale. Tra i programmi CAD il più
ottenibili grazie al programma. fici bidimensionali si possono ottenere di- diffuso è sicuramente AutoCAD, che, ri-
segni tridimensionali utili negli elaborati ar- spetto al disegno tradizionale, è più rapido
FIG. 1 chitettonici. È possibile, così, realizzare viste sia nella gestione sia nell’esecuzione. Per la-
assonometriche e prospettiche di edifici, vorare correttamente con questo program-
AutoCAD®
è un marchio
particolari costruttivi e altro. Prima, però, di ma grafico è necessario, prima di tutto, sa-
registrato di realizzare un disegno 3D è bene saper usa- pere come attivare e gestire gli strumenti a
Autodesk Inc.
re i mezzi con i quali l’utente interagisce con disposizione. A tale scopo qui di seguito so-
AutoCAD 2D; infatti, una volta prodotto un no descritti i principali mezzi con i quali
accurato disegno base in due dimensioni l’utente interagisce con AutoCAD.
FIG. 2
■ L’interfaccia utente
L’interfaccia di AutoCAD si adatta alle ca-
ratteristiche di Microsoft Windows, per cui,
Barra del titolo similmente agli altri programmi standard,
Barra degli Barra degli strumenti
Barra dei menu strumenti standard Proprietà oggetto anche il CAD si avvia dal menu Start di Win-
dows, oppure cliccando due volte sul de-
sktop sull’icona illustrata nella fig. 1; si apre
così la schermata iniziale di AutoCAD (fig.
2), che contiene i seguenti elementi.
■ L’area di disegno o spazio modello: è
l’area di lavoro situata al centro del monitor;
Barra degli strumenti Edita rappresenta il foglio grafico, lo spazio riser-
vato alla creazione e alla visualizzazione di
Barra degli strumenti Disegna
disegni, con la relativa barra del titolo, che
Area di disegno
riporta il nome del disegno su cui si sta la-
vorando (nell’esempio Disegno1.dwg) (figg.
2 e 3). I disegni vengono eseguiti riferendo-
si sempre a un sistema di coordinate (si veda
l’angolo inferiore a sinistra dell’area di dise-
gno) che può essere cartesiano o polare, a
due o a tre dimensioni.
■ Barra dei menu a tendina (figg. 2 e 4): è
posta nella parte superiore della finestra di Au-

FIG. 3

14 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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toCAD; cliccando sui relativi menu si può sce- ■ Le quattro barre degli strumenti princi- in AutoCAD ( pagg. 37 e 38 per una trat-
gliere uno dei comandi associati. Sono orga- pali sono elencate di seguito. tazione maggiormente approfondita);
nizzati per “parti” e strutturati in modo gerar- – Standard: è situata nella parte superiore – Disegna: è solitamente disposta lateral-
chico a cascata o ad albero; per utilizzare i co- della schermata di AutoCAD, sotto il me- mente rispetto alla schermata iniziale di
mandi basta selezionare con il puntatore nu a tendina (figg. 2 e 6); contiene i pul- AutoCAD e in senso verticale; mostra un
l’argomento che interessa: ad esempio, nel me- santi dei comandi principali (Stampa, Zo- elenco di comandi basilari per disegnare:
nu Disegna si trovano gli strumenti necessari om, Ripristina ecc.); Linea, Raggio, Linea di costruzione, Multi-
per disegnare oggetti, nel menu Visualizza si – Proprietà oggetto: è posizionata al di linea, Polilinea, Poligono, Rettangolo, Arco,
trovano i comandi per variare e controllare la sotto degli strumenti standard (figg. 2 e Cerchio (figg. 2 e 8);
visualizzazione. Non bisogna confondere il si- 7); contiene comandi che creano o modifi- – Edita o Modifica: è di solito posta vertical-
gnificato dei due menu Edita e Modifica, che cano le proprietà layer degli oggetti dise- mente a destra o a sinistra della schermata
rispettivamente servono a modificare gli og- gnati (ad esempio Colore, Tipo di linea, iniziale (figg. 2 e 9): contiene comandi qua-
getti di AutoCAD e a mettere a disposizione i Spessore di linea). li Cancella, Offset, Taglia, Estendi, Cima, Rac-
classici comandi per tagliare, copiare, incolla- I layer (strato o livello) sono uno strumen- corda, Esplodi, che aiutano a modificare o a
re, annullare e altro (fig. 5). to fondamentale per organizzare il lavoro creare un elaborato di disegno.

FIG. 4

FIG. 5

FIG. 8 FIG. 9

FIG. 6

FIG. 7

MODULO B UNITÀ 2. Il disegno digitale 2D 15


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Riga di comando (figg. 10 e 12): è una fine- Puntatore a croce: è la freccia del mouse
2. 2 Altri strumenti basilari stra di dialogo situata nella parte inferiore del- che, spostata all’interno dell’area di disegno,
per disegnare con AutoCAD la schermata iniziale di AutoCAD, tra l’area di assume la forma di un puntatore a croce al-
disegno e la barra di stato; in questa riga, che lo scopo di aiutare a selezionare punti e og-
Icona WCS (World Coordinate System): è il può essere ridimensionata secondo le proprie getti. Si possono scegliere varie dimensioni
sistema di coordinate assoluto e prefissato; esigenze, vengono digitati e/o visualizzati i del puntatore (fig. 10); a tale scopo, dal me-
situata in basso a sinistra dello schermo (figg. messaggi di richiesta di input di AutoCAD che, nu Strumenti/Opzioni (fig. 15), si attiva la
10 e 11) si adegua alle esigenze del disegno a sua volta, fornisce le risposte agli stessi input. scheda Visualizzazione (fig. 16) e, successi-
bidimensionale. In italiano il significato della Attraverso questa finestra si può interagire con vamente, si imposta l’opzione Dimensioni
sigla WCS è Sistema di coordinate globali; AutoCAD non solo digitando comandi da ta- puntatore a croce (fig. 17) calcolate in per-
questa icona, infatti, indicando le direzioni po- stiera ma anche da pulsanti delle barre degli centuale rispetto allo schermo; le dimensio-
sitive degli assi x, y, segnala all’utente che sta strumenti e dai menu, oltre che dalla plancia di ni massime della croce del puntatore si han-
operando nel sistema di riferimento assoluto. comando e dalle tavolozze degli strumenti. no quando il valore impostato è uguale a
Schede di modello e schede di layout: po- Barra di stato: è posta inferiormente alla fi- 100 (fig. 17): è il caso in cui le estremità del
ste in basso a sinistra, sotto l’icona WCS nestra di AutoCAD (fig. 10); la parte sinistra puntatore toccano i bordi dello schermo
(figg. 10 e 11), contengono opzioni che con- è occupata dall’area delle coordinate che ri- (figg. 10 e 18).
sentono di utilizzare la modalità di lavoro porta la posizione numerica del puntatore Al centro del puntatore a croce appare un
della scheda modello o i diversi layout di all’interno dell’area grafica (figg. 10 e 13); quadratino che facilita la selezione degli og-
stampa. In genere ci si serve delle modalità nella zona più a destra, invece, sono presen- getti (fig. 10). La dimensione predefinita di
Modello e Layout rispettivamente per pro- ti alcuni pulsanti-interruttori indicanti, al- questo piccolo quadrato può essere modifi-
gettare e stampare; però in realtà anche dal- l’interno di ciascuno, le funzioni da attivare cata nel seguente modo: dal menu Stru-
la scheda Modello si può stampare ed è pos- (fig. 14); cliccando, ad esempio, sul pulsante menti/Opzioni si attiva la scheda Selezione
sibile anche lavorare direttamente nelle fi- SLN si visualizzano gli spessori delle linee di e poi si fa scorrere il cursore verso destra o
nestre create nei layout. un elaborato di disegno. sinistra (fig. 19).

FIG. 10

Dimensioni massime del


puntatore a croce

Puntatore a croce

Quadratino del
puntatore a croce

Schede di
Layout e di
Icona WCS Modello Barra di stato Riga di comando

16 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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FIG. 11 FIG. 12 FIG. 13

FIG. 14

FIG. 15 FIG. 16

FIG. 17 FIG. 18

FIG. 19

MODULO B UNITÀ 2. Il disegno digitale 2D 17


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2. 3 AutoCAD: comandi da tastiera Nel comando Cerchio, ad esempio, alla richiesta indicata nella riga di
comando Specificare raggio del cerchio o (Diametro) <20.000>, si
L’utente può colloquiare con AutoCAD, oltre che dal menu e dalle può digitare con la tastiera la lettera in maiuscolo D nella riga di co-
barre degli strumenti, anche con l’uso della tastiera; con l’ausilio di al- mando di AutoCAD e, successivamente, alla richiesta Specificare dia-
cuni tasti, infatti, si attivano i comandi, si inseriscono le opzioni e si metro del cerchio, si inserisce un valore numerico.
specificano valori e coordinate. I tasti più frequentemente utilizzati sono illustrati qui sotto.

Esc: interrompe operazioni eseguite Canc/Delete: è uguale al comando Invio: permette di comunicare ad AutoCAD il termine di
erroneamente e si utilizza anche per Cancella; per eseguire questa operazione si un’operazione; se, ad esempio, si traccia una linea lunga 20 cm,
chiudere una finestra di dialogo, selezionano prima gli oggetti da eliminare e, dopo aver digitato 20 è necessario pigiare il tasto Invio; in caso
annullando le relative operazioni svolte successivamente, si preme il tasto Canc. contrario non ci sarà alcun effetto e il programma continuerà a
all’interno di essa. restare in attesa di istruzioni.

Tab: la pressione ripetuta di questo tasto consente di Maiusc: è un tasto che consente di Ctrl: questo tasto, premuto insieme ad altri,
completare una o più lettere inserite nella riga di comando per digitare non solo lettere maiuscole ma, richiama velocemente alcune funzioni. Ad
poi tramutarle in nomi derivanti da esse. Ad esempio, digitando premuto con altri tasti, può anche esempio Ctrl+0 attiva e distattiva tutte le
nella riga di comando le lettere spe e premendo ripetutamente servire a richiamare velocemente barre degli strumenti. Ancora, premendo il
il tasto Tab, appaiono in sequenza Specchio, Specchio3D, alcune funzioni; infatti pigiando tasto Ctrl+Alt si attiva la funzione premere e
Spesslin, Spressilinea, Spezza. Visualizzato ed evidenziato il Ctrl+Maiusc+S si attiva il comando trascinare (comando PremTrasc che sarà
comando desiderato, è necessario premere Invio per attivarlo. Salvacome. illustrato più avanti nei disegni 3D); esso
Un’altra funzione, fra le tante, è utilizzata nel testo multilinea permette di estrudere disegni 2D delimitati
( pag. 40) dove la pressione del tasto Tab crea elenchi da un’area chiusa.
incolonnati correttamente.

18 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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■ Esempio di applicazione dell’input dinamico


2. 4 Input dinamico
● Dopo aver attivato il comando Disegna/Linea, appare sullo scher-
L’input dinamico è un nuovo metodo che, a partire dalla versione mo la richiesta (fig. 23); contemporaneamente anche sulla riga di co-
2006, interagisce con AutoCAD e consente di visualizzare sullo mando appare la stessa richiesta.
● Per fissare il punto iniziale della linea, si clicca in un punto qualsiasi
schermo vari messaggi di AutoCAD che in precedenza erano leggi-
bili solo nella riga di comando. Inoltre, grazie all’input dinamico, si dell’area di disegno. La richiesta di AutoCAD (fig. 24) è ora diversa;
può accedere a comandi, opzioni e valori in corrispondenza del pun- infatti si possono vedere i valori di lunghezza e angolo del segmen-
tatore. to che si sta disegnando. In questa fase si può specificare il punto
L’input dinamico si attiva cliccando con il pulsante destro del mou- successivo della linea oppure si può individuare la lunghezza desi-
se sul pulsante DIN nella barra di stato (fig. 20); successivamente si derata, ad esempio 5; quest’ultima operazione va eseguita digitando
preme, dal menu di scelta rapida, su Impostazioni (fig. 21): sul mo- 5, che sostituisce la lunghezza evidenziata in blu.
● A questo punto si preme il tasto Tab per andare a cercare il valo-
nitor appare la finestra di dialogo Impostazioni disegno (fig. 22).
Questa scheda, come si può notare nel grafico, è costituita da tre ti- re dell’angolo evidenziato in blu (fig. 25). La presenza del simbolo del
pologie di input: Input puntatore, Input quota, Righe di comando di- lucchetto indica che è stata individuata la lunghezza 5 della linea e
namiche, che possono essere attivate singolarmente o insieme con- che successivamente si può modificare solo la sua inclinazione.
● Si digita ora 130 per l’angolo, disegnando così, con il metodo del-
temporaneamente.
l’input dinamico, un segmento di lunghezza 5 unità e inclinato di
130° (fig. 26).

FIG. 20 FIG. 23

FIG. 21

FIG. 24

FIG. 22

FIG. 25

FIG. 26

MODULO B UNITÀ 2. Il disegno digitale 2D 19


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FIG. 27 FIG. 28
2. 5 Snap a oggetto

La finestra di dialogo Tipo di snap (fig. 27),


che si attiva cliccando prima con il tasto de-
stro del mouse sul pulsante OSNAP della bar-
ra di stato ( pag. 17, fig. 14) e poi su Impo-
stazioni, consente di individuare, in modo ra-
pido, l’esatta posizione di un oggetto senza
conoscerne le coordinate e senza disegnare
linee di costruzione. Lo snap a oggetto o
Osnap permette di disegnare, con una preci-
sione decisamente superiore rispetto al dise-
gno manuale su carta, una linea passante per
il centro di un cerchio, o per il punto medio o
finale di un segmento, o perpendicolare a una
retta. Nella finestra di dialogo (fig. 27) si se-
lezionano gli snap che si desidera utilizzare e
si confermano con OK. Così si permette di at-
tivare in maniera permanente i punti notevo-
li di oggetti già disegnati, ossia gli Osnap. Esi-
ste, in alternativa, un’altra modalità di utilizzo
degli snap a oggetto e consiste nello sceglie-
re manualmente il tipo di punto notevole a
seconda delle esigenze; se ne può avere l’at-
tivazione premendo il tasto Maiusc e, suc-
cessivamente, cliccando con il tasto destro del
mouse; apparirà così, nell’area di disegno, il
menu di scelta rapida (fig. 28).

■I principali tipi di snap a oggetto


FINe: determina con precisione QUAdrante: determina con preci- PERpendicolare: determina con
il punto finale dell’oggetto più sione il punto di quadrante precisione la posizione perpendi-
vicino. di un cerchio, colare rispetto a un oggetto
di un arco, di riferimento.
di un’ellisse g
a 0°, 90°,
180°, 270°.
a
MEDio: determina con precisio-
ne il punto medio dell’oggetto. d
TANgente: determi-
INTersezione: determina con
na con precisione
precisione il punto
il punto di
di intersezione e tangenza di un
di due oggetti.
cerchio, di un
b arco, di un’ellisse.
CENtro: determina con precisio- h
ne il centro di un cerchio, di un
arco, di un’ellisse. INSerimento: determina VICino: determina con precisio-
con precisione il punto di inseri- ne il punto di un oggetto più vici-
mento di un testo o di oggetti vari. no al puntatore.
i

f
c

20 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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■ Coordinate cartesiane e in senso antiorario rispetto alla X, si opera


2. 6 Sistema di coordinate nel modo seguente: si digita sulla tastiera il
cartesiane e polari Un sistema di coordinate cartesiane è com- simbolo @ (chiocciolina) seguito dalla lun-
posto da tre assi; digitando i valori delle co- ghezza stabilita 6.8, dal simbolo <(angolo) e
Per disegnare con AutoCAD è necessario co- ordinate si indicano la distanza e la direzione dal numero 60 che ne rappresenta l’ampiez-
struire primitive geometriche (punto, linea di un punto lungo gli assi X, Y, Z rispetto al- za; il tutto si ottiene digitando sulla tastiera
arco, cerchio, ellisse ecc.) sulle quali si effet- l’origine (0, 0, 0) del sistema di coordinate; ad il comando Invio. In breve: @distanza<am-
tueranno le opportune modifiche. Nello spa- esempio, le coordinate 80, 60 (separate da piezza invio ossia @6.8<60 Invio. Se inve-
zio indefinito della finestra di disegno biso- una virgola) indicano un punto che si trova a ce si vuole disegnare una linea di lunghezza
gna fornire al programma una serie di infor- 80 unità in direzione X positiva e 60 unità in 6.8, ruotata, rispetto allo 0°, di 60° ma in sen-
mazioni, come le dimensioni e la posizione direzione Y positiva; le coordinate – 70, 30 so orario rispetto alla X, si opera in modo si-
degli oggetti nello spazio, immesse nel pro- indicano un punto di ascissa negativa. Le uni- mile, con la sola aggiunta del simbolo – (me-
gramma da sistemi di coordinate cartesia- tà decimali vengono separate da un punto: no), quindi: @6.8<-60 Invio.
ne o polari. AutoCAD, quindi, lavora in uno ad esempio 8.5 e – 4.2 indicano un punto di Poiché è più utile scegliere un punto indi-
spazio caratterizzato da un sistema di coor- coordinate 8.5 lungo la direzione X positiva, cando le sue coordinate rispetto all’ultimo
dinate cartesiane composto dagli assi X, Y e Z; e 4.2 lungo la direzione Y negativa. punto specificato e anteponendo, necessa-
questo spazio può essere personalizzato riamente, sempre il simbolo @ (chioccioli-
usando i comandi Strumenti/Nuovo UCS. ■ Coordinate polari na), l’uso delle coordinate relative, rispetto a
Nel disegno bidimensionale si utilizzano so- quelle assolute, è molto frequente.
Un sistema di coordinate polari individua un
lo i sistemi di coordinate cartesiane e pola- Negli esempi A e B illustrati qui di seguito si
punto sul piano, mediante una distanza e un
ri; nel disegno tridimensionale, oltre ad essi, sfrutteranno esclusivamente le coordinate
angolo: la dicitura è distanza<angolo; ad
si possono usare anche i sistemi di coordi- relative con le rispettive modalità adottate
esempio, se si vuole disegnare una linea di
nate cilindriche e sferiche, che saranno trat- da AutoCAD.
lunghezza 6.8 ruotata, rispetto allo 0°, di 60°
tati più avanti.

Coordinate polari e cartesiane Il lato dell’esagono EF (lungo 20 unità) è in- FIG. 1


clinato di 240° rispetto al lato DE; quest’ul-
Esempio A: Disegnare, con il comando Li- timo ha la stessa direzione positiva dell’asse
nea, un esagono regolare con l’utilizzo delle co- X; pertanto il vertice F si individua digitan-
ordinate polari relative senza l’aiuto dell’in- do @20<240 e Invio.
put dinamico; i lati del poligono hanno una Per completare l’esagono regolare si può sem-
lunghezza di 20 unità (fig. 1). plicemente digitare l’opzione Chiudi del co-
Cliccare con il mouse sul pulsante DIN della mando Linea oppure ci si può servire ancora
barra di stato per disattivare l’input dinamico. delle coordinate polari nel seguente modo: di-
Attivare il comando Linea dalla barra degli gitare @20<300 poiché la distanza dal vertice
strumenti Disegna o dal menu Disegna/Linea F al vertice A è ancora di 20 unità, ma su una
e, successivamente, cliccare nell’area di dise- direzione di 300° rispetto alla parte positiva
gno per scegliere un punto a piacere. dell’asse X. Infine, premendo il tasto Invio, si
Tracciare il primo lato orizzontale dell’esa- definisce l’esagono regolare richiesto.
gono, lungo 20 unità, digitando @20,0 e poi FIG. 2
Invio. Esempio B: Disegnare, con il comando Ret-
Il secondo vertice in basso B dell’esagono ri- tangolo, una forma geometrica rettangolare
spetto al punto A scelto a piacere nell’area di utilizzando le coordinate cartesiane relative
disegno si trova a distanza 20 ed è inclinato, senza l’ausilio dell’input dinamico (fig. 2).
rispetto alla direzione dell’asse X, di 60°; di- Cliccare con il mouse sul pulsante DIN della
gitare, quindi, @20<60 e poi Invio. barra di stato per disattivare l’input dinamico.
Il terzo vertice C, da dove parte il terzo lato Attivare il comando Rettangolo dalla barra
dell’esagono (lungo sempre 20 unità), è incli- degli strumenti Disegna o dal menu Dise-
nato di 120° rispetto alla direzione positiva gna/Rettangolo e, successivamente, cliccare
dell’asse X; digitare, quindi, @20<120 e poi nell’area di disegno per scegliere un punto a
Invio: si individua così il vertice D. piacere.
Per ottenere il lato DE dell’esagono, che è lun- Dopo la richiesta della riga di comando Spe-
go 20 unità e che genera con la direzione del- cificare un altro angolo opposto o (Area/Quo-
l’asse X un angolo piatto di 180°, si digita te/Rotazione), digitare @80,40 e poi preme-
@20<180 seguito da Invio. re Invio.

MODULO B UNITÀ 2. Il disegno digitale 2D 21


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2. 7 Metodi a confronto eseguiti metodo dell’opzione quote, per mezzo dei


con l’input dinamico attivo quali sono disegnati rettangoli, con base 80
e altezza 40 unità, uguali al rettangolo del-
Negli esempi A e B sono illustrati, rispetti- l’esercizio B della pagina precedente esegui-
vamente, il metodo dell’input dinamico e il to con le coordinate cartesiane relative.

Input dinamico e Quote FIG. 1

Esempio A: Disegnare, con il comando Ret-


tangolo, una forma geometrica rettangolare
utilizzando l’input dinamico (figg. 1 e 2). FIG. 2
Cliccare con il mouse sul pulsante DIN della
barra di stato per attivare l’input dinamico.
Con l’input dinamico attivo non occorre an-
teporre alle coordinate relative il simbolo @.
Attivare il comando Rettangolo dalla barra
degli strumenti Disegna o dal menu Dise-
gna/Rettangolo e, successivamente, cliccare
nell’area di disegno per scegliere un punto a
piacere.
Dopo la richiesta Specificare un altro angolo
opposto o (Area/Quote/Rotazione), digitare
80 e, successivamente, con il tasto Tab pre-
muto, digitare 40 (fig. 1).
Digitare Invio: appare sul monitor il rettan- FIG. 3
golo richiesto (fig. 2).

Esempio B: Disegnare, con il comando Ret-


tangolo, una forma geometrica rettangolare
utilizzando l’opzione Quote (figg. 3, 4 e 5).
Cliccare con il mouse sul pulsante DIN della
barra di stato per attivare l’input dinamico.
Attivare il comando Rettangolo dalla barra FIG. 4
degli strumenti Disegna o dal menu Dise-
gna/Rettangolo e, successivamente, cliccare
nell’area di disegno per scegliere un punto a
piacere.
Dopo la richiesta Specificare un altro angolo
opposto o (Area/Quote/Rotazione), digitare Q
oppure pigiare sul tasto destro del mouse o
sul tasto Freccia giù scegliendo Quote dal me-
nu a discesa (fig. 3).
Dopo la richiesta Specificare lunghezza dei et-
tangoli, digitare 80 e poi Invio.
Dopo la richiesta Specificare larghezza dei FIG. 5
rettangoli, digitare 40 e poi Invio (fig. 4).
Dopo la richiesta Specificare un altro angolo
opposto o (Area/Quote/rotazione), spostare il
mouse a destra, sinistra sopra e sotto, nel-
l’area di disegno, e, per fissarne l’orienta-
mento scelto, cliccare su una di queste quat-
tro direzioni rispetto al punto di aggancio del
rettangolo: appare sul monitor il rettangolo
richiesto (fig. 5).

22 SEZIONE 1. Costruzioni geometriche


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