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Progetto di Pedagogia della Musica

Percorso 24CF
Candidato: Fabio Riz

Traccia n°2: Il candidato elabori lo schema di una lezione, per una classe di scuola
secondaria superiore, tesa a illustrare i principali parametri percettivi
del suono (altezza, intensità, durata, timbro)

Per illustrare in maniera efficace i principali parametri del suono, ritengo opportuno partire dalla
spiegazione dell’onda sonora ed approfondire il concetto che alla sorgente di ogni suono vi è una
vibrazione. Solo in un secondo momento, dopo aver schematizzato il periodo completo di un’onda
sonora si può indicare quali fattori la caratterizzino e quindi, siano collegati a parametri sonori
specifici. Trattandosi di una classe di scuola secondaria superiore, ci si avvale di terminologia e
grafica derivanti dalla matematica e dalla fisica di base, comunque già conosciute dalla classe.
Si propone quindi il seguente schema esplicativo:

Su un diagramma cartesiano con la linea del tempo come asse dell’ascisse e l’ordine di ampiezza
all’ordinata, viene tracciata un’onda sinusoidale che raggiunge altezze uguali positivamente e
negativamente ad intervalli di tempo regolari. A questo punto, dopo aver illustrato le grandezze
relative all’onda sonora quali frequenza d’oscillazione, ampiezza e forma, possiamo fare le prime
comparazioni con i parametri sonori che vengono percepiti dal nostro orecchio:
 L’altezza: la caratteristica che differenzia i suoni acuti da quelli gravi; corrisponde alla
frequenza d’oscillazione, viene misurata in Hertz (Hz) e con questa misura possiamo
curare l’intonazione degli strumenti. E’possibile trattare anche la differenza tra fascia di
suoni udibili, infrasuoni e ultrasuoni per l’essere umano, le particolarità che si vengono a
creare con una sorgente sonora in movimento come l’effetto Doppler.
 L’intensità: viene comunemente denominata “volume”, soprattutto in riferimento a
sorgenti elettroniche. L’intensità è rapportata all’ampiezza dell’onda sonora, si quantifica
con la scala dei Decibel, durante le esecuzioni invece si modifica questo parametro
parlando di “dinamica” e i vari termini forte, piano, crescendo e diminuendo nelle loro
sfumature.
 Il timbro: la caratteristica che ci permette di distinguere a chi appartiene la voce delle
persone, uno strumento da un altro, o le modificazioni che il suono subisce grazie ad
interventi esterni (sordine, mixer, ecc…). In questo caso ogni suono ha una forma d’onda
unica e le varie increspature sulla linea sono la discriminante. I suoni puri, generati
elettronicamente o con i diapason, sono i suoni che posseggono le onde più lineari, i suoni
distorti presentano invece le increspature più rigide. E’ possibile introdurre anche il
discorso delle onde armoniche secondarie, molto importanti per la comprensione di
alcuni fenomeni acustici che sono alla base della costruzione degli strumenti musicali.
 La durata: il parametro che ci consente di misurare il suono in funzione del tempo, più a
lungo si protrae la vibrazione e l’onda sonora, più lungo sarà il suono. E’ la caratteristica
alla base della ritmica e fondamentale per l’esecuzione accurata, sia del singolo che per la
musica d’assieme.

Giunti al termine è consigliato proporre alcuni confronti fra l’onda sonora proposta in
esempio all’inizio della spiegazione e contrapporla alle sue mutazioni, per verificare ed
eventualmente approfondire la comprensione da parte del gruppo classe delle nozioni
descritte. “Cosa succede al suono (o anche cosa percepiamo) se la nostra onda sonora
aumenta improvvisamente la propria frequenza? Se a parità di frequenza d’oscillazione
diminuisce l’ampiezza?”

Se muniti dell’apparecchiatura necessaria e di software appositi per lo studio e la


registrazione del suono, è possibile anche analizzare le onde sonore degli strumenti dei
ragazzi o delle loro voci, evidenziando le differenze relative appunto ai parametri
d’interesse: che forma d’onda ottengo registrando un violino? Trovo similitudini o
differenze se la confronto con la voce umana?