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Piazza Affari ha tentato un allungo ma è rimasto al di sotto di una solida area

di resistenza

Ftse Mib al test dei massimi

Solo il breakout di quota 23.750 potrebbe fornire una nuova dimostrazione di


forza. L’euro/dollaro ha compiuto un veloce recupero e si è portato a ridosso di
quota 1,12.

di Gianluca Defendi

Nel corso delle ultime sedute la situazione tecnica del mercato azionario
italiano è migliorata. L’indice Ftse Mib si è infatti appoggiato a quota 22.800 e
ha compiuto un veloce balzo in avanti, con i prezzi che si sono portati a ridosso
dei massimi raggiunti nel corso delle ultime settimane. Una nuova
dimostrazione di forza arriverà con il breakout (confermato in chiusura di
seduta) di quota 23.750, con un primo target in area 22.930-23.960 e un
secondo obiettivo a quota 24.180-24.220 punti. Pericoloso invece il ritorno
sotto 23.150 anche se, da un punto di vista grafico, soltanto il cedimento del
sostegno posto a 22.700 punti potrebbe annullare i recenti progressi e
innescare una flessione di una certa consistenza, con target teorici a quota
22.470-22.450 prima e in area 22.300-22.280 in un secondo momento.
Tre azioni da monitorare. Tra i titoli che hanno fornito interessanti segnali di
forza segnaliamo Nexi (si veda il box relativo al titolo della settimana),
Unicredit e Unipol-Sai. Unicredit ha strappato al rialzo ed è salita fino ad un
picco di 13,69 euro. La struttura tecnica di breve termine appare costruttiva:
dopo una breve pausa di assestamento al di sopra dei 13 euro è possibile un
nuovo allungo verso 13,45 prima, in area 13,65-13,70 poi e attorno a 13,85-
13,88 euro in un secondo momento. Da seguire anche il comportamento di
Unipol-Sai: il titolo si è infatti appoggiato al solido sostegno grafico situato in
area 2,55-2,53 euro ed è salito con una certa decisione verso la barriera posta
a 2,6650-2,67. Il breakout di questa zona può innescare un ulteriore allungo,
con un primo obiettivo a quota 2,70 e un secondo target in area 2,7260-
2,7340 euro.
Il rimbalzo dell’euro/dollaro. Il cambio Euro/Dollaro (EUR/USD) ha
compiuto un veloce recupero ed è salito fino 1,12. La struttura tecnica di breve
termine sta quindi migliorando: prima di un nuovo allungo, che avrà un primo
target a 1,1230-1,1235 e un secondo obiettivo attorno a 1,1260-1,1265, è
comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra di 1,1130.
Pericoloso solo il ritorno sotto 1,1050 anche se, da un punto di vista grafico,
soltanto una discesa sotto 1,0980 potrebbe provocare un’inversione ribassista
di tendenza. Anche il cambio Euro/Yen (EUR/JPY) ha compiuto un veloce balzo
in avanti ed è salito in area 122,60-122,65. Il superamento di questa zona
fornirà un’ulteriore dimostrazione di forza, con un primo target in area 122,95-
123 e un secondo obiettivo a quota 123,20-123,25. Soltanto una discesa sotto
i 120 punti potrebbe fornire un segnale di debolezza.
Il recupero del petrolio. Il petrolio (analizzato tramite il contratto E-Mini
Crude Oil future quotato sul Cme) ha compiuto un veloce recupero ed è salito
oltre la soglia psicologica dei 60 dollari. La situazione tecnica di breve periodo
sta quindi migliorando, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento
della pressione rialzista: dopo una breve pausa di consolidamento sopra 58,75-
58,70 è possibile un nuovo allungo, con un primo obiettivo in area 60,85-60,90
e un secondo target a quota 61,35-61,40 dollari. Soltanto il ritorno sotto i 58$
potrebbe annullare i recenti progressi e innescare una flessione di una certa
consistenza. (riproduzione riservata)