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Riforma e Controriforma: le parole della storia

A cura di Nicola Spagnolli

Tale dispensa è stata realizzata servendosi delle voci dei seguenti dizionari on-line: AA.VV,
Dizionario di storia moderna e contemporanea e Dizionario di Storiografia, Bruno Mondadori
Editore.

Le voci sono consultabili ai seguenti link:

http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/index.htm

http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/

Indice

RIFORMA PROTESTANTE ................................................................................................................................... 2


MARTINO LUTERO ......................................................................................................................................... 2
GUERRA DEI CONTADINI (1524-1525) ........................................................................................................... 3
LUTERO E GLI EVANGELICI ............................................................................................................................. 3
PREDESTINAZIONE ......................................................................................................................................... 4
CALVINO E I RIFORMATI ................................................................................................................................ 4
GIOVANNI CALVINO....................................................................................................................................... 5
HULDREICH ZWINGLI ..................................................................................................................................... 5
CHIESA ANGLICANA ....................................................................................................................................... 6
CARLO V DAVANTI ALLA RIFORMA .................................................................................................................... 6
CONTRORIFORMA E RIFORMA CATTOLICA ....................................................................................................... 7
PROMOZIONE DELLA DEVOZIONE POPOLARE E REPRESSIONE DELL'ETERODOSSIA .................................. 10
ANTISEMITISMO TEOLOGICO .......................................................................................................................... 11
CACCIA ALLE STREGHE ..................................................................................................................................... 12
MALLEUS MALEFICARUM ............................................................................................................................ 13
CALVINISMO E CAPITALISMO. L’INTERPRETAZIONE DI MAX WEBER .............................................................. 13

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RIFORMA PROTESTANTE
* Con la bolla “Exurge domine” (1520) papa
Movimento religioso originato dal luteranesimo e così denominato dalla
Leone X condanna le idee di Lutero
"protesta" contro la condanna* di Martino Lutero espressa dai suoi seguaci
alla dieta di Spira (1529).

MARTINO LUTERO

(Martin Luther, Eisleben 1483 - ivi 1546). Riformatore religioso tedesco.


Entrato nel convento agostiniano di Erfurt nel 1505, si addottorò in teologia a
Wittenberg (1512), dove intraprese l'insegnamento.
Nel 1517, in una disputa sulle indulgenze* con il domenicano J. Tetzel, *Indulgenza: Nella tradizione cattolica la

affermò che la salvezza dipende solo dalla grazia, non meritata, di Cristo e remissione, per effetto di un atto

negò il valore delle opere umane davanti alle decisioni eterne di Dio: i meriti giurisdizionale della Chiesa, delle pene
temporali dovute per i peccati, già cancellati
dei santi, ceduti con la vendita delle indulgenze, non procuravano la salvezza,
dalla confessione. Il ricorso all’indulgenza
ma servivano solo ad arricchire il papa (Novantacinque tesi).
venne legittimato dal XIII e XIV secolo dalla
Mentre dalla curia romana tardavano le sanzioni, con la protezione del suo dottrina del tesoro dei meriti accumulati da
sovrano Federico il Saggio, elettore di Sassonia, Lutero poté confrontarsi ad Gesù e dai santi, al quale la Chiesa poteva
Augusta con il cardinale Caetano (1518) e a Lipsia con il teologo J. Eck (1519), attingere senza limiti, presentandoli come
senza piegarsi a una ritrattazione. una soddisfazione vicaria delle pene inflitte
I suoi attacchi alla Chiesa romana lo avevano reso frattanto il campione degli ai peccatori, purché questi si fossero

umanisti e dei nazionalisti tedeschi. A costoro egli indirizzò nel 1520 una serie debitamente confessati e pentiti. Tale

di opuscoli: Alla nobiltà cristiana di nazione tedesca, con cui invitava i prìncipi dottrina finì per autorizzare credenze

secolari a riformare la Chiesa basandosi sulla dottrina del sacerdozio sempre più abusive circa le indulgenze: esse
furono estese dalla colpa alla pena, dalle
universale, che eliminava la distinzione fra laici e clero; De captivitate
pene temporali inflitte dalla Chiesa a quelle
babylonica ecclesiae, con cui accusava la Chiesa romana di aver ampliato il
da scontare in purgatorio; dalle colpe
numero dei sacramenti, fra cui ammetteva solo battesimo ed eucaristia; De proprie a quelle dei parenti defunti. Nel XV
libertate christiana, con cui rifiutava la legge canonica. secolo la Chiesa non solo tollerò queste
credenze, ma introdusse la pratica della
concessione delle indulgenze dietro il
versamento di una elemosina, spingendo
così a concepire l'indulgenza nella forma di
una vera e propria vendita della remissione.

Nel 1521 venne scomunicato, ma comparve con salvacondotto* alla dieta *Salvacondotto: permesso scritto

imperiale di Worms, dove rifiutò di ritrattare e fu posto al bando; Federico il mediante il quale l’autorità competente

Saggio lo fece allora rapire e tenere in segreto al castello di Wartburg per consente di poter entrare, uscire, passare

dieci mesi. o soggiornare in un territorio altrimenti

Qui egli tradusse in tedesco tutto il Nuovo Testamento, tornando poi a vietato.

Wittenberg per comporre i dissidi scoppiati in seguito al diffondersi della


Riforma protestante.

Prese posizione a favore dell'ordine costituito nel corso dei sommovimenti


scatenati dalla riforma religiosa, condannando il radicalismo degli
anabattisti* e la rivolta sociale scoppiata con la guerra dei cavalieri e la * ANABATTISMO : Movimento religioso

guerra dei contadini, esortando i principi a reprimere tali rivolte (Contro le articolato in diverse correnti, sorto in

masnade rapaci e assassine dei contadini, 1524). Germania nell'ambito della Riforma

A causa del bando Lutero non poté partecipare alla dieta di Augusta (1530), protestante. Prese origine dal

dove Melantone, suo collaboratore, presentò a nome dei luterani la cristianesimo rivoluzionario di Thomas

Confessione di fede. Risiedette prevalentemente a Wittenberg, dove nel 1525


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Münzer, protagonista della rivolta
sposò la ex monaca Katharina von Bora, da cui ebbe sei figli; oltre a fornire
contadina antifeudale del 1525, e dal
con tale matrimonio un modello di vita domestica per il protestantesimo,
radicalismo pacifista di Konrad Grebel e
testimoniato dai Discorsi a tavola, Lutero finì la traduzione della Bibbia, testo
Felix Manz, già collaboratori di Zwingli a
fondamentale della lingua letteraria tedesca moderna, e redasse i testi
Zurigo. Letteralmente "ribattezzatori", gli
liturgico-dottrinali più importanti delle Chiese luterane.
anabattisti vennero così chiamati dai loro
avversari per via della pratica eretica del

GUERRA DEI CONTADINI (1524-1525) "secondo battesimo", impartito in età

Grande movimento insurrezionale dei contadini tedeschi. Alla base stavano le adulta come atto conclusivo di una

rivendicazioni sociali ed economiche delle classi rurali sottoposte ai soprusi e conversione personale.

agli ingenti gravami dei signori feudali.


Il tutto in una cornice evangelica ispirata al desiderio del trionfo della legge e
della giustizia divine.
Le predicazioni religiose di Andrea Carlostadio e Thomas Münzer ebbero una
parte di primo piano nell'incoraggiare i contadini alla rivolta scoppiata nel
giugno 1524 a Stühlingen, nella foresta Nera, ed estesasi rapidamente alla
Renania, alla Franconia e alla Turingia.

Nell'aprile 1525, dopo la caduta di molte città nelle mani dei rivoltosi, furono
pubblicati a Memingen "I dodici articoli dei contadini tedeschi", manifesto
antifeudale; la dura reazione dei principi tedeschi contribuì al radicalizzarsi
del movimento.
Preoccupato dall'estremismo sociale, e timoroso che l'ostilità dei principi
condannasse in blocco la Riforma, Lutero preferì schierarsi a fianco dei
principi.
Nel maggio 1525 la sconfitta delle bande di Münzer a Frankenhausen provocò
il declino del movimento, minato dalla mancanza di unità organizzativa e di
intenti. Dalla rivolta la classe rurale non ottenne alcun miglioramento, mentre
ne uscì rafforzato il potere dei principi e della Chiesa luterana.

LUTERO E GLI EVANGELICI


Al di là delle differenti definizioni dogmatiche, articolate nelle varie
"confessioni di fede", o catechismi (luterana, calvinista, anglicana, zwingliana,
anabattista, sociniana e delle altre sette generatesi in seguito alla frattura
della cristianità occidentale), la sostanza dottrinale del fenomeno sta nella
giustificazione per fede, rovesciamento della tradizionale posizione cattolica
che vedeva la via della salvezza nella "giustizia attiva" dell'uomo che, in
collaborazione con la grazia divina, compiva le opere buone, ergendo così la
volontà umana a protagonista della giustificazione, conformemente alla
norma disciplinare stabilita dall'autorità ecclesiastica.

Invece Lutero, sulla scorta della Lettera ai romani di san Paolo (1, 17), parlò di
giustizia passiva dell'uomo, reso giusto dalla grazia di Dio mediante Cristo e
consapevole della salvezza attraverso la sola fede.
Il problema della conversione operata dalla sola grazia, evento puramente
interiore e individuale, spinse Lutero, e soprattutto Calvino, ad accentuare la
dottrina agostiniana della predestinazione.
La mediazione sacramentale e gerarchica della Chiesa, considerata una
deviazione indotta dall'Anticristo, venne annullata, come pure venne rifiutata
la morale ascetica, con la soppressione degli ordini monastici: l'ideale di
perfezione da extramondano venne ricondotto all'interno della società e delle
sue leggi, favorendo la nascita della mentalità economica moderna.
3
La lotta contro gli abusi della Chiesa romana non nacque però con intenti
scismatici: nella tensione verso la laicizzazione della vita religiosa e
l'abolizione della separazione del clero dai fedeli si vedeva il "ritorno alla
forma primigenia" (reformatio) della Chiesa, quella apostolica, fondata cioè
sulla predicazione e sul rapporto diretto del credente con Dio attraverso la
Scrittura, che è interprete di sé stessa.

Sino al fallimento del colloquio di Ratisbona (1541) si continuò a sperare da


entrambe le parti in una conciliazione dottrinale.

La spinta alla formazione di una nuova Chiesa istituzionale condusse in campo


protestante a disparate soluzioni pratiche: poiché il protestantesimo
evangelico (o luteranesimo) definiva l'organizzazione ecclesiastica e la stessa
liturgia come cose indifferenti e riportava tutte le cose terrene alla sfera del
potere civile (teoria dei due regni), lasciò che i principi asservissero la
religione allo stato, nominando propri impiegati (visitatori) che
controllavano pastori e parrocchie e riferivano ai sovrintendenti generali nei
tribunali ecclesiastici o concistori.

Una struttura simile si ebbe nell'Inghilterra anglicana, dove permaneva, alle


dirette dipendenze del re, l'istituzione episcopale sul modello cattolico (che
sopravvisse anche nelle Chiese luterane di Svezia e Danimarca e nella Chiesa
calvinista ungherese).

PREDESTINAZIONE

Dottrina teologica secondo la quale Dio decide la salvezza eterna o la


dannazione di un essere umano prima della sua nascita e indipendentemente
dal suo soggettivo volere il bene morale.

L'Epistola ai Romani di Paolo di Tarso (I secolo d.C.) elaborò una compiuta


idea della predestinazione postulando un piano di Dio nel quale ai
predestinati è concessa l'esperienza della grazia salvifica.

Agostino d'Ippona (354-430) approfondì la dottrina nella controversia con i


seguaci di Pelagio: la concessione della grazia è gratuita e immeritata,
effetto dell'onnipotenza divina, e destinata dall'inizio dei tempi a un piccolo
gruppo di essere umani. Oggetto di discussioni sempre rinnovatesi all'interno
della Chiesa, la dottrina fu ripresa dalla Riforma protestante e soprattutto da
Giovanni Calvino che ne fece il fondamento della propria concezione religiosa.
La necessità di dimostrare di essere tra i predestinati divenne per i calvinisti
una fonte di rigorosa moralità e di attivismo sociale.

CALVINO E I RIFORMATI

Nel protestantesimo riformato (o calvinismo), la cui comparsa viene


tradizionalmente indicata come la "ripresa" della Riforma dopo il
"ripiegamento" di Lutero davanti alle pretese del potere secolare e l'inizio
della reazione cattolica, la costituzione ecclesiastica doveva invece adeguarsi
alla confessione di fede della comunità, anche a prezzo dell'ostilità con lo
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stato, il cui ruolo era visto come sussidiario alla Chiesa.

Il fondamento della Chiesa era posto nella comunità dei fedeli, affidata alla
guida dei ministri (pastori, dottori, anziani e diaconi); ma al suo interno non
esisteva gerarchia, così come nessuna Chiesa prevaleva sulle altre.

Le principali forme organizzative che ne derivarono furono il


presbiterianesimo, sotto la direzione del sinodo (come a Ginevra e in Scozia),
e il congregazionalismo (tipico delle sette), in cui la comunità deteneva tutta
l'autorità.
La forma politica che ne scaturiva era la teocrazia, di ispirazione
sostanzialmente democratica sotto l'involucro della comune dipendenza
diretta da Cristo.
Dove poté, tuttavia, il calvinismo si costituì come Chiesa di stato, e il
problema dell'identificazione della Chiesa visibile con la Chiesa degli eletti
fu affrontato con gli stessi metodi di esclusione e repressione dell'eresia che
caratterizzavano il cattolicesimo.

GIOVANNI CALVINO

Riformatore religioso francese (Jean Cauvin, Noyon 1509 - Ginevra 1564).


Studiò a Parigi dove frequentò il circolo riformatore cattolico di Lefèvre
d'Etaples, staccandosene nel 1534 per fuggire a Basilea. Qui pubblicò la
Christianae religionis institutio (1536), tradotta in francese (1537) e poi
ampliata (1539, 1559). Nel 1536 passò per Ginevra, dove la predicazione di G.
Farel stava scatenando una guerra civile, evitata grazie alla mediazione di
Calvino. Si accese però una nuova lotta fra magistrati e ministri riformati, che
rivendicavano la totale autonomia dal potere secolare. Costretto all'esilio
(1538), Calvino si recò a Strasburgo, dove subì l'influsso di M. Bucero.
Richiamato a Ginevra (1541), con la pubblicazione delle Ordonnances
ecclésiastiques vi intraprese l'opera di riorganizzazione della Chiesa locale. Il
suo ruolo si affermò come dominante solo nel 1553, con la scomunica del
magistrato Berthelier e la condanna al rogo dell'antitrinitario M. Serveto. Da
allora Calvino poté imporre la realizzazione a Ginevra di quel modello di
"regno dei santi" la cui propagazione in tutta Europa coordinò
incessantemente per via epistolare.

HULDREICH ZWINGLI
Riformatore religioso svizzero (Wildhaus 1484 - Kappel 1531). Di famiglia
agiata, studiò a Basilea, Berna e Vienna interessandosi alla teologia.
Conosciuto Erasmo, abbandonò Glarona dove era parroco (1515) per
trasferirsi al santuario di Einsiedeln come cappellano. Qui cominciò la sua
predicazione basata sulla lettura delle scritture e sulle tesi erasmiane.
A Zurigo tra il 1519 e il 1520 prese a polemizzare contro la curia romana, la
credenza nel Purgatorio e la corruzione degli ordini religiosi.
Ampliò presto i temi della sua predicazione osteggiando il primato del papa,
sostenendo il matrimonio degli ecclesiastici e concependo i sacramenti, nella
sua intransigente opposizione alla liturgia e alle cerimonie cattoliche,
esclusivamente come signa, ossia segni esteriori. Identificata la Chiesa,
"popolo dei fedeli", con lo stato, legando i due poteri, realizzò a Zurigo il suo
progetto politico-religioso, accettato dal Consiglio cittadino nel 1523. Dal
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1529 fu in lotta con i cantoni svizzeri cattolici sostenuti da Ferdinando
d'Asburgo. Fallito un tentativo di lega antiasburgica con la Francia e Venezia,
prese parte in prima persona alla guerra contro i cattolici, cadendo ucciso
nella battaglia di Kappel.

CHIESA ANGLICANA

Organismo ecclesiastico oggi predominante nel Regno unito di Gran Bretagna


e presente anche negli altri paesi anglofoni.
Il suo assetto organizzativo e dottrinale si configurò nel clima della Riforma
protestante su iniziativa della corona d'Inghilterra.

Con l'Atto di supremazia del 1534 Enrico VIII Tudor si attribuì il governo della
Chiesa d'Inghilterra, rifiutando il primato papale, e procedette alla
soppressione dei monasteri e alla vendita delle loro proprietà.

Inizialmente non cessò il rispetto per i dogmi cattolici, ma in seguito, vennero


a convivere la teologia calvinista (la sola Bibbia come regola di fede, la
predestinazione assoluta, il simbolo dell'eucarestia, la giustificazione per la
sola fede) e una struttura ecclesiastica di matrice luterana, accanto a
elementi della liturgia e del cerimoniale cattolico.
Questi ultimi trovarono spazio nel Book of Common Prayer, redatto
dall'arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer e reso obbligatorio dal
Parlamento (1549).
Nonostante il tentativo di restaurazione "papista" da parte di Maria la
Cattolica e il persistere di spinte verso la riforma radicale, l'anglicanesimo si
impose sotto Elisabetta I con la promulgazione dell'Atto di uniformità del
1559 e dei Trentanove articoli (1563), che ribadirono l'impronta calvinista per
gli aspetti dottrinali e il modello luterano per la concezione dell'autorità della
Chiesa.
Si negava l'esistenza del Purgatorio, il valore delle indulgenze, il culto delle
immagini e delle reliquie, il celibato ecclesiastico, e si riducevano i sacramenti
ai soli battesimo e comunione (senza riconoscere la transustanziazione).
Divenuta l'Inghilterra il primo paese dichiaratamente protestante, si attirò la
scomunica fulminata da Pio V nel 1570

CARLO V DAVANTI ALLA RIFORMA


CARLO V D'ASBURGO (Gand 1500 - Yuste 1558), re di Spagna come Carlo I
(1516-1556) e imperatore del Sacro Romano Impero (1519-1556).
Figlio di Filippo d'Asburgo e di Giovanna di Castiglia, nel 1506 ereditò dal
padre i Paesi bassi e nel 1516, alla morte di Ferdinando d'Aragona, le corone
di Spagna e i possedimenti castigliani in America e in Asia.
L'elezione imperiale contro il rivale Francesco I di Francia fu ottenuta grazie
all'appoggio dei banchieri Fugger, che gli fecero i prestiti con i quali poté
ottenere il favore dei principali elettori.
Alla partenza di Carlo per la Germania seguì in Castiglia e Aragona la rivolta *Abitanti delle città castigliane che,

dei comuneros* (1520-1522), mentre nel 1521 si apriva la guerra franco- guidate da Toledo, si ribellarono a Carlo

asburgica che sarebbe durata fino al 1559 e nello stesso anno l'imperatore si V per protesta contro il fiscalismo regio e

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la politica imperiale. Guidata dai ceti
misurava con la Riforma protestante.
medi urbani e dai letrados, la rivolta
Alla dieta di Worms si schierò contro Lutero, ma negli anni successivi
cercò di difendere le tradizionali
organizzò molti colloqui fra cattolici e protestanti, con lo scopo di evitare che i
autonomie cittadine contro l'avanzata
conflitti religiosi ostacolassero i suoi progetti di restaurazione imperiale; allo
dell'accentramento statale e di
stesso scopo esercitò pressioni sui papi Clemente VII (che lo incoronò
sottoporre al controllo delle Cortes i
imperatore dopo il sacco di Roma del 1527) e Paolo III affinché convocassero
poteri della monarchia. Sconfitti a Villalar
un concilio generale.
nel 1521, i comuneros resistettero a
Toledo fino al 1522.

**Alleanza difensiva (27 febbraio 1532).


conclusa nell'omonimo centro della
Ma quando fu chiaro che i protestanti non avrebbero partecipato al concilio
Turingia tra vari principi riformati e città
di Trento, Carlo V scese in guerra con la lega di Smalcalda**, sconfiggendola a
protestanti tedesche di fronte
Mühlberg. Di fronte all'alleanza che si venne a costituire fra il re di Francia e i
all'intimazione dell'imperatore Carlo V di
protestanti, Carlo V decise nel 1555-1556 di abdicare e ritirarsi in un convento
tornare all'obbedienza cattolica (dieta di
in Estremadura, lasciando al fratello Ferdinando la corona tedesca e il
Augusta del 1530). Divenne il fulcro
compito di firmare la pacificazione di Augusta e al figlio Filippo II la Spagna, i
dell'opposizione europea agli Asburgo e il
Paesi bassi e i possedimenti italiani.
punto di riferimento della Riforma
La Pace di Augusta (25 settembre 1555), sancì la libertà confessionale dei
protestante.
principi tedeschi per garantire la pace interna e la concordia religiosa dopo
l'indebolimento dell'autorità imperiale in seguito alla guerra dei principi.

Secondo il successivo principio cuius regio, eius religio, soltanto i ceti imperiali
laici ottennero la libertà religiosa, mentre i loro sudditi di altre religioni
avevano solo il diritto di emigrazione se non volevano convertirsi.
La pace proteggeva, infine, i diritti delle minoranze religiose, che erano
soprattutto cattoliche, nelle città imperiali. La pace di Augusta escluse
l'imperatore dagli affari religiosi dell'impero e rafforzò i ceti imperiali, che
acquistarono l'autorità religiosa sui propri territori.

CONTRORIFORMA E RIFORMA CATTOLICA


L'insieme, vasto e articolato, di movimenti, istituzioni e iniziative posti in atto
dalla Chiesa cattolica apostolica romana dalla metà del XVI secolo per
arginare la diffusione della Riforma protestante, ricuperare i territori europei
sottratti al suo controllo, consolidare l'egemonia sulle aree rimaste cattoliche.

Il concetto è tuttora oggetto di discussione poiché il processo di reazione al


protestantesimo fu accompagnato da un moto di risanamento morale e
disciplinare interno della Chiesa (Riforma cattolica), con premesse risalenti al
periodo precedente lo scisma luterano e uno sviluppo alimentato anche
dall'aspirazione della Chiesa stessa a una purificazione da abusi e corruzione.

In effetti i fermenti di rinnovamento, già emersi impetuosamente con


Girolamo Savonarola, si manifestarono nel Cinquecento con iniziative quali
l'Oratorio del divino amore, volto alla santificazione individuale e alle opere
caritative, e la fondazione di nuovi ordini religiosi (teatini, 1524; somaschi,
1528; barnabiti, 1530; fatebenefratelli, 1540).

7
*ERASMO DA ROTTERDAM:
Inoltre nella prima fase del pontificato di Paolo III (1534-1549) giunse ai
(Rotterdam 1466 o 1469 - Basilea 1536).
vertici della Chiesa un gruppo di uomini di formazione erasmiana* quali Umanista olandese. Agostiniano, fu ordinato
Gaspare Contarini, Reginald Pole, Jacopo Sadoleto, portati più alla tolleranza prete nel 1492.
che all'intransigenza. Cominciò allora la sua vita di viaggi per
Queste aperture non furono tuttavia sufficienti ad avviare una rigenerazione l'Europa; dal 1506 al 1509 visse in Italia dove
profonda. la diffusione degli Adagia (1589), la laurea in
teologia a Torino, l'attività editoriale a

Agli inizi del quarto decennio del secolo, mentre fallivano i colloqui di Venezia, il lavoro umanistico, in
collaborazione con altri grandi letterati gli
Ratisbona (1541), la gerarchia della Chiesa pose fine alle iniziative, timide ed
procurarono grande fama. Al suo ritorno in
elitarie, di quanti avevano sperato nel rinnovamento, in una prospettiva di
Olanda scrisse l'opera più celebre, l'Elogio
dialogo e di riconciliazione con i protestanti.
della pazzia (1509), sferzante satira della
presunzione teologica e scolastica,
L'approvazione, da parte di Paolo III, del nuovo ordine dei gesuiti (1540) e dell'immoralità del clero e della curia.
l'istituzione della cosiddetta Inquisizione romana (1542) furono le prime Insegnò poi teologia a Cambridge dove visse
manifestazioni, diverse ma egualmente significative, della Controriforma. dal 1514. Famosissime furono le edizioni del
Nuovo Testamento (1516) e dei Padri della

I gesuiti ( o Compagnia di Gesù) è un ordine religioso di chierici regolari Chiesa (1516-1532). Di fronte alla Riforma fu

fondato da Ignazio di Loyola e approvato da Paolo III nel 1540. esitante, restando cattolico per il ripudio di
una rivolta estremistica che minacciava di
La sua storia si distingue in due fasi:
travolgere i valori universali di concordia, di
- Dal 1540 fino alla soppressione del 1773, decretata da Clemente XIV
civiltà, di humanitas, valori che in Erasmo
dopo l'espulsione dei gesuiti dai maggiori stati europei a causa del
trovarono coronamento nell'ideale
diffuso anticurialismo; umanistico di tolleranza.
- Dal 1814 in avanti, quando venne ricostituita da Pio VII.
Alla sua guida sta il preposito generale, nominato a vita e coadiuvato dai padri
assistenti e provinciali. A seconda dei voti i suoi membri si distinguono in:
professi (gli unici a emettere il voto di obbedienza speciale al papa), scolastici,
coadiutori spirituali e temporali.
Le missioni costituirono fin dall'inizio una delle principali attività dei gesuiti, * RATIO STUDIORUM: (piano di studi).

accanto all'insegnamento, praticato nei collegi secondo il metodo della Ratio Insieme di regole che presiedono

studio rum*, alla lotta contro il protestantesimo, ai ministeri sacerdotali, alla all'attività pedagogica e scolastica dei

produzione scientifico-culturale. I risvolti politici della loro invadente gesuiti. Regolava i compiti di ogni singolo

presenza a corte, e delle originali esperienze autonomistiche delle missioni addetto all'attività educativa, i

paraguaiane, provocarono i provvedimenti repressivi attuati nel secondo programmi e i metodi. Da un punto di

Settecento. Riorganizzata la loro rete di case e collegi, i gesuiti estesero la loro vista metodologico, grande rilievo

presenza in molti paesi svolgendo un'intensa attività missionaria e educativa. avevano ripetizioni ed esercitazioni

I gesuiti si posero al servizio di Dio e del suo vicario in terra come predicatori, periodiche. Veniva inoltre favorita

missionari e insegnanti; per la loro preparazione come direttori spirituali e l'emulazione tra gli studenti, organizzati

come educatori (soprattutto verso le classi dirigenti) e il loro attivismo nelle "accademie" e chiamati a gare,

politico divennero presto la forza di punta del cattolicesimo. dispute e rappresentazioni teatrali,
anche pubbliche.

* INQUISIZIONE (XIII - XIX secolo).


Insieme dei tribunali istituiti in seno alla
La potente Congregazione del Sant'uffizio (talvolta si usa come sinonimo il
Chiesa medievale con il compito di
termine Inquisizione*) fu costituita nel 1542. Diretta da sei cardinali
reprimere l'eresia e, più in generale, di
inquisitori e presieduta dallo stesso pontefice, divenne il centro di una vasta
provvedere alla tutela del patrimonio
rete di tribunali locali, con facoltà di avviare processi anche
dottrinale della fede cristiana. Nacque
indipendentemente dall'autorità vescovile.
nel XIII secolo per iniziativa diretta della
sede pontificia: inviando come giudici
Quando, nel 1545, fu convocato il concilio di Trento, le ultime speranze di
delegati, nelle varie regioni in cui si
una ricomposizione dell'unità dei cristiani si erano dissolte.
articolava la cristianità, esperti reclutati

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per lo più tra gli ordini mendicanti
La sede di Trento fu indicata da Carlo V, ormai convinto che l'unica via
(soprattutto domenicani), il papa
possibile fosse quella di una vittoria definitiva sui principi protestanti, della
predisponeva un nuovo strumento
loro sottomissione forzata alle decisioni del concilio, perché città imperiale
giuridico che si affiancava alle
ma non collocata in Germania, come avrebbero voluto i riformati.
competenze tradizionalmente riservate
Le guerre d'Italia e il sacco di Roma (1527) e in seguito l'opposizione di
ai vescovi nelle diocesi. Il termine deriva
Francesco I e i tentennamenti dei pontefici ne rimandarono la convocazione
dal fatto che questi giudici usavano una
sino alla pace di Crépy (1544).
procedura di tipo "inquisitorio", messa a
I lavori iniziarono a Trento (13 dicembre 1545), sotto la presidenza dei legati
punto tra gli ultimi anni del XII secolo e
di papa Paolo III, affrontando parallelamente le materie dogmatiche e quelle
l'inizio del XIII, che autorizzava a
disciplinari o di riforma.
procedere d'ufficio anche in mancanza di
accusa, alla sola condizione che il
Durante la prima fase del concilio (1545-1549, incluso il trasferimento a
presunto colpevole fosse "diffamato
Bologna) le principali discussioni riguardarono le sacre scritture e la
dalla voce pubblica", cioè fosse
tradizione, il peccato originale e la giustificazione davanti a Dio.
fondatamente sospettato di aver
commesso un delitto. La prima notizia di
Nella seconda fase (maggio 1551 - aprile 1552) furono approvati i decreti
un inquisitore delegato per la Germania
dogmatici relativi all'eucaristia (ribadendo la presenza reale di Cristo e la
risale al 1231.
transustanziazione).
Dopo una lunga interruzione, la pace di Cateau Cambrésis e l'elezione di Pio
IV (1559) resero possibile la riconvocazione.

La terza e ultima fase (gennaio 1562 - dicembre 1563) si svolse in un clima di


irrigidimento confessionale: il calvinismo era in espansione, il luteranesimo
ormai radicato nell'Europa settentrionale, le speranze in un accordo da tempo
sepolte.

L'aspetto dottrinale fu quindi affrontato confermando, contro le critiche dei


riformati, i dogmi, i sacramenti e la loro efficacia ex opere operato (per il
solo fatto di essere amministrati, indipendentemente dallo stato di grazia di
chi li dispensa), il valore delle opere, il Purgatorio, l'invocazione e la
venerazione dei santi, il culto delle reliquie e delle immagini, la pratica
indulgenziale.

Per quanto riguarda il rinnovamento della Chiesa venne sancito:


1. l'obbligo della residenza per i vescovi e i sacerdoti in cura d'anime,
2. il divieto di cumulare benefici curati
3. la necessità di una vita modesta e di costumi integri per tutto il clero.

Si pose ogni cura nella distinzione tra i sacerdoti e il popolo dei fedeli,
ribadendo che non era lecito a quest'ultimo discutere e giudicare su
questioni di fede (la Riforma aveva al contrario posto in discussione questa
gerarchia con la dottrina del sacerdozio universale).
Si stabilirono a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica forme precise di
sorveglianza (controllo di Roma sui vescovi, dei vescovi sul clero secolare e sui
monasteri, clausura per i monasteri femminili, visite annue agli istituti
ecclesiastici e ai luoghi pii della diocesi).

La Chiesa della Controriforma, con la condanna degli errori e il rinnovamento


delle strutture interne, si rinsaldava così nelle aree rimaste cattoliche.
Fuori di queste si affidava alle armi spagnole e all'espansione missionaria.

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PROMOZIONE DELLA DEVOZIONE POPOLARE E REPRESSIONE
DELL'ETERODOSSIA

Al termine del concilio vennero imposti a tutta la Chiesa la Confessio fidei


tridentinae e il Catechismo romano, mentre un'apposita congregazione
cardinalizia per l'uniforme applicazione dei decreti fu istituita da Pio IV (1564).

Ma soprattutto l'opera di vescovi zelanti (quali Carlo Borromeo e Alessandro


Sauli, il cardinale Paleotti e altri) influì concretamente sui costumi del clero e
sulla vita dei laici, attraverso misure quali l'imposizione dell'osservanza delle
feste, la fondazione di nuove confraternite e il diretto controllo di quelle già
esistenti, la condanna di meretrici, bestemmiatori e commedianti, la
soppressione delle credenze popolari (che ebbe il suo aspetto più
drammatico nella caccia alle streghe).

Attraverso la predicazione, l'arte sacra, la liturgia, le processioni, gli esempi


di santità, la ripresa della mistica e dell'ascetica (con Teresa d'Avila,
Giovanni della Croce, Francesco di Sales) si inculcarono le verità della fede,
sollecitando la partecipazione e l'imitazione da parte di tutti gli strati sociali.

Si cercò nel contempo di cancellare le manifestazioni "eccessive" della pietà


popolare, per incanalarla verso forme ortodosse e disciplinari (culto
eucaristico, devozioni a Cristo, alla Madonna, ai santi).
L'obbligo della confessione auricolare (cioè quella che avviene nel momento
in cui si confessano i peccati ad un sacerdote) contribuì in modo rilevante a
un controllo capillare sui comportamenti dei fedeli.

Nei due campi contrapposti, cattolico e protestante, l'irrigidirsi delle frontiere


confessionali generò atteggiamenti simili:
 puntualizzazione dottrinale,
 intolleranza verso gli incerti e i dissidenti,
 impedimenti alla circolazione delle idee,
 proselitismo e propaganda.

Sul piano teologico, che vide fiorire una vasta produzione controversista, il
gesuita Roberto Bellarmino fu il campione della Controriforma: con le sue
Disputationes (1586-1593) intese ribattere, punto per punto, tutte le
affermazioni dei riformati.
Nel contempo una nuova congregazione cardinalizia (1571) ebbe il compito di
aggiornare continuamente l'Indice dei libri proibiti (introdotto da Paolo IV nel
1559), sulla base del quale le opere "eterodosse" venivano sequestrate e
bruciate.
Anche il settore dell'istruzione popolare ricevette un forte impulso dal clima
di lotta confessionale: al fianco della Compagnia di Gesù operarono gli scolopi
di Giuseppe Calasanzio, la Congregazione dei preti dell'oratorio di Filippo
Neri, le scuole della dottrina cristiana, le orsoline di Angela Merici.

Il potere secolare trasse indubbi vantaggi dalla pedagogia della


Controriforma, che insegnava la sottomissione all'autorità, il dovere di
obbedienza, l'accettazione di buon grado della fatica quotidiana.

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Non per questo cessarono i ricorrenti contrasti giurisdizionali tra Chiesa e
potere politico, che anzi produssero momenti di grande tensione all'interno
dell'area cattolica: basti ricordare lo scontro tra Carlo Borromeo e il governo
milanese, o la "guerra delle scritture" tra la curia romana e Venezia, che si
affidò a Paolo Sarpi per sostenere le proprie ragioni.

Certamente l'egemonia spagnola nel Mediterraneo portò un sostegno


decisivo all'imposizione dell'uniformità cattolica in Italia e nella penisola
iberica.

Dal punto di vista militare fu la Germania il principale terreno di lotta, dalla


fondazione della Lega di Smalcalda (1531) fino alla pace di Westfalia (1648),
che sancì il riconoscimento dei diritti dei principi protestanti e sancirono la
divisione religiosa del territorio.

La Boemia fu ricondotta al cattolicesimo soffocando la presenza hussita e


protestante; in Polonia la restaurazione avvenne sotto il regno di Stefano
Bathory (1575-1586) con il contributo fondamentale dei gesuiti.
In Francia, con il passaggio al cattolicesimo di Enrico di Borbone, le guerre di
religione ebbero termine e si giunse alla convivenza (editto di Nantes, 1598).

Sullo scorcio del Cinquecento il pericolo di infiltrazioni ereticali in Italia e nel


mondo iberico era ormai sventato; non per questo cessarono di operare gli
organismi di controllo e di repressione messi a punto nei decenni precedenti.

Si volsero anzi all'interno, a colpire ogni atteggiamento non conformista e


ogni manifestazione di pensiero filosofico e scientifico che fosse avvertito
come una minaccia per l'autorità della Chiesa (condanna al rogo di Giordano
Bruno, 1600; processo contro Galileo Galilei, 1633).

Intorno alla metà del Seicento si era ormai chiusa la fase militare della
Controriforma e la Santa sede aveva già perso il suo ruolo centrale nella
politica europea, mentre allargava la sua influenza nelle Americhe e in Asia
attraverso le missioni.

ANTISEMITISMO TEOLOGICO
La Chiesa cristiana, sulla base di alcune enunciazioni nei Vangeli, aveva
lanciato due gravi accuse nei confronti degli ebrei:
1. quella di deicidio, cioè di aver ucciso Dio nella persona di Gesù,
2. quella di essere associati con il demonio.

Tali accuse erano inestinguibili e rappresentavano una condanna inesorabile,


che giustificava le discriminazioni cui la Chiesa e, in seguito, gli stati cristiani
sottoposero gli ebrei.
A partire da sant'Agostino, l'antisemitismo trovò ulteriore giustificazione
nella tesi del "popolo testimone": gli ebrei erano costretti a rimanere in una
posizione di umiliazione e di discriminazione perché, nel disegno divino, era
stato loro affidato il compito di rendere testimonianza della verità del

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cristianesimo.

Nello stesso tempo, gli ebrei che vivevano nelle regioni musulmane godettero
in generale di condizioni di vita migliori, anche se non mancarono
persecuzioni nei loro confronti; questa relativa mitezza di trattamento è
spiegabile in base al fatto che tanto gli arabi quanto gli ebrei appartengono al
gruppo etnolinguistico semita.

Le prime grandi persecuzioni di massa nel mondo cristiano coincisero con la


proclamazione, da parte del papa Urbano II, della prima crociata (1096); i
massacri perpetrati un po' in tutta Europa testimoniano di quanto le dottrine
antigiudaiche della Chiesa avessero attecchito nella mentalità popolare.

Nello stesso tempo emerse all'interno delle comunità ebraiche un


atteggiamento di autodifesa imperniato sulla chiusura in se stessi, sul rifiuto
dell'assimilazione, sulla diffidenza e sull'odio impotente.

L'intensificazione dei traffici, favorita proprio dalle crociate, determinò lo


sviluppo di attività di intermediazione finanziaria da parte degli ebrei, che per
reazione suscitò una forma collaterale di antisemitismo: quello economico. Si
addossò agli ebrei la colpa di praticare il prestito a usura e, in situazioni di
crisi, si videro in loro i capri espiatori per le tensioni sociali.

L'antisemitismo economico confluì nel solco di quello teologico.

La Riforma accentuò la discriminazione degli ebrei, la cui reclusione nei ghetti


era vista, per esempio dai gesuiti, come ottimo strumento di propaganda per
la religione cattolica.
Nel campo protestante, la situazione degli ebrei non mutò granché rispetto al
periodo precedente. Lutero attaccò con molta durezza gli ebrei, che non
avevano accettato di convertirsi; le sue invettive lasciarono il segno nella
cultura protestante tedesca.

CACCIA ALLE STREGHE


Persecuzione giudiziaria nei confronti di presunti nemici interni e occulti della
società che coinvolse tutta l'Europa e le colonie europee in America fra la
metà del Quattrocento e la metà del Settecento: un numero imprecisabile di
uomini e soprattutto di donne venne inquisito, incarcerato e condannato in
seguito all'accusa di aver praticato la stregoneria; alcune decine di migliaia
(fra settanta e centomila) morirono sul rogo.
Sebbene anche nel Medioevo le persone sospettate di simili colpe subissero
la condanna a pene detentive e corporali è certo però che con gli inizi
dell'epoca moderna la criminalizzazione di questi comportamenti fece un
salto di qualità: da reato addebitabile a singoli individui e perseguibile sulla
base di fatti specifici a nuova forma di eresia, diffusa e propugnata da una
setta segreta, composta da adoratori del demonio e finalizzata alla
distruzione della società cristiana. Questo mutamento di prospettiva, in
parte spiegabile con il clima di paura determinato dalle ricorrenti crisi
demografiche, economiche e politiche dell'Europa moderna, fu reso possibile
*DEMONOLOGIA: In senso generale è
dall'innesto di un'elaborazione dottrinale colta (la demonologia*) sulle

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l'elaborazione delle credenze intorno alla
tradizionali e confuse credenze popolari: venne così organizzato un sistema
fisionomia e al rapporto con le vicende
teorico complesso (incentrato sull'immagine del sabba, momento ecclesiale e
umane degli spiriti demoni, intesi, già
liturgico deformato) che riuscì a penetrare nell'immaginario collettivo grazie
nelle religioni primitive, come forze
all'attività di predicatori, parroci, maestri, pubblicisti ecc.
animatrici delle cose naturali o come
La particolare intensità raggiunta da questo fenomeno nelle regioni
creature extramondane, di natura per lo
dell'Europa centroccidentale (Francia, Germania e Svizzera) consente di
più incorporea e sottratte alle leggi
indicare alcuni meccanismi giuridici che funzionarono da moltiplicatori: la
fisiche ordinarie, in qualche caso
trasformazione del processo penale da accusatorio (con possibilità di
prolungamento della vita dei defunti,
ritorsione contro l'accusatore) a inquisitorio; il ricorso illimitato alla tortura
soprattutto se insepolti o morti di morte
per ottenere tanto la confessione personale dell'inquisito quanto la denuncia
violenta, che continuerebbero a far
dei complici; l'assenza di un controllo superiore sull'operato dei tribunali
sentire un influsso ritenuto
locali. In effetti, quando e dove funzionarono organi giudiziari centralizzati
generalmente negativo. Nella tradizione
(come nel caso del tribunale dell'Inquisizione romana o dopo le riforme
cristiana la demonologia si è incentrata
settecentesche nel campo dell'amministrazione giudiziaria) la caccia alle
sulla caduta di parte delle creature
streghe andò avanti con ritmi più lenti e fece assai meno vittime.
angeliche originarie, relegate per la loro
ribellione nel mondo infero della

MALLEUS MALEFICARUM sofferenza eterna e strutturate in una


gerarchia facente capo al Diavolo o
(Il martello delle streghe). Trattato in latino sulla stregoneria scritto dai
tedeschi Heinrich Institoris e Jacob Sprenger tra il 1487 e il 1488. Ebbe cinque Satana, con un ruolo antagonista a quello

edizioni prima della fine del secolo. Gli inquisitori lo utilizzarono come guida divino. Ne è derivata la concezione,

per reprimere la stregoneria e la negromanzia. aperta anche a esiti di tipo dualistico,


della storia della salvezza come
liberazione di un'umanità oppressa da
potenze malvage che devono essere

CALVINISMO E CAPITALISMO. L’INTERPRETAZIONE DI combattute e sconfitte. Queste ultime

MAX WEBER appaiono protagoniste di un continuo


assalto recato agli uomini in generale e
agli aspiranti alla perfezione in
Pubblicato per la prima volta nel 1904-1905 su rivista, lo scritto L’etica
particolare, allo scopo di attrarli, con
protestante e lo spirito del capitalismo (Sansoni, Firenze 1945 – Die
inganni e richiami allettanti, sotto il loro
protestantische Ethik und der Geist des Kapitalismus, Tubinga 1904-1905) del
dominio. Le armi delle potenze infernali
sociologo tedesco M. Weber (1864-1920) fu successivamente edito in volume
sono le tentazioni, che talora
come parte integrante della postuma Sociologia della religione (1920).
condizionano così profondamente
l'autonomia degli individui da turbarne
La tesi di Weber è di quelle tanto semplici da dare facilmente adito a equivoci
l'equilibrio fisico e psichico. Le ossessioni
e travisamenti: vi sarebbe stato un rapporto di filiazione diretta tra la
e la possessione diabolica erano ritenute
teologia e i principi di vita espressi da alcune confessioni riformate e la
il vertice di questa intrusione del Principe
mentalità capitalistica.
del male nel corpo dei singoli, al cui
Weber prende le mosse, per illustrarla, da una constatazione: se si guarda
assoggettamento la chiesa
alle confessioni religiose professate dai membri più notevoli della classe
contrapponeva le tecniche
capitalistica e delle stesse "aristocrazie operaie" in un paese come la
dell'esorcismo. L'ondata di repressione
Germania, per esempio, dove esistono più confessioni religiose, si può
della stregoneria, a partire dal XV secolo,
notare che i capitalisti e gli operai di mentalità più moderna sono, in grande
arricchì di nuovi motivi le credenze
maggioranza, protestanti.
tradizionali intorno alla possibilità di
Sarebbe facile rispondere che ciò avviene perché la Riforma incontrò il
intime commistioni fra il soggetto e le
proprio successo soprattutto nelle zone più moderne e più ricche d'Europa.
manifestazioni del Demonio. Largamente
In realtà (questa è l'opinione di Weber), il rapporto tra confessione religiosa
condivise ben oltre il Medioevo, esse
e mentalità capitalistica va rovesciato:
rimasero nei secoli dell'età moderna uno
fu la confessione religiosa a dare origine alla mentalità capitalistica, e non
dei pilastri di una vigorosa azione
viceversa.
pastorale centrata sull'idea della paura,
Per illustrare questo punto di vista Weber si premura innanzitutto di definire
sulla minaccia della morte e dei castighi
ciò che egli chiama lo «spirito capitalistico».

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eterni.
Questo gli appare come una tendenza a organizzare la propria vita e il proprio
tempo in funzione del lavoro e del guadagno. Lo spirito capitalistico non si
identifica nella brama di denaro, che tutte le epoche hanno conosciuto, ma
piuttosto nella volontà di orientare ogni atto verso una progressiva
accumulazione della ricchezza.

Lo spirito capitalistico così definito è una caratteristica peculiare dell'Europa


moderna e costituisce uno degli elementi che fissano la superiorità del
modello occidentale di sviluppo (tema centrale, quest'ultimo, della
riflessione weberiana).

In quale modo questo spirito capitalistico può essere ricondotto al


protestantesimo?

Occorre distinguere, secondo Weber, tra teologia protestante e pratica di


vita dipendente da questa, e inoltre tra i vari tipi di confessione protestante.

In generale si può dire che tema centrale della teologia protestante è la


dottrina della predestinazione, secondo la quale un Dio dalla volontà
imperscrutabile domina il destino dell'uomo, che in nessun modo può
influire sulla decisione divina di destinare chi alla salvezza attraverso la
grazia, chi alla dannazione.

Di fronte a questa situazione l'uomo protestante non ha altra via, per


verificare di far parte del numero degli eletti, che quella di attenersi a una
condotta di vita moralmente irreprensibile.

Nella costanza del lavoro, nella metodicità (metodisti erano chiamati,


appunto, i membri di una di queste confessioni riformate), nella ferrea
organizzazione del tempo, nella fedeltà a una propria "vocazione" in senso
laico (Beruf, professione) egli trova modo di lenire il senso di angoscia che gli
deriva dal timore di non essere in grazia di Dio.

L'etica ferrea cui il protestante si attiene gli impedisce, d'altra parte, di


dissipare il denaro guadagnato in divertimenti futili o in lussi.

I guadagni sono costantemente reinvestiti e determinano quella


accumulazione che è una caratteristica fondamentale dell'economia
capitalistica. Serio, metodico, ordinato, il protestante mette in atto un tipo
di condotta eminentemente razionale, le cui radici affondano, tuttavia, in
qualche cosa che si distacca dalla sfera propriamente razionale, cioè in una
morale di origine confessionale che nulla concede all'edonismo e alla
soddisfazione delle gioie della vita.
Questo "tipo ideale" di credente è riconducibile soprattutto al calvinista e, in
misura minore, al pietista tedesco e al quacchero (mentre nessun elemento
protocapitalista Weber riscontra nell'etica luterana).

Quello che Weber si era prefissato con quel saggio era indagare sul contributo
che certe forme della vita religiosa potevano aver dato alla crescita di taluni
comportamenti economici, quelli capitalistici, appunto, all'origine dei quali
stava, tuttavia, un'infinità di concause.
Criticato su punti particolari (per esempio, nessun rapporto tra

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protestantesimo e capitalismo è stato riscontrato in Olanda), o per la sua
impostazione generale (per H. Pirenne il capitalismo nasce già nel Medioevo,
e dunque non può essere in alcun modo collegato alla Riforma; per H.R.
Trevor-Roper si deve parlare di una decadenza della vita economica nel
mondo cattolico dovuta all'azione conservatrice della chiesa post-tridentina e
dello stato burocratico principesco), il saggio di Weber ha continuato, dal
momento della sua uscita, ad alimentare il dibattito storiografico su temi
centrali come il rapporto tra vita economica e vita religiosa e le forme assunte
dalla modernizzazione in Europa.

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