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LEGGENDA E MITO NELLA MASSONERIA

La Massoneria come saga che si sviluppa nella storia contro il male

M.M. = Maestro Muratore - C.D.M.. = Compagno di Mestiere

C.D.M.
Caro Fratello, sono imbarazzato. Leggendo sulle origini della Massoneria vedo celarsi miti e leggende,
teorie e interpretazioni al punto da rendere la stessa Massoneria quasi una saga che attraversa i millenni.
M.M.
È vero, dietro alla nascita della Massoneria si celano tutte queste cose.
C.D.M.
Come Massone più che avere il diritto sento il dovere di essere un uomo libero, quindi di avere un pensiero
libero e allora con spirito libero mi viene da chiedere perché la saga massonica perdura nel tempo?
M.M.
Forse è nella sua stessa natura.
C.D.M.
Non è una risposta. Una risposta non può iniziare con un forse! Perché si cerca nell’esoterismo pitagorico,
nella religione egizia, nella filosofia greca, nella metafisica ellenista, nell’economia medioevale e altrove e
ancora altrove le ragioni della sua esistenza? Questa leggenda o saga o mito o tutto ciò assieme, che senso
ha?
M.M.
Perché, come ogni leggenda, cristallizza le onde del tempo, rende immobili come pietra la totalità dei secoli,
dà solidità all’insopportabile vuoto che il tempo apre sotto i passi dell’umanità. Nelle leggende, come nei
miti, si mantiene ciò che si sottrae a coloro che muoiono.
C.D.M.
Vuoi dire che i miti sono come grandi fantasmi morti che con la loro seduzione stregata danno efficace
tutela al pericoloso guardare dell’uomo nell’abisso del tempo?
M.M.
Oggi fai il poeta della storia? Ma sì. Credo che tu abbia ragione. Similmente ai miti le leggende danno
soddisfazione da ciò che le realtà contingenti e impoverite non sanno offrire. Essi ingentiliscono con la loro
valenza fantastica l’indigenza del pensare quotidiano.
C.D.M. [ironico]
Se qualcuno fa poesia, qualcun altro fa retorica. comunque, credo di capire ciò che vuoi dire. Vuoi dire che
le leggende danno la visione dell’esistenza come “al suo punto di ebollizione”, quando l’io si sente eroico.
M.M.
Esse realizzano l’eccesso del sogno. La loro interiorità sacrale è resa accessibile dalla drammaticità emotiva
che trasfonde riferimento, che richiama i perduti ricordi, e della quale prendono dominio con la loro
reiterazione rituale e astorica.
C.D.M.
Se il mito esprime il mondo totale, separato da quello dissociato della vita mondana, con la stessa
determinazione della separazione dell’evento sacro dall’evento profano, la leggenda crea il ponte tra il
sogno e la realtà, tra il dramma sanguigno e la volatilità della poesia. Ma in questo modo che senso hanno
gli studi storici così severi e approfonditi che sono fatti specialmente dagli inglesi sulle origini della
Massoneria?
M.M.
Con lo studio storiografico, che tu giustamente definisci severo sulla fondatezza e certezza delle fonti, si
pongono le basi della conoscenza storiografica. Nulla di più. Ma la storia non è solo questo. Io credo che i
Fratelli inglesi, pur ammirandone molto il lavoro, abbiano perso il “senso” della Storia.
C.D.M.
Che cosa intendi per senso della storia?
M.M.
Ciò che la storia possiede ma non può essere espresso dai soli documenti. Dietro ai documenti c’è la vita di
coloro che li hanno stilati. C’è la vita vissuta ovvero i sentimenti e le emozioni, le paure e gli inganni, le
esaltazioni e i sacrifici, i sogni e i deliri, le illusioni e le delusioni e tanto altro. Per i Massoni quella che tu
hai chiamato saga massonica non è leggenda o favola, intese come finzione, bensì essa è intesa come verità
vivente che si sublima in leggenda. Possedendone ritualmente l’essenza, questa verità è vivente nella volontà
di essere anima collettiva seguendo il cadenzarsi degli eventi mitici. L’arcaica e intima coerenza dell’ideale,
con la sua corazzata totalità, diventa espressione sensibile dell’esistenza e irrompe nel torneo dei secoli che si
scontrano.
C.D.M.
Non credi che in tal modo la saga si ponga accanto al mito? Svelandosi come modello e, perché modello, è
violento perché è dichiarazione di attualizzazione del mondo primigenio totalizzante. La saga muratoria
manifesta la propria volontà di proiettare in un presente astorico.
M.M.
Vuoi dire in un mondo atavico in cui l’uomo era tutt’uno con la natura. In questa chiave allora potremmo
dire che la leggenda della fratellanza tra Muratoria operativa e Massoneria speculativa, con tutti i suoi
capitoli che la precedono e la seguitano, è leggibile in tutta la sua drammaticità della vita che si pasce della
vita solo all’occhio dell’iniziato.
C.D.M.
Non capisco.
M.M.
I miti non appaiono alla vista di chi, con occhio profano, guarda estasiato il mare azzurro e le onde che si
rincorrono e tra queste ammira il salto elegante del delfino. Il mito e la leggenda arcaica svelano la loro
dirompente potenza solo agli occhi di chi, tra il mare azzurro e le onde spumose, vede anche nel baluginare
della luce lo schizzo di sangue del pesce afferrato e squarciato dal morso del delfino. È nella completezza del
bello solare e della sanguigna morte che si esprime il mito, nella contemplazione ora placida ora tormentosa
del sistema simbolico che dal mito stesso e dalle saghe, si dipana ed è ritessuto in una nuova orditura dalla
nuova sapienza lucida e completa.
C.D.M.
Mi poni una visione del dipanarsi della storia della Massoneria che è quasi agghiacciante. Quasi una
concezione di lotta per la sopravvivenza. Non riesco proprio a vedere la Massoneria in tal modo!
……..

Il testo continua nel libro di Francesco Angioni: DIALOGHI MASSONICI (pagine 186) prezzo €18
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