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GIOVANNI VERGA: 1840 Catania, 1865 Firenze, 1872 Milano, 1893 Catania

- 1840: nasce a CATANIA (SICILIA), da famiglia di origine nobile.


- Frequenta le scuole a Catania, e subisce l’influenza del ROMANTICISMO, da cui gli vengono il
PATRIOTTISMO e il gusto per la narrativa d’appendice.
- Partecipa agli eventi legati all’impresa di Garibaldi (la spedizione dei Mille che libera il meridione dai
Borboni e porta all’unificazione italiana), e scrive 2 romanzi di argomento patriottico
- 1865: primo viaggio a FIRENZE, dove nei salotti letterari conosce LUIGI CAPUANA. In questo periodo
scrive “Una peccatrice”.
- Negli anni 70 si trasferisce a MILANO (la città più vivace d’Italia in questa fase) e si avvicina al gruppo
degli SCAPIGLIATI ; sotto la loro influenza scrive “Eva”, “Tigre reale”, “Eros”, caratterizzati dal tema
dell’amore inteso come passione forte, spesso legata alla morte, di derivazione dell’ultimo Romanticismo.
Tema dominante: l’artista è vittima dell’amore e della società.
- 1874: aderisce al verismo, a partire dalla novella “Nedda” ma soprattutto con “Rosso Malpelo”
- Dopo il 1893 torna a Catania. Nel periodo successivo scrive poco; tra le cose più famose la versione
teatrale della novella “La Lupa” (1896). Solo e ammalato di trombosi è assistito da una nipote adottiva
- Alla vigilia della 1° guerra mondiale aderisce all’INTERVENTISMO
- Muore a Catania nel 1922.
LE FASI DELLA SUA PRODUZIONE
L’attività letteraria di Verga subisce gli Influssi: dal romanticismo, alla Scapigliatura, al naturalismo
francese per questo può essere divisa in tre fasi:
1. La narrativa storico-patriottica degli esordi: Amore e patria, racconta un episodio della guerra di
indipendenza degli Americani del Nord contro la Gran Bretagna. L'opera mescola la passione amorosa a
quella patriottica; gli uomini sono o eroi indomiti o vili traditori. I carbonari della montagna (1861)
ambientato in Sicilia e Calabria, dove i carbonari conducono nel 1810-12 una guerra partigiana per
l'indipendenza. Un romanzo storico, la cui materia sono ancora l'amore e la patria, il tutto condito di
sentimenti antifrancesi. Il protagonista è Corrado, un eroe puro che morirà divenendo "oggetto della
venerazione di tutte le genti d'Italia". Lo stile è caratterizzato da una aggettivazione fiorita.
2. I romanzi sentimentali, mondani urbani Una peccatrice (1866), Eva (1873), Eros (1875), Storia di una
capinera (1871). che ruotano su figure femminili e vicende sentimentali sino a Nedda 1874. Verga vi
racconta la storia di una povera raccoglitrice di olive, vittima della miseria. In questa novella, non
rappresenta più il mondo brillante dell'alta società milanese o fiorentina, ma quello umile e chiuso di un
borgo siciliano.
3. La produzione verista inizia con Rosso Malpelo (1878). l'ambiente non è più urbano, del Nord, ma
rurale, della Sicilia contadina, con la sua antica cultura, mentre i protagonisti sono umili contadini, pastori o
pescatori. Le donne restano delle protagoniste, con situazioni, però, tragicamente concrete. Principali opere :
1880: Vita dei campi (raccolta di novelle: Rosso malpelo, la lupa, Cavalleria rusticana, L’amante di
Gramigna
1883: Novelle rusticane e Per le vie (novelle ambientate a Milano)
1881: I Malavoglia (romanzo)
1888-89: Mastro-don Gesualdo (romanzo). A seguire c’è una crisi creativa. “La lupa”, “Dal tuo al mio”
(1903 versione teatrale, da cui ricava un romanzo nel 1906), sulle lotte dei lavoratori delle solfatare siciliane,
in cui è POLEMICO CONTRO IL SOCIALISMO
POETICA
Con Nedda si ha per la prima volta l’ambientazione nella Sicilia contadina, e vengono descritte le
drammatiche condizioni di vita e di lavoro degli umili; ma ancora non c’è l’adesione al canone
dell’impersonalità : il narratore è ancora onnisciente.
Con Rosso Malpelo il narratore assume il punto di vista dei personaggi, e diventa narratore popolare, nel
senso che la pensa come i personaggi stessi, ha le loro stesse vedute, si abbassa al livello culturale dei suoi
personaggi. Questa tecnica si chiama regressione.
Alla base della poetica verghiana troviamo:
 Positivismo (approccio scientifico alla realtà);
 Naturalismo ma con differenze da quello francese( no ambiente cittadino ma rurale, non miglioramento
società ma rappresentazione della realtà nuda e cruda senza denuncia)
 Materialismo (gli uomini, come gli animali, reagiscono ai bisogni primari);
 Determinismo (l’uomo è influenzato dall’ambiente in cui vive, dalle sue condizioni economiche, da fattori
ereditari);
 Evoluzionismo di Darwin (l’uomo, nella lotta per la vita, è vittima della SELEZIONE NATURALE).
 La questione meridionale: le cattive leggi economiche per il mezzogiorno (era inutile ribellarsi)
N.B.: secondo Verga., l’arte deve analizzare il “gran libro del cuore”, ed essere un “documento umano”, che
l’artista crea attraverso l’impersonalità. (Lettera a Farina Milano 1878)

COME RIESCE A REALIZZARE QUESTA IDEA? Usando alcune TECNICHE NARRATIVE, come:
 opera come “documento umano” (caratteristiche di fatti realmente accaduti)
 ricostruzione scientifica dei progressi psicologici
 psicologia dei personaggi deve emergere dai loro gesti e comportamenti
 Eclissi (= scomparsa) dell’autore, che deve “entrare nella pelle” dei personaggi dando una
RAPPRESENTAZIONE OGGETTIVA della realtà;
 Regressione (= tornare indietro) del narratore al livello culturale della comunità (esempio i pescatori
siciliani dei Malavoglia, o i minatori di Rosso malpelo)
 Straniamento (= effetto di estraneità), cioè ciò che il lettore considera anormale, violento o sbagliato viene
presentato nel romanzo come “normale”: la comunità ha VALORI profondamente diversi dall’autore, e dal
lettore;
 Discorso indiretto libero: uno strumento narrativo che costituisce una struttura intermedia tra discorso
diretto e indiretto, e che ha lo scopo di rendere più vivace lo stile. è il modo con cui i personaggi si sentono
parlare o pensare con le loro parole o espressioni. Mancano le formule introduttive come “disse che…”,
restano i punti interrogativi, esclamativi e la 3° persona come nel discorso diretto. Tutto questo perché il
linguaggio sia corrispondente alla realtà, fatta di modi di dire, proverbi, ecc…

VISIONE DELLA VITA


Anche se parte dal positivismo, lo scrittore NON è d’accordo con l’ottimismo del suo tempo. La visione
della vita è tragica e pessimista. V. non crede nella Provvidenza e Dio è assente dai suoi libri. Non è
nemmeno un socialista che creda in un trionfo finale del quarto stato, ottenuto attraverso l'unione  e la lotta.
non crede nel progresso come cammino verso un mondo migliore e più giusto (come pensano i naturalisti).
V. è convinto che la realtà sia IMMUTABILE, e nessuno può sfuggire alla sua condizione :l’arte non può
migliorare la società. (Questo pessimismo gli viene dal fatto di essere meridionale, e dalla delusione che
molti intellettuali come lui provarono di fronte al nuovo stato nato nel 1861 ).
Gli unici valori che possono servire all’individuo sono quelli della famiglia e degli affetti domestici : chi
abbandona il nucleo familiare è destinato ad essere uno sconfitto dalla vita (IDEALE DELL’OSTRICA=
si deve restare attaccati allo scoglio come l’ostrica, che se si stacca viene “mangiata” dal mare). Non c’è
consolazione, neanche religiosa (V. non crede nell’aldilà).
Verga. durante il periodo milanese accorse ben presto che la società di «Banche e imprese industriali» era
frutto di prevaricazioni e ingiustizie: di qui il progetto del ciclo «I vinti». voleva rappresentare la LOTTA
PER LA VITA a tutti i livelli della società, dal più basso al più alto: “fiumana del progresso”: I "vinti"
sono coloro che si ribellano alla propria sorte doveva essere fatto da 5 romanzi:
- i Malavoglia (gradino più basso, lotta per la sopravvivenza);
- Mastro-don Gesualdo (passaggio al gradino superiore, la borghesia: ma il protagonista resta sospeso tra i,
mastro= manovale e don=signore);
- La Duchessa di Leyra (nobiltà cittadina; la protagonista è figlia di mastro-don G.);
- l’onorevole Scipioni (il mondo della politica nella capitale, Roma);
- l’uomo di lusso (alta società degli artisti).
- In realtà, scrisse solo i primi 2 romanzi ed un inizio del terzo; forse perché non riusciva a rappresentare una
società che disprezzava (quella delle classi alte).
DIFFERENZE CON NATURALISMO:
- N: proletariato urbano; V: plebe rurale del Meridione
- N: valenze politiche socialiste; V: “scienza del cuore umano” (+ conservatori)
- N: ottimismo nel progresso e nella funzione sociale della letteratura; V: “fiumana del progresso”
e pessimismo nella funzione sociale della letteratura
Teorico: LUIGI CAPUANA
 NO romanzo storico-politico, MA “romanzo di costumi”
 dal vero: la realtà italiana
 Romanzo“Colorito”