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Bilancio finale delle Competenze

a) Individuare i concetti chiave della disciplina.

Partecipare alla progettazione di percorsi personalizzati e inclusivi per studenti


con particolare problematiche affinché possono progredire all'interno del
gruppo classe.

Utilizzare le tecnologie per migliorare la comunicazione e la mediazione


didattica in vista di interventi funzionali e compensativi.

Porre in relazione i concetti chiave per costruire un percorso formativo


adeguato alla classe.
La mia esperienza di quest'anno mi ha fatto crescere come persona e come
insegnante, in quanto ho imparato a progettare percorsi formativi che tengano conto
delle diverse capacità di ogni alunno. Infatti all'interno della mia classe mi sono
confrontata con bambini con difficoltà diversa: BES, DSA, disturbi dell'attenzione e
comportamento. In questa progettazione mi sono serviti i laboratori formativi
obbligatori sui BES. Ho appreso e acquisito strategie diverse per favorirne
l'inclusione nel gruppo classe. Interessante è stato il corso formativo sul metodo del
mutuo-insegnamento o cooperative leaming. Gli alunni apprendono in piccoli
gruppi: ognuno di loro ha un compito diverso, in base alle loro capacità , ma tutti
devono raggiungere un obiettivo comune, aiutandosi reciprocamente e sentendosi
corresponsabili del percorso. I bambini diventano i protagonisti di tutte le fasi del
lavoro (dalla pianificazione alla valutazione). L'insegnante è un facilitatore, una
guida e un organizzatore dell'attività di apprendimento. E' stato anche proficuo il
corso di "Interoperabilità" perché mi ha permesso di approfondire le mie conoscenze
relative ad alcune app e programmi che facilitano l'apprendimento non solo ai
bambini con bisogni speciali ma anche ai normo dotati. Ritengo, comunque, che le
mie conoscenze volte a favorire la progressione di alunni con particolari
problematiche necessitano sicuramente di ulteriori aggiornamenti.

b) osservare e valutare gli alJievi secondo un approccio formativo

Rendere visibile agli occhi degli allievi i loro avanzamenti rispetto all'obiettivo
prestabilito attraverso un feedback progressivo.

Utilizzare diverse tecniche e strumenti per la valutazione formativa.


Nella stesura delle programmazioni, dei progetti, e nel predisporre le attività ho
tenuto conto delle esigenze dei bambini che avevo davanti, valorizzando ciò che
singolarmente hanno appreso precedentemente e sono in grado di fare cercando di
renderli attivi protagonisti della loro crescita e del loro processo di apprendimento.
Con loro ho svolto un percorso basato molto sull'autovalutazione e sul feedback. Per
la valutazione degli apprendimenti , ho adottato verifiche in itinere sulle principali
attività, utilizzando la valutazione oggettiva mediante la somministrazione di prove
strutturate e semistrutturate. Naturalmente ho anche utilizzato le verifiche orali e la
valutazione soggettiva puntualizzata sulla produzione di testi individuali strutturate
con domande guida. Ho fatto in modo che gli alunni fossero sempre a conoscenza
degli argomenti, del tipo di prova e dei livelli di prestazione attesi. Tutte le verifiche
hanno previsto diversi livelli di difficoltà in modo tale da creare un clima positivo
tale da migliorare l'autostima di ogni alunno. Sono stati molto proficui la
partecipazione ai corsi formativi sui "compiti di realtà" organizzati dalla scuola.
Insieme al team docente abbiamo deciso di applicare le conoscenze apprese e di
utilizzare la didattica capovolta per la realizzazione di compiti di realtà La scelta di
questo metodo di lavoro ha favorito molto l'autovalutazione sia di gruppo che
individuale. L'autovalutazione mette gli alunni nella condizione di riflettere sui
propri comportamenti e apprendimenti, condividendo successi e insuccessi,
favorendo uno sviluppo del senso di autocritica e di autostima. Alla fine di ogni
prova, ho messo in evidenza se si sono registrati dei miglioramenti, anche minimi,
poiché ritengo che bisogna sempre motivare l'alunno nel proseguimento del percorso
didattico. Lavorare in questo modo è stato molto impegnativo per tutto il team ma
anche molto costruttivo per la nostra professionalità.

e) Coinvolgere gli studenti nel loro apprendimento e nel loro lavoro.

Lavorare partendo dalle conoscenze degli studenti. Rilevare le conoscenze


esistenti e i legami tra le stessi.

Costruire ambienti di apprendimentocapaci· di sollecitare partecipazione,


curiosità motivazione e impegno degli allievi.
Fin dall'inizio dell'anrio scolastico ho subito instaurato un clima positivo, sereno e di
benessere all'interno della classe, poiché è importante per creare stimolo e
motivazione all'apprendimento. In ogni mia attività didattica ho sempre tenuto
presente le conoscenze e le capacità presenti in ogni singolo alunno. Di relativa
importanza è stato la partecipazione al corso formativo della dott.ssa Solmi riguardo
l'importanza della predisposizione-divisione dell'aula in angoli laboratoriali. Insieme
alla mia collega di classe, abbiamo creato all'interno dell'aula, uno spazio dedicato ai
laboratori, dove ogni singolo alunno può. sperimentare, creare e apprendere in
maniera naturale e spontanea. Abbiamo cercato di creare un contesto inclusivo per
dare a ciascun bambino la possibilità di esprimersi utilizzando le sue competenze e i
suoi tempi, sfruttando le differenze individuali e sollecitando la partecipazione di
tutti all'apprendimento. Ho utilizzato anche la Lim per affrontare le lezioni con
maggiore leggerezza, in quanto per gli alunni rappresenta un occasione di lavoro
piacevole. Ho sfruttato. anche "l'apprendimento cooperativo " , i lavori di gruppo,
impegnando gli alunni nella costruzione di conoscenze attraverso processi
collaborativi e attività d'insegnamento reciproco. Ho previsto momenti in cui gli
alunni si sentissero coinvolti attivamente nel processo educativo, contribuendo in
prima persona, alla costruzione del loro sapere. Ho messo in pratica le varie tecniche
di scrittura che ho appreso dal corso formativo dello scrittore Luigi Dal Cin. In
particolar modo ho potuto sperimentare la tecnica del "binomio fantastico" che si
basa sull'associazione di due termini che non hanno nulla a che vedere tra di loro.
Compito dei bambini è quello di riuscire a legare questi due termini inventando una
o più storie: tutto ciò avviene sotto forma di gioco e determina lo sviluppo della
creatività e della fantasia di ogni singolo bambino. Queste attività hanno migliorato
la mia capacità di percepire le risorse dei bambini con le loro difficoltà e
competenze adattando la programmazione ai loro diversi livelli.

d) Lavorare in gruppo tra insegnanti.

Innescare ed avvalersi di attività peer review e peer learning tra colleghi.


Con i miei colleghi ho subito instaurato un rapporto di collaborazione e rispetto
reciproco. Il clima sereno, caratterizzato da disponibilità e dialogo da parte di tutti,
ha consentito la condivisione di importanti momenti didattico-pedagogici.
I Come docente in anno di prova uno degli step del percorso formativo è stata l'attività
peer- to peer, a stretto contatto con il tutor che mi ha affiancato nella progettazione

I e realizzazione di due attività, ma anche in orari curriculari di compresenza che mi


sono serviti per conoscere meglio i bambini, le loro difficoltà visto che nella classe
ci sono alunni con problematiche comportamentali particolari. Tutto ciò mi ha fatto
capire che il confronto e lo scambio tra pari è una buona pratica di aggiornamento e
di potenziamento delle competenze e della professionalità docente. Questi rapporti
cooperativi sono serviti sicuramente per migliorare le mie strategie didattiche e
formative. Il tempo in compresenza nella nostra classe serve a favorire un clima
lavorativo efficace in quanto si creano gruppi di livello utili sia al recupero che al
I potenziamento degli apprendimenti dei bambini.

e) Partecipare alla gestione della scuola


I Contribuire alla gestione delle relazioni con i diversi interlocutori
Impegnarsi negli interventi di miglioramento dell'organizzazione scolastica.
I Come docente proveniente da vari anni di precariato, riconosco di avere un livello
base di competenza riguardo alla mia partecipazione alla gestione della scuola. Da
precaria è difficile entrare nei meccanismi che regolano la vita di una .scuola.
I Quest'anno ho cercato di essere più consapevole della realtà che mi circonda
leggendo il Piano dell'offerta formativo triennale e il rapporto di autovalutazione del
I comprensivo. Sono venuta a contatto con le associazioni dei genitori per organizzare
lavoretti, cartelloni e festa di fine anno. Ho partecipato ad un incontro insieme alle
colleghe di classe con una psicologa per discutere sull'andamento scolastico di un
I alunna straniera per favorirne l'integrazione all'interno del gruppo classe. Per quanto
riguarda l'organizzazione scolastica, mi sono data da fare per apportare il mio
I contributo, ma ammetto di non aver partecipato attivamente al funzionamento
organizzativo della scuola anche perchè impegnata nelle attività per l'anno di prova.
Pertanto ritengo di dover potenziare la mia competenza.
I
f) Informare e coinvolgere i genitori
I Comunicare ai genitori obiettivi didattici, strategie d'intervento, criteri di
valutazione e risultati conseguiti.
I Come ho già affermato nel Bilancio iniziale delle competenze la famiglia è la prima
protagonista del processo educativo e quindi è molto importante instaurare un
rapporto di fiducia e stima reciproca. I rapporti tra scuola e famiglia sono un punto
molto delicato che va affrontato con responsabilità reciproca avendo come punto
focale lo sviluppo del bambino. Quest'anno grazie al lavoro fatto dalle mie colleghe
che mi hanno preceduto, le quali hanno elaborato con le famiglie un "patto
formativo" sin dalla classe prima, siamo riuscite a condividere strategie di intervento
e a lavorare con buoni risultati. Certamente, confrontarsi con i genitori non è
facile,soprattutto quando devi comunicare delle difficoltà e dei problemi. A questo
proposito mi è servito il corso formativo Bes con il quale ho appreso quanto sia
importante utilizzare un linguaggio chiaro, rassicurante attraverso il quale i genitori
non si sentano giudicati ma supportate ad affrontare le varie problematiche. A volte
può capitare che questi rapporti risultino conflittuali, allora ho visto che l'Istituto ha
creato una serie di proposte da seguire in modo da non arrivare mai ad uno scontro
con le famiglie e cercare dei punti di incontro. A mio parere mi è sembrato molto
proficuo continuare il lavoro del Patto Formativo perchè nonostante quest'anno
abbiamo dovuto informare alcune famiglie dei problemi dei loro figli, ho visto
partecipazione e fiducia e rafforzarsi il rapporto tra scuola e famiglia. Molto
interessante è stato la partecipazione al corso formativo della psicologa Bettoli sulla
"Prevenzione del Bullismo a scuola" che ha coinvolto anche i genitori con degli
incontri serali, dove si è discusso in modo sereno e produttivo delle problematiche
familiari e del rapporto tra scuola e famiglia.

g) Affrontare i doveri e i problemi etici della professione

Rispettare regole, ruoli, impegni assunti all'interno del proprio contesto


professionale.

Inspirare la propria azione a principi di lealtà, collaborazione, reciproca fiducia


tra le diverse componenti.
Insegno ai miei alunni a rispettare regole, impegni, ruolo e ispiro la mia azione a
principi di lealtà, rispetto e collaborazione reciproca sia con gli alunni , sia con i
docenti e con tutte le altre figure che operano nella scuola. Ho sempre portato a
termine tutti gli impegni presi, ho instaurato con i colleghi proficue relazioni basate
sul rispetto e sulla collaborazione reciproca, ho condiviso esperienze ed idee. Sono
riuscita ad attuare strategie ed attività che coinvolgessero i bambini e i loro genitori
per evitare episodi o pensieri di discriminazione sociale e culturale. Ritengo che il
mio livello di competenza rispetto a questi indicatori sia sempre più alto. I bambini
nel loro sviluppo hanno bisogno di modelli, uno di questi è proprio l'insegnante,
ecco perchè è più importante l'esempio che le parole.

h) Servirsi delle nuove tecnologie per le attività progettuali, organizzative e


formative.

Utilizzare le tecnologie per ricercare informazioni.


Utilizzare le tecnologie per costruire reti e scambi con altri colleghi anche
nell'ottica di una formazione continua.
La tecnologia è un ottimo strumento per ricercare informazioni e per condividere
esperienze didattiche. Ho utilizzato la tecnologia per ricercare informazioni, per la
I mia formazione professionale sfruttando tutte le possibilità dei social network, per
confrontarmi con altre colleghe circa la formazione docente per neo-immessi in

I ruolo, ma anche per creare attività progettuali. In classe ho fatto ampio uso degli
strumenti informatici. Ho utilizzato la Lim quasi tutti i giorni per spiegare alcuni
concetti, regole e per far esercitare i bambini attraverso esercizi di concentrazione, di
grammatica e per la visione di favole, fiabe e testi di vario genere. Ho utilizzato
spesso anche il pc per un bambino con possibili problemi di disgrafia e dislessia.

I Grazie anche al corso PNSD (Interoperabilità), ho migliorato il mio livello di


competenza e ho imparato a utilizzare nuovi programmi ( Google Drive) che
semplificano di molto la progettazione di un attività.
I i)Curarc la propria formazione continua.

I Documentare la propria pratica didattica.


Reinvestire, nelle pratiche, i risultati dell'analisi e riflessione sull'agito.
I Attraverso la documentazione delle due attività previste per l'anno di prova mi sono
trovata, insieme alla mia tutor, a radiografare ogni minuscolo passo del mio lavoro.

I Ho fotografato, filmato, conservato i lavori dei miei alunni che hanno partecipato
attivamente e con entusiasmo. Tutto ciò mi ha permesso di rivedere il mio operato
per riflettere sulle scelte dei contenuti, sulle metodologie e sulla loro efficacia; mi ha
I permesso di vedere rispecchiate le mie competenze e quindi di notare quelle che si
dovrebbero acquisire o rinforzare, fino a utilizzare, il materiale documentato come

I strumento per autovalutarmi e migliorarmi professionalmente. Nella formazione di


un insegnante è molto importante la sperimentazione e l'innovazione. Un insegnante
che sperimenta ed innova cresce nella propria professionalità e migliora il
I rendimento degli alunni percorrendo nuove strade d'insegnamento e pubblicizzando
gli esiti del suo lavoro, favorisce la formazione dei colleghi e di tutta la comunità
scolastica. Riflettere sulla pratica significa potenziare il senso delle azioni, dare
I valore ai comportamenti della quotidianità attribuendo ad ognuno significati ben
precisi. Uno strumento molto utile per lo sviluppo professionale è la ricerca
I continua. L'insegnante che riflette continuamente sulla propria pratica professionale
viene considerato un "insegnante di qualità". La formazione diventa un occasione
per sollecitare gli insegnanti su quello che fanno, infatti è ormai consolidato che gli
I insegnanti non sono solo consumatori passivi dei corsi di aggiornamento, ma sono
essi stessi risorse per comprendere e innovare l'insegnamento. Molto utili sono i
I laboratori didattici e le reti di scuole. Il laboratorio rappresenta la condizione
migliore per trasformare l'esperienza in classe in uno strumento di apprendimento.
La costituzione di reti locali favorisce gli scambi di materiali, la costruzione
I condivisa di progetti e percorsi didattici. Tutto ciò comporta l'interazione e la
comunicazione tra pari. Lo scambio e la condivisione di esperienze è la via migliore
I per lo sviluppo professionale dei docenti.

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