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JOHANNES BRAHMS

Sonata op. 99 n. 2, per


violoncello e pf
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a cura di Paolo Tedesco
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Composta nel 1886, a vent'anni di distanza


dalla prima sonata per violoncello op.38, la
sonata in fa maggiore op. 99 fa parte di un
gruppo di composizioni da camera che hanno
visto la luce durante le vacanze estive di
Brahms presso il lago di Thun in Svizzera.
L'autore aveva appena terminato di comporre
la terza e quarta sinfonia e probabilmente
sentiva l'esigenza di coltivare una necessità
spirituale più intima ed essenziale.
Ecco perchè in questi anni e con l'aiuto di questo "benedetto angolo fra acqua e
cielo" (da una lettera di B.), scrive soprattutto composizioni da camera,
componendo questa sonata per violoncello come primo lavoro e regalando così
una importante pagina alla letteratura di questo strumento.
Occorre far osservare che, dopo il periodo d'oro del sei-settecento, nell ottocento
si era delineato un lento declino nella letteratura per violoncello, probabilmente per
la mancanza di una esperienza diretta dei compositori verso lo stesso; fanno
eccezione le splendide 5 sonate di Beethoven (che però sappiamo essere stato di
carattere anticonformista..)
Brahms scrive e dedica questa seconda sonata all'amico violoncellista Robert
Haussmann, componente del quartetto Joachim, con il quale la esegue in
concerto nella Sala Grande del Musikverein di Vienna il 24 novembre 1886.
Questa sonata numero 2 risulta molto più elaborata e corposa rispetto a quella del
1865 (n. 1 op. 38); l’intensa scrittura pianistica di Brahms, che tende a preferire il
registro medio-grave, è perfettamente integrata con le sonorità naturali del
violoncello.
La sonata è in 4 movimenti:
I – Allegro vivace
Impetuoso e audace nel suo flusso tematico tra pianoforte e violoncello, il primo
movimento mette in evidenza la completa integrazione dei due strumenti, ciascuno
trattato con pari dignità. Il tema ascendente del violoncello, efficace e drammatico,
viene contrastato dai tremoli e dagli arpeggi del pianoforte che propone un secondo
motivo dai toni eroici; si affaccia quindiuna terza idea tematica, una delicata frase
melodica. La coda conclusiva ripropone pacatamente elementi del primo e del
secondo tema, poi il movimento si chiude con energia.
II – Adagio affettuoso
Pagina di forte intensità espressiva, avviata sui pizzicati del violoncello; alla
melodia principale, austera e malinconica, si contrappone un ampio, agitato
episodio centrale. Il contrasto fra i due temi prosegue anche nella coda finale.
III – Allegro passionato e Trio
Il terzo movimento (scherzo) si snoda in un continuo susseguirsi di terzine;
perentorio ed energico è il tema sostenuto dal pianoforte, amabile ed espressiva è
la melodia affidata al violoncello. Rappresenta l'ultima volta in cui Brahms ha usato
una marcatura da capo per indicare la ripresa dello scherzo principale dopo la
sezione del trio contrastante, che è silenziosa e delicata.
IV – Allegro molto
Il movimento finale, esuberante, snello e gioioso, è in forte contrasto con lo stile
grandioso dei precedenti. È strutturato in forma di rondò, schema ABACABA; il
tema principale ricorda un motivo popolare, forse la vecchia canzone goliardica
intitolata “Ich hab mich ergeben” secondo qualche biografo di Brahms.
Le cronache riportano anche questo curioso aneddoto: una giovane violoncellista,
non particolarmente performante, suonò una volta questo brano con lo stesso
Brahms al pianoforte e si lamentò del fatto che non riusciva a sentirsi, visto il
grosso spessore della parte pianisitica. "...Allora è stata fortunata..!" fu la risposta
alquanto sarcastica di Brahms.

(segue analisi struttura del I movimento)

ESPOSIZIONE (1-65):
• Primo tema, Sentence (1-8) = 4 bat inciso + 2 bat frammentazione + 2 bat cadenzanti;
• Controesposizione = Ripetizione del tema (9-16);
• Frase 2 (17-23);
• Ponte modulante verso il secondo tema (24-33);
• Secondo tema (alla dominante), Sentence (34-51) = 6 bat inciso + 6 ripetizione + 2
frammentazione+ 4 cadenzanti;
• Frase 2 in La min (52-59), Sentence = 4 batt idea + 4 batt ripetizione dell’idea + 2
cadenzanti
• Codetta (60-65)

SVILUPPO (66-127):

nello sviluppo Brahms rielabora i temi dell’esposizione e ricavando un elemento melodico


cromatico dai tremoli del pianoforte.
• ponte modulante (94-117)
• riconduzione verso la ripresa (118-127)

RIPRESA (128-211):

• la ripresa è pressoché identica all’esposizione ma con qualche variazione come per esempio
il secondo tema alla tonalità d’impianto (128-177)
• Coda finale che inizia nella stessa maniera dello sviluppo. Brahms inserisce una
reminiscenza del primo e del secondo tema, il quale viene presentato non più in maniera
ritmica, bensì con un carattere più melodioso. (178-211)
V7
VII I 6/3 II 6/3 I 6/4 V I
modulazione a Do# min
modulazione a Sol#min
I 6/4 V V7 I 6/3 DD V V7
 
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