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Educazione musicale e curricolo

M. Della Casa
Capitolo 6

Comprendere i messaggi musicali


Uno degli obiettivi fondamentali dell’educazione musicale è senz’altro Comprendere i messaggi
musicali nella varietà delle loro forme, funzioni e relazioni contestuali. Di fatto lo sviluppo delle
capacità di comprensione è importantissimo per la formazione del soggetto e per la progressiva
presa di coscienza di sé, e ogni competenza linguistico-simbolica si basa sul capire-esprimersi. Per
quanto riguarda l’educazione musicale bisogna garantire un giusto equilibrio tra l’ascoltare e la
produzione della musica, assicurando maggiore organicità e razionalità all’itinerario di
apprendimento attraverso diverse operazioni, conoscenze e attività (detti “obiettivi intermedi”) che
permettano di raggiungere nel migliore dei modi l’obiettivo della comprensione. Bisogna che si
sviluppi una “teoria” della comprensione.

Scopi e tipi di ascolto


Che cosa e come si comprende? Innanzitutto ci si può accostare ad un testo musicale per diversi
scopi, ciascuno dei quali comporta una differente modalità di ascolto.
1. Per attività pratiche: ad esempio per ballare, per il ritmo. Questo è un impiego strumentale della
musica, utilizzata come intermediario per qualcos’altro. (Uso)
2. Per rilassarsi: per regolare il tono psico-fisico. Il soggetto tende ad annullarsi, abbandonandosi
al flusso sonoro. (Agente terapeutico)
3. Come sottofondo: la musica è solamente uno scenario, al quale si presta un’attenzione vaga e
distratta. Non si può definire “ascolto” perché esso richiede concentrazione.
4. Per vivere sensazioni, emozioni, immagini: ascolto di tipo “proiettivo”, nel senso che
l’ascoltatore proietta la propria soggettività, i propri sentimenti, le proprie fantasie sull’opera
musicale, assimilandola a se stesso e non riconoscendola come oggetto distinto. Questo ascolto
ha un carattere attivo, e sviluppa la fantasia e l’autoriconoscimento emotivo. Non vi è
riconoscimento dell’opera in quanto tale, ma vi è una partecipazione/identificativa. (Ascolto
attivo identificativo).
5. Per capirla: ascolto “obiettivo” e “riflessivo”, si riconosce nell’opera musicale un oggetto
distinto strutturato per essere compreso per ciò che è. Questo tipo di ascolto è l’unico che si
possa definire “di comprensione”. (Ascolto attivo oggettivo).
Secondo Della Casa la comprensione è un processo attivo a due partecipanti, ad esempio un testo
musicale e un ascoltatore, in cui quest’ultimo trasforma ciò che è sconosciuto (testo musicale) in un
insieme di conoscenze controllabili e integrabili nel suo sistema culturale. Per comprendere l’opera
musicale bisogna rispondere a delle domande: com’è fatta? perché? come si struttura? come si
spiega?... Quanto più sappiamo porre domande tanto più ricaveremo informazioni dall’oggetto,
spiegandolo. Saper fare domande appropriate è dunque la capacità centrale, ma anche la più difficile
da acquisire.
Un modello procedurale
Per insegnare a comprendere bisogna disporre di una teoria, o di un modello, di tipo empirico e
applicativo. Concretamente, il nostro scopo è quello di accertare quali sono le strategie da usare per
una buona comprensione, e come possono essere applicate così da produrre un cambiamento. La
nostra teoria (didattico-educativa) dovrà essere quindi di tipo “procedurale”, ossia un insieme di
operazioni governabili, e collocabili al livello della cultura di cui il soggetto può prendere coscienza
e può applicarsi concretamente. Difatti la comprensione è un’esperienza che si colloca dalla parte
dell’ascoltatore; l’opera è solo uno schema potenziale, con cui è necessario confrontarsi.
Faremo riferimento al “buon ascoltatore non professionale”, non all’ascoltatore ingenuo né a quello
professionale, perché il nostro scopo è quello di produrre cambiamento, una crescita, e il “buon
ascoltatore” senza avere una specifica preparazione professionale, sa accostarsi alla musica in modo
problematico e intelligente.
Per procedere alla comprensione dovremo identificare con chiarezza le operazioni e i processi, e
anche se generalmente sono compiuti senza che l’ascoltatore ne abbia consapevolezza,
implicitamente, noi dovremo renderli espliciti per dar forma riconoscibile al “modello di
comprensione” e per tradurlo in una serie di obiettivi. Dobbiamo inoltre indicare in chiaro le
operazioni da compiere, i procedimenti da seguire, le attività da svolgere; in seguito dobbiamo
controllare i risultati esteriorizzando ciò che è stato capito attraverso parole, schemi ed altro. Un
modello attendibile di “buona” comprensione:
1. Assume un atteggiamento problematico/esplicativo: per capire bisogna saper problematizzare un
oggetto; l’ascoltatore considera l’opera qualcosa che dev’essere spiegata, ponendole domande;
l’ascoltatore attivo individua problemi e cerca di dare una soluzione mediante un lavoro
analitico/interpretativo osservando ed esplorando.
2. Organizza in base al principio di coerenza: ricerca di legami fra le parti dell’opera come
insieme coerente che permette di rappresentarla in uno schema organico.
3. Affronta l’opera su più piani strutturali: comprensione su quattro piani fondamentali: a) delle
strutture materiali o fonico-espressive; b) dei significati; c) delle relazioni contestuali (usi
sociali, situazioni socio-storiche); d) delle relazioni col sistema musicale (genere, rapporti con
altre opere, ecc.). questi piani sono connessi tra loro, legati da una circolarità.
4. Interpreta funzionalmente gli elementi sui diversi piani e livelli: si cerca di cogliere le funzioni
delle parti (livelli) che svolgono rispetto ad altri elementi o nei confronti dell’insieme. Tipi di
funzioni:
a) funzioni sintattiche (sul piano delle funzioni fonico-espressive) es. in una frase melodica,
la prima semi-frase ha funzione di apertura.
b) Funzioni semantiche (sul piano del senso) es. un ritmo regolare può rinviare a sensi
come sicurezza, chiarezza, distensione.
c) Funzioni pragmatiche (sul piano degli usi) determinati scopi culturali e sociali, es. serve
ad accompagnare il lavoro, si propone ad un consumo simbolico/estetico, ecc.
5. Coglie la logica “composizionale” e sa centrare i diversi livelli costituenti: l’insieme è
percepito come realizzato per “composizione” di elementi sia sull’asse dello sviluppo lineare sia
su quello dell’aggregazione verticale:
 Lo sviluppo lineare, l’ascoltatore cerca un piano organizzato (i movimenti, le sezioni, le
parti…)
 La dimensione verticale, l’ascoltatore individua i principali costituenti (melodia, ritmo,
timbro, armonia…) individuando caratteristiche essenziali e ruoli dei costituenti.
6. Fa uso di una strategia: l’ascoltatore non procede in modo casuale e frammentario, ma segue
uno schema processuale interiorizzato, con determinate operazioni e procedure, con ordine di
applicazione, delle aspettative e dei criteri di controllo. La lettura si realizza in base a un piano.

Lettura di base e lettura avanzata


Gli enunciati in precedenza costituiscono gli aspetti di una lettura avanzata, ma si presuppone che
gli alunni che si avvicinano per la prima volta all’ascolto non abbiano inizialmente competenze di
questo tipo, o se le hanno solo in misura parziale. Possiedono codici di lettura che qualcuno ha
definito “popolari”, in contrapposizione al codice “colto” degli esperti (Stefani, 1977). E cosi il
compito dell’insegnante dovrebbe essere essenzialmente quello di rendere consapevole e meglio
organizzata questa competenza di base. Rispetto alla competenza di partenza, base, la competenza
avanzata è diversa nella qualità, nell’articolazione e nella potenza esplicativa. L’educazione
musicale parte da una competenza di livello 1, ma si propone di produrre un cambiamento, cioè di
raggiungere una competenza di livello 2 che include la 1 e che la supera. L’insegnamento dovrebbe
abilitare l’allievo a porsi più problemi e a dare ad essi soluzione, dunque a spiegare più a fondo
l’opera.

Competenza di base Competenza avanzata (terminale)

A tendenza proiettiva Problematica


Piatta (campo della comprensione ristretto) A banda larga (campo comprensione largo)
Sincretica (opera colta in modo globalistico) Analitico/sintetica (connesse circolarmente)
Non pianificata Pianificata
Lineare in avanti (dipendenti dal flusso temporale) Reversibile (si sa retrocedere e anticipare)

Il modello di comprensione non fa riferimento ad uno “specialista” quindi non richiede un sapere
tecnico. La strumentazione essenziale che consente di identificare elementi pertinenti e di svolgervi
intorno una riflessione sono ad esempio il timbro, il “tema”, i ritmi in levare…). Occorre quindi un
paradigma essenziale di “strutture” sostanziali strettamente funzionali al lavoro della comprensione
che, ai livelli scolastici iniziali, possono essere fornite anche in modo intuitivo o semi-tecnico.